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Lipari (isole Eolie, Me). Al museo Archeologico “Bernabò Brea” convegno “Difendere gli spazi sacri. Chiese e monasteri fortificati nel Mediterraneo medievale (IX e XIV secolo)” (in presenza e on line), secondo appuntamento internazionale sulle architetture medievali nel Mediterraneo, dedicato all’architettura religiosa fortificata dei paesi rivieraschi del “Mare Nostrum”: dalla Grecia al Marocco, dalla Croazia alla Tunisia, la Spagna, la Francia, Malta e l’Italia

lipari_archeologico_chiese-e-monasteri-fortificati_convegno_locandinaDa silenziosi luoghi di culto a fortezze con torri merlate e cammini di ronda per il controllo del territorio fino al mare. È il destino che nel Medioevo è toccato a chiese, eremi e monasteri del Mediterraneo, con l’avanzata bellicosa di popolazioni dal Nord, dall’est e dal Sud. Un tema, quello della difesa degli spazi sacri, intorno al quale una trentina fra storici dell’architettura e dell’arte medievale e archeologi di prestigiosi atenei italiani e stranieri si incontreranno a Lipari (Me), dal 3 al 5 ottobre 2024, negli spazi del parco archeologico delle Eolie – museo Archeologico “Bernabò Brea” della Regione Siciliana per confrontarsi sulle ultime ricerche scientifiche. Titolo del convegno “Difendere gli spazi sacri. Chiese e monasteri fortificati nel Mediterraneo medievale (IX e XIV secolo)”, secondo appuntamento internazionale sulle architetture medievali nel Mediterraneo che arriva dopo quello del 2022. Di scena l’architettura religiosa fortificata dei paesi rivieraschi del “Mare Nostrum”: dalla Grecia al Marocco, dalla Croazia alla Tunisia, la Spagna, la Francia, Malta e l’Italia. Tutto il convegno sarà fruibile in live streaming sulla pagina Facebook del Parco delle Eolie a questo indirizzo https://www.facebook.com/museoLipari. Il convegno è un progetto del parco archeologico delle Eolie – museo Archeologico “Bernabò Brea” della Regione Siciliana e del Laboratoire d’archéologie médiévale et moderne en Méditerranée (LA3M) dell’università Aix Marseille.  Realizzato con il sostegno dell’assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e del Dipartimento BBCC, è ideato da Rosario Vilardo, direttore del Parco, e da Fabio Linguanti, architetto PhD storia dell’architettura (Politecnico di Torino / LA3M – Aix Marseille Université), curatore scientifico della rassegna. Enti patrocinatori l’università di Catania, l’Arcidiocesi di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela e il Comune di Lipari.

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La moschea di Tinmel, capolavoro d’arte, architettura e bastione sacro nella regione dell’alto Atlante, a Marrakech in Marocco (foto regione siciliana)

Si è iniziato giovedì 3 ottobre 2024, negli spazi della Chiesa di Santa Caterina, alla presenza di Francesco Paolo Scarpinato (assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana) e con gli interventi di Vilardo e Linguanti; di monsignor Giovanni Accolla (vescovo Archimandrita di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela); di Riccardo Gullo (sindaco di Lipari) e Anne Mailloux, archeologa medievista e direttrice del LA3M. A seguire le relazioni di studiosi provenienti da Marocco (con Mounsif Ibnoussina, Cadi Ayyad University sulla Moschea di Tinmel, capolavoro d’arte, architettura e bastione sacro nella regione dell’alto Atlante, a Marrakech); Spagna (con Raoul Romero Medina, Uni Complutense Madrid, sulle architetture religiose fortificate in Andalusia, come espressione di potere piuttosto che spazi militari destinati alla difesa), Malta (con Charlene Vella, Uni Malta, sulle analogie strutturali fra il Forte sant’Angelo di Malta e le architetture ecclesiastiche normanne in Sicilia e nel regno di Napoli); Firenze (con Lamia Hadda, Uni Firenze, sulla grande Moschea di Suda, in Tunisia, e la sua doppia natura di luogo sacro e fortezza); Messina (con Marie Ange Causarano, archeologa Uni Messina sull’Abbazia di Casalvecchio Siculo, Messina, esempio di quella rete di monasteri italo-greci a cavallo dello Stretto) e infine da Catania (con Adriano Napoli, Uni Catania, sulle torri medievali dei monasteri di rito greco).

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Il chiostro di San Bartolomeo a Lipari (foto melamedia)

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Copertina del libro “I chiostri nell’area mediterranea” a cura di Arianna Carannante e Fabio Linguanti

VENERDÌ 4 OTTOBRE 2024. La seconda giornata del convegno vede le relazioni di studiosi provenienti da Croazia, Grecia, USA e dall’Italia (Bari, Catanzaro, Napoli, Roma e Firenze); una testimonianza di storia architettonico-artistica e di restauri con la presentazione del libro “I chiostri nell’area mediterranea”, a cura di Arianna Carannante e Fabio Linguanti (ed. All’insegna del Giglio): volume riepilogativo degli interventi esposti nel 2022, in occasione della prima edizione della rassegna dedicata al contesto dei chiostri medievali nel Mediterraneo. Intervengono Anne Mailloux (LA3M Aix-Marseille Université), Silvia Beltramo e Carlo Tosco (Politecnico Torino) e si torna a parlare anche del Chiostro di San Bartolomeo di Lipari, uno dei monumenti meno studiati del Mediterraneo medievale del quale adesso si delinea il quadro storico-costruttivo fissando una datazione più certa: chiesa e monastero furono realizzate in tre fasi vicine fra loro, un cantiere iniziato a Lipari alla fine dell’XI secolo e concluso nel primo ventennio del XII.

