archivio | Roma e Italia RSS per la sezione

Napoli. Al museo Archeologico nazionale per “Lo scaffale del Mann” presentazione del libro “Roma contro i Parti. Due imperi in guerra” (Carocci Editore) di Giovanni Brizzi

napoli_mann_scaffale_roma-contro-i-parti_brizziNuovo appuntamento al museo Archeologico nazionale di Napoli con “Lo scaffale del Mann”: mercoledì 16 novembre 2022, alle 17.30, nella sala conferenze, presentazione del libro “Roma contro i Parti. Due imperi in guerra” (Carocci Editore) di Giovanni Brizzi. Interviene con l’autore il direttore del Mann, Paolo Giulierini. Il libro ripercorre le tappe della guerra secolare tra i Romani e i Parti. All’inizio, gli Arsacidi si erano rivolti con cautela verso Roma; ma a imporli come suoi unici veri rivali fu la disfatta inflitta alle legioni sul campo di Carre (53 a.C.), i cui echi influenzarono a lungo le vicende del mondo antico. La situazione costrinse gli imperatori a impiegare ogni mezzo, militare e politico, per garantire l’equilibrio. L’esito del duello rimase in bilico per oltre un secolo; e quando le sorti parvero pendere a favore di Roma, intervennero ad arrestarne la spinta le grandi rivolte degli Ebrei della Palestina e della Diaspora. Cadde infine, prostrata, la dinastia arsacide; solo però per essere sostituita da quella sasanide.

Roma. Al museo delle Civiltà, “CONNESSIONI. Oggetti, saperi, parole, culture e civiltà”: convegno internazionale, in presenza e on line, nel ricordo di Filippo Maria Gambari a due anni dalla sua prematura scomparsa. Tre giorni di contributi dal Paleolitico all’Età Storica: ecco tutto il ricco programma

roma_muciv_Bicchiere-con-iscrizione-in-lingua-celtica-da-Castelletto-Ticino-560-a.C.-circa_foto-muciv

Bicchiere con iscrizione in lingua celtica da Castelletto Ticino (560 a.C.) scelto come logo del convegno internazionale “Connessioni” in ricordo di Filippo Maria Ganbari (foto muciv)

A due anni dalla prematura scomparsa di Filippo Maria Gambari, direttore del museo delle Civiltà dal 2017 al 2020, gli viene dedicato il convegno internazionale “CONNESSIONI. Oggetti saperi parole culture e civiltà”, in programma dal 16 al 18 novembre 2022, al museo delle Civiltà a Roma, nella sala conferenze “F.M. Gambari” del Palazzo delle Scienze. L’evento, realizzato in collaborazione con tutti gli istituti che lo hanno visto protagonista nel corso della sua lunga carriera all’interno del ministero della Cultura, ospiterà contributi che spazieranno dal Paleolitico all’età storica, senza tralasciare le politiche dei beni culturali, la valorizzazione del patrimonio e le attività avviate al museo delle Civiltà (vedi Archeologia in lutto. È morto per Covid-19 Filippo Maria Gambari, archeologo preistorico, una lunga carriera di ricerca e dirigenziale, con centinaia di pubblicazioni. Era direttore del Museo delle Civiltà all’Eur di Roma, a un passo dalla pensione. Il cordoglio del ministro e dei colleghi | archeologiavocidalpassato). È possibile seguire il convegno in diretta su Zoom: https://zoom.us/j/93438081787.

filippo-maria-gambari_foto-muciv

Filippo Maria Gambari, direttore del Museo delle Civiltà di Roma-Eur, morto il 19 novembre 2020 (foto Muciv)

L’intento è quello di omaggiare lo studioso, il collega, il dirigente sempre pronto all’ascolto e disponibile al consiglio e alla collaborazione. Instancabile nella ricerca e disponibile a trasmettere il proprio sapere e la propria competenza, amava condividere la sua passione e il suo entusiasmo. La sua profonda cultura e il suo desiderio di conoscere lo hanno portato ad affrontare tematiche diverse e apparentemente molto distanti tra loro. Sebbene i suoi interessi e i suoi studi si siano concentrati prevalentemente sulla protostoria italiana, sulla storia della paletnologia, sull’arte rupestre e sulla normativa dei beni culturali e l’organizzazione del ministero, i suoi compiti di dirigente lo hanno condotto a realizzare progetti e iniziative in tutti i campi dell’archeologia, dell’antropologia, dell’etnografia, della storia dell’arte e delle tradizioni popolari. Il suo legame con la realtà sociale e territoriale con la quale di volta in volta interagiva gli ha permesso di connettere quest’ultima con gli spazi e le tematiche proprie dell’archeologia. Il programma completo e il libro degli abstract ò disponibile a questo link https://museocivilta.cultura.gov.it/…/connessioni…/

PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 16 NOVEMBRE 2022. Alle 9, saluti istituzionali: Massimo Osanna, direttore generale dg musei; Andrea Viliani, direttore del museo delle Civiltà. Segue un ricordo di Filippo Maria Gambari: Andrea Cardarelli, Sapienza università di Roma – dipartimento di Scienze dell’Antichità; Monica Miari, presidente dell’istituto italiano di Preistoria e Protostoria; Paolo Boccuccia, museo delle Civiltà. Sezione POLITICA DEI BENI CULTURALI, MUSEOGRAFIA E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO. Alle 10, Luigi Malnati, su “Archeologia urbana e archeologia preventiva: un rapporto da ripensare”; 10.15, Alessandro Asta, Annalisa Capurso, Diletta Colombo, Grazia Maria Facchinetti, Pierluigi Giroldini, Stefano Giuliani, Lucia Mordeglia, Italo M. Muntoni, Paola Ventura, su “Quali prospettive per la tutela e la valorizzazione dei beni archeologici? il punto di vista di Api Mibact”; 10.30, Alessandro D’alessio, Paola Francesca Rossi, su “Tutelare, studiare, diffondere: la policy del parco archeologico di Ostia Antica sulla gestione dei resti umani antichi”; 10.45, Valentino Nizzo, su “Corna e archetipi: del buon uso dell’analogia”; 11, Franco Nicolis,su “Grammatica dell’archeologia. Un approccio all’archeologia del passato contemporaneo”. Dopo il coffee break, alle 11.30, Marco Fabbri, Paolo Boccuccia, David Chacon, Alessia Francescangeli, Giovanni Ligabue, Roberto Marcuccio, Massimo Mecella, Maura Medri, Alessandra Molinari, Massimo Morvillo, Marcella Pisani, su “Il Progetto SCIBA. Sistema cartografico informatizzato di bibliografia archeologica”; 11.45, Silvia Giorcelli, su “Filippo Maria Gambari e i colloques internationaux sur les Alpes dans l’antiquit: un’esperienza scientifica e umana; 12, discussione. Sezione PALEOLITICO. Alle 12.15 Francesca Alhaique, Alessia Argento, Francesco Bucci Casari degli Atti di Sassoferrato, Isabella Caricola, Ivana Fiore, Biagio Giaccio, Cristina Lemorini, Ilaria Mazzini, Stefano Mercurio, Lorenzo Monaco, Maria Rita Palombo, Daniela Rossi, Ernesto Santucci, Enza Spinapolice, Andrea Sposato, su “Dall’archeologia preventiva alla valorizzazione… con il contributo delle indagini scientifiche. Dati preliminari sul sito del MIS 11c (415-406 Ka) di via del Casale Lombroso (Località Massimina, Roma)”; 12.30, Fabio Negrino, Roberto Maggi, Ivano Rellini, Nadia Campana, su “Tra val Graveglia e val di Vara: il sito musteriano di monte Coppello (Ne, Genova). Sezione NEOLITICO. Alle 12.45 Annaluisa Pedrotti et alii, su “Gruppo di statuette Vinča di probabile provenienza illecita. Strategie e tecniche di diagnostica per stabilire l’autenticità”; 13, Francesca Radina, su “Ornamenti neolitici da grotta della Tartaruga di Lama Giotta nel museo Archeologico di Santa Scolastica a Bari; 13.15, discussione. Dopo la pausa pranzo, sezione ENEOLITICO. Alle 14.45, Philippe Curdy, Manuel Mottet, su “Il megalitismo nell’arco alpino: nuovi dati sulle pratiche rituali e funerarie”; 15, Daniele Albertini, Paolo Boccuccia, Francesco Di Gennaro, Nadia Marconi, su “Connessioni tra generazioni di ricercatori: preistoria nelle valli del Salto e del Velino”; 15.15, Marco Serradimigni, Marta Colombo, Neva Chiarenza, su “Un sito archeologico fra le statue stele: nuovi dati dalla Tana della Volpe (Fivizzano, Loc. Equi Terme – Ms) nel quadro dell’età del Rame in Lunigiana e nelle aree limitrofe”. Sezione ENEOLITICO / ETÀ DEL BRONZO. Alle 15.30, Andrea Arcà, Damien Daudry, Angelo Eugenio Fossati, su “Da Barocelli a Gambari, lo studio dell’arte rupestre nelle Alpi Occidentali”; 15.45 Nadia Campana, Chiara Dodero, Cristiano Nicosia, Andrea Vigo, Roberto Maggi, su “Nuovi dati sull’occupazione di età campaniforme della Pianaccia di Suvero”. Dopo il coffee break, alle 16.15, Umberto Tecchiati, Paola Salzani, Cristiano Putzolu, su “Nuove ricerche sul paesaggio archeologico dei Monti Lessini occidentali tra l’orizzonte campaniforme e il Bronzo finale”; 16.30, Andrea Dolfini, Cristiano Iaia, Isabella Caricola, Stefano Viola, su “Gli oggetti raccontano: 10 anni di analisi funzionale sui metalli preistorici italiani”; 16.45, discussione. Sezione ETÀ DEL BRONZO. Alle 17, Marco Baioni, Annalisa Gasparetto, Barbara Grassi, Fiorenza Gulino, Cristina Longhi, Nicola Macchioni, Claudia Mangani, Nicoletta Martinelli, Nicola Patucelli, Andrea Perin, Ilaria Petrucci, Benedetto Pizzo, Maurizio Reverberi, Emanuele Saletta, su “Una porta in legno dal Lucone di Polpenazze dalla scoperta alla valorizzazione”; 17.15, Costanza Paniccia, su “Nuove riflessioni sull’insediamento di Trino Vercellese (VC) nel quadro della media età del bronzo in Italia nordoccidentale”; 17.30, Giorgio Baratti, su “Aspetti del popolamento protostorico tra Sesia e Ticino alla luce delle recenti ricerche”; 17.45, Maria Bernabò Brea, Maria Maffi, su “Il sito della media età del Bronzo della Piscina di Travo (Piacenza)”; 18, discussione.

PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 17 NOVEMBRE 2022. Alle 9.30, Andrea Cardarelli, su “Alla conquista del cielo. Deposizioni votive su sommità montane nell’Appennino centro-settentrionale durante la tarda età del Bronzo”; 9.45, Michele Cupitò, su “Il central place di Fondo Paviani dopo la crisi delle terramare. Prime riflessioni sul ruolo della (ex) polity delle Valli Grandi Veronesi nel quadro del “sistema Frattesina”; 10, Paola Aurino, su “Il Bronzo medio in Campania: nuove realtà funerarie e insediative dalle recenti indagini preventive”; 10.15, Paolo Bellintani, Mateusz Cwaliński, Ivana Angelini, su “Ambre e vetri dalla necropoli di Allumiere – loc. Poggio della Pozza (scavi Peroni 1960). Nuove indagini tipologiche e di caratterizzazione delle materie prime”; 10.30, Anna De Palmas, Marta Pais, Luca Doro, Noemi Fadda, su “Impronte dal passato: intrecci e cesteria nell’età del bronzo della Sardegna”; 10.45, Alberto Cazzella, Giulia Recchia, su “Apporti esterni e sviluppi locali nel consumo di bevande/cibi alcoliche fra IV e II millennio a.C. nell’Italia a sud del Po e nelle isole adiacenti”; 11, Massimo Cultraro, su “L’idromele di Agamennone: per un’archeologia delle bevande/cibi fermentate nella Grecia micenea”. Dopo il coffee break, alle 11.30, Franco Marzatico, “Pastori, formaggio e metallo: economia di malga e produzione metallurgica”; 11.45, Antonella Traverso, Elena Balduzzi, Paola Chella, Chiara Davite, Alberto Manfredi, Fabiola Sivori, su “Nuovi dati per una rilettura del cosiddetto cocciopesto: Chiavari (GE) e Vado (SV)”; 12, Barbara Grassi, Claudia Mangani, Diego Voltolini, su “Oltre i funerali: altre forme di ritualità nella necropoli protogolasecchiana della Malpensa (VA)”; 12.15, discussione. Sezione ETÀ DEL FERRO. Alle 12.30, Mauro Squarzanti, Fabio Gernetti, su “Lo stato dell’arte del centro proto urbano di Castelletto Ticino durante la prima età del Ferro”; 12.45, Silvia Paltineri, su “Il boccale dipinto dalla seconda tomba di guerriero di Sesto Calende: note su alcuni esperimenti di decorazione vascolare figurata da contesti della prima età del Ferro in Italia settentrionale”; 13, Francesco Rubat Borel, su “La venuta del re: una rilettura storica ed antropologica sulla leggenda di Belloveso, l’arrivo dei Galli in Italia e la fondazione di Mediolanum”. Dopo la pausa pranzo, alle 14.30, Lucia Isabella Mordeglia, su “Le sepolture golasecchiane di Motto Lagoni a Mercurago (Arona, NO). Nuovi dati dalla revisione dei contesti”; 14.45, Anna Maria Fedeli, Francesca Roncoroni, su “Le fasi preromane dell’area dell’anfiteatro di Milano”; 15, Diego Voltolini, su “Segmento di comunità: la situla di Caravaggio”; 15.15, Michela Ruffa, su “La ceramica d’impasto a Gropello Cairoli, loc. S. Spirito in Lomellina. Dati preliminari dall’abitato della prima età del Ferro”; 15.30, Marica Venturino, Marina Giaretti, su “Contributo alla definizione della tipologia vascolare della media età del Ferro nella Liguria interna”; 15.45, Maria Cristina Chiaromonte Trerè, su “Percorsi e ricerche”; 16, Piera Melli, Marta Bruschini, Elisabetta Starnini, Sara Chierici, Daniele Arobba, su “Oggetti identitari? Le borchie/bottone in bronzo: tipologia, cronologia, distribuzione, contesti, analisi di laboratorio”. Dopo il coffee break, alle 16.30, Mauro Cortelazzo, su “Armille in pietra ollare dell’età del ferro in Valle d’Aosta”; 16.45, Gwenael Bertocco, Alessandra Armirotti, su “I Salassi nella Valle d’Aosta della seconda età del Ferro: il territorio, le risorse e la cultura materiale”; 17, Patrizia Solinas, su “Sulle iscrizioni leponzie della necropoli di Oleggio”; 17.15, Carla Buoite, Daniela Locatelli, su “Tra Liguri ed Etruschi: il villaggio di via Saragat a Parma”; 17.30, Roberto Macellari, su “Archeologia del Vino attraverso alcuni corredi femminili dalle frontiere dell’Etruria padana”; 17.45, discussione.

