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Firenze. A Tourisma per “I LUOGHI DELL’ARCHEOLOGIA. Ricerca Racconto Valorizzazione” presentazione del libro “La Valle dei Templi” di Valentina Caminneci, Maria Concetta Parello, Maria Serena Rizzo

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La platea del centro congressi di Firenze gremita per gli incontri di TourismA (foto AV)

La Valle dei Templi di Agrigento protagonista nella seconda giornata di TourismA il Salone dell’Archeologia e del Turismo culturale in corso al Centro congressi di Firenze. Il libro di Valentina Caminneci, Maria Concetta Parello, Maria Serena Rizzo sarà presentato sabato 1° ottobre 2022, in auditorium, tra le 9 e le 13, nell’ambito de “I LUOGHI DELL’ARCHEOLOGIA. Ricerca Racconto Valorizzazione”: dialoghi a proposito della nuova serie “I luoghi dell’archeologia” (Carocci) a cura di Andrea Augenti (università di Bologna), Daniele Manacorda (università Roma Tre), Giuliano Volpe (università di Bari “Aldo Moro”) con il contributo di università di Bari “Aldo Moro”. Introducono Andrea Augenti, Daniele Manacorda, Giuliano Volpe direttori della serie e Gianluca Mori direttore editoriale di Carocci. Intervengono: libro_paestum_copertinaGabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, su “Paestum: si può raccontare un classico senza annoiarsi?”. Il suo volume, “Paestum”, racconta la stupefacente diversità che contraddistingue le culture del passato (e del presente). Un luogo come Paestum, che ha restituito parti di templi, case, botteghe, tombe, ma anche tracce di attività rituali e quotidiane d’epoca antica, diventa, pertanto, un campione per esplorare un mondo tramontato e molto distante dal nostro. È il mondo del Mediterraneo antico, un palinsesto straordinariamente ricco se lo osserviamo con uno sguardo che non cerchi sempre solo quello che pensiamo già di sapere degli antichi Greci e Romani. Seguono Jacopo Tabolli (università per stranieri di Siena), Emanuele Mariotti (Comune di San Casciano dei Bagni, Si) e Ada Salvi (MiC – SABAP Siena) su “La scoperta dell’acqua calda. Archeologia per la tutela e il multiculturalismo al Bagno Grande di San Casciano dei Bagni”. Arianna Campiani (Sapienza università di Roma) e Davide Domenici (università di Bologna) su “Palenque, una capitale maya”. Angelo Cimarosti giornalista, videoreporter su “Professione Archaeoreporter”.

libro_la-valle-dei-templi_copertinaQuindi Valentina Caminneci, Maria Concetta Parello (assente giustificata), Maria Serena Rizzo (parco archeologico Valle dei Templi – Agrigento) presentano il loro libro “La Valle dei Templi” che fa parte della serie “I luoghi dell’archeologia” diretta da Andrea Augenti, Daniele Manacorda e Giuliano Volpe. Fondata nel 580 a.C. da abitanti della colonia rodio-cretese di Gela, Akragas divenne presto la città siceliota più importante dopo Siracusa, insieme alla quale inflisse una dura sconfitta ai Cartaginesi nel 480 a.C. Nei decenni successivi alla storica battaglia di Himera, lungo le mura meridionali della città venne costruita la maggior parte di quei grandiosi templi che hanno talmente colpito l’immaginazione di visitatori e studiosi da dare il loro nome all’intera area archeologica. Ma storia e archeologia della Valle dei Templi non si esauriscono certo in essi, né nel periodo della loro costruzione. Il volume racconta la lunga storia del sito archeologico e ne illustra i principali monumenti, anche alla luce delle scoperte più recenti.

Dopo la pausa, completano gli interventi: Enrico Zanini (università di Siena) su “Costantinopoli. Archeologia di una capitale mediterranea”. Quindi “Al cimitero o del buon uso degli scheletri”: dialogo recitato da Valeria Di Cola e Carolina Megale, tratto da Posgarù. Dialoghi diagonali sul patrimonio culturale e dintorni (Edipuglia 2022), di Daniele Manacorda, che dialoga con Davide Domenici. Carlo Pavolini (università della Tuscia) su “Ostia antica”. Chiude Giuliano De Felice (università di Bari) su “Archeologie del contemporaneo”.

Roma. Presentazione del libro “Augusto. Città e territorio, potere e immagini: l’esempio del Latium e dell’Etruria meridionale” (edito da Quasar) che raccoglie gli atti del Convegno tenutosi a Nepi il 26 e 27 maggio 2017

roma_soprintendenza_presentazione-libro-augusto_locandinaLa soprintendenza ABAP dell’Etruria meridionale celebra Augusto, presentando gli atti del convegno di Nepi 2017. Palazzo Patrizi Clementi (via Cavalletti 2, Roma) ospita venerdì 30 settembre 2022 la presentazione del volume a cura di Alfonsina Russo, Stefano De Angeli e Stefano Francocci “Augusto. Città e territorio. Potere e immagini: l’esempio del Latium e dell’Etruria meridionale” (edito da Quasar), che raccoglie gli atti del Convegno tenutosi a Nepi il 26 e 27 maggio 2017, in occasione del rientro nel comune in provincia di Viterbo della testa marmorea di Ottaviano Augusto, nota come “Augusto di Bruxelles”. Oltre agli autori, parteciperanno all’incontro il soprintendente Margherita Eichberg; il sindaco di Nepi, Franco Vita; il prof. Eugenio Polito, docente di Archeologia classica all’università di Cassino e del Lazio Meridionale; Daniele Federico Maras, funzionario archeologo responsabile per il territorio di Nepi; il prof. Mario Mazza, emerito di Storia romana dell’università di Roma ‘La Sapienza’ e accademico dei Lincei. Una giornata dedicata soprattutto alla figura di Augusto, 35 anni dopo la prima edizione del celebre volume di Paul Zanker, Augusto e il potere delle immagini (Monaco, 1987), alla quale allude il titolo stesso del nuovo volume. Dal culto del Princeps alla propaganda imperiale, dalla società romana alla Pax Augustea, con un occhio soprattutto al territorio di Nepi e all’Etruria meridionale, che faceva parte della VII delle Regiones in cui Augusto divise l’Italia, prefigurando l’attuale divisione amministrativa. Con la presentazione di un libro miscellaneo, che raccoglie il frutto del lavoro di ricerca di diversi studiosi, la Soprintendenza partecipa così idealmente alla “Notte Europea dei ricercatori e delle ricercatrici”, che animerà gli istituti e luoghi della cultura italiani a partire dalla serata di venerdì 30 settembre.

