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Paestum. La XXV Borsa mediterranea del Turismo archeologico si è chiusa con 8500 visitatori, 150 espositori, 151mila visualizzazioni. Il fondatore Picarelli: “Dopo 25 anni di BMTA il patrimonio culturale del territorio rappresenta un’opportunità per i nostri giovani”

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L’ingresso di Next, l’ex Tabacchificio Cafasso a Paestum, dal 2021 nuova prestigiosa location della Borsa mediterranea del Turismo archeologico (foto bmta)

8500 visitatori, 150 espositori nel più grande Salone Espositivo al mondo dedicato al patrimonio archeologico con istituzioni, enti, Paesi esteri, Regioni, organizzazioni di categoria, associazioni professionali e culturali, aziende e consorzi turistici, 15 territori regionali rappresentati (Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli-Venezia Giulia con Fondazione Aquileia, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Siciliana, Toscana, Umbria con Secret Perugia, Valle d’Aosta, Roma Capitale con il Municipio X, Provincia di Trento, Visit Brescia), 18 Paesi esteri (per la prima volta il Vaticano con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, Cipro, Colombia, Corea del Sud, Cuba, Estonia, Grecia, Guatemala, Iran, Malta, Perù, Repubblica Slovacca, Serbia, Siria, Slovenia, Spagna, Sudafrica, Tunisia), il ministero della Cultura con 500 mq e il ministero degli Esteri con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Ben 151mila visualizzazioni sulla pagina Facebook solo nei giorni della BMTA 2023, più di 20mila visite ai profili e oltre 3mila interazioni sui social ufficiali. Questi sono solo alcuni numeri della XXV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, che si è svolta a Paestum da giovedì 2 a domenica 5 novembre. La BMTA, unico appuntamento al mondo del suo genere, ha trovato la sua migliore realizzazione dal 2021 nella location del Tabacchificio Cafasso, l’attuale Next (sito di archeologia industriale “simbolo della Piana del Sele”, così definito da Gillo Dorfles). Anche nel 2023 è stata occasione di incontro, approfondimento e divulgazione di temi inerenti fruizione, gestione, valorizzazione del patrimonio archeologico e la promozione del segmento archeologico del turismo culturale per il business professionale, gli operatori turistici e culturali del pubblico e del privato, i viaggiatori, il mondo scolastico e universitario, i media. Con un’attenzione fortissima alla congiuntura attuale, allo scenario internazionale, al confronto sui temi di discussione più stringenti quali le opportunità dei fondi europei per valorizzare il patrimonio culturale, migliorare l’attrattività delle destinazioni turistiche e rafforzare la competitività delle imprese, il ruolo dei Musei per il dialogo interculturale, l’archeologia e il patrimonio come strumento di cooperazione culturale internazionale.

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Ugo Picarelli, fondatore e direttore della Borsa mediterranea del Turismo archeologico a Paestum (foto bmta)

“È un contenitore internazionale di ben 16 sezioni con una ricaduta territoriale di grande importanza”, ha dichiarato il fondatore e direttore della BMTA Ugo Picarelli. “I buyer europei hanno potuto conoscere dal vivo il patrimonio diffuso regionale con visite e degustazioni (a Nocera Superiore, Eboli, Velia, Roccagloriosa). Allo stesso tempo la BMTA ha registrato quest’anno grande attenzione dal territorio, con la partecipazione nel Salone Espositivo dei Comuni di Napoli, Salerno, Isola di Procida, Ischia, Casamicciola Terme, Lacco Ameno, Serrara Fontana, Eboli, Nocera Superiore, Nocera Inferiore, Roccagloriosa, Positano. Ha inoltre offerto momenti di turismo esperienziale, come il viaggio in treno per 28 minuti tra Paestum e Velia sulle carrozze ferroviarie storiche degli anni ’60, e appuntamenti prestigiosi come la consegna del Premio “Paestum Mario Napoli” al Cardinale Gianfranco Ravasi che ha voluto tenere una Lectio Magistralis sullo scambio interculturale necessario a evitare le guerre; i 25 anni nella lista Unesco del Patrimonio mondiale dell’Umanità per il parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, sono stati, anche grazie alla BMTA, 25 anni di valorizzazione del patrimonio e di promozione del turismo culturale. Dopo 25 anni di BMTA il patrimonio culturale del territorio rappresenta un’opportunità per i nostri giovani”.

Parco archeologico di Ostia antica. Per la #domenicaalmuseo doppio spettacolo gratuito: al castello di Giulio II “Amleto”, nell’area archeologica “Antigone possibile”: viaggio in cuffia per un’esperienza condivisa fruita in libertà

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L’attore Raffaele Gangale in “Antigone possibile” al parco archeologico di Ostia antica (foto parco ostia antica)

