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Primo week end con il Progetto San Basilio: al museo Archeologico di Adria la conferenza di Jacopo Bonetto (UniPd) e Giovanna Falezza (sabap-vr-ro-vi), e Scavi aperti al sito romano di San Basilio

Sono ufficialmente riprese le attività di scavo nel sito romano di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro). Gli studenti del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, diretti dalla prof.ssa Caterina Previato, sono tornati sul campo per riportare alla luce nuove tessere della storia di questo straordinario snodo commerciale dell’antichità. E con gli scavi in questo week end ripartono anche le attività collaterali, dagli Incontri di Archeologia al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) agli Scavi aperti nel sito di San Basilio.  Venerdì 29 maggio 2026, alle 18.15, al museo Archeologico nazionale di Adria si terrà la prima conferenza del “Progetto San Basilio”, tenuta dal prof. Jacopo Bonetto del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova e dalla dott.ssa Giovanna Falezza della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo Vicenza. Info e prenotazioni: +39 392 9259875. E sabato 30 maggio 2026, c’è Scavi aperti: ritrovo alle 9.45 al centro turistico culturale di San Basilio per poi andare alla scoperta dello scavo dell’abitato romano con gli archeologi dell’università di Padova. Prenotazione obbligatoria al 3929259875.

Baia (Na). Al museo Archeologico dei Campi Flegrei l’VIII edizione del convegno nazionale di Archeologia subacquea, la più importante occasione di confronto tra ricercatori e professionisti che operano sul patrimonio archeologico sommerso italiano: 3 giorni di incontri, 9 sessioni, dalle tematiche di ricerca a quelle del restauro e della valorizzazione. Ecco il programma

Dal 28 al 30 maggio 2026 il museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello aragonese di Baia (Na) ospita l’VIII edizione del convegno nazionale di Archeologia subacquea, organizzato dal parco archeologico dei Campi Flegrei, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Archeologia Subacquea e l’Istituto Internazionale di Studi Liguri, rappresenta la più importante occasione di confronto tra ricercatori e professionisti che operano sul patrimonio archeologico sommerso italiano. L’articolazione del programma si declina attraverso un approccio interdisciplinare e spazia, attraverso 9 sessioni, dalle tematiche di ricerca a quelle del restauro e della valorizzazione. L’attività convegnistica sarà arricchita dalla presentazione di 41 poster che saranno allestiti a margine della sede del Convegno. Il programma prevede inoltre una tavola rotonda sul tema del turismo culturale legato ai siti archeologici subacquei e sulla prospettiva di costruzione di un itinerario culturale europeo, all’’interno della quale verranno presentati i risultati di un’indagine condotta sullo sviluppo sostenibile del turismo subacqueo. “Il Convegno Nazionale di Archeologia Subacquea”, sottolinea Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, “approda per la prima volta a Baia a tre anni dall’importante riconoscimento del Parco sommerso di Baia come best practice riconosciuta dall’UNESCO all’interno della Convenzione per la conservazione in situ del patrimonio culturale sommerso del 2001”. COMITATO SCIENTIFICO: Alessandro Asta, Massimo Capulli, Francesco Carrera, Barbara Davidde, Luigi Fozzati, Daniela Gandolfi, Roberto La Rocca, Fabio Pagano, Piergiorgio Spanu, Edoardo Tortorici, Chiara Zazzaro. COMITATO ORGANIZZATIVO; Silvana Carannante, Enrico Gallocchio, Fabio Pagano, Michele Stefanile.

Parco sommerso di Baia: mosaici (foto edoardo ruspantini)

