Milano. IX edizione delle Giornate di Archeologia, Arte e Storia del Vicino e Medio Oriente, promossa da Fondazione Terra Santa, Commissariato di Terra Santa del Nord Italia e rivista ‘Terrasanta’. Tre giorni in presenza tra Cattolica, Iulm e Biblioteca Ambrosiana. Ecco il ricco programma
A Milano, dal 26 al 28 ottobre 2023, si terrà la IX edizione delle Giornate di Archeologia Arte e Storia del Vicino e Medio Oriente, promossa da Fondazione Terra Santa, Commissariato di Terra Santa del Nord Italia e rivista ‘Terrasanta’. Un’immersione nella storia, nell’arte e nell’archeologia per scoprire il fascino millenario del Vicino e Medio Oriente. Uno straordinario viaggio attraverso il ricco programma di conferenze che avranno luogo in prestigiose istituzioni milanesi. La partecipazione è gratuita previa iscrizione da effettuarsi sulla piattaforma Eventbrite o via email all’indirizzo iscrizioni@fondazioneterrasanta.it indicando il proprio nominativo, quello di eventuali accompagnatori e titolo della/le sessione/i a cui si desidera partecipare.
Milano, giovedì 26 ottobre 2023, ore 14.30 – 17, università Cattolica del Sacro Cuore – Aula 242 (Cortile Dante Alighieri): “Lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme: verso il centenario 1924-2024”. Alle 14.30, saluti e introduzione con fra Francesco Ielpo ofm, presidente della Fondazione Terra Santa; e prof. Marco Sannazaro, direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici, università Cattolica del Sacro Cuore. Alle 14.30, fra Rosario Pierri ofm, decano Studium Biblicum Franciscanum (SBF) su “Lo Studium Biblicum Franciscanum nel panorama degli studi biblici e archeologici”; 15.15, don Gianantonio Urbani, archeologo, SBF su “Il convento della Flagellazione negli anni Venti: il luogo e le evidenze archeologiche”; 15.45, pausa; 16, fra Giovanni Claudio Bottini ofm, decano emerito SBF su “Figure di archeologi e biblisti dello Studium Biblicum Franciscanum del passato”; 16.30, Giovanna Franco Repellini, architetto e saggista, su “Antonio Barluzzi e la Cappella della Flagellazione a Gerusalemme. Verso i cento anni delle basiliche del Getsemani e del Tabor”. Iscriviti qui.
Milano, venerdì 27 ottobre 2023, ore 9 – 13, università IULM – Aula Mike Bongiorno (via Carlo Bo, Milano): “Medio Oriente e Nord Africa: i nuovi giochi delle grandi potenze”. Alle 9.15, saluti e introduzione con Guido Formigoni, prorettore, Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM; e Monica Forni, presidente UCSI Lombardia. Alle 9.30, Daniele Manca, direttore Master di Giornalismo, IULM, su “Raccontare guerre e conflitti – Il dovere di controllo delle fonti e le Carte deontologiche”; 10.15, Enrico Palumbo, docente di Storia Contemporanea, Sapienza Università di Roma, su “Gli Stati Uniti in Medio Oriente dal 1945 ad oggi: ascesa e declino delle ambizioni della grande potenza”; 11, pausa; 11.15, Cinzia Bianco, ricercatrice ECFR, European Council on Foreign Relations, su “La Cina tra Iran e Arabia Saudita, l’emergere di una nuova potenza globale”; 12, Fulvio Scaglione, già corrispondente da Mosca e vicedirettore di Famiglia Cristiana, “Russia e Turchia in Medio Oriente e Nord Africa”. Modera Manuela Borraccino, giornalista e saggista. Iscriviti qui.
Milano, sabato 28 ottobre 2023, ore 10 – 12.30, Veneranda Biblioteca Ambrosiana – Sala delle Accademie (piazza Pio XI, Milano): “Le ricerche archeologiche al Santo Sepolcro, risultati e prospettive”. Alle 10, saluti e introduzione con mons. Marco Navoni, prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana; e fra Francesco Ielpo ofm, delegato per l’Italia del Custode di Terra Santa e presidente della Fondazione Terra Santa. Alle 10.30, fra Amedeo Ricco ofm, archeologo, Studium Biblicum Franciscacum, su “Le colonne del Santo Sepolcro al Terra Sancta Museum: musealizzazione e aggiornamenti sullo studio in corso”; 11, Lectio magistralis di Francesca Romana Stasolla, docente di Archeologia cristiana e medievale, dipartimento di Scienze dell’Antichità, Sapienza Università di Roma – Direttrice degli scavi archeologici nella Basilica del Santo Sepolcro, Gerusalemme, su “Le ricerche archeologiche al Santo Sepolcro, risultati e prospettive”. Iscriviti qui.
Licodia Eubea (Ct). Alla XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico la giuria di qualità premia il film “Askòs” e il pubblico “Il Rinascimento nascosto”. Al prof. Ieranò il premio Antonino Di Vita

Lo staff della XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (foto graziano tavan)
Alla fine tutti sul palco per un grazie corale allo staff che dietro i vulcanici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, direttore artistici, hanno permesso che la XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico girasse al meglio in ogni suo aspetto, senza lasciare al caso il minimo dettaglio. E l’applauso tributato dal pubblico che ha assiepato il Teatro della Legalità di Licodia Eubea (Ct) ne è stato il riconoscimento, giunto al termine della cerimonia di premiazione, momento clou dell’ultima sera.

Il sindaco di Licodia Eubea Sandro Randone, al centro, con il premio Archeoclub. Da sinistra, Lorenzo Daniele, Angela Roberto, Santo Randone, Giacomo Caruso, Alessandra Cilio e l’assessore Giuliana Pepi (foto graziano tavan)

Frame del film “Il Rinascimento nascosto. Presenze africane nell’arte” di Cristian Di Mattia
Premio Archeoclub d’Italia. Il pubblico ha mostrato di apprezzare molto i film proposti, e la classifica finale ha decretato il vincitore con pochi decimali di differenza. Il premio è stato assegnato al film “Il Rinascimento nascosto. Presenze africane nell’arte” di Cristian Di Mattia (Italia 2023, 90’), che ha ottenuto una votazione media di 9,4. Davanti al film “Sari, sei metri di eleganza” di Diego D’Innocenzo (Italia 2023, 40’) con voto medo 9.1, e terzi ex aequo “Isatis” di Alireza Dehghan (Iran 2021, 75’) e “Uomini e dei: il mare e il sacro” di Massimo D’Alessandro (Italia 2023, 42’) con voto medio 8.8. Il premio è stato consegnato da Angela Roberto, presidente dell’Archeoclub d’Italia di Agrigento.

