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Santa Severa (Roma). Al castello conferenza e proiezione del film “Campo della fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro

Venerdì 9 maggio 2025, alle 18, al museo del Mare e della Navigazione antica nel Castello di Santa Severa a Santa Marinella (Roma) proiezione del film “Campo della fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro, Premio del pubblico e Menzione speciale della giuria all’edizione 2025 del Firenze Archeofilm. La proiezione sarà preceduta da una introduzione storica a cura di Mario Mazzoli, general manager A.S.S.O. e Massimo D’Alessandro, autore e regista del documentario. Un viaggio nella storia millenaria di Campo della Fiera e un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di archeologia, storia e avventura. La proiezione è organizzata dal GATC – Gruppo Archeologico del Territorio Cerite e dal Polo Museale Civico del Comune di Santa Marinella e fa parte del programma delle manifestazioni culturali estive organizzate al castello. Ingresso libero senza prenotazione.

IL FILM. Nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto, si trova Campo della Fiera, un luogo straordinario in cui sacralità e storia si intrecciano da oltre duemila anni. Identificato come la sede del leggendario Fanum Voltumnae, santuario federale degli Etruschi. Il sito ha poi visto passare le diverse epoche diventando un centro spirituale e amministrativo dei Romani e successivamente un insediamento francescano. Le indagini archeologiche condotte negli ultimi vent’anni hanno portato alla luce manufatti di inestimabile valore: antichi templi, mosaici, ceramiche pregiate e un profondo pozzo mai esplorato, custode di tesori dimenticati. Attraverso ricostruzioni storiche, interviste esclusive e riprese spettacolari, “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” accompagna il pubblico in un affascinante viaggio alla scoperta della vita, del declino e della rinascita di questo sito unico. Uno dei reperti rinvenuti nel pozzo, inoltre, apre uno squarcio nel velo di mistero che avvolge i Templari e un possibile intrigo storico. Consulenza scientifica: Marco Cruciani, Danilo Leone, Mario Mazzoli, Silvia Simonetti, Simonetta Stopponi, Vincenzo Valenzano. Una produzione A.S.S.O. ETS in collaborazione con l’associazione Campo della Fiera e il dipartimento di Studi umanistici dell’università di Foggia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio dell’Umbria, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio della Provincia di Viterbo e dell’Etruria Meridionale.

 

Due francobolli dedicati ad altrettante scoperte archeologiche italiane: la statua ritratto in veste di Ercole dal parco archeologico dell’Appia Antica, e la statua di Apollo arciere da San Casciano dei Bagni: ecco le due presentazioni ufficiali

Il ministero delle Imprese e del Made in Italy emette il 9 maggio 2025 due francobolli celebrativi di Europa 2025 dedicati ad altrettante scoperte archeologiche: la statua ritratto in veste di Ercole dal parco archeologico dell’Appia Antica, e la statua di Apollo arciere da San Casciano dei Bagni. Le vignette riproducono rispettivamente: la statua-ritratto di un personaggio raffigurato come Ercole, opera in marmo di epoca romano-imperiale e di dimensioni appena maggiori del vero, ritrovata a Roma nel parco archeologico dell’Appia Antica nel gennaio del 2023; la statua di Apollo Arciere, statua in bronzo databile intorno al 100 a.C. che raffigura il dio in una posa particolare, in leggera torsione, quasi in un passo di danza, nell’atto di scoccare la freccia, tipologia che risulta estremamente rara se non unica nella statuaria antica. Completano i francobolli le legende “STATUA RITRATTO IN VESTE DI ERCOLE”, “PARCO ARCHEOLOGICO DELL’APPIA ANTICA”, “APOLLO ARCIERE”, “SAN CASCIANO DEI BAGNI”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B ZONA 1”. I due francobolli saranno presentati ufficialmente venerdì 9 maggio 2025 al Complesso di Capo di Bove (parco archeologico dell’Appia Antica) e al teatro dei Georgofili Accalorati di San Casciano dei Bagni (Si).

Statua ritratto in veste di Ercole scoperta nell’area del parco Ardeatino (foto parco archeologico appia antica)

Copertina del Bollettino di archeologia online, Anno XV, 2024/1

PARCO ARCHEOLOGICO DELL’APPIA ANTICA. Venerdì 9 maggio 2025, alle 17, il Complesso di Capo di Bove ospita, con il ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e Poste Italiane Spa, la cerimonia di presentazione e annullo filatelico del francobollo appartenente alla serie tematica dedicata alle scoperte archeologiche nazionali che raffigura la statua-ritratto in veste di Ercole. L’evento è l’occasione per presentare al pubblico, insieme all’Istituto Centrale per l’Archeologia che ne ha curato l’edizione, la monografia dedicata alla pubblicazione integrale dello straordinario rinvenimento, edita nel Bollettino di archeologia online, Anno XV, 2024/1. In particolare verrà evidenziato il contributo che il Bollettino può offrire, al fianco di soprintendenze, parchi archeologici e musei, attraverso un’edizione tempestiva, attenta al rigore scientifico, e autorevole delle più recenti scoperte archeologiche nazionali. Alla presentazione del Bollettino interverranno: Irma Della Giovampaola, direttore dell’Istituto Centrale per l’Archeologia; Elena Calandra, docente di Archeologia classica all’università di Pavia; Francesca Romana Paolillo, soprintendente nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo; Annarena Ambrogi, docente di Archeologia classica all’università di Roma Tor Vergata. La straordinaria statua-ritratto, riportata alla luce nel corso di complessi lavori di riparazione di un impianto fognario che hanno previsto uno scavo in grande profondità nell’area del Parco Ardeatino, ritrae un personaggio raffigurato come Ercole, rappresentato nella sua nudità eroica e accompagnato dai caratteristici attributi cioè la clava, la pelle di leone che copre testa e le spalle, la faretra. Il suo rinvenimento ha suscitato l’interesse della comunità scientifica internazionale e dei media di tutto il mondo. L’opera è attualmente esposta all’interno del Casale di Santa Maria Nova, in via Appia antica 251. Presso il desk allestito da Poste Italiane all’interno del Complesso di Capo di Bove sanno disponibili, con annullo del primo giorno di emissione, il francobollo e tutti i prodotti filatelici correlati, compresa la cartella filatelica completa a tre ante. L’evento è gratuito senza necessità di prenotazione.

Dettaglio della statua in bronzo di Apollo Arciere scoperta nel Bagno grande di San Casciano dei Bagni (foto mic)

SAN CASCIANO DEI BAGNI. Venerdì 9 maggio 2025, alle 11, il teatro dei Georgofili Accalorati di San Casciano dei Bagni (Si) ospiterà la cerimonia di presentazione e annullo filatelico del francobollo appartenente alla serie tematica dedicata alle scoperte archeologiche nazionali ritraente la statua in bronzo di Apollo Arciere. Il francobollo è emesso dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato in collaborazione con Poste Italiane. Alla cerimonia interverranno rappresentanti del MIMIT, dell’IPZS e di Poste Italiane. A seguire sarà presentata la monografia edita da Archeo dedicata a San Casciano dei Bagni “Sette anni a San Casciano dei Bagni”, a cura di Emanuele Mariotti, Ada Salvi e Jacopo Tabolli. Al desk allestito da Poste Italiane all’ingresso del Comune di San Casciano dei Bagni sanno disponibili, con annullo del primo giorno di emissione, il francobollo e tutti i prodotti filatelici correlati, compresa la cartella filatelica completa a tre ante.

