Rovereto. Alla quarta giornata del RAM film festival protagonista l’Egitto con due film (sui fratelli Champollion e il papiro Ebers) tra i 15 film in programma al teatro Zandonai. Aperitivo con Caporale e il suo libro “Ecoshock”

Frame del film “The Treasures of the Pharaohs – Ebers Papyrus / I tesori dei Faraoni – Il papiro di Ebers” di Denis Kliewer
Sono ben 15 i film, molti in prima nazionale, in programma al teatro Zandonai sabato 7 ottobre 2023, quarta giornata del RAM film festival, organizzato dal 4 all’8 ottobre 2023 dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, promosso dal Comune di Rovereto, dal ministero della Cultura, dalla Provincia Autonoma di Trento e dall’APT Rovereto Vallagarina Monte Baldo, con il sostegno della Fondazione Caritro e della Cassa Rurale Alto Garda Rovereto. E l’Egitto torna a essere il protagonista con due film, in serata, uno francese “Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion / I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant (Francia 2022, 52’) dedicato ai Fratelli Champollion, e uno tedesco “The Treasures of the Pharaohs – Ebers Papyrus / I tesori dei Faraoni – Il papiro di Ebers” di Denis Kliewer e Ulli Wedelmann (Germania 2023, 52’) sullo straordinario papiro che custodisce l’arte della guarigione degli Egizi.

Il film “Dames et princes de la préhistoire / Dame e principi della preistoria” di Pauline Coste
A partire dalle 10.30 alle 12.30, e poi ancora dalle 15 alle 19.30 e dalle 20.30 alle 23 sono numerosi i film di carattere prettamente archeologico, così come alcuni documentari che raccontano sfumature diverse del focus di quest’anno, ovvero gli sguardi sul clima e sulle sfide del patrimonio culturale. Tra i documentari dedicati all’archeologia, ricordiamo “Archeology 3.0. Making the Dead Speak / Archeologia 3.0. Far parlare i morti” di Stéphane Jacques (Francia 2022, 53’) che mostra tutte le tecnologie anche medicali dedicate alla ricerca archeologica, oppure un documentario francese dedicato alla musica nell’antichità “A la recherche de la musique de l’antiquité / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George (Francia 2020-2021, 53’), o ancora il francese “Dames et princes de la préhistoire / Dame e principi della preistoria” di Pauline Coste (Francia 2021, 52’) dedicate alle eccezionali sepolture in grotta del paleolitico. Numerosi anche i film a carattere antropologico, tra cui si segnalano l’australiano “Namarali” di Tim Mummery (Australia 2021, 52’) sui popoli aborigeni, e il britannico “I am Kanaka / Io sono un Kanaka” di Genevieve Sulway (Regno Unito 2022, 15’) dedicato alla cultura e alle tradizioni hawaiane. Tra i film italiani, il delicato ritratto del custode della Pinacoteca di Città di Castello di Elena Giogli, “Il custode della memoria” (Italia 2022, 66’), e il film di Piero Badaloni “La grande sete” (Italia 2022, 45’).
Aperitivo in Giardino. Sold out anche l’appuntamento con Giuseppe Caporale, scrittore che presenta il suo libro “Ecoshock. Il destino dell’Italia al centro della crisi climatica” nel giardino di Palazzo Fedrigotti. Modera Filippo Orlando, area Meteorologia della Fondazione Museo Civico di Rovereto. A partire dal suo libro “Ecoshock. Come cambiare il destino dell’Italia al centro della crisi climatica” (editore Rubettino), Giuseppe Caporale dialoga con il pubblico su temi di grande attualità: dal Mediterraneo come hot-spot climatico nel quale le criticità già evidenti su scala globale addirittura si rafforzano, alla scomparsa dei ghiacciai e alle minacce per Venezia, dai ritardi nelle energie rinnovabili alle nuove sfide per l’economia, un destino che ci chiama a una nuova assunzione di responsabilità e consapevolezza. Giuseppe Caporale, giornalista professionista, ha lavorato per la cronaca nazionale del quotidiano La Repubblica. Nel 2012 ha vinto il Premio Paolo Borsellino per il giornalismo. Ha diretto Workshop sul giornalismo d’inchiesta e, nel 2013, ha fondato il progetto culturale Resto al Sud, Think Tank che raccoglie le migliori intelligenze del Meridione per ragionare sul rilancio del territorio. Nel 2020 ha fondato l’Osservatorio Economico e Sociale Riparte l’Italia.
