Archivio tag | Christian Greco

Torino. Al museo Egizio per “Incontro con gli autori” presentazione in presenza e on line del libro di Mariarosaria Barbera “Donne romane in esilio a Ventotene”

torino_egizio_conferenza_donne-romane-in-esilio-a-ventotene_barbera_locandinaNuovo appuntamento con l’autore al museo Egizio di Torino. Lunedì 9 maggio, alle 18, incontro con la prof.ssa Mariarosaria Barbera, già direttore del parco archeologico di Ostia antica, che presenterà il suo libro “Donne romane in esilio a Ventotene” (Ultima Spiaggia editore) in dialogo con il direttore del museo, Christian Greco. L’incontro è in presenza nella sala Conferenze del museo Egizio. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. È gradita la prenotazione scrivendo una email a comunicazione@museoegizio.it. Il posto in sala verrà riservato fino alle 18. Per l’accesso è necessario indossare la mascherina FFP2. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo (https://www.youtube.com/watch?v=qT_AWAO6Yjs).

Barbera-Mariarosaria

Mariarosaria Barbera

Costruita a Ventotene per lo svago della famiglia imperiale, la Villa di Punta Eolo, lussuosa ma battuta dai venti, divenne presto la prigione a cui gli imperatori, da Augusto a Domiziano, destinarono le donne scomode della loro famiglia. Alle figlie, mogli, nipoti, prive di diritti politici in quanto donne e condannate a un esilio in più casi seguito dalla morte, si preferì imputare accuse di natura sessuale, a copertura di attività politiche e comportamenti che risultavano ostili al potere. Sullo sfondo di Ventotene e della sua Villa, prendono vita in questo libro le storie di donne come Giulia, figlia di Augusto, di sua figlia Agrippina Maggiore, di Ottavia moglie di Nerone e di altre che, come loro, tentarono di opporsi a un potere sempre più invasivo al quale il Senato e il popolo romano finirono con l’asservirsi totalmente. Insieme con esse, sfilano i ritratti degli uomini che le condannarono, a partire da Augusto fino a Nerone e Domiziano.

Torino. Al museo Egizio (aperture speciali a Pasqua e Pasquetta) la mostra “Aida, figlia di due mondi” racconta l’avventura creativa di “Aida” e il clima culturale e politico in cui nacque l’opera di Giuseppe Verdi

Le note della Marcia trionfale risuonano al terzo piano del museo Egizio di Torino, dove sono previste aperture speciali a Pasqua 2022 (ore 9-21), Pasquetta (ore 9-18.30) e 25 aprile 2022 (ore 9-21) . È quello forse uno dei brani più iconici di una delle opere liriche più famose al mondo: Aida. Ambientata nell’antico Egitto, racconta la storia travagliata e piena di passione della giovane principessa etiope Aida, prigioniera degli egizi, e del condottiero Radamès. Amore, passione, fedeltà, tradimento, tragedia, magnificenza si mescolano nel libretto dell’opera verdiana che voleva celebrare la grande storia dell’Antico Egitto. Ma come nasce Aida? cosa si nasconde dietro quest’opera eterna? Fino al 5 giugno 2022 la mostra “Aida, figlia di due mondi”, con cui il museo Egizio celebra il 150mo anniversario del debutto di “Aida”, avvenuto al Cairo il 24 dicembre 1871 e alla Scala di Milano l’8 febbraio 1872, anni in cui il dialogo e lo scambio culturale tra Europa ed Egitto erano intensi, racconta l’avventura creativa di “Aida” e il clima culturale e politico in cui nacque l’opera di Giuseppe Verdi.

torino_egizio_mostra-aida_locandina

Locandina della mostra “AIDA. Figlia di due mondi” al museo Egizio di Torino dal 17 marzo al 5 giugno 2022