Padova. Al via prima edizione di “Antica.mente”, il festival della cultura classica e delle letterature antiche, intitolata “Ad armi pari. Voci di donne dall’antichità”: tre giorni di talk, presentazioni e laboratori, aperti alla cittadinanza. Ecco il ricco programma

Raccontare il mondo antico dando voce ai testi. Intrecciare i fili delle culture che hanno attraversato il Mediterraneo fondendosi, scontrandosi, mutando lungo i secoli. Ripensare gli interrogativi del presente scavandone le origini remote.  Ecco “Ad armi pari. Voci di donne dall’antichità”, dal 9 all’11 maggio 2025, a Padova: una rassegna di talk, presentazioni e laboratori aperta alla cittadinanza, con cui indagare l’origine delle discriminazioni che faticosamente stiamo lavorando per superare, ma anche per ascoltare voci di riscatto che dall’antichità ancora ci parlano. Uno sguardo prospettico sui conflitti, le rivendicazioni, le aspirazioni del mondo contemporaneo. “Ad armi pari. Voci di donne dall’antichità” è il tema scelto per la prima edizione di “Antica.mente”, il festival della cultura classica e delle letterature antiche che nasce dal desiderio di raccontare il mondo antico facendo parlare i testi, per affrontare domande e sfide del presente e del futuro. Il festival 2025, promosso dal Centro interdipartimentale di Ricerca “Studi Liviani” dell’università di Padova, è realizzato con il sostegno della Regione del Veneto e con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, dell’università di Padova e del Comune di Padova, intende rafforzare attraverso i testi classici la nostra consapevolezza su un tema cruciale della società odierna come la parità di genere. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti, su prenotazione. Per informazioni e prenotazioni: unipd.link/festival-anticamente.

VENERDÌ 9 MAGGIO 2025, 9-18, sala delle Edicole, Palazzo del Capitanio: convegno di studi “Parole e silenzi delle donne nel mondo antico”. Nelle Troiane di Euripide, Andromaca ricorda la specchiata reputazione che ha conquistato comportandosi sempre come si conviene a una buona moglie: ha badato alla casa, ha parlato poco e soltanto quando richiesto. Nell’Aulularia di Plauto, la matrona Eunomia riconosce che una donna silenziosa non è mai esistita, e che le critiche all’eccessiva loquacità femminile sono dunque ben meritate. Gli esempi si potrebbero moltiplicare. Tra le norme di comportamento che il mondo antico impone alla donna, il silenzio sembra essere una delle più potenti. La donna per bene per lo più tace, dosa le parole, le riserva soltanto a materie importanti; come la modesta ape descritta da Simonide, evita di intrattenersi con altre donne appassionate di pettegolezzi amorosi. Da moglie, accetta di buon grado che sia il marito a parlare in sua vece, e, come dice Plutarco nei suoi Precetti coniugali, farà come il suonatore di flauto, a cui non dispiace produrre un suono più nobile grazie a un tramite. Esplorare il mondo delle donne nell’antichità significa spesso tentare di penetrare un silenzio, e impone sempre di fare i conti con le parole che autori uomini hanno attribuito loro. A volte sono parole di rivalsa, che arrivano perfino a immaginare un mondo diverso, altre volte di obbedienza. Questo convegno, aperto alle scuole e agli insegnanti, indagherà i silenzi e le parole delle donne antiche, mettendo in dialogo letteratura, storia e archeologia. Il convegno si terrà in presenza con possibilità di connessione da remoto tramite piattaforma Zoom, al link: https://unipd.zoom.us/j/84414481783. L’ingresso singolo non richiede prenotazione. Per prenotazioni di classi compilare il modulo disponibile a questo link: https://forms.gle/K36FRPSUHDREcDXeA. Comitato scientifico: Martina Elice, Gianluigi Baldo, Monica Salvadori, Luca Beltramini, Francesca Cavaggioni, Francesco Lubian, Antonella Duso.

VENERDÌ 9 MAGGIO 2025, 18.30-20, sala dei Giganti, Palazzo Liviano: concerto “Sulle note dei classici”. In questo concerto, realizzato da studentesse e studenti del Conservatorio C. Pollini di Padova e dagli archi dell’Orchestra Regionale dei Licei Musicali del Veneto, esploreremo la presenza duratura e profonda della cultura antica nella musica. Grazie a un repertorio che attraversa la storia della musica occidentale dal Barocco al Romanticismo, assaporeremo i modi in cui i grandi compositori hanno tradotto in melodia le suggestioni che venivano dalla storia e dal mito dei Greci e dei Romani. Musiche di: Arcangelo Corelli, Giuseppe Torelli, Antonio Vivaldi, Jean-Philippe Rameau, Giuseppe Tartini, Franz Schubert, Jan Sibelius, Igor Stravinskij.

SABATO 10 MAGGIO 2025, 9.30 – 10.45 – 12, museo di Scienze Archeologiche e d’Arte, Palazzo Liviano: laboratorio didattico (riservato alle scuole), in collaborazione con il CAM – Centro di Ateneo per i Musei, “La tela di Penelope”. Ogni tessuto racconta una storia, e con questa attività potremo iniziare a conoscerla. Il laboratorio comincerà con una breve presentazione teorica sulle tecniche, strumenti e materiali della tessitura antica. A seguire i partecipanti si cimenteranno a tessere di propria mano una tela o arazzo su piccoli telai. Per i più intraprendenti ci sarà l’opportunità di lavorare su una replica a grandezza naturale di telaio verticale a pesi, di epoca pre-romana. Un’esperienza emozionante il cui scopo è di far conoscere i lunghi ritmi della tessitura antica e apprezzare, con occhi nuovi, i tessuti del passato. Il laboratorio prevede tre turni: 9:30 – 10:45 – 12 (ultimo ingresso). La durata del laboratorio è di 45 minuti circa.

SABATO 10 MAGGIO 2025, 10-12, biblioteca del Seminario Vescovile: visita guidata “I tesori della Biblioteca antica del Seminario vescovile di Padova. Storie di donne nei manoscritti e nei libri a stampa
Visita guidata”. La Biblioteca del Seminario Vescovile di Padova custodisce e mette a disposizione degli studiosi un ricco patrimonio di manoscritti medievali e rinascimentali (224 latini, alcuni greci, ebraici e arabi), di libri a stampa (fra cui 483 incunaboli e 10.558 cinquecentine), di epistolari e documenti d’archivio. Guidati dalla Direttrice della biblioteca, Giovanna Bergantino, in questa visita percorreremo la storia della biblioteca e dei suoi tesori alla scoperta delle storie di donne che si celano tra le pagine dei manoscritti e dei libri a stampa. Federica Toniolo, studiosa di storia della miniatura dell’Università di Padova, ci parlerà degli splendidi apparati decorativi di alcuni di questi esemplari e della rappresentazione del mondo femminile che ne emerge. Rino Modonutti, studioso di letteratura medievale e umanistica, ci parlerà delle donne a vario titolo protagoniste di questi libri: committenti, destinatarie, proprietarie, autrici o protagoniste dei miti, delle storie e dei fatti in essi narrati.

