Baia (Na). Al Castello aragonese, sede del museo Archeologico nazionale dei Campi Flegrei, l’incontro “Osservatorio sulla bellezza. La rete di monitoraggio del parco archeologico dei Campi Flegrei”
Martedì 12 dicembre 2023, alle 16, nella sala conferenze del Castello aragonese di Baia, sede del museo Archeologico nazionale dei Campi Flegrei, l’incontro “Osservatorio sulla bellezza. La rete di monitoraggio del parco archeologico dei Campi Flegrei”. Saranno raccontate le attività che il Parco ha messo in campo e sta portando avanti per il monitoraggio dello stato conservativo dei propri siti e monumenti. Si parlerà di tecnologie avanzate e di metodologie articolate, lo faranno direttamente i tecnici che supportano il parco in questo ambizioso piano, lo faremo declinando la complessità del tema in un’occasione di divulgazione scientifica per condividere con tutti gli interessati tematiche spesso “confinate” nella discussione degli “addetti ai lavori”.

Una suggestiva panoramica del Castello di Baia al tramonto (foto pa-fleg)
Il programma. Alle 16, Fabio Pagano, Annalisa Manna, Marida Salvatori (parco archeologico dei Campi Flegrei, “Introduzione ai lavori”; 16.15, Daniele Spizzichino, Gabriele Leoni, Francesco Menniti, Federico Ferrigno, Paola Maria Guarino (dipartimento per il servizio geologico di ISPRA – istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale), “ISPRA e Pafleg per la prevenzione dei geo-rischi: dal monitoraggio satellitare a quello in situ”; 16.45, Domenico Calcaterra, Diego Di Martire, Leopoldo Repola (università di Napoli “Federico II”), “Procedure per l’analisi e la tutela delle cavità maggiori del sito archeologico di Cuma”; 17.15, Nuccio Sangiuliano (Sparacio e Partners srl), “Il rischio bradisismico per siti archeologici. Vulnerabilità e proposte di mitigazione”; 18, conclusioni.
Paestum. Partiti i lavori per il restauro e il riallestimento del museo del Santuario di Santa Venera, dell’ex stabilimento Cirio e della nuova porta di accesso al parco e al museo Archeologico

L’ex stabilimento Cirio a Paestum (foto pa-paeve)
Al via i lavori per il restauro e il riallestimento del museo del Santuario di Santa Venera, dell’ex stabilimento Cirio e della nuova porta di accesso al parco e al museo Archeologico di Paestum. L’ambizioso progetto apre un nuovo capitolo nella storia del patrimonio culturale pestano e si concentra intorno a un’icona della città capaccese. L’ex fabbrica di pomodori “Cirio” fu costruita nel 1907 in parte sugli antichi resti di un santuario dedicato ad Afrodite la cui presenza è ancora oggi ricordata nel toponimo della zona “Santa Venere”. I lavori appena iniziati si pongono come obiettivo prioritario il ripristino dello stato di conservazione dell’edificio purtroppo in condizioni molto precarie con corpi di fabbrica pericolanti o crollati e la pulizia dell’area esterna da rovi infestanti e vegetazione spontanea. Dopo la necessaria operazione di bonifica da eventuali ordigni bellici è in programma la messa in sicurezza e l’allestimento del cantiere in tutto il lotto, l’avvio dei lavori di preparazione delle murature storiche da restaurare, lo smantellamento dei piccoli corpi di fabbrica, la demolizione dei manufatti ammalorati e delle coperture pericolanti. Seguirà l’avvio del restauro vero e proprio.
I primi risultati dei lavori e la programmazione degli interventi futuri saranno presentati nei prossimi giorni nella sala Cella del museo Archeologico nazionale di Paestum dove interverranno il direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo; il direttore generale del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel; il sindaco di Capaccio Paestum, Franco Alfieri; il direttore del museo nazionale di Matera e responsabile unico del Procedimento, arch. Annamaria Mauro; il direttore dei lavori, arch. Luigi Di Muccio; i progettisti dello Studio Guicciardini & Magni Architetti e l’impresa Consorzio CONPAT S.c.a.r.l. aggiudicatrice dei lavori.

