Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Quando l’estate fu primavera. Falerii, la nascita della sua archeologia e il futuro delle ricerche”: quarto incontro del ciclo “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”
“Quando l’estate fu primavera. Falerii: la nascita della sua archeologia e il futuro delle ricerche”: quarto incontro del ciclo “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”: 8 conferenze tenute da esperti e studiosi che aprono il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico e sono rivolte a curiosi, studenti e specialisti di ogni età, a cura dei Servizi educativi del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Venerdì 16 giugno 2023, alle 16, nella Sala Fortuna, la professoressa Maria Cristina Biella ci porta indietro nel tempo al luglio 1873: un temporale, bronzetti che emergono dalle acque, operai che colgono l’occasione e… luglio 2023: 150 anni di ricerche archeologiche nella città preromana di Falerii, raccontate in un viaggio tra passato, presente e futuro. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Per info e prenotazioni: mn-etru.didattica@cultura.gov.it-

L’archeologa Maria Cristina Biella (uniroma)
Maria Cristina Biella è archeologa specializzata nello studio dell’Italia preromana, ricercatrice alla Sapienza Università di Roma. Le sue principali linee di ricerca riguardano l’indagine dello sviluppo, dell’organizzazione e della gestione della forma urbana in ambito tirrenico (VIII-I sec. a.C.), lo studio di contesti sacri dell’Italia preromana, con particolare attenzione al rapporto tra economia e religione, e l’indagine dell’artigianato antico e delle sue potenzialità di ricostruzione storica delle dinamiche produttive e dei contesti sociali. È Research Fellow alla British School at Rome, membro corrispondente dell’istituto nazionale di Studi Etruschi e Italici e direttore del Falerii Project, progetto di ricerca interdisciplinare sull’antica città preromana di Falerii.
Roma. In Curia Iulia presentazione del libro “Aedes Vestae. Archeologia, Architettura e Restauro” a cura di Alfonsina Russo, Federica Rinaldi e Giulia Giovanetti. In presenza e on line. A seguire il progetto digitale di valorizzazione dell’area dell’Aedes Vestae
Venerdì 9 giugno 2023, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la presentazione del libro “Aedes Vestae. Archeologia, Architettura e Restauro” (Gangemi editore) che riunisce gli atti della giornata di studio dedicata al monumento, tenutasi presso il parco archeologico del Colosseo il 9 giugno 2021. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Interviene Domenico Palombi, dipartimento di Scienze dell’antichità di Sapienza università di Roma. Saranno presenti le curatrici Alfonsina Russo, Federica Rinaldi e Giulia Giovanetti (parco archeologico del Colosseo). Conclude Pierre Gros, Académie des Inscriptions et Belles-lettres, Institut de France, Paris. L’evento potrà essere seguito in presenza con prenotazione su eventbrite.it. Diretta streaming sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo. Al termine della presentazione sarà illustrato il progetto digitale di valorizzazione dell’area dell’Aedes Vestae e dei reperti architettonici a cura di Roberta Altieri, Francesca Caprioli e Federica Rinaldi.

Smontaggio dei ponteggi del cantiere di restauro del Tempio di Vesta (foto PArCo)
Libro “Aedes Vestae. Archeologia, Architettura e Restauro”. L’intervento conservativo dell’aedes vestae nel foro romano, a quasi cent’anni dalla sua anastilosi, ha rappresentato un’occasione di ricerca, tutela e valorizzazione del monumento in un’ottica multidisciplinare. il coinvolgimento di differenti specialisti – archeologi, architetti, restauratori, rilevatori, ingegneri, strutturisti e archivisti – ha permesso l’acquisizione di una base di dati imprescindibile sia per la progettazione e l’esecuzione dell’intervento sia per un nuovo esame del bene. a due anni dal completamento del cantiere, questi atti rappresentano il raggiungimento di un duplice obiettivo, quello conservativo e quello della conoscenza, entrambi necessari per traghettare pienamente il passato nel futuro, nell’ottica della tutela e della valorizzazione.
