Teatri di Pietra: 130 spettacoli in 23 siti archeologici tra Lazio, Toscana, Sicilia, Campania e Basilicata. Si inizia da Roma (Villa di Livia e Malborghetto)
Torna la Rete dei Teatri di Pietra, l’iniziativa che da oltre vent’anni porta lo spettacolo dal vivo in alcuni dei più suggestivi siti archeologici e monumentali italiani. La stagione 2023, che coinvolge Lazio, Toscana, Sicilia, Campania e Basilicata, ha inizio dalla Capitale, grazie alla collaborazione con la soprintendenza speciale di Roma, con un ricco programma di danza, musica, teatro e scritture drammaturgiche inedite che raccontano il presente in luoghi dalla storia straordinaria, attraverso opere classiche e contemporanee. 130 le manifestazioni in cui Teatri di Pietra porterà 38 diversi opere originali che andranno in scena in 23 siti archeologici; danza, musica, teatro e scritture drammaturgiche inedite compongono il programma, pensato per raccontare il presente in luoghi ricchi di storia – noti e meno noti – attraverso opere classiche e contemporanee. La lunga stagione inizia dunque nel Lazio, a Roma nella Villa di Livia (26-29 giugno 2023), per poi proseguire nel sito di Malborghetto (6-13 luglio 203) e nell’anfiteatro di Sutri (8 luglio – 5 agosto 2033). In contemporanea partono gli spettacoli in diversi siti della Sicilia – tra i primi Solunto, Himera, l’Acropoli di Selinunte (14 luglio) – e in Toscana (teatro romano di Volterra, 7 luglio). A seguire il tour toccherà la Campania e la Basilicata, fino alla fine dell’estate.
Il tour parte il 26 giugno 2023, alle 18, nella Villa di Livia con Opra prima, la rassegna di inediti per il teatro, che si apre con “Sulle ginocchia di Ananke”, storie di donne reali e contemporanee, di Evelina Barone; adattamento e drammaturgia Isabella Moroni e Argillateatri, regia di Ivan Vincenzo Cozzi; con Brunella Petrini, Manuela Boccanera, Ileana de Gregorio, Susanna Lauletta. Segue il 27 giugno 2023 “Guerriere in nome di…”, dialogo tra Eris, dea della guerra, e tre figure femminili, una madre, una figlia e Giovanna D’Arco: testo Luisa Stagni, con Michele Belsanti, Giorgia Palmucci, Virginia Veludo, Luisa Stagni; regia Luisa Stagni. Il 28 giugno 2023 va in scena Kairos, spettacolo con cui l’attore racconta i momenti in cui la vita ci concede di cogliere un’occasione o di perderla per un soffio: di Gipeto con Gipeto e Cecilia Casini, danza Elisa Carta Carosi. Si chiude il 29 giugno 2023 con “L’aquila e l’alabastro”, dialogo tra l’imperatore Tiberio e Maria di Màgdala, di Cinzia Giorgio, regia di Filippo Carrozzo, con Veronica Cinque e Massimo Napoli. Ingresso con prenotazione online obbligatoria: online www.liveticket.it, whatsapp 351 907 2781, www.teatridipietra.it / fb teatridipietra.
A partire dal 6 luglio 2023, alle 21, l’evento prosegue nel sito di Malborghetto con “Erathostenes”, il primo appuntamento che fonde danza, teatro e canto e invita alla riflessione sui concetti di comunità, convivenza, libertà e confronto: contributo letterario e ricerca storico-scientifica della prof.ssa Michela Costanzi e del prof. Fabio Pallotta, drammaturgia Sebastiano Tringali, regia e coreografia Aurelio Gatti, costumi Marina Sciarelli Genovese; con Carlotta Bruni, Lucia Cinquegrana, Elisa Carta Carosi, Matteo Gentiluomo, Rosa Merlino, Paola Saribas e Gipeto, Chiara Meschini, Sebastiano Tringali. Il 7 luglio 2023, “Acarnesi” di Aristofane vede in scena quattro attori che, in un alternarsi di giochi di identità e ruoli, celebrano la commedia classica: adattamento Anton Giulio Calenda e Alessandro Di Murro, regia Alessandro Di Murro; con Matteo Baronchelli, Alessio Esposito, Amedeo Monda, Laura Pannia. Il 12 luglio 2023, debutto per “Gaius Plinius Secundus – L’ultimo viaggio di Plinio il Vecchio”, un viaggio immaginario, attraverso le allucinazioni, le speranze, le proiezioni e gli ultimi respiri dello scrittore e filosofo in occasione del bimillenario della sua nascita: drammaturgia Diego Sommaripa e Noemi Giulia Fabiano, musica Marco Schiavoni, danza Luca Piomponi, Lucia Cinquegrana, Elisa Carta Carosi, con Rino Di Martino. La rassegna si chiude il 13 luglio 2023 con “Dante, Sommo Poeta”, la creazione coreografica originale della compagnia Astra Roma Ballet: un suggestivo viaggio in danza attraverso i sonetti giovanili della Vita Nova e le celebri terzine della Divina Commedia. Direzione artistica Diana Ferrara, coreografie G. Primiano, F. Paparozzi, musica Marco Schiavoni; con Giada Primiano, Giorgia Montepaone, Federica Bisceglia, Alex Provinciali, Alessandro Scavello, Fausto Paparozzi e la partecipazione dell’attore Graziano Sirci. Prenotazione obbligatoria online www.liveticket.it; info www.teatridipietra.it; whatsapp 351 907 2781.
