Capri. Ampliati gli orari di apertura e potenziati i servizi di accoglienza di Villa Jovis e della Certosa di San Giacomo. Osanna: “Risultato possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni e al coinvolgimento delle realtà associative territorio”
A Capri (Na) ampliati gli orari di apertura e potenziati i servizi di accoglienza di Villa Jovis e della Certosa di San Giacomo. Prosegue il percorso di valorizzazione del patrimonio culturale di Capri, in attuazione dell’accordo tra la Direzione regionale Musei nazionali Campania e la Città di Capri per la gestione dei siti monumentali di Villa Jovis e della Certosa di San Giacomo. Villa Jovis, grazie al nuovo servizio di accoglienza garantito dall’associazione culturale Ápeiron, è ora aperta al pubblico tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso ore 16.30). Anche la Certosa di San Giacomo sarà visitabile con orario ampliato: tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17.30). Il nuovo orario offrirà al pubblico maggiori opportunità per apprezzare l’eccezionale architettura monastica e per visitare il nuovo museo Archeologico di Capri, “L’Isola dei Cesari. Capri da Augusto a Tiberio”, inaugurato lo scorso luglio, che racconta la storia millenaria dell’isola attraverso reperti e narrazioni di grande suggestione. Fino al 31 maggio 2025 sarà inoltre possibile visitare la mostra di arte contemporanea “Demetricism”, personale dello scultore Vasily Klyukin.

Il busto di Augusto divinizzato (I quarto del I sec. d.C.) da Fondi, nel nuvo percorso del museo Archeologico di Capri (foto emanuele a. minerva / mic)
“L’ampliamento degli orari rappresenta un risultato significativo per Capri”, dichiara Massimo Osanna, direttore generale Musei, “reso possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni e al coinvolgimento delle realtà associative territorio. Migliorare le condizioni di accesso significa non solo accrescere la qualità della visita, ma anche rispondere in modo più attento ai flussi e alle esigenze dei pubblici che animano l’isola. Capri non è soltanto una meta iconica del turismo internazionale, ma un luogo dove cultura, paesaggio e storia si intrecciano in modo unico, offrendo esperienze di straordinario valore”. “Con questo nuovo assetto”, sottolinea Francesco Sirano, funzionario delegato per il nuovo istituto autonomo Musei e parchi archeologici di Capri, “intendiamo compiere insieme al Comune di Capri un primo concreto passo verso un modello di valorizzazione partecipata, in cui la cultura diventa elemento centrale per lo sviluppo sostenibile dell’isola”. “Con grande soddisfazione”, afferma il sindaco della Città di Capri, Paolo Falco, “riusciamo a restituire ai visitatori e alla cittadinanza il sito archeologico più importante dell’isola, la Villa Jovis che fu la maggiore delle maestose ville Augustee di Capri, a lungo sede imperiale sotto Tiberio che sarà visitabile dal martedì alla domenica grazie all’impegno della direzione dei Musei di Capri, della Direzione Regionale Musei della Campania e all’accordo di valorizzazione sancito con la Città di Capri. Insieme alla Certosa di San Giacomo e al nuovo museo Archeologico la maggiore fruibilità del sito di Villa Jovis valorizza enormemente l’importante offerta culturale, artistica e archeologica dell’isola”.
#domenicalmuseo. Nella prima domenica di maggio Pompei torna al primo posto con 20.000 ingressi, seguita dalla Reggia di Caserta (16.956 ingressi) e dal Foro Romano e Palatino (16.694). Sul grande afflusso a Pompei (raggiunto il tetto massimo) interviene il direttore Zuchtriegel
A tre giorni di distanza dal 1° maggio 2025, quando i luoghi della cultura hanno fatto registrare oltre 235mila ingressi, domenica 4 maggio 2025, in occasione della #domenicalmuseo, sono stati circa 290mila gli ingressi nei musei e nei parchi archeologici statali aperti gratuitamente. Nella classifica assoluta l’area archeologica di Pompei è tornata al primo posto con 20.000 ingressi, seguita dalla Reggia di Caserta (16.956 ingressi) e dal Foro Romano e Palatino (16.694). Proprio sull’ingresso di 20mila persone al sito archeologico di Pompei – limite massimo per l’ingresso al sito, dal 15 novembre 2024 – con grande presenza di visitatori all’esterno degli ingressi, il direttore Gabriel Zuchtriegel precisa la posizione del Parco in relazione alle misure adottate per la tutela e sicurezza del sito.
