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Verona. A Vinitaly 2026 presentata la terza edizione di Vinitaly and The City al parco archeologico di Sibari e la novità sul lungomare di Reggio Calabria: archeologia, paesaggio e cultura enogastronomica si incontrano e diventano racconto. Gli interventi di Filippo Demma, Gianpaolo Giacobini e Gianluca Gallo

Vinitaly 2026: Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, davanti al padiglione della Regione Calabria (foto drm-cal)

“Calabria. Dove tutto è cominciato” è il claim che campeggia nell’area espositiva della regione calabra a Vinitaly 2026, a Verona dal 12 al 15 aprile 2025. Ed è proprio dal padiglione della Regione Calabria che viene annunciata, dal sindaco di Cassano all’Ionio (Cs) Gianpaolo Giacobini e dal direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari Filippo Demma, la terza edizione di Vinitaly and The City in Calabria, al parco archeologico di Sibari (Cs) dal 17 al 19 luglio 2026, ricca di straordinarie iniziative, dove archeologia, paesaggio e cultura enogastronomica si incontrano e diventano racconto. Ma quest’anno, come spiega ad archeologiavocidalpassato.com l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, la Regione Calabria raddoppia gli appuntamenti di Vinitaly and The City, dando appuntamento in agosto 2026, il 1° e il 2, sul lungomare di Reggio Calabria.

“Oggi abbiamo un annuncio da dare perché adesso è anche ufficiale”, esordisce Gianpaolo Giacobini, sindaco di Cassano all’Ionio: “dal 17 al 19 luglio 2026 saremo di nuovo a Sibari, al parco archeologico, per la terza edizione del Vinitaly, un’edizione che tornerà naturalmente una volta ancora all’interno di quella che è la casa della grande Sibari magno-greca. E da qui i ringraziamenti a chi ci permette di vivere questa esperienza, Filippo Demma”.

Vinitaly 2026: “Dove tutto è cominciato”, claim della Regione Calabria (foto drm-cal)

“No, io non permetto assolutamente niente”, precisa Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari. “Torna a casa lo dici tu, sindaco. Perché quella è casa, perché quella è esattamente la casa dei sibariti, la casa dei cassanesi, la casa dei calabresi del Nord-Est, e quindi Sibari Vinitaly and the City torna a casa. Del resto è lì dove tutto è cominciato, come dice il claim di questa bella iniziativa, di questa bella edizione di Vinitaly and the City. Come mi diceva: Direttore, sarà l’edizione più bella di sempre. E io rispondevo: Sarà l’edizione più bella finora”. Riprende Giacobini: “Ci ritroveremo una volta ancora a luglio. Quest’anno dal 17 al 19 per un evento che sta diventando anche un motivo di orgoglio. Un grazie alla Regione Calabria che ha scelto di investire, a tuti quanti stanno già lavorando perché questa iniziativa possa riuscire nel modo migliore. Per Sibari è un motivo in più per mostrarsi al mondo, farsi conoscere e apprezzare, ma soprattutto anche un motivo d’orgoglio dopo tempi difficili per i quali questo appuntamento rappresenta adesso sicuramente un motivo di riscatto simbolico”. E Demma: “Orgoglio. Sicuramente orgoglio identitario; ed è sicuramente la nostra parte migliore, quella di cui siamo più contenti. Certo siamo stati in ginocchio, certo la comunità ha sofferto, continua a soffrire, ma ci si è mossi in tempo, ci si è mossi bene, e noi non vogliamo che questo sia un punto di riflessione, vogliano che sia semplicemente un punto da tenere presente, ma alla fine siamo in piedi e vi aspettiamo di nuovo a Vinitaly”. Chiude Giacobini: “Bene, tanto abbiamo detto. Null’altro resta da aggiungere, se non ricordare che dal 17 al 19 luglio ci si rivede a Sibari per il Vinitaly and the City”.

Vinitaly 2026: ingresso padiglione Calabria (foto graziano tavan)

“Fu un’idea apparentemente pazzesca quella di portare una manifestazione come il Vinitaly, un brand come quello di Verona Fiere, in un parco archeologico, al parco archeologico di Sibari”, ricorda ad archeologiavocidalpassato.com Gianluca Gallo, assessore regionale all’Agricoltura: “ne parlai col direttore Demma. Il direttore Demma fu immediatamente d’accordo perché è da lì che tutto è cominciato: la leggenda narra che tremila anni fa gli antichi sibariti consumassero il vino che veniva prodotto nelle colline circostanti da quella straordinaria civiltà. Però oggi quell’idea è stata attualizzata. L’abbiamo preparata in pochi mesi. Abbiamo svolto la prima edizione nel luglio 2024. E nel luglio 2026 saremo alla terza edizione che terremo sempre nel parco archeologico ma con tante evoluzioni. Lo scorso anno c’è stata la presenza del ministro Lollobrigida. Sono convinto che quest’anno avremo la presenza di altri ministri che potranno accompagnarci in questo percorso di attenzione verso una regione che attraverso il sistema vitivinicolo, quello agroalimentare, quello gastronomico, può riuscire anche a promuovere il prodotto territorio, e il rapporto forte tra vino, tra prodotti enogastronomici e la cultura e l’archeologia, credo sia un’idea forte”.

