Torino. Il museo Egizio mette a disposizione del pubblico, per la prima volta, l’archivio fotografico sul sito web: si inizia con gli 11 siti indagati ai primi del Novecento

45mila immagini, suddivise tra circa 25mila lastre fotografiche su vetro o celluloide, 15mila diapositive e 4500 stampe Otto/Novecentesche: sono i numeri impressionanti dell’archivio fotografico del museo Egizio di Torino che ora apre le sue porte al pubblico, mettendo a disposizione per la prima volta, attraverso il sito web dedicato (VISITA L’ARCHIVIO FOTOGRAFICO ONLINE), la prima parte del ricco patrimonio di immagini che documentano le ricerche condotte durante le campagne archeologiche guidate da Ernesto Schiaparelli e Giulio Farina tra il 1903 e il 1937. Il recente lavoro di digitalizzazione, riordino e studio, permette oggi al pubblico di consultare le immagini, corredate di didascalie e brevi descrizioni, degli 11 siti indagati dagli archeologi agli inizi del Novecento, ricontestualizzando così i reperti visibili nelle sale e rivivendo una delle fasi più emozionanti della storia del Museo. Lo studio del materiale presente nell’Archivio è ancora in corso e il sito sarà costantemente aggiornato alla luce delle nuove scoperte, nell’intento di costituire una fonte documentaria per studiosi e specialisti.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale aperta la mostra fotografica “Sing Sing. Il corpo di Pompei” di Luigi Spina: che racconta i depositi del Mann, presto fruibili al pubblico con una nuova politica di accesso

“Sing Sing”, ovvero i mitici depositi nei sottotetti del museo Archeologico nazionale di Napoli: il nomignolo lo coniò Giuseppe Maggi per riecheggiare il carcere di massima sicurezza americano a nord di New York. Quel susseguirsi di celle, custodi di inestimabili tesori che si vedono al di là delle inferriate dei cancelli, sono state oggetto di studio del fotografo Luigi Spina che con la sensibilità del suo obiettivo e della forza del bianco e nero ha dato vita a un percorso alla scoperta di un segmento importante dei depositi museali: le prime dodici celle dell’ala definita “vecchio Sing Sing”, dove si può cogliere il fascino di lucerne, candelabri, vasellame, bronzi, che restituiscono la testimonianza della vita quotidiana nelle città vesuviane.
Questo studio ha portato Luigi Spina a realizzare una mostra e un libro, pronti già nel 2020, ma bloccati dal lockdown durante il quale è stata presentata un’anteprima sui canali social del Mann con un video promo (vedi #iorestoacasa. Pasqua social per il museo Archeologico nazionale di Napoli. Incursione tra i tesori conservati nei ricchi depositi, con anteprima della mostra di Luigi Spina “Sing Sing. Il corpo di Pompei” | archeologiavocidalpassato).

La locandina della mostra “Sing Sing. Il corpo di Pompei”, progetto fotografico di Luigi Spina, al Mann dal 21 gennaio al 30 giugno 2022
E ora, finalmente, ci siamo: alle 14, di oggi 14 gennaio 2021, nella sala della Villa dei Papiri è stata aperta al pubblico la mostra fotografica “Sing Sing. Il corpo di Pompei”, una cinquantina di scatti in bianco e nero (esposti fino al 30 giugno 2022) di Luigi Spina, che nei depositi ha scovato oggetti unici, che raccontano la dimensione quotidiana degli antichi abitanti della Campania in epoca romana: sculture in bronzo, candelabri, lucerne, vasellame, oggetti di uso personale, arredi di antiche domus si integrano, così, in un suggestivo percorso di “anastilosi”. Con questo termine, in archeologia, si intende la ricostruzione di una struttura antica tramite la ricomposizione dei pezzi originali.


