Lamezia Terme (Cz). Riapre al pubblico il museo Archeologico Lametino, aperto gratuitamente tutto il giorno. Ecco il programma dell’inaugurazione

A Lamezia Terme (Cz) riapre al pubblico il museo Archeologico Lametino, che torna ad accogliere i visitatori in una veste rinnovata e con spazi pensati per garantire maggiore accessibilità fisica, cognitiva e sensoriale, al termine dei lavori realizzati con fondi Pnrr. Appuntamento sabato 24 ottobre 2026, quando, dalle 11 alle 23, l’ingresso al museo sarà gratuito. E il pubblico potrà usufruire anche di visite accompagnate alle sale e di momenti di approfondimento nei rinnovati spazi espositivi. “La riapertura del Museo”, sottolinea la direttrice Simona Bruni, “non rappresenta soltanto la restituzione di un ricco patrimonio storico-archeologico al territorio, ma segna l’avvio di una nuova fase gestionale basata sull’accessibilità totale, sulla partecipazione e sul benessere collettivo. Grazie agli interventi del Pnrr e alle collaborazioni sinergiche, prima fra tutte quelle con il Comune di Lamezia Terme e con gli Enti del Terzo settore operanti sul territorio, il museo si propone come un presidio vivo, aperto e dialogante con tutte le componenti della società”.

Alle 11, la cerimonia inaugurale dal titolo “Il Museo patrimonio di comunità”: interverranno il direttore della DrMn Calabria, Fabrizio Sudano; il presidente della Commissione Cultura, Musei e Biblioteche del Consiglio regionale della Calabria, Emanuele Ionà; la direttrice del museo Archeologico Lametino, Simona Bruni; il sindaco di Lamezia Terme, Mario Murone; il direttore artistico “Tratto design days”, Francesco Cefalà; il presidente dell’Accademia di Belle arti di Catanzaro, Stefania Mancuso; il vicepresidente della Fondazione Architetti Ppc di Catanzaro, Maria Varia; il vescovo della diocesi di Lamezia Terme, monsignor Serafino Parisi. Saranno illustrati i risultati dell’investimento pubblico appena concluso e sarà messo in evidenza il ruolo strategico che il museo riveste per il territorio lametino e per l’intera area centrale della regione.

Alle 18, al Complesso monumentale di San Domenico incontro sul tema del welfare culturale “Prescrivere un museo”, promosso in sinergia con Comune di Lamezia Terme e “Tratto design days”. Al centro del dibattito ci sarà il ruolo del design dei servizi pubblici applicati alla cultura. Nello specifico, si discuterà di spazi museali che, oltre a preservare della memoria, fungano da presidi attivi per il benessere psicofisico e l’inclusione sociale della comunità. All’incontro, oltre alla direttrice Bruni, interverranno il ricercatore presso il dipartimento di Architettura-Design dell’università di Firenze, Daniele Busciantella Ricci; il componente del Comitato tecnico scientifico della Fondazione Architetti Ppc di Catanzaro, Carlo Giampà; l’archeologa e docente a contratto Iulm, Stefania Mancuso; la referente Servizi culturali ed educativi del museo Archeologico Lametino, Cristina Porcelli; l’assessore alla Cultura di Lamezia Terme, Annalisa Spinelli.
I parchi archeologici di Paestum e Velia aderiscono alla VII edizione della campagna nazionale di Komen Italia “La prevenzione è il nostro capolavoro”: ecco il programma al museo Archeologico nazionale