La consegna del Premio AudioVisiva 2023 per il film “Askòs. Il canto della sirena”. Da sinistra, Dionysia Kopana, Lada Laura, Francesco Mollo e Antono Martino (foto graziano tavan)
Premio Archeovisiva. Viene conferito dalla giuria internazionale di qualità, composta dalla regista greca Dionysia Kopana e dalla direttrice del Festival internazionale del cinema archeologico di Spalato Lada Laura, presenti in sala, e dalla regista bolognese Sabrina Monno collegata in video. Il premio è stato assegnato al film “Askòs. Il canto della sirena” di Antonio Martino (Italia 2023, 62’): dopo aver fatto il giro del mondo l’Askòs delle Murge, un prezioso reperto trafugato nel 1988, torna a casa nel museo Archeologico nazionale di Crotone. Quattro personaggi raccontano le loro vite trascorse insieme all’archeologia e il loro legame con questo difficile recupero. Il premio è stato consegnato da Lada Laura al regista Antonio Martino e allo sceneggiatore Francesco Mollo, presenti in sala.

Frame del film “Askòs, il canto della Sirena” di Antonio Martino
Ecco la motivazione: “È un film caratterizzato da un approccio registico sensibile e da una profonda conoscenza del linguaggio cinematografico. L’autore adopera con maestria e attenzione le immagini di repertorio e le integra nel racconto in un modo organico che valorizza il lato emozionale della storia. La musica, sapientemente scelta, completa l’atmosfera del film, aggiungendo profondità al racconto.
La regista greca Dionysia Kopana e la direttrice del Festival internazionale del cinema archeologico di Spalato Lada Laura, membri della Giuria internazionale di Qualità alla XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico, per archeologiavocidalpassato.com fanno un bilancio della loro esperienza di giurati. “Abbiamo visto molti film, film molto belli”, spiega Dionysia Kopana, “ecco perché per noi non è stato facile decidere qual è il migliore ecco perché abbiamo deciso di dare una menzione speciale a un cortometraggio e abbiamo deciso di dare il premio al film Askos perché abbiamo scoperto che si trattava di un tema molto molto speciale, e per me è stato moto interessante il modo in cui ha inserito nel film il materiale d’archivio. L’archivio è la mia materia. E mi è piaciuto molto che fosse così: un film su come la vita moderna cambia il vecchio modo di vivere”. Continua Lada Laura: “Sul film che doveva essere premiato quest’anno al Festival sono totalmente d’accordo con Dionysia. È un film che valorizza la tradizione e tutti gli sforzi della popolazione locale, degli abitanti, e mostra il loro attaccamento e il loro sentimento per il patrimonio culturale. E tutte le battaglie che devono affrontare. E alla fine dà loro la grande soddisfazione di avere ciò che appartiene a loro a casa loro”.

Frame del “In the beginnig” di Shaun Clark
Come accennava Dionysia Kopana, per la prima volta la giuria di qualità ha assegnato anche una menzione speciale, andata al film “In the beginnig” di Shaun Clark (Gran Bretagna 2022, 11’): il grido rivolto al mondo di una donna avvolta dall’oscurità testimonia la ricerca senza tempo della propria identità e del proprio posto nel mondo nel susseguirsi delle epoche. La giuria ha apprezzato “l’immaginazione e l’approccio creativo”.
“Abbiamo anche deciso”, spiega Lada Laura, “perché ci sono film di durata diversa, argomenti diversi, approcci diversi, abbiamo avuto la libertà di assegnare una menzione speciale al film “In the beginnig” perché ha un approccio fantasioso, creativo e fresco, molto semplice, e noi pensiamo che se lo meriti, che sia giusto”.

Maria Antonietta Rizzo Di Vita consegna il Premio Antonino Di Vita 2023 a Giorgio Ieranò dell’università di Trento (foto graziano tavan)
Premio Antonino Di Vita. Assegnato a chi spende la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storico artistico e archeologico. Il premio è stato consegnato da Maria Antonietta Rizzo Di Vita a Giorgio Ieranò, professore ordinario di Letteratura greca all’università di Trento, saggista e traduttore teatrale, ma anche giornalista e apprezzato comunicatore culturale per case editrici come Feltrinelli, Einaudi e La Terza. I suoi ambiti di ricerca spaziano dalla mitologia alla lirica corale greca e al teatro e alla sopravvivenza dell’antico nelle letterature moderne. Ecco la motivazione. “Per la grande capacità di raccontare con acutezza ed efficacia il mondo antico e i miti che lo popolano alla luce del nostro tempo, dando così vita a un fruttuoso dialogo fra epoche, offrendo spunti di riflessione inediti su quella pluralità di atteggiamenti, tensioni e sentimenti che caratterizzano da sempre l’animo umano”.
Licodia Eubea (Ct). L’incontro con Giorgio Ieranò alla scoperta di Atene è il momento clou della quarta giornata del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico: sei film in programma con una prima internazionale di Massimo D’Alessandro
Sei film e l’incontro con Giorgio Ieranò tutti concentrati nel pomeriggio e sera per sabato 14 ottobre 2023, la quarta giornata del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct), organizzato da ArcheoVisiva con la collaborazione dell’Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea. La mattina, infatti, la mattina è dedicata, con escursioni guidate a piedi e in bicicletta nell’hinterland di Licodia Eubea, alla scoperta di paesaggi e sapori locali, grazie alla collaborazione con le realtà produttive del territorio.
L’appuntamento con le proiezioni è alle 16 al Teatro della Legalità. Apre il film, in prima regionale, “Krošnja. Tree crown” di Predrag Todorovic (Serbia 2022, 15’). Alle 16.15, in prima nazionale, il film “Zakros” di Filippos Koutsaftis (Grecia 2023, 100’). Alle 18, in prima regionale, il film “Looking into Hellenistic Pergamon” di Serdar Yılmaz (Turchia 2020, 5’). Alle 18.15, chiude la sessione pomeridiana, in prima internazionale, il film “Uomini e dei. Il mare e il sacro” di Massimo D’Alessandro (Italia 2023, 43’).
“L’incontro con l’Autore”, alle 19, ci porta a conoscere Giorgio Ieranò, docente di Letteratura Greca all’università di Trento e fine narratore dell’Antico, che presenta il suo libro “Atene. Il racconto di una città” (Einaudi 2022). Un libro per chi vuole andare oltre la Grecia da cartolina: un arabesco di narrazioni storiche e mitologiche che delinea il ritratto di una città impareggiabile. Atene non è una città come le altre. Fin dall’antichità è stata trasfigurata in un mondo ideale, elevata a luogo dello spirito, e poi celebrata come la culla della democrazia, della filosofia, del teatro. Giorgio Ieranò racconta la millenaria avventura della città attraverso alcuni luoghi simbolo. Invita a guardare da prospettive inconsuete i monumenti più noti, ma guida anche alla scoperta di siti meno celebrati: l’antico cimitero del Ceramico, dove Pericle pronunciò il suo discorso per i caduti in guerra, o gli angoli più nascosti della Plaka, con le sue chiese bizantine e i suoi palazzi neoclassici.

