Ponte del 2 giugno 2023. Fine settimana da record per i musei e parchi archeologici italiani. Sangiuliano: “Pompei e Colosseo si confermano grandi attrattori”. Ecco i siti archeologici più visitati
“Un fine settimana da record per i musei e parchi archeologici italiani”, dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, commentando i primi numeri pervenuti sugli ingressi nei musei e parchi archeologici statali dal 2 al 4 giugno. “Nei tre giorni appena trascorsi abbiamo avuto due giornate con ingresso gratuito: il 2 giugno, istituito per la prima volta in occasione della Festa della Repubblica, e il 4 giugno, la prima domenica del mese. Pompei e il Colosseo si confermano grandi attrattori di cittadini e turisti, ma la fame di cultura riguarda tutta la Nazione e sono orgoglioso delle donne e degli uomini del MiC che hanno reso possibile tutto questo, garantendo l’apertura dei nostri siti”. Ecco l’elenco dei siti archeologici più visitati: parco archeologico di Pompei – area archeologica di Pompei 65314; parco archeologico del Colosseo – Colosseo Anfiteatro Flavio 58500; Pantheon 58464; parco archeologico del Colosseo – Foro Romano e Palatino 24944; museo Egizio di Torino 14.196; musei Reali di Torino 12739; museo archeologico nazionale di Napoli 11056; parco archeologico di Paestum e Velia – Museo e area archeologica di Paestum 10913; Parco archeologico di Ercolano 9915; Villae – Villa Adriana 8733; Terme di Caracalla 7453; MArRC – museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 6188; museo nazionale Romano – Terme di Diocleziano 5372.
Traffico internazionale illegale di beni culturali. Rientrati da Londra 750 reperti archeologici trafugati dall’Italia e presentati al museo nazionale di Castel Sant’Angelo, databili tra l’VIII secolo a.C. e l’epoca medievale. Valore stimato in 12 milioni di euro. Azione congiunta tra Ministero e Carabinieri TPC

Testa marmorea virile di personaggio di età matura, si tratta di un ritratto privato riferibile probabilmente a un contesto o monumento ufficiale in ambito urbano. Età imperiale (attorno al 280 d.C.) (foto mic-tpc)
Un tavolo tripode in bronzo proveniente da un contesto aristocratico dell’orientalizzante etrusco, due testiere equine da parata di ambito apulo-lucano, due pitture funerarie di area meridionale; per l’epoca romana, alcune teste virili in marmo di età imperiale, varie porzioni di statue e gruppi bronzei, o, ancora, il dipinto parietale con raffigurazione di tempietto strappato con ogni probabilità da una residenza vesuviana. Sono solo alcuni pezzi pregiati tra i 750 reperti archeologici rimpatriati da Londra il 19 maggio 2023 in seguito alle indagini del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, mirate a contrastare il traffico internazionale di beni culturali, sfociate anche in una procedura extragiudiziale e in una causa civile, condotta in stretta collaborazione con il ministero della Cultura attraverso l’Avvocatura generale dello Stato.

Presentazione del recupero di 750 reperti archeologico da Londra: da sinistra, Mario Turetta, Eleni Sourani, Gennaro Sangiuliano, Vincenzo Molinese, Lorenzo d’Ascia (foto mic-tpc)
Sono stati presentati ufficialmente il 31 maggio 2023, a Roma, al museo nazionale di Castel Sant’Angelo a Roma. Sono intervenuti Mario Turetta, segretario generale del ministero della Cultura; Lorenzo d’Ascia, avvocato dell’Avvocatura generale dello Stato; il generale B. Vincenzo Molinese, comandante del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale; S.E. Eleni Sourani, ambasciatore di Grecia in Italia. Le conclusioni affidate a Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura.