Copie di coppe da vino da Broglio di Trebisacce (1200 a.C.) conservate al museo Archeologico nazionale della Sibaritide (foto graziano tavan)

La vinificazione e il consumo di vino nel Mediterraneo occidentale, provenendo da Oriente, nella tarda età del Bronzo (3400 anni fa). Sono probabilmente i Greci e i Fenici a portare sulle proprie navi il nettare degli dei, come testimoniano un serie di reperti tra cui le anfore di tipo miceneo rinvenute in buon numero nell’alto Jonio cosentino. Importate dalla Grecia o prodotte localmente da artigiani emigrati, sono associate al vino e costituiscono le più antiche testimonianze del suo consumo nella penisola italica. L’esemplare esposto in copia negli stand della Calabria a Vinitaly 2026 proviene proprio dalla regione di Sibari, dove furono rinvenute in antiche capanne anche diverse serie di vasi per contenere, versare e bere vino, come le coppe in argilla grigiastra sempre esposte a Vinitaly che si datano a oltre 3200 anni fa.

Copia di anfora da trasporto di tipo miceneo (1350 a.C.) da Broglio di Trebisacce (foto graziano tavan)

Ma il fortissimo legame tra il vino e la terra che oggi chiamiamo Calabria, è testimoniato dal nome stesso che gli antichi Greci avevano attribuito a gran parte di questa regione: Enotria dal greco oinos, che significa appunto vino, e da oinotron, che è il palo di sostegno della vite e dei tralci. Dopo la fase pionieristica dell’età del Bronzo, furono ancora i Greci a diffondere capillarmente la produzione, il consumo e la cultura del vino in Italia. Nelle colonie greche come Sibari e Crotone, fondate nell’ultimo quarto dell’VIII sec. a.C., o Thurii, che visse a partire al 444 a.C., il vino era prodotto, consumato ma anche importato, come testimoniano migliaia di anfore da trasporto provenienti dal Mediterraneo orientale, come quella corinzia esposta a Vinitaly 2026 in copia. Particolarmente famoso il vino di Sibari, dove la produzione era così abbondante che, pare, a un certo punto il vino prodotto in vigna venisse trasportato in città e al porto direttamente tramite condutture in terracotta. Dei veri e propri “enodotti”.

“Non ci bastava una sola manifestazione”, spiega ad archeologiavocidalpassato.com Gianluca Gallo, assessore regionale all’Agricoltura: “la terza edizione non ci bastava, la terza edizione di Vinitaly and the City presso il parco archeologico di Sibari per avere questo connubio tra storia, archeologia e prodotti agroalimentari.

Vinitaly 2026, padiglione Calabria: vetrina con copie di reperti dall’area magno-greca della Sibaritide (foto graziano tavan)

Abbiamo voluto rilanciare, e il 1° e 2 agosto saremo sul chilometro più bello d’Italia, quello che così veniva descritto dal grande Gabriele D’Annunzio, il lungomare di Reggio Calabria, il nostro ordinario affaccio sulla Sicilia e sullo stretto di Messina dove valorizzeremo i vitigni di quell’area, i vini di quel territorio, ma dove valorizzeremo ancora una volta il connubio tra una civiltà, quella magno-greca, e l’archeologia – Reggio è la città dei Bronzi di Riace – e tutto si svolgerà a pochi passi dal museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. E valorizzeremo insieme a tutto questo vino e prodotti identitari”.

Copia di cratere a campana a figure rosse con decorazione sovradipinta (350-300 a.C.) (foto graziano tavan)

Copia di coppa da vino (kylix) del gruppo del Cigno rosso (350-300 a.C.) (foto graziano tavan)

Una delle occasioni più tipiche che prevedeva il consumo di vino è il simposio (dal greco syn – pinein: bere insieme). Un momento conviviale e un’occasione di aggregazione per i membri dell’aristocrazia cittadina; qui il vino, cui erano riservati ricchi servizi da tavola – con alcuni pezzi di grande valore importati dalla Grecia – accompagnava le discussioni politiche, etiche e sociali, lo svolgimento di conversazioni colte, esibizioni sonore e poetiche che, talvolta, si trasformavano in situazioni di eccesso e sregolatezza. I commensali, indossando corone di edera e mirto, si distendevano sui letti disposti lungo le pareti della stanza e davano inizio al rituale conviviale: si purificavano le mani con acqua intiepidita e profumata, per poi cospargersi di unguenti. Si eleggeva quindi il simposiarca, colui che stabiliva le percentuali dell’acqua per la diluizione del vino e fissava le regole del convito, quali il numero dei brindisi, le modalità e le quantità delle bevute e il loro alternarsi ai canti e ai giochi. Al centro della sala veniva posizionato un grande contenitore, il cratere o lo stamnos, in cui Dioniso idealmente miscela il vino puro con l’acqua e altre sostanze (miele, spezie, essenze) e lo rende bevibile agli uomini. La copia di un cratere decorato a figure rosse e di una raffinata coppa di vino (kylix) sono esposte a Vinitaly 2026.