SABATO 10 MAGGIO 2025, 15-16, Cortile Antico, Palazzo del Bo: reading teatrale “Eroine maghe assassine: donne del mito antico”. In questa lettura pubblica, accompagnata da musiche e coreografie, ci metteremo in ascolto della viva voce dei testi per scoprire le molte sfaccettature del mondo femminile antico. Realizzeremo l’origine remota e dolorosa di discriminazioni e stereotipi di genere che ancora oggi lottiamo per mettere da parte, ma scopriremo anche che nelle pagine della letteratura greca e latina si celano sentimenti di rivalsa e di ribellione contro lo status quo, e perfino la speranza di un mondo diverso. Selezione testi a cura di Luca Beltramini, con Giulia Briata; musiche di Caroline Leigh Halleck; coreografie di Francesca Vitillo.

SABATO 10 MAGGIO 2025, 17-18, Cortile Antico, Palazzo del Bo: talk di Laura Pepe (università Statale di Milano) “Noi sole generiamo uomini”. Le donne nella cultura e nella società di Sparta. In caso di maltempo, il reading è spostato in aula E a Palazzo Bo. Sparta non ha lasciato in eredità una splendida acropoli ancora visitabile. Sparta non annovera tra i suoi figli uno storico illustre che ne abbia ricostruito le vicende. Di Sparta sappiamo essenzialmente quello che ci ha raccontato la sua storica rivale, Atene. Ma a leggere bene tra le testimonianze del passato, emerge un’altra storia, tutta da raccontare. Scopriremo che vivere a Sparta non significava votarsi solo alla guerra e all’addestramento militare; che in città si apprezzavano motti di spirito, musica, feste; soprattutto, che le donne avevano più libertà e più diritti rispetto alle altre donne greche. Insomma, scopriremo perché la città “amabile” e “divina” – per citare Omero – ha lasciato segni indelebili nella storia e nella cultura del mondo greco.

Laura Pepe insegna Istituzioni di diritto romano e Diritto greco antico all’università di Milano. Oltre a libri e saggi accademici su diritto penale e diritto di famiglia nell’antichità, ha scritto diversi manuali di storia antica e grammatica latina per la scuola secondaria superiore. Ha pubblicato “Atene a processo. Il diritto ateniese attraverso le orazioni giudiziarie” (Zanichelli 2019), “I tendini di Zeus. Corpo, anima e immortalità nel mito greco” (Solferino 2023), “Un giorno con i giganti. La Grecia antica in sei lezioni” (Rizzoli 2023) e ha curato per il “Corriere della Sera” le collane “Vita degli antichi” (35 volumi, 2020) e “Amori mitici” (20 volumi, 2024). Collabora come divulgatrice scientifica con il canale televisivo Focus.

DOMENICA 11 MAGGIO 2025, 9.30 – 10.45 – 12, museo di Scienze Archeologiche e d’Arte, Palazzo Liviano: laboratorio didattico per adulti e famiglie, in collaborazione con il CAM – Centro di Ateneo per i Musei, “La tela di Penelope”. Ogni tessuto racconta una storia, e con questa attività potremo iniziare a conoscerla. Il laboratorio comincerà con una breve presentazione teorica sulle tecniche, strumenti e materiali della tessitura antica. A seguire i partecipanti si cimenteranno a tessere di propria mano una tela o arazzo su piccoli telai. Per i più intraprendenti ci sarà l’opportunità di lavorare su una replica a grandezza naturale di telaio verticale a pesi, di epoca pre-romana. Un’esperienza emozionante il cui scopo è di far conoscere i lunghi ritmi della tessitura antica e apprezzare, con occhi nuovi, i tessuti del passato. Il laboratorio prevede tre turni: 9:30 – 10:45 – 12 (ultimo ingresso). La durata del laboratorio è di 45 minuti circa.

DOMENICA 11 MAGGIO 2025, 10-12, centro storico di Padova: passeggiata epigrafica “Da Antenore alla street art: voci latine nelle strade di Padova”. Una passeggiata alla (ri)scoperta delle più significative iscrizioni in lingua latina che popolano le strade del centro storico di Padova. Daremo voce alle pietre di epigrafi e di monumenti pubblici, ognuna delle quali consentirà di illuminare alcune delle molte vie che il latino e la cultura antica hanno percorso nella nostra storia. Il ventaglio temporale, esteso dal medioevo alla contemporaneità, permetterà di attraversare snodi culturali di primo piano della cultura, come il preumanesimo e l’umanesimo, e di accostare grandi figure di intellettuali, come Concetto Marchesi. A ciò si accompagnerà l’approfondimento di aspetti linguistici scelti e di momenti rilevanti della storia cittadina, in un contesto informale scevro di ogni accademismo. Il luogo del ritrovo è l’atrio di Palazzo Liviano. L’itinerario termina all’Orto Botanico (via Orto botanico 15). La passeggiata ha durata complessiva di 2 ore e si svolge interamente all’aperto nel centro storico di Padova. L’evento si terrà anche in caso di maltempo.

DOMENICA 11 MAGGIO 2025, 17-18, sala degli Anziani, Palazzo Moroni: talk di Francesca Ghedini (università di Padova) “Le eroine del mito fra passato e presente”. Francesca Ghedini ci guiderà in un percorso in cui ricostruiremo, nel continuo confronto con i testi greci e latini, le vicende di alcune grandi figure femminili della tradizione occidentale. Fronteggiando le mille contraddizioni che una civiltà pervasa e invasa dalle immagini conserva e riproduce nei secoli, rileggeremo momenti poco noti o celeberrimi tramandati dal canone letterario e scaveremo nell’iconografia che gareggia con le parole. Amore e odio, tradimenti e malefici convivono con dati storici e artistici, ai quali si aggiunge quel pizzico di fantasia indispensabile per creare biografie coerenti e dare un’anima a queste donne nelle cui storie la parola si fa immagine e l’immagine ci tramanda una realtà diversa rispetto a quella codificata dai classici.

Francesca Ghedini, professoressa emerita di Archeologia all’Università di Padova, è autrice di qualche centinaio di pubblicazioni. Fra i vari ambiti della sua ricerca, si è dedicata principalmente allo studio dell’iconografia e all’uso delle immagini come specchio delle società che le hanno prodotte. Tra i suoi ultimi volumi, “Giulia Domna. Una siriaca sul trono dei Cesari” (2020) e “Lo sguardo degli antichi. Il racconto nell’arte classica” (2022).