Roma. Al via il XII Congresso nazionale di Archeologia Cristiana in Italia: Ricerche, Metodi e Prospettive (1993-2020): bilancio sulle ultime ricerche e su quelle future e presentazione dei risultati delle campagne di scavo a Chiusi e in alcune catacombe di Roma

roma_uniroma3_congresso-archeologia-cristiana_locandinaQuattro giorni per presentare i risultati delle campagne di scavo a Chiusi e in alcune catacombe di Roma, promosse negli ultimi anni dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e dall’università di Roma Tre, e fare un bilancio sulle ultime ricerche e su quelle future. Appuntamento a Roma dal 20 al 23 settembre 2022 per il XII Congresso nazionale di Archeologia Cristiana in Italia: Ricerche Metodi e Prospettive (1993-2020), promosso dall’università Roma Tre insieme alle università Sapienza e Tor Vergata. Ecco il ricco programma proposto dal Comitato scientifico e organizzativo: Fabrizio Bisconti (università Roma Tre), Matteo Braconi (università Roma Tre), Massimiliano David (Sapienza università di Roma), Vincenzo Fiocchi Nicolai (università di Roma Tor Vergata), Donatella Nuzzo (università di Bari Aldo Moro), Lucrezia Spera (università di Roma Tor Vergata) Francesca Romana Stasolla (Sapienza università di Roma).

Si inizia martedì 20 settembre 2022, all’università di Roma Tor Vergata, Villa Mondragone, sala degli Svizzeri. Dalle 16, saluti istituzionali: Orazio Schillaci, rettore dell’università di Roma Tor; Vergata Lorenzo Perilli, direttore del dipartimento di Studi letterari, filosofici e di Storia dell’arte; Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Introduzione al congresso, moderatore V. Fiocchi Nicolai: alle 17, “La lunga storia della disciplina” (G. Cantino Wataghin); 17.30, “Archeologia cristiana e archeologie postclassiche” (G. P. Brogiolo); 18, Cocktail (Villa Mondragone, Portico del Vasanzio).

Seconda giornata mercoledì 21 settembre 2022, alla Sapienza università di Roma, Facoltà di Lettere e Filosofia, museo dell’Arte classica, aula Odeion. Dalle 9, saluti istituzionali con le relazioni – quadri regionali: presiede: G. Cantino Wataghin. Piemonte, Valle d’Aosta (E. Destefanis); Liguria (Ph. Pergola – G. Castiglia); Lombardia (M. Sannazaro). Dopo la pausa caffè, dalle 11 alle 13.30, I SESSIONE (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia) presiede: M. Sannazaro.  – G. Sartorio, Archeologia delle chiese in Valle d’Aosta: contesti e approcci metodologici alla luce dei nuovi dati di scavo. Comunicazioni: A. Crosetto, Asti: il gruppo episcopale e la topografia cristiana della città; M. David, Ambrogio e il refrigerium nell’ultimo venticinquennio del IV secolo a Milano; A. M. Fedeli, C. Pagani, M. Sannazaro, Lacerti di strutture e affreschi paleocristiani nel cimitero ad martyres di Milano; G. Cuscito, Mediolanum: l’epigrafia dei cristiani dopo l’edizione del corpus. – G. P. Brogiolo, M. Fortunati, N. Zimmermann, Il complesso tardoantico di Bariano. II SESSIONE, aula di Archeologia (Liguria), presiede: S. Minguzzi. Comunicazioni: S. Costa, A. Frondoni, D. Gandolfi, G. Mennella, Ventimiglia tardoantica e cristiana alla luce di recenti ricerche e ritrovamenti; M. Conventi, F. Geltrudini, A. Pampaloni, A. Starna, M. Testa, C. Bracco, G. Mennella, N. Radi, Il complesso archeologico di San Clemente ad Albenga: una rilettura degli edifici di culto alla luce delle recenti indagini; Ph. Pergola, A. Garrisi, G. Castiglia, E. Essa Kas Hanna, I. Gentile, A. Paonessa, La basilica paleocristiana di Capo Don – Costa Balenae a Riva Ligure (IM); A. Frondoni, Ricerche e nuove scoperte nel territorio di Noli e di Finale Ligure (SV); E. Essa Kas Hanna, Nuovi spunti sul monachesimo insulare in Liguria. Dopo la pausa pranzo, alle 14.30, Relazioni – quadri regionali: presiede: G. P. Brogiolo: Veneto (A. Chavarría); Friuli Venezia Giulia (S. Minguzzi); Trentino Alto Adige (E. Possenti); Emilia Romagna (A. Augenti). Dopo la pausa caffè, alle 17, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, presiede: A. Chavarría. Comunicazioni: G. P. Brogiolo, P. Vedovetto, P. Urbanová, Nuove indagini multidisciplinari sulla chiesa tardoantica di Santa Giustina a Padova; F. Saggioro, Considerazioni sulla topografia cristiana di Verona; G. A. Lanzetta, Nuovi dati sulla cappella di S. Marco nel duomo di Grado (GO); P. Novara, Hanc arcam si quis aperuit. Ubicazione e impiego dei sarcofagi nei sepolcreti ravennati tardoantichi. VISITA SERALE: a scelta l’ipogeo di via Dino Compagni o la chiesa di Santa Maria Antiqua al Foro Romano (con iscrizione in segreteria).

