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Ostia antica (Roma). Al Teatro romano, al mattino, due spettacoli gratuiti dedicati ai visitatori con Enrico Zanisi e Sun Hee You, pianisti di fama internazionale

Cosa succederebbe se durante la visita agli Scavi di Ostia, si sentisse improvvisamente un pianoforte suonare? Per scoprirlo venerdì 3 e sabato 4 ottobre 2025, alle 11, basta spostarsi al Teatro romano di Ostia antica dove il parco archeologico di Ostia antica propone due spettacoli gratuiti dedicati ai visitatori con due pianisti di fama internazionali in concerto nell’ambito dell’Ostia antica Festival. Per assistere ai concerti, è sufficiente il titolo di accesso al Parco Archeologico di Ostia Antica

Venerdì 3 ottobre 2025, alle 11, ENRICO ZANISI. Pianista e compositore con numerosi riconoscimenti in ambito classico e jazz, Enrico Zanisi unisce tecnica raffinata e sensibilità lirica. Acclamato nel jazz contemporaneo, fonde improvvisazione e ricerca armonica con stile originale e visionario.

Sabato 4 ottobre 2025, alle 11, SUN HEE YOU. La pianista sud coreana Sun Hee You è un brillante esempio di musicista classica di nuova generazione. La sua interpretazione intensa e raffinata, è stata dai critici internazionali per il suo ultimo disco dedicato al compositore Nikolai Kaspusti.

Firenze. Per “I pomeriggi all’Archeologico” al MAF la conferenza “Vini e vitigni del mondo romano: la classificazione di Plinio il Vecchio” con Eva Falaschi (Humboldt Fellow, Universität Tübingen)

Al museo Archeologico nazionale di Firenze ricomincia la rassegna dei “Pomeriggi dell’Archeologico” con la conferenza di Eva Falaschi (Humboldt Fellow, Universität Tübingen) “Vini e vitigni del mondo romano: la classificazione di Plinio il Vecchio”: appuntamento al MAF giovedì 2 ottobre 2025, alle 17; ingresso gratuito solo su prenotazione obbligatoria scrivendo all’indirizzo: man-fi@cultura.gov.it. La Naturalis Historia di Plinio il Vecchio è uno dei testi principali per conoscere la viticoltura, la vinificazione e il consumo di vino in epoca romana. Plinio restituisce due lunghe liste di vitigni e di vini, che rappresentano un unicum nella letteratura latina e il più antico tentativo di classificazione sopravvissuto nella storia europea. Ma quali criteri lo guidano nel costruire la sua descrizione di un fenomeno che ha plasmato la società e la cultura romane, e non solo?

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia si inaugura “La Macchina del Tempio”: uno spettacolo di videomapping ideato per illuminare le pareti rinascimentali del giardino centrale di Villa Giulia e per animare l’interno del Tempietto di Alatri. Ecco il programma per il pubblico

La Macchina del Tempio: videomapping sulle pareti rinascimentali del giardino centrale di Villa Giulia (foto etru)

La Macchina del Tempio: videomapping sulle pareti rinascimentali del giardino centrale di Villa Giulia (foto etru)

Sulla facciata rinascimentale del cortile di Villa Giulia, per un diametro di 26 metri e un’altezza di 16, sarà proiettato un videomapping della durata di 30 minuti che racconta la storia di Villa Giulia e di Villa Poniatowski e dei capolavori del museo nazionale Etrusco, come il Sarcofago degli Sposi o le lamine di Pyrgi, avvolgendo lo spettatore con uno spettacolo di luci, suoni e tecnologia digitale. Una scenografica proiezione artistica arricchita da musiche originali che farà vivere al pubblico un’esperienza unica e coinvolgente. Si inaugura giovedì 2 ottobre 2025, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “LA MACCHINA DEL TEMPIO”, il grande e innovativo progetto di videoproiezioni artistiche e immersive realizzate grazie ai finanziamenti di Regione Lazio, Mur e Mic nell’ambito dell’avviso pubblico “DTC – Intervento 2 – Ricerca e sviluppo di tecnologie per la valorizzazione del Patrimonio Culturale – Lazio Innova”.