I parchi archeologici di Paestum e Velia aderiscono alla VII edizione della campagna nazionale di Komen Italia “La prevenzione è il nostro capolavoro”, promossa dal ministero della Cultura e dal ministero della Salute. Nell’ambito della campagna, i Parchi sono chiamati a contribuire alla diffusione del messaggio sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori del seno attraverso iniziative che mettono in dialogo patrimonio culturale, salute e partecipazione. L’adesione si inserisce nella visione dei Parchi come luoghi aperti alla comunità, nei quali la tutela e la valorizzazione del patrimonio si accompagnano a una crescente attenzione al benessere individuale e collettivo. La cultura, infatti, non è soltanto conoscenza e conservazione della memoria, ma anche occasione di incontro, condivisione e sensibilizzazione su temi fondamentali per la qualità della vita.
Il programma dei Parchi prevede appuntamenti che intrecciano informazione, creatività e attività dedicate al benessere, offrendo ai visitatori occasioni per avvicinarsi al tema della prevenzione in un contesto culturale e partecipativo. Tutte le iniziative sono incluse nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia
Venerdì 23 ottobre 2026, alle 11.30, il parco archeologico di Paestum ospita “Pilates in Rosa”, un’attività condotta da Nicoletta Ciardo, insegnante di Pilates Autentico con un percorso di formazione d’élite, che ha conseguito diverse certificazioni internazionali studiando con i più grandi maestri del settore, tra cui Inelia Garcia, portavoce e referente mondiale del Metodo Pilates Autentico (in caso di pioggia la lezione si terrà nella sala cella del museo)
Sabato 24 ottobre 2026, alle 9, il museo Archeologico nazionale di Paestum ospita incontri di sensibilizzazione e informazione sul tumore del seno, organizzato in collaborazione con il Rotary Paestum Centenario Distretto 101. Alle 11, è in programma il laboratorio di ceramica “Kéramos Argilla in Rosa – memoria, cura, vita”, a cura dell’Associazione Pandora Artiste Ceramiste. Attraverso il linguaggio della ceramica, l’attività propone un momento di espressione creativa e riflessione sui temi della cura, della memoria e della vita.
La prevenzione passa anche dalla cura delle persone che lavorano nei siti di Paestum e Velia. L’impegno dei Parchi archeologici di Paestum e Velia per la salute non si rivolge dunque soltanto ai visitatori, ma comprende anche l’attenzione verso le persone che ogni giorno contribuiscono alla tutela, alla valorizzazione e all’accoglienza nei siti. In questa prospettiva, nell’ambito delle iniziative legate alla campagna, sono previste visite senologiche riservate alle dipendenti, in collaborazione con il Rotary Paestum Centenario Distretto 2101, come azione concreta di promozione della salute e di sensibilizzazione sull’importanza dei controlli periodici e della diagnosi precoce. La scelta di dedicare questo servizio al personale femminile si inserisce nell’impegno dell’Istituto a promuovere e salvaguardare la salute non soltanto dei propri visitatori, ma anche delle persone che vi lavorano, riconoscendo il benessere del personale come parte integrante della responsabilità sociale dell’organizzazione. Con l’adesione alla campagna “La prevenzione è il nostro capolavoro”, i Parchi archeologici di Paestum e Velia confermano così la propria vocazione a essere luoghi di cultura al servizio della collettività, capaci di coniugare la valorizzazione del patrimonio con iniziative concrete di informazione, partecipazione e attenzione alla persona.
Pisa. Nell’aula Bianchi di Lettere della Scuola Normale Superiore di Pisa, “Persistenze tecniche e lessicali della navigazione antica. Il caso della spiera”: seminario di storia antica a cura di Stefano Medas (università di Bologna), in presenza e Live su Teams

Venerdì 23 ottobre 2026, alle 10, nell’Aula Bianchi di Lettere della Scuola Normale Superiore di Pisa, “Persistenze tecniche e lessicali della navigazione antica. Il caso della spiera”: seminario di storia antica a cura di Stefano Medas dell’Alma Mater Studiorum università di Bologna, in presenza e Live su Teams (Partecipa alla conversazione). Molti aspetti della navigazione antica, sia tecnici che antropologici, hanno conosciuto una lunghissima continuità nel corso del tempo, soprattutto nel contesto popolare dei pescatori e dei piccoli naviganti, quello che maggiormente ha conservato dei caratteri “arcaici”. Lo si può riscontrare nell’uso di semplici ma fondamentali strumenti nautici, così come nelle tecniche utilizzate per orientarsi e affrontare il mare, ma anche nei caratteri e nella vita quotidiana delle genti di mare, nelle credenze e nella religiosità, perfino nel lessico. Ciò è accaduto ovunque, in quanto l’essere umano ha dovuto affrontare problemi sostanzialmente simili, in ambienti simili e con macchine simili, per lo meno fino a quando – diciamo così – ha combattuto “ad armi pari” con gli elementi naturali, ovvero fino al tramonto della vela. Ad ambienti e necessità simili corrispondono quindi risposte simili. A tale riguardo risulta emblematico il caso della spiera, strumento fondamentale per la salvezza di un’imbarcazione che deve affrontare un mare tempestoso: le circostanze del suo impiego e il suo principio di funzionamento sono rimasti inalterati nel tempo, così come la sua denominazione di antica origine greco-latina.
Reggio Calabria. Dopo la tappa al museo dell’Acropoli di Atene approda al museo Archeologico nazionale la mostra “Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca”, seconda tappa della mostra promossa dal ministero della Cultura, nell’ambito delle attività del Piano Olivetti per la cultura

