archivio | Incontri, convegni, conferenze RSS per la sezione

Aosta. In occasione della Giornata internazionale della Donna, al MegaMuseo la tavola rotonda “La donna nell’antichità”

Domenica 8 marzo 2026, in occasione della Giornata internazionale della Donna, al MegaMuseo di Aosta, alle 15, la tavola rotonda “La donna nell’antichità”: tra luoghi comuni e nuove interpretazioni, verrà indagata la figura della donna in diverse culture dalla Preistoria all’epoca classica. Interverranno Alessandra Armirotti, responsabile Settore collezioni, ricerca e attività di scavo; Francesca Martinet, archeologa e assistente scientifica di direzione del MegaMuseo, responsabile ricerca e sviluppo collezione; Maria Pina Garaguso, archeologa e coordinatrice attività espositive e programmazione attività scientifiche; Marta Berogno, Egittologa, divulgatrice e collaboratrice del museo Egizio di Torino. Modera l’archeologa Cinzia Joris, divulgatrice scientifica. Attività gratuita per tutti. Non è prevista prenotazione.

Vibo Valentia. Giornata della Donna al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” con l’incontro–dibattito “Le donne nella disciplina archeologica. Storie di straordinaria normalità”

Per “Pomeriggi al museo”, domenica 8 marzo 2026, Giornata internazionale della Donna, alle 17, al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, appuntamento che unisce archeologia, storia e attualità, con l’incontro–dibattito “Le donne nella disciplina archeologica. Storie di straordinaria normalità”, dedicato al ruolo delle donne nell’archeologia, tra ricerca, impegno scientifico e narrazione del passato. Un momento di riflessione e confronto per raccontare le storie di tante donne che, con passione e competenza, hanno contribuito alla conoscenza del mondo antico e alla tutela del nostro patrimonio culturale. Dopo i saluti di Michele Mazza, direttore del museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, intervengono Maria D’Andrea, archeologa e ricercatrice, Maria Maddalena Sica, direttrice del museo nazionale di Mileto, e Lionella Morano, docente e storica, con un intervento tematico su “Storie di donne nell’antichità: Penelope e le altre”. Coordina Antonella Furci, giornalista. Letture a cura di Gianni Colarusso.

Giornata internazionale della Donna al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Gr): visita tematica “Storie di donne e di dee”

Domenica 8 marzo 2026, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Gr), alle 15, visita tematica “Storie di donne e di dee”, tra mito e archeologia, a cura delle archeologhe dello staff. Dee potenti, eroine controverse, donne reali: figure spesso raccontate ai margini che, rilette con uno sguardo contemporaneo, diventano protagoniste di storie nuove, forti, sorprendenti. Un viaggio per riconoscere nelle storie di ieri nuove chiavi di riflessioni per il femminile del nostro tempo. Per l’intera giornata l’ingresso sarà gratuito per tutte le donne e un piccolo omaggio. Info e prenotazione gradita per la visita: 0564 927245; museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescai.gr.it

 

Giornata internazionale della Donna al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz): percorso di visita guidato “Donne e lavoro nell’antica Venusia”

Domenica 8 marzo 2026, in occasione della Giornata internazionale della Donna, al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz), diretto da Rosanna Calabrese, alle 17.30, il percorso di visita guidato “Donne e lavoro nell’antica Venusia”, dedicato alle donne della colonia latina di Venusia, con ingresso gratuito alle donne. L’itinerario tra epigrafi, reperti archeologici e fonti letterarie restituisce voce alle donne venusine e riconosce il loro contributo, spesso silenzioso ma fondamentale, alla vita economica e sociale della città. Occasione per riflettere sul ruolo femminile nell’antichità e valorizzare storie di autonomia e partecipazione attiva alla vita della comunità. Dietro i nomi femminili incisi nella pietra emerge una comunità viva e dinamica: donne impegnate nel lavoro, inserite in reti di relazioni umane e professionali, protagoniste di attività produttive e imprenditoriali. Tra le testimonianze: la lanipendia Catallage, addetta alla distribuzione della lana, esempio di competenze specializzate in un sistema organizzato; Minatia e Babullia, attive nella produzione laterizia, figure riconoscibili come imprenditrici autonome nell’Italia romana. Uno sguardo alle fonti letterarie, a partire da Orazio, che restituisce profili significativi di donne e del loro lavoro. Prenotazione allo 097236095.