La Macchina del Tempio è uno straordinario spettacolo di videomapping ideato per illuminare le pareti rinascimentali del giardino centrale di Villa Giulia e per animare l’interno del Tempietto di Alatri, che offrirà al pubblico un racconto multisensoriale coinvolgente, che avrà lo scopo di integrare e arricchire la narrazione già offerta nel Museo e consolidare il suo legame con i territori del Lazio dai quali provengono i materiali che ne costituiscono le collezioni. Per il pubblico l’apertura è prevista a partire da sabato 4 ottobre 2025 e per i successivi sabati di ottobre (11, 18 e 25) con spettacoli regolari dalle 20 alle 22.30 e l’apertura straordinaria del Museo fino alle 23.

Il tempietto di Alatri realizzato nel 1891 nel giardino del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma (foto etru)

Il Tempietto di Alatri, la riproduzione di un tempio etrusco-italico databile tra III e II secolo a.C., realizzato alla fine dell’ottocento dal fondatore del Museo, Felice Barnabei, in uno dei giardini di Villa Giulia, ci trasporta indietro nel tempo, nella storia delle antiche e fiorenti città di Vulci e Alatri. Partendo da un volo su questi territori oggi, si torna indietro nel tempo e si racconta l’evoluzione di queste città dalle fasi più antiche alla romanizzazione, con il coinvolgimento del Comune di Alatri (museo civico) e il Comune di Montalto di Castro (parco archeologico di Vulci).

 

Cuneo. Al via la terza edizione del Cuneo Archeofilm” con la nuova formula dell’orario preserale: aperitivo conviviale nel chiostro del Complesso durante l’intervallo tra le proiezioni. I film concorrono per il premio “Cuneo Archeofilm” e il premio “Cuneo Archeofilm – Scuole”

Giovedì 2 ottobre 2025, alle 18.30, al Complesso Monumentale di San Francesco in via Santa Maria 10, a Cuneo, prende il via la terza edizione del “Cuneo Archeofilm”. Con la nuova formula dell’orario preserale, il Festival internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente quest’anno offre agli spettatori un aperitivo conviviale nel chiostro del Complesso durante l’intervallo tra le proiezioni. Due i film in programma giovedì 2 ottobre e tre quelli di venerdì 3 ottobre, mentre sabato 4, dopo la proiezione dell’ultimo docufilm in concorso vengono assegnati i premi “Cuneo Archeofilm” al film più votato dal pubblico e “Cuneo Archeofilm – Scuole” al più apprezzato dai ragazzi. La serata finale si chiude con la proiezione di un film fuori concorso e del cortometraggio premiato dagli studenti. La mattinata di venerdì 3 ottobre 2025 è dedicata alle scuole secondarie di I e II grado, con la proiezione di documentari realizzati ad hoc per i ragazzi di quell’età. Nei pomeriggi di giovedì, venerdì e sabato, dalle 16 alle 18, il museo civico di Cuneo propone alle famiglie con bambini tra i 3 e gli 8 anni attività laboratoriali gratuite a tema archeologico. L’ingresso a tutti gli appuntamenti è gratuito. Il Festival internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente è organizzato dal museo civico e dal Comune di Cuneo, in collaborazione con Firenze Archeofilm, Archeologia Viva (Giunti Editore) e soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Alessandria Asti e Cuneo e con il sostegno di Fondazione CRC.

