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Civitavecchia. Al museo Archeologico nazionale conversazione con Barbro Santillo Frizell, autrice del libro “Essere etrusco. Miti e misteri ieri e oggi”

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Al museo Archeologico nazionale di Civitavecchia conversazione con Barbro Santillo Frizell, autrice del libro “Essere etrusco. Miti e misteri ieri e oggi” (Mauro Pagliai editore): appuntamento al Manc il 10 novembre 2023, alle 17. Interverranno la direttrice del museo Archeologico nazionale di Civitavecchia, Lara Anniboletti, e Alessandro Mandolesi, archeologo. Per info e prenotazione: 0766 23604, drm-laz.mucivitavecchia@cultura.gov.it.

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Copertina del libro “Essere etrusco. Miti e misteri ieri e oggi” di Barbro Santillo Frizell

Essere etrusco. “Ma chi chiede dimostrazioni pratiche su razze scomparse? Quel che si vuole è il contatto. Gli Etruschi non sono una teoria o una tesi. Se qualcosa sono, sono un’esperienza”. Queste parole dello scrittore britannico D.H. Lawrence sintetizzano l’essenza del viaggio di formazione nei paesi mediterranei. Inglesi, russi, francesi e nord europei partivano alla ricerca della cultura classica, greca e romana, e ne trovavano una ancora più affascinante con origini sconosciute, tutta da esplorare. In questo saggio l’archeologa e scrittrice Barbro Santillo Frizell analizza il concetto di identità etrusca, le teorie sulla comparsa e la fine di questo popolo e il recente contributo della bioarcheologia molecolare all’etruscologia. Descrive in maniera coinvolgente le necropoli con le loro tombe sontuosamente decorate. Le numerose illustrazioni aiutano il lettore a comprendere come nell’immaginario collettivo si siano formati, nel tempo, un’eredità culturale e una ricca mitologia, attraverso l’iniziativa di personaggi appassionati e intraprendenti come re archeologi, antiquari, viaggiatori ricercatori, e la forza divulgativa di mostre e altre iniziative didattiche.

Egnazia (Br). Al museo Archeologico nazionale inaugurato l’acquario, parte integrante di “Egnazia e il mare”: percorso emozionale con focus sull’archeologia subacquea

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L’acquario aperto nella sezione “Egnazia e il mare” nel museo Archeologico nazionale di Egnazia (foto drm-puglia)

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L’acquario aperto nella sezione “Egnazia e il mare” nel museo Archeologico nazionale di Egnazia (foto drm-puglia)

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L’acquario aperto nella sezione “Egnazia e il mare” nel museo Archeologico nazionale di Egnazia (foto drm-puglia)

Oltre 30mila litri di acqua salata in cui nuotano pesci che popolano i bassi fondali sabbiosi del mar Adriatico oggi come di ieri; al centro, un grande dolium romano, recuperato in mare al largo di Monopoli: un contenitore anche da trasporto, utilizzato nelle stive delle navi onerarie romane per il commercio dell’olio e del vino. È l’acquario del museo nazionale e parco archeologico di Egnazia (Br) è stato inaugurato giovedì 9 novembre 2023 al museo Archeologico alla presenza del direttore generale Musei Massimo Osanna, del delegato alla direzione regionale Musei Puglia Francesco Longobardi, e del direttore del sito Fabio Galeandro. L’acquario, parte integrante di “Egnazia e il mare”, l’allestimento inaugurato un anno fa al piano interrato del museo, avrà una importante valenza didattica. Il percorso, anche emozionale, riserva particolare attenzione all’archeologia subacquea, formidabile strumento di conoscenza in grado di svelare, attraverso i naufragi e i carichi perduti, la storia di uomini e genti, e di ricostruire i paesaggi marini.

