Lipari. Per i 70 anni dell’apertura al pubblico del museo Archeologico regionale Eoliano “Luigi Bernabò Brea” tre giorni di eventi: una mostra, un convegno e l’incontro annuale IIPP. Si inizia con la due giorni di convegno “Raccontare il museo di Lipari a Settant’anni dall’apertura al pubblico” 

lipari_archeologico_70-anni-del-museo_locandina1954 – 2024: il museo Archeologico regionale Eoliano “Luigi Bernabò Brea” di Lipari festeggia il settantesimo anniversario dalla sua apertura al pubblico, avvenuta appunto nell’estate del 1954. E per commemorare questo importante traguardo, il museo, situato nello storico Castello di Lipari, ospiterà una serie di eventi e convegni dal 4 al 6 luglio 2024. Si parte giovedì 4 luglio 2024 a Lipari, nel padiglione ex ostello, alle 12, con l’inaugurazione della mostra “1942-1954 verso il Museo”, curata da Maria Clara Martinelli, Maria Bernabò Brea e Luana La Fauci, dedicata alla storia del Museo, sulla base dei documenti e della ricca corrispondenza conservata nell’Archivio storico. La mostra, che sarà permanente e visitabile con il biglietto di ingresso al museo, da lunedì a sabato  9 – 19 e la domenica 9 – 13, offre una panoramica delle ricerche e delle scoperte archeologiche che hanno segnato la nascita del museo, inaugurato grazie agli sforzi di Luigi Bernabò Brea, che dopo la dismissione del campo di confino situato sul Castello durante il regime fascista, iniziò le ricerche archeologiche che portarono alla creazione di questa istituzione culturale. Si continua sempre giovedì 4 luglio col convegno di due giorni che mira a esplorare la trasformazione del Castello di Lipari da luogo di prigionia a fulcro di attività culturali, enfatizzando l’importanza del museo non solo come custode di tesori archeologici, ma anche come custode della memoria storica dell’area. E si arriva al clou sabato 6 luglio 2024 con il XIII Incontro Annuale di Preistoria e Protostoria, organizzato dall’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Quest’anno, il focus sarà sui “Musei di Preistoria. Esperienze a confronto”, dove esperti nazionali e internazionali condivideranno le loro esperienze e visioni sul ruolo e l’evoluzione dei musei di preistoria.

lipari_archeologico_convegno-raccontare-il-museo-di-lipari-a-70-anni-dall-apertura-al-pubblico_locandinaGiovedì 4 e venerdì 5 luglio 2024, dalle 10, nella sala conferenze dell’ex chiesa Santa Caterina, si svolgeranno i lavori del convegno “Raccontare il museo di Lipari a Settant’anni dall’apertura al pubblico” nel corso del quale si traccerà la storia del percorso formativo della prestigiosa istituzione museale, in cui andava via via prendendo forma l’appassionante progetto culturale eoliano di Luigi Bernabò Brea, in una visione da subito condivisa con gli abitanti delle isole, che lo hanno sempre supportato, offrendo appassionate e fondamentali collaborazioni. I saluti delle autorità della Regione Siciliana saranno esposti dall’assessore dei Beni culturali e dell’identità siciliana e dal direttore del dipartimento dei Beni culturali e dell’identità siciliana; dai sindaci dei Comuni delle Isole Eolie; dall’arcivescovo di Messina, Patti e Santa Lucia del Mela; da Mirella Vinci soprintendente di Messina. A seguire Rosario Vilardo, direttore del parco archeologico delle Isole Eolie, del quale oggi il museo è la sede principale, e l’archeologa Maria Clara Martinelli illustreranno i nuovi progetti espositivi realizzati e in corso di realizzazione per far sì che l’istituzione mantenga sempre il suo ruolo dinamico; lo storico Giuseppe La Greca racconterà lo stato dei luoghi del Castello prima del 1950; Maria Bernabò Brea, già direttrice del museo nazionale Archeologico di Parma, insieme a Madeleine Cavalier, studiosa che ha condiviso con Luigi Bernabò Brea la creazione del museo e le ricerche nelle Eolie, ricorderanno alcuni dei momenti più importanti della lunga e faticosa strada percorsa; Annunziata Ollà, archeologa della soprintendenza di Messina, si occuperà della collaborazione scientifica per la tutela di questo particolare territorio; Gabriella Tigano, direttrice del parco archeologico di Giardini Naxos e Taormina, racconterà i primi passi della ricerca a Milazzo, i cui risultati sono esposti in due sale del museo di Lipari; Monica Miari, funzionario del ministero della Cultura e già presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria di Firenze, descriverà il rapporto tra Paolo Graziosi, fondatore dell’Istituto, e Luigi Bernabò Brea; Caterina Greco, già direttrice del museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo, presenterà l’importante museo siciliano; Massimo Cultraro, dirigente archeologo del CNR-Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale e docente dell’università di Palermo, confronterà il museo di Lipari con quello di Lemnos, anch’esso dovuto all’iniziativa di Luigi Bernabò Brea; e poi Andrea Cardarelli, docente dell’università La Sapienza di Roma, oggi presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria di Firenze, darà voce a quella che è la più importante stratigrafia preistorica scoperta in un sito archeologico; Isabella Matelli, docente dell’università La Cattolica di Milano, discuterà della collezione di maschere teatrali di Lipari, ritenuta unica nel mondo classico; infine l’attore Christian Poggioni terrà una lezione – spettacolo nella quale interpreterà Prometeo.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale partita la seconda fase esecutiva del restauro del Mosaico di Alessandro: si comincia con il consolidamento degli antichi strati di preparazione. Osanna: “Un intervento inedito dal punto di vista scientifico, che ancora una volta ha unito i termini di tutela e valorizzazione”