Terza giornata giovedì 22 settembre 2022, all’università Roma Tre, aula magna di Lettere, dalle 9 saluti istituzionali con relazioni – quadri regionali, presiede: E. Zanini. Toscana (F. Cantini); Marche (Y. A. Marano); Umbria (F. R. Stasolla); Abruzzo (M. C. Somma). Dopo la pausa caffè, alle 11.30, I SESSIONE (Toscana, Marche, Abruzzo), presiede: F. Cantini. Comunicazioni: E. Zanini, E. Giorgi, La villa-mansio di Vignale (Piombino) e qualche ipotesi sulla cristianizzazione delle campagne nell’Etruria tardoantica e altomedievale; M. Braconi, Nuove indagini nella catacomba di Santa Mustiola a Chiusi (SI). Primi risultati dalle campagne di scavo 2016-2019; D. Sacco, Nuove indagini presso la cattedrale della città di Pesaro; P. L. Dall’Aglio, C. Franceschelli, La fase paleocristiana di Ostra antica (Ostra Vetere, AN) alla luce dei nuovi dati di scavo; S. Antolini, E. Hobdari, Y. A. Marano, Un diaconus de provincia Anconitana a Scampis (Elbasan, Albania); A. Staffa, Le origini cristiane nel territorio dell’arcidiocesi di Penne Pescara. Nuovi rinvenimenti archeologici; A. Forgione, La cattedrale di Amiternum (AQ): dinamiche insediative di un nuovo polo di potere. II SESSIONE, in aula del Consiglio (Umbria, Lazio e Roma), presiede: Ph. Pergola. Comunicazioni: A. Pascolini, Ascetismo e monachesimo nella diocesi di Spoleto in età tardoantica e altomedievale; P. Pensabene, Nuove ricerche sulla cattedrale costantiniana di Albano; B. Mazzei, Catacomba di S. Eutizio presso Soriano nel Cimino: nuovi spunti di riflessione dal restauro dell’edicola con la raffigurazione dei Principi degli Apostoli; A. Angelini, R. Gabrielli, D. Quadrino, E. Scopinaro, L’insediamento di Madonna del Piano a Castro dei Volsci (FR) in età tardoantica e altomedievale: metodologie integrate e nuovi approcci allo studio e alla ricostruzione dell’edificio di culto cristiano; C. Amici, A. Ten, Villa dei Sette Bassi: la fase paleocristiana della cosiddetta ‘dépendance’; C. Palombi, Le testimonianze cristiane nel settore nord-occidentale del suburbio di Roma. III SESSIONE in aula Radiciotti (Roma), presiede: S. Gelichi. Comunicazioni: O. Brandt, M. Serlorenzi, Le chiese di Roma nel progetto SITAR; C. Pavolini, Ancora sulle case sotto i Ss. Giovanni e Paolo al Celio, a proposito di un articolo di Vincenzo Fiocchi Nicolai; A. Cerrito, J. Yamada, Nuovi dati dalle indagini nell’oratorio paleocristiano sotto l’Ospedale dell’Angelo; O. Brandt, D. Lombardo, Le fasi pre-romaniche di San Giovanni a Porta Latina; D. Manacorda, Quando Roma diventò un vigneto; C. Giobbe, A. Pergola, La “collezione cristiana” del Museo Nazionale Romano. Storia e formazione: dai documenti d’archivio ai materiali. Dopo la pausa pranzo, alle 15, relazioni – quadri regionali: presiede: A. Augenti. Lazio (V. Fiocchi Nicolai); Roma (L. Spera – A. Felle). Dopo la pausa caffè alle 17, I SESSIONE (Roma), presiede: N. Zimmermann. Comunicazioni: F. Lizzani, Cibele e Pietro. Pagani e cristiani in Vaticano nel IV secolo; A. Vella, La collezione pontificia di antichità cristiane e i cimiteri del suburbio di Roma: recenti acquisizioni da ricerche documentarie; D. Cascianelli, Scoperte e restauri dei sarcofagi cristiani della tarda antichità nel suburbio romano: il quadro dell’ultimo venticinquennio; G. Ferri, Scoperte, restauri e riconsiderazioni iconografiche sulle pitture delle catacombe romane (1993-2022); G. De Rossi, A. Possidoni, M. Ricciardi, 50 anni dopo: considerazioni e aggiornamenti sulla tipologia delle lucerne delle catacombe romane di Arnold Provoost; C. Cecalupo, Dalle carte all’archeologia. Riflessioni sulla frequentazione dell’arenario di Priscilla dalla pianta di Filippo de Winghe; G. Facchin, Recenti scavi nel secondo piano della catacomba di Priscilla (2016-2019). II SESSIONE in aula del Consiglio (Roma), presiede: M.-Y. Perrin. Comunicazioni: D. Benoci, Riflessioni sulle officine lapidarie delle catacombe romane tra le vie Appia e Ardeatina; M. Bernardi, Nuove indagini stratigrafiche presso le catacombe di S. Sebastiano: lo scavo nel mausoleo XVI; C. D’Agostini, R. Giuliani, M. Di Mento, C. Palombi, Novità dai recenti scavi nella catacomba e nell’area subdiale di Sant’Ippolito; P. Filippini, M. Clementini, R. Giuliani, Novità da recenti indagini nell’area di S. Lorenzo al Verano; S. Serra, “Scavando” gli archivi: novità da S. Lorenzo fuori le mura; A. Buccellato, G. Cirsone, F. Coletti, A. M. Conti, G. L. Zanzi, Un edificio monumentale inedito presso il complesso dei SS. Marcellino e Pietro (Roma); M. Ricciardi, Il riuso delle preesistenze idrauliche nella catacomba di Ponziano; A. De Cristofaro, P. Giannini, B. Mazzei, A. Ricchioni, L’ecclesia del martire Basilide al XII miglio della via Aurelia: nuovi dati da un recente intervento d’emergenza.