“Vorrei ringraziare tutti i lavoratori e lavoratrici del parco archeologico di Pompei, in particolare i colleghi della vigilanza, delle biglietterie e dell’accoglienza, nonché gli operatori, le guide e tutti i visitatori e visitatrici grandi e piccoli”, esordisce Zuchtriegel. “Oggi (4 maggio, ndr), in occasione della prima domenica del mese, c’era grandissima affluenza a Pompei, abbiamo in poco tempo raggiunto il tetto massimo del numero di visitatori, introdotto per motivi di sicurezza e tutela, e abbiamo dovuto sospendere per alcune ore gli ingressi, per riprendere nelle prime ore del pomeriggio. Lo facciamo per salvaguardare un patrimonio unico e fragile – continua -. Grazie alla collaborazione di tutti siamo riusciti a gestire questa giornata; in mattinata c’erano delle file, vedremo come migliorare la gestione degli afflussi. Ma una cosa deve essere chiara: il tempo in cui qualcuno fuori gli scavi rivendeva i biglietti ai turisti ignari anche nelle giornate gratuite e il sito era soggetto a fenomeni vari di bagarinaggio e speculazione sono finiti. Su questo c’è tolleranza zero e confermiamo il biglietto nominativo legato al tetto massimo giornaliero. Pompei non è un patrimonio da consumare come il petrolio, ma una fonte inestimabile di energia rinnovabile culturale da consegnare intatta alle generazioni future per ritrovarci le radici della nostra storia”.

#domenicalmuseo: con 20mila ingressi di visitatori a Pompei, raggiunto il tetto massimo previsto (foto parco archeologico pompei)
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 20.000; Foro Romano e Palatino 16.694; Colosseo. Anfiteatro Flavio 14.102; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 11.786; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.350; museo e area archeologica di Paestum 4.616; Villa Adriana 4.268; parco archeologico di Ercolano 3.965; area archeologica di Ostia antica 3.746; Terme di Caracalla 3.669; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.706; Terme di Diocleziano 2.336; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.775; Palazzo Altemps 1.513; Palazzo Massimo 1.481; museo Archeologico di Venezia 1.456; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.403; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1.270; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.086; Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 860; museo Archeologico nazionale Mario Torelli e parco archeologico di Venosa 812.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia si rinnova la sinergia con la banda musicale della Marina Militare ogni prima domenica del mese: si inizia con il concerto “La banda in… marcia. Avanti tutta: inni e marce della Marina Militare”
Tornano anche quest’anno, ogni prima domenica del mese, gli appuntamenti musicali con la Banda Musicale della Marina Militare al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Cinque concerti tematici ideati con l’obiettivo di valorizzare l’eccellenza italiana nelle sue varie espressioni e, in particolar modo, una delle più importanti realtà museali italiane, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, in una sinergia pluriennale sviluppatasi tra il ministero della Cultura e la Marina Militare.
La stagione si apre il 4 maggio 2025, alle 11.30, con “La banda in….marcia. Avanti tutta: inni e marce della Marina Militare”: un programma tutto dedicato ai brani che, nella tradizione della Marina Italiana, identificano la Forza Armata e i suoi reparti. L’evento sarà impreziosito dalla partecipazione del tenore Francesco Grollo e dalla presenza di un grande complesso vocale che riunisce quattro realtà musicali: Coro Arké, Incanto vivo, Coro Claudio Monteverdi e Coro Polifonico Santarosa. Prenderanno parte alla manifestazione anche l’associazione A.PRO.T.I.ON. e 34 studenti di istituti scolastici superiori che hanno svolto, all’interno della Banda Musicale della Marina Militare, un Percorso per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (P.C.T.O.) giunto alla sua conclusione. Ingresso gratuito per la prima domenica del mese. Non è necessaria la prenotazione.
