Taranto. Al museo Archeologico nazionale per “MArTA in MUSICA – Le matinée domenicali”: in programma il concerto evento di Eugenio Bennato “Qualcuno sulla terra”: un viaggio di pace in dialogo con la testa di Augusto capite velato per l’Unesco “monumento testimone di una cultura di pace”
Sesto appuntamento dell’anno con la rassegna “MArTA in Musica”, le matinée domenicali tra musica e archeologia nate dalla collaborazione tra Orchestra della Magna Grecia e museo Archeologico nazionale di Taranto, dedicato al jazz e all’oro. Domenica 26 marzo 2023, alle 11.45, la sala incontri del MArTA ospita il concerto “Qualcuno sulla terra” di Eugenio Bennato inserito nel cartellone del “Mysterium Festival”. L’appuntamento è inserito anche nel programma del Mysterium Festival, la rassegna di fede, arte, storia, tradizione e cultura che si svolge durante il periodo della Settimana Santa a Taranto, Matera e Bari. La curatela dell’intera stagione è del maestro Maurizio Lomartire dell’Orchestra Magna Grecia, del maestro Pierfranco Semeraro del L.A. Chorus e della già direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti. Il biglietto per assistere a “Qualcuno sulla terra” di domenica 26 marzo 2023 alle 11.45 nell’ambito di “MArTA in MUSICA. Le matinée domenicali” potrà essere acquistato nella sede dell’Orchestra della Magna Grecia (a Taranto, in via Ciro Giovinazzi n° 28) e su TicketSms: https://www.ticketsms.it/it/event/NMiRgsD4. Ingresso consentito dalle 11.15, inizio ore 11.45. Il costo del biglietto è di 8 euro. All’ingresso del MArTA il giorno del concerto sarà consegnato ad ogni possessore del biglietto del concerto un coupon della validità di una settimana (dalla domenica del concerto evento al sabato successivo) che darà diritto ad un ingresso gratuito al museo Archeologico nazionale di Taranto. Il coupon ha validità dalla domenica del singolo evento concerto fino al sabato successivo e deve essere utilizzato tassativamente entro lo stesso periodo per la prenotazione e per l’ingresso gratuito al museo Archeologico nazionale di Taranto inserendo il codice coupon sulla piattaforma e-ticketing del museo Archeologico nazionale di Taranto: https://www.shopmuseomarta.it.

La testa di Augusto capite velato (prima metà del I sec. d.C.)
Un viaggio di pace, all’interno dell’anima più profonda della musica, del Mediterraneo e della sua anima spirituale. Si preannuncia così il concerto evento di Eugenio Bennato, domenica 26 marzo2023, nell’ambito del “MArTA in MUSICA”, con il coro de “Le voci del Sud”. “Qualcuno sulla terra”, questo il titolo dello spettacolo è la “visione del sacro” di Bennato, raffinato musicista e ricercatore nonché prezioso ambasciatore della cultura italiana nel mondo. Eugenio Bennato, con il suo ensemble de “Le Voci del Sud”, proporrà infatti questo nuovo affascinante progetto, trascinante e ricco di profondità ed emozione, incentrato sulla ricerca delle origini della musica e dei ritmi mediterranei. Insieme a lui, un altro ambasciatore d’eccezione: il marmo che ritrae la testa di Augusto capite velato, il reperto della prima metà del I sec. d.C., esposto nella sala XIV del MArTA, che nel 1993 è stato riconosciuto dall’UNESCO (The World Federetion of Unesco associated) come “Monumento testimone di una cultura di pace”. L’imperatore Augusto era considerato dai Romani il fondatore della politica e della cultura di pace. Con lui Roma uscì dalla guerra civile e si avviò ad un periodo florido di consolidamento delle proprie conquiste e del proprio potere. Anche per i contemporanei Augusto è una figura di riferimento, come pacificatore del grande Impero, proprio perché incentivò l’integrazione dei popoli attraverso una politica di rispetto e tolleranza. Infatti, ai popoli sottomessi veniva permesso il culto della propria religione, il perseguimento dei propri riti e tradizioni e perfino la scelta dei propri capi.
Reggio Calabria. Per gli “Incontri al MArRC” il museo Archeologico nazionale ospita la conferenza di Daniele Castrizio (università di Messina) su “Il deposito di monete spagnole di Agrigento” in collaborazione con l’associazione culturale Calabria-Spagna
“Il deposito di monete spagnole di Agrigento” è il tema proposto dal nuovo appuntamento culturale del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, in collaborazione con enti e associazioni che operano nel territorio, promuovendo e valorizzando la storia delle radici del territorio. Venerdì 24 marzo 2023, alle 17, nella sala conferenze del MArRC, l’evento promosso dall’associazione culturale Calabria-Spagna, presieduta da Rosa Fontana. Ospite dell’incontro sarà il prof. Daniele Castrizio, ordinario di Numismatica all’università di Messina e componente del Comitato scientifico del Museo. Dopo i saluti del direttore del museo, Carmelo Malacrino, introdurranno la serata la presidente Fontana e il prof. Domenico Labate, sociologo della Comunicazione. Si passerà poi alla conferenza del prof. Castrizio su “Il deposito di monete spagnole di Agrigento”. Ad accompagnare la narrazione, durante la conferenza verranno proiettati filmati ed immagini concernenti il ritrovamento del deposito di monete spagnole. “Prosegue la fattiva collaborazione con il MArRC”, dichiara la presidente Fontana, “grazie alla straordinaria sensibilità culturale del direttore Malacrino, che continua a mantenere il Museo della nostra città nella dimensione di massimo attrattore culturale dell’area dello Stretto. Per la nostra Associazione, tesa a rinnovare i legami di Reggio e della Calabria con il proprio passato ispanico, riveste un grande interesse questa conferenza del prof. Castrizio, che si ricollega idealmente a un suo precedente lavoro culminato nella pubblicazione della Sylloge Nummorum Graecorum relativa al medagliere del museo di Agrigento. E ancora Agrigento – conclude Fontana – è “protagonista” di un ritrovamento di monete spagnole che dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, quale ricchezza e quale unitarietà culturale, sociale e storica ha sempre rappresentato per il mondo antico e moderno questo Mare Nostrum dell’antica Roma”. E il direttore Malacrino: “Sono particolarmente felice per la collaborazione con l’associazione Calabria-Spagna, presieduta dalla dott.ssa Fontana, che ringrazio. Una sinergia ormai pluriennale, che in questa occasione permetterà di approfondire, attraverso la numismatica, la presenza spagnola nella vicina Sicilia e i contatti con la Spagna”. L’ingresso al MArRC avviene sempre senza prenotazione ed è sempre consigliato l’uso della mascherina chirurgica.
Locri. “Persefone il ritorno – incanto di primavera”: al museo Archeologico nazionale rivive il mito legato all’equinozio di Primavera
Persefone “ritorna” al parco archeologico nazionale di Locri. Nel giorno dell’equinozio di primavera, il 20 marzo, la tradizione mitologica greca sancisce l’ascesa nel mondo dei vivi di Persefone, sposa del Re degli Inferi Ade, tra le divinità più significative della vita religiosa locrese. Il ritorno della dea, figlia di Demetra, coincide con l’inizio della bella stagione e rappresenta un momento di rinascita e prosperità. La cultura locrese ha uno stretto legame con questa divinità e il suo santuario sul colle Mannella, già dall’antichità, ha un’importanza centrale in tutto il mondo magnogreco, testimoniata dai pinakes, tra i reperti più evocativi rinvenuti a Locri Epizefiri. Non è un caso quindi che proprio al museo Archeologico nazionale di Locri, venerdì 24 marzo 2023, dalle 17.45, vada in scena la performance/reading “Persefone il ritorno – incanto di primavera” di e con Katia Colica, musiche di Antonio Aprile, promossa dall’associazione culturale Adexo nell’ambito del “Balenando in burrasca festival” sostenuto dalla Regione Calabria, la città metropolitana di RC e il Comune di Reggio Calabria. “Per noi è importante celebrare ogni anno il ritorno della Dea sulla terra”, commenta la direttrice del parco, Elena Trunfio, “per mantenere viva una tradizione culturale e mitologica millenaria e per dare l’opportunità ai visitatori di connettersi con il mondo della spiritualità degli antichi locresi”. Persefone è una creatura senza età, in bilico tra la fanciulla che è stata – e che dovrà essere ciclicamente in eterno – e il suo ruolo di regina del Regno dei morti. Sull’orlo dell’Ade, appena prima di uscire, si rivolge allo sposo che stenta a lasciarla andare. Così lo spettacolo ripercorre le sue memorie senza mai dimenticare di essere attesa dalla madre Demetra e dal mondo intero per permettere l’inizio di una nuova primavera: una vita a cavallo tra il mondo dei vivi e quello dei morti, in bilico tra la rinascita e la privazione, l’abbondanza e la carestia. La scena è arricchita da un contributo video Luca Granata, i costumi di Domenica Stelitano, i video di Gianluca Del Gaiso e le foto di Marco Costantino. Ingresso libero, posti limitati (non è necessaria la prenotazione).
L’iniziativa apre la stagione primaverile che sarà ricca di appuntamenti mirati, con particolare attenzione al pubblico scolare. “Dall’inizio del 2023”, interviene Trunfio, “stiamo offrendo un programma serrato di laboratori per ragazzi e visite guidate dedicate alle scuole che stanno avendo un buon riscontro e sulle quali continueremo a puntare nei prossimi mesi, ritenendo il coinvolgimento dei ragazzi centrale nella strategia di promozione del Parco e nella creazione del senso di appartenenza e di affezione nei confronti dei luoghi della cultura”.
Firenze. Alla Galleria dell’Accademia prorogata la mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini”, con sedici immagini di Luigi Spina dedicate ai due “eroi venuti dal mare”

Prorogata al 2 aprile 2023 la mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini” alla Galleria dell’Accademia di Firenze
I Bronzi di Riace, anche solo per immagine, tornano a far innamorare Firenze. Visto infatti il grande successo di pubblico, è stata prorogata fino al 2 aprile 2023 la mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini”, allestita alla Galleria dell’Accademia. “È una straordinaria opportunità”, dichiara il direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, Carmelo Malacrino, “per far conoscere queste statue meravigliose alle migliaia di visitatori che, da ogni parte del mondo, giungono ogni giorno a Firenze attratti dalla maestosità dei David di Michelangelo. Le splendide foto di Luigi Spina e il suggestivo allestimento evocano un affascinante dialogo fra capolavori. Ringrazio la direttrice Cecilie Hollberg e tutto il suo staff per questa collaborazione, che certamente si consoliderà nei prossimi anni con nuove iniziative”. Non dimentichiamo che è proprio in riva all’Arno che le due statue furono restaurate. I due “eroi venuti dal mare” furono infatti trasportati a Firenze nel gennaio del 1975 e furono affidati alle cure dei restauratori Renzo Giachetti ed Edilberto Formigli e nell’autunno del 1980 al termine dei lavori furono esposti a Firenze accompagnati dall’illustrazione delle varie fasi di restauro. E quella fu, in Italia, la prima grande mostra archeologica che divenne un fatto di costume con una straordinaria risposta dal grande pubblico.

Bronzi di Riace: guerriero B, dettaglio (foto luigi spina)

Bronzi di Riace: guerriero A, dettaglio (foto luigi spina)
La mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini” era stata inaugurata alla Galleria dell’Accademia di Firenze il 20 dicembre 2022. L’esposizione illustra, grazie a sedici spettacolari immagini di Luigi Spina in grande formato (90×134 cm), la potenza e il vigore tuttora emanati dai due guerrieri: è anche l’occasione per comparare le meraviglie in bronzo del mondo greco con la superba creazione di Michelangelo, il David, che “celebra” i suoi 140 anni nella Tribuna del museo fiorentino. Accompagna la mostra il libro fotografico “Bronzi di Riace”, quarto volume della collana “Tesori Nascosti” di 5 Continents Editions, nel quale i testi di Carmelo Malacrino e Riccardo Di Cesare dialogano con la ricerca fotografica di Luigi Spina. Le fotografie di Luigi Spina sono suddivise in due sequenze: otto immagini sono dedicate alla statua A, al cosiddetto Giovane, e altre otto sono dedicate alla statua B, il Vecchio. “L’epidermide bronzea, diversa per ciascun soggetto”, spiega Spina, “prende forma, densità e lucentezza, e il chiaroscurale dei corpi si tinge dello spettro multiforme del bronzo che, al variare della luce, mostra superfici corporee che dialogano con l’occhio”.
Roma. Per “Dialoghi in Curia” incontro, in presenza e on line, con i docenti dell’università di Siena Alessandro Fo e Filomena Giannotti su “Fra poesia e pandemia: presenze di Enea oggi” nell’ambito della mostra “Il viaggio di Enea. Da Troia a Roma” al Tempio di Romolo nel Foro Romano
“Enea, Atena e l’umile Italia. Novità dagli scavi dell’Athenaion di Castro in Messapia” con Francesco D’Andria è il nuovo appuntamento della rassegna “Dialoghi in Curia” del parco archeologico del Colosseo, inserito nel ciclo di conferenze attorno alla mostra “Il viaggio di Enea da Troia a Roma” allestita al Tempio di Romolo nel Foro Romano, cui appunto è legato un interessante programma di conferenze e visite guidate mirate all’approfondimento di temi specifici o dei luoghi del parco archeologico del Colosseo legati al mito di Enea. Giovedì 16 marzo 2023, alle 16.30, la Curia Iulia ospita dunque la conferenza “Enea, Atena e l’umile Italia. Novità dagli scavi dell’Athenaion di Castro in Messapia” in cui Francesco D’Andria, accademico dei lincei e professore emerito di Archeologia classica dell’università del Salento, presenterà gli scavi dell’Athenaion di Castro in Messapia e i rinvenimenti di numerosi frammenti della statua colossale della dea Minerva effettuati tra il 2015 e il 2022. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. L’evento potrà essere seguito in presenza con prenotazione su eventbrite.it. Ingresso da largo della Salara Vecchia, 5. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo: https://www.facebook.com/parcocolosseo.

Il prof. Francesco D’Andria (foto marta)
Francesco D’Andria. Professore emerito nell’università del Salento (già ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana), si laurea in Lettere classiche e consegue il diploma di Specializzazione all’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dopo un breve periodo come Ispettore archeologo alla soprintendenza del Molise, nel 1974 passa all’università di Lecce come assistente ordinario, e, a partire dal 1986, come ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana. Nell’università ha ricoperto vari incarichi, in particolare come direttore della Scuola di Specializzazione in Archeologia); dal 2010 al 2013 è stato responsabile area Scienze umane nella Scuola superiore ISUFI, quindi professore emerito. Ha insegnato all’università Cattolica di Milano, l’università della Basilicata (Matera) e l’università di Lugano (Svizzera). Dal 2001 al 2010 ha diretto l’IBAM (Istituto per i Beni archeologici e monumentali) del Consiglio Nazionale delle Ricerche con sede a Lecce. Dal 1993 al 1997 è stato membro eletto del Consiglio Nazionale Beni Culturali e Ambientali. Dal 2000 al 2015 ha diretto la Missione Archeologica Italiana a Hierapolis di Frigia (Turchia). Nel Salento ha realizzato i parchi archeologici di Cavallino, di Acquarica, di Vaste, di Castro, curando l’allestimento dei Musei di Oria, Lecce, Vaste e Castro. Nel 2005 il Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, lo ha insignito del titolo di “Cavaliere dell’Ordine della Solidarietà Sociale”. È membro del Deutsches Archaeologisches Institut (Istituto Archeologico Germanico) di Berlino, della British School at Rome, dell’Istituto Archeologico Austriaco-Vienna, del TEBE (Institutum turcicum Scientiae Antiquitatis) Istanbul, dell’Accademia Pugliese delle Scienze e della Pontificia Accademia di Archeologia; è anche professore honoris causa della Pamukkale Üniversitesi, Denizli (Turchia).
Agrigento. Al Palacongressi conferenza “I Bronzi dal mare di Riace” di Carmelo Malacrino, direttore del MARrC, terzo incontro del corso di formazione “La Valle dei Templi e altre storie”
I bronzi restituiti dal mare di fronte alle coste calabresi, divenuti nell’immaginario corrente simbolo della bellezza e dell’armonia classica ed oggetto di ammirazione del grande pubblico da oltre cinquant’anni, sono protagonisti al Palacongressi di Agrigento il terzo incontro del corso di formazione “La Valle dei Templi e altre storie”, dedicato alle grandi scoperte dell’archeologia. Appuntamento il 15 marzo 2023, alle 15.30, con la conferenza “I Bronzi dal mare di Riace” di Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria che racconterà l’emozionante storia dei Bronzi di Riace, dal recupero alla loro esposizione. Il numero considerevole di docenti iscritti al corso promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, ben 185, conferma l’attualità e l’interesse del percorso formativo. “Ogni scoperta archeologica”, commenta l’archeologa del parco, Valentina Caminneci, “segna una tappa del progresso della civiltà, rappresenta la conquista di ciò che era perduto, alimenta la crescita morale dell’umanità. Il numero considerevole di docenti iscritti al corso promosso dal Parco, ben 185, conferma l’attualità e l’interesse del percorso formativo”. E aggiunge Malacrino: “Parlare dei Bronzi di Riace è sempre una grande emozione. Non sono per la loro storia, ma anche per l’opportunità di illustrare come e quanto sia cambiato il Museo in questi ultimi anni. Un Museo che sempre più dialoga in modo inclusivo con la comunità del territorio e una comunità che sente il Museo come un luogo aperto e dinamico, energico intorno ai suoi capolavori identitari, i Bronzi di Riace. Ringrazio il direttore e tutto lo staff del Parco Valle dei Templi di Agrigento per questo invito, con l’auspicio che possa essere l’inizio di una feconda collaborazione, al pari di quella già consolidata con altre istituzioni museali siciliane, come quelle di Siracusa, Taormina e Messina”.
Bologna. Al via “…Comunicare l’archeologia…” (primo semestre), il ciclo di incontri del Gruppo archeologico bolognese con focus sull’isola di Cipro, l’Antico Egitto “nascosto”, gli insediamenti rupestri, i ritrovamenti archeologici nel Bolognese e il riutilizzo dei materiali romani
Dal fascino dell’isola di Cipro a quello dell’Antico Egitto, dagli insediamenti rupestri ai ritrovamenti archeologici nel Bolognese al riutilizzo di architetture antiche: sono alcuni degli argomenti affrontati dal ciclo di incontri “…comunicare l’archeologia…” del primo semestre 2023 promossi dal Gruppo Archeologico Bolognese al martedì, alle 21, in presenza al Centro sociale ricreativo culturale “Giorgio Costa” in via Azzo Gardino 48 a Bologna. L’ingresso alle conferenze è libero e gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. Il Gruppo Archeologico Bolognese (Gabo), affiliato ai Gruppi archeologici d’Italia, con i quali sono promosse – soprattutto d’estate – campagne di ricerca, scavi e ricognizioni d’interesse nazionale, in collaborazione con le competenti Soprintendenze Archeologiche, collabora con il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto, il museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro di Savena e il museo della Civiltà Villanoviana (Muv) di Castenaso.
Si inizia martedì 14 marzo 2023, alle 21, al Centro sociale ricreativo culturale “Giorgio Costa” con Silvia Romagnoli, archeologa e travel designer, che presenterà la conferenza “Kypros: crocevia di continenti. Racconto di viaggio con il Gruppo Archeologico Bolognese” raccontando l’itinerario di 9 giorni intrapreso alla scoperta di Cipro, organizzato da Insolita Itinera in collaborazione con il GABo. “Siamo appena tornati da un viaggio nella splendida isola di Cipro, una terra ricca di archeologia, tradizioni e tesori delle più antiche civiltà del mondo che l’hanno abitata nel corso dei secoli, in virtù della sua posizione strategica al crocevia di tre continenti”, ricorda Romagnoli. “L’isola è quindi, oggi, un grande museo a cielo aperto, dove si possono ammirare numerose testimonianze del suo movimentato passato, che ha fatto di Cipro un mosaico di differenti periodi e civiltà”. Per chi si è perso il viaggio e vuole scoprire la storia millenaria di questa affascinante isola del Mediterraneo, è la conferenza giusta.

“Insediamenti rupestri”: ne parla Giuseppe Rivalta
Si prosegue martedì 18 aprile 2023, alle 21, al Centro Sociale “G. Costa” con la conferenza “Gli insediamenti rupestri nel mondo” di Giuseppe Rivalta, antropologo, biospeleologo e viaggiatore, che presenterà questi luoghi descritti nell’omonimo libro scritto con Carla Ferraresi e in uscita il 20 marzo 2023.

La copertina del libro “Nella terra di Pakhet. Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni” di Maurizio Zulian e Graziano Tavan (Marsilio Arte)
Terzo appuntamento martedì 2 maggio 2023, alle 21, al centro sociale “G. Costa”: Maurizio Zulian, viaggiatore, scrittore ed esperto dell’Antico Egitto, e Graziano Tavan, giornalista specializzato in archeologia, presentano il loro libro “Nella terra di Pakhet. Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni”, edito da Marsilio Arte. “Nella terra di Pakhet”, spiegano gli autori, “non è una guida archeologica tout court né un libro fotografico sull’Egitto, ma è un viaggio, emozionale e scientifico al contempo, alla scoperta di un Egitto “nascosto”, lontano dai percorsi turistici, perché sostanzialmente chiuso ai visitatori – e spesso anche agli stessi studiosi -, in quello che gli egittologi chiamano Medio Egitto, ma che più correttamente è l’Egitto Centrale, dal governatorato di Beni Suef, appena a Sud del Cairo, a quello di Sohag, che finisce ad Abydos.

San Pietro in casale: scavi archeologici del mulino della Ca’ Gioiosa (foto sabap-bo)
Quarto appuntamento martedì 23 maggio 2023, alle 21, al Centro Sociale “G. Costa”, con la conferenza “Il ritrovamento del mulino della Ca’ Gioiosa: archeologia e storia della pianura bolognese tra l’età medievale e l’età moderna”. Introduzione a cura dell’archeologa Daniela Ferrari. Intervengono Valentina Di Stefano, archeologa Sabap-Bo; Daniele Mazzitelli, di Phoenix Archeologia; e Claudio Negrelli, direttore tecnico e presidente di Phoenix Archeologia. Il mulino detto della Ca’ Gioiosa, la cui storia inizia nel 1358, rimarrà per secoli uno dei più importanti della bassa pianura bolognese (almeno fino al XVIII secolo). A seguito dei lavori di scavo necessari alla costruzione, in questo sito, di capannoni industriali si è proceduto a dei sondaggi archeologici preventivi per controllare lo stato del vecchio Mulino ormai scomparso sotto stratificazioni centenarie. I lavori hanno portato alla luce i resti della Ca’ Gioiosa e di alcuni edifici limitrofi. Un ritrovamento di grande effetto, che ha permesso di rivedere e studiare questo vecchio Opificio e con esso anche le attrezzature in legno necessarie al movimento delle ruote e delle macine.

Un capitello romano riutilizzato a Bologna in epoca medievale (foto gabo)
Gli ultimi due appuntamenti, recuperano due incontri saltati nel precedente semestre. Martedì 6 giugno 2023, alle 21, al Centro Sociale “G. Costa”, la conferenza “Spolia bononensia. Il riutilizzo del materiale architettonico di età romana nel centro storico di Bologna” con Claudio Calastri, archeologo, classicista, dirigente di Ante Quem per servizi in campo archeologico e casa editrice dedicata all’archeologia.

“Interviste impossibili” a Howard Carter e al faraone Tutankhamon nel centenario della scoperta della tomba del faraone bambino (foto gabo)
Ultimo appuntamento, martedì 20 giugno 2023, alle 21, al Centro Sociale “G. Costa”. Per ricordare il centenario della scoperta della tomba di Tutankhamon da parte di Howard Carter nel novembre del 1922, il Gruppo Archeologico Bolognese e la compagnia Ten Teatro Costarena presenteno: “Intervista impossibile a Tutankhamon” di Giorgio Manganelli, e “Intervista impossibile a Howard Carter” di Giuseppe Mantovani. Introduzione a cura dell’archeologa Barbara Faenza.








Che successe quando gli antichi Achei arrivarono nella Piana di Sibari molti e molti secoli fa? Come furono accolti dalle popolazioni che abitavano questi territori? Perché l’aggettivo “sibarita” conserva ancora oggi una sua precisa connotazione? Le risposte a “La storia a portata di mano”, il ciclo di incontri mensili curati dalla società cooperativa sociale Thurio e tenuti dall’archeologo Gianluca Sapio. Appuntamento domenica 12 marzo 2023, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale della Sibaritide a Sibari (Cassano allo Ionio, Cs). Info e prenotazioni:
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