Partiti i lavori all’ex stabilimento Cirio di Paestum (foto pa-paeve)

Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, nel Tempio di Nettuno a Paestum (foto pa-paeve)
“L’avvio dei lavori all’ex stabilimento Cirio”, dichiara Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, “segna l’impegno concreto ad ampliare e ridefinire il complesso del Parco archeologico di Paestum e Velia e a potenziare il suo rapporto con il territorio. A pochi passi dalla cinta muraria, il Santuario di Santa Venera torna a essere accessibile e soprattutto offre l’opportunità unica di legare armoniosamente il passato più recente e quello antico della città per creare una realtà dinamica, una vera e propria fabbrica in cui costruire nuovi progetti culturali”. E il direttore generale Musei, Massimo Osanna: “I lavori in programma porteranno alla creazione di un nuovo luogo della cultura, spazio di conoscenza, apprendimento e ispirazione per le comunità del territorio e per i pubblici provenienti da tutto il mondo. Un progetto virtuoso capace di creare valore partendo dalla riqualificazione di un edificio industriale e di un’area archeologica segnata dalla presenza dell’importante Santuario extraurbano dedicato ad Afrodite, scavato e studiato a partire dagli anni ’80 dal grande maestro Mario Torelli insieme all’Università del Michigan”.

Il santuario di Afrodite nella zona di Santa Venera a pochi passi dalla cinta muraria di Paestum (foto pa-paeve)

Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei (foto parco archeologico Pompei)
Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del parco archeologico di Pompei: “È una grande opportunità per il territorio che lega uno dei santuari più importanti dell‘antica Poseidonia, quello di Afrodite, alle spalle del complesso e di una forma rara ma non senza confronti, come ha mostrato il compianto Mario Torelli evidenziandone le similitudini con il cosiddetto Heroon di Olimpia, alla Paestum medievale, all‘archeologia industriale, all’arte contemporanea e alla dieta mediterranea. Una factory culturale in grado di esprimere tutta la ricchezza dell’eredità della Magna Grecia”. Gli fa eco il sindaco della Città di Capaccio Paestum, Franco Alfieri: “I lavori che, tra le altre cose, porteranno al restauro e alla riqualificazione dell’ex stabilimento Cirio si inseriscono nella stagione di rinascita che la Città di Capaccio Paestum sta vivendo negli ultimi anni. Congratulazioni al direttore D’Angelo per questo importante risultato conseguito”.

Il cantiere aperto all’ex stabilimento Cirio a Paestum (foto pa-paeve)

L’architetto Annamaria Mauro del parco archeologico di Paestum e Velia (foto pa-paeve)
“Il binomio archeologia classica e archeologia industriale”, interviene Annamaria Mauro, responsabile unico del Procedimento, “si sposa in questo cantiere unico e straordinario. Restaurare, valorizzare e aprire al pubblico l’area dell’ex stabilimento Cirio costituisce l’obiettivo primario dell’intervento. L’articolato cantiere mette a sistema, dopo un’approfondita analisi storica e tipologica che ci ha portati a delle scelte mirate di restauro critico, e quindi a tutelare e valorizzare soprattutto ciò che è rimasto del primo nucleo storico della fabbrica del 1910 e dell’ampliamento del 1950, sia a livello spaziale che materico, la realizzazione di un polo culturale strettamente connesso all’area archeologica e al Museo che sarà centro di informazione e di accoglienza per i visitatori e che ospiterà eventi di arte contemporanea, mostre e manifestazioni, depositi visitabili, un auditorium, un centro di studi e ricerca e diversi approfondimenti sul patrimonio immateriale, sulle tradizioni locali e sul paesaggio”. Chiude Luigi Di Muccio, direttore dei lavori: “Alla base della trasformazione di questa ex fabbrica c’è la volontà di creare un centro pulsante di conoscenza, ispirazione ed educazione. Un luogo in cui la storia parla, dove le generazioni possono imparare dalle sfide e dalle vittorie del passato. Un luogo in cui l’identità di Santa Venera è celebrata e condivisa. Questi sono i temi e i valori che hanno indirizzato i progettisti e che animano i lavori appena iniziati”.