enrico-ferraris

L’egittologo Enrico Ferraris, curatore al museo Egizio di Torino

La mostra è curata da Enrico Ferraris, egittologo del museo Egizio e ideatore di un progetto transmediale che travalica i confini dell’Egizio e coinvolge diverse istituzioni culturali, in un percorso che spazia tra opera, teatro, egittologia, storia, letteratura e cinema, frutto di un progetto scientifico firmato a quattro mani dal direttore del museo Egizio, Christian Greco e dal curatore, Enrico Ferraris. Main partner dell’esposizione è l’Archivio Storico Ricordi, mentre l’Istituto nazionale di Studi Verdiani e il Teatro Regio di Torino sono i partner scientifici. L’università di Torino, insieme al museo nazionale del Cinema, all’Aiace, al Teatro Regio di Torino e al Conservatorio, ha curato un palinsesto trimestrale di incontri, approfondimenti e rassegne cinematografiche, dedicati ad “Aida” e all’Egitto antico e contemporaneo, nell’ambito del progetto UniVerso. Al Circolo dei lettori poi è previsto un Gruppo di lettura dedicato, a partire da fine marzo e ad aprile un incontro col giallista Giancarlo De Cataldo, che propone una riflessione sul melodramma come teatro di tutti i sentimenti umani. Dallo scenario originale di “Aida” ai bozzetti di costumi, scenografie e gioielli, usciti dalla matita dell’egittologo Auguste Mariette, artefice del primo museo di antichità Egizie al Cairo, fino alle diverse stesure del libretto e degli spartiti di Giuseppe Verdi: la mostra ripercorre la genesi dell’opera, attraverso documenti, memorabilia, reperti, lettere e spartiti provenienti da 27 tra archivi e musei di tutta Europa, dal Louvre all’Archivio di Stato di Parma. Ricostruzioni filologiche di scene e costumi del debutto di “Aida”, realizzate dal Teatro Regio di Torino, ma anche podcast, videogame, pillole video, incontri e rassegne cinematografiche accompagnano il visitatore in un periodo storico che va dagli anni Quaranta agli anni Settanta dell’Ottocento.

torino_egizio_mostra-aida-figlia-di-due-mondi_giuseppe-verdi_foto-museo-egizio

Il musicista Giuseppe Verdi: la sua “Aida” debuttò alla Scala di Milano l’8 febbraio 1872: 150 anni fa (foto museo egizio)

È l’inizio di giugno del 1870, quando Giuseppe Verdi, dopo una lunga trattativa, accetta dal viceré d’Egitto, Ismail Pascià, un compenso senza precedenti per comporre “Aida”, un’opera lirica, in lingua italiana, ambientata al tempo dei faraoni. L’Egitto punta sulla lirica per rispolverare il proprio passato glorioso e allo stesso tempo portare alla ribalta internazionale il proprio desiderio di modernità ed emancipazione dall’Impero Ottomano. E se l’Egitto nell’Ottocento guarda all’Europa come modello di modernità, nel Vecchio Continente già a partire dal 1809 la pubblicazione della “Déscription de l’Egypte” accende la passione per faraoni, papiri e reperti antichi. Esattamente 200 anni fa, nel 1822, con la decifrazione dei geroglifici, ad opera di Jean François Champollion, nasce l’Egittologia e due anni dopo, nel 1824 a Torino vede la luce il primo museo al mondo dedicato interamente alle antichità egizie, primo nucleo dell’attuale Museo Egizio. Due mondi, l’Egitto e l’Europa, che nel 1800 si intersecano e si intrecciano a più riprese. Ed è proprio questo intreccio di culture che la mostra “Aida, figlia di due mondi” vuole indagare. 

Ismail_Pacha

Il viceré d’Egitto, Ismail Pascià: fu lui a commissionare “Aida” a Giuseppe Verdi

Il percorso espositivo si divide in due sezioni. La prima è dedicata al committente e all’ideatore di “Aida”, rispettivamente il viceré d’Egitto, Ismail Pascià, e il suo funzionario, l’egittologo e direttore degli scavi in Egitto, Auguste Mariette. Dalla nascita del Museo di Boulaq (1863), primo nucleo del Museo delle Antichità Egizie del Cairo, cui diede i natali lo stesso Mariette, all’Esposizione Internazionale di Parigi (1867), dove l’Egitto debuttò con i suoi imponenti padiglioni, tra cui il “Tempio di Hathor”, una ricostruzione scenografica di diversi templi e reperti egizi, ideata sempre da Mariette, fino all’inaugurazione del Canale di Suez e del nuovo Teatro Khediviale del Cairo (1869): sono le tappe del progetto di modernizzazione sostenuto dal viceré d’Egitto, Ismail Pascià. È proprio all’Esposizione Universale di Parigi che Ismail Pascià rimane colpito dal “Don Carlos” di Verdi. E due anni dopo, per dare lustro al nuovo Teatro Khediviale del Cairo, il viceré d’Egitto pensa proprio al maestro di Busseto. Un clima che per Mariette sarà decisivo per dare i natali ad “Aida” e, più in generale, per raccontare al mondo il passato glorioso dell’Egitto e codificarne una nuova immagine internazionale. 