Aquileia. Bilancio della campagna di scavo diretta da Patrizia Basso (università di Verona) appena conclusa al Fondo ex Pasqualis: accertata l’esistenza di un grande complesso commerciale, costituito da almeno quattro edifici. Emersa una parte della banchina fluviale

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Campagna di scavo 2023 al Fondo ex Pasqualis dell’università di Verona (foto univr / fondazione aquileia)

L’area del mercato dell’Aquileia tardoantica prende sempre più forma. E con l’ultima campagna di scavo a Fondo ex Pasqualis, si è accertata l’esistenza di un grande complesso commerciale, costituito da almeno quattro edifici. Inoltre è emersa una parte della banchina fluviale esistente già prima dell’area commerciale. Un’équipe dell’università di Verona – dipartimento Culture e Civiltà, sotto la direzione di Patrizia Basso in collaborazione con Diana Dobreva, ha da pochi giorni concluso una nuova campagna di scavo nell’area del Fondo ex Pasqualis, posta all’estremità Sud-Orientale di Aquileia. I lavori sono condotti su concessione ministeriale, in accordo con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia.

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Gruppo di lavoro dell’università di Verona con le professoresse Patrizia Basso e Diana Dobreva e il direttore di Fondazione Aquileia Cristiano Tiussi (foto univr / fondazione aquileia)

“Si è trattato di una campagna particolarmente importante”, spiegano gli archeologi dell’ateneo veronese: “sulla base dell’accordo di collaborazione scientifica e finanziaria con la Fondazione Aquileia, cui è conferita l’area archeologica e che fin dal 2018 sostiene generosamente i lavori, si è convenuto di allungare il periodo di scavo e di orientare la ricerca anche in funzione della futura valorizzazione del sito. Le indagini si sono protratte per due mesi e hanno coinvolto più di una ventina di studenti, dottorandi e giovani dottori di ricerca dell’università di Verona, permettendo così di investigare tre nuove vaste aree e aprendo pagine di grande interesse da verificare con il prosieguo della ricerca”. Durante i mesi di lavoro, lo scavo è sempre rimasto aperto al pubblico, che ogni giorno è stato coinvolto in visite guidate da parte degli studenti veronesi. Di particolare interesse fra le attività di comunicazione e racconto dei dati raccolti, vanno menzionati i due open day organizzati il 17 giugno e il 23 settembre 2023 dalla Fondazione Aquileia, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, il museo Archeologico nazionale di Aquileia e altri enti che lavorano per la valorizzazione della città.

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Fondo ex Pasqualis ad Aquileia, campagna di scavo 2023: il lastricato del nuovo edificio di mercato portato alla luce a est degli altri (foto univr / fondazione aquileia)

Innanzitutto, nel corso dei lavori di quest’anno è venuto alla luce un quarto lastricato, oltre ai tre già noti dagli scavi degli anni Cinquanta del Novecento e dalle nostre recenti indagini. Quest’ultimo è ubicato a Est degli altri e a una quota più alta, perché probabilmente si adeguava al naturale andamento del terreno. “Tale scoperta – continuano – indirizza verso l’ipotesi di un grande complesso commerciale, costituito da almeno quattro edifici paralleli affiancati fra loro, ognuno caratterizzato da un’area scoperta attorniata da portici e botteghe: si tratterebbe di un mercato davvero straordinario per monumentalità e ampiezza, unico nell’Impero, almeno allo stato attuale delle conoscenze, e quindi tale da attestare con particolare evidenza la vitalità di Aquileia come centro di scambi e commerci nel Tardoantico”.

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Fondo ex Pasqualis ad Aquileia, campagna di scavo 2023: la strada acciottolata emersa fra due degli edifici del mercato, in corso di scavo (foto univr / fondazione aquileia)

I quattro edifici dovevano essere composti in modo modulare (due a due), lasciando uno spazio intermedio fra loro, ove nello scavo di quest’anno è stata individuata una strada acciottolata, che dal decumano posto a nord del mercato e quindi dall’area della basilica portava al grande centro commerciale: essa permetteva il passaggio dei numerosi avventori che quotidianamente popolavano questi spazi e dei carri per il trasporto delle merci, come confermano anche le tracce individuate sul suo piano di calpestio. Come dimostrato nel corso degli scavi condotti in questi anni, al mercato si accedeva anche dal fiume, attraverso una serie di ingressi aperti sul più esterno dei due muri di cinta urbani portati alla luce a sud delle stesse piazze e correlati a rampe per il trasporto delle merci.

