archivio | Roma e Italia RSS per la sezione

#domenicalmuseo: Pompei con oltre 36mila visitatori (il doppio di settembre: un record) è il sito più frequentato nella domenica a ingresso gratuito di ottobre, seguito da Colosseo e Foro-Palatino. Zuchtriegel, direttore di Pompei: “Bisogna definire una visione condivisa per lo sviluppo sostenibile del sito e dell’area, una Pompei più slow. Punteremo maggiormente sulla Grande Pompei”

ministero_domenicalmuseo_ottobre-2024_locandinaPiù di 36mila visitatori in un giorno a Pompei: un record di ingressi mai prima raggiunto nelle domeniche gratuite, cui ha contribuito anche la concomitanza della supplica alla Madonna di Pompei e il bel tempo. Una tempesta perfetta! Per la prima domenica di ottobre 2024 a ingresso gratuito Pompei si conferma – nella classifica assoluta – il sito più visitato (36.480 ingressi: il doppio di settembre quando sono stati 18.356). Ma cambiano gli altri due gradini del podio: al secondo posto il Colosseo (21.423) e al terzo il Foro Romano-Palatino (14.098).

pompei_parco_ottobre-2024_visitatori_foto-parco-archeologico-pompei

#domenicalmuseo: con oltre 35mila ingressi è record di visitatori a Pompei la prima domenica del mese di ottobre 2024 (foto parco archeologico pompei)

“Grande merito dei colleghi e delle colleghe del Parco, in particolare del personale di vigilanza, di accoglienza, delle pulizie e di biglietteria, che ringrazio per la gestione altamente professionale della giornata”, ha detto il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel. “Ora bisogna riflettere come gestire al meglio questi flussi, che testimoniano il successo del modello Pompei ma che potrebbero esporre il patrimonio e la sicurezza anche a potenziali rischi. Siamo al lavoro insieme a Ministero, Prefettura e territorio per definire una visione condivisa per lo sviluppo sostenibile del sito e dell’area, una Pompei più slow. Punteremo maggiormente sulla Grande Pompei ovvero sulla rete di siti tra Castellammare, Lettere, Torre Annunziata, Boscoreale, Terzigno e Poggiomarino per canalizzare l’interesse del pubblico verso tesori che meritano di essere più conosciuti. E trasformeremo lo scavo di Civita Giuliana, che sta restituendo i quartieri servili di una villa romana in uno stato di conservazione unico, in un ulteriore nodo della rete territoriale dell’archeologia vesuviana, quell’avventura scientifica singolare che ebbe inizio nel 1748 a Pompei e continua tuttora”.

napoli_archeologico_visitatori-ottobre-2024_foto-mann

#domenicalmuseo: al museo Archeologico nazionale di Napoli oltre 6mial visitatori a ottobre 2024 (foto mann)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 36.480; Anfiteatro Flavio 21.423; Foro Romano e Palatino 14.098; Pantheon 10.076; museo e area archeologica di Paestum 9.011; Terme di Caracalla 7.457; museo Archeologico nazionale di Napoli 6.262; parco archeologico di Ercolano 4.699; Villa Adriana 3.916; parco archeologico di Siponto 3.610; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 3.490; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.972; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.872; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.364; museo nazionale romano – Palazzo Massimo 1.339; museo nazionale romano – Terme di Diocleziano 1.291; museo di Palazzo Grimani 1.167; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1.151; Appia antica – Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 1.150; museo nazionale romano – Palazzo Altemps  1.129; Villa della Regina 1.129; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.124; Appia antica  – Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 1.100; Villa di Poppea-Oplontis 777; parco archeologico delle Terme di Baia 587; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 562; parco archeologico di Cuma 548; museo Archeologico nazionale Giuseppe Andreassi e parco archeologico di Egnazia 470; Santuario di Ercole vincitore 419; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 412; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” 370; area archeologica di Velia 343; Appia antica  – Capo di Bove 300.

Rovereto (Tn). I Bronzi di San Casciano protagonisti alla 35.ma edizione del RAM film festival: il film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” di Brigida Gullo e Eugenio Farioli Vecchioli ha vinto il premio assegnato dal pubblico e quello della giuria tecnica. Ecco tutti gli altri 4 premi e le 7 menzioni

rovereto_RAM-film-festival-2024_regista-brigida-gullo_foto-graziano-tavan

La regista Brigida Gullo con il premio Cinema archeologico del RAM film festival 2024 assegnato dalla giuria tecnica per il film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” (foto graziano tavan)

Il film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” di Brigida Gullo e Eugenio Farioli Vecchioli fa il pieno di consensi alla 35.ma edizione del RAM film festival conquistando il premio della sezione Cinema Archeologico assegnato dalla giuria tecnica e il premio RAM film festival assegnato dal pubblico. La cerimonia di premiazione domenica 6 ottobre 2024 al teatro Zandonai a conclusione di una cinque giorni intensi con la proiezione di 59 film in concorso, più 5 nella sezione Fulldome, provenienti da 29 Paesi di tutto il mondo, 28 le premiere (10 tra prime assolute e internazionali, 4 prime europee, 14 prime italiane), 2 i film fuori concorso nelle serate speciali.

rovereto_RAM-film-festival-2024_vincitori_teatro-zandonai_speciale-egitto_foto-graziano-tavan

Il teatro Zandonai di Rovereto gremito per la serata speciale Egitto con il direttore del museo Egizio Christian Greco (foto graziano tavan)

Ma il RAM film festival 2024 è stato molto altro: incontri, aperitivi con i protagonisti, spettacoli, cinemascuola, visite guidate in città, masterclass. Tutte attività molto partecipate e quasi tutte sold-out. Per la prima volta quest’anno il festival si è arricchito di una sezione Fulldome, la prima (e unica) in un festival italiano dedicato al world heritage. Nel Planetario del museo di Scienze e Archeologia di Rovereto il pubblico ha scoperto i siti antichi immergendosi in un’esperienza a 360°. Le proiezioni scelte sono state tutte prime italiane. Un’altra novità della 35esima edizione è stata RAM-X, uno spazio sperimentale con installazioni di realtà virtuale curato dal videomaker Filippo Maria Pontiggia, esperto di VR, tecnologie immersive e linguaggi innovativi. L’intervento nasce dalla collaborazione con il festival aostano FRONTDOC dedicato al cinema di frontiera.