Il programma 2025 continua domenica 6 luglio, alle 17.30, con “La Banda in… Concert – Anniversari 2025”; domenica 7 settembre, alle 11.30, con “La Banda in… Band – Pop & Rock, Jazz & Blues”; domenica 5 ottobre, alle 11.30, con “La Band in… Folk – Musica “Popolare” d’autore”; domenica 2 novembre, alle 11.30, con “La Banda in “Tricolore” – Amarcord italiano”.
Roma. In Curia Iulia la lezione di Michele Dantini su “Pascali e Brancusi. Animali-totem e altro”, il primo di quattro incontri su “Lo spazio dell’immagine. Brancusi”
Il parco archeologico del Colosseo promuove il programma di quattro incontri “Lo spazio dell’immagine. Brancusi”, ideato e realizzato in collaborazione con Electa e con Fondamenta – Fondazione per le arti e la cultura. Sabato 3 maggio 2025, alle 11, la Curia Iula nel Foro Romano ospita “Pascali e Brancusi. Animali-totem e altro”, lezione di Michele Dantini, critico, curatore, professore di Storia dell’arte all’università per Stranieri di Perugia. Ingresso libero da via Salara Vecchia con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su https://brancusi3maggio.eventbrite.it
Firenze. Al museo Archeologico nazionale con la visita guidata del direttore Maras inizia il ricco programma del “Maggio 2025: il mese degli Etruschi”
1985-2025: A quarant’anni dalla celebrazione dell’Anno degli Etruschi, il museo Archeologico nazionale di Firenze e l’Istituto di Studi Etruschi ed Italici di Firenze lanciano “Maggio 2025: mese degli Etruschi” con un ricco programma di attività. Nel segno della civiltà etrusca, il MAF si apre a tutti per ricordare che l’arte, l’archeologia e la storia sono un patrimonio identitario universale: di Firenze, degli Italiani, del mondo. Primo evento sabato 3 maggio 2025, per l’ultimo weekend della mostra “Visioni di miti e riti etruschi a Firenze”: alle 10, il direttore Daniele Federico Maras accompagnerà i visitatori alla scoperta della pittura di terracotta da Cerveteri tra riti etruschi e mitologia greca. A seguire, la più antica raffigurazione italiana di un attore in costume offrirà l’appiglio a La Compagnia delle Seggiole per raccontare la storia di Edipo, un mito classico che ha attraversato la storia grazie al teatro. Gli eventi speciali compresi nell’iniziativa sono aperti a tutti con accesso gratuito solo su prenotazione obbligatoria all’indirizzo man-fi@cultura.gov.it.
Dopo la #domenicalmuseo del 4 maggio 2025 a ingresso gratuito, il programma continua l’8 maggio con Barbara Arbeid, curatrice della sezione etrusca del museo, che prenderà spunto dai serpenti etruschi per parlare del fascino delle forze della natura; il 13 maggio il direttore Maras incontrerà gli autori di nuove pubblicazioni su Arezzo e Populonia. Lo stesso Maras il 15 maggio affronterà il tema degli aruspici, mentre il 20 maggio saranno presentati gli atti del XXX Congresso dell’Istituto di Studi Etruschi e Italici sugli “Etruschi nella valle del Po” che si e’ svolto a Bologna nel giugno 2022. Il 22 maggio appuntamento con l’etruscologa della Sapienza Maria Cristina Biella sugli artigiani di Falerii. Il 29 maggio Claudia Noferi illustrerà il giardino del museo con i suoi monumenti etruschi. Chiuderà il ciclo di conferenze Valentino Nizzo, docente dell’Orientale di Napoli ed ex direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: il suo intervento si intitola: “Un secolo prima dell’anno degli Etruschi: questioni di identità tra Etruschi, Italici e Italiani”.