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Le caditoie dell’sull’Abbazia di Settimo a Scandicci, vicino a Firenze (foto regione siciliana)

Si inizia da Istria e Dalmazia, con Miljenco Jurkovic, archeologo (Uni Zagabria), che parlerà di alcuni monasteri fortificati del litorale adriatico orientale; tre i contributi sulla Grecia con Athanasios Semoglou (Aristotele Uni Thessalonike) e gli studi sulle pitture murali bizantine nei monasteri del Monte Athos, centro spirituale la cui scuola di pittura influenzò l’arte ortodossa; l’archeologo Alessandro Taddei (Uni Sapienza, Roma) sul complesso monastico di Hosios Loukas in Beozia, mentre Carlo Berardi (Uni Michigan, USA) illustrerà le ultime novità sulla Chiesa di Kosmosoteira a Feres. Quindi si torna in Italia con gli studi sui monasteri del Gargano a cura di Angelo Cardone (Uni Bari) e in Toscana, con gli archeologi Alberto Agresti e Lorenzo Crescioli, per importanti aggiornamenti sull’Abbazia di Settimo a Scandicci, condotti con la direzione scientifica di Ursula Wierer, Soprintendente BBCCAA di Firenze: evidenziato un complesso sistema di fossati, ponti e torri che consentiva ai monaci cistercensi di proteggere l’abbazia, centro economico del territorio.

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Le strutture fortificate di Sant’Agnese fuori le mura, a Roma, con il mausoleo di Santa Costanza (foto regione siciliana)

Ancora sul territorio italiano, a Roma, con il racconto delle strutture fortificate di Sant’Agnese fuori le mura, a cura di Daniela Esposito e Francesca Lembo Fazio (Uni Sapienza, Roma) e Federico Marazzi (Uni Suor Orsola Benincasa, Napoli). Sempre Marazzi approfondirà il tema della trasformazione dei monasteri da “civitas dei a castrum fidei” con focus sull’Italia centro-meridionale. Quindi la Calabria con le grange (aziende agricole e pastorali) fortificate, a cura di Francesco Cuteri ed Elena Di Fede (Accademia Belle Arti Catanzaro). Conclude la seconda giornata di studi lo sguardo sulle abbazie tra Alto Lazio e bassa Toscana con gli interventi di Renzo Chiovelli (Uni Sapienza, Roma) Giulia Maria Palma (Uni Lione) e Vania Rocchi.

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La “cattedrale del mare” di Maguelone in Francia (foto regione sicliana)

SABATO 5 OTTOBRE 2024. La terza e ultima giornata del convegno vede protagonista l’area tirrenica settentrionale del Mediterraneo, con interventi su Francia, Italia del Nord e Sardegna. Si inizia con Nicolas Faucherre (LA3M Aix-Marseille Université) e le “cattedrali del mare” di Maguelone e Agde, chiese fortificate connesse all’istituzione di una guardia marittima sostenuta degli istituti religiosi. A seguire Marie Pier Bonetti (LA3M Aix-Marseille Université) sulla chiesa abbaziale di Saint Victor a Marsiglia completata da torri, campanili, sale d’armi, recinti e camminamenti merlati dall’abate poi divenuto papa Urbano V. Quindi Pierre Laffont (Uni Rennes) con un eccezionale documento custodito nella Biblioteca Nazionale di Francia: un manoscritto (metà XV sec.) conosciuto come Armoriale di Guillaume Revel ricco di illustrazioni e disegni di castelli, città e villaggi del tempo. Un documento di eccezionale valore perché si tratta della più antica rappresentazione figurativa di questi monumenti. Tre i contributi dedicati alla Liguria: si inizia con Genova e Yoshie Kojima (Uni Tokyo) sulla Chiesa di Santa Maria del Castello e il ruolo dei “magistri antelami”, corporazione medievale di costruttori itineranti, generalmente di origine lombarda e legati ai Cistercensi. Un’iscrizione li indica infatti come autori della chiesa nel quartiere storico del Molo. Ancora in Liguria con il monastero di Sant’Eugenio a Bergeggi, oggetto di studio di Alessandra Panicco (Politecnico di Torino); infine chiese e fortificazioni a Porto Venere, a cura di S. Caldano (Associazione Piemonte Medievale). In chiusura la Sardegna e Cagliari con il Santuario di Nostra Signora di Bonaria, nella relazione di Valeria Carta (Uni Cagliari).

