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Torino. Al museo Egizio Anna Consonni del museo Egizio di Firenze su “Gli annessi economici nord del Ramesseum: nuove prospettive di ricerca. Gli scavi italiani nel quadro della Missione franco-egiziana”. Conferenza on line in collaborazione con Acme

Dal 2017 un gruppo di ricerca italiano è associato agli scavi condotti dalla Missione franco-egiziana sull’area del Ramesseum, diretta da Christian Leblanc nell’ambito della missione archeologica francese di Tebe Ovest (MAFTO), in partnership con il Centro di Studi e Documentazione sull’Antico Egitto (CEDAE, Egyptian Ministry of Antiquities), l’associazione per la salvaguardia del Ramesseum (ASR) e il Centro di Egittologia Francesco Ballerini (CEFB). Martedì 13 aprile 2021, alle 18, il museo Egizio di Torino in collaborazione con ACME (associazione amici collaboratori del museo Egizio di Torino) presenta la conferenza egittologica online “Gli annessi economici nord del Ramesseum: nuove prospettive di ricerca. Gli scavi italiani nel quadro della Missione franco-egiziana”, tenuta da Anna Consonni, curatrice della sezione “Museo Egizio” presso il museo Archeologico nazionale di Firenze, che si focalizzerà sugli scavi italiani al Ramesseum. La conferenza si terrà in italiano e sarà introdotta da Christian Greco, direttore del museo Egizio. L’incontro verrà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

Gli annessi nord del Ramesseum a Tebe Ovest affidati agli archeologi italiani (foto museo Egizio)

Agli archeologi italiani è stata affidata in particolare la ripresa degli scavi negli “annessi nord”, una serie di strutture in mattoni crudi, che coprono un’area di circa 12mila mq ed erano parte del complesso economico-amministrativo del Tempio. La destinazione originaria di questi ambienti, indagati nei secoli passati in modo non esaustivo, non è in molti casi ancora chiara. Allo stesso modo necessita di essere meglio definita la dinamica complessa di riutilizzo che l’area ha subito a partire dal Terzo Periodo Intermedio. Le nuove ricerche, condotte con l’ausilio di moderne metodologie e un approccio multidisciplinare, hanno già consentito di raccogliere nuove interessanti informazioni.

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L’archeologa Anna Consonni, curatrice del museo Egizio di Firenze

Anna Consonni si è laureata in Egittologia all’università di Milano e specializzata nella stessa università in Preistoria e Protostoria, e ha conseguito il dottorato in Egittologia all’università di Pisa con una tesi sulle ceramiche provenienti dai contesti funerari presenti sull’area del Tempio di Milioni di Anni di Amenhotep II a Luxor (Egitto). Ha partecipato a numerosi scavi preistorici e protostorici in Italia, sia da libero professionista che in collaborazione con Università e Istituti di Ricerca, partecipando inoltre a diverse missioni archeologiche in Egitto. Dal 2018 al 2020 è stata funzionario archeologo al museo Archeologico nazionale di Taranto dove è stata curatore delle sezioni dedicate alla Preistoria-Protostoria e alla cultura indigena, e responsabile dell’area operativa “Educazione e Ricerca, Servizi al Pubblico” e dei Servizi educativi. Da gennaio 2021 è in servizio al museo Archeologico nazionale di Firenze, come curatore della sezione “Museo Egizio”.

Torino. Il museo Egizio lancia un nuovo progetto di didattica a distanza per le scuole, oltre 200 le classi già prenotate: un’esperienza digitale a misura di studente