Al parco archeologico di Ostia antica torna nella #domenicalmuseo del 5 novembre 2023 l’appuntamento con le visite guidate teatralizzate a cura di teatro Mobile, per la regia di Marcello Cava. Nell’ambito di “Performing Media – La nuova spettacolarità immersiva e radio-mobile nelle periferie eccentriche”, un programma di eventi disseminati nelle periferie romane a cura di Teatro Mobile, eventi site-specific, realizzati con forme esperienziali di “viaggio sonoro” a impatto zero, senza allestimenti pesanti, per la valorizzazione di alcuni dei luoghi della periferia di Roma, il 5 novembre 2023, prima domenica del mese, a ingresso gratuito, ci saranno due appuntamenti con Teatro Mobile al parco archeologico di Ostia Antica: al mattino, alle 12, nel Castello di Giulio II, in prima assoluta uno studio su “Amleto”: viaggio in cuffia con apparizioni e frammenti da Amleto, diviso in cinque movimenti per quattro attori e musica dal vivo; nel pomeriggio, alle 15.30, “Antigone Possibile”, un viaggio in cuffia tra gli scavi di Ostia Antica con una riscrittura inedita dell’Antigone. Il viaggio in cuffia è un evento collettivo ed individuale nei luoghi e per i luoghi: un nuovo format di teatro mobile per valorizzare con forme e attività inedite contenuti e luoghi significanti del patrimonio culturale. I visitatori-spettatori si muovono negli spazi muniti di cuffie audioriceventi che trasmettono le parole e i suoni, registrati ed in presa diretta. Non una “rappresentazione” ma un’esperienza condivisa: azioni, suoni e parole, fruiti in libertà dai “visitatori in cuffia”. Evento site-specific, che può e vuole essere realizzato ovunque: all’aperto o al chiuso e in spazi non deputati al teatro. Il progetto è realizzato con il sostegno del ministero della Cultura – direzione generale Spettacolo ed è vincitore dell’Avviso Pubblico “Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro – Anno 2023” promosso da Roma Capitale – Dipartimento Attività Culturali. Tutti gli eventi sono gratuiti ma con prenotazione obbligatoria al link: https://www.teatromobile.eu/performing-media/.

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Amleto – Castello di Giulio II – 5 novembre 2023, ore 12. Negli spazi del Castello di Giulio II viaggio in cuffia con apparizioni e frammenti da Amleto nella riscrittura di Pina Catanzariti, diviso in cinque movimenti per quattro attori e musica dal vivo. Novità assoluta mutuata dal progetto “Il tempo impossibile di Shakespeare”. Riscrittura e drammaturgia di Pina Catanzariti, con Raffaele Gangale, Claudio Molinari, Nicola Pecora e Gaia Rinaldi; musica di LAMETIA; regia di Marcello Cava.

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Antigone Possibile – Area archeologica di Ostia antica – 5 novembre 2023, ore 14.30. Viaggio in cuffia con una riscrittura inedita dell’Antigone. Viene presentato nella sua forma compiuta dopo due fortunate anteprime sperimentali del 2019 (al Grande Cretto di Burri di Gibellina e nel parco archeologico di Paestum) e in Calabria nel 2022. Scritto in forma di poema, dove le parole e i concetti si susseguono implacabili come domande ineludibili, dà forma ai personaggi del mito, rendendoli attuali ed umani. In un unico flusso sonoro e mentale le loro voci diverse nel conflitto politico si compongono in una sorta di corale che moltiplica Antigone, testimone della necessità di scelte e responsabilità individuali e collettive. Opera inedita in forma inedita: non una tradizionale messinscena ma una “visione ed ascolto” originale secondo il “format” del Teatro Mobile. Antigone possibile di Pina Catanzariti, regia di Marcello Cava; musica di Felice Zaccheo con Raffaele Gangale, Claudio Molinari, Nicola Pecora, Gaia Rinaldi e Chiara Pilloni.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “La Banda a Broadway”, rimandato a data da definirsi il quinto e ultimo concerto della Banda Musicale della Marina Militare del ciclo “La Banda al Museo…”

roma_villa-giulia_la-banda-al-museo_5-novembre_annullata_locandinaDomenica 5 novembre 2023, prima domenica del mese ad ingresso gratuito e in occasione della Festa delle Forze Armate, alle 16, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia avrebbe dovuto accogliere nei suoi giardini rinascimentali l’ultimo concerto del 2023 della Banda Musicale della Marina Militare dal titolo “Il Piave mormorava…”. Purtroppo, comunica la direzione, il concerto della banda musicale della Marina Militare Italiana è stato rimandato a nuova data da definirsi. La banda della Marina Militare ha regalato per questo 2023 cinque appuntamenti, da maggio a novembre, che realizzano l’obiettivo di valorizzare l’eccellenza italiana nelle sue varie espressioni e, in particolar modo, una delle più importanti realtà museali italiane, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, e che concretizzano la sinergia nata nel 2014 tra il MIC (Ministero della Cultura) e la Marina Militare Italiana. Per l’ultimo concerto dobbiamo pazientare un po’.

Altino (Ve). Ultimi due giorni per visitare le aree archeologiche. Da lunedì saranno coperte fino alla prossima primavera

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Veduta da drone del quartiere residenziale augusteo nell’area archeologica di Altino (foto drm-veneto)

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Mosaico nell’area archeologica di Altino (foto drm-veneto)

Ultimi due giorni per visitare le aree archeologiche del museo Archeologico nazionale di Altino. A partire da lunedì 6 novembre 2023, le strutture murarie e i mosaici presenti nelle aree archeologiche di Altino saranno ricoperti per proteggerli dagli agenti atmosferici della stagione fredda; le aree archeologiche, quindi, non saranno visitabili fino alla prossima primavera. Si può approfittarne per visitarle nel weekend del 4 e 5 novembre 2023 che è a ingresso gratuito.

Paestum. Per la prima volta assegnato all’Italia l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” promosso dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico: la 9a edizione va alla scoperta delle “24 statue di bronzo di epoca etrusca e romana”, riaffiorate dal fango a San Casciano dei Bagni (provincia di Siena). La consegna del premio al sindaco di San Casciano dei Bagni Agnese Carletti e a Jacopo Tabolli responsabile scientifico

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Jacopo Tabollim responsabile scientifico dello scavo di San Vasciano dei Bagni (Si), e Agnese Carletti, sindaco di San Casciano (foto comune san casciano)

L’edizione 2023 dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” va per la prima volta a una scoperta italiana “le 24 statue di bronzo di epoca etrusca e romana”, riaffiorate dal fango a San Casciano dei Bagni (provincia di Siena). Il Premio sarà consegnato al sindaco di San Casciano dei Bagni Agnese Carletti in rappresentanza dell’amministrazione comunale titolare dell’area e a Jacopo Tabolli responsabile scientifico dello scavo venerdì 3 novembre 2023, alle 18.30, al Next, ex Tabacchificio Cafasso, in occasione della XXV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum. L’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” – giunto alla 9ª edizione e intitolato all’archeologo di Palmira, che pagò con la vita la difesa del patrimonio culturale – è l’unico riconoscimento a livello mondiale dedicato al mondo dell’archeologia e in particolare ai suoi protagonisti, gli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio.