PROGRAMMA DI VENERDÌ 18 NOVEMBRE 2022. Alle 09.30, Fabrizio Finotelli, Miari Monica, Paola Poli, su “La II età del Ferro a ovest di Bologna: recenti acquisizioni tra Reno e Samoggia”;09.45, Patrizia Von Eles, Lorenza Ghini, Laura Mazzini, Marco Pacciarelli, su “La prima occupazione rurale dell’agro felsineo orientale: il caso dell’Imolese”; 10, Federica Gonzato, Annalisa Pozzi, su “Romagna protostorica: lo studio del popolamento dell’età del Ferro”; 10.15, Giulia Patrizi, Paola Poli, Elena Rodriguez, su “I fusi e le conocchie di Verucchio. Oggetti del sapere femminile e indicatori di legami collettivi nella prima età del Ferro”; 10.30, Irene Baroni, Paolo Boccuccia, Anna De Santis, Gianfranco Mieli, su “L’organizzazione delle comunità della prima età del Ferro nell’area centrale di Roma attraverso l’analisi delle tombe infantili”; 10.45, Massimo Casagrande, Patrizia Luciana Tomassetti, Pina Corraine, Stefania Casula, Gianluca Zini, su “Pozzo Sacro di Irru a Nulvi (Sardegna), dalla tutela alla valorizzazione”; 11, discussione. Dopo il coffee break, sezione ETÀ STORICHE. Alle 11.30, Paola Di Maio, su “Oltre la morte. Una coppia di sposi a banchetto: l’influenza dell’iconografia etrusca su terrecotte fittili piemontesi e locarnesi”; 11.45, Alessandro Betori, “Il rilievo storico romano in ambito alpino tra ricezione e attardamento: Susa, Avigliana, Bormio”; 12, Francesco Muscolino, su “Un anello argenteo da Ricengo a altri ritrovamenti da indagini archeologiche nel Cremasco”; 12.15, Elisa Panero, su “Lungo l’asta del fiume Sesia: insediamenti romani dal II secolo a.C. nel Vercellese antico”; 12.30, Daniela Gandolfi, Giovanni Mennella, su “Bormanus/Diana o Bormanus e Diana in un pagus della Liguria occidentale?”; 12.45, Marco Podini, su “Ville e divinità della provincia reggiana”; 13, François Wiblé, su “Culture de la vigne et production de vin en Valais (Vallis Poennina, CH): état de la question suite à des trouvailles archéologiques et des analyses récentes ainsi qu’à la redécouverte d’une inscription de Croatie”. Dopo la pausa pranzo, alle 14.30, Cristina Anghinetti, Manuela Catarsi, Patrizia Raggio, su “Le antiche radici della vocazione viti-vinicola della valle parmense del Taro”; 14.45, Viola Cecconi, Jan Gadeyne, Cécile Brouillard, Alessandra Sperduti, su “I neonati di Artena, “Piano della Civita” (RM). Bioarcheologia di un nucleo di sepolture tardo-antiche”; 15, Grazia Facchinetti, Daniela Castagna, Omar Larentis, su “La necropoli infantile della villa romana di San Giorgio di Mantova, loc. Valdaro”; 15.15, Francesca Garanzini, Angela Guglielmetti, su “Borgosesia (VC): dal vicus romano all’insediamento altomedievale. Nuovi dati dallo “scavo” nei depositi del Museo di Archeologia e Paleontologia Carlo Conti”; 15.30, Marta Conventi, Fabrizio Geltrudini, Augusto Pampaloni, Mario Testa, Alessandra Starna, Elisabetta Neri, Elisa Del Galdo, Daniele Arobba, Costanza Cucini, Mariapia Riccardi, su “Deinde fac foueam… in qua ardeat ignis sub forma. Impianti produttivi per campane presso la chiesa di San Clemente ad Albenga”; 15.45, discussione. Dopo il coffee break, sezione ATTRAVERSO IL MONDO E IL TEMPO. Alle 16.15, Valeria Bellomia, Ivana Fiore, Donatella Saviola, su “Piume preziose fra trama e ordito. Riscoperta di un tessuto messicano coloniale nei depositi del Museo delle Civiltà”; 16.30, Davide Domenici, David Buti, Costanza Miliani, su “Nuovi studi sui mosaici mesoamericani del Museo delle Civiltà”; 16.45, Laura Giuliano, su “Cercando la luce celata nella roccia. Il progetto indo-italiano di ricognizione nelle grotte brahmaniche dell’India occidentale”; 17, Giuliana Calcani, Maria Luisa Giorgi, Loretta Paderni, su “L’antitesi originale/copia – autentico/falso nella valutazione di beni culturali extraeuropei”; 17.15, Gaia Delpino, Rosa Anna Di Lella, Claudio Mancuso, “L’ex Museo Coloniale di Roma al Museo delle Civiltà”; 17.30, discussione.