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Fondo ex Pasqualis ad Aquileia, campagna di scavo 2023: la fila di anfore rivenute presso il muro perimetrale di uno degli edifici del complesso commerciale (foto univr / fondazione aquileia)

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Fondo ex Pasqualis ad Aquileia, campagna di scavo 2023: la scalinata acquea correlata alla banchina sul fiume di una fase precedente al mercato emersa in un approfondimento di scavo molto complesso per l’abbondante acqua di falda (foto univr / fondazione aquileia)

Infine, fra le scoperte di quest’anno si segnala il rinvenimento lungo un muro perimetrale di uno degli edifici di una decina di anfore poste in posizione verticale, segate all’altezza della spalla e quindi mancanti del collo e dell’orlo. La loro funzione andrà chiarita con il seguito dei lavori, ma esse già da ora risultano riferibili a una fase precedente alla realizzazione del mercato, quando nell’area esisteva una banchina fluviale e altre strutture ancora individuate solo parzialmente, perché in gran parte coperte dalle piazze. Di questa banchina nella campagna 2023 è stata messa alla luce una scalinata acquea composta da 4 gradini in arenaria che era funzionale proprio alla discesa verso il fiume.

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Copertina del libro “Aquileia. L’area delle mura e del mercato tardoantichi. Lo scavo negli archivi” di Patrizia Basso e Diana Dobreva

Parte integrante del lavoro sul campo è stato anche quello svolto negli archivi del museo Archeologico nazionale di Aquileia con la possibilità di riesaminare la documentazione grafica, fotografica e manoscritta lasciata dagli archeologici che hanno indagato l’area prima di noi. Alcune delle loro intuizioni sono state confermate dai nostri scavi, mentre per altre è stato necessario un’attenta lettura dei dati d’archivio. I risultati di queste ricerche hanno trovato spazio in un primo volume di prossima uscita, in cui si raccontano le vicissitudini di più di un secolo di scoperte archeologiche nell’area.

Napoli. Al Mann presentazione del libro “L’impatto socioeconomico del museo Archeologico nazionale di Napoli” a cura di Mita Marra (università Federico II)

napoli_mann_libro-L-impatto-socioeconomico-del-Museo-Archeologico-Nazionale-di-Napoli_presentazione_locandina“L’impatto socioeconomico del museo Archeologico nazionale di Napoli” è il titolo del libro a cura di Mita Marra che si presenta il 9 novembre 2023 alle 11, nella sala conferenze Braccio Nuovo del Museo. Introduce il direttore del Mann, Paolo Giulierini. Interverranno Mita Marra, docente di Politica economica al dipartimento di Scienze sociali dell’università Federico II di Napoli; Daniela Savy, docente di Diritto europeo dei Beni culturali al dipartimento di Giurisprudenza dell’università Federico II di Napoli; Francesco Bifulco, professore ordinario di Economia e Gestione delle imprese al dipartimento di Studi umanistici dell’università Federico II di Napoli; Gaetano Vecchione, professore di Economia applicata al dipartimento di Scienze politiche dell’università Federico II di Napoli. Il libro esamina il ruolo del museo Archeologico nazionale di Napoli nella creazione di valore sociale per lo sviluppo locale. Attraverso una valutazione partecipata orientata alla teoria del cambiamento, il lavoro esplora diversi aspetti chiave per comprendere l’impatto socioeconomico del Museo, tra cui gli investimenti nell’infrastruttura, le iniziative di accoglienza e di promozione socio-culturale, le capacità amministrative, l’innovazione digitale e le collaborazioni locali e internazionali nell’allestimento delle mostre temporanee. Il lavoro esamina, inoltre, le soluzioni e gli strumenti innovativi di cui si è dotato il Museo, le strategie di comunicazione e lo sviluppo di pubblici diversificati in un contesto urbano complesso, che affronta la sfida del turismo di massa, nonostante i vincoli alla promozione della cultura come motore di sviluppo. I risultati della ricerca mettono in luce l’impegno del Museo nel favorire opportunità di crescita a beneficio di artisti, ricercatori e imprese culturali e creative, soprattutto in periodi di crisi ed austerità. L’autonomia amministrativa del Museo si è dimostrata un meccanismo efficace di autofinanziamento ed inclusione sociale capace di valorizzare ed innovare l’eredità culturale della tradizione archeologica classica. I processi di cooperazione in corso con le istituzioni di governo e di cultura a livello locale e internazionale contribuiscono a rafforzare la rigenerazione urbana e la promozione della convivenza pacifica tra diversi popoli del mondo.