Roma. “Scavi nel Parco archeologico di Ostia antica (2022-2023). Nuovi contesti e prospettive di ricerca”: giornata di studi all’università La Sapienza, in presenza e on line
Nel corso del 2022, oltre che dalle ordinarie attività di tutela nel territorio di pertinenza, le aree del Parco archeologico di Ostia antica sono state interessate da numerose indagini archeologiche, frutto della partnership tra la direzione scientifica del Parco stesso e Università e Istituti di ricerca nazionali e internazionali. Lunedì 5 giugno 2023, con inizio alle 9, all’Odeion dell’università di Roma “Sapienza”, giornata di studi “Scavi nel Parco archeologico di Ostia antica (2022-2023). Nuovi contesti e prospettive di ricerca”. Sarà possibile seguire la giornata di studi anche in streaming, collegandosi al seguente link: http://meet.google.com/jkd-awtt-zah. Verranno illustrati e discussi i primi risultati delle campagne di scavo condotte nel 2022 che, in diversi casi, hanno riguardato nuove aree e contesti finora poco conosciuti o solo parzialmente esplorati archeologicamente. Alla presentazione delle singole attività di indagine farà seguito, nel pomeriggio, un’ampia tavola rotonda con un confronto sulle attività di ricerca e scavo svolte negli ultimi decenni nel contesto ostiense dall’università di Roma “Sapienza”, e un dibattito finalizzato al confronto e al più proficuo scambio di idee sulle prospettive di ricerca future.

Veduta panoramica dell’area archeologica di Ostia Antica (foto parco ostia antica)
Programma. Alle 9, i saluti di Giorgio Piras; 9., Luigi Caliò, Alessandro D’Alessio con Valeria Casella, Dario Daffara, Antonella Docci, Cristina Genovese, Filippo Marini Recchia, Cinzia Morelli, Claudia Tempesta su “Ostia post scriptum. Il Parco archeologico di Ostia antica e i nuovi scavi nell’area urbana”; 9.50, Alessandro D’Alessio, Filippo Marini Recchia su “Un nuovo frammento dei Fasti Ostiensi dal Foro di Porta Marina”; 10.10, Marcello Turci, Alessandra Ten su “Prima campagna di scavi nel Complesso Suburbano IV, XVII, 4 di Ostia (UniGraz-Sapienza)”; pausa; 11, Marco Cavalieri, Martina Marano, Julian Richard, Paolo Tomassini su “Dall’archivio allo scavo: quattro anni di attività belghe nella Domus del Portico di Tufo”; 11.20, Dario Daffara su “Nuovi dati topografici da Pianabella: un recente scavo sotto la via Ostiense e uno scavo inedito di viale dei Romagnoli”; 11.40, Cristina Genovese, Paola Francesca Rossi su “Nuovi rinvenimenti archeologici e antropologici nel corso delle attività di tutela nel territorio di Fiumicino”; 12, Evelyne Bukowiecki su “Le Ricerche Archeologiche dell’École Française de Rome a Portus (2009-2022). Breve rassegna dei risultati”; 12.20, Javier Bermejo Meléndez, Renato Sebastiani su “Nuovi dati geoarcheologici a Porto: il molo est-ovest e l’area circostante la basilica”; 12.40, Alessandra Ghelli su “Attività del Servizio Tutela Patrimonio Subacqueo. Tra Tevere e bacino esagonale: nuove acquisizioni, multidisciplinarietà e condivisione d’intenti”; pausa; 14.30, discussione: modera Carlo Pavolini; 15.30, Maria Letizia Caldelli, Clementina Panella, Patrizio Pensabene, Alessandra Ten su “La Sapienza e Ostia: un antico legame di collaborazione istituzionale”; 17, fine lavori.