torino_museo-egizio_logoVivere l’esperienza al museo è impossibile a causa di grandi distanze? Forse un’alternativa c’è: il museo Egizio di Torino propone alle scuole, oltre alle visite in presenza, un’esperienza didattica digitale altrettanto coinvolgente. Per rispondere al complesso momento vissuto dal sistema scolastico italiano per effetto dell’emergenza sanitaria, il museo Egizio promuove infatti una nuova iniziativa dedicata alla formazione degli studenti. Si tratta di un innovativo progetto di didattica a distanza sviluppato in collaborazione con esperti nell’ambito dell’insegnamento e della didattica virtuale: non una semplice lezione online, ma una vera e propria esperienza digitale a misura di studente, da vivere in classe con la guida di un egittologo. Oltre 200 le classi già prenotate. Ciò che è nato come sperimentazione per far fronte all’emergenza Covid, si è trasformata in una occasione di sviluppo dell’area didattica che, anche quando le scuole potranno ritornare al museo Egizio in presenza, sarà possibile continuare rivolgersi a nuovi pubblici: infatti, potranno essere raggiunte scuole ovunque, superando eventuali problemi di mobilità. La didattica a distanza è inoltre disponibile in altre lingue.

Col museo Egizio non una semplice lezione online, ma una vera e propria esperienza digitale a misura di studente (foto museo egizio)

“L’iniziativa mira a rafforzare l’alleanza tra Scuole e Museo, pur nella consapevolezza della funzione insostituibile del ‘vivere’ gli spazi espositivi”, dichiara Christian Greco, direttore del museo Egizio. “Quello che proponiamo è un approccio integrato non alternativo alla visita museale. Si è lavorato molto per raccontare gli oggetti, narrarne la biografia, mettere in relazione artefatti situati in luoghi fisici diversi, facendo ricorso a modalità narrative innovative. La collezione ritrova anche in questo modo la sua dimensione pubblica, indagando e sperimentando un modello di didattica nuovo che mette in dialogo materiale e immateriale, e restituendo al museo il suo ruolo educativo e formativo”. Ed Evelina Christillin, presidente del museo Egizio, aggiunge: “Il museo Egizio ha da sempre dedicato grande attenzione all’offerta formativa per le scuole, accogliendo migliaia di studenti ogni anno. Per questo abbiamo fortemente voluto sviluppare questo progetto di didattica, integrato e digitale, che ci permette di riprendere le attività museali a favore degli istituti scolastici. L’iniziativa in questa prima fase ha già raccolto un grande interesse e apprezzamento, come dimostrano le oltre 230 classi da tutta Italia che hanno effettuato una prenotazione: un dato incoraggiante che ci spinge a continuare a lavorare in questa direzione, sviluppando nuovi percorsi e contenuti, che in futuro vogliamo poter proporre anche alle scuole secondarie superiori”.

Col museo Egizio esperienza didattica digitale a distanza (foto museo egizio)
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Un egittologo tiene il corso in collegamento live con gli studenti (foto museo egizio)

L’esperienza avviene nel corso di un collegamento live con un egittologo: oltre a esplorare alcuni elementi di base sulla cultura faraonica, viene offerta agli studenti l’opportunità di scoprire nel dettaglio i reperti della collezione e di interagire con gli esperti del Museo, per diventare protagonisti attivi dell’incontro. Contributi video, animazioni e grafiche realizzate ad hoc rendono più coinvolgente ed efficaci i contenuti, mentre sono stati previsti anche dei momenti di “motricità” in tema egizio per i ragazzi, al fine di rendere meno statica la fruizione del corso. Inoltre, ciascun percorso didattico è accompagnato da un Vademecum, ispirato ai contenuti specifici dell’incontro, che organizza e approfondisce i temi trattati mediante materiali destinati agli studenti da utilizzare prima, durante e dopo il collegamento con l’egittologo. Due i moduli attualmente disponibili, entrambi rivolti alle scuole primarie: il percorso “Storie di acqua, di terra e di sabbia. Vita quotidiana in Egitto” conduce alla scoperta del territorio, del clima e delle abitudini degli antichi abitanti della Valle del Nilo, mentre il percorso “Storie dell’altro mondo. Religione e culti funerari” offre un focus speciale sui culti e sui riti funerari della cultura faraonica. Gli insegnanti interessati possono trovare la descrizione del format didattico, le modalità di fruizione e il dettaglio dei contenuti nell’apposita sezione dedicata alle scuole del sito web del Museo Egizio (https://egizio.museitorino.it/categoria/scuole/), sviluppata in collaborazione con il concessionario dei servizi museali.