rovereto_RAM-film-festival-2024_vincitori_cattoi-battisti_foto-graziano-tavan

La direttrice Alessandra Cattoi con Maurizio Battisti archeologo della Fondazione museo civico di Rovereto al RAM film festival 2024 (foto graziano tavan)

“Il festival, ogni anno, è una scommessa”, commenta la direttrice del RAM film festival Alessandra Cattoi, “ma vedere tante persone in un pomeriggio infrasettimanale al cinema è un segnale incoraggiante per il futuro del settore. Il RAM offre l’opportunità di scoprire produzioni originali, dando al pubblico la possibilità di accedere a contenuti che difficilmente troverebbero altrove e a vivere quindi esperienze uniche. Inoltre, manifestazioni di medie dimensioni come la nostra favoriscono lo sviluppo delle relazioni e parallelamente l’incontro e confronto tra i professionisti di questo ambito”.

rovereto_RAM-film-festival-2024_vincitori_cattoi-beretta-laezza_foto-graziano-tavan

La direttrice Alessandra Cattoi, la direttrice artistica Claudia Beretta e il presidente Giovanni Laezza introducono la cerimonia delle premiazioni (foto graziano tavan)

rovereto_ram-film-festival-2024_manifestoIl titolo del focus scelto per questa edizione è “Sguardi sulle migrazioni” che, analizzando i flussi del passato, propone approfondimenti sulle influenze, le problematiche e le opportunità legate alle migrazioni del presente. Quattro le sezioni principali in cui e articolato il festival: “Cinema archeologico”, giuria presieduta dall’archeologa Barbara Maurina; “L’Italia si racconta”, presieduta dalla scrittrice e giornalista Isabella Bossi Fedrigotti; “Sguardi dal mondo”, presidente l’antropologo Duccio Canestrini; “Cultura animata”, presieduta da Andrea Artusi, fumettista e autore. Il festival, che è il più longevo in Italia, è organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto e diretto per il settimo anno da Alessandra Cattoi. E allora vediamo meglio i 5 premi, e le 7 menzioni speciali assegnate.

PREMIO RAM FILM FESTIVAL 2024. Iniziamo subito con il film premiato dal pubblico: come detto, si tratta del film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” regia di Brigida Gullo, Eugenio Farioli Vecchioli (Italia, 2023, 57’). Il film, in collaborazione con il ministero della Cul­tura, illustra i momenti più emozionanti del ritrova­mento, della pulitura e del restauro di alcune delle 34 statue in bronzo trovate, insieme a migliaia di reperti, al santuario del Bagno Grande a San Ca­sciano dei Bagni, che tra il III secolo a.C. e il V d.C. fu sito di pellegrinaggio dove il contrasto tra etruschi e romani cedeva il passo alla convivenza pacifica.

rovereto_RAM-film-festival-2024_vincitori_consegna-premio-cinema-archeologico_laezza-gullo_foto-graziano-tavan

Il presidente Giovanni Laezza consegna aalla regista Brigida Gullo il premio Cinema archeologico RAM film festival 2024 per il film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” (foto graziano tavan)

rovereto_RAM-film-festival-2024_vincitori_premio-cinema-archeologico_film-come-un-fulmine-nell-acqua_foto-graziano-tavanPREMIO CINEMA ARCHEOLOGICO. Assegnato dalla giuria al film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” regia di Brigida Gullo, Eugenio Farioli Vecchioli (Italia, 2023, 57’). Motivazione: un film ben strutturato e di buon ritmo, che ripercorre vividamente la vicenda di un ritrovamento archeologico eccezionale, quello dei bronzi di San Casciano ai Bagni in Toscana, e lo contestualizza mettendolo in relazione con il tessuto storico, geografico e sociale del territorio. La narrazione procede chiara e fluida, comunicando al pubblico con genuina empatia lo stupito entusiasmo di chi, con le mani nel fango, riporta alla luce tesori di inestimabile valore, in grado di raccontare la storia, lunga otto secoli, di un antico santuario, della fede e della spiritualità di chi lo frequentava e di un territorio plasmato dal profondo legame fra il sacro, le acque e la natura.

“È un premio di cui sono orgogliosa”, commenta a caldo la regista Brigida Gullo ad archeologiavocidalpassato.com con il premio Cinema archeologico del RAM film festival 2024, “e che condivido insieme al regista Eugenio Farioli Vecchioli con cui abbiamo portato avanti questo lavoro. È stato un lavoro frutto di una sinergia secondo me anche molto fortunata, al di là dell’incredibile scoperta, perché abbiamo lavorato insieme agli archeologi, insieme a Jacopo Tabolli che è il direttore scientifico dello scavo, insieme alla comunità di San Casciano, alla sindaca Agnese Carletti, ed insieme a Emanuele Mariotti che è il direttore dello scavo. Diciamo che si percepiva veramente un forte entusiasmo per quello che stava succedendo alla vasca e anche la volontà di raccontare i ritrovamenti non in sé e per sé riguardo al valore di ogni singolo bronzo, ma guardando appunto al contesto e a quello che soprattutto i reperti hanno ancora da dirci. È una storia che continuerà, che non finisce qui, perché ci sono ancora in corso gli scavi – sono finiti qualche giorno fa – e quindi diciamo che aspettiamo un nuovo racconto”.

film-La-rosada-e-l-ardilut-Nel-Friuli-del-giovane-Pasolini_di-Roberta-Cortella

Frame del film “La rosada e l’ardilut. Nel Friuli del giovane Pasolini” di Roberta Cortella

PREMIO L’ITALIA SI RACCONTA. Il Premio della sezione “L’Italia si racconta” è stato assegnato al film “La rosada e l’ardilut. Nel Friuli del giovane Pasolini” di Roberta Cortella (Italia, 2022, 42’). Nel periodo più cruento della seconda guerra mondiale, Pier Paolo Pasolini sfolla da Bologna a Casarsa, nella campagna friulana. Qui scopre una lingua pura per la poesia, il friulano e apre una scuola per i figli dei contadini, diffondendo cultura e speranza. Il film narra la storia di un giovane che seppe risvegliare in sé e negli altri un senso profon­do di identità e appartenenza.

rovereto_RAM-film-festival-2024_vincitori_premio-l-italia-si-racconta_barone_foto-graziano-tavan

