Torino. Al museo Egizio (ma eccezionalmente a Palazzo d’Azeglio) la conferenza “Una storia in frammenti: gli scavi italiani a Eliopoli” con Federica Ugliano curatrice del museo Egizio, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Tra i numerosi scavi condotti da Ernesto Schiaparelli, direttore del museo Egizio di Torino e fondatore della MAI (Missione Archeologica Italiana) in Egitto, particolare importanza rivestono quelli effettuati sul sito di Eliopoli. Quattro diverse campagne di scavo – condotte tra il 1903 e il 1906 – hanno portato alla luce le antiche vestigia di uno dei luoghi più sacri per gli antichi Egizi: la mitica “città del Sole”, sede della collina primordiale da cui ebbe origine tutta la creazione. Se ne parla al museo Egizio di Torino giovedì 24 aprile 2025, alle 18.30, eccezionalmente a Palazzo d’Azeglio in via Principe Amedeo 34 a Torino, nell’incontro “Una storia in frammenti: gli scavi italiani a Eliopoli” con Federica Ugliano curatrice del museo Egizio. L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.co.uk/…/una-storia-in-frammenti… Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Nonostante l’intensa attività archeologica e gli importanti risultati ottenuti, Schiaparelli non riuscì mai a pubblicarne i risultati; la sua documentazione di scavo – taccuini, lettere, mappe, schizzi e lastre fotografiche – è rimasta per molto tempo quasi completamente sconosciuta e inedita. Grazie a una nuova analisi di tutto il materiale di archivio disponibile, al confronto con i risultati ottenuti dagli scavi attualmente in corso sul sito e allo studio dei manufatti conservati presso il Museo Egizio, è possibile per la prima volta ricostruire in maniera completa l’attività di ricerca e gli scavi della MAI ad Eliopoli e definire il contributo italiano alla conoscenza di uno dei principali siti archeologici dell’antico Egitto.
Federica Ugliano è curatrice della sezione predinastica del museo Egizio. Nel 2016 ha conseguito un dottorato di ricerca in Studi umanistici (Scienze dei Beni culturali) all’università di Trento, con una tesi dedicata allo studio della collezione predinastica del Museo, di cui ha curato anche il riallestimento del 2015. Negli ultimi anni si è divisa tra attività di ricerca in università e centri di ricerca (università di Pisa e ISPC-CNR) e studio della collezione del museo. Ha partecipato a diversi scavi in Italia e in Egitto (Luxor, Abido e Eliopoli) e tra i suoi interessi rientrano la cultura materiale del periodo predinastico, la storia della ricerca archeologica agli inizi del XX secolo e lo studio degli archivi egittologici.
Parma. All’Auditorium del Complesso monumentale della Pilotta presentazione del libro “Giovanni Bernardo De Rossi. Uno studioso della letteratura ebraica e dei suoi testimoni” a cura di Stefano Cassini
Lunedì 14 aprile 2025, alle 17, all’Auditorium del Complesso monumentale della Pilotta a Parma, presentazione del libro “Giovanni Bernardo De Rossi. Uno studioso della letteratura ebraica e dei suoi testimoni” a cura di Stefano Cassini (Olschki editore), che approfondisce la ricca produzione di Giovanni Bernardo De Rossi, considerato il maggiore ebraista e semitista italiano tra fine XVIII e l’inizio del XIX secolo. Ingresso libero e gratuito fino all’esaurimento dei posti (max 100). L’evento è organizzato in collaborazione del CRELEB – Centro di Ricerca europeo Libri Editoria Biblioteca dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Programma, Dopo i saluti di Paola Cirani, direttrice della Biblioteca Palatina di Parma, intervengono Chiara Pilocane (università di Torino) e Alberto Salarelli (università di Parma). Modera Edoardo Barbieri (università Cattolica di Milano).