Frame del film “La tomba della Sciamana / Das Grab der Schamanin” di Christian Stiefenhofer

GIOVEDÌ 2 OTTOBRE 2025. Alle 18.30, apre il film “La tomba della Sciamana / Das Grab der Schamanin” di Christian Stiefenhofer (Germania, 52’). Il film è il racconto di uno dei casi più spettacolari dell’archeologia europea: la tomba della sciamana di Bad Dürrenberg vicino ad Halle in Germania, risalente a 9000 anni fa. Una scoperta chiave dell’ultimo gruppo di cacciatori-raccoglitori dell’Europa centrale. Quindi il film “Maasai Eunoto” di Kire Godal (Kenya, 34’). Gli indigeni Masai lottano ancora oggi per mantenere vive le loro tradizioni. Attraverso le voci di guerrieri e anziani durante il loro emotivo rito di passaggio nel 2022, Maasai Eunoto segue il passaggio del guerriero Masai allo stadio di anziano, rivelando il passato e il presente nascosti di una delle cerimonie di iniziazione culturale più importanti dell’Africa.

Frame del film “Notre-Dame: i tesori sepolti / Enquête sur les trésors enfouis de Notre-Dame” di Florence Tran

VENERDÌ 3 OTTOBRE 2025. Alle 18.30, apre il film “Notre-Dame: i tesori sepolti / Enquête sur les trésors enfouis de Notre-Dame” di Florence Tran (Francia, 52’). In seguito all’incendio che ha devastato Notre-Dame de Paris, straordinari scavi archeologici hanno rivelato inaspettati tesori che erano stati nascosti per secoli sotto la cattedrale: due sarcofagi in piombo e frammenti dell’ex paravento, distrutto nel XVIII secolo. Un’affascinante indagine storica e scientifica durante la quale molti esperti cercheranno di decifrarne i segreti. Quindi il film “L’uomo di Val Rosna” di Stefano Zampini (Italia, 19’). Un viaggio nelle ultime giornate dell’Uomo di Val Rosna, cacciatore paleolitico vissuto 14.000 anni fa. Il cortometraggio ne racconta la vita quotidiana, tra caccia, rituali di gruppo e momenti unici: il più antico intervento dentistico conosciuto, la trapanazione di una carie su un dente del giudizio. In un crepuscolo di luce e silenzio, il suo viaggio termina con una sepoltura onorata da una pietra dipinta, simbolo di rispetto e memoria ancestrale. Chiude il film “Restauro dell’altare della Sindone del Duomo di Torino” di Marco Iozzo (Italia, 15’). Per celebrare il completamento dei lavori di restauro della Cappella della Sacra Sindone, il Consorzio San Luca ha creato un progetto di “storytelling” dedicato a Torino e a tutte le persone che hanno sostenuto e reso possibile un progetto iniziato 24 anni fa. Il Consorzio San Luca si è occupato del restauro dell’altare di Bertola, l’ultimo “pezzo” che ancora ricordava l’incendio, impiegando diversi mesi per comprendere, agire e documentare un evento davvero unico.

Frame del film “Artemide. Il tempio perduto / Artemis. Le temple perdu” di Sébastien Reichenbach

SABATO 4 OTTOBRE 2024. Alle 18.30 apre il film “Artemide. Il tempio perduto / Artemis. Le temple perdu” di Sébastien Reichenbach (Svizzera, 52’). L’ubicazione del santuario di Artemide ad Amarynthos è rimasta a lungo uno dei grandi enigmi archeologici dell’antichità greca. Da cinquant’anni l’archeologo Denis Knoepfler si è appassionato a questo tempio perduto. Grazie alle sue ricerche e alla tenacia di un team internazionale di archeologi, il mistero è stato finalmente svelato. Il film ripercorre questa epopea collettiva, ricca di colpi di scena descrivendo le fasi cruciali di un’indagine che ha affascinato, e continua ad affascinare, diverse generazioni di archeologi. Quindi la Cerimonia di premiazione: attribuzione del “Premio Cuneo Archeofilm” al film più votato dal pubblico; e attribuzione del “Premio Cuneo Archeofilm – Scuole” al cortometraggio più votato dagli studenti. Segue il film “La religione dei Longobardi” di Simone Vrech e Sandra Lopez Cabrera (Italia, 20’). Il docufilm analizza la questione della religione nel popolo longobardo attraverso il suo passaggio dalla fase pagana a quella cristiana. Viene analizzato il periodo pagano attraverso la tribalità e le saghe di questo popolo fino alla conversione nel periodo del regno nella penisola italica. Il pubblico avrà la possibilità di approfondire l’argomento grazie agli interventi di storici e archeologi e soprattutto grazie al lavoro di ricostruzione dei rievocatori storici di Invicti Lupi. Chiude la serata e il festival la proiezione del cortometraggio vincitore del “Premio Cuneo Archeofilm – Scuole”.