Il direttore del Mann Paolo Giulierini con il fotografo Luigi Spina all’inaugurazione della mostra “Sing Sing” (foto mann)
“Serbatoio immenso per mostre internazionali”, commenta Paolo Giulierini, direttore del Mann, “l’unico carcere dal quale è facile evadere e andare in giro per il mondo, i celebri depositi del sottotetto detti Sing Sing diventeranno presto una ‘sezione’ del Museo, senza perdere il fascino di luogo magico amato dagli studiosi. Manca poco: già da tempo è iniziato lo storico riordino e molti materiali attualmente a Sing Sing troveranno spazio nelle rinnovate sezioni vesuviane a partire dalla Campania romana, la prossima estate, seguita dalla tecnologica romana e dalla numismatica. Sing sing sarà di tutti ed avrà un nuovo volto grazie ad una graficizzazione che ne guiderà il percorso di visita; l’esposizione degli oggetti sarà adeguata ai criteri antisismici studiati con il DIST dell’Università Federico II. Lo straordinario progetto fotografico di Luigi Spina – conclude Giulierini -, che ha generato una mostra in dialogo con i capolavori di Villa dei Papiri e uno splendido volume, è parte integrante di questo percorso epocale. È un pezzo di storia del Museo che resterà”.

Luigi Spina, che da anni lavora allo studio e alla narrazione dei capolavori dell’Archeologico, presenta così al pubblico i risultati del viaggio di ricerca compiuto stavolta in un luogo non fruibile al pubblico, nelle “celle” di Sing Sing; in cinquanta scatti in bianco e nero, visibili nelle sale della collezione Villa dei Papiri del Mann e in un raffinato volume pubblicato da 5 Continents Editions, Spina segue un itinerario fotografico che è cronaca, studio e testimonianza storica al tempo stesso: “Guardando il pane carbonizzato, intatto, ho immaginato il panettiere che lo fece quella notte: non ebbe più un giorno – racconta il fotografo -. Penso a quel pane che conserva intatto il desiderio della vita. Mi aggrappo al corpo di Pompei come se fosse il mio”. Il progetto fotografico è parte integrante dello studio e della successiva valorizzazione dei depositi a cura della direzione e dello staff scientifico del Mann. L’esposizione, infatti, prelude ad una nuova politica di accessibilità pubblica dei depositi museali.

Luigi Spina è fotografo. I suoi principali campi di ricerca sono gli anfiteatri, il senso civico del sacro, i legami tra arte e fede, le antiche identità culturali, il confronto con la scultura classica, l’ossessiva ricerca sul mare, le cassette dell’archeologo sognatore (Giorgio Buchner). Ha pubblicato oltre 22 libri fotografici di ricerca personale e ha realizzato prestigiose campagne fotografiche per Enti e Musei. Fra i volumi pubblicati, in diverse lingue e distribuiti in tutto il mondo, si citano il progetto sul Foro romano, L’Ora Incerta, Electaphoto (2014); The Buchner Boxes (2014), Le Danzatrici della Villa dei Papiri (2015), Diario Mitico, Cronache visive sulla collezione Farnese (2017), Sing Sing (2020), Canova. Quattro tempi (2020), I Confratelli (2020), tutti editi da 5 Continents Editions; Volti di Roma alla Centrale Montemartini per Silvana Editoriale (2019). Tra le istituzioni culturali nelle quali ha esposto si segnalano: museo Archeologico di Napoli; musei Capitolini di Roma; museo Campano di Capua; galleria San Fedele, Milano; museo MADRE, Napoli; Palazzo dell’EUR, Roma; Reggia di Caserta; MACRO, Roma; galerie Patrick Mestdagh, Bruxelles; MIAFAIR Milano; Postermostra, Lisbona, Kranj, Slovenia; Gallery of Fine Art Uzbekistan. Sue opere sono conservate ed esposte, in permanenza, al museo nazionale Romano di Palazzo Altemps, Aeroporto di Capodichino, museo Archeologico nazionale di Napoli. La rivista Artribune lo ha nominato miglior fotografo senior del 2020.
Palermo. Al via i lavori per il nuovo allestimento del primo e secondo piano del museo Archeologico regionale “Antonio Salinas” di Palermo, il più antico della Sicilia


Il museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo
Partono i lavori per il nuovo allestimento del primo e secondo piano del museo Archeologico regionale “Antonio Salinas” di Palermo, diretto da Caterina Greco, che consentiranno di completare e rendere fruibile l’intero percorso espositivo. Lo annuncia Alberto Samonà, assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana. Le opere, aggiudicate all’impresa REPIN s.r.l. di Acicatena per un importo di € 1.357.515,93, saranno realizzate nell’arco di un anno. A dirigere i lavori sarà Eliana Mauro, dirigente dell’Unità Operativa ricerche, restauri e valorizzazione del museo Salinas. Nel periodo dei lavori Il museo resterà aperto al pubblico.