Torino. Conferenza egittologica on line con Paolo Marini su “I modellini di sarcofago del Museo Egizio: usanze funerarie tra Medio e Nuovo Regno”

All’inizio Medio Regno (1980-1700 a.C.) si attestano i primi “ushabti”, spesso disposti all’interno di modellini di sarcofago, riproducenti nel dettaglio quelli realmente utilizzati per accogliere e proteggere le spoglie del defunto. Martedì 16 marzo 2021, alle 18, il museo Egizio di Torino presenta la conferenza egittologica online “I modellini di sarcofago del Museo Egizio: usanze funerarie tra Medio e Nuovo Regno”, tenuta dal curatore Paolo Marini. La conferenza si terrà in italiano e verrà introdotta da Enrico Ferraris, curatore del Museo. L’evento verrà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. L’utilizzo dei modellini di sarcofago, protrattosi almeno fino all’Epoca Tarda (722-332 a.C.), non si deve alla necessità di proteggere o conservare le statuette funerarie, ma è strettamente connesso al ginepraio di credenze funerarie che orbita intorno agli “ushabti”. Il museo Egizio conserva un importante corpus, quasi completamente inedito, di modellini di sarcofago, attualmente in studio da parte del dipartimento “Collezione e Ricerca”. In questa conferenza saranno presentati i primi risultati del loro studio. Inoltre, saranno illustrati i rapporti tra questa singolare tipologia di oggetti e il restante corredo funerario.

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L’egittologo Paolo Marini (foto museo Egizio)

Paolo Marini è curatore al museo Egizio dal 2017 dove, oltre a svolgere la generale attività curatoriale, coordina le mostre itineranti. Ha curato la mostra “House of Eternity”, esposta in Cina e in Brasile ed “Egypt of Glory”, attualmente in Finlandia ed Estonia. Di recente ha pubblicato un libro divulgativo: “Divinità dell’antico Egitto”. All’attività museale affianca quella archeologica svolta in Egitto. Dal 2010 è membro della missione archeologica dell’università di Pisa (MIDAN) a Dra abu el-Naga, Luxor; dal 2017 della Missione Archeologica Francese a Tebe-Ovest (MAFTO) al Ramesseo, Luxor; dal 2019 della Missione dell’Istituto Francese di Archeologia Orientale (IFAO) a Deir el-Medina, Luxor. Ha conseguito il dottorato in Storia e Orientalistica all’università di Pisa, nel 2016. I suoi interessi riguardano l’archeologia e l’arte egizia, le usanze funerarie, la cultura materiale e la religione.

Torino. Al museo Egizio il prof. Yuval Goren dell’università Ben Gurion del Negev presenta gli strumenti scientifici per “decodificare” i segreti dell’archivio delle Tavolette di Amarna. Conferenza on line in collaborazione con Acme

Fin dalla loro scoperta, le tavolette di Amarna hanno fornito informazioni significative sulle interazioni politiche e culturali tra l’Egitto e il Vicino Oriente durante il periodo del Nuovo Regno. Il professor Yuval Goren ne parla martedì 9 marzo 2021, alle 18, nella conferenza egittologica on line promossa dal museo Egizio di Torino in collaborazione con ACME: “Texts, Archaeology and Science. Material Investigations of the Amarna Tablets and other Ancient Near Eastern Texts Unveiling Levantine Egyptian Interactions”. La conferenza si terrà in lingua inglese e sarà introdotta da Christian Greco, direttore del museo Egizio. L’evento verrà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

Il tavolo di lavoro di Goren impegnato con la Lettera di Ramses II a Hatti (foto museo Egizio)

I dati archeologici così come quelli storici indicano l’esistenza di un sistema amministrativo egiziano a Canaan, che controllava le città-stato satellite, le quali mantenevano a loro volta un limitato grado di autonomia. Tuttavia l’origine di numerose tavolette ci è sconosciuta: all’interno di questo contesto di ricerca archeologica, l’applicazione di tecniche scientifiche allo studio dei materiali archeologici è sempre più importante. Utilizzando metodi analitici adeguati è possibile scoprire importanti informazioni come la provenienza delle materie prime, i processi di fabbricazione e le tecnologie applicate agli oggetti, la persistenza di particolari tradizioni e interazioni culturali. La conferenza presenterà i risultati di un progetto di ricerca in corso, che mira a utilizzare tali strumenti scientifici per “decodificare” i segreti dell’archivio di Amarna e di altri importanti archivi e testi del Vicino Oriente antico.