Rovereto (Tn). Il concerto “Note sulle migrazioni”, al teatro Rosmini, apre ufficialmente il 35.mo RAM film festival 2024 “Sguardi sulle migrazioni”: 64 documentari da 29 Paesi con 28 premiere, 3 film fuori concorso, 4 aperitivi, 4 eventi speciali

rovereto_ram-film-festival-2024_manifestoIl concerto “Note sulle migrazioni”, martedì 1° ottobre 2024, al teatro Rosmini di Rovereto, apre ufficialmente il 35.mo RAM film festival 2024 “sguardi sulle migrazioni” dedicato ai tesori, ai popoli, alle culture di tutto il mondo, in programma dal 2 al 6 ottobre 2024: film, talk con aperitivi, esperienze, visite guidate, spettacoli: 64 documentari da 29 Paesi con 28 premiere, 3 film fuori concorso, 4 aperitivi, 4 eventi speciali. Quest’anno i riflettori sono accesi in particolare sulle piccole e grandi migrazioni, tra passato e presente, dettate dalle economie, dalle guerre, dai cambiamenti climatici e ambientali, inquadrando popoli in movimento che hanno cambiato, influenzato o miscelato culture, tradizioni, architetture, espressioni artistiche.

rovereto_RAM-film-festival-2024_evento-speciale-inaugurale_locandinaIl concerto di anteprima “Note sulle Migrazioni” è a cura della associazione Euritmus, con il Trio Broz (Barbara Broz, violino; Giada Broz, viola; Klaus Broz, violoncello). Sulle musiche del messicano Manuel Maria Ponce e di Heitor Villa-Lobos, importante compositore di musica classica del Novecento brasiliano, la serata è dedicata alle migrazioni in ambito musicale, tra spostamenti per motivi socio-politici a viaggi di formazione personali, che hanno prodotto patrimoni musicali di portata internazionale. La migrazione è un periodo di passaggio per un popolo e culturalmente l’occasione di dare vita a qualcosa di nuovo, anche in musica. Vi sono state vere e proprie migrazioni di musicisti nelle diverse epoche, nel continente europeo, poi anche fra vari continenti, per motivi economici e in fuga da condizioni socio-politiche difficili. A fianco di queste grandi commistioni culturali vi sono stati poi anche viaggi di formazione personale, piccole storie individuali che hanno saputo fruttare patrimoni musicali di portata internazionale. Il programma musicale della serata del festival è dedicato ad entrambi questi fenomeni culturali, proponendo per trio d’archi due opere uniche: il trio para arcos di Manuel Maria Ponce, principale compositore messicano e il Trio di Heitor Villa-Lobos, più importante compositore di musica classica del Novecento brasiliano.

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Il Trio Broz (Barbara Broz, violino; Giada Broz, viola; Klaus Broz, violoncello) (foto fmcr)

Il Trio Broz, composto dai fratelli Barbara (violino), Giada (violino e viola), Klaus (violoncello), è nato nel 1993 ed in brevissimo tempo si è fatto notare come una delle più interessanti giovani formazioni cameristiche europee, vincendo premi e suonando in rassegne di grande rilevanza internazionale. Il Trio si è negli anni esibito in più di 700 concerti in Europa, USA, America Centrale, Asia e Africa, ospite in diretta anche di svariate trasmissioni radiofoniche (fra le altre RAI Radio 3, BBC Radio 3, Radio Oe1, Radio FM). Acclamato da riviste specializzate italiane e straniere per le incisioni dei suoi 4 CD (due dei quali per International Music e Sony Classical) il Trio ha ampliato il suo lavoro di approfondimento e diffusione della musica classica divenendo fondatore di tre realtà musicale di grande qualità artistica: la Associazione Euritmus, per la promozione musicale, la Accademia del Violino – Italian Violin Academy a Verona, per la diffusione della educazione e cultura musicale e l’Orchestra Sinfonica delle Alpi, per l’esecuzione dei grandi repertori sinfonici e operistici. Oltre a ciò negli ultimi anni i membri del trio sono impegnati anche nel ruolo di docenza presso vari Conservatori italiani. Con orgoglio i tre fratelli si impegnano giornalmente a portare alto il nome dei grandi artisti del Novecento con cui hanno avuto l’onore di potersi formare: Quartetto Italiano, Trio Italiano, Trio di Milano, Quartetto Amadeus, Quartetto Smetana, Quartetto Alban Berg.

Agrigento. Per GEP 2024 il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi propone l’archeo-trekking “Dal Tempio Romano all’agrumeto secolare, passando dall’ipogeo Giacatello”

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Il tempio romano nel parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento (foto regione siciliana)

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L’ipogeo Giacatello nel parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento (foto regione siciliana)

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L’agrumeto Diodoros nel parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento (foto regione siciliana)

Il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi invita a vivere un’esperienza straordinaria, dove la storia millenaria incontra la bellezza della natura. Domenica 29 settembre 2024, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, alle 16, sarà possibile immergersi nell’archeo-trekking “Dal Tempio Romano, all’agrumeto secolare, passando dall’ipogeo Giacatello”, un viaggio affascinante tra passato e presente. La visita guidata, a cura di CoopCulture, porterà i partecipanti attraverso tre luoghi unici e suggestivi: il tempio romano ed il suo portico, aperto alla fruizione dopo un attento restauro; l’ipogeo Giacatello, una maestosa cisterna sotterranea di epoca greca, un capolavoro nascosto; l’agrumeto Diodoros, un giardino di agrumi e piante aromatiche che profuma di storia e di vita. Partenza dal chiostro all’ingresso del museo Griffo. La partecipazione è gratuita, ma è consigliata la prenotazione su www.coopculture.it. Un’occasione speciale per lasciarsi incantare dalle meraviglie del Parco e scoprire angoli segreti dove il tempo sembra essersi fermato.

