Archivio tag | Paolo Marini

Torino. Al via il ciclo “Musei e Ricerca. Scavi, Archivi, Reperti” con la conferenza egittologica di Paolo Marini su “Botteghe regali e botteghe templari nell’Egitto di età ramesside: i vasi per ushabti di Tuna El-Gebel”

Paolo Marini, curatore del museo Egizio di Torino, apre una nuova stagione di incontri parte del programma “Musei e Ricerca. Scavi, Archivi, Reperti” con una conferenza dal titolo “Botteghe regali e botteghe templari nell’Egitto di età ramesside: i vasi per ushabti di Tuna El-Gebel”. Appuntamento giovedì 14 ottobre 2021, alle 18, nella sala conferenze del museo Egizio: il direttore Christian Greco introduce la relazione del curatore Paolo Marini. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Sarà comunque possibile seguire la conferenza in Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. I vasi per ushabti sono dei contenitori – appositamente realizzati per le statuette funerarie – attestati solo in alcuni siti egiziani e datati tra la XIX e la XX dinastia (1292-1076 a.C.). Questa produzione si innesta in una tradizione molto più antica e diffusa, che prediligeva l’uso di cassette lignee per questo scopo. Proprio grazie alla loro peculiare caratteristica, i vasi per ushabti sono oggetti importanti per indagare le differenze che contraddistinguono la produzione artigianale centrale e periferica, regale e templare. Durante la conferenza, Paolo Marini illustrerà la sua ricerca condotta su un corpus di vasi per ushabti conservato al museo Egizio, quasi completamente inedito, molto probabilmente proveniente da Tuna el-Gebel, l’antica necropoli dei sacerdoti del tempio di Thot a Ermopoli.

Torino. Al via le “Conferenze 2021-2022 del Museo Egizio”, due cicli di incontri con egittologi provenienti da tutto il mondo (nove appuntamenti) e con i curatori del Museo (undici appuntamenti). La maggior parte in presenza, sempre on line

La galleria con la Tomba di Kha al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Al via il 14 ottobre 2021 le “Conferenze 2021-2022 del Museo Egizio”, due cicli di incontri con egittologi provenienti da tutto il mondo e con i curatori del Museo. Alla base dell’iniziativa l’idea di mantenere vivo il dialogo con la comunità scientifica internazionale e divulgare le ricerche e gli studi, condotti in ambito accademico e dai curatori del museo Egizio, non solo sui reperti conservati a Torino, ma anche su scavi archeologici e archivi. Dopo i mesi difficili della pandemia, la maggior parte degli incontri saranno in presenza, ma con la possibilità di seguire gli interventi di eminenti studiosi italiani e stranieri anche in live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. L’ingresso è gratuito.

Locandina del ciclo di conferenze “Museo e ricerca: scavi, archivi, reperti”, undici incontri con protagonisti gli egittologi curatori del museo Egizio di Torino

Il 14 ottobre 2021, alle 18, si apre il ciclo “Museo e ricerca: scavi, archivi, reperti”, undici incontri con protagonisti gli egittologi curatori del museo Egizio. A fare gli onori di casa il direttore del museo, Christian Greco, che poi passerà la parola a Paolo Marini, curatore e coordinatore delle mostre itineranti ideate dall’Egizio. Marini approfondirà il tema “Botteghe regali e botteghe templari nell’Egitto di Età Ramesside”. Seguirà il 4 novembre 2021 “Fondamenti e limiti del potere del faraone”, appuntamento a cura di Federico Poole, che si occupa dell’editoria scientifica dell’istituzione torinese e dirige la Rivista del Museo Egizio.

Progetto “Transforming Egyptian Museum in Cairo”

Il 13 gennaio 2022 sarà la volta della curatrice responsabile della collezione di papiri del museo Egizio, Susanne Töpfer con “Un passaporto per l’aldilà al femminile: le donne e i libri dei morti”. In collegamento da Il Cairo Heba Ab del Gawad illustrerà il 27 gennaio 2022 un progetto congiunto tra il museo Egizio di Torino e quello de Il Cairo. L’incontro dal titolo “Transforming Egyptian Museum in Cairo” sarà in lingua inglese, così come quello tenuto da Johannes Auenmüller su “A Chapel and its visitors: Secondary Stelae and graffiti at Ellesija”, previsto il 17 febbraio. Il 10 marzo 2022 sarà il momento di approfondire “I vasi in terracotta del Museo Egizio: contesti di provenienza, tipologie e studi in corso” con l’egittologa Federica Facchetti.

