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Roma. In occasione della Giornata Internazionale dei Musei, al museo del Vicino Oriente (Sapienza università di Roma) l’incontro “Dallo scavo al mito: raccontare l’archeologia a fumetti”, dedicato al rapporto tra archeologia, divulgazione e narrazione illustrata, con Francesca Iannarilli (Ca’ Foscari), Rita Francia (UniRoma1) e Susanna Mariani (Comics)

Come si racconta l’archeologia attraverso il fumetto? In occasione della Giornata Internazionale dei Musei, lunedì 18 maggio 2026, alle 16, al museo del Vicino Oriente (Sapienza università di Roma) l’incontro “Dallo scavo al mito: raccontare l’archeologia a fumetti”, dedicato al rapporto tra archeologia, divulgazione e narrazione illustrata. Interverranno la prof.ssa Francesca Iannarilli (docente di Egittologia, università Ca’ Foscari di Venezia), che presenterà il progetto “Jebel Barkal. Divinità, regine e archeologi sotto la montagna”, dedicato alla divulgazione dell’archeologia sudanese attraverso il linguaggio del fumetto, e la prof.ssa Rita Francia (docente di Anatolistica e Ittitologia, Sapienza università di Roma) e la dott.ssa Susanna Mariani (fumettista, Scuola Internazionale di Comics), autrici de “I racconti dell’Anatolia ittita. La scomparsa di Telipinu”, un’opera che intreccia mito, immaginario e narrazione grafica. L’incontro sarà introdotto dalla prof.ssa Marta D’Andrea, direttrice del Museo, e moderato dalla dott.ssa Sharon Sabatini, curatrice del Museo. L’iniziativa intende aprire una riflessione sul fumetto come mezzo di storytelling archeologico, capace di rendere accessibili temi complessi a pubblici differenti, coinvolgendo anche le nuove generazioni attraverso linguaggi visivi contemporanei.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “Ciò che non ti aspetti e il difficile percorso dell’interpretazione archeologica: alcuni esempi dal sito di Campetti SO a Veio” con Ugo Fusco: quinto incontro della quarta edizione del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”

Venerdì 15 maggio 2026, alle 16, in sala della Fortuna al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, “Ciò che non ti aspetti e il difficile percorso dell’interpretazione archeologica: alcuni esempi dal sito di Campetti SO a Veio” con Ugo Fusco, quinto appuntamento della quarta edizione di “CHI (RI)CERCA TROVA”, il ciclo di incontri a cura dei Servizi Educativi che apre il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico. Da gennaio a dicembre 2026, 10 conferenze con esperti e studiosi di diverse discipline che presentano la loro ricerca scientifica e i progetti di studio che vedono il Museo e Villa Giulia grandi protagonisti. Esperienze, indagini, approfondimenti che rendono la ricerca condivisa, partecipata, quindi utile, a beneficio del pubblico di curiosi, studenti e specialisti. Venerdì 15 maggio 2026 Ugo Fusco porterà i partecipanti alla scoperta del sito di Campetti e dei suoi scavi. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it. Il sito di Campetti SO costituisce una delle aree archeologiche con il maggior numero di edifici e di testimonianze di continuità dell’occupazione di tutto il pianoro veiente. A partire dal 1996 è iniziata un’ampia fase di ricerca, ad opera della Sapienza Università di Roma, nell’ambito delle attività del “Progetto Veio”. Gli scavi hanno portato alla luce un’articolata sequenza di frequentazioni, che comprendono: un insediamento capannicolo dell’età del ferro; un ampio santuario urbano etrusco, nelle vicinanze di una porta urbana e in connessione con le sorgenti termali dell’area; la successiva trasformazione del sito in complesso pubblico a carattere termale, terapeutico e cultuale in età romana; infine, sono state scoperte ampie testimonianze di una frequentazione tardoantica e dell’allestimento di un cantiere per lo smontaggio e il recupero del materiale edilizio in età altomedioevale. Sono presentati in questa occasione almeno tre ritrovamenti, pertinenti a fasi cronologiche differenti, che hanno posto problemi interpretativi non ancora completamente risolti.