Napoli. Il parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi riaperto con due itinerari (storico-archeologico e botanico) dopo un importante intervento di riqualificazione ai monumenti storici, verde ottocentesco, percorsi di visita accessibili: un giardino romantico, un museo a cielo aperto, un ponte tra archeologia, natura e letteratura
C’è un luogo, nel cuore di Napoli, dove la poesia ha messo radici. Il parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi è tornato a raccontare la sua storia: un giardino romantico, un museo a cielo aperto, un ponte tra archeologia, natura e letteratura. Grazie a un importante intervento di riqualificazione, finanziato con fondi PNRR, sono stati restaurati i monumenti storici, rigenerato il verde ottocentesco e creati nuovi percorsi di visita accessibili, con pannelli multilingue, percorsi tattili per ipovedenti e strumenti digitali. Così, il parco diventa anche uno spazio di innovazione: un tour immersivo 3D e il Digital Twin permettono di esplorare ogni angolo, anche da remoto. Un viaggio tra paesaggio, poesia e nuove tecnologie per riscoprire uno dei luoghi più identitari di Napoli, all’insegna dell’accessibilità.

Massimo Osanna, Alessandro Giuli e Luana Toniolo alla riapertura del parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi (foto drm-campania)
Il nuovo percorso di visita del parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi a Napoli è stato inaugurato il 17 aprile 2025 alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli. Alla cerimonia sono intervenuti il direttore generale Musei, Massimo Osanna; l’assessore alle Infrastrutture, Mobilità e Protezione Civile del Comune di Napoli, Edoardo Cosenza, in rappresentanza del sindaco Gaetano Manfredi; e la dirigente delegata della direzione regionale Musei nazionali Campania, Luana Toniolo. L’evento è stato accompagnato dalla lettura di versi di Virgilio e Leopardi, affidata rispettivamente alla scrittrice e drammaturga Valeria Parrella e all’attore e regista Gabriele Lavia: un momento di grande intensità, capace di restituire al pubblico il senso profondo del legame tra poesia, memoria e paesaggio che caratterizza questo luogo.
Grazie al progetto di riqualificazione realizzato con fondi del PNRR, il parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi è stato restituito alla città con un nuovo percorso di visita, che si articola in due itinerari, storico-archeologico e botanico, intrecciando archeologia, paesaggio e poesia. Un luogo che non è solo memoria, ma anche esperienza viva, capace di accogliere pubblici diversi e di risuonare, ancora una volta, con le parole dei suoi poeti. L’intervento ha incluso il restauro del verde storico, condotto secondo una rigorosa ricostruzione filologica ispirata al giardino romantico ottocentesco, e il restauro di tutti gli elementi monumentali presenti nel sito. Grazie all’inclusione nel più ampio progetto “Genius Loci”, dedicato al miglioramento dell’accessibilità culturale e sensoriale nei musei della direzione regionale Musei nazionali Campania e anch’esso finanziato con fondi PNRR, entrambi i percorsi sono corredati da pannelli multilingue e strumenti digitali, tra cui un sistema di QR code e un tour immersivo 3D.
Cuore simbolico del parco è il mausoleo in opus reticulatum, risalente ai primi decenni dell’età imperiale, tradizionalmente attribuito al poeta Publio Virgilio Marone. L’identificazione, benché non fondata su prove archeologiche, si consolidò nei secoli fino a diventare verità culturale condivisa, e fu ufficializzata nel 1930 dal soprintendente Amedeo Maiuri, che curò la sistemazione del parco e lo aprì al pubblico. Fu proprio Maiuri a concepire questo luogo come un giardino romantico in cui potessero convivere la suggestione del paesaggio e dell’archeologia, la potenza della memoria e il decoro urbano.
Nel 1939, il sito accolse anche il mausoleo di Giacomo Leopardi, le cui spoglie furono traslate dalla chiesa di San Vitale a Fuorigrotta. Oggi i due grandi poeti sono ricordati con due epigrafi, apposte per l’occasione, che riportano versi tratti dalle loro opere, scelti per entrare in risonanza con lo spirito del luogo.
Ma il parco custodisce anche altri straordinari elementi: l’ingresso orientale della Crypta Neapolitana, spettacolare galleria scavata nella roccia in età augustea – probabilmente su progetto di Lucio Cocceio Aucto – per collegare Napoli con i Campi Flegrei, e un tratto dell’acquedotto, anch’esso di epoca augustea.