Montebelluna (Tv). Al museo civico la conferenza “So much more than sex. Oltre alle immagini della situla di Montebelluna” di Louis Nebelsick e Clara Schaller, con la partecipazione di Luca Zaghetto, a corollario della mostra “Fabulae. Le situle raccontano i Veneti antichi”

La scena di amplesso tra un uomo e una donna rappresentata sulla situla figurata di Montebelluna non è solo una storia di sesso, ma ha molteplici significati da interpretare nel giusto contesto sociale dei Veneti antichi. Ne parleranno nella conferenza “So much more than sex. Oltre alle immagini della situla di Montebelluna” Louis Nebelsick e Clara Schaller, con la partecipazione di Luca Zaghetto, giovedì 8 maggio 2025, alle 20.45, al museo civico di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna (Tv) dove, fino al 31 agosto 2025, si può visitare la mostra “Fabulae. Le situle raccontano i Veneti antichi” con protagoniste le due situle figurate, scoperte una nel 2002 e l’altra nel 2012 nella necropoli preromana di via Cima Mandria di Posmon di Montebelluna. La conferenza è in lingua inglese con traduzione a cura di Luca Zaghetto. Per adulti. Ingresso gratuito su prenotazione obbligatoria. Per info e prenotazioni: info@museomontebelluna.it, 0423 617479.

Della prima situla di Montebelluna, in occasione dell’inaugurazione della mostra “Fabuilae”, Angela Ruta, già direttrice del museo nazionale Atestino, ha fatto un’attenta descrizione per archeologiavocidalpassato.com che qui riproponiamo.

La situla di Montebelluna scoperta nel 2002 nella tomba 244 della necropoli di Posmon e conservata al museo civico di Montebelluna (foto sabap-ve-met)

“La prima situla esposta in questa mostra è stata ritrovata nel 2002 e fa parte di una tomba – la 244 – della necropoli di Posmon. La situla purtroppo è molto corrosa e quindi non è facile ricostruire la storia che vi è raccontata. Rispetto all’altra situla, quella della tomba 5, ha una caratteristica: la situla della tomba 5 rappresenta il conflitto territoriale, mentre questa della 244 rappresenta la festa, il matrimonio, l’unione, perché il racconto inizia con un corteo di carri con dei signori seduti, e subito abbiamo due particolarità. La prima è che dietro un carro c’è un prigioniero legato, l’altra è che su una biga compare una coppia. Ed è la prima volta che la donna è ritratta a fianco del personaggio maschile. Poi nella fascia mediana c’è tutta una serie di scene di festa con una scena musicale, una scena di libagione, e – qui viene il bello – una scena di accoppiamento amoroso molto realistica, come è usanza però sull’arte delle situle. Ma la sorpresa, la novità, è la scena successiva, perché dopo l’accoppiamento sul materasso ondulato si vedono due donne, una di fronte all’altra, entrambe impugnano una grande conocchia e dalla conocchia pende il fuso con la fusaiola, e già questa è una novità per l’arte delle situle del Veneto, della Slovenia, etc. Ma cosa sorprendente una delle due donne è in attesa, nel senso che ha il ventre prominente e la cintura bassa. Ecco sicuramente si pensa subito per associazione di idee alla situla dell’Alpago dove alle scene amorose – anche un po’ trasgressive alcune – segue invece il parto. Qui non abbiamo il parto abbiamo la gravidanza rappresentata. E anche questa è una novità stupefacente. Non avevamo niente del genere. Poi nella fascia inferiore invece sono scene di ambientazione: la caccia, la natura più consueta”.

Udine. A San Francesco la presentazione del libro “Terra di incontro, dialogo e conoscenza. Esperienze di educazione al patrimonio culturale in Friuli Venezia Giulia” a cura di Morena Maresia, apre due giornate di studio a Palazzo Clabassi, in presenza e on line

Copertina del libro “Terra di incontro dialogo e conoscenza. Esperienze di educazione al patrimonio culturale in Friuli Venezia Giulia”

Giovedì 8 maggio 202, alle 10, nella chiesa di San Francesco, in via Beato Odorico da Pordenone 1 a Udine, presentazione del libro “Terra di incontro, dialogo e conoscenza. Esperienze di educazione al patrimonio culturale in Friuli Venezia Giulia” a cura di Morena Maresia promossa dal Segretariato regionale del ministero della cultura per il Friuli Venezia Giulia in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia. L’evento rientra all’interno delle iniziative del Festival vicino/lontano Premio Terzani 2025. Intervengono Tomaso Montanari, storico dell’arte, rettore dell’università per Stranieri di Siena; Andrea Pessina, direttore Segretariato regionale del ministero della Cultura per il Friuli Venezia Giulia; Valentina Minosi, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia.

Terra di incontro, dialogo e conoscenza. Il libro presenta il patrimonio culturale regionale quale punto di partenza per sviluppare una riflessione in ambito sociale, un’esperienza di inclusione e partecipazione fondante della “Comunità di eredità”, come delineata dalla Convenzione di Faro. I lavori realizzati, e qui raccontati, riportano l’eterogeneità, la ricchezza, la storia di un territorio di passaggi e di confini, di emigrazione e immigrazione. I vari progetti sono incontri in cui comprendere l’altro e l’alterità e riconoscere come i valori storici, culturali e artistici di palazzi, piazze e paesaggi si possono trasformare in metafore e simboli per comprendere la complessità del nostro presente. Le iniziative culturali presentate sono analizzate in questo volume nel loro svolgimento, nella metodologia sperimentata e nelle loro potenzialità, al fine di poterle far diventare momento di riflessione condivisa e strumento di replicabilità e ricerca in ambito educativo. Il libro, ricco di contributi e approfondimenti, è edito da Nardini Editore di Firenze.

GIORNATE DI STUDIO: Terra di incontro, dialogo e conoscenza. La presentazione del libro apre due giornate di studio, l’8 maggio (ore 14-17) e il 9 maggio (ore 10-13 e 14-17), a Palazzo Clabassi in via Zanon 22 a Udine, dedicate all’educazione al patrimonio culturale, conversazioni a docenti, educatori socio-pedagogici, professionisti del patrimonio e studenti, con l’obiettivo di far diventare i percorsi progettuali presentati riflessioni condivise, metodologie replicabili e strumenti di ricerca. Interventi di Andrea Pessina, Valentina Minosi, Morena Maresia, Elisabetta Borgia, Marina Di Berardo, Susanna Occorsio, Camilla Casonato, Anna Frangipane, Enrico Sbriglia, Davide Zoletto, Marco Ius, Carmine Marinucci, Fabio Spitaleri, Valentina Masotto, Monica Bernacchia, Elena Rocco, Giovanna De Appolonia, Farnaz Farahi, Elisabetta Iob. Ingresso libero sino ad esaurimento posti – capienza massima: 70 persone. INFO E PRENOTAZIONI: https://forms.gle/GkhyVcU3Be83fwDe6. Sarà possibile seguire gli incontri in webinar diretto collegandosi ai seguenti link per le diverse sessioni: GIORNATA DI STUDIO Giovedì 8 maggio 14.00-17.00 pomeriggio; GIORNATA DI STUDIO Venerdì 9 maggio 10.00-13.00 mattina; GIORNATA DI STUDIO Venerdì 9 maggio 14.00-17.00 pomeriggio. Saranno inoltre disponibili anche in diretta YouTube collegandosi ai seguenti link: 1- GIOVEDÌ 8 MAGGIO 14.00-17.00 pomeriggio https://youtube.com/live/1n6ezSeXhbA?feature=share; 2- VENERDÌ 9 MAGGIO 10.00-13.00 mattina https://youtube.com/live/4oBLkZUOsq4?feature=share; 3- VENERDÌ 9 MAGGIO 14.00-17.00 pomeriggio https://youtube.com/live/3ONOjv1Cmlk?feature=share.

