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Capodimonte (Vt). Riapre il museo della Navigazione nelle Acque interne e torna “Mai dire Mnai”: visite guidate con la direttrice Giuliana Galli

Domenica 25 gennaio 2026 a Capodimonte (Vt) riapre il museo della Navigazione nelle Acque interne e torna “Mai dire Mnai”: due turni di visite guidate, 11.30–12.30 e 15.30–16.30, accompagnati dalla direttrice Giuliana Galli. Il percorso di questa apertura porta i partecipanti dentro la vita del lago in età protostorica: imbarcazioni antiche, collegamenti fluviali, pesca, e quel filo continuo tra comunità, acqua e paesaggio che racconta Capodimonte meglio di mille slogan. In più c’è anche la mostra fotografica di Rosanna Tarantello, dedicata ai paesaggi bolsenesi e al mondo della pesca. Ingresso gratuito, senza prenotazione.

Trambileno (Tn). All’auditorium l’incontro “Le Slache a Trambileno” con i primi risultati degli scavi archeologici condotti in località Val dei Lombardi nell’ambito del progetto “Antichi metallurghi delle Valli del Leno”: tra le scoperte un forno fusorio dell’età del Bronzo

La già nutrita mappa dei siti fusori pre-protostorici del Trentino – oltre 200 su tutto il territorio provinciale – si amplia con una nuova area di indagine, finora poco esplorata. Si tratta del territorio delle Valli del Leno, nei Comuni di Trambileno, Vallarsa e Terragnolo, interessati dal progetto “Antichi metallurghi delle Valli del Leno”. Proprio nell’ambito del progetto “Antichi metallurghi delle Valli del Leno” venerdì 23 gennaio 2026, alle 20.30, a Trambileno (Tn), all’auditorium in località Moscheri, saranno presentati al pubblico i primi risultati degli scavi archeologici condotti in località Val dei Lombardi nel giugno 2025 nell’incontro “Le Slache a Trambileno”: non è un caso che il termine “slache”, che in dialetto indica i residui della fusione, sia diventato anche un toponimo della zona. All’incontro interverranno gli amministratori locali e i referenti dell’Ufficio Beni archeologici della soprintendenza per i Beni culturali di Trento. La presentazione prevede tra i relatori, oltre agli archeologi della Soprintendenza, esperti e studiosi del Muse, della Fondazione Museo Civico Rovereto e dell’università di Verona. La partecipazione alla serata è libera e gratuita. Dopo i saluti delle autorità, interverranno gli archeologi della soprintendenza Paolo Bellintani ed Elena Silvestri; Mara Migliavacca dell’università di Verona; Maurizio Battisti della Fondazione Museo Civico Rovereto; Paolo Ferretti, Matilde Peterlini, Marco Avanzini e Isabella Salvador del Muse.

Ricostruzione di antichi forni fusori (disegno di Livia Stefan – Archivio Ufficio beni archeologici PAT)

Il forno fusorio dell’età del Bronzo rinvenuto a Trambileno (Tn) nell’ambito del progetto “Antichi metallurghi delle Valli del Leno” (foto sopr-tn)

IL PROGETTO. Le indagini di scavo intraprese quest’anno nel sito archeologico individuato in località Val dei Lombardi di Trambileno stanno portando alla luce importanti testimonianze della frequentazione dell’area in un passato particolarmente remoto. Si tratta di un’officina metallurgica dedicata all’estrazione del rame, presumibilmente di età protostorica. Il territorio delle Valli del Leno è stato finora poco indagato, ma diversi indizi riconducono ad attività metallurgiche in quest’area. Sappiamo infatti che, soprattutto nella tarda età del Bronzo (1350 e il 1000 a.C. circa) le attività minerarie e di lavorazione dei minerali per ricavare rame metallico ebbero uno sviluppo straordinario nel versante meridionale delle Alpi centro-orientali, come documentano le oltre duecento officine riconosciute in Valsugana e negli altopiani di Lavarone-Luserna. Nella campagna 2025, in uno dei due saggi di scavo aperti, è venuto alla luce un forno fusorio di età protostorica eccezionalmente ben conservato, di cui le analisi al radiocarbonio (C14) hanno confermato una datazione all’età del Bronzo. E poi sono stati ritrovati notevoli cumuli di scorie che forse potrebbero essere pertinenti proprio a quel forno fusorio. Il progetto, avviato nel 2024, è promosso dalla soprintendenza per i Beni le attività culturali della Provincia autonoma di Trento, dalla Fondazione Museo Civico Rovereto, dal MUSE – Museo delle Scienze di Trento, dall’università di Verona – dipartimento Culture e Civiltà e dall’università di Padova – dipartimento di Geoscienze.