“Teatri di Pietra” si sposta poi nell’anfiteatro romano di Sutri (Vt), dall’8 luglio al 5 agosto 2023, alle 21; ingresso posto unico 12 euro / ridotto 10; concerto del 29 e 30 luglio : 15 euro. Prenotazioni online: www.archeoares.it, www.liveticket.it; info&prenotazioni: info www.teatridipietra.it whatsapp 351 907 2781. Si inizia sabato 8 luglio 2023, con “La lupa” da Giovanni Verga, coreografia Carlotta Bruni, musica Marco Schiavoni, narrazione Sebastiano Tringali; con Lucia Cinquegrana, Paola Saribas, Matteo Gentiluomo. Quindi, domenica 9 luglio 2023, in scena “Menecmi” da Tito Maccio Plauto, regia Collettivo VAN; con Andrea Pacelli, Ivan Graziano, Gabriele Manfredi, Andrea Palermo, Federica Cinque, Riccardo Rizzo, Gabriele Rametta e Andrea Di Falco; musiche Andrea di Falco e Gabriele Rametta. Terzo appuntamento giovedì 13 luglio 2023, con “Caruso”, regia e coreografie Mvula Sungani; musiche Lucio Dalla, Enrico Caruso, Autori Vari; costumi Giuseppe Tramontano; con Emanuela Bianchini e i solisti della compagnia Mvula Sungani Physical Dance. Segue sabato 15 luglio 2023 con “Ifigenia in Aulide” di Euripide, adattamento Fabrizio Sinisi, regia di Alessandro Machìa; con Andrea Tidona, Alessandra Fallucchi, Roberto Turchetta, Carolina Vecchia e con Lorenza Molina, Irene Mori; con la partecipazione di Paolo Lorimer nel ruolo di Menelao. Il giorno dopo, domenica 16 luglio 2023, va in scena “Gaius Plinius Secundus – L’ultimo viaggio di Plinio il Vecchio”, drammaturgia Diego Sommaripa e Noemi Giulia Fabiano; musica Marco Schiavoni; danza Lucia Cinquegrana, Elisa Carta Carosi, Luca Piomponi; con Rino Di Martino. Sesto appuntamento martedì 18 luglio 2023: “Kairos”, ideazione e drammaturgia Gipeto; musiche a cura di Marco Schiavoni; con Gipeto e Cecilia Casini. Due giorni dopo, giovedì 20 luglio 2023, ecco “Elena o della passione amorosa” di e regia Salvo Bitonti; musiche a cura di Dario Arcidiacono; scena Scuola Scenografia Accademia Albertina di Torino; con Mita Medici. Ottavo appuntamento venerdì 21 luglio 2023, con “Castalia. Le Nuvole” di Aristofane, adattamento e regia Vincenzo Zingaro; musiche: Giovanni Zappalorto; con Fabrizio Passerini, Piero Sarpa, Riccardo Graziosi, Rocco Militano, Laura De Angelis, Sina Sebastiani, Valeria Spada. Quindi sabato 22 luglio 2023, c’è “Devī viaggio nel tempio della Dea. The Divine Feminine through Odissi Dance”, danza indiana diretta da Ganga Sheth e interpretata da Revital Carroll, Vidisha Mishra, Ganga Sheth. Decimo spettacolo in cartellone, giovedì 27 luglio 2023, “Grandi processi dell’antichità” da Cicerone a cura di Gian Mesturino e Elia Tedesco, con la Compagnia Torino Spettacoli. Il week end si apre venerdì 28 luglio 2023, con “Ulisse racconta Ulisse” di Beatrice Monroy e Sergio Vespertino, musiche dal vivo Pierpaolo Petta; con Sergio Vespertino. Continua sabato 29 luglio 2023, con “Prog Symphony”, concerto per coro, soli, quintetto di ottoni, quartetto di sax, 2 chitarre elettriche, sintetizzatore basso e batteria; direzione e composizione M° Vincenzo De Filippo. E domenica 30 luglio 2023, “Mare Nostrum”, concerto per Voci, pianoforte, violoncello, clarinetto e canto a cappella, direzione e composizione M° Vincenzo De Filippo. Ultimi due spettacoli la settimana successiva: venerdì 4 agosto 2023, in scena “Parola di donne” da Omero, adattamento Stefano Sarra e Ornella Marcucci, regia Stefano Sarra; con Daniela Babini, Katia Francescon, Stefania Grano, Ornella Marcucci, Melania Mastrangelo, Cristina Palma, Liliana Scaffa, Donatella Vinotti, Francesca Zamparelli. Chiude la stagione, sabato 5 agosto 2023, “Carmen”, coreografie Luigi Martelletta musiche Bizet, autori vari; con i solisti della Compagnia Almatanz.