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Scoperti in Kurdistan dieci rilievi rupestri assiri con gli antichi dei della Mesopotamia (foto Bmta)

Nel 2015 il Premio è stato assegnato a Katerina Peristeri, responsabile degli scavi, per la scoperta della Tomba di Amphipolis (Grecia); nel 2016 all’INRAP Institut National de Recherches Archéologiques Préventives (Francia), nella persona del presidente Dominique Garcia, per la Tomba celtica di Lavau; nel 2017 a Peter Pfälzner, direttore della missione archeologica, per la città dell’Età del Bronzo presso il villaggio di Bassetki nel Nord dell’Iraq; nel 2018 a Benjamin Clément, responsabile degli scavi, per la “piccola Pompei francese” di Vienne; nel 2019 a Jonathan Adams, responsabile del Black Sea Maritime Archaeology Project (MAP), per la scoperta nel Mar Nero del più antico relitto intatto del mondo; nel 2020 a Daniele Morandi Bonacossi, direttore della Missione Archeologica Italiana nel Kurdistan Iracheno e Ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico dell’università di Udine, per la scoperta di dieci rilievi rupestri assiri raffiguranti gli dèi dell’Antica Mesopotamia; nel 2021 alla scoperta di “centinaia di sarcofagi nella necropoli di Saqqara in Egitto”; nel 2022 a Zahi Hawass, direttore della Missione Archeologica che ha scoperto “la città d’oro perduta”, fondata da Amenhotep III, riaffiorata dal deserto nei pressi di Luxor.

paestum_bmta_Award Khaled al-Asaad_scoperte-2022_locandinaLe cinque scoperte archeologiche del 2022 finaliste della 9ª edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”: Egitto: nell’antica necropoli di Saqqara a Giza, a circa 30 km a sud del Cairo, la piramide della regina Neith con 300 bare e 100 mummie; Guatemala: le tracce del più antico calendario Maya; Iraq: dal fiume Tigri nel bacino idrico di Mosul riappare una città dell’età del bronzo; Italia: in Toscana nella provincia di Siena, a San Casciano dei Bagni dal fango riaffiorano 24 statue di bronzo di epoca etrusca e romana nascoste per millenni; Turchia: a Midyat, nella provincia di Mardin, una grande città sotterranea risalente a 2000 anni fa.

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Una statua in bronzo riemersa dallo scavo del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

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Veduta del cantiere di scavo archeologico nel Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

“24 statue di bronzo di epoca etrusca e romana” riaffiorate dal fango a San Casciano dei Bagni. Risalenti a un periodo compreso tra il II secolo a.C. e il I d.C., sono state protette per 2300 anni dal fango e dall’acqua bollente delle vasche sacre del santuario votivo insieme a monete, ex voto e iscrizioni latine ed etrusche. Il santuario, con le sue piscine ribollenti, le terrazze digradanti, le fontane, gli altari, esisteva almeno dal III secolo a.C. e rimase attivo fino al V d.C., quando, in epoca cristiana, venne chiuso ma non distrutto. Le vasche furono sigillate con pesanti colonne di pietra e le divinità affidate con rispetto all’acqua, per cui rimossa quella copertura è di fatto “il più grande deposito di statue dell’Italia antica”. Le statue, cinque delle quali alte quasi un metro, sono perfettamente integre e sono state realizzate con tutta probabilità da artigiani locali: effigi di Igea e di Apollo, oltre a un bronzo, mentre l’eccezionale stato di conservazione delle statue all’interno dell’acqua calda della sorgente ha preservato meravigliose iscrizioni in etrusco e latino incise prima della loro realizzazione. Disposte in parte sui rami di un enorme tronco d’albero fissato sul fondo della vasca, in molti casi ricoperte di iscrizioni, le statue come pure gli innumerevoli ex voto, arrivano dalle grandi famiglie del territorio dell’Etruria interna (dai Velimna di Perugia ai Marcni noti nell’agro senese) e non solo, esponenti delle élites del mondo etrusco e poi romano, proprietari terrieri, signorotti locali, classi agiate di Roma e perfino imperatori. Qui, a sorpresa, la lingua degli etruschi sembra sopravvivere molto più a lungo rispetto alle date canoniche della storia. La scoperta rappresenta un modello di collaborazione tra Comune (nel 2019 iniziò a finanziare lo scavo del Bagno Grande, dopo aver acquistato il terreno privato e richiesta la concessione, affidando la direzione operativa a Emanuele Mariotti), ministero della Cultura (direzione generale ABAP in collaborazione con la soprintendenza per le province di Siena, Grosseto e Arezzo), direzione scientifica dello scavo (Jacopo Tabolli ricercatore all’università per Stranieri di Siena), volontariato locale (Associazione Archeologica “Eutyche Avidiena”), con la collaborazione di specialisti di ogni disciplina: dagli architetti ai geologi, dagli archeobotanici agli esperti di epigrafia e numismatica di più atenei del mondo.