Antonio Barone, direttore artistico e promotore di rassegne di film d’autore, proclama il film“La rosada e l’ardilut. Nel Friuli del giovane Pasolini” di Roberta Cortella vincitore del premio “L’Italia si racconta” RAM film festival 2024 (foto graziano tavan)

Motivazione: il film è ambientato negli anni Quaranta, il giovane Pasolini vive a Casarsa della Delizia (dove oggi è sepolto). È il paese di sua madre, terra di frontiera: lì scoprirà il paesaggio friulano, la “nuova” lingua e le tradizioni dell’universo contadino. Il film restituisce pienamente questa carica emotiva e offre nuovi spunti per rileggere quel periodo alternando curate sequenze dei luoghi a scene di finzione al fine di ricomporre quegli anni così dolorosi a causa della guerra: le partite di pallone, le pagine tra i banchi di scuola scritte in friulano; la creazione di un’originale estetica che contribuirà a influenzare la sua successiva opera.

film-Sala-5-il-cartone-di-Raffaello_di-Stefano-Santamato

Frame del film “Sala 5, il cartone di Raffaello” di Stefano Santamato

Menzione speciale al film “Sala 5. Il cartone di Raffaello” di Stefano Santamato (Italia, 2023, 15’). Un appassionante viaggio al confine tra passato e presente, tra arte e architettura, un racconto per scoprire il riallestimento di una delle sale più im­portanti della Pinacoteca Ambrosiana, l’imponente Sala 5, la quale ospita uno dei grandi capolavori dell’arte: il “Cartone di Raffaello”, disegno prepa­ratorio de “La scuola di Atene” di Raffaello Sanzio. Motivazione: le immagini accompagnano all’interno della Sala 5 della Pinacoteca Ambrosiana che ospita una delle opere più preziose della collezione, il disegno preparatorio dell’affresco “La scuola di Atene” della Stanza della Segnatura in Vaticano. Il film segue il lungo e importante lavoro di riallestimento della sala, portando alla scoperta delle riflessioni di curatori e progettisti e agli affascinanti interventi di imprese e maestranze. Un emozionante e intelligente racconto di amore e cura del patrimonio artistico, un viaggio emozionante tra arte e architettura.

film-Xingu-Tokyo-An-Ancestral-Connection_di-Sylvio-Rocha

Frame del film “Xingu – Tokyo: An Ancestral Connection / Xingu – Tokyo: una connessione ancestrale” di Sylvio Rocha

PREMIO SGUARDI DEL MONDO. Il Premio della sezione “Sguardi dal mondo” è stato assegnato al film “Xingu – Tokyo: An Ancestral Connection / Xingu – Tokyo: una connessione ancestrale” di Sylvio Rocha (Brasile, 2023, 45’). Gli antichi popoli brasiliani preservano una tradi­zione artistica che combina funzionalità e bellezza: panche intagliate direttamente dai tronchi d’albero, decorate e ornate, con dimensioni religiose e sim­boliche. Il film rivela anche una sorprendente so­miglianza tra questa tradizione millenaria dei po­poli indigeni dello Xingu in Amazzonia e quella di un’altra cultura antica, quella giapponese.

rovereto_RAM-film-festival-2024_vincitori_premiosguardi-dal-mondo_lelli_foto-graziano-tavan

Silvia Lelli, antropologa culturale e documentarista, docente all’università di Firenze, proclama il film “Xingu – Tokyo: An Ancestral Connection / Xingu – Tokyo: una connessione ancestrale” vincitore del premio Sguardi dal mondo RAM film festival 2024 (foto graziano tavan)

Motivazione: il film mostra una sorprendente sintonia, artistica e spirituale, tra due popoli geograficamente lontani: i nativi del Giappone e i nativi dell’Amazzonia. Che questa affinità sia frutto di una migrazione preistorica dall’Asia all’America è ipotetico ma possibile, viste le comuni tradizioni animiste e sciamaniche, portatrici anche di un’altra profonda fratellanza, quella con il mondo degli animali. E le sculture in legno che li rappresentano dimostrano l’inesistenza di un confine tra arte indigena e arte contemporanea, vanificando classificazioni riduttive e ogni eventuale senso di una presunta superiorità occidentale. Una produzione affascinante.

film-Surcos-Solchi_di-César-Càrdenas-Gordon

Frame del film “Surcos / Solchi” di César Càrdenas Gordon

Menzione speciale al film “Surcos / Solchi” di César Càrdenas Gordon (Ecuador, 2023, 15’). Le Nonne della Ruta Escondida in Ecuador portano alla luce il loro passato con conoscenze e ricordi magici attraverso i quali fanno rivivere tradizioni che si erano perdute nel tempo, dalle ricette ance­strali agli antichi rimedi per le malattie del corpo e dello spirito. Il film ricorda la saggezza degli an­ziani e l’importanza di preservare le nostre radici. Motivazione: un forte messaggio femminile arriva dalla scelta inconsueta del focus sulle rughe di donne anziane, le Nonne della Strada nascosta, discendenti della cultura Inca. I loro volti antichi racchiudono e diffondono sapienza, resistenza, conoscenza della natura e della fitoterapia. Tra canti e conversazioni con le piante le nonne e le madri curano giovani corpi e insegnano a vivere alle nuove generazioni, trasmettendo una pacata determinazione. Un cortometraggio inaspettato, delicato ma potente che fa bene al cuore. Il ritmo e le animazioni grafiche, semplici e originalissime, ne fanno un gioiello indimenticabile.

film-Paskay-Districare_di-Andrea-Estéfany-Caballero

Frame del film “Paskay / Districare” di Andrea Estéfany Caballero

PREMIO CULTURA ANIMATA. Il premio della sezione Cultura animata è stato assegnato al film “Paskay / Districare” di Andrea Estéfany Caballero (Bolivia/Colombia, 14’). Secondo una credenza delle comunità degli alto­piani andini non bisogna piangere troppo per la morte di una persona cara, perché la si potrebbe far soffrire impedendole di riposare in pace. Come farà allora Candelaria a superare senza piangere la morte improvvisa di Josè, il suo amato?

rovereto_RAM-film-festival-2024_vincitori_premio-cultura-animata_carloni_foto-graziano-tavan