Torino. Al museo Egizio incontro con Massimo Osanna, direttore generale Musei, secondo appuntamento del ciclo “What is a museum?”, in presenza e on line: dieci direttori dei più grandi musei del mondo si confrontano col direttore Christian Greco sul ruolo e le sfide del futuro dei musei
Come possono i musei essere luoghi di conservazione e costruzione della memoria? Come possono affrontare le sfide del futuro senza tradire la loro storia? Come possono affrontare la nuova fase che stanno attraversando ripensando il proprio passato e dando un senso alla loro esistenza oggi? Oggi i musei mirano a comprendere a fondo i meccanismi del cambiamento, generando relazioni e influenzando la società. Alla luce della nuova definizione di museo data da ICOM e delle sfide che attendono le istituzioni culturali, il museo Egizio di Torino presenta una serie di incontri per il 2023 e il 2024 dal titolo “What is a museum?” con protagonisti i direttori di alcuni dei più importanti musei internazionali in dialogo con Christian Greco. Ricerca, digitalizzazione, educazione, inclusione e cura del patrimonio sono i punti che verranno affrontati per ripensare il ruolo che i musei possono avere nella società contemporanea.
Lunedì 26 giugno 2023, alle 18, in sala conferenze del museo Egizio, ci sarà il secondo appuntamento della serie “What is a museum”, per riflettere sui musei di oggi e su quelli di domani. Il direttore del museo Egizio Christian Greco dialogherà con Massimo Osanna, direttore generale Musei del Mic. Ingresso libero fino a esaurimento posti con prenotazione tramite Eventbrite (il posto in sala verrà riservato fino alle 18) al link: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-what-is-a-museum…. L’incontro sarà trasmesso anche in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Al centro del confronto tra Christian Greco e Massimo Osanna di lunedì 26 giugno 2023 ci sarà la necessità di rafforzare la rete del sistema museale nazionale, con una particolare attenzione alle multiformi realtà che lo compongono, molto diverse e lontane fra loro, non solo dal punto di vista geografico. Conservare e valorizzare il patrimonio culturale custodito negli istituti museali non può prescindere dai nuovi allestimenti e dalle acquisizioni, dalla ricerca archeologica, dalla valorizzazione dei depositi, dall’innovazione digitale e, non da ultimo, dall’accessibilità. Un accenno, inoltre, sarà rivolto alle enormi potenzialità del patrimonio culturale che, attraverso azioni quali la comunicazione e le grandi mostre, realizzate con opere provenienti da tutto il territorio nazionale, si propone come veicolo di riflessione sui grandi temi e i valori centrali dell’umanità.

Massimo Osanna, direttore generale Musei del ministero della Cultura (foto graziano tavan)
Massimo Osanna, professore ordinario di Archeologia classica all’università di Napoli “Federico II”, è direttore generale per i Musei del ministero della Cultura da settembre 2020. Ha conseguito il suo primo dottorato in Archeologia all’università di Perugia, dove ha studiato la colonizzazione greca in Italia e il suo secondo dottorato in Storia all’università di San Marino, studiando la religione dell’antico Peloponneso. Ha svolto ricerche presso la Scuola Archeologica Italiana di Atene e l’università di Heidelberg (borsista Alexander von Humboldt).

Massimo Osanna osserva lo scheletro schiacciato del pompeiano fuggiasco (foto parco archeologico pompei)
Ha svolto la sua attività professionale all’università della Basilicata dove è stato professore di Archeologia classica (dal 1994), professore associato (dal 2000) e direttore della Scuola di Specializzazione in Beni archeologici di Matera (2002-2014). È stato anche soprintendente per i Beni archeologici della Basilicata (2007-2008); directeur d’études all’École Pratique des Hautes Etudes di Parigi (2007); professore di Archeologia classica all’università di Heidelberg (2010); Research Fellow Alexander von Humboldt alla Humboldt-Universität di Berlino (2011); Visiting Professor all’École Normale Supérieure di Parigi (2013). Tra il 2014 e il 2020 è stato direttore del Parco archeologico di Pompei, guidando il “Grande Progetto Pompei”. È autore di un centinaio di saggi e monografie dedicati all’archeologia della Grecia e dell’Italia antica.
“What is a Museum?” tornerà dopo la pausa estiva. In autunno approderanno a Torino i direttori dei musei stranieri: il 26 settembre 2023 sarà la volta Hermann Parzinger, direttore del Preußischer Kulturbesitz di Berlino, il 9 novembre 2023 è atteso a Torino Miguel Falomir Faus, direttore del Museo Nacional del Prado di Madrid. I protagonisti del 2024 saranno: Taco Dibbits, direttore del Rijksmuseum di Amsterdam, Anna-Vasiliki Karapanagiotou, direttrice del National Archaeological Museum di Atene, Tristram Hunt, alla testa di Victoria and Albert Museum di Londra. Sempre da Londra è atteso Hartwig Fischer, direttore del British Museum. Mentre gli ultimi due appuntamenti del 2024 saranno dedicati a Laurence des Cars, direttrice del Musée du Louvre di Parigi e a Hartmut Dorgerloh, direttore dell’Humboldt Forum di Berlino.