Ischia (Na). Con la conferenza “Innovazione e diplomazia nel regno di Napoli. Emma e Carolina musa e regina dell’english gardening a Caserta” di Paola Viola, a Forio al via l’edizione 2026 “Progetto Kepos. Incontri di archeologia e paesaggio”: la quinta stagione è dedicata al ricordo del centenario di Lady Walton e al suo operato di creatrice di un luogo straordinario come i Giardini La Mortella

Con la conferenza “Innovazione e diplomazia nel regno di Napoli. Emma e Carolina, musa e regina dell’english gardening a Caserta” di Paola Viola apre ufficialmente il programma del Progetto KEPOS 2026 – Incontri di Archeologia e Paesaggio, ciclo di conferenze annuale promosso dalla Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, che con un approccio interdisciplinare propone una riflessione sullo straordinario patrimonio culturale storico, archeologico, architettonico e paesaggistico italiano e internazionale a cura di Mariangela Catuogno, è dedicato al ricordo del centenario di Lady Walton e al suo operato di creatrice di un luogo straordinario come i Giardini La Mortella, attraverso una particolare attenzione al tema del giardino nella sua evoluzione storica e nel rapporto con le committenze italiane e straniere che nel tempo ne hanno promosso la realizzazione. Nel 2026 ricorre infatti il centenario della nascita di Lady Susana Walton, carismatica anima creativa e custode di uno dei luoghi più incantati del Mediterraneo: i Giardini La Mortella di Forio d’Ischia. Per celebrare questa importante ricorrenza, la Fondazione Walton ha promosso un ampio progetto commemorativo che accompagnerà l’intero anno con eventi, concerti e appuntamenti culturali in Italia e in Inghilterra, dedicati alla memoria, all’arte e all’eredità culturale di una donna che ha lasciato un segno profondo sia nel mondo della natura sia in quello della musica.

Questo spirito celebrativo accompagnerà tutte le attività della Fondazione nel corso dell’anno. Anche il Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio, la serie di conferenze storico-paesaggistiche a cura della dott.ssa Mariangela Catuogno, sarà dunque dedicato al ricordo del centenario di Lady Walton. Il ciclo di incontri assumerà una particolare impostazione tematica, valorizzando il giardino nella sua evoluzione storica e nel rapporto con le committenze italiane e straniere che nel tempo ne hanno promosso la realizzazione. Accanto a questo filo conduttore non mancheranno, tuttavia, i consueti temi di interesse archeologico, nel rispetto della vocazione divulgativa che caratterizza da sempre il Progetto Kepos. Ad inaugurare il ciclo di conferenze, il 16 aprile 2026, è un appuntamento dedicato al particolare rapporto tra committenza ed esecutori nella realizzazione del Giardino all’Inglese della Reggia di Caserta. Il tema del dialogo tra artista e committenza tornerà anche nell’incontro conclusivo, previsto nel mese di ottobre, dedicato a Raffaello e alla sua attività a Villa Farnesina a Roma. L’evoluzione storica dei giardini sarà approfondita in tre interventi che offriranno un ampio excursus attraverso le diverse tipologie di giardino: dalle prime esperienze documentate nell’epoca dei faraoni fino al Settecento dei Lumi, per arrivare infine a esempi più recenti nel territorio pugliese. Anche la musica, sostenuta con grande impegno da Lady Walton attraverso la promozione di giovani talenti in ricordo dell’amato marito William Walton, troverà spazio nel programma di quest’anno, con un focus dedicato alla musica nel teatro greco. Chiuderanno il ciclo alcuni approfondimenti di carattere archeologico dedicati al rapporto tra le comunità dell’isola d’Ischia e quelle cumane, sia nella fase preellenica sia in quella coloniale, nonché al dialogo tra il mondo levantino e quello attestato a Pithekoussai, offrendo uno sguardo sulle dinamiche culturali e commerciali che hanno segnato la storia più antica dell’isola.

Giovedì 16 aprile 2026, alle 19, nella sala Recytal Hall dei Giardini La Mortella, primo appuntamento del Progetto KEPOS 2026, “Innovazione e diplomazia nel regno di Napoli. Emma e Carolina, musa e regina dell’english gardening a Caserta” con Paola Viola, conservatore del Paesaggio presso Servizio salvaguardia e valorizzazione del Parco della Reggia di Caserta. Ingresso libero dalle 18.30. Dopo i saluti della presidente della Fondazione William Walton e Giardini La Mortella Alessandra Vinciguerra, relazionerà Paola Viola che presenta due figure femminili, Lady Emma Hamilton e Maria Carolina d’Asburgo Lorena Regina di Napoli, che hanno contribuito con la loro personalità e carisma alla realizzazione del Giardino all’Inglese della Reggia di Caserta. Modera l’incontro Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. Lady Emma Hamilton e Maria Carolina d’Asburgo Lorena Regina di Napoli furono due donne molto diverse tra loro per estrazione sociale, educazione, cultura ma accomunate dall’intelligenza, dalla scaltrezza, dall’ambizione e dalla ricerca dell’auto determinazione in un contesto sociale e politico poco incline a riconoscere alle donne un ruolo che non fosse solo quello di moglie-fattrice e nutrice o anche concubina. Entrambe seppero imporsi sulla scena politica del Regno di Napoli. Quale poteva essere il luogo prediletto per l’incontro di queste due anime se non il Giardino inglese della Reggia di Caserta? Quel Giardino “diverso”, pervaso dallo stesso spirito di innovazione e dallo stesso fascino che ebbero le sue due artefici.