Giorgio Ieranò, grecista
Giorgio Ieranò lavora all’università di Trento dal 1994 dove ha insegnato discipline legate al mondo classico. Ha scritto per svariati periodici e quotidiani nazionali (Panorama, l’Europeo, Il Mondo, Carnet) e ha collaborato con i programmi di Radio 24 di Rai Storia. Attualmente collabora con le pagine culturali del quotidiano La Stampa e con l’inserto Tuttolibri.
Dopo l’Aperitivo in Badia, le proiezioni riprendono con il film in prima regionale “Stonebreakers” di Valerio Ciriaci (Stati Uniti-Italia 2022, 70’). Chiude la serata, alle 22.15, in prima regionale, il film “Malafede” di Chiara Borsini, Marialuisa Greco, Paolo Corazza (Italia 2023, 25’).
Licodia Eubea (Ct). Alla terza giornata del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico protagonista è “La Majara” con l’archeologa Anna Raudino. In teatro un ricco programma di proiezioni e la sera in Badia cinema archeologico muto musicato dal vivo


L’archeologa Anna Raudino
A Licodia Eubea è arrivato il giorno de “La Majara”. La terza giornata della XIII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct) ci farà conoscere l’archeologa Anna Raudino, che si è occupata della gestione di progetti sui beni culturali ed archeologici sia in Italia che all’estero. La sua esperienza, nelle aree remote dei deserti australiani, le ha permesso di vivere e collaborare con le comunità aborigene del luogo raccogliendo testimonianze di una cultura ancora viva. L’esigenza di tutelare la storia del suo territorio e le esperienze in campo museale hanno giocato un ruolo essenziale nell’ideazione del MAT, il museo Antropologico di Testa dell’Acqua in Val di Noto (Sr). Appuntamento alle 19.30, al Teatro della Legalità, con “Incontro con l’autore”: sarà proprio Anna Raudino a spiegarci “La Majara, tra rito e ars herbaria”.
La majara è una figura ancestrale la cui origine sembra perdersi nella notte dei tempi. La guaritrice esercitava forme di alchimia e sperimentava empiricamente le qualità degli elementi vegetali, animali e minerali. Un patrimonio che parla la lingua delle donne. Una cultura matriarcale le cui radici affondano nell’epoca preistorica dove la Sapienza femminile era legata ai cicli naturali lunari, connessa alla vegetazione e alla riproduzione stagionale delle risorse necessarie per la sopravvivenza della comunità. Le storie legate a questa guaritrice sono oggi tutelate tra le mura del MAT Museo.
Sulle Majare in Sicilia durante il Festival di Licodia è presente al Teatro della Legalità un’installazione artistica con la partecipazione attiva del pubblico, curata dal MAT con gli artisti Nicola Indaco, Marilù Cecchini, Salvatore Raudino. E al museo Archeologico “Antonino Di Vita”, su prenotazione al desk del Festival, c’è “VR EXPERIENCE – La Majara” di Sebastiano Deva (Italia 2023, 8’): esperienza immersiva in CG con oculos. Storie ancestrali, Natura e Magia raccontati attraverso la realtà virtuale. Un percorso fantastico guidato dalla Majara che svela le forze dell’umano e dell’universo. L’esperienza immersiva prevede che tutti gli elementi dello scenario, gli ambienti, gli attori e gli effetti vengano ricreati mediante tecniche di modellazione tridimensionale in Computer Grafica, con l’obiettivo di rendere il più possibile realistica la narrazione visiva.
Anche per la terza giornata, il programma di film in concorso è molto ricco. Si inizia alle 10, con il film in prima regionale “Faragola. Un mondo ritrovato” di Claudio D’Elia (Italia 2022, 19’); alle 1030, ancora in prima regionale, il film “Archaeology 3.0. Making the dead speak” di Stéphane Jacques (Francia 2022, 53’). Alle 11.30, il film in prima nazionale “In the beginning” di Shaun Clark (Regno Unito 2021, 11’). Chiude la mattinata, alle 11.45, il film, in prima nazionale, “The Spider’s Thread” di Yifan Yu (Cina 2022, 7’).
Nel pomeriggio, alle 16, si riprende con il film in prima regionale “Il bambino che sarà cavaliere” di Gianmarco D’Agostino (Italia 2021, 7’). Alle 16.15, il film in prima nazionale “Göbeklitepe Sakinleri / Gli abitanti di Göbeklitepe” di Sedat Benek (Turchia 2020, 69’). Alle 17.30, in prima regionale, il film “Néandertal, dans les pas d’une autre humanité / Neanderthal, in the footsteps of another humanity” di David Geoffroy (Francia 2022, 52’). Alle 18.30 chiude il pomeriggio il film, in prima regionale, “L’incantevole Lucrezia Borgia” di Marco Melluso e Diego Schiavo (Italia 2023, 62’).
Dopo l’incontro con l’Autore, e gli Aperitivi in Badia, alle 21 si passa alla Badia per un evento speciale: “Muti in Note” proiezione di film muti a tema storico e archeologico musicati dal vivo dal M° Salvino Strano. In programma “Gli ultimi giorni di Pompei” di Arturo Ambrosio e Luigi Maggi (1908, 17’); “Cabiria” di Giovanni Pastrone (1914, 15’); “Attraverso la Sicilia” di Piero Marelli (1910, 5’) e “Un amore selvaggio” di Raffaele Viviani (1912, 20’).
Licodia Eubea (Ct). Con la seconda giornata del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico due film in prima nazionale e uno in prima internazionale. E poi iniziano la sezione “Ragazzi e Archeologia” e il tributo alla regista Giovanna Bongiorno