Sperlonga (Lt). Archeoastronomia: la magia del tramonto dentro la Grotta di Tiberio nel solstizio d’estate. Visita guidata con l’archeo-astronoma De Franceschini. E al calar del sole i giochi di luce sul Gruppo di Polifemo
Archeoastronomia: la magia del tramonto dentro la Grotta di Tiberio a Sperlonga (Lt). Dopo il grande successo dello scorso anno, in occasione del solstizio d’estate, il museo Archeologico nazionale e area archeologica di Sperlonga torna a proporre sabato 24 giugno 2023 un particolare incontro “Il Mito e la Luce – Archeoastronomia nella grotta di Tiberio a Sperlonga”, un evento eccezionale per ammirare le magie luminose della Grotta che si vedono solo al Solstizio d’Estate. Appuntamento alle 18.30. Introduce Cristiana Ruggini, direttrice del museo Archeologico nazionale e area archeologica di Sperlonga. Quindi l’archeo-astronoma Marina De Franceschini illustrerà le sue ricerche di archeoastronomia nella Grotta di Tiberio a Sperlonga e il significato simbolico della decorazione e delle illuminazioni che si verificano nella Grotta. È lei che ha scoperto l’orientamento astronomico della Grotta di Tiberio verso il tramonto del solstizio estivo. Segue la visita guidata all’interno della Grotta per scoprirne i tesori nascosti, in particolare il cubicolo con preziosi rivestimenti di mosaico e conchiglie. Saranno rievocati gli antichi miti omerici dell’Iliade e dell’Odissea: Ulisse, la Maga Circe, l’accecamento del gigante Polifemo. L’incontro culminerà con lo splendido panorama della grotta inondata della luce del tramonto nei giorni più lunghi dell’anno. I raggi del sole illumineranno il Gruppo di Polifemo: una riproduzione fotografica verrà sistemata nella Grotta per ricostruirne in parte l’antica decorazione.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale il laboratorio gratuito “Dimmi cosa mangi(avano)” alla scoperta dell’alimentazione nell’antica Roma e della sua influenza sulle abitudini contemporanee
L’alimentazione nell’antica Roma ha sempre affascinato gli studiosi e i curiosi che cercano di comprendere le abitudini e le pratiche alimentari di questa civiltà antica. Al museo Archeologico nazionale di Napoli due nuovi laboratori dedicati all’alimentazione nell’antica Roma offrono un’opportunità unica di esplorare i gusti, le pratiche culinarie e le credenze legate all’alimentazione dei Romani, mettendole a confronto con le abitudini contemporanee. Il primo laboratorio, “Dimmi cosa mangi(avano)”, sabato 24 giugno 2023, alle 16.30: il Mann in collaborazione con i supermercati Sole365 ospita un laboratorio gratuito alla scoperta dell’alimentazione in età romana e della sua influenza sulle abitudini contemporanee. I partecipanti sono guidati in un viaggio multisensoriale attraverso il Museo, dalla sezione Preistoria e Protostoria alle collezioni di suppellettili da mensa e agli affreschi con nature morte, imparando a conoscere i gusti, le pratiche culinarie e le credenze alimentari dei nostri avi. Attività gratuita, biglietto di ingresso al Museo per il bambino e per un genitore accompagnatore. Prenotazione consigliata, solo pochi posti ancora disponibili. Informazioni e prenotazioni al link: https://www.coopculture.it/it/prodotti/dieta-mediterranea/. In una lezione frontale, un archeologo, servendosi di cibi e riproduzioni di suppellettili antiche, accennerà al valore socio economico e nutritivo di alimenti, ad argomenti legati alla stagionalità dei prodotti ed illustrerà alcune preparazioni esaltando l’aspetto sensoriale: colori, profumi e texture.
Farra d’Isonzo (Go). Al museo di Documentazione della Civiltà contadina friulana esposti per la prima volta alcuni blocchi del ponte romano alla Mainizza nella mostra “Percorsi di Pietra”, primo passo verso la realizzazione di un vero e proprio museo archeologico

I blocchi in pietra del basamento del ponte romano della Mainizza a Farra d’Isonzo (Go) affiorano quando il fiume è in secca (foto società archeologica friulana)
In località Mainizza di Farra d’Isonzo (Go) un grande ponte attraversava il fiume Isonzo in età romana. Il ponte si trovava sull’antica via di collegamento tra Aquileia ed Emona (attuale Ljubljana) e i suoi resti emergono periodicamente dalle ghiaie del fiume. Presso il ponte doveva sorgere anche una “mansio” (stazione di posta) e un piccolo centro abitato. Dal 24 giugno al 17 dicembre 2023 alcune delle pietre che componevano questo ponte, conservate da molti anni a Farra d’Isonzo, saranno esposte per la prima volta nella mostra archeologica “Percorsi di Pietra – Verso il museo Archeologico di Farra d’Isonzo”, realizzata dall’associazione culturale Lacus Timavi di Monfalcone al museo di Documentazione della Civiltà contadina friulana di Farra d’Isonzo , nell’ambito del progetto Strade & Incanti, in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia. Anche Fondazione Aquileia ha collaborato per la realizzazione dell’inedito percorso espositivo, fornendo le ricostruzioni 3D del ponte e della stazione di sosta, importanti tasselli di storia che si intrecciano con quella di Aquileia. Grazie ad alcuni pannelli esplicativi il visitatore può ottenere informazioni sulle principali evidenze archeologiche dell’area. Si tratta del primo passo verso la realizzazione di un vero e proprio museo archeologico che saprà raccogliere e valorizzare tutto il ricco patrimonio antico di questo territorio. L’inaugurazione della mostra è prevista per sabato 24 giugno 2023, alle 18, al museo di Documentazione della Civiltà contadina friulana di Farra d’Isonzo, in strada della Grotta 8.