 

Roma. In occasione della Giornata Internazionale della donna, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia due visite guidate tematiche (sold out) alla scoperta della donna etrusca

In occasione della Giornata Internazionale della donna, domenica 8 marzo 2026 il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia propone due visite guidate tematiche (sold out) alla scoperta della donna etrusca, comprese nel biglietto d’ingresso e a cura del personale del Museo. Alle 11.30, “Donne in Etruria. Istantanee a Villa Giulia” a cura di Valeria De Scarpis e Francesca Mazzoncini. Una prospettiva guidata sulla vita delle donne etrusche, in un dialogo al femminile che darà voce ai reperti del Museo. Alle 16.30, “Donne, Dee e Muse” a cura di Roberta Mingione. Le donne di Villa Giulia: protagoniste della storia, mediatrici del sacro, luci dell’intelletto. Un percorso sulla figura femminile fra tesori etruschi e affreschi rinascimentali. Ingresso gratuito per le donne in tutti i musei, parchi archeologici, complessi monumentali, ville e giardini statali.

Giornata internazionale della Donna al museo Archeologico nazionale di Napoli: visita tematica “Archeologia: Sostantivo Femminile”, dedicata alle archeologhe e al loro ruolo, fondamentale nella ricerca

Domenica 8 marzo 2026, in occasione della Giornata Internazionale della donna, anche al museo Archeologico nazionale di Napoli l’ingresso è gratuito per tutte le donne. Inoltre, gli interessati potranno usufruire di una visita guidata tematica dedicata alle donne e l’archeologia “Archeologia: Sostantivo Femminile”. Visita guidata gratuita; biglietto d’ingresso ordinario (gratuito per le donne). Durata 90’.

Appuntamento alle 12.30, appunto con la visita tematica “Archeologia: Sostantivo Femminile”, dedicata alle archeologhe e al loro ruolo, fondamentale nella ricerca. Un percorso che racconta il contributo di studiose che, attraverso scavi, ricerche e interpretazioni, hanno ampliato la nostra conoscenza del mondo antico e delle collezioni del museo, anche affrontando, nel secolo scorso, avversità ambientali e politiche. Una riflessione sullo sguardo femminile nell’archeologia e sull’importanza delle donne come protagoniste della storia e della sua riscoperta.

L’archeologa Paola Zancani Montuoro

In questa giornata speciale il Mann ricorda una delle maggiori esponenti dell’archeologia contemporanea: Paola Zancani Montuoro. Indimenticabili restano i suoi studi sull’Heraion alla Foce del Sele. Proprio la Biblioteca del Mann conserva, per volontà della studiosa, il suo prezioso fondo bibliografico, che consta di circa 1800 monografie e oltre 4000 estratti, tutte risorse di grande valore per gli studiosi e per la ricerca archeologica.

Giornata internazionale della Donna: a Paestum alla scoperta delle donne nell’antichità, a Velia visita tematica “Storie pop di donne e città ribelli”

Nel mondo antico, le figure femminili occupano uno spazio complesso e profondo, fatto di vita quotidiana, riti, miti e passaggi simbolici. Le pitture delle tombe lucane, presto visibili nel nuovo allestimento del museo Archeologico nazionale di Paestum, raccontano anche questo: viaggi ultraterreni, presenze divine, richiami a modelli della grande pittura greca, in una narrazione che intreccia memoria, identità e rappresentazione. L’8 marzo 2026 è un’occasione per attraversare questi racconti e riscoprire, attraverso l’archeologia, le storie delle donne nell’antichità in una giornata di cultura e condivisione con ingresso gratuito per tutte le donne ai Parchi archeologici di Paestum e Velia.