Palermo. Al Palazzetto Mirto giornata di studi “LEPANTO. LA BATTAGLIA. Storia Arte Archeologia” promossa dal dipartimento Beni culturali e Identità siciliana della Regione Siciliana e dalla soprintendenza del Mare
Giornata di studi “LEPANTO. LA BATTAGLIA. Storia Arte Archeologia” promossa dal dipartimento Beni culturali e Identità siciliana della Regione Siciliana e dalla soprintendenza del Mare: appuntamento lunedì 11 dicembre 2023, alle 9, al Palazzetto Mirto in via Lungarini 9 a Palermo. Ingresso libero. IL PROGRAMMA. Alle 9, saluti istituzionali: Francesco Paolo Scarpinato, assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana; Mario La Rocca, dirigente generale del dipartimento Beni culturali e Identità siciliana; Juan Carlos Reche Cala, direttore istituto Cervantes di Palermo; Ferdinando Maurici, soprintendente del Mare. SESSIONE MATTUTINA presiede Gianclaudio Civale. Interventi: alle 10, Francesco Vergara, già direttore della biblioteca centrale della Regione Siciliana, “La Sicilia e Lepanto”; 10.30, Antonino Giuffrida, già professore associato di Storia moderna, università di Palermo, “Il mito di Lepanto”; 11, pausa caffè; 11.30, Giacomo Pace Gravina, ordinario di Storia del Diritto all’università di Messina, “Lepanto: storie di una battaglia”; 12, Chiara Caldarella, funzionaria Storica dell’arte della soprintendenza del Mare, “La sella di Marcantonio Colonna, eroe di Lepanto”; 12.30, discussione. SESSIONE POMERIDIANA presiede Giacomo Pace Gravina. Alle 15.30, Gabriella Monteleone, catalogatrice alla soprintendenza del Mare, “Colamaria Carnevale, un “venturiero” calabro-siculo al servizio di Filippo II nella battaglia di Lepanto. Analisi di una ricerca”; 16, Gianclaudio Civale, professore associato di Storia moderna all’università di Milano, “La battaglia come esperienza religiosa tra ideale crociato e processo disciplinare”; 16.30, discussione; 17, pausa caffè; 17.30, Salvatore Bottari, ordinario di Storia moderna dell’università di Messina, “L’epopea di Lepanto nella Sicilia del tardo Cinquecento”; 18, Ferdinando Maurici, soprintendente del Mare, “As armas e as naus assinaladas: navi e armi a Lepanto”; 18.30, discussione; 19, Giacomo Pace Gravina, chiusura dei lavori.
Locri Epizefiri (Rc). Da dicembre il parco archeologico apre tutti i giorni con orario ampliato. La direttrice Trunfio: “Veniamo incontro a tutte le esigenze dei nostri visitatori”
Nuovi orari per il parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri (Rc). Dal 1° dicembre 2023 il parco amplia l’orario di visita e resta aperto quotidianamente. Sarà possibile infatti visitare gli scavi, il museo Archeologico e il Complesso museale del Casino Macrì tutti i giorni, dalle 9 alle 20, mentre restano invariati gli orari e i giorni di apertura del museo del Territorio di Palazzo Nieddu. “Da dicembre il Parco è aperto sempre, tutti giorni e per tutto il giorno, per andare incontro a tutte le esigenze dei nostri visitatori”, spiega la direttrice Elena Trunfio. “I mesi autunnali ed invernali sono caratterizzati dalla presenza di gruppi organizzati e visite di scolaresche, pertanto siamo lieti di potere offrire un servizio di apertura continuativo, allargando le possibilità di visita anche ai lunedì stiamo inoltre concludendo la redazione del programma di eventi pensati per il periodo natalizio, mantenendo la consueta vivacità e diversificazione delle attività e siamo certi che la comunità non farà mancare la sua presenza”.
