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Roma. A Sapienza università presentazione del primo volume dedicato agli scavi archeologici nella Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme di Francesca Romana Stasolla

Giovedì 17 settembre 2026, alle 15, nell’aula Odeion, museo dell’Arte classica, piano terra della Facoltà di Lettere e Filosofia, Sapienza università di Roma, in piazzale Aldo Moro 5, presentazione del primo volume dedicato agli scavi archeologici nella Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme di Francesca Romana Stasolla (TS edizioni). Dopo i saluti istituzionali di Antonella Polimeni, magnifica rettrice della Sapienza università di Roma; Domenico Bellato, console generale d’Italia a Gerusalemme; Fr. Francesco Ielpo ofm, Custode di Terra Santa; Mirko Tricoli, responsabile AICS Gerusalemme; Arianna Punzi, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia; interverranno Arnaldo Marcone, università Roma Tre; Vincenzo Fiocchi Nicolai, Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, università di Roma Tor Vergata; Shimon Gibson, University of North Carolina; Basema Hamarneh, Universität Wien.

Copertina del libro “Hagia Polis Project. Excavations at the Holy Sepulchre in Jerusalem. Vol. 1 – Project and methodology” di Francesca Romana Stasolla

Hagia Polis Project. Excavations at the Holy Sepulchre in Jerusalem. Vol. 1 – Project and methodology / Progetto Hagia Polis. Scavi presso il Santo Sepolcro a Gerusalemme. Vol. 1 – Progetto e metodologia. Il libro inaugura una monumentale opera in più volumi dedicata allo studio scientifico e alla conservazione del santuario più venerato del cristianesimo. Esso illustra il progetto e la relativa metodologia, ripercorrendo diciassette secoli di storia racchiusi nelle pietre della Basilica del Santo Sepolcro. Grazie a una collaborazione senza precedenti tra le comunità greco-ortodossa, cattolica e armena e a un’équipe multidisciplinare composta da archeologi, ingegneri, storici ed esperti di conservazione – coordinata dalla Sapienza Università di Roma – il libro documenta l’approfondita indagine sulla pavimentazione, sulle sottostrutture e sulle infrastrutture sotterranee della basilica. Integrando scavo stratigrafico, GIS 3D, diagnostica avanzata e rigorose ricerche d’archivio, l’opera illustra la trasformazione del sito da cava e giardino a basilica imperiale e centro di pellegrinaggio di portata mondiale. Offrendo non solo nuovi dati ma anche un modello innovativo di intervento in un luogo di culto ancora attivo, questo primo volume getta le basi metodologiche e interpretative per i successivi volumi della serie.

La prof.ssa Francesca Romana Stasolla (UniRoma1)

Francesca Romana Stasolla è professoressa ordinaria di Archeologia cristiana e medievale all’università Sapienza di Roma. Fa parte dei comitati editoriali di diverse riviste scientifiche ed è membro di numerose accademie, tra cui la Pontificia Accademia Romana di Archeologia e l’Istituto Archeologico Germanico di Roma. In qualità di responsabile scientifica delle indagini archeologiche presso il Santo Sepolcro a Gerusalemme, dirige il progetto “Hagia Polis” per conto della Sapienza, sviluppando un approccio metodologico che integra scavo stratigrafico, documentazione GIS 3D, analisi interdisciplinari e una rilettura critica della tradizione storiografica su Gerusalemme. È autrice di centinaia di pubblicazioni scientifiche, tra cui monografie, articoli su riviste e contributi in volumi curati.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la giornata di studi “Vulci a Villa Giulia. Rileggere la Tomba François nel suo contesto” a cura di Luana Toniolo, Laura Maria Michetti e Christian Mazet in occasione dell’acquisizione degli affreschi della Tomba François da parte dello Stato Italiano e della loro esposizione all’Etru

In occasione dell’acquisizione degli affreschi della Tomba François da parte dello Stato Italiano e della loro esposizione al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, mercoledì 16 settembre 2026 in sala della Fortuna al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia giornata di studi “Vulci a Villa Giulia. Rileggere la Tomba François nel suo contesto” a cura di Luana Toniolo, Laura Maria Michetti e Christian Mazet. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it