torino_egizio_mostra-aida-figlia-di-due-mondi_modellino-opera-del-cairo-per-prima-aida_foto-museo-egizio

Per la mostra “Aida” i Laboratori artistici del Regio hanno realizzato un modellino in legno del Teatro dell’Opera del Cairo dove andò in scena l’opera verdiana (foto museo egizio)

Al centro della seconda sezione la genesi vera e propria dell’opera, da quando cioè il nome di Aida compare per la prima volta, in una lettera datata 27 aprile 1870, fino alla sua prima rappresentazione al Cairo e poi a Milano. Per volere di Ismail Pascià, Mariette scrive, infatti, di suo pugno al librettista del “Don Carlos”, Camille Du Locle, svelandogli una storia dal “titolo curioso, Aida”. È l’inizio di un carteggio tra il Cairo, Parigi e Busseto, che in parte è possibile ammirare in mostra a Torino, grazie ai prestiti dell’Archivio Storico Ricordi. I bozzetti originali di Mariette, conservati alla Bibliotèque National de France, hanno preso vita grazie al Teatro Regio. Per questa mostra i Laboratori artistici del Regio hanno realizzato appositamente un modellino in legno del Teatro dell’Opera del Cairo dove andò in scena l’opera verdiana.

Torino. Al museo Egizio Jennifer Cromwell (Manchester Metropolitan University) su “Western Thebes in the Early Islamic Period: archaeology and coptic texts”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

torino_egizio_western-thebes-in-early-islamic-period_jennifer-cromwell_locandinaUn ostrakon copto, proveniente da Tebe occidentale e conservato al museo Egizio di Torino, contiene un breve testo sui suoi due lati. Nonostante l’apparente modestia di questo oggetto, il testo rappresenta un unicum. Registra infatti l’unica menzione databile di un’eclissi solare in tutta la storia egiziana precedente il periodo islamico. Parte da questo reperto la conferenza di Jennifer Cromwell “Western Thebes in the Early Islamic Period: archaeology and coptic texts”, organizzata dal museo Egizio di Torino con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. Introduce Christian Greco, direttore del museo Egizio. Appuntamento martedì 5 aprile 2022, alle 18, nella sala conferenze. Ingresso libero fino ad esaurimento posti, è gradita la prenotazione scrivendo a comunicazione@museogizio.it. È necessario presentare in Super Green Pass e indossare una mascherina FFP2. La conferenza, in lingua inglese, sarà anche trasmessa live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo.

torino_egizio_ostrakon-copto_con-citazione-di-eclissi_foto-museo-egizio

L’ostrakon copto, conservato al museo Egizio di Torino, che ricorda l’eclisse del 10 marzo 601 d.C. (foto museo egizio)

“Il 14° giorno di Phamenoth del quarto anno di indizione, il sole si oscurò alla quarta ora del giorno – e nell’anno in cui Petros figlio di Palou era capo del villaggio Djeme”. Non solo questa eclissi può essere datata al 10 marzo 601 d.C., ma la sua data fa anche di questo ostrakon il più antico testo copto databile proveniente da Tebe occidentale. Durante la conferenza, la dr.ssa Jennifer Cromwell riesaminerà questo importante testo, suggerendo una nuova interpretazione del suo contesto di provenienza, compreso il villaggio che menziona, Djeme (costruito nel tempio mortuario di Ramses III, Medinet Habu, e nei suoi dintorni), e le comunità monastiche vicine. La conferenza presenterà anche le ricche testimonianze che sopravvivono in questa regione tra il VII e l’VIII secolo, un periodo di grandi cambiamenti politici e sociali.

jennifer-cromwell

La professoressa Jennifer Cromwell

Jennifer Cromwell è docente senior di Storia Antica alla Manchester Metropolitan University, di cui è entrata a far parte nel 2018. I suoi interessi di ricerca riguardano la storia sociale ed economica dell’Egitto, in particolare durante il VI-VIII secolo d.C., e lo studio dei documenti copti. Il suo progetto attuale, Ancient History, Contemporary Belonging, affronta le questioni di appartenenza nella società contemporanea e la migrazione forzata sia di persone che di manufatti storici.