Pisa. Al museo delle Navi antiche presentazione del libro “Alkedo. La nave e il suo contesto” (Pacini Editore) con Andrea Camilli e Massimo Dadà nell’ambito del Pisa Book Festival

Giovedì 2 ottobre 2025, alle 18, al museo delle Navi Antiche (Book Club) di Pisa, nell’ambito del Pisa Book Festival dal 2 al 5 ottobre 2025, presentazione del libro “Alkedo. La nave e il suo contesto” (Pacini Editore) con Andrea Camilli, curatore, e direttore del museo delle Navi di Pisa, e Massimo Dadà, direttore dei musei nazionali di Pisa. È la pubblicazione completa e definitiva della prima e meglio conservata tra le navi recuperate a Pisa, una delle più rilevanti scoperte dell’archeologia navale degli ultimi decenni.

Milano. A Palazzo Litta al via via i talk di “Fuochi”, tre appuntamenti dedicati ai musei. Apre Giovanni Carrada su “Raccontare il museo”. Ecco il programma

Giovedì 2 ottobre 2025, alle 18, a Palazzo Litta a Milano. Al via i talk di “Fuochi”, tre appuntamenti dedicati ai musei, pensati per approfondire temi culturali in maniera leggera e coinvolgente. I tre incontri sono in programma il 2, 16 e 30 ottobre 2025, sempre di giovedì quindi, sempre alle 18, nella Sala Azzurra al primo piano di Palazzo Litta in corso Magenta 24 a Milano. Un viaggio alla scoperta del patrimonio culturale della regione custodito nei musei della Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, dei capolavori d’arte e del loro significato. Prima di ciascun appuntamento, alle 17, è possibile partecipare ad una visita accompagnata nelle sale del piano nobile di Palazzo Litta. Il punto ritrovo è nel cortile, presso la portineria.

Giovedì 2 ottobre 2025, alle 18: “PERCHÈ NON PARLI?”. Raccontare il museo con Giovanni Carrada. Autore televisivo, Giovanni Carrada ha lavorato con un grande maestro della divulgazione scientifica come Piero Angela ed è autore di libri e progetti culturali. Si parlerà di come progettare allestimenti efficaci dal punto di vista del pubblico, analizzando il senso profondo del museo, oggi “risorsa per l’anima”.

Giovedì 16 ottobre 2025, alle 18: “DALLA TAVOLA ALLA STORIA”. Cultura e alimentazione con Maddalena Fossati. Nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione, incontreremo Maddalena Fossati, direttrice della storica rivista La Cucina Italiana. In dialogo con l’agronomo Nicola Castoldi, si discuterà di tradizioni alimentari e di produzioni di eccellenza nei luoghi della cultura. Emblematici i casi di Certosa di Pavia, con il podere di riso e granturco, e delle Grotte di Catullo a Sirmione, con l’oliveto storico.

Giovedì 30 ottobre 2025, alle 18: “COSE NOSTRE”. Beni culturali e criminalità con Alberto Nobili. L’ultimo talk vede protagonista Alberto Nobili, ex-magistrato già sostituto procuratore presso la Procura di Milano. Sarà l’occasione per discutere su come le mafie si servono dei beni culturali e le strategie in atto per contrastare le pratiche illecite. Tra il 2022 e oggi sono state eseguite centinaia di “verifiche dell’interesse culturale” su opere d’arte confiscate.