Villanova di Castenaso (Bo). Al museo della Civiltà villanoviana presentazione del libro “L’apicoltura nel Mediterraneo antico. Archeologia del rapporto tra uomo e api dalla preistoria alla tarda antichità” dell’archeologo e divulgatore storico Giorgio Franchetti (Edizioni Efesto)

Giovedì 8 maggio 2025, alle 17, al MUV – museo della Civiltà villanoviana, in via Tosarelli 191 a Villanova di Castenaso (Bo), presentazione del libro “L’apicoltura nel Mediterraneo antico” dell’archeologo e divulgatore storico Giorgio Franchetti (Edizioni Efesto). L’autore condurrà i partecipanti in un affascinante viaggio nel mondo antico alla scoperta di come l’ape ed il miele abbiano accompagnato da sempre l’uomo nel suo percorso evolutivo, cercando di sensibilizzare le coscienze ad una maggior tutela di questo antichissimo alleato. Interverranno con Giorgio Franchetti, Paola Poli conservatrice archeologa del MUV, e Ambra Grossi apicultrice. Al termine della presentazione si terrà una degustazione di miele del territorio a cura dell’azienda agricola Zarri di Ambra Grossi. Ingresso gratuito.

Copertina del libro “L’apicoltura nel Mediterraneo antico. Archeologia del rapporto tra uomo e api dalla preistoria alla tarda antichità” di Giorgio Franchetti

L’apicoltura nel Mediterraneo antico. Archeologia del rapporto tra uomo e api dalla preistoria alla tarda antichità. L’uomo ha sempre avuto, per lungo tempo inconsapevolmente, il migliore degli alleati in natura: l’ape. Dalla sua comparsa sulla terra, quasi 100 milioni di anni fa, è stata lei principalmente, insieme ad altri agenti pronubi, a permettere lo sviluppo, la diversificazione e la sopravvivenza di un complesso e meraviglioso apparato di reciproche biodipendenze che oggi chiamiamo semplicemente Natura. L’ape ha accompagnato l’umanità per l’intera durata del suo percorso evolutivo e infatti, seguendo le tracce di questo rapporto, possiamo risalire per millenni fino agli albori della Storia. Ma non solo. Possiamo spingerci più indietro ancora, con certezza al Neolitico e, secondo alcuni studiosi, anche alle fasi finali del Paleolitico. Testimonianze di come il miele abbia costituito per moltissimo tempo un elemento fondamentale di apporto calorico nella dieta umana sono rintracciabili nelle pitture rupestri di culture lontanissime anche a livello geografico, segno evidente di come universalmente l’uomo si fosse reso conto dell’importanza di questo insetto e dei suoi prodotti. Dall’inizio dei tempi storici troviamo non solo raffigurazioni di api e della lavorazione del miele legate al fabbisogno alimentare ma, da subito, anche miti e culti legati a questa piccola e operosa creatura. Questo volume ripercorre la storia, e in parte la preistoria, del rapporto uomo-ape andando alla ricerca di evidenze archeologiche confrontandole con le fonti scritte, con l’intento di raccontare un lato meno conosciuto delle pratiche in uso nel Mondo Antico e con l’accesa speranza di sensibilizzare le coscienze verso la tutela di questo nostro antichissimo alleato.

Ercolano. Al parco archeologico Festa della Mamma speciale: per le mamme di Ercolano visita esclusiva guidata dal direttore Francesco Sirano

Panorama del sito archeologico di Ercolano, l’antica Herculaneum (foto paerco)

Una Festa della Mamma speciale: l’8 maggio 2025 visita dedicata alle mamme di Ercolano. L’appuntamento è per l’8 maggio, alle 15.30, all’interno del sito archeologico, in un’atmosfera di condivisione e riscoperta che renderà questa giornata ancora più speciale per tutte le mamme di Ercolano. Il parco archeologico di Ercolano conferma ancora una volta il proprio impegno verso l’inclusione sociale e la partecipazione attiva della comunità locale, promuovendo iniziative che mirano a rinsaldare il legame tra i cittadini e il patrimonio culturale che li circonda. Le mamme di Ercolano, assieme ai loro figli, festeggeranno la loro Festa, l’8 maggio, all’interno del Parco con una visita esclusiva guidata da Francesco Sirano. L’attività è realizzata nell’ambito del Progetto Seed Napoli, sostenuto da Fondazione con il Sud e Fondazione Grimaldi. Un gesto simbolico e concreto per onorare il ruolo centrale delle madri all’interno della comunità e, al tempo stesso, favorire un momento di riappropriazione collettiva del patrimonio culturale locale. L’iniziativa si inserisce nel più ampio programma di coinvolgimento del territorio, portato avanti dal Parco con l’obiettivo di rendere i cittadini protagonisti attivi nella valorizzazione della propria storia. In un dialogo costante tra passato e presente, il Parco Archeologico di Ercolano si propone come luogo vivo, inclusivo e partecipato, dove il patrimonio diventa occasione di crescita condivisa. “Restituire alla comunità il senso di appartenenza alla propria storia e alla propria eccellenza culturale”, dichiara Francesco Sirano funzionario delegato per il Parco, “è parte integrante della nostra missione. Celebrare la Festa della Mamma in questo modo significa ribadire che il patrimonio è di tutti, e che la sua cura passa anche attraverso gesti di riconoscimento e vicinanza alle persone”.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale per “Pomeriggi all’Archeologico” incontro con Barbara Arbeid su “Serpenti d’Etruria: il fascino delle profonde forze della natura”, secondo appuntamento di “Maggio 2025: mese degli Etruschi”

Al museo Archeologico nazionale di Firenze secondo appuntamento con la rassegna “Maggio 2025: mese degli Etruschi”. Giovedì 8 maggio 2025, alle 17, Barbara Arbeid, co-curatrice della sezione etrusca del MAF, presenta “Serpenti d’Etruria: il fascino delle profonde forze della natura”. Un’occasione davvero speciale per i “Pomeriggi dell’Archeologico”, per incontrare gli Etruschi da un punto di vista insolito, attraverso il loro rapporto con l’ambiente e con i simboli di un misticismo naturalistico. L’ingresso gratuito è consentito esclusivamente su prenotazione obbligatoria, entro le 15 di mercoledì 7 maggio 2025, scrivendo all’indirizzo man-fi@cultura.gov.it (fino a un massimo di 50 posti)

Roma-Perugia. In presenza e online, il convegno “Conservazione preventiva e programmata. Verso un protocollo condiviso nei luoghi della cultura” promosso da DiVa, Dg Musei, parco archeologico del Colosseo e musei nazionali di Perugia. Tre giorni di confronti per aprire un dialogo e un confronto tra istituzioni museali, statali e non, per avviare un piano strategico di prevenzione e manutenzione. Ecco il ricco programma

