Arona (No). All’archeomuseo “Khaled al-Asaad” la conferenza “Alle origini di una bevanda di successo: la birra nella storia” con Cristiano Brandolini, terzo appuntamento del ciclo “Archeo-Vita, 5 sere di mezza estate per scoprire abiti, reperti e bevande dal profondo del tempo” nell’ambito della rassegna biennale “Viaggi nel tempo e nello spazio in una sera di mezza estate”
Cosa c’è di meglio di una bella birra fresca in una calda giornata d’estate! Ma chi ha inventato la birra? Con quali ingredienti era fatta in origine? Quando e in quali culture avremmo potuto bere un bel boccale di birra? Se ne parla mercoledì 6 agosto 2025, alle 21, all’archeomuseo “Khaled al-Asaad” di Arona (No), nella conferenza “Alle origini di una bevanda di successo: la birra nella storia” con Cristiano Brandolini, conservatore del civico museo Archeologico e Paleontologico di Arsago Seprio (Va), terzo appuntamento del ciclo “Archeo-Vita, 5 sere di mezza estate per scoprire abiti, reperti e bevande dal profondo del tempo” nell’ambito della rassegna biennale “Viaggi nel tempo e nello spazio in una sera di mezza estate” realizzata con il contributo del ministero del Turismo – Fondo, nell’ambito del progetto Palafitte Unesco, in favore dei Comuni a vocazione culturale, storica, artistica e paesaggistica, nei cui territori sono ubicati siti riconosciuti dall’Unesco patrimonio mondiale dell’Umanità.
Aidone (En). Nel parco archeologico di Morgantina la 19ma edizione di “Tra Mito e Storia… Morgantina Rivive” nel 70° anniversario della scoperta di Morgantina. Il tema 2025 “Kore. Il Tempo del Ritorno” per il ritorno della Testa della Dea, ora al museo dell’Arte salvata di Roma
Martedì 5 agosto 2025, alle 18, l’area archeologica di Morgantina, nel suggestivo territorio di Aidone (En), si trasformerà ancora una volta in un palcoscenico di memoria e bellezza per accogliere la 19ª edizione di “Tra Mito e Storia… Morgantina Rivive”, la manifestazione che da quasi vent’anni celebra il patrimonio culturale e identitario di uno dei luoghi più emblematici della Sicilia antica. Quest’anno l’evento assume un significato ancor più profondo: ricorre infatti il 70° anniversario della scoperta di Morgantina, una ricorrenza che amplifica il valore simbolico e culturale della manifestazione, rendendola un’occasione unica per rileggere la storia in chiave contemporanea. Ideata, progettata e curata da Cinzia Randazzo, presidente dell’Archeoclub d’Italia – sede Aidone-Morgantina, la manifestazione è realizzata con il patrocinio del parco archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale, e con il prezioso contributo delle istituzioni locali.

La Testa della Dea, da Morgantina, per ora cnservata nel museo dell’Arte salvata a Roma (foto vincenzo santoro)
Il tema scelto per l’edizione 2025, “Kore. Il Tempo del Ritorno”, affonda le sue radici in una visione che va oltre la narrazione mitologica: il ritorno non è solo geografico, ma spirituale, identitario. È il ritorno della Testa della Dea, immagine scelta per la locandina dell’evento, simbolo potente e conteso, la cui attribuzione — Kore o Persefone — resta ancora incerta. Attualmente custodita nel museo dell’Arte Salvata di Roma, la statua, insieme ad altri reperti di inestimabile valore, è destinata a fare presto ritorno nella sua terra d’origine, trovando finalmente accoglienza nel nostro museo. Questa edizione si propone quindi come un omaggio al tempo, alla bellezza e al coraggio di chi si dedica alla tutela del patrimonio culturale. Un invito a riflettere sul significato del “ritorno” non solo di un bene artistico, ma di una parte essenziale dell’identità collettiva che unisce passato e presente, radici e futuro.
Durante la serata, il pubblico sarà guidato in un viaggio immersivo attraverso gli spazi monumentali dell’antica città grazie alla performance itinerante “Kore. Il Tempo del Ritorno”, firmata dalla Compagnia teatrale Kalòs con la regia di Federica Amore. A seguire, sullo sfondo maestoso dell’area archeologica, andrà in scena “Il ratto di Proserpina o l’Inganno di Venere”, opera intensa e visionaria di Luigi Di Raimo, diretta dal regista Daniele Salvo. Tra gli interpreti, nomi di assoluto rilievo del teatro italiano e siciliano: Daniele Salvo, Melania Giglio, Barbara Capucci, Francesca Maria, Giancarlo Latina, e altri protagonisti della scena classica nazionale, che con la loro arte daranno voce e corpo ai miti e alle memorie di Morgantina.