Firenze. All’auditorium Paolucci (Gallerie degli Uffizi) la conferenza “Gli Etruschi nella valle del Po” con Elisabetta Govi (università di Bologna), quattordicesimo del ciclo “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”

Mercoledì 1° ottobre 2025, alle 17, all’auditorium Paolucci delle Gallerie degli Uffizi a Firenze, la conferenza “Gli Etruschi nella valle del Po” con Elisabetta Govi (università di Bologna), quattordicesimo appuntamento del ciclo “Gli Etruschi: nuove ricerche, nuove scoperte, nuove storie”, 15 incontri dall’11 giugno all’8 ottobre 2025 con alcuni tra i massimi esperti del settore a ingresso gratuito. Nel ciclo vengono affrontate le principali novità della storia e dell’archeologia degli Etruschi. Dal dibattutissimo problema delle origini, a quello altrettanto caldo della loro lingua, a quelli delle città e della loro organizzazione interna, dei luoghi di sepoltura (le grandi necropoli d’Etruria), dei culti e della religione, delle manifestazioni artistiche, della struttura politica e delle cariche magistratuali, della loro presenza territoriale nell’Italia antica, dal Po al Sele, del loro ruolo di navigatori e commercianti nel Mediterraneo, dei rapporti e delle relazioni culturali con i Greci e con gli altri popoli dell’Italia Antica, e della loro fine nell’impatto con la Roma.

Roma. A Palazzo Massimo (mnr) la conferenza “Nuove acquisizioni per le collezioni del Museo Nazionale Romano (2018-2025)” con Chiara Giobbe e Marta Barbato, che apre il ciclo di incontri mensili “Il Museo tra le righe: studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano”, curato da Giulia Cirenei e Antonella Ferraro

Mercoledì 1° ottobre 2025, alle 17, a Palazzo Massimo alle Terme (museo nazionale Romano) la conferenza “Nuove acquisizioni per le collezioni del Museo Nazionale Romano (2018-2025)” con Chiara Giobbe, responsabile della sede di Palazzo Altemps e del Servizio inventario e Catalogo, e Marta Barbato, responsabile del Medagliere del museo nazionale Romano, incontro inaugurale del ciclo “Il Museo tra le righe: studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano”, curato da Giulia Cirenei e Antonella Ferraro, tra ottobre e dicembre, ogni primo mercoledì del mese, per presentare le attività attraverso le quali il Museo realizza quotidianamente le sue molteplici missioni: dalle acquisizioni che hanno permesso di ampliare e completare le collezioni, alle scoperte documentali che aprono nuove prospettive per la ricerca, all’applicazione di tecniche innovative per lo studio, la conservazione e il restauro delle opere. Ingresso libero nel limite dei posti disponibili con prenotazione al link https://www.eventbrite.it/…/biglietti-il-museo-tra-le…. In occasione della conferenza saranno esposte al pubblico alcune recenti acquisizioni numismatiche del museo nazionale Romano e la Tabula Chigi.

Lo Statuto del Museo Nazionale Romano indica tra i suoi compiti l’acquisizione e la conservazione delle collezioni di antichità ricadenti nella propria competenza, al fine della loro salvaguardia, valorizzazione e presentazione al pubblico, ma anche il perseguimento di finalità di ricerca, sia con risorse interne che in collaborazione con partner nazionali e internazionali, e la diffusione di queste ricerche presso la comunità scientifica ed il pubblico. Con questi obiettivi, il Museo promuove un ciclo di conferenze a cura di Giulia Cirenei e Antonella Ferraro dedicato agli studi e alle ricerche che hanno per oggetto o punto di partenza i reperti, la documentazione e le collezioni del Museo, per fare conoscere al pubblico, oltre alle opere esposte, anche il lavoro tecnico e scientifico condotto dal personale interno all’Amministrazione, in dialogo con la comunità scientifica, per promuovere e migliorare la conoscenza del patrimonio che conserva per tutta la collettività.