Roma. A Palazzo Massimo “Con sobria chiarezza”, due giornate di studio in onore di Giovanni Becatti a cinquant’anni dalla scomparsa: in presenza e on line. Il programma
“Con sobria chiarezza” giornate di studio in onore di Giovanni Becatti. A cinquant’anni dalla scomparsa, il parco archeologico di Ostia antica celebra la figura di Giovanni Becatti con due giornate di convegno a Roma, a Palazzo Massimo alle Terme, il 4 e 5 dicembre 2023: in presenza e on line sul canale YouTube del Parco: https://www.youtube.com/@parcoarcheologicodiostiaan4711. Grazie al contributo di allievi, colleghi e continuatori della sua opera nell’ufficio degli Scavi di Ostia, verrà ripercorsa la carriera di uno studioso che ha lasciato un’impronta profonda nella storia dell’arte antica e nell’archeologia del XX secolo. Di multiformi interessi, Becatti seppe spaziare dall’arte minoica alla paletnologia e dall’arte greca arcaica alla tarda antichità, affrontando con uguale competenza e passione l’arte, la storia e la filologia classica. I vari contributi consentiranno di delineare il profilo di un vero umanista, capace di coniugare l’attività di ricerca sul campo con una conoscenza enciclopedica delle fonti antiche e dell’iconografia, unite a una grande versatilità scrittoria e divulgativa.

Il leone: dettaglio della sala di rappresentanza in opus sectile di una villa (domus) monumentale fuori Porta Marina a Ostia, conservato al museo dell’Alto Medioevo (foto Muciv)
Del periodo ostiense verranno esaminati i molteplici filoni di ricerca che Becatti seppe dipanare nella sua lunga attività al servizio della Soprintendenza archeologica. Giunto ventiseienne a Ostia, ma già con l’esperienza formativa degli scavi a Lemno con la Scuola Archeologica Italiana di Atene, divenne il principale collaboratore del direttore degli Scavi Guido Calza, che gli affidò la pubblicazione delle sculture trovate negli sterri per l’Esposizione Universale del 1942 e lo studio tipologico di tappeti musivi e mitrei. Nel frattempo coltivava la sua vocazione per l’insegnamento, iniziando a Pisa quella feconda attività didattica che l’avrebbe portato a Milano, Firenze e Roma, coltivando in ogni cattedra una prolifica scuola di allievi ed epigoni. La carriera accademica non gli impedì di continuare la collaborazione con la Soprintendenza archeologica di Ostia, portando a termine il volume della Topografia Generale – primo della serie di Scavi di Ostia – e pubblicando nella stessa collana l’Edificio con Opus Sectile fuori Porta Marina, esempio eccezionale dell’arte dell’intarsio marmoreo fiorita nella tarda antichità. Le testimonianze dei colleghi e di chi lo conobbe sono concordi nel delineare una figura modesta, laboriosa, collaborativa e disponibile, che fino all’ultimo portò il suo contributo sia in ambito editoriale, con la grandiosa impresa dell’Enciclopedia dell’Arte Antica, sia continuando a stimolare la ricerca sul campo, con l’avvio dello scavo universitario delle Terme del Nuotatore. In occasione del convegno verrà affissa una targa in ricordo dello studioso sulla facciata del Museo Ostiense, dove sono ugualmente onorati i colleghi e i collaboratori dei suoi esordi, quasi a voler ricostituire quell’affiatato gruppo di lavoro e di ricerca che “con sobria chiarezza” seppe avviare gli studi moderni su Ostia.