Prof. Yuval Goren

Il prof. Yuval Goren (foto Dani-Machlis / Ben Gurion University)

Yuval Goren è professore di archeologia all’università Ben Gurion del Negev dal 2016. Nel 1992 ha conseguito il dottorato di ricerca all’università Ebraica di Gerusalemme e ha lavorato per diversi anni come capo del laboratorio petrografico presso l’Autorità israeliana per le antichità. Goren ha avviato e diretto il corso di laurea in Archeologia e Archeomateriali e del Laboratorio di microarcheologia comparata all’università di Tel Aviv. All’università Ben Gurion del Negev ha istituito il corso Track for Archaeomaterials and Conservation Sciences (TACS). La sua ricerca si concentra sulle prime tecnologie e sulla provenienza di ceramiche, intonaci e oggetti metallici, per il cui studio utilizza metodi mineralogici, strutturali e geochimici. Goren ha diretto gli scavi archeologici dei siti di età Calcolitica nel deserto del Negev occidentale in Israele e nella città del I millennio a.C. a Tel Sochoh. Dal 2019 co-dirige i nuovi scavi al santuario calcolitico di Ein Gedi nel deserto della Giudea.

Torino. Al museo Egizio il prof. Andrea Manzo, direttore delle missioni de “L’Orientale” e dell’ISMEO ad Aksum in Etiopia e a Mersa/Wadi Gawasis in Egitto, su “Egitto e Africa. Uno sguardo dal Sudan orientale”- Conferenza on line in collaborazione con Acme

La locandina del prof. Andrea Manzo al museo Egizio di Torino

Lo studio dei rapporti tra Egitto e Africa ha avuto importanti sviluppi negli ultimi anni, ma se la nostra conoscenza delle regioni di transito è aumentata, lo stesso non si può dire delle aree più meridionali coinvolte in questi rapporti, dove molte delle risorse africane apprezzate nell’Egitto antico erano disponibili. Le missioni archeologiche de “L’Orientale” e dell’ISMEO a Mersa/Wadi Gawasis e nelle pianure tra Sudan ed Eritrea hanno contribuito notevolmente allo studio di queste dinamiche. Martedì 2 marzo 2021, alle 18, il museo Egizio di Torino in collaborazione con ACME ospita la conferenza online “Egitto e Africa. Uno sguardo dal Sudan orientale”, a cura del professor Andrea Manzo. La conferenza si terrà in lingua italiana e sarà introdotta da Christian Greco, direttore del museo Egizio. La conferenza verrà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

Il prof. Andrea Manzo impegnato nella missione archeologica nel Sudan orientale (foto museo egizio)

Il rapporto con l’entroterra africano ha caratterizzato, pur con variazioni importanti nell’intensità e nelle modalità, tutta la storia faraonica. Nel corso di questa conferenza, i risultati dei due progetti di ricerca delle missioni archeologiche de “L’Orientale” e dell’ISMEO a Mersa/Wadi Gawasis, sulla costa egiziana del Mar Rosso, e nei bassopiani tra Sudan e Eritrea, saranno passati in rassegna e contestualizzati nel quadro dei più recenti sviluppi degli studi condotti in Nubia. In particolare, verranno evidenziati gli apporti che dallo studio delle aree marginali, ovvero delle regioni non immediatamente prossime la valle del Nilo, possono derivare alla nostra comprensione della storia dell’Egitto e di tutta l’Africa nordorientale. In questa prospettiva, verranno discussi alcuni recenti risultati delle ricerche condotte nel Sudan orientale.