Quarta e ultima giornata venerdì 23 settembre 2022, all’università Roma Tre, Aula Magna di Lettere. Dalle 9, relazioni – quadri regionali, presiede: R. Martorelli. Molise (F. Marazzi); Campania (C. Ebanista); Puglia e Basilicata (D. Nuzzo); Calabria (A. Coscarella). Dopo la pausa caffè, alle 11.30, I SESSIONE (Campania) presiede: C. Ebanista. Comunicazioni: D. De Francesco, A proposito della fiera di Marcellianum in Lucania: nuove considerazioni su commerci e mercati all’ombra della Chiesa e del culto dei santi tra la tarda antichità e l’alto medioevo; S. Episcopo, Il complesso cimiteriale di S. Casto a Sessa Aurunca (Campania): problematiche e nuove riflessioni; N. Busino, L’oratorio cristiano nei carceres dell’Anfiteatro Campano; G. De Rossi, G. Illiano, Nuove ricerche sulla topografia cristiana dei Campi Flegrei: il sito di Misenum; M. G. Originale, Il cosiddetto “ipogeo del bambino” nella catacomba di S. Gennaro a Napoli; I. Donnarumma, Nuovi dati sulla regione greca nella catacomba di S. Gennaro a Napoli. II SESSIONE in aula Radiciotti (Puglia e Calabria), presiede: F. Marazzi. Comunicazioni: R. Giuliani, A. Cardone, N. M. Mangialardi, G. Massimo, Insediamenti e cristianizzazione nell’Alto Tavoliere e nel Gargano tra nuovi dati e riletture; R. Cassano, G. Mastrocinque, La ‘nova urbs’ di Egnazia al tempo della diocesi; S. Grassi, A. Surdo, La basilica paleocristiana di Bari: nuove acquisizioni dall’analisi dei resti murari; P. De Santis, Recenti indagini nel complesso cimiteriale in località Lamapopoli a Canusium (anni 2016-2022); Gh. Noyè, Il complesso vescovile di Thurii (Sibari) dal IV al VI secolo; E. Donato, F. Sudano, Gli scavi di Piazza San Leoluca a Vibo Valentia. Dopo la pausa pranzo alle 14.30 relazioni – quadri regionali, presiede: G. Volpe. Sicilia (L. Arcifa – D. Patti – E. Vitale); Sardegna (R. Martorelli – P. G. Spanu). Alle 15.30, I SESSIONE (Sicilia) presiede: Gh. Noyè. Comunicazioni: R. Brancato, F. Caruso, Insediamenti, viabilità e cristianizzazione nel territorio rurale delle diocesi di Siracusa e di Lentini; I. Gradante, J. Prag, ICI, I.Sicily, Crossreads. L’edizione del corpus epigrafico cristiano di Siracusa fra tradizione e nuove istanze dell’era digitale; G. T. Ricciardi, La catacomba Del Bono a Siracusa. Esplorazioni topografiche ed osservazioni alla luce delle nuove scoperte; A. Burgio, G. T. Ricciardi, Catacombe maggiori e minori di Siracusa. Il sarcofago ed il sepolcro ‘a baldacchino’ risparmiati nella roccia: censimento e studio tecnico-evolutivo delle soluzioni sepolcrali di modulo monumentale; D. Tanasi, R. H. Tykot, S. Hassam, I. Gradante, G. T. Ricciardi, Diet and Mobility in Late Roman Christian Community: Isotopic Data from the Catacombs of Santa Lucia, Syracuse (Sicily). II SESSIONE in aula Radiciotti (Sicilia e Sardegna) presiede: P. G. Spanu. Comunicazioni: A. Abrignani, L’area cimiteriale del complesso dei Niccolini di Lilibeo (Marsala, TP): nuove osservazioni e riletture; G. Falzone, L’epigrafia cristiana greca e latina in Sicilia: ricerche, metodi e prospettive; M. Muresu, Nuovi studi sulla chiesa di Santa Maria di Villasimius (Cagliari); M. Serchisu, Il cubicolo di Munazio Ireneo nel cimitero di Bonaria a Cagliari: una rilettura dopo i restauri; L. Soro, Spunti di riflessione sul ruolo delle autorità ecclesiastiche nelle attività economiche commerciali attraverso l’analisi dell’apparato epigrafico su un’anfora globulare dal porto di Cagliari. Dopo la pausa caffè, alle 17.30: Archeologia e archeologie nel 2022 (G. Volpe). Alle 18, tavola rotonda. Coordina S. Gelichi.

Castello di Santa Severa. Presentazione dei progetti di valorizzazione dei siti etruschi di Pyrgi, Cerveteri e Veio nell’ambito del workshop internazionale di progettazione “Etruscan Landscapes. Mediterranean Glances”

santa-severa_etruscan-places_presentazione-progetto-sapienza_locandinaPresentazione dei progetti di valorizzazione dei siti etruschi di Pyrgi, Cerveteri e Veio da parte di studenti di architettura provenienti da università europee e dell’America latina che hanno partecipato al workshop internazionale di progettazione “Etruscan Landscapes. Mediterranean Glances”. Appuntamento sabato 17 settembre 2022, alle 16, al Castello di Santa Severa. L’intento è quello di studiare soluzioni utili alla preservazione e valorizzazione di un territorio prezioso per caratteristiche ambientali, storiche, culturali, e nel quale l’impatto di un’antica civiltà come quella degli Etruschi ha contribuito a modellare il paesaggio con dei segni che connotano in modo indelebile l’attuale configurazione della regione a nord di Roma e ne fanno qualcosa di assolutamente unico. L’apertura al mondo accademico internazionale offerta da questo workshop si innesta in un rapporto di stretta collaborazione che la Regione Lazio ha già avviato da tempo con la Soprintendenza responsabile della tutela e il Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza, impegnato in questo ampio quadro territoriale con scavi e ricerche archeologiche di fama internazionale stabilmente finanziati dall’Ateneo.