In libreria “Pompei. «Guida» turistica di un viaggiatore di duemila anni fa” il nuovo libro di Carlo Avvisati

Copertina del libro “Pompei. «Guida» turistica di un viaggiatore di duemila anni fa” di Carlo Avvisati
Un’insolita visita all’antica Pompei attraverso gli occhi e le parole di quattro legati romani inviati dall’imperatore Vespasiano qualche giorno prima della catastrofe per raccogliere notizie sui frequenti terremoti che si susseguivano. È il filo conduttore di “Pompei. «Guida» turistica di un viaggiatore di duemila anni fa” il nuovo libro di Carlo Avvisati da qualche settimana in libreria per la collana “Le guide Marlin”, diretta da Paolo Romano. La visita alla città romana di Pompei si apre con un antefatto datato agosto del 79 d.C., allorché quattro liberti romani, sfruttando un incidente avuto in un termopolio della Suburra, si fanno inviare, tutto spesato, nella cittadina campana prima dell’eruzione, quali legati dell’imperatore Tito Flavio Vespasiano. I quattro arrivano a Pompei con l’incarico di raccogliere notizie sui continui terremoti e relazionarne al Senato. La vacanza, che poi è il loro fine ultimo, la vita in città, i danni e gli accadimenti sono il filo conduttore della visita guidata tra vicoli e grandi arterie, monumenti pubblici, case patrizie, bottegucce e opifici, postriboli e bettole, cibi e bevande, panettieri e vinai, produttori di garum, case di cura e associazioni di lavoratori, spettacoli, gladiatori, artisti, artigiani, scuole pittoriche. Insomma una sorta di guida turistica ante litteram, realizzata attraverso il reportage dei protagonisti del racconto. Forte della sua esperienza e conoscenza del sito archeologico, Avvisati tesse un itinerario scientificamente corretto della Pompei di duemila anni fa, utile al lettore di oggi per immergersi in essa, come se la visitasse allora. Un vero e proprio viaggio nel tempo, per conoscere al meglio, e in maniera piacevole, la vita quotidiana della cittadina romana nel I secolo dopo Cristo.
Carlo Avvisati vive e lavora a Napoli. Scrive di archeologia e arte per “Il Giornale dell’Arte” e “Bell’Italia”. Con una produzione di circa 20.000 articoli ha collaborato come giornalista con numerose testate tra cui: “Il Mattino”, “l’Unità”, “Roma”, “Il Tempo”, “Il Messaggero”, “Il Giornale di Napoli”, “La Città (di Napoli)”, “Oggi”, “Sud”, “Rivista Europea” e “Panorama”. È stato inoltre ospite in varie trasmissioni televisive e radiofoniche: “Geo & Geo” Rai 3 – speciale sui vulcani e in particolare sul Vesuvio; BBC: rischio Vesuvio; Rai 1 Mattina; Baobab – Radio Rai 1. Dieci tra i suoi saggi sono alla Library of Congress, Washington, USA e alla BNF di Francia. Esperto di tradizioni e costumi popolari campani e dialetto napoletano, è autore di quaranta pubblicazioni tra raccolte poetiche, poemetti, traduzioni di classici in dialetto napoletano, saggi d’archeologia, di storia, di costume, romanzi.
Pompei. Nell’Insula 6 della Regio V, accanto alla Casa di Leda e il cigno, scoperta la Casa di Elle e Frisso (dal quadro mitologico presente nel triclinio) che porta nuova luce sugli ultimi momenti di Pompei con un estremo tentativo di salvezza da parte dei suoi abitanti

Il triclinio affrescato della Casa di Elle e Frisso nell’Insula 6 della Regio V a POmpei (foto parco archeologico pompei)
Il letto di traverso a sbarrare la porta della camera da letto per proteggersi dalla furia del Vesuvio, i resti di alcune vittime e gli oggetti quotidiani, segnali di una vita, poi bruscamente interrotta e che ancora una volta raccontano l’unicità di Pompei e dei suoi ultimi istanti prima della fine. È la scena che si è palesata con il recente scavo della Casa di Elle e Frisso lungo via del Vesuvio, e che restituisce la cronaca dei tentativi degli abitanti della dimora per salvarsi dall’ eruzione in corso. Gli approfondimenti scientifici su questo recente scavo sono stati pubblicati oggi sull’E-Journal degli scavi di Pompei https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/.