Ercolano. Il parco archeologico lancia il 9 novembre “Le schegge”, quarta serie di video social dopo “I Lapilli”, “I Lapilli sotto la cenere” e “Magma”. Stavolta il direttore Sirano prende spunto dalla mostra “Materia. Il legno che non bruciò a Ercolano” in corso alla Reggia di Portici

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“Le schegge”: Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, nella mostra “Materia. Il legno che non bruciò a Ercolano” alla Reggia di Portici (foto paerco)

La prima miniserie di video fu “Lapilli” e fu un successo. Poi fu la volta de “I lapilli sotto la cenere”. Quindi la terza serie di video “Magma”. Ogni volta riscuotendo l’apprezzamento dei social. Ora il parco archeologico di Ercolano lancia “Le schegge”, prendendo spunto dalla mostra “Materia. Il legno che non bruciò a Ercolano” in corso alla Reggia di Portici: serie incentrata su linguaggi, tempi, modi, forme espressive più rapide, immediate, veloci, rivolte ad un pubblico interessato anche a chiavi di lettura più fresche e innovative. Le Schegge, on line sui canali social del Parco a partire dal 9 novembre 2023, evocano anche nel titolo questa loro essenza, residui solo apparentemente inutili di una lavorazione che non perde mai di vista il prodotto finale.

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“Le schegge”: Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, nell’antica spiaggia (foto paerco)

“L’archeologia si basa sulle parole e sulle immagini: di quante di ciascuna abbiamo bisogno per restituire ad un nostro interlocutore un’atmosfera, un’idea una conoscenza basate su studi molto settoriali e complessi? Questa è la sfida che ci siamo posti: sintesi, chiarezza, contenuti”, dichiara il direttore Francesco Sirano. “Ci muoviamo lungo un asse strategico che negli scorsi mesi ci ha portato alla triplice premiazione della identità visiva del Parco. La creatività si imposta su solide basi scientifiche di conoscenza, approfondimento e aggiornamento della letteratura di riferimento sulla comunicazione culturale, sulle tecnologie applicate al patrimonio archeologico, sui media e sui social come strumento di coinvolgimento e partecipazione dei pubblici a cui si rivolge. Con queste basi il Parco cercherà di coinvolgere in maniera semplice e diretta i visitatori reali e virtuali che invitiamo a essere parte di una comunità basata sulla condivisione di valori e trasformando i propri social in una piazza digitale dove i visitatori scambiano commenti, emozioni, curiosità, memorie prima durante e dopo la visita, ampliandola e arricchendola di ulteriori valenze”.

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“Le schegge”: Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, durante le riprese dei video social (foto paerco)

È così che ogni “Scheggia” prende spunto da uno dei reperti esposti alla Reggia di Portici per enucleare un tema, sia esso il rapporto degli antichi romani con il lusso, la religione, la scrittura. Il reperto si osserva ma poi se ne offre una immediata ricontestualizzazione accompagnando in pochi secondi il visitatore al luogo da cui proviene presso l’area archeologica del Parco. Si ricreano così anche visivamente le connessioni tra il Parco e i materiali in mostra alla Reggia, si leggono le stesse istanze culturali che sono alla base della nascita della mostra diffusa, una offerta integrata che tesse i legami di un territorio che non perde la memoria dell’epoca eroica degli scavi borbonici, che fecero della Reggia il primo deposito delle preziose memorie che emergevano dalle esplorazioni. Le rapide sequenze, sempre accompagnate dalle parole del direttore, ricongiungono reperto e suo contesto, ma soprattutto offrono il racconto di un passato che si scopre attuale e offre al pubblico dei social nuove occasioni per rispecchiarsi in un ambiente cognitivo multidimensionale, capace di evocare, suggerire, spingere ciascuno ad una propria esperienza emotiva individuale.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale si presenta il progetto “Il tesoro della legalità. Luce dai depositi del Mann”: 10mila oggetti recuperati insieme alla Procura e al Nucleo Tutela Carabinieri, finalmente studiati e destinati al Mann2 all’Albergo dei Poveri