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, che prevede l’ingresso gratuito per tutte le donne, i Parchi propongono un appuntamento speciale nell’area archeologica di Velia. Domenica 8 marzo 2026, alle 11, appuntamento in biglietteria, visita tematica “Storie pop di donne e città ribelli”, a cura dei ragazzi del Servizio Civile in servizio a Velia, un percorso pensato per raccontare il sito di Velia attraverso prospettive nuove, mettendo al centro figure femminili iconiche, vicende di libertà e momenti di trasformazione che hanno segnato la storia. Tra le strade e i monumenti dell’antica Elea, la visita guiderà i partecipanti in un viaggio tra archeologia e racconto, intrecciando episodi della storia della città con riflessioni sul ruolo delle donne e sulle forme di resistenza e cambiamento che hanno attraversato il mondo. La visita tematica è inclusa nel biglietto d’ingresso ai Parchi, gratuito per le donne e nell’abbonamento Paestum&Velia.

 

Metaponto (Mt). Per la giornata della Donna al museo la mostra “Le Dee del Grano. Il grano senza le Dee” e al parco archeologico il fascino senza tempo delle poesie dell’antica Grecia

In occasione della Giornata internazionale della Donna al parco archeologico di Metaponto (Mt) per una mattinata dedicata alla bellezza, al mito e alla cultura greca, occasione per scoprire il legame profondo tra territorio e divinità attraverso una mostra e il fascino senza tempo delle poesie dell’antica Grecia. Alle 10, apertura della mostra “Le Dee del Grano. Il grano senza le Dee” con le riflessioni del direttore Vincenzo Cracolici al museo Archeologico di Metaponto (Depositi). Alle 11, “Le Naiadi di Metapontion raccontano”: poesie dall’Antica Grecia al parco archeologico area urbana di Metaponto. Teatro Greco. Orari di apertura del Museo: 8:30-13.30 (ultimo ingresso 13), e del Parco: 8.30-13.30 (ultimo ingresso 13). Pomeriggio chiuso. Ingresso: 5 euro. Gratuito per tutte le donne.

 

Firenze. Al convegno archeoVINUM di tourismA 2026 il vigneto di Vigna Barberini sul Colle Palatino nel cuore antico di Roma: ne ha parlato Simone Quilici, direttore del parco archeologico del Colosseo, con l’architetto paesaggista del PArCo Gabriella Strano, e Giovanna Trisorio e Nazzareno Milita di Cincinnato Vini di Cori

Simone Quilici, direttore del parco archeologico del Colosseo, presenta a tourismA 2026 “Il vigneto di Vigna Barberini” (foto graziano tavan)

È forse il luogo più tranquillo del Palatino, una terrazza erbosa, dal suggestivo affaccio sul Colosseo, dominata dai conventi di San Bonaventura e San Sebastiano, i rumori del traffico cittadino arrivano attutiti: è la Vigna Barberini così denominata dall’omonima famiglia romana che nel XVII secolo ne deteneva la proprietà. Qui il parco archeologico del Colosseo, alcuni anni fa, nell’ambito del più ampio progetto #PArCoGreen, è stato piantato un piccolo vigneto, grazie alla sponsorizzazione tecnica dell’Azienda Vitivinicola Cincinnato, mettendo a dimora barbatelle della varietà Bellone, un antichissimo vitigno autoctono che lo storico Plinio il Vecchio chiamava “uva pantastica”, coltivato ancora oggi nei territori intorno a Roma. Dopo la Vigna delle Thermae Felices Constantinianae ad Aquileia (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2026/03/06/firenze-al-convegno-archeovinum-di-tourisma-2026-il-caso-aquileia-cristiano-tiussi-fondazione-aquileia-spiega-lo-stretto-rapporto-tra-archeologia-e-vino-che-oggi-si-concretizza-non-solo-con-la-vi/) il viaggio eno-archeologico attraverso l’Italia presentato a tourismA 2026, il salone di archeologia e turismo culturale promosso da Archeologia Viva, nel convegno ArcheoVinum promosso dall’università di Bari in una mattinata densa di interventi di cui archeologiavocidalpassato.com ne ha seguito alcuni, ci porta proprio nel cuore di Roma antica, il colle Palatino dove c’è il “vigneto di  Vigna Barberini”. Sabato 28 febbraio 2026 ne hanno parlato Simone Quilici, direttore del parco archeologico del Colosseo, e l’architetto paesaggista del PArCo Gabriella Strano, con Giovanna Trisorio e Nazzareno Milita di Cincinnato Vini di Cori. archeologiavocidalpassato.com ha incontrato il direttore Simone Quilici.