Torino. Al museo Egizio l’egittologa Salima Ikram “The Animal Mummies of the Museo Egizio / Le mummie animali del Museo Egizio”. Conferenza on line in collaborazione con Acme

Mentre la maggior parte dei musei ospitano uno o due esempi di mummie animali, il Museo Egizio possiede una delle più vaste collezioni di questi artefatti. Diversamente da altre collezioni, molte provengono da scavi e la loro provenienza è ben documentata. “The Animal Mummies of the Museo Egizio / Le mummie animali del Museo Egizio” con Salima Ikram: martedì 29 marzo 2022, alle 18, nuovo appuntamento in streaming al museo Egizio di Torino con le conferenze organizzate con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. Introduce Christian Greco, direttore del museo Egizio. La conferenza vuole presentare la nuova iniziativa da parte del Museo di documentare e studiare la sua collezione di mummie animali, usando sia nuove tecnologie che le tecniche tradizionali, e alcune delle informazioni derivate da tali studi. La conferenza, in lingua inglese, è in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo Egizio.

salima-ikram

L’egittologa Salima Ikram

La prof.ssa Salima Ikram è Distinguished Professor of Egyptology all’American University in Cairo ed Extraordinary Professor all’Università di Stellenbosch. Lavora come archeologa in Egitto dal 1986. Ha co-diretto il progetto Predynastic Gallery e la North Kharga Oasis Survey e ha diretto l’Animal Mummy Project, the North Kharga Oasis Darb Ain Amur Survey focalizzato sull’arte rupestre, e la Amenmesse Mission of KV10 and KV63 nella Valle dei Re. Ha anche lavorato in Egitto, Sudan e Turchia come archeozoologa e archeologa. Membro dell’American Academy of Arts and Sciences, la dott.ssa Ikram è autrice di numerose pubblicazioni, sia accademiche che divulgative (per adulti e per bambini) su diversi temi: da quelli di soggetto tradizionalmente egittologico ad argomenti di zooarcheologia. Al momento la sua ricerca si focalizza su come i cambiamenti climatici dell’Egitto abbiano influito sulla fauna, basandosi sulle prove derivanti dalle testimonianze pittoriche, testuali, archeozoologiche e climatologiche; sui cambiamenti delle risorse di cibo e le abitudini alimentari; l’arte rupestre e gli usi funerari.

Cabras (Or) ospita “Verso Archeologika 2022”: due giorni di incontri, convegni e momenti di riflessione sullo stato dell’archeologia nell’isola per la promozione del turismo archeologico in Sardegna. Nuove straordinarie scoperte nel sito dei Giganti

La sala dei Giganti di Mont ‘e Prama nel museo civico di Cabras “Giovanni Marongiu” (foto museo cabras)

“Verso Archeologika 2022”: venerdì 4 e sabato 5 marzo 2022 al centro polivalente di Cabras (Or) importante appuntamento per la promozione del turismo archeologico in Sardegna. Due giorni di incontri in previsione di ARCHEOLOGIKA 2022, il grande evento, promosso dall’assessorato regionale al Turismo, che quest’anno sarà organizzato dalla Fondazione Mont ‘e Prama. “Verso Archeologika 2022” è un convegno scientifico sulle nuove straordinarie scoperte nel sito dei Giganti e un convegno istituzionale tra gli appuntamenti inseriti nel programma dell’evento promosso dall’assessorato regionale del Turismo e dalla Fondazione Mont’e Prama. Oltre l’assessore Gianni Chessa, prevista la presenza del ministero della Cultura e delle soprintendenze archeologiche. Cabras, il paese dei Giganti di Mont’e Prama, è la prima delle tappe di avvicinamento ad Archeologica 2022, la seconda edizione del progetto pensato dall’assessorato del Turismo della Regione Sardegna per promuovere a livello nazionale e internazionale l’immagine della Sardegna e del suo immenso patrimonio archeologico.  Archeologika, realizzata in collaborazione con la Camera di Commercio di Cagliari e Oristano, gode del patrocinio del MiC e conta su una proficua collaborazione con le sovrintendenze archeologiche, le amministrazioni comunali interessate e il sistema delle imprese locali. Venerdì 4 e sabato 5 marzo 2022, al Centro Polivalente, Cabras sarà quindi il teatro di una serie di incontri, convegni e momenti di riflessione sullo stato dell’archeologia nell’isola alla presenza di autorevoli relatori provenienti dal mondo dell’Università, delle Istituzioni e dell’impresa. Esperti e studiosi animeranno i dibattiti dall’alto valore scientifico. Non mancheranno le sorprese legate alle ultime straordinarie scoperte nel sito archeologico di Mont’e Prama, con i risultati degli ultimi studi portati avanti dai ricercatori.

