#buonconsiglioadomicilio. Chiara Facchin dei Servizi Educativi del museo del Buonconsiglio ci racconta il mito di Fetonte nella Loggia del Romanino al Castello del Buonconsiglio: un monito ai governanti

La Loggia del Romanino, cuore del Magno Palazzo al Castello del Buonconsiglio (foto Nicola Eccher / Provincia di Trento)

Nuovo appuntamento con i video #buonconsiglioadomicilio per la regia di Alessandro Ferrini: Chiara Facchin dei Servizi Educativi del museo del Buonconsiglio ci racconta la storia mitologica di Fetonte immortalata dal pittore bresciano Girolamo Romanino nei bellissimi affreschi che realizzò tra il 1531 e il 1532 nella Loggia del Castello del Buonconsiglio su commissione del principe vescovo Bernardo Cles.

“Il cortile dei Leoni è il cuore della residenza del principe vescovo Bernardo Cles, il centro del Magno Palazzo”, spiega Chiara Facchin, “e da qui si può andare a scoprire la famosa Loggia del Romanino, uno spazio importante perché organizzava in modo razionale gli spostamenti all’interno della dimora. La corte del principe vescovo, il principe vescovo stesso e i suoi ospiti passavano da lì. Ma non solo: anche i dignitari di corte e coloro che dovevano incontrare il principe vescovo e i suoi funzionari rimanevano proprio nella loggia ad attendere ed è questo che svela il motivo di una scelta decorativa molto particolare. La decorazione della Loggia del Romanino richiama quelli che erano i princìpi fondamentali del Rinascimento dove architettura e decorazione ad affresco scultoreo erano strettamente legati tra loro. In particolare Bernardo Cles ha richiesto a Girolamo Romanino di decorare il centro della volta con un antico mito che richiamava il suo interesse per la cultura dell’antica Roma e dell’antica Grecia”.

Fetonte sul carro del sole, dipinto da Gerolamo Romanino al centro della volta della Loggia al Castello del Buonconsiglio (foto Buonconsiglio)

“Il mito narra di Fetonte che si recò nella reggia del sole, del dio Apollo suo padre, e gli chiese conferma di essere proprio suo figlio”, riprende Facchin. “Apollo, per rispondere a questa domanda, si tolse la corona di raggi del sole, che circondavano il suo capo, perché erano talmente dorate e abbaglianti che impedivano a tutti di vederlo. Quando Fetonte si avvicinò, Apollo gli chiese di esprimere un desiderio affinché lui potesse dimostrargli di essere veramente suo padre e Fetonte fece una richiesta molto importante che rinunciasse al comando del carro e dei cavalli alati con il quale Apollo trasportava il sole durante il giorno sulla terra. Apollo disse a Fetonte di fare richieste adatte alla sua giovane età e al suo essere mortale. Ma Fetonte fu irremovibile, al ché il padre disse al figlio di stare molto attento. La difficoltà nel comandare il carro del sole era quella di trattenere i cavalli impetuosi. E Fetonte si preparò all’impresa. Una volta salito sul carro, però, i cavalli si resero subito conto che il cocchiere non era Apollo e si imbizzarrirono. All’interno della volta della Loggia è rappresentato proprio il momento in cui uno dei quattro cavalli che trainava il carro si era già staccato dalla quadriglia. Il carro e i cavalli si imbizzarrirono e Fetonte arrivò fino a sfiorare la volta celeste tant’è che la ruppe e ne discese una lucente scia di stelle. Nacque così la Via Lattea. Fetonte tirò violentemente le redini. I cavalli si abbassarono e andarono a sfiorare il terreno, la Terra, e crearono i deserti. A questo punto il carro sfrecciò davanti alla Luna che impallidì e lo guardò stupita. E Zeus tuonò, lanciò una saetta e colpì Fetonte che cadde ancora fumante nel fiume Eridano, il fiume Po. Le ninfe piansero la morte di Fetonte e ne raccolsero il corpo morente. La decorazione della Loggia presenta altri quattro personaggi: le Quattro Stagioni – continua Facchin -,  che sedevano a destra e a sinistra del trono di Apollo. La Primavera è riconoscibile dai fiori che tiene in mano, mentre l’Estate è circondata di spighe e di frutti. L’Autunno ha dei pampini e dei grappoli d’uva, mentre l’Inverno ormai vecchio e con la barba lunga presenta una serie di foglie secche. Questa rappresentazione doveva rendere ancora più completa la descrizione del mito. E infatti troviamo proprio Apollo rappresentato sul lato Est della Loggia, dove sorge il sole. Mentre di fronte a lui, sul lato Ovest, abbiamo Diana, la dea della luna, dove il sole ovviamente tramonta. La scelta decorativa della Loggia non è stata fatta tanto per dare spiegazione scientifica di fenomeni naturali quali la Via Lattea oppure i deserti, quanto piuttosto per ammonire gli ospiti che si trovavano all’interno della Loggia in attesa. Infatti Fetonte richiama la possibilità di chi è al governo di fare il passo troppo lungo rispetto alla propria gamba, di esagerare, di utilizzare in maniera anche inconsapevole ma negativa il proprio potere. L’invito di Bernardo Cles era quello di pensare sempre al benessere della comunità e quindi di governare al meglio delle proprie possibilità. Ecco cosa voleva raccontarci attraverso il mito di Fetonte”.

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Una risposta a “#buonconsiglioadomicilio. Chiara Facchin dei Servizi Educativi del museo del Buonconsiglio ci racconta il mito di Fetonte nella Loggia del Romanino al Castello del Buonconsiglio: un monito ai governanti”

  1. Italina Bacciga dice :

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