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Tecnici e responsabili al via delal seconda fase esecutiva del restauro del mosaico di Alessandro al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Questa mattina, mercoledì 3 luglio 2024, al museo Archeologico nazionale di Napoli, è iniziata la seconda fase esecutiva del restauro del Mosaico di Alessandro. I lavori, la cui conclusione è prevista nei primi mesi del 2025, contempleranno il consolidamento degli strati preparatori originari del mosaico e la realizzazione di un nuovo supporto. Il capolavoro, che risale al I sec. a.C. e proviene dalla Casa del Fauno di Pompei, ha dimensioni straordinarie: pesa circa sette tonnellate ed è composto da quasi due milioni di tessere di dimensioni millimetriche, disposte su una superficie di 5.82 x 3.13 metri. L’opera sarà nuovamente movimentata per essere collocata in posizione orizzontale, completando così l’intervento di restauro della superficie musiva.

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Si discute all’avvio della seconda fase esecutiva del restauro di Alessandro al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

La movimentazione sarà eseguita dallo stesso sistema meccanico che, già presente in situ, lo scorso ottobre ha permesso, con un’operazione di notevole impegno, il distacco del mosaico dalla parete dove era stato collocato nel 1916. Analogamente a quanto accaduto durante la prima movimentazione, saranno naturalmente monitorati in tempo reale gli spostamenti e le sollecitazioni sull’opera. Negli ultimi mesi di lavoro è stato possibile indagare approfonditamente gli strati preparatori originari del manufatto, verificandone lo stato di conservazione e completando il quadro di conoscenze in nostro possesso sino ad oggi.

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Gli strati preparatori che supportano il grande mosaico di Alessandro al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

“Avviamo una nuova fase di lavoro per restaurare il mosaico di Alessandro”, commenta il direttore generale Musei del MiC, Massimo Osanna: “Un intervento inedito dal punto di vista scientifico, che ancora una volta ha unito i termini di tutela e valorizzazione. Anche nei prossimi mesi, il cantiere trasparente permetterà al pubblico di seguire l’intervento, accompagnando il percorso verso la nuova collocazione e fruibilità dell’opera”.

Castellammare (Na). Il museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” si amplia con reperti in prestito dal MANN: una coppa in ossidiana dai motivi egittizzanti e un busto di una principessa giulio-claudia insieme ad affreschi esposti per la prima volta. Oggi ultima vista ai depositi prima della pausa estiva

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Il nuovo allestimento del museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” nella reggia di Quisisana con i reperti giunti dal Mann (foto parco archeologico pompei)

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Uno degli affreschi, mai esposti prima, provenienti dal Mann ed esposti al museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” nella reggia di Quisisana (foto parco archeologico pompei)

Mercoledì 3 luglio 2024 è una data importante per il museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” nella reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia (Na). Nel giorno in cui è in programma l’ultimo appuntamento della stagione estiva ai depositi archeologici del Museo di Stabia (con due turni alle 15 e alle 16, la visita speciale sarà condotta dai funzionari restauratori del parco archeologico di Pompei sul tema del restauro e dell’arte della conservazione: biglietti acquistabili su prenotazione e nella biglietteria del museo), il museo “Libero D’Orsi” amplia il suo percorso espositivo con nuovi reperti. Una coppa in ossidiana a motivi egittizzanti e un busto-ritratto di una principessa giulio-claudia, attribuito a Claudia Ottavia, figlia di Claudio e prima moglie di Nerone, direttamente dalle collezioni del museo Archeologico nazionale di Napoli (Mann) insieme ad affreschi per la prima volta esposti, vanno ad ampliare l’esposizione del Museo. I reperti sono in prestito, grazie all’Accordo di valorizzazione sottoscritto nel 2023 tra il parco archeologico di Pompei e il Mann finalizzato alla valorizzazione del patrimonio stabiano, e per mezzo del quale è stata già integrata la collezione del Museo dalla sua riapertura, lo scorso marzo. Curatori del nuovo allestimento sono Maria Rispoli, direttrice del Museo, e Teresa Argento, funzionario restauratore della Reggia di Quisisana.

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Maria Rispoli, direttrice del museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi (foto parco archeologico pompei)

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Uno degli affreschi, mai esposti prima, provenienti dal Mann ed esposti al museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” nella reggia di Quisisana (foto parco archeologico pompei)

“Il museo archeologico di Stabia è sempre più protagonista di una rete territoriale di siti e luoghi della cultura di inestimabile valore”, sottolinea il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel. “Abbiamo già in programma un incontro con il neo eletto sindaco di Castellammare, Luigi Vicinanza, per parlare di progetti futuri. I collegamenti con mezzi pubblici, decoro e segnaletica sono alcune priorità che vorrei affrontare insieme all’amministrazione comunale. Intanto si sta lavorando ai servizi di accoglienza alle ville di Stabia, dove sono in corso importanti lavori di restauro e accessibilità”.

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La Coppa C (phiale), rinvenuta a Villa San Marco da Libero D’Orsi nel 1954, prestata dal Mann ed esposta al museo Archeologico di Stabia (foto parco archeologico pompei)

Tra le opere arrivate di particolare pregio per la loro unicità e bellezza, vi è una delle tre coppe in ossidiana, decorate con pietre preziose e motivi egittizzanti, rinvenute a Villa San Marco da Libero D’Orsi. Il 21 e il 22 maggio del 1954, durante i lavori di scavo dell’ambiente n. 37, si rinvennero numerosissimi frammenti di ossidiana finemente lavorata e una notevole quantità di fili d’oro e minuscole tarsie di malachite, diaspro giallo, lapislazzulo, corallo bianco e rosa, alcune ancora inserite in tralicci di lamine d’oro, che costituivano una ricca decorazione ad intarsio. Intuita l’eccezionalità del rinvenimento, i reperti furono immediatamente trasferiti al laboratorio di restauro del museo Archeologico nazionale di Napoli.