Copertina del libro “Giovanni Bernardo De Rossi. Uno studioso della letteratura ebraica e dei suoi testimoni” a cura di Stefano Cassini
Il libro. Giovanni Bernardo De Rossi (1742-1831), sacerdote piemontese e professore dell’Università di Parma, fu il maggiore ebraista e semitista italiano tra fine XVIII e inizi XIX secolo. Appassionato raccoglitore di manoscritti e antiche edizioni di testi ebraici e non solo, allestì una collezione oggi depositata alla Biblioteca Palatina di Parma, che è tuttora uno dei più importanti fondi mondiali di questo materiale. Con le sue numerose pubblicazioni, De Rossi non si segnalò solo come uno dei primi bibliografi della stampa ebraica, ma anche come studioso attento della letteratura biblica e rabbinica, filologo, traduttore, nonché collaboratore di Giambattista Bodoni nella stampa in caratteri “esotici”.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “Corvée e lavoro obbligato nell’Antico Egitto” con Federico Poole curatore del museo Egizio, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Coscrizioni e corvée sono chiamate forzate al lavoro, per un tempo limitato e ragioni eccezionali, che comportano di distogliere le persone dalle proprie occupazioni abituali e nell’antico Egitto, lo Stato e i suoi funzionari potevano imporre lavoro obbligato per un certo periodo di tempo. Se ne parla al museo Egizio di Torino martedì 8 aprile 2025, alle 18.30, in sala conferenze nell’incontro “Corvée e lavoro obbligato nell’Antico Egitto” con Federico Poole curatore del museo Egizio. L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/e/corvee-e-lavoro-obbligato-nellantico-egitto-tickets-1301827494079?aff=ebdsoporgprofile&_gl=1*11iaaqi*_up*MQ..*_ga*MTUwNzk1NzAyOS4xNzQzNDM0MDM3*_ga_TQVES5V6SH*MTc0MzQzNDAzNy4xLjAuMTc0MzQzNDAzNy4wLjAuMA… Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. In questa conferenza, Federico Poole presenta alcuni casi di chiamata al lavoro obbligata: dal trasporto di una statua di 700 tonnellate ai lavori agricoli. Il tema è molto rilevante e noto agli studi, sebbene siano disponibili ancora pochi dettagli.
Federico Poole è curatore al museo Egizio dal 2013. È direttore della Rivista del Museo Egizio e della serie di monografie scientifiche “Studi del Museo Egizio”. Ha co-curato le mostre “Il Nilo a Pompei”, “Una statua sonora”, “Un falso autentico: la statua di Neshor” e “Il dono di Thot”, e gli allestimenti della Galleria della Scrittura e della Galleria dei Re. Dal 2020 insegna Antichità egizie all’università di Torino.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “Ricette di produzione ceramica: chiavi per ricostruire il passato” con Silvia Amicone dell’università di Tubinga, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
La ceramica è una delle testimonianze più preziose per comprendere la vita quotidiana e le dinamiche sociali delle civiltà antiche. Oltre al loro valore estetico e funzionale, i manufatti ceramici ci offrono informazioni fondamentali sulle competenze tecnologiche e sulle conoscenze artigianali dei popoli del passato. Se ne parla al museo Egizio di Torino martedì 1° aprile 2025, alle 18.30, in sala conferenze nell’incontro “Ricette di produzione ceramica: chiavi per ricostruire il passato” con Silvia Amicone dell’università di Tubinga. L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/ricette-di-produzione…. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Questo intervento si focalizza su come lo studio interdisciplinare delle ricette di produzione ceramica possa rivelare non solo le tecnologie impiegate, ma anche le reti di scambio, le influenze culturali e le gerarchie sociali che ne hanno determinato lo sviluppo. Attraverso l’analisi scientifica dei materiali, unita a tecniche archeologiche e archeometriche, emergono nuove prospettive sulle interazioni tra tecnologia e società, permettendo di ricostruire non solo i processi produttivi, ma anche le relazioni umane e culturali che caratterizzavano le antiche civiltà.
L’archeologa Silvia Amicone dell’università di Tubinga
Silvia Amicone è docente presso l’università di Tubinga, dove si occupa dello studio della tecnologia ceramica antica attraverso un approccio interdisciplinare. Dopo aver conseguito un dottorato in archeologia e archeometria, ha collaborato con numerosi istituti di ricerca internazionali, concentrandosi in particolare sulla produzione ceramica nel mondo antico. La sua ricerca unisce l’analisi dei materiali con metodi scientifici e archeologici per comprendere le tecniche e il sapere degli antichi ceramisti. Attraverso i suoi studi, indaga come le pratiche tecnologiche riflettano dinamiche sociali, culturali e commerciali. Ha pubblicato articoli in riviste accademiche internazionali ed è relatrice in numerose conferenze del settore. Oltre alla ricerca, è impegnata nella formazione di giovani studiosi e nello sviluppo di progetti di collaborazione interdisciplinare.
Torino. Al museo Egizio, in presenza e on line, la conferenza “The Mensa Isiaca: a monument to the Christian Faith” di dunque Jean Winand dell’università di Liegi apre il ciclo di incontri di marzo
Con l’incontro “The Mensa Isiaca: a monument to the Christian Faith” giovedì 6 marzo 2025, alle 18.30, al museo Egizio di Torino al via le conferenze del mese di marzo, a ingresso è libero, con prenotazione su Eventbrite. Disponibile anche lo streaming (in diretta e in differita). Comincia dunque Jean Winand dell’università di Liegi che parlerà della Mensa Isiaca. L’evento si tiene nella Sala Conferenze, a ingresso libero con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link: https://www.eventbrite.it/…/the-mensa-isiaca-a-monument… In inglese con traduzione simultanea in sala. Live streaming sulla nostra pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio, e con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.

La Mensa Isiaca nella prima sala del museo (foto museo egizio)
La scoperta della Mensa Isiaca (o Tabula Bembina) all’inizio del XVI secolo diede nuovo impulso alla frenesia geroglifica nell’Europa occidentale. Questo manufatto, che per due secoli fu ritenuto di estrema antichità, è in realtà un’opera romana del I secolo d.C. che probabilmente aveva un ruolo nel culto di Iside. Tuttavia, gli umanisti erano convinti che potesse fornire la chiave per decifrare i geroglifici. Il padre Athanasius Kircher (1602-1680) attribuì alla Mensa Isiaca un posto di rilievo nei suoi studi. Secondo lui, essa era la prova che gli Egizi avevano conservato una parte significativa della saggezza cristiana trasmessa da Dio ad Adamo. Uno scarabeo con testa umana, situato sul bordo inferiore della Mensa, giocò un ruolo cruciale nella sua ricostruzione della trasmissione della Fede. Curiosamente, questa figura è stata riprodotta in quattro manoscritti arabi del XVII-XVIII secolo del trattato del pseudo-Ibn Wahshiyya sulla scrittura segreta.

L’egittologo Jean Winand (università di Liegi)
Nato nel 1962, Jean Winand è professore ordinario all’università di Liegi. È stato