Locandina del convegni “Verso Archeologika 2022” a Cabras (Or)

Si parte il venerdì 4 marzo 2022, alle 15.30, con un convegno che vedrà la partecipazione di alcune società di gestione dei siti e dei luoghi della cultura della Sardegna. Un’occasione per illustrare buone pratiche, avanzare proposte, individuare percorsi strategici nella gestione dei siti, non ultima la creazione di accordi di rete e la collaborazione tra i siti nel panorama regionale. Introduce i lavori Anthony Muroni (presidente della Fondazione Mont’e Prama). Intervengono Cristiano Erriu (direttore del Centro Servizi per le Imprese), Sara Fadda (società di gestione Sémata Società Cooperativa) e Miriam Spano (società di gestione Barlares s.a.s). A seguire, alle 17.30, si svolgerà il convegno dal titolo “Bioarcheologia a Mont’e Prama, un approccio multidisciplinare”. Intervengono Salvatore Rubino, Luca Bonoroli, Raimondo Zucca e Vittorio Mazzarello. Si prosegue sabato 5 marzo 2022, alle 10, con l’insediamento della Commissione Scientifica della Fondazione Mont’e Prama composta da Christian Greco, Fulvia Lo Schiavo, Gert Burgers, Simonetta Angiolillo e Pierpaolo Forte. La commissione sarà chiamata a valutare le 24 candidature tra le quali sarà scelto il nuovo direttore della Fondazione. Alle 11, infine, in programma il convegno di presentazione di Archeologica 2022. Intervengono Andrea Abis (sindaco di Cabras), Gianni Chessa (assessore regionale del Turismo), Patricia Olivo (segretario regionale del ministero della Cultura per la Sardegna), Monica Stochino (soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari), Bruno Billeci (soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro), Anthony Muroni (presidente della fondazione Mont’e Prama), Emiliano Deiana (presidente Anci Sardegna), Maurizio De Pascale (presidente della Camera di Commercio di Cagliari e Oristano), Alberto Moravetti (presidente designato del Comitato Scientifico della Fondazione Mont’e Prama), Emanuele Lilliu (presidente della Fondazione Barumini Sistema Cultura) e Giorgio Murru (direttore scientifico di Archeologica 2022).

Torino. Per “Incontri con gli autori” al museo Egizio presentazione del libro “Chiese chiuse” di Tomaso Montanari, in presenza e on line

Migliaia di chiese sono oggi inaccessibili, saccheggiate, pericolanti. Altre sono trasformate in attrazioni turistiche a pagamento. Oggi non sappiamo cosa farcene, di tutto questo “ben di Dio”, e bene pubblico: mancano visione, prospettiva, ispirazione. Ma è anche lì che si potrebbe costruire un futuro diverso. Umano. Il tema viene affrontato al museo Egizio di Torino nel ciclo “Incontri con gli autori”, lunedì 7 febbraio 2022, alle 18: in sala conferenze presentazione del volume “Chiese Chiuse” (Einaudi) di Tomaso Montanari che dialogherà con Enzo Bianchi. L’incontro sarà introdotto da Evelina Christillin; modera Christian Greco. Per l’occasione sarà possibile acquistare il volume in sala conferenze del museo Egizio. L’ingresso alla sala conferenze è libero fino ad esaurimento posti. È gradita la prenotazione scrivendo una e-mail a comunicazione@museoegizio.it. Il posto in sala verrà riservato fino alle 18. Per l’accesso è necessario esibire il Green Pass rafforzato e indossare mascherina FFP2. La conferenza verrà anche trasmessa live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo.

Tomaso_montanari_a_firenze,_2016

Tomaso Montanari

“Le antiche chiese italiane ci chiedono di cambiare i nostri pensieri”, spiega Montanari. “Con il loro silenzio secolare, offrono una pausa al nostro caos. Con la loro gratuità, contestano la nostra fede nel mercato. Con la loro apertura a tutti, contraddicono la nostra paura delle diversità. Con la loro dimensione collettiva, mettono in crisi il nostro egoismo. Con il loro essere luoghi essenzialmente pubblici sventano la privatizzazione di ogni momento della nostra vita individuale e sociale. Con la loro viva compresenza dei tempi, smascherano la dittatura del presente. Con la loro povertà, con il loro abbandono, testimoniano contro la religione del successo. Possiamo decidere che anche questi luoghi speciali che arrivano dal passato devono chinare il capo di fronte all’omologazione del pensiero unico del nostro tempo. O invece possiamo decidere di farli vivere: per aiutarci a vivere in un altro modo”.