PROGRAMMA GIOVEDÌ 28 MAGGIO 2026. Alle 9, saluti istituzionali. I SESSIONE: RELITTI, chair Chiara Zazzaro: 10, Andrea CAMILLI, H. MAIORANA, C. LAURENTI, “Il relitto del Pozzino ad oltre trent’anni dallo scavo. Work in progress per un’edizione del contesto”, 10.20, Leonardo ABELLI, M.V. AGOSTO, G. MANNELLI, R. LA ROCCA, “Il relitto Gela II: risultati preliminari”; 10.40, Roberto LA ROCCA, L. ABELLI. M.V. AGOSTO, F. PISCIOTTA, “Il relitto severiano “Marausa II” (Trapani): scavo, recupero e valorizzazione museale”; 11, Salvatore MEDAGLIA, A. NICOLÉ, F. BRUNO, A. LANGUDI, B. DAVIDDE PETRIAGGI, A.M. RAGUSO, “Solidissimo e rapido camminatore. Indagini archeologiche subacquee sul Lombardo, piroscafo a ruote della spedizione garibaldina dei Mille”; 11.20, Fabrizio SGROI, “Il relitto della nave oneraria tardo imperiale del Banco dei Pesci delle Isole Egadi: studio preliminare”; 11.40, Alessandro ASTA, M. CAPULLI, “Cambiamenti climatici e tutela dei siti archeologici: una sfida crescente. Il caso del relitto di Lazise”; 12, coffee break; TAVOLA ROTONDA, 12.15, “Un Itinerario Culturale Europeo dei siti archeologici subacquei: la best practice della BMTA di Paestum per lo sviluppo locale e la cooperazione culturale”: introduce Ugo Picarelli, fondatore e direttore BMTA Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico; modera Luigi Fozzati, Istituto Italiano di Archeologia Subacquea; Autilia Cozzolino, senior researcher del Servizio Imprese & Territorio di SRM “Cultura e Archeologia per un turismo sostenibile di qualità: caratteristiche della domanda, struttura dell’offerta e leve di crescita del Turismo Archeologico Subacqueo”; intervengono: Roberto La Rocca, soprintendenza del Mare Regione Siciliana; Antonino Miccio, presidente Coordinamento Nazionale direttore Aree Protette di Federparchi; Fabio Pagano, direttore parco archeologico dei Campi Flegrei; Mariangela Preta, direttore polo museale di Soriano Calabro e musei civici di Pizzo. Conclude Onofrio Giustino Angelo Cutaia, assessore alla Cultura – Regione Campania; 14, Lunch break. II SESSIONE: ARCHEOLOGIA SUBACQUEA E AMBIENTE, chairman Fabio Pagano: alle 15, Marco ANZIDEI, A. BENINI, “Siti archeologici costieri e loro rilevanza per studi geologici, geofisici e ambientali nel Mediterraneo”; 15.20, Fabrizio BAIANO, M. GIGLIO, M. PALUMBO, C. ZAZZARO, “Palazzo degli Spiriti e l’archeologia costiera di Posillipo e del Golfo di Napoli”; 15.40, Fantina MADRICARDO, A. PETRIZZO, C. TOSON, G. SIMONE, F. ORTOLANI, A. BOSMAN, D. DE ANGELIS, M. BASSANI, “Rilievo geofisico nelle acque del Lago di Nemi: per una ricostruzione ambientale e geo archeologica del contesto lacustre”; 16, Massimo CAPULLI, “Aquileia e Grado: un paesaggio d’acque tra relitti e strutture sommerse”; 16.20, Simona FORMOLA, F. LUCCI, “La Villa di Q. Ortensio Ortalo a Bacoli: paesaggio costiero, funzioni e modelli”; 16.40, coffee break. III SESSIONE: ARCHELOGIA LACUSTRE E LAGUNARE, chair Barbara Davidde: 17, Barbara BARBARO, “Il percorso archeologico subacqueo del Gran Carro di Bolsena: strategie di tutela, documentazione e valorizzazione di un complesso protostorico sommerso”; 17.20, Maria MUREDDU, R. AURIEMMA, P.G. SPANU, N. CAMEDDA, F. CHIABRANDO, G. MURRU, I. ORRI, P. ORRU’, V. PINNA, E. SOLINAS, L. CHERI, A. MURONI, “Paesaggi d’acqua: Ricerche nella Laguna di Mar’e Pontis (Cabras, Sardegna centro-occidentale)”. IV SESSIONE: STORIA DELL’ARCHEOLOGIA SUBACQUEA, chair Barbara Davidde: alle 17.40, Luigi FOZZATI, D. GANDOLFI  ITALIANA, “L’organizzazione in Italia della ricerca archeologica subacquea: dal Centro Sperimentale di Archeologia Sottomarina al Servizio Tecnico per l’Archeologia Subacquea”; 18, Elena Flavia CASTAGNINO, “Per una storia dell’archeologia subacquea: dai fondali agli archivi, l’eredità della Soprintendenza alle Antichità della Sicilia orientale, dalle prime azioni di Paolo Orsi alla visione di Luigi Bernabò Brea”.  VISITA NOTTURNA AL PARCO ARCHEOLOGICO DI BAIA SOMMERSA, alle 21, prenotazione obbligatoria alla mail: pa-fleg.baiasommersa@cultura.gov.it. Fino a 60 posti.