La Casa di Elle e Frisso è emersa nell’ambito dell’intervento “Restauro, Scavo e Valorizzazione della Casa di Leda – Regio V, insula 6 – Via del Vesuvio”, finanziato dalla programmazione ordinaria del parco archeologico di Pompei, a seguito di un progetto di ampliamento dello scavo della casa di Leda verso Est e Sud, al fine di potenziare la salvaguardia delle strutture archeologiche e delle decorazioni parietali emerse, mediante la creazione di un’area di rispetto più ampia.

Il quadro con il mito di Elle e Frisso nel triclinio dell’omonima Casa a Pompei (foto parco archeologico pompei)
La Casa di Elle e Frisso nella Regio V, Insula 6, prende il nome del quadro mitologico rinvenuto nel tricliinio, ed è ubicata vicino alla Casa di Leda e il cigno, già documentata nel 2018. Entrambe sono state oggetto di interventi di scavo conseguente ai lavori di consolidamento e tutela dei fronti perimetrali tra l’area scavata e non, e di miglioramento dell’assetto idrogeologico, e successivamente a interventi di restauro e di valorizzazione che ne consentiranno presto la fruizione al pubblico. Il quadro mitologico che dà il nome alla casa era nel pannello centrale di una parete del triclinio. Raffigura Frisso in sella al Crisomallo e la sorella Elle poco prima dell’annegamento. Il mito racconta che Elle e Frisso si salvarono dalla persecuzione di Ino volando in groppa ad un montone dal vello d’oro ma, durante il tragitto, Elle cadde nel mare che così prese il nome di Ellesponto. Nell’affresco è raffigurato il tragico momento della morte della fanciulla mentre tende la mano al fratello in cerca di aiuto. La raffigurazione del racconto mitologico è un esempio di un immaginario diffuso di tragedie di uomini e donne, ragazze e ragazzi, vittime di cataclismi vari, anche se non si può trascurare che nel I sec. d.C. queste storie non hanno più la valenza religiosa e culturale, che invece avevano avuto nell’età arcaica e classica. Dobbiamo supporre, dunque, che la loro funzione nelle case dei ceti medio e alto era principalmente l’intrattenimento, l’esibizione dello status economico e culturale, la “bellezza”, che traspare anche in questa domus di medie dimensioni.
“Scavare a Pompei e visitarla vuol dire confrontarsi con la bellezza dell’arte ma anche con la precarietà della vita di tutti noi”, dichiara il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel. “In questa piccola casa meravigliosamente decorata abbiamo trovato le tracce degli abitanti che hanno cercato di salvarsi, bloccando l’ingresso di un piccolo ambiente con un letto di cui abbiamo realizzato il calco. Questo perché dall’apertura del tetto dell’atrio entravano i lapilli, le pietre vulcaniche che rischiavano di invadere lo spazio. Non ce l’hanno fatta, alla fine è arrivata la corrente piroclastica, un violento flusso di cenere caldissima che ha riempito qui, come altrove, ogni ambiente, le scosse sismiche avevano già prima fatto crollare molti edifici. Un inferno che colpì questa città il 24 agosto 79 d.C., di cui ancora oggi troviamo le tracce”.

Casa di Elle e Frisso a Pompei: Il calco del letto messo di traverso a sbarrare la porta della camera da letto per proteggersi dalla furia del Vesuvio (foto parco archeologico pompei)
I principali ambienti portati in luce oltre all’ingresso, sono l’atrio con impluvium (vasca di raccolta delle acque), una camera da letto (cubiculum), una sala da banchetto (triclinium) con pareti riccamente decorate, e un vano con una tettoia e un’apertura al centro per il passaggio dell’acqua piovana. Proprio questa apertura potrebbe aver determinato l’ingresso dei lapilli che cascavano a pioggia all’interno della casa durante le prime fasi dell’eruzione, e da cui le vittime, oggi rinvenute, avevano provato a proteggersi rifugiandosi in un ambiente, sbarrato con un letto. Di quest’ultimo è stato possibile riprodurre il calco, dopo aver individuato nella cenere solidificatasi dei vuoti, formatisi a seguito della decomposizione organica del legno. All’interno dei vuoti è stato versato il gesso per ricostruire la forma del letto conservato come impronta nella cenere. Alcuni elementi, quali le soglie asportate, l’assenza in alcuni punti di decorazione, le tracce di taglio di porzioni di muratura nell’ingresso della casa lasciano supporre che la casa fosse interessata, al momento dell’eruzione, da interventi di ristrutturazione. Tuttavia continuò ad essere occupata dai suoi abitanti che colti dall’eruzione, preferirono non allontanarsi dall’abitazione, trovando qui la morte.