Cuneo. “Archeologia e cinema ai piedi delle Alpi”: arriva Cuneo Archeofilm, festival internazionale del cinema di archeologia arte ambiente. Tre serate con film e incontri con archeologi
“Archeologia e cinema ai piedi delle Alpi”. Al complesso monumentale San Francesco di Cuneo arriva Cuneo Archeofilm, festival internazionale del cinema di archeologia arte ambiente: ogni sera, alle 21, dal 5 al 7 ottobre 2023, proiezioni di documentari e incontri con archeologi a ingresso libero e gratuito. Cinque film e tre incontri e un premio assegnato dal pubblico. Evento organizzato da Comune di Cuneo, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Alessandria Asti e Cuneo, museo civico di Cuneo, progetto P.E.P.A., Archeologia Viva, Firenze Archeofilm. Selezione filmati e archivio cinematografico: Firenze Archeofilm.
IL PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 5 OTTOBRE 2023. Apre il festival il film “I misteri della grotta Cosquer” di Marie Thiry (Francia, 56’); segue l’incontro con Egle Micheletto, già soprintendente SABAP per le province di Alessandria Asti e Cuneo; chiude la serata il film “Il regno del sale. I 7000 anni di Hallstatt” di Domingo Rodes (Spagna, 23′).
IL PROGRAMMA DI VENERDÌ 6 OTTOBRE 2023. Apre alla serata il film “Jurassic Cash” di Xavier Lefebvre (Francia, 52’); segue l’incontro con Gian Battista Garbarino funzionario archeologo della SABAP per le province di Alessandria Asti e Cuneo; chiude la serata il film “Choquequirao, la geografia sacra degli Incas” di Agnès Molia, Nathalie Laville (Francia, 26’).
IL PROGRAMMA DI SABATO 7 OTTOBRE 2023. Apre la serata il film “Tutankhamon, i segreti del faraone: un re guerriero” di Stephen Mizelas (Regno Unito, 50’); segue l’incontro con Valentina Santini, egittologa e scrittrice; quindi la Cerimonia di Premiazione con l’assegnazione del Premio del pubblico “Cuneo Archeofilm 2023”; chiude la serata e il festival il film fuori concorso “Sagrada Familia, la rivoluzione di Gaudì” di Marc Jampolsky (Francia, 52’).
Torino. Al museo Egizio la “Notte dei Ricercatori” su “Eredità culturale: materiale e digitale in dialogo”
Quali sono le nuove frontiere del digitale e in che modo può mettersi a servizio della ricerca e integrare l’esperienza materiale? Se ne parlerà nella Notte dei Ricercatori in “Eredità culturale: materiale e digitale in dialogo” al museo Egizio di Torino venerdì 29 settembre 2023 dalle 19 alle 24. I ricercatori racconteranno alcune delle possibilità offerte dalle nuove tecnologie per documentare, studiare, ricostruire e restituire contesti altrimenti perduti. Una serata unica per avventurarsi entro modelli tridimensionali come veri archeologi, vedere per la prima volta decorazioni parietali riunite alle loro architetture originarie, viaggiare dentro uno scavo archeologico, esplorare la materialità di antichi reperti scoprendo dettagli inediti. I biglietti si acquistano solo online, la tariffa di ingresso durante l’evento è di 5 euro, tariffa family: 10 euro. Prenotazioni al link https://egizio.museitorino.it/eventi/notte-dei-ricercatori/. La caffetteria del museo resterà aperta e fino alle 22.30 sarà regalato ai partecipanti un calice di vino.