Parco sommerso di Baia: mosaici (foto edoardo ruspantini)

PROGRAMMA VENERDÌ 29 MAGGIO 2026. V SESSIONE: ARCHEOLOGIA MARINA, chairman Massimo Capulli: alle 9, Livio NARDO’, A.M. RAGUSO, “Ricerca archeologica subacquea a San Vito (Taranto): risultati preliminari”; 9.20, Simon Luca TRIGONA, B. DAVIDDE PETRIAGGI, A. PASTORINO, R. PELUSO, M. COZZA, F. BRUNO, “Progetto Amphitrite nell’area marina protetta di Portofino Liguria. La campagna di scavo 2024”; 9.40, Alessandra GHELLI, R. FILOCAMO, F. LIA, M. LAFACE, M. C. MEDURI, L. SANNA, F. TIBONI, M. LA RUSSA, “Dall’archeologia preventiva alla ricerca archeologica in deep water. Il progetto “Monasterace (RC). Patrimonio culturale subacqueo su alto fondale”; 10, Crescenzo VIOLANTE, N. ABATE, N. MASINI, F. PAGANO, E. GALLOCCHIO, K. BAIKA, C. MILIANI, “Il contributo delle tecnologie di telerilevamento acustico alla ricerca archeologica marina. Esempi dal Parco Archeologico sommerso di Baia e dall’antico complesso portuale di Egina”; 10.20, Alessandra BENINI, M.L. TARDUGNO, “Ischia: note di topografia marittima”; 10.40, Anna Paola MOSCA, “Cossyra (Isola di Pantelleria): Cala Tramontana”; 11, Angelo Michele RAGUSO, G. COLUCCI, G. BUCCI, “Leggere il fondale: diagnosi strumentale e riscontro in immersione. Indagini costiere presso l’Isola di San Pietro (TA)”; 11.20, coffee break. VI SESSIONE: PORTI E APPRODI, chair Daniela Gandolfi: 11.35, Michele STEFANILE, M. SILANI, M.L. TARDUGNO, “Il porto, la ripa, il tempio, i granai. Aggiornamenti dalle ricerche in corso a Puteoli sommersa”; 11.55, Giovanna BUCCI, “Dalle miniere agli approdi: le rotte degli smeraldi tra Tarda Antichità e Medioevo”; 12.15, Francesco M.P. CARRERA, A. LAFRAGOLA, A. PORQUEDDU, “Il porto di Olbia, nuovi dati dal riordino dei materiali”; 12.35, Flavio ENEI, “Castrum Novum: storia e archeologia di un approdo ceretano sulle coste dell’Etruria Meridionale”; 12.55, Gabriella GASPERETTI, G. MARRAS, A. PANDOLFI, D. DE RIU, V. DI GIOVANNI, “Il porto di Turris Libisonis (Porto Torres – SS) dall’antichità all’età moderna”; 13.15, lunch break.  VII SESSIONE: RESTAURO, chairman Francesco Carrera: 14.20, Riccardo MANCINELLI, M. SALVATORI, “Restauro e conservazione in situ del Patrimonio Archeologico Sommerso. Dalla sperimentazione alla conservazione programmata”; 14.40, Barbara DAVIDDE PETRIAGGI, E. GASPARINI, “Marmo sommerso dal mare flegreo: progetti di conservazione in situ e nuove prospettive per la ricerca”; 15, Adriano CASAGRANDE, S. SECHI, E. LAGLIA, C. GUIZZARDI, “Nuove ricerche e sperimentazioni su metodi, materiali e tecniche nell’ambito della reintegrazione e protezione di mosaici in ambienti sommersi”; VIII SESSIONE: VALORIZZAZIONE, chairman Francesco Carrera: 15.20, Danilo LEONE, R. GOFFREDO, M. TURCHIANO, R. AURIEMMA, G. SEMERARO, A. FURFARO, “Il Progetto M.A.R.E.A. Sistemi integrati per lo studio e la valorizzazione dei siti costieri e subacquei”; 15.40, Anita GUARNIERI, F. LONGOBARDI, F. GALEANDRO, A. SCIANCALEPORE, E. PHENIX, T. PAGÈS, “OPERA VIVA: un progetto per la valorizzazione del patrimonio archeologico, storico, naturalistico (Fasano, Brindisi – Puglia – ITALIA) · 16:00 – 16:20 Rita AURIEMMA, C. ALFONSO, A. ANTONAZZO, F. BARATTI, M. BARDASHOV, M. BUCCOLIERI, S. CARAMIA, A. COLUCCI, L. COLUCCIA, C. DE MITRI, S. KHOKHLOV, G. MAGGIULLI, M. RUGGE  Il Parco sommerso e costiero di Porto Cesareo: dalla ricerca alla valorizzazione del patrimonio sommerso”; 16.20, Giuliana GALLI, “Archeologia subacquea in acque dolci tra memoria storica e valorizzazione: il Museo della Navigazione nelle Acque Interne di Capodimonte sul Lago di Bolsena (VT)”; 16.40, Enrico GALLOCCHIO, “Baia e le best practices della Convenzione UNESCO 2001: risultati e prospettive”;  17, coffee break. IX SESSIONE: PROFESSIONALITÀ, UNIVERSITÀ E FORMAZIONE, chairman Roberto La Rocca: 17.15, Giuliano VOLPE, G. DISANTAROSA, “Il Laboratorio di Archeologia Subacquea dell’Università di Bari: il bilancio di un trentennio tra ricerca e didattica”; 17.35, Ivan G.M. LUCHERINI, “La sicurezza dell’archeologo subacqueo alla luce della nuova legge n.9 del 26/01/2026”. PRESENTAZIONE POSTER, 18; PRESENTAZIONE ATTI DEL I CONVEGNO NAZIONALE MUSEI DI ARCHELOGIA SUBACQUEA/MUSEI DELL’ACQUA, 19.