Verona. A tre settimane dall’evento, ecco a disposizione le registrazioni della giornata di studi “L’ARENA E GLI ALTRI. Teatri e anfiteatri romani tra ricerca tutela e valorizzazione” promossa da Comune e Soprintendenza di Verona

verona_gran-guardia_l-arena-e-gli-altri_convegno_locandinaPoco meno di una cinquantina di esperti, archeologi, storici dell’arte, urbanisti, restauratori, dirigenti amministrativi, amministratori pubblici. Mai in così tanti si erano trovati tutti insieme per confrontarsi e parlare di edifici di spettacolo degli antichi romani: gli anfiteatri, dall’Arena al Colosseo, da Pola a Brescia, da Libarna a Luni, con i loro problemi di salvaguardia, conservazione, studio, ma anche valorizzazione come monumento, e luogo moderno di spettacolo, all’interno di un paesaggio o un ambiente altrettanto importante da salvaguardare e valorizzare. È successo a Verona, alla fine di ottobre 2022, per la giornata di studi “L’ARENA E GLI ALTRI. Teatri e anfiteatri romani tra ricerca tutela e valorizzazione”, promosso da Comune di Verona e soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona (vedi Verona. “L’ARENA E GLI ALTRI. Teatri e anfiteatri romani tra ricerca, tutela e valorizzazione”: giornata di studi – in presenza e on line – sugli edifici di spettacolo degli antichi romani, dall’Arena al Colosseo, da Pola a Brescia, da Libarna a Luni | archeologiavocidalpassato). Ora, per chi non ha avuto la possibilità di essere presente alla Gran Guardia o di seguire i lavori in diretta streaming, soprintendenza e Comune hanno messo in rete le registrazioni delle due sessioni di lavori, quella del mattino e quella del pomeriggio. archeologiavocidalpassato.com ha deciso di proporle entrambe così di allargare la platea degli interessati a conoscere progetti, problematiche, iniziative sui principali anfiteatri romani in Italia e non solo. Entrambe le sessioni durano poco meno di tre ore e mezzo. Buona visione.

Roma. Al museo nazionale Etrusco “Gli ori Castellani si raccontano. I risultati delle indagini scientifiche al museo di Villa Giulia”: tavola rotonda, in presenza e on line, sulle ricerche svolte sui gioielli realizzati dai Castellani, la cosiddetta “oreficeria archeologica italiana”

roma_villa-giulia_tavola-rotonda_gli-ori-castellani_locandinaPer gli “Incontri con la cultura” al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma martedì 15 novembre 2022, alle 17, nella tavola rotonda “Gli ori Castellani si raccontano. I risultati delle indagini scientifiche al museo di Villa Giulia” vengono presentati i risultati degli studi svolti al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia dalle ricercatrici Rosarosa Manca (università di Firenze) e Simona Scrivano (università di Siviglia) sui gioielli realizzati dai Castellani, i celebri orafi che nel XIX secolo inventarono la cosiddetta “oreficeria archeologica italiana”. Introduce i lavori Maria Paola Guidobaldi, conservatrice delle collezioni del museo. Posti limitati in Sala della Fortuna: è consigliata la prenotazione all’indirizzo castellani15novembre@gmail.com. È possibile assistere alla presentazione in diretta collegandosi al canale Yt Etruschannel al seguente link: https://youtu.be/6sbbMrZ3lQA. La presentazione si concluderà con una visita alle sale degli ori Castellani.

roma_villa-giulia_gli-ori-castellani_foto-da-scientific-reports

Gli Ori Castellani, i gioielli realizzati dai celebri orafi che nel XIX secolo inventarono la cosiddetta “oreficeria archeologica italiana” (foto da rivista Scientific Reports)

La ricerca, condotta dall’università di Firenze in collaborazione con il Centro Nacional de Aceleradores e l’università di Siviglia, è stata recentemente pubblicata sulla rivista Scientific Reports (https://rdcu.be/cNoLb): “Caratterizzazione dei gioielli in oro del XIX secolo di Castellani mediante spettroscopia micro-XRF in situ”. Queste le conclusioni delle due ricercatrici. “L’utilizzo di un’apparecchiatura portatile micro-XRF ha consentito l’acquisizione del più ampio set di dati compositivi sui gioielli del XIX secolo fino ad oggi disponibili. Sono state personalizzate sia le leghe base che le tecniche di giunzione utilizzate dagli orafi Castellani. Salvo poche eccezioni, i gioielli Castellani di Villa Giulia erano realizzati con leghe di oro e argento ad alta caratura con rame come componente minore, mentre le giunzioni erano realizzate con saldature brasanti di oro e argento, con rame come componente minore e nessun altro metallo. L’utilizzo di un rivelatore con filtro allo zinco ha permesso di escludere senza ambiguità l’utilizzo di saldature contenenti cadmio nei gioielli analizzati. Lo studio delle intensità relative delle righe radiografiche L3, L2 e M dell’oro indica che su molti, ma non tutti, i gioielli Castellani si verifica un arricchimento superficiale in oro, compatibile con l’utilizzo di trattamenti coloranti. Pertanto, il nuovo metodo proposto in questo studio si è rivelato un potente strumento per ottenere informazioni sulla presenza di gradienti compositivi dalla superficie al sottosuolo di un gioiello utilizzando esclusivamente un’analisi superficiale non invasiva. Le analisi presentate in questo contributo hanno fornito nuovi spunti sugli aspetti tecnici dei processi di creazione e imitazione seguiti dagli orafi Castellani e saranno utili in futuri studi di autenticità. Ulteriori ricerche sui materiali utilizzati da altri orafi ottocenteschi, le cui produzioni sono ancora in gran parte inesplorate, nonché sugli standard ufficiali dell’epoca, saranno fondamentali per meglio contestualizzare le pratiche produttive di Castel-Lani. Le informazioni ottenute in questo studio costituiranno, si spera, una solida base per la progettazione di future ricerche sull’argomento”.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale il mondo dei dinosauri e le meraviglie sommerse di Baia vincono la terza edizione di archeocineMANN il “Festival internazionale del cinema archeologico”

napoli_mann_archeocinemann_1_logo-2022Il mondo dei dinosauri e le meraviglie sommerse di Baia vincono la terza edizione di archeocineMANN il “Festival internazionale del cinema archeologico” in collaborazione con Archeologia Viva/Firenze Archeofilm che si è svolto dal 10 al 12 novembre nell’auditorium del museo Archeologico nazionale di Napoli (vedi Napoli. Al via la terza edizione di archeocineMANN, il Festival Internazionale del cinema archeologico promosso dal museo Archeologico nazionale: venti film in programma e incontri con i protagonisti | archeologiavocidalpassato). “Un festival internazionale del cinema archeologico aperto alla città e alle scuole”, aveva commentato il direttore dell’Archeologico, Paolo Giulierini, “un viaggio appassionante nella storia antica attraverso una selezione di altissima qualità, dalla preistoria alle guerre di oggi, da Pompei ai Longobardi. Tanti prestigiosi ospiti ci aspettano nel nostro accogliente auditorium. E, con archeocineMANN, il Museo entra anche in classe promuovendo uno strumento di didattica coinvolgente, in streaming, e un premio assegnato direttamente dagli studenti.  Grazie ad Archeologia Viva per aver costruito insieme a noi una terza edizione sempre più ricca, che si propone come appuntamento fisso del calendario culturale napoletano”.