Dopo la tappa al museo dell’Acropoli di Atene, dal 22 ottobre al 31 dicembre 2026 il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria ospiterà “Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca”, la grande mostra internazionale dedicata alle trasformazioni dell’arte greca nel Mediterraneo promossa dal ministero della Cultura nell’ambito delle attività del Piano Olivetti per la cultura. Una collaborazione istituzionale nel solco delle eccellenti relazioni culturali fra Italia e Grecia, rafforzate a seguito della visita istituzionale del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ad Atene nel giugno 2025. Il progetto è elaborato dal dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, tramite l’Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale, in collaborazione con il museo dell’Acropoli di Atene e il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. La mostra è curata da Alfonsina Russo, Nikolaos Stampolidis, Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro e Fabrizio Sudano. L’esposizione a Reggio Calabria, l’antica Rhegion, tra i principali centri della Magna Grecia, valorizza il legame storico e culturale tra Grecia e Italia, costruito nel corso dei secoli attraverso scambi, mobilità e reciproche influenze che hanno attraversato il Mediterraneo. In questo contesto, il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, con le sue collezioni provenienti dai principali centri della Magna Grecia e i celebri Bronzi di Riace, rappresenta un luogo di particolare rilievo per approfondire la conoscenza di questa storia condivisa.

LA TAPPA A REGGIO CALABRIA E IL PIANO OLIVETTI PER LA CULTURA. La mostra rientra nelle attività strategiche del Piano Olivetti per la cultura, che promuove quest’ultima come motore di crescita civile, coesione sociale e sviluppo locale. In tale prospettiva, l’appuntamento reggino pone il patrimonio archeologico al centro della relazione tra identità storica e comunità, creando occasioni di conoscenza e confronto volte a generare un concreto impatto collettivo. Realizzato in sinergia con il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, il percorso espositivo nasce dalla stretta intesa tra il Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale e il Piano Olivetti per la cultura. Il progetto sarà arricchito da un articolato programma pubblico rivolto a cittadini, studiosi, scuole e turisti, con iniziative dedicate all’inclusione, all’educazione museale e alla valorizzazione dell’area. A Reggio Calabria, il dialogo tra reperti di straordinario pregio e un contesto profondamente segnato dalla memoria della civiltà greca aggiunge all’esperienza una dimensione ulteriore: la riscoperta delle origini e la riappropriazione di un’appartenenza, a pieno sostegno dei processi di rigenerazione promossi dal Piano Olivetti.

IL PERCORSO ESPOSITIVO. “Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca” esplora il significato storico e artistico assunto dall’arte greca in Italia attraverso una selezione di capolavori conservati nei musei italiani, raccontandone la lunga eredità culturale e le continue trasformazioni nel corso dei secoli. Il progetto non presenta le opere come oggetti isolati, ma ne ricostruisce le “biografie”, seguendone la circolazione, i trasferimenti, i riusi e i nuovi significati assunti nei diversi contesti storici. L’esposizione è articolata in sette sezioni. Attraverso una selezione di capolavori provenienti dai più importanti musei italiani, racconta le molteplici forme di presenza, trasformazione e reinterpretazione dell’arte greca nella Penisola, dalla tarda età del Ferro fino al Novecento. Le opere sono ricollocate nel proprio orizzonte storico e diventano documenti “parlanti”, capaci di raccontare storie di circolazione, scelte, riusi e trasformazioni culturali che nei secoli hanno legato le due sponde del Mediterraneo: attraverso il loro linguaggio iconografico e formale, raccontano i valori di un’arte fondativa per l’identità occidentale e per la cultura europea contemporanea.