Veio (Roma). Aperture speciali per sei domeniche del parco archeologico a ingresso gratuito senza prenotazione. Ecco le date (anche quelle riservate a scuole e gruppi organizzati)

Aperture speciali per sei domeniche del parco archeologico di Veio domenica 5 e 19 ottobre, 2 e 16 novembre, 7 e 21 dicembre 2025, dalle 10 alle 16, ingresso gratuito, senza prenotazione. Le aperture del parco sono possibili grazie al protocollo d’intesa stipulato con l’ente regionale Parco di Veio e il Corpo di San Lazzaro – gruppo Roma e Viterbo. Il parco archeologico di Veio, situato ai confini settentrionali della città metropolitana di Roma, all’interno dell’area naturale protetta del parco regionale di Veio, dichiara sin dalla sua ubicazione lo stretto legame che storicamente caratterizzò i rapporti tra la grande città etrusca e Roma. Aperture riservate alle scuole e ai gruppi organizzati: mercoledì 1° ottobre, 5 novembre e 3 dicembre 2025, su prenotazione all’indirizzo mail: booking@csli-roma.eu.

Il santuario di Apollo o del Portonaccio nel parco archeologico di Veio (Roma) (foto mic)

Tra le evidenze archeologiche che si riferiscono all’insediamento dell’antica Veio, il Santuario etrusco dell’Apollo (o santuario di Portonaccio, dal nome della località), situato nelle vicinanze della Mola di Isola Farnese, rappresenta per visitatori ed escursionisti il tradizionale punto di accesso ai percorsi che attraversano la parte sud del Parco regionale e si trova tutt’oggi immerso in un contesto paesaggistico di forte suggestione, connotato dagli elementi naturali che anche in antico caratterizzavano il luogo.

Rovereto (Tn). Al 36.mo RAM film festival il pubblico premia il film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto: per la prima volta si impone, sui 70 film in concorso, un film di animazione. L’ultima serata chiusa dall’energia del concerto del coro Notemagiovani. Bilancio di un’edizione molto partecipata e apprezzata da pubblico e addetti ai lavori. I commenti di Cattoi e Beretta. Ecco la classifica della Top ten

Prima l’energia del concerto “Nel sonoro flusso” con il coro giovanile Notemagiovani, poi la sorpresa del risultato del voto del pubblico che per la prima volta premia un film di animazione, “Sapiens?” di Bruno Bozzetto: si è chiusa così la 36.ma edizione del RAM film festival di Rovereto che per numero (70 i film in concorso di cui 41 anteprime e 14 proiezioni fulldome e VR) e qualità dei film proposti, per gli incontri, gli approfondimenti, il numero di registi, produttori, archeologi e storici presenti, ha riscosso grandi consensi dagli addetti ai lavori e dal pubblico di ogni età che ha partecipato numeroso. La 36esima edizione del RAM ha visto infatti la presenza di oltre tremila persone durante i cinque giorni di festival. Quaranta gli ospiti e le giurie invitate al festival e quasi cinquanta tra registi, attori e produttori arrivati a Rovereto per presentare i film e partecipare agli eventi organizzati. Molto partecipati gli eventi speciali al teatro Zandonai di venerdì e sabato sera dedicati a Pompei e all’acqua, focus dell’edizione 2025, con l’anteprima italiana del colossal “Our Blue World”.

Matilde Gugole presenta il concerto “Nel flusso sonoro” col coro Notemagiovani al RAM film festival (foto graziano tavan)

Concerto “Nel flusso sonoro”: trenta giovani voci e una narrazione che segue la vita del fiume Adige da passo Resia al mar Adriatico. Attraverso famose canzoni italiane e straniere, il racconto del fiume Adige in prima persona si è snodato in un continuo flusso di musica e parole.