Parco sommerso di Baia: pavimenti in opus sectile (foto edoardo ruspantini)

PROGRAMMA SABATO 30 MAGGIO. Alle 9.30, dibattito; TAVOLA ROTONDA, 10:30: “Dove va l’Archeologia Subacquea Italiana: metodologia, istituzioni, normative”. Modera Fabio Pagano; 12.30, comunicazioni presidente IIAAS; 13, ringraziamenti e saluti.

Verona. A Quinzano la conferenza “Tra forme e gesti. Le ceramiche di Quinzano e le comunità neolitiche del Veronese (VI-V millennio a.C.)” con Marika Ciela dell’università di Trento, quarto e ultimo incontro del ciclo “Quinzano, il primo insediamento di Verona: storie di uomini, ossa e ceramiche”

Martedì 26 maggio 2026, alle 20, nella Sala “Garonzi” del Centro Polifunzionale della 2ª Circoscrizione, in via Quinzano 24/D a Verona, la conferenza “Tra forme e gesti. Le ceramiche di Quinzano e le comunità neolitiche del Veronese (VI-V millennio a.C.)” con Marika Ciela dell’università di Trento, quarto e ultimo incontro del ciclo “Quinzano, il primo insediamento di Verona: storie di uomini, ossa e ceramiche” organizzato dalla 2ª Circoscrizione del Comune di Verona in collaborazione con i Musei civici di Verona e la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, per offrire al pubblico un quadro aggiornato e approfondito delle ricerche del passato, in corso e future sulla preistoria dell’area quinzanese, uno dei contesti più significativi per la ricostruzione delle prime fasi di antropizzazione del territorio comunale di Verona.

Venezia. Allo Iuav workshop “Da San Casciano dei Bagni al laboratorio LAMA”, dedicato alle indagini in corso sui materiali del Santuario ritrovato di San Casciano dei Bagni

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Lunedì 25 maggio 2026, dalle 10.30 alle 12.30, a Badoer, aula A, dell’università IUAV di Venezia, workshop “Da San Casciano dei Bagni al laboratorio LAMA”, dedicato alle indagini in corso sui materiali del Santuario ritrovato di San Casciano dei Bagni. Nell’ambito del progetto di ricerca “San Casciano dei Bagni – Archeologia e Architettura termale” dell’università per Stranieri di Siena e CADMO e dello IUAV di Venezia, il Laboratorio LAMA ha avviato una serie di indagini non invasive su una selezione di materiali provenienti dal santuario, condotte su autorizzazione della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Siena Grosseto e Arezzo. Intervengono Mario Bandiera, Maddalena Bassani, Alberto Conventi, Chiara Fermo, Lorenzo Lazzarini, Floriana Majerle, Jacopo Tabolli, Elena Tesser, Alessandro Vierucci con la collaborazione del Laboratorio di Geomatica CIRCE-Iuav Sandro Vierucci.