Cristiano Carloni, autore di video, installazioni, scenografie elettroniche, film d’animazione e fotografie, proclama il film “Paskay / Districare” di Andrea Estéfany Caballero vincitore del premio Cultura animata RAM film festival (foto graziano tavan)

Motivazione: Andrea Caballero descrive con una raffinata tecnica di stop motion un racconto tradizionale della comunità indigena boliviana Jalq’a. Il tessuto con cui sono realizzati i pupazzi e i fondali utilizzati per l’animazione tesse la trama personale, profonda e commovente, della storia della protagonista. Questa chiave espressiva è ulteriormente arricchita da un uso elegante dell’animazione le cui immagini, ispirate all’iconografia tradizionale della cultura Paracas, si sovrappongono al pattern fisico del corto.

film-Meziměsti-Citta-di-mezzo_di-Ilya-Kreines

Frame del film “Meziměsti | Citta di mezzo” di Ilya Kreines

Menzione speciale al film “Meziměsti | Citta di mezzo” di Ilya Kreines (Repubblica Ceca/Israele, 2023, 9’). Un vagabondaggio poetico attraverso la città mit­teleuropea e la sua memoria, attraverso periodi e luoghi diversi, mescolando realtà e finzione. Il film, realizzato con timbri ricavati da gomme da cancel­lare, è costituito da frammenti, storie, immagini e impressioni. In un flusso che plasma la città inesi­stente, si evidenziano le tracce dei mondi comunista ed ebraico che essa conteneva. Motivazione: Ilya Kreines mette in scena una raffinata riflessione per immagini sul tema della città e dei suoi spazi attraverso una tecnica di animazione molto particolare. Una serie di illustrazioni realizzate con lo stile delle Fail Stamp si muove su una colonna sonora fatta di suggestioni sonore a rappresentare il vorticoso evolversi degli spazi urbani. Una visione dal forte carattere poetico che sembra chiedersi quale sia il fine ultimo di tanta frenetica attività umana.

film-Future-tense-Conversations-at-Manchester-Museum_di-Ero-Sevan

Frame del film “Future tense: Conversations at Manchester Museum / Tempo futuro: conversazioni al Manchester Museum” di Ero Sevan

PREMIO NUOVI SGUARDI. Il premio “Nuovi sguardi”, destinato ai film realizzati da registi neo-diplomati dalle scuole di cinematografia di tutto il mondo è stato assegnato al film “Future tense: Conversations at Manchester Museum / Tempo futuro: conversazioni al Manchester Museum” di Ero Sevan (Regno Unito, 2023, 22’). Con il Museo di Manchester come caso di studio, il film racconta di come la violenza colonialista sia alla base di molte collezioni museali inglesi. L’attua­le dibattito sulla restituzione degli oggetti saccheg­giati viene inquadrato attraverso l’esperienza del conservatore Njabulo Chipangura e di Erinma Bell, attivista pacifista e rappresentante per la contea me­tropolitana della Grande Manchester.

rovereto_RAM-film-festival-2024_vincitori_premio-nuovi-sguardi_trinco_foto-graziano-tavan

Virginia Trinco, archeologa ed educatrice museale, proclama il film “Future tense: Conversations at Manchester Museum / Tempo futuro: conversazioni al Manchester Museum” di Ero Sevan vincitore del premio Nuovi sguardi RAM film festival 2024 (foto graziano tavan)

Motivazione: il documentario cattura l’interesse sia per l’importanza ed attualità della tematica, sia per il linguaggio cinematografico: poetico, ben curato, incisivo e coraggioso, capace di considerare lo spettatore come soggetto attivo. Il film, con una posizione autoriale chiara, attraverso gli oggetti e l’amore per essi ci parla di storia, identità, colonialismo, futuro e prassi, chiamando in causa il ruolo stesso di museo, realtà da rendere un “Living space”, in cui poter partecipare per imparare del proprio mondo. Future Tense si colloca perfettamente all’interno del contesto del RAM, un’occasione di scambio e di riflessione, un momento di incontro e dibattito attraverso il cinema e la memoria.

Menzione speciale al film “Phool Dei” di Kartik Mahajan (India, 2023 -2024, 8’). Phool Dei, il festival dei fiori e del raccolto che celebra la cultura dell’Himalaya nello stato di Ut­tarakhand in India, è visto con gli occhi di una ragazzina in un viaggio magico, prima che il suo villaggio diventi un villaggio fantasma. Affrontan­do temi come cambiamento, migrazioni, magia e forze della natura, il corto è un tributo alle tra­dizioni e un commovente commento alle sfide da affrontare.

film-Phool-Dei_di-Kartik-Mahajan

Frame del film “Phool Dei” di Kartik Mahajan

Motivazione: con la sua audace fusione tra animazione e musical, l’opera cattura l’essenza vibrante della tradizione Phool Dei, il festival dei fiori e del raccolto dell’Uttarakhand, India. Attraverso una narrazione musicale e visivamente incantevole, il film guida nel viaggio di una giovane protagonista che vive la magia del suo villaggio in un momento di trasformazione. Con la sua atmosfera onirica e il ritmo cadenzato dalle melodie, il corto diventa un inno non solo alla tradizione, ma anche al potere del racconto visivo-musicale per affrontare tematiche profonde come il cambiamento e la resistenza culturale.

rovereto_RAM-film-festival-2024_vincitori_menzione-speciale-fulldome_foto-graziano-tavan

Chiara Simoncelli proclama il film “The earth above. A Deep Time View of Australia’s Epic History / La Terra al di sopra. Una visione profonda della storia epica dell’Australia” di the RUWE Collective vincitore della menzione speciale Fulldome RAM film festival 2024 (foto graziano tavan)

FULLDOME. Menzione speciale Fulldome al film “The earth above. A Deep Time View of Australia’s Epic History / La Terra al di sopra. Una visione profonda della storia epica dell’Australia” di the RUWE Collective. Motivazione: il film rende protagonisti gli aborigeni e la loro visione olistica del processo trasformativo in atto da millenni in Australia. Questo è il suo contributo più prezioso: la proposta di un modello alternativo, che permette di cambiare prospettiva e mettersi nei panni dell’Altro, inteso come un Tutto che rimanda a un ecosistema di interazioni tra scienza, natura, società e persone. Da un punto di vista tecnico è molto ben riuscito e sfrutta la tecnologia fulldome ma senza calcare troppo la mano: lascia come ricordo principale l’importanza del racconto e solo successivamente il ruolo della tecnologia. Un uso sapiente delle nuove tecnologie, infatti, fa sì che la tecnologia stessa “scompaia” agli occhi dell’osservatore, per lasciare il focus sul messaggio

rovereto_RAM-film-festival-2024_vincitori_menzione-speciale-cinemamore_foto-graziano-tavan