Il coro Notemagiovani al RAM film festival (foto graziano tavan)

Notemagiovani è un coro giovanile il cui genere musicale si può definire choral – pop. Una caratteristica che contraddistingue i brani che vengono proposti, che siano di artisti italiani, stranieri, oppure tratti da musical, è che sono armonizzati e adattati al coro dalle maestre Eleonora Barozzi e Nazarena Raos e da Luca Dossi.

Il premio RAM film festival 2025 al film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (foto graziano tavan)

Premio RAM film festival. Per la prima volta al RAM – come si diceva – vince un film d’animazione: “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). La serie firmata da Bruno Bozzetto, uno dei più famosi disegnatori italiani riconosciuto anche a livello internazionale e prodotta da Bozzetto studio con RAI KIDS, si compone di tre cortometraggi dedicati all’evoluzione dell’Homo sapiens in relazione ai temi della guerra, del rispetto della natura e del rapporto con la violenza. Scene trattate con ironia e un po’ di leggerezza, e accompagnate dalle sinfonie di Verdi, Chopin e Beethoven.

Proiezioni al teatro Zandonai di Rovereto (foto fmcr)

I primi 40 film premiati dal pubblico hanno tutti ricevuto un voto superiore all’8. Ecco la classifica della top ten, con film distanziati l’uno dall’altro da pochi decimi di punto: 1. Sapiens? di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’); 2. Küttepuude hankimine / Legna da ardere di Liivo Niglas (Estonia 2024, 30’); 3. Ernesto “Tito” Canal: l’uomo che ha riscritto le origini della Laguna di Venezia di Pierandrea Gagliardi e Rossi Marino (Italia 2024, 64’); 4. Pompeii: The New Dig / Pompei: le nuove verità – I corpi di Elena Mortelliti; 5. The Lost World of the Hanging Gardens / Il mondo perduto dei giardini pensili di Duncan George Bulling (Regno Unito 2024, 55’); 6. Diventare Matteotti di Camilla Ferrari, Alberto Gambato (Italia 2025, 44’); 7. Wind’s Heritage / L’eredità del vento di Nasim Soheili (Iran 2024, 30’); 8. Campo della Fiera e il pozzo del tempo di Massimo D’Alessandro (Italia 2024, 50’); 9. Vitrum – il vetro dei romani di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’); 10. Continuations/Hiwadabuki (Cypress bark roofing) / Continuità. Tetto in corteccia di cipresso di Satoru Okabe (Giappone 2024, 17’).

Claudia Beretta e Alessandra Cattoi alla serata delle premiazioni del RAM film festival (foto graziano tavan)

Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione Museo Civico che promuove il festival: “Il RAM è punto di riferimento per il cinema che racconta l’archeologia e il patrimonio e la grande partecipazione, che aumenta di anno in anno, ne è la prova. L’appuntamento di Rovereto è atteso dal pubblico e da una rete sempre più ampia di addetti a lavori che vedono nel festival un’occasione da non perdere. Siamo molto soddisfatti della qualità della nostra proposta che fa sì che la rete del RAM sia sempre più ampia e solida”. E Claudia Beretta, che cura il programma cinematografico del RAM: “Per la prima volta al RAM, a vincere il premio del pubblico è stato un film d’animazione. Non un titolo qualunque, ma un’opera firmata da Bruno Bozzetto, un vero maestro del genere- È un segnale importante: l’animazione non è più considerata un genere minore, ma una delle tendenze più vivaci e riconosciute del cinema contemporaneo. Basti pensare al successo internazionale di un film indipendente come Flow – Un mondo da salvare (Premio Oscar 2025). Il pubblico del RAM si conferma attento, maturo e pronto ad accogliere nuovi linguaggi e nuove forme di racconto”.