L’archeologo Ugo Fusco (università di Roma Tor Vergata)

Ugo Fusco, archeologo classico, ha svolto il ruolo di ricercatore in Archeologia classica all’università di Roma Tor Vergata dove ha condotto una ricerca finanziata dal PNRR sui luoghi di culto del sito di Veio e del territorio dall’età del ferro a quella romana. Ha insegnato corsi in Archeologia romana e Archeologia delle province romane ed effettuato scavi in Italia (Volterra, Roma, Veio e Grumento) e all’estero (Portogallo e Inghilterra), indagando siti urbani e rurali. Si è occupato di vari temi, tra cui: architettura romana, greca, prosopografia, epigrafia latina, topografia del suburbio di Roma, storia arcaica romana e culti legati all’acqua.

Roma. Al museo del Vicino Oriente (UniRoma1) per il ciclo di incontri “Diari di Scavo”, in presenza e on line, la conferenza “Diversi processi di centralizzazione politica ed economica nella Greater Mesopotamia del IV millennio. Controllo di territorio e risorse alle radici della violenza organizzata” con Marcella Frangipane (Sapienza Università di Roma)

Nell’ambito del ciclo di incontri “Diari di Scavo”, una rassegna di conferenze dedicate all’archeologia dell’Asia Occidentale e ai più recenti risultati della ricerca sul campo, venerdì 15 maggio 2026, alle 16 (anziché il 16 maggio come precedentemente comunicato), la prof.ssa Marcella Frangipane (Sapienza Università di Roma, Accademia Nazionale dei Lincei) terrà una conferenza al museo del Vicino Oriente della Sapienza Università di Roma su “Diversi processi di centralizzazione politica ed economica nella Greater Mesopotamia del IV millennio. Controllo di territorio e risorse alle radici della violenza organizzata”. Diretta sulla pagina FB del museo. Info: 06 49910228; mvoem@uniroma1.it.

L’archeologa Marcella Frangipane

Marcella Frangipane è professoressa ordinaria di Archeologia preistorica. Per oltre trent’anni ha insegnato Preistoria e Protostoria del Vicino e Medio Oriente alla Sapienza di Roma, dove ha tenuto anche corsi internazionali e interdisciplinari di strategie e metodi della ricerca archeologica. Ha condotto ricerche e scavi in Messico, Egitto e Turchia, dirigendo per più di 30 anni il Grande Scavo d’Ateneo ad Arslantepe (Malatya), sito riconosciuto Patrimonio mondiale UNESCO nel 2021. È socia nazionale dell’Accademia Nazionale dei Lincei, membro straniero della National Academy of Sciences degli USA, della British Academy (FBA) e del Deutsches Archäologische Institut di Berlino, nonché membro dell’Archaeological Institute of America.

Venosa (Pz). Al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz), seminario pubblico “Matera, Melfi, Bradanica: paesaggi, archeologie, reti di conoscenza” nell’ambito del progetto “Grand Tour Diversions. Redesigning Tourism Flows towards Sustainable Cultural Itineraries”

Il 13 maggio 2026, alle 15.30, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz), seminario pubblico “Matera, Melfi, Bradanica: paesaggi, archeologie, reti di conoscenza”, dedicato alla conoscenza e alla valorizzazione di nuovi itinerari culturali lungo l’asse bradanico tra Matera, Venosa e Melfi, nell’ambito del Progetto di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) “Grand Tour Diversions. Redesigning Tourism Flows towards Sustainable Cultural Itineraries”, una ricerca biennale finanziata dal ministero dell’università e della Ricerca e sviluppata da cinque unità di ricerca appartenenti a università italiane: Sapienza università di Roma (capofila), IUAV Venezia, università di Ferrara, università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara e università di Camerino. Programma del seminario. Alle 15.30, saluti istituzionali: Tommaso Serafini, direttore dei musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa; Francesco Mollica, sindaco di Venosa; Giuseppe Maglione, sindaco di Melfi; Giuseppe Mecca, sindaco di Avigliano; Giuseppe Candela, sindaco di Irsina; 16, introduzione: Fabrizio Toppetti, Ettore Vadini, Ludovico Romagni, Marino Borrelli su “Grand Tour Diversions. Matera, Melfi, Bradanica”; 16.30, interventi: Tommaso Serafini (musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa) su “Castelli, musei e parchi archeologici nazionali del Vulture: strategie e percorsi di valorizzazione”; Antonio Bixio (università della Basilicata) “Borghi rurali lucani in divenire”; Antonio Elettrico (fondazione Matera Basilicata 2019) su “Infrastrutture culturali e narrazione: la creazione di itinerari medievali nelle aree interne lucane”; 17.30, tavola rotonda: dialogo tra i partecipanti e chiusura seminario.

Promossa dalle Unità di Ricerca e dai Laboratori di Pre-Laurea coordinati dal prof. Ettore Vadini e dal prof. Ludovico Romagni della Scuola di Architettura e Design dell’università di Camerino, in collaborazione con l’istituto autonomo Musei e Parchi archeologici di Melfi e Venosa, l’iniziativa prevede un articolato programma di visite studio nei luoghi-patrimonio dell’Alto Bradano e un seminario pubblico conclusivo. Saranno coinvolti trenta studenti laureandi del corso di laurea in Scienze dell’Architettura della SAAD di Ascoli Piceno, accompagnati da docenti, ricercatori, tutor e guide. Il gruppo sarà impegnato nell’esplorazione di significativi patrimoni della modernità e dell’antichità tra Matera e Melfi, tra cui borghi della Riforma, castelli medievali, centri storici e siti archeologici.

L’obiettivo del progetto è indagare le condizioni di sfruttamento turistico di alcuni luoghi-simbolo del territorio italiano e, parallelamente, individuare nuove opportunità di sviluppo per contesti limitrofi ad alto potenziale. I casi studio includono Venezia e la Riviera del Brenta fino ai Colli Euganei, Roma e la costa nord da Fiumicino a Civitavecchia, Pescara e la costa dei Trabocchi con i parchi dell’Appennino centrale, e Matera con l’area interna bradanica verso il Vulture Melfese. In un contesto segnato dalle criticità dell’overtourism, il progetto intende promuovere un approccio multidisciplinare capace di valorizzare la diversità dei territori e di superare i limiti della monocultura turistica. Attraverso la costruzione di un solido quadro conoscitivo e lo sviluppo di progetti sperimentali a diverse scale, “Grand Tour Diversions” mira a delineare nuove funzioni e forme a supporto di itinerari culturali sostenibili.

Formello (Roma). A Palazzo Chigi presentazione del libro “Riordinare il passato e rivelare il presente. Dentro le mura di Veio. Vita e metamorfosi di un abitato” di Filippo Materazzi

Sabato 9 maggio 2026, alle 17.30, nella sala Cav. Bruno Sbardella, a Palazzo Chigi di Formello (Roma), presentazione del libro “Riordinare il passato e rivelare il presente. Dentro le mura di Veio. Vita e metamorfosi di un abitato” di Filippo Materazzi: incontro dedicato alla storia, all’archeologia e all’identità del territorio, per riscoprire il passato e comprenderne il valore nel presente. Dopo i saluti istituzionali di Gian Filippo Santi, sindaco di Formello; Mario Porcu, presidente BCC della Provincia Romana; Giorgio Polesi, presidente Parco di Veio; intervengono Simona Carosi, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale; e Maria Cristina Biella, Sapienza Università di Roma. Ingresso libero.

Roma. Al museo del Vicino Oriente della Sapienza università di Roma conferenza-lezione “La Scoperta di Ebla e l’Archeologia Orientale” del prof. Paolo Matthiae, lo scopritore di Ebla, professore emerito dell’università di Roma La Sapienza

Lunedì 13 aprile 2026, al museo del Vicino Oriente della Sapienza università di Roma, la conferenza-lezione “La Scoperta di Ebla e l’Archeologia Orientale” del prof. Paolo Matthiae, emerito dell’università di Roma La Sapienza. Introduce la prof.ssa Marta D’Andrea, direttrice del museo del Vicino. Diretta sulla pagina Facebook del Museo. Il prof. Matthiae è lo scopritore di Ebla, in Siria, dove ha diretto 47 campagne di scavo dal 1964 al 2010. È Socio Nazionale dell’Accademia dei Lincei, Associé étranger dell’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres di Parigi e membro di prestigiose istituzioni scientifiche internazionali. È stato nominato Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana.

 

Padova. Al Palazzo Bo, in presenza e on line, giornata di studi “Ricostruire il passato. Dalla ricerca storica alla Virtual Reality”: esperienze recenti di ricostruzioni virtuali, dalla ricostruzione dei siti archeologici polesani al teatro romano di Aquileia, dal Tempietto longobardo di Cividale al Capitolium di Verona. Ecco il programma

Giovedì 12 marzo 2026, alle 9, in Aula Nievo di Palazzo Bo dell’università di Padova, giornata di studi “Ricostruire il passato. Dalla ricerca storica alla Virtual Reality”, che si può seguire anche in streaming alla pagina youtube.com/dbcunipd: incontro nazionale dedicato alle nuove frontiere di sviluppo delle ricostruzioni digitali dei siti archeologici e delle architetture storiche. Studiosi di diversi enti di ricerca italiani presenteranno varie esperienze recenti di ricostruzioni virtuali e il percorso metodologico che intercorre tra la ricerca e la trasmissione visuale delle conoscenze. La giornata sarà aperta dalla prima presentazione pubblica delle ricostruzioni dei siti archeologici di Corte Cavanella, San Basilio e Frattesina in Polesine, cui hanno contribuito il dipartimento dei Beni culturali dell’ateneo patavino e l’università Ca’ Foscari di Venezia in un progetto sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dal Parco Delta del Po Veneto. Hanno coordinato le attività la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza e la direzione regionale Musei nazionali del Veneto. La giornata di studi vuole mettere a confronto metodi e prospettive della divulgazione scientifica nel campo dell’archeologia e dell’architettura.

Ricostruzione 3D del teatro romano di Aquileia (foto unipd-cnr)

IL PROGRAMMA. Modera la giornata il prof. G. Salemi. Alle 9, saluti istituzionali e Introduzione: G. Valenzano, M. S. Busana (UniPD-dBC); G. Muraro (fondazione Cariparo); P. Massaro (parco regionale veneto Delta del Po); A. Rosignoli (soprintendenza ABAP Verona Rovigo Vicenza); 9.30, J. Bonetto, A. Zara, E. Faresin, A. Facchi, G. Falezza, G. Gambacurta, S. Paltineri, C. Previato, G. Iadicicco, N. Pollon, V. Cremasco, D. Pagella (università di Padova; soprintendenza ABAP per le Province di Verona Rovigo e Vicenza; direzione regionale Musei nazionali Veneto; università Ca’ Foscari di Venezia; Rendering Studio: “L’antico Polesine tra ricerca e comunicazione digitale: San Basilio, Corte Cavanella, Adria”; 10.10, L. Cardarelli, P. Bellintani, W. de Neef, M.L. Pulcini, P. Salzani, A. Cardarelli (Sapienza università di Roma; soprintendenza per i Beni culturali – Provincia autonoma di Trento – CPSSAE; Otto-Friedrich-Universität Bamberg; direzione regionale Musei nazionali Veneto; soprintendenza ABAP per le Province di Verona Rovigo e Vicenza; Fondazione Sapienza – Istituto italiano di Preistoria e Protostoria): “Il grande villaggio del Bronzo finale di Frattesina (Fratta Polesine – Ro). Dalla ricerca sul campo alla ricostruzione digitale”; 10.40, A.R. Ghiotto, G. Furlan, E. Faresin, S. Berto, K. Mendola (università di Padova; CNR, Istituto Scienze del Patrimonio Culturale): “Roma La ricostruzione 3D del teatro romano di Aquileia e del “Campo romano” di Schio”; 11.10, M. Baioni, C. Mangani, G. Maltese (museo Archeologico della Valle Sabbia, Gavardo – Bs; museo Archeologico Platina, Piadena-Drizzona – Cr; museo civico Archeologico “G. Rambotti”, Desenzano del Garda – Bs): “Il sito UNESCO delle palafitte: dalla ricerca alla sfida della valorizzazione attraverso la realtà virtuale”; 11.30, coffee break; 11.50, C. Guarnieri, M. Toffanin (università di Padova; Archivio di Stato di Rovigo): “Ricerche al cuore del Santo. Indagando attorno alle perdute barriere liturgiche della Basilica di Sant’Antonio di Padova”; 12.20, L. Galeazzo, F. Panarotto (università di Padova): “Ricostruire la periferia d’acqua di Venezia: storia e trasformazioni delle isole lagunari in un’infrastruttura geospaziale 3D”; 12.50, discussione; pausa pranzo.

Verona Time Machine: con gli smartglass alal scoperta della Verona romana in Realtà Aumentata (foto artglass)

Alle 15, A. Giordano, E. Svalduz, G. Guidarelli, R. A. Bernardello, P. Borin, F. Panarotto, M. Perticarini, M. Rossi (università di Padova; università di Brescia; musei di Palazzo dei Pio): “Dalla storia alla rappresentazione: città e architetture invisibili”; 15.30, M. S. Busana, I. Carpanese, N. Dalla Pozza, A. Padoan, A. Vacilotto (università di Padova): “CArD3d – Carta Archeologica Digitale Tridimensionale del Veneto: un prototipo di webApp per far conoscere il patrimonio archeologico regionale attraverso le ricostruzioni virtuali”; 16, L. Villa (Stiftung pro Kloster S. Johann, Müstair): “Raccontare il Tempietto Longobardo di Cividale del Friuli”; 16.30, A. Scuderi, M. R. Bertoncini, M. Tramonti, A. Tricomi (Capitale Cultura Group/ARtGlass Imprese Culturali e Creative; associazione ArcheoNaute Onlus): “Verona Per una fruizione accessibile del Capitolium di Verona: l’esperienza in realtà aumentata di Verona Time Machine”; 17, E. Demetrescu, T. Ismaelli, S. Berto, S. Bozza (CNR, Istituto Scienze del Patrimonio Culturale, Roma): “Ricostruire come pratica scientifica: dal dato stratigrafico al modello interpretativo”; 17.30, P. Basso, N. Del Barba (università di Verona): “La ricostruzione delle mura tardoantiche nel settore meridionale di Aquileia”; 18, discussione.

 

Bari. Al museo Archeologico di Santa Scolastica presentazione del libro “Il Neolitico della Bassa Murgia. Le ricerche archeologiche a Balsignano” a cura di Francesca Radina e Azurra Tenore

Venerdì 27 febbraio 2026, alle 17.30, al museo Archeologico di Santa Scolastica, in via Venezia 73 a Bari, si propone un viaggio nella Preistoria della Bassa Murgia con la presentazione del libro “Il Neolitico della Bassa Murgia. Le ricerche archeologiche a Balsignano” a cura di Francesca Radina e Azurra Tenore (Adda Editore, Bari, 2025). Il libro, promosso dal Comune di Modugno e dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bari, raccoglie i risultati delle pluriennali ricerche nel villaggio neolitico di Balsignano, risalente a 7.500 anni fa. Intervengono Francesca Bottalico, delegata alla promozione socio-culturale e al turismo – Città metropolitana di Bari; Roberta Giuliani, responsabile del museo di Santa Scolastica; Francesca Romana Paolillo, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bari; Nicola Bonasia, sindaco del Comune di Modugno; Antonio Alfonsi, assessore ai Beni culturali – Comune di Modugno. Ne discuteranno con curatrici e autori Cecilia Conati, archeologa – Sapienza Università di Roma; Giulio Palumbi, archeologo – università di Bari “Aldo Moro”. A seguire, visita guidata alla Sezione “Preistoria e protostoria in Terra di Bari”, con i reperti neolitici provenienti dal sito di Balsignano.

Copertina del libro “Il Neolitico della Bassa Murgia. Le ricerche archeologiche a Balsignano”

Il Neolitico della Bassa Murgia. A partire da 7500 anni fa il pianoro attiguo al Casale medievale, proteso su lama Lamasinata, era occupato da un villaggio stabile, abitato da comunità di capaci agricoltori che edificavano grandi capanne quadrangolari allungate, con pavimentazione in pietra, ed elevato in legno e argilla. Di queste strutture sono ancora eccezionalmente conservate le fondazioni e gli strati abitativi. La pubblicazione dei risultati di pluriennali ricerche nel sito neolitico rientrano in un più vasto progetto di valorizzazione, che parte dall’acquisizione pubblica dell’area, dando seguito al comune impegno di Comune di Modugno e Soprintendenza che da anni perseguono nell’opera di conservazione e conoscenza dell’area archeologica e monumentale di Balsignano.

 

Verona. Al Centro Polifunzionale di Quinzano al via ciclo di incontri su “Quinzano, il primo insediamento di Verona: storie di uomini, ossa e ceramiche”, quattro conferenze dedicate alle indagini archeologiche sul territorio di Quinzano. Ecco il programma

Dal 24 febbraio al 26 maggio 2026, alle 20, nella sala “Garonzi” del Centro Polifunzionale, in via Quinzano 24D a Verona, al via ciclo di incontri su “Quinzano, il primo insediamento di Verona: storie di uomini, ossa e ceramiche”, articolato in quattro conferenze dedicate alle indagini archeologiche sul territorio di Quinzano per offrire un quadro aggiornato e approfondito delle ricerche del passato, in corso e future sulla preistoria dell’area quinzanese, uno dei contesti più significativi per la ricostruzione delle prime fasi di antropizzazione del territorio comunale di Verona. Gli appuntamenti sono promossi dalla Circoscrizione 2ª, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura, i Musei Civici di Verona e la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza. Il ciclo di conferenze rappresenta un’occasione di divulgazione scientifica e valorizzazione del patrimonio archeologico locale, favorendo il dialogo tra istituzioni, comunità scientifica e cittadinanza, e restituendo centralità a Quinzano come luogo chiave per la comprensione delle origini più antiche di Verona. Attraverso il contributo di studiosi e ricercatori che hanno dedicato parte significativa delle loro ricerche all’analisi del sito, verranno affrontati temi legati all’insediamento umano nel Neolitico, alle pratiche funerarie, alla cultura materiale e alle più recenti metodologie di analisi applicate ai reperti archeologici e antropologici.

Il programma è stato presentato dal consigliere comunale Pietro Trincanato, su delega dell’assessora alla Cultura Marta Ugolini, insieme ad Andrea Rosignoli soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza; e a Leonardo Latella e Massimo Saracino dei Musei Civici di Verona – museo di Storia Naturale. “Un calendario di appuntamenti di particolare interesse”, evidenzia il consigliere Pietro Trincanato, “che non solo arricchisce gli eventi in programmazione in Circoscrizione 2^ ma è anche la prova tangibile della forza delle collaborazioni, essendo il risultato di un fattivo lavoro di squadra fra istituzioni di ogni livello. Una proposta che mira a valorizzare la storia del nostro territorio da una prospettiva che è assolutamente originale. Siamo abituati a vedere Verona soltanto per la sua monumentalità. Nella realtà c’è tutto un mondo non solo da valorizzare ma anche da scoprire per la straordinaria e bellezza”. “È un’occasione estremamente importante”, sottolinea il soprintendente Andrea Rosignoli, “un momento di restituzione alla cittadinanza e, in particolare, alle comunità locali, perché Quinzano è una delle zone più interessanti dal punto di vista delle ricerche archeologiche paleontologiche. Le ex cave hanno restituito ormai decenni fa dei reperti di notevole interesse, ma anche in tempi molto più recenti, a partire dal 2023, attraverso uno scavo della soprintendenza, sono emersi nuovi resti ancora in fase di studio. Questo ciclo di quattro conferenze, quindi, presenterà le anteprime e i primi risultati. L’aspetto veramente suggestivo è che sembrano essere i resti del primo insediamento stabile del territorio veronese, quindi le origini della città risalenti a circa 7000 anni fa”.

Programma. Martedì 24 febbraio 2026, Nicoletta Martinelli & Massimo Saracino (Musei Civici di Verona – Museo di Storia Naturale), “Dalle cave di Quinzano al progetto VBQ: archeologia e innovazione nella preistoria di Verona”; martedì 3 marzo 2026, Emanuela Cristiani (università “La Sapienza” di Roma) & Irene Dori (soprintendenza ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza), “Vivere a Quinzano durante il Neolitico. Cosa raccontano le ossa”; martedì 31 marzo 2026, Paola Salzani (soprintendenza ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza), “Alle origini di Quinzano: nuovi dati dagli scavi della Soprintendenza Archeologica”; martedì 26 maggio 2026, Marika Ciela (università di Trento), “Tra forme e gesti. Le ceramiche di Quinzano e le comunità neolitiche del Veronese (VI–V millennio a.C.)”.

 

Roma. All’’auditorium del museo dell’Ara Pacis giornata conclusiva del convegno “Le Mura Aureliane nella storia di Roma. 3”, dal titolo “Cronache contemporanee delle Mura Aureliane: interventi e strategie di valorizzazione” a cura di Sapienza università. Ecco il programma

Sabato 7 febbraio 2026, dalle 9.30 alle 13, all’auditorium del museo dell’Ara Pacis, in via di Ripetta 190 a Roma, giornata conclusiva del convegno “Le Mura Aureliane nella storia di Roma. 3”, dal titolo “Cronache contemporanee delle Mura Aureliane: interventi e strategie di valorizzazione”. Nel corso dell’ultimo decennio, le tre università di Roma – Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre – e la sovrintendenza Capitolina hanno promosso momenti di incontro per la condivisione e l’organizzazione di attività di ricerca scientifica sulle Mura Aureliane, eccezionale testimonianza monumentale di quasi diciotto secoli di storia. Frutto di questa collaborazione interdisciplinare sono stati due convegni “Le Mura Aureliane nella storia di Roma. 1. Da Aureliano a Onorio” (Roma Tre, 2015); “Le Mura Aureliane nella storia di Roma. 2. Da Onorio a Niccolò V” (Tor Vergata, 2017). Il terzo convegno, dal titolo “Le Mura Aureliane nella storia di Roma 3. Dal XVI secolo all’età contemporanea”, è coordinato da Sapienza e finanziato nell’ambito del PRIN 2022.

PROGRAMMA. Modera i lavori Rita Volpe. Interventi: Giuliana Barilà, “Sito 1 multintervento Mura Aureliane, dalla programmazione al collaudo passando attraverso la Milestone PNRR Caput Mundi”; Cristina Carta, Alessandra Cerrito, Lorenzo Conte, Marina Marcelli, Raffaele Piatti, “Nuovi dati sulle soluzioni tecnico-costruttive delle Mura Aureliane dai recenti sondaggi”; Valentina Cocco, Livia De Andreis, Valentina Borghese, “Metodologie di restauro delle Mura Aureliane”; Paolo Mazzanti, Jessica Clementi, Marina Marcelli, Cristina Carta, “Il Piano straordinario di monitoraggio delle Mura Aureliane”. Pausa caffè. Takuro Ogawa, “3D Surveying, Modeling Techniques, and Analytical Perspectives on the Aurelian Walln Walls”; Tommaso Empler, Carlo Inglese, Marina Marcelli, “Porta San Paolo: HBIM per la documentazione e valorizzazione digitale del patrimonio fortificato romano”. Marina Formica, conclusioni.