napoli_mann_archeocinemann_2022_Paolo giulierini giulia pruneti_foto-mann.jpg

ArchepocineMANN 2022: Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, e Giulia Pruneti, Archeologia Viva (foto mann)

La full immersion cinematografica è stata introdotta proprio dal direttore del Museo, Paolo Giulierini, e condotta in sala da Giulia Pruneti (“Archeologia Viva”) ed Elisa Napolitano (Servizi educativi del Mann). Tra gli ospiti della rassegna 2022, Marco Signore (tecnologo del dipartimento di Conservazione animali marini e Public engagement/ museo Darwin-Dohrn di Napoli), Francesco Tiboni (archeologo navale), Federico Marazzi (professore di archeologia cristiana e medievale all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli), Fabio Pagano (Direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei) e Andrea Polcaro (docente di archeologia del Vicino Oriente antico all’Università di Perugia). Anche per l’edizione 2022, ottima la risposta da parte delle scuole napoletane, coinvolte grazie alla collaborazione tra i Servizi Educativi museali e l’Associazione Moby Dick: hanno partecipato alle proiezioni gli studenti del Liceo Scientifico “Renato Caccioppoli”, del Liceo Scientifico Linguistico “Elio Vittorini “, del Polo Umanistico Liceo Antonio Genovesi, del Liceo Scientifico Linguistico ” Vincenzo Cuoco – Tommaso Campanella” e dell’I.T.C. Enrico Caruso.

napoli_mann_archeocinemann_targhe-premi_foto-mann

Il Premio Mann e il Premio Didacta assegnati alla terza edizione di archeocineMANN al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

I premi. Tra i film in gara, scelti dal pubblico in sala e online, hanno vinto “Al tempo dei dinosauri” di Pascal Cuissot (Premio Didacta votato dagli studenti in presenza e streaming) e “Baia la città sommersa” di Marcello Adamo (Premio Mann votato dal pubblico).

napoli_mann_archeocinemann_al tempo dei dinosauri vincitore Premio DIDACTA 2022 _foto-mann

Frame del film “Al tempo dei dinosauri / Au temps des dinosaures” di Pascal Cuissot

Premio Didacta, “Al tempo dei dinosauri / Au temps des dinosaures” di Pascal Cuissot (Francia-Giappone, 2020, 52’). Negli ultimi vent’anni, la scoperta di nuove specie di dinosauri e mostri marini ha cambiato il panorama paleontologico. In un viaggio attraverso il pianeta, il pubblico impara a conoscere comportamenti e caratteristiche precedentemente inaspettati: come questi giganti cacciavano, si riproducevano e si prendevano cura della prole. Questa prova esclusiva è combinata con immagini 3D altamente realistiche in un documentario ambizioso e spettacolare. Una visione elettrizzante ben lontana tuttavia dal mondo di Jurassic Park.

napoli_mann_archeocinemann_Baia- Vincitore Premio MANN 2022_foto-mann

Frame del film “Baia, la città sommersa / Baia, the sunken city” di Marcello Adamo

Premio Mann. “Baia. La città sommersa / Baia. The sunken city” di Marcello Adamo (Italia, 2021, 52’). Uno straordinario viaggio alla scoperta di Baia, centro della dolce vita del mondo antico – oggi sommerso – attraverso un esclusivo accesso alla campagna di restauri subacquei. Il documentario è realizzato grazie alla sinergia con l’Istituto centrale per il Restauro, il parco archeologico dei Campi Flegrei e il CNR. Le riprese subacquee documentano l’intervento del team multidisciplinare di tecnici, scienziati e ricercatori ai quali è affidato l’arduo compito di preservare, attraverso tecniche pionieristiche, i reperti custoditi in fondo al mare.

Torino. Al museo Egizio, in presenza e on line, il prof. Orazio Licandro (università di Catania), in dialogo con il direttore Christian Greco, parla del suo nuovo saggio “Cesare deve morire. L’enigma delle Idi di marzo”

torino_egizio_conferenza-libro-cesare-deve-morire_orazio-licandro_locandinaL’assassinio di Giulio Cesare – evento cardinale nella storia della repubblica romana – è stato studiato e analizzato per secoli: la storiografia moderna sembra concordare sul fatto che i tre cesaricidi abbiano agito per impedire il disegno del generale di instaurare la monarchia a Roma attraverso la dittatura a vita, uno strumento assolutamente inedito e che minacciava di sconvolgere l’ordine istituzionale e sociale costituito. Tuttavia, il recente ritrovamento di una tavola su cui è inciso l’elenco delle liste magistratuali del 45-44 a.C., gli anni in cui maturò e si realizzò la congiura, offre nuove notizie omesse dalle fonti di tradizione manoscritta e riapre la discussione: Cesare era infatti stato già nominato dictator perpetuus, ma accanto a lui vi era Lepido, magister equitum perpetuus, fatto rivelatore dell’erronea attribuzione del significato “a vita” all’aggettivo perpetuus. Se Cesare non voleva farsi re, allora cosa cercavano di impedire Gaio Cassio, Marco e Decimo Bruto? E quale fu il vero ruolo di Antonio? Lunedì 14 novembre 2022, alle 18, nella Sala Conferenze del museo Egizio di Torino, il prof. Orazio Licandro (università di Catania), in dialogo con il direttore Christian Greco, parlerà del suo nuovo saggio edito da Baldini + Castoldi “Cesare deve morire. L’enigma delle Idi di marzo”. L’evento è in lingua italiana. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

libro_cesare-deve-morire_copertina

Copertina del libro “Cesare deve morire. L’enigma delle Idi di Marzo” di Orazio Licandro

Attraverso un’analisi attenta e dettagliata delle fonti antiche e della storiografia moderna, Orazio Licandro rilegge l’intera vicenda e, scandagliando i fondali oscuri della lotta politica, presta ascolto a un altro grande condottiero, sorta di alter ego di Cesare, ovvero Napoleone: anche lui, infatti, sospettava che ci fosse un’altra ragione dietro l’omicidio di un uomo che, col suo potere e la sua geniale irruenza, avrebbe potuto cambiare il corso della Storia. La sua azione militare, del resto, dopo la conquista esemplare della Gallia, era orientata verso Oriente come a voler ripercorrere le orme di un idolo del passato: Alessandro Magno; come lui, anche Cesare mirava forse a conquistare un vasto impero? Temevano i cesaricidi che tornasse in patria in trionfo, accolto dalla folla come un nuovo sovrano di stampo ellenistico? Partendo da queste domande, e alla luce delle nuove scoperte in campo epigrafico, questo saggio ci offre una rilettura approfondita e innovativa di uno dei più interessanti enigmi dell’antichità, una di quelle vicende sulle quali la Storia e la storiografia non smettono mai di interrogarsi.