Roma. Per “Dialoghi in Curia” del parco archeologico del Colosseo, presentazione della collana di architettura “Angoli e Demoni” a cura di Renata Samperi e Paola Zampa. Incontro in presenza e in streaming

roma_Dialoghi-in-Curia_collana-architettura-Angoli-e-Demoni-2_locandinaCon settembre, dopo la pausa estiva, riprendono gli appuntamenti con i “Dialoghi in Curia”, incontri e appuntamenti che il giovedì pomeriggio animano gli spazi dell’antica sede del Senato romano promossi dal parco archeologico del Colosseo. Giovedì 15 settembre 2022 alle 16.30 la Curia Iulia ospita la presentazione della collana di architettura “Angoli e Demoni”, a cura di Renata Samperi e Paola Zampa, edita da Campisano Editore. Con l’occasione saranno presentati i seguenti volumi componenti la collana: “Οι γωνίαι. Il capitello angolare del tempio di Bassae” di Stefano Borghini; “Perché egli è Tagliacantone: Borromini, un architetto spigoloso” di Richard Bösel; “Non un palazzo, ma una città in forma de palazzo: gli angoli nel palazzo Ducale di Urbino” di Francesco Paolo Fiore. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Elisabetta Molteni (università Ca’ Foscari Venezia), Claudio Strinati (Accademia nazionale di San Luca), Alessandro Viscogliosi (Sapienza Università di Roma). Modera e coordina Giovanni Battista Tomassini, capo redattore della Redazione Cultura e Spettacolo del TG3, Rai Radiotelevisione italiana. Saranno presenti gli autori e le curatrici della collana. L’evento potrà essere seguito in presenza con ingresso da largo della Salara Vecchia, 5. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti (max 100) su www.eventbrite.it. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sull’account YouTube del PArCo: https://www.youtube.com/parcocolosseo.

Saturnia (Gr). Per la rassegna “Le Voci della Storia”, incontro “Figure e figuri dell’archeologia in Maremma alla fine dell’800. Lo strano caso di Francesco Mancinelli Scotti” nell’ambito del XVI Incontro di Studi Preistoria e Protostoria in Etruria

saturnia_museo-urbano_figure-e-figuri-dell-archeologia-in-maremma_locandinaL’11 settembre 2022, la rassegna “Le Voci della Storia”, promossa dal Comune di Marciano, approda a Saturnia con l’incontro “Figure e figuri dell’archeologia in Maremma alla fine dell’800. Lo strano caso di Francesco Mancinelli Scotti” nell’ambito del XVI Incontro di Studi Preistoria e Protostoria in Etruria promosso dall’IIPP il 9, 10 e 11 settembre 2022 nelle sedi di Valentano (Vt) e Saturnia (Gr) sul tema “Archeologia del fuoco – La vita, la morte, i culti: una presenza costante”. Appuntamento dunque domenica 11 settembre, alle 16.30, alla Sala Bartolini di Saturnia, in Via Aldobrandeschi, per la presentazione degli atti di un convegno dedicato alla figura di Francesco Mancinelli Scotti (1847-1936), affascinante personaggio, garibaldino, esploratore/devastatore delle necropoli dell’Etruria meridionale; nel volume compare anche un contributo sul quasi omonimo Riccardo Mancinelli, scavatore delle necropoli di Saturnia. “Il Conte Francesco Mancinelli Scotti (Civita Castellana 1847 – Roma 1936), di nobile famiglia decaduta”, spiegano gli organizzatori dell’evento, “viene colto a circa quarant’anni dalla insana passione per l’archeologia e gli scavi, e dedica i successivi quaranta a esplorare o meglio, secondo molti archeologi, devastare il territorio dell’Etruria meridionale, partendo dall’Agro Falisco (Capena, Narce) e arrivando fino a Vulci. Uomo di grandi slanci, che lo portano a vent’anni a entrare nelle fila garibaldine, opera come infaticabile e fortunatissimo scavatore, collezionista e mercante di antichità, vendendo reperti archeologici a collezioni e musei italiani ed esteri. A lui per un certo periodo si associò anche Riccardo Mancinelli, quasi omonimo, ma non suo parente, che esplorò estesamente i siti archeologici di Poggio Buco, Pitigliano, Sovana e Saturnia, rinvenendo numerosi corredi funerari che, in parte acquistati dal museo Archeologico di Firenze, finirono poi sul mercato antiquario, e sono oggi conservati nei musei di Berlino, Copenhagen e Berkeley in Calfornia”. Alla figura di questi affascinanti personaggi nel 2018 è stata dedicata una giornata di studi i cui atti, curati da Cristina Biella (Università di Roma La Sapienza) e Jacopo Tabolli (Università per Stranieri di Siena), saranno presentati in occasione del XVI Incontro di Studi Preistoria e Protostoria in Etruria. La presentazione del volume è a ingresso libero.