Raro e ben conservato tavolino tripode in lamina bronzea, produzione etrusca del VII sec. a.C., con ogni probabilità proveniente da un contesto funerario di rango aristocratico (foto mic-tpc)

Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, e il generale di Brigata Vincenzo Molinese alla presentazione del recupero di 750 reperti archeologici da Londra (foto mic-tpc)
“Il recupero del patrimonio culturale illecitamente sottratto è una delle priorità del mio programma, tutelare significa anche evitare che il nostro patrimonio sia depredato da trafficanti senza scrupoli”, ha dichiarato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “L’azione congiunta tra Ministero e Carabinieri TPC è un esempio virtuoso di collaborazione istituzionale da preservare e consolidare anche con iniziative come questa, nella quale abbiamo lavorato fianco a fianco con la Grecia. Ringrazio l’Arma per il prezioso lavoro quotidiano, svolto in ogni parte del mondo”. E il Generale di Brigata Vincenzo Molinese, Comandante del TPC: “Il rimpatrio di questi preziosi reperti dal Regno Unito è l’ulteriore conferma della consolidata sinergia nell’azione di recupero tra il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e il Ministero della cultura. Il caso specifico ha visto inoltre il coinvolgimento fondamentale dell’Avvocatura Generale dello Stato e dell’Ambasciata d’Italia a Londra. Anche oggi celebriamo il costante impegno dei Carabinieri dell’Arte rivolto alla tutela del patrimonio culturale italiano”. “Quando le istituzioni fanno gioco di squadra i risultati arrivano sempre”, ha detto Mario Turetta, Segretario generale del ministero della Cultura.

Quattro fibule in lamina d’oro con arco sagomato e terminale a bottone, produzione dell’Italia meridionale (V sec. a.C.) (foto mic-tpc)

Kylix attica a figure rosse decorata all’interno con gorgoneion e all’esterno con raffigurazione di Dioniso assiso con corno potorio in mano, su di un lato, e di un cavaliere, sull’altro, inframmezzati da motivo ad occhioni e tralci (foto mic-tpc)
I ritrovamenti, provenienti da scavi clandestini sul territorio italiano, erano confluiti in una società inglese in liquidazione, la Symes Ltd, riconducibile a Robin Symes, importante trafficante di beni culturali. La società, che si era sempre opposta ai reiterati tentativi di recupero da parte dell’Autorità Giudiziaria italiana, sottoposta a procedura fallimentare nel Regno Unito, è stata citata in giudizio anche in Italia, tramite l’Avvocatura generale dello Stato, per la restituzione dei beni o il risarcimento civile del danno. La consegna è stata possibile grazie alle complesse trattative seguite dal ministero della Cultura (Ufficio III del Segretariato generale, ufficio Legislativo e direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio), in sinergia e stretta collaborazione con i Carabinieri dell’Arte che, con la fattiva collaborazione dell’ambasciata d’Italia a Londra, li hanno scortati in Italia. L’accordo per la restituzione è stato siglato l’11 maggio 2023.

Bronzetto raffigurante auleta con doppio flauto, produzione etrusca di età arcaica (foto mic-tpc)