PROGRAMMA. Alle 9.30, saluti Istituzionali: Alfonsina Russo (dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale); Giuseppe Sassatelli (Istituto nazionale di Studi etruschi ed italici); Luana Toniolo, Christian Mazet, Laura Maria Michetti, “Rileggere la tomba François nel suo contesto”. Alle 10, “Il contesto della Tomba François”: Alessandro Conti (Sapienza università di Roma) “La François e “le altre”. La necropoli di Ponte Rotto: topografia e architettura funeraria”; Giulio Paolucci (Fondazione Luigi Rovati), Lionel Pernet (Musée cantonal d’Archéologie et d’Histoire Lausanne) “Nuovi dati sul corredo della tomba François di Vulci”; Carmine Ampolo (Scuola Normale Superiore di Pisa) “La Tomba François e Roma arcaica, tra storia e mito”. Alle 11.30, pausa/discussione. Alle 12, “Storie di ricezione”: Laurent Haumesser (Musée du Louvre) “La tomba dei destini incrociati: la tomba François e i suoi lettori”; Maurizio Sannibale (Pontificia Accademia Romana di Archeologia) “L’ultima grande impresa di Carlo Ruspi: le copie della tomba François al Museo Gregoriano Etrusco”; Christian Mazet, Aude Mongiatti (British Museum) “Nuovi dati sugli ori della Tomba François: i gioielli Castellani del British Museum”. Alle 13.30, pausa. Alle 15, “Vulci in età ellenistica”: Anna Maria Moretti Sgubini (già soprintendente per i Beni archeologici dell’Etruria meridionale) “Esperienze di pittura parietale e scultura nelle tombe ellenistiche di Vulci”; Maurizio Harari (IUSS Pavia) “Fenomenologia della parete dipinta nella Tomba François. La grande pittura a parete all’alba dell’età ellenistica”; Enrico Benelli (università Roma Tre) “Scrivere nelle tombe. Note di epigrafia vulcente”; Alfonsina Russo (DiVA), Simona Carosi (SABAP Viterbo-Etruria Meridionale), Carlo Regoli, Carlo Casi (Fondazione Vulci) “Vulci nel IV secolo: nuovi studi e scoperte”. Discussione e conclusioni.

Un libro al giorno. “Plants and Humans in the Ancient Near East. Roots of Multispecies Connections / Piante e esseri umani nell’antico Vicino Oriente. Radici delle connessioni multispecie” a cura di Silvana Di Paolo e Gioele Zisa, con un approccio multidisciplinare che integra archeologia, filologia, archeobotanica e storia delle religioni

Copertina del libro “Plants and Humans in the Ancient Near East. Roots of Multispecies Connections / Piante e esseri umani nell’antico Vicino Oriente. Radici delle connessioni multispecie” a cura di Silvana Di Paolo e Gioele Zisa

È uscito per i tipi di Zaphon editore il libro “Plants and Humans in the Ancient Near East. Roots of Multispecies Connections / Piante e esseri umani nell’antico Vicino Oriente. Radici delle connessioni multispecie” a cura di Silvana Di Paolo e Gioele Zisa. Questo libro esplora il ruolo delle piante nel Vicino Oriente antico attraverso un approccio multidisciplinare che integra archeologia, filologia, archeobotanica e storia delle religioni. Esamina l’importanza delle specie vegetali non solo come risorse economiche e alimentari (ruolo passivo), ma anche come elementi fondamentali nella co-produzione dello spazio con gli esseri umani per forgiare sistemi simbolici, pratiche religiose e rappresentazioni artistiche. Analizzando attentamente fonti testuali, prove archeologiche e iconografiche e resti archeobotanici, questo volume presenta studi di casi selezionati sulle interazioni tra le società umane e il mondo vegetale della regione. Negli ultimi anni, l’interesse accademico per le piante nel contesto del Vicino Oriente antico è cresciuto significativamente, in linea con lo sviluppo delle discipline umanistiche ambientali e l’emergere degli studi critici sulle piante. Questa prospettiva teorica e metodologica in evoluzione costituisce il fulcro di due iniziative di ricerca: il progetto BioANE (Biodiversità nell’Antico Vicino Oriente), diretto da Silvana Di Paolo (Cnr-Ispc) e Gioele Zisa (Sapienza università Roma), e il progetto PLANET (Piante nei testi antichi del Vicino Oriente), coordinato da Gioele Zisa. Questo volume si colloca all’incrocio di questi due progetti, offrendo nuove intuizioni su come le culture dell’antico Vicino Oriente percepissero, utilizzassero e rappresentassero le piante. Ma non solo: gli studi raccolti mettono in luce la complessità di queste relazioni, mettendo in discussione le prospettive antropocentriche e proponendo un’interpretazione che riconosce le piante come partecipanti attivi nella storia culturale e ambientale della regione. Esplorando le complesse relazioni tra esseri umani e piante nell’antico Vicino Oriente, questo libro mette in discussione le prospettive antropocentriche e mette in luce l’opera degli esseri vegetali nel plasmare i paesaggi culturali, religiosi ed economici. Così facendo, contribuisce a un crescente discorso accademico che ridefinisce la nostra comprensione del mondo naturale come partecipante attivo ai processi storici, spingendoci a ripensare i confini tra natura e cultura.