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Il prof. Andrea Manzo dell’università “L’Orientale” di Napoli

Andrea Manzo è professore ordinario di Antichità nubiane e Archeologia e antichità etiopiche all’università “L’Orientale” di Napoli. I suoi interessi di ricerca sono l’origine e lo sviluppo delle relazioni economiche e culturali tra le popolazioni protostoriche dell’Africa nordorientale, con particolare riferimento ai contatti avvenuti lungo la valle del Nilo e il mar Rosso. Negli ultimi anni si è dedicato alle culture antiche delle aree marginali dell’Africa nordorientale, in riferimento anche al ruolo di queste regioni nei contatti tra culture e alle dinamiche d’interazione con gli Stati, con particolare attenzione al Deserto Orientale egiziano-sudanese, al Sudan sudorientale ed alla costa del mar Rosso. Ha partecipato a campagne di scavo in Italia, Egitto, Eritrea e Etiopia e dirige le missioni de “L’Orientale” e dell’ISMEO ad Aksum in Etiopia, a Mersa/Wadi Gawasis, in Egitto, e nei bassopiani eritreo-sudanesi.

Piemonte in zona arancione. Da oggi il museo Egizio è chiuso al pubblico, ma l’attività non si ferma. Disponibile un nuovo virtual tour (gratuito) al cuore della collezione: è possibile scoprire da remoto le sale di Deir el-Medina e della tomba di Kha, tra modelli 3D e approfondimenti video

Da lunedì 1° marzo 2021 la Regione Piemonte passa in zona arancione. Ciò significa che il museo Egizio di Torino, come le altre istituzioni culturali della regione, è costretto a chiudere di nuovo le porte al proprio pubblico. “Ma il museo non si ferma”, assicura il direttore Christian Greco. “La ricerca continua, anzi non si è mai fermata; come continua il dialogo con il nostro pubblico attraverso il sito web e i canali social”. È il museo digitale (rinnovato sito web, piattaforma dei papiri, le schede di 3500 reperti già disponibili, gli incontri on line) che si affianca al museo fisico: “E questo non lo dobbiamo vedere come una situazione contingente, ma rappresenta il futuro: il museo integrato, dove ricerca e comunicazione concorrono a rafforzare la conoscenza delle collezioni e l’approfondimento delle tematiche dell’antico, della conservazione, della promozione, della valorizzazione, del coinvolgimento del territorio”. In questa filosofia si inserisce la proposta del museo Egizio di Torino di implementazione degli strumenti digitali a disposizione del suo pubblico, che non significa solo appassionati ma anche studiosi e studenti: da oggi è infatti disponibile un nuovo virtual tour (all’indirizzo https://virtualtour.museoegizio.it/ ), assolutamente gratuito, che permette di visitare da remoto le sale che costituiscono il vero fiore all’occhiello della collezione torinese, quelle dedicate al villaggio di Deir el-Medina e alla tomba di Kha, che custodiscono reperti preziosissimi frutto degli scavi novecenteschi della Missione Archeologica Italiana. A partire da una serie di foto panoramiche a 360 gradi in alta definizione, il tour virtuale ricostruisce gli ambienti dedicati ai reperti provenienti dalla tomba intatta dell’architetto Kha e di sua moglie Merit, e dal villaggio degli artigiani e degli operai di Deir el-Medina.

La schermata della sala di Deir el Medina con, a sinistra, la planimetria e la posizione del visitatore, e a destra la vetrina con le opzioni di approfondimento (foto museo egizio)

Il virtual tour è il frutto di quasi un anno di lavoro curato da Federico Taverni e Nicola Dell’Aquila, responsabili del patrimonio fotografico dell’Egizio, che durante il lockdown hanno riflettuto su come comunicare al meglio le collezioni. Oltre a potersi muovere tra le vetrine, l’utente ha a disposizione molteplici strumenti che ampliano l’esperienza di visita: a partire da una serie di modelli 3D (circa dieci) degli oggetti esposti, realizzati attraverso la tecnica della fotogrammetria e che offrono la possibilità di osservare i reperti con una precisione e un dettaglio inediti. “Il famoso papiro di Kha, lungo 14 metri”, ricordano ad esempio i due curatori, “è stato scansionato con 45 fotografie, che permettono di ingrandire ogni particolare: uno strumento utile per rispondere a ogni curiosità, ma anche agli interessi degli esperti”.