L’archeologa Concetta Caruso segue la sezione “Ragazzi e Archeologia” del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (foto rdca)
Il Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct), in programma dall’11 al 15 ottobre 2023, organizzato da ArcheoVisiva in collaborazione con Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea, entra nel vivo con la sezione “Ragazzi e Archeologia”, al mattino, al Teatro della Legalità: i “matinée” sono dedicati a film d’animazione, docu-fiction e attività didattiche e per il pubblico più giovane, costituito da studenti delle scuole elementari, medie e superiori ai quali sarà data l’opportunità di partecipare a masterclass condotte da registi e operatori del settore. Il IV Istituto Comprensivo “Domenico Costa” di Augusta, inoltre, svolgerà delle attività specifiche nell’ambito del CIPS (Cinema e Immagini per la Scuola), piano nazionale promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo. Uno dei laboratori sarà organizzato dall’archeologa Concetta Caruso e ruoterà attorno all’antico mestiere del vasaio e alla manipolazione dell’argilla. I ragazzi scopriranno le tecniche di utilizzo di questo elemento e daranno vita a creazioni originali utilizzando la propria fantasia.
Giovedì 12 ottobre 2023 al Teatro della Legalità in programma due prime nazionali e una prima internazionale. Le proiezioni iniziano alle 16 con il film, in prima nazionale, “Sheol” di Arnaud Sauli (Francia 2022, 88’); alle 17.30, ancora in prima nazionale, il film “Historias de una necrópolis / Stories of a Necropolis” di Javier Trueba (Spagna 2022, 56’). Alle 18.30, chiude la sezione pomeridiana il film “Isatis” di Alireza Dehghan (Iran 2021, 75’). Dopo l’aperitivo in Badia, le proiezioni riprendono alle 21.30, con il film in prima regionale “L’ultima bottega / Last shop” di Alessio Consorte (Italia 2023, 8’). Chiude la giornata il film in prima internazionale “Sari, sei metri di eleganza / Sari, six metres of elegance” di Diego D’Innocenzo (Italia 2023, 40’).
“Grazie Giovanna!”: dal 12 al 15 ottobre 2023, tributo alla regista Giovanna Bongiorno con proiezione di una selezione di film fuori concorso, per gentile concessione del RAM film festival – Fondazione Museo Civico di Rovereto. Appuntamento al museo Etnoantropologico “P. Angelo Coniglione” (9.30-12.30 / 16.30-19.30). Donna affascinante e molto colta, Giovanna Bongiorno ha lavorato come regista, giornalista, fotografa e documentarista, raccontando il patrimonio culturale siciliano e le sue storie. Ha scritto più di trenta documentari su temi storici, archeologici e naturalistici, utilizzando un linguaggio fine e uno stile classico. I suoi film, da lei stessa donati al Museo Civico di Rovereto, costituiscono un importante patrimonio cinematografico e un documento di grande rilevanza culturale. Nel 2013 il Festival di Licodia Eubea le assegnò il “Premio Antonino Di Vita” e nel 2018 fu membro della Giuria Internazionale di Qualità di questa manifestazione. La tredicesima edizione del Festival offre al pubblico un tributo alla sua memoria.
Rovereto. Alla quarta giornata del RAM film festival protagonista l’Egitto con due film (sui fratelli Champollion e il papiro Ebers) tra i 15 film in programma al teatro Zandonai. Aperitivo con Caporale e il suo libro “Ecoshock”

Frame del film “The Treasures of the Pharaohs – Ebers Papyrus / I tesori dei Faraoni – Il papiro di Ebers” di Denis Kliewer
Sono ben 15 i film, molti in prima nazionale, in programma al teatro Zandonai sabato 7 ottobre 2023, quarta giornata del RAM film festival, organizzato dal 4 all’8 ottobre 2023 dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, promosso dal Comune di Rovereto, dal ministero della Cultura, dalla Provincia Autonoma di Trento e dall’APT Rovereto Vallagarina Monte Baldo, con il sostegno della Fondazione Caritro e della Cassa Rurale Alto Garda Rovereto. E l’Egitto torna a essere il protagonista con due film, in serata, uno francese “Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion / I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant (Francia 2022, 52’) dedicato ai Fratelli Champollion, e uno tedesco “The Treasures of the Pharaohs – Ebers Papyrus / I tesori dei Faraoni – Il papiro di Ebers” di Denis Kliewer e Ulli Wedelmann (Germania 2023, 52’) sullo straordinario papiro che custodisce l’arte della guarigione degli Egizi.