Ostellato (Fe). Visite guidate allo scavo della fornace romana scoperta nel 2024 durante gli interventi per la posa della nuova condotta idrica su via dei Lidi Ferraresi

Importanti evidenze di età romana sono emerse nel 2024 durante gli interventi di scavo per la posa della nuova condotta idrica su via dei Lidi Ferraresi ad Ostellato (foto sabap-fe)

Importanti evidenze di età romana sono emerse nel 2024 durante gli interventi di scavo per la posa della nuova condotta idrica su via dei Lidi Ferraresi ad Ostellato, in un’area già nota per l’interesse archeologico. Le indagini di archeologia preventiva -condotte con la direzione scientifica della ex Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara- hanno portato alla luce un’area produttiva di grandi dimensioni dedicata alla lavorazione del materiale da costruzione, il cui impianto è probabilmente da datarsi al I sec. d.C. Dagli scavi sono emersi i resti di più strutture riconducibili a diverse attività funzionali, tra le quali spicca il ritrovamento di una fornace per la cottura del materiale da costruzione, e una grande quantità di frammenti di laterizio “marchiato”, come mattoni ed embrici sui quali sono stati apposti bolli ampiamente attestati nell’area nord adriatica e che rimandano a diverse officine produttive. La scoperta non è importante solo per il territorio di Ostellato, che conferma la sua rilevanza nel periodo romano, ma apre anche importanti scenari di ricerca sul sistema produttivo romano e sulla storia economica e sociale del mondo antico. Grazie alla collaborazione tra la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le provincie di Modena Reggio Emilia e Ferrara e il museo Delta Antico di Comacchio (Fe), l’area interessata dallo scavo viene aperta per una serie di visite guidate rivolte al pubblico. Appuntamento domenica 24 maggio 2026, dalle 10.30 alle 16.30, per visite guidate allo scavo della fornace romana di Ostellato. Previsti turni di visita con partenza alle 10.30, 11.30, 14.30, 15.30. Prenotazione obbligatoria, max 30 partecipanti per turno. Per info e prenotazioni: Museo Delta Antico Tel. 0532 330276 – Email info@museodeltaantico.com. Per raggiungere il sito seguire le indicazioni per l’Impianto Idrovoro San Zagno, via Lidi Ferraresi, Ostellato (Fe)

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale “Ed ecco verso noi venir per nave”: al centro dell’attenzione della Notte europea dei Musei il nuovo allestimento della barca cucita di Corte Cavanella, presentazione del restauro, reading letterario, visite guidate, apericena, e anticipazioni della seconda edizione di Adrikà. La presentazione ad archeologiavocidalpassato.com della direttrice Alberta Facchi

Il nuovo allestimento della barca cucita di Corte Cavanella di Loreo al museo Archeologico nazionale di Adria (foto graziano tavan)

“Ed ecco verso noi venir per nave”… un titolo che è tutto un programma quello della Notte europea dei Musei al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro). Al centro dell’attenzione della serata del 23 maggio 2026 è proprio la barca cucita (sutilis navis), per l’esattezza il fondo di una imbarcazione lignea ‘cucita’ databile al II-I sec. a.C., scoperta a Corte Cavanella di Loreo (Ro) nel 1983 e che ora, dopo i restauri, trova la sua sistemazione e valorizzazione nel nuovo allestimento proprio nella sezione dedicata a Corte Cavanella: il programma è ricco, come spiega ad archeologiavocidalpassato.com la direttrice del MAN-Adria Alberta Facchi, per una serata speciale al museo al costo di ingresso simbolico di 1 euro.

“Il restauro e l’allestimento della nuova sezione di Corte Cavanella di Loreo al museo Archeologico nazionale di Adria verranno presentati il 23 maggio in occasione della Notte europea dei Musei. Ci sarà una grande festa che sarà anche occasione per avere un momento di teatro con un reading letterario di Antonino Varvarà (“Immagine e simbologia della barca e della nave nella letteratura antica e moderna”, alle 18.30) proprio sul tema della nave e dell’acqua. Tema della nave e dell’acqua che sarà anche il filo conduttore della prossima edizione del Festival del cinema archeologico Adrikà che si svolgerà a settembre tra Adria, Loreo e Porto Viro, e verrà presentato la notte del 23 maggio (“Aspettando ADRIKÀ 2026: anticipazione della seconda edizione del Festival internazionale del Cinema archeologico di Adria e del Delta a cura del Circolo del Cinema “C. Mazzacurati” di Adria, con Emanuela Finesso, alle 19).

Fase del restauro della barca cucita di Corte Cavanella: 4. consolidamento in vasca con immissione di PEG a flusso moderato (foto MAN-Adria)

“Durante la sera – continua Alberta Facchi – ci sarà un’apericena, alle 19.30: prenotatevi presso il museo Archeologico. E ci sarà per tutta la notte, fino alle 22.30, visite guidate alla barca cucita di Corte Cavanella di Loreo”. Il restauro della barca “cucita” di Corte Cavanella di Loreo e il suo allestimento al museo Archeologico nazionale di Adria saranno presentati rispettivamente dalla restauratrice Ilaria B. Perticucci e dal prof. Jacopo Bonetto dell’università di Padova. Il restauro, in collaborazione scientifica con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza, è stato realizzato nell’ambito di “Restituzioni”, progetto di Intesa Sanpaolo, anche con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. L’allestimento della nuova sezione è stato realizzato dalla direzione regionale Musei nazionali Veneto grazie al PNRR, con un apporto fondamentale fornito dal partner Ente Parco regionale veneto del Delta del Po, sempre attraverso il PNRR, e con la collaborazione dell’università di Padova.