Parma. Al via all’auditorium dei Voltoni del complesso monumentale della Pilotta le “Conferenze di Arkheoparma”: sette incontri. Inizia Matteo Riccò con “L’anno 1204 e la seconda morte dell’impero romano”

Tornano le conferenze di Arkheoparma dedicate ai molteplici temi dell’archeologia. Un viaggio tra passato e ricerca contemporanea, tenuto da studiosi ed esperti del settore, pensato per avvicinare tutta la cittadinanza alla conoscenza del patrimonio archeologico in modo chiaro, accessibile e coinvolgente. Dal 22 gennaio al 7 maggio 2026, sette incontri, alle 17, all’Auditorium del Complesso monumentale della Pilotta a Parma. Tutti gli incontri sono gratuiti fino ad esaurimento dei posti (100 persone). Per informazioni arkheoparma@gmail.com.

Si inizia giovedì 22 gennaio 2026, L’anno 1204 e la seconda morte dell’impero romano, con Matteo Riccò. Quindi giovedì 12 febbraio 2026, Annibale Bentivoglio in fuga dal Castello di Varano, con Ubaldo Delsante; giovedì 5 marzo 2026, Iside. Una dea vicino a noi, con Florio Lami; giovedì 26 marzo 2026, L’Uomo di Neanderthal e la transizione a Homo Sapiens, con Davide Delpiano; giovedì 16 aprile 2026, Parma Antica: uno sguardo sulla città attraverso la riscoperta dei monumenti perduti, con Francesco Francesconi; giovedì 7 maggio 2026, Archeologia del paesaggio. Come si sviluppa e cambia il concetto di urbanizzazione nella storia, Antonia Cozzi.

Pertosa-Auletta (Sa). Fermo biologico delle grotte per 40 giorni: svuotate dalle loro acque, inizierà la nuova campagna di scavi archeologici

“Il Bacio” delle Grotte di Pertosa-Auletta (foto mida)

Le Grotte di Pertosa-Auletta (Sa) entrano nella loro fase di riposo, lasciate al lento e continuo lavoro che da sempre crea forme, volumi e scorci di straordinaria bellezza. Dal 7 gennaio al 13 febbraio 2026 saranno chiuse per il consueto fermo biologico, una pausa necessaria per rispettare e proteggere questo ambiente unico. Torneranno ad accogliere il pubblico alla riapertura nel week end di San Valentino per viverlo insieme davanti al suggestivo “Bacio” delle grotte.

Scavi archeologici nelle grotte di Pertosa-Auletta (foto mida)

Intanto in questi giorni si inizia a svuotare lentamente le Grotte di Pertosa-Auletta dalle loro acque. Con il supporto di Iren viene aperta la diga all’ingresso per consentire all’acqua di defluire verso l’esterno e abbassarne gradualmente il livello. Un’operazione attenta e misurata che permetterà di avviare una nuova campagna di scavi, dalla quale ci si aspetta nuove e sensazionali scoperte. La natura, però, non si arresta mai. Dalla sorgente e dal sifone l’acqua continuerà a scorrere, come fa da millenni. E mentre il suo flusso prosegue, gli speleo-archeologi avranno comunque modo di lavorare per portare alla luce nuovi reperti, nuove tracce e nuovi racconti sul rapporto antico e continuo tra l’uomo e le grotte. Liberare le acque delle Grotte è sempre un momento carico di emozione. Vederle defluire, osservare come la loro forza rimanga costante, comprendere che il loro cammino continua anche quando proviamo a guidarlo, fa crescere il rispetto e la consapevolezza. È in questo dialogo silenzioso con la natura che si comprende quanto le dobbiamo: le forme, gli spazi e le storie che oggi possiamo ancora scoprire e raccontare

#domenicalmuseo. Al museo Archeologico nazionale di Verona con “scavo in museo”