La menzione speciale CinemA.Mo.Re. RAM film festival 2024 è andata al film “Surcos / Solchi” di César Càrdenas Gordon

CINEMAMORE. Menzione speciale Cinemamore al film “Surcos / Solchi” di César Càrdenas Gordon (Ecuador, 2023, 15’). Motivazione: è un film denso di contenuti e dalla narrazione poetica, che trasmette un racconto tutto femminile, sia universale che locale, del ruolo delle nonne della Ruta Escondida in Ecuador. Notevole sotto il profilo filmico, il cortometraggio utilizza un linguaggio innovativo, combinando riprese sul campo e animazione in stop motion dove le memorie, il mito, le usanze e le eredità culturali si fondono nelle voci delle anziane donne, la cui sapienza viene elogiata e tramandata di generazione in generazione.

Menzione al film “Xingu – Tokyo: An Ancestral Connection / Xingu – Tokyo: una connessione ancestrale” di Sylvio Rocha (Brasile, 2023, 45’). Motivazione: il film racconta la prossimità fra due culture, quella giapponese e quella brasiliana, attraverso la differenza tra arte e artigianato, il ruolo di ambiente e cultura antropica, nella continuità e discontinuità di passato e presente, che i legami e le distanze tra civiltà sono in grado di illustrare.

film-La-Grotte-Cosquer-un-chef-d-oeuvre-en-sursis_di-Marie-Thiry

Frame del film “La Grotte Cosquer, un chef d’oeuvre en sursis / La grotta Cosquer, un capolavoro in pericolo” di Marie Thiry

ARCHEOBLOGGER. Menzione speciale Archeoblogger al film “La Grotte Cosquer. Un chef d’oeuvre en sursis / La grotta Cosquer. Un capolavoro in pericolo” di Marie Thiry (Francia, 2022, 52’). Il film ricostruisce la storia della Grotta Cosquer, uno dei capolavori di pittura rupestre d’Europa. Oltre 35 metri sotto il livello del mare, è oggi minacciata dall’innalzamento delle acque accelerato dal riscal­damento climatico. Per conservarla e renderla ac­cessibile, la Regione francese Provenza-Alpi-Costa Azzurra ha avviato una ricostruzione a grandezza naturale di questo gioiello nascosto.

rovereto_RAM-film-festival-2024_vincitori_menzione-speciale-archeoblogger_foto-graziano-tavan

Claudia Beretta proclama il film “La Grotte Cosquer, un chef d’oeuvre en sursis / La grotta Cosquer, un capolavoro in pericolo” di Marie Thiry vincitori della menzione speciale Archeoblogger RAM film festival 2024

Motivazione: un documentario che porta lo spettatore nel cuore di una grotta semi sommersa attraverso immagini di forte impatto cinematografico e poi attraverso l’uso delle più moderne tecnologie e la pratica artistica racconta una storia che è insieme di ricerca e di promozione di un sito dall’equilibrio delicatissimo. Un film che incanta e riesce a far sentire vicini uomini e donne vissuti migliaia di anni fa, che hanno affidato alla roccia di questa grotta il segno del loro passaggio, frutto di una volontà di esprimersi in cui, ancora oggi, ci riconosciamo.

 

Cuneo. Longobardi pigliatutto nella seconda edizione del Cuneo Archeofilm: il pubblico premia il film “Langobardi – Grimoaldo, il primo re friulano”, le scuole il film “La donna longobarda”, entrambi di Sandra Lopez Cabrera

cuneo_archeofilm-2024_vincitori_Sandra-Lopez-Cabrera_foto-Raffaele-Massano-Videomaker

La regista Sandra Lopez Cabrera: suoi entrambi i film premiati a Cuneo Archeofilm 2024 (foto raffaele massano videomaker)

cuneo_archeofilm_2024_locandinaNella seconda edizione di Cuneo Archeofilm vincono i Longobardi. Perché i film premiati dal pubblico e dagli studenti hanno per protagonisti sempre i Longobardi. Doppi complimenti alla regista Sandra Lopez Cabrera e al produttore e attore Matteo Grudina – Invicti Lupi. Cuneo Archeofilm 2024 è organizzato da Comune di Cuneo, museo civico di Cuneo, Archeologia Viva e Firenze Archeofilm, con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio Cuneo. Selezione filmati e archivio cinematografico: Firenze Archeofilm

Il premio Cuneo Archeofilm assegnato dal pubblico è andato al film “Langobardi – Grimoaldo, il primo re friulano” di Sandra Lopez Cabrera (Italia, 52′). Il docufilm racconta la vita di Grimoaldo, nobile discendente della stirpe di Alboino nato a Cividale intorno al 600 d.C., che nel corso di una lunga vita ricca di avvenimenti riuscirà a diventare il primo re longobardo di stirpe friulana. Attraverso il racconto della vita dei nostri avi avremo modo anche di raccontare le vicende storiche della Penisola e del Friuli nel VII secolo. 

Il premio Cuneo Archeofilm Scuole assegnato dagli studenti al miglior corto è andato al film “La donna longobarda” Sandra Lopez Cabrera – Simone Vrech (Italia 2023, 25’). Il docufilm analizza la condizione femminile nella società longobarda tra il VI e l’VIII secolo d.C. attraverso gli occhi di una donna del villaggio di Romans. Grazie agli interventi di storici e archeologi, e soprattutto grazie al lavoro di ricostruzione dei rievocatori storici di Invicti Lupi, il pubblico avrà la possibilità di approfondire la sua conoscenza riguardo tutte le fasi della vita di queste nostre antenate.