Firenze. Alla LdM Gallery apre la mostra Cracking the Code. The Decipherment of Ancient Egyptian Hieroglyphs” (“Decrittare il codice. La decifrazione dei geroglifici egizi”) dedicata alla lingua egizia e alle sue scritture
Una mostra dedicata alla lingua egizia e alle sue scritture. Mercoledì 27 settembre 2023, alle 17, alla LdM Gallery in via de’ Pucci a Firenze, inaugurazione della mostra “Cracking the Code: The Decipherment of Ancient Egyptian Hieroglyphs” a cura di Massimiliano Franci, Irene Morfini, Valentina Santini (CAMNES) con i quali dalle 18 sarà possibile visitare l’esposizione. La mostra “Cracking the Code. The Decipherment of Ancient Egyptian Hieroglyphs” (“Decrittare il codice. La decifrazione dei geroglifici egizi”) si propone di mettere in luce l’importanza della scoperta della decodificazione dei geroglifici, attraverso l’esposizione di una serie di immagini strettamente legate a questa scrittura antica, diventata ormai iconica, che è stata in uso per almeno 3600 anni. La mostra si compone di diciannove foto e di una postazione multimediale. Ogni immagine è associata a un codice QR, pensato per accrescere l’esperienza di visita grazie a foto e informazioni aggiuntive che saranno rese disponibili scansionando il codice stesso. Pannelli esplicativi saranno, poi, dedicati ad aspetti diversi della scrittura nell’antico Egitto e completeranno l’esperienza. La mostra “Cracking the Code”, realizzata in collaborazione con l’Istituto Lorenzo de’ Medici e la LdM Gallery, è pensata per tutti i tipi di pubblico e intende fornire gli strumenti necessari per una migliore comprensione della lingua egizia e della scrittura geroglifica, intrattenendo e offrendo nuovi punti di vista su un argomento tanto rilevante quanto affascinante.
Torino. Al museo Egizio incontro con Hermann Parzinger, direttore del Preußischer Kulturbesitz di Berlino, terzo appuntamento del ciclo “What is a museum?”, in presenza e on line: dieci direttori dei più grandi musei del mondo si confrontano col direttore Christian Greco sul ruolo e le sfide del futuro dei musei
Torna “What is a museum?”. Il 26 settembre 2023, alle 18, in Sala Conferenze del museo Egizio di Torino si terrà il terzo appuntamento della serie che porta a Torino i principali direttori di musei di tutto il mondo. Christian Greco dialogherà con Hermann Parzinger, direttore del Preußischer Kulturbesitz di Berlino. Ingresso libero con prenotazione tramite Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/…/biglietti-what-is-a-museum…. Il posto in sala verrà riservato fino alle 18. L’incontro sarà in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano in sala e sarà trasmesso anche in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo. Come possono i musei essere luoghi di conservazione e costruzione della memoria? Come possono affrontare le sfide del futuro senza tradire la loro storia? Come possono affrontare la nuova fase che stanno attraversando ripensando il proprio passato e dando un senso alla loro esistenza oggi? Oggi i musei mirano a comprendere a fondo i meccanismi del cambiamento, generando relazioni e influenzando la società. Alla luce della nuova definizione di museo data da ICOM e delle sfide che attendono le istituzioni culturali, il museo Egizio di Torino presenta una serie di incontri per il 2023 e il 2024 dal titolo “What is a museum?” con protagonisti i direttori di alcuni dei più importanti musei internazionali in dialogo con Christian Greco. Ricerca, digitalizzazione, educazione, inclusione e cura del patrimonio sono i punti che verranno affrontati per ripensare il ruolo che i musei possono avere nella società contemporanea.