 

Pompei. All’auditorium, in presenza e on line, il convegno internazionale G.R.E.E.N. – Gardens as Resources for the Enhancement of Environmental and Natural Heritage, dedicato al ruolo del verde nella conservazione e valorizzazione dei contesti archeologici: due giornate di lavoro. Ecco il programma

Il 16 e 17 aprile 2026 il parco archeologico di Pompei ospita, al proprio Auditorium, il convegno internazionale G.R.E.E.N. – Gardens as Resources for the Enhancement of Environmental and Natural Heritage, dedicato al ruolo del verde nella conservazione e valorizzazione dei contesti archeologici. Ingresso libero su prenotazione fino a esaurimento posti. Per partecipare è necessario accreditarsi al link https://www.frcongressi.it/green-conference-2026…/. Diretta streaming sul canale YouTube del parco archeologico di Pompei: G.R.E.E.N. – CONVEGNO INTERNAZIONALE. I giardini storici e archeologici costituiscono parte integrante del patrimonio culturale e paesaggistico. Non si tratta di semplici spazi verdi ornamentali, ma di testimonianze storiche e ambientali che raccontano il rapporto tra l’uomo, la natura e il territorio nel corso del tempo. Inseriti all’interno o in prossimità dei siti archeologici, essi contribuiscono in modo significativo alla comprensione e alla fruizione del patrimonio. Nel corso degli ultimi anni, l’approccio alla gestione del verde nei contesti archeologici ha conosciuto un’evoluzione sostanziale. Il verde, tradizionalmente percepito come elemento di rischio per la conservazione dei manufatti, è oggi riconosciuto come una risorsa strategica, capace di concorrere alla tutela dei siti, al miglioramento della qualità paesaggistica e alla valorizzazione dell’esperienza di visita. La gestione degli spazi verdi si configura pertanto come un ambito di intervento complesso, che richiede competenze interdisciplinari e un costante equilibrio tra esigenze di conservazione, tutela ambientale e valorizzazione culturale. In tale prospettiva, i giardini storici e archeologici assumono un ruolo attivo nella mediazione culturale, favorendo una maggiore consapevolezza del patrimonio naturale e archeologico e contribuendo alla diffusione dei valori della sostenibilità.

Il convegno internazionale G.R.E.E.N. nasce con l’obiettivo di promuovere il confronto tra istituzioni culturali, enti di ricerca ed esperti del settore, italiani e stranieri, sulle più avanzate strategie di gestione sostenibile del verde nei contesti archeologici. L’integrazione tra patrimonio naturale e patrimonio archeologico rappresenta infatti una sfida attuale e condivisa, che coinvolge ambiti disciplinari quali l’archeologia, l’architettura del paesaggio, la botanica e la conservazione. Nel corso delle due giornate di lavoro, il Parco Archeologico di Pompei accoglierà contributi scientifici e casi di studio di rilievo internazionale, offrendo un’occasione di dialogo e scambio di buone pratiche e rafforzando la cooperazione tra istituzioni impegnate nella tutela e valorizzazione del patrimonio. Attraverso la ricostruzione dei paesaggi storici, l’impiego di specie vegetali documentate dalle fonti e la valorizzazione dei sistemi idraulici antichi, i giardini si confermano come strumenti di conoscenza e di interpretazione, capaci di restituire una visione integrata del patrimonio archeologico e del suo contesto ambientale.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 16 APRILE 2026. Apertura istituzionale: 9.30, saluti di Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei; introduzione, 10, Maurizio Di Stefano, presidente ICOMOS, Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti, NC Italia; 10.30, Lionella Scazzosi, comitato scientifico internazionale sui Paesaggi culturali ICOMOS – IFLA; 11, pausa caffè; Sessione I Gestione dei giardini storici: buone pratiche, strategie innovative e gestione delle risorse idriche per una conservazione sostenibile: 11.30, Maurizio Bartolini – Paolo Mighetto, parco archeologico di Pompei – soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia, “Paesaggio e perdura, Pompei tra pietra e terra”, “Progettare il paesaggio archeologico di Pompei: percorsi, Strategie e approcci”; 12, Marco D’Antraccoli, Giardino Botanico e Museo di Pisa, “I giardini botanici come sistemi di patrimonio vivente: spunti gestionali dal Giardino Botanico e Museo dell’Università di Pisa”; 12.30, Sergio Del Ferro – Antonella Mastronardi, istituto Villa Adriana e Villa d’Este, “Strategie di gestione per gli spazi verdi storici e le risorse idriche di Villa Adriana (Tivoli)”; 13, pranzo; 14, Kenneth Lapatin – Brian Houck – Camille Kirk, Getty Museum, “Da Ercolano a Malibu: passato, presente e futuro”; 14.30, Eva Serpe, museo reale di Capodimonte, “OPERE ED ESPERIMENTI: Il sistema di drenaggio nella Foresta Reale di Capodimonte”; 15, Gerd Koch, direttore dei Giardini Federali Austriaci, “Gestione delle acque nei Giardini del Belvedere a Vienna”; 15.30, Davide Bertolini – Sara Tarissi de Jacobis, istituto Villa Adriana e Villa d’Este, “Gestione dell’acqua, dell’energia e del patrimonio nei Giardini Storici: l’approccio integrato di Villa d’Este”; 16, pausa caffè; Sessione II Genotipi e studi varietali e nuove prospettive: ricerca e applicazioni per la sostenibilità: 16.30, Riccardo Aversano, dipartimento di Agraria, università di Napoli Federico II, “Dai semi archeologici alle collezioni viventi: un caso di studio sulla diversità genetica della vite”; 17, Luisa del Piano, CREA (Consiglio per la Ricerca e l’Economia Agraria – Centro di Ricerca per i Cereali e le Colture Industriali), “L’esperienza del CREA incontra una visione olistica per la gestione del patrimonio verde del Parco Archeologico di Pompei”.