Cagliari. Al Teatro Sant’Eulalia il convegno “Archeologia e speleologia urbana: le buone pratiche. Il caso del sottosuolo della chiesa di Sant’Eulalia” promosso dal Gruppo Speleo-Archeologico “Giovanni Spano” con l’università di Cagliari, la Parrocchia e l’Associazione Sant’Eulalia, per i 50 anni di ricerca, divulgazione e attività speleologica attraverso l’iniziativa “Sentieri nel Buio” 

La storia degli scavi sotto la chiesa di Sant’Eulalia a Cagliari è legata al Gruppo Speleo-Archeologico “Giovanni Spano” fin dai primi tempi. Furono tra i primi, nel 1990, su incarico della soprintendenza Archeologica di Cagliari e in collaborazione con il parroco don Cugusi, a ispezionare per un primo sopralluogo l’imboccatura di un pozzo di età romana colmo di detriti, rinvenuto sotto il pavimento deteriorato dall’umidità della sagrestia della chiesa di Sant’Eulalia, durante i lavori di risanamento. Nata come una breve esplorazione speleo-archeologica, diede il via a una lunga fase di indagini: quasi vent’anni di scavi e di scoperte straordinarie. In occasione dei festeggiamenti per i 50 anni di ricerca, divulgazione e attività speleologica attraverso l’iniziativa “Sentieri nel Buio” che vede una serie di eventi nel corso dell’anno, il G.S.A.G.S., in collaborazione con il dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali dell’università di Cagliari, la Parrocchia e l’Associazione Sant’Eulalia (MUTSEU Sistema Museale Sant’Eulalia), organizza a Cagliari, venerdì 22 maggio 2026, nel Teatro Sant’Eulalia, in via del Collegio n. 2, dalle 16 alle 18.30, il convegno “Archeologia e speleologia urbana: le buone pratiche. Il caso del sottosuolo della chiesa di Sant’Eulalia”. Un incontro a più voci, che vede per la prima volta riuniti tutti i protagonisti delle scoperte, degli scavi e delle ricerche nell’area archeologica di Sant’Eulalia, che hanno lavorato con passione per riportare alla luce il sito.  Un racconto corale inedito di chi ha vissuto le diverse fasi dell’esplorazione e degli scavi di questo sito di grande interesse storico, archeologico e culturale, che oggi tutti abbiamo la possibilità di ammirare: un luogo sotterraneo affascinante, dove la storia di oltre duemila anni di Cagliari, dall’età romana fino al medioevo e oltre, emerge in silenzio tra pietra, luce e memoria.

Cisterna di Sant’Eulalia a Cagliari (foto gasags)

“Nel 1992, dopo la scoperta del pozzo, gli speleologi del G.S.A.G.S., chiamati dalla soprintendenza Archeologica di Cagliari, hanno iniziato a scavare con piccozza, cazzuola e pala, pensando di trovare un tratto dell’acquedotto romano”, racconta Roberto Sanna, tra i primi speleologi del G.S.A.G.S a effettuare gli scavi. “I lavori si svolgevano la notte per cinque, sei ore ininterrotte, per alcuni mesi si portava su la terra che aveva riempito il pozzo. Dalla prima scoperta del pozzo l’area ha riservato inaspettate sorprese: una volta liberata dalla terra e dai detriti, finalmente è spuntata la meraviglia che oggi conosciamo. Successivamente gli scavi sono proseguiti nella cisterna, ugualmente all’epoca colma di terra, e sono arrivati altri ritrovamenti. Gli scavi dell’Università sono stati avviati successivamente, la professoressa Martorelli nel suo intervento data l’inizio al 1998. Il lunghissimo lavoro di scavo ci ha impegnato per circa un anno (1992-1993) con l’intervento di circa quindici soci”.