orazio-licandro_unict

Orazio Licandro dell’università di Catania

Orazio Licandro, professore ordinario, insegna Storia delle istituzioni politiche dell’antichità, Papirologia, Paleografia e Storia romana al dipartimento di Scienze umanistiche dell’università di Catania, e Metodologie dello studio del documento antico alla Scuola di Specializzazione in Beni archeologici dello stesso ateneo. Dal 2010 insegna anche Epigrafia e Papirologia giuridica presso il Corso di Alta formazione in Diritto romano della “Sapienza” università di Roma. Ha studiato a Heidelberg e a Monaco di Baviera. È visiting professor alla Zhongnan University of Economics and Law di Wuhan (Cina); e lo è stato nel 2019 all’università di Vigo (Spagna). Sempre in Cina, conduce attività di ricerca scientifica quale componente dello Scientific Commettee di due progetti di ricerca internazionale: a) “Codex Theodosianus”, finanziato dal National Social Science Fund of China; b) “Advocatus in Roman Law”, finanziato dal Ministero della Giustizia della Repubblica Popolare Cinese. Attualmente partecipa al PRIN 2017 dal titolo “La certezza del diritto dal mondo antico alla discussione moderna”, nell’unità di ricerca della “Sapienza” Università di Roma. Dal 2020 è P.I. del progetto Piaceri, finanziato dall’Ateneo catanese, dal titolo “CAR – Carteggio Arangio-Ruiz”, in collaborazione con la Biblioteca Medicea Laurenziana e la Sapienza Università di Roma. È referente del Cooperative Agreement tra la Zhongnan University of Economics and Law (Wuhan, China) e l’Università degli Studi di Catania, attraverso il Dipartimento di Scienze Umanistiche, approvato il 20 Luglio 2020. Dal dicembre 2015 partecipa in qualità di External Expert all’ERC “Scriptores iuris Romani”, Advanced Grant 2014. È membro della Società Italiana di Storia del Diritto, di cui è stato componente del direttivo nazionale con la carica di Tesoriere nel triennio 2016-2019, dell’Accademia Romanistica Costantiniana e dell’Associazione Internazionale di Studi Tardoantichi, dirige collane monografiche e fa parte di numerosi comitati scientifici di riviste internazionali di Classe A. Ha al suo attivo oltre 100 titoli, di cui 16 monografie, che spaziano dal diritto costituzionale alla storia politica romana dall’età arcaica a quella tardoantica, con particolare attenzione alla documentazione papiracea ed epigrafica.

Aquileia. Firmato in Repubblica Ceca il protocollo d’intesa per l’ingresso nell’itinerario culturale europeo: così il Cammino culturale dei SS. Cirillo e Metodio, co-patroni d’Europa, riconosciuto nel 2021 dal Consiglio d’Europa, farà tappa ad Aquileia

cechia_modrà_firma-protocollo-cammino-santi-cirillo-e-metodio_foto-fondazione-aquileia

A Modrà (Cechia) il presidente di Fondazione Aquileia Roberto Corciulo e la direttrice dell’associazione del Cammino culturale dei Santi Cirillo e Metodio Zuzana Vojtová firmano il protocollo di intesa per l’ingresso di Aquileia nell’itinerario culturale europeo che percorre i luoghi toccati dai Santi, co-patroni d’Europa (foto fondazione aquileia)

Il Cammino culturale dei SS. Cirillo e Metodio farà tappa ad Aquileia: sabato 5 novembre 2022 il presidente di Fondazione Aquileia Roberto Corciulo, in rappresentanza dell’associazione di scopo che unisce Fondazione Aquileia, Fondazione Società per la conservazione della Basilica e Comune di Aquileia, e la direttrice dell’associazione del Cammino culturale dei Santi Cirillo e Metodio Zuzana Vojtová hanno firmato a Modrá in Cechia, alla presenza del presidente della Regione di Zlín Radim Holiš e dell’europarlamentare on. Martina Dlabajová il protocollo di intesa per l’ingresso di Aquileia nell’itinerario culturale europeo che percorre i luoghi toccati dai Santi, co-patroni d’Europa, durante la loro opera di evangelizzazione. “Aquileia”, sottolinea Roberto Corciulo, “ha compiuto il primo passo per entrare a fare parte dell’associazione del Cammino culturale dei santi Cirillo e Metodio, riconosciuto nel 2021 dal Consiglio d’Europa. Nella Repubblica Ceca e in Slovacchia sono già stati creati più di mille chilometri di sentieri, in Friuli Venezia Giulia lavoreremo insieme ai referenti dei cammini già riconosciuti e a PromoTurismoFvg per realizzare le azioni necessarie a collegare gli itinerari e a offrire ai pellegrini e ai turisti un nuovo percorso culturale e di fede. La firma di questo accordo, oltre ad avere un profondo valore spirituale, sancisce la volontà di lavorare in rete, sia a livello locale sia a livello transnazionale, e di iniziare un percorso di scambio e confronto culturale di respiro europeo per la valorizzazione territoriale. La trasferta nella regione di Zlín”, aggiunge Roberto Corciulo, “è stata anche un’occasione importante per visitare alcuni luoghi di pellegrinaggio lungo il percorso e confrontarsi sugli strumenti di accoglienza. Ci tengo a ringraziare il console onorario della Repubblica Ceca Paolo Petiziol e l’on. Martina Dlabajová per aver agevolato l’incontro tra Aquileia e questo significativo cammino culturale”. “Il Cammino di Cirillo e Metodio è un’enorme opportunità per valorizzare la ricchezza culturale e storica della Moravia. Fin dall’inizio ho sostenuto i valori europei che i Santi Cirillo e Metodio incarnavano già nel IX secolo”, sottolinea l’eurodeputata Martina Martina Dlabajová, “e che ancora oggi, come co-patroni d’Europa rappresentano. La cooperazione con altri Paesi europei è molto importante e la firma del protocollo con Aquileia segna sicuramente l’inizio di una lunga e proficua collaborazione che sarà motivo di gioia per i pellegrini e i turisti provenienti da tutta Europa”.

aquileia_basilica-con-piazza-capitolo-e-piazza-patriarcato_veduta-da-drone_foto-fondazione-aquileia

La Basilica di Aquileia da drone con piazza Capitolo e piazza Patriarcato: le lastre di pietra di Aurisina bianca riproducono la sagoma dell’impianto edilizio antico (foto fondazione aquileia)