Vetulonia. Record di visitatori al museo Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia per la mostra “Corpo a corpo”. E per il finissage ingresso a 1 euro e ultime due visite guidate con le archeologhe del museo

vetulonia_archeologico_mostra-corpo-a-corpo_finissage_locandinaAl museo Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia è tempo di record. Dal 17 giugno 2023, data della prima inaugurazione della mostra “Corpo a corpo. Dalla bellezza classica dei capolavori del museo Archeologico nazionale di Napoli alla classicità del Bello nell’opera di Mitoraj”, le persone che hanno raggiunto Vetulonia per ammirare le opere in prestito dal museo Archeologico nazionale di Napoli e dall’Atelier Mitoraj di Pietrasanta sono state 6.414 prima dell’ultimo week end di ottobre. Il Corridore dalla Villa dei Papiri di Ercolano, straordinariamente concesso in prestito dal Mann, rimane a Vetulonia fino alla fine della mostra, che taglia il traguardo domenica 5 novembre 2023. Vista l’affluenza dei visitatori, l’amministrazione comunale di Castiglione della Pescaia ha deciso di mantenere fino a domenica 5 novembre 2023 l’orario prolungato di apertura del Museo, dalle 10 alle 18. Domenica 5 novembre 2023, ultimo giorno della mostra, ingresso a tariffa straordinaria e simbolica di 1 euro per tutti. Si potrà anche approfittare delle due ultime visite guidate a cura delle archeologhe dello staff del museo. Appuntamento alle 11 e alle 15.30 con prenotazione gradita: 0564 948058 (in orario di apertura del museo), museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescaia.gr.it.

Agrigento. A Casa Sanfilippo presentazione del libro “Indagini archeologiche dell’Insula IV del Quartiere Ellenistico-Romano 2014-2018”, pubblicato dal parco archeologico e naturalistico della Valle dei Templi

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Quartiere ellenistico-romano del parco archeologico naturalistico della Valle dei Templi (foto parco valle dei templi)

Venerdì 3 novembre 2023, alle 11, a Casa Sanfilippo, presentazione del libro “Indagini archeologiche dell’Insula IV del Quartiere Ellenistico-Romano 2014-2018”, pubblicato dal parco archeologico e naturalistico della Valle dei Templi, con contributi di Valentina Caminneci, Maria Serena Rizzo, Maria Concetta Parello, Caterina Trombi, Giuseppina Giorgia Moscato, Filippo Pisciotta, Zelia Di Giuseppe, Fabrizio Alessandro Terrizzi, Lucio Vito d’Auria, Giuseppe Montana, Luciana Randazzo, Angela Stellati, Matilde Stella, Valeria Della Penna, Girolamo Fiorentino, Federica Boschi, Giuseppe Guarino, Cristina Soraci. Introduce il direttore Roberto Sciarratta. Ne discutono Angelo Castrorao Barba, accademia polacca delle Scienze di Wroclaw; Francesca Pompa, edizioni One Group.

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Copertina del libro “Indagini archeologiche dell’Insula IV del Quartiere Ellenistico-Romano 2014-2018”

Il libro illustra le ricerche condotte nell’Insula IV del Quartiere Ellenistico-Romano di Agrigento, cospicua porzione di abitato antico rinvenuto negli anni Cinquanta del secolo scorso. L’isolato, mai indagato in precedenza, si estende ad est del cosiddetto Cardo IV, asse viario nord-sud dell’impianto urbanistico antico, su un sistema di terrazze con una vista straordinaria sulla collina dei templi e sul mare. Le campagne di scavo hanno portato alla luce due edifici termali, databili nel IV secolo d.C. e sconvolti, in seguito, dalla realizzazione di impianti artigianali e di spazi funerari, riferibili alle fasi successive di occupazione dell’area, frequentata fino al X secolo d.C. La lunga storia dell’Insula IV emerge dal corposo catalogo dei reperti corredato da un ricco apparato iconografico, preziosa testimonianza della cultura materiale e della vita quotidiana. La scelta metodologica di indagini pluridisciplinari, integrate dalle moderne tecniche diagnostiche su argille, resti vegetali e ossei, consente di ricostruire un quadro storico-archeologico della città dalla fine dell’età imperiale all’alto Medio Evo.

Isera (Tn). Rassegna di Film archeologici promossi dall’associazione Lagarina di Storia antica in collaborazione con RAM film festival: dall’Antico Egitto ai segreti della musica nell’antichità ai pirati

isera_associazione-lagarina_rassegna-di-film-archeologici_2023_locandinaA Isera (Tn) torna la Rassegna di Film archeologici promossa dall’associazione Lagarina di Storia antica in collaborazione con RAM film festival e Comune di Isera: tre serate emozionanti che quest’anno trasporteranno gli appassionati dall’antico Egitto ai segreti della musica nell’antichità passando per l’epopea della pirateria. Appuntamento alle 20.45 nella Sala della Cooperazione di Isera (sopra la biblioteca comunale in via Cavalieri 5). Ingresso libero senza prenotazione.

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Frame del film “Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion / I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant

Giovedì 2 novembre 2023: film “Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion / I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant (Francia 2022, 52’). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta gli i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi nella storia dell’umanità. Quello che si sa poco è che dietro a questo genio si cela un uomo nell’ombra: Jacques-Joseph, il fratello maggiore della famiglia Champollion. Uno studio recente degli archivi familiari getta nuova luce sulla loro avventura intellettuale.

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Frame del film “The True Story of Pirates / La vera storia dei pirati” di Stéphane Begoin

Giovedì 9 novembre 2023: film “The True Story of Pirates / La vera storia dei pirati” di Stéphane Begoin (Francia 2022, 52′). Come vivevano i pirati e chi si nasconde dietro la leggenda? Il film cerca di ricostruire la storia poco conosciuta della pirateria seguendo due indagini archeologiche: la prima nell’Oceano Indiano alla ricerca della famosa nave pirata Speaker che affondò nel 1702, la seconda a Sainte-Marie Island, dove i pirati si nascondevano e vivevano.