PROGRAMMA. Intervengono: Nicola Sitzia, presidente G.S.A.G.S. che introduce il progetto “Sentieri nel Buio. 50 anni di ricerca e divulgazione speleologica del Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano; Sabrina Cisci, funzionaria responsabile della tutela archeologica per Cagliari, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le Province di Oristano e Sud Sardegna, su “Strade, pozzi, cisterne, tombe: la storia sotto i nostri piedi da raccontare e tutelare”; don Mario Cugusi, parroco di Serdiana, già parroco di Sant’Eulalia, su “Sant’Eulalia, cronologia di uno scavo”; Donatella Mureddu, archeologa (tra le prime che seguirono i lavori di scavo nel sito) su “Sant’Eulalia, il pozzo e la storia”; Roberto Sanna, speleologo G.S.A.G.S. su “La speleologia al servizio dell’archeologia. Il quartiere Marina e le sue cavità”; Rossana Martorelli, professoressa di Archeologia cristiana, tardoantica e medievale UniCa, su ”1999-2008. Il cantiere di S. Eulalia: un’occasione di formazione, studio e recupero di un frammento di storia urbana”; don Marco Lai, parroco di Sant’Eulalia e presidente dell’Associazione Sant’Eulalia su “L’area archeologica di Sant’Eulalia: la storia continua”. Introduce e modera Fabio Pinna, professore di Archeologia cristiana, tardoantica e medievale all’università di Cagliari. L’ingresso al convegno è libero e gratuito, fino ad esaurimento posti del teatro. Dopo gli interventi, seguirà la visita guidata all’Area archeologica di Sant’Eulalia.

Ariano nel Polesine (Ro). Lo scavo nell’abitato romano diretto da Caterina Previato apre la campagna 2026 del Progetto San Basilio (poi segue Silvia Paltineri nell’abitato etrusco) e con esso al via “Scavi aperti” e “Incontri di archeologia”. Ecco il programma

La prof.ssa Caterina Previato (UniPd) sullo scavo della villa romana di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro) (foto graziano tavan)

Gli archeologi tornano a San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro) per la campagna di scavo 2026 curate dall’università di Padova e dall’università Ca’ Foscari di Venezia. Si inizia lunedì 18 maggio 2026 con lo scavo dell’abitato romano diretto dalla prof.ssa Caterina Previato (dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova) che si protrarrà fino al 19 giugno. Invece l’8 giugno 2026 inizia lo scavo dell’abitato etrusco diretto dalla prof.ssa Silvia Paltineri (dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova) fino al 3 luglio 2026. Invece lo scavo sempre dell’abitato etrusco diretto dalla prof.ssa Giovanna Gambacurta (dipartimento di Studi umanistici di Ca’ Foscari) quest’anno sarà a settembre. Con l’avvio della campagna di scavo 2026 riprendono anche gli appuntamenti del Progetto San Basilio, un’occasione unica per scoprire la storia di questo sito straordinario insieme a chi lo studia ogni giorno. Grazie alla collaborazione tra il dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova e il dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari il passato torna a parlarci attraverso: Scavi Aperti, per vedere dal vivo il lavoro degli archeologi sul campo, e Conferenze dedicate, per approfondire le ultime scoperte.

Programma “Scavi aperti”: 30 maggio 2026, scavo dell’abitato romano (università di Padova); 6 giugno 2026, scavo dell’abitato romano (università di Padova); 27 giugno 2026, scavo dell’abitato etrusco (università di Padova). Le visite allo scavo si svolgono il sabato mattina dalle 10 alle 12, con ritrovo presso il Centro Turistico Culturale San Basilio alle 9.45. Per prenotazioni contattare il numero 3929259875.

Programma conferenze “Incontri di archeologia”: 29 maggio 2026, alle 18.15, al museo Archeologico nazionale di Adria, Jacopo Bonetto (UniPd) e Giovanna Falezza (Sabap-Vr-Ro-Vi) su “San Basilio: ricerca archeologica, tutela, spazio digitale e intelligenza artificiale”; 5 giugno 2026, alle 18.30, al Centro turistico San Basilio, Caterina Previato (UniPd) su “San Basilio in età romana: nuovi dati dai recenti scavi”; 12 giugno 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria, Noemi Ruberti (UniPd) e Vito Giuseppe Prillo (università di Siena) su “Lo sfruttamento delle risorse ambientali nel sito romano di San Basilio: dati preliminari”; 19 giugno 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria, Andrea Stella (UniPd) su “Il contributo della moneta alla storia di San Basilio”; 26 giugno 2026, alle 18.30, al Centro turistico San Basilio, Silvia Paltineri (UniPd) su “San Basilio etrusca: novità dallo scavo dell’università di Padova”. È consigliata la prenotazione al 3929259875.