Reggio Calabria. Per GEP 2024 al museo Archeologico nazionale visite tematiche, laboratori, mostra sui bronzi di San Casciano. Apertura serale a 1 euro

reggio-calabria_archeologico_gep-2024_locandinaPer celebrare l’edizione 2024 delle Giornate Europee del Patrimonio (GEP), 28 e 29 settembre 2024, il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria propone una serie di attività alla scoperta delle storie e dei misteri che avvolgono i reperti esposti al MArRC. Il tema di questa edizione è “Patrimonio in cammino, un invito alla riscoperta dell’incontro culturale con altre realtà, connessioni e reti del passato e col presente. Si parte sabato 28 settembre, alle 10 con una visita tematica proposta da Coopculture, il concessionario dei servizi aggiuntivi del MArRC. Dal titolo “Il MArRC dei popoli”, la visita esplora le diversità culturali, storiche e antropologiche attraverso la ricca collezione museale. I partecipanti scopriranno come le civiltà si sono incontrate, influenzate e arricchite reciprocamente durante i secoli e in conseguenza dei cambiamenti politici e di gusto. È un’attività rivolta ad un pubblico di tutte le età con partenza alle 10 e alle 12.30, per un massimo di 30 partecipanti a gruppo con prenotazione tramite sito web e in biglietteria fino ad esaurimento posti. Si prosegue nel pomeriggio, alle 16.30 con un’attività laboratoriale dal titolo “Apollo: parole e immagini dal mito” che parte dalla lettura collettiva del mito della nascita di Apollo e Artemide, nei locali della biblioteca, e si conclude con una visita nelle sale del museo alla ricerca dei reperti legati al culto di Apollo e ai suoi elementi iconografici. È un’attività promossa dall’Ufficio Collezioni e l’Ufficio Didattica del MArRC rivolta a bambini d’età compresa tra sei e undici anni, della durata di un’ora e trenta circa, con partenza unica. Sono previsti massimo dodici partecipanti più i relativi accompagnatori con prenotazione all’indirizzo e-mail man-rc.didattica@cultura.gov.it. E ancora la sera del 28 settembre, apertura straordinaria dalle 20 alle 23 con biglietto d’ingresso al costo di 1 euro, grazie all’iniziativa del ministero della Cultura. Ottima occasione per visitare la mostra temporanea “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano”, in esposizione al livello E del MArRC fino al 12 gennaio 2025. Un viaggio attraverso i secoli alla scoperta del paesaggio delle acque calde tra Etruschi e Romani nel territorio dell’antica città-stato etrusca di Chiusi. Alle 21, l’Ufficio Collezioni del MArRC propone la visita tematica “Tra Oriente e Occidente: Reggio crocevia del Mediterraneo”, alla scoperta dell’importanza che Reggio ha avuto nel corso dei secoli: luogo di passaggio, di scambi commerciali e culturali fin dal Neolitico, che ha restituito molteplici tracce di contatti sia a livello locale sia con il resto del Mediterraneo. I visitatori verranno guidati lungo un percorso che partirà dalla fase preellenica, tratterà la fondazione calcidese, per concludersi con quella dedicata alla romanizzazione, quando Rhegion ormai municipium divenne Regium Iulii, così da mettere in luce il ruolo strategico di questa città affacciata sullo Stretto. La visita, della durata di 45 minuti circa, prevede massimo venticinque partecipanti ed è rivolta a visitatori di tutte le età, con prenotazione all’indirizzo e-mail man-rc.didattica@cultura.gov.it. Per permettere una più ampia partecipazione, il MArRC raddoppia gli appuntamenti nella seconda giornata delle GEP, domenica 29 settembre 2024. La mattina torna la visita tematica proposta da Coopculture “Il MArRC dei popoli”, con partenze alle 10 e 12.30, sempre prenotabile tramite sito web e in biglietteria fino ad esaurimento posti (max 30 partecipanti per turno). Mentre nel pomeriggio, con partenza alle 16 e 17.30, le celebrazioni delle GEP si concludono con la visita guidata “Tra Oriente e Occidente: Reggio crocevia del Mediterraneo”. La visita è pensata per un massimo di 25 partecipanti per turno e prenotazione via email a man-rc.didattica@cultura.gov.it. La partecipazione a tutte le iniziative delle GEP è inclusa nel costo del biglietto/abbonamento al Museo.