Grazie al virtual tour si può eccezionalmente entrare nella cappella di Maia, diversamente da quanto possibile nella visita fisica (foto museo egizio)

Tra i reperti disponibili vale la pena di citare la cappella di Maia, nella quale è possibile “entrare” per la prima volta, per osservare da vicino le variopinte pitture. Posizionando il cursore lungo il percorso è inoltre possibile accedere a ben 18 video di approfondimento, per scoprire le sale e i reperti più importanti guidati dalle parole e dalla voce dei curatori del Dipartimento Collezione e Ricerca. Il virtual tour permette inoltre di visualizzare alcune fotografie storiche e di accedere ad ulteriori contenuti tramite i database del Museo. I contenuti video sono disponibili in italiano, inglese, francese e tedesco, così come la navigazione, disponibile anche in arabo.

La schermata della sala della Tomba di Kha nel museo Egizio di Torino con le opzioni per la navigazione del virtual tour (foto museo egizio)

“Questo nuovo strumento è un ulteriore passo nello sviluppo delle nostre attività online, ed è il primo a mettere in dialogo più piattaforme: navigando tra le vetrine è infatti possibile accedere a una molteplicità di risorse del museo, compresi il database della collezione quello della collezione papiri”, dichiara il direttore Greco. “Il virtual tour rappresenta inoltre un tassello di una strategia più ampia volta a sviluppare e accrescere i progetti di digitalizzazione delle collezioni del Museo, assicurando sempre l’accesso a un pubblico il più ampio possibile: perché il patrimonio che custodiamo sia davvero patrimonio della collettività”. E la presidente Evelina Christillin: “In questa fase lo sviluppo di contenuti fruibili online è fondamentale per continuare a raggiungere i nostri pubblici, da quello accademico, fortemente internazionale, a quello costituito dalle tante famiglie e dagli appassionati che ci seguono sui nostri canali digitali. Un obiettivo rientra a pieno nelle finalità di questo virtual tour, che ha inoltre il merito di essere stato sviluppato interamente dal nostro staff, con una qualità fotografica di altissimo livello”.

Torino. “Carnevale al museo Egizio”: visita il museo in maschera a tema Antico Egitto, fatti una foto e inviala: puoi vincere un premio. Lunedì 15 orario prolungato

Bambini al trucco per il Carnevale al museo Egizio quando non c’era la pandemia (foto museo egizio)

L’Antico Egitto ti ha sempre affascinato? Le immagini solenni dei faraoni, lo sfarzo delle regine, la dinamicità delle ballerine, la potenza dei soldati, il rigore degli scribi, hanno sempre solleticato il tuo immaginario. E allora perché non provare a impersonare un antico egizio? Potresti anche vincere un premio! È la proposta del “Carnevale al museo Egizio” in programma lunedì 15 febbraio, con un orario speciale, e martedì 16 febbraio 2021. Lunedì 15 febbraio, infatti, il museo sarà aperto con orario prolungato dalle 9 alle 18.30, anziché con la consueta chiusura alle 14. Inoltre tutti coloro che visiteranno il museo lunedì 15 e martedì 16 febbraio con un travestimento a tema antico Egitto potrebbero ricevere una sorpresa: basterà inviare una proprio foto nelle sale, magari vicino al vostro reperto preferito) tramite i canali social del museo Egizio (su Messenger per Facebook e nei messaggi di direct di Instagram) e un team (una giuria di divinità egizie capitanata da Maat, la dea della giustizia, scherzano sui social) selezionerà i tre scatti con le maschere più belle e originali e invierà loro un regalo. Non avete ancora deciso da cosa o da chi travestirvi per Carnevale? Il museo Egizio mette a disposizione un’ampia selezione di idee: https://collezioni.museoegizio.it/.

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Lo Spazio ZeroSei al museo Egizio di Torino per i bambini in età prescolare

Anche lo Spazio ZeroSei Egizio offre una serie appuntamenti extra delle sue Storie Egizie: martedì 16 e mercoledì 17 febbraio 2021 saranno offerte letture e attività per i più piccoli con tre appuntamenti giornalieri alle ore 10, 10:45 e 11:30. Per partecipare alle Storie Egizie la prenotazione è obbligatoria al seguente link: http://bit.ly/storie-egizie-dal-23-gennaio-2021. Per maggiori informazioni e per prenotare l’ingresso al museo Egizio per la settimana del 15-19 febbraio visitare il sito www.museoegizio.it.

