Adria (Ro). Seconda giornata di Adrikà, rassegna internazionale del cinema archeologico “Adria e Delta del Po”: mattino con “Etruscreen: festival per le scuole” e danza in centro; pomeriggio con l’archeologia sperimentale e due film (“The Custodian” e “In carne e in Bronzo”), serata con “La chimera” fuori concorso
Seconda giornata, sabato 13 settembre, di Adrikà, rassegna internazionale del cinema archeologico “Adria e Delta del Po” (12-13-14 settembre 2025), promossa dal Circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria con il museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) e la consulenza del Festival della comunicazione e del cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct) e Archeovisiva. La mattinata, dalle 9 alle 11.30, al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro), è dedicata alle scuole con “Etruscreen: festival per le scuole”. Proiezioni dei film “In the beginning” di Shaun Clark (Regno Unito 2021, 11’); “Man creates man” di Yiotis Vrantzas (Grecia 2020, 7’); “Aquiles en la isla de Skyros” di Josè Luis Gomez Merino (Spagna 2004, 6’); “The Kiss” di Ali Zare Ghanatnowi (Francia 2022, 8’). Segue, per INCONTRI CON L’ANTICO, “Il cinema come strumento di valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici”. Interviene Giulia Lavarone, ricercatrice DBC università di Padova. Quindi con SCUOLA ATTIVA i protagonisti saranno gli studenti del liceo classico “Bocchi Galilei” e dell’IPSEOA “Giuseppe Cipriani”: i primi presenteranno il video, da loro prodotto, con il bando PNRR; i secondi con DAL MUSEO ALLA TAVOLA, presenteranno il percorso formativo sui piatti della cucina etrusca.
E mentre al museo Archeologico nazionale l’archeologia incontra le scuole, il centro storico di Adria si anima, dalle 9.30 alle 11.30, con ARCHEOLOGIA A PASSO DI DANZA: Rievocazioni storiche itineranti del Gruppo di Danza Antica di Villadose. Partenza da piazza Garibaldi lungo corso Vittorio Emanuele II e a seguire visite guidate a tema alle sale espositive del Museo.
Il pomeriggio al museo Archeologico nazionale di Adria apre alle 15 con ARCHEOLOGIA ATTIVA: La lavorazione del vetro nel mondo antico, attività dimostrative di archeologia sperimentale pensate per le famiglie, a cura di “Officina Temporis”.
Alle 17, apre le proiezioni cinematografiche il film “The Custodian” di Mehmet Fatih Guden (Turchia 2021, 33’). Perché non possiamo essere tutti come Mehmet Coban? Dopo il genocidio armeno del 1915, a distanza di oltre un secolo, i tanti monasteri e le strutture ecclesiastiche lasciate dal popolo armeno in Anatolia sono ancora oggetto di saccheggio e distruzione. Questo documentario racconta la storia di Mehmet Coban, imam della moschea del villaggio, e della sua scelta di proteggere l’antico monastero armeno di Varakavank, nel villaggio di Bakraçlı della città di Van, nel Kurdistan turco. Lo fa da quarant’anni, seguendo l’esempio del padre.
Segue il film “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia 2024, 56’). Il documentario racconta l’ultima campagna di scavo presso il sito archeologico del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni (Si), terminata a ottobre 2024, che ha rivelato scoperte eccezionali: non solo oggetti in bronzo, tra cui una bellissima statua di bambino, che nasconde il suo segreto in una manina, un busto tagliato a metà con una posa regale, un serpente alato, il demone della vasca sacra e tante monete, ma anche preziosissimi materiali organici perfettamente conservati tra cui centinaia di uova deposte nell’acqua e ritrovate nel fango, alcune intatte, segno tangibile di un dono che forse allude anch’esso alle capacità generatrici della vasca sacra. Quindi per INCONTRI CON L’ANTICO, alle 18.30, “Fragranze d’Etruria”. Interviene Roberto Macellari, già conservatore delle collezioni archeologiche dei Musei Civici di Reggio Emilia. Il pomeriggio si chiude alla Fondazione Franceschetti e Di Cola, alle 19.45, con Apericena a cura dell’IPSEOA “Giuseppe Cipriani” di Adria. Prenotazione obbligatoria.
La seconda giornata di Adrikà si chiude all’Auditorium Pertini, alle 21, con il film fuori concorso “La chimera” di Alice Rohrwacher (Italia 2023, 134’). Nella Toscana anni ’80, il film racconta la storia di un archeologo britannico, Arthur, che viene coinvolto nel mercato nero di reperti storici preziosi, rubati dalle tombe etrusche durante scavi notturni e rischiosi. Dopo essere tornato da una cittadina sul mar Tirreno, Arthur si riunisce con la sua sciagurata banda di tombaroli, alla quale offre la sua dote: sentire il vuoto. Arthur, infatti, è in grado di percepire il vuoto della terra, là nelle profondità del suolo, dove vi sono nascoste le vestigia di un mondo passato e dimenticato. Quel vuoto è identico a quello l’uomo percepisce nel suo animo, quando ricorda il suo amore perduto, Beniamina, il cui ricordo lo guida e tormenta. In questo viaggio sospeso tra vivi e morti, tra feste, solitudini e incontri effimeri, la chimera inseguita con tanta fatica e di ardua cattura diventa un sogno agognato e difficile da raggiungere, come un guadagno facile, una vendetta sociale o la ricerca di un amore ideale.
Grande Pompei. Secondo week end col progetto teatrale “POMPEII. VOX FEMINAE. Le parole segrete delle donne”: protagoniste Ifigenia a Villa San Marco (Castellammare di Stabia) ed Eumachia all’Odeion di Pompei
Arianna, Giulia Felice, Ifigenia, Eumachia, Poppea, Flavia Agatea, Fedra, Wilhelmina, Amaryllis, Asellina, sono i personaggi dell’inedito progetto teatrale POMPEII. VOX FEMINAE. Le parole segrete delle donne”, che accompagna e amplifica il racconto della mostra “Essere donna nell’Antica Pompei” (nella Palestra Grande, visitabile fino al 31 gennaio 2026), ambientato nei “teatri” della Grande Pompei. Tutti gli appuntamenti prevedono una replica alle 17.30 per il pubblico già presente nei siti archeologici (fino ad esaurimento posti) e due repliche serali, alle 20.30 e alle 22 (biglietto 7 euro + prevendita su www.tickteone.it selezionando POMPEI VOX FEMINAE). È importante presentarsi mezz’ora prima dell’orario indicato perché gli spettacoli saranno sempre puntuali. Non sarà possibile accedervi dopo che saranno iniziati, anche se si è in possesso di prenotazione. Prima di ogni spettacolo è prevista una breve visita didattica a cura de Le Nuvole teatro arte scienza, che illustrerà le caratteristiche e la storia dei luoghi che ospitano le performance. Ifigenia ed Eumachia sono le protagoniste del secondo week-end di settembre.
Venerdì 12 settembre 2025, a Villa San Marco (Castellammare di Stabia): 17.30, 20.30, 22, durata: 30′. “Ifigenia. Nel nome della madre” con Elisabetta Pogliani e Francesco Giangrande. Nel respiro muto di Ifigenia si cela il sacrificio che spezza il tempo, mentre Clitennestra, regina ferita, tesse con l’odio il filo della vendetta. Si apre una festa di ritorni e oscuri segreti, l’arrivo dell’assassino Agamennone, dove si intrecciano desiderio, tradimento e una giustizia antica. Un’eco di sangue e silenzi attraversa l’ombra di un destino irrimediabile.
Sabato 13 settembre 2025, nell’Odeion di Pompei: 17.30, 20.30, 22, durata: 30′. “Eumachia. Il filo e i nodi. Donne e potere”, drammaturgia Adele Cammarata, Fabio Cocifoglia e Marica Mastromarino, con Adele Cammarata e Marica Mastromarino, registrazione ed elaborazione sonora a cura di Federico Gelli. La maschera è stata realizzata da Laura Castellucci. Eumachia, potente sacerdotessa e madre devota. Aveva fatto costruire nel Foro e a sue spese, uno degli edifici più imponenti della piazza, probabilmente come sede della corporazione dei lanaioli, tintori e fullones per le contrattazioni della merce all’ingrosso. Attraverso la vestizione della sua statua, si svela la sua lotta silenziosa per il potere, il prestigio e il ruolo delle donne nell’antica società romana. Un ritratto vivo di una donna che osò lasciare un segno eterno nella città sepolta.
Pompei. Davanti al portone d’ingresso della Villa dei Misteri, rinvenuto a giugno, scoperta una panchina d’attesa (usata dai clientes che volevano essere ricevuti dal padrone di casa) nell’area ancora inesplorata della villa, per la presenza di una casa abusiva abbattuta un anno fa

La panchina d’attesa e la via Superior scoperte nell’area inesplorata della Villa dei Misteri a Pompei (foto parco archeologico pompei)
Davanti alla Villa dei Misteri, uno dei più noti monumenti non solo di Pompei ma del mondo antico intero, è stata portata alla luce una panchina d’attesa, posizionata sulla via Superior, la pubblica via di fronte al portone d’ingresso della villa. Ad aspettare qui, però, probabilmente non erano visitatori desiderosi di ammirare i celeberrimi affreschi a tema dionisiaco-misterico che hanno reso famoso il complesso sin dalle prime esplorazioni nel 1909/10 (come succede quotidianamente al parco archeologico di Pompei), ma clienti che duemila anni fa venivano a chiedere un favore al padrone di casa, oltre a braccianti e mendicanti che viaggiavano lungo la strada costiera che connetteva Pompei con la moderna Boscoreale. I padroni romani erano soliti ricevere durante la mattinata, nell’ambito della cosiddetta salutatio, i clientes, persone di un livello sociale più basso che si erano in qualche modo legati a un personaggio eminente della società locale. In cambio di favori, aiuto in questioni giudiziarie e piccoli o grandi prestiti, gli assicuravano sostegno politico nelle tornate elettorali dell’amministrazione cittadina.

Il direttore Gabriel Zuchtriegel e il procuratore Nunzio Fragliasso in sopralluogo sui nuovi scavi alla Villa dei Misteri a Pompei (foto parco archeologico pompei)
NUOVI SCAVI A VILLA DEI MISTERI. È questo un nuovo importante risultato degli scavi ripresi nella parte nord, finora inesplorata, della villa, a poco più di un anno dall’accordo con la Procura di Torre Annunziata che ha permesso l’abbattimento di due edifici abusivi: un ristorante e una casa privata (vedi Pompei. Villa dei Misteri: grazie all’accordo con la Procura di Torre Annunziata, abbattuti due edifici abusivi (un ristorante e una casa privata), scoperti cunicoli di clandestini e il criptoportico di un edificio sconosciuto, e avviate le ricerche nella parte non scavata della villa antica | archeologiavocidalpassato).
Nell’area attualmente indagata, che Amedeo Maiuri negli anni Trenta del Novecento non riuscì a scavare proprio per la presenza della casa abusiva, a giugno 2025, hanno cominciato a emergere l’antico ingresso della villa, la via Superior ovvero il tratto di strada prospiciente l’ingresso, e il piano superiore del quartiere servile della villa. Dal lato opposto, è stato messo in luce il muro di contenimento del terrapieno a Est della strada e una cisterna a pianta rettangolare con volta a botte a lato della via Superior (vedi l’articolo di approfondimento pubblicato sull’ E-journal del Parco archeologico di Pompei https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/). “Stiamo portando avanti questo lavoro”, aveva spiegato nel giugno scorso il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, “con il duplice obiettivo di documentare gli scavi clandestini aiutando in questo modo la Procura nel suo lavoro investigativo e di completare finalmente l’opera del direttore Maiuri e portare alla luce la restante parte della villa. Si tratta dell’ingresso principale della villa e di una parte significativa del quartiere servile. I dati che abbiamo raccolti finora sono molto promettenti, nonostante il saccheggio da parte dei clandestini: emergono resti intatti del piano superiore, il che fa ben sperare per le strutture sottostanti. Il nostro progetto, però, è solo un primo passo, ora stiamo cercando i fondi per portarlo a termine”.

La panchina d’attesa emerge dai nuovi scavi alla Villa dei Misteri di Pompei (foto parco archeologico pompei)
LA PANCHINA D’ATTESA. “Durante le lunghe ore di attesa spesso non sapevi se il padrone ti avrebbe ricevuto quel giorno”, spiega il direttore di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, “forse la sera prima aveva fatto le ore piccole e preferiva dormire, oppure aveva altro da fare. Allora qualcuno che aspettava qui, con un oggetto appuntito o con un pezzo di carbone scriveva sul muro per passare il tempo: si riesce a leggere una data, però senza anno, e un possibile nome. È, per così dire, l’altra faccia dei meravigliosi ambienti affrescati con vista sul golfo, chissà se le persone in attesa davanti al portone avrebbero mai visto una cosa del genere in vita loro. Vedere oggi la villa visitata quotidianamente da migliaia di persone da tutto il mondo è bellissimo: ciò che una volta era un privilegio sociale, oggi è alla portata di tutti, per lo più ogni prima domenica del mese a titolo totalmente gratuito”. Troviamo le stesse panchine anche davanti ad alcune domus di Pompei: come in uno studio medico con la sala d’attesa piena, anche le panchine affollate davanti alle domus pompeiane erano un motivo di vanto: più clienti aspettavano davanti al portone, più importante doveva essere il padrone di casa.

Foto aerea 18/2/2024: evidenziata la planimetria della Villa dei Misteri con le evidenze archeologiche riscontrate nell’area adiacente dove c’era la casa abusiva (foto parco archeologico pompei)

2022: veduta zenitale dell’area pertinente la villa dei Misteri a Pompei. In alto, a destra, una casa privata; in basso, il ristorante “Bacco e Arianna” (foto parco archeologico pompei)
Il rinvenimento è frutto delle recenti indagini archeologiche condotte lungo il fronte nord-occidentale della Villa dei Misteri, nell’ambito del progetto di scavo e messa in sicurezza dell’area, riavviato a seguito dell’abbattimento, grazie ad un accordo con la Procura, dell’edificio abusivo sovrastante. “La ripresa degli scavi archeologici nella Villa dei Misteri”, dichiara il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, “è stata possibile grazie alla collaborazione sinergica tra il Parco Archeologico di Pompei e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, in attuazione dei protocolli stipulati tra le due Istituzioni sia in materia di contrasto al traffico illegale di reperti archeologici sia in materia di finanziamento delle demolizioni delle opere abusive realizzate nell’area soggetta a vincoli archeologici di competenza del Parco Archeologico di Pompei. In virtù di questa collaborazione, si è proceduto, oltre che alla demolizione della casa oggetto di lavori abusivi sovrastante la Villa dei Misteri, altresì, alla demolizione, finanziata con fondi del Parco Archeologico, di una struttura del tutto abusiva, destinata ad attività di ristorazione, ubicata nell’area antistante la Villa dei Misteri, in tal modo consentendo la migliore fruizione del sito da parte dei visitatori”.

Il monumentale ingresso originario della Villa dei Misteri scoperto nei nuovi scavi, situato lungo la Via Superior (foto parco archeologico pompei)
LE SCOPERTE. I recenti scavi sono arrivati a mettere in luce il monumentale ingresso originario della villa, situato lungo la cosiddetta Via Superior, alcuni ambienti decorati in terzo stile pompeiano, con pitture raffinate a fondo nero e giallo e motivi ornamentali di grande qualità, oltre a individuare la parte ancora sepolta del quartiere servile. Il grande portone d’accesso alla villa, era sormontato da un arco (solo in parte conservato), affiancato da paracarri in muratura e da un tratto della via Superior, lastricata in pietra lavica. Di fronte all’ingresso è stata rilevata la presenza di una panca in cocciopesto. Al di sopra del muro è stata inoltre individuata una cisterna rettangolare voltata, in relazione con un sistema idrico di raccolta e regimentazione delle acque. Lo scavo ha inoltre documentato in modo esemplare la sequenza stratigrafica dell’eruzione del 79 d.C., con livelli di pomici da caduta e flussi piroclastici in posto, che sigillavano gli ambienti della villa. Sotto il livello delle pomici è emersa anche una porzione di paleosuolo sistemato “a conchette”, tecnica agricola che testimonia la gestione del paesaggio agrario in epoca romana.
IL FUTURO. Il prosieguo delle ricerche consentirà di completare l’indagine degli ambienti ancora in parte sepolti della villa, in particolare del quartiere servile, aprendo nuove prospettive di studio e valorizzazione di uno dei complessi residenziali più celebri e affascinanti dell’antica Pompei (per approfondimenti vedi l’articolo pubblicato sull’e-journal degli scavi di Pompei https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/). Intanto, il Parco sta cercando i fondi per finanziare il prosieguo dello scavo, coinvolgendo partner privati e sponsor, anche attraverso l’attivazione dell’ufficio Fundraising (vedi l’avviso di sponsorizzazione: https://pompeiisites.org/trasparenza/avviso-esplorativo-per-manifestazione-dinteresse-rivolto-ad-operatori-economici-interessati-a-stipulare-un-contratto-di-sponsorizzazione-per-il-finanziamento-nellambito-del-progetto-pompei-partne/).
Firenze. All’auditorium Paolucci (Gallerie degli Uffizi) la conferenza “Etruschi e Greci” con Maurizio Harari (università di Pavia), undicesimo appuntamento del ciclo “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”
Mercoledì 10 settembre 2025, alle 17, all’auditorium Paolucci delle Gallerie degli Uffizi a Firenze, la conferenza “Etruschi e Greci” con Maurizio Harari (università di Pavia), undicesimo appuntamento del ciclo “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”, 15 incontri dall’11 giugno all’8 ottobre 2025 con alcuni tra i massimi esperti del settore a ingresso gratuito. Nel ciclo vengono affrontate le principali novità della storia e dell’archeologia degli Etruschi. Dal dibattutissimo problema delle origini, a quello altrettanto caldo della loro lingua, a quelli delle città e della loro organizzazione interna, dei luoghi di sepoltura (le grandi necropoli d’Etruria), dei culti e della religione, delle manifestazioni artistiche, della struttura politica e delle cariche magistratuali, della loro presenza territoriale nell’Italia antica, dal Po al Sele, del loro ruolo di navigatori e commercianti nel Mediterraneo, dei rapporti e delle relazioni culturali con i Greci e con gli altri popoli dell’Italia Antica, e della loro fine nell’impatto con la Roma.
Ercolano (Na). Al via la quinta edizione de “Gli Ozi di Ercole – Corpo mitico”, la rassegna culturale del parco archeologico che intreccia mito, corpo e scena, per la prima volta sull’Antica spiaggia. Tre serate tra mito, teatro e musica, con aperture straordinarie serali: ecco il programma

L’effetto visivo del mare con la nuova illuminazione per le visite serali dell’antica spiaggia di Ercolano (rendering con fotoinserimento HCP)
Al via sull’antica spiaggia di Herculaneum la quinta edizione de “Gli Ozi di Ercole”, la rassegna culturale del parco archeologico di Ercolano che intreccia mito, corpo e scena, quest’anno dedicata al tema “Corpo mitico”. Dall’11 al 13 settembre 2025, il festival accompagnerà il pubblico in un affascinante viaggio nei miti che parlano del corpo umano, delle sue forme e delle sue trasformazioni volute e non volute attraverso racconti mitologici e rappresentazioni artistiche alla scoperta di archetipi immortali e pulsioni terrene, tra parole antiche e visioni contemporanee, esplorando il mito come corpo e il corpo nel mito. La rassegna, ideata da Francesco Sirano, delegato alla direzione del Parco e da poco più di un mese designato quale nuovo direttore del Mann e curata da Gennaro Carillo che ne è direttore artistico, è promossa dal parco archeologico di Ercolano e, per la prima volta, si svolgerà nella suggestiva cornice dell’Antica Spiaggia del Parco di Ercolano: un luogo unico, un tempo incorniciato dal mare e oggi da un muro di lava formatosi nell’eruzione del 79 d.C., simbolo potente di limite e passaggio; “ultima spiaggia” per chi cercava scampo, oggi diventa spazio di incontro e riflessione. Di qui, anche la scelta di confrontarsi con il tema del mare, con i miti – antichi e moderni – che lo fanno desiderare e temere al massimo grado. Alle parole si affiancheranno letture sceniche affidate a interpreti di primo piano del teatro e del cinema italiani, per restituire voce e presenza ai racconti mitici. Le serate dell’11 e del 13 settembre 2025 si concluderanno con percorsi sonori in sintonia con lo spirito di ricerca e apertura della rassegna. Tre serate tra mito, teatro e musica, con aperture straordinarie serali dell’Antica spiaggia del parco archeologico di Ercolano, illuminazione artistica e lezioni-spettacolo. Intero serata: 10 euro; ridotto serata: 5 euro (18-25 anni non compiuti, cittadini UE). Abbonamento intera rassegna: 15 euro. Ingresso gratuito: minorenni, persone con disabilità e accompagnatore, abbonati al parco archeologico di Ercolano (con prenotazione).
LA PRIMA SERATA: DALLA PRESENTAZIONE ALLA SCENA. Giovedì 11 settembre 2025, alle 19.30, la presentazione ufficiale: un momento di apertura e racconto del programma, che sarà subito seguito dall’avvio delle performance della serata inaugurale. Alle 20, il pubblico entrerà nel cuore del tema con “Titono e la Sibilla. Narrazioni mitiche delle metamorfosi corporee”, con la classicista Cristiana Franco e l’attrice Imma Villa. Un dialogo tra studio e interpretazione teatrale che esplorerà la metamorfosi come condizione del vivente, dal mito di Ovidio ai simboli contemporanei. Dioniso, archetipo della vita indistruttibile e dio dalle identità multiple, sarà il filo rosso per riflettere sulla trasformazione come possibilità di sopravvivenza, desiderio di mutamento o illusione di eternità. Dal racconto antico, in cui i corpi si trasformano in animali, piante o pietre, si arriverà alle inquietudini attuali: corpi che diventano macchine, identità ibride, tatuaggi e chirurgia come linguaggi del sé. Alle 21:30, la musica prenderà il testimone con “Linha de Passe”, progetto della cantante Maria Pia De Vito insieme a Roberto Taufic (chitarra) e Roberto Rossi (batteria). Un viaggio sonoro che intreccia la tradizione musicale brasiliana, quella napoletana e il jazz, rivelando affinità profonde: melanconia, lirismo, fatalismo e una comune radice poetica.
SECONDA SERATA VENERDÌ 12 SETTEMBRE 2025. Alle 20, L’antica spiaggia. Storie di tempeste e naufragi con Sonia Bergamasco e Gennaro Carillo. Un viaggio nel mare come immagine del deinon: terribile e meraviglioso al tempo stesso. Da Omero a Lucrezio, da Conrad a Melville, il mare appare come fauci spalancate pronte a inghiottire, abisso che suscita terrore e fascinazione, sublime che annienta ma al contempo rivela la fragilità e la grandezza umana. L’incontro è dedicato a coloro per i quali il naufragio non è metafora ma esperienza reale, e a chi ogni giorno salva vite dall’annegamento. Alle 21.30, Corpo, umano con Vittorio Lingiardi (voce narrante), Federica Fracassi (voce recitante), regia di Gianni Forte. Una riflessione sul corpo oggi, smembrato dalla medicina, sottratto alle relazioni autentiche dalla vita online, strumentalizzato dalla politica. Lingiardi lo riporta al centro della scena attraverso un racconto che intreccia scienza, mito, letteratura e arte, dando voce agli organi del corpo come parti di un’unica narrazione vitale.
TERZA SERATA SABATO 13 SETTEMBRE 2025. Alle 20, Dioniso al muro con Laura Pepe e Francesco Sirano. Il mito non solo come racconto, ma come immagine: icone, affreschi, bassorilievi che continuano a guardare e a inquietare. Dioniso, figura centrale anche nell’Ercolano antica, porta con sé Arianna, l’estasi, l’enthousiasmos, il confine sottile tra follia e benedizione divina. Alle 21.30, Roberto Colella in concerto con Arcangelo Michele Caso (violoncello). Un concerto intimo e vibrante nella cornice degli Scavi di Ercolano. Le canzoni di Colella raccontano storie di vita, amore e resistenza, trasformando il silenzio delle pietre in emozione viva. Un’occasione unica per ascoltare musica in un luogo dove il tempo sembra essersi fermato.
Ariano nel Polesine (Ro). Al centro turistico culturale di San Basilio per “Incontri di archeologia” la conferenza “Novità dallo scavo etrusco” con la professoressa Silvia Paltineri, direttrice dello scavo dell’abitato etrusco, a metà della campagna 2025 dell’università di Padova
Sullo scorcio della seconda delle quattro settimane di scavo nel sito etrusco di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro) è tempo di illustrare al pubblico le novità emerse dalle ricerche dirette dalla prof.ssa Silvia Paltineri dell’università di Padova. Appuntamento giovedì 11 settembre 2025, alle 18.30, al Centro Turistico Culturale San Basilio, per la quarta conferenza “Incontri di archeologia” (le prime tra maggio e giugno 2025) nell’ambito del progetto San Basilio finanziato dalla Fondazione Cariparo. Sarà proprio la prof.ssa Silvia Paltineri a presentare le novità dallo scavo etrusco. Per info e prenotazioni: + 39 392.9259875.
































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