Bova Marina (RC). Per GEP 2024 al museo e parco archeologico visite guidate per un viaggio dal neolitico ai greci e romani fino alla sinagoga del VI sec. d.C., e laboratori per ragazzi

bova-marina_archeoderi_gep-2024_locandinaSabato 28 e domenica 29 settembre 2024, nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days), promosse dal Consiglio d’Europa e coordinate in Italia dal MiC (ministero della Cultura), al museo e parco archeologico Archeoderi di Bova Marina (RC) in contrada San Pasquale, sono previste attività straordinarie per promuovere l’interscambio culturale e l’interazione fra le diverse anime del grande mosaico europeo. Nel dettaglio: sabato 28 settembre, dalle 8.30 alle 19.30, il personale del Museo offrirà visite guidate che, dal Neolitico e passando dalla civiltà greca e da quella romana, condurranno tutti i visitatori sino al VI secolo d.C. per ammirare le splendide vestigia della Sinagoga, la seconda più antica del mondo occidentale dopo quella di Ostia Antica. Lo splendido mosaico pavimentale parla di integrazione e inclusione, di sincretismo culturale e di dialogo fra civiltà. Tutto compreso nei 5 euro del costo del biglietto (per agevolazioni e riduzioni consultare il sito del Ministero). Non è richiesta prenotazione. Domenica 29,  dalle 8.30 alle 18, le visite guidate; un appuntamento per i più piccoli: dalle 16.30 alle 17.30, previa prenotazione obbligatoria al numero 3346561714 o tramite mail, all’indirizzo drm-cal.archeoderi@cultura.gov.it, si terrà un laboratorio gratuito di simulazione di scavo archeologico e riproduzione di reperti in ceramica, rivolto ai ragazzi dagli 8 ai 12 anni. Una palettina (unico strumento richiesto a tutti i partecipanti), sarà la chiave di avviamento della  Macchina del Tempo per navigare fra le onde della Storia. Appuntamento dunque al parco archeologico di Bova Marina.

GEP 2024 ai parchi archeologici di Paestum e Velia: visite ai cantieri di scavo in corso nelle aree archeologiche, percorsi nei depositi del Museo, attività didattiche con laboratori dedicati alle armi della preistoria, incontri tematici, visite teatralizzate, passeggiate notturne, racconti dedicati al mito

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Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia (foto pa-paeve)

Il 28 e 29 settembre 2024, i parchi archeologici di Paestum e Velia aderiscono alle Giornate Europee del Patrimonio, manifestazione promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione UE dal 1991, con il coordinamento del ministero della Cultura, con due giornate ricche di iniziative dedicate a tutti. Nella serata di sabato 28 settembre, dalle 20 fino alle 23, aperture straordinarie serali con biglietto di ingresso a 1 euro (ultimo ingresso ore 22.30). “Il tema delle Giornate Europee del Patrimonio di quest’anno, Patrimonio in cammino, sintetizza perfettamente il lavoro che svolgiamo quotidianamente a Paestum e a Velia”, dichiara il Direttore dei Parchi, Tiziana D’Angelo. “Si tratta di un cammino nel tempo e nello spazio, in cui ci impegniamo per far raggiungere a tutti la storia dei nostri siti. Questo fine settimana accompagneremo i nostri visitatori in percorsi inediti, mostrando loro gli angoli più nascosti e le storie più interessanti dei nostri Parchi. A Velia, le origini della città magnogreca di Elea saranno narrate in modo vivace attraverso visite teatralizzate alla mostra “Elea: la rinascita” e al cantiere di scavo sull’acropoli. Paestum si mostrerà in tutto il suo fascino, senza alcuna barriera, con visite ai depositi del Museo e ai cantieri di scavo, laboratori didattici, passeggiate immersive e performance musicali. Queste importanti giornate ci ricordano che il passato non si ferma e il nostro viaggio nella cultura diventa sempre più entusiasmante”. A Paestum e Velia, in programma dunque tantissimi appuntamenti: visite ai cantieri di scavo in corso nelle aree archeologiche, percorsi nei depositi del Museo, attività didattiche con laboratori dedicati alle armi della preistoria, incontri tematici, visite teatralizzate, passeggiate notturne, racconti dedicati al mito e tanto altro ancora. Nelle aree archeologiche di Paestum e Velia, sarà possibile assistere a delle visite guidate sui cantieri di restauro e di scavo in corso.

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Il cantiere di scavo alle terme del foro romano di Paestum (foto graziano tavan)

paestum-velia_GEP-2024_visite-scavo-unisa_locandinaA Paestum due saranno i cantieri visitabili: il complesso termale sulla piazza del foro e lo scavo nei pressi del tempio di Athena. Agli inizi di settembre è iniziato il progetto di restauro di un complesso termale di età imperiale già indagato negli anni ’90 del secolo scorso con lo scopo di rendere fruibile al pubblico e valorizzare al meglio il monumento. La visita, dal titolo “Momenti di relax per i romani: i nuovi scavi presso le terme sul foro di Paestum”, si concentrerà sul racconto della vita quotidiana dei cittadini romani di Paestum con approfondimenti sull’abitudine di frequentare le terme come momento di incontro e di relax e sulle caratteristiche architettoniche degli edifici termali. Appuntamento sabato e domenica alle 11 e alle 16. Inoltre, nell’area del Santuario settentrionale nei pressi del tempio di Athena, è in corso uno scavo in collaborazione con l’università di Salerno. L’obiettivo dello scavo è indagare la stratigrafia più antica del santuario e comprendere meglio le cause che portarono alla sua distruzione alla fine del VI secolo a.C. e poi alla nuova ricostruzione del grande tempio di Athena. Domenica 29 settembre, alle 10 alle 12, con l’iniziativa “Alle origini della città: il più antico tempio di Athena”, sarà possibile visitare lo scavo accompagnati dagli archeologi.