napoli_mann_tesoro-della-legalità_invito-locandina“10mila oggetti recuperati insieme alla Procura e al Nucleo Tutela dopo un lungo e paziente lavoro togliendo i sigilli al materiale sequestrato da oltre 50 anni; un metodo innovativo di catalogazione; una grande mostra prossima a venire; l’orgoglio di ricordare che alla fine la giustizia prevale sempre, anche su quei potenti che avevano cercato di sottrarre al patrimonio comune questi beni”: così Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, sintetizza il progetto “Il tesoro della legalità”, percorso pilota che propone una buona pratica di tutela e valorizzazione dei beni archeologici acquisiti illecitamente o frutto di scavi clandestini. Il progetto viene presentato mercoledì 8 novembre 2023, alle 9.30, all’auditorium del Mann. Prima della presentazione il direttore Paolo Giulierini nell’atrio del Mann mostrerà in anteprima la cosiddetta tomba del cavaliere, da Paestum, che farà parte della futura mostra “Il tesoro della legalità. Luce dai depositi del Mann”. Nascerà così una vera e propria collezione, che il direttore Paolo Giulierini ha proposto possa essere esposta in futuro al MANN2 nell’Albergo dei Poveri a Napoli.

napoli_mann_tesoro-della-legalità_programma-locandinaAlla presentazione del progetto “Il tesoro della legalità” interverranno Paolo Giulierini (direttore del Mann), Massimo Osanna (direttore generale Musei), Luigi La Rocca (direttore generale Archeologia Belle arti e Paesaggio), Teresa Elena Cinquantaquattro (direttrice del segretariato regionale della Campania del MiC), Pierpaolo Filippelli (procuratore aggiunto Procura di Napoli), Mariano Nuzzo (direttore SABAP per l’area metropolitana di Napoli) e Nunzio Fragliasso (procuratore capo Procura di Torre Annunziata). Previsto un focus sul modello Mann con Vincenzo Piscitelli (sostituto procuratore della Procura di Napoli), Daniela Savy (docente di Diritto europeo dei Beni culturali / ateneo Federiciano), Ilaria Marini (maresciallo capo Carabinieri Comando Provinciale di Napoli), Marialucia Giacco (funzionario archeologo del Mann) e Domenico Camardo (archeologo capo dell’Herculaneum Conservation Project e consulente della Procura della Repubblica di Napoli). Dalle 12.30, cerimonia di riconsegna al Mann di monete oggetto di sequestro da parte del Comando Carabinieri Tutela patrimonio culturale e cerimonia di consegna dei falsi dal museo al Laboratorio del Falso dell’università Roma Tre. In programma, la lectio di Stefano De Caro (già direttore generale ICCROM) sulla restituzione dei beni culturali.

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Reperti in deposito al museo Archeologico nazionale di Napoli provenienti da sequestri dei carabinieri (foto JCHC)

‘Liberare’ dai sigilli le centinaia di opere d’arte e reperti sequestrati nella lotta al traffico illecito che giacciono nei depositi e restituirli allo studio e alla fruizione pubblica: questo è l’obiettivo del progetto pilota nato dall’accordo tra museo Archeologico nazionale di Napoli e Procura di Napoli, con il supporto scientifico dell’università di Napoli Federico II. Il progetto ‘Il tesoro della legalità’ è anche il racconto di 50 anni di lotta al traffico illecito, che ha come obiettivo la restituzione alla comunità civile e agli studiosi del patrimonio sequestrato giacente nei depositi del Mann così come in altri siti museali. Gli esperti dei Carabinieri Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Napoli (TPC) sono stati impegnati per oltre un anno al fianco del personale del Mann. Sono stati esaminati 279 fascicoli, relativi ad altrettanti casi giudiziari riguardanti il possesso illegale di opere d’arte ascrivibile a varie fattispecie di reato. Le opere recuperate, dagli anni Sessanta del secolo scorso fino al 2017, sono state depositate in custodia giudiziaria presso il Mann, in attesa della conclusione dell’iter processuale.