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Frame del film “A la recherche de la musique de l’antiquité / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George

Giovedì 16 novembre 2023: film “A la recherche de la musique de l’antiquité / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George (Francia 2020-2021, 53’). Da trent’anni, grazie al contributo delle tecnologie digitali, una disciplina in rapida crescita, l’archeologia musicale, riporta in vita musiche perdute, sacre o profane, che scandivano la vita delle antiche civiltà.

Oristano. A Torregrande “2ArcheoeventiaOristano”: venerdì “Guerra e pirateria nel Mediterraneo tra storia e archeologia”, sabato “Archeologia subacquea e dei paesaggi costieri del Mediterraneo. Dalle coste antropizzate ai relitti”. Ecco gli interventi dei sette relatori

oristano_torregrande_archeoeventi_locandina2ArcheoeventiaOristano: appuntamento il 3 e il 4 Novembre 2023 alla Torre di Torregrande (Oristano). Ingresso libero. Massimo 40 posti disponibili per ciascun evento. La prima edizione del progetto culturale denominato “2ArcheoeventiaOristano” è nata dall’azione congiunta dell’archeologo Giovanni Meloni, lo storico Maurizio Casu, l’amministrazione comunale di Oristano e la Fondazione Oristano. Il progetto culturale punta alla corretta divulgazione dei dati prodotti attraverso la ricerca scientifica in ambito archeologico, paesaggistico e storico, i quali hanno passato il vaglio della comunità scientifica, e sono diventati strumento affidabile e garantito per una corretta informazione pubblica. Gli argomenti trattati vogliono offrire informazioni sul contesto mediterraneo su cui la Sardegna ha basato il proprio sviluppo culturale, economico e relazionale. Il ruolo della Sardegna, di Oristano e del territorio dell’Oristanese raccontato sulla base dei dati prodotti dalla ricerca scientifica volta a fare chiarezza sui processi formativi e di sviluppo nel territorio isolano.

oristano_torregrande_archeoeventi_3-novembre_locandinaVenerdì 3 novembre 2023, alle 18: “Guerra e pirateria nel Mediterraneo tra storia e archeologia”. Dopo i saluti del sindaco di Oristano Massimiliano Sanna e dell’assessore alla Cultura Luca Faedda, e l’introduzione del presidente della Fondazione Oristano Carlo Cuccu, apre il convegno l’archeologo Giovanni Meloni. Tre i relatori.

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L’archeologo Alfonso Stiglitz (foto uber pictures)

Apre l’archeologo Alfonso Stiglitz: “Stranieri chi siete? Rappresentazione e realtà dei pirati del Mediterraneo antico”. Il pirata, o meglio, il saccheggiatore, questa è la parola usata da Omero, commette gli stessi atti che altri, come gli eroi omerici, commettono; ma Odisseo – nel quale noi occidentali ci identifichiamo – caro agli dei, compie gesta eroiche, mentre gli altri, ad esempio i perfidi Fenici semiti, compiono gesta spregevoli e questo anche se gli uni e gli altri saccheggiano, rubano, sequestrano. Il pirata è sempre l’altro e come tale è anche lo specchio di noi: Odisseo e il suo doppio. Sino a età classica non esiste una figura definita di pirata, come lo intendiamo noi. Lo stesso termine compare solo tardi, nel III secolo a.C., segno della difficoltà di identificazione concreta di questa figura. Prima ci sono i predoni, i saccheggiatori, che non è facile da distinguere dagli eroi, dagli aristocratici che fanno bottino, dai mercanti che taglieggiano. Fare affari e fare bottino non sono attività distinte, né sconvenienti. Nella relazione verrà fatto un quadro sintetico delle gesta di queste figure dalla tarda età del Bronzo (secondo millennio prima della nostra era) quando il fenomeno dei cosiddetti “popoli del mare” ha fatto pensare a qualcuno di identificarli come moderni pirati, sino all’età classica, quando assumono contorni a noi più chiari, fino ad arrivare all’età romana, quando diventano anche un fenomeno giuridico. Il racconto, accompagnato da dati letterari e archeologici toccherà anche la Sardegna, sebbene non siano molti gli elementi che la ricerca, finora, ci ha fornito.

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La professoressa Pinuccia Francesca Simbula (foto 2ArcheoeventiaOristano)

Segue la professoressa Pinuccia Francesca Simbula: “Corsari e pirati tra percezione e realtà nel Mediterraneo medievale”. Nell’immaginario una linea continua unisce i pirati dell’antichità ai barbareschi, i corsari del Boccaccio si mescolano a quelli di Salgari, legati nella fantasia dal tratto accomunante della vita avventurosa di eroici o cruenti protagonisti. Nella realtà chi sono i pirati e i corsari nel medioevo? Quando compare la figura del corsaro? Qual è il rapporto tra guerra, corsa e pirateria? A queste domande si proverà a rispondere sullo sfondo delle politiche di espansione militare ed economica mediterranea delle quali la Sardegna è un osservatorio privilegiato.