velia_GEP-2024_scavo-tempio-di-atena_locandinaA Velia, sabato 28 settembre, alle 11, “Il santuario arcaico di Velia dagli scavi dell’acropoli”, visita guidata allo scavo in corso. Lo scavo si propone di indagare la stratigrafia dell’edificio sacro più antico della colonia focea analizzandone le sovrapposizioni, i motivi di chiusura e le memorie raccontate dagli storici greci.

paestum-velia_GEP-2024_oltre-il-museo_locandinaA Paestum, sabato e domenica, ma anche durante l’apertura serale di sabato, sarà l’occasione per scoprire i depositi del Museo con i suoi tesori nascosti che risvegliano antiche leggende e che permettono di vivere un’esperienza unica con l’iniziativa “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum”. Ad accompagnare i visitatori saranno gli assistenti in servizio ai Parchi, che concentreranno la visita nel “Deposito 2”, con le famose lastre dipinte di età lucana, reperti identitari del museo di Paestum.

paestum-velia_GEP-2024_animazione-90_locandinaSempre a Paestum, è in programma l’iniziativa “Voci e Suoni del Mito – Poseidonia on stage”, realizzata a cura di Animazione 90. Nell’area archeologica e nel Museo, i visitatori incontreranno attori e musicisti (violinista, violoncellista, flautista e, nella location del Museo, un’arpista) che li accoglieranno con voci e suoni, narrando storie e miti di Poseidonia, immergendoli completamente nello spazio che stanno visitando annullando, magicamente, il tempo.  Sarà possibile assistere alle performance sia sabato che domenica, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 e anche sabato, in occasione dell’apertura straordinaria serale. In caso di maltempo, l’iniziativa si terrà nel Museo.

paestum-velia_GEP-2024_architetture-senza-barriere_locandinaDurante l’apertura straordinaria serale di sabato, al chiaro di luna, sarà possibile partecipare all’iniziativa “Un’altra Paestum” dedicata nell’area archeologica, al percorso accessibile del Santuario meridionale. L’iniziativa “Architetture senza barriere” prevederà una visita al percorso accessibile nell’area archeologica, durante l’apertura straordinaria serale di sabato. Al chiaro di luna, i visitatori saranno guidati dal personale interno alla scoperta dei due grandi edifici sacri tra i meglio conservati del mondo greco, il tempio di Nettuno e la c.d. Basilica. Il nuovo percorso accessibile consente a tutti di vivere l’esperienza unica di varcare la soglia della c.d. Basilica, monumentale tempio urbano di epoca arcaica (ca. 560 a.C.) dedicato alla dea Hera.

paestum-velia_GEP-2024_armi-del-guerriero_locandinaNel museo di Paestum, adatto a tutti, si terrà l’iniziativa: “Paestum viva: le armi del guerriero”, laboratorio dedicato alle ricostruzioni di armi e utensili dalla preistoria all’età romana. Il laboratorio si propone di approfondire alcune delle attività cardine del mondo antico come la guerra, la caccia e altri lavori artigianali. In particolar modo, saranno mostrate le ricostruzioni di armi e di utensili di età antica riprodotte facendo fede agli originali sia per tecniche di fabbricazione sia per materiali utilizzati. Un importante focus è riservato all’età preistorica, alla Cultura del Gaudo di Paestum, con la presentazione di strumenti in selce, osso, punte, raschiatoi e schegge litiche. Archi, frecce, asce e coltelli saranno spiegati in unione ad approfondimenti sull’evoluzione bellica, dalla preistoria all’età romana. Appuntamento al Museo alle 21.

velia_area-archeologica_mostra-elea-la-rinascita_prorogata_locandinaA Velia, si potrà visitare la mostra “Elea: la rinascita”, partecipando a delle visite guidate, nella giornata di sabato, alle ore 10:00 e alle ore 12:00. Si tratta della prima mostra realizzata a Velia da quando il sito è stato dotato di autonomia speciale nel 2020. La mostra, prorogata fino al 31 dicembre 2024, trae ispirazione dagli straordinari risultati degli scavi recentemente condotti sull’Acropoli, che hanno restituito tracce di un santuario risalente agli anni della fondazione della colonia magnogreca di Elea, verso la metà del VI sec. a.C. Tra i rinvenimenti più significativi compaiono armi greche e italiche che per la prima volta danno concreta evidenza al racconto erodoteo della fuga dei Focei dalla Ionia sotto la spinta dell’invasione persiana.

velia_GEP-2024_visite-teatralizzate_locandinaIn collaborazione con la Fondazione Gatto, sempre a Velia, sabato e domenica, alle 16, visite teatralizzate alla mostra dal titolo “Elea: la rinascita. Passeggiate emozionali”, a cura e con Flavia D’Aiello. Si tratta di visite animate con un viaggio attraverso la storia che accompagnerà i visitatori a scoprire le meraviglie del sito di Elea attraverso narrazioni, canti e pupazzi. Si racconteranno storie di mare e di migrazioni, di accoglienza e di culture che si arricchiscono a vicenda, del popolo che approda in quel lembo di terra e dà origine a filosofi come Parmenide e Zenone.