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Le tre coppe provenienti da Stabia quando erano esposte insieme al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Gli interventi di restauro permisero di ricomporre due skyphoi (coppe) con decorazione egittizzante (Coppa A e Coppa B), uno skyphos più piccolo con elementi vegetali conservato quasi per intero (Coppa C) e parte di una phiale (coppa) con scena nilotica. Sulle coppe A e B sono raffigurate scene di culto di tradizione egizia; la coppa C, che arriva al museo Archeologico di Stabia, è caratterizzata da una variopinta decorazione, intarsiata in oro e pietre preziose di colore rosso, verde, bianco, rosa, giallo e blu, costituita da foglie, fiori e da un uccello posato sullo stelo centrale. Il tipo di rappresentazione si rifà a modelli “egittizzanti”, moda che si affermò a Roma dopo la conquista dell’Egitto a seguito della battaglia di Azio del 31 a.C. La preziosità dei materiali utilizzati, la tecnica, che presume artigiani altamente specializzati, fanno di questi vasi dei capolavori dell’artigianato alessandrino e soprattutto ci inducono a pensare ad una committenza esclusiva.

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Busto-ritratto di una principessa giulio-claudia, attribuito a Claudia Ottavia, figlia di Claudio e prima moglie di Nerone, proveniente dal Mann ed esposto al museo Archeologico di Stabia (foto parco archeologico pompei)

Altro reperto in esposizione è il noto busto-ritratto di una principessa giulio-claudia, attribuito a Claudia Ottavia, figlia di Claudio e prima moglie di Nerone, rinvenuto nel larario del piccolo peristilio della villa di Anteros insieme all’iscrizione di Anteros ed Heracleo, anch’essa esposta nel museo. Si tratta di una dedica ai Lari e alla Famiglia da parte di due personaggi, Anteros ed Heracleo, liberto e servo della famiglia in cui prestavano servizio. L’assenza dell’indicazione nel testo della gens, a cui è rivolta la dedica, lascerebbe presupporre l’alto rango di questa famiglia a tal punto da non esserne indicato il nome, vista la notorietà. Dunque, potrebbe trattarsi di liberti ed esponenti della famiglia imperiale, che custodivano ed esponevano nella propria casa un ritratto della principessa imperiale.

Torino. Alle Gallerie d’Italia in occasione di “Paesaggi/Landscapes”, il terzo dialogo tra l’artista Sara Sallam e l’archeologo e curatore del museo Egizio Paolo Del Vesco su “Dai paesaggi ai musei e ritorno”. In presenza e on line. Prenotazione obbligatoria

torino_egizio-gallerie_paesaggi-landscapes_conferenza-dai-paesaggi-ai-musei-e-ritorno_sallam_locandinaTerzo talk del ciclo “Paesaggi/Landscapes” (vedi Torino. Alle Gallerie d’Italia la video-installazione immersiva “Paesaggi/Landscapes”, progetto culturale ideato dal museo Egizio – in partnership con Intesa Sanpaolo – in cui la fotografia e la video-arte incontrano l’archeologia e l’antico Egitto: anticipazione di ciò che i visitatori del museo Egizio potranno sperimentare con “Egitto immersivo” nel 2025 | archeologiavocidalpassato) organizzato dal museo Egizio di Torino in collaborazione con Gallerie d’Italia di Torino, che vedrà protagonisti l’artista Sara Sallam e l’archeologo e curatore del museo Egizio Paolo Del Vesco: appuntamento mercoledì 3 luglio 2024, alle 18.30, a Gallerie d’Italia Torino (piazza San Carlo, 156) con “Dai paesaggi ai musei e ritorno”. Il dialogo tra l’artista Sara Sallam e il curatore Paolo Del Vesco affronterà le diverse (dis)connessioni tra paesaggi archeologici e sale dei musei. Modera Marina Paglieri (La Repubblica). L’incontro è in lingua inglese ed è gratuito con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/dai-paesaggi-ai-musei-e…. L’incontro sarà disponibile anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio di Torino.

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La locandina della presentazione della mostra fotografica di Sara Sallam al museo Egizio di Torino nel novembre 2022

Qual è il ruolo degli archivi fotografici nel plasmare le letture di questi paesaggi e le narrazioni storiche intrecciate intorno a loro? È questo uno degli interrogativi attorno a cui ruoterà il confronto tra Sallam, giovane artista di origine egiziana, ma operativa nei Paesi Bassi, impegnata in una ricerca artistica multidisciplinare, che utilizza fotografia, scrittura, videoinstallazioni (vedi Torino. Al museo Egizio per il centenario della scoperta della tomba del faraone bambino apre la mostra di arte contemporanea “Attraverso gli occhi di Tutankhamon. Prospettive e alternative sull’Egittologia” di Sara Sallam  | archeologiavocidalpassato) e l’archeologo ed egittologo Paolo Del Vesco. A partire da alcune opere recenti della Sallam (Home Outside of Home, A Layer of Salt for My Oblivion, Piercing the Architectural Frame) e da una selezione di coppie di fotografie d’archivio e attuali che mostrano paesaggi “archeologizzati”, Sallam e Del Vesco rifletteranno su come gli interventi artistici che reinventano i paesaggi e inquadrano il passato potrebbero non solo offrire considerazioni critiche sulla prospettiva storica occidentale, ma anche ispirare pratiche curatoriali nuove all’interno dei musei archeologici.