#domenicalmuseo e Scavo in museo domenica 4 gennaio 2026 al museo Archeologico nazionale di Verona, aperto dalle 10 alle 18, con ingresso gratuito. E in occasione della prima domenica del mese il museo Archeologico nazionale di Verona alle 15 offre al visitatore più curioso l’esperienza di un vero scavo archeologico all’interno degli spazi museali. Dopo una breve passeggiata nel tempo scopriremo quali strategie gli archeologi usano per individuare giacimenti antichi e qual è la vita dei reperti prima di essere esposti. Con le mani nella terra si vivrà un’esperienza unica. Costo 10 euro a persona (comprensivo di visita guidata e attività didattica). Info: 045.591211; drm-ven.museoverona@cultura.gov.it

Un libro al giorno. “Iblei rupestri – l’exemplum di Licodia Eubea” di Antonio Barone che affronta la storia delle trasformazioni del popolamento nel territorio di Licodia Eubea

Copertina del libro “Iblei rupestri – l’exemplum di Licodia Eubea” di Antonio Barone

È uscito per i tipi di Abulafia editore il libro “Iblei rupestri – l’exemplum di Licodia Eubea” di Antonio Barone. Il lavoro di Barone – scrive Massimo Cultraro nella Prefazione – è uno studio di ampio respiro, arricchito da un’ampia e aggiornata bibliografia, che affronta la storia delle trasformazioni del popolamento nel territorio di Licodia Eubea da diversi punti di vista (archeologico, storico, filologico-archivistico), punti che trovano una preziosa sintesi nella profonda conoscenza diretta di un territorio esplorato palmo a palmo. Di questa conoscenza ne è esempio l’ampia e accurata indagine che l’autore dedica alle pitture della Grotta dei Santi nel complesso rupestre dell’ex- feudo dell’Alia, tra interessanti e suggestive osservazioni di natura iconografica e storica.

Un libro al giorno. “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro, Fedra A. Pizzato: archeologia, antropologia, scienze naturali, umane e sociali dialogano per restituire un quadro articolato della più antica storia dell’umanità

Copertina del libro “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro, Fedra A. Pizzato

Esce a gennaio 2026 per i tipi di Carocci editore il libro “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro, Fedra A. Pizzato. Che cosa significa pensare la preistoria oggi? Il libro risponde a questo interrogativo proponendo una riflessione sul tempo profondo, le epoche remote in cui si manifestarono le prime forme di organizzazione sociale, tecnologica e simbolica. La prospettiva è transdisciplinare: archeologia, antropologia, scienze naturali, umane e sociali dialogano per restituire un quadro articolato della più antica storia dell’umanità. Dall’evoluzione della disciplina all’analisi delle idee, l’archeologia preistorica viene esplorata nel suo sviluppo storico, con particolare riferimento all’Italia e alle molteplici letture del rapporto tra uomo e ambiente. Un’attenzione speciale è dedicata alle forme di visualizzazione e comunicazione – dalla fotografia all’immaginario letterario – che hanno contribuito a costruire la percezione pubblica della preistoria. Il libro mostra come lo studio delle nostre origini non sia mai stato neutrale, ma risulti costantemente intrecciato al dibattito culturale e politico. In un periodo storico segnato da crisi ambientali e sociali globali, la categoria di tempo profondo si rivela uno strumento indispensabile per ripensare il rapporto tra passato, presente e futuro.

Luca Ciancio è professore associato di Storia della scienza e delle tecniche all’università di Verona e si è a lungo occupato della storia delle scienze naturali.

Massimo Cultraro è archeologo, direttore di ricerca presso il CNR-ISPC, esperto di preistoria e protostoria mediterranea.

Fedra A. Pizzato è ricercatrice in Storia della scienza e delle tecniche all’Università degli Studi di Verona, si occupa di storia degli studi di preistoria, di patrimonio critico e di comunicazione scientifica.

Verona. Capodanno al museo Archeologico nazionale con visita guidata gratuita

Capodanno al museo Archeologico nazionale di Verona. Il primo giorno del 2026 il MANVerona apre eccezionalmente (14.30-18), con le consuete modalità di ingresso. Alle 15, in programma una visita guidata gratuita a cura dello staff del Museo.