La locandina della mostra “Archeologia invisibile” al museo Egizio di Torino

“Mariette e Aida: Viaggio negli archivi” è l’appuntamento del 28 aprile 2022 con Enrico Ferraris, curatore della mostra in corso “Archeologia invisibile”. Beppe Moiso, che si occupa di ricerche archivistiche legate alla formazione della collezione torinese, il 12 maggio terrà un incontro dedicato a “Gebelein: un’area archeologica vasta e complessa”. Il 19 maggio sarà la volta di Cédric Gobeil, egittologo specializzato in archeologia della vita quotidiana e cultura materiale del Nuovo Regno di stanza al Museo torinese, con una conferenza in inglese dal titolo “The third Cataract Project in Sudan. Archeological entanglement on the Nile Valley”. “Ernesto Schiaparelli a Tebe. Dai primi viaggi ai primi scavi archeologici” è invece il tema affrontato il 16 giugno dal Paolo Del Vesco, vice direttore della missione italo-olandese (Museo Egizio, Universiteit Leiden, Rijksmuseum van Oudheden) nella necropoli del Nuovo Regno a Saqqara. Chiude il ciclo il 30 giugno 2022 l’egittologo archivista Tommaso Montonati con un incontro dedicato a “Il sito archeologico di Qau El Kebir”.

Locandina del ciclo “Lectures 2021-2022”, organizzato dal museo Egizio di Torino in collaborazione con Acme: nove incontri con accademici internazionali

Nove incontri con accademici internazionali compongono invece il ciclo “Lectures 2021-2022”, organizzato dal Museo in collaborazione con Acme (Amici collaboratori del Museo Egizio di Torino). Si parte il 26 ottobre 2021, alle 18, con un collegamento in live streaming da Montreal con Jean Revez, docente del dipartimento di Storia dell’università del Quebec, dedicato a “The Anastylosis of An Ancient Monument: Evaluating the Modern Reconstruction of the Hypostyle Hall at Karnak”. Seguirà il 23 novembre un intervento del direttore del museo Egizio Christian Greco dal titolo “Egitto fra storia e memoria: Il ruolo dei musei”. Il 25 novembre sarà la volta de “Il suono della rugiada” a cura di Alberto Rizzuti, dell’università di Torino. Il 30 novembre è attesa a Torino, dall’ArScan Laboratory di Nanterre in Francia, Gersande Eschenbrenner-Diemer, protagonista dell’incontro “From the Basement to the archaeological fieldwork: rediscovering Deir El-Medina woodcraft from a comprehensive study”.

Esempi di mummie animali conservate al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

Il 18 gennaio 2022 sarà la volta di Bettina Bader (Austrian Academy of Science) con un intervento su “Objective identities. How Egyptian is Egyptian material culture?”. Il 29 marzo si collegherà da Il Cairo Salima Ikram (American University) per un focus su “The Museo Egizio’s animal mummies”. “Western Thebes in the Early Islamic Period: Archaelogy and coptic texts” è il tema che verrà affrontato da Jennifer Cromwell della Manchester Metropolitan University, attesa a Torino il 5 aprile. In collegamento dalla Cina (United International College di Beijing e Normal University di Zhuhai) ci sarà il 24 maggio Julien Cooper con un intervento dal titolo “Between the Nile and the Sea: The History and Archaelogy of Eastern Sudan From the Neolithic to the Medieval Period”. Chiuderà il ciclo il 31 maggio 2022 Luigi Prada dell’università di Uppsala con “Il Guardiano dei coccodrilli: alla scoperta delle origini antico-egizie di una leggenda plurimillenaria”.