Civita Castellana (Vt). Al museo Archeologico dell’Agro Falisco (Forte Sangallo) apre la mostra “La dea guerriera di Falerii. Il tempio di Celle dall’archivio al fumetto” che presenta per la prima volta al pubblico le intricate vicende relative alla scoperta e riscoperta dell’edificio templare nel corso di oltre un secolo
Risale alla fine dell’Ottocento la scoperta del tempio in località Celle a Civita Castellana, l’antica Falerii. All’epoca il clamore per il rinvenimento fu forte e il tempio venne subito messo in connessione con quello di Giunone Curite, di cui le fonti antiche, in particolare il poeta latino Ovidio, ci parla negli Amores. Il 26 maggio 2023, alle 17, al museo Archeologico dell’Agro Falisco (Forte Sangallo) a Civita Castellana verrà inaugurata la mostra “La dea guerriera di Falerii. Il tempio di Celle dall’archivio al fumetto”, frutto di un progetto di ricerca e valorizzazione condotto in collaborazione tra l’équipe del Progetto Falerii, attivo al dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza Università di Roma, la Direzione regionale Musei Lazio, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, il Comune di Civita Castellana e l’istituto di istruzione superiore “U. Midossi” di Civita Castellana (licei Linguistico, sede di Nepi, e Artistico, sede di Vignanello). La mostra, attraverso un percorso narrativo pluristratificato, presenterà per la prima volta al pubblico le intricate vicende relative alla scoperta e riscoperta dell’edificio templare nel corso di oltre un secolo: una lunga pagina di microstoria, a cavallo tra vicende locali e nazionali, in cui accanto a funzionari dello Stato impegnati nella tutela dei beni culturali compaiono imprenditori intenti nell’edificazione della linea ferroviaria Civita Castellana-Viterbo e personaggi di spicco della cultura dell’epoca, quali, ad esempio, Luciano De Feo, direttore dell’istituto internazionale per la Cinematografia educativa negli anni ’30 e che partecipò anche alla nascita del Festival Cinematografico di Venezia.
Pomezia. Al museo civico Archeologico Lavinium “Santuari e città nel Lazio: aspetti urbanistici, architettonici e cultuali”: prima giornata di studio in memoria di Maria Fenelli, che aveva dedicato a Lavinium buona parte della sua importante ricerca archeologica
“Santuari e città nel Lazio: aspetti urbanistici, architettonici e cultuali”: I giornata di studio in memoria di Maria Fenelli. Sabato 20 maggio 2023, alle 9.30, nella sala conferenze del museo civico Archeologico Lavinium a Pomezia, mattinata all’insegna dell’archeologia. Il museo Lavinium ospita, infatti, una giornata di studio in ricordo di Maria Fenelli, che aveva dedicato a Lavinium buona parte della sua importante ricerca archeologica e a cui dobbiamo gli eccezionali ritrovamenti, in parte oggi nel percorso espositivo del museo. La mattinata, densa di interventi, è stata organizzata dal direttore del museo, Federica Colaiacomo, in collaborazione con “La Sapienza” Università di Roma, cattedra di Topografia di Roma e dell’Italia Antica, con Alessandro Maria Jaia e Laura Ebanista, responsabili anche della Missione Lavinium e la soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti con il funzionario archeologo, Francesca Licordari. Modera Rossella Zaccagnini. Dopo i saluti istituzionali, gli interventi. Alle 10, Laura Ebanista su “Aspetti del culto di Minerva a Lavinium: il caso dei cosiddetti bambini in fasce”; 10.15, Alessandro Maria Iaia su “Lavinium. Minerva e le altre: lavori in corso per la seriazione delle statue del Santuario orientale”; 10.30, David Nonnis su “Lavinium Religiosa Civitas: appunti sull’epigrafia del sacro in età repubblicana”; 10.45, Clara di Fazio su “La dimensione del sacro nelle città del Lazio antico: sistema religioso e identità culturale”. Dopo la pausa caffè, alle 11.30, Zaccaria Mari su “Il culto di Ercole a Tibur e nel territorio tiburtino in ambito pubblico e privato: tra vecchie e nuove testimonianze archeologiche”; 11.45, Francesca Maria Cifarelli e Federica Colaiacomo su “Colle Noce e il territorio di Segni: la prima fase architettonica del santuario e gli altri luoghi del sacro”; 12, Massimiliano Valenti su “Topografia del sacro a Casinum”; 12.15, Francesca Licordari su “Testimonianze di religiosità nell’Ager Aequicolanus in età imperiale”; 12.30, conclusioni.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la tavola rotonda, in presenza e on line, “Un frammento alla volta” partendo dal libro di Marcella Frangipane (università la Sapienza) “Un frammento alla volta. Dieci lezioni dall’archeologia” (Il Mulino)
Gli oggetti hanno un’anima e una storia che passa attraverso le mani degli artigiani che li hanno forgiati e di coloro che li hanno usati. Ecco il senso dell’archeologia: far parlare il tempo attraverso le cose, per ricostruire l’impossibile fotografia del passato. Venerdì 5 maggio 2023, alle 17, nella sala Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia si discuterà di frammenti di vita quotidiana, tracce di rituali religiosi, di attività economiche e di relazioni tra persone e con l’ambiente a partire dal libro “Un frammento alla volta. Dieci lezioni dall’archeologia” (Il Mulino) di Marcella Frangipane. Ingresso gratuito in sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Per info e prenotazioni: relazioniesterne@mulino.it. Sarà possibile seguire l’evento in diretta streaming sul canale Etruschannel al seguente link: https://bit.ly/3oXKPfP. Introduce Valentino Nizzo, direttore museo ETRU. Modera Romina Laurito, archeologa museo ETRU. Intervengono assieme all’autrice: Francesca Balossi Restelli, professore ordinario in Preistoria e Protostoria del Vicino Oriente – Sapienza Università di Roma; Lucia Mori, professore associato in Storia del Vicino Oriente antico – Università Sapienza di Roma; Davide Nadali, professore associato in Archeologia e Storia dell’arte del Vicino Oriente – Sapienza Università di Roma; Gian Maria Di Nocera, professore associato in Paletnologia – Università della Tuscia di Viterbo; Sara De Angelis, funzionario archeologo – Direzione regionale Musei del Lazio.

Copertina del libro “Un frammento alla volta. Dieci lezioni dall’archeologia” (Il Mulino) di Marcella Frangipane
Un frammento alla volta. Dieci lezioni dall’archeologia. Frammenti di vita quotidiana, tracce di rituali religiosi, di attività economiche e di relazioni tra persone e con l’ambiente: gli oggetti portano il segno di quanto avvenuto nel tempo in cui furono creati e delle loro funzioni all’interno della comunità. Come schegge di uno specchio ci restituiscono l’immagine di quello che siamo stati e ci aiutano a dar forma al passato. Per riannodare i fili di questi mondi lontani e poco riconoscibili è necessario un lavoro lungo anni. Oltre quaranta sono quelli che Marcella Frangipane ha trascorso sul sito di Arslantepe in Anatolia, dove sorge il palazzo pubblico più antico del mondo: un viaggio nel tempo – che risale al V millennio a.C. e oltre – e nello spazio – esteso a tutto il territorio della Mezzaluna fertile – alla scoperta delle prime civiltà umane e di quei fenomeni politici e sociali che ancora regolano le nostre vite. Dieci lezioni dall’archeologia dei tempi più antichi per capire come siamo arrivati fin qui e come potrebbe essere il nostro domani.

L’archeologa Marcello Frangipane
Marcella Frangipane, accademica dei Lincei, socia della National Academy of Sciences degli Usa e della British Academy, docente di Archeologia preistorica e protostorica alla Sapienza. Ha diretto per trent’anni gli scavi sul sito di Arslantepe in Turchia, oggi incluso nelle liste del patrimonio Unesco.
Roma. Per “Dialoghi in Curia” incontro, in presenza e on line, con Domenico Palombi (Sapienza università di Roma) su “Horrea Piperataria: lo scavo, la storia, il contesto”: presentazione dei risultati del “Progetto Velia. Archeologia e storia urbana di un quartiere centrale di Roma antica”
“Horrea Piperataria: lo scavo, la storia, il contesto” è il titolo del nuovo appuntamento, in presenza e on line, di “Dialoghi in Curia” promossi dal parco archeologico del Colosseo. Giovedì 4 maggio 2023, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la conferenza di Domenico Palombi, dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza università di Roma, che presenta i risultati del “Progetto Velia. Archeologia e storia urbana di un quartiere centrale di Roma antica”, nato nel 2018 grazie alla sinergia tra il dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza università di Roma e il parco archeologico del Colosseo. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite: https://www.eventbrite.it/e/604772048477. Posti individuali riservati per i titolari della Membership Card. Ingresso da Largo della Salara Vecchia, 5. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo. Il progetto mira alla ricostruzione storico-topografica dell’antico, centralissimo quartiere della Velia e intende approfondire la conoscenza del contesto urbanistico, storico e architettonico connesso al sito, alla architettura e alle funzioni degli Horrea Piperataria. Il rinnovato studio di questo particolare complesso di magazzini imperiali, così come dell’intero settore urbano della Velia, si avvale di indagini geofisiche, stratigrafiche, ricerche archivistiche e nuove analisi sulle strutture antiche al fine ricostruire la forma, le componenti e la storia urbana di una delle aree più rappresentative del centro di Roma, ripetutamente coinvolta nelle trasformazioni della città antica e dagli sconvolgimenti che hanno avuto luogo dal Medioevo all’età contemporanea.

Domenico Palombi (Sapienza università di Roma)
Domenico Palombi è professore associato di Archeologia classica alla Sapienza università di Roma, dipartimento di Scienze dell’Antichità. Dal 2018 è direttore del “Progetto Velia”. Socio della Pontificia accademia romana di Archeologia e di altre Istituzioni d ricerca, Direttore responsabile della rivista Archeologia classica, ha ricoperto diversi incarichi accademici e ricevuto onorificenze scientifiche. Si occupa, in particolare, della storia urbana di Roma, con particolare attenzione alla ricostruzione dei significati culturali, politici, sociali, religiosi e ideologici delle singole componenti del paesaggio urbano. Al valore simbolico dell’antico e alla storia dell’archeologia romana nel periodo compreso tra l’istituzione di Roma Capitale e l’affermazione del regime fascista ha dedicato alcuni contributi, concentrandosi su contesti significativi della città contemporanea e su importanti figure della scena archeologica italiana ed europea. Tra i suoi filoni di ricerca rientrano, inoltre, i rapporti politici e culturali tra Roma e il Lazio in epoca arcaica e repubblicana, la memoria dell’antico nella storia della cultura dal Rinascimento all’età contemporanea, l’analisi storico-archeologica del suburbio di Roma e la ricomposizione della forma della città imperiale.
Roma. Per “Dialoghi in Curia” incontro, in presenza e on line, presentazione del libro “Basilica Iulia I. Gli Scavi di Laura Fabbrini (1960 – 1964). Strutture, Stratigrafie e Materiali dalla prima età Repubblicana alla Costruzione Augustea” a cura di Marco Galli (Sapienza università di Roma) e Tommaso Ismaelli (CNR)
La Curia Iulia ospita la presentazione del volume dedicato ai risultati del Progetto Basilica Iulia, finalizzato alla pubblicazione degli scavi condotti tra 1960 e 1964 al di sotto del grande edificio augusteo. Appuntamento giovedì 27 aprile 2023, alle 16.30, in Curia Iulia, con la presentazione del libro “Basilica Iulia I. Gli Scavi di Laura Fabbrini (1960 – 1964). Strutture Stratigrafie e Materiali dalla prima età Repubblicana alla Costruzione Augustea” a cura di Marco Galli, dipartimento di Scienze dell’Antichità Sapienza università di Roma, e Tommaso Ismaelli, CNR Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Johannes Lipps, Johannes Gutenberg-Universität Mainz, e Paolo Liverani, università di Firenze. Saranno presenti gli autori. L’evento potrà essere seguito in presenza con prenotazione su eventbrite.it o, in alternativa, in streaming su https://www.facebook.com/parcocolosseo.

Copertina del libro “Basilica Iulia I. Gli Scavi di Laura Fabbrini (1960 – 1964). Strutture, Stratigrafie e Materiali dalla prima età Repubblicana alla Costruzione Augustea”
Il volume presenta i risultati del Progetto Basilica Iulia, sviluppato in collaborazione tra Consiglio nazionale delle Ricerche, parco archeologico del Colosseo e Sapienza università di Roma, e finalizzato alla pubblicazione degli scavi condotti da Laura Fabbrini (soprintendenza Archeologica di Roma IV) tra 1960 e 1964 al di sotto della vasta fabbrica augustea. La valorizzazione della fondamentale documentazione di scavo, la realizzazione di nuove campagne di rilievo e di prospezioni geofisiche, lo studio sistematico dei materiali archeologici, accompagnato da analisi archeometriche, costituiscono la solida base per un’approfondita rilettura delle trasformazioni del lato meridionale del Foro Romano, tra la prima età repubblicana e la riscoperta in età moderna della Basilica Iulia. Nella prima parte del volume si ricostruisce un quadro del tutto inedito delle vicende dell’edificio augusteo in età imperiale e tardo-antica, restituendo viva concretezza alle funzioni amministrative, politiche ed economiche del grandioso monumento forense. Lo sguardo si estende poi alle trasformazioni del paesaggio d’età medievale e rinascimentale, fino a evidenziare il ruolo centrale svolto della Basilica Iulia per la storia della ricerca archeologica nel Foro Romano. Nella seconda parte, si indagano le fasi più antiche dell’area occupata dal monumento augusteo, grazie alla ricchissima messe di dati raccolti da Fabbrini. Significative novità riguardano innanzitutto la prima frequentazione dell’area, all’alba della fondazione della repubblica, il profondo riassetto del quartiere nella media età repubblicana, con la creazione dell’aedes poi appartenuta a Publio Cornelio Scipione Africano, e la realizzazione della Basilica Sempronia (169 a.C.) per la prima volta oggetto di una proposta ricostruttiva. In seguito, della Basilica di Cesare si evidenzia il collegamento con le gallerie del Foro, mentre viene ricostruito l’imponente cantiere augusteo. Ampio spazio, infine, è dedicato agli approcci metodologici più innovativi, dal rilievo alle prospezioni geofisiche, così come all’approfondita discussione della cultura materiale, fondamentale per definire non solo la lunga diacronia del settore meridionale del Foro Romano ma anche i consumi e le pratiche alimentari, anche grazie ad analisi gas-cromatografiche e allo studio di resti archeobotanici e archeozoologici.
Torino. Al museo Egizio conferenza dell’egittologo Andrea Fanciulli su “Inni al faraone dal villaggio di Deir el-Medina: la raccolta del Museo Egizio di Torino”. Incontro in presenza e on line
Il museo Egizio di Torino conserva una delle più importanti collezioni di papiri ieratici dal villaggio di Deir el-Medina. Giovedì 20 aprile 2023, alle 18, nuovo appuntamento in sala Conferenze del museo Egizio per l’incontro a cura di Andrea Fanciulli, dottorando all’università di Liegi e museo Egizio su “Inni al faraone dal villaggio di Deir el-Medina: la raccolta del Museo Egizio di Torino”. Introduce Susanne Töpfer, curatrice del museo Egizio. l’ingresso è libero fino a esaurimento posti. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.

Panoramica sul sito archeologico di Deir el-Medina a Tebe Ovest (foto museo egizio)
Alcuni frammenti di papiri ieratici dal villaggio di Deir el-Medina recano inni e preghiere dedicate ai sovrani della XX dinastia (1190-1076 a.C.). Il progetto di dottorato di Andrea Fanciulli si occupa dello studio di questi documenti e, attraverso l’analisi materiale e testuale, intende gettar luce sul modo in cui gli operai del faraone, dediti a lavorare per “assicurargli l’eternità”, creassero e comunicassero l’immagine del sovrano. Nel corso della conferenza, verranno presentati alcuni degli inni più interessanti dalla collezione torinese, cercando di metterne in luce il contenuto nel panorama più ampio della propaganda dell’ideologia reale.

L’egittologo Andrea Fanciulli
Andrea Fanciulli si è laureato in Egittologia al Pontificio Istituto Biblico e l’università “La Sapienza” di Roma. È attualmente iscritto come dottorando all’università di Liegi, sotto la supervisione di Stéphane Polis, con un progetto intitolato “Picturing the king from Deir el-Medina: a Twentieth dynasty perspective”.