Planimetri delal Casa di Elle e Frisso nell’Insula 6 della Regio V di Pompei (foto parco archeologico pompei)
“Gli scavi effettuati tra il 2018 e il 2019 hanno parzialmente indagato il limite Nord delle fauces (amb. 48) e uno dei cubicula laterali (amb. 10) della casa di Elle e Frisso”, scrivono Maria Rispoli, archeologa del Parco, e Marco Tartari, archeologo libero professionista, sull’E-Journal degli scavi di Pompei. “La nuova campagna ha messo in luce un’area che presumibilmente corrisponde a un terzo della superficie originaria della casa. Restano ancora sepolte dal materiale eruttivo e dagli strati di riporto le stanze a Sud e ad Est del corridoio (amb. 50). Si accede alla domus da Via del Vesuvio. La soglia di ingresso è in marmo. Uno dei pilastri che delimita l’ingresso mostra evidenti tracce del taglio del muro: ciò indica che in una fase precedente l’ingresso della casa era costituito soltanto dal corridoio (fauces) che nell’ultima fase fu allargato e trasformato in un’anticamera più ampia (amb. 48) con accesso diretto all’atrio (amb. 29). Una peculiarità dell’ambiente 48 è l’assenza di decorazioni sulla parete Nord. L’atrio (amb. 29), liberato solo in parte, misura 5,20 x 3,33 m. Sulla parete Nord si conserva una nicchia 40 x 40 cm con mensola di marmo. L’impluvio è inornato e posto fuori asse rispetto all’ingresso. La tubazione di sfogo della vasca era protetta da un disco forato in piombo, rinvenuto in frammenti. Sulla parete settentrionale si conservano due gradini in travertino che rappresentano molto probabilmente la base di una scala che doveva condurre ad un soppalco. Sul pavimento, nell’area individuata come sottoscala, è stata rinvenuta numerosa suppellettile che ha consentito di interpretare questo spazio come dispensa.
A Ovest dell’atrio è stato indagato al momento un singolo cubicolo, l’ambiente 10 (3,00 x 2,60 m), decorato con pitture in IV stile. Il registro mediano si articola in tre pannelli a fondo bianco, separati da stretti riquadri decorati da ghirlande. Sulla parete Nord è un volto femminile all’interno di una cornice circolare, su quella Ovest un amorino alato, mentre sulla parete Est una divinità alata”

Dettaglio della decorazione delle pareti del triclinio della Casa di Elle e Frisso a Pompei (foto parco archeologico pompei)
“Procedendo invece verso Est – continuano Rispoli e Tartari – si entra nell’ambiente 52, il triclinio che ha restituito l’affresco che ha dato il nome alla casa. L’ambiente presenta una forma rettangolare che misura 4,70 x 3,50 m. La stanza presenta importanti danni strutturali riferibili al fenomeno di “sgrottamento sottofondale”, che si verifica in presenza di vuoti e voragini al di sotto di un setto murario. Nonostante l’accertamento autoptico di questi elementi abbia confermato la presenza di un vuoto al di sotto del triclinio, per ora non è possibile appurarne né la natura né l’eventuale destinazione d’uso. Tuttavia, la vicinanza dell’impluvio dell’atrio e poco distante dal triclinio stesso lascia supporre che il vuoto sia imputabile alla presenza di una cisterna di dimensioni considerevoli. Gli affreschi del triclinio in IV stile sono caratterizzati da un’articolata partitura delle pareti. Sulle pareti Nord e Sud il registro inferiore, a fondo nero, è caratterizzato da elementi architettonici che inquadrano animali in volo e bucrani. Ai lati, cespugli di felci e fiori adornano i pannelli laterali. Sul registro mediano, si aprono, ai lati delle pareti, scorci prospettici con elementi architettonici, quali porte ed elementi della trabeazione, caratterizzati