Torino. Al museo Egizio due visite guidate con il curatore alla mostra “Figli di Horus proteggete questo ushabti! Il modellino di sarcofago di Kha”, terza esposizione del ciclo “Nel Laboratorio dello Studioso”

Il modellino del sarcofago di Kha esposto nella mostra “Figli di Horus proteggete questo ushabti!” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
paolo-marini_foto-museo-egizio

L’egittologo Paolo Marini (foto museo Egizio)

Cosa c’è di più bello che ascoltare le storie degli oggetti dalla viva voce di chi fa ricerca ogni giorno? Paolo Marini ci aiuta a capire che significato avesse la presenza dei modellini di sarcofago nei corredi funerari degli antichi Egizi. Martedì 21 settembre e martedì 19 ottobre 2021, dalle 16.10 alle 17.10, al museo Egizio di Torino visita guidata con il curatore alla mostra “Figli di Horus proteggete questo ushabti! Il modellino di sarcofago di Kha”, con il nuovo reperto sotto la lente “Nel Laboratorio dello Studioso” visitabile fino al 1° novembre 2021. Per prenotare clicca QUI. Il curatore Paolo Marini, racconta e approfondisce le tipologie e l’evoluzione dei modellini di sarcofago – usati probabilmente fino al 664 a.C. – attraverso gli esemplari più significativi della collezione, ponendo l’accento anche sul tema religioso, in particolare sul ruolo dei figli di Horus, i geni funerari chiamati a proteggere l’ushabti, così come avveniva per il defunto.

Il modellino del sarcofago della tomba di Kha conservato al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Protagonista della terza esposizione del ciclo “Nel Laboratorio dello Studioso” è il modellino di sarcofago appartenuto a Kha, vissuto nella seconda metà della XVIII dinastia (ca. 1400-1292 a.C.). Il reperto, in legno e ricoperto da vernice nera, costituisce un unicum per il perfetto stato di conservazione, la completezza del set – composto da modellino di sarcofago, ushabti e attrezzi da lavoro – e per la conoscenza del contesto di rinvenimento.

Torino. Al museo Egizio la mostra “Figli di Horus proteggete questo ushabti! Il modellino di sarcofago di Kha”, a cura di Paolo Marini, terzo appuntamento del progetto espositivo “Nel laboratorio dello studioso”

Il modellino del sarcofago di Kha esposto nella mostra “Figli di Horus proteggete questo ushabti!” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Terzo appuntamento del progetto espositivo “Nel laboratorio dello studioso”, dedicato all’attività scientifica che quotidianamente si svolge sugli oggetti esposti nelle sale e custoditi nei magazzini del museo Egizio di Torino. Da venerdì 3 settembre 2021 è aperta al pubblico la mostra “Figli di Horus proteggete questo ushabti! Il modellino di sarcofago di Kha”. Il tema al centro di questa mostra, che resterà aperta al pubblico fino al 1° novembre 2021, è quello dei modellini di sarcofago, reperti rivenuti in luoghi dedicati al culto del defunto o nelle camere funerarie a partire dal periodo compreso tra la XI e la XII dinastia (1980-1759 a.C.) e, sporadicamente, fino al Terzo periodo Intermedio (1076-664 a.C.), che avevano l’obiettivo di enfatizzare l’identificazione dell’ushabti al loro interno con il defunto. L’esposizione dedicata al modellino di sarcofago di Kha è a cura di Paolo Marini, curatore e coordinatore delle mostre itineranti ideate dal museo Egizio.

Ushabti conservati all’interno del modellino del sarcofago di Kha esposti nella mostra del progetto “Nel laboratorio dello studioso” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

In particolare, a costituire il centro dell’esposizione è il modellino di sarcofago dell’architetto Kha, vissuto nella seconda metà della XVIII dinastia (ca. 1400-1292 a.C.), e il cui corredo funebre è interamente conservato ed esposto al Museo Egizio. Il reperto, in legno e ricoperto da vernice nera, costituisce un unicum per il perfetto stato di conservazione, la completezza del set – composto da modellino di sarcofago, ushabti e attrezzi da lavoro – e per la conoscenza del contesto di rinvenimento: una tomba intatta scoperta nel 1906 da Ernesto Schiaparelli a Deir el-Medina. Le tipologie e l’evoluzione dei modellini di sarcofago sono raccontate e approfondite nelle restanti quattro vetrine della mostra, che espongono alcuni degli esemplari più significativi presenti all’interno della collezione del Museo. Tra i temi approfonditi anche quello religioso dei figli di Horus, i quattro geni funerari chiamati, come avveniva per il defunto, a protezione dell’ushabti.  