Il visitatore è accompagnato dalle prime forme di presenza dell’arte greca nella Penisola, anteriori alla conquista romana, fino alla nascita del collezionismo moderno e della moderna storia dell’arte antica. Dalla circolazione degli oggetti greci come strumenti di prestigio e veicoli di modelli culturali si passa ai fenomeni di appropriazione e trasferimento delle opere, fino ai processi di reinterpretazione e riuso in età romana, moderna e contemporanea. La mostra si conclude con una riflessione sulla ricezione dell’arte greca tra XVIII e XX secolo, con un focus su Antonio Canova e con alcuni artisti del Novecento italiano. Tra le opere esposte figurano una splendida statua femminile proveniente dall’Acropoli di Atene, il Trono Ludovisi, la Fanciulla di Anzio, le celebri teste bronzee dal relitto di Porticello e importanti testimonianze del collezionismo e della ricezione moderna dell’arte greca.
Agrigento. Al parco archeologico della Valle dei Templi si chiude la III campagna di scavi archeologici nell’area della Kolymbethra e sul pianoro di Case Montana: scoperte monumentali evidenze di un quartiere dell’antica Akragas risalente al V secolo a.C., fino ad oggi sconosciuto


Si conclude il 24 ottobre 2026 la III campagna di scavi archeologici nell’area della Kolymbethra e sul pianoro di Case Montana ad Agrigento. La missione è diretta dalla prof.ssa Claudia Lambrugo dell’università di Milano e dall’archeologa Maria Concetta Parello del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, con il sostegno del FAI ed all’interno di un progetto quinquennale fortemente voluto dal direttore del Parco, Roberto Sciarratta. La ricerca ha visto anche l’intervento del prof. Andrea Zerboni (università di Milano) e della dott.ssa Eleonora Regattieri (CNR di Pisa) per definire il contesto geomorfologico, programmare carotaggi per il 2027 ed effettuare prelievi di speleotemi dagli ipogei per analisi di laboratorio sulle cronologie di formazione. In totale, la missione coinvolge 33 tra studenti e specializzandi coordinati dalla prof.ssa Lambrugo insieme al prof. Alessandro Pace.


I risultati principali di questa campagna toccano tre punti cruciali. Sul pianoro di Case Montana, due saggi di scavo di 10 per 10 metri stanno riportando alla luce monumentali evidenze di un quartiere dell’antica Akragas risalente al V secolo a.C., fino ad oggi sconosciuto. Sono stati rinvenuti possenti muri e tracce di edifici distrutti durante l’assedio cartaginese del 406 a.C., conservatisi perfettamente sotto i crolli. Nell’alveo del torrente, i lavori di pulizia della vegetazione hanno permesso di documentare nuovi apprestamenti idraulici, tra condotti di scarico e canali scavati nel banco calcarenitico, riconducibili all’ingegnosa diga del lago artificiale della Kolymbethra. Poco distante, è proseguito lo svuotamento dell’Ipogeo Nuovo, scoperto nel dicembre 2023. La sua storia comprende diverse fasi: da antico condotto per l’acqua di falda a ricovero per animali, fino ad utilizzo rurale nell’Ottocento.
Taranto. Al museo Archeologico nazionale il concerto “La musica meravigliosa. Storia del pianista del ghetto di Varsavia” con Stefano Valanzuolo, testi e voce narrante, e Francesco Nicolosi, pianoforte, decimo appuntamento dell’anno della rassegna “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto, musica e aperitivo”, promossa dal MArTa con l’orchestra della Magna Grecia e L.A. Chorus

