Torino. Al museo Egizio, in presenza e on line, presentazione del libro “Giuseppe Parvis, ebanista e designer tra Egitto ed Europa nel secondo ottocento” di Manfredo Lapi Gatteschi (ETS) con Patrizia Piacentini e Cinzia Lacchia

Martedì 19 maggio 2026, alle 18, in Sala conferenze del museo Egizio di Torino, presentazione del libro “Giuseppe Parvis, ebanista e designer tra Egitto ed Europa nel secondo ottocento” di Manfredo Lapi Gatteschi (ETS) con Patrizia Piacentini e Cinzia Lacchia. L’ingresso (da via Maria Vittoria 3 M) è libero con prenotazione al link https://www.eventbrite.it/…/giuseppe-parvis-ebanista-e…. L’evento è disponibile anche in streaming sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. La presentazione mette al centro la vicenda personale e familiare di Parvis, mostrando come arte e imprenditoria si intreccino nella sua storia, attraverso il ritratto di un protagonista originale della cultura decorativa ottocentesca, capace di trasformare l’incontro tra mondi diversi in un linguaggio di bellezza, lusso e dialogo tra le culture. La presentazione approfondisce il gusto orientalista ottocentesco e ne legge le declinazioni tra stile neo-moresco, suggestioni turche e richiami neo-egizi. Emergono il ruolo del laboratorio cairota e la capacità di Parvis di fondere eleganza italiana, arte islamica e fascinazione per l’antico Egitto, dando spazio ai suoi stili, le sue tecniche e la qualità decorativa dei suoi arredi. Ampio spazio è dedicato anche alla presenza dell’atelier Parvis nelle esposizioni universali della seconda metà del XIX secolo, decisive per la sua affermazione internazionale. La presentazione segue poi la fortuna collezionistica delle sue opere, conservate e studiate in contesti museali di grande rilievo. Tra questi spiccano la Sala Araba del Museo Borgogna di Vercelli, il Castello d’Albertis di Genova e il Museo Stibbert di Firenze, luoghi che documentano la diffusione e la ricezione della sua produzione.

Manfredo Lapi Gatteschi, conseguita la maturità Classica presso il Liceo G. Galilei di Pisa, entra in Accademia Navale. Durante l’imbarco su unità della Marina Militare, prende parte ad attività operative ivi inclusa la missione Mare Nostrum, contribuendo al salvataggio di numerose vite umane. Dal 2014, è destinato a Roma presso Uffici di vertice e diretta collaborazione del ministro della Difesa. Attualmente è in servizio presso il Centro Alti Studi Difesa. Appassionato delle “storie di famiglia” cura e custodisce l’archivio di casa, contenente volumi, documenti e contratti a partire dal 1300, oltre a lettere e fotografie del XIX e XX sec. È Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana.

Patrizia Piacentini, socia dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia Ambrosiana, è professore ordinario di Egittologia e Archeologia egiziana all’università di Milano, dove è anche responsabile scientifico della Biblioteca e degli Archivi egittologici. Direttore dell’Egyptian-Italian Mission at West Aswan (Egitto), ha vinto nel 2022 il premio alla carriera “Gaston Maspero” dell’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres di Parigi.

Cinzia Lacchia è storica dell’arte di formazione, conservatore del museo Borgogna di Vercelli dal 2000. Ha dedicato la sua tesi di laurea e di specialità allo studio della genesi del Museo Borgogna e del suo fondatore. Ha avviato e curato il riallestimento degli ambienti della casa-museo, coordinando con i funzionari ministeriali e con uno staff di specialisti, il restauro e lo studio della “Sala Araba”. Dal 2018 è docente di storia dell’arte moderna presso l’ACME di Novara; dal 2011 al 2013 ha svolto attività di consulenza per il museo civico e Gipsoteca “L. Bistolfi” di Casale Monferrato. Socia ICOM e di varie associazioni culturali e di volontariato.

Copertina del libro “Giuseppe Parvis, ebanista e designer tra Egitto ed Europa nel secondo ottocento” di Manfredo Lapi Gatteschi

Giuseppe Parvis, ebanista e designer tra Egitto ed Europa nel secondo ottocento. Il libro si incentra sulla figura di Giuseppe Parvis (1831-1909), noto ebanista, formatosi a Torino, emigrato nel 1859 al Cairo e ivi titolare di un laboratorio per la produzione di mobili e oggetti di pregio, improntati ad un gusto orientalista (neomoresco e neoegizio) ispirati dai luoghi e dagli stili antichi, ma abilmente ideati e adattati per rispondere ai desideri di decoro e esotismo delle classi agiate europee ed extraeuropee. Presente nella maggior parte delle grandi esposizioni che si susseguono tra Otto e Novecento, vincitore di premi e di continui riconoscimenti, decoratore e arredatore di una squisita clientela di artisti e colti collezionisti, Parvis è oggi ricordato in numerose pubblicazioni sulle arti applicate del periodo, ma non è stato ancora oggetto di un contributo che ne chiarisse e individuasse lo specifico ruolo artistico. Prefazione di Michele Quaroni.

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