da una grande cura nei giochi di luce con cui si implementa la resa prospettica delle finte architetture. Il pannello centrale, di colore ocra, è inquadrato da un portale monumentale con soffitto a cassettoni. Al di sotto sono invece collocati, su tutte le pareti, scorci paesaggistici. Sulla parete di fondo, all’interno del pannello centrale, si conserva il quadro mitologico che raffigura Frisso in sella al Crisomallo e la sorella Elle poco prima dell’annegamento. Una cornice con profilo ad L, costituita da una composizione di ghirlande e bordi di tappeto, circoscrive i pannelli laterali del registro mediano. Al centro è posta una finestra con balaustra marmorea. Il parapetto richiama una decorazione bugnata in stucco arricchita da ippocampi o fiori. Gli scorci prospettici inquadrano parte di un’ambiente con soffitto a cassettoni e un’edicola con fastigio a volute. Sulle pareti Nord e Sud si aggiungono delle ghirlande. Il passaggio al registro superiore è segnato da una cornice dentellata azzurra. Le figure, prevalentemente dipinte di rosso, si impostano su uno fondo bianco. Sui lati vengono ripresi elementi a bande e ghirlande rosse, bordi di tappeto e cornici dentellate che inquadrano figure vegetali e animali, quali arbusti stilizzati, cerbiatti e ippocampi. Al centro si conserva, solo sul lato Nord, parte di una balaustra e alla sua sinistra un pinax con scorcio paesaggistico marino. Un fregio con maschera tragica sormonta infine il soffitto a cassettoni dell’edicola centrale”.

I resti di un individuo scoperti nello scavo della Casa di Elle e Frisso a Pompei (foto parco archeologico pompei)
Nel corso dello scavo sono emersi anche i resti di almeno quattro individui, tra i quali un bambino. A quest’ultimo probabilmente doveva appartenere la bulla in bronzo qui ritrovata, ovvero un amuleto che veniva fatto indossare ai figli maschi fino al raggiungimento dell’età adulta. Tra i vari altri oggetti rinvenuti anche un deposito di anfore, stipato in un sottoscala con funzione di dispensa, alcune delle quali adibite al contenimento del garum, una salsa di pesce molto diffusa; e un set di vasellame in bronzo, composto da un attingitoio, una brocca monoansata, un vaso a paniere e una coppa a conchiglia.
Pozzuoli (Na). Inaugurazione del nuovo percorso di fruizione dell’Anfiteatro Flavio dopo i lavori di restauro e valorizzazione
Mercoledì 30 aprile 2025, alle 16.30, sarà inaugurato il nuovo percorso di fruizione dell’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli (Na) a seguito della conclusione dell’intervento “Anfiteatro Flavio – Interventi per il miglioramento dell’accessibilità e nuova fruizione – Pozzuoli – lavori di restauro e valorizzazione”, finanziato con risorse PON-FESR Cultura e Sviluppo 2014-2020 e completato a valere sul Programma Operativo di azione e coesione Complementare al PON. Seguirà, dalle 17, Pozzuoli International Jazz Day #12 a cura di Jazz and Conversation Aps, con performance musicali lungo il nuovo percorso di visita e nell’arena. Partecipazione a ingresso libero, fino a esaurimento posti. Per l’evento delle 19 all’interno dell’arena, prenotazione obbligatoria al seguente link: https://ddec1-0-en-ctp.trendmicro.com:443/wis/clicktime/v1/query?url=https%3a%2f%2fdocs.google.com%2fforms%2fd%2fe%2f1FAIpQLSfNTWRYNcl%5fiXivyHpqwFysr8UOwSAVC%5f7ldANMRz9h6p2yUQ%2fviewform%3fusp%3dheader&umid=83ec387e-f4ba-4602-82ac-6cb0309ed851&rct=1745490725&auth=9a7eb84306ff09492b875aff9750a37a56ee43be-b0b786e3ea8b765635df8a8f6503c7ccf3012629

















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