Il film “Dames et princes de la préhistoire / Dame e principi della preistoria” di Pauline Coste
A partire dalle 10.30 alle 12.30, e poi ancora dalle 15 alle 19.30 e dalle 20.30 alle 23 sono numerosi i film di carattere prettamente archeologico, così come alcuni documentari che raccontano sfumature diverse del focus di quest’anno, ovvero gli sguardi sul clima e sulle sfide del patrimonio culturale. Tra i documentari dedicati all’archeologia, ricordiamo “Archeology 3.0. Making the Dead Speak / Archeologia 3.0. Far parlare i morti” di Stéphane Jacques (Francia 2022, 53’) che mostra tutte le tecnologie anche medicali dedicate alla ricerca archeologica, oppure un documentario francese dedicato alla musica nell’antichità “A la recherche de la musique de l’antiquité / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George (Francia 2020-2021, 53’), o ancora il francese “Dames et princes de la préhistoire / Dame e principi della preistoria” di Pauline Coste (Francia 2021, 52’) dedicate alle eccezionali sepolture in grotta del paleolitico. Numerosi anche i film a carattere antropologico, tra cui si segnalano l’australiano “Namarali” di Tim Mummery (Australia 2021, 52’) sui popoli aborigeni, e il britannico “I am Kanaka / Io sono un Kanaka” di Genevieve Sulway (Regno Unito 2022, 15’) dedicato alla cultura e alle tradizioni hawaiane. Tra i film italiani, il delicato ritratto del custode della Pinacoteca di Città di Castello di Elena Giogli, “Il custode della memoria” (Italia 2022, 66’), e il film di Piero Badaloni “La grande sete” (Italia 2022, 45’).
Aperitivo in Giardino. Sold out anche l’appuntamento con Giuseppe Caporale, scrittore che presenta il suo libro “Ecoshock. Il destino dell’Italia al centro della crisi climatica” nel giardino di Palazzo Fedrigotti. Modera Filippo Orlando, area Meteorologia della Fondazione Museo Civico di Rovereto. A partire dal suo libro “Ecoshock. Come cambiare il destino dell’Italia al centro della crisi climatica” (editore Rubettino), Giuseppe Caporale dialoga con il pubblico su temi di grande attualità: dal Mediterraneo come hot-spot climatico nel quale le criticità già evidenti su scala globale addirittura si rafforzano, alla scomparsa dei ghiacciai e alle minacce per Venezia, dai ritardi nelle energie rinnovabili alle nuove sfide per l’economia, un destino che ci chiama a una nuova assunzione di responsabilità e consapevolezza. Giuseppe Caporale, giornalista professionista, ha lavorato per la cronaca nazionale del quotidiano La Repubblica. Nel 2012 ha vinto il Premio Paolo Borsellino per il giornalismo. Ha diretto Workshop sul giornalismo d’inchiesta e, nel 2013, ha fondato il progetto culturale Resto al Sud, Think Tank che raccoglie le migliori intelligenze del Meridione per ragionare sul rilancio del territorio. Nel 2020 ha fondato l’Osservatorio Economico e Sociale Riparte l’Italia.
Rovereto. Nella seconda giornata del RAM film festival tra la storia dei Pirati e la Task Force della Cultura. Con Tecchiati approfondimento su “Preistoria e cambiamenti climatici”
Giovedì 5 ottobre 2023, seconda giornata del RAM film festival – Rovereto, Archeologia, Memorie, inizia con la partecipazione delle scuole, con i più giovani delle primarie e secondarie di primo grado che saranno intrattenuti dal RimAttore, con giochi di parole e rime, tra un film e l’altro.

Frame del film “Ocean One K: L’archéologue des abysses / Ocean One K: l’archeologo degli abissi” di Mathieu Pradinaud
A partire dalle 15 e fino alle 19.30 sono 10 i film proiettati al Teatro Zandonai, che si trasforma in sala cinematografica per l’occasione. Numerosi i film di carattere prettamente archeologico, così come alcuni documentari che raccontano sfumature diverse del focus di quest’anno, ovvero gli sguardi sul clima e sulle sfide del patrimonio culturale: “Arte paleolitica: la nostra storia” di Elisabetta Flor e Luca Scoz (Italia 2022, 18’); “La terracotta preistorica” di Saverio Caracciolo (Italia 2023, 28’); “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli Etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski (Francia 2022, 52’); “Ocean One K: L’archéologue des abysses / Ocean One K: l’archeologo degli abissi” di Mathieu Pradinaud (Francia 2023, 52’); “Looking into Helenistic Pergamon / Uno sguardo sulla Pergamo ellenistica” di Serdar Yilmaz (Turchia 2021, 5’).

La Unite4Heritage è una task force composta da 60 unità pronte a intervenire su chiamata degli Stati
Tra questi un film di RAI Cultura “Custodi della memoria. La via italiana alla tutela del patrimonio” di Linda Tugnoli (Italia 2021, 49’). A partire dai Caschi Blu della Cultura, la prima Task force al mondo che vede lavorare fianco a fianco i carabinieri del Nucleo di Tutela del Patrimonio Culturale insieme a storici dell’arte e restauratori del MIC, il nostro paese ha acquisito una vasta esperienza. Oggi l’approccio italiano al restauro è riconosciuto in tutto il mondo.