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Il professor Giuseppe Mele (foto 2ArcheoeventiaOristano)

Chiude il prof. Giuseppe Mele: “Guerra di corsa e difesa costiera in Sardegna nell’età spagnola”. Nel Mediterraneo del XVI secolo l’espansionismo ottomano e il consolidamento militare delle città barbaresche obbligano la monarchia spagnola a rivedere profondamente il sistema difensivo della Sardegna. L’intervento di Madrid si articola nell’invio di truppe di presidio, nel rifacimento delle mura di Cagliari e Alghero, nell’istituzione di una milizia territoriale e nella costruzione di un circuito di torri d’avvistamento litoranee. Il varo di una piccola flotta di galere sarà invece rimandato agli anni Trenta del secolo successivo. Nonostante l’esiguo peso economico-fiscale del regno nell’ambito della monarchia asburgica, compensato però dall’importanza strategica dell’isola, l’apparato di sicurezza avviato nell’età di Filippo II mostra un grado di efficienza adeguato alla tecnologia militare del tempo ed è simile a quelli adottati negli altri vicereami spagnoli in Italia e nella penisola iberica.

oristano_torregrande_archeoeventi_4-novembre_locandinaSabato 4 novembre 2023, alle 10: “Archeologia subacquea e dei paesaggi costieri del Mediterraneo. Dalle coste antropizzate ai relitti”. Dopo i saluti del sindaco di Oristano Massimiliano Sanna e dell’assessore alla Cultura Luca Faedda, e l’introduzione del presidente della Fondazione Oristano Carlo Cuccu, apre il convegno l’archeologo Giovanni Meloni. Quattro i relatori.

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L’archeologo Pier Giorgio Spanu (foto 2ArcheoeventiaOristano)

Apre l’archeologo Pier Giorgio Spanu: “L’università di Sassari e l’Archeologia delle acque, tra ricerca, formazione e cooperazione”. L’università di Sassari, da quasi un ventennio, è impegnata nella formazione e nella ricerca nel campo dell’Archeologia delle acque, dapprima nell’ambito di uno specifico curriculum del corso di Laurea in Scienze dei Beni culturali, successivamente con la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici (con sede a Oristano), in cui è attivo un curriculum di Archeologia subacquea e dei paesaggi costieri. L’impegno oltre che nella formazione e nella ricerca, si è esteso alla cooperazione internazionale, con collaborazioni con importanti Istituzioni straniere. Nell’ambito di tali attività sono state condotte numerose indagini in Italia e all’estero: si ricordano le ricerche sui paesaggi costieri, con attività a terra e in acqua, in Sardegna (golfo di Oristano, con le sue aree umide e il porto di Tharros, prospezioni nell’arcipelago della Maddalena), in Sicilia (scavi e prospezioni a Pantelleria, del porto antico di Lipari, nelle coste del Palermitano), In Tunisia (topografia della città e del porto antico di Neapolis, in buona parte sommerso insieme alle fabbriche di salagione di età romana), nelle Baleari.

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L’archeologo Giacomo Cavillier (foto uber pictures)

Segue l’archeologo Giacomo Cavillier: “Ricerca di relitti o relitti della ricerca? L’archeologia subacquea, tra storia e navigazione”. La relazione si incentra sulla riflessione se i relitti in archeologia subacquea costituiscano, de facto, il dato essenziale per ricostruire traffici, rotte e modalità di scambio dalla tarda età del bronzo sono all’epoca romana. Nello studio del sistema della navigazione antica non si può non tener conto degli approdi e dei porti, delle tecniche di costruzione navale e dello sviluppo delle corporazioni. Sono dunque tutti questi elementi sufficienti per definire funzione e storia di ciascun relitto? E poi la navigazione per sé è rilevante o è marginale al fenomeno preso in considerazione? Considerazioni che saranno affrontate in occasione dell’evento oristanese.

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L’archeologo Rubens D’Oriano (foto uber pictures)

Quindi l’archeologo Rubens D’Oriano: “I relitti romani e medievali nel porto di Olbia”. I lavori di scavo per la realizzazione del tunnel sotto il lungomare di Olbia intercettarono il fondale del porto della città antica. Il gigantesco scavo archeologico (240 metri di lunghezza x 20 di larghezza x 4 di profondità media) restituì, oltre ad una strabocchevole quantità di materiale mobile, porzioni grandi e piccole di 24 imbarcazioni romane e medievali. I ritrovamenti sono certamente molto importanti sul piano dell’architettura navale, anche perché comprendono elementi al momento unici come alberi e timoni di navi e travi di gru di sollevamento di un cantiere navale. Ma c’è ben di più. Due gruppi di questi relitti sono anche di grande rilevanza storica, perché riguardano due momenti di svolta della grande storia mediterranea. Il primo testimonia l’attacco dei Vandali a Olbia intorno al 450 d. C., che si colloca nel più generale fenomeno della fine dell’Impero Romano d’Occidente. Il secondo gruppo è relativo alla ripresa del grande traffico marittimo all’inizio del Basso Medioevo in seguito all’avvento delle Repubbliche Marinare e al fenomeno delle prime Crociate.

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Virgilio Gavini, esperto di costruzioni navali (foto 2archeoeventiaoristano)

Chiude Virgilio Gavini, esperto di costruzioni navali: “L’archeologia navale. Costruire per navigare”. Nell’ambito degli studi archeologici, l’esame delle costruzioni navali ha lo scopo di ripercorrere l’evoluzione tecnologica che ha consentito ai popoli di avere contatti, scambi commerciali, circolazione delle idee, ma anche di usare le navi per scontri bellici. Tutto è avvenuto su uno degli elementi principali del nostro pianeta: l’acqua. Il mare, i fiumi e i laghi sono da sempre, quindi fin dall’antichità, parte integrante della storia dell’Umanità. Da quando la nostra specie ha iniziato a percorrere questi specchi d’acqua, le imbarcazioni e le navi sono diventate il fulcro fondamentale di un’attività importante che ha coinvolto marinai, artigiani carpentieri, boscaioli, trasformando gli alberi in manufatti. Nell’ambito delle discipline dell’Archeologia Subacquea si inserisce quella che possiamo chiamare “Archeologia della navigazione”, nel cui ambito i porti e gli approdi sono l’agorà di scambi di merci, idee e tecnologie. La nave è quindi un’importante fonte di conoscenza e la tecnologia costruttiva rappresenta un utile dato non solo a fini cronologici ma anche per lo studio del tessuto sociale dei popoli.