Torino. Al museo Egizio Gersande Eschenbrenner Diemer  su “From the basement to the archaeological fieldwork: rediscovering Deir el-Medina woodcraft from a comprehensive study”. Conferenza in inglese introdotta dal direttore Christian Greco, in presenza e on line in collaborazione con Acme

L’Istituto francese di Archeologia Orientale del Cairo (IFAO) ospita nei suoi sotterranei un’importante collezione di oggetti, la maggior parte dei quali sono il risultato degli scavi dell’inizio del XX secolo. Lo studio di questa eccezionale collezione è ora ripreso da vari specialisti la cui missione è quella di inventariare, documentare e pubblicare questa documentazione a lungo dimenticata. Martedì 30 novembre 2021, alle 18, in sala conferenze, nuovo appuntamento del museo Egizio di Torino in collaborazione con ACME, associazione Amici e Collaboratori del museo Egizio: Gersande Eschenbrenner Diemer di ArScAn Laboratory UMR 7041 Nanterre (France) terrà in inglese la conferenza “From the basement to the archaeological fieldwork: rediscovering Deir el-Medina woodcraft from a comprehensive study” introdotta dal direttore Christian Greco. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo.

gersande.eschenbrenner_diemer

Gersande Eschenbrenner Diemer

Realizzato inizialmente nell’ambito del progetto di collaborazione PERCEA Bois tra il 2017 e il 2018, lo studio completo di questa collezione viene ora condotto nell’ambito del progetto EBENES, che riunisce diversi istituti di ricerca internazionali, missioni archeologiche e specialisti di materiali lignei. Durante la sua conferenza, la dott.ssa Gersande Eschenbrenner Diemer ci accompagnerà nel sito di Deir el-Medina, dove i materiali lignei riscoperti nei sotterranei dell’IFAO e sul campo vengono analizzati grazie al lavoro di un team di sei egittologi (in stretta collaborazione con l’IFAO e il museo Egizio) che stanno cercando di ridisegnare uno scenario artigianale poco conosciuto: quello del legno nel Nuovo Regno.

Torino. Al museo Egizio il direttore Christian Greco su “Egitto fra storia e memoria: il ruolo dei musei”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

I musei costituiscono il mezzo principale di interazione con i resti fisici dell’antico Egitto. Considerando la loro natura, potremmo dire che le collezioni archeologiche sono parziali, frammentarie, idiosincratiche. Ciononostante, i musei cercano di presentare una visione coerente di un unico “antico Egitto”. I musei sono poi promotori ed essi stessi oggetto di studio. Ne parlerà Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, nella conferenza “Egitto fra storia e memoria: il ruolo dei musei” al museo Egizio, in collaborazione con Acme, martedì 23 novembre 2021, alle 18 (ingresso in sala conferenze dalle 17.30, fino a esaurimento dei posti). La conferenza sarà trasmessa in live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Durante la sua conferenza, il direttore del museo Egizio Christian Greco prenderà in esame lo sviluppo e il ruolo dei musei come istituzione, la storia dell’acquisizione delle collezioni egizie e l’esperienza dei visitatori per comprendere come i musei rimangano un interlocutore importante per la formazione della memoria collettiva della terra del Nilo.

Torino. Al via le “Conferenze 2021-2022 del Museo Egizio”, due cicli di incontri con egittologi provenienti da tutto il mondo (nove appuntamenti) e con i curatori del Museo (undici appuntamenti). La maggior parte in presenza, sempre on line

La galleria con la Tomba di Kha al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Al via il 14 ottobre 2021 le “Conferenze 2021-2022 del Museo Egizio”, due cicli di incontri con egittologi provenienti da tutto il mondo e con i curatori del Museo. Alla base dell’iniziativa l’idea di mantenere vivo il dialogo con la comunità scientifica internazionale e divulgare le ricerche e gli studi, condotti in ambito accademico e dai curatori del museo Egizio, non solo sui reperti conservati a Torino, ma anche su scavi archeologici e archivi. Dopo i mesi difficili della pandemia, la maggior parte degli incontri saranno in presenza, ma con la possibilità di seguire gli interventi di eminenti studiosi italiani e stranieri anche in live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. L’ingresso è gratuito.