Film “The True Story of Pirates / La vera storia dei pirati” di Stéphane Begoin
La serata di giovedì ci porta invece in mare aperto con il film “The True Story of Pirates / La vera storia dei pirati” di Stéphane Begoin (Francia 2022, 52’) che cerca di ricostruire la storia poco conosciuta della pirateria, seguendo due diverse indagini archeologiche, provando a capire chi si nasconde dietro la leggenda. La serata prosegue con un cortometraggio dal Kazakistan dedicato alla figura mitica di Madre Umay “A Child in the House is Happiness / Un bambino fa la felicità della casa” di Marzhan Zhubanysh (Kazakistan 2022, 7’), e poi con un film italiano “The Black Italian Renaissance / Il Rinascimento italiano nero” di Cristian Di Mattia (Italia 2023, 90’) che esplora il Rinascimento del nostro paese seguendo le vite di personaggi afro-discendenti, legati tra loro dalla diffusione delle esplorazioni geografiche di quei secoli.
“Preistoria e cambiamenti climatici”: grande successo per gli approfondimenti proposti dall’Aperitivo in Giardino. Sold out l’appuntamento con Umberto Tecchiati, archeologo preistorico, specializzato in archeologia alpina. La crisi climatica e ambientale attuale presenta aspetti particolari riconducibili in gran parte a un non più sostenibile impatto antropico, come riconosciuto dalla stragrande maggioranza degli studiosi. Con Umberto Tecchiati andremo a vedere come crisi simili caratterizzarono anche la preistoria e la protostoria, come dimostra il caso del crollo quasi improvviso del sistema insediativo padano alla fine del Bronzo Recente (XII secolo a.C.).
Umberto Tecchiati dal 2018 insegna Preistoria ed Ecologia preistorica al dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’università di Milano. Nei 23 anni precedenti ha ricoperto funzioni di conservatore di museo e di funzionario archeologo presso la soprintendenza ai Beni culturali di Bolzano, dove è stato direttore d’ufficio sostituto. Archeologo della Preistoria, specialista di archeologia Alpina, archeozoologo, è presidente dell’associazione italiana di archeozoologia (Aiaz). Dirige le missioni di scavo nell’insediamento preistorico e protostorico delle Colombare di Villa nel comune di Negrar di Valpolicella (Vr) e nella riserva delle grotte preistoriche di Aisone, provincia di Cuneo, nella Valle Stura di Demonte. La sua produzione scientifica è incentrata sullo studio dei fondamenti ideologici, spirituali, economici e ambientali delle società preistoriche e protostoriche dell’Italia settentrionale, con particolare riferimento all’area prealpina e alpina.
Rovereto. Presentata la 34.ma edizione del RAM film festival: 62 film in concorso, 31 première, 29 documentari ed eventi sul focus “Sguardi sul clima”. Gli interventi esclusivi della direttrice Cattoi e della coordinatrice Beretta
Il conto alla rovescia è cominciato. Mancano poco più di due settimane all’apertura della 34.ma edizione del RAM film festival di Rovereto, in programma dal 4 all’8 ottobre 2023. Con un nuovo focus di grande attualità “Sguardi sul clima”: nelle cinque giornate il festival darà spazio dedicherà spazio con alcuni dei film in concorso e importanti momenti di approfondimento proprio al tema sempre più urgente dell’emergenza climatica. I siti archeologici a rischio, le aree costiere che non potranno rimanere indenni all’innalzamento dei mari, monumenti e città, come la stessa Venezia, sul cui futuro va posta la giusta e urgente attenzione. Prima che sia troppo tardi. Si parlerà di tutto questo a Rovereto con incontri dedicati, momenti di approfondimento, presentazioni di libri, ma soprattutto attraverso i film. E i numeri sono significativi: 62 documentari in concorso suddivisi in quattro sezioni, Cinema Archeologico, l’Italia si racconta, Sguardi dal mondo e Cultura Animata, con giurie suddivise per ogni sezione; 23 nazioni, 31 première, 29 documentari e/o eventi sul Focus “Sguardi sul clima”, 4 Aperitivi al Giardino nascosto, 1 Colazione climatica, 2 Eventi speciali a teatro, 3 Mattine per le scuole. In più quest’anno verrà attribuito il Premio Paolo Orsi, dedicato al famoso archeologo di origini roveretane in onore del quale nel 1990 nacque il Festival. Il premio sarà attribuito da una giuria internazionale al miglior film di ambito archeologico, e sono proprio i film di questa sezione a rappresentare il corpo più numeroso del RAM Film Festival 2023, complessivamente ventitré titoli, molte le produzioni francesi, Paese che come ogni anno si impone per qualità e varietà dei temi documentati. Il RAM film festival è organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, promosso da Comune di Rovereto, ministero della Cultura, Provincia Autonoma di Trento, APT Rovereto Vallagarina Monte Baldo, con il sostegno della Fondazione Caritro e della Cassa Rurale Alto Garda – Rovereto
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Presentazione del RAM film festival 2023: da sinistra, la coordinatrice Claudia Beretta, la direttrice Alessandra Cattoi; poi tre membri del comitato scientifico: l’antropologo Duccio canestrini, l’archeologa Barbara Maurina, e la giornalista scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti; chiude il presidente Giovanni Laezza (foto graziano tavan)
L’edizione 2023 del RAM film festival è stato presentato ufficialmente al museo della Città di Rovereto presenti il presidente della Fondazione Museo Civico di Rovereto, Giovanni Laezza; la direttrice, Alessandra Cattoi; l’assessore alla Cultura del Comune di Rovereto, Mikol Cossali; Isabella Bossi Fedrigotti, giornalista e scrittrice, presidente del comitato scientifico del RAM film festival, e presidente della giuria per il premio “L’Italia si racconta”; e Claudia Beretta, responsabile del coordinamento festival e ufficio stampa. “Il Museo Civico di Rovereto”, ha ricordato Cossali, “ha saputo, nel tempo, farsi interprete della contemporaneità e della trasformazione del ruolo del museo stesso, non un luogo dove si conserva solo la memoria del passato e dove si racconta il presente attraverso l’oggetto o l’immagine, ma un centro di diffusione del sapere, luogo di ricerca e di conoscenza, capace di guardare alle sfide del futuro. E anche in questa occasione, con l’edizione 2023 del RAM film festival, si fa portavoce di una delle tematiche più importanti per la nostra generazione, affrontando temi di grande attualità attraverso la contaminazione tra le diverse scienze, dall’archeologia alla climatologia, con il linguaggio immediato del cinema e il racconto di esperti che sanno coinvolgere il pubblico e portare alla riflessione. La lotta al cambiamento climatico è una sfida che dobbiamo vincere tutti insieme”. E il presidente Laezza: “Il RAM film festival, Rovereto archeologia memorie, arriva alla sua trentaquattresima edizione, un traguardo ragguardevole. È una manifestazione ormai storica per il nostro territorio, che raccoglie le più importanti produzioni cinematografiche per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale mondiale. Ma negli anni il festival è diventato molto di più. Ha saputo rinnovarsi e reinventarsi, affrontando tematiche attuali. E si è rinnovato proponendo anche un festival diffuso, valorizzando le realtà territoriali, promuovendo al suo interno spettacoli, incontri con gli esperti in location informali, visite guidate alle ricchezze storico artistiche, anche poco conosciute, della nostra terra, coinvolgendo in modo massiccio il pubblico scolastico, le realtà commerciali ed economiche”.
È la direttrice Alessandra Cattoi a introdurre al festival. “Dal 4 all’8 ottobre la 34.ma edizione del RAM film festival a Rovereto: cinque giornate dove avremo moltissimi film, 62 film in concorso, e una serie di eventi collegati alle tematiche di quest’anno. Quest’anno abbiamo voluto concentrare il tema sul titolo Sguardi sul clima. Perché? Perché il clima non è soltanto una questione generale, ma una questione che riguarda molto da vicino l’archeologia e molto da vicino la tutela del nostro patrimonio. Lo vedremo questa necessità di tutela sia attraverso i documentari in concorso sia attraverso incontri con molti esperti e anche con attività di formazione rivolte agli insegnanti, ai giornalisti, a gruppi insomma che sono sensibili a queste tematiche”.
La coordinatrice del festival Claudia Beretta entra nel merito dei film: “Anche quest’anno RAM film festival si presenta con uno sguardo speciale che è lo sguardo del cinema. E quest’anno è uno sguardo sul clima. Quindi i nostri film avranno un focus in particolare che si occupa di valutare tutte le sfide che il patrimonio culturale deve affrontare. Sfide che riguardano non solo il cambiamento climatico, ma anche le zone di guerra o anche semplicemente l’erosione delle rocce… quindi abbiamo tutta una serie di film molto belli. Abbiamo 62 film provenienti da 23 Paesi che è quasi un record per il nostro festival; 31 première; 29 film o eventi che riguardano il focus Sguardi sul clima. Fortissima quest’anno, e siamo contenti perché recuperiamo un po’ della nostra tradizione, la sezione dedicata al cinema archeologico che poi è anche quella che vedrà la premiazione attribuita in memoria di Paolo Orsi. Ma anche le altre tre sezioni sono veramente interessanti. E sono Sguardi dal mondo, tutto ciò che non è strettamente archeologico e che riguarda le tradizioni in giro per il mondo. E poi L’Italia si racconta. E, infine, una bellissima, piccola, una chicca, la sezione Cultura animata, con animazioni che fanno veramente riflettere anche questo e molto spesso in tema. Quindi con pochi minuti riescono a farci riflettere molto su quello che sarà il futuro del nostro passato”.