L’allestimento della mostra “Figli di Horus proteggete questo ushabti! Il modellino di sarcofago di Kha” del progetto “Nel laboratorio dello studioso” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Nei mesi di apertura della mostra sono inoltre in programma alcune visite guidate con il curatore della mostra: le visite sono programmate per martedì 21 settembre e 19 ottobre dalle 16.10 alle 17.10.  La partecipazione è consentita a un massimo di 20 persone con prenotazione online; il costo è di 7 euro a persona (escluso il biglietto d’ingresso). “Nel laboratorio dello studioso” è un ciclo di mostre per mettere sotto la lente di ingrandimento una serie di reperti della collezione torinese e offrire ai visitatori un approfondimento inedito sulle storie che custodiscono e sulle ricerche realizzate dal museo Egizio di Torino. Ecco il calendario delle prossime mostre che saranno realizzate nello spazio della mostra: NOVEMBRE 2021 – GENNAIO 2022: Gatti, falchi e anguille. I bronzi votivi per mummie animali (a cura di Johannes Auenmüller); GENNAIO – MARZO 2022: Un santuario portatile per la dea Anuket (a cura di Paolo Del Vesco); MARZO – MAGGIO 2022: Il Libro dei Morti di Baki, Scriba del Signore delle Due Terre (a cura di Susanne Töpfer).

Torino. Conferenza egittologica on line con Paolo Marini su “I modellini di sarcofago del Museo Egizio: usanze funerarie tra Medio e Nuovo Regno”

All’inizio Medio Regno (1980-1700 a.C.) si attestano i primi “ushabti”, spesso disposti all’interno di modellini di sarcofago, riproducenti nel dettaglio quelli realmente utilizzati per accogliere e proteggere le spoglie del defunto. Martedì 16 marzo 2021, alle 18, il museo Egizio di Torino presenta la conferenza egittologica online “I modellini di sarcofago del Museo Egizio: usanze funerarie tra Medio e Nuovo Regno”, tenuta dal curatore Paolo Marini. La conferenza si terrà in italiano e verrà introdotta da Enrico Ferraris, curatore del Museo. L’evento verrà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. L’utilizzo dei modellini di sarcofago, protrattosi almeno fino all’Epoca Tarda (722-332 a.C.), non si deve alla necessità di proteggere o conservare le statuette funerarie, ma è strettamente connesso al ginepraio di credenze funerarie che orbita intorno agli “ushabti”. Il museo Egizio conserva un importante corpus, quasi completamente inedito, di modellini di sarcofago, attualmente in studio da parte del dipartimento “Collezione e Ricerca”. In questa conferenza saranno presentati i primi risultati del loro studio. Inoltre, saranno illustrati i rapporti tra questa singolare tipologia di oggetti e il restante corredo funerario.

paolo-marini_foto-museo-egizio

L’egittologo Paolo Marini (foto museo Egizio)

Paolo Marini è curatore al museo Egizio dal 2017 dove, oltre a svolgere la generale attività curatoriale, coordina le mostre itineranti. Ha curato la mostra “House of Eternity”, esposta in Cina e in Brasile ed “Egypt of Glory”, attualmente in Finlandia ed Estonia. Di recente ha pubblicato un libro divulgativo: “Divinità dell’antico Egitto”. All’attività museale affianca quella archeologica svolta in Egitto. Dal 2010 è membro della missione archeologica dell’università di Pisa (MIDAN) a Dra abu el-Naga, Luxor; dal 2017 della Missione Archeologica Francese a Tebe-Ovest (MAFTO) al Ramesseo, Luxor; dal 2019 della Missione dell’Istituto Francese di Archeologia Orientale (IFAO) a Deir el-Medina, Luxor. Ha conseguito il dottorato in Storia e Orientalistica all’università di Pisa, nel 2016. I suoi interessi riguardano l’archeologia e l’arte egizia, le usanze funerarie, la cultura materiale e la religione.