Palermo. Al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” conferenza “La mummia del museo Salinas. L’abate Paternostro e i primordi dell’Egittologia in Sicilia”: storia di un ritrovamento nei depositi e della connessione tra Sicilia e Antico Egitto
Nascosta tra i numerosi reperti non esposti al pubblico che il Salinas conserva nei suoi magazzini, quasi dimenticata e sconosciuta a seguito dello scorrere del tempo, riemerge dal passato una preziosa mummia egizia. La ricerca scientifica sul ritrovamento, di grande rilevanza culturale, è stata affidata all’antropologo siciliano Dario Piombino-Mascali, e viene adesso, per la prima volta, presentata alla comunità cittadina. Se ne parla venerdì 22 settembre 2023, alle 17.30, al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo, nella conferenza “La mummia del museo Salinas. L’abate Paternostro e i primordi dell’Egittologia in Sicilia”. Relatore Dario Piombino-Mascali (università di Vilnius). Introduce Caterina Greco (museo Salinas). Interverranno Selima Giorgia Giuliano (soprintendenza BB.CC.AA. Palermo), Laura Anello (fondazione Le Vie dei Tesori). Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Ripercorrendo la storia e l’evoluzione della pratica dell’imbalsamazione nell’antico Egitto, attraverso il fascino esercitato dalla terra dei faraoni nella Sicilia preunitaria, l’indagine della mummia del Salinas arricchisce il patrimonio culturale del più antico museo dell’isola. Sarà una straordinaria avventura nel tempo, mentre si scopre insieme l’affascinante connessione tra la Sicilia e l’Egitto antico. Un’opportunità unica per immergersi nella storia e nell’Egittologia in Sicilia.
Bolzano. Al Centro Trevi apre la mostra “Antichi Egizi: maestri dell’arte”, promossa dal museo Egizio di Torino, la prima del progetto pluriennale “Storie dell’arte con i grandi musei”. Alla vernice visite guidate del curatore Paolo Marini, e conferenza di Christian Greco

Locandina della mostra “Antichi Egizi, maestri dell’arte” al Centro Trevi di Bolzano dal 21 settembre al 10 dicembre 2023
“Antichi Egizi: maestri dell’arte” è il primo appuntamento di un progetto pluriennale che porterà l’Alto Adige alla scoperta di civiltà antiche e moderne e delle relative opere d’arte. A inaugurare l’iniziativa “Storie dell’arte con i grandi musei” sarà proprio la mostra realizzata in collaborazione con il museo Egizio di Torino. L’inaugurazione della mostra “Antichi Egizi: maestri dell’arte” si terrà giovedì 21 settembre 2023, alle 17. Seguiranno le visite guidate con il curatore Paolo Marini. La serata si concluderà con la conferenza “Il Museo del futuro” a cura di Christian Greco, direttore del museo Egizio (alle 19). L’esposizione “Antichi Egizi: maestri dell’arte” rimarrà aperta al centro Trevi di Bolzano fino a domenica 10 dicembre 2023. Curata da Paolo Marini, la mostra ospiterà 18 reperti antichi, alcuni dei quali parte del patrimonio non esposto dell’Egizio. Ognuno racconterà un pezzo della millenaria storia egizia e permetterà di approfondire una tecnica, uno stile, un materiale specifico. Tra vasi, stele, rilievi, statue, amuleti e papiri, potrete partire per un incredibile viaggio dall’Epoca Predinastica (3900−3300 a.C.) all’Età Greco-romana (332 a.C.−395 d.C.), in un percorso espositivo circolare che, per citare Christian Greco, “suggerisce il tempo ciclico egiziano, governato da una serie di eventi ripetitivi che si replicano, ora giornalmente (il sorgere e tramontare del sole) ora annualmente (la piena del Nilo), in un tempo che è fisico e al tempo stesso mitico”. Non mancheranno delle postazioni multimediali per approfondire le ultime scoperte scientifiche e gettare nuova luce su tecniche di lavorazione e altre curiosità. È possibile seguire gli eventi inaugurali solamente nella sala adiacente su maxischermo con prenotazione obbligatoria a centrotrevi@provincia.bz.it, tel. 0471 300980. La conferenza “Il museo del futuro” a cura di Christian Greco, direttore del museo Egizio, alle 19, è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria a https://shorturl.at/lDLO8. “Lo scienziato e l’umanista”, anticipa Greco, “devono lavorare sempre di più assieme per cercare di dipanare la complessità del mondo contemporaneo. Una sempre maggiore collaborazione che vada aldilà dei dogmatismi dei singoli saperi, la definizione di una semantica condivisa e lo sviluppo di un vero approccio multidisciplinare sono il solo metodo che abbiamo per affrontare le sfide del futuro. Ed in questo quale sarà il ruolo del museo? Queste istituzioni sono destinate a scomparire?”. Nell’incontro Greco cercherà di dare qualche risposta a queste domande.
Rovereto. Presentata la 34.ma edizione del RAM film festival: 62 film in concorso, 31 première, 29 documentari ed eventi sul focus “Sguardi sul clima”. Gli interventi esclusivi della direttrice Cattoi e della coordinatrice Beretta
Il conto alla rovescia è cominciato. Mancano poco più di due settimane all’apertura della 34.ma edizione del RAM film festival di Rovereto, in programma dal 4 all’8 ottobre 2023. Con un nuovo focus di grande attualità “Sguardi sul clima”: nelle cinque giornate il festival darà spazio dedicherà spazio con alcuni dei film in concorso e importanti momenti di approfondimento proprio al tema sempre più urgente dell’emergenza climatica. I siti archeologici a rischio, le aree costiere che non potranno rimanere indenni all’innalzamento dei mari, monumenti e città, come la stessa Venezia, sul cui futuro va posta la giusta e urgente attenzione. Prima che sia troppo tardi. Si parlerà di tutto questo a Rovereto con incontri dedicati, momenti di approfondimento, presentazioni di libri, ma soprattutto attraverso i film. E i numeri sono significativi: 62 documentari in concorso suddivisi in quattro sezioni, Cinema Archeologico, l’Italia si racconta, Sguardi dal mondo e Cultura Animata, con giurie suddivise per ogni sezione; 23 nazioni, 31 première, 29 documentari e/o eventi sul Focus “Sguardi sul clima”, 4 Aperitivi al Giardino nascosto, 1 Colazione climatica, 2 Eventi speciali a teatro, 3 Mattine per le scuole. In più quest’anno verrà attribuito il Premio Paolo Orsi, dedicato al famoso archeologo di origini roveretane in onore del quale nel 1990 nacque il Festival. Il premio sarà attribuito da una giuria internazionale al miglior film di ambito archeologico, e sono proprio i film di questa sezione a rappresentare il corpo più numeroso del RAM Film Festival 2023, complessivamente ventitré titoli, molte le produzioni francesi, Paese che come ogni anno si impone per qualità e varietà dei temi documentati. Il RAM film festival è organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, promosso da Comune di Rovereto, ministero della Cultura, Provincia Autonoma di Trento, APT Rovereto Vallagarina Monte Baldo, con il sostegno della Fondazione Caritro e della Cassa Rurale Alto Garda – Rovereto
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Presentazione del RAM film festival 2023: da sinistra, la coordinatrice Claudia Beretta, la direttrice Alessandra Cattoi; poi tre membri del comitato scientifico: l’antropologo Duccio canestrini, l’archeologa Barbara Maurina, e la giornalista scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti; chiude il presidente Giovanni Laezza (foto graziano tavan)
L’edizione 2023 del RAM film festival è stato presentato ufficialmente al museo della Città di Rovereto presenti il presidente della Fondazione Museo Civico di Rovereto, Giovanni Laezza; la direttrice, Alessandra Cattoi; l’assessore alla Cultura del Comune di Rovereto, Mikol Cossali; Isabella Bossi Fedrigotti, giornalista e scrittrice, presidente del comitato scientifico del RAM film festival, e presidente della giuria per il premio “L’Italia si racconta”; e Claudia Beretta, responsabile del coordinamento festival e ufficio stampa. “Il Museo Civico di Rovereto”, ha ricordato Cossali, “ha saputo, nel tempo, farsi interprete della contemporaneità e della trasformazione del ruolo del museo stesso, non un luogo dove si conserva solo la memoria del passato e dove si racconta il presente attraverso l’oggetto o l’immagine, ma un centro di diffusione del sapere, luogo di ricerca e di conoscenza, capace di guardare alle sfide del futuro. E anche in questa occasione, con l’edizione 2023 del RAM film festival, si fa portavoce di una delle tematiche più importanti per la nostra generazione, affrontando temi di grande attualità attraverso la contaminazione tra le diverse scienze, dall’archeologia alla climatologia, con il linguaggio immediato del cinema e il racconto di esperti che sanno coinvolgere il pubblico e portare alla riflessione. La lotta al cambiamento climatico è una sfida che dobbiamo vincere tutti insieme”. E il presidente Laezza: “Il RAM film festival, Rovereto archeologia memorie, arriva alla sua trentaquattresima edizione, un traguardo ragguardevole. È una manifestazione ormai storica per il nostro territorio, che raccoglie le più importanti produzioni cinematografiche per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale mondiale. Ma negli anni il festival è diventato molto di più. Ha saputo rinnovarsi e reinventarsi, affrontando tematiche attuali. E si è rinnovato proponendo anche un festival diffuso, valorizzando le realtà territoriali, promuovendo al suo interno spettacoli, incontri con gli esperti in location informali, visite guidate alle ricchezze storico artistiche, anche poco conosciute, della nostra terra, coinvolgendo in modo massiccio il pubblico scolastico, le realtà commerciali ed economiche”.
È la direttrice Alessandra Cattoi a introdurre al festival. “Dal 4 all’8 ottobre la 34.ma edizione del RAM film festival a Rovereto: cinque giornate dove avremo moltissimi film, 62 film in concorso, e una serie di eventi collegati alle tematiche di quest’anno. Quest’anno abbiamo voluto concentrare il tema sul titolo Sguardi sul clima. Perché? Perché il clima non è soltanto una questione generale, ma una questione che riguarda molto da vicino l’archeologia e molto da vicino la tutela del nostro patrimonio. Lo vedremo questa necessità di tutela sia attraverso i documentari in concorso sia attraverso incontri con molti esperti e anche con attività di formazione rivolte agli insegnanti, ai giornalisti, a gruppi insomma che sono sensibili a queste tematiche”.
La coordinatrice del festival Claudia Beretta entra nel merito dei film: “Anche quest’anno RAM film festival si presenta con uno sguardo speciale che è lo sguardo del cinema. E quest’anno è uno sguardo sul clima. Quindi i nostri film avranno un focus in particolare che si occupa di valutare tutte le sfide che il patrimonio culturale deve affrontare. Sfide che riguardano non solo il cambiamento climatico, ma anche le zone di guerra o anche semplicemente l’erosione delle rocce… quindi abbiamo tutta una serie di film molto belli. Abbiamo 62 film provenienti da 23 Paesi che è quasi un record per il nostro festival; 31 première; 29 film o eventi che riguardano il focus Sguardi sul clima. Fortissima quest’anno, e siamo contenti perché recuperiamo un po’ della nostra tradizione, la sezione dedicata al cinema archeologico che poi è anche quella che vedrà la premiazione attribuita in memoria di Paolo Orsi. Ma anche le altre tre sezioni sono veramente interessanti. E sono Sguardi dal mondo, tutto ciò che non è strettamente archeologico e che riguarda le tradizioni in giro per il mondo. E poi L’Italia si racconta. E, infine, una bellissima, piccola, una chicca, la sezione Cultura animata, con animazioni che fanno veramente riflettere anche questo e molto spesso in tema. Quindi con pochi minuti riescono a farci riflettere molto su quello che sarà il futuro del nostro passato”.

Tanto pubblico in platea al teatro Zandonai di Rovereto per le proiezioni del RAM film festival (foto fmcr)
E allora vediamo un po’ meglio i film in concorso e i contenuti proposti. Tanti i popoli e le culture antiche esplorate dai documentari in concorso, espressione sia di grandi produzioni che di autori indipendenti. Tutti però sono accomunati dallo scopo di approfondire aspetti del patrimonio mondiale, di farne scoprire piccole e grandi storie in una narrazione che permetterà al pubblico di godere di straordinarie immagini nell’atmosfera unica del Teatro Zandonai che in occasione del RAM diventa eccezionalmente sala di proiezioni, nella dimensione collettiva del cinema e con la possibilità del dibattito e del confronto. In programma le più recenti produzioni che spaziano dai Tesori dei faraoni, alla Preistoria, agli Etruschi, dall’archeologia subacquea a Petra, alla Grecia e ai banchetti nella Roma antica, alla musica nell’antichità, alle nuove tecnologie e alla robotica applicate alla ricerca, a Venezia, ai nativi americani, al ruolo delle donne nel passato remoto, alla speciale task force italiana dedicata alla tutela del patrimonio. Ma anche documentari su epoche più recenti o grandi personaggi, come quello dedicato alla vera storia dei pirati, o alla straordinaria figura dell’archeologo Champollion e al meno noto sia pur geniale fratello. Importante l’apporto delle altre sezioni, “Sguardi dal Mondo” e “L’Italia si racconta”, dedicate a film che narrano di un patrimonio fatto di antiche tradizioni e stili di vita, che creano l’identità dei popoli. Particolarissima anche la sezione dedicata alle animazioni, che sorprendono per la capacità di stimolare la riflessione con corti di grande impatto.
Non solo film. Ma anche eventi. Ce ne parla la direttrice Alessandra Cattoi. “Due serate speciali sono dedicate proprio al focus di quest’anno. Una in particolare a Venezia attraverso uno straordinario documentario inglese dal titolo Saving Venice accompagnato da un racconto delle problematiche attuali di Venezia con due protagonisti: Gian Antonio Stella, il giornalista che tutti conosciamo, e il professor Francesco Trovò dell’università di Venezia che da molti anni approfondisce queste tematiche con molti dati che ci aiuteranno a comprendere davvero qual è il pericolo che corre questa straordinaria città. Il secondo evento lo avremo domenica sera, che è l’ultima sera del festival, in cui ci saranno anche le premiazioni dei film in concorso, avremo come compagno di questa serata Neri Marcorè che ci racconterà anche lui una straordinaria esperienza di tutela del patrimonio nel suo territorio, quello delle Marche, dopo la catastrofe del terremoto del 2016. A questi si aggiungono una serie di altri momenti di approfondimento che vi invito a vedere sul nostro sito www.ramfilmfestival.it”.