Al via l’evento zero della Rassegna internazionale del Cinema Archeologico organizzato da Petrafilm. Prima tappa al teatro Filo di Cremona, seconda al museo Archeologico Alto Mantovano di Cavriana (Mn): otto film in cartellone con una prima mondiale

cremona_rassegna-internazionale-film-archeologico_2024_locandinaL’hanno chiamato “evento zero”, perché Petrafilm di Petra Paola Lucini, che ne cura l’organizzazione, e Dario Di Biasi, che ne è il direttore artistico, hanno voluto partire in punta di piedi, ma la Rassegna internazionale del Cinema Archeologico di Cremona anche in questa anteprima di presentazione e lancio ha le carte in regola per una manifestazione di qualità, in vista della prima edizione in programma nel 2025. Due le tappe dell’evento zero: mercoledì 3 luglio 2024, al teatro Filo di Cremona; venerdì 5 luglio 2024 al museo Archeologico Alto Mantovano di Cavriana (Mn). In programma 5 proiezioni nel pomeriggio dalle 16 alle 19, e 3 in serata dalle 20.30 alle 22.30 per ogni location. Al termine del ciclo delle proiezioni: dibattito con i protagonisti (registi, autori, filmmaker). Un importante momento di condivisione tra gli ospiti / spettatori intervenuti. Ogni spettatore riceve una scheda di valutazione per la premiazione del filmato preferito che avviene a fine serata.

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Il regista veneziano Alberto Castellani con la sua inseparabile telecamera in azione nel Vicino Oriente (foto mediavenice)

PROGRAMMA DI CREMONA – TEATRO FILO. Il pomeriggio, dalle 16 alle 19. Apre il film “Water is life” di Anil Gok (Turchia, 2023; 5’). L’acqua, un bene indispensabile da condividere sempre. Segue il film in anteprima mondiale “Giordania Biblica” di Alberto Castellani (Italia, 2024; 60‘). I luoghi dell’Antico e del nuovo Testamento, il fascino senza tempo di una terra antica, per storia archeologica e religiosa (vedi “Giordania, la terra dell’Alleanza. Alla scoperta dei luoghi dell’Antico e del Nuovo Testamento”: il regista veneziano Alberto Castellani svela in anteprima il suo nuovo film, un viaggio per scoprire oggi il fascino senza tempo di una terra antica tra religione e fede, storia e archeologia | archeologiavocidalpassato). Quindi il film “Uomini e dei: il Mare e il Sacro” di Massimo D’Alessandro (Italia, 2023; 43′). Nelle grotte di Sant’Eufemia, di fronte a Vieste, sono conservate più di 200 iscrizioni rupestri che narrano storie antiche. Testimonianza di secoli di vita, con reperti archeologici che coprono quasi mille anni di storia. Segue il film “I pozzi cantanti” di Alfredo e Angelo Castiglioni (Italia, 2009; 30′). Nell’Etiopia meridionale ci sono pozzi che sprofondano trenta metri nel sottosuolo. Uomini e donne portano in superficie l’acqua necessaria, mentre il loro canto scandisce il lavoro. Chiude il pomeriggio il film di animazione “Achille nell’isola di Sciro” (Spagna, 5′) e il film “La fuga di Achille. La battaglia finale”.

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Locandina del film “Cahuachi. Labirinti nella Sabbia” di Petra Paola Lucini

La sera, dalle 20.30 alle 22.30. Apre il film “Le età della fortezza: Castel Beseno” di Stefano Benedetti e Oscar Sartori (Italia, 2007; 12’). Ricostruzione in 3D delle varie fasi storiche del Castel Beseno (per gentile concessione del Castello del Buonconsiglio di Trento). Segue il film “Cahuachi. Labirinti nella Sabbia” di Petra Paola Lucini (Italia, 2020; 48′). Un viaggio nel tempo e nei sogni di due persone che si incrociano. La ragazza che cura la torre di Cremona e il professor Orefici che riporta alla luce l’antica civiltà nel deserto di Nasca in Perù. Chiude il film “Anima Insulae” di Lorenzo Daniele (Italia, 2024; 50′). Il sito di Palikè, in Sicilia, già in epoca preistorica era ritenuto un luogo sacro. A partire dall’età arcaica si correda di strutture dedicate alla celebrazione dei rituali aggreganti.

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Il film “Anima insulae. Nella terra dei Siculi” di Lorenzo Daniele

PROGRAMMA DI CAVRIANA – MUSEO ARCHEOLOGICO. Il pomeriggio dalle 16 alle 19. Apre il film “Water is life” di Anil Gok (Turchia, 2023; 5’). L’acqua, un bene indispensabile da condividere sempre. Segue il film in anteprima mondiale “Giordania Biblica” di Alberto Castellani (Italia, 2024; 60‘). I luoghi dell’Antico e del nuovo Testamento, il fascino senza tempo di una terra antica, per storia archeologica e religiosa. Quindi il film “I pozzi cantanti” di Alfredo e Angelo Castiglioni (Italia, 2009; 30′). Nell’Etiopia meridionale ci sono pozzi che sprofondano trenta metri nel sottosuolo. Uomini e donne portano in superficie l’acqua necessaria, mentre il loro canto scandisce il lavoro. Segue il film “Anima Insulae” di Lorenzo Daniele (Italia, 2024; 50′). Il sito di Palikè, in Sicilia, già in epoca preistorica era ritenuto un luogo sacro. A partire dall’età arcaica si correda di strutture dedicate alla celebrazione dei rituali aggreganti. Chiude il pomeriggio il film di animazione “Achille nell’isola di Sciro” (Spagna, 5′) e il film “La fuga di Achille. La battaglia finale”. Chiude il pomeriggio il film di animazione “Achille nell’isola di Sciro” (Spagna, 5′) e il film “La fuga di Achille. La battaglia finale”.

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Frame del film “Uomini e dèi. Il mare e il sacro / Men and gods. The sea and the sacred” di Massimo D’Alessandro

La sera, dalle 20.30 alle 22.30. Apre il film “Carpentieri e falegnami nell’età del Bronzo” di Mario Piavoli (Italia, 2015; 24′). Il film illustra le fasi di lavoro, le tecniche costruttive e la fedele ricostruzione di alcuni elementi delle strutture abitative palafitticole di una popolazione vissuta nell’entroterra sud-gardesano migliaia di anni fa. Segue il film “Cahuachi. Labirinti nella Sabbia” di Petra Paola Lucini (Italia, 2020; 48′). Un viaggio nel tempo e nei sogni di due persone che si incrociano. La ragazza che cura la torre di Cremona e il Professor Orefici che riporta alla luce l’antica civiltà nel deserto di Nasca in Perù. Chiude il film “Uomini e dei: il Mare e il Sacro” di Massimo D’Alessandro (Italia, 2023; 43′). Nelle grotte di Sant’Eufemia, di fronte a Vieste, sono conservate più di 200 iscrizioni rupestri che narrano storie antiche. Testimonianza di secoli di vita, con reperti archeologici che coprono quasi mille anni di storia.

Ravenna. Ecco i nuovi orari di visita dell’Antico Porto di Classe per l’estate 2024. E al venerdì “Ti PORTO a colazione”: visita guidata ad aggregazione libera 

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L’area archeologica dell’antico porto di Classe (Ravenna)

Con l’arrivo dell’estate, per consentire una migliore fruizione di questo sito archeologico a cielo aperto, l’Antico Porto di Classe (Ra) cambia gli orari di apertura: dal 2 luglio 2024 è visitabile dal martedì al sabato, dalle 8.30 alle 13.30. Chiuso la domenica e il lunedì. Unitamente alla Basilica di Sant’Apollinare in Classe e al Classis Ravenna – Museo della città e del territorio, l’Antico Porto di Classe costituisce il circuito del Parco Archeologico di Classe. Per orari, informazioni e prenotazioni: tel. 320 9539916, prenotazioni@ravennantica.org  www.ravennantica.it

ravenna_porto-di-classe_ti-porto-a-colazione-locandinaInoltre, dal 12 luglio al 30 agosto 2024, tutti i venerdì mattina, alle 9, è in programma “Ti PORTO a colazione”: visita guidata ad aggregazione libera per scoprire come funzionava l’antico scalo commerciale in un vero e proprio viaggio nel passato. Al termine del percorso di visita, verrà consegnato un coupon colazione ad ogni partecipante, comprensivo di un caffè o cappuccino + una brioche a scelta e accompagnerà il gruppo presso la pasticceria convenzionata “Bar pasticceria Michele Stella”, in via Romea Sud, a pochi passi dal sito archeologico. Non è necessaria la prenotazione. Per informazioni: www.ravennantica.it oppure 320 9539916

Reggio Calabria. Penultima opportunità per seguire i lavori di monitoraggio dei Bronzi di Riace

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Penultimo appuntamento, ieri 1° luglio e oggi 2 luglio 2024, con la campagna di verifica e monitoraggio dei Bronzi di Riace al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. L’équipe di esperti del MArRC, dell’istituto centrale per il Restauro e dell’università di Genova è impegnata in questi giorni in indagini autoptiche e diagnostiche in sala bronzi. Nel mese di luglio 2024 martedì 2 è l’unico giorno per seguire i lavori in corso del team scientifico attraverso le vetrate di piazza Paolo Orsi. Prossimo appuntamento martedì 2 Luglio 2024. Prossimo e ultimo appuntamento CHECK-UP BRONZI 2024: 16-17-18 settembre 2024.

Bologna. Al via “Musei sotto le stelle”: i Musei Civici di Bologna si raccontano in piazza Maggiore prima delle proiezioni gratuite dei film in programma nel cartellone “Sotto le stelle del Cinema”. Ecco il calendario

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Piazza Maggiore a Bologna per “Sotto le stelle del Cinema” (foto Lorenzo Burlando / courtesy Fondazione Cineteca di Bologna)

bologna_musei_logoI Musei Civici di Bologna si raccontano sotto le stelle in piazza Maggiore dal 1° luglio al 9 agosto 2024. Sono sei gli appuntamenti serali con “Musei sotto le stelle” che, grazie alla collaborazione tra il Settore Musei Civici Bologna e la Fondazione Cineteca di Bologna, alle 21.30 nel mese di luglio e alle 21.15 in agosto, precederanno le proiezioni gratuite dei film in programma nel cartellone Sotto le stelle del Cinema, manifestazione promossa da Cineteca di Bologna e Comune di Bologna con il sostegno di ministero della Cultura e Regione Emilia-Romagna. Main sponsor Gruppo Hera. Fa inoltre parte di Bologna Estate 2024, il cartellone di attività promosso da Comune di Bologna e Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.

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bologna_cineteca_logoDurante uno dei riti più amati dai cittadini bolognesi, dai cinefili di tutto il mondo e dai tanti turisti che affollano la città in estate, i volti e le voci di coloro che dirigono e lavorano nei Musei Civici si alterneranno per raccontare in prima persona le storie e i patrimoni culturali museali attraverso varie e differenti trame narrative di percorsi espositivi permanenti, mostre, progetti in corso. I musei escono dai propri confini materiali e dialogano con il grande pubblico che vive la magia del cinema all’aperto più bello del mondo. “Siamo molto felici di questa collaborazione tra il nostro Settore Musei Civici Bologna e la Fondazione Cineteca di Bologna”, dichiara Eva Degl’Innocenti, direttrice Settore Musei Civici Bologna, “di cui i sei appuntamenti di Musei sotto le stelle sono soltanto la piccola parte di una collaborazione culturale che vedrà uniti i nostri musei e la Cineteca per la realizzazione e la promozione di progetti, attività culturali, eventi, nonché per la partecipazione congiunta a bandi, con particolare attenzione al rapporto tra patrimonio culturale, musei e cinema”. Ecco il calendario.