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“Il tesoro della legalità” al Mann: cratere a figure rosse (foto mann)

Si tratta, in totale, di oltre 10mila reperti di diversa natura, riconducibili, in base alla tipologia, non soltanto al territorio campano, ma a tutta l’Italia meridionale e non solo: ceramica di impasto, ceramica italo-geometrica, enotria e daunia, ceramica corinzia ed etrusco-corinzia, bucchero, ceramica attica a figure nere e rosse, ceramica figurata di produzione campana, lucana e apula, ceramica a vernice nera e acroma di uso comune, bronzi (resti di armature, armi, oggetti di ornamento personale, vasellame), terrecotte figurate, databili tra il VI e il II secolo a.C. ascrivibili, in base all’iconografia, a contesti funerari e santuariali; elementi marmorei di età romana pertinenti all’arredo di abitazioni private; numerosi recuperi subacquei di varia natura; migliaia di monete greche, romane e medievali. L’eccezionale stato di conservazione della maggior parte dei reperti dissequestrati consente di ipotizzare la provenienza da antiche sepolture, purtroppo intercettate e saccheggiate da scavatori di frodo per andare a rimpinguare le casse del mercato illegale e clandestino di questi beni. Obiettivo dell’iniziativa è veicolare un messaggio importante soprattutto per i ragazzi, spiegando loro che chi sottrae illegalmente opere e reperti archeologici mina la nostra storia e la nostra identità nazionale.

Napoli. Giulierini: “Il mio mandato termina improrogabilmente il 14 novembre. Grazie al Mann e a Napoli, nella speranza di tornare”. E venerdì presenta il “Rapporto annuale 2022-2023” e il libro “Otto anni alla guida del Mann”

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Paolo Giulierini, direttore del Mann, nei depositi sotterranei delle Cavaiole (foto graziano tavan)

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Una immagine curiosa di Paolo Giulierini con una statuetta del presepe napoletano che lo riproduce (foto mann)

Non ci sarà la proroga alla proroga. Martedì 14 novembre 2023, per Paolo Giulierini, come per gli altri direttori in scadenza, sarà l’ultimo giorno alla direzione del museo Archeologico nazionale di Napoli. Lo ha comunicato lui stesso martedì 7 novembre 2023: “Ieri ho avuto il riscontro ufficiale del termine della mia prorogatio al giorno 14 novembre 2023. Con il cuore pensavo che questa data non dovesse mai arrivare, ma razionalmente ne ero consapevole. Sono stati 8 anni fantastici vissuti con colleghi e cittadini fuori dal comune. Posso solo dire grazie al Mann e a Napoli, nella speranza di poter tornare. Vi ho voluto e vi voglio bene. Tutto quello che potevo fare l’ho fatto”. E a tifare per la sua riconferma non ci sono solo gli amici e i colleghi più vicini, ma anche moltissimi napoletani (che lo hanno “adottato”, un po’ come era successo per Maradona) e moltissimi visitatori che hanno toccato con mano come il museo Archeologico nazionale di Napoli è cambiato sotto la sua direzione.

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Il direttore Paolo Giulierini saluta il ministro Gennaro Sangiuliano al suo arrivo al Mann (foto mann)

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2015: Paolo Giulierini, direttore all’Archeologico di Napoli, proveniente dal museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona (foto maec)

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I direttori Paolo Giulierini (Mann) e Michail Piotrovsky (Ermitage) a San Pietroburgo nel 2018 (foto mann)

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Il direttore Paolo Giulierini con il gioco “Monopoly MANN” (foto valentina cosentino)

Paolo Giulierini è stato nominato direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli il 1° ottobre 2015 per un primo mandato quadriennale, rinnovato poi fino al 2023. Come direttore del Mann, ha progettato e curato la riapertura delle sezioni Egizia, Epigrafica, Magna Grecia e Preistoria. Durante il suo primo mandato, sono state realizzate numerose mostre di materia archeologica e di arte contemporanea al Mann; molteplici i prestiti internazionali con cui sono state progettate importanti esposizioni all’estero. Ha curato, tra l’altro, la stipula dei protocolli d’intesa con l’Ermitage di San Pietroburgo, il J.P. Getty di Los Angeles, il parco archeologico del Colosseo e la Regione Siciliana. Ha favorito una nuova comunicazione del brand museale, tramite la realizzazione del primo videogioco archeologico (“Father and son”) e il programma universitario di disseminazione culturale “Obvia”. Nel 2017, Art Tribune ha riconosciuto il MANN come miglior museo d’Italia per l’innovazione; nel 2018, sempre Art Tribune ha insignito Giulierini come miglior direttore d’Italia.

napoli_mann_rapporto-annuale_libro-otto-anni-alla-guida-del-mann_invito-locandinaSe Giulierini non verrà confermato alla direzione del Mann, ora divenuto museo di prima fascia, venerdì 10 novembre 2023, sarà la sua ultima uscita ufficiale importante alla guida dell’Archeologico. Alle 10.30, all’auditorium del Mann, sarà in programma una doppia presentazione: seguendo il percorso tracciato da due volumi, si partirà dal “Rapporto annuale 2022/2023” del Mann, a cura di Ludovico Solima (Electa), per poi effettuare un bilancio degli otto anni di mandato del direttore dell’Istituto, Paolo Giulierini, col libro “Otto anni alla guida del Mann” a cura di Serena Venditto: conversazione tra Paolo Giulierini e Ludovico Solima.

San Severino Marche. Al museo Archeologico “G. Moretti” la mostra “OGGETTI, RITI, RITUALI. Morire a Septempeda tra I e III secolo d.C.” con i reperti emersi nello scavo per il punto vendita Eurospin

san-severino-marche_archeologico_mostra-oggetti-riti-rituali_locandinaAlla scoperta dei reperti emersi durante gli scavi per il nuovo punto vendita Eurospin di San Severino Marche. Al museo civico Archeologico “G. Moretti” di San Severino Marche inaugurata il 5 novembre 2023 la mostra “OGGETTI RITI RITUALI. Morire a Septempeda tra I e III secolo d.C.” a cura di Tommaso Casci Ceccacci (soprintendenza ABAP AN-PU in collaborazione con la soprintendenza ABAP AP- FM- MC) e Davide Squillace (archeologo di ArcheoLAB Soc. Coop) e promossa dal Comune di San Severino Marche. La mostra, che rimarrà aperta fino al 28 gennaio 2024, presenta una selezione di reperti recuperati durante le indagini archeologiche eseguite tra il settembre 2021 e il gennaio 2022 in occasione dei lavori di costruzione del nuovo punto vendita Eurospin di San Severino Marche. Tali operazioni di scavo hanno portato alla luce 14 tombe a rituale misto, riferibili cronologicamente tra il I d.C. e l’inizio del III d.C. L’esposizione, esito dell’approccio multidisciplinare attuato nel corso delle indagini archeologiche, pone l’accento anche all’aspetto rituale: frammento dopo frammento l’equipe di professionisti ha ricostruito usi e riti funerari in atto a Semptempeda tra il I d.C. e l’inizio del III d.C.

Roma. In Curia Iulia il critico cinematografico Steve Della Casa su “I gladiatori nella percezione moderna” quinto appuntamento del ciclo di conferenze “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus” a corollario della mostra al Colosseo. In presenza e on line

roma_curia-iulia_i-gladiatori-nella-percezione-moderna_locandina“I gladiatori nella percezione moderna” con Steve Della Casa: martedì 7 novembre 2023, alle 16.30, la Curia Iulia ospita il quinto appuntamento del ciclo di conferenze “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus”, otto incontri che intendono fare il punto con esperti del settore sui temi evidenziati nella esposizione, partendo dalle novità sugli studi del Ludus Magnus, approfondendo gli aspetti giuridici della gladiatura, le immagini e le fonti antiche fino ad arrivare ad un focus sulle donne gladiatrici e sulla percezione moderna del gladiatore nel mondo del cinema, del fumetto e dell’intrattenimento tout court. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Interviene Steve Della Casa, critico cinematografico. Ingresso da largo della Salara Vecchia. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su eventbrite I gladiatori nella percezione moderna Biglietti, Mar, 07 nov 2023 alle 16:30 | Eventbrite. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del PArCo.

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Il critico cinematografico Steve Della Casa

Steve Della Casa, noto anche come Stefano Della Casa, è una figura prominente nel mondo del cinema italiano, conosciuto per il suo contributo come critico cinematografico e direttore artistico. Nato il 25 maggio 1953 a Torino, ha una radicata passione per il cinema e un’eredità familiare legata al mondo accademico, essendo figlio del rinomato docente universitario Carlo Della Casa. Ha completato gli studi universitari nel 1977 all’università di Torino. Già nel 1974, insieme ad altri studenti, ha fondato il celebre cineclub “Movie Club”, affermatosi rapidamente come uno dei cineclub più influenti in Italia, rimanendo attivo per un decennio fino alla sua chiusura nel 1984. L’esperienza al cineclub ha costituito un trampolino per la sua carriera, permettendogli di entrare nel mondo dei festival cinematografici. Nel 1982 ha iniziato a lavorare al Torino Film Festival, diventandone direttore unico nel 1999. Nel corso degli anni ha esteso il suo coinvolgimento a numerosi festival del settore, tra cui la Mostra del Cinema di Venezia e i festival di Locarno, San Sebastian e Taormina. Nel corso della sua carriera ha contribuito in modo significativo alla promozione e alla valorizzazione del cinema italiano e internazionale. Ha anche svolto un ruolo attivo nella creazione del Premio Quiliano Cinema, un’attività alla quale continua a partecipare. La sua influenza nel panorama cinematografico italiano è stata notevole e la sua dedizione alla promozione della cultura cinematografica rimane una parte fondamentale del suo impegno.

Musei e parchi archeologici a ingresso gratuito il 4 e 5 novembre: Colosseo, Pantheon e Pompei ai primi tre posti. Il ministro Sangiuliano: “Felice sia stata apprezzata questa proposta”

ministero_weekend-4-novembre_ingresso-gratuito_locandinaministero_weekend-5-novembre_ingresso-gratuito_locandinaArcheologia protagonista anche nel weekend del 4 e 5 novembre 2023 a ingresso gratuito: nei primi tre posti figurano il Colosseo, il Pantheon e Pompei. “Sono particolarmente felice che sia stata apprezzata l’idea di aprire gratuitamente i musei e i parchi archeologici anche in una giornata altamente simbolica come il 4 novembre”, dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che così commenta i primi numeri disponibili relativi all’affluenza dei due giorni di aperture gratuite del 4 e 5 novembre dei luoghi della cultura statali. “La decisione di aggiungere all’appuntamento mensile della #domenicalmuseo altre date fortemente identitarie, come il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre 2023, è un’ulteriore possibilità offerta a tutti per vivere a fondo la straordinaria bellezza e vastità del nostro patrimonio culturale. La notevole affluenza di ieri e oggi lo testimonia. I musei rappresentano sempre più la geografia identitaria della Nazione e questo è confermato da una rinnovata consapevolezza da parte di cittadini e turisti dell’importanza di visitare un sito culturale. Un momento vissuto a pieno come arricchimento spirituale ed esperienza necessaria che migliora la qualità della vita”.

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Code di visitatori all’ingresso del museo Archeologico nazionale di Napoli per il ponte di Ognissanti (foto mann)

Ecco i primi dati provvisori, tra parentesi i numeri relative alle singole giornate, relativi a siti, musei e parchi archeologici: Colosseo. Anfiteatro Flavio 35.700 (16.688+19.012); Pantheon 28.256 (15.800+12.456); Area archeologica di Pompei 28.068 (13.462+14.606). Seguono Foro Romano e Palatino 11.586 (5.905+5.681); museo Archeologico nazionale di Napoli 8.350 (3.000+5.350); Terme di Caracalla 6.765 (3.185+3.580); Parco archeologico di Ercolano 4.516 (2.443+2.073); Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini 4.459 (1.456+ 3.003); Villa Adriana 3.056 (1.276+1.780); museo nazionale Romano – Palazzo Massimo 2.516 (535+1.981); MArRC – museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.394 (685+1.709);  museo e area archeologica di Paestum 2.142 (922+1.220); Grotte di Catullo e Museo Archeologico di Sirmione 2.949 (890+2.059); museo nazionale Romano – Palazzo Altemps 2.022 (516+1.506); museo nazionale Romano – Terme di Diocleziano 1.855 (451+1.404); museo delle Civiltà 1.434 (217+1.217). A questo elenco va aggiunto il museo Egizio di Torino con 21.266 visitatori ma nell’intero Ponte di Ognissanti, da mercoledì 1° a domenica 5 novembre 2023, con la maggior affluenza mercoledì 1° novembre con 4.259 ingressi e venerdì 3 novembre con 4.491 visitatori.