PROGRAMMA VENERDÌ 17 APRILE 2026. Sessione III Cultura e coltivazione: sperimentazioni in contesti archeologici e storici: 9.30, Vincenzo Calvanese – Claudia Buonanno, parco archeologico di Pompei, “Parco Archeologico di Pompei: dall’agricoltura antica alle pratiche sostenibili”; 10, Francesco Uliano Scelza, parchi archeologici di Paestum e Velia “Il Parco Archeologico di Velia come polo per la valorizzazione dell’archeologia e dell’agricoltura locale”; 10.30, pausa caffè: 11, Gabriella Strano – Simone Quilici, parco archeologico del Colosseo, “Parco Archeologico del Colosseo: umanità, natura e ricerca scientifica per una visione sostenibile del futuro”; 11.30, Anabel Ford – Abil Castañeda, MesoAmerican Research Center – Protected Area Conservation Trust, “Archeologia sotto la chioma: apprezzare il naturale e il culturale Patrimonio del luogo”; 12, visita guidata agli scavi archeologici; 13.30, pranzo; Sessione IV Spazi verdi e turismo sostenibile nel patrimonio culturale: 14.30, Silvia Barbone – Abdullah AL Hameid AlUla, “Gestire l’oasi culturale di AlUla: un approccio multi-stakeholder al più grande museo a cielo aperto del mondo”; 15, Yogesh Kapoor, Vivaio Sunder, “Gestire i flussi di visitatori in un distretto culturale storico: conservazione, progettazione del paesaggio e governance al Vivaio Sunder”; 15.30, Bokonics Kramlik Márta, Szabadtéri Néparajzi Mùzeum Skanze, “L’impatto dei giardini del Museo ungherese a cielo aperto sul benessere e sulla sostenibilità”; 16, osservazioni finali e pausa caffè di chiusura; dopo la chiusura della conferenza, i partecipanti possono continuare autonomamente la visita al sito archeologico scavi.

 

 

Pisa. Alla Scuola Normale Superiore giornata di studi “Intorno al Poggio di San Nicola: nuove prospettive su Agrigento greca e romana”: dedicata alle ricerche attualmente in corso sul Poggio di San Nicola, nel cuore dell’antica città di Akragas. Ecco il programma

“Intorno al Poggio di San Nicola: nuove prospettive su Agrigento greca e romana”: mercoledì 15 aprile 2026, alle 9.30, nell’aula Mancini della Scuola Normale Superiore a Pisa, giornata di studi dedicata alle ricerche attualmente in corso sul Poggio di San Nicola, nel cuore dell’antica città di Akragas, organizzata da Gianfranco Adornato e Federico Figura. In questa occasione verranno presentate le più recenti attività di scavo e ricerca promosse dalla Scuola Normale Superiore in collaborazione con il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, con particolare riferimento all’area dell’ekklesiasterion. Più in generale, si affronteranno la storia della città greca e romana, i principali monumenti di questo settore, nonché il collezionismo e la dispersione delle antichità.

Programma. Alle 9.30, saluti istituzionali: Anna MagnettoGianfranco Adornato (Scuola Normale Superiore); 9.40, Keynote lecture: Stefania De Vido (università Ca’ Foscari Venezia), “Fantasmi cretesi. Sulle storie di fondazione di Gela e di Agrigento”; 10.20, Valentina Mignosa (università Ca’ Foscari Venezia), “Il dossier epigrafico dell’area dell’Ekklesiasterion di Agrigento, tra dati inediti e rilettura della documentazione”; 10.40m Maria Concetta Parello (parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi Agrigento), “Minima akragantina. Storie di piccoli oggetti”; 11, discussione; 11.30, coffee break; 12, Gianfranco AdornatoGiuseppe Rignanese (Scuola Normale Superiore), “Per un’edizione degli scavi sul Poggio di S. Nicola”; 12.20, Giulio Amara, Alessia Di SantiFederico Figura (Scuola Normale Superiore), “I recenti scavi nell’area dell’ekklesiasterion di Agrigento: dati preliminari e nuove prospettive”; 12.40, discussione; 13, pranzo; 15, Laura Frosini (università di Pisa), Federico Lobue (Scuola Normale Superiore), Pierandrea Pennoni  (Scuola Normale Superiore), “Monumenti e cronologie”; 15.20, Alessia Di Santi (Scuola Normale Superiore), Aitana Gonzalez (Universidad Politécnica de Madrid), “Characterisation of Roman lime mortars as a tool for archaeological assessment”; 12, Gianfranco AdornatoGiuseppe Rignanese (Scuola Normale Superiore), “Per un’edizione degli scavi sul Poggio di S. Nicola”; 12.20, Giulio Amara, Alessia Di SantiFederico Figura (Scuola Normale Superiore), “I recenti scavi nell’area dell’ekklesiasterion di Agrigento: dati preliminari e nuove prospettive”; 12.40, discussione; 13, pranzo; 15, Laura Frosini (università di Pisa), Federico Lobue (Scuola Normale Superiore), Pierandrea Pennoni  (Scuola Normale Superiore), “Monumenti e cronologie”; 15.20, Alessia Di Santi (Scuola Normale Superiore), Aitana Gonzalez  (Universidad Politécnica de Madrid), “Characterisation of Roman lime mortars as a tool for archaeological assessment”; 15.40, coffee break; 16.10, Francesca Sabbatini (Scuola Normale Superiore), “Rivestimenti architettonici in stucco: notizie preliminari”; 16.30, Giovanni Cheli (Scuola Normale Superiore), “Raffaello Politi (1783-1870): Collezionismo e Vasenforschung a Girgenti nel XIX secolo”; 16.50, discussione; 18, chiusura della Giornata.

