Primo week end con il Progetto San Basilio: al museo Archeologico di Adria la conferenza di Jacopo Bonetto (UniPd) e Giovanna Falezza (sabap-vr-ro-vi), e Scavi aperti al sito romano di San Basilio

Sono ufficialmente riprese le attività di scavo nel sito romano di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro). Gli studenti del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, diretti dalla prof.ssa Caterina Previato, sono tornati sul campo per riportare alla luce nuove tessere della storia di questo straordinario snodo commerciale dell’antichità. E con gli scavi in questo week end ripartono anche le attività collaterali, dagli Incontri di Archeologia al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) agli Scavi aperti nel sito di San Basilio. Venerdì 29 maggio 2026, alle 18.15, al museo Archeologico nazionale di Adria si terrà la prima conferenza del “Progetto San Basilio”, tenuta dal prof. Jacopo Bonetto del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova e dalla dott.ssa Giovanna Falezza della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo Vicenza. Info e prenotazioni: +39 392 9259875. E sabato 30 maggio 2026, c’è Scavi aperti: ritrovo alle 9.45 al centro turistico culturale di San Basilio per poi andare alla scoperta dello scavo dell’abitato romano con gli archeologi dell’università di Padova. Prenotazione obbligatoria al 3929259875.
Verona. A Quinzano la conferenza “Tra forme e gesti. Le ceramiche di Quinzano e le comunità neolitiche del Veronese (VI-V millennio a.C.)” con Marika Ciela dell’università di Trento, quarto e ultimo incontro del ciclo “Quinzano, il primo insediamento di Verona: storie di uomini, ossa e ceramiche”

Martedì 26 maggio 2026, alle 20, nella Sala “Garonzi” del Centro Polifunzionale della 2ª Circoscrizione, in via Quinzano 24/D a Verona, la conferenza “Tra forme e gesti. Le ceramiche di Quinzano e le comunità neolitiche del Veronese (VI-V millennio a.C.)” con Marika Ciela dell’università di Trento, quarto e ultimo incontro del ciclo “Quinzano, il primo insediamento di Verona: storie di uomini, ossa e ceramiche” organizzato dalla 2ª Circoscrizione del Comune di Verona in collaborazione con i Musei civici di Verona e la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, per offrire al pubblico un quadro aggiornato e approfondito delle ricerche del passato, in corso e future sulla preistoria dell’area quinzanese, uno dei contesti più significativi per la ricostruzione delle prime fasi di antropizzazione del territorio comunale di Verona.
Venezia. Allo Iuav workshop “Da San Casciano dei Bagni al laboratorio LAMA”, dedicato alle indagini in corso sui materiali del Santuario ritrovato di San Casciano dei Bagni

Lunedì 25 maggio 2026, dalle 10.30 alle 12.30, a Badoer, aula A, dell’università IUAV di Venezia, workshop “Da San Casciano dei Bagni al laboratorio LAMA”, dedicato alle indagini in corso sui materiali del Santuario ritrovato di San Casciano dei Bagni. Nell’ambito del progetto di ricerca “San Casciano dei Bagni – Archeologia e Architettura termale” dell’università per Stranieri di Siena e CADMO e dello IUAV di Venezia, il Laboratorio LAMA ha avviato una serie di indagini non invasive su una selezione di materiali provenienti dal santuario, condotte su autorizzazione della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Siena Grosseto e Arezzo. Intervengono Mario Bandiera, Maddalena Bassani, Alberto Conventi, Chiara Fermo, Lorenzo Lazzarini, Floriana Majerle, Jacopo Tabolli, Elena Tesser, Alessandro Vierucci con la collaborazione del Laboratorio di Geomatica CIRCE-Iuav Sandro Vierucci.
Ostellato (Fe). Visite guidate allo scavo della fornace romana scoperta nel 2024 durante gli interventi per la posa della nuova condotta idrica su via dei Lidi Ferraresi