Il nuovo allestimento, secondo il progetto elaborato dall’architetto Stefano Biondo, racconterà la storia del Museo, il più antico della Sicilia, a partire dal primo piano dove si potrà conoscere il percorso che ha portato alla nascita del Salinas, a partire dal Regio Museo dell’Università istituito nel 1820 e fino al primo museo nazionale della Sicilia riconosciuto dopo l’Unità d’Italia; un periodo di estremo interesse che intercetta sia le politiche di tutela e conservazione di epoca borbonica, sia i fermenti nazionali che animarono la costruzione risorgimentale dei nuovi musei pubblici italiani.

Il secondo piano sarà dedicato all’attività scientifica svolta nella Sicilia Occidentale nel ‘900 dalla Soprintendenza Archeologica di cui il museo fu, per quasi un secolo, parte integrante e ospiterà le collezioni preistoriche e protostoriche, i reperti provenienti dai vari siti indigeni e da quelli fenicio-punici, le testimonianze delle epoche bizantina e medievale, con una esposizione fondata sulla combinazione ragionata dei criteri topografici e cronologici.
Roma. Prorogata al 27 febbraio 2022 la grande mostra “I Marmi Torlonia. Collezionare Capolavori” a Villa Caffarelli-musei Capitolini: 92 opere greco-romane selezionate tra i marmi della più prestigiosa collezione privata di sculture antiche al mondo

Nuova proroga. Proseguirà fino al 27 febbraio 2022 la mostra “I marmi Torlonia Collezionare Capolavori” – ospitata dall’ottobre 2020 nella sede espositiva dei Musei Capitolini, Villa Caffarelli – con gli oltre 90 capolavori della statuaria classica appartenenti alla più prestigiosa collezione privata di sculture antiche al mondo. La mostra è il risultato di un’intesa del ministero della Cultura con la fondazione Torlonia e nello specifico, per il Ministero, della Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio con la Soprintendenza Speciale di Roma. Il progetto scientifico di studio e valorizzazione della collezione è di Salvatore Settis, curatore della mostra con Carlo Gasparri. Electa, editore del catalogo, cura anche l’organizzazione e la promozione dell’esposizione. Il progetto di allestimento è di David Chipperfield Architects Milano, nei rinnovati ambienti del nuovo spazio dei Musei Capitolini a Villa Caffarelli, tornati alla vita grazie all’impegno e al progetto della Sovrintendenza di Roma Capitale. La fondazione Torlonia ha restaurato i marmi selezionati con il contributo di Bvlgari che è anche main sponsor della mostra. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura. L’esposizione si articola come un racconto, in cinque sezioni, in cui si narra la storia del collezionismo dei marmi antichi, romani e greci, in un percorso a ritroso che comincia con l’evocazione del Museo Torlonia, inaugurato nel 1875 dal principe Alessandro Torlonia, e visitabile fino agli inizi del Novecento (vedi Roma. Prorogata al 9 gennaio 2022 la grande mostra “I Marmi Torlonia. Collezionare Capolavori” a Villa Caffarelli-musei Capitolini: 92 opere greco-romane selezionate tra i marmi della più prestigiosa collezione privata di sculture antiche al mondo | archeologiavocidalpassato).
Parco archeologico di Ercolano. Al bookshop arriva “Ercolano. Guida (breve)” del direttore Francesco Sirano: per scoprire o ricordare un viaggio nella storia