Paestum. Al via la XXV edizione della Borsa mediterranea del Turismo archeologico con un ricco programma: 150 tra conferenze e incontri, 20 laboratori e 600 relatori. E poi workshop con i buyer, archeoincoming, archeovirtual e salone espositivo

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L’ingresso di Next, l’ex Tabacchificio Cafasso a Paestum, dal 2021 nuova prestigiosa location della Borsa mediterranea del Turismo archeologico (foto bmta)

paestum_bmta-2023_logo-XXV-edizioneIl conto alla rovescia è iniziato. Mancano poche ore all’apertura della XXV Borsa mediterranea del turismo archeologico in programma a Paestum da giovedì 2 a domenica 5 novembre 2023 tra Next ex Tabacchificio, area archeologica e museo Archeologico nazionale, Basilica. La BMTA, unico appuntamento al mondo del suo genere, format di successo, che ha trovato la sua migliore realizzazione dal 2021 nella location del Tabacchificio Cafasso, l’attuale Nex, quest’anno celebra il venticinquesimo anniversario, condividendolo con il parco archeologico di Paestum e Velia e la Certosa di Padula, che proprio nel 1998 furono inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco nell’ambito del riconoscimento attribuito al parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, oggi anche Alburni. Numerose le prestigiose iniziative nell’ambito del programma, che prevede 150 tra conferenze e incontri, 20 laboratori e 600 relatori. Fondatore e direttore Ugo Picarelli. Ideata e organizzata dalla Leader srl, titolare del marchio. Vediamo un po’ il programma.

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Next, l’ex Tabacchificio Cafasso, a Paestum, ospita le conferenze della Borsa mediterranea del Turismo archeologico (foto bmta)

GIOVEDÌ 2 NOVEMBRE 2023. “Le opportunità dei fondi europei per valorizzare il patrimonio culturale, migliorare l’attrattività delle destinazioni turistiche, rafforzare la competitività delle imprese”, a cura dell’Ufficio Italia del Parlamento Europeo e dell’Associazione Civita: l’incontro farà il punto sulle misure economiche a favore del patrimonio culturale, dell’attrattività delle destinazioni turistiche e della competitività delle imprese.

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Veduta aerea del Santuario Meridionale a Paestum con il tempio di Nettuno e la Basilica (foto pa-paeve)

logo_unescoVENERDÌ 3 NOVEMBRE 2023. “I Comuni archeologici Unesco per un turismo culturale esperienziale e sostenibile”, conferenza nell’ambito della celebrazione del 25° anniversario del sito Unesco di Paestum in collaborazione con ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani e con la partecipazione dei Comuni e dei siti archeologici italiani che rientrano nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità (Area Archeologica di Agrigento, Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, I Longobardi in Italia. I luoghi del potere, I Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri di Matera, Necropoli Etrusche di Cerveteri e Tarquinia, Siracusa e le Necropoli Rupestri di Pantalica, Su Nuraxi di Barumini, Villa Adriana e Villa d’Este – Tivoli, Villa Romana del Casale – Piazza Armerina, Zona Archeologica e Basilica Patriarcale di Aquileia).

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La Unite4Heritage è una task force composta da unità pronte a intervenire su chiamata degli Stati

VENERDÌ 3 NOVEMBRE 2023. “#unite4heritage: archeologia e cooperazione culturale dal 2015 ad oggi”, conferenza in collaborazione con il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale sul tema della cooperazione culturale, partendo dal 2015, anno in cui il direttore dell’Unesco Irina Bokova lanciò l’hashtag “#unite4heritage” a seguito della distruzione di Palmira, firmando poi nel 2016, con l’allora ministro degli Esteri Gentiloni, l’accordo che prevedeva per i Paesi facenti parte dell’Unesco l’utilizzo della Task Force “Unite4Heritage” (dal 2022 ridenominata Task Force Caschi Blu della Cultura), esperti civili del ministero della Cultura con specifica formazione e militari del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. In occasione della conferenza consegna del Premio “Paestum Mario Napoli” all’École française de Rome per l’anniversario dei 150 anni dalla fondazione, ritira il direttore Brigitte Marin, un impegno straordinario a favore della ricerca sulla storia, l’archeologia e il mondo contemporaneo. L’impegno del MAECI trova rispondenza a livello internazionale con l’obiettivo di porre l’Italia al centro delle politiche di cooperazione nei Paesi, che hanno necessità di tali interventi. La Cooperazione Italiana valorizza la cultura come strumento di sviluppo socio-economico, dunque, strumento di prosperità.

paestum_bmta_Award Khaled al-Asaad_scoperte-2022_locandinaVENERDÌ 3 NOVEMBRE 2023. International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”. La BMTA in collaborazione con Archeo, il primo mensile archeologico in Italia, dal 2015 premia le scoperte archeologiche votate dalle principali testate archeologiche internazionali media partner della Borsa: Antike Welt (Germania), arCHaeo (Svizzera), AiD Archäologie in Deutschland (Germania), Archéologia (Francia), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia). Il Premio, alla 9ª edizione e intitolato all’archeologo di Palmira che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale, è l’unico riconoscimento a livello mondiale dedicato alle scoperte archeologiche e ai suoi archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio. L’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” per la prima volta è conferito a una scoperta italiana, le 24 statue di bronzo di epoca etrusca e romana ritrovate a San Casciano dei Bagni.

