Vicenza. Al museo del Gioiello inaugurata la mostra “Gioielli e Amuleti. La bellezza nell’Antico Egitto”, collaterale all’esposizione “I creatori dell’Egitto eterno” aperta in Basilica Palladiana. I monili ci parlano di bellezza, cosmesi, religione e magia

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Inaugurazione della mostra “Gioielli e amuleti”. Da sinistra: Marco Carniello, Global Exhibition Director Jewellery & Fashion di IEG; Michela Amenduni, direttore gestionale museo del Gioiello; Simona Siotto, assessore alla Cultura Comune di Vicenza; Francesco Rucco, sindaco di Vicenza; Christian Greco, direttore del museo Egizio; Paolo Marini, curatore del museo Egizio e della mostra (foto comune di vicenza)

La presenza dell’Antico Egitto a Vicenza si allarga. A 24 ore dalla vernice della mostra “I creatori dell’Egitto eterno. Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone” in Basilica Palladiana, giovedì 22 dicembre 2022, al piano terra del monumento patrimonio dell’umanità, negli spazi del museo del Gioiello è stata inaugurata la mostra “Gioielli e Amuleti. La bellezza nell’Antico Egitto”, nata dalla collaborazione tra Italian Exhibition Group – che gestisce con il Comune di Vicenza il prestigioso spazio museale all’interno della Basilica Palladiana – e il museo Egizio di Torino. Aperta al pubblico fino al 7 maggio 2023, la mostra racconta attraverso un’ottantina di manufatti e alcuni frammenti il rapporto quotidiano degli antichi Egizi con la cura del corpo, la bellezza, la moda e l’ornamento. Curata dal direttore del museo Egizio Christian Greco con la collaborazione dei curatori Paolo Marini e Cédric Gobeil, “Gioielli e Amuleti. La bellezza nell’Antico Egitto” è collaterale alla mostra in Basilica “I creatori dell’Egitto eterno”, e offre un ulteriore livello di lettura sullo stile di vita degli abitanti di Deir el-Medina, villaggio in cui vissero gli artigiani più apprezzati dell’epoca a cui risalgono le tombe reali della Valle dei Re e delle Regine.

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Locandina della mostra “Gioielli e amuleti. La bellezza nell’antico Egitto” al museo del Gioiello di Vicenza dal 23 dicembre 2022 al 7 maggio 2023

La mostra nasce tra i laboratori e i magazzini del museo torinese, dove sono stati selezionati e analizzati, con sistemi di indagini moderne, alcuni ornamenti e manufatti per la cosmesi. Oggetti in grado di aprire una finestra temporale e geografica su un mondo antico e lontano, dove ancora una volta l’accessorio prezioso, il monile, acquisisce significati e valori molteplici, si presta a simbolo di altro, che sia bellezza, fortuna, potere e magia. Monili utilizzati come ornamento per ostentare lo sfarzo, amuleti dal valore magico e apotropaico, oggetti per la cosmesi e l’igiene. L’esposizione è organizzata in quattro sezioni che offrono l’occasione di ammirare alcuni reperti mai esposti prima. Particolarmente innovativa è la sezione dedicata a KHA e MERIT, coppia illustre vissuta 3600 anni fa che ancora riposa avvolta dalle bende, i cui sarcofaghi furono rinvenuti dal celebre archeologo torinese Ernesto Schiaparelli nel 1905. È la tecnologia, con radiografie e stampe 3D, a svelare oggi, agli occhi dei visitatori del museo del Gioiello, il loro ricco corredo funebre.

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Gioielli dell’antico Egitto esposti in mostra al museo del Gioiello di Vicenza (foto comune di vicenza)

“Gioielli, ornamenti e amuleti, in oro, argento, pietre preziose e altri elementi naturali nell’antico Egitto assumevano valori e funzioni molto differenti a seconda del contesto di utilizzo”, sottolinea Christian Greco, direttore museo Egizio di Torino: “nella vita quotidiana intervenivano nella percezione estetica dell’immagine dell’individuo che li indossava, nei rapporti sociali esprimevano prestigio e affermazione, mentre nella sfera religiosa fungevano spesso da amuleti dal valore apotropaico o propiziatorio. Il filo narrativo della mostra, accompagnato da una serie di scene tratte dalle pitture parietali antico egiziane, in grado di mostrarci i monili nel loro contesto d’uso, accompagna il visitatore, vetrina dopo vetrina, nel mondo della bellezza e della cosmesi prima, in quello della magia dopo, per poi giungere presso un laboratorio sperimentale dove le moderne tecnologie sono state in grado di rendere visibili e materialmente concreti alcuni gioielli che nella realtà sono ancora celati tra le bende delle mummie di Kha e Merit, due illustri personaggi vissuti a Deir el-Medina circa 3600 anni fa”. E il curatore Paolo Marini: “Gli ornamenti e gli amuleti selezionati per il museo del Gioiello nascondono, nella loro minuzia, un valore inimmaginabile oggi. Essi non sono solo la rappresentazione di uno status symbol o la manifestazione della perizia tecnica egizia, ma esprimono anche i sentimenti, i timori e le speranze di un popolo antico attraverso la scelta di forme e materiali dai forti valori simbolici e performativi. Nelle quattro sezioni proposte nel percorso espositivo, questi monili ci parlano di bellezza, cosmesi, religione e magia, ambiti dai limiti indefiniti e lontani dalle categorizzazioni moderne”.

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Gli spazi espositivi che ospitano la mostra “Gioielli e amuleti” al museo del Gioiello di Vicenza (foto comune di vicenza)

“A conferma che la grande mostra in Basilica sull’antico Egitto è stata curata nei minimi dettagli”, dichiara Francesco Rucco, sindaco di Vicenza, “arriva un’esposizione collaterale in grado di aumentare il fascino e la bellezza di questa straordinaria civiltà del passato che ancora oggi sa sbalordire e incantare. Un’appendice che offrirà la possibilità di vedere da vicino le capacità artistiche degli artigiani di migliaia di anni fa, proprio qui nella terra vicentina patria di orafi e gioiellieri. È anche un’occasione per valorizzare, ancora una volta, il museo del Gioiello, prestigioso spazio museale di Italian Exhibition Group, gestito in collaborazione con il Comune di Vicenza. Un evento che consente di arricchire la già ampia offerta del circuito museale cittadino che tante soddisfazioni ci sta dando in questo 2022 in termini numerici per quanto riguarda i visitatori, superiori anche al periodo pre Covid. Ringrazio il presidente di IEG, il direttore del museo e tutti coloro che hanno lavorato per il raggiungimento di questo importante risultato”. E conclude Michela Amenduni , direttore gestionale del museo del Gioiello e responsabile marketing Jewellery & Fashion di Italian Exhibition Group: “Siamo felici di aprire le porte del museo del Gioiello ai vicentini e ai turisti in arrivo in città e presentare il risultato della bella collaborazione con il museo Egizio. Il museo del Gioiello nasce infatti per arricchire e ampliare l’offerta culturale e artistica del Comune e di Vicenza e questo progetto si colloca esattamente in questa prospettiva. Inoltre, assieme a IEG e Vicenzaoro, rappresenta un omaggio all’eccellenza orafa del territorio ed è riferimento per l’intero settore. Grazie a proposte didattiche e laboratoriali mira infatti a coinvolgere sempre di più le nuove generazioni nell’affascinante mondo dell’arte orafa”.

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