paestum-velia_GEP-2024_lanterne-chiaro-di-luna_locandinaSabato a Velia, durante l’apertura straordinaria serale della parte bassa della città, i visitatori potranno prendere parte al Percorso tematico con l’utilizzo di lanterne denominato “Un’altra Velia”, dedicato alla scoperta dell’Edificio Imperiale di Casa Cobellis. Edificio pubblico, complesso di particolare rilevanza, la cui scoperta ha notevolmente ampliato il quadro delle conoscenze sulla fase romana della città di Velia. Parzialmente inglobata in una masseria moderna da cui prende il nome, la struttura è caratterizzata da diverse fasi costruttive che risultano di difficile comprensione senza un’adeguata spiegazione. Il suo arco cronologico di vita e di utilizzo ha inizio con la prima età imperiale per poi concludersi verso la fine del III sec. d.C., quando diventa cava di materiale da reimpiego.

Padova. Al teatro Verdi lo spettacolo “Il viaggio dei Bronzi di Riace” alla ri-scoperta dei Bronzi di Riace attraverso le intuizioni del prof. Daniele Castrizio, le musiche di Fulvio Cama, la danza di Annalisa Insardà, l’arte grafica di Saverio Autellitano e la conduzione del giornalista RAI Paolo di Giannantonio

padova_teatro-verdi_il-viaggio-dei-bronzi-di-riace_locandinaUno spettacolo emozionante e imperdibile alla ri-scoperta dei Bronzi di Riace attraverso le intuizioni del prof. Daniele Castrizio, le musiche di Fulvio Cama, la danza di Annalisa Insardà, l’arte grafica di Saverio Autellitano e la conduzione del giornalista RAI Paolo di Giannantonio, prodotto dall’accademia dei Caccuriani e promossa dall’Associazione Calabresi Veneto. Appuntamento martedì 24 settembre 2024, alle 21, al teatro Verdi di Padova, con lo spettacolo “Il viaggio dei Bronzi di Riace”. Nel 1972 il mare di Riace – piccolo comune ionico in provincia di Reggio di Calabria – restituì al mondo due capolavori in bronzo di grandezza poco più che reale. Nel corso degli anni, gli studi hanno avanzato le prime ipotesi circa l’attribuzione e la paternità dei Bronzi. Nell’ottica della “archeologia pubblica”, la performance ha un approccio narrativo che affronta con levità l’enigma del messaggio di pace di cui i Bronzi da Riace sono portatori. La performance si avvale degli studi di Daniele Castrizio docente dell’università di Messina. Per far rivivere la magia delle due statue ci si avvarrà delle musiche e dei testi composti appositamente dal Musicantore Fulvio Cama e della recitazione dell’attrice Annalisa Insardà. Per catturare l’attenzione degli spettatori sul palcoscenico saranno mostrate le restituzioni grafiche e gli approfondimenti del visual designer Saverio Autellitano. Animatore e stimolatore della discussione e della parte teatrale sarà il noto giornalista Paolo di Giannantonio, che condurrà per mano gli spettatori lungo il cammino dei Bronzi di Riace.

Locri (RC). Per la rassegna “Un caffè… storicamente corretto” promosso dal museo nazionale Archeologico di Locri Epizefiri e dal Circolo di Studi Storici Le Calabrie la conferenza “Pretoriate Survey: indagini topografiche nella vallata del Torbido”, col prof. Antonino Facella dell’università di Genova

locri_archeologico_ciclo-caffè-storicamente-corretto_𝐏𝐫𝐞𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐭𝐞-𝐬𝐮𝐫𝐯𝐞𝐲-𝐢𝐧𝐝𝐚𝐠𝐢𝐧𝐢-𝐭𝐨𝐩𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞-𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚-𝐯𝐚𝐥𝐥𝐚𝐭𝐚-𝐝𝐞𝐥-𝐓𝐨𝐫𝐛𝐢𝐝𝐨_ruga_locandinaAl museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri, dopo la pausa agostana, siamo arrivati all’appuntamento di settembre con “Un caffè…storicamente corretto”, il ciclo promosso il giovedì dal parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri con il Circolo di Studi storici “Le Calabrie” e il patrocinio del Comune di Locri, curato da Elena Trunfio e Marilisa Morrone, arrivato al suo settimo appuntamento. Martedì 24 settembre 2024, alle 17.30, nella meravigliosa cornice dei reperti di Locri Epizefiri, sarà la volta del prof. Antonino Facella dell’università di Genova, con la conferenza “Pretoriate Survey: indagini topografiche nella vallata del Torbido”. Oltre alla consueta introduzione della direttrice Trunfio e della presidente del Circolo Morrone, interverrà Alfredo Ruga, funzionario archeologo della soprintendenza di Catanzaro e Crotone. L’evento è gratuito e non è necessaria la prenotazione.