Domenica 18 ottobre 2026 al museo Archeologico nazionale di Taranto decimo appuntamento della stagione 2026 di “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto, musica e aperitivo”, la rassegna di musica e archeologia organizzata in collaborazione con l’Orchestra ICO della Magna Grecia e L.A. Chorus, con la direzione artistica del maestro Maurizio Lomartire. Appuntamento col concerto “La musica meravigliosa. Storia del pianista del ghetto di Varsavia” con Stefano Valanzuolo, testi e voce narrante; Francesco Nicolosi, pianoforte. Il racconto appassionato della storia vera di un uomo sopravvissuto all’orrore grazie al suo grande amore per il pianoforte e per Chopin. Ingresso al museo da corso Umberto al costo di 10 euro. L’accesso sarà consentito dalle 10 per la visita guidata, con inizio alle 10.30. L’accesso al concerto sarà dalle 11, con inizio alle 11.15. A seguire, l’aperitivo nel chiostro del Museo a partire dalle 12.15. Biglietti acquistabili presso Orchestra ICO della Magna Grecia, in via Giovinazzi 28 a Taranto, oppure su VIVATICKET: https://www.vivaticket.com/…/la-musica…/294517.
Paestum. Al museo Archeologico nazionale nuovo appuntamento con Kéramos, il laboratorio di ceramica dedicato alla conoscenza e alla reinterpretazione del patrimonio archeologico attraverso la creatività: protagonisti gli “Animali reali e simbolici”

Il 18 ottobre 2026, alle 11, il museo Archeologico nazionale di Paestum ospita un nuovo appuntamento con Kéramos su “Animali reali e simbolici”, il laboratorio di ceramica dedicato alla conoscenza e alla reinterpretazione del patrimonio archeologico attraverso la creatività. Protagonisti dell’incontro saranno gli animali raffigurati sui vasi antichi e sugli altri reperti conservati nel Museo – come la lastra est della tomba 418 da località Spina Gaudo (in foto) esposta nel nuovo allestimento del Museo – testimonianze preziose dell’immaginario delle civiltà che hanno abitato questo territorio. Durante il laboratorio, i partecipanti potranno osservare le raffigurazioni animali e i motivi decorativi dell’antichità, per poi lasciarsi ispirare dalle loro forme e dai loro significati e realizzare, attraverso la modellazione dell’argilla, una propria creazione. Ciascuno potrà dare forma a un animale reale o fantastico, reinterpretando liberamente le testimonianze del passato. Un’esperienza che mette in dialogo archeologia, manualità e creatività, offrendo l’occasione di scoprire il patrimonio attraverso il gesto antico del modellare la terra. Biglietto per la partecipazione al laboratorio: € 2,00 (dai 6 anni in poi), da aggiungere al costo del biglietto di ingresso ai Parchi, ove previsto, e all’abbonamento Paestum&Velia. Il biglietto del laboratorio può essere acquistato presso le biglietterie dei Parchi oppure online: https://www.vivaticket.com/it/ticket/keramos-laboratori-di-ceramica/304047
Rovigo. Al museo dei Grandi Fiumi la conferenza “Dalla Spagna alla Cina, passando per il Polesine, alla ricerca delle “vie dell’ambra” con Paolo Bellintani (CPSSAE), secondo appuntamento di “Padusa Incontri: Tutte le vie dell’archeologia. Tracce antiche e nuove indagini sui sentieri di noi Umani”

Sabato 17 ottobre 2026, alle 16, al museo dei Grandi Fiumi a Rovigo, secondo appuntamento di “Padusa Incontri: Tutte le vie dell’archeologia. Tracce antiche e nuove indagini sui sentieri di noi Umani” promosso dal Centro Polesano di Studi Storici Archeologici ed Etnografici (CPSSAE), in collaborazione con il museo Grandi Fiumi: l’archeologo Paolo Bellintani (CPSSAE) guiderà il pubblico lungo “Le vie dell’ambra”, esplorando non solo i dati scientifici ma anche narrazioni, distorsioni propagandistiche e curiosità polesane, nell’incontro “Dalla Spagna alla Cina, passando per il Polesine, alla ricerca delle “vie dell’ambra”. Anche per il 2026 la Fondazione per lo sviluppo del Polesine, in collaborazione con il Museo dei Grandi Fiumi ed il CPSSAE, promuove il festival “Sulle vie dell’ambra” (7-15.11.26). Ma sono realmente esistite le “vie dell’ambra”? Cos’altro transitava attraverso queste “vie”? Forse meno famose della “via della seta”, ma altrettanto utili a livello propagandistico, le “vie dell’ambra” sono state per l’archeologia pre-protostorica europea una delle più popolari allegorie del “commercio” su lunga distanza, inteso come forma “non predatoria” di approvvigionamento di materie prime e prodotti esotici. L’archeologia del III millennio, ormai legata alle scienze “dure” tanto quanto a quelle umanistiche, permette di mappare i “viaggi” dell’ambra con più precisione, ma propone anche nuovi enigmi su attori, modalità e motivi dello scambio dell’”oro del nord”.
Ischia (Na). Al museo Archeologico di Pithecusae in Villa Arbusto di Lacco Ameno la mostra “Da Pithekoussai a Parthenope: storia e mito” con il rilievo votivo delle Ninfe Nitrodi, custodito al Mann e proveniente dal complesso di rilievi marmorei rinvenuti nel 1757 presso la sorgente di Nitrodi