Cave di Cusa (Campobello di Mazara, Tp). Nell’area archeologica tre serate con arte, musica e danza nell’ambito della rassegna Selinunte Estate 2025

Tre serate, un solo paesaggio: Cave di Cusa si fa palcoscenico con Selinunte Estate 2025. La bellezza senza tempo del sito archeologico di Campobello di Mazara (Tp) si apre all’arte, alla musica e alla danza con tre appuntamenti imperdibili sotto le stelle. Un’occasione speciale per vivere Selinunte Estate 2025 anche oltre i confini del Parco, valorizzando un luogo straordinario da riscoprire. Si inizia domenica 3 agosto 2025, alle 21, con “Tu sì ‘na cosa grande” con Cocò Gulotta e Lazzarella Orchestra. Un omaggio intenso e teatrale al genio di Domenico Modugno. Tra canzoni iconiche e narrazione d’autore, rivive “Mister Volare” a trent’anni dalla scomparsa. Biglietti: http://bit.ly/4lWIFpA. Si continua martedì 5 agosto 2025, alle 21, con “Il vento si solleva” con il Collettivo K-Osmosi. Una performance di danza contemporanea che intreccia poesia, corpo e resistenza. I capelli come simbolo di identità, vergogna e liberazione. Una voce per tutte le escluse della storia. Biglietti: http://bit.ly/4lQnEwt. Si chiude mercoledì 6 agosto 2025, alle 21, con “Le mille e una nota” con il Duo Sherazade. Clarinetto e chitarra in viaggio tra le melodie del mondo. Da Piazzolla a Machado, dal jazz ai suoni del Mediterraneo. Un racconto musicale ispirato alla magia di Sheherazade. Biglietti: http://bit.ly/44Vr0IQ. Biglietti disponibili online su coopculture.it o al botteghino del parco archeologico di Selinunte.
Velia (Sa). Sull’acropoli del parco archeologico in scena “Iliade” e “Medea e Clitennestra”: due spettacoli della rassegna VeliaTeatro organizzata da Cilento Arte
La XXVIII edizione della rassegna sull’espressione tragica e comica del Teatro Antico organizzata da Cilento Arte ETS torna sull’antica Acropoli di Elea-Velia con due eventi particolarmente rappresentativi dello spirito che anima il festival fin dalle sue origini, attento alla filologia ma aperto alle rivisitazioni proposte dai contemporanei. Sabato 2 agosto 2025, alle 21, sarà in scena “Iliade” di Omero nella appassionante interpretazione di Gianluigi Tosto: una performance capace di rievocare la musicalità e la forza degli antichi aedi, dando corpo, ritmo e voce ai versi omerici, nella storica traduzione di Vincenzo Monti. Mercoledì 20 agosto 2025, sarà la volta di “Medea e Clitennestra”, tratto da testi di Dario Fo, Franca Rame e Marguerite Yourcenar, e proposto da Angela Malfitano: due figure che la mitologia greca ha fissato nel tempo, alimentando la storia e le varie epoche di sempre nuove interpretazioni, analogie e confronti, rilette da grandi autori del ’900. L’iniziativa è promossa dalla Regione Campania attraverso Scabec – Società Campana Beni Culturali e finanziata su Fondi di Coesione Italia 21–27, nell’ambito delle azioni di valorizzazione del patrimonio Unesco e Itinerari Culturali della Campania 2025. BIGLIETTERIA: acropoli di Elea-Velia. Biglietto posto unico 15 euro, acquistabile alla biglietteria del parco archeologico di elea-velia (capienza massima posti nr. 120) o su Vivaticket.com. I biglietti saranno venduti fino ad esaurimento posti. Trasporto gratuito del pubblico a/r in navetta ed in partenza dal piazzale antistante il parcheggio del parco archeologico Elea-Velia dalle 19.30, ultima corsa partenza ore 20,45.
Sabato 2 agosto 2025, ore 21: OMERO. ILIADE con GIANLUIGI TOSTO. Nell’Iliade i sentimenti non conoscono mezze misure e da tale integrità scaturisce la struttura netta, decisa, a tinte forti, della narrazione. L’ira di Achille, la superbia e l’arroganza di Agamennone, la celebrazione della potenza dell’esercito greco nel celebre catalogo delle navi, la cruenza delle battaglie, lo slancio giovanile di Patroclo, l’eroismo di Ettore, il dolore di Priamo: tutto assume dimensioni epiche e un sapore ancestrale, quasi primitivo, ogni situazione esprime un sentimento nella sua totalità. La voce dell’attore incarna di volta in volta il punto di vista più oggettivo del narratore o i punti di vista più emotivamente sentiti di alcuni dei personaggi coinvolti nella vicenda. Sullo sfondo delle battaglie raccontate da Omero, necessariamente ridotte nella loro ampia articolazione, si è voluto porre in primo piano soprattutto questi grandi sentimenti dei personaggi umani, le loro virtù e le loro debolezze, le loro passioni e le loro sofferenze che, ancora oggi, dopo migliaia d’anni toccano con le loro corde gli animi di tutti noi. Quanto agli strumenti, il suono di guerra del djembé accompagna la lite fra Achille e Agamennone o l’esibizione di forza dei Greci nel catalogo delle navi; delle mazze di ferro ritmano le cruente battaglie fra i due eserciti; il gong annuncia l’intervento sempre decisivo degli dèi; i campanellini indiani fanno emergere dal mare Teti, la madre di Achille, e la innalzano in cielo al cospetto di Giove; la ciotola tibetana evoca il sogno di Agamennone o celebra le esequie funebri di Ettore. La traduzione utilizzata è, di base, quella di Vincenzo Monti che, rispolverata dalla patina scolastica, si è rivelata la più evocativa e la più adatta a lasciare emergere l’andamento lirico e musicale dell’opera, senza nulla togliere alla concretezza e allo spessore emotivo dei sentimenti espressi. Ma Tosto ha voluto alternare, per variare il linguaggio e i ritmi, anche altre traduzioni, quale quella del Romagnoli, o altre più moderne come quelle di Calzecchi Onesti e di Giammarco.

Angela Malfitano protagonista di “Medea e Clitennestra” al parco archeologico di Velia (foto veliateatro)
Mercoledì 20 agosto 2025, ore 21: MEDEA E CLITENNESTRA da Dario Fo, Franca Rame e Marguerite Yourcenar. Uno spettacolo di Angela Malfitano. Medea è un monologo che la stessa Franca Rame ha allestito per Angela Malfitano. La composizione si rifà alla commedia dell’arte e alla tradizione dei “maggi” umbro-toscani. La lingua è quella che Dario Fo ha lasciato alla storia del teatro: un gramelot umbro-laziale e rinascimentale con il quale Medea vive la sua presa di coscienza. Si confronta con le donne di Corinto e rivendica giustizia per sé, straniera e ripudiata dal marito Giasone come madre e moglie. Clitennestra, la mitica regina di Micene, moglie di Agamennone si presenta davanti a un’immaginaria corte di giudizio dopo aver ucciso il marito e l’amante di lui Cassandra. La rilettura di Marguerite Yourcenar della vicenda ci restituisce una donna forte e innamorata con tutte le sue ragioni e i suoi dolori. Una scrittura lucida per un’anima che scava in se stessa e in chi la sta a guardare, audace e schietta, senza sconti. “Ho cercato di restituire una figura di stupore doloroso e di innocenza. Di ironia e candore macchiate da tinte grottesche”, spiega la stessa Malfitano. “La regina Clitennestra si trasforma da barbona di strada ad eroina tragica. La guitta che recita stancamente la sua parte trasforma le sue iniziali leggerezze in parole pesanti. Racconta del tempo dell’abbandono prima, dell’amore per Egisto poi, e infine del ritorno dalla guerra di Troia di un eroe stanco, di un dio caduto: Agamennone”.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per “Museo in Fest” la conferenza “Dalla Tebe di Sofocle alla Montréal di oggi. Antigone parla ancora” con Paola Radici Colace
Sabato 2 agosto 2025, alle 21, sulla terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, la conferenza “Dalla Tebe di Sofocle alla Montréal di oggi. Antigone parla ancora”, promossa dal Centro internazionale Scrittori della Calabria, nuovo appuntamento per Museo in Fest. La prof.ssa Paola Radici Colace accompagnerà il pubblico in un viaggio tra mito, teatro antico e società contemporanea, con il supporto di videoproiezioni. Il Museo resterà aperto in via straordinaria dalle 20 alle 23.
Reggio Calabria. Sulla terrazza del museo Archeologico nazionale presentazione del biglietto integrato e, per Museo in Fest, la stand-up comedy di Gennaro Calabrese
Venerdì 1° agosto 2025 speciale al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Alle 20.30, sulla terrazza del MArRC, presentazione del nuovo biglietto integrato, promosso dal museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria in collaborazione con la direzione regionale Musei Calabria e con il patrocinio della direzione generale Musei del ministero della Cultura. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare e rendere maggiormente accessibile l’offerta culturale del territorio, attraverso un unico titolo di accesso a una selezione di musei e parchi archeologici della Calabria. Un progetto che intende promuovere una fruizione più integrata e connessa del patrimonio culturale regionale. Nel corso dell’incontro saranno illustrati i contenuti del progetto e le modalità di attivazione del nuovo strumento. A seguire lo spettacolo di stand-up comedy di Gennaro Calabrese, per una serata fuori dagli schemi,
Alle 21, per Museo in Fest, la terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria si trasforma in un palcoscenico sotto le stelle con lo spettacolo di stand-up comedy di Gennaro Calabrese: ironia tagliente, attualità e tanto divertimento per una serata fuori dagli schemi. Dalle 20 alle 24 apertura straordinaria delle sale, per ammirare le collezioni in notturna.
Selinunte (Tp). Al Baglio Florio presentazione, in presenza e on line, della campagna di scavo 2025 al Tempio R dell’università di Milano con l’Institute of Fine Arts della New York University. E mostra dei più recenti rinvenimenti dal Tempio R dove è stato svelato l’accesso all’adyton, lo spazio più sacro dell’edificio, rivelando aspetti essenziali delle pratiche rituali dentro la cella
Nuovi importanti risultati dalla campagna di scavo nel parco archeologico di Selinunte condotta dal team di ricerca dell’università di Milano con l’Institute of Fine Arts della New York University in convenzione con il parco archeologico di Selinunte Cave di Cusa e Pantelleria. Gli ultimi scavi nel Tempio R hanno svelato l’accesso all’adyton, lo spazio più sacro dell’edificio, rivelando aspetti essenziali delle pratiche rituali dentro la cella. Se ne parla giovedì 31 luglio 2025, alle 18, all’Antiquarium Baglio Florio del parco archeologico di Selinunte (Tp), nella conferenza di presentazione della campagna di scavi 2025 condotta dalla New York University e dall’università di Milano, guidata dal prof. Clemente Marconi, in collaborazione con la direzione del Parco. Durante l’incontro sarà presentata anche la mostra dei più recenti rinvenimenti effettuati nel corso degli scavi presso il Tempio R, una delle aree più rilevanti per la ricerca archeologica internazionale. Interverranno Felice Crescente, direttore del Parco; Clemente Marconi, professore ordinario di Archeologia alla NYU e università di Milano; Rosalia Pumo, dottore specialista in Beni archeologici. Una straordinaria occasione di approfondimento per conoscere da vicino il lavoro sul campo che, anno dopo anno, restituisce nuova luce alla storia millenaria di Selinunte. L’evento sarà trasmesso in streaming per consentire la partecipazione anche a distanza da parte di studiosi, appassionati e cittadini. Quest’anno il team della Statale che ha condotto gli scavi è stato composto dai docenti Clemente Marconi e Alessandro Pace, le studentesse e studenti Chiara Favalli, Nicolò Malvestuto, Beatrice Risposi, Emma Rossi e Maria Sottocornola. Il team Statale-New York University ha incluso gli ex studentesse e studenti della Statale Andrea Bertaiola, Carlotta Borella, Davide Giubileo, e Agnese Lojacono.

Il team di scavo di Selinunte dell’università Statale di Milano con la Ne York University diretto da Clemente Marconi (foto unimi)
Perfettamente conservato – si legge su La Statale News dell’11 luglio 2025 – l’accesso all’adyton, l’ambiente in fondo alla cella del Tempio R, che ospitava la statua di culto della divinità ed era molto caratteristico dei templi selinuntini. “L’ingresso nell’adyton includeva una transenna, che serviva a evitare l’accesso all’ambiente da parte delle fedeli (il Tempio R era dedicato a un culto femminile, molto probabilmente Demetra e Kore). Di qui le fedeli potevano osservare, anche se a distanza, l’immagine di culto e rivolgerle preghiere. Vari rifacimenti del pavimento sembrano attestare una frequentazione intensa dell’area antistante l’adyton da parte delle fedeli”, spiega Clemente Marconi, docente del dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’università di Milano, che da anni conduce le ricerche archeologiche sul sito dell’antica città greca della Sicilia Occidentale.