Santa Marinella (RM). Apertura straordinaria dei templi etruschi di Pyrgi, in località Castello di S. Severa, e visita guidata speciale condotta dagli archeologi di Università Sapienza di Roma

Domenica 23 agosto 2026, alle 18.30, per iniziativa della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’Etruria meridionale, apertura straordinaria dei templi etruschi di Pyrgi, in località Castello di S. Severa (Santa Marinella, RM), un’occasione unica, una visita guidata speciale condotta dagli archeologi di Università Sapienza di Roma nell’area sacra di Pyrgi. Ingresso gratuito. Info e prenotazioni: 0766570194.

Roma. In occasione della Giornata Internazionale dei Musei, al museo del Vicino Oriente (Sapienza università di Roma) l’incontro “Dallo scavo al mito: raccontare l’archeologia a fumetti”, dedicato al rapporto tra archeologia, divulgazione e narrazione illustrata, con Francesca Iannarilli (Ca’ Foscari), Rita Francia (UniRoma1) e Susanna Mariani (Comics)

Come si racconta l’archeologia attraverso il fumetto? In occasione della Giornata Internazionale dei Musei, lunedì 18 maggio 2026, alle 16, al museo del Vicino Oriente (Sapienza università di Roma) l’incontro “Dallo scavo al mito: raccontare l’archeologia a fumetti”, dedicato al rapporto tra archeologia, divulgazione e narrazione illustrata. Interverranno la prof.ssa Francesca Iannarilli (docente di Egittologia, università Ca’ Foscari di Venezia), che presenterà il progetto “Jebel Barkal. Divinità, regine e archeologi sotto la montagna”, dedicato alla divulgazione dell’archeologia sudanese attraverso il linguaggio del fumetto, e la prof.ssa Rita Francia (docente di Anatolistica e Ittitologia, Sapienza università di Roma) e la dott.ssa Susanna Mariani (fumettista, Scuola Internazionale di Comics), autrici de “I racconti dell’Anatolia ittita. La scomparsa di Telipinu”, un’opera che intreccia mito, immaginario e narrazione grafica. L’incontro sarà introdotto dalla prof.ssa Marta D’Andrea, direttrice del Museo, e moderato dalla dott.ssa Sharon Sabatini, curatrice del Museo. L’iniziativa intende aprire una riflessione sul fumetto come mezzo di storytelling archeologico, capace di rendere accessibili temi complessi a pubblici differenti, coinvolgendo anche le nuove generazioni attraverso linguaggi visivi contemporanei.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “Ciò che non ti aspetti e il difficile percorso dell’interpretazione archeologica: alcuni esempi dal sito di Campetti SO a Veio” con Ugo Fusco: quinto incontro della quarta edizione del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”

Venerdì 15 maggio 2026, alle 16, in sala della Fortuna al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, “Ciò che non ti aspetti e il difficile percorso dell’interpretazione archeologica: alcuni esempi dal sito di Campetti SO a Veio” con Ugo Fusco, quinto appuntamento della quarta edizione di “CHI (RI)CERCA TROVA”, il ciclo di incontri a cura dei Servizi Educativi che apre il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico. Da gennaio a dicembre 2026, 10 conferenze con esperti e studiosi di diverse discipline che presentano la loro ricerca scientifica e i progetti di studio che vedono il Museo e Villa Giulia grandi protagonisti. Esperienze, indagini, approfondimenti che rendono la ricerca condivisa, partecipata, quindi utile, a beneficio del pubblico di curiosi, studenti e specialisti. Venerdì 15 maggio 2026 Ugo Fusco porterà i partecipanti alla scoperta del sito di Campetti e dei suoi scavi. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it. Il sito di Campetti SO costituisce una delle aree archeologiche con il maggior numero di edifici e di testimonianze di continuità dell’occupazione di tutto il pianoro veiente. A partire dal 1996 è iniziata un’ampia fase di ricerca, ad opera della Sapienza Università di Roma, nell’ambito delle attività del “Progetto Veio”. Gli scavi hanno portato alla luce un’articolata sequenza di frequentazioni, che comprendono: un insediamento capannicolo dell’età del ferro; un ampio santuario urbano etrusco, nelle vicinanze di una porta urbana e in connessione con le sorgenti termali dell’area; la successiva trasformazione del sito in complesso pubblico a carattere termale, terapeutico e cultuale in età romana; infine, sono state scoperte ampie testimonianze di una frequentazione tardoantica e dell’allestimento di un cantiere per lo smontaggio e il recupero del materiale edilizio in età altomedioevale. Sono presentati in questa occasione almeno tre ritrovamenti, pertinenti a fasi cronologiche differenti, che hanno posto problemi interpretativi non ancora completamente risolti.