Dal 7 al 9 maggio 2025, il DiVa-dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, la direzione generale dei Musei, il parco archeologico del Colosseo e i musei nazionali di Perugia–direzione regionale Musei nazionali Umbria, ospiteranno, a Roma nella Curia Iulia (7-8 maggio) e a Perugia in galleria nazionale dell’Umbria (9 maggio), il convegno “Conservazione preventiva e programmata. Verso un protocollo condiviso nei luoghi della cultura”. Mercoledì 7 e giovedì 8 maggio 2025, ore 9, a Roma in Curia Iulia (parco archeologico del Colosseo) con ingresso da largo della Salara Vecchia. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti disponibili. PRENOTAZIONE 7 MAGGIO: https://conservazione7maggio.eventbrite.it; PRENOTAZIONE 8 MAGGIO: https://conservazione8maggio.eventbrite.it. DIRETTA STREAMING www.facebook.com/parcocolosseo. Link diretta YouTube: 7 maggio: https://youtube.com/live/PjMynUBi-yc; 8 maggio: https://youtube.com/live/DshyAEfE09E. Venerdì 9 maggio 2025, ore 10, a Perugia nella Sala Conferenze della Galleria Nazionale dell’Umbria, Palazzo dei Priori, 3° piano, in corso Vannucci 19. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Il convegno sarà trasmesso in diretta streaming su  www.facebook.com/GalleriaUmbriaPerugia.

Il Convegno nasce con l’obiettivo di aprire un dialogo e un confronto tra istituzioni museali, statali e non, per verificare quanto è stato progettato e realizzato in questo ambito, al fine di avviare un piano strategico di prevenzione e manutenzione, mettendo a sistema le numerose esperienze virtuose che già interessano molti luoghi della cultura e creare l’occasione per illustrare i progetti in corso. È proprio da questo confronto fra esperienze delle diverse realtà museali che si potrà tentare di far luce sulla questione conservativa nei luoghi della cultura, offrendo un palinsesto eterogeneo di esperienze documentate o progetti in corso di realizzazione che connotino la progettazione o l’attuazione di una conservazione preventiva e programmata, che vada oltre la gestione episodica e discontinua di interventi di restauro una tantum per approdare a una visione comune, sistemica e multidisciplinare, dell’approccio al tema della conservazione, attuabile concretamente.

L’iniziativa, che coinvolge l’intero Sistema Museale Nazionale insieme all’Istituto Centrale per il Restauro, all’Opificio delle Pietre Dure e alla Fondazione Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, vede la condivisione di oltre quaranta progetti di conservazione e manutenzione programmata distribuiti su tutto il territorio italiano, da nord a sud. Un racconto che attraversa le diverse tipologie di luoghi della cultura – musei, parchi archeologici, siti monumentali, giardini storici – offrendo uno sguardo sulle attività che ogni istituto mette quotidianamente in campo con approccio programmatico, al di là degli interventi straordinari o emergenziali, per la tutela del nostro patrimonio culturale.

Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio del 2004 prescrive, all’articolo 29, che “la conservazione del patrimonio culturale sia assicurata attraverso una coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro”, introducendo per la prima volta in un testo normativo un concetto e un protocollo operativo elaborati da Giovanni Urbani, direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro dal 1973 al 1983. A partire da questa indicazione, a vent’anni dalla sua formulazione normativa, il Convegno – promosso con il supporto di un comitato scientifico composto da un autorevole gruppo di esperti e specialisti del settore – si propone di aprire un dialogo e un confronto tra le istituzioni museali per fare il punto su quanto è stato progettato e realizzato in questo ambito negli ultimi anni. L’obiettivo è mettere a sistema le numerose esperienze virtuose già attive in molti luoghi della cultura e creare un’occasione per presentare e condividere i progetti attualmente in corso. Tra questi il Parco archeologico del Colosseo, che ospita le prime due giornate, ha avviato sin dalla sua istituzione nel 2017 e come preciso obiettivo strategico un piano di monitoraggio e di manutenzione programmata del suo patrimonio, i cui primi risultati sono già stati pubblicati nel 2020 a valle di un convegno internazionale di studi dedicato proprio al monitoraggio e alla manutenzione delle aree archeologiche con l’obiettivo di mettere a punto un protocollo comune per una migliore gestione dei luoghi della cultura. Tutte queste attività potranno costituire un utile contributo e un aggiornamento al lavoro della Commissione di esperti istituita dalla Direzione Generale Musei per l’elaborazione di linee guida operative sulla conservazione programmata del patrimonio museale.

I tre giorni di Convegno sono stati articolati in modo da approfondire, nella prima giornata, le attività di prevenzione e manutenzione applicate ai parchi e alle aree all’aperto; la seconda giornata sarà dedicata in particolare all’applicazione delle tecnologie per il miglioramento e la gestione delle manutenzioni programmate; infine, la terza giornata sarà incentrata sulle attività rivolte alle collezioni museali.