Ricostruzione del ponte romano sull’Isonzo alla Mainizza (foto fondazione aquileia)

Ricostruzione del ponte romano sull’Isonzo alla Mainizza (foto fondazione aquileia)
“Se proviamo a immaginare il territorio di Farra d’Isonzo in età romana, 2000 anni fa”, spiegano all’associazione Lacus Timavi, “dobbiamo pensare a un paesaggio umano e naturale molto diverso da quello odierno. Un elemento soltanto, oggi come allora, non ha mutato il suo impatto sull’ambiente intorno a noi: l’Isonzo con le sue acque turchesi, un tempo forse più tumultuose, lambisce le opere della natura e dell’uomo e ci racconta una storia affascinante. Durante il periodo romano per permettere ad una importante strada di superare la sua corrente impetuosa e il suo largo alveo qui venne realizzato un grande ponte, che più volte andò in rovina e fu ricostruito. In uno dei restauri vennero riutilizzate le lapidi di un’area funeraria, ormai in disuso, posta nelle vicinanze. Accanto al ponte sorgeva una stazione di sosta, indispensabile per chi affrontava il lungo viaggio sul percorso che da Aquileia portava all’antica Lubiana (Emona) e nei dintorni, probabilmente, si estendeva un piccolo abitato”.

Ricostruzione della mansio nei pressi del ponte romano sull’Isonzo alla Mainizza (foto fondazione aquileia)
“Tutto quel brulicare di vita – continuano – oggi non lo percepiamo più, ma è proprio per questo che è stata allestita la mostra Percorsi di Pietra. Al centro della sala, infatti, è ricostruito un piccolo segmento di strada con fondo in ghiaia su cui si affacciano alcuni monumenti sepolcrali in pietra, decorati o iscritti. Davanti ad essi ci trasformiamo nei viandanti che transitavano lungo la strada, passando attraverso la necropoli che era ubicata, come di norma, fuori dal contesto abitato. Ognuna di queste lapidi ci racconta una storia, ci narra qualcosa del defunto a cui era stata dedicata e ci aiuta a far rivivere vicende così lontane e così vicine a noi. L’esposizione è intesa come prima tappa verso la realizzazione dei un museo dedicato allo straordinario complesso archeologico della Mainizza in Farra d’Isonzo”.
Locri (RC). Al via la seconda edizione di “Locri Epizefiri tra Parco e Musei. Dallo scavo alla collezione”, ciclo di incontri con visita guidata ideato e curato dalla direttrice Elena Trunfio
A Locri (RC) torna l’iniziativa “Dallo scavo alla collezione”. Visto il successo dello scorso anno, torna “Locri Epizefiri tra Parco e Musei. Dallo scavo alla collezione” il ciclo di incontri con visita guidata ideato e curato dalla direttrice Elena Trunfio. L’iniziativa ha lo scopo di avvicinare al pubblico alle collezioni museali, ricucendo il rapporto tra il reperto e il luogo di rinvenimento. “La presenza del parco archeologico”, spiega la direttrice Trunfio, “ci dà l’opportunità di mostrare ai visitatori il viaggio completo che compie un reperto, dalla sua scoperta alla musealizzazione, riconducendo entro un percorso di visita organico e maggiormente comprensibile le sedi museali e le aree archeologiche”. Appuntamento il 23 giugno, 14 luglio e 24 agosto 2023: per questi ultimi due è preferibile dotarsi di un cappello e di una bottiglietta di acqua. Gli incontri si svolgono al solo costo del biglietto di ingresso, se previsto. Non è necessaria la prenotazione. Per info: drm-cal.locri@cultura.gov.it – cell. 334.6126386 – tel. 0964.390023. Dopo il focus sulla città greca condotto lo scorso anno, nell’edizione 2023 si compirà un viaggio dalla preistoria al medioevo, puntando l’attenzione sulle tre sedi espositive locresi. Ogni appuntamento prevede una prima fase seminariale e successivamente la visita guidata ai musei e al Parco, con il coinvolgimento di esperti. “La qualità e competenza degli esperti coinvolti”, conclude Trunfio, “rappresenta un valore aggiunto per tutta la rassegna e mi auguro che ci sia lo stesso gradito riscontro dello scorso anno. Il Parco archeologico è un sito complesso che necessità di una guida per poterne cogliere gli aspetti peculiari. Con questa iniziativa vogliamo accompagnare per mano i nostri visitatori alla scoperta della storia millenaria della città”.
Si parte il 23 giugno 2023, alle 17.30, al museo del Territorio e la biblioteca comunale di Palazzo Nieddu: introduce la direttrice Elena Trunfio su “La Chora locrese”, con un approfondimento sulla protostoria della Locride condotto dal prof. Massimo Cardosa, dell’Accademia di Belle Arti di Brera, dal titolo “Locri prima di Locri”, che illustrerà le peculiarità e le caratteristiche culturali delle popolazioni indigene del territorio, stanziate prima dell’arrivo dei greci. Al seminario, che si svolgerà in Biblioteca comunale grazie al supporto del sindaco Giuseppe Fontana e dell’assessore Domenica Bumbaca, seguirà la visita guidata alla collezione museale.