 

Ponte di Pasqua e Pasquetta (con #domenicalmuseo): 750mila ingressi in musei, parchi archeologici e altri luoghi della cultura statali (+9% rispetto al 2025). Sul podio della classifica assoluta al primo posto il Colosseo (con 81.841 ingressi), seguito dal Foro Romano e Palatino (68.136 ingressi) e dall’area archeologica di Pompei (52.812 ingressi)

Sono stati circa 750mila gli ingressi registrati nei musei, nei parchi archeologici e negli altri luoghi della cultura statali nel fine settimana di Pasqua e Pasquetta 2026. Nei tre giorni di aperture – sabato 4, domenica 5 e lunedì 6 aprile 2026 – si contano 57mila visitatori in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un incremento complessivo di circa il 9%.  Nella classifica assoluta al primo posto il Colosseo (con 81.841 ingressi), seguito dal Foro Romano e Palatino (68.136 ingressi) e dall’area archeologica di Pompei (52.812 ingressi) che torna sul podio.

Visitatori al parco archeologico di Ercolano nel ponte di Pasqua 2026 (foto paerco)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 81.841; Foro Romano e Palatino 68.136; area archeologica di Pompei 52.812; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 49.393; parco archeologico di Ercolano 8.479; museo e area archeologica di Paestum 7.987; museo Archeologico nazionale di Napoli 7.928; Terme di Caracalla 7.028; Grotte di Catullo e Museo archeologico di Sirmione 6.651; Villa Adriana 6.253; area archeologica di Ostia antica 4.995; museo Archeologico di Venezia 4.419; Terme di Diocleziano 3.305; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 3.042; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 3.026; Palazzo Massimo 1.928; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.711; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 1.579; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 1.572; Palazzo Altemps 1.547; anfiteatro e teatro romano di Lecce 1.454; mausoleo di Cecilia Metella e chiesa di San Nicola 1.284; museo d’Arte Orientale Venezia 1.283; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e villa di Tiberio 1.271; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.262; Castello Scaligero di Sirmione 1.120; musei nazionali di Cagliari 1.105; museo di Palazzo Grimani 1.097; Basilica di Sant’Apollinare in Classe 1.044; Castello Giulio II 1.041; Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 1.036.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale il concerto “Le canzoni di Ludwig”, spettacolo di musica e parole. quinto appuntamento dell’anno della rassegna “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto, musica e aperitivo”, promossa dal MArTa con l’orchestra della Magna Grecia e L.A. Chorus

Domenica 12 aprile 2026 al museo Archeologico nazionale di Taranto quinto appuntamento della stagione 2026 di “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto, musica e aperitivo”, la rassegna di musica e archeologia organizzata in collaborazione con l’Orchestra ICO della Magna Grecia e L.A. Chorus, con la direzione artistica del maestro Maurizio Lomartire. Appuntamento col concerto “Le canzoni di Ludwig”, spettacolo di musica e parole. Drammaturgia di Francesco Sanvitale, Giampiero Mancini, attore. Ensemble “Umberto Giordano”: Gianna Fratta, pianoforte; Dino De Palma, violino; Luciano Tarantino, violoncello; Luisella de Pietro, soprano; Leonardo Gramegna, tenore. Ingresso al museo da corso Umberto al costo di 10 euro. L’accesso sarà consentito dalle 10 per la visita guidata, con inizio alle 10.30. L’accesso al concerto sarà dalle 11, con inizio alle 11.15. A seguire, l’aperitivo nel chiostro del Museo a partire dalle 12.15. Biglietti acquistabili presso Orchestra ICO della Magna Grecia, in via Giovinazzi 28 a Taranto, oppure su VIVATICKET:  https://www.vivaticket.com/…/le-canzoni-di-ludwig/294519.

 

Bari. Per la Giornata del Mare, a Palazzo Simi, “Il Mare Oltre la Riva – Archeologia e identità del litorale barese”, giornata di studi e mostra, promossa dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari. Ecco il programma

In occasione della Giornata del Mare, sabato 11 aprile 2026, dalle 10.30 alle 14.30, a Palazzo Simo a Bari, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari promuove “Il Mare Oltre la Riva – Archeologia e identità del litorale barese”, una giornata di studi e l’inaugurazione di una mostra, in collaborazione con il dipartimento per la tutela del patrimonio culturale, la direzione generale Abap, il nucleo carabinieri TPC di Bari e la direzione marittima di Bari / Capitaneria di Porto-Capitaneria costiera di Bari, con l’obiettivo di incrementare la sensibilità collettiva verso la tutela del patrimonio costiero e subacqueo, interpretando il mare non solo come risorsa ecologica, ma come un vero e proprio “paesaggio culturale”.

Giornata di studi. Alle 10.30, saluti istituzionali: Vito LECCESE, sindaco di Bari; introduzione: Francesca Romana PAOLILLO, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bari; Ten. Colonnello Giovanni DI BELLA, comandante Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bari, “L’attività del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bari”; C.A. (CP) Donato DE CAROLIS, direttore marittimo della Puglia e Basilicata Jonica Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Bari, “L’attività della Direzione Marittima di Bari”; Luigi LEOTTA, presidente Società Italiana Protezione Beni Culturali di Puglia, “Protezione e valorizzazione del patrimonio culturale costiero e subacqueo”; 11, Angelo RAGUSO, delegato dal direttore generale ABAP Fabrizio MAGANI, soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo, “La Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo – attività e prospettive”; Caterina ANNESE – RAF Archeologia soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bari; Elena DELLÙ, direttore Ufficio Esportazione soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bari; Gianpaolo COLUCCI, archeologo subacqueo professionista, “Patrimoni sommersi in Terra di Bari: recuperi, restituzioni e nuove indagini archeologiche subacquee”; Giacomo DISANTAROSA, responsabile laboratorio di Archeologia subacquea università di Bari “Aldo Moro”, “Il mare ritrovato e il paesaggio dell’invisibile: la ripresa della ricerca archeologica subacquea nella Puglia Centrale”; arch. Eligio SECCIA – RAF Paesaggio soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia, “L’attività di tutela del patrimonio costiero nei territori della SABAP BAT-FG”; arch. Antonio ZUNNO, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Brindisi Lecce e Taranto, “Ex aquis: il patrimonio culturale custodito sui fondali”; Conclusioni: Francesca Romana PAOLILLO, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bari. Al termine della mattinata di studi sarà inaugurata la mostra, con visite guidate curate da esperti.