Locandina del ciclo di conferenze “Museo e ricerca: scavi, archivi, reperti”, undici incontri con protagonisti gli egittologi curatori del museo Egizio di Torino

Il 14 ottobre 2021, alle 18, si apre il ciclo “Museo e ricerca: scavi, archivi, reperti”, undici incontri con protagonisti gli egittologi curatori del museo Egizio. A fare gli onori di casa il direttore del museo, Christian Greco, che poi passerà la parola a Paolo Marini, curatore e coordinatore delle mostre itineranti ideate dall’Egizio. Marini approfondirà il tema “Botteghe regali e botteghe templari nell’Egitto di Età Ramesside”. Seguirà il 4 novembre 2021 “Fondamenti e limiti del potere del faraone”, appuntamento a cura di Federico Poole, che si occupa dell’editoria scientifica dell’istituzione torinese e dirige la Rivista del Museo Egizio.

Progetto “Transforming Egyptian Museum in Cairo”

Il 13 gennaio 2022 sarà la volta della curatrice responsabile della collezione di papiri del museo Egizio, Susanne Töpfer con “Un passaporto per l’aldilà al femminile: le donne e i libri dei morti”. In collegamento da Il Cairo Heba Ab del Gawad illustrerà il 27 gennaio 2022 un progetto congiunto tra il museo Egizio di Torino e quello de Il Cairo. L’incontro dal titolo “Transforming Egyptian Museum in Cairo” sarà in lingua inglese, così come quello tenuto da Johannes Auenmüller su “A Chapel and its visitors: Secondary Stelae and graffiti at Ellesija”, previsto il 17 febbraio. Il 10 marzo 2022 sarà il momento di approfondire “I vasi in terracotta del Museo Egizio: contesti di provenienza, tipologie e studi in corso” con l’egittologa Federica Facchetti.

La locandina della mostra “Archeologia invisibile” al museo Egizio di Torino

“Mariette e Aida: Viaggio negli archivi” è l’appuntamento del 28 aprile 2022 con Enrico Ferraris, curatore della mostra in corso “Archeologia invisibile”. Beppe Moiso, che si occupa di ricerche archivistiche legate alla formazione della collezione torinese, il 12 maggio terrà un incontro dedicato a “Gebelein: un’area archeologica vasta e complessa”. Il 19 maggio sarà la volta di Cédric Gobeil, egittologo specializzato in archeologia della vita quotidiana e cultura materiale del Nuovo Regno di stanza al Museo torinese, con una conferenza in inglese dal titolo “The third Cataract Project in Sudan. Archeological entanglement on the Nile Valley”. “Ernesto Schiaparelli a Tebe. Dai primi viaggi ai primi scavi archeologici” è invece il tema affrontato il 16 giugno dal Paolo Del Vesco, vice direttore della missione italo-olandese (Museo Egizio, Universiteit Leiden, Rijksmuseum van Oudheden) nella necropoli del Nuovo Regno a Saqqara. Chiude il ciclo il 30 giugno 2022 l’egittologo archivista Tommaso Montonati con un incontro dedicato a “Il sito archeologico di Qau El Kebir”.

Locandina del ciclo “Lectures 2021-2022”, organizzato dal museo Egizio di Torino in collaborazione con Acme: nove incontri con accademici internazionali

Nove incontri con accademici internazionali compongono invece il ciclo “Lectures 2021-2022”, organizzato dal Museo in collaborazione con Acme (Amici collaboratori del Museo Egizio di Torino). Si parte il 26 ottobre 2021, alle 18, con un collegamento in live streaming da Montreal con Jean Revez, docente del dipartimento di Storia dell’università del Quebec, dedicato a “The Anastylosis of An Ancient Monument: Evaluating the Modern Reconstruction of the Hypostyle Hall at Karnak”. Seguirà il 23 novembre un intervento del direttore del museo Egizio Christian Greco dal titolo “Egitto fra storia e memoria: Il ruolo dei musei”. Il 25 novembre sarà la volta de “Il suono della rugiada” a cura di Alberto Rizzuti, dell’università di Torino. Il 30 novembre è attesa a Torino, dall’ArScan Laboratory di Nanterre in Francia, Gersande Eschenbrenner-Diemer, protagonista dell’incontro “From the Basement to the archaeological fieldwork: rediscovering Deir El-Medina woodcraft from a comprehensive study”.