“I santi Cirillo e Metodio sono arrivati ad Aquileia e sono stati ospitati nella nostra città nel loro viaggio verso Venezia e Roma”, ricorda Andrea Bellavite, direttore della Fondazione Società per la Basilica di Aquileia. “Oggi riprendiamo questi rapporti che affondano le loro radici nel IX secolo e proseguiamo ricostruendo amicizia e ospitalità”. “Un’operazione importante”, afferma il sindaco di Aquileia Emanuele Zorino, “che unitamente alle tante messe in campo negli ultimi anni racconta Aquileia quale centro di interscambio e rafforza la valorizzazione della nostra immensa eredità culturale frutto di un’ibridazione culturale e spirituale bimillenaria. La valorizzazione di questo itinerario è per noi tutti motivo di grande riflessione e stimolo per lavorare ancora più alacremente su progetti capaci di avvicinare popoli, apparentemente diversi tra loro ma, nella realtà, decisamente vicini per le assonanze culturali che li legano. In questi giorni tragici e complessi sono importanti progettualità come queste dove il dialogo, la condivisione e il confronto fra i popoli hanno un senso ancora più profondo”.

Napoli. Ecco la speciale offerta del Natale al museo Archeologico nazionale: mostra-evento sui Bizantini, un giardino restituito, il presepe con allestimenti multimediali e un libro, avvio stagione concertistica, gli scacchi del Mann e il nuovo abbonamento OpenMANN

napoli_mann_mostra-bizantini_giulierini_foto-valentina-cosentino

Paolo Giulierini, direttore del Mann, presenta la mostra “Bizantini” (foto valentina cosentino)

Natale al Mann, più che un’idea. Il museo Archeologico nazionale di Napoli, per festeggiare l’ultimo mese del 2022, ha preparato una ricca offerta natalizia dedicata a cittadini e turisti: una mostra-evento sui Bizantini, un giardino restituito alla città, il presepe con allestimenti multimediali e un libro di approfondimento, l’avvio della stagione concertistica, gli scacchi del Mann e il nuovo abbonamento OpenMANN.

Firenze_Biblioteca Medicea Laurenziana_tetravangelo_Plut.6.23, c. 62v_foto-biblioteca-laurenziana

Tetravangelo greco (manoscritto Pluteo, 6.23) dell’XI-XII secolo conservato alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze (foto mann)

napoli_mann_Histamenon di Basilio II_in-oro_foto-mann

Histamenon di Basilio II in oro della Zecca di Costantinopoli (1005-1025 d.C.) conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

firenze_archeologico_Missorio di Flavius Ardabur Aspar_piatto-in-argento_foto-maf

Missorio di Flavius Ardabur Aspar, piatto in argento di provenienza incerta (Ravenna, Cartagine, Antiochia?) del V secolo d.C. conservato al museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)

Un grande itinerario archeologico: dal 7 dicembre 2022 al 13 febbraio 2023, nel Salone della Meridiana, è in programma l’esposizione “Bizantini. Luoghi simboli e comunità di un impero millenario” che, sulla scia dell’allestimento dedicato ai Longobardi, sviluppa il tema delle fasi storiche successive all’impero romano d’Occidente, con un focus particolare sulla Grecia, su Napoli (città “bizantina” per circa cinque secoli dopo la conquista da parte delle armate guidate da Belisario nel 536 d.C.) e sull’Italia meridionale. Curata da Federico Marazzi (università Suor Orsola Benincasa di Napoli), la mostra racconta “il millennio bizantino”, approfondendo diversi temi: la struttura del potere e dello Stato, l’insediamento urbano e rurale, gli scambi culturali, la religiosità e le espressioni della cultura scritta, letteraria e amministrativa. In allestimento, circa cinquecento reperti concessi in prestito dai principali musei e siti archeologici che custodiscono, in Italia e in Grecia, materiali bizantini: anche grazie alla sinergia con il ministero greco della Cultura, molti manufatti sono visibili per la prima volta e provengono dagli scavi della linea metropolitana a Napoli e Salonicco. Il progetto scientifico dell’esposizione è stato sviluppato da un gruppo di studiosi italiani della civiltà bizantina, gruppo coordinato dallo stesso Federico Marazzi e composto da Lucia Arcifa, Ermanno Arslan, Isabella Baldini, Salvatore Cosentino, Edoardo Crisci, Alessandra Guiglia, Marilena Maniaci, Rossana Martorelli, Andrea Paribeni ed Enrico Zanini. La mostra, coordinata da Laura Forte (responsabile Ufficio Mostre al Mann) e organizzata da Villaggio Globale International, è realizzata con il sostegno della Regione Campania e in collaborazione con l’università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli. Il progetto di allestimento è di Andrea Mandara e quello grafico di Francesca Pavese. L’esposizione, infine, prevede un ricco apparato editoriale, che include il catalogo, la guida breve, la pubblicazione sugli itinerari bizantini della Campania e il volume per bambini.

napoli_mann_giardino-della-vanella_Plan_simulazione_foto-mann

Rendering del progetto del nuovo allestimento del Giardino della Vanella al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

napoli_mann_giardino-della-vanella_progetto_pianta Bianchi 1832_foto-mann

Giardino della Vanella al museo Archeologico nazionale di Napoli: pianta del progetto Bianchi 1832 (foto archivio mann)

napoli_mann_giardino-della-vanella_1930-1939_foto-archivio-mann

Giardino della Vanella nella sistemazione tra gli anni ’30 e ’39 del Novecento (foto archivio mann)

Il cuore verde del Mann batte più forte. Dal 19 dicembre 2022, riapre il Giardino della Vanella del Mann, presentato al pubblico secondo una prospettiva di armonizzazione con i lavori di riallestimento del cosiddetto Braccio Nuovo. Superando i criteri allestitivi otto-novecenteschi, il terzo cuore verde del Museo assume un aspetto diverso: lo sviluppo del Giardino segue un asse principale, al cui centro vi è la peschiera voluta da Amedeo Maiuri nel 1932; da qui si dipartono viali secondari più piccoli, che conducono verso l’edificio del Braccio Nuovo, dove oggi sono ospitati Auditorium, area didattica e laboratori di restauro. Le aree che nascono da questo intreccio di linee sono spazi liberi, trattati a prato o con arbusti e fioriture. La parte centrale del giardino è completamente pavimentata in modo da permettere una maggiore libertà di fruizione. In prospettiva, parallelamente al rinnovamento dell’Atrio, anche il Giardino della Vanella sarà concepito come spazio ad accesso libero e gratuito per la cittadinanza. Il progetto di recupero del Giardino della Vanella è curato dall’architetto e paesaggista Silvia Neri.