Tanto pubblico in platea al teatro Zandonai di Rovereto per le proiezioni del RAM film festival (foto fmcr)
E allora vediamo un po’ meglio i film in concorso e i contenuti proposti. Tanti i popoli e le culture antiche esplorate dai documentari in concorso, espressione sia di grandi produzioni che di autori indipendenti. Tutti però sono accomunati dallo scopo di approfondire aspetti del patrimonio mondiale, di farne scoprire piccole e grandi storie in una narrazione che permetterà al pubblico di godere di straordinarie immagini nell’atmosfera unica del Teatro Zandonai che in occasione del RAM diventa eccezionalmente sala di proiezioni, nella dimensione collettiva del cinema e con la possibilità del dibattito e del confronto. In programma le più recenti produzioni che spaziano dai Tesori dei faraoni, alla Preistoria, agli Etruschi, dall’archeologia subacquea a Petra, alla Grecia e ai banchetti nella Roma antica, alla musica nell’antichità, alle nuove tecnologie e alla robotica applicate alla ricerca, a Venezia, ai nativi americani, al ruolo delle donne nel passato remoto, alla speciale task force italiana dedicata alla tutela del patrimonio. Ma anche documentari su epoche più recenti o grandi personaggi, come quello dedicato alla vera storia dei pirati, o alla straordinaria figura dell’archeologo Champollion e al meno noto sia pur geniale fratello. Importante l’apporto delle altre sezioni, “Sguardi dal Mondo” e “L’Italia si racconta”, dedicate a film che narrano di un patrimonio fatto di antiche tradizioni e stili di vita, che creano l’identità dei popoli. Particolarissima anche la sezione dedicata alle animazioni, che sorprendono per la capacità di stimolare la riflessione con corti di grande impatto.
Non solo film. Ma anche eventi. Ce ne parla la direttrice Alessandra Cattoi. “Due serate speciali sono dedicate proprio al focus di quest’anno. Una in particolare a Venezia attraverso uno straordinario documentario inglese dal titolo Saving Venice accompagnato da un racconto delle problematiche attuali di Venezia con due protagonisti: Gian Antonio Stella, il giornalista che tutti conosciamo, e il professor Francesco Trovò dell’università di Venezia che da molti anni approfondisce queste tematiche con molti dati che ci aiuteranno a comprendere davvero qual è il pericolo che corre questa straordinaria città. Il secondo evento lo avremo domenica sera, che è l’ultima sera del festival, in cui ci saranno anche le premiazioni dei film in concorso, avremo come compagno di questa serata Neri Marcorè che ci racconterà anche lui una straordinaria esperienza di tutela del patrimonio nel suo territorio, quello delle Marche, dopo la catastrofe del terremoto del 2016. A questi si aggiungono una serie di altri momenti di approfondimento che vi invito a vedere sul nostro sito www.ramfilmfestival.it”.
Momento peculiare e caratterizzante del RAM film festival sono gli Aperitivi, incontri informali tanto graditi al pubblico del festival dove si possono incontrare archeologi, scrittori, giornalisti, e porre domande, esprimere curiosità e discutere con gli specialisti del settore. Ce ne parla Claudia Beretta. “Un’altra iniziativa che è ormai una tradizione ormai consolidata nel nostro festival è quello di scendere in città e cercare di creare dei momenti di aggregazione e di incontro tra gli addetti ai lavori e il pubblico: i nostri Aperitivi. E quest’anno l’Aperitivo non sarà nei soliti bar, nei luoghi dedicati, ma andiamo a scoprire un luogo che è veramente magico che è il giardino Fedrigotti. I nostri Aperitivi si svolgeranno lì e sarà anche un modo per conoscere un luogo bellissimo della nostra città che di solito è chiuso. Infatti li chiamiamo quest’anno gli Aperitivi nel giardino nascosto. E qui avremo modo di incontrare veramente diverse personalità del mondo dell’Archeologia ma non solo e parlare dei temi di interesse. Non soltanto quindi dei cambiamenti climatici ma anche proprio della tutela del patrimonio. Basta guardare sul nostro sito www.ramfestival.it per scoprire tutti gli appuntamenti”.