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La mostra “Archeologia Pubblica e Identità” (11 aprile – 30 agosto 2026). Il percorso espositivo, a cura di Francesca Romana Paolillo, Caterina Annese ed Elena Dellùsi snoda attraverso reperti provenienti da attività di tutela, indagini subacquee, consegne spontanee e confische legate alla circolazione illecita di beni culturali. Tra i temi centrali, l’evoluzione delle antiche vie del mare e delle infrastrutture portuali, con un focus particolare sui materiali rinvenuti nelle aree di ormeggio storiche e di transito del litorale barese. “La conoscenza del patrimonio locale”, interviene il direttore generale Archeologia Belle arti e Paesaggio, Fabrizio Magani, “si configura come uno degli atti primari di protezione e tutela sociale. Comprendere, in questo caso, “il mare oltre la riva” — ovvero le testimonianze delle connessioni tra la terra di Puglia con il mare — permette di cogliere le dinamiche e le peculiarità dell’ecosistema culturale: dalla città sommersa all’insediamento interno. In questa prospettiva, la frontiera marittima si rivela come soglia viva d’incontri e di tradizioni, in cui il senso della memoria si fa vivo. Come fossero le persone i veri beni culturali. Così i legami sono la chiave per leggere identità, paesaggi e trasformazioni storiche del territorio”.

 

Trento. Allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas al via “Archeocinema a Tridentum”: tre film per tre mercoledì sul tema “l colori del passato” in collaborazione con RAM film festival. Ecco il programma

Con il tema “l colori del passato” torna allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, a Trento, in piazza Cesare Battisti, “Archeocinema a Tridentum”, la rassegna proposta dall’Ufficio beni archeologici in collaborazione con RAM film festival (Rovereto Archeologia Memorie) della Fondazione Museo Civico di Rovereto nell’ambito della mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”. Tre gli appuntamenti in programma, l’8, 15 e 22 aprile 2026, alle 18, con altrettanti film provenienti dall’archivio della rassegna di Rovereto che ha curato le edizioni italiane delle opere straniere. Gli incontri, che intendono restituire la policromia e la vivacità di colori del mondo antico, saranno introdotti dagli esperti della Fondazione Museo Civico di Rovereto e dell’Ufficio beni archeologici. La partecipazione è libera e gratuita.

Frame del film “Rosso, i colori dell’arte” di Linda Tugnoli

Mercoledì 8 aprile 2026, alle 18, il film “Rosso, i colori dell’arte” di Linda Tugnoli (Italia 2023, 52′). L’avventura del rosso è l’avventura dell’umanità, simbolo di sangue e fuoco, del sacro e della vita. L’esperto Michel Pastoureau afferma che ogni colore contiene una storia, e non solo artistica. Dall’ocra delle pitture rupestri ai pigmenti degli egizi, dalla porpora degli imperatori romani al cinabro, i grandi artisti hanno creato colori iconici come il rosso Tiziano e i rossi di Caravaggio.

Frame del film “La Grotta Chauvet. Sulle tracce degli artisti preistorici” di Alexis de Favitski

Mercoledì 15 aprile 2026, alle 18, il film “La Grotta Chauvet. Sulle tracce degli artisti preistorici / Grotte Chauvet. Dans les pas des artistes de la Préhistoire” di Alexis de Favitski (Francia 2024, 52′). Trent’anni dopo la scoperta della grotta Chauvet, nel dipartimento francese dell’Ardèche, le sue straordinarie pitture rupestri, tra le più antiche al mondo, realizzate 20.000 anni prima di quelle di Lascaux, continuano a porre domande su chi fossero i loro autori e sul significato spirituale delle opere. Un’équipe scientifica indaga oggi i misteri ancora irrisolti di questo straordinario sito preistorico.

La regista Elli Kriesch

Mercoledì 22 aprile 2026, alle 18, il film “Sulle tracce dei colori scomparsi – Marmi colorati dell’antica Grecia / Auf den Spuren verlorenen Farbe – Bunter Marmor im antiken Griechenland” di Elli Kriesch (Germania 2000, 46′). Quanto fosse magnificamente colorata un tempo l’architettura greca, lo testimonia già Platone. Anche le iscrizioni documentano che la pittura colorata era preziosa come il lavoro dello scultore. Tuttavia i colori non sono sopravvissuti ai millenni, solo delle tracce si sono conservate nei pori del marmo. Il film ci conduce ai famosi siti storici della Grecia: dall’isola di Samos, al famoso cimitero di Atene, all’Acropoli, a Delfi, a Egina. Le analisi dei resti di colore contribuiscono, oltre che alla ricostruzione della colorazione antica, anche a farci conoscere l’antico significato di straordinarie opere d’arte.