Archeologia partecipata a Pyrgi. Dal Castello di Santa Severa ogni giovedì accesso del pubblico al cantiere di scavo di Sapienza Università a Pyrgi porto e nel grande santuario marittimo della città etrusca di Caere

santa-severa_pyrgi_scavo-sapienza_aperto-al-pubblico_locandinaAppuntamento con l’archeologia partecipata a Pyrgi per far conoscere il territorio e il patrimonio culturale. Oltre alle aperture straordinarie e visite guidate il sabato e la domenica che proseguiranno per tutto il mese di settembre, il giovedì è previsto l’accesso allo scavo in corso, alle 11 e alle 15, dall’ingresso del castello di Santa Severa, in modalità libera e gratuita. Le attività di valorizzazione sono in collaborazione con la Regione Lazio. È infatti partita da qualche giorno la 57ma campagna di scavo della Sapienza Università di Roma, svolta su concessione del MIC- Soprintendenza Archeologia Belle arti Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale. In via inedita, sarà possibile visitare il cantiere di scavo e vedere in azione gli archeologi e ricercatori della Sapienza Università di Roma (da sempre impegnata qui in indagini) nel comprensorio archeologico di Pyrgi porto e del grande santuario marittimo della città etrusca di Caere (Cerveteri).

La Fondazione museo civico di Rovereto pubblica il programma dell’edizione 2022 del film festival RAM – Rovereto – Archeologia – Memorie, dedicato al patrimonio culturale materiale e immateriale, con il focus “Sguardi al femminile”: 62 film in concorso per 4 premi tecnici più quello del pubblico, e due film fuori concorso. E poi incontri al bistrot e al circolo ed eventi speciali a teatro

rovereto_rassegna-RAM_locandina-2022Con la pubblicazione del programma la Fondazione museo civico di Rovereto inizia a scoprire le carte dell’edizione 2022 del film festival RAM – Rovereto – Archeologia – Memorie, dedicato al patrimonio culturale materiale e immateriale, a Rovereto dal 28 settembre al 2 ottobre 2022, con il focus “Sguardi al femminile”: un riflettore puntato sul ruolo delle donne nella storia, su parità di genere e opportunità attraverso testimonianze di registe, archeologhe, scrittrici, anche da zone di crisi e da quei paesi in cui cultura e formazione non sono scontate, soprattutto per le donne. La formula del Festival prevede proiezioni, incontri, corsi di formazione, visite alla scoperta del territorio. Il Teatro Zandonai, gioiello settecentesco della città, ospita le proiezioni dei film, gli eventi speciali e gli archeobook brunch. Ma la settimana del festival è anche occasione per scoprire il centro storico e il territorio attraverso gli appuntamenti del festival diffuso.

rovereto_rassegna-RAM_immagine-web-locandinaI film. Il programma dei film si articola in cinque giornate di proiezioni. In calendario 62 film (9 dei quali per il focus Sguardi al femminile) suddivisi nelle quattro sezioni che concorrono ad altrettanti premi assegnati da giurie composte da professionisti che operano nel campo del cinema, della cultura e della tutela del patrimonio. : 16 in concorso per il premio CINEMA ARCHEOLOGICO e la menzione speciale Archeoblogger, con tre prime nazionali; 17 in concorso per il premio CULTURA ANIMATA con 4 prime nazionali, 1 europea e 1 assoluta; 16 in concorso per il premio SGUARDI DAL MONDO e la menzione speciale CinemA.Mo.Re con 2 prime nazionali e 2 assolute; 13 in concorso per il premio L’ITALIA SI RACCONTA con 1 prima nazionale e 2 assolute. Tutti i film concorrono al premio “RAM film festival”, decretato dal pubblico in sala tramite votazione. Le mattinate di mercoledì, giovedì e venerdì sono dedicate alle scuole che hanno partecipato al progetto CINEMaSCUOLA. Due momenti sono dedicati in particolare al cinema d’animazione, venerdì pomeriggio e sabato mattina.

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Frame del film “Power of Rome” di Giovanni Troilo con Edoardo Leo

Gli eventi. Due serate speciali la sera: venerdì 30 settembre 2022, alle 20.30, al teatro Zandonai, proiezione del film fuori concorso “Power of Rome” di Giovanni Troilo (Italia, 2022, 83′). Saranno presenti il regista Giovanni Troilo e gli autori Luca Lancise e Donato Dallavalle. Il film è stato ideato per il compleanno di Roma del 2022 e interpretato da Edoardo Leo in cui si intreccia fiction e documentario. Sabato 1° ottobre 2022, alle 20.30, al teatro Zandonai, “Donne valorose”: Serena Dandini accompagna il pubblico alla scoperta delle molte donne esempi di forza, di valore, di straordinario contributo all’umanità, partendo dal suo libro “Il catalogo delle donne valorose”.

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Copertina del libro “Archeosocial 2.0” di Antonia Falcone

Durante la settimana, incontri informali con ospiti d’eccezione, per una chiacchierata davanti a un aperitivo o per un brunch. Per “Incontri al bistrot” di Alfio Ghezzi al Mart, mercoledì 28 settembre 2022, alle 17.30, “Patrimonio in ostaggio” con Lorenzo Pella, comandante del Nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Udine, e con Giuseppe Guastella, giornalista di cronaca giudiziaria del Corriere della Sera. Modera Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione Museo Civico di Rovereto. Venerdì 30 settembre 2022, alle 17.30, “Donne che minacciano il potere” con Mariarosaria Barbera, archeologa e autrice di libri sulle donne nell’antichità. Modera Marco Perinelli, archeologo e giornalista. Per “Incontri al circolo”, giovedì 29 settembre 2022, alle 17.30, nello storico locale del Circolo operaio nel quartiere di Santa Maria, “La legge della spada” con Andrea Rossini, esperto di scherma storica. Modera Maurizio Battisti, archeologo Fondazione Museo Civico di Rovereto. Per “Archeobook brunch”, sabato 1° ottobre 2022, alle 12, un momento informale immersi tra archeologia e libri nella sala bar del teatro Zandonai, “L’archeologia che riscrive il web” con Antonia Falcone, archeologa e autrice di “Archeosocial 2.0” (2018). Domenica 2 ottobre 2022, alle 12, nella sala bar del teatro Zandonai, “L’uomo preistorico era anche una donna” con Enza Elena Spinapolice, archeologa, insegna Preistoria e protostoria del Mediterraneo e Archeologia e culture del Paleolitico all’università di Roma La Sapienza.