L’archeologo Ugo Fusco (università di Roma Tor Vergata)

Ugo Fusco, archeologo classico, ha svolto il ruolo di ricercatore in Archeologia classica all’università di Roma Tor Vergata dove ha condotto una ricerca finanziata dal PNRR sui luoghi di culto del sito di Veio e del territorio dall’età del ferro a quella romana. Ha insegnato corsi in Archeologia romana e Archeologia delle province romane ed effettuato scavi in Italia (Volterra, Roma, Veio e Grumento) e all’estero (Portogallo e Inghilterra), indagando siti urbani e rurali. Si è occupato di vari temi, tra cui: architettura romana, greca, prosopografia, epigrafia latina, topografia del suburbio di Roma, storia arcaica romana e culti legati all’acqua.

Roma. Al museo del Vicino Oriente (UniRoma1) per il ciclo di incontri “Diari di Scavo”, in presenza e on line, la conferenza “Diversi processi di centralizzazione politica ed economica nella Greater Mesopotamia del IV millennio. Controllo di territorio e risorse alle radici della violenza organizzata” con Marcella Frangipane (Sapienza Università di Roma)

Nell’ambito del ciclo di incontri “Diari di Scavo”, una rassegna di conferenze dedicate all’archeologia dell’Asia Occidentale e ai più recenti risultati della ricerca sul campo, venerdì 15 maggio 2026, alle 16 (anziché il 16 maggio come precedentemente comunicato), la prof.ssa Marcella Frangipane (Sapienza Università di Roma, Accademia Nazionale dei Lincei) terrà una conferenza al museo del Vicino Oriente della Sapienza Università di Roma su “Diversi processi di centralizzazione politica ed economica nella Greater Mesopotamia del IV millennio. Controllo di territorio e risorse alle radici della violenza organizzata”. Diretta sulla pagina FB del museo. Info: 06 49910228; mvoem@uniroma1.it.

L’archeologa Marcella Frangipane

Marcella Frangipane è professoressa ordinaria di Archeologia preistorica. Per oltre trent’anni ha insegnato Preistoria e Protostoria del Vicino e Medio Oriente alla Sapienza di Roma, dove ha tenuto anche corsi internazionali e interdisciplinari di strategie e metodi della ricerca archeologica. Ha condotto ricerche e scavi in Messico, Egitto e Turchia, dirigendo per più di 30 anni il Grande Scavo d’Ateneo ad Arslantepe (Malatya), sito riconosciuto Patrimonio mondiale UNESCO nel 2021. È socia nazionale dell’Accademia Nazionale dei Lincei, membro straniero della National Academy of Sciences degli USA, della British Academy (FBA) e del Deutsches Archäologische Institut di Berlino, nonché membro dell’Archaeological Institute of America.

Venosa (Pz). Al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz), seminario pubblico “Matera, Melfi, Bradanica: paesaggi, archeologie, reti di conoscenza” nell’ambito del progetto “Grand Tour Diversions. Redesigning Tourism Flows towards Sustainable Cultural Itineraries”

Il 13 maggio 2026, alle 15.30, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz), seminario pubblico “Matera, Melfi, Bradanica: paesaggi, archeologie, reti di conoscenza”, dedicato alla conoscenza e alla valorizzazione di nuovi itinerari culturali lungo l’asse bradanico tra Matera, Venosa e Melfi, nell’ambito del Progetto di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) “Grand Tour Diversions. Redesigning Tourism Flows towards Sustainable Cultural Itineraries”, una ricerca biennale finanziata dal ministero dell’università e della Ricerca e sviluppata da cinque unità di ricerca appartenenti a università italiane: Sapienza università di Roma (capofila), IUAV Venezia, università di Ferrara, università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara e università di Camerino. Programma del seminario. Alle 15.30, saluti istituzionali: Tommaso Serafini, direttore dei musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa; Francesco Mollica, sindaco di Venosa; Giuseppe Maglione, sindaco di Melfi; Giuseppe Mecca, sindaco di Avigliano; Giuseppe Candela, sindaco di Irsina; 16, introduzione: Fabrizio Toppetti, Ettore Vadini, Ludovico Romagni, Marino Borrelli su “Grand Tour Diversions. Matera, Melfi, Bradanica”; 16.30, interventi: Tommaso Serafini (musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa) su “Castelli, musei e parchi archeologici nazionali del Vulture: strategie e percorsi di valorizzazione”; Antonio Bixio (università della Basilicata) “Borghi rurali lucani in divenire”; Antonio Elettrico (fondazione Matera Basilicata 2019) su “Infrastrutture culturali e narrazione: la creazione di itinerari medievali nelle aree interne lucane”; 17.30, tavola rotonda: dialogo tra i partecipanti e chiusura seminario.