Pendaglio in oro a forma di ghianda con doppio occhiello, di produzione tarantina o comunque magno greca (foto mic-tpc)
L’insieme dei reperti, databili complessivamente tra l’VIII secolo a.C. e l’epoca medievale, il cui valore è stimato in 12 milioni di euro, offrono uno spaccato delle molteplici produzioni dell’Italia antica e delle isole, riflettendo al contempo la lacerazione insanabile subita dai numerosi e diversificati contesti archeologici (funerari, cultuali, abitativi e pubblici) oggetto di depredazione, concentrati in particolare nell’Etruria e nella Magna Grecia. I materiali riacquisiti comprendono vasi fittili, sia di produzione locale che di fabbrica attica e corinzia, in bronzo e in pasta vitrea, elementi del vestiario e monili in oro, argento, bronzo, osso e ambra, tra cui 26 collane ricomposte nella prospettiva dell’immissione sul mercato, armi, utensili e suppellettili, elementi della bardatura equina, coroplastica votiva e architettonica, sarcofagi, di cui uno in piombo con decorazione a rilievo, e urne funerarie, oggetti votivi e rituali, elementi di statuaria in bronzo, in marmo e in calcare, elementi architettonici e arredi in bronzo e marmo, decorazioni musive e dipinte.
Capo di Ponte (Bs). Al Centro Comuno di Studi Preistorici la I edizione del Simposio Italiano di Egittologia (SIdE): in presenza e on line
Sarà il Centro Comuno di Studi Preistorici, a Capo di Ponte in Valcamonica, a ospitare la I edizione del Simposio Italiano di Egittologia (SIdE), tra il 6 e l’8 giugno 2023. Il primo giorno sarà dedicato alla registrazione e ad attività informali, mentre le presentazioni saranno divise tra il 7 e l’8 giugno. Il SIdE sarà in formato ibrido, con presentazioni sia in presenza che da remoto e sarà trasmesso online per chi volesse seguirlo nella pagina Facebook e YouTube del Centro Camuno di Studi Preistorici. Per la locandina gli organizzatori si sono ispirati a un frammento parietale conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli, reinterpretato per farne risaltare l’iconografia. “Abbiamo scelto di raggruppare le presentazioni per tematiche”, spiegano gli organizzatori, “sulla base degli abstract presentati, in modo da rendere più semplice lo sviluppo di un dibattito. Il primo giorno il focus verterà su archeologia/cultura materiale e arte figurativa, mentre il secondo giorno si sposterà su collezioni museali, filologia e religione/rito. Nel pomeriggio dell’8 giugno verranno presentati i progetti per il prossimo simposio, con la scelta di un nuovo ente ospitante e l’elezione di un nuovo comitato organizzativo”.
Vetulonia. Annunciata una doppia inaugurazione (a giugno e luglio) per la mostra “Corpo a corpo” con alcuni capolavori dal Mann: nella seconda arriva uno dei Corridori dalla villa dei Papiri di Ercolano

Il gruppo bronzeo dei Corridori dalla villa dei Papiri di Ercolano, tra le opere più famose conservate al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Paolo Giulierini, direttore del Mann, e Simona Rafanelli, direttore del Muvet, a TourismA 2023 alla presentazione della mostra “Corpo a corpo” (foto graziano tavan)
L’invito per venire al museo di Vetulonia è ancora valido. Ma ieri, 4 giugno 2023, diversamente da quanto annunciato ufficialmente a TourismA 2023, al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia non si è aperta la mostra “Corpo a corpo” con “pezzi forti” dal museo Archeologico nazionale di Napoli dedicata allo sport, l’agonismo, il rispetto dell’avversario nel mondo antico in un dialogo con il contemporaneo (vedi Vetulonia. Al museo Archeologico la nuova mostra-evento sarà “Corpo a corpo” con capolavori dal Mann dedicata allo sport, all’agonismo, al rispetto dell’avversario. Le anticipazioni di Rafanelli e Giulierini a TurismA 2023 | archeologiavocidalpassato). Ma è solo questione di giorni, come assicura la direttrice Simona Rafanelli, con due inaugurazioni: “La prima giovedì 15 giugno 2023, alle 18. La seconda, probabilmente sempre alle 18, ma l’orario è ancora da definire, un mese dopo, mercoledì 19 luglio, con un nuovo capolavoro dal museo Archeologico nazionale di Napoli”. E che capolavoro, come conferma lo stesso direttore del Mann, Paolo Giulierini: “A Vetulonia porterò uno dei due Corridori dalla villa dei Papiri di Ercolano”.
Roma. “Scavi nel Parco archeologico di Ostia antica (2022-2023). Nuovi contesti e prospettive di ricerca”: giornata di studi all’università La Sapienza, in presenza e on line
Nel corso del 2022, oltre che dalle ordinarie attività di tutela nel territorio di pertinenza, le aree del Parco archeologico di Ostia antica sono state interessate da numerose indagini archeologiche, frutto della partnership tra la direzione scientifica del Parco stesso e Università e Istituti di ricerca nazionali e internazionali. Lunedì 5 giugno 2023, con inizio alle 9, all’Odeion dell’università di Roma “Sapienza”, giornata di studi “Scavi nel Parco archeologico di Ostia antica (2022-2023). Nuovi contesti e prospettive di ricerca”. Sarà possibile seguire la giornata di studi anche in streaming, collegandosi al seguente link: http://meet.google.com/jkd-awtt-zah. Verranno illustrati e discussi i primi risultati delle campagne di scavo condotte nel 2022 che, in diversi casi, hanno riguardato nuove aree e contesti finora poco conosciuti o solo parzialmente esplorati archeologicamente. Alla presentazione delle singole attività di indagine farà seguito, nel pomeriggio, un’ampia tavola rotonda con un confronto sulle attività di ricerca e scavo svolte negli ultimi decenni nel contesto ostiense dall’università di Roma “Sapienza”, e un dibattito finalizzato al confronto e al più proficuo scambio di idee sulle prospettive di ricerca future.

Veduta panoramica dell’area archeologica di Ostia Antica (foto parco ostia antica)
Programma. Alle 9, i saluti di Giorgio Piras; 9., Luigi Caliò, Alessandro D’Alessio con Valeria Casella, Dario Daffara, Antonella Docci, Cristina Genovese, Filippo Marini Recchia, Cinzia Morelli, Claudia Tempesta su “Ostia post scriptum. Il Parco archeologico di Ostia antica e i nuovi scavi nell’area urbana”; 9.50, Alessandro D’Alessio, Filippo Marini Recchia su “Un nuovo frammento dei Fasti Ostiensi dal Foro di Porta Marina”; 10.10, Marcello Turci, Alessandra Ten su “Prima campagna di scavi nel Complesso Suburbano IV, XVII, 4 di Ostia (UniGraz-Sapienza)”; pausa; 11, Marco Cavalieri, Martina Marano, Julian Richard, Paolo Tomassini su “Dall’archivio allo scavo: quattro anni di attività belghe nella Domus del Portico di Tufo”; 11.20, Dario Daffara su “Nuovi dati topografici da Pianabella: un recente scavo sotto la via Ostiense e uno scavo inedito di viale dei Romagnoli”; 11.40, Cristina Genovese, Paola Francesca Rossi su “Nuovi rinvenimenti archeologici e antropologici nel corso delle attività di tutela nel territorio di Fiumicino”; 12, Evelyne Bukowiecki su “Le Ricerche Archeologiche dell’École Française de Rome a Portus (2009-2022). Breve rassegna dei risultati”; 12.20, Javier Bermejo Meléndez, Renato Sebastiani su “Nuovi dati geoarcheologici a Porto: il molo est-ovest e l’area circostante la basilica”; 12.40, Alessandra Ghelli su “Attività del Servizio Tutela Patrimonio Subacqueo. Tra Tevere e bacino esagonale: nuove acquisizioni, multidisciplinarietà e condivisione d’intenti”; pausa; 14.30, discussione: modera Carlo Pavolini; 15.30, Maria Letizia Caldelli, Clementina Panella, Patrizio Pensabene, Alessandra Ten su “La Sapienza e Ostia: un antico legame di collaborazione istituzionale”; 17, fine lavori.
Torino. Al museo Egizio apre la mostra “Frammenti di storia: Eliopoli si racconta” a cura di Federica Ugliano, il nuovo appuntamento del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” con reperti trovati a Eliopoli da Ernesto Schiaparelli

Piccola sfinge da Eliopoli nella mostra “Frammenti di storia: Eliopoli si racconta” del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