Copertina del libro “Ercolano. Guida (breve)” di Francesco Sirano
Le case, le botteghe, il foro, le terme, la palestra, gli spazi sacri, il teatro, la villa dei papiri e le nuove scoperte… finalmente una guida ufficiale essenziale e rigorosa sul parco archeologico di Ercolano: edita da Artem, è disponibile da gennaio al bookshop del parco archeologico al costo di 6 euro “Ercolano. Guida (breve)” curata dal direttore Francesco Sirano con fotografie di Pier Paolo Metelli. È un’opera agile da acquistare come guida e scoperta o come ricordo e approfondimento e da regalare tornando da un emozionante viaggio nella storia: contiene percorsi di visita nel cuore della vita quotidiana dell’antica Herculaneum, alle pendici del Vesuvio, imbalsamata per secoli sotto le ceneri piroclastiche del vulcano, rinata a nuove vite nel 1738, con i primi scavi della dinastia borbone, con la regia sapiente e illuminata di Amedeo Maiuri, dal 1927, con la nuova stagione di studi e valorizzazione in pieno fermento, oggi.
Alessandria. Incontro del Soroptmist, on-line su Zoom, con Cinzia Oliva “La donna che sussurra alle mummie”: parlerà del suo lavoro di restauratrice di tessuti antichi e manufatti archeologici soprattutto egizi

Scherzosamente lei dice che ormai sono le uniche che le parlano! Sono le mummie. Egizie. E lei è Cinzia Oliva, esperta di mummie e restauratrice di tessuti antichi, dai manufatti Inca agli stendardi del ‘600, alterna insegnamento accademico e lavoro in laboratorio. Giovedì 20 gennaio 2022, alle 19, è ospite del Soroptimist International Club di Alessandria, per un incontro on-line sulla piattaforma Zoom “Cinzia Oliva. La donna che sussurra alle mummie”: Cinzia Oliva parlerà del suo lavoro di restauratrice di tessuti antichi e manufatti archeologici soprattutto egizi. Per chi fosse interessato il link è disponibile contattando la segreteria del Club alla seguente mail: segreteria@soroptimistalessandria.it

Di Cinzia Oliva archeologiavocidalpassato.com ha parlato più volte (vedi ad esempio Le due mummie di Rovigo, Meryt e Baby, sveleranno tutti i loro segreti sotto gli occhi dei visitatori della mostra “Egitto ritrovato. La collezione Valsè Pantellini” aperta a Palazzo Roncale di Rovigo. Restauro affidato a Cinzia Oliva, mentre le indagini diagnostiche, mediche (Tac), antropologiche, chimiche e l’accertamento con il C14, agli esperti delle università di Padova e Venezia, ospedale di Rovigo e museo Egizio di Torino | archeologiavocidalpassato; Fino al 3 settembre al museo civico Archeologico di Bologna cantiere di restauro della mummia dal sudario rosso aperto al pubblico. La mummia restaurata andrà a Mantova secondo l’accordo “OLTRE LE BENDE: storia di un antico egiziano”, progetto per la collezione Egiziana di Giuseppe Acerbi (museo della Città di Mantova) | archeologiavocidalpassato). Formatasi al Victoria and Albert Museum di Londra, Cinzia Oliva è restauratrice di tessuti antichi: merletti, costumi, arredi, materiali archeologici. Esperta di mummie, è libera professionista presso musei e istituzioni (fra cui museo Egizio di Torino, Musei Vaticani, collezioni archeologiche di Milano, Bologna, Venezia e Napoli). Insegna alla facoltà di Conservazione dei Beni Culturali di Torino.
Roma. Per il ciclo “Dialoghi in Curia” del parco archeologico del Colosseo incontro in presenza e on line con Paolo Carafa su “Tra la casa di Augusto e il Velabro. Gli scavi di Sapienza Università di Roma alla pendice meridionale del Palatino (2020-2021)”

Nuovo appuntamento del ciclo “Dialoghi in Curia” in presenza e on line: giovedì 20 Gennaio 2022, in Curia Iulia, alle 16.30, la Curia Iulia ospita Paolo Carafa su “Tra la casa di Augusto e il Velabro. Gli scavi di Sapienza Università di Roma alla pendice meridionale del Palatino (2020-2021)”: presentazione dei risultati delle recenti campagne di scavo condotte da Sapienza Università di Roma nell’angolo sud-occidentale del Palatino e alle pendici del colle. L’intervento del prof. Paolo Carafa sarà l’occasione per fare il punto sullo stato della ricerca e per comunicare nuove e importanti acquisizioni derivanti dalle indagini condotte nel 2020 e nel 2021. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento su via eventbrite (https://www.eventbrite.it/e/231436541927). L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del PArCo.
Napoli. Al via al museo Archeologico nazionale “La Formazione del Mann: essere e fare squadra nell’era digitale”, il percorso formativo per i dipendenti del museo. Giulierini: “Il Mann è un modo d’essere, prima che un Museo”

Parte il percorso formativo dedicato ai dipendenti del museo Archeologico nazionale di Napoli “La formazione del Mann: essere e fare squadra nell’era digitale”: mesi di lezioni e incontri che, da febbraio sino alla conclusione dell’anno, aiuteranno a sviluppare nuove e necessarie skill, non solo ‘hard’ (competenze tecniche), ma anche ‘soft’ (comportamentali e relazionali). Un viaggio innovativo e originale che si apre al museo: inedita, infatti, l’attitudine di un istituto culturale a dedicare una lunga e approfondita proposta didattica al tema delle competenze trasversali, vitali per agire efficacemente e in armonia con gli altri. Il benessere di un’organizzazione nasce infatti dallo spirito di squadra: questo principio rientra nella programmazione strategica 2020/2023 del museo Archeologico nazionale di Napoli. È in tale prospettiva il Mann, in collaborazione con la società HR Focus Consulting, propone questo percorso formativo destinato a tutti i dipendenti dell’Istituto. L’iniziativa rientra nel PON Cultura e Sviluppo 2014-2020 (Progetto “Applicazione di modalità e strumenti innovativi in relazione al sistema dei servizi di accoglienza e di supporto alla fruizione degli attrattori e creazione di strumenti per gestire e promuovere i sistemi delle conoscenze degli attrattori”): le nuove tecnologie, infatti, richiedono l’applicazione di diverse competenze anche al mondo del lavoro.

“Per noi il primo bene culturale è sempre stata la persona”, commenta il direttore del Mann, Paolo Giulierini. “Investire in formazione per la crescita professionale di chi passa tanta parte della vita in un Istituto costituisce uno dei pilastri della gestione del Mann, che è un modo d’essere prima che un Museo. Mentre fuori infuriava la tempesta e sembrava tutto perduto, ci siamo tenuti per mano come in una grande famiglia. Ora, dopo la catastrofe, i germogli della speranza stanno nascendo e si preparano a diventare messi. Non si tratta di grano però, ma di donne e uomini”. E Giuseppe Li Volti, Ceo e Founder di Focus Consulting: “Il progetto ha l’obiettivo di trasferire e far acquisire competenze, comportamenti e metodo professionale verso il cliente interno ed esterno, con particolari focus sulla comunicazione, sul lavoro di squadra e sulla valorizzazione digitale, in sintonia con l’Identità e lo Stile Mann sviluppati e comunicati negli ultimi anni dal Museo”.

Le soft skill sono alla base delle organizzazioni, pubbliche o private che siano: possono influenzare la cultura, la mentalità, la leadership, gli atteggiamenti e i comportamenti non solo del singolo, ma dell’intera squadra. Prima di una buona pratica, rappresentano la percezione e la condivisioni di valori. Durante il percorso formativo al Mann, i dipendenti (amministrativi, scientifici e personale di custodia) saranno affiancati dal team di coach, docenti e formatori esperti della società Focus Consulting. Ogni incontro sarà svolto in maniera esperienziale ed avrà una durata di 4/6 ore (mezza giornata). Per ogni singola sessione formativa saranno formati gruppi di 10/15 persone (divisi per target). Per alcuni gruppi è prevista anche una giornata di Team building. Le tematiche affrontate in aula saranno: comunicazione nell’era 4.0; strumenti e metodo per la gestione del team; team working; ruolo: tra identità e valori. “Saper comunicare con empatia, lavorare in gruppo, avere strumenti manageriali e di leadership per gestire le complessità di un lavoro che prevede contatto e interazione con gli altri: oggi dobbiamo parlare di competenze phygital (100% digitali e 100% relazionali) in base alle quali è possibile usare la tecnologia per costruire un ponte tra mondo digitale e fisico, con l’obiettivo di qualificare le relazioni e di fornire all’utente esperienze interattive uniche nel loro genere”, conferma Giovanna d’Elia, HR Director di Focus Consulting e responsabile del progetto.















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