Torino. Al museo Egizio il prof. Morales, direttore del Middle Kingdom Theban Project, illustra i lavori recenti della spedizione dell’università di Alcalá a Deir el-Bahari. Conferenza on line in collaborazione con Acme

La locandina della conferenza del prof. Antonio J. Morales al museo Egizio di Torino

Negli ultimi quattro anni, la missione archeologica dell’Università di Alcalá e il “Middle Kingdom Theban Project”, coordinato dalla stessa università, hanno istituito un team multidisciplinare di esperti che hanno condotto scavi archeologici, lavori epigrafici e di conservazione in diverse tombe nell’area di Deir el-Bahari, con l’obiettivo principale di migliorare la nostra conoscenza della storia dell’ultima parte dell’undicesima dinastia e dell’inizio del cosiddetto “periodo classico”. Martedì 9 febbraio 2021, alle 18, ne parlerà il professor Antonio J. Morales, direttore del “Middle Kingdom Theban Project” nella conferenza “Early Middle Kingdom elite officials and royal strategies at Thebes: recent works by the University of Alcalá Expedition at Deir el-Bahari” (“Funzionari d’élite del Primo Medio Regno e strategie reali a Tebe: lavori recenti della spedizione dell’Università di Alcalá a Deir el-Bahari”) promossa dal museo Egizio di Torino in collaborazione con ACME. La conferenza si terrà in lingua inglese e sarà introdotta da Christian Greco, direttore del museo Egizio. La conferenza verrà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

Veduta dalla mongolfiera dell’area a Deir el Bahari interessata dalla amissione di scavo diretta da Antonio J. Morales (foto museo egizio)

Nei primi due anni di lavoro (2015-2016) il team ha iniziato a scavare la parte superiore dei cortili nei complessi del nobile Henenu (TT 313 / MMA 510) e del visir Ipi (TT 315 / MMA 516). Nei due anni successivi la spedizione ha registrato un aumento significativo nel numero di monumenti indagati: si sono infatti aggiunti i complessi funerari del supervisore dell’harem Djari (TT 366 / MMA 820) e del visir Dagi (TT 103 / MMA 807) ad Asasif, nonchè l’intero settore orientale nelle colline settentrionali di Deir el-Bahari, dove si trovano la tomba di Neferhotep (TT 316 / MMA 518), due tombe “non finite” (MMA 519- 520) e un grande complesso (MMA 521) il cui scavo è stato lasciato incompleto da Winlock e che devono ancora essere documentate e studiate. Nel corso della conferenza verranno dunque illustrati gli obiettivi principali del progetto e le strategie messe in atto per la documentazione, lo studio e la pubblicazione delle scoperte relative a questi monumenti di Deir el-Bahari e Asasif.

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L’egittologo Antonio J. Morales

Antonio J. Morales è assistant professor di Egittologia al dipartimento di Storia antica dell’università di Alcalá. In precedenza è stato docente di Egittologia e ricercatore associato alla Freie Universität di Berlino, ricercatore di post-dottorato all’università di Heidelberg e assistente ricercatore all’università di Mainz. Morales ha inoltre partecipato a diverse spedizioni in Egitto ed è attualmente il direttore del “The Middle Kingdom Theban Project”, che si svolge nelle necropoli di Deir el -Bahari e Asasif a Tebe (oggi Luxor). Autore di numerosi articoli su riviste scientifiche, ha curato un volume sulla birra nel mondo antico (Siviglia 2001), co-curato un volume sulla regalità divina (Philadelphia 2011), e realizzato una monografia sui testi delle piramidi dedicati alla dea Nut (Amburgo 2017); la sua ultima pubblicazione, che apparirà negli Harvard Egyptological Studies, è sull’archeologia del Medio Regno.