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La mostra di Robert Kuśmirowski “P E R S O [A] N O M A L I A” al MAMbo di Bologna (foto Ornella De Carlo / courtesy l’artista, Foksal Gallery Foundation e Freak Andò di Maurizio Marzadori)

Lunedì 1° luglio 2024, ore 21.30: Lorenzo Balbi (direttore MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna) e Marinella Paderni (curatrice e docente) e la mostra di Robert Kuśmirowski “P E R S O [A] N O M A L I A”. In occasione del 44° anniversario della strage di Ustica, il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna presenta fino al 29 settembre 2024, nello spazio della Sala delle Ciminiere, P E R S O [A] N O M A L I A, una grande mostra dell’artista polacco Robert Kuśmirowski a cura di Lorenzo Balbi e Marinella Paderni, realizzata con il contributo di Istituto Polacco di Roma, Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Repubblica Polacca, Adam Mickiewicz Institute e con il supporto di Foksal Gallery Foundation. L’esposizione, facendo eco al tragico evento del 27 giugno 1980, affida al linguaggio dell’arte contemporanea una riflessione sulla memoria collettiva in un particolare momento di ripiegamento della storia su se stessa. Sul filo di questa evocazione, Kuśmirowski esplora la complessità del ricordo e dell’oblio attraverso installazioni in cui si combinano elementi visivi, sonori e sensoriali. La serie di ambienti, di diversa natura e per la maggior parte inediti, dialogano tra loro creando un ponte tra passato e presente che genera una palpabile atmosfera sospesa ed enigmatica. Info: www.museibologna.it/mambo. A seguire il film “Omicidio a luci rosse” (USA/1984) di Brian De Palma (114′).

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La mostra “Conoscenza e Libertà. Arte islamica al Museo Civico Medievale di Bologna”: fiala in vetro blu decorato a smalti policromi e oro (Siria, XIII secolo) (foto bologna musei)

Domenica 7 luglio 2024, ore 21.30: Silvia Battistini (direttrice Musei Civici d’Arte Antica) e la mostra “Conoscenza e Libertà. Arte islamica al Museo Civico Medievale di Bologna”. Il Museo Civico Medievale conserva un prezioso nucleo di manufatti islamici che riflette l’interesse collezionistico di illustri personaggi bolognesi verso l’arte orientale fin dalla seconda metà del XVIII secolo. Fino al 15 settembre 2024, la mostra “Conoscenza e Libertà. Arte islamica al Museo Civico Medievale di Bologna” consente di riscoprire vicende e percorsi che, da secoli, costituiscono una parte significativa della storia culturale della città attraverso una selezione di manufatti di altissima qualità – tra metalli, ceramiche, maioliche, vetri e manoscritti – realizzati dall’inizio del XIII al XVIII secolo. L’obiettivo della curatrice Anna Contadini è quello di mettere in evidenza l’influenza che le culture materiali di produzione islamica hanno avuto sull’arte e sul pensiero occidentali, in particolare nella trasmissione di saperi scientifici e tecniche di manifattura e decorazione diventate parte di un vocabolario artistico globale. La mostra nasce da una collaborazione scientifica internazionale tra Musei Civici d’Arte Antica di Bologna e SOAS University of London ed è realizzata in collaborazione con Museo di Palazzo Poggi | SMA – Sistema Museale di Ateneo e Dipartimento di Storia Culture e Civiltà | Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Info: www.museibologna.it/medievale. A seguire il film “Deriva a Tokyo” (Gia/1966) di Seijun Suzuki (82’).

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Il nuovo allestimento del ripostiglio di San Francesco al museo civico Archeologico di Bologna (foto giorgio bianchi / Comune di Bologna)

Giovedì 18 luglio 2024, ore 21.30: Anna Dore (curatrice della Sezione Etrusca, fase villanoviana Museo Civico Archeologico) e la mostra “Il dolio delle meraviglie. Un nuovo allestimento per il Ripostiglio di San Francesco”. Il Museo Civico Archeologico continua ad aggiornarsi, in una dialettica proficua fra rispetto degli allestimenti storicizzati e moderne esigenze di fruizione. Con questo spirito è stata recentemente interessata da un accurato restyling con nuovi apparati multimediali una delle sale che più incuriosiscono il pubblico: quella dedicata al Ripostiglio di San Francesco, eccezionale rinvenimento riferibile all’inizio del VII sec. a.C. Si tratta probabilmente del deposito di una fonderia, costituito da un grande vaso (dolio) riempito con più di 14.000 oggetti in bronzo, che ci svelano informazioni sulle dinamiche economiche e sociali della Bologna etrusca. Oltre al numero, eccezionale risulta la varietà dei pezzi presenti, tra i quali figurano quasi tutte le categorie di manufatti in uso nella Prima Età del Ferro: armi, oggetti di ornamento e di prestigio, utensili e attrezzi si affiancano a frammenti di vasellame, lamine ritagliate, verghette, pani metallici di varie dimensioni, scarti di fusione e scorie. Numerosi in particolare gli strumenti da lavoro, preziosi per ricostruire le principali attività artigianali e di sussistenza della comunità villanoviana. Il riallestimento, curato da Laura Bentini, è stato realizzato anche grazie al sostegno di Settore Patrimonio Culturale – Regione Emilia-Romagna, Fondazione Luigi Rovati e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Info: www.museibologna.it/archeologico. A seguire il film “Dune” (USA/2021) di Denis Villeneuve (155’).

Museo Civico del Patrimonio Industriale di Bologna

La mostra “L’antica Bologna dell’acqua e della seta” al museo civico del Patrimonio Industriale di Bologna (foto roberto serra / Iguana)

Mercoledì 7 agosto 2024, ore 21.15: Alessio Zoeddu (funzionario Museo del Patrimonio Industriale) e la mostra “L’antica Bologna dell’acqua e della seta”. Fin dal XII secolo Bologna si dota di un complesso sistema idraulico artificiale composto da chiuse, canali e chiaviche che distribuiscono a rete l’acqua, prevalentemente utilizzata come fonte di energia per il funzionamento di numerosi opifici. Tra questi spicca il mulino da seta “alla bolognese”, di cui in museo è presente un modello in scala 1:2 funzionante, utilizzato per la torcitura del filo di seta al fine di ottenere il velo, prodotto che rende celebre Bologna per oltre quattro secoli, ampiamente commercializzato in tutta Europa e spesso riprodotto nell’iconografia occidentale. L’abbondanza della risorsa idrica, unita all’alta tecnologia raggiunta dai mulini da seta, permette così ad una città, non dotata di significativi corsi d’acqua naturali, né di uno sbocco sul mare, di recitare un ruolo da protagonista nel panorama della proto-industria europea e del grande commercio internazionale fino alla fine del XVIII secolo. Info: www.museibologna.it/patrimonioindustriale. A seguire il film “Divorzio all’italiana” (Ita/1961) di Pietro Germi (105’).

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La mostra “Wandrè La chitarra del futuro” al museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna (foto roberto serra / musei civici bologna)

Giovedì 8 agosto 2024, ore 21.15: Marco Ballestri (curatore) e la mostra “Wandrè La chitarra del futuro”. In occasione dei 20 anni dall’apertura, il Museo internazionale e biblioteca della musica presenta l’esposizione “Wandrè La chitarra del futuro”, promossa in collaborazione con Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura e Paesaggio e la sponsorship tecnica di Assimusica (Cremona), visitabile con ingresso gratuito fino all’8 settembre 2024. Antonio “Wandrè” Pioli (Cavriago, 1926 – 2004) ha fondato negli anni Cinquanta la prima fabbrica di chitarre elettriche in Italia e inventato negli anni Sessanta e Settanta alcuni dei modelli più innovativi e sperimentali nella storia mondiale di questo strumento. Le sue “sculture sonore”, distanti dai modelli convenzionali dell’epoca, sono vere e proprie opere d’arte pop intrise di futurismo, surrealismo, metafisica e astrattismo, ancora oggi tra le più ricercate dai collezionisti di tutto il mondo. Il curatore dell’esposizione Marco Ballestri, membro del collettivo I Partigiani di Wandrè, introduce il pubblico a questa figura leggendaria accompagnato da una clip del documentario Wandrè. Utopia elettrica (2024/23’30”), un progetto di Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura e Paesaggio realizzato da 3D Produzioni, integralmente visibile in mostra. Info: www.museibologna.it/musica. A seguire il film “I Compagni” (Ita/1963) di Mario Monicelli (128’).

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Il monumento di Gaetano Simoli al cimitero monumentale della Certosa di Bologna (foto alberto alvisi)

Venerdì 9 agosto 2024, ore 21.15: Roberto Martorelli (referente per la valorizzazione culturale del Cimitero Monumentale della Certosa per il Museo civico del Risorgimento) e “Le forme del passato, la scoperta del presente. La Certosa, museo a cielo aperto”. Sepolcreto etrusco, monastero certosino, cimitero. La Certosa di Bologna testimonia 2500 anni di trasformazioni del territorio, ma soprattutto, con la sua estensione su 25 ettari, è il più grande museo cittadino, dove si intrecciano storia, arte, cultura e costume. Un luogo straordinario creato da chi ci ha preceduto per riflettere sul passato, il presente e il futuro. Un modo insolito e suggestivo per scoprirlo è con la rassegna “Certosa di Bologna”. Calendario estivo che propone un ricco programma di attività al tramonto e di sera: per dare voce alle memorie custodite nella sale, nelle gallerie e sotto i portici del cimitero monumentale, alla scoperta di storie di vita grandi e piccole tra incantevoli architetture, pitture e sculture. Info: www.museibologna.it/risorgimento. A seguire il film “Matrimonio all’italiana” (Ita/1964) di Vittorio De Sica (102′).

Spoleto. Al museo Archeologico nazionale incontro con Massimo Osanna che presenta due suoi libri: “Pompei ieri e oggi” e “Mondo nuovo. Viaggio alle origini della Magna Grecia”

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Massino Osanna, direttore generale dei Musei (foto mic)

“Massimo Osanna racconta il mondo antico”. È questo il leitmotiv dell’incontro promosso al museo Archeologico nazionale di Spoleto, all’interno del complesso monumentale di Sant’Agata, lunedì 1° luglio 2024, alle 19. Il prof. Massimo Osanna, in dialogo con Costantino D’Orazio, presenterà due volumi fondamentali per la conoscenza delle storie di uomini, di viaggi, di connessioni e di incontri. L’evento fa parte del calendario di incontri de “La Sottile Linea d’Umbria” e del Festival Dei Due Mondi: l’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti.

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Copertina del libro “Pompei ieri e oggi” di Massimo Osanna (Treccani)

Pompei ieri e oggi (Treccani editore). L’opera è dedicata ai nuovi scavi di Pompei che hanno interessato la città antica dal 2017, una nuova stagione di ricerche che è stata l’occasione non solo per fare grandi scoperte, ma soprattutto per sperimentare un metodo nuovo di approccio allo scavo archeologico pompeiano. Attraverso le parole di Massimo Osanna, direttore generale della soprintendenza di Pompei dal 2016 al 2020, e la campagna fotografica di Luigi Spina, il volume è un invito a riflettere sulla straordinaria vicenda di Pompei, a ragionare sui molteplici aspetti in cui si declina la storia di un luogo che non solo ha segnato l’avvio della ricerca archeologica europea sul mondo classico, ma soprattutto ha dato ispirazione alle più diverse espressioni della creatività umana. Un luogo che ha esercitato – e continua a farlo – un’incessante fascinazione per infinite manifestazioni di arte e di pensiero, da Canova ai Pink Floyd e oltre.

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Copertina del libro “Mondo nuovo. Viaggio alle origini della Magna Grecia” di Massimo Osanna (Rizzoli)

Mondo nuovo. Viaggio alle origini della Magna Grecia (Rizzoli). “Questo è un libro di storie. Riguarda vicende di alcune antiche genti che hanno vissuto nel I millennio a.C. nei territori della Magna Grecia. È una storia di mobilità e incontri, perché per tutti, Greci e Italici, la rete di connessioni e il rapporto con gli altri sono stati la cifra esistenziale più rilevante della vita quotidiana”. È questo il mondo nuovo che dà il titolo al saggio di Massimo Osanna: un paesaggio dell’incontro che solo l’archeologia può aiutarci a riscoprire, restituendo voce a oggetti e strutture di per sé muti, raccontando chi li ha realizzati, usati, trasformati in memoria o distrutti. Reperti “capaci di narrare le storie di uomini e di popoli che in questa terra si sono incontrati, affrontati, amalgamati in un processo dinamico e senza soluzione di continuità”. Attraverso un viaggio in parchi archeologici e musei più o meno noti del nostro Meridione (da Sibari a Taranto, da Metaponto a Paestum, passando per Crotone, Venosa, Caulonia), Osanna illumina il rapporto tra Greci e non Greci, mai univoco né scontato; ridefinisce l’idea stessa della colonizzazione per come la immaginiamo comunemente, spostando l’accento sui fenomeni di ibridazione che in Magna Grecia sono stati frequenti e articolati. Un lavoro avvincente sulla memoria degli oggetti (materialità dei contatti), dei luoghi (i paesaggi dell’intreccio), sulla memoria dei morti (quello che le tombe ci dicono), perché l’archeologia è fondamentale per ricostruire le storie non raccontate dalla Storia (il rumore di fondo dei frammenti, “vivo” e “parlante”).

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale dal 1° luglio nuovo piano tariffario con l’introduzione dell’abbonamento annuale

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Palazzo Piacentini, sede del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)

Accedere anche tutti i giorni al MArRC, per scoprirne ogni volta nuovi capolavori esposti e mostre in programma. Dal 1° luglio 2024, con una tessera annuale al costo di 22 euro, si può. È stato annunciato dal direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, Fabrizio Sudano, durante la presentazione delle linee programmatiche e del calendario eventi MArRC 2024. Una piccola ma importante rivoluzione che entra in vigore il primo giorno di luglio con il nuovo piano tariffario del MArRC con cui il museo si allinea ai principali musei italiani del Sistema Museale Nazionale. Oltre alla nuova card, infatti, il costo dei biglietti di ingresso viene rimodulato per comprendere anche alcune promozioni studiate per avvicinare i giovani fino a 25 anni e consentire un accesso dedicato alle grandi mostre. Il biglietto ordinario passerà a 10 euro, mentre resteranno invariati il diritto di accesso gratuito per le categorie previste dalla legge e il diritto al biglietto ridotto pari a 2 euro per i giovani di età compresa tra i 18 ed i 25 anni. Tornano inoltre le aperture serali straordinarie al costo di 3 euro. Tutti i venerdì di luglio e agosto 2024 (9 date) il museo aprirà dalle 20 alle 23 con ultimo ingresso alle 22.30.

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Visitatori nella sala che ospita i Bronzi di Riace nel museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto federico neri)

Il piano tariffario che entrerà in vigore dal 1° luglio 2024 è il seguente: MArRC GOLD al costo di 22 euro: abbonamento nominativo di durata annuale che consente un numero di accessi illimitati al MArRC per la durata di un anno solare decorrente dalla data di acquisto; MArRC FAMILY al costo di 40 euro: abbonamento nominativo per i nuclei familiari composti da 2 adulti e dai figli under 18 che consente un numero di accessi illimitati al MArRC per la durata di un anno solare decorrente dalla data di acquisto; MArRC YOUNG al costo di 5 euro: abbonamento nominativo riservato ai ragazzi di età compresa tra i 18 e i 25 anni che consente un numero di accessi illimitati per la durata di un anno solare decorrente dalla data di acquisto; MArRC FRIENDS al costo di 8 euro: riservato agli accompagnatori dei titolari di abbonamento; MArRC SLIM al costo di 5 euro: consente l’accesso al museo dalle 18 fino all’orario di chiusura; MArRC EXPO al costo di 5 euro: consente l’accesso alle mostre temporanee selezionate dalla Direzione; MArRC PLUS al costo di 13 euro: da attivare in caso di allestimento di mostre temporanee a pagamento; consente l’accesso al Museo e alle mostre.

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L’archeologo Fabrizio Sudano è il direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)

“Le nuove tariffe del MArRC mirano a riequilibrare i rapporti tra siti museali nazionali e far scoprire e riscoprire a tutti i visitatori una modalità lenta di visita dei luoghi della cultura”, dichiara il direttore Sudano. “Da una parte infatti, si risponde alla necessità di adeguare il costo del titolo di ingresso al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria alla media dei prezzi praticati dagli altri Istituti e luoghi della Cultura Italiani; dall’altra si introducono strumenti come l’abbonamento annuale, che permette ai visitatori ed in particolare quelli più prossimi, di esplorare lo straordinario patrimonio presente al MArRC poco alla volta, più volte l’anno, per una passeggiata culturale o semplicemente per immergersi nell’armonia di storia e bellezza presente al museo”.