La polis greca sarà illustrata invece il 14 luglio 2023, a partire dalle 17.30 al museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri. Introdurrà Elena Trunfio su “La polis di Locri Epizefiri”. Allo scopo, insieme ai professori Diego Elia e Valeria Meirano del dipartimento di Studi storici dell’università di Torino, i visitatori potranno scoprire la città di Locri Epizefiri fondata “Presso il colle Zefirio dalla bianca cima”; l’intervento si avvarrà della collaborazione di tutti i partecipanti alla missione archeologica universitaria, in partenza il 26 giugno 2023. Anche in questo caso, dopo una prima parte seminariale, i professori condurranno i visitatori in una visita guidata alla collezione museale e alle aree archeologiche del Parco.
La fase del Municipium romano sarà illustrata infine il 24 agosto 2023, dalle 17.30 al Complesso Museale del Casino Macrì. Introduce la direttrice Elena Trunfio su “Il Municipium”. Grazie alla presenza dell’archeologa Eleonora Grillo, tra gli scopritori della celebre statua del Togato di Petrara, che condurrà i visitatori alla scoperta della fase romana e tardo antica della città di Locri, nell’incontro su “Locri romana: spazi ed edifici pubblici tra il Casino Macrì e la contrada Petrara”. Segue la visita guidata.
Aquileia. Al via “Tempora in Aquileia”: tre giorni di rievocazione storica per rivivere lo spirito delle origini della città. Un viaggio nel tempo alla scoperta della storia, della tradizione e della leggenda dell’Aquileia antica
Cinquecento rievocatori celti e romani faranno rivivere la fondazione della città e la vita quotidiana delle sue genti. In programma visite didattiche, mercato dell’artigianato storico ricostruttivo, prove di arceria e musica archeologica sperimentale. Ad Aquileia è tutto pronto per la nona edizione di Tempora, organizzata da Comune di Aquileia, Pro Loco Aquileia, Associazione Imprenditori Città di Aquileia con il sostegno di Fondazione Aquileia. Tre giorni per rivivere lo spirito delle origini della città: un viaggio nel tempo alla scoperta della storia, della tradizione e della leggenda dell’Aquileia antica.
Venerdì 23, sabato 24 e domenica 25 giugno 2023 andrà dunque in scena “Tempora in Aquileia”, la grande rievocazione storica che farà rivivere le atmosfere del 181 a.C. grazie a un vero e proprio viaggio nel tempo e nella storia di quella che è stata una delle più grandi città dell’Impero romano. Tema dell’edizione 2023 di “Tempora in Aquileia” sarà “la forza della diplomazia nell’antichità”, rivivendo la vicenda della marcia verso l’Illirico del console Gaio Cassio Longino per minacciare la sfera d’influenza della Macedonia. La cerimonia di apertura si terrà venerdì alle 21 al Foro, con la suggestiva e simbolica accensione del fuoco di Beleno nell’area dell’accampamento. Durante le giornate di sabato e domenica, da mattina alla sera tardi si potranno visitare gli accampamenti celta e romano allestiti nell’area del fondo Cal e nell’area accanto al foro, nonché assistere a scene di vita quotidiana. Ci si potrà esercitare in prove di arceria celta e romana, seguire itinerari guidati a cavallo, degustare la cucina romana nelle caratteristiche Taberne e apprendere la tecnica del mosaico. Durante le serate, infine, si potrà ascoltare musica archeologica sperimentale. Durante l’intero fine settimana, immersi nel centro storico e nelle aree archeologiche della città, ci si potrà imbattere nella quotidianità di un legionario romano o in quella di un guerriero celta, nei saperi e nei sapori dell’antico mercato. Si potrà assistere alle sfide tra gladiatori, rivivere l’atto di fondazione di Aquileia con la rievocazione del rito del sulcus primigenius, scoprire antiche danze, seguire la marcia della legione tra le vie della città.

Danze antiche a “Tempora in Aquileia” (foto n. oleotto)
“Si conferma la solida rete di collaborazioni sul territorio”, sottolinea Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia: “Tempora è ormai un appuntamento atteso in tutto il Friuli Venezia Giulia e non solo. Anche quest’anno nelle tre giornate dell’evento giungeranno in città tantissimi visitatori e turisti. Sarà una festa di tutti all’insegna della riscoperta del passato e della nostra identità culturale”. “La rievocazione storica è uno strumento efficace di narrazione e coinvolgimento del pubblico e, nel contempo, si rivela sempre un momento aggregativo importante per la comunità locale. Per questi motivi”, spiega Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia, “abbiamo voluto condividere questo importante progetto di territorio che permetterà a tutti, in particolare ai giovani e alle famiglie, di immergersi per tre giorni nella storia del nostro territorio di duemiladuecento anni fa”.