Novità editoriali. Dopo due anni di ricerca pubblicato il libro “Figure rosse. La pittura vascolare dal Museo Ridola di Matera” fotografie di Luigi Spina, con testi di Annamaria Mauro, Claude Pouzadoux, Adriana Sciacovelli, Luigi Spina (5 Continents Editions)

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Copertina del libro “Figure rosse. La pittura vascolare dal Museo Ridola di Matera” fotografie di Luigi Spina (5 Continents editions)

Dopo due anni di ricerca al museo Ridola di Matera è stato pubblicato per 5 Continents Editions il libro “Figure rosse. La pittura vascolare dal Museo Ridola di Matera” fotografie di Luigi Spina, con testi di Annamaria Mauro, Claude Pouzadoux, Adriana Sciacovelli, Luigi Spina.  I vasi italioti a figure rosse della Magna Grecia e della Collezione Rizzon, conservati nei musei nazionali di Matera, nella sede del Museo Ridola, offrono l’occasione per percepire il mondo antico con occhi nuovi e per scoprire i suoi significati più reconditi, grazie alla fotografia di Luigi Spina. Testimonianza significativa della pittura vascolare tra il V e il IV secolo a.C., i manufatti del museo risalgono in gran parte alle scoperte di Domenico Ridola (1841-1932) e fanno parte di elaborati corredi funerari, di grande valore estetico e storico, grazie ai quali la vita quotidiana si riflette nei miti. Nel libro, il colore nero è il protagonista: esalta le figure rosse e mette in risalto lo sguardo attento del fotografo Luigi Spina. Dettagli anatomici, drappeggi e motivi decorativi emergono con tutta la loro forza senza il filtro delle teche museali, mentre i tocchi di bianco arricchiscono la bicromia dei vasi. Fotografare un’opera d’arte significa coglierne il significato profondo per comunicarlo al mondo. Lontano dall’idea di catalogo museale, il volume può essere piuttosto inteso come un atlante figurativo dell’antichità.

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Il fotografo Luigi Spina autografa il suo libro “Interno Pompeiano” (foto dms-roma)

Luigi Spina, fotografo, con 5 Continents Editions ha pubblicato The Buchner Boxes (2014), Hemba (2017) e Diario Mitico (2017). Sempre per la medesima casa editrice ha creato, insieme a Valeria Sampaolo, la collana “Oggetti rari e preziosi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli”, e la serie “Tesori Nascosti” che comprende i titoli: Tazza FarneseMosaico di AlessandroSan Domenico di Niccolò dell’Arca e Bronzi di Riace (2022); il progetto Canova. Quattro tempi (2020-2024) e il grande progetto fotografico Interno pompeiano (2023).

Licodia Eubea (Ct). La presentazione del libro “Guida all’archeologia di Leontinoi. Protagonisti, monumenti, itinerari” di Massimo Frasca (Gangemi editore) chiude gli appuntamenti di EUbook summer, organizzato dall’Archeoclub di Licodia Eubea

licodia-eubea_eubook_summer_2024_locandinaCon la presentazione del libro “Guida all’archeologia di Leontinoi. Protagonisti, monumenti, itinerari” di Massimo Frasca (Gangemi editore), domenica 22 settembre 2024, alle 18.30, nell’ex chiesa di S. Benedetto e S. Chiara di Licodia Eubea (Ct) si chiudono gli appuntamenti di EUbook summer, organizzati dall’Archeoclub di Licodia Eubea. A dialogare con l’autore gli archeologi Alessandra Cilio e Italo Giordano.

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Copertina del libro “Guida all’archeologia di Leontinoi Protagonisti, monumenti, itinerari” di Massimo Frasca (Gangemi editore)

Guida all’archeologia di Leontinoi Protagonisti, monumenti, itinerari. Leontinoi rappresenta una realtà unica e per molti aspetti anomala in confronto alle altre città fondate dai Greci in Occidente. La particolare conformazione geomorfologica e topografica della polis, ubicata sulle due aspre colline di San Mauro e Metapiccola e nella valle intermedia, ha attirato l’attenzione dello storico greco Polibio che ne ha dato una vivida descrizione e, in seguito, di studiosi moderni, anche stranieri, che hanno fornito descrizioni, fotografie e schizzi dei luoghi e dei manufatti lentinesi. Nonostante i numerosi rinvenimenti di oggetti di pregio, molti dei quali confluiti in musei italiani e stranieri, bisognerà attendere l’arrivo di Paolo Orsi in Sicilia per l’inizio degli scavi sistematici a Leontinoi, ripresi con continuità e profitto dopo il Secondo Dopoguerra dalla Soprintendenza alle Antichità di Siracusa e dall’Università di Catania. Con quest’opera Frasca ha inteso realizzare un libro-guida che accompagni, anche fisicamente, il lettore interessato a conoscere la storia e i monumenti archeologici della città fondata dai Calcidesi nel 728 a.C. e, al contempo, ricordare le figure di coloro che, con la loro passione e le loro competenze anche in campi diversi dall’archeologia, hanno contribuito a far progredire gli studi e le ricerche su Leontinoi. Da ciò deriva l’articolazione del libro in quattro capitoli, il primo dedicato ai protagonisti dell’archeologica lentinese, il secondo ai principali monumenti archeologici illustrati e inquadrati storicamente, il terzo ai percorsi di visita dei monumenti e il quarto al museo archeologico di Lentini, fortemente voluto dalla comunità civile locale.