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La copertina del libro “Nella terra di Pakhet. Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni” di Maurizio Zulian e Graziano Tavan (Marsilio Arte)

A chiudere il programma degli incontri, domenica 2 ottobre 2022, al pomeriggio, l’appuntamento con Maurizio Zulian e Graziano Tavan, autori del volume sull’Egitto fresco di stampa “Nella terra di Pakhet”. Alle 17.30, al teatro Zandonai, Graziano Tavan intervista Maurizio Zulian sui viaggi compiuti per realizzare il volume “Nella terra di Pakhet. Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni” (Marsilio, 2022), con particolare attenzione alla zona di Amarna.

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Il regista Alberto Castellani al Museo Guimet di Parigi per le riprese del film “Afghanistan” (foto media venice)

Ma non è finita, al teatro Zandonai c’è un’ultima chicca nel programma del RAM 2022. Dopo la premiazione del film vincitore del premio del pubblico (i film premiati dalle giurie tecniche erano stati invece annunciati alle 10.30 nella sala bar del teatro Zandonai), anteprima assoluta fuori concorso del film “Afghanistan. Tracce di una cultura sfregiata” di Alberto Castellani (Italia, 2022, 52′), consulenza scientifica: Massimo Vidale, Anna Filigenzi, Luca Maria Olivieri, Mohammed Fahim Rahmi (vedi “Afghanistan: tracce di una cultura sfregiata”: il regista veneziano Alberto Castellani svela in anteprima il suo nuovo film che racconta di un Paese martoriato, un popolo umiliato, una cultura millenaria e un patrimonio archeologico ricchissimo a rischio; con il contributo dei massimi esperti in materia | archeologiavocidalpassato).

Preistoria. Alla Muraiola di Povegliano Veronese, uno dei più rilevanti siti a livello internazionale, con un abitato dell’Età del Bronzo, conclusa la prima campagna di scavo del Progetto Geodap diretto dal prof. Cristiano Nicosia (università di Padova): “Si è tornati a scavare dove si sono fermate le ricerche fatte negli anni ‘80”.

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Il gruppo di lavoro dell’università di Padova sul sito dell’Età del Bronzo alla Muraiola di Povegliano Veronese: al centro il direttore del progetto Geodap, prof. Cristiano Nicosia (foto geodap)

Nei giorni scorsi in località La Muraiola a Povegliano Veronese si è conclusa la prima parte di scavi del progetto Geodap (GEOarchaeology of DAily Practices: extracting bronze age lifeways from the domestic stratigraphic record) diretto dal professor Cristiano Nicosia, geoarcheologo del dipartimento di Geoscienze dell’università di Padova a cui nel dicembre del 2020 è stato assegnato un prestigioso ERC Consolidator Grant. Il progetto Geodap, che mira a studiare in modo nuovo l’Età del bronzo, concentrandosi sulle strutture abitative dell’epoca, si sviluppa su dieci siti archeologici di sei Paesi europei e la prima tappa si è conclusa pochi giorni fa a Povegliano Veronese, in località Muraiola dove si è tornati a scavare a distanza di quasi 40 anni dai primi ritrovamenti, quando fu scoperta una capanna con un focolare. Il magazine “Il Bo Live. Università di Padova” ha visitato gli scavi. Servizio, riprese e montaggio di Barbara Paknazar.

“Siamo tornati qui aprendo un settore di scavo affianco alle strutture che furono ritrovate negli anni ’80. Adesso abbiamo maggiori tecnologie, tecniche analitiche, di rilevamento e rilievo che sono molto più avanzate rispetto al passato”, spiega Nicosia. Dal sito, uno dei più rilevanti a livello internazionale, sono emersi piani di calpestio e focolari relativi a questo abitato dell’età del Bronzo. I reperti, tra cui molta ceramica, raccontano pezzi di vita dell’epoca e nel caso degli oggetti in ambra parlano anche di scambi commerciali con luoghi lontani a nord delle Alpi. Gli ossi ritrovati verranno indagati dal punto di vista faunistico e permetteranno di sapere quali animali venivano macellati e consumati. “E raccogliamo anche campioni di terreno sia per analisi micromorfologiche, quindi analisi in sezione sottile degli strati di terreno che costituiscono questo sito, sia per analisi paleobotaniche, con l’estrazione di semi, carboni, fitoliti e pollini per avere una ricostruzione delle persone che hanno vissuto qui circa 3500 anni fa”, continua il geoarcheologo dell’università di Padova. 

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Marta Dal Corso, ricercatrice del dipartimento di Geoscienze dell’università di Padova, con un’allieva (foto geodap)

A caratterizzare il progetto è infatti un innovativo approccio interdisciplinare che integra la geoarcheologia, la chimica organica e l’archeo-botanica. Particolare attenzione è dedicata ai resti vegetali che sono indagati con diverse metodologie. Le prime indagini sono condotte direttamente sul sito grazie a un macchinario che consente di compiere le operazioni di flottazione con cui vengono recuperati i resti di dimensioni più grandi. “Molto spesso questi resti sono combusti e usiamo l’acqua per farli galleggiare da un campione di terra e li recuperiamo usando un setaccio dalle maglie molto fini”, spiega Marta Dal Corso, ricercatrice del dipartimento di Geoscienze dell’università di Padova. “In questo modo otteniamo sia carbone sia residui di semi e frutti combusti. In seguito confronteremo queste informazioni con quelle si ottengono dallo studio, in laboratorio, di campioni molto più piccoli, come i palinomorfi e i fitoliti”. 