Cerimonia di apertura di “Tempora in Aquileia” col fuoco di Beleno (foto n. oleotto)
Programma di venerdì 23 giugno 2023. Alle 18, apertura tabernae con i sapori degli antichi; 21, area foro, accampamento romano, cerimonia di apertura; 21.45, area foro, rito del fuoco di Beleno; 22, area foro, concerto Synaulia.

Rito del sulcus primigenius a “Tempora in Aquileia” (foto n. oleotto)
Programma di sabato 24 giugno 2023. Alle 9, area foro e fondo Cal, apertura campi storici; 11, area foro, arena gladiatoria, arte gladiatoria… techne evoluzione e funzionamento degli armamenti; 12.30, area foro, danze antiche; 15.30, area foro, senato romano; 16, area foro, rito del sulcus primigenius – rito della fondazione della città; 17.30, dall’area foro per le vie della città, marcia della legione; 18.30, area foro, arena gladiatoria, arte gladiatoria… munus gli inferi in arena; 20, area foro, video-lettura di presentazione dell’innovativo libro illustrato “Un regno tra la terra e il cielo. L’avvincente storia dell’ascesa e della caduta del Patriarcato di Aquileia”; 20.30, area foro, assemblea dei capi gallici. I capi delle nazioni galliche si riuniscono per discutere di come reagire ai soprusi del console Longino. Parte una delegazione per Roma, mentre coloro che rimangono si apprestano a contrastare le ruberie del console. Il Druido rassicura gli animi con un rito propiziatorio. Alle 21, area foro, vestalia: rito delle vestali; 22, area foro, i guerrieri dei Galli Carni attaccano le truppe di Longino per riprendere i loro beni saccheggiati e liberare i loro compagni condotti in schiavitù. Alle 22.45, area foro, concerto Synaulia.

Soldati romani nella rievocazione storica “Tempora in Aquileia” ad Aquileia (foto n. oleotto)
Programma di domenica 25 giugno 2023. Alle 9, area foro e fondo Cal, apertura campi storici; 11, area foro, arena gladiatoria, arti gladiatorie… techne evoluzione e funzione degli armamenti; 12.30, area foro, simposio e danze antiche; 15, area foro, senato romano vs galli – i delegati delle nazioni galliche si presentano a Roma per perorare la loro causa in senato; 15.45, area foro, danze antiche; 16.30, area foro, arena gladiatoria, arte gladiatoria… munus gli inferi in arena; 17.30, area foro, i Galli Carni affrontano le truppe di Longino. La sconfitta per i galli appare inevitabile, ma all’orizzonte si profila un evento inaspettato. Alle 18.30, area foro, rito del sulcus primigenius; 19.30, area foro, danze antiche; 20, area foro, concerto Synaulia; 21.30, area foro, concerto epic rock con gli Aquilea.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale conferenza “Le azioni ed i movimenti espressivi nel rito nell’ arte e nella malattia. Una visione contaminata dell’attività del cervello umano”, con approfondimenti nella grande mostra “Per gli uomini e per gli dei. Musica e danza nel mondo antico”
In che modo la musica e i suoni influenzano gli esseri umani? Quali effetti producono? Perché il suono degli strumenti musicali, talora accompagnando il movimento corporeo, può procurare piacere, gioia e serenità oppure tristezza, eccitazione e turbamento? Quali suoni e movimenti erano ritenuti in grado di procurare la «trance» nel mondo antico? Saranno i temi affrontati nella conferenza “Le azioni ed i movimenti espressivi nel rito nell’ arte e nella malattia. Una visione contaminata dell’attività del cervello umano”, nuovo appuntamento nella ricca programmazione del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria per celebrare la Festa Europea della Musica. Appuntamento venerdì 23 giugno 2023, dalle 9 alle 18.30, al MArRC, sulla splendida terrazza affacciata sullo Stretto, si terrà l’incontro scientifico organizzato dal prof. Umberto Aguglia, Neurologo già ordinario dell’università Magna Grecia di Catanzaro, in collaborazione con il MArRC, e patrocinato dall’università Mediterranea di Reggio Calabria, l’università Magna Grecia di Catanzaro, il Touring Club Italiano – Sezione Reggio Calabria e dalla Città Metropolitana Reggio Calabria. “Siamo felici di ospitare questo evento di alto spessore scientifico”, dichiara il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. “Il MArRC è sempre più un luogo della cultura condivisa, rivolto a tutti i tipi di pubblico. Abbiamo accolto con vivo interesse la proposta del prof. Aguglia, con la consapevolezza che il confronto multidisciplinare possa innescare la scintilla per nuove scoperte e prospettive di ricerca”.

Rilievo con Thiasos dionisiaco conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
“Questa conferenza”, commenta il prof. Aguglia, “si propone di mettere a confronto archeologi, storici, antropologi e medici (neurologi, neurofisiologi, psichiatri, psicanalisti) al fine di fornire una visione multidisciplinare delle azioni e dei movimenti espressivi nell’uomo. Una visione contaminata in cui la conoscenza della storia, dei rituali mistico-religiosi, della coreografia, dell’arte e della malattia aiuti a comprendere meglio il funzionamento del cervello umano”. Sarà un momento di studio e confronto multidisciplinare sul movimento e sull’attività motoria complessa, ponendo particolare attenzione sulla raffigurazione sull’interpretazione della sfera emotiva anche in rapporto alla musica. Angela Bellia, ricerca di ISPC CNR e studiosa di musica antica tra le più accreditate a livello internazionale, approfondirà gli aspetti legati agli effetti della musica, dei suoni e del movimento ritualizzato attraverso una selezione di testi e di immagini di età greca e romana.