Esempi di mummie animali conservate al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

Il 18 gennaio 2022 sarà la volta di Bettina Bader (Austrian Academy of Science) con un intervento su “Objective identities. How Egyptian is Egyptian material culture?”. Il 29 marzo si collegherà da Il Cairo Salima Ikram (American University) per un focus su “The Museo Egizio’s animal mummies”. “Western Thebes in the Early Islamic Period: Archaelogy and coptic texts” è il tema che verrà affrontato da Jennifer Cromwell della Manchester Metropolitan University, attesa a Torino il 5 aprile. In collegamento dalla Cina (United International College di Beijing e Normal University di Zhuhai) ci sarà il 24 maggio Julien Cooper con un intervento dal titolo “Between the Nile and the Sea: The History and Archaelogy of Eastern Sudan From the Neolithic to the Medieval Period”. Chiuderà il ciclo il 31 maggio 2022 Luigi Prada dell’università di Uppsala con “Il Guardiano dei coccodrilli: alla scoperta delle origini antico-egizie di una leggenda plurimillenaria”.

Torino. Il museo Egizio lancia You&Me, la prima campagna di membership per coinvolgere i visitatori dell’Egizio nelle attività dell’ente: con una quota annuale si può fruire di pacchetti di benefit, differenziati a seconda della fascia di età o del tipo di membership

You&ME, il museo Egizio di Torino lancia la prima campagna di membership per coinvolgere i visitatori dell’Egizio nelle attività dell’ente, dalla cura della collezione di reperti, al sostegno alla ricerca e all’inclusione sociale: “Vivi 365 giorni di scoperta, ricerca e passione: da oggi con la Membership Card Digitale potrai aderire a un programma di attività a te dedicate e seguire il dietro le quinte del museo Egizio. Diventa custode di una collezione millenaria, sostenendo i progetti di ricerca, la cura dei reperti e il futuro del museo”.  Chi aderirà alla campagna potrà sostenere l’attività del Museo con una quota annuale, che gli permetterà di fruire di pacchetti di benefit, differenziati a seconda della fascia di età o del tipo di membership. Cuore della campagna sono i contenuti scientifici: la membership, infatti, offre un punto di vista privilegiato sul dietro le quinte dell’attività del Museo, con approfondimenti, format on line, anche per chi è lontano e non ha la possibilità di visitare con frequenza il museo, ed eventi esclusivi. A questo si aggiungono ingressi gratuiti e sconti riservati.

torino_egizio_ME_prenditi-cura-di-ME_logo

Logo della campagna di sostegno al museo Egizio di Torino “Prenditi cura di ME”

torino_egizio_AFME_american-friends-of-museo-egizio_logo

Logo della campagna del museo Egizio di Torino “AFME, American Friends of Museo Egizio”

“La cura della collezione che il Museo custodisce, così come l’importante attività di ricerca che svolge quotidianamente”, dichiara Christian Greco, direttore del museo Egizio, “possono trovare nuova forza attraverso un maggior coinvolgimento dei nostri pubblici, facendoli sentire non semplici spettatori, ma parte integrante di questa straordinaria istituzione. Il nostro programma ‘You&ME’ mira proprio a questo: stabilire e consolidare una relazione con i nostri sostenitori, per costruire una comunità che partecipi alla vita del museo, contribuendo a renderlo sempre più un patrimonio condiviso”. E la presidente Evelina Christillin: “Il programma di membership ci offre l’opportunità di rinsaldare il legame con i nostri pubblici, attraverso il sostegno alle attività che svolgiamo. Questo importante progetto rafforza inoltre le possibilità di fundraising del Museo, avviate a fine 2020 con la campagna ‘Prenditi cura di Me’; insieme ad altre iniziative, come il lancio dell’American Friends of Museo Egizio, a oggi ha permesso di contare su 270 donazioni, per un importo che supera i 45mila euro, interamente reinvestito nella cura della collezione. Un primo risultato positivo, che pone le basi per le sfide future, nel solco dell’importanza strategica che la Fondazione ha sempre assegnato alla sostenibilità, anche in ambito economico”.

“You&ME” è un programma inclusivo, internazionale e sostenibile: la newsletter riservata ai member, così come gli altri contenuti on line, saranno diffusi sia in italiano sia in inglese e la stessa Membership Card, ad eccezione di quella per gli Under14, progettata per essere uno strumento di ampliamento dell’esperienza di membership, sarà consegnata ai destinatari esclusivamente in formato digitale, consentendo di abbattere l’impronta ecologica della campagna. “You&ME” si estende anche alle aziende, che potranno sostenere il Museo attraverso piani personalizzati di corporate membership, con la possibilità di definire benefit, ideati ad hoc per dipendenti e stakeholder. “Ovunque tu sia, il nostro programma di membership digitale ti permetterà di seguire da vicino le attività del Museo. Scopri i benefit a te riservati ed entra nella community del museo Egizio su Membership – Museo Egizio”.