Scavo archeologico 2025 a Selinunte di UniMi e NYU: oggetto circolare (anello?) in argento (foto unimi)
Lo scavo sotto il pavimento originario del tempio ha messo in luce numerose offerte votive pertinenti al deposito di fondazione realizzato per celebrare il completamento dell’edificio: situato lungo i muri interni del naos, il deposito (che conteneva all’origine circa 300 oggetti) includeva in corrispondenza dell’accesso all’adyton punte di lancia in ferro (circa 15), pesi da telaio, ceramica fine, e gioielli, a partire da un oggetto circolare al momento senza confronti (non è né un anello digitale né un pendente) realizzato in argento, decorato a treccia e originariamente rivestito in oro. Il gioiello è stato trovato esattamente in asse con l’accesso all’adyton. Si tratta – secondo i ricercatori – di un’offerta quanto mai significativa, verosimilmente da parte di una donna di elevato livello sociale con un particolare legame con il culto della dea del Tempio R.

Scavo archeologico 2025 a Selinunte di UniMi e NYU: grande cuspide di lancia in ferro conficcata nel terreno (foto unimi)
Inoltre, lo scavo nell’angolo nord-ovest del santuario, in corrispondenza di un accesso monumentale all’area nel VI e V secolo a.C., ha permesso l’identificazione di un livello corrispondente ai primi anni di vita della fondazione greca, compresa una grande cuspide di lancia in ferro conficcata nel terreno, grazie alla scoperta di una sequenza stratigrafica intatta che dalla fase pre-greca arriva fino al Medioevo.
“L’importanza di questa scoperta risiede nel fatto di dimostrare come l’estensione del santuario da sud a nord sia stata definita fin dalla prima generazione di vita di Selinunte. Tale precoce occupazione dell’area a fini cultuali era già stata ipotizzata e trova ora una conferma archeologica”, conclude Clemente Marconi, docente del dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’università di Milano.
Locri (RC). Doppio evento al museo e parco archeologico nazionale: “Alla scoperta del Museo e della polis greca”, visita guidata con l’Archeoclub al museo; e “Dioniso è qui”, mostra di Massimo Sirelli al Complesso museale del Casino Macrì
Luglio 2025 al museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri (RC) chiude con due appuntamenti storicizzati: la visita con l’Archeoclub e la mostra di arte contemporanea presso il Complesso museale del Casino Macrì. Si comincia mercoledì 30 luglio 2025, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale di Locri, “Alla scoperta del Museo e della polis greca”, visita guidata al museo a cura dell’Archeoclub Locri. Si continua giovedì 31 luglio 2025, alle 19, al Complesso museale del Casino Macrì con l’inaugurazione della mostra “Dioniso è qui” di Massimo Sirelli a cura di Stefania Fiato, visitabile fino al 30 settembre 2025, nell’ambito del Festival MitiCu, dedicato al mito e alla cultura greca, promosso dal GAL Terre Locridee dal 4 al 7 settembre 2025 e intitolato “Dioniso. Il dio doppio”.
Nato a Catanzaro nel 1981, Massimo Sirelli si avvicina alle arti visive in adolescenza influenzato dal mondo della graffiti art. Nel suo immaginario creativo gli strumenti e i supporti si mischiano: lo strumento diventa supporto e il supporto diventa strumento.I suoi lavori sono pubblicati su alcuni dei più importanti libri di grafica e design al mondo editi da Taschen Gestalten PepinPress e altre note case editrici. Dal 2008 è docente di Tecniche di presentazione e Porfolio presso lo IED di Torino. È libero professionista in ambito di comunicazione pubblicitaria crossmedia. Grazie al suo linguaggio personale e vario oggi è tra i più interessanti artisti italiani del panorama pop e urban art. Ha lavorato per American Express, Amarelli, Banca Ifis, Bordoni, Bosh, Brand Dubai, Callipo, Cirio, Dolly Noire, Dremel, Fondazione Prada, Giro d’Italia, Idra Water, Independent Republic, Insuperabili, Lavazza, Montblanc, Pastiglie Leone, SuperaBike Racing SBK,Tissot, Wired, Zero Assoluto.






























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