Rovereto (Tn). Quinta e ultima giornata al RAM film festival: non solo premiazioni dei film al teatro Zandonai, ma anche incontri con l’antropologo Canestrini sui Neanderthal, e anteprima del documentario “Un, due, tre. Stella!”. Ecco gli ultimi dieci film in cartellone

Il RAM film festival di Rovereto è arrivato alla quinta e ultima giornata, la giornata delle premiazioni. Ma a teatro Zandonai c’è ancora il tempo per seguire (e votare) ben dieci le proiezioni che si susseguiranno nel corso della giornata di domani, al Teatro Zandonai di Rovereto, al termine delle quali si voterà per l’ultima volta, decretando il premio del pubblico di questa edizione 2024: dalla scoperta delle sue origini con l’arte preistorica, passando per il sentiero romanico sulle tracce dell’arte altoatesina, fino ad arrivare alla Sala 5 della Pinacoteca Ambrosiana, sede del “Cartone di Raffaello”, il disegno preparatorio della famosissima “Scuola di Atene” di Raffaello Sanzio. Due anche gli eventi speciali presenti nel palinsesto di oggi: alle 18.30, Duccio Canestrini con il suo spettacolo “Neander Pop” per riscoprire insieme la figura dell’uomo neandertaliano; alle 20.30, “Un, due, tre…stella!”, il documentario, in anteprima assoluta, sulla riscoperta dei movimenti legati all’infanzia. A seguire la proiezione del film vincitore del premio del pubblico. Ecco i film di oggi: “Tarihin Tanığı Gaziantep” (Turchia, 2023, 16’); “Sapiens ou la naissance de l’art” (Francia, 2022, 52’); “Meziměstí” (Repubblica Ceca-Israele, 2023, 9’); “Il sentiero romanico – siti culturali tra Tubre ed Egna” (Italia, 2023, 58’); “Alle origini della Basilica di Aquileia” (Italia, 2023, 8’); “Passos Perdidos” (Portogallo, 2023, 10’); “L’autre monde des Dinosaures” (Francia, 2023, 52’); “Sala 5, il cartone di Raffaello” (Italia, 2023, 15’); “Chunjian huayue ye” (Canada-Cina, 2024, 8’); “Iznik, les mystères de la basilique engloutie” (Francia, 2022, 55’).

rovereto_RAM-film-festival-2024_neander-pop_locandinaNEANDER POP. Conferenza-spettacolo di Duccio Canestrini, antropologo. Tipi tosti i neandertaliani. E ancora non è ben chia­ro perché ci abbiano lasciati soli a spadroneggiare “sapientemente” sul Pianeta. In ogni caso per fortu­na (e per amore) ci siamo mescolati, e il loro lascito è tanta roba. La conferenza di Duccio Canestrini è un mix di ragionamento e divertimento, più spettacolo che paleoantropologia, con musiche, vi­deo, umorismo e animazioni grafiche. Perfino at­tualità, perché gli “altri” – che siano estinti, immagi­nati o presenti tra noi – ci costringono ogni giorno a relativizzare la nostra supremazia. E a considerare la diversità come una ricchezza.

duccio-canestrini_antropologo_foto-fmcr

L’antropologo Duccio Canestrini (foto fmcr)

Duccio Canestrini insegna Sociologia e antropolo­gia del turismo al Campus di Lucca – Università di Pisa. Per dieci anni ha lavorato a Milano da inviato del mensile geografico “Airone”, in tutti i continenti, e come editor per l’antropologia. Da sempre attento all’etica della comunicazione e al linguaggio au­diovisivo, ha diretto alcuni documentari dedicati al rapporto uomo-ambiente in Africa, Centroamerica, Amazzonia e in Alto Adige. Ha al suo attivo alcuni fortunati libri, tra cui Andare a quel paese (Feltrinel­li) e Antropop. La tribù globale (Bollati Boringhieri).

rovereto_RAM-film-festival-2024_un-due-tre-stella_locandinaUN, DUE, TRE… STELLA! Presentazione e anteprima assoluta del documentario frutto di un Community Project di Oriente Occidente, in collaborazione con Fondazione Museo Storico del Trentino e Ram Film Festival – Fondazione Museo Civico di Rovereto con il sostegno di Fondazione Caritro. Regia di Emanuele Gerosa. Cosa rimane nel nostro corpo di tutto quello che abbiamo vissuto? Alcune persone anziane, gui­date dal coreografo Carlo Massari, si ritrovano a giocare nei giardini e nei cortili di quando erano bambini e bambine. Un viaggio a ritroso nel tem­po per riscoprire i movimenti legati all’infanzia e risvegliare ricordi che sembravano perduti, ma che sono sempre rimasti lì, assopiti e frammentati nelle profondità di sé, come memorie che il corpo non ha mai smesso di conservare.

 

Ostia antica. All’antiquarium presentazione del libro “Ostia. Nuova guida agli Scavi” di Angelo Pellegrino, quinto appuntamento col ciclo di incontri “A proposito di Ostia…”

ostia-antica_antiquarium_libro-ostia-nuova-guida-agli-scavi_locandinaDomenica 6 ottobre 2024, alle 17, nella sala Mireille Cébeillac-Gervasoni (Antiquarium) di Ostia antica si terrà il quinto appuntamento col ciclo di incontri “A proposito di Ostia…” dedicato alla presentazione di libri su tematiche ostiensi (e non solo). In quest’occasione sarà presentato il volume “Ostia. Nuova guida agli Scavi” di Angelo Pellegrino, già direttore dell’Area archeologica di Ostia antica. Introduce Dario Daffara, presentano il direttore del Parco Alessandro D’Alessio e Laura Larcan, archeologa e giornalista de “Il Messaggero”. Interviene l’autore. L’ingresso è libero, per assistere alla conferenza è necessario recarsi in biglietteria e ritirare il titolo di accesso gratuito, a partire dalle 16.45 e fino alle 18.

Roma. Ogni sabato di ottobre visite serali gratuite al mausoleo di Sant’Elena

roma_mausoleo-di-sant-elena_visite-serali-ottobre-2024_locandinaÈ stata nominata Augusta, uno dei più alti riconoscimenti dell’impero, il suo volto è stato riprodotto in monete e sculture, e malgrado fosse di umili origini è stata una delle figure cardine della storia antica. A Elena, la madre di Costantino, è dedicato il ciclo di aperture serali straordinarie del Mausoleo di via Casilina 641 promosso dalla soprintendenza speciale di Roma. Il Mausoleo di Sant’Elena sarà aperto ogni sabato di ottobre 2024, dalle 19 alle 22, ultimo ingresso alle 21.30. Le visite serali sono libere, gratuite e senza prenotazione.