paestum_bmta-2023_Premio Tusa 2023_archeologia-subacquea_locandinaVENERDÌ 3 – SABATO 4 NOVEMBRE 2023. Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo e Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa”, dal 2021 organizzati annualmente dalla BMTA nel suo ricordo, a seguito dell’assegnazione postuma in occasione della edizione 2019 del Premio “Paestum Mario Napoli”, per onorare la memoria del grande archeologo, dello studioso, dell’amico della Borsa, ma soprattutto dell’uomo del Sud, che ha vissuto la sua vita al servizio delle istituzioni per contribuire allo sviluppo locale e alla tutela del Mare Nostrum. Si svolgeranno: l’“UNESCO Meeting on the Access to Underwater Cultural Heritage” (venerdì 3 novembre) sulla valorizzazione delle destinazioni mediterranee; il Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa” (sabato 4 novembre), con Valeria Patrizia Li Vigni Presidente Fondazione Sebastiano Tusa e Mario La Rocca Dirigente generale Dipartimento Regionale Beni Culturali e Identità Siciliana della Regione Siciliana. Premio “Paestum Mario Napoli”, istituito nel 2005 nel nome di “Paestum” e intitolato dal 2018, in occasione del 50° anniversario della scoperta della Tomba del Tuffatore, a Mario Napoli, archeologo e studioso della Magna Grecia, Soprintendente Archeologico di Sa, Av, Bn nel 1964, quando vennero alla luce a Velia la Porta Rosa (singolare complesso costruttivo del II-III sec. a.C.) e nel 1968 a 1,5 km a sud di Paestum nella necropoli di Tempa del Prete, la Tomba del Tuffatore (unica testimonianza in ambito greco di pittura non vascolare, datata al 480 a.C. circa) è assegnato a personalità e organismi, che contribuiscono al dialogo interculturale, alla valorizzazione del patrimonio culturale, alla promozione del turismo archeologico.

ministero-della-cultura_logoSABATO 4 NOVEMBRE 2023. “Parchi e Musei statali autonomi e Fondazioni: modelli di gestione del patrimonio archeologico a confronto”, conferenza in collaborazione con il ministero della Cultura, in occasione della quale si approfondirà il confronto, nella governance di parchi e musei archeologici, tra istituti statali autonomi e organismi rappresentati dalle Fondazioni, che vedono la partecipazione di Comuni e Regioni, a seguito di concessione ministeriale delle aree archeologiche.

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Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia (foto pa-paeve)

SABATO 4 NOVEMBRE 2023. “I Musei per la valorizzazione del patrimonio culturale mediterraneo e il dialogo interculturale”, con i direttori dei musei Archeologici de Il Cairo (Ahmed Farouk Ghoneim), Marsiglia (Muriel Garsson), Napoli (Paolo Giulierini), Paestum (Tiziana D’Angelo), Tunisi (Fatma Naït Yghil); il Mare Nostrum assume un ruolo rilevante in termini di civiltà del passato, di ricchezza del patrimonio culturale, ma soprattutto di dialogo interculturale, anche in considerazione delle migrazioni attuali.

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Borsa mediterranea del Turismo archeologico: workshop con 30 buyer tra tour operator europei selezionati dall’ENIT (foro bmta)

WORKSHOP CON 30 BUYER tra tour operator europei selezionati dall’ENIT (provenienti da Austria, Belgio, Francia, Germania, Olanda, Spagna, Svizzera) e nazionali di ArcheoIncoming presenti al Workshop di sabato 4 novembre 2023, che intende sviluppare la domanda turistica di prossimità europea e nazionale da parte dei tour operator specialisti, da sempre vocati all’outgoing, ma dalla pandemia in poi proiettati anche sul nostro Bel Paese.

ARCHEOINCOMING. La BMTA dal 2019 è impegnata a incrementare la domanda di prossimità europea e nazionale con la sezione ArcheoIncoming, alla quale partecipano i tour operator specialisti, da sempre vocati all’outgoing, presenti numerosi sia nel Salone Espositivo che in qualità di buyer al Workshop di sabato 4 novembre 2023, dove incontreranno gli operatori turistici dell’offerta. Per il 25° anniversario, la BMTA ha arricchito la sezione, consentendo agli espositori di presentare destinazioni e itinerari turistico-archeologici con i loro operatori dell’incoming (DMC, Consorzi turistici, tour operator) all’interno di una Sala dedicata.

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Archeovirtual è il fiore all’occhiello della Borsa mediterranea del Turismo archeologico (foto bmta)

ARCHEOVIRTUAL. In collaborazione con l’Istituto di Scienze del Patrimonio culturale del CNR (Digital Heritage Innovation Laboratory), ArcheoVirtual da 16 edizioni è il fiore all’occhiello della BMTA. La sezione – composta da Mostra e Workshop – illustra le produzioni più significative nel panorama internazionale delle tecnologie digitali al servizio del patrimonio, applicazioni e progetti di archeologia virtuale. L’edizione 2023 è dedicata alle “nuove intelligenze”.

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Borsa mediterranea del Turismo archeologico: il Salone espositivo, dedicato al patrimonio archeologico (foto bmta)

SALONE ESPOSITIVO. Il più grande Salone Espositivo al mondo dedicato al patrimonio archeologico con Istituzioni, Enti, Paesi Esteri, Regioni, Organizzazioni di Categoria, Associazioni Professionali e Culturali, Aziende e Consorzi Turistici con 150 espositori. Oltre alla rinnovata presenza del ministero della Cultura con 500 mq di spazio espositivo e di 16 territori regionali, ritorna dopo 15 anni il ministero degli Esteri con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. 22 i Paesi esteri presenti: per la prima volta ci sarà il Vaticano con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. Inoltre, nell’area Workshop sarà presente una postazione di Frecciarossa (sabato 4 novembre 2023) con emissione di biglietti e nel Salone Espositivo un desk del Servizio Filatelico di Poste Italiane per il timbro dedicato al 25° anniversario della BMTA.