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 7 MAGGIO Curia Iulia: 9, saluti istituzionali: Alfonsina Russo (direttore parco archeologico del Colosseo e capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale), Luigi La Rocca (capo dipartimento per la Tutela del Patrimonio culturale). Apertura Convegno: Massimo Osanna (direttore generale Musei), Enrico Rinaldi (direttore parco archeologico di Sepino) “Preservare per valorizzare: il piano strategico di conoscenza, prevenzione e manutenzione del Sistema Museale Nazionale”. Alle 10.30, modera Massimo Osanna (direttore generale Musei). Interventi: Maria Cristina Tomassetti (parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia), Emanuele Morezzi, Tommaso Vagnarelli (Politecnico di Torino), Andrea Garzulino (Politecnico di Milano), Matilde Marzullo (università di Milano) “I nuovi piani per la conservazione programmata del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia: aggiornamento dei sistemi di gestione per la conoscenza, la conservazione e la manutenzione dei monumenti e della vegetazione e per i rischi connessi al cambiamento climatico”; Roberta Alteri, Francesca Guarneri, Sara Iovine, Barbara Nazzaro, Aura Picchione, Angelica Pujia, Fiorangela Fazio, Paola Quaranta, Federica Rinaldi, Andrea Schiappelli (parco archeologico del Colosseo) “Manutenere e man(u)tenere”. Coffee Break. Diana Venturini, Francesca Forniti (direzione regionale Musei nazionali Lazio) “Una sfida per il futuro: nuovi indirizzi di conservazione per i Musei nazionali Lazio”; Andreina Contessa (direttore museo storico e parco del Castello di Miramare) “Dalle emergenze alla conservazione preventiva. Metodologia di percorso virtuoso”; Luana Toniolo, Miriam Lamonaca (museo nazionale Etrusco di Villa Giulia) “Lungo il corso dell’Acqua Vergine. Conservazione preventiva e manutenzione programmata a Villa Giulia dalla Neviera al Ninfeo”; Valentina Fantera, Eleonora Gioventù, Maria Elena Corrado, Filippo Edoardo Capasso (Istituto Centrale per il Restauro), Raffaella Guarino (parco Archeologico dell’Appia Antica), Danilo Forleo (Chateau de Versailles) “L’attività ispettiva alla base della gestione conservativa di aree archeologiche: gli elementi essenziali per la pianificazione degli interventi”. Alle 14.30, modera Luigi Oliva (direttore Istituto Centrale per il Restauro). Interventi: Giovanna Manzo, Francesco Uliano Scelza (parchi archeologici di Paestum e Velia) “Dalla manutenzione alla conservazione programmata: i casi di Paestum e Velia”; Gabriel Johannes Zuchtriegel (direttore), Vincenzo Calvanese, Luigi Petti, Arianna Spinosa, Alessandra Zambrano (parco archeologico di Pompei) “Conoscere per conservare Pompei: il monitoraggio multilivello come strumento per un sistema dinamico della manutenzione programmata”; Francesco Sirano (parco archeologico di Ercolano) “Ercolano volta pagina: partenariato e autonomia istituzionale per la gestione sostenibile di luoghi culturali fragili”. Coffee Break. Francesco Longobardi, Fabio Galeandro, Eleonora Crimi (Castello Svevo di Bari) “Monitoraggio e manutenzione programmata al Parco Archeologico di Egnazia (Fasano – Br)”; Filippo Demma (direttore parchi archeologici di Crotone e Sibari) “Il Museo “In Progress”. Il caso dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari”; Luigi Oliva (direttore), Francesca Angelo, Roberto Ciabattoni, Barbara Davidde, Davide Fodaro, Edoardo Loliva, Livia Sforzini (Istituto Centrale per il Restauro), Fabrizio Sudano (direttore), Daniela Costanzo, Barbara Fazzari, Elena Nicolò (museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria), Paolo Piccardo, Roberto Spotorno (università di Genova) “Il progetto “Check-up Bronzi” al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria: un programma di monitoraggio standardizzato per la tutela”.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 8 MAGGIO Curia Iulia: alle 9, Giorgio Bonsanti, già ordinario di Restauro (università di Firenze). Interventi: Tiziana D’Angelo (direttore), Giovanna Manzo (parchi archeologici di Paestum e Velia), Luigi Petti, Carmine Lupo (università di Salerno) “Tecnologie Avanzate e Sostenibili per la Conservazione del Patrimonio: il Caso del Tempio di Athena a Paestum”; Alessia Vaccariello (Istituto Centrale per il Restauro), Maria Elena Corrado (Sapienza Università di Roma) “Il sistema informativo d’archiviazione unificato come strumento al servizio della manutenzione programmata”; Rossella Moioli, Alessandra Pili (Articolo29 Srl Servizi per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale) “Gestione informativa della Conservazione per un protocollo condiviso di scambio dei dati: dalla valutazione del rischio alla programmazione sostenibile”; Federica Rinaldi, Barbara Nazzaro, Angelica Pujia, Elisa Cella (parco archeologico del Colosseo), Fabio Fumagalli, Dario Rose (collaboratori parco archeologico del Colosseo), Marcello Balzani (università di Ferrara, CFR Consorzio Futuro in Ricerca) et alii “Verso la documentazione digitale del patrimonio archeologico attraverso il rilievo 3D e la modellazione HBIM: il Colosseo”; Alessandro D’Alessio (direttore), Antonella Docci, Claudia Tempesta (parco archeologico Ostia Antica), Ascanio D’Andrea, Riccardo Montalbano (collaboratori di parco archeologico di Ostia Antica) “Dalla conoscenza alla conservazione: il WebGis del Parco archeologico di Ostia antica”. Coffee Break. Barbara Davidde (Istituto Centrale per il Restauro | RUP del progetto NERITES per la soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo) “Il monitoraggio del patrimonio culturale subacqueo con tecnologie autonome: il caso del progetto NERITES”; Anna Manzone (museo Reggia di Caserta), Rosa De Finis (università del Salento), Sara Gonizzi Barsanti (università della Campania Luigi Vanvitelli) “La conservazione programmata alla Reggia di Caserta: tecniche digitali in aiuto dell’arte”; Cristina Sargentini, Chiara Valcepina (musei del Bargello) “Gestione digitale della programmazione delle attività di prevenzione conservativa nei Musei del Bargello”; Andrea G. De Marchi (gallerie nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini e Galleria Corsini) “Climasoft, dispositivo climatico di prossimità: dalla sperimentazione all’uso”; Maria Antonietta De Vivo (gallerie dell’Accademia di Venezia e Alma Mater Studiorum università di Bologna), Marco Pretelli (Alma Mater Studiorum università di Bologna) “Il Pio Monte della Misericordia a Napoli. Modelli per la determinazione dei fattori di rischio microclimatico e ambientale indoor”. Alle 14.30, modera Gisella Capponi, architetto, già direttore ICR. Interventi: Filippo Masino (direttore), Angela Maria Rita Farruggia, Giuseppe Milazzo (Residenze Reali Sabaude) “La conservazione preventiva e programmata come strumento per il risk assessment per le facciate ottocentesche di Palazzo Carignano (To)”; Chiara Bianchi (museo nazionale d’Abruzzo), Roberto Ciabattoni (Istituto Centrale per il Restauro) “Gestione del Rischio e Conservazione Preventiva: Strategie per la riduzione del Rischio Sismico per il Nuovo Allestimento del Castello Cinquecentesco del Museo Nazionale d’Abruzzo”; Rossella Moioli, Alessandra Pili (Articolo29 Srl Servizi per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale), Marina Ferroggio (Musei Reali di Torino), Antonio Spano (Politecnico di Torino), Maria Sofia Ruschi Noceti (architetto) “Il progetto Take Care: il caso dei Musei Reali di Torino”; Elena Froldi Paganini (Fondazione Palazzo Te), Rossella Moioli (Articolo29 Srl Servizi per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale) “Il Piano di Conservazione di Palazzo Te”. Coffee Break. Lian Pellicanò, Silvia Pintus, Paola Ruggieri (Gallerie degli Uffizi), Rossella Moioli, Alessandra Pili (Articolo29 Srl Servizi per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale) “Le Gallerie degli Uffizi: la conoscenza, la programmazione e l’attuazione nella strategia della Conservazione Preventiva e Programmata”; Lucia Anna Margari (Gallerie Estensi) “Piano di conservazione programmata. L’esperienza delle Gallerie Estensi”; Giulia Cervi, Rosa Anna Di Lella, Alessandra Montedoro (museo delle Civiltà) “Il Museo delle Civiltà: progetti ed interventi per la conservazione”; Alessandra Guerrini, Sara Rulli (musei nazionali di Genova) “Strumenti per la conservazione preventiva e programmata delle sedi dei Musei Nazionali di Genova”.