Somma Vesuviana (Na). Nel week end apertura straordinaria della Villa Augustea

somma-vesuviana_villa-augustea_il-sito_2_foto-sabap-na

Il sito archeologico della Villa Augustea di Somma Vesuviana (foto sabap-na)

Per iniziativa della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli sabato 5 e domenica 6 ottobre 2024, il sito archeologico della Villa Augustea di Somma Vesuviana sarà aperto straordinariamente al pubblico con ingresso libero: al mattino, 9.30 – 11.30; nel pomeriggio, 15.30 – 17.30. Le visite guidate saranno curate dalla Pro Loco di Somma Vesuviana, per offrire una fruizione completa e approfondita del sito.

somma-vesuviana_villa-augustea_il-sito_1_foto-sabap-na

Il sito archeologico della Villa Augustea di Somma Vesuviana (foto sabap-na)

Il sito, di straordinaria importanza archeologica e storica, è noto per le imponenti stratificazioni vulcaniche che lo hanno ricoperto a seguito delle eruzioni del Vesuvio dal 79 d.C. fino al 472 d.C. La Villa Augustea, riconducibile all’epoca imperiale, rappresenta una testimonianza unica della vita romana in un’area di grande rilevanza per la cultura vesuviana.

somma-vesuviana_villa-augustea_il-sito_3_foto-sabap-na

Il sito archeologico della Villa Augustea di Somma Vesuviana (foto sabap-na)

“L’apertura della Villa Augustea”, dichiara il soprintendente Mariano Nuzzo, “rientra nelle nostre iniziative volte a promuovere e valorizzare il patrimonio culturale dell’area vesuviana. Questo sito, di notevole valore storico-archeologico, merita di essere conosciuto e apprezzato dal pubblico per la sua rilevanza non solo locale, ma anche a livello nazionale e internazionale. Invitiamo tutti i cittadini a partecipare a questa straordinaria opportunità di visita”.

Rovereto (Tn). Per la quarta giornata grandi ospiti al RAM film festival 2024: nel pomeriggio aperitivo con Jacopo Tabolli e i Bronzi di San Casciano, serata speciale Egitto al teatro Zandonai con Christian Greco, direttore del museo Egizio, e il film “Uomini e Dei. Le meraviglie del museo egizio”. Ecco tutti i film in cartellone al teatro Zandonai

rovereto_RAM-film-festival-2024_speciale-egitto_locandinaGrandi ospiti sabato 5 ottobre 2024, quarta giornata del RAM film festival 2024, aperto nel pomeriggio, alle 14.30, con la “scoperta” del giardino della Canonica di San Marco; continuato con l’aperitivo d’autore con ospite Jacopo Tabolli alla scoperta del santuario termale del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni; e chiuso alla sera, al teatro Zandonai, con “Speciale Egitto”, l’evento più atteso dell’edizione 2024. Ospite del RAM film festival il direttore del museo Egizio di Torino, Christian Greco, che introdurrà il film “Uomini e Dei: Le meraviglie del museo egizio” in occasione del bicentenario della sua apertura.

torino_egizio_film-uomini-e-dei-le-meraviglie-del-museo-egizio_locandina

SPECIALE EGITTO. Alle 20.30, il film “Uomini e Dei. Le meraviglie del museo egizio” di Michele Mally (Italia, 2023, 87’). Il premio Oscar Jeremy Irons accompagna il pub­blico in una narrazione affascinante che vede al centro della scena i tesori esposti nel museo Egi­zio di Torino, il più antico museo sulla civiltà egizia (aperto prima di quello del Cairo), che proprio nel 2024 festeggia il suo bicentenario. Reperti, studi scientifici e il dietro le quinte del museo sono narrati in maniera corale da curatori e restauratori così come da esperti e studiosi di importanti istituzioni museali mondiali. Ma il film non si limita a mostrare le collezioni del museo: intreccia storie, personaggi e contesti storici in diversi filoni narrativi per offri­re una visione completa e affascinante dell’antico Egitto (vedi Nell’anno del bicentenario della sua fondazione (1824-2024), il museo Egizio di Torino approda per la prima volta al cinema con “Uomini e dei. Le meraviglie del museo Egizio”, nelle sale italiane solo per due giorni, il 12 e 13 marzo, con la partecipazione straordinaria del Premio Oscar Jeremy Irons, che guida il pubblico in un viaggio alla scoperta dei tesori di una delle civiltà più affascinanti della storia antica | archeologiavocidalpassato).

rovereto_RAM-film-festival-2024_sguardi-sulla-mobilità_locandinaAPERITIVO AL GIARDINO, alle 18. “Sguardi sulla mobilità antica: genti diverse venute dall’Est al santuario del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni”. Incontro con Jacopo Tabolli, archeologo e docente all’università per Stranieri di Siena. Modera Andreas Steiner, direttore di Archeo. L’ospite racconterà la biografia culturale delle statue in bronzo di età etrusca e romana rinvenute a partire dal 2022 nel santuario termale del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (III secolo a.C. – V secolo d.C.). Un viaggio attraverso comunità plurilin­gui e multiculturali che fecero di una sorgente termale il loro centro di ritualità permanente. Sono le offerte in bronzo a offrire un quadro complesso di mobilità antica, che lega materie prime, artigiani itineranti, operatori del rito e del culto e la sorgente calda.

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_tabolli-e-statua-femminile-nel-fango_foto-uni-stranieri-si

Jacopo Tabolli osserva una statua femminile con dedica in etrusco allo scavo al Bagno Grande del santuario termale etrusco-romano di San Casciano (foto uni-stranieri siena)

Jacopo Tabolli è professore associato di Arche­ologia italica ed Etruscologia all’università per Stranieri di Siena e Direttore del Centro di Arche­ologia per le Diversità e le Mobilità preromane. I suoi campi di interesse riguardano la cultura ma­teriale etrusca e preromana, l’ideologia funeraria e i santuari. Ha partecipato a numerosi scavi, at­tualmente in particolare lavora al sito di San Ca­sciano dei Bagni e sull’Isola del Giglio (Seascape project).