Ingresso alla mostra “Per gli uomini e per gli dei. Musica e danza nel mondo antico” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)
Sarà l’occasione per analizzare alcuni importanti esempi di scene di estasi causata dai suoni e dalla danza esposti nella grande mostra “Per gli uomini e per gli dei. Musica e danza nel mondo antico” a cura di Carmelo Malacrino, Angela Bellia e Patrizia Marra, inaugurata il 14 giugno 2023. Un percorso espositivo che attraverso i reperti, le immagini e gli strumenti originali, racconta il mondo sonoro nell’antichità e le varie occasioni del “fare musica”, di ascoltarla e di produrla per accompagnare la danza. Una esposizione temporanea con opere di età greca e romana provenienti non solo dalle collezioni del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, ma anche da quelle del museo Archeologico nazionale di Napoli e del museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa, con statue, affreschi, vasi e altri manufatti in argento, bronzo, osso e avorio (vedi Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra “Per gli dei e per gli uomini. Musica e danza nell’antichità”. Oltre 160 opere: vasi in ceramica figurata e in argento decorato, avori e ossi lavorati, piccole statuette in terracotta e grandi statue in marmo, fino agli affreschi e a numerosi strumenti antichi in bronzo | archeologiavocidalpassato).

La manifestazione propone tre serate – tutte a ingresso gratuito – all’insegna del grande cinema di documentazione. Tanti i temi che permetteranno al pubblico di viaggiare indietro nel tempo a partire dai fossili di dinosauro (raccontati attraverso lo spericolato business delle ossa) passando per la vera storia dei pirati lontano dalle fantasie hollywoodiane, fino all’eccezionale rinvenimento di alcune stele-menhir dal misterioso significato in Portogallo. Due film-capolavoro arricchiscono il programma di Vieste Archeofilm 2023: quello dedicato alla spettacolare cattedrale voluta da Gaudì ovvero la Sagrada Familia di Barcellona e, spostandosi in Egitto, il documentario sulla città d’oro di Luxor con uno sguardo alle ultime novità sulla vita dei grandi faraoni e del loro popolo. Tanta Puglia. Occhi puntati in questa edizione sulla storia della Puglia più antica. Ecco allora il film sulla Villa di Faragola (nel territorio di Ascoli Satriano – FG) una tra le più lussuose dimore romane erette tra III e IV sec. d.C. ripercorsa attraverso i fasti dei suoi ambienti e le sue peculiarità architettoniche. Mentre, una pellicola ad hoc è incentrata proprio sulla storia, lunga 2500 anni, dell’Isola di Sant’Eufemia, esattamente davanti a Vieste che nel corso del tempo ha ospitato il santuario-grotta intitolato a Venere Sosandra (salvatrice degli uomini). Attesa per i grandi nomi. Molti gli ospiti attesi per le consuete conversazioni /interviste a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, tra un film e l’altro, tra cui l’archeologo Giuliano Volpe che conduce gli scavi nel già citato Santuario di Venere Sosandra a Vieste (cui è dedicato peraltro il numero speciale di Archeologia Viva che verrà distribuito in omaggio nelle serate del festival), Rita Auriemma archeologa subacquea dell’università del Salento, e il noto filologo e saggista Luciano Canfora che chiuderà la kermesse.
A Palazzo Espinassi Moratti, a Castagneto Carducci (Li), fervono i lavori perché tutto sia pronto sabato 24 giugno 2023 per l’inaugurazione, alle 18, della mostra “Nel segno di Fufluns. Il vino degli Etruschi”, promossa da Past Experience con La Strrda del Vino e dell’Olio – Costa degli Etruschi, dedicata al rapporto tra gli Etruschi e il vino, raccontato attraverso i reperti della vita quotidiana provenienti dai territori delle antiche città di Populonia, Volterra e Vetulonia. Curata dalla Fondazione Aglaia con la soprintendenza ABAP di Pisa e Livorno, e la soprintendenza ABAP di Siena Grosseto e Arezzo, è la mostra dell’estate 2023: si potrà visitare fino al 5 novembre 2023. “Il vino! Ecco il dono d’oblio di Semele e Zeus”, si legge sul manifesto della mostra. “E tu versa, mescendo con un terzo due terzi, e le coppe trabocchino, e l’una l’altra spingano”. Flufluns, come ci ricorda Valentino Nizzo nel suo appuntamento mensile dedicato agli dei etruschi, “aveva una origine umbro-sabina e doveva essere legata alla vegetazione: infatti nel nome si riconosce la stessa radice di flora e flos (fiore). Gli Etruschi assimilarono Fufluns a Dioniso, giunto in Etruria insieme con il vino di produzione greca e le relative pratiche culturali e sociali. Di fatto, il simposio diventò un segno distintivo delle aristocrazie etrusche. Immagini, simboli e miti dionisiaci erano riprodotti sul vasellame greco di importazione e vennero utilizzati per caratterizzare le rappresentazioni di Fufluns”.
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