L’ingresso alla mostra “Frammenti di storia: Eliopoli si racconta” a cura di Federica Ugliano al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
I frammenti di tre piccole sfingi che provengono da Eliopoli, uno dei principali siti sacri nell’antichità: sono alcuni dei reperti protagonisti della mostra “Frammenti di storia: Eliopoli si racconta”, a cura di Federica Ugliano, il nuovo appuntamento con il ciclo di esposizioni bimestrali, “Nel laboratorio dello studioso”, un viaggio dietro le quinte del museo Egizio di Torino, alla scoperta dell’attività scientifica condotta dai curatori ed egittologi del Dipartimento Collezione e Ricerca del museo. La mostra, dal 2 giugno al 6 agosto 2023 all’Egizio, accende un faro su alcuni dei reperti trovati dall’archeologo Ernesto Schiaparelli e dal suo team di archeologi nella campagna di scavo condotte a cavallo tra il 1903 e il 1906 a Eliopoli, oggi chiamata El-Matariya e situata in un sobborgo del Cairo. Sono previste due visite guidate da un’ora con la curatrice della mostra: la prima martedì 13 giugno 2023 e la seconda martedì 11 luglio 2023, entrambe alle 16.30. La partecipazione è consentita a un massimo di 25 persone con prenotazione online; il costo è di 7 euro a persona (escluso il biglietto d’ingresso).

Federica Ugliano curatrice della mostra “Frammenti di storia: Eliopoli si racconta” (foto museo egizio)
Federica Ugliano, curatrice di “Frammenti di storia: Eliopoli si racconta”, ha conseguito un dottorato di ricerca in studi umanistici (Scienze dei Beni culturali) all’università di Trento, con una tesi dedicata allo studio della collezione predinastica del museo Egizio, di cui ha curato anche il riallestimento. Ha inoltre partecipato a diversi scavi in Italia e in Egitto (Luxor, Abido e Eliopoli). Tra i suoi interessi rientrano la cultura materiale del periodo predinastico, la storia della ricerca archeologica agli inizi del XX secolo e lo studio degli archivi egittologici.

Federica Ugliano nelle fasi di allestimento della mostra “Frammenti di storia: Eliopoli si racconta” (foto museo egizio)
La storia di Eliopoli inizia circa 5500 anni fa, ben prima di faraoni, piramidi e geroglifici. A quest’epoca risalgono infatti i primi reperti in mostra, che testimoniano la presenza di un antichissimo villaggio, costruito sulla cima di una collina di sabbia per mettersi al sicuro dall’inondazione periodica del Nilo. Secondo uno dei miti raccontati dagli antichi egizi sull’origine dell’universo, il dio Atum avrebbe creato il mondo, tutti gli dèi e le creature che lo popolano, dalla sommità di una collina primordiale, emersa dalle acque dell’oceano Nun. che venne identificata proprio con la collina di Eliopoli. A causa di questa sua origine “mitologica”, a partire almeno dall’epoca del faraone Djoser (2700 a.C. circa) piccoli santuari etempli sempre più monumentali, preceduti da viali di sfingi e obelischi, prendono il posto delle abitazioni. Eliopoli si trasforma così in uno dei più importanti centri religiosi di tutto l’Egitto, diventando sede di culto e venerazione di tante divinità e, in particolare, del dio del sole, Ra. Il nome di origine greca che ancora utilizziamo, HeliouPolis – “Città del Sole”, deriva proprio da questa antica tradizione.

Federica Ugliano apre una delle cassettine di Schiaparelli usate per riporre e trasportare i reperti archeologici (foto museo egizio)
Non erano però solo i faraoni a lasciare doni votivi, con dediche e invocazioni agli dèi, ma anche le persone comuni. Tra gli oggetti che potevano essere dedicati alle divinità di Eliopoli, si trovano anche reperti insoliti: in mostra si può ammirare un fossile di riccio marino rinvenuto all’interno di uno dei depositi votivi, scoperti nel 1903 proprio dalla Missione Archeologica Italiana. I geroglifici incisi sulla superficie piana del fossile ci svelano che un sacerdote, di nome Tjanefer, ha trovato questo oggetto curioso e ha deciso di mostrare la propria devozione, consacrandolo al dio Ra e deponendolo all’interno di uno dei suoi templi. Tra le curiosità in mostra anche una delle tante cassettine in legno utilizzate per riporre e trasportare i reperti archeologici, e fatta costruire da Ernesto Schiaparelli.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale non si ferma il trend positivo di visitatori. Ecco tutte le opportunità offerte dal MArRC per il ponte del 2 giugno

I Bronzi di Riace esposti nel museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)
Non conosce rallentamenti il trend positivo di visitatori al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Solo nella giornata del 31 maggio 2023 sono stati staccati ben 1464 biglietti, che confermano il trend di crescita del Museo in attesa della stagione estiva. Il lungo ponte del 2 giugno regala un doppio ingresso gratuito al MArRC. Per la Festa della Repubblica, infatti, su iniziativa del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, è possibile accedere liberamente in tutti i musei e le aree archeologiche statali. Un’opportunità che sarà riproposta il 4 giugno 2023 con il tradizionale appuntamento della “Domenica al Museo”. I visitatori possono ammirare il ricco percorso del MArRC, sviluppato sui quattro livelli in ordine cronologico e tematico, che si conclude con la sala dei magnifici Bronzi di Riace e di Porticello. Circa 200 vetrine con migliaia di reperti esposti, dalla preistoria alla tarda età imperiale. Tutti i visitatori potranno interagire con i canali social del Museo attraverso gli hashtag #MArRC, #museitaliani, #2giugnoalmuseo e #domenicalmuseo. “Il MArRC attente con trepidazione i visitatori per il weekend”, commenta il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. “I numeri di questi ultimi mesi, con un aumento a tre cifre in percentuale rispetto allo scorso anno, confermano la “voglia di cultura” già espressa dal ministro, ma anche il pieno inserimento del nostro territorio nei flussi turistici. I Bronzi di Riace e di Porticello restano una grande opportunità per far scoprire lo straordinario patrimonio culturale della Calabria e dell’area dello Stretto”. In attesa dell’inaugurazione della nuova grande mostra “Per gli dei e per gli uomini. Musica e danza nell’antichità”, in Piazza Paolo Orsi si potrà ancora visitare l’esposizione “Sullo scaffale dello speziale. Vasi da farmacia nella Calabria del Settecento”, curata dal direttore Malacrino insieme alle archeologhe Mariangela Preta e Maria Domenica Lo Faro. Ad essa di aggiungono la mostra “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini”, anch’essa curata dal direttore del MArRC con splendide fotografie di Luigi Spina, e la piccola sezione “Depositi in Mostra”, curata dal direttore Malacrino e dal funzionario archeologo Daniela Costanzo.



Domenica 4 Giugno 2023, alle 18, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia accoglie nei suoi giardini rinascimentali il secondo concerto 2023 della Banda Musicale della Marina Militare dal titolo “La Banda in Tricolore. Amarcord italiano” del ciclo “La Banda al Museo…”. La banda è diretta dal Capitano di Vascello Maestro Antonio Barbagallo. Ingresso gratuito senza obbligo di prenotazione. Con questo evento il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia aderisce all’iniziativa “Appuntamento in giardino 2023”, la grande ‘festa’ dei giardini italiani promossa da APGI-Associazione Parchi e Giardini d’Italia. La manifestazione, nata in accordo con l’iniziativa Rendez-vous aux jardins, si svolgerà in contemporanea in oltre 20 Paesi europei e quest’anno ha come tema “Le musiche in giardino”. La banda della Marina Militare regala per questo 2023 cinque appuntamenti, da maggio a ottobre, che realizzano l’obiettivo di valorizzare l’eccellenza italiana nelle sue varie espressioni e, in particolar modo, una delle più importanti realtà museali italiane, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, e che concretizzano la sinergia nata nel 2014 tra il MIC (ministero della Cultura) e la Marina Militare Italiana. Evidenziando la Sua polivalenza interpretativa e la varietà del Suo repertorio, la Banda Musicale della Marina Militare, in occasione delle prime domeniche del mese ad ingresso gratuito istituite dal ministero della Cultura, presenta, mese per mese, dei concerti a tema, con un percorso musicale che spazia dalle marce militari e d’autore alle composizioni originali per banda, dalle colonne sonore da film alle arie e sinfonie d’opera, dal musical al jazz, swing sino al pop&rock.




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