Velia (Sa). Al parco archeologico la Festa della Melagrana dedicata ai suoi sapori, ai suoi significati e al legame con la biodiversità del Cilento

Un frutto dai mille chicchi, simbolo di abbondanza, condivisione e fertilità, diventa protagonista di una giornata di festa nel cuore dell’antica Velia. Il 16 ottobre 2026, il parco archeologico di Velia celebra una giornata di valorizzazione della melagrana, frutto che appartiene alla storia e alla cultura del Mediterraneo, con un appuntamento dedicato ai suoi sapori, ai suoi significati e al legame con la biodiversità del Cilento. Il programma della Festa della Melagrana apre alle 10 con l’introduzione sulla giornata di valorizzazione della melagrana “Il melograno a Velia, flora antica di Elea e biodiversità cilentana”; alle 10.30, passeggiata esperienziale “L’amore delle tre melagrane” in collaborazione con le scuole del territorio; alle 11.45, banchetto dell’abbondanza e degustazione con consegna ai ragazzi del kit di semina del melograno; alle 12.30, consegna degli attestati ai ragazzi delle scuole “Custodi della biodiversità e della memoria di Velia”. Iniziativa adatta a tutti, inclusa nel biglietto di ingresso ai parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.
Locri (RC). Alla biblioteca comunale “Gaudio Incorpora” l’incontro “Dalla villa romana di Casignana a Locri Epizefiri: tra studi, nuove identità e restauro dei beni culturali” promosso dall’Archeoclub di Locri

Giovedì 15 ottobre 2026, alle 17, alla biblioteca comunale “Gaudio Incorpora” in Palazzo Nieddu del Rio a Locri (RC), l’incontro “Dalla villa romana di Casignana a Locri Epizefiri: tra studi, nuove identità e restauro dei beni culturali” promosso dall’Archeoclub di Locri: esperti e istituzioni si confrontano con particolare attenzione alla Villa Romana di Casignana e al parco archeologico di Locri Epizefiri. Intervengono: Giuseppe Fontana, sindaco di Locri; Ornella Monteleone, assessore al Turismo; Nicola Monteleone, presidente dell’Archeoclub di Locri; Francesca Monteleone, architetta e dottoranda al Politecnico di Milano; Beniamino Cordova, responsabile della transizione al digitale del Comune di Roccella Jonica; Ilenia Deleo, restauratrice. Conclude Franco Crinò, senatore e presidente del consiglio Comunale di Casignana.
Napoli. Alla Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti l’incontro internazionale di Studi “Comunicare la Cultura Materiale del Mediterraneo Antico”: due giorni dedicati al confronto su approcci, metodi e strumenti per la comunicazione della cultura materiale. Ecco il programma

Il dibattito sul ruolo del patrimonio culturale nello sviluppo socio-culturale, nella qualificazione o riqualificazione del territorio e dell’ambiente sociale ha assunto nel tempo una sempre maggiore importanza nei programmi degli enti per la tutela e la valorizzazione e degli enti di ricerca. Comunicare la cultura materiale costituisce una delle sfide più complesse, rispetto alla quale si sono fatti negli ultimi decenni enormi progressi, con una significativa sensibilizzazione degli addetti ai lavori e grazie alla centralità che il tema ha assunto nell’ambito delle Digital Humanities. Il 14 e 15 ottobre 2026 alla Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli, in via Mezzocannone 8, si terrà l’Incontro Internazionale di Studi “Comunicare la Cultura Materiale del Mediterraneo Antico”, dedicato al confronto su approcci, metodi e strumenti per la comunicazione della cultura materiale. La discussione verterà su casi di studio, esperienze condotte in siti, parchi e musei archeologici, e sulle sperimentazioni sviluppate da enti e gruppi di ricerca, valorizzando la sinergia tra archeologia, comunicazione museale e Digital Humanities.
L’avvicinamento del pubblico e delle comunità locali alla cultura materiale dei centri del Mediterraneo antico è essenziale non solo affinché esse possano conoscere e riappropriarsi del proprio passato, ma anche perché possano garantire il loro contributo alla conservazione e alla trasmissione nel tempo di un patrimonio culturale di cui sono custodi. Ciò può avvenire solo attraverso l’attuazione di strategie comuni per la disseminazione e trasmissione delle conoscenze sulla cultura materiale a tutti i livelli. L’incontro di studi si connette al progetto di ricerca SiDiCumaFleg – sistemi digitali per la conoscenza e la valorizzazione della cultura materiale dei Campi Flegrei in età romana in corso presso il Dipartimento di Studi Umanistici, avente come obiettivo lo sviluppo di un sistema integrato di conoscenze finalizzato alla tutela e alla valorizzazione della cultura materiale dei Campi Flegrei (Na, Campania) e incentrato su quei manufatti che rappresentano la ricchezza culturale di questo territorio e delle sue comunità tra III sec. a.C. e V sec. d.C. I Campi Flegrei costituiscono dunque il punto di partenza di una riflessione che vuole però coinvolgere studiosi ed esperti di comunicazione impegnati nelle diverse aree del Mediterraneo, per confrontarsi su approcci, metodi e strumenti per la comunicazione della cultura materiale.
La discussione si concentrerà sulle strategie della comunicazione e trasmissione di evidenze materiali spesso difficili da raccontare al grande pubblico, attraverso la sinergia tra archeologia, comunicazione museale e Digital Humanities.
PROGRAMMA MERCOLEDÌ 14 OTTOBRE 2026. Napoli, Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli: alle 10.30, saluti: ANDREA MAZZUCCHI, magnifico rettore dell’università di Napoli “Federico II”; EDOARDO MASSIMILLA, componente interno del Consiglio di Amministrazione dell’università di Napoli “Federico II”; GIANLUCA GIANNINI, direttore del dipartimento di Studi umanistici dell’università di Napoli “Federico II”; ROSALBA DI MEGLIO, coordinatrice del CdLM in Archeologia del Mediterraneo dell’università di Napoli “Federico II”. Introduzione ai lavori: CARMELA CAPALDI, università di Napoli “Federico II”, ANTONELLA CIOTOLA, università di Napoli “Federico II”: “SiDiCuMaFleg. Una risorsa digitale per la cultura materiale dei Campi Flegrei”. SEZIONE I – Musei: progetti e orientamenti, presiede EMMANUEL BOTTE, Centre Jean Bérard UAR 3133 CNRS-EFR. Alle 11, LUIGINA TOMAY, direzione regionale Musei nazionali della Campania, “Raccontare la cultura materiale ai visitatori dei musei. Qualche esempio dalla rete dei Musei nazionali della Campania”; 11.30, FRANCESCO SIRANO, museo Archeologico nazionale di Napoli, “Comprendere, partecipare, appartenere. Il MANN accessibile”; 12, MARIA RISPOLI, museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi”, “Dal museo al territorio: governance, partecipazione ed educazione al patrimonio nel Museo Archeologico di Stabia”; 12.30, FRANCESCO MUSCOLINO, musei nazionali di Cagliari, “La Sardegna e il Mediterraneo: strategie di comunicazione e nuovi allestimenti nei Musei Nazionali di Cagliari”; 13, Refreshment break. SEZIONE II — Territorio e parchi archeologici: progetti e orientamenti, presiede RAFFAELLA BONAUDO, musei nazionali di Matera. Alle 14, ASTRID D’EREDITÀ, parco archeologico del Colosseo, “Oltre la vetrina. Raccontare la cultura materiale sui social del Parco Archeologico del Colosseo”; 14.30, TIZIANA D’ANGELO, parchi archeologici di Paestum e Velia, “Che chic l’archeologia. Raccontare le storie del Mediterraneo antico ai Parchi archeologici di Paestum e Velia; 15, MARINA CASO, parco archeologico di Ercolano, “La cultura materiale di Herculaneum nella prospettiva futuristica di Amedeo Maiuri”; 15.30, SIMONE MARINO, parco archeologico di Ercolano, “Il patrimonio culturale dell’antica Ercolano nell’orbita di un ecosistema digitale”; 16, LUCA DI FRANCO, GIANCARLO DI MARTINO, ROSARIA GAROFALO, musei e parchi archeologici di Capri, “La cultura materiale dell’antica Capri tra ricerca e valorizzazione museale”; 16.30, MARCO MIANO, MARTA POLLIO, STEFANIA TUCCINARDI, università di Messina, “La villa di Damecuta, 1937-2027: un secolo di ricerche in un GIS”; 17, MARIA LUISA TARDUGNO, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio area metropolitana di Napoli, “I depositi del Rione Terra di Pozzuoli: archeologia nascosta e strategie per comunicare la cultura materiale”.
PROGRAMMA GIOVEDÌ 15 OTTOBRE 2026. Napoli, Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli. SEZIONE I – Musei: progetti e orientamenti, presiede CARLO RESCIGNO, Scuola Superiore Meridionale. Alle 9, SARA AIRÒ, STELLA FALZONE, AGNESE LOJACONO, AMBRA MORTELLARO, ALESSANDRA VIVACQUA, museo Archeologico nazionale di Taranto, “Raccontare la cultura materiale. Le strategie di comunicazione delle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MarTA”; 9.30, LUANA TONIOLO, museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e museo delle Civiltà, “La materia della memoria: oggetti e cultura materiale a Villa Giulia”; 10, LAURA PETACCO, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, “Comunicare il tempo di Roma. Il progetto multimediale L’eredità di Cesare e la conquista del tempo come strategia di valorizzazione dei Fasti Capitolini; 10.30, Coffee break. SEZIONE III – Cultura materiale e archeologia urbana, presiede CARLO RESCIGNO, Scuola Superiore Meridionale. Alle 11, GIULIA BOETTO, Centre Camille Jullian, CNRS, Aix Marseille Université, “Comunicare la cultura marittima: relitti di navi in museo, Italia ed Europa a confronto”; 11.30, GIULIANA BOENZI, DANIELA GIAMPAOLA, STEFANO IAVARONE, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, “Conoscere, documentare, comunicare il paesaggio urbano costiero di Napoli antica”; 12.15, GIOVANNA BALDASARRE, ANNA CAPARRO, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, “Napoli sottosopra: raccontare l’archeologia al grande pubblico. Il progetto di tutela attiva e comunicazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli”; 12.45, ALBERT RIBERA, Institut Català d’Arqueologia Clàssica, “Valentia, la storia di una città romana ricostruita e spiegata attraverso la ceramica”; 13.15, Refreshment break. SEZIONE IV – Studio e comunicazione nell’era del digitale, presiede: LUCA CERCHIAI, università di Salerno. Alle 14.30, MACARENA BUSTAMANTE, Universidad de Granada, “Digital Humanities e ceramica. L’archivio online Corpus Vasorum Hispanorum”; 15, MARIA TERESA D’ALESSIO con ROSY BIANCO, SARA BOSSI, VALERIO BRUNI, Sapienza, Università di Roma, “I paesaggi urbani di Pompei nell’Atlante digitale della città”; 15.30, MACARENA BUSTAMANTE, Universidad de Granada, ANTONELLA CIOTOLA, università di Napoli “Federico II”, ARIANA PÉREZ, Universidad de Cantabria, ALBERT RIBERA, Institut Català d’Arqueologia Clàssica, CHRISTOPH BAIER, FRANCESCO FERRARA, Österreichisches Archäologisches Institut, “Lo studio di un grande contesto ceramico a Pompei, Regio VII insula 4”. Presiede ALESSANDRO MANNI, università di Napoli “Federico II”. Alle 16, GLORIA OLCESE, università di Milano, “Comunicare la cultura materiale di Ischia: approcci digitali per l’accessibilità e la valorizzazione dell’area artigianale di Santa Restituta di Lacco Ameno e dei palmenti rupestri dell’isola”; 16.30, MATTEO D’ACUNTO, CHIARA IMPROTA, CRISTIANA MERLUZZO, FRANCESCO NITTI, università di Napoli L’Orientale, MARCO CAPURRO, Scuola Normale Superiore di Pisa, “Dalla ricerca alla comunicazione della cultura materiale: le esperienze dell’Università di Napoli L’Orientale tra Terza Missione e digitalizzazione a Cuma e Pithekoussai”; 17, LUCA CERCHIAI, università di Salerno, Presentazione delle comunicazioni scritte.
Velia (Sa). La nascita dell’antica Elea diventa un videogioco educativo (digitale e da tavolo) “ELEA. CITTÀ DA FONDARE”, promosso dai parchi archeologici di Paestum e Velia, che traduce la storia dell’antica Elea e il pensiero di Parmenide in un’esperienza partecipativa. Il videogioco, finanziato con fondi PNRR, unisce ricerca, tecnologia e gamification per ampliare l’accesso al patrimonio culturale. Ecco come si gioca

Fondare una città significa scegliere: dove abitare, come difendersi, quali risorse sviluppare, come governare. Da queste decisioni prende forma il serious game “ELEA. CITTÀ DA FONDARE”, il videogioco dei parchi archeologici di Paestum e Velia presentato lunedì 12 ottobre 2026, al parco archeologico di Velia (Sa). Un progetto che traduce la storia dell’antica Elea e il pensiero di Parmenide in un’esperienza partecipativa, nella quale i giocatori sono chiamati a confrontarsi con la costruzione di una comunità e con le conseguenze delle proprie scelte. E a guidare le scelte dei giocatori sarà proprio il pensiero di Parmenide. Realizzato in coproduzione con AMONG S.r.l. Società Benefit, il gioco integra contenuti storici, archeologici e filosofici in un percorso che mette al centro il confronto tra interessi differenti, la capacità di argomentare e la responsabilità delle decisioni. È disponibile in versione digitale e da tavolo, con una specifica versione online destinata alle scuole secondarie di secondo grado. Il progetto ha potuto contare sulla collaborazione della Società Filosofica Italiana, nell’ambito del Protocollo d’Intesa sottoscritto con i Parchi archeologici di Paestum e Velia e del relativo Atto attuativo dedicato al collaudo e alla diffusione del gioco nelle scuole. La presentazione ha offerto l’occasione per condividere le prospettive di utilizzo didattico di “ELEA. CITTÀ DA FONDARE”, rafforzando il dialogo tra istituzioni culturali, comunità scientifica e mondo dell’istruzione. Con questa iniziativa, i Parchi archeologici di Paestum e Velia proseguono il proprio impegno nell’educazione al patrimonio e nella sperimentazione di strumenti per una fruizione più ampia e inclusiva. La storia di Elea e il pensiero di Parmenide diventano il fondamento di un’esperienza che connette ricerca e innovazione, offrendo alle nuove generazioni e a un pubblico più esteso un’opportunità di conoscenza e di partecipazione alla cultura.

Alla presentazione, dopo i saluti istituzionali di Tiziana D’Angelo, direttore parchi archeologici di Paestum e Velia, e Stefano Sansone, sindaco di Ascea, sono intervenuti Roberto Vannata, dirigente Servizio II, direzione generale Musei; Francesco Uliano Scelza, funzionario archeologo, parchi archeologici di Paestum e Velia; Maria Pia Vozzi, presidente Società Filosofica Italiana, Sezione di Salerno; Annamaria Gimigliano, ideatrice e coautrice del videogioco; Tiziana D’Angelo, direttore parchi archeologici di Paestum e Velia. Il progetto è stato realizzato con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU, nell’ambito della Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, Componente 3 “Turismo e Cultura 4.0”, Misura 1 “Patrimonio culturale per la prossima generazione”. L’intervento rientra nell’Investimento 1.2 “Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi per consentire un più ampio accesso e partecipazione alla cultura”, nell’ambito della Linea d’Azione 7 “Formazione degli operatori culturali” e degli interventi per la valorizzazione e l’accessibilità del patrimonio attraverso tecnologie innovative e metodologie di gamification.

Il progetto è stato realizzato con il sostegno della direzione generale Musei, nell’ambito delle iniziative dedicate al gaming previste dal Piano della comunicazione dell’investimento PNRR per l’accessibilità nei luoghi della cultura. Un sostegno che si inserisce in una più ampia strategia di innovazione della fruizione e di ampliamento della partecipazione al patrimonio culturale, come sottolinea Roberto Vannata, dirigente del Servizio II della direzione generale Musei: “L’investimento PNRR dedicato all’accessibilità nei luoghi della cultura, coordinato dalla Direzione generale Musei, ha rappresentato un’occasione straordinaria per rafforzare la qualità della fruizione attraverso interventi sui luoghi, formazione degli operatori, comunicazione e sperimentazione di nuovi linguaggi. In questa prospettiva, il Piano della comunicazione ha previsto anche un bando dedicato al gaming, riconoscendo nel gioco uno strumento capace di ampliare le forme di partecipazione e di avvicinare nuovi pubblici al patrimonio culturale. ELEA. CITTÀ DA FONDARE esprime con particolare efficacia questa visione: mette in relazione ricerca, archeologia, filosofia e partecipazione, offrendo una nuova chiave di accesso alla storia della città antica. Esperienze di questo tipo contribuiscono a far crescere il Sistema Museale Nazionale e ad ampliare la capacità dei musei di costruire relazioni con pubblici diversi”.
“ELEA. CITTÀ DA FONDARE nasce da questa prospettiva e dalla collaborazione tra istituzioni, ricerca e competenze professionali diverse”, dichiara Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia. “Un progetto che rafforza il ruolo del Parco come luogo di conoscenza e formazione, offrendo alle scuole e ai visitatori nuove opportunità per approfondire la storia della città e la sua tradizione filosofica. Attraverso la partecipazione e il confronto, il gioco invita a comprendere la complessità della vita di una comunità antica e il valore delle decisioni che ne determinano il futuro. Un modo diverso e coinvolgente di raccontare la storia di Elea, incentrato sull’apprendimento del senso civico. L’innovazione diventa così uno strumento al servizio della missione educativa dei Parchi, per favorire una conoscenza più consapevole del patrimonio e consolidare il legame tra le nuove generazioni e i luoghi della cultura”.
“La sfida è stata costruire un gioco semplice e accessibile, senza rinunciare alla ricchezza dell’esperienza”, dichiara Annamaria Gimigliano, ideatrice e coautrice del videogioco. “La soluzione è stata incorporare il pensiero di Parmenide nella meccanica del gioco e proporre alternative storicamente plausibili, che permettono la costruzione di decine di città diverse”.

ELEA. CITTA’ DA FONDARE propone un modo di avvicinarsi al patrimonio fondato sulla partecipazione attiva. La conoscenza della città antica passa attraverso i problemi che i suoi abitanti dovettero affrontare: organizzare gli spazi, garantire le risorse, stabilire relazioni con altre comunità e costruire un equilibrio sociale e politico capace di durare. Il punto di partenza è la vicenda dei Focei che, in fuga dall’avanzata persiana, attraversarono il Mediterraneo fino a raggiungere le coste del Cilento, dove fondarono Elea nel VI secolo a.C. Il gioco invita i partecipanti ad assumere la prospettiva di quella comunità, in un momento in cui il futuro della città era ancora da definire. La partita si articola in cinque turni dedicati alla collocazione delle abitazioni, alla difesa, alle opere e agli spazi destinati alla comunità, alle strategie di crescita e alla forma di governo. I partecipanti rappresentano cinque gruppi della società – sacerdoti, guerrieri, costruttori, agricoltori e mercanti – ciascuno con esigenze proprie e tutti legati al destino della stessa città. Le scelte vengono discusse, motivate e votate, modificando le risorse, le infrastrutture, la difesa, le relazioni e la coesione della polis, oltre agli equilibri di potere tra i gruppi. Nella fase conclusiva, la “Prova della storia”, eventi imprevisti mettono alla prova la comunità costruita. Crisi, conflitti e nuove opportunità consentono di osservare la tenuta delle decisioni e le fragilità della città. L’esperienza invita così a comprendere il rapporto tra le scelte compiute e le circostanze che una comunità non può controllare, mostrando come ogni decisione produca vantaggi, costi e conseguenze. Il pensiero di Parmenide è stato utilizzato come base per sviluppare la meccanica del gioco: le scelte dei diversi turni seguono le prospettive di Doxa (vantaggio dei gruppi) e Aletheia (vantaggio per la città) e gli stalli decisionali sono risolti dal Grammateus con uno speciale “algoritmo parmenideo”.

Tecnologia e gamification assumono una funzione di mediazione culturale. La versione digitale amplia le occasioni di incontro con la storia di Elea, consentendo di utilizzare il gioco anche in classe e al di fuori della visita al Parco. L’applicazione svolge il ruolo del Grammateus, la figura che guida il gioco e illustra gli effetti delle decisioni, risolvendo gli stalli attraverso la logica parmenidea. Le dinamiche di gioco permettono di tradurre contenuti complessi in situazioni da esplorare. Assumere un ruolo, discutere un’alternativa, esprimere un voto e verificarne gli effetti offre ai partecipanti strumenti per comprendere le relazioni tra i diversi aspetti della vita di una città antica. Il coinvolgimento diventa parte del percorso di apprendimento: ogni scelta richiede di mettere in relazione informazioni, formulare ipotesi e confrontare prospettive differenti. Per la valorizzazione del patrimonio archeologico, questo approccio apre nuove possibilità di lettura delle testimonianze materiali. Abitazioni, fortificazioni, santuari, approdi e territorio possono essere compresi attraverso la loro funzione nella vita della comunità e i rapporti che li collegavano. Il gioco offre così una chiave per avvicinarsi al sito con maggiore consapevolezza, riconoscendo negli spazi e nei resti archeologici le tracce di una storia fatta di persone, necessità e decisioni.
Rovereto (Tn). Quarta giornata del 37mo RAM film festival aperta da BUONGIORNO RAM: serata evento al teatro Zandonai con Giuseppe Cederna e Giorgio Ieranò, dopo le premiazioni dei film votati dalle giurie; sempre allo Zandonai 12 film, Docu Fulldome al Planetario, RAM X, e al Mon Bistrot il terzo Aperitivo su Siracusa e Megara Hyblaea, due colonie greche a confronto, con Anita Crispino e Reine-Marie Berard. Ecco il programma

Sabato 10 ottobre 2026, quarta giornata del RAM film festival promosso dalla Fondazione museo civico di Rovereto, è il giorno dei verdetti: al Teatro Zandonai, alle 21, prima della serata evento con l’attore premio Oscar Giuseppe Cederna e il grecista Giorgio Ieranò, che chiuderà una giornata ricca di appuntamenti, occhi puntati sui film in concorso: le giurie di ogni sezione decreteranno le proiezioni vincitrici. Al museo di Scienze e Archeologia è stata aperta, dalle 9 alle 10, con BUONGIORNO RAM: “Sguardi fuori campo. Fotografia femminile e identità italiana nel secondo dopoguerra” con Romina Zanon, fotografa. E sempre al museo di Scienze e Archeologia per tutto il giorno, dalle 10 alle 18, continua RAM X: VR, film sperimentali, giovani o innovativi, sguardi diversi per parlare di storia e storie, memoria, siti e patrimonio culturale; e al Planetario, nel Giardino del museo, dalle 15 alle 18, Docu Fulldome, dedicata ai filmati immersivi proiettati a 360 gradi sulla cupola del Planetario. Senza dimenticare l’Aperitivo al Mon Bistrot su Siracusa e Megara Hyblaea, due colonie greche a confronto.

FILM. Le proiezioni sono al Teatro Zandonai con 12 film in programma, tra i quali 3 prime assolute, 1 prima europea, 2 prime italiane. Dalle 10 alle 13, il film “Ecocide / Ecocidio” di Aldana Loiseau (Argentina 2025, 8’); il film “Argonavtebis, kolkhebis da okros satsmisis namdvil ambavi / La vera storia degli Argonauti, della Colchide e del Vello d’Oro” di Toma Chagelishvili (Georgia 2025, 48’); il film “Sotto i pini” di Simone Pratola (Italia 2026, 3’); il film “Il grande sogno. Monreale e il suo tesoro” di Lorenzo Mercurio (Italia 2025, 20’); il film “Tracce urbane. Permission denied. Expression unleashed” di Armin Ferrari (Italia 2026, 57’); il film “Cine Dore” di Guillermo Logar (Spagna 2026, 24’).

Dalle 15 alle 19, il film “Toba, le volcan qui a failli tuer l’humanite / Toba, il vulcano che per poco non ha sterminato l’umanità” di Franck Cuveillier, Eric Ellena (Francia 2025, 52’); il film “La prima volta” di Andrea Andreotti (Italia 2026, 10’); il film “Lo stallo” di Andrea Andreotti (Italia 2026, 9’); il film “Le Grand Puzzle de Pompei / Il grande puzzle di Pompei” di Martin Blanchard, Paolo Santoni (Francia 2026, 52’); il film “Topeng – The faces of the gods / Topeng – il volto degli dei” di Massimo Brega (Indonesia 2025, 22’); il film “Metabole” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2026, 65’).
APERITIVO. Alle 18, al MON BISTROT in corso Bettini 43 a Rovereto, il terzo talk con i protagonisti del festival: “SIRACUSA E MEGARA HYBLAEA, DUE COLONIE GRECHE A CONFRONTO” con Anita Crispino, archeologa del parco archeologico di Siracusa, Eloro, villa del Tellaro e Akrai, e Reine-Marie Berard, ricercatrice del Centro Nazionale Francese per la Ricerca Scientifica. Le città greche di Corinto e Megara fondarono in Sicilia due colonie a pochi chilometri di distanza l’una dall’altra: Siracusa e Megara Hyblaea. Da un lato Siracusa, potente città-stato capace di eguagliare e spesso superare la madrepatria per ricchezza e forza militare, la cui continuità abitativa giunge ininterrotta fino ai nostri giorni; dall’altro Megara Hyblaea, colonia fiorente nel VII secolo a.C. ma andata incontro a una tragica fine durante la seconda guerra punica. Al centro della riflessione, una sfida cruciale del nostro tempo: la complessa convivenza tra lo sviluppo urbano moderno e la valorizzazione delle rovine antiche riportate alla luce.

SERATA SPECIALE. Al Teatro Zandonai, alle 21, protagonista Giuseppe Cederna. L’attore, noto al grande pubblico per il ruolo da protagonista nel film premio oscar Mediterraneo, e oggi apprezzato interprete teatrale, porta in scena “Di isole e di città”: un viaggio sentimentale e letterario nella Grecia di ieri e di oggi sul filo tra passato e presente, leggenda e realtà, memorie personali e fantasie poetiche, in dialogo con il grecista Giorgio Ieranò, autore della drammaturgia. Dalle rive dell’Egeo all’Acropoli, dalle tombe dei re di Micene all’oracolo di Delfi fino all’isola della giovinezza e dell’oblio, le voci degli scrittori antichi si intrecciano a quelle dei viaggiatori moderni, accompagnate dalle musiche dal vivo di Edmondo Romano, per la regia di Sergio Maifredi (produzione Teatro Pubblico Ligure). Un itinerario tra parole e musica per decifrare il fascino di un luogo che da sempre ispira la nostra cultura, i nostri pensieri, le nostre fantasie, i nostri sogni. E che a volte sembra ancora racchiudere verità arcane e nascoste. Come se ci fosse un enigma annidato tra le onde e nel cielo dell’Egeo, che allude a cose lontane e misteriose ma che al tempo stesso ci riguarda da vicino. Perché un viaggio in Grecia, alla fine, è sempre un viaggio alla scoperta di noi stessi. Partecipazione gratuita, su prenotazione.
Rovereto (Tn). Seconda giornata del 37mo RAM film festival: al teatro Rosmini 19 film (con CINEMaSCUOLA), Docu Fulldome al Planetario, RAM X al museo civico, e al Mon Bistrot il secondo “Aperitivo: Roma: la sfida della Metro C al Colosseo” con Simone Quilici ed Elisa Cella. Ecco il programma

Non solo film in concorso per la seconda giornata, giovedì 8 ottobre 2026, del RAM film festival promosso dalla Fondazione museo civico di Rovereto: oltre ai 19 film in proiezione (alcuni nell’ambito di CINEMaSCUOLA), sempre al Teatro Rosmini tra mattina, pomeriggio e sera, il programma prevede al museo di Scienze e Archeologia in Borgo S. Caterina, dalle 10 alle 13, una masterclass per giornalisti “Le citta fragili. Giornalismo d’inchiesta, data journalism e civic journalism nei territori contaminati” con Rosy Battaglia e Alessandra Cattoi; dalle 10 alle 18, RAM X: VR, film sperimentali, giovani o innovativi, sguardi diversi per parlare di storia e storie, memoria, siti e patrimonio culturale; e al Planetario, nel Giardino del museo, dalle 16 alle 17.30, Docu Fulldome, dedicata ai filmati immersivi proiettati a 360 gradi sulla cupola del Planetario: “I don’t understand” (13’), “Punta del Arco” (7’), “Ich bin Weigel” (18’), “From Granite to Galaxies” (20’), “The Silk Road” (8’), “Wilfred Buck’s Star Stories” (21’). Senza dimenticare l’aperitvo al Mon Bistrot sulla Metro C al Colosseo.

FILM. Dei 19 film in programma al Teatro Rosmini, ci sono 2 prime internazionali, 2 prime europee, 2 prime italiane. Dalle 9 alle 11.30, i corti “Diari di Scavo – Campestrin”, “Diari di Scavo – Chiunsano” e “Diari di Scavo – SS. Trinita”, tutti di Camilla Ferrari, Alberto Gambato (Italia 2025, 5’); “L’età del Bronzo” di Antonio Malfitano (Italia 2022, 5’); “Hypatie D’Alexandrie – L’Abeille Solitaire / Ipazia di Alessandria – l’ape solitaria” di Erwan Le Gal (Francia 2026, 13’); “The Silk Road / La via della seta” di Hannes Rall (Singapore 2019, 8’); “Sognando Lo Rio” di Fabio Punis (Italia 2025, 29’).
Dalle 15 alle 19, in programma il film “Filhos do vosso amor / Figli del vostro amore” di Rui Pedro Lamy (Portogallo 2025, 43’); il film “Il relitto Portofino 3” di Marcello Adamo (Italia 2025, 13’); il film “Bahia 1625, historia sobre lienzo / Bahia 1625, storia su tela” di Antonio Pérez Molero (Spagna 2025, 65’); il film “Nerazkazani istorii za razkopki i kosti / Storie mai raccontate su scavi e ossa” di Ralitza Dimitrova (Bulgaria 2026, 15’); film “Navis Romana ep. I” di Pere Salom, Antoni M. Thomas (Spagna 2025, 51’); il film “Inanna” di Dragos Badita (Romania 2025, 16’); il film “Cravariola: l’Alpe della Dote” di Marzio Bartolucci (Italia 2025, 30’); il film “Τόπος Σωτηρίας / Luogo di salvezza” di Ifigenia Dimitriou (Grecia 2026, 18’); film “Ferma nel tempo” di Andrea Marsico (Italia 2024, 8’).

Dalle 20.30 alle 23, in programma il film “Athenes, aux origines de la democratie / Atene, all’origine della democrazia” di Florence Tran (Francia/Canada/ Grecia 2026, 53’); il film “L’Ospite” di Alberto De Grandis (Italia 2025, 20’); il film “Delphe, le nombril du monde / Delfi, l’ombelico del mondo” di Thibaud Marchan (Francia 2025, 52’).


APERITIVO. Alle 18, al MON BISTROT in corso Bettini 43 a Rovereto, il primo talk con i protagonisti del festival: “ROMA: LA SFIDA DELLA METRO C AL COLOSSEO” con Simone Quilici, direttore del parco archeologico del Colosseo, e Elisa Cella, archeologa del parco archeologico del Colosseo. La nuova stazione Colosseo della Metro C di Roma racconta un’esperienza unica: la convivenza tra un’opera di mobilità moderna e un luogo di tutela archeologica. L’incontro offrirà l’occasione per conoscere il percorso che ha portato alla nascita dell’archeo-stazione, le sfide tecniche e conservative, ma anche le prospettive di valorizzazione culturale e di fruizione pubblica di un luogo unico, dove passato e futuro convivono.
Rovereto (Tn). Prima giornata del 37mo RAM film festival: al teatro Rosmini 13 film e al Mon Bistrot il primo “Aperitivo: Città Ferite” con Rosy Battaglia e Tommaso Giagni. Ecco il programma

Al teatro Rosmini di Rovereto (Tn) mercoledì 7 ottobre 2026, alle 15, si alza il sipario sulla 37.ma edizione del RAM film festival, che si è aperta alla mattina con CINEMaSCUOLA al liceo “Andrea Maffei” di Riva del Garda (Tn).


Tra pomeriggio e sera nella prima giornata sono in programma 13 film con 1 prima mondiale, 2 prime internazionali, 5 prime italiane. Dalle 15 alle 19.30, al Teatro Rosmini, si proietta il film “Kushta Mayn. La mia Costantinopoli” di Nicolò Folin (Italia 2025, 19’); il film “Il domani era venuto. Ricordare e non dimenticare” di Vincenzo Agosto (Italia 2024, 60’); il film “Man’yōshū. Neve, luna e fioriture” di Chi-Toa So, Haruko Kuramochi (Giappone /Canada 2025, 3’); il film “Im maander des Kephissos / Nei meandri del Cefiso” di Nikos Chrisikakis (Grecia 2025, 13’); il film “Sulawesi, l’ile des premieres images / Sulawesi, l’isola delle prime immagini” di Denis Van Waerebeke, Pascal Goblot (Francia 2025, 55’); il film “Il Respiro della Preistoria – Viaggio nel mondo dell’Uomo del Similaun” di Roberto Condotta (Italia 2025, 36’); il film “Cal Dede” di Elçin AS (Turchia 2025, 10’); il film “A Mamoa de Lamas, um segredo ancestral / La Mamoa di Lamas, un segreto ancestrale” di Raul Losada (Portogallo 2025, 25’); il film “Nabt El Ard. Il germoglio della terra” di Mohamed Hamed Salama (Egitto 2025, 12’); il film “Ghughuti Ki Maala / La collana di ghughuti” di Ketan Pal (India 2025, 10’).
Dalle 20.30 alle 23, sempre al Teatro Rosmini, in programma il film “Sotto l’occhio del tempo” di Stefano Giacomuzzi (Italia 2025, 30’); il film “Premieres notes / Le prime note” di Liza Fanjeaux (Francia 2026, 52’); il film “L’adieu a la viande, la grande histoire des vegetariens / L’addio alla carne, la grande storia dei vegetariani” di Martin Blanchard (Francia 2025, 52’).
APERITIVO. Alle 18, al Mon Bistrot in corso Bettini 43 a Rovereto, il primo talk con i protagonisti del festival: “CITTÀ FERITE” con Rosy Battaglia, giornalista, e Tommaso Giagni, scrittore. Cosa accade quando una città incrocia le conseguenze dell’industrializzazione, dell’inquinamento e delle crisi ambientali? Un viaggio tra territori contaminati e comunità esposte a ferite profonde, dove le emergenze ambientali si intrecciano con quelle sanitarie e sociali. Un incontro per conoscere storie di resistenza, memoria e trasformazione, e per interrogarsi sul futuro dei luoghi che chiedono cura, attenzione e giustizia.
Taranto. Al museo Archeologico nazionale presentazione del libro “Un cuore greco. Il ritorno ai classici nel Novecento” di Marina Valensise (Istituto nazionale del Dramma antico) nell’ambito del Taras Teatro Festival

Martedì 6 ottobre 2026, alle 17, il museo Archeologico nazionale di Taranto ospita la presentazione del libro “Un cuore greco. Il ritorno ai classici nel Novecento” di Marina Valensise (Neri Pozza editore), nell’ambito del Taras Teatro Festival. A introdurre l’incontro, nella sala Lippolis del museo Archeologico nazionale di Taranto, la direttrice del MArTA Stella Falzone. Marina Valensise dialoga con Antonio Calenda, tra i più importanti registi italiani, in un incontro dedicato al rapporto tra il mondo antico e la cultura del Novecento. Ad accompagnare la conversazione, una lettura scenica a cura del Gruppo della Creta. Da Picasso a Stravinskij, da Camus a Heiner Müller e Sarah Kane, “Un cuore greco” attraversa arte, letteratura e teatro per raccontare come i classici abbiano continuato a offrire agli artisti del Novecento strumenti per leggere il proprio tempo e le sue contraddizioni.
Un cuore greco. Il ritorno ai classici nel Novecento. Davvero per essere moderni bisogna ripudiare l’antico? Perché mai certi artisti, come Michel Houellebecq, si mostrano insofferenti all’ascolto dei classici che pure hanno plasmato il nostro modo di essere? Certo, oggi, la novità prevale sulla tradizione; e la curiosità cede alla “brama totalitaria di futuro” per titillare il pubblico, anche a rischio di nutrire il nichilismo di individui che, privi di radici e di memoria, cadono in balia di una vita senza senso. Eppure, dev’essere successo qualcosa di irreversibile per accettare la tabula rasa dei classici, come se fossero incomprensibili o non pervenuti. Ma cosa? Per chiarirlo, Marina Valensise propone un viaggio a tappe nel paesaggio moderno dell’antico, attraverso artisti, poeti, drammaturghi, musicisti e scrittori, testimoni nel Novecento della vitalità del patrimonio classico come fonte di ispirazione per opere d’avanguardia. Offre così il racconto dell’esperienza di personaggi straordinari ora afflitti dalla perdita di significato o irretiti dalla moda come Hofmannsthal, Cocteau, Picasso; ora attratti dalla solennità del dramma antico come Stravinskij o persi nell’epos della guerra mondiale come l’ucraina Rachel Bespaloff e il calabrese Alvaro; pronti come Montherlant a penetrare il desiderio femminile o a ritrovare come Camus la luce della tragedia greca contro il buio del totalitarismo; oppure addirittura costretti, come Heiner Müller, a ricorrere al mito per parlare di stalinismo o disposti, come Sarah Kane, a farlo saltare in aria per esporlo alla pornografia del reale. Tante voci originali che, col ritorno ai classici, hanno aperto nuove strade, offrendo a noi moderni lo strumento indispensabile per capire noi stessi e affrontare il mondo. Immersi come siamo in un mondo che si rivela ben più distopico di quello annunciato dei romanzi di fantascienza cinquant’anni fa, oggi scopriamo artisti convinti di poter tranquillamente fare a meno dei classici e dei capolavori del mondo antico, di ignorare gli eroi di Omero, i versi di Esiodo, i drammi di Eschilo, la poesia di Sofocle, la freddezza di Euripide, per non parlare dei romani, della lussuria infernale del teatro di Seneca con le sue perverse deviazioni di epoca neroniana. Un viaggio inaspettato, in nome del ritorno ai classici, nell’arte e nelle idee del Novecento, passando dalla sperimentazione ludica dell’avanguardia alla sopravvivenza di fronte alle tragedie della storia d’Europa.
Marina Valensise è consigliere delegato dell’Istituto nazionale del Dramma antico, che da oltre cent’anni produce le rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa. Ha diretto a Parigi, tra il 2012 e il 2016, l’Istituto italiano di cultura, collabora al Foglio e al Messaggero. Fra i suoi libri: Il sole sorge a Sud. Viaggio contromano da Palermo a Napoli via Salento (Marsilio 2012), L’Hôtel de Galliffet (Skira 2015), La cultura è come la marmellata. Promuovere il patrimonio italiano con le imprese (Marsilio 2016), La temeraria. Luciana Frassati Gawronska, un romanzo del Novecento (Marsilio 2019). Con Neri Pozza ha pubblicato Sul baratro. Città, artisti e scrittori d’Europa alla vigilia della Seconda guerra mondiale (2022).










































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