Roma. Al museo Ninfeo giornata di studi, in presenza e on line, “Dallo scavo all’edizione: il museo Ninfeo a confronto” per ripercorrere il lungo percorso di ricerca e valorizzazione del museo Ninfeo di piazza Vittorio Emanuele II nel quartiere Esquilino
Martedì 18 aprile 2023, dalle 9.30 alle 17.30, al museo Ninfeo di Roma, giornata di studio “Dallo scavo all’edizione: il museo Ninfeo a confronto” dedicata a ripercorrere il lungo percorso di ricerca e valorizzazione del museo Ninfeo di piazza Vittorio Emanuele II a Roma nel quartiere Esquilino. La narrazione di questa esperienza sarà l’occasione per una riflessione e un confronto con altri interventi di scavo in luoghi chiave della Capitale quali la Villa dell’Auditorium e le pendici settentrionali del Palatino. L’evento, organizzato dall’Istituto centrale per l’archeologia (ICA) in collaborazione con la soprintendenza speciale di Roma e con il dipartimento di Scienze dell’Antichità – Sapienza università di Roma, sarà ospitato all’interno della sala conferenze dell’ENPAM, incastonata all’interno dell’area archeologica del museo Ninfeo. I lavori saranno presieduti da Elena Calandra, direttore dell’Istituto centrale per l’archeologia, Maria Teresa D’Alessio, professore ordinario di Metodologie della ricerca archeologica della Sapienza Università di Roma e da Mirella Serlorenzi, archeologa della soprintendenza speciale ABAP di Roma, che ha diretto gli scavi e il successivo studio sul Ninfeo di piazza Vittorio Emanuele II. La giornata sarà tramessa in streaming su questa pagina Facebook dell’Istituto centrale per l’Archeologia.
Il programma. Alle 9.30 saluti: Daniela Porro, soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma; Luigi La Rocca, direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio. “Le ragioni della giornata”: introducono Mirella Serlorenzi, soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma; Maria Teresa D’Alessio, Sapienza Università di Roma; Elena Calandra, Istituto centrale per l’archeologia. SESSIONE 1- “Le modalità della ricerca archeologica”, modera: Valeria Boi, Istituto centrale per l’archeologia. Alle 10, Mirella Serlorenzi, SS ABAP di Roma, su “L’esperienza dello scavo di Piazza Vittorio. Storia “critica” dello scavo”; 10.30, Maria Teresa D’Alessio, Sapienza Università di Roma, su “Esperienze a confronto: Lo scavo e le scelte del Museo dell’Auditorium”; 11, discussione; 11.30, pausa. SESSIONE 2 – “Dalle stratigrafie ai contesti: l’elaborazione dei dati di scavo”, modera: Giorgia Leoni, soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma. Alle 11.45, Mirella Serlorenzi, SS ABAP di Roma, Giacomo de Cola, parco archeologico del Colosseo, Luca Giovannetti, Laura Pugliesi, Nicoletta Saviane, archeologi liberi professionisti, su “La stratigrafia e la messa in fase del Museo-Ninfeo”; 12.05, Antonio Ferrandes, Sapienza Università di Roma, et alii, su “I materiali del Museo-Ninfeo: le scelte e le loro ragioni”; 12.30, discussione; 13, pausa pranzo. Pomeriggio: alle 14, Paolo Carafa, Sapienza Università di Roma, su “Esperienze a confronto: Le stratigrafie del Palatino, pendice settentrionale”. SESSIONE 3 – “Restituzione al pubblico, musealizzazione e comunicazione”, modera: Elena Calandra, Istituto centrale per l’archeologia. Alle 14.30, Giorgia Leoni, SSABAP Roma e Simone Boni, INKLINK, su “Il Museo-Ninfeo: la comunicazione”; 15, Simona Salvo, Sapienza Università di Roma, “Esquilino Chiama Roma”, su “La ricerca-azione della convenzione “Esquilino chiama Roma” e il contesto attuale del Rione”; 15.30, discussione; 16, tavola rotonda e discussione finale.
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