 

Pasquetta ai parchi archeologici di Paestum e Velia per una giornata tra storia e natura

Pasquetta è il momento perfetto per uscire, esplorare e lasciarsi sorprendere. Ai parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa) il Lunedì dell’Angelo 6 aprile 2026 si può vivere una giornata tra storia e natura, tra scoperta e bellezza senza tempo.

VISITE AI DEPOSITI DEL MUSEO. A Paestum, alle 10, 12, 15 e 17, si potranno scoprire i depositi del Museo e i suoi tesori nascosti che risvegliano antiche leggende e che permettono di vivere un’esperienza unica con l’iniziativa “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum”. Prenotazione obbligatoria al numero + 39 0828811023 o alla mail pa-paeve.promozione@cultura.gov.it

CRINALE DEGLI DEI. A Velia, alle 10, passeggiata lungo il Crinale degli dei, il percorso archeo-paesaggistico che si snoda lungo le terrazze sacre di Velia, tra l’Acropoli e l’entroterra. Durante la passeggiata si potranno ammirare panorami e scorci unici di Velia, del suo mare e del suo territorio. Lungo il crinale, oltrepassando Porta Rosa, ci si immerge in un territorio vivace e ricco. Appuntamento in biglietteria ore 9.30.

PAESTUM & VELIA ON THE ROAD. Servizio di navetta da Paestum a Velia e ritorno. La navetta gratuita partirà alle ore 15:00 dal parcheggio Voza, a pochi passi dall’area archeologica di Paestum, raggiungerà Velia e, alle ore 18:00, ritornerà a Paestum. Il servizio è incluso nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. Per usufruirne, è obbligatorio ritirare il “ticket navetta” presso le biglietterie dei Parchi prima della partenza. Per informazioni telefonare al +39 0828811023 oppure scrivere a pa-paeve.promozione@cultura.gov.it.

Paestum e Velia (Sa). Pasqua, prima domenica del mese, parchi gratuiti: ecco le attività in programma

In occasione delle festività pasquali, i parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa) sono regolarmente aperti, dalle 8.30 alle 19.30 con ultimo ingresso alle 18.30, offrendo a visitatori e famiglie l’opportunità di vivere queste giornate all’insegna della cultura, della bellezza e della storia. Il 5 aprile 2026, Domenica di Pasqua, coincide con la prima domenica del mese, con ingresso gratuito per tutti, grazie all’iniziativa promossa dal ministero della Cultura. Anche a Pasquetta, i Parchi resteranno aperti per accogliere il pubblico che desidera trascorrere una giornata diversa, tra arte, natura e relax. Un’occasione speciale per riscoprire due tra i siti archeologici più affascinanti del Mediterraneo, tra templi maestosi, paesaggi unici e percorsi immersi nella storia millenaria, con la possibilità di spostarsi tra Paestum e Velia grazie al servizio di navetta gratuita, attivo per entrambe le giornate di festa e pensato per favorire una mobilità sostenibile e una fruizione integrata dei due siti.

VISITE AI DEPOSITI DEL MUSEO. A Paestum, alle 10, 12, 15 e 17, si potranno scoprire i depositi del Museo e i suoi tesori nascosti che risvegliano antiche leggende e che permettono di vivere un’esperienza unica con l’iniziativa “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum”. Prenotazione obbligatoria al numero +39 0828811023 o alla mail pa-paeve.promozione@cultura.gov.it

Il Giardino di Hera al Santuario di Hera Argiva alla foce del fiume Sele (foto pa-paeve)

VISITE AL NUOVO PERCORSO “IL TEMPIO AL CONFINE – HERA E IL PAESAGGIO DEL SELE”. Presso il Santuario di Hera, alla foce del fiume Sele, sarà possibile scoprire il nuovo percorso “Il tempio al confine – Hera e il paesaggio del Sele”, recentemente aperto, che offre una lettura suggestiva del rapporto millenario tra santuario, paesaggio fluviale e memoria del culto di Hera. Il percorso, accompagnato da pannelli didattici, percorsi accessibili e un giardino ispirato alla vegetazione dell’epoca, permetterà ai visitatori di vivere un’esperienza immersiva tra storia e natura. Le visite partiranno alle 15 e, in caso di pioggia, saranno sospese. La prenotazione è obbligatoria all’indirizzo pa-paeve.promozione@cultura.gov.it

CRINALE DEGLI DEI. A Velia, alle 10, passeggiata lungo il Crinale degli dei, il percorso archeo-paesaggistico che si snoda lungo le terrazze sacre di Velia, tra l’Acropoli e l’entroterra. Durante la passeggiata si potranno ammirare panorami e scorci unici di Velia, del suo mare e del suo territorio. Lungo il crinale, oltrepassando Porta Rosa, ci si immerge in un territorio vivace e ricco. Appuntamento in biglietteria 9.30.

PAESTUM & VELIA ON THE ROAD. Servizio di navetta da Paestum a Velia e ritorno. La navetta gratuita partirà alle ore 15:00 dal parcheggio Voza, a pochi passi dall’area archeologica di Paestum, raggiungerà Velia e, alle ore 18:00, ritornerà a Paestum. Il servizio è incluso nel biglietto di ingresso ai Parchi, gratuito per la prima domenica del mese, e nell’abbonamento Paestum&Velia. Per usufruirne, è obbligatorio ritirare il “ticket navetta” presso le biglietterie dei Parchi prima della partenza. Per informazioni telefonare al +39 0828811023 oppure scrivere a pa-paeve.promozione@cultura.gov.it