Vibo Valentia. Al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” l’incontro “Torre Galli, 100 anni dopo Orsi – Dallo scavo al racconto del patrimonio” per ripercorrere l’importanza delle ricerche archeologiche condotte dallo studioso in uno dei contesti più significativi della protostoria calabrese. Ecco il programma

Il castello medievale di Vibo Valentia ospita il museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” (foto drm-cal)

Sono trascorsi 100 anni dalla pubblicazione dei risultati emersi nello scavo archeologico effettuato da Paolo Orsi nella necropoli di località “Torre Galli”, nel territorio di Drapia. La ricorrenza viene commemorata con un incontro in programma lunedì 18 maggio 2026, alle 11, nel museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, afferente alla Direzione regionale Musei nazionali Calabria che, per l’occasione, rimarrà eccezionalmente aperto al pubblico dalle 9 alle 13. Si consiglia la prenotazione.

L’incontro “Torre Galli, 100 anni dopo Orsi – Dallo scavo al racconto del patrimonio”, attraverso un momento di approfondimento scientifico e di divulgazione aperto al pubblico, intende ripercorrere, a un secolo di distanza, l’importanza delle ricerche archeologiche condotte dallo studioso in uno dei contesti più significativi della protostoria calabrese. Dallo scavo emersero oltre 300 tombe, in gran parte preelleniche. Il programma dell’evento promosso dal “Vito Capialbi” prevede gli interventi di studiosi, funzionari e professionisti che, a vario titolo, hanno contribuito alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione del sito e dei materiali provenienti dagli scavi. I lavori saranno aperti dal direttore delegato della Direzione regionale Musei nazionali Calabria, Fabrizio Sudano. Subito dopo tra le mura del castello normanno-svevo di Vibo Valentia si alterneranno: il direttore del museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi”, Michele Mazza; il direttore degli scavi di Torre Galli, Marco Pacciarelli; la restauratrice dei reperti provenienti dallo scavo, Marianna Musella; il funzionario archeologo della soprintendenza Abap per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, Francesco Parrotta; il direttore responsabile de “LaCNews24” Franco Laratta. Nel corso dell’incontro sarà tra l’altro illustrato dall’autore e proiettato in sala il documentario del fotoreporter Saverio Caracciolo, dedicato alla storia dello scavo, ai reperti e al paesaggio archeologico di Torre Galli. L’appuntamento rappresenta un’occasione unica per riflettere sul valore della ricerca archeologica e sulla necessità di costruire nuove forme di narrazione del patrimonio, capaci di coniugare rigore scientifico, tutela e divulgazione.

Napoli. A Palazzo Corigliano (UniOr), in presenza e online, la conferenza “Cuma, Fondo Valentino: nuovi dati dal santuario di Hera” con Luigi La Rocca (dipartimento per la tutela del Patrimonio Culturale) e Carlo Rescigno (Scuola Superiore Meridionale)

Lunedì 18 maggio 2026, alle 10.30, al Salone delle Conferenze di Palazzo Corigliano all’università di Napoli L’Orientale, in piazza San Domenico Maggiore 12 a Napoli, la conferenza ‘Cuma, Fondo Valentino: nuovi dati dal santuario di Hera” con Luigi La Rocca (capo dipartimento per la tutela del Patrimonio Culturale, MiC) e Carlo Rescigno (professore ordinario di Archeologia Classica, Scuola Superiore Meridionale). Su di una terrazza aperta sul mare, presso l’angolo sud-occidentale della città bassa di Cuma, esisteva un importante santuario di fondazione alto arcaica, dedicato ad Hera. Grazie a un accordo tra proprietà privata, Soprintendenza per l’area metropolitana di Napoli e Scuola Superiore Meridionale, dal 2024 ha preso avvio una ricerca sistematica dalla quale emergono elementi, forma e articolazione di un nuovo monumento cumano. Tramite votivi, frammenti ceramici, iscrizioni, documenti architettonici si compone una nuova pagina di storia dell’architettura e del sacro dell’Italia antica. Dopo i saluti istituzionali di Paola Ricciardi (soprintendente ABAP per l’Area Metropolitana di Napoli) e l’introduzione di Teresa E. Cinquantaquattro (diretrice del Servizio II, DG ABAP, MiC), intervengono Luigi La Rocca e Carlo Rescigno. Ne discutono Matteo D’Acunto e Marco Giglio. Tutti gli interessati sono invitati a partecipare. Sarà possibile seguire la conferenza anche in remoto, tramite piattaforma Zoom, chiedendo il link ai responsabili della segreteria dell’evento: g.vitiello12@studenti.unior.it, f.friscia@studenti.unior.it.