napoli_mann_presepe-2021-dell-associazione-Presepistica-Napoletana_foto-mann

L’associazione Presepistica Napoletana allestisce anche quest’anno il presepe al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

libro_il-presepe_di Marino Niola ed Elisabetta Moro

Copertina del libro “Il presepe” di Marino Niola ed Elisabetta Moro

Il tema del Natale. ​Non manca, anche per il 2022, il classico appuntamento con il presepe del museo Archeologico nazionale di Napoli: dal 7 dicembre 2022, nelle sale della Villa dei Papiri, ecco il nuovo allestimento firmato dall’associazione Presepistica Napoletana e dedicato alla figura di Carlo III di Borbone. L’inaugurazione è accompagnata dalla presentazione del nuovo libro “Il Presepe” (Il Mulino) di Marino Niola ed Elisabetta Moro che, con lo sguardo degli antropologi, raccontano il patrimonio culturale (non più soltanto esclusivamente napoletano) espresso dal presepe. Per quest’anno, il Museo ospita, dal 1° dicembre 2022, un percorso multimediale che, partendo dalla ricostruzione di una notte alla corte di Carlo III di Borbone, presenta, anche con il sussidio delle nuove tecnologie, i principali personaggi e le caratteristiche scenografie del presepe. L’allestimento è curato da Fabrizia Fiore e i contenuti multimediali sono realizzati da Marco Capasso- studio creativo.

napoli_mann_gli-scacchi-del-mann_foto-mann

Gli scacchi del Mann realizzati dallo studio 3DnA srl (foto mann)

In atmosfera festiva, da non perdere la partenza della nuova stagione concertistica del Festival Barocco Napoletano (12 dicembre 2022) e la presentazione degli scacchi del MANN (21 dicembre 2022), realizzati dallo studio 3DnA srl (Alessandro Manzo, Fabio Tango, Stefano Ciaramalla, Mariano Abbate). I pezzi del gioco sono costituiti da immagini dei reperti esposti al Museo. Rinnovata, anche per Natale 2022, la promozione dell’abbonamento annuale OpenMANN, la card che consente accessi illimitati a collezioni permanenti ed esposizioni del Museo dalla data di prima attivazione.

Roma. Alle Terme di Diocleziano presentazione del libro “101 Storie Svelate. Le iscrizioni del Museo Nazionale Romano raccontano Roma” di Carlotta Caruso, nato dalla raccolta delle storie raccontate sui social durante il lockdown 2020: il fascino delle epigrafi per non “addetti ai lavori”

roma_nazionale-romano_libro_101-storie-svelate_le iscrizioni del museo nazionale romano_presentazione_locandina“L’uomo lo ascoltò continuando a scolpire parole. Fu felice di sapere che qualcuno comprendesse davvero il senso del suo lavoro: quelle parole, incise faticosamente, avevano il compito di tramandare la storia delle loro vite alle generazioni del futuro”. Comincia così il libro “101 Storie Svelate. Le iscrizioni del Museo Nazionale Romano raccontano Roma” di Carlotta Caruso nato dalla raccolta delle storie comparse nella rubrica dei canali social del museo nazionale Romano (#StoriedaMNR) e pubblicato nell’ambito dei progetti condivisi del Servizio Educativo e dell’Ufficio Social Media. Domenica 13 novembre 2022, alle 16.30, il libro “101 Storie Svelate” (Dielle editore) viene presentato nella sala delle Piccole Mostre alle Terme di Diocleziano che fanno parte del museo nazionale Romano. Intervengono Stéphane Verger, direttore del museo nazionale Romano; Cinzia Vismara, già docente di Archeologia delle province romane nell’università di Cassino; Clara di Fazio, CNR; e l’autrice Carlotta Caruso, assistente tecnico del museo nazionale Romano. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

roma_nazionale-romano_libro_101-storie-svelate_le iscrizioni del museo nazionale romano_carlotta-caruso

Concetta Caruso con il libro “101 Storie Svelate” (foto mnr)

“101 Storie Svelate”. Le storie raccolte in questo libro nascono dal ricchissimo patrimonio del museo nazionale Romano: personaggi reali, storie immaginate, possibili, tratte dalle poche parole che gli antichi hanno scelto di affidare a qualcosa che potesse durare a lungo, possibilmente per sempre: un’epigrafe. Attraverso lo strumento dello storytelling, un accurato lavoro di ricostruzione storica e un po’ di immaginazione, quelle poche parole rivivono, recuperano il loro potere di comunicare, di raccontare e permettono di entrare in contatto con il mondo antico e con le persone che lo hanno popolato. Nate nei mesi di lockdown del 2020, sulla rubrica social #StoriedaMNR dei canali del Museo, queste storie svelano il fascino delle epigrafi anche a un pubblico di non “addetti ai lavori”.

Roma. Tutto esaurito per l’appuntamento “Tyrrhenikà, conoscere gli etruschi. La pittura nel mondo etrusco” del 12 novembre 2022 al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia

roma_villa-giulia_tyrrehnika_locandinaTutto esaurito per l’appuntamento “Tyrrhenikà. Conoscere gli etruschi. La pittura nel mondo etrusco” del 12 novembre 2022 al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: chi non ce l’ha fatta a prenotarsi in tempo potrà rifarsi al 18 dicembre 2022. Di cosa si tratta? “Tyrrenikà, conoscere gli Etruschi” è un’iniziativa promossa dalle associazioni Suodales e Il Lucumone onlus collegata al progetto “Tyrrhenikà. Etruscan Heritage Route” per far conoscere la civiltà degli Etruschi attraverso degli approfondimenti tematici che uniscano una visita guidata monotematica a degli allestimenti rievocativi inerenti l’argomento affrontato. Con ‘Tyrrhenikà, conoscere gli Etruschi’ si vuole dare la possibilità di osservare in maniera immersiva ed esperienziale una ricostruzione di vita del periodo storico narrato, quello che vide gli Etruschi crescere e prosperare all’interno del territorio italiano. Per fare questo si è scelto di utilizzare la rievocazione storica con la quale si intende riproporre fatti e situazioni del passato, personaggi ed eventi storici attraverso la ricostruzione di manufatti, ambientazioni e momenti di vita quotidiana. Il binomio visite guidate e allestimenti rievocativi si è dimostrato un ottimo strumento divulgativo per far conoscere gli usi e costumi delle antiche civiltà a un pubblico molto ampio e con una preparazione culturale eterogenea. Il progetto è articolato su 2 diversi appuntamenti organizzati il 12 novembre e il 18 dicembre 2022. I partecipanti saranno accompagnati da una nostra guida lungo le sale del museo, dove saranno illustrati i reperti e le testimonianze storiche relative alla tematica trattata. La visita guidata terminerà nei pressi di un allestimento didattico dove saranno approfonditi i temi e gli aspetti affrontati durante il percorso museale. Programma 12 novembre 2022: “La pittura nel mondo etrusco”, alle 16, visita guidata all’interno del museo; alle 16.45, visita dell’allestimento rievocativo e spiegazione delle ricostruzioni e dei manufatti.