Programma 4 dicembre 2023: “Giovanni Becatti e Ostia”, modera Alessandro D’Alessio. Alle 9, saluti istituzionali: Stéphane Verger (direttore del museo nazionale Romano), Massimo Osanna (direttore generale Musei); 9.15, introduzione al convegno con Alessandro D’Alessio (direttore del parco archeologico di Ostia antica); 9.30, Fausto Zevi (già Sapienza Università di Roma) “Giovanni Becatti, un ricordo ostiense”; 10, Dario Daffara (parco archeologico di Ostia antica) “Il silenzioso ardore per la ricerca: Giovanni Becatti a Ostia (1938-1954) e a Milano (1954-1957)”; 10.30, Claudia Valeri (Musei Vaticani) “Giovanni Becatti e la scultura ostiense”; pausa caffè; 11.30, Cristina Genovese (parco archeologico di Ostia antica) “Mosaici e pavimenti marmorei di Ostia: attualità dello studio di Giovanni Becatti”; 12, Carlo Pavolini (già università della Tuscia – Viterbo) “Considerazioni sulle Case ostiensi del tardo impero 75 anni dopo”; 12.30, discussione. Pausa pranzo. Alle 14.30, Claudia Tempesta (parco archeologico di Ostia antica), Stella Falzone (università Roma Tre) “Rileggere Becatti alla luce di Gismondi: il contributo della documentazione d’archivio alla ricostruzione del contesto della Domus sotto il Vicolo del Dioniso”; 15, Filippo Marini Recchia (archeologo indipendente), Paola Olivanti (archeologa indipendente) “La basilica forense di Ostia: una revisione dei dati d’archivio a ottant’anni dalla pubblicazione di Giovanni Becatti”; 15.30, Clementina Panella (già Sapienza Università di Roma), Maura Medri (università Roma Tre) “Le Terme del Nuotatore in Ostia Antica. Lo scavo, i contesti, l’architettura”; 16, discussione.
Programma 5 dicembre 2023: “Giovanni Becatti, gli studi e l’insegnamento”, modera Patrizio Pensabene. Alle 9.30, Graziella Becatti (storica dell’arte indipendente) “Chi era Giovanni Becatti”; 10, Carlo De Domenico (università Statale di Milano) “Giovanni Becatti in Grecia (1936-1937)”; 10.30, Gabriella Capecchi (già università di Firenze) “Giovanni Becatti professore di Archeologia Classica nella “tradizione giovane” dell’Ateneo fiorentino”; pausa; 11.30, Maria Grazia Picozzi (già Sapienza Università di Roma) “Giovanni Becatti storico dell’arte antica”; 12, Stefano Tortorella (già Sapienza Università di Roma) “Gli studi di iconografia di Giovanni Becatti”; 12.30, discussione. Pausa pranzo. Alle 14.30, Marco Ruffini (Sapienza Università di Roma) “Giovanni Becatti e la critica d’arte”; 15, Patrizio Pensabene (già Sapienza Università di Roma) “Lo stile è una fiction? Sono da considerare superati i cataloghi tipologici?”; 15.30, Andrea Carandini (già Sapienza Università di Roma) “Giovanni Becatti, un uomo bravo e buono”; 16, discussione e tavola rotonda.
Cagliari. Conferenza, in presenza e on line, di Massimo Cultraro (Cnr Catania) su “I bronzetti “sardo-feniciani” e le donne di Cagliari. L’inatteso viaggio di Heinrich Schliemann in Sardegna”, sessantottesimo incontro della rassegna “Dialoghi di archeologia, architettura, arte e paesaggio”
Un naufragio nella notte, l’approdo a Cagliari, la folgorazione per i bronzetti nuragici, ma anche per le donne sarde, tutti gli ingredienti per una nuova avventura, assolutamente inedita, dell’impareggiabile Heinrich Schliemann. Giovedì 30 novembre 2023, alle 17, nella basilica di San Saturnino in piazza San Cosimo a Cagliari, e in diretta live, l’incontro “I bronzetti “sardo-feniciani” e le donne di Cagliari. L’inatteso viaggio di Heinrich Schliemann in Sardegna” con l’archeologo Massimo Cultraro, primo ricercatore al CNR di Catania e docente Paletnologia e Preistoria egea dell’università di Palermo, 68mo appuntamento della rassegna “Dialoghi di archeologia architettura arte e paesaggio” a cura di Maria Antonietta Mongiu e Francesco Muscolino. Ecco il link per seguire l’evento in streaming https://www.facebook.com/events/321290237507700.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale per “Lo scaffale del Mann” presentazione del libro “Sirene. Il mistero del canto” a cura di Elisabetta Moro
Mercoledì 29 novembre 2023, alle 16.30, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Napoli nuovo appuntamento della rassegna “Lo scaffale del Mann”: presentazione del libro “Sirene. Il mistero del canto” (Marsilio) a cura di Elisabetta Moro per seguire insieme il misterioso canto delle Sirene, ripercorrendo le suggestioni della grande letteratura. Elisabetta Moro dialogherà con Marino Niola (Università Suor Orsola Benincasa). Letture di Cristina Donadio.

