Altino. Al parco archeologico seconda giornata di studi “Altino dalla terra. Nuovi scavi e studi in corso”, nuovo momento di incontro, discussione e condivisione dei risultati più recenti delle indagini di scavo e degli studi sull’antica Altino. Ecco il programma

Alla luce degli interessanti esiti della giornata di studi “Altino dalla terra. Nuovi scavi e studi in corso” tenutasi nell’ottobre del 2025, anche quest’anno il Parco archeologico di Altino propone “Altino dalla terra II. Nuovi scavi e studi in corso”, un nuovo momento di incontro, discussione e condivisione dei risultati più recenti delle indagini di scavo e degli studi sull’antica Altino. Appuntamento giovedì 22 ottobre 2026, dalle 9 alle 17, in sala conferenze del parco archeologico di Altino (Ve). Entrata libera previo ritiro di biglietto gratuito in biglietteria, fino ad esaurimento posti. Per informazioni info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422789443. Molte di queste ricerche sono state avviate proprio nell’ultimo anno e sono tuttora in corso: il parco archeologico di Altino ha promosso e diretto le prime campagne di scavo nel cuore monumentale della città, mai esplorato prima attraverso indagini dirette sul campo, portando alla luce un tratto urbano della via Annia e parte della piazza forense e degli edifici che su di essa si affacciavano. Allo stesso tempo, sono proseguite le attività di ricerca portate avanti dagli atenei di Padova e Venezia nei pressi della porta-approdo e nell’area archeologica del decumano, così come quelle connesse alle azioni di tutela svolte nel territorio dell’agro altinate dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia. Infine, il riesame di contesti a oggi in larga parte inediti, lo studio dei reperti e l’applicazione di metodologie di analisi informatica, geofisica e archeometrica hanno ulteriormente arricchito le conoscenze sull’occupazione del territorio, lo sviluppo urbanistico, l’assetto economico-produttivo e la cultura materiale del sito. Un’occasione per conoscere le ultime novità della ricerca per una più approfondita ricostruzione delle vicende che interessarono la città e il suo territorio.
PROGRAMMA. Alle 9, inizio lavori con i saluti istituzionali.
SESSIONE 1 Nuove indagini sul campo
Moderatore: Jacopo Bonetto (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova). Alle 9.15, Marianna Bressan (direttrice Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna), Gaspare De Angeli (Malvestio Diego & C. snc), Alessandro Pellegrini (Archeozoom), Rita Deiana (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), Valentina Mantovani (ricercatrice indipendente), “Gli scavi 2025-2026 nel cuore monumentale della città”; 9.45, Guido Furlan (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), Stefania Mazzocchin (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova),
Agnese Borsato (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), Eleonora Roggero (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), “Altino, canale presso la porta-approdo: esiti della seconda campagna di scavi”; 10.05, Jacopo Paiano (dipartimento di Lettere e Filosofia, università di Trento), Eleonora Delpozzo (dipartimento di Studi umanistici, università Ca’ Foscari Venezia), Francesca Mombelli (dipartimento di Studi umanistici, università Ca’ Foscari Venezia),
Elisa Possenti (dipartimento di Lettere e Filosofia, università di Trento), Diego Calaon (dipartimento di Studi umanistici, università Ca’ Foscari Venezia), “La chiesa tardoantica di Altino: nuovi dati e prospettive di ricerca”; 10.25, pausa; 10.45, Cecilia Rossi (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia), Michele De Michelis (S.A.P. Società Archeologica s.r.l.), Rita Deiana (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), Federica Sini (S.A.P. Società Archeologica s.r.l.), “La via Annia alle porte di Altino. Tra vecchi scavi, nuove indagini e necessità di tutela”; 11.05, Giulia Santini (dipartimento di Studi umanistici, università Ca’ Foscari Venezia), Carlo Beltrame (dipartimento di Studi umanistici, università Ca’ Foscari Venezia), Valentina Mantovani (ricercatrice indipendente), Paolo Mozzi (dipartimento di Geoscienze, università di Padova), “Studio contestuale del cosiddetto “Saggio Barca”, tenuta Zuccarello, Marcon (Ve)”; 11.25, Leonardo Bernardi (parco archeologico di Altino), “L’officina siderurgica nell’Area archeologica del decumano (scavo 2024)”; 11.45, discussione; 12.30, pranzo.
SESSIONE 2 Studi e progetti in corso Moderatore: Jacopo Bonetto (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova). Alle 14, Marianna Bressan (direttrice Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna), Alessandro Pellegrini (Archeozoom), Giovanna Sandrini (Malvestio Diego & C. snc), Eleonora Dalpozzo (dipartimento di Studi umanistici, università Ca’ Foscari Venezia), Leonardo Bernardi (parco archeologico di Altino), “Il Geodatabase del Parco archeologico di Altino: uno strumento di ricerca e tutela”; 14.15, Alessandro Asta (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le Province di Padova, Treviso e Belluno), Michele Cupitò (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), Veronica Pastorino (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), Valentina Santi (S.A.P. Società Archeologica s.r.l.), Giovanni Tasca (museo civico «Federico De Rocco», San Vito al Tagliamento – PN), “L’abitato di Roncade, H-Farm (TV). Nuovi dati sull’occupazione dell’agro altinate nell’antica età del Bronzo”; 14.30, Vanessa Baratella (facoltà di Arti, università di Lubiana), Manca Vinazza (facoltà di Arti, università di Lubiana), “La ceramica della prima età del Ferro dal sito di Altino, loc. Fornace. Nuovi dati sulla tecnologia delle produzioni altinati alla luce delle prime analisi archeometriche”; 14.45, Valentina Mantovani (ricercatrice indipendente), “Un’inedita coppa in terra sigillata da Altino: nuovi dati sulla circolazione della cosiddetta “terra sigillata dell’Ossaia” nella Regio X”; 15, Maddalena Bassani (dipartimento di Culture del Progetto, IUAV), Lorenzo Lazzarini (LAMA – Laboratorio di Analisi di Materiali Antichi), Alberto Andrea Magosso (dipartimento di Culture del Progetto, IUAV), Elena Tesser (LAMA – Laboratorio di Analisi di Materiali Antichi), “La porta-approdo e il sistema urbico di Altino. I risultati dalle analisi archeometriche dei materiali costituenti”; 15.15, Francesca Ballestrin (parco archeologico di Altino), “Militaria tardoantichi da Altino. Ulteriori testimonianze dai depositi del Parco archeologico di Altino”; 15.30, Myriam Pilutti Namer (università Ca’ Foscari Venezia – Istituto Veneto per i Beni culturali), Chiara Tomaini (Istituto Veneto per i Beni culturali), Giorgia Bornancin (Istituto Veneto per i Beni culturali), Thomas Calcagno (Istituto Veneto per i Beni culturali), “Le attività di manutenzione e restauro archeologico in corso presso il Parco archeologico di Altino”; 15.45-17, discussione e conclusioni.
Fratta Polesine (Ro). Al museo Archeologico nazionale per “Un tè al Museo” conversazioni sull’arte della tessitura nell’Età del Bronzo con Vanessa Baratella (università di Padova) con laboratorio a cura du Scatola Cultura
Dopo il successo dell’8 marzo 2025, un nuovo appuntamento al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine all’ora del tè per conversare di archeologia, fissato per sabato 24 maggio 2025, alle 15.30. L’incontro sarà dedicato stavolta alla tessitura: una delle pratiche artigianali del passato più complesse e dal grande significato simbolico. A guidare la conversazione sarà Vanessa Baratella dell’università di Padova, attualmente impegnata insieme a Margarita Gleba nel progetto STEMDA, che prevede lo studio di alcuni reperti in materia dura animale provenienti dal villaggio dell’Età del Bronzo di Frattesina e verosimilmente legati alla tessitura. Attraverso il dialogo con la studiosa, i partecipanti potranno immergersi nel mondo delle filatrici e tessitrici del passato, comprendendo il valore simbolico, sociale e quotidiano del tessere nella vita delle donne dell’epoca. Sarà inoltre possibile assistere alla messa in funzione di un telaio verticale, ricostruito sulla base delle fonti disponibili, per osservare dal vivo le tecniche di tessitura antica in azione. L’incontro proseguirà con un laboratorio creativo di tessitura su piccolo telaio, a cura di Marta Franzin di Scatola Cultura, per sperimentare in prima persona le tecniche e la pazienza che questo antico sapere richiede. Come di consueto, l’evento si svolgerà in un’atmosfera raccolta e conviviale, con una tazza di tè caldo tra le mani, per favorire la condivisione e il confronto attorno a temi che uniscono passato e presente. La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti. Tel: 0425668523; e-mail: drm-ven.museofratta@cultura.gov.it. Per evitare sprechi, ai/alle partecipanti è consigliato di portare con sé la propria tazza. Saranno inoltre a disposizione gomitoli di lana, fili e scampoli di tessuti, ma chi ha piacere può portare con sé la sua lana preferita.
Padova. A Palazzo Liviano presentazione del libro “L’VIII secolo a.C. in Veneto” di Vanessa Baratella e del libro “Padova 800 a.C.” a cura di Vanessa Baratella e Massimo Vidale
L’VIII secolo a.C. in Veneto e a Padova in particolare lunedì 19 maggio 2025, alle 16.45, al museo di Scienze archeologiche e d’Arte di Palazzo Liviano a Padova, quando – a cura del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova – verranno presentati due libri: “L’VIII secolo a.C. in Veneto. Tipocronologia ed aspetti culturali sulla base delle evidenze funerarie” di Vanessa Baratella (Sap libri), interviene Marco Pacciarelli (università di Napoli “Federico II”); e il libro “Padova 800 a.C. Storia di un laboratorio e dei suoi metallurghi” a cura di Vanessa Baratella e Massimo Vidale (edizioni Antilia), interviene Cristiano Iaia (università di Torino).

Copertina del libro “L’VIII secolo a.C. in Veneto. Tipocronologia ed aspetti culturali sulla base delle evidenze funerarie” di Vanessa Baratella
L’VIII secolo a.C. in Veneto. Tipocronologia ed aspetti culturali sulla base delle evidenze funerarie. L’VIII secolo a.C. rappresenta un momento di cruciale importanza sul piano storico, sociale, politico ed economico per il Veneto preromano: è infatti in questo preciso orizzonte cronologico che i centri veneti sono coinvolti nel cosiddetto fenomeno della protourbanizzazione. Tale fenomeno si manifesta attraverso un processo di selezione e la concentrazione del popolamento in siti di notevoli dimensioni e densamente abitati – come Este, Padova, Gazzo Veronese, Oderzo e Concordia –, nei quali emergono in modo evidente strutture sociali di tipo gentilizio-clientelare. In concomitanza con l’affermazione del modello protourbano si attesta in tutto il Veneto l’adozione di un preciso repertorio di forme e decorazioni, che si discosta in modo evidente da quello tipico delle ultime fasi del Bronzo Finale e che viene definito, per l’appunto, veneto. Gli studi e le ricerche sul Veneto preromano si sono susseguiti sin dalla fine dell’Ottocento e hanno avuto sostanziale continuità fino ai primi vent’anni del Novecento. Dopo una lunga interruzione, dagli anni ’60 del Novecento l’interesse per il tema ha ripreso consistenza, attraverso la pubblicazione di fondamentali studi sulla cronologia relativa e assoluta e l’edizione di importanti contesti, tra i quali i sepolcreti del centro di Este. A seguito dell’ormai imponente mole di dati a disposizione per questo orizzonte, derivanti sia delle ricerche ottocentesche che dagli scavi più recenti, sorge ad oggi l’esigenza di una loro sistematizzazione, attraverso lo studio tipologico e cronologico dei materiali ed il loro inquadramento culturale, ai fini di un’analisi organica ed esaustiva delle occorrenze fino ad oggi note. Questo volume si propone, pertanto, di illustrare i risultati dello studio delle evidenze funerarie edite provenienti dalle necropoli venete e datate, in letteratura, all’VIII secolo a.C.; a questo ampio campione è stata affiancata una selezione di sepolture provenienti dai nuclei di necropoli di Este Fondo Rebato e Fondo Capodaglio ex-Nazari, contesti di fondamentale importanza che, ad oggi, risultano ancora pressoché del tutto inediti. Questo lavoro ha permesso di ottenere la formalizzazione di una tipologia di tutti i materiali (manufatti ceramici e diverse categorie di oggetti in bronzo – armi, ornamenti, vasellame in lamina –) e di proporne un inquadramento cronologico. La ricerca di confronti e parallelismi per i tipi individuati, volta alla definizione delle traiettorie di comunicazione e scambio con le comunità coeve, è stata condotta a medio ed ampio raggio, ovvero sia in contesti italiani – in primis di ambito villanoviano e golasecchiano – sia in quelli centroeuropei ed europei occidentali, nelle aree coinvolte dall’orizzonte di Hallstatt. Infine, l’applicazione del metodo statistico-combinatorio al fine dell’elaborazione di una tabella di associazione ha aperto la strada ad una nuova riflessione sulle potenzialità informative del campione analizzato: alcuni aspetti peculiari del rituale funerario veneto della prima età del Ferro, tra i quali, su tutti, la pratica delle riaperture delle tombe, giocano un ruolo particolarmente rilevante nella possibilità di identificare e definire fasi e sotto fasi dell’orizzonte in esame.

Copertina del libro “Padova 800 a.C. Storia di un laboratorio e dei suoi metallurghi” a cura di Vanessa Baratella e Massino Vidale
Padova 800 a.C. Storia di un laboratorio e dei suoi metallurghi. Questo progetto si è protratto per quasi tre anni (dallo scavo, alle analisi e alla pubblicazione dei risultati), e si è cercato di rispondere a molte domande sull’archeologia di Padova antica: si potevano datare con tecniche radiometriche i primi livelli abitativi di Padova? Dove si fabbricavano le ceramiche usate nei primi tempi della città? I vasi conservavano tracce di quanto gli antichi mangiavano e bevevano? Come erano organizzati il lavoro dei lapicidi e dei metallurghi, e i reticoli commerciali che tali attività sostenevano? La sfida è stata quella di cercare le tracce del sorgere di una intera città con uno scavo dilazionato nel tempo e in assoluto riduzionista, essendo il cuore dei dati incentrato su due metri cubi di deposito archeologico, nel quale erano tuttavia celati un sorprendente insieme di vasi ceramici e resti di installazioni e pratiche metallurgiche. I dati di scavo e lo studio formale dei reperti, sia artificiali sia biologici, sono stati integrati con una nutrita serie di approfondimenti analitici.
Padova. Al Liviano giornata di studi dedicata al progetto “La Prima Fonderia di Padova Preromana. The earliest foundry of Pre-roman Padua. I primi risultati”. Ecco il programma
Riscoprire i gesti degli antichi vasai. È quanto si propone il progetto “La prima fonderia di Padova preromana” che comprende un sistematico approfondimento delle tecniche usate dai vasai che, nell’VIII secolo a.C., operavano nella prima Padova. Martedì 6 dicembre 2022, dalle 9.30, in sala Sartori, al Palazzo Liviano, in piazza Capitaniato 7 a Padova, appuntamento con la prima giornata di studi dedicata al progetto “La Prima Fonderia di Padova Preromana. The earliest foundry of Pre-roman Padua. I primi risultati”, occasione di scambio e dibattito sul tema. La giornata è promossa dal dipartimento Beni culturali dell’università di Padova (scuola di specializzazione in beni archeologici, corso di dottorato in storia, critica e conservazione dei beni culturali) ed è aperta a dottorandi, specializzandi, studenti e a tutti gli interessati.

Valentina Famari sta sperimentando al LASeRT del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova diverse tecniche per la costruzione dei vasi trovati nella fonderia di Padova preromana (foto dbc-unipd)
Ricco il programma. Alle 9.30, i saluti istituzionali di Massimo Vidale. Quindi prima sessione con chairman Giovanni Leonardi. Alle 10, Marco Pacciarelli su “La prima siderurgia nel Mediterraneo centrale”; 10.50, Michele Cupitò e David Vincenzutto su “Padova pre e protourbana: processi formativi, trasformativi e riconsiderazione del problema dell’estensione e della demografia dell’abitato”. Dopo la pausa caffè, alle 12 riprende Mauro Rottoli su “L’alimentazione vegetale nell’età del Ferro dell’Italia settentrionale tra tradizione e innovazione”; 12.30, Gilberto Artioli su “Archaeometric evaluation of metallurgical activities”. Nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo, seconda sessione con chairman Silvia Paltineri. Alle 14.30, Paolo Michelini, Mariangela Ruta Serafini su “Lo scavo di tutela presso la Questura di Padova (Riviera Ruzante), 2000-2001”; 15, Vanessa Baratella su “Microscavo in laboratorio di una sequenza di strutture produttive di VIII sec. a.C. dall’ambiente artigianale del sito della Questura di Padova (Riviera Ruzante)”; Andrea Giunto e Francesca Adesso su “Le tante facce della ceramica: analisi delle tecniche di realizzazione del vespaio fittile e ricostruzione 3D dei suoi vasi”; 16.10, Sofia Manfrin su “Il campione archeozoologico del sito della Questura di Padova (Riviera Ruzante)”; 16.40, Elena Mercedes Pérez Monserrat e Lara Maritan su “Analisi archeometriche della ceramica del sito della Questura di Padova (Riviera Ruzante)”; 17, Valentina Famari su “Repliche sperimentali del vaso del sole”.
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CHI SIAMO
Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)


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