Importanti evidenze di età romana sono emerse nel 2024 durante gli interventi di scavo per la posa della nuova condotta idrica su via dei Lidi Ferraresi ad Ostellato, in un’area già nota per l’interesse archeologico. Le indagini di archeologia preventiva -condotte con la direzione scientifica della ex Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara- hanno portato alla luce un’area produttiva di grandi dimensioni dedicata alla lavorazione del materiale da costruzione, il cui impianto è probabilmente da datarsi al I sec. d.C. Dagli scavi sono emersi i resti di più strutture riconducibili a diverse attività funzionali, tra le quali spicca il ritrovamento di una fornace per la cottura del materiale da costruzione, e una grande quantità di frammenti di laterizio “marchiato”, come mattoni ed embrici sui quali sono stati apposti bolli ampiamente attestati nell’area nord adriatica e che rimandano a diverse officine produttive. La scoperta non è importante solo per il territorio di Ostellato, che conferma la sua rilevanza nel periodo romano, ma apre anche importanti scenari di ricerca sul sistema produttivo romano e sulla storia economica e sociale del mondo antico. Grazie alla collaborazione tra la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le provincie di Modena Reggio Emilia e Ferrara e il museo Delta Antico di Comacchio (Fe), l’area interessata dallo scavo viene aperta per una serie di visite guidate rivolte al pubblico. Appuntamento domenica 24 maggio 2026, dalle 10.30 alle 16.30, per visite guidate allo scavo della fornace romana di Ostellato. Previsti turni di visita con partenza alle 10.30, 11.30, 14.30, 15.30. Prenotazione obbligatoria, max 30 partecipanti per turno. Per info e prenotazioni: Museo Delta Antico Tel. 0532 330276 – Email info@museodeltaantico.com. Per raggiungere il sito seguire le indicazioni per l’Impianto Idrovoro San Zagno, via Lidi Ferraresi, Ostellato (Fe)
Cagliari. Al Teatro Sant’Eulalia il convegno “Archeologia e speleologia urbana: le buone pratiche. Il caso del sottosuolo della chiesa di Sant’Eulalia” promosso dal Gruppo Speleo-Archeologico “Giovanni Spano” con l’università di Cagliari, la Parrocchia e l’Associazione Sant’Eulalia, per i 50 anni di ricerca, divulgazione e attività speleologica attraverso l’iniziativa “Sentieri nel Buio”

La storia degli scavi sotto la chiesa di Sant’Eulalia a Cagliari è legata al Gruppo Speleo-Archeologico “Giovanni Spano” fin dai primi tempi. Furono tra i primi, nel 1990, su incarico della soprintendenza Archeologica di Cagliari e in collaborazione con il parroco don Cugusi, a ispezionare per un primo sopralluogo l’imboccatura di un pozzo di età romana colmo di detriti, rinvenuto sotto il pavimento deteriorato dall’umidità della sagrestia della chiesa di Sant’Eulalia, durante i lavori di risanamento. Nata come una breve esplorazione speleo-archeologica, diede il via a una lunga fase di indagini: quasi vent’anni di scavi e di scoperte straordinarie. In occasione dei festeggiamenti per i 50 anni di ricerca, divulgazione e attività speleologica attraverso l’iniziativa “Sentieri nel Buio” che vede una serie di eventi nel corso dell’anno, il G.S.A.G.S., in collaborazione con il dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali dell’università di Cagliari, la Parrocchia e l’Associazione Sant’Eulalia (MUTSEU Sistema Museale Sant’Eulalia), organizza a Cagliari, venerdì 22 maggio 2026, nel Teatro Sant’Eulalia, in via del Collegio n. 2, dalle 16 alle 18.30, il convegno “Archeologia e speleologia urbana: le buone pratiche. Il caso del sottosuolo della chiesa di Sant’Eulalia”. Un incontro a più voci, che vede per la prima volta riuniti tutti i protagonisti delle scoperte, degli scavi e delle ricerche nell’area archeologica di Sant’Eulalia, che hanno lavorato con passione per riportare alla luce il sito. Un racconto corale inedito di chi ha vissuto le diverse fasi dell’esplorazione e degli scavi di questo sito di grande interesse storico, archeologico e culturale, che oggi tutti abbiamo la possibilità di ammirare: un luogo sotterraneo affascinante, dove la storia di oltre duemila anni di Cagliari, dall’età romana fino al medioevo e oltre, emerge in silenzio tra pietra, luce e memoria.

“Nel 1992, dopo la scoperta del pozzo, gli speleologi del G.S.A.G.S., chiamati dalla soprintendenza Archeologica di Cagliari, hanno iniziato a scavare con piccozza, cazzuola e pala, pensando di trovare un tratto dell’acquedotto romano”, racconta Roberto Sanna, tra i primi speleologi del G.S.A.G.S a effettuare gli scavi. “I lavori si svolgevano la notte per cinque, sei ore ininterrotte, per alcuni mesi si portava su la terra che aveva riempito il pozzo. Dalla prima scoperta del pozzo l’area ha riservato inaspettate sorprese: una volta liberata dalla terra e dai detriti, finalmente è spuntata la meraviglia che oggi conosciamo. Successivamente gli scavi sono proseguiti nella cisterna, ugualmente all’epoca colma di terra, e sono arrivati altri ritrovamenti. Gli scavi dell’Università sono stati avviati successivamente, la professoressa Martorelli nel suo intervento data l’inizio al 1998. Il lunghissimo lavoro di scavo ci ha impegnato per circa un anno (1992-1993) con l’intervento di circa quindici soci”.
PROGRAMMA. Intervengono: Nicola Sitzia, presidente G.S.A.G.S. che introduce il progetto “Sentieri nel Buio. 50 anni di ricerca e divulgazione speleologica del Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano; Sabrina Cisci, funzionaria responsabile della tutela archeologica per Cagliari, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le Province di Oristano e Sud Sardegna, su “Strade, pozzi, cisterne, tombe: la storia sotto i nostri piedi da raccontare e tutelare”; don Mario Cugusi, parroco di Serdiana, già parroco di Sant’Eulalia, su “Sant’Eulalia, cronologia di uno scavo”; Donatella Mureddu, archeologa (tra le prime che seguirono i lavori di scavo nel sito) su “Sant’Eulalia, il pozzo e la storia”; Roberto Sanna, speleologo G.S.A.G.S. su “La speleologia al servizio dell’archeologia. Il quartiere Marina e le sue cavità”; Rossana Martorelli, professoressa di Archeologia cristiana, tardoantica e medievale UniCa, su ”1999-2008. Il cantiere di S. Eulalia: un’occasione di formazione, studio e recupero di un frammento di storia urbana”; don Marco Lai, parroco di Sant’Eulalia e presidente dell’Associazione Sant’Eulalia su “L’area archeologica di Sant’Eulalia: la storia continua”. Introduce e modera Fabio Pinna, professore di Archeologia cristiana, tardoantica e medievale all’università di Cagliari. L’ingresso al convegno è libero e gratuito, fino ad esaurimento posti del teatro. Dopo gli interventi, seguirà la visita guidata all’Area archeologica di Sant’Eulalia.
Ariano nel Polesine (Ro). Lo scavo nell’abitato romano diretto da Caterina Previato apre la campagna 2026 del Progetto San Basilio (poi segue Silvia Paltineri nell’abitato etrusco) e con esso al via “Scavi aperti” e “Incontri di archeologia”. Ecco il programma

Gli archeologi tornano a San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro) per la campagna di scavo 2026 curate dall’università di Padova e dall’università Ca’ Foscari di Venezia. Si inizia lunedì 18 maggio 2026 con lo scavo dell’abitato romano diretto dalla prof.ssa Caterina Previato (dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova) che si protrarrà fino al 19 giugno. Invece l’8 giugno 2026 inizia lo scavo dell’abitato etrusco diretto dalla prof.ssa Silvia Paltineri (dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova) fino al 3 luglio 2026. Invece lo scavo sempre dell’abitato etrusco diretto dalla prof.ssa Giovanna Gambacurta (dipartimento di Studi umanistici di Ca’ Foscari) quest’anno sarà a settembre. Con l’avvio della campagna di scavo 2026 riprendono anche gli appuntamenti del Progetto San Basilio, un’occasione unica per scoprire la storia di questo sito straordinario insieme a chi lo studia ogni giorno. Grazie alla collaborazione tra il dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova e il dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari il passato torna a parlarci attraverso: Scavi Aperti, per vedere dal vivo il lavoro degli archeologi sul campo, e Conferenze dedicate, per approfondire le ultime scoperte.

Programma “Scavi aperti”: 30 maggio 2026, scavo dell’abitato romano (università di Padova); 6 giugno 2026, scavo dell’abitato romano (università di Padova); 27 giugno 2026, scavo dell’abitato etrusco (università di Padova). Le visite allo scavo si svolgono il sabato mattina dalle 10 alle 12, con ritrovo presso il Centro Turistico Culturale San Basilio alle 9.45. Per prenotazioni contattare il numero 3929259875.

Programma conferenze “Incontri di archeologia”: 29 maggio 2026, alle 18.15, al museo Archeologico nazionale di Adria, Jacopo Bonetto (UniPd) e Giovanna Falezza (Sabap-Vr-Ro-Vi) su “San Basilio: ricerca archeologica, tutela, spazio digitale e intelligenza artificiale”; 5 giugno 2026, alle 18.30, al Centro turistico San Basilio, Caterina Previato (UniPd) su “San Basilio in età romana: nuovi dati dai recenti scavi”; 12 giugno 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria, Noemi Ruberti (UniPd) e Vito Giuseppe Prillo (università di Siena) su “Lo sfruttamento delle risorse ambientali nel sito romano di San Basilio: dati preliminari”; 19 giugno 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria, Andrea Stella (UniPd) su “Il contributo della moneta alla storia di San Basilio”; 26 giugno 2026, alle 18.30, al Centro turistico San Basilio, Silvia Paltineri (UniPd) su “San Basilio etrusca: novità dallo scavo dell’università di Padova”. È consigliata la prenotazione al 3929259875.
Vibo Valentia. Al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” l’incontro “Torre Galli, 100 anni dopo Orsi – Dallo scavo al racconto del patrimonio” per ripercorrere l’importanza delle ricerche archeologiche condotte dallo studioso in uno dei contesti più significativi della protostoria calabrese. Ecco il programma

Sono trascorsi 100 anni dalla pubblicazione dei risultati emersi nello scavo archeologico effettuato da Paolo Orsi nella necropoli di località “Torre Galli”, nel territorio di Drapia. La ricorrenza viene commemorata con un incontro in programma lunedì 18 maggio 2026, alle 11, nel museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, afferente alla Direzione regionale Musei nazionali Calabria che, per l’occasione, rimarrà eccezionalmente aperto al pubblico dalle 9 alle 13. Si consiglia la prenotazione.

L’incontro “Torre Galli, 100 anni dopo Orsi – Dallo scavo al racconto del patrimonio”, attraverso un momento di approfondimento scientifico e di divulgazione aperto al pubblico, intende ripercorrere, a un secolo di distanza, l’importanza delle ricerche archeologiche condotte dallo studioso in uno dei contesti più significativi della protostoria calabrese. Dallo scavo emersero oltre 300 tombe, in gran parte preelleniche. Il programma dell’evento promosso dal “Vito Capialbi” prevede gli interventi di studiosi, funzionari e professionisti che, a vario titolo, hanno contribuito alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione del sito e dei materiali provenienti dagli scavi. I lavori saranno aperti dal direttore delegato della Direzione regionale Musei nazionali Calabria, Fabrizio Sudano. Subito dopo tra le mura del castello normanno-svevo di Vibo Valentia si alterneranno: il direttore del museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi”, Michele Mazza; il direttore degli scavi di Torre Galli, Marco Pacciarelli; la restauratrice dei reperti provenienti dallo scavo, Marianna Musella; il funzionario archeologo della soprintendenza Abap per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, Francesco Parrotta; il direttore responsabile de “LaCNews24” Franco Laratta. Nel corso dell’incontro sarà tra l’altro illustrato dall’autore e proiettato in sala il documentario del fotoreporter Saverio Caracciolo, dedicato alla storia dello scavo, ai reperti e al paesaggio archeologico di Torre Galli. L’appuntamento rappresenta un’occasione unica per riflettere sul valore della ricerca archeologica e sulla necessità di costruire nuove forme di narrazione del patrimonio, capaci di coniugare rigore scientifico, tutela e divulgazione.
Napoli. A Palazzo Corigliano (UniOr), in presenza e online, la conferenza “Cuma, Fondo Valentino: nuovi dati dal santuario di Hera” con Luigi La Rocca (dipartimento per la tutela del Patrimonio Culturale) e Carlo Rescigno (Scuola Superiore Meridionale)

Lunedì 18 maggio 2026, alle 10.30, al Salone delle Conferenze di Palazzo Corigliano all’università di Napoli L’Orientale, in piazza San Domenico Maggiore 12 a Napoli, la conferenza ‘Cuma, Fondo Valentino: nuovi dati dal santuario di Hera” con Luigi La Rocca (capo dipartimento per la tutela del Patrimonio Culturale, MiC) e Carlo Rescigno (professore ordinario di Archeologia Classica, Scuola Superiore Meridionale). Su di una terrazza aperta sul mare, presso l’angolo sud-occidentale della città bassa di Cuma, esisteva un importante santuario di fondazione alto arcaica, dedicato ad Hera. Grazie a un accordo tra proprietà privata, Soprintendenza per l’area metropolitana di Napoli e Scuola Superiore Meridionale, dal 2024 ha preso avvio una ricerca sistematica dalla quale emergono elementi, forma e articolazione di un nuovo monumento cumano. Tramite votivi, frammenti ceramici, iscrizioni, documenti architettonici si compone una nuova pagina di storia dell’architettura e del sacro dell’Italia antica. Dopo i saluti istituzionali di Paola Ricciardi (soprintendente ABAP per l’Area Metropolitana di Napoli) e l’introduzione di Teresa E. Cinquantaquattro (diretrice del Servizio II, DG ABAP, MiC), intervengono Luigi La Rocca e Carlo Rescigno. Ne discutono Matteo D’Acunto e Marco Giglio. Tutti gli interessati sono invitati a partecipare. Sarà possibile seguire la conferenza anche in remoto, tramite piattaforma Zoom, chiedendo il link ai responsabili della segreteria dell’evento: g.vitiello12@studenti.unior.it, f.friscia@studenti.unior.it.









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