La cultura come strumento per ricomporre i fili della storia, rafforzare la conoscenza del territorio e costruire un rapporto più stretto tra i luoghi della ricerca, della tutela e della valorizzazione del patrimonio. È questo il significato dell’iniziativa che vede protagonista il museo Archeologico di Pithecusae in Villa Arbusto di Lacco Ameno sull’isola d’Ischia (Na) dove con la mostra “Da Pithekoussai a Parthenope: storia e mito” dal 16 ottobre al 30 novembre 2026 sarà esposto il rilievo votivo delle Ninfe Nitrodi, custodito al museo Archeologico nazionale di Napoli e proveniente dal complesso di rilievi marmorei rinvenuti nel 1757 presso la sorgente di Nitrodi, a Barano d’Ischia. L’inaugurazione venerdì 16 ottobre 2026, alle 11, al museo Archeologico di Pithecusae, alla presenza di Francesco Sirano, direttore del museo Archeologico di Napoli e di Maria Luisa Tardugno, funzionario archeologo per il territorio di Pozzuoli, Quarto, Procida e Isola di Ischia e direttrice del museo Archeologico di Pithecusae e delle autorità civili. Modera Mariangela Catuogno. L’esposizione si inserisce nel solco della collaborazione già sviluppata tra il museo Archeologico nazionale di Napoli, il museo Archeologico di Pithecusae e la soprintendenza SABAP-NA-Met, che nei mesi scorsi ha trovato una significativa espressione nella mostra “Parthenope. La Sirena e la città”, inaugurata il 3 aprile e conclusasi il 21 settembre al Mann. La mostra ha rappresentato un importante momento di valorizzazione della storia e dell’identità di Napoli attraverso il mito della Sirena Parthenope, proponendo circa 250 opere, dall’VIII secolo a.C. alla contemporaneità, e mettendo in relazione reperti archeologici, testimonianze artistiche e manufatti emersi anche dai più recenti scavi connessi alla realizzazione delle linee 1 e 6 della Metropolitana di Napoli.

In quel percorso il museo Archeologico di Pithecusae ha contribuito con due reperti di particolare rilevanza: il Cratere del Naufragio e il Cratere di Ino, testimonianze capaci di restituire la centralità del mare nell’immaginario del mondo greco coloniale e di offrire nuovi elementi alla lettura dell’iconografia legata alla figura della Sirena. Ora il percorso prosegue in direzione opposta e simbolicamente riporta sull’isola un’opera che appartiene alla sua storia. Il rilievo votivo delle Ninfe Nitrodi, datato al II secolo d.C., raffigura Apollo, con il plettro nella mano destra e la lira appoggiata su un tripode, affiancato dalle tre Ninfe. La figura centrale regge una conchiglia, mentre le due laterali poggiano il braccio su un’idria rovesciata collocata su un pilastrino. L’iscrizione incisa sul rilievo – T. Turrianus Dionusius Numphis donum dedit – ne chiarisce la natura di ex voto, confermando il rapporto tra il manufatto, il culto delle divinità e la funzione terapeutica attribuita alle acque di Nitrodi. I rilievi rinvenuti presso la sorgente attestano infatti la persistenza del culto delle Ninfe e di Apollo e rappresentano una testimonianza particolarmente significativa della cura per aquas in epoca romana, offrendo uno spaccato prezioso della cultura legata alle acque termali nell’antica Ischia.



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