Torino. Al museo Egizio nuova audioguida multimediale sul proprio smartphone con i Qr Code. Dall’8 al 12 febbraio ingressi a prezzi promozionali. Prenotazioni on line

Il palazzo del Collegio dei Nobili sede del museo Egizio di Torino fin dalla sua fondazione (foto Mibact)
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Al museo Egizio audioguida multimediale con i Qr Code

A guidare i visitatori tra le sale del museo Egizio di Torino sarà anche lo stesso direttore Christian Greco, in voce. Da lunedì 8 febbraio 2021 parte un nuovo servizio: l’audioguida direttamente sullo smartphone personale, con la voce del direttore e dei curatori dell’Egizio, grazie ai nuovi Qr Code che saranno collocati lungo il percorso. Basterà infatti inquadrarli con lo smartphone per ascoltare con i propri auricolari una introduzione generale all’inizio di ogni sala e approfondimenti speciali in corrispondenza di molti oggetti: descrizioni, storie e curiosità grazie ai quali il pubblico avrà a disposizione una audioguida multimediale, da fruire in autonomia e in tutta sicurezza.

Nuova promozione per gli ingressi dall’8 al 12 febbraio 2021. Già aperte le prenotazioni online. Gli orari di apertura restano invariati (lunedì 9-14, dal martedì al venerdì 9-18.30, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura), mentre entra in vigore un nuovo tariffario promozionale. Il prezzo d’ingresso è stato fissato a 12 euro, con biglietto ridotto a 10 euro; il ridotto studenti (15-18 anni e universitari) resta a 2 euro, così come il Ridotto Junior a 1 euro per la fascia 6-14 anni. Le nuove tariffe, ancora scontate rispetto a quelle in vigore prima della pandemia da Covid-19, intendono offrire un incentivo al pubblico che per molti mesi ha dovuto rinunciare ai musei. A grande richiesta viene inoltre mantenuto il Family Ticket, dedicato ai nuclei composti da due adulti e due minorenni, al costo di 24 euro. In osservanza delle prescrizioni di sicurezza le visite guidate di gruppo saranno limitate alla partecipazione di un massimo di 15 persone con due possibili opzioni di tour: uno di 50 minuti a 40 euro e l’altro di 90 minuti a 70 euro, sempre acquistabili online. Tra i servizi più apprezzati, il Museum Shop e la caffetteria situata al primo piano, saranno regolarmente attivi.

Torino. Conferenza egittologica on line con Federico Poole curatore del museo Egizio su “Il tempo nell’arte egizia” in confronto con l’arte greca

Il tema del tempo è fondamentale per la nostra comprensione dell’arte dell’antico Egitto, non da ultimo perché è al cuore di una importante differenza fra questa e l’arte tradizionale occidentale sviluppatasi a partire dall’arte greca. Giovedì 4 febbraio 2021, alle 18, il museo Egizio di Torino presenta la conferenza egittologica online “Il tempo nell’arte egizia” tenuta dal curatore Federico Poole. La conferenza si terrà in italiano e verrà introdotta da Alessia Fassone, curatrice del Museo. L’evento verrà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.

Rilievo egizio con una scena “in movimento” (foto museo egizio)

Mentre l’arte greca è costruita idealmente intorno al punto di vista dell’osservatore, e quindi congela il movimento nell’istante in cui questo viene colto, in una scena o in un soggetto, come in uno scatto fotografico. L’arte faraonica ha adottato invece un’altra strategia, producendo immagini che, persino quando raffigurano la realtà in movimento, sembrano ignorare o almeno leggere diversamente la dimensione del tempo, e che noi, figli di un’altra estetica, spesso percepiamo dunque come “statiche”. La conferenza affronterà questo e altri aspetti della categoria del tempo come chiave interpretativa dell’arte dell’antico Egitto.

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L’egittologo Federico Poole

Federico Poole è curatore al museo Egizio dal 2013. Si occupa dell’editoria scientifica del museo e dirige la Rivista del Museo Egizio. Ha curato per il museo la mostra temporanea “Il Nilo a Pompei” (2016) e ha collaborato all’allestimento della collezione egiziana del museo Archeologico nazionale di Napoli.