L’archeologo Umberto Tecchiati sarà uno dei protagonisti dell’Aperitivo al Ram film festival 2023
Anche gli Aperitivi con gli esperti saranno dunque dedicati alle sfide che il patrimonio culturale e chi lo tutela devono affrontare guardando al futuro che cambia, ma anche sul lavoro degli archeologi. Gli incontri saranno ospitati al Giardino Fedrigotti, in Corso Bettini, un luogo speciale che si apre alla città per l’occasione. L’archeologo Umberto Tecchiati, docente dell’università di Milano, parlerà dei cambiamenti climatici nella preistoria, giovedì 5 ottobre 2023; lo scrittore e giornalista Giuseppe Caporale tratterà i temi del suo ultimo libro “Ecoshock. Come cambiare il destino dell’Italia al centro della crisi climatica”, sabato 7 ottobre 2023; le archeologhe Maria Concetta Parello, del parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento e Marta Coccoluto, del parco archeologico di Baratti e Populonia, racconteranno delle ultime scoperte e della vita dei parchi archeologici, venerdì 6 ottobre 2023; Barbara Caranza, restauratrice e presidente della onlus CHIEFS (Cultural Heritage International Emergency) parlerà con il pubblico della tutela dei beni culturali in aree di crisi, mercoledì 4 ottobre 2023. Questo e molto altro ancora, tra aperitivi al Giardino, colazioni al Bar Diverso, (s)conferenze climatiche con Sara Segantin, scrittrice e divulgatrice scientifica. Non mancherà la possibilità di fare nuove “scoperte” a Rovereto, con l’apertura di spazi originali con patrimoni inediti, come il book corner in collaborazione con Aboca Edizioni e le rievocazioni storiche al Giardino di Palazzo Fedrigotti, o la visita guidata con il geologo per conoscere i monumenti funebri del cimitero cittadino.

Venerdì 6 ottobre 2023, al Teatro Zandonai, è in programma infatti una serata speciale a ingresso gratuito dedicata a VENEZIA con Gian Antonio Stella e Francesco Trovò e il film in prima nazionale “Saving Venice”. L’acqua alta a Venezia non è una novità. Ma in tutto il ventesimo secolo ci sono state solo 9 alluvioni estreme. Mentre solo nei primi due decenni del ventunesimo secolo, sono state ben 16. Venezia sta affrontando la realtà del cambiamento climatico. Un serio avvertimento di ciò che potrebbe accadere ad altre città costiere: oltre un centinaio delle più grandi città è costruito sulle coste e ci vive il 40% della popolazione mondiale, e il 30% della popolazione italiana. Quindi Venezia fa suonare un campanello di allarme. Il nuovo sistema di barriere contro le alluvioni, il Mose, è un test che può valere per altre parti del mondo. A introdurre la serata, il giornalista del Corriere della Sera Gian Antonio Stella, da sempre attento ai temi del patrimonio culturale, e Francesco Trovò, ricercatore all’università Iuav di Venezia, esperto di edilizia storica di Venezia, di Beni Culturali e cambiamenti climatici. A moderare, la giornalista Martina Dei Cas. A seguire, il film britannico in prima nazionale “Saving Venice / Salvare Venezia” di Duncan Bulling (Regno Unito 2022, 52’). Venezia ha un equilibrio particolarmente fragile. Riusciranno gli scienziati e gli ingegneri a proteggere la città con le barriere anti-inondazione prima che sia troppo tardi, e sarà sufficiente questa misura?
INCONTRI. Nel pomeriggio, l’approfondimento al Giardino di Palazzo Fedrigotti in corso Bettini, sold out, è dedicato ai parchi archeologici e alla sfida quotidiana per coniugare la ricerca, gli scavi e la conservazione dei beni rinvenuti con la fruibilità di un pubblico anche molto numeroso. Due le testimonianze al RAM, da Agrigento e dalla Toscana, con le ospiti Maria Concetta Parello, funzionario archeologo del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, e Marta Coccoluto, responsabile del parco archeologico di Baratti e Populonia, del museo Archeologico di Piombino (LI) e dei musei di Suvereto (LI) per Parchi Val di Cornia SpA.
Al Parco borbonico vanvitelliano del Fusaro a Bacoli (Na) è tutto pronto per la prima edizione del FAB, festival dell’archeologia di Bacoli, dal 6 all’8 ottobre 2023, diretta da Nicola Barile e organizzata da Giovanni Parisi e Giovanni Calvino per TILE Storytellers, con il contributo della Regione Campania e della Fondazione Film Commission Regione Campania. Con un sottotitolo significativo: rassegna favolosa del cinema archeologico. “I Campi Flegrei sono un luogo unico al mondo”, spiega Dario Di Blasi, chiamato dal Comune di Bacoli a creare questo evento per la sua esperienza pluridecennale nel campo del cinema archeologico. “Qui il mare custodisce antiche città sommerse e ville sontuose di potenti imperatori. Qui la terra si alza e si abbassa, come un lungo, gigantesco respiro; e qui un lago può nascondere l’ingresso al mondo dei morti. Qui i vulcani nascono nell’arco di una sola notte e il loro calore genera sbuffi di vapore e acque termali. Qui le sibille leggevano il futuro degli uomini. Vi sembra che stiamo esagerando con la fantasia? Niente affatto. La magia dei Campi Flegrei è dovuta all’opera della natura e dell’uomo, non alla fantasia, perciò… Non è fantasia, è magia!”. Anche l’acronimo della rassegna, FAB, Festival dell’Archeologia di Bacoli, gioca su questo concetto, perché in inglese “FAB” vuol dire favoloso, fantastico (e il pensiero corre ai Fab Four, i Fantastici Quattro): “Per questo FAB si presenta come Rassegna favolosa del cinema e della cultura archeologica”.
L’evento si svolge nel Complesso Borbonico del Fusaro con proiezioni nella Sala dell’Ostrichina, dibattiti ed eventi si alterneranno tra la panoramica terrazza dell’Ostrichina e il Parco gestito dal Centro Ittico Campano. Per tutta la durata della rassegna ci sarà la mostra su Plinio il Vecchio a cura di Nicola Barile e Sara Saetta all’interno della Casina Vanvitelliana. In programma dodici film, provenienti anche da Francia, Spagna, Iran e Turchia, che verranno valutati da una giuria di esperti del settore e dal pubblico.


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