Torino, in biblioteca a leggere i papiri egizi e a scrivere in geroglifico. Il museo Egizio promuove “PAPIROTOUR. L’Antico Egitto in biblioteca”, mostra itinerante nelle 12 biblioteche cittadine, e incontri con gli esperti egittologi su papiri e dintorni

La pesatura del cuore: dettaglio del papiro con il libro dei Morti conservato al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

In biblioteca a leggere i papiri egizi e a scrivere in geroglifico come gli scribi dei faraoni. Succede a Torino, per un anno. In occasione del 150° anniversario dell’istituzione del Servizio Biblioteche, il museo Egizio di Torino inaugura il “PAPIROTOUR. L’Antico Egitto in biblioteca”, una mostra itinerante che dal 10 aprile 2019 al 30 marzo 2020 farà tappa in 12 biblioteche della città di Torino, un mese in ciascuna sede. In parallelo alle sue mostre che valicano i confini di quattro continenti, il museo Egizio presenta un progetto speciale pensato per avvicinare i cittadini al proprio patrimonio culturale e stimolare l’interesse e la passione per una delle più affascinanti civiltà del passato. Sviluppato in collaborazione con le Biblioteche Civiche Torinesi, PapiroTour raggiungerà i quartieri della città più distanti dal centro per offrire un progetto inclusivo che trova proprio nelle biblioteche un nuovo pubblico a cui l’Egizio ha deciso di fare anche un altro regalo: a tutti i possessori della tessera Biblioteche Civiche sarà riservata la gratuità d’ingresso al museo per tutta la durata della mostra e fino al 31 dicembre 2020. Con PapiroTour, il museo Egizio intende rinforzare il legame con il territorio attraverso le Biblioteche Civiche, frequentate da un pubblico molto eterogeneo e attento all’offerta culturale della città: sono 298.165 i tesserati, di cui oltre 10mila si sono iscritti nel 2018.

Evelina Christillin, presidente del museo Egizio di Torino

“La collaborazione tra il museo Egizio e le Biblioteche Civiche come presìdi sul territorio”, dichiara l’assessore alla Cultura Città di Torino, Francesca Leon, “rafforza le azioni di coinvolgimento del pubblico e contribuisce a diffondere la conoscenza della civiltà egizia fra i cittadini; questo progetto può rappresentare un modello di accordo da seguire anche per altre istituzioni museali, un’occasione di conoscenza e avvicinamento dei cittadini al patrimonio culturale”. E la presidente del Museo Egizio, Evelina Christillin, spiega: “Il percorso che il museo Egizio ha intrapreso in questi anni si sviluppa attraverso quella molteplicità di attività a cui un’istituzione culturale è, per sua natura, chiamata. Così come l’esposizione della collezione non può prescindere da studio, ricerca scientifica e conservazione, l’opera di promozione al pubblico deve ambire a ben più che al mero incremento dei visitatori. Noi abbiamo infatti il dovere di stimolare l’ampliamento del nostro bacino di utenza in un’ottica di inclusione sociale e avvicinamento a chi ha minori opportunità di accesso alla cultura. Nascono così i nostri progetti con i detenuti, con il sistema ospedaliero, quelli dedicati ai migranti, fino a questa nuova iniziativa che ci porta nelle biblioteche civiche torinesi e che risponde all’obiettivo essere un punto di riferimento per la comunità avvicinandoci a essa”.