Senigallia (An). Tutti gli eventi che portano al finissage della mostra La forma dell’oro. Storie di gioielli dall’Italia antica” alla Rocca Roveresca, a cura di Massimo Osanna e di Luana Toniolo

Con il laboratorio “Crea il tuo gioiello”, attività per famiglie, il 30 dicembre 2025, alle 11, con replica il 2 gennaio 2026, alle 11 e alle 16; e il 31 dicembre 2025, alle 11, con l’ultima visita guidata dell’anno, iniziano gli eventi di avvicinamento al finissage della mostra “La forma dell’oro. Storie di gioielli dall’Italia antica”, allestita negli spazi della Rocca Roveresca di Senigallia (An), a cura di Massimo Osanna (direttore generale dei musei) e di Luana Toniolo (direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma), prorogata fino a domenica 11 gennaio 2026. Per quanto riguarda il finissage della mostra sono previsti quattro giorni di appuntamenti. Si comincia giovedì 8 gennaio 2026, alle 11, con la conference call con i musei prestatori; alle 13, il brindisi e alle 15.30 la visita guidata; infine alle 17 è prevista la conferenza “Il gioiello tra passato e presente” di Anna Tomassoni, esperta di storia dell’arte orafa. Venerdì 9 gennaio 2026, alle 15.30, ancora una visita guidata e alle 17 “Forme di protezione. Amuleti, magia e materia nell’antico Egitto”, conference call Martina Terzoli, curatrice del museo Egizio di Torino. Sabato 10 gennaio 2026, alle 11, ancora una visita guidata, quindi alle 15.30 “InventAmuleto, attività per famiglie con laboratorio e poi alle 17.30 “Gli ori della Magna Grecia”, conferenza dell’archeologa Maria Pia Giansanti. Infine domenica 11 gennaio 2026, ultimo giorno di mostra, alle 11 e alle 17.30 sono previste visite guidate, mentre alle 16 la conferenza “Animali preziosi. Presenze zoomorfe negli ornamenti antichi”, di Amanda Zanone, curatrice della tappa senigalliese della mostra.

Uno dei preziosi gioielli esposti nella mostra “La forma dell’oro” alla Rocca Roveresca di Senigallia (foto claudio ripati)

Una mostra unica. Allestita nelle sale rinascimentali della fortezza roveresca, la mostra propone una selezione di preziose testimonianze archeologiche provenienti da varie parti d’Italia: si ammirano infatti oltre 400 reperti di produzioni ornamentali nell’Italia peninsulare e in Sardegna dalla Preistoria all’Alto Medioevo. La ricca selezione di oggetti di grande valore storico-archeologico consente un affascinante viaggio geografico e temporale nell’Italia antica, dalla Preistoria all’alto Medioevo, tra ornamenti e gioielli che portano con sé, non solo bellezza e unicità, ma anche valenze simboliche legate agli ambiti del sacro, della magia, del potere e del prestigio sociale, attribuite in passato a questi oggetti che ancora suscitano attrazione e meraviglia in chi li guarda.

Grotte di Pertosa-Auletta (Sa). Gli archeologi scoprono piccole lucerne che abbracciano oltre cinque secoli, dall’età ellenistica alla prima età romano-imperiale. Ed emergono nuove palificazioni protostoriche

Nel cuore delle Grotte di Pertosa-Auletta (Sa), dove l’acqua scolpisce da millenni la roccia e il silenzio conserva storie antichissime, gli archeologi hanno appena riportato alla luce nuove testimonianze straordinarie. Piccole lucerne, monete consumate dal tempo, frammenti di vita legati a riti e gesti antichi ci accompagnano in un viaggio che abbraccia oltre cinque secoli, dall’età ellenistica alla prima età romano-imperiale. Oggetti minuscoli, eppure capaci di illuminare un mondo perduto: quello di chi, duemila anni fa, scendeva in questi ambienti suggestivi forse per pregare, ringraziare o cercare protezione. E mentre emergono nuove palificazioni protostoriche, la grotta conferma una verità affascinante: qui possiamo leggere 8000 anni di storia del rapporto tra l’uomo e l’oscurità feconda dell’ipogeo. Un luogo che continua a sorprendere, ricordandoci che sotto i nostri piedi si nasconde ancora un capitolo meraviglioso della nostra avventura umana.