Momento peculiare e caratterizzante del RAM film festival sono gli Aperitivi, incontri informali tanto graditi al pubblico del festival dove si possono incontrare archeologi, scrittori, giornalisti, e porre domande, esprimere curiosità e discutere con gli specialisti del settore. Ce ne parla Claudia Beretta. “Un’altra iniziativa che è ormai una tradizione ormai consolidata nel nostro festival è quello di scendere in città e cercare di creare dei momenti di aggregazione e di incontro tra gli addetti ai lavori e il pubblico: i nostri Aperitivi. E quest’anno l’Aperitivo non sarà nei soliti bar, nei luoghi dedicati, ma andiamo a scoprire un luogo che è veramente magico che è il giardino Fedrigotti. I nostri Aperitivi si svolgeranno lì e sarà anche un modo per conoscere un luogo bellissimo della nostra città che di solito è chiuso. Infatti li chiamiamo quest’anno gli Aperitivi nel giardino nascosto. E qui avremo modo di incontrare veramente diverse personalità del mondo dell’Archeologia ma non solo e parlare dei temi di interesse. Non soltanto quindi dei cambiamenti climatici ma anche proprio della tutela del patrimonio. Basta guardare sul nostro sito www.ramfestival.it per scoprire tutti gli appuntamenti”.

L’archeologo Umberto Tecchiati sarà uno dei protagonisti dell’Aperitivo al Ram film festival 2023
Anche gli Aperitivi con gli esperti saranno dunque dedicati alle sfide che il patrimonio culturale e chi lo tutela devono affrontare guardando al futuro che cambia, ma anche sul lavoro degli archeologi. Gli incontri saranno ospitati al Giardino Fedrigotti, in Corso Bettini, un luogo speciale che si apre alla città per l’occasione. L’archeologo Umberto Tecchiati, docente dell’università di Milano, parlerà dei cambiamenti climatici nella preistoria, giovedì 5 ottobre 2023; lo scrittore e giornalista Giuseppe Caporale tratterà i temi del suo ultimo libro “Ecoshock. Come cambiare il destino dell’Italia al centro della crisi climatica”, sabato 7 ottobre 2023; le archeologhe Maria Concetta Parello, del parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento e Marta Coccoluto, del parco archeologico di Baratti e Populonia, racconteranno delle ultime scoperte e della vita dei parchi archeologici, venerdì 6 ottobre 2023; Barbara Caranza, restauratrice e presidente della onlus CHIEFS (Cultural Heritage International Emergency) parlerà con il pubblico della tutela dei beni culturali in aree di crisi, mercoledì 4 ottobre 2023. Questo e molto altro ancora, tra aperitivi al Giardino, colazioni al Bar Diverso, (s)conferenze climatiche con Sara Segantin, scrittrice e divulgatrice scientifica. Non mancherà la possibilità di fare nuove “scoperte” a Rovereto, con l’apertura di spazi originali con patrimoni inediti, come il book corner in collaborazione con Aboca Edizioni e le rievocazioni storiche al Giardino di Palazzo Fedrigotti, o la visita guidata con il geologo per conoscere i monumenti funebri del cimitero cittadino.
Torino. Al museo Egizio la conferenza, in presenza e on line, di Alain Delattre su “Papyrologists at Work: Coptic Papyri and the History of Late Antique and Early Islamic Egypt” nell’ambito della settima “International Summer School in Coptic Papyrology”
Dal 3 al 9 settembre 2023 si tiene al museo Egizio di Torino – per la prima volta in Italia – la settima “International Summer School in Coptic Papyrology”, una grande occasione di confronto e studio tra specialisti. Nell’ambito di questo evento il 9 settembre 2023, alle 17, conferenza di Alain Delattre su “Papyrologists at Work: Coptic Papyri and the History of Late Antique and Early Islamic Egypt”. La papirologia copta è nata quasi 150 anni fa e da allora lo studio dei papiri e degli ostraca scritti in copto ha prodotto una grande quantità di informazioni sull’Egitto tardo-antico e proto-islamico. La conferenza esaminerà alcune delle pietre miliari nella storia della disciplina e illustrerà le prospettive e le sfide che i papirologi devono affrontare, gettando luce tra l’altro anche su numerosi reperti conservati al museo Egizio, di cui lo studioso parlerà durante il suo intervento. Conferenza in lingua inglese a ingresso libero con prenotazione su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/…/papyrologists-at-work… Disponibile anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

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