La Galleria dei Sarcofagi al museo Egizio di Torino

Il museo Egizio custodisce a Torino una collezione di oltre 36mila reperti, di cui 3300 esposti nelle sale museali a cui si aggiungono oltre 11mila reperti nei depositi visitabili. La straordinaria raccolta di statue, papiri, sarcofagi e oggetti di vita quotidiana consente al visitatore un viaggio nel tempo attraverso più di 4mila anni di storia, arte, archeologia, alla scoperta di una delle più affascinanti civiltà del passato. In omaggio al patrimonio librario cittadino, il tema centrale della mostra è il papiro, la scoperta dei geroglifici e di altre forme di scrittura egizia; il percorso espositivo si sviluppa infatti intorno al Libro dei Morti di Taysnakht, una specie di guida di viaggio per accompagnare il defunto verso l’aldilà. La lunga teca (circa due metri) verrà affiancata ad otto grandi pannelli con immagini e testi che spiegano gli aspetti peculiari del reperto e della civiltà egizia. L’oggetto in mostra è una fedelissima replica dell’originale, realizzata nell’ambito di “Liberi di Imparare”, un progetto nato da una collaborazione con la Casa Circondariale Lorusso-Cutugno di Torino, i cui detenuti hanno prodotto copie straordinariamente verosimili sotto la guida dei curatori del museo Egizio. Il nome “Libro dei Morti”, coniato a metà dell’Ottocento dall’archeologo tedesco Karl Richard Lepsius, indica un insieme di formule a cui gli antichi Egizi si affidavano per affrontare il pericoloso viaggio nel regno di Osiride.

Il papiro di epoca tolemaica della collezione Drovetti con il Libro dei Morti conservato al museo Egizio di Torino

Durante la mostra, nelle biblioteche, saranno proposti appuntamenti di approfondimento con i curatori del museo e altre attività per adulti e bambini. La rete delle Biblioteche Civiche Torinesi conta 18 sedi e un Bibliobus itinerante, con tre punti presso la Casa Circondariale “Lorusso-Cutugno” e l’Istituto Penale per i Minorenni “Ferrante Aporti”. Ai servizi di prestito e alla biblioteca digitale, si aggiungono ogni mese incontri, gruppi di lettura e altre attività. Ecco le tappe della mostra: 10 aprile – 4 maggio 2019, biblioteca civica “Don Lorenzo Milani”; 7 maggio – 9 giugno 2019, biblioteca civica “Primo Levi”; 12 giugno – 29 giugno 2019, biblioteca civica centrale; 2 luglio – 26 luglio 2019, biblioteca civica musicale “Andrea Della Corte”; 3 agosto – 1° settembre 2019, mausoleo della “Bela Rosin”; 3 settembre – 28 settembre 2019, biblioteca civica “Italo Calvino”; 2 ottobre – 26 ottobre 2019, biblioteca civica “Cesare Pavese”; 5 novembre – 23 novembre 2019, punto di servizio bibliotecario “I ragazzi e le ragazze di Utøya”; 27 novembre 2019 – 4 gennaio 2020, biblioteca civica “Dietrich Bonhoeffer”; 10 gennaio – 31 gennaio 2020, biblioteca civica “Natalia Ginzburg”; 5 febbraio – 29 febbraio 2020, biblioteca civica “Rita Atria”; 4 marzo – 29 marzo 2020, biblioteca civica “Villa Amoretti”.

L’ostrakon con la danzatrice dipinta, uno dei pezzi più famosi conservati al museo Egizio di Torino

Esempi di amuleti dell’Antico Egitto conservati al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

La splendida cassetta di Kha conservata al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

Un piccolo “esercito” di ushabti al museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