Copertina del libro “Sirene. Il mistero del canto” a cura di Elisabetta Moro (Marsilio)
Sirene. Il mistero del canto (Marsilio). Cantano, suonano, incantano, piangono, ammutoliscono. Le sirene, figlie del mito e guardiane del mistero, sono predestinate a svolgere un ruolo emblematico nella storia dell’umanità. Presidiano la soglia tra luce e ombra, tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Il loro corpo ibrido è come un geroglifico che tiene insieme l’umano e l’animale in una endiadi di perturbante bellezza. Come se, nel momento stesso in cui la mente umana ha inventato queste creature, avesse lanciato una sfida poetica e conoscitiva a quel principio della contradizion che nol consente, per dirla con Dante. Perché di contraddizione si tratta. Di una unione tra due nature, umana e animale, e proprio per questo l’esito è un essere fantastico destinato a impressionare nel profondo il nostro immaginario. Al punto che da oltre tremila anni le incantatrici interrogano la testa e il cuore dell’Occidente. Omero le ha trasformate in un mito immortale raccontando il loro incontro fatale con Ulisse. Ovidio ne ha descritto la metamorfosi originaria. Friedrich de la Motte Fouqué ha ammantato di inquietudine le loro vicende terrene. Hans Christian Andersen ha portato il lettore dalla loro parte fino all’immedesimazione. Gérard de Nerval e Matilde Serao hanno celebrato le glorie di una delle sirene omeriche, Partenope, la mitica fondatrice di Napoli. Franz Kafka le immagina come mute e dispettose eroine antiborghesi. James Joyce le innesta come ultime vibranti epicuree nel flusso di coscienza dell’Occidente. Ingeborg Bachmann invoca la loro furia distruttiva per vendicarsi di chi le ha spezzato il cuore.
Bologna. Alla Mediateca di San Lazzaro la XXI edizione di “IMAGINES. Obiettivo sul passato”, la rassegna del documentario archeologico promossa dal Gruppo Archeologico Bolognese. In programma una prima internazionale: l’ultimo film del regista veneziano Alberto Castellani sulle tracce della Sacra Famiglia in Egitto
Torna “IMAGINES. Obiettivo sul passato”, la rassegna del documentario archeologico giunta alla sua XXI edizione, promossa come da tradizione alla fine dell’autunno dal Gruppo Archeologico Bolognese, con una prima internazionale: il film di Alberto Castellani “Verso sud. Dalla Palestina all’Egitto sulle tracce di Yosef, Myriam e Yeshu’a”. Il regista veneziano l’aveva annunciato nella tarda primavera, alla vigilia di un suo nuovo viaggio in Giordania, che la sua ultima fatica sarebbe stata pronta per l’autunno. Ora ci siamo. E “Imagines” ne sarà la vetrina speciale. Appuntamento sabato 2 dicembre 2023, alle 15, nella Sala Eventi della Mediateca Comunale di San Lazzaro, in via Caselle n. 22 a San Lazzaro di Savena (Bologna). L’ingresso è libero, gratuito e aperto a tutti, fino a esaurimento dei posti disponibili. IMAGINES è una rassegna voluta per creare un’occasione in cui i soci del Gruppo ed il pubblico bolognese appassionato di Archeologia e Storia potessero trovarsi per assistere alla proiezione di documentari e filmati di contenuto storico – archeologico introdotti da archeologi esperti del settore, dagli autori o dai registi. Dal 2014 la rassegna è organizzata insieme al museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro e si svolge alla Mediateca del comune di San Lazzaro.

Frame del film di Alberto Castellani “Verso sud. Dalla Palestina all’Egitto sulle tracce di Yosef, Myriam e Yeshu’a”
PROGRAMMA. Alle 15, accoglienza dei partecipanti. Alle 15.15, proiezione del film “Verso sud. Dalla Palestina all’Egitto sulle tracce di Yosef, Myriam e Yeshu’a” (Italia 2023, 50’) di Alberto Castellani, un itinerario di quasi quattromila chilometri tra Israele, Palestina, ed Egitto alla riscoperta di un viaggio che i Vangeli apocrifi ed il mondo Copto attribuiscono alla “Sacra Famiglia”, in fuga da Betlemme per sfuggire al disegno omicida di Erode ricordato come “Strage degli Innocenti”. Alle 16.30, proiezione del film “Nel regno di Kokalos” di Gaspare Mannoia. Alle 17, intervallo. Alle 17.15, proiezione del film “Sulla via di Petra” (Italia 2013, 60’) di Alberto Castellani, che ripercorre le principali tappe del viaggio in Giordania compiuto due secoli fa dall’archeologo e antropologo svizzero Johann Ludwig Burckardt, che riscopri la favolosa Petra, a lungo dimenticata e avvolta nella leggenda. Un’occasione per visitare, sulla scorta del suo diario, testimonianze archeologiche del territorio giordano note e inedite, contribuendo così ad una migliore conoscenza del popolo Nabateo, a lungo protagonista del commercio carovaniero dall’Arabia al Mediterraneo. Alle 18.45, estrazione, brindisi e saluti.
Sono passati cinque mesi da quel 2 luglio 2023 quando, a ottant’anni, dopo lunga malattia, si è spenta Anna Maria Bietti Sestieri, accademica dei Lincei, professoressa emerita dell’università del Salento, già presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Oltre che a problemi teorici e metodologici, la sua attività di ricerca si era rivolta principalmente alla protostoria dell’Italia e del Mediterraneo, con numerosi lavori sull’Italia in generale, sul Lazio antico, sulla Sicilia e sulle regioni meridionali, sui rapporti fra Oriente e Occidente mediterranei (vedi
Nuovo appuntamento con i “Percorsi di lettura dell’Istituto centrale per l’archeologia”. Martedì 5 dicembre 2023, alle 16, a Roma, nella sala conferenze della Biblioteca delle Arti del Complesso monumentale del San Michele, presentazione del libro a cura di Barbara Davidde Petriaggi “Recuperati dagli Abissi. Il relitto alto-arcaico del Canale d’Otranto”. Si ripercorrerà un’importante scoperta di archeologia subacquea che ha consentito di gettare nuova luce sulla storia della Magna Grecia. Si tratta del rinvenimento di un relitto, riferibile ai primi decenni del VII secolo a.C., il cui carico è costituito da ceramiche di manifattura corinzia, in particolare contenitori per il trasporto di derrate alimentari e ceramica fine da mensa. Il ritrovamento è avvenuto a circa 780 metri di profondità, nell’ambito delle attività di archeologia preventiva finalizzate all’installazione del gasdotto TAP, Trans Adriatic Pipeline, tra le coste albanesi e quelle italiane. Il ritrovamento ha restituito il carico di un relitto riferibile ai primi decenni del VII secolo a.C., il cui carico è costituito da ceramiche di manifattura corinzia, in particolare contenitori per il trasporto di derrate alimentari e ceramica fine da mensa (vedi 


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