“Il parco del Colosseo, a dispetto del suo nome, così caratterizzato dal grande monumento, la sua imponenza, la sua monumentalità”, spiega il direttore Simone Quilici ad archeologiavocidalpassato.com, “è in realtà un luogo dove convivono armoniosamente natura e archeologia che trovano nel paesaggio la sua sintesi. Il paesaggio del parco è rappresentato in gran parte dalla presenza del colle del Palatino, uno dei grandi colli di Roma, luogo delle origini della città, luogo dei palazzi imperiali, luogo dell’origine dei giardini di epoca moderna, gli Horti farnesiani del Cinquecento, ma poi è anche un luogo dove nasce il concetto di parco pubblico a Roma con il napoleonico Jardin du Capitole. In questo luogo, tra Medioevo ed epoca moderna, si sviluppano vigne e orti che caratterizzavano tutta la fascia che era rimasta inabitata con la contrazione di Roma dopo la caduta dell’impero romano. E tra queste vigne c’è Vigna Barberini che sta proprio sul Palatino.

La Vigna Barberini sul colle Palatino a Roma (foto PArCo)

“Quindi – continua Quilici – è sorta l’idea da parte dell’architetto paesaggista Gabriella Strano che lavora al parco del Colosseo di ripristinare alcune di queste vigne in un luogo che era agricolo, cercando di dare una continuità a questo paesaggio storico. Ed è stata coinvolta la cooperativa agricola Cincinnato di Cori che ha reimpiantato a vigna Barberini alcuni vigneti di questo vitigno autoctono che è il Bellone, un vitigno laziale. E quindi grazie a questa attività noi progressivamente stiamo cominciando a produrre vino in piccole quantità perché nessuno vuole trasformare il Palatino in un’azienda agricola, però abbiamo l’occasione di produrre vino che si va ad aggiungere alla produzione di olio e di miele che già va avanti da qualche anno”.

 

Caorle (Ve). Al museo nazionale di Archeologia del Mare “IO SONO NATURA. L’Uomo è la Natura che prende coscienza di sé”: danza, suoni e parole

Sabato 7 marzo 2026, alle 16, al museo nazionale di Archeologia del Mare di Caorle (Ve) “IO SONO NATURA. L’Uomo è la Natura che prende coscienza di sé”: danza, suoni e parole per esplorare il profondo legame tra l’essere umano e la Natura. Un viaggio sensoriale ed emozionale che ci invita a riscoprire l’unità indissolubile tra umanità e mondo naturale. Non siamo osservatori esterni della Natura ma parte integrante di essa: ogni nostro respiro, ogni movimento ci ricorda che siamo Natura che si manifesta e prende consapevolezza. Guidati da Valentina Mitruccio con Arti in Movimento, Igor Cengia al Gong. Suoni originali di Simone Pedron. Attraverso il movimento del corpo, le vibrazioni sonore e le parole, riscopriamo la nostra essenza più autentica e il nostro posto nell’armonia del mondo naturale. Biglietto ingresso ridotto eventi: 4 euro. Info e prenotazioni: drm-ven.museocaorle@cultura.gov.it, 0421 83149 – 379 1805649.