Appuntamenti speciali con i curatori del museo Egizio. Martedì 16 aprile 2019, ore 15.30, biblioteca civica “Don Lorenzo Milani”: Alessia Fassone su “Del papiro non si butta via nulla: un materiale multiuso”. L’impiego più conosciuto del papiro è legato alla fabbricazione della carta, ma gli utilizzi di questa pianta sono molteplici e spaziano dalla vita quotidiana al corredo funerario. Martedì 14 maggio 2019, ore 17, biblioteca civica “Cascina Marchesa”: Daniela Galazzo su “Gli ostraka figurati di Deir El-Medina”. Gli ostraka sono piccoli pezzi di ceramica o pietra, usati dagli antichi Egizi per scrivere e disegnare. Ritrovati nel villaggio degli operai di Deir el-Medina, sono una preziosa testimonianza dell’arte non ufficiale dell’antico Egitto. Giovedì 23 maggio 2019, ore 17, biblioteca civica “Primo Levi”: Paolo Marini su “L’arte nell’antico Egitto e il Rinascimento faraonico”. Un viaggio “lungo migliaia di anni” porterà alla scoperta delle bellezze dell’arte egizia fino all’VIII secolo a.C. In questo periodo, noto come Rinascimento faraonico, si recuperano modelli artistici del passato, così come secoli dopo fecero i fiorentini del XV secolo. Mercoledì 12 giugno 2019, ore 17, biblioteca civica centrale: Enrico Ferraris su “La cassetta di Kha”. Un viaggio nel mondo dei colori e nelle tecniche pittoriche degli artigiani Egizi, oggi possibile grazie alle indagini scientifiche condotte sui reperti della collezione. Martedì 16 luglio 2019, ore 17, biblioteca civica musicale “Andrea Della Corte”: Enrico Ferraris su “Il libro dei Morti di Merit”. Oltre al Libro dei Morti di Kha, rinvenuto nella sua tomba nel 1906, esiste un secondo papiro funerario meno noto, attribuito alla moglie Merit e oggi conservato a Parigi. Lunedì 5 agosto 2019, ore 20.30, mausoleo della “Bela Rosin”: Paolo Marini su “La magia nei testi funerari dell’antico Egitto: la formula per vivificare gli ushabti”. Nei Libri dei Morti del Nuovo Regno (1539 – 1077 a.C.) si trova la formula per “vivificare” gli ushabti. Queste statuette, raffiguranti il defunto, sono pronte a lavorare per lui nell’Aldilà. Mercoledì 25 settembre 2019, ore 17.30, biblioteca civica “Italo Calvino”: Tommaso Montonati su “Prima dei libri dei Morti: i testi dei sarcofagi”. Un incontro alla scoperta degli “antenati” del Libro dei Morti: 1185 formule che supportavano i defunti nel viaggio nell’Aldilà, nel Medio Regno (1980 – 1700 a.C.). Martedì 8 ottobre 2019, ore 17, biblioteca civica “Cesare Pavese”: Federico Poole su “Esiste la maledizione del faraone?”. Ha ispirato film, romanzi, articoli di giornale e inchieste… Ma esiste veramente la maledizione del faraone? Giovedì 7 novembre 2019, ore 17, biblioteca civica “Francesco Cognasso”: Divina Centore su “Fiori e alberi sacri nell’antico Egitto: tra simbolismo e materialità”. L’interesse pratico e religioso degli Egizi per la flora si manifesta in molte delle evidenze materiali che ci sono pervenute: fiori, ghirlande e alberi assumono importanti significati simbolici. Mercoledì 20 novembre 2019, ore 17, punto di servizio bibliotecario “I ragazzi e le ragazze di Utøya”: Federica Facchetti su “Gli amuleti”. Indossato sia in vita che dopo la morte, un amuleto poteva allontanare o prevenire il male. Dal materiale e dalla forma dipendeva il suo potere magico: il Libro dei Morti ci spiega come usarli. Martedì 3 dicembre 2019, ore 17, biblioteca civica “Dietrich Bonhoeffer”: Susanne Töpfer su “Il libro dei Morti di Kha”. Scritto in geroglifici corsivi da uno scriba con una calligrafia nitida e precisa, e illustrato da vignette a colori di ottima qualità, il Libro dei Morti di Kha, è una preziosa testimonianza delle credenze religiose egizie. Mercoledì 22 gennaio 2020, ore 17, biblioteca civica “Natalia Ginzburg”: Paolo Del Vesco su “I testi funerari riprodotti sulle pareti delle tombe”. Formule e preghiere per i defunti non furono scritte solo su papiro, ma anche sulle pareti delle tombe di faraoni e alti funzionari. Insieme leggeremo alcuni passi di questi testi millenari. Martedì 11 febbraio 2020, ore 17, biblioteca civica “Rita Atria”: Beppe Moiso su “Elementi architettonici sui papiri”. I papiri non riproducono solo formule magiche ma anche elementi architettonici o sezioni di tombe: si tratta di documenti rarissimi e fondamentali per conoscere questa antica civiltà. Giovedì 5 marzo 2020, ore 15.30, biblioteca civica “Villa Amoretti”: Alessia Fassone su “Gli ostraka erano solo la brutta copia dei papiri?”. Certo che no! Anzi alcuni rivelano contenuti molto interessanti dal punto di vista sia storico che artistico nonostante la natura “riciclata” del materiale.