Promossa dalle Unità di Ricerca e dai Laboratori di Pre-Laurea coordinati dal prof. Ettore Vadini e dal prof. Ludovico Romagni della Scuola di Architettura e Design dell’università di Camerino, in collaborazione con l’istituto autonomo Musei e Parchi archeologici di Melfi e Venosa, l’iniziativa prevede un articolato programma di visite studio nei luoghi-patrimonio dell’Alto Bradano e un seminario pubblico conclusivo. Saranno coinvolti trenta studenti laureandi del corso di laurea in Scienze dell’Architettura della SAAD di Ascoli Piceno, accompagnati da docenti, ricercatori, tutor e guide. Il gruppo sarà impegnato nell’esplorazione di significativi patrimoni della modernità e dell’antichità tra Matera e Melfi, tra cui borghi della Riforma, castelli medievali, centri storici e siti archeologici.

L’obiettivo del progetto è indagare le condizioni di sfruttamento turistico di alcuni luoghi-simbolo del territorio italiano e, parallelamente, individuare nuove opportunità di sviluppo per contesti limitrofi ad alto potenziale. I casi studio includono Venezia e la Riviera del Brenta fino ai Colli Euganei, Roma e la costa nord da Fiumicino a Civitavecchia, Pescara e la costa dei Trabocchi con i parchi dell’Appennino centrale, e Matera con l’area interna bradanica verso il Vulture Melfese. In un contesto segnato dalle criticità dell’overtourism, il progetto intende promuovere un approccio multidisciplinare capace di valorizzare la diversità dei territori e di superare i limiti della monocultura turistica. Attraverso la costruzione di un solido quadro conoscitivo e lo sviluppo di progetti sperimentali a diverse scale, “Grand Tour Diversions” mira a delineare nuove funzioni e forme a supporto di itinerari culturali sostenibili.

Formello (Roma). A Palazzo Chigi presentazione del libro “Riordinare il passato e rivelare il presente. Dentro le mura di Veio. Vita e metamorfosi di un abitato” di Filippo Materazzi

Sabato 9 maggio 2026, alle 17.30, nella sala Cav. Bruno Sbardella, a Palazzo Chigi di Formello (Roma), presentazione del libro “Riordinare il passato e rivelare il presente. Dentro le mura di Veio. Vita e metamorfosi di un abitato” di Filippo Materazzi: incontro dedicato alla storia, all’archeologia e all’identità del territorio, per riscoprire il passato e comprenderne il valore nel presente. Dopo i saluti istituzionali di Gian Filippo Santi, sindaco di Formello; Mario Porcu, presidente BCC della Provincia Romana; Giorgio Polesi, presidente Parco di Veio; intervengono Simona Carosi, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale; e Maria Cristina Biella, Sapienza Università di Roma. Ingresso libero.

Roma. Al museo del Vicino Oriente della Sapienza università di Roma conferenza-lezione “La Scoperta di Ebla e l’Archeologia Orientale” del prof. Paolo Matthiae, lo scopritore di Ebla, professore emerito dell’università di Roma La Sapienza

Lunedì 13 aprile 2026, al museo del Vicino Oriente della Sapienza università di Roma, la conferenza-lezione “La Scoperta di Ebla e l’Archeologia Orientale” del prof. Paolo Matthiae, emerito dell’università di Roma La Sapienza. Introduce la prof.ssa Marta D’Andrea, direttrice del museo del Vicino. Diretta sulla pagina Facebook del Museo. Il prof. Matthiae è lo scopritore di Ebla, in Siria, dove ha diretto 47 campagne di scavo dal 1964 al 2010. È Socio Nazionale dell’Accademia dei Lincei, Associé étranger dell’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres di Parigi e membro di prestigiose istituzioni scientifiche internazionali. È stato nominato Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana.