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Al via la terza edizione di “Musica&Parole” del parco archeologico di Paestum e Velia: otto grandi eventi live che si alternano a Paestum e Velia con i i concerti di Roberto Vecchioni, Vinicio Capossela, Malika Ayane, Gegè Telesforo, Danilo Rea e Luciano Biondini, N.O.I. La Nuova Orchestra Italiana, Paolo Belli, Raphael Gualazzi e Simona Molinari

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N.O.I. La Nuova Orchestra Italiana apre la a Paestum la rassegna “Musica&Parole 2022” (foto pa-paeve)


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Roberto Vecchioni apre la rassegna “Musica&Parole” a Velia (foto pa-paeve)

L’attesa è finita. E l’inizio è col botto: si comincia a Paestum il 22 luglio 2022 con N.O.I. La Nuova Orchestra Italiana fondata da Renzo Arbore per continuare poi il 23 luglio 2022 a Velia con Roberto Vecchioni.  Al via la rassegna Musica&Parole del parco archeologico di Paestum e Velia, fiore all’occhiello della programmazione 2022, in calendario dal 22 luglio al 20 agosto 2022. La rassegna, giunta alla terza edizione, vedrà alternarsi a Paestum e a Velia otto grandi eventi live. Un ‘canovaccio musicale’ di grande rilievo artistico e il ritorno di famosi musicisti farà da colonna sonora alle notti campane.

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Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, nel Tempio di Nettuno a Paestum (foto pa-paeve)

“I templi di Paestum, il quartiere meridionale di Velia e il teatro sull’acropoli prendono nuova vita quest’estate attraverso musica, teatro, danza, cinema, scienza e letteratura”, dichiara il direttore del Parco Tiziana D’Angelo. “Non si tratta semplicemente di offrire scenari suggestivi per questi spettacoli, ma di creare attraverso l’arte nuove e originali opportunità di dialogo e valorizzazione reciproca tra cultura antica e contemporanea, tra passato e presente. Con il fondamentale supporto del Ministero della Cultura e la collaborazione di enti locali e regionali, un ciclo vivace di appuntamenti aprirà le porte del nostro Parco in queste sere d’estate, coinvolgendo molteplici segmenti di pubblico. In particolare, la rassegna “Musica&Parole” porterà a Paestum e Velia cantanti e musicisti di fama nazionale e internazionale, arricchendo ulteriormente il nostro straordinario patrimonio culturale”. Nel cuore del parco nazionale del Cilento e della provincia di Salerno (una tra le più estese d’Italia) la rassegna sarà uno degli appuntamenti estivi dal forte richiamo turistico sia per l’unicità dei luoghi che la ospitano sia per la possibilità di fruire di un percorso fatto di storia, cultura e musica.

paestum-velia_musica&parole_rassegna_locandinaIl programma della rassegna “Musica&Parole 2022”. A Paestum: 22 luglio, N.O.I. La Nuova Orchestra Italiana fondata da Renzo Arbore; 5 agosto, Vinicio Capossela; 13 agosto, Malika Ayane; 20 agosto, Raphael Gualazzi e Simona Molinari. A Velia: 23 luglio, Roberto Vecchioni; 30 luglio, Paolo Belli; 7 agosto, Gegè Telesforo 5TET “Impossible Tour”; 12 agosto, Danilo Rea e Luciano Biondini in “Cosa sono le nuvole”. Costo del biglietto serale “Paestum&Velia by night”: 5 euro. Tutti gli eventi sono inclusi nel biglietto di ingresso serale al Parco, nella card Adotta un blocco e nell’abbonamento Paestum&Velia. Apertura aree archeologiche di Paestum (area del Santuario meridionale) e Velia (parte bassa della città) nelle serate della Rassegna dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso alle 23.15). Orari di apertura e chiusura biglietterie dalle 20 alle 23.15. Inizio concerti alle 21.

Reggio Calabria. Per le “Notti d’Estate” al museo Archeologico nazionale conferenza “Elettra di Euripide. Necessità e ingiustizia della morte di Clitennestra in un mondo irriducibile all’ordine logico” con la prof. Paola Radici Colace

reggio-calabria_MArRC_Notti d'estate 2022_elettra-di-euripide_locandinaDopo il successo della prima serata inaugurale delle “Notti d’Estate” con il concerto lirico a cura del conservatorio “F. Cilea” di Reggio Calabria, proseguono gli appuntamenti serali sulla magnifica terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Giovedì 22 luglio, alle 21, sarà ospite la professoressa Paola Radici Colace, con la conferenza “Elettra di Euripide. Necessità e ingiustizia della morte di Clitennestra in un mondo irriducibile all’ordine logico” a cura del Centro Internazionale Scrittori della Calabria. Il MArRC, nella giornata di giovedì, sarà aperto con orario non-stop dalle 9 alle 23 con ultimo ingresso alle 22.30. Dalle 20 il costo del biglietto è di 3 euro. In museo si entra senza prenotazione ed è fortemente raccomandato l’uso della mascherina chirurgica. “Continuano gli eventi promossi dal MArRC per le celebrazioni del Cinquantesimo anniversario dal rinvenimento dei Bronzi di Riace”, commenta il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. “Per questa ricorrenza vogliamo valorizzare le sinergie messe in campo con le associazioni del territorio e con i partner istituzionali. Il programma delle “Notti d’Estate” al MArRC ci accompagnerà fino a settembre con ospiti ed eventi prestigiosi”. Il rapporto tra il Museo e il CIS Calabria è da tempo consolidato: “Ringraziamo il Museo per la collaborazione che conduciamo da diversi anni”, dichiara la presidente del CIS, Loreley Rosita Borruto, “e che ci consentirà di parlare di letteratura greca nella straordinaria location, unica al mondo per la suggestiva vista che offre sullo Stretto e per l’incanto del panorama, nel quale sembra debbano materializzarsi da un momento e l’altro, tra le luci delle due sponde, personaggi mitologici e storici che hanno vissuto in questo braccio di mare la loro epopea cantata da poeti e scrittori”. E la professoressa Paola Radici Colace: “La professoressa porrà al centro dell’attenzione una tragedia di Euripide, dedicata a una degli sfortunati figli di Agamennone, Elettra, figlia emarginata, le cui azioni sono mosse da odio, vendetta e rimorso. La presenza in scena del fratello Oreste spinge gli spettatori a riflettere su questo immenso dramma familiare. La vittoria che perseguono si rivela, in realtà, una “triste sozzura” e, in questa storia, nessuno invocherà la Giustizia, né la Verità. Il viaggio nel tempo iniziato duemilacinquecento anni fa e che dura fino ai nostri giorni – conclude – ha trasformato una tragedia greca in terapia familiare, in analisi psico-mitologica del rapporto tra genitori e figli, e tra fratelli”.

Vibo Valentia. Al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” al via la rassegna “Graecalis. Il vento della parola antica”: occasione per promuovere e valorizzare le memorie archeologiche di Hipponion-Vibo Valentia attraverso il teatro

La salvezza dell’anima della giovane fanciulla della tomba 19 INAM, iniziata ai misteri di Orfeo, fu affidata dagli Ipponiati del IV secolo a.C. alla dea Mnemosyne, la memoria, l’unica capace di impedire all’Uomo di abbeverarsi alla fonte dell’oblio (Lete). Fu fatto in segreto, lontano da ogni clamore mediatico, attraverso una laminetta di pochi grammi ripiegata in un centimetro quadrato, capace tuttavia di contenere al suo interno uno dei testi iniziatici più profondi e completi di tutto il mondo antico, che è custodita gelosamente all’interno del museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia. Mnemosyne fu per i Greci la madre delle nove muse, le protettrici dell’umana sapienza, e tra esse vi furono Clio (la storia), Calliope (la poesia epica), Talia (la commedia) e Melpomene (la tragedia). Fu proprio attraverso il teatro che i Greci mantennero vivo il culto della loro memoria, narrando le vicende dei loro “eroi”, ricostruendo con esse il loro passato più arcaico ed esorcizzando al contempo i mali e i conflitti della contemporaneità.

vibo-valentia_archeologico_rassegna-graecalis_locandinaPer la stagione estiva 2022 il museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia torna ad essere la casa del dramma antico, grazie alla grande professionalità del Teatro di Calabria Aroldo Tieri e alla preziosa collaborazione del Comune di Vibo Valentia. Una serie di appuntamenti per promuovere e valorizzare le memorie archeologiche di Hipponion-Vibo Valentia, come gli stessi Greci avrebbero voluto, attraverso il teatro. Parte infatti domenica 24 luglio 2022 con “Agamennone” di Vittorio Alfieri (ingresso 15 euro) la rassegna “Graecalis. Il vento della parola antica”, che continua giovedì 11 agosto con “Tragodia”, recital sulla tragedia greca (ingresso gratuito); domenica 21 agosto con “Quel che non fu fatto, io lo sognai”, spettacolo su Gabriele D’Annunzio (ingresso 15 euro); domenica 28 agosto con “Tragodia”, recital sulla tragedia greca (ingresso gratuito); domenica 4 settembre con “Medea”, variazioni sul mito (ingresso 15 euro). La rassegna chiude domenica 11 settembre con “L’arte del quotidiano”, Trilussa, Pascarella e i sonetti romaneschi (ingresso gratuito). Tutti gli eventi si svolgono nel cortile del museo di Vibo Valentia: ingresso dalle 20, spettacolo alle 21. Prenotazione obbligatoria. Servizio biglietteria 3293990894.

Gela. Al parco archeologico di Bosco Littorio apre la grande mostra “Ulisse in Sicilia. I luoghi del Mito”, che con oltre 80 pezzi racconta il passaggio dell’eroe greco in Sicilia. Fulcro è la “Nave di Gela” del V sec. a.C. per la prima volta ricomposta dopo Forlì. Regione Siciliana: “Occasione di rilancio per Gela e il turismo archeologico siciliano”

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“Ulisse e la strage dei pretendenti”: urna etrusca (metà II sec. a.C.) in alabastro, dalla necropoli del Portone, conservata al museo Etrusco Guarnacci di Volterra (foto regione siciliana)

“Non sono NESSUNO. Se non per lo stolto ciclope Polifemo che ingannai e privai del suo unico occhio mostruoso. Sono il distruttore della “superba Troia dalle alte mura”, l’uomo “versatile e scaltro”, il costruttore del Cavallo. Ho due nomi: Odisseo mi chiamano i miei, i Greci. Ulisse i latini e voi contemporanei: anche un grande poeta etrusco, Dante mi pare si chiami, ed un altro della lontana e umida Hibernia, per voi Irlanda la verde. Ebbi due padri. L’eroe Laerte, “capo di uomini” e Omero, l’aedo cieco, il più grande di tutti i poeti, celebrato ovunque “fra tutti gli uomini che mangiano pane”. Ed ho due patrie, due isole. La prima è la piccola Itaca, la sassosa, di fronte la Grecia. La seconda è la grande Sicilia, al centro del mare che solcai, inseguito dalla vendetta di Poseidone, padre di Polifemo. A Itaca, la sassosa, vidi la luce. In Sicilia mi portarono, forse, le tempeste di Poseidone e le vie misteriose del mare. In Sicilia mi condussero di certo i miei conterranei greci, che lì fondarono grandi e famose città, con teatri per gli uomini e templi per gli dei dell’Olimpo. Donne e uomini sapienti di Sicilia hanno adesso voluto celebrarmi ancora una volta: mettendo in mostra vasi dipinti, mosaici, sculture e oggetti che mi raccontano, narrando le mie avventure e le mie sofferenze, sul mare e sulla terra. Incontriamoci a Gela, in Sicilia, fondata molto tempo fa da uomini che parlavano la mia stessa lingua ed in essa leggevano e recitavano le mie gesta scolpite in parole dal mio altro padre, Omero”.

gela_archeologico_mostra-ulisse-in-sicilia_locandinaCon questa introduzione il 22 luglio 2022, alle 18, apre a Gela la grande mostra “Ulisse in Sicilia. I luoghi del Mito”, organizzata dalla Regione Siciliana all’interno del Parco archeologico di Bosco Littorio a Gela. Un percorso espositivo, allestito dalla soprintendenza dei Beni culturali di Caltanissetta e visitabile dal 22 luglio al 10 ottobre 2022 (da martedì a domenica, festivi compresi, dalle 10 alle 20. Ultimo ingresso 19.30), che racconta il passaggio dell’eroe greco in Sicilia. Opera centrale è la “Nave di Gela”, databile tra il VI e il V secolo avanti Cristo, rinvenuta nei fondali antistanti la costa di Bulala della cittadina rivierasca, a Est del petrolchimico dell’Eni, da un sub gelese, Francesco Cassarino, nel 1988, “nave” che per la prima volta viene parzialmente ricomposta ed esposta al pubblico in Sicilia, dopo la mostra di Forlì del 2020 (vedi Forlì. La mostra ”Ulisse. L’arte e il mito” è candidata alla settima edizione del Global Fine Art Awards (GFAA) in competizione con le esposizioni di British, Paul Getty, Metropolitan. A una settimana dalla chiusura ripercorriamo il viaggio di Ulisse dall’Odissea ai nostri giorni | archeologiavocidalpassato). L’allestimento si trova in un padiglione appositamente realizzato all’interno del Parco archeologico, in prossimità del Museo dei relitti greci, struttura in costruzione destinata ad ospitare definitivamente il relitto recuperato dalla Soprintendenza grazie agli studi effettuati dal compianto Sebastiano Tusa, che indicò in quella località l’antica colonia dorica di Gela.

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Il suggestivo allestimento della Nave di Gela per la mostra “Ulisse in Sicilia. I luoghi del Mito” al Bosco Littorio di Gela (foto regione siciliana)

“Questa mostra non è solo un importante evento culturale, fortemente voluto dal governo regionale”, – sottolinea il presidente della Regione, Nello Musumeci, “ma costituisce anche l’avvio di una nuova stagione finalizzata a restituire alla città di Gela il ruolo che la sua millenaria storia le ha assegnato: tappa fra le più interessanti nel panorama archeologico dell’Isola. L’istituzione del Parco archeologico, la riqualificazione del vecchio Museo e la costruzione, all’interno del prezioso Bosco Littorio, del nuovo spazio dedicato alla nave greca, possono fare della città costiera un potente polo di attrazione, non solo per gli addetti ai lavori. Un patrimonio che deve essere messo a rete, in modo che con tutta probabilità nel giro di qualche anno Gela non sia solo considerata la città della raffineria, ma anche una delle tappe più importanti del turismo culturale del Mediterraneo. La Regione è al fianco della città in questo nuovo, difficile e impegnativo percorso che si sta intraprendendo, dobbiamo lavorare insieme con iniziativa e tenacia attraverso eventi collaterali e una campagna stampa già avviata per richiamare il turismo culturale in estate e quello delle scolaresche in autunno”.

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Il mito delle Sirene in tre oggetti in mostra a Gela (foto regione siciliana)

“L’inserimento della Sicilia in una rete di scambi a lunga distanza”, afferma l’assessore regionale ai Beni culturali Alberto Samonà, “è da sempre un segno distintivo della nostra terra. Essere qui, oggi, proprio per celebrare Ulisse e il suo viaggio è il modo per ricordare tutto questo, ma è anche il segno di una sfida contemporanea: incontrare noi stessi in un viaggio ancora più affascinante, quello della vita, che a partire dal cuore del Mediterraneo, rappresentato dalla Sicilia, ci dona uno sguardo universale in grado di leggere l’esistente sotto una nuova luce. Questo governo ha lavorato in controtendenza rispetto a decenni di abbandono e stiamo finalmente esercitando la nostra autonomia sul piano dei beni culturali, dando corpo a qualcosa rimasto per decenni solo sulla carta. Abbiamo invertito la rotta per andare nella direzione di una Sicilia consapevole dei suoi tesori, anche attraverso l’educazione alla bellezza e alla cultura: un lavoro corale a tutti i livelli che questo governo ha portato avanti, basti pensare alle 73 missioni archeologiche attivate negli ultimi due anni e mezzo, alcune internazionali, guidate da importanti università straniere”.

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Il mito di Scilla e Cariddi riproposto nel percorso della mostra “Ulisse in Sicilia. I luoghi del Mito” (foto regione siciliana)

Sono otto le sezioni tematiche, all’interno delle quali complessivamente sono esposti oltre 80 pezzi provenienti da musei regionali, nazionali ed esteri tra i quali il museo nazionale Jatta di Ruvo di Puglia; il museo Etrusco Guarnacci di Volterra; il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma; il museo nazionale di Sperlonga (Lt) e i musei Archeologici greci di Delfi ed Eleutherna. Le sezioni della mostra sono: La presenza greca in Sicilia e nel Mediterraneo; La nave greca di Gela; Il concilio degli Dei; Il viaggio di Ulisse; La terra dei ciclopi e Polifemo; L’isola di Eolo, le Sirene, Scilla e Cariddi; Il ritorno a Itaca; Il mito moderno.

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La Nave di Gela fulcro della mostra “Ulisse in Sicilia. I luoghi del Mito” al parco archeologico di Bosco Littorio di Gela (foto regione siciliana)

Il fulcro dell’esposizione è costituito dal relitto arcaico ritrovato di fronte alle coste di Gela e dei pregiati materiali in esso ritrovati (askoi attici, tripode bronzeo, cestini in fibra vegetale, etc.) che consentono di datarlo agli inizi del V secolo a.C., prima che esso affondasse a causa delle avverse condizioni meteomarine, le stesse che resero difficile il viaggio di Ulisse. Questo personaggio omerico da sempre rappresenta il viaggiatore per antonomasia, pronto ad affrontare le sfide che il destino gli pone innanzi nel corso della sua vita e che è spinto soltanto dalla voglia di trovare un porto sicuro. Numerose e assai interessanti le parti di nave arrivate a noi dopo un lungo e laborioso processo di recupero fisico e chimico, iniziato nel 2003 e concluso nel 2008, Le parti lignee raggiungono una lunghezza massima di 17 metri. Tra i vari pezzi che componevano la nave spiccano la ruota di poppa, il paramezzale e i madieri. Le operazioni di sollevamento e di trasporto si sono rivelate molto complesse per la fragilità del legno (rimasto in acqua salmastra per oltre 2500 anni) e poi per il delicato trattamento di desalinizzazione eseguito in Inghilterra al Mary Rose archaeological service di Portsmounth.

“Il valore e le potenzialità del turismo come settore strategico per la crescita della nostra Regione”, evidenzia l’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina, “sono ormai dati acquisiti e per incrementarlo e affermarlo sempre più nel contesto internazionale è necessario agire con il concorso coordinato di tutte le energie e le risorse disponibili. I beni culturali ed architettonici di cui è ricca la nostra terra sono tra i più grandi attrattori turistici in grado di favorire il turismo nella nostra regione. Il mercato del turismo è in continua evoluzione e proprio per questo dobbiamo puntare ad un’offerta turistica ampia e differenziata”. E il sindaco di Gela, Lucio Greco, aggiunge: “La nave greca più antica al mondo arricchisce il patrimonio archeologico di Gela già consistente. Vogliamo approfittare di questa mostra, di questa opportunità per rilanciare il settore del turismo archeologico. Non abbiano più alibi: turismo, ecologia e accoglienza devono essere bandiere di rinascita di questa città. Ringrazio il presidente Musumeci e il governo regionale per l’impegno profuso per realizzare questa mostra, così come la soprintendente Vullo e il direttore del Parco Gattuso”. 

Reggio Calabria. Con il concerto lirico degli allievi del conservatorio Cilea al via “Notti d’Estate” al MArRC: 26 appuntamenti serali, il giovedì e il sabato, sulla terrazza sullo Stretto. Proposte mostre, musica, incontri d’autore, astronomia, storia ed enogastronomia

reggio-calabria_MArRC_Notti d'estate 2022_locandina-generaleCon il suggestivo concerto lirico “Estate in musica” degli allievi del conservatorio “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, diretto dal maestro Francesco Romano, sabato 16 luglio 2022, alle 21, sulla magnifica terrazza sullo Stretto, aprono ufficialmente le “Notti d’Estate” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria: un programma denso di 26 appuntamenti per celebrare i 50 anni dal ritrovamento dei Bronzi di Riace, ogni giovedì e sabato fino all’11 settembre 2022, con il prolungamento dell’orario di apertura fino alle 23 (ultimo ingresso alle 22.30). Dalle 20 il biglietto d’ingresso costerà solo 3 euro e permetterà di visitare gli spazi espositivi e partecipare agli eventi: mostre, musica, incontri d’autore, astronomia, storia ed enogastronomia tra le proposte inserite in un calendario costruito in sinergia con gli enti e le associazioni del territorio. Al Museo si accede senza prenotazione, con l’uso fortemente raccomandato della mascherina chirurgica.

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Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, alla presentazione di “Notti d’estate 2022” (foto MArRC)

“Questi mesi”, dichiara il direttore Carmelo Malacrino, “ci hanno visti impegnati nella realizzazione del ricco programma di iniziative che oggi presentiamo nel dettaglio, promosso intorno al Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace. I due eroi venuti dal mare sono diventati simbolo di un intero territorio, capaci di creare una nuova visione di Calabria. È una straordinaria occasione per promuovere e valorizzare un patrimonio culturale ricco e straordinario, nel quale l’archeologia si affianca alle bellezze del paesaggio, alle identità enogastronomiche e alle tradizioni millenarie dei nostri borghi. Le attività di promozione nazionale e internazionale già avviate dalla Regione Calabria, dalla Città Metropolitana, dai Comuni di Reggio Calabria e di Riace, e dalla Camera di Commercio danno il senso di un impegno corale intorno a questi capolavori dell’arte greca, invidiati da tutto il mondo. Ringrazio gli attori istituzionali che, in questi mesi, hanno costruito proficue sinergie per cogliere al meglio questa occasione, nonché gli enti e le associazioni che rendono il MArRC un luogo sempre più inclusivo e dinamico. La mia gratitudine – conclude Malacrino – va poi al personale del Museo che, pur tra mille difficoltà, si impegna quotidianamente con grande professionalità ed entusiasmo”.

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Pubblico alla magnifica terrazza sullo Stretto per le “Notti d’Estate” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Stasera, 16 luglio 2022, aprono dunque le “Notti d’Estate” con un suggestivo concerto lirico, promosso dal conservatorio “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, diretto dal maestro Francesco Romano. “Fare musica sotto il cielo stellato evoca suggestioni antiche che hanno attraversato i secoli fino al ‘600 all’insegna della contemplazione di proporzioni numeriche, geometriche e sonore convergenti in un unico grande modello”, afferma il direttore del Conservatorio. “Ancora oggi, suggestioni di varia matrice prospettano il recupero della capacità di percepire la musica cosmica di pitagorica memoria attribuendole qualità strettamente connesse alla vita spirituale. I concerti sotto le stelle sulla terrazza del Museo si propongono di evocare emozioni uniche, come unico è lo scenario mozzafiato che si apre agli occhi dei visitatori una volta raggiunta la sommità di Palazzo Piacentini. Il compito di accogliere il pubblico al termine dell’ascesa dalle antichità delle sale verso il presente della terrazza del Museo è affidato ai giovani studenti di Canto del Conservatorio reggino. I programmi lirici scioglieranno, in tre serate sullo Stretto, melodie antiche pronte a rinnovarsi ogni volta che ricevono un’interpretazione pregevole, frutto del lungo e scrupoloso studio che si compie nelle aule del vicino “Cilea” e che grazie al MArRC – conclude Romano – si trasforma d’estate in concerto sublime di note e di stelle”.

Calabria. Al via “Fuori Campo. Il cinema abbraccia la storia”: cinque appuntamenti in altrettanti siti archeologici significativi con proiezioni, incontri con esperti di archeologia, workshop con professionisti del cinema e visite guidate. Si inizia da Locri

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Capo Colonna: il parco archeologico è una delle sedi scelte per la terza edizione di “Fuori campo” (foto drm-calabria)

Ritorna “Fuori Campo. Il cinema abbraccia la storia”. Un modo per parlare di Cinema ma anche del valore della Storia, due mondi che spesso s’incrociano nello sviluppo della narrazione di un’opera audiovisiva. La terza edizione della rassegna cinematografica è in programma dal 16 luglio all’11 settembre 2022 nei musei e parchi archeologici della Calabria. “Fuori Campo 3: Il Cinema abbraccia la Storia” è realizzato da Rete Cinema Calabria, con il contributo di Fondazione Calabria Film Commission e la collaborazione del ministero della Cultura – Direzione regionale Musei Calabria, RAM Film Festival, Calabria Movie International Short Film Festival e le Direzioni dei Musei e Parchi coinvolti. La terza edizione dedicata alla produzione cinematografica e audiovisiva nazionale indipendente e d’autore, con un’attenzione particolare rivolta all’analisi e alla rappresentazione del territorio calabrese, prevede cinque appuntamenti in alcuni significativi siti archeologici della Calabria, luoghi ricchi di storia e civiltà che dialogano quindi con e attraverso il mondo del cinema: Locri, Scolacium, Sibari, Capo Colonna, Kaulon. In programma anche incontri con esperti di archeologia, workshop con professionisti del cinema e visite guidate per conoscere meglio la storia e il pensiero di antiche civiltà fondamentali per leggere il nostro contemporaneo.

calabria_parchi-archeologici_fuori-campo_rassegna-cinema_locandinaIL PROGRAMMA. Si inizia sabato 16 luglio 2022, al museo e parco nazionale di Locri (Rc) con “Locri Epizefiri: archeologia del Sacro e cultualità femminile”; quindi domenica 24 luglio 2022, al museo e parco archeologico nazionale di Scolacium (Roccelletta di Borgia, Cz) con “L’eco degli Eroi e le tracce degli Imperatori”; sabato 6 agosto 2022, al museo e parco archeologico nazionale di Sibari (Cassano allo Ionio, Cs) con “Siubarys, Thurii, Copiae. Storie di distruzioni e rinascite”; sabato 20 agosto 2022, al museo e parco archeologico nazionale di Capo Colonna (Kr) con “Heraion Lakinion. Il Mare, il Sacro e il Mito”; chiude domenica 11 settembre 2022, al museo e parco archeologico dell’Antica Kaulon (Monasterace, RC) con “Kaulon, la Casa del Drago. Devozione e culto”. I workshop e i dibattiti della rassegna, come per la seconda edizione dello scorso anno, saranno fruibili gratuitamente anche in modalità streaming sulle maggiori piattaforme web.

calabria_parchi-archeologici_fuori-campo_prima-tappa-locri_locandinaPrima tappa, Locri: sabato 16 luglio 2022, negli spazi del tempio di Masarà, parco nazionale di Locri (Rc) con “Locri Epizefiri: archeologia del Sacro e cultualità femminile”. Modera Ernesto Orrico. Alle 15, visita al parco archeologico con Roberta Eliodoro; alle 16, video racconto sul parco archeologico di Locri a cura di Ivana Russo e Fabrizio Nucci (Rete Cinema Calabria); alle 16.15, saluti di Elena Trunfio, direttrice del museo e parco di Locri; alle 16.30, “Donne e dee a Locri Epizefiri”: conversazione sull’archeologia con Margherita Milanesio; alle 17, il corto “Eggshell” di Ryan William Harris (UK, 2020; 14’) a cura di Calabria Movie Short Film Festival; alle 17.15, “I Bronzi di Riace: appunti sul lavoro di realizzazione di un film documentario”: workshop a cura del regista Fabio Mollo; alle 18.15, il  documentario “The Young Pope – A Tale of filmmaking” di Fabio Mollo (Italia, 2016; 57’).

“Notte con gli dei”: apertura serale straordinaria del Santuario meridionale di Paestum per l’inaugurazione del percorso di visita all’interno del tempio di Nettuno e del tempio c.d. “Basilica” con due visite guidate del direttore Tiziana D’Angelo. Poi i templi di Paestum saranno nuovamente accessibili tutti i giorni

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Il tempio di Nettuno di nuovo accessibile al pubblico (foto pa-paeve)

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Il percorso creato per l’accesso alla cosiddetta Basilica di Paestum (foto pa-paeve)

I templi di Paestum sono nuovamente accessibili. Come non lo sono stati neppure nell’antichità. Succede domenica 17 luglio 2022, quando – alla sera – viene inaugurato nell’area archeologica di Paestum il percorso di visita all’interno del tempio di Nettuno e del tempio di Hera, la cosiddetta “Basilica”, nell’ambito delle aperture straordinarie del parco archeologico di Paestum e Velia promosse dal ministero della Cultura. “Un podio di tre gradini e un’alta soglia innalzano i templi greci dal suolo e separano lo spazio degli uomini da quello degli dei”, spiega il direttore, Tiziana D’Angelo. “In antichità, questi imponenti edifici sacri erano per certi versi inaccessibili agli uomini, ad eccezione di sacerdoti e poche altre persone. Oggi, tutti noi siamo benvenuti nelle dimore degli dei pestani, con la riapertura al pubblico delle visite all’interno dei templi del santuario meridionale”. Poi, dal 18 luglio 2022, sarà possibile entrare all’interno dei due templi tutti i giorni in osservanza degli orari di apertura del Parco e con lo stesso biglietto di ingresso Paestum&Velia.

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Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, nel Tempio di Nettuno a Paestum (foto pa-paeve)

Pronti, dunque, per una “NOTTE CON GLI DEI” domenica 17 luglio 2022: apertura straordinaria dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso, ore 22.15). Costo del biglietto di ingresso al Santuario meridionale 5 euro. In occasione dell’inaugurazione dei percorsi di visita all’interno del tempio di Nettuno e del tempio c.d. “Basilica”, il direttore, Tiziana D’Angelo, accompagnerà i visitatori in due visite tematiche, alle 20.30 e alle 21.30, all’interno dei due templi dorici del Santuario meridionale di Paestum. “Passeggiare tra le colonne doriche di questi monumenti millenari è un privilegio unico che consente al visitatore di instaurare un rapporto diretto con il passato”, continua il direttore. “È un’esperienza da godere anche con la serena consapevolezza di non star compromettendo in alcun modo la tutela del nostro patrimonio. Dietro a questa riapertura c’è infatti il lavoro di molti professionisti: archeologi, architetti e restauratori hanno collaborato per garantire un perfetto connubio tra esigenze di fruizione e di tutela”.

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Il nuovo accesso per il pubblico alla cosiddetta Basilica a Paestum (foto pa-paeve)

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L’interno del Tempio di Nettuno a Paestum è di nuovo aperto al pubblico (foto pa-paeve)

I due templi erano già stati resi accessibili al pubblico – nel 2017 la cosiddetta “Basilica” e nel 2019 il tempio di Nettuno – grazie alla creazione di percorsi senza barriere promossi dal precedente direttore, Gabriel Zuchtriegel. A causa delle restrizioni imposte alla pandemia di Covid-19, tuttavia, l’accesso fu interdetto dall’inizio di marzo 2020, ma il Parco è ora pronto a ripartire con le visite nei templi. Per l’accesso alla cosiddetta “Basilica”, il tempio più antico, è stato ripristinato l’uso di una passerella lignea reversibile che consente un accesso privo di barriere e connette le parti della pavimentazione del tempio non conservate. Per il tempio di Nettuno, invece, l’accesso all’interno fu preceduto da un intervento di restauro volto a colmare le maggiori lacune della pavimentazione che, ancora adesso, garantiscono un accesso in completa sicurezza al monumento.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale tornano le “Notti d’estate”: sulla terrazza tanti eventi per il Cinquantesimo dei Bronzi di Riace

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Il logo per il Cinquantesimo dei Bronzi di Riace 1972-2022

È denso di iniziative il calendario estivo del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Un programma di eventi per celebrare insieme i 50 anni dal ritrovamento dei magnifici Bronzi di Riace. Da sabato 16 luglio 2022 riprendono le suggestive “Notti d’estate” del MArRC, sull’incantevole terrazza affacciata sullo Stretto. Appuntamento ogni giovedì e sabato, fino al 10 settembre 2022, con il prolungamento dell’orario di apertura fino alle 23 (ultimo ingresso alle 22.30). “Questo sarà un anno straordinario per il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria”, commenta il direttore Carmelo Malacrino. “Un anno in cui i Bronzi di Riace, scoperti esattamente mezzo secolo fa, offriranno l’opportunità di promuovere e valorizzare il ricco patrimonio culturale della Calabria: dall’archeologia al paesaggio, dai borghi ai mille sapori delle tradizioni enogastronomiche, fino alle minoranze linguistiche che arricchiscono il nostro territorio. Ringrazio tutti gli enti e le associazioni che stanno collaborando alla realizzazione di questo ricco programma, nell’ambito di consolidate sinergie istituzionali volte a rendere il nostro Museo un luogo aperto, inclusivo e dinamico. Le attività di promozione nazionale e internazionale già avviate dalla Regione Calabria, dalla Città Metropolitana, dai Comuni di Reggio Calabria e di Riace, e dalla Camera di Commercio danno il senso di un impegno corale intorno ai celebri Bronzi di Riace, simbolo di un intero territorio. Un’occasione – conclude il direttore – per costruire una Calabria proiettata in un futuro di cultura e turismo”.

Roma. In Curia Iulia esposta la copia della testa del guerriero A con il colore originario e il video del Met per il 50mo della scoperta dei Bronzi di Riace. Il video del convegno

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La copia in bronzo della testa del Guerriero A dei Bronzi di Riace con i colori originali (foto mic)

I bronzi di Riace come non li avete mai visti: a colori. Ne abbiamo parlato qualche giorno fa per annunciare il convegno, in presenza e diretta streaming, “1972-2022 A 50 ANNI DALLA SCOPERTA DEI BRONZI DI RIACE. Una nuova ricostruzione a colori delle sculture antiche”, la presentazione di un video del Met e della copia della testa del guerriero A con il colore originario (vedi Roma. I Bronzi di Riace come non li avete mai visti: a colori. In Curia Iulia convegno, in presenza e diretta streaming, “1972-2022 A 50 ANNI DALLA SCOPERTA DEI BRONZI DI RIACE. Una nuova ricostruzione a colori delle sculture antiche”. Presentazione di un video del Met e della copia della testa del guerriero A con il colore originario | archeologiavocidalpassato).

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La copia della testa del Guerriero A dei Bronzi di Riace è esposta in Curia Iulia fino al 18 luglio 2022 (foto mic)

La riproduzione in bronzo della testa del guerriero A (copia perfetta in bronzo della testa della statua del guerriero A, uno dei due celebri Bronzi di Riace, straordinarie opere d’arte del V sec. a.C. conservate al MArRC) e il video della mostra del The Metropolitan Museum of Art di New York “Chroma Ancient Sculpture in Color” saranno visibili al pubblico che visiterà il parco archeologico del Colosseo fino al 18 luglio 2022: un’opportunità per promuovere anche la visita al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria.

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Studi preliminari e ipotesi per la ricostruzione dei Bronzi di Riace con i colori originali (foto mic)

La riproduzione della testa, realizzata con l’ausilio di nuove e sofisticate tecnologie – laser scanner con una scansione millimetrica e rilievo 3D – ha lo scopo di mostrare al pubblico il colore originario della statua, esente cioè dagli effetti del tempo e dell’ossidazione, proponendo anche la presenza di colori. L’incontro è stato promosso dalla Direzione generale Musei, dal parco archeologico del Colosseo e dal museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, in collaborazione con il Met di New York.

Roma. I Bronzi di Riace come non li avete mai visti: a colori. In Curia Iulia convegno, in presenza e diretta streaming, “1972-2022 A 50 ANNI DALLA SCOPERTA DEI BRONZI DI RIACE. Una nuova ricostruzione a colori delle sculture antiche”. Presentazione di un video del Met e della copia della testa del guerriero A con il colore originario

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Il logo per il Cinquantesimo dei Bronzi di Riace 1972-2022

I Bronzi di Riace come non li avete mai visti: a colori. Il 12 luglio 2022, alle 17, nella Curia Iulia al Foro Romano, la Direzione generale Musei, il parco archeologico del Colosseo, il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, in collaborazione con il Metropolitan museum di New York celebrano i 50 anni dalla scoperta dei Bronzi di Riace con il convegno “1972-2022 A 50 ANNI DALLA SCOPERTA DEI BRONZI DI RIACE. Una nuova ricostruzione a colori delle sculture antiche”. L’incontro scientifico sarà introdotto da Massimo Osanna, direttore generale Musei, seguito dagli interventi di Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e di autorevoli studiosi di scultura antica, quali il Prof. Salvatore Settis, già direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa e Accademico dei Lincei, e il prof. Vinzenz Brinkmann, capo dipartimento di Antichità della Liebieghaus Skulpturensammlung di Francoforte sul Meno. L’evento è gratuito, potrà essere seguito in presenza con prenotazione al seguente link https://www.eventbrite.com/…/biglietti-1972-2022-a-50…. È possibile seguire il convegno in diretta streaming online sul canale YouTube del PArCo www.youtube.com/parcocolosseo.

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Locandina della mostra “Chroma. Ancient Sculpture in Color” al Metropolitan museum di New York dal 5 luglio 2022 al 26 marzo 2023

Al termine degli interventi e prima delle conclusioni di Salvatore Settis, sarà anche proiettato il video che il Metropolitan museum di New York ha prodotto, appositamente per questa occasione, sulla mostra “Chroma Ancient Sculpture in Color”, inaugurata nel museo americano lo scorso 5 luglio e dedicata alla policromia delle sculture antiche. Nell’ambito dell’esposizione newyorchese un particolare rilievo hanno proprio due copie perfette in bronzo delle statue di Riace, realizzate sempre con le stesse sofisticate tecnologie.

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La testa del guerriero A dei Bronzi di Riace e la sua riproduzione “a colori” (foto mic)

Per celebrare questo importante anniversario sarà esposta la copia perfetta in bronzo della testa della statua del guerriero A, uno dei due celebri Bronzi di Riace, straordinarie opere d’arte del V sec. a.C. custodite nel museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. La testa in bronzo è stata realizzata dallo stesso archeologo tedesco prof. Vinzenz Brinkmann, fra i massimi esperti al mondo di policromia dell’antichità. La riproduzione della testa, realizzata con l’ausilio di nuove e sofisticate tecnologie (laser scanner con una scansione millimetrica e rilievo 3D) ha lo scopo di mostrare al pubblico il colore originario della statua, privata cioè dagli effetti del tempo e dell’ossidazione, proponendo anche la presenza di colori. La riproduzione in bronzo della testa e il video della mostra saranno visibili nella Curia Iulia fino al 18 luglio 2022.

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Agosto 1972: il ritrovamento dei Bronzi di Riace da parte del sub Stefano Mariottini

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Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

“Sono passati esattamente cinquant’anni da quel memorabile 16 agosto 1972, quando furono scoperti i Bronzi di Riace, due magnifiche statue in bronzo risalenti alla metà del V secolo a.C. Cinquant’anni in cui questi due eroi venuti dal mare sono diventati tra le sculture antiche più celebri al mondo, capaci di attrarre folle estasiate di ammiratori”, commenta Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. “Oggi i Bronzi di Riace sono anche icone di un intero territorio, la Calabria. Una regione che quest’anno vuole festeggiarli con un programma diffuso di eventi, per far scoprire tanti aspetti della sua cultura millenaria: arte e paesaggio, borghi e identità enogastronomiche, minoranze linguistiche e tradizioni artigianali. Desidero ringraziare il direttore generale Musei, Massimo Osanna, e la direttrice del parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, per aver voluto organizzare questo incontro, nel quale valorizzazione e ricerca si fondono nella promozione della cultura”.

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I Bronzi di Riace esposti in una speciale sala del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

“L’incontro alla Curia Iulia al Foro Romano rappresenta un momento rilevante nell’ambito delle celebrazioni dei 50 anni dal ritrovamento dei Bronzi di Riace”, interviene Massimo Osanna, direttore generale Musei, “perché evidenzia l’importanza dell’approccio interdisciplinare e della collaborazione scientifica internazionale, contribuendo in maniera significativa e innovativa ad una migliore conoscenza e fruizione di queste straordinarie sculture venute dal mare”. E prosegue: “Ringrazio la direttrice Alfonsina Russo e tutto lo staff del parco archeologico del Colosseo per l’organizzazione di questo incontro, e gli studiosi e i musei che stanno attivando nuove sinergie, anche in vista di una più ampia promozione all’estero del patrimonio culturale conservato nei musei italiani”. E Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo, commenta: “Mai nessuna scoperta archeologica ha avuto eco maggiore di quella dei Bronzi di Riace e questo anniversario suggella lo spirito di cooperazione internazionale e il ruolo della Cultura in grado di connettere Paesi e Istituzioni anche lontani. Sono onorata che il parco archeologico del Colosseo e il suo pubblico internazionale possano con questa iniziativa contribuire a promuovere questo importante evento e le celebrazioni che si svolgeranno al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria”.