Ma vediamo meglio il programma delle proiezioni. Al teatro Zandonai “Grue – Drveni Nosači Za Barke” (Croazia/2023/54’); “Askòs – il canto della Sirena” (Italia/2023/63’); “Calattubo. Memorie da salvare” (Italia/2024/33’); “Sciamani. Comunicare con l’invisibile” (Italia/2024/10’); “Akragas città della bellezza” (Italia/2020/8’); “La Grotte Cosquer, un chef d’œuvre en sursis” (Francia/2022/52’); “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” (Italia/2023/57’); “Sui tetti di chi dorme” (Italia/2024/15’); “Il corpo e il nome. Gli ignoti delle Fosse Ardeatine” (Italia/2023/53’); “Rosso, i colori dell’arte” (Italia/2023/52’); “Phool Dei” (India/2023-24/8’).

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia riapre al pubblico il Ninfeo, dopo quasi dieci anni. Per la prima volta accessibile ai disabili. Al via il restauro delle Cariatidi

roma_villa-giulia_il-ninfeo_foto-etru

Il NInfeo di Villa Giulia realizzato da Bartolomeo Ammannati (foto etru)

A partire da sabato 5 ottobre 2024, in orario di apertura del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, il Ninfeo torna ad essere fruibile al pubblico. Dopo quasi dieci anni di godimento esclusivo dalla soprastante Loggia dell’Ammannati, sarà possibile scendere lungo le rampe di accesso e passeggiare accanto alle monumentali fontane con le personificazioni dei fiumi Tevere e Arno. Inoltre, nell’ambito delle strategie messe in campo per rendere Villa Giulia un museo accessibile a tutti, per la prima volta il Ninfeo sarà raggiungibile anche dal pubblico con ridotta capacità motoria grazie ad un nuovo impianto servoscala che permetterà a tutti di ammirare da vicino le sculture. Un passo decisivo verso l’accessibilità fisica totale del Museo. Anche la Sala dello Zodiaco, con bellissimi affreschi cinquecenteschi raffiguranti il volgere delle stagioni e la ciclicità del tempo, sarà ora accessibile grazie ad una pedana di raccordo. Gli spazi del Ninfeo saranno a breve oggetto di visite guidate a cura del personale del Museo che condurrà il visitatore anche alla scoperta dell’Acquedotto Vergine. “Dopo un decennio Villa Giulia restituisce al pubblico uno dei suoi spazi più belli e suggestivi, il meraviglioso Ninfeo progettato dall’Ammannati”, afferma la direttrice del Museo, Luana Toniolo, “e, allo stesso tempo, diventa sempre più accessibile: dopo le videoguide in LIS si aggiunge un altro tassello che rende il nostro museo più aperto ed inclusivo. Per la prima volta il pubblico con disabilità potrà accedere al Ninfeo e alla Sala dello Zodiaco, realizzando così gli obiettivi previsti dal Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche”.

roma_villa-giulia_il-ninfeo_fontana-del-fiume-tevere_foto-etru

Ninfeo di Villa Giulia: la fontana che personifica il fiume Tevere (foto etru)

Luogo caro a papa Giulio III destinato ad accogliere e sorprendere i suoi ospiti al riparo dalla calura estiva, godendo del benevolo influsso dell’acqua proveniente dal celebre acquedotto Vergine, il Ninfeo continua ad essere il cuore delicato e prezioso dei giardini di Villa Giulia. Qui Bartolomeo Ammannati immagina e realizza un ambiente scenografico, un teatro delle acque articolato su tre livelli e ornato di stucchi e numerosissime statue per stupire e meravigliare ospiti e visitatori. Al livello intermedio del Ninfeo, entro due grandi nicchie simmetriche sono due fontane con le personificazioni di due fiumi, il Tevere e l’Arno identificabili dai rispettivi attributi: la lupa per il fiume Tevere e il Marzocco, il leone – simbolo della Repubblica di Firenze e protettore laico della città – per il fiume Arno, in riferimento alle origini toscane del papa. Le due statue monumentali dei fiumi sono rappresentate secondo tradizione, adagiate su un fianco e all’interno di nicchie decorate a stucco con elementi vegetali. Due grandi vasche in marmo accoglievano un tempo l’Acqua Vergine che sgorgava copiosa dalle anfore su cui poggiano le figure.

roma_villa-giulia_il-ninfeo_cariatidi_foto-etru

Ninfeo di Villa Giulia: dettaglio delle Cariatidi che sorreggono la balconata (foto etru)

Al piano inferiore, fra marmi policromi e decorazioni in stucco, proprie della raffinata cultura del Cinquecento, si stagliano le figure sinuose e incantevoli delle Cariatidi, testimoni dell’antica ricchezza del Ninfeo, a sorreggere la balconata in travertino. E proprio qui a breve partirà un grande progetto di restauro conservativo, finanziato grazie alle donazioni Art Bonus, che restituirà al Ninfeo l’originario splendore. Il visitatore attento potrà dunque non solo godere della vista ravvicinata di un patrimonio architettonico e artistico di grande valore, ma assistere in diretta al delicato lavoro dei restauratori.

Torcello (Ve). Sull’isola nella laguna veneta percorso guidato gratuito con la narrazione esperta dell’archeologo Marco Paladini nell’ambito del progetto “Patrimonio archeologico condiviso e comunità”

torcello_archeologico_visita-guidata-percorso-archeologico-narrativo_mosaico_foto-comune-veneziaPomeriggio speciale a Torcello, nella laguna veneta, nell’ambito del progetto “Patrimonio archeologico condiviso e comunità” dedicato alla storia e all’archeologia della laguna. Sabato 5 ottobre 2024, alle 15.30, la Città metropolitana di Venezia con San Servolo srl, propongono e offrono al pubblico un percorso di visita guidato gratuito a Torcello, accompagnato dalla narrazione esperta dell’archeologo Marco Paladini che ha partecipato alle più recenti campagne di scavo a Torcello e Lio Piccolo come componente del team di ricerca dell’università Ca’ Foscari di Venezia. Il percorso, che integra le aree esterne di interesse archeologico e le sale del museo di Torcello, accompagna alla scoperta della storia dell’isola, resa viva dalle testimonianze emerse dagli scavi e dalla collezione del museo, e inserita nelle più ampie vicende storiche e ambientali di Altino e della Laguna Nord. Il percorso e la visita al museo sono gratuiti (durata massimo un’ora e mezza). Punto di ritrovo: all’ingresso del Museo alle 15.20. Accompagnamento archeologico di Scatola Cultura cooperativa sociale. È richiesta la prenotazione: torcello.eventi@cittametropolitana.ve.it