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Alunni in visita guidata al sito dell’Età del Bronzo alla Muraiola di Povegliano Veronese (foto geodap)

Durante le settimane di scavi i cittadini hanno potuto interagire direttamente con i ricercatori grazie a visite guidate e iniziative di coinvolgimento, alcune delle quali pensate nello specifico per le scuole. “Volevamo trasmettere il messaggio che un sito archeologico non è una caccia al tesoro e che ad essere importanti non sono solo gli oggetti belli o di valore. Anzi, molto spesso per noi scienziati è proprio il contrario perché è l’umile terra a restituirci informazioni essenziali. Insomma, setacciamo, laviamo e guardiamo la terra che contiene i materiali più che i materiali contenuti”, osserva il professor Nicosia. 

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Ripresi gli scavi a Frattesina di Fratta Polesine (Ro) a cura della soprintendenza e dell’università La Sapienza di Roma (foto sabap-uniroma)

Le attività del progetto Geodap adesso continuano in altri siti archeologici. “Alcuni siti sono scavati da colleghi e noi ci occupiamo solo della parte analitica, quindi del post-scavo con analisi archeo-botaniche, sedimentarie e micromorfologiche”, spiega il docente. È il caso, ad esempio degli scavi in località di Frattesina, in provincia di Rovigo, che sono ripartiti proprio in questi giorni sotto la guida della Soprintendenza e in collaborazione con l’università La Sapienza di Roma. “In altri siti invece scaviamo direttamente noi e quindi abbiamo un controllo maggiore su tutta l’articolazione stratigrafica del sito stesso”, continua Nicosia. In questa tipologia rientrano i lavori che stiamo conducendo a Codroipo, in provincia di Udine, in armonia con il museo civico di San Vito al Tagliamento.

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L’area delle ricerche sul sito dell’Età del Bronzo alla Muraiola di Povegliano Veronese (foto geodap)

La prima tappa al di fuori dell’Italia sarà in Serbia, più precisamente a Rabe al confine con l’Ungheria. E a ottobre riapriranno anche gli scavi a Povegliano Veronese dove già l’analisi magnetometrica “preparatoria”, condotta a fine 2021, aveva dato i risultati sperati. Si scava dunque a colpo sicuro, come confermato anche dalle attività più recenti. 

Civita Castellana. Bilancio campagna di scavo sul colle del Vignale, su cui sorgeva l’antica Falerii: trovate strutture murarie monumentali dell’età del Bronzo

L’obiettivo? Indagare il processo di strutturazione e gestione di questa città preromana, l’antica Falerii, dopo la conquista romana, con la nascita di Falerii Novi. Si è conclusa il primo luglio scorso la campagna di scavi sul colle del Vignale (Civita Castellana), uno dei due rilievi su cui sorgeva la città antica, pressoché non toccato dall’urbanizzazione. E condotta, su concessione ministeriale, dal Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza Università di Roma (Insegnamento di Civiltà dell’Italia preromana), in forte collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Etruria meridionale. È il coronamento di un processo di ricerca che dura da molto tempo: 15 anni fa si è partiti dalla ricerca nei depositi dei musei e degli archivi e poi sono state sviluppate le indagini non invasive (voli multispettrali e termici da drone e georadar) e le ricognizioni territoriali del 2020; ora gli scavi recenti. Un’operazione possibile grazie al finanziamento della Fondazione CARIVIT e del Comune di Civita Castellana. Andata ben oltre le aspettative.

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Antica Falerii: campagna di scavo sul colle del Vignale 2022: struttura in blocchi di tufo, la cui fase ultima di utilizzo è databile tra IV e III sec. a.C. (foto filippo materazzi)

Due le aree di scavo scelte: una nei pressi della sommità del colle e una più prossima al declivio. Nella prima sono emerse tracce di attività agricole (arature degli anni ’80 del secolo scorso e trincee delle vigne del XVIII-XIX secolo), ma anche un’interessante struttura in blocchi di tufo, la cui fase ultima di utilizzo è databile tra IV e III sec. a.C. Nell’altra addirittura alcune strutture murarie monumentali, oltre quelle inerenti alla città, riconducibili all’età del Bronzo e a un periodo compreso tra VIII e inizi VI sec. a.C.

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Antica Falerii: campagna di scavo sul colle del Vignale 2022: strutture murarie monumentali riconducibili all’età del Bronzo e a un periodo compreso tra VIII e inizi VI sec. a.C. (foto filippo materazzi)

Lo scavo di Vignale è costola di un progetto più articolato, il “Falerii Project”. Si è tornati ad indagare qui da quando, alla fine dell’800, Raniero Mengarelli ispezionò la porzione orientale del colle, rinvenendo i resti del santuario di Vignale. Uno scavo emozionante, che ha unito allo stesso tempo ricerca scientifica, consapevolezza storica ed esperienza umana. Centrale è stata la sinergia con il museo Archeologico dell’Agro Falisco, ma soprattutto col Comune di Civita Castellana, proprietario del terreno in cui si sono svolti gli scavi, che ha acquistato l’altura di Vignale alla fine degli anni ’90 per realizzarvi un parco cittadino a forte vocazione archeologica. E che presto siglerà anche un protocollo d’intesa decennale con il Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza Università di Roma; ciò permetterà poi di continuare le indagini. Intanto si stanno eseguendo, in collaborazione con il Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “G. Natta” del Politecnico di Milano, analisi mirate sui frammenti di intonaci e sui materiali edilizi dell’alzato delle strutture architettoniche.