Firenze. Al convegno archeoVINUM di tourismA 2026 il sito della Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella, caso unico in Italia in cui due cantine hanno messo a disposizione i propri terreni vitati per lo scavo di una villa tardo romana che il MIC valorizzerà con un parco archeologico. Ne ha parlato Vincenzo Tinè (SABAP) e poi Simone Benedetti e Giulio Franchini (cantine)

Veduta generale dell’area archeologica della Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella (foto graziano tavan)
Tra i vigneti pregiati della Valpolicella (Vr) c’è un caso unico di mecenatismo imprenditoriale dove il vino sostiene l’archeologia e l’archeologia promuove il vino.

Schema dell’accordo pubblico-privato alla Villa dei Mosaici di Negrar: connubio di archeologia e vino (foto sabap-vr)
È la Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella individuata tra i vigneti pregiati dell’Amarone, una villa romana della tarda romanità il cui scavo curato dalla soprintendenza ABAP di Verona Rovigo e Vicenza con l’università di Verona è stato possibile grazie al mecenatismo e alla lungimiranza imprenditoriale di due aziende vitivinicole, La Villa dei fratelli Benedetti e Franchini Agricola, che hanno concesso romana la parte del proprio vigneto e di procedere a portare alla luce la villa, lanciando al contempo una linea dei propri vini con etichette particolari che riproducevano i preziosi mosaici emersi dallo scavo. Il ministero, dopo questo accordo pubblico-privato, ha deciso di valorizzare questo sito unico che dimostra, e non è un elemento secondario, che qui il vino pregiato era prodotto fin dall’antichità senza soluzione di continuità.

Coperture e allestimento dell’istituendo parco archeologico della Villa dei Mosaici a Negrar di Valpolicelal (foto sabap-vr)
Qui entro pochi anni (due nell’ipotesi migliore) nascerà il parco archeologico della Villa dei Mosaici con un finanziamento straordinario del Mic di 3 milioni di euro in un connubio perfetto di archeologia e vino. E a realizzarlo è l’architetto Ottavio Di Blasi che, prima del suo trasferimento a Milano dove ha aperto il suo studio con Paolo Simonetti e Daniela Tortello, è stato uno dei più stretti collaboratori di Renzo Piano.

Il soprintendente Vincenzo Tinè presenta la Villa dei Mosaici di Negrar al convegno archeoVINUM di tourismA 2026 (foto graziano tavan)
Proprio “il caso Negrar” un anno fa aveva convinto il prof. Giuliano Volpe a mettere in rete siti archeologici e aziende vitivinicole collegate. Di qui il progetto archeoVINUM, presentato a tourismA 2026, il salone di archeologia e turismo culturale promosso da Archeologia Viva, nel convegno organizzato dall’università di Bari in una mattinata densa di interventi di cui archeologiavocidalpassato.com ne ha seguito alcuni. Ecco quindi che dopo la Vigna delle Thermae Felices Constantinianae ad Aquileia, e la Vigna Barberini sul Colle Palatino nel parco archeologico del Colosseo (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2026/03/07/firenze-al-convegno-archeovinum-di-tourisma-2026-il-vigneto-di-vigna-barberini-sul-colle-palatino-nel-cuore-antico-di-roma-ne-ha-parlato-simone-quilici-direttore-del-parco-archeologico-del-colosseo/) il viaggio eno-archeologico attraverso l’Italia ci porta proprio nel cuore della Valpolicella (Vr) alla Villa dei Mosaici di Negrar. E sabato 28 febbraio 2026 ne hanno parlato prima Vincenzo Tinè, già soprintendente ABAP di Verona e ancora direttore dello scavo di Negrar, per conto della Soprintendenza (Andrea Rosignoli) e dell’Università (Patrizia Basso), poi Simone Benedetti e Giulio Franchini in rappresentanza delle due cantine coinvolte nel progetto. archeologiavocidalpassato.com ha incontrato il soprintendente Vincenzo Tinè e i produttori Simone Benedetti e Giulio Franchini.
“Su invito del prof. Volpe che ha creato questa occasione di confronto a Firenze”, spiega Vincenzo Tinè, direttore dello scavo di Negrar, ad archeologiavocidalpassato.com, “non poteva mancare anche la corrispondenza da parte della soprintendenza di Verona, il soprintendente Andrea Rosignoli, e dell’università di Verona, la prof. Patrizia Basso, per comunicare questo importate progetto che riteniamo sia esemplare a livello nazionale per le connessioni veramente sinergiche tra ricerca, ministeriale e universitaria, e cantine. A Negrar, credo per la prima volta in Italia, le cantine proprietarie dei fondi – e stiamo parlando di fondi di uve di altissimo pregio con costi esorbitanti sul mercato – hanno spontaneamente, volontariamente, ceduto la disponibilità dei terreni per lo scavo archeologico, uno scavo archeologico esteso all’intera villa per oltre 4mila metri quadrati, che sta dando luogo a una valorizzazione nel senso di un parco archeologico e di un contributo importante del ministero della Cultura di 3 milioni di euro che dovrebbe condurre, nell’arco di un paio d’anni, a poter fruire di questo nuovo straordinario sito che ben illustra l’importanza alla fine dell’epoca romana della produzione enologica della Valpolicella con una produzione propriamente industriale, grandi strutture di torchiatura, di stoccaggio del vino, che prendeva le strade dell’impero: il vino Acinaticum che è il precursore del Recioto e dell’Amarone”.
“Grazie a tourismA”, spiega Giulio Franchini con Simone Benedetti ad archeologiavocidalpassato.com, “questo evento che oggi ci ha portato a Firenze, dalla Valpolicella siamo arrivati in Toscana con una realtà che connubia sia il privato che il pubblico in Valpolicella; terra ricca di vini, la terra dell’Amarone e del Recioto, due cantine che si sono messe a collaborare con lo scopo di aiutare la comunità in questo progetto archeologico non facile che ha coinvolto uno scavo estensivo, da cui sono nati alla fine anche vini – per la cantina Franchini e la cantina Benedetti – con delle immagini che riportano proprio i mosaici ritrovati all’interno del campo. Una realtà, come in varie altre parti d’Italia, che ha portato una notevole storicità alla Valpolicella che già ne vanta, ma con questo progetto viene rilanciata”.
Aosta. In occasione della Giornata internazionale della Donna, al MegaMuseo la tavola rotonda “La donna nell’antichità”
Domenica 8 marzo 2026, in occasione della Giornata internazionale della Donna, al MegaMuseo di Aosta, alle 15, la tavola rotonda “La donna nell’antichità”: tra luoghi comuni e nuove interpretazioni, verrà indagata la figura della donna in diverse culture dalla Preistoria all’epoca classica. Interverranno Alessandra Armirotti, responsabile Settore collezioni, ricerca e attività di scavo; Francesca Martinet, archeologa e assistente scientifica di direzione del MegaMuseo, responsabile ricerca e sviluppo collezione; Maria Pina Garaguso, archeologa e coordinatrice attività espositive e programmazione attività scientifiche; Marta Berogno, Egittologa, divulgatrice e collaboratrice del museo Egizio di Torino. Modera l’archeologa Cinzia Joris, divulgatrice scientifica. Attività gratuita per tutti. Non è prevista prenotazione.
Giornata internazionale della Donna al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Gr): visita tematica “Storie di donne e di dee”
Domenica 8 marzo 2026, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Gr), alle 15, visita tematica “Storie di donne e di dee”, tra mito e archeologia, a cura delle archeologhe dello staff. Dee potenti, eroine controverse, donne reali: figure spesso raccontate ai margini che, rilette con uno sguardo contemporaneo, diventano protagoniste di storie nuove, forti, sorprendenti. Un viaggio per riconoscere nelle storie di ieri nuove chiavi di riflessioni per il femminile del nostro tempo. Per l’intera giornata l’ingresso sarà gratuito per tutte le donne e un piccolo omaggio. Info e prenotazione gradita per la visita: 0564 927245; museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescai.gr.it
Roma. In occasione della Giornata Internazionale della donna, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia due visite guidate tematiche (sold out) alla scoperta della donna etrusca
In occasione della Giornata Internazionale della donna, domenica 8 marzo 2026 il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia propone due visite guidate tematiche (sold out) alla scoperta della donna etrusca, comprese nel biglietto d’ingresso e a cura del personale del Museo. Alle 11.30, “Donne in Etruria. Istantanee a Villa Giulia” a cura di Valeria De Scarpis e Francesca Mazzoncini. Una prospettiva guidata sulla vita delle donne etrusche, in un dialogo al femminile che darà voce ai reperti del Museo. Alle 16.30, “Donne, Dee e Muse” a cura di Roberta Mingione. Le donne di Villa Giulia: protagoniste della storia, mediatrici del sacro, luci dell’intelletto. Un percorso sulla figura femminile fra tesori etruschi e affreschi rinascimentali. Ingresso gratuito per le donne in tutti i musei, parchi archeologici, complessi monumentali, ville e giardini statali.
Giornata internazionale della Donna al museo Archeologico nazionale di Napoli: visita tematica “Archeologia: Sostantivo Femminile”, dedicata alle archeologhe e al loro ruolo, fondamentale nella ricerca
Domenica 8 marzo 2026, in occasione della Giornata Internazionale della donna, anche al museo Archeologico nazionale di Napoli l’ingresso è gratuito per tutte le donne. Inoltre, gli interessati potranno usufruire di una visita guidata tematica dedicata alle donne e l’archeologia “Archeologia: Sostantivo Femminile”. Visita guidata gratuita; biglietto d’ingresso ordinario (gratuito per le donne). Durata 90’.
Appuntamento alle 12.30, appunto con la visita tematica “Archeologia: Sostantivo Femminile”, dedicata alle archeologhe e al loro ruolo, fondamentale nella ricerca. Un percorso che racconta il contributo di studiose che, attraverso scavi, ricerche e interpretazioni, hanno ampliato la nostra conoscenza del mondo antico e delle collezioni del museo, anche affrontando, nel secolo scorso, avversità ambientali e politiche. Una riflessione sullo sguardo femminile nell’archeologia e sull’importanza delle donne come protagoniste della storia e della sua riscoperta.
In questa giornata speciale il Mann ricorda una delle maggiori esponenti dell’archeologia contemporanea: Paola Zancani Montuoro. Indimenticabili restano i suoi studi sull’Heraion alla Foce del Sele. Proprio la Biblioteca del Mann conserva, per volontà della studiosa, il suo prezioso fondo bibliografico, che consta di circa 1800 monografie e oltre 4000 estratti, tutte risorse di grande valore per gli studiosi e per la ricerca archeologica.
Giornata Internazionale della Donna, apertura straordinaria delle sezioni femminili delle Terme di Pompei, e alla Villa di Poppea di Oplontis itinerari sulla cosmesi e gli ornamenti femminili
La donna a Pompei. L’8 marzo 2026 in occasione della Giornata Internazionale della Donna –con ingresso gratuito per le donne in tutti i luoghi della cultura statali – apertura straordinaria delle sezioni femminili delle terme di Pompei, mentre alla Villa di Poppea, ad Oplontis/Torre Annunziata, ore 9.30 – 12.30., itinerari sul tema della cosmesi e ornamenti femminili che ruoteranno intorno alla figura di Ipazia, scienziata del V secolo d.C. e saranno proposti gratuitamente dall’Archeoclub di Torre Annunziata, assieme al Gruppo Storico Oplontino e l’Arev.
Le iniziative del Parco dedicate alla giornata si collocano a conclusione di un anno ispirato alla figura femminile nel mondo antico, che a Pompei era stata raccontata attraverso la mostra, da poco conclusasi, “Essere donna nell’antica Pompei” alla Palestra Grande, e a cui aveva fatto da accompagnamento il progetto teatrale “Vox Femminae. Le parole segrete delle donne” nei vari siti della Grande Pompei.

Sezione femminile delle Terme del Foro a Pompei: decorazione con elementi vegetali e uccelli su fondo giallo (foto parco archeologico pompei)

La sezione femminile delle terme dei Praedia di Giulia Felice a Pompei (foto parco archeologico pompei)
L’8 marzo 2026 sarà possibile entrare in uno spaccato della quotidianità delle donne pompeiane o di una parte di esse, attraverso la visita alle sezioni femminili delle terme pubbliche del Foro e delle terme Stabiane e di quelle private dei Praedia di Giulia Felice, grande complesso urbano nell’area orientale della città. La sezione femminile delle Terme pubbliche del Foro dallo scorso anno è tornata all’antico splendore: le Terme pubbliche sono state per lungo tempo destinate a deposito di reperti archeologici, poi, grazie a un delicato restauro, sono state riportate in luce superfici dipinte, tra cui una splendida decorazione con elementi vegetali e uccelli su fondo giallo.
Una particolare raffinatezza si rileva anche negli ambienti riservati alle donne delle Terme Stabiane, apprezzabili per gli stucchi alle pareti e per il graffito di una nave che campeggia nello spogliatoio, probabile rimando d’amore a qualcuno che navigava. Le piccole terme dei Praedia di Giulia Felice, invece, a differenza di queste sezioni di ambienti nati nell’ambito di complessi pubblici, e dotati anche di spazi destinati agli uomini, sono l’espressione di una grande capacità imprenditoriale delle donne dell’epoca. Giulia Felice era la proprietaria di una grande villa urbana interna alla città (i cosiddetti Praedia), dotata di un ampio spazio verde, che seppe trasformare in una fonte di guadagno, mettendo in fitto i vari ambienti della villa tra cui lo stesso impianto termale, che da privato divenne pubblico.
8 marzo, Giornata internazionale della donna: ingresso gratuito per tutte le donne in musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali
L’8 marzo 2026 il ministero della Cultura celebra la Giornata internazionale della donna con un’iniziativa speciale: ingresso gratuito per tutte le donne in musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali. In molti istituti sono inoltre in programma visite guidate e iniziative dedicate, pensate per valorizzare il significato culturale della ricorrenza e il ruolo delle donne nella storia, nell’arte e nella società.
Caorle (Ve). Al museo nazionale di Archeologia del Mare “IO SONO NATURA. L’Uomo è la Natura che prende coscienza di sé”: danza, suoni e parole
Sabato 7 marzo 2026, alle 16, al museo nazionale di Archeologia del Mare di Caorle (Ve) “IO SONO NATURA. L’Uomo è la Natura che prende coscienza di sé”: danza, suoni e parole per esplorare il profondo legame tra l’essere umano e la Natura. Un viaggio sensoriale ed emozionale che ci invita a riscoprire l’unità indissolubile tra umanità e mondo naturale. Non siamo osservatori esterni della Natura ma parte integrante di essa: ogni nostro respiro, ogni movimento ci ricorda che siamo Natura che si manifesta e prende consapevolezza. Guidati da Valentina Mitruccio con Arti in Movimento, Igor Cengia al Gong. Suoni originali di Simone Pedron. Attraverso il movimento del corpo, le vibrazioni sonore e le parole, riscopriamo la nostra essenza più autentica e il nostro posto nell’armonia del mondo naturale. Biglietto ingresso ridotto eventi: 4 euro. Info e prenotazioni: drm-ven.museocaorle@cultura.gov.it, 0421 83149 – 379 1805649.
Bettona (Pg). Al Cenacolo di San Crispolto il convegno “Donne nella società etrusca. Il ruolo femminile e la sua rappresentazione” con Maria Angela Turchetti e Paola Romi
In occasione della Festa della Donna, sabato 7 marzo 2026, alle 17, al Cenacolo di San Crispolto di Bettona (Pg), il convegno “Donne nella società etrusca. Il ruolo femminile e la sua rappresentazione” promosso dal Comune di Bettona e dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio dell’Umbria. Introduce Valerio Bazzoffia, sindaco di Bettona. Intervengono Maria Angela Turchetti, direttrice dell’Ipogeo dei Volumni e necropoli del Palazzone, e Paola Romi, archeologa Sabap Umbria, per uno sguardo appassionato e competente su un tema di grande fascino e attualità, legato alle più “celebri” donne etrusche vissute tra Perugia e Bettona.














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