PROGRAMMA VENERDÌ 9 MAGGIO Galleria nazionale dell’Umbria. Alle 10, modera Costantino d’Orazio, direttore musei nazionali di Perugia. Interventi: Ilaria Batassa (musei nazionali di Perugia), Paola Pogliani (università della Tuscia), Simona Salvo (Sapienza università di Roma) “Conoscere per conservare: l’esperienza di Villa del Colle del Cardinale”; Michela Cardinali, Lara Coniglio (Fondazione Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale) “Riconoscere la complessità e fare sistema. Innescare comportamenti cooperativi, qualitativi e sostenibili”; Simona Calza, Rita Capitani, Barbara Cattaneo, Letizia Montalbano, Renata Pintus, Sandra Rossi (Opificio delle Pietre Dure) “La conservazione preventiva e programmata attraverso i cantieri scuola del PFP-5 della SAF-OPD: esperienze e metodologie”; Giulia Papini, Francesco Primari (Palazzo Ducale di Urbino) “Il Palazzo Ducale di Urbino e il nuovo laboratorio di restauro. Prospettive per la conservazione”. Coffee Break. Chiara Bianchi, Daniele Lauri (museo nazionale d’Abruzzo) “Programma di Conservazione Preventiva e Programmata per le Opere del Museo Nazionale d’Abruzzo: Un Percorso tra Restauro e Riqualificazione dei Depositi”; Sabrina Mutino (musei nazionali di Matera e MAN Dinu Adamesteanu – Potenza), Rossana Caputo (Scuola Superiore Meridionale – Napoli) “Potenza, Museo Archeologico Nazionale presso Palazzo Loffredo. Dalla cisterna, deposito del patrimonio sommerso, alla biblioteca di oggetti”; Laura Forte, Manuela Valentini (museo Archeologico nazionale di Napoli) “Un esempio di manutenzione di una collezione storica: la sculture della collezione Farnese del MANN”; Gerlinde Jona Tautschnig (musei nazionali di Cagliari) “Piano gestionale per la conservazione e valorizzazione della collezione tessile etnografica dei Musei Nazionali di Cagliari”. Alle 14.30, modera Caterina Bon Valsassina, storica dell’arte, già direttore generale ABAP. Interventi: Monica Galeotti (Opificio delle Pietre Dure) “Per non musealizzare un capolavoro: la sfida del Fonte Battesimale di Siena”; Marta Gómez Ubierna (Opificio delle Pietre Dure) “Tutela dei parchi di sculture contemporanee: criteri, metodi e strumenti per un piano di conservazione preventiva e programmata”; Francesca Graziosi (Palazzo Ducale di Urbino) “Intervento di monitoraggio ambientale, schedatura conservativa e di manutenzione e restauro presso la Rocca demaniale di Gradara”; Chiara Caruso (Sistema Museale di Ateneo Alma Mater Studiorum Università di Bologna) “Il nuovo allestimento digitale: la sfida della Collezione di Geologia “Museo Giovanni Capellini” del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Bologna”. Coffee Break. Giulia Basilissi, Marco Mozzo (Ville e residenze monumentali fiorentine) “La Grotta degli animali del Giardino della Villa di Castello: proposte metodologiche per la manutenzione programmata delle grotte artificiali”; Alessia Zaccaria, Federica Piezzo (Museo e Real Bosco di Capodimonte) “Il restauro del restauro: il cantiere trasparente del Museo e Real Bosco di Capodimonte”; Marta Boscolo Marchi (museo d’Arte Orientale) “Elogio della fragilità: materiali polimaterici dall’Asia a Venezia, una sfida complessa”.

Pompei. Al via il progetto “Pompei tra le mani”, un percorso multisensoriale in più azioni per “toccare con mano la storia” e favorire l’accessibilità culturale al sito. Zuchtriegel: “Strumenti concreti per aprire il sito alle esigenze di ciascun visitatore, senza escludere nessuno”

Al via il 6 maggio 2025 il progetto “Pompei tra le mani”, un percorso multisensoriale in più azioni per “toccare con mano la storia” e favorire l’accessibilità culturale al sito di Pompei, promosso dal parco archeologico di Pompei e realizzato con il sostegno del ministero della Cultura attraverso i fondi del PNRR – Investimento “Rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei luoghi della cultura”, nell’ambito della Missione 1 “Patrimonio culturale per la prossima generazione”. Il progetto si inserisce in un più ampio percorso già avviato da tempo dal Parco per garantire una fruizione piena, autonoma e rispettosa a tutti i visitatori, nell’ottica di un’accessibilità ampliata e inclusiva che va oltre la rimozione delle sole barriere fisiche, includendo anche quelle sensoriali, cognitive e comunicative, rivolta a tutta la comunità. Una prima parte del progetto vedrà dal 6 maggio e poi il 20 maggio, il 3, 17 e 26 giugno e il 2, 7 e 18 luglio 2025 la realizzazione di visite guidate agli Scavi di Pompei in Lingua dei Segni (LIS) che potranno essere prenotate dai visitatori interessati, tramite mail: prenotazioni@pompeitralemani.it. L’ingresso è gratuito ai sensi del DM 11 dicembre 1997, n. 507 e s.m.i.

L’incontro di persone con disabilità uditiva alla Villa di Poppea di Oplontis (foto parco archeologico pompei)

Pompei tra le mani guarda al futuro, e punta a diventare un modello replicabile per altri siti culturali italiani ed europei, con l’obiettivo di contribuire a far sì che l’accessibilità si trasformi in valore per tutti”, sottolinea il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel. “Pompei deve poter essere accessibile a tutti, non solo nel senso fisico del termine, ma anche come esperienza culturale ed emozionale. ‘Pompei tra le mani’ va in questa direzione: offre strumenti concreti per aprire il sito alle esigenze di ciascun visitatore, senza escludere nessuno”. “Siamo orgogliosi di contribuire alla costruzione di un nuovo modo di vivere Pompei: più accessibile, più emozionante, più umano”, dichiara Enrico Agresta, Communication Manager di Mare Group. “Il progetto ‘Pompei tra le mani’ rappresenta un passo concreto verso un patrimonio aperto a tutti, da toccare, ascoltare e vivere con tutti i sensi”.

Ma “Pompei tra le mani” è molto di più. Ideato all’interno del protocollo “Campania tra le mani”, si propone come intervento pilota, fortemente radicato nei principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, volto a integrare strumenti fisici e digitali in grado di restituire la città antica di Pompei in forma più leggibile, sensoriale e inclusiva, e prevede diverse azioni e strumenti in fase di completamento, quali: mappe tattili e modelli 3D dei principali luoghi del sito; bassorilievi ad alta definizione con didascalie in Braille; video accessibili in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e International Sign (IS), sottotitolati e con voice-over; tour virtuali e audiodescrizioni inclusive, fruibili anche da remoto; una postazione sensoriale per scoprire materiali, forme e profumi della Pompei antica; segnaletica interattiva con QR code; e con le visite guidate con interprete LIS, anche una formazione specifica per il personale del Parco.

La Mano di Sabazio, dalla casa dei Riti Magici di Pompei (foto parco archeologico pompei)

La realizzazione delle diverse attività si sviluppa attraverso un approccio graduale e condiviso, in costante dialogo con le professionalità interne del Parco e gli esperti di accessibilità, seguendo una logica di intervento personalizzato che tiene conto dell’unicità e della sensibilità del contesto archeologico. Il progetto si avvale di un’identità visiva accessibile e simbolica. A rafforzare la riconoscibilità del progetto realizzato da Mare Group, anche un marchio visivo e tattile ispirato alla Mano di Sabazio, dalla Casa dei Riti Magici di Pompei, reinterpretata come simbolo di inclusività tra linguaggio verbale, LIS e Braille. La mano stilizzata, che integra la lettera “P” in Braille, come richiamo a Pompei dell’alfabeto Braille. Il marchio non è solo un simbolo grafico, ma un messaggio che racconta l’obiettivo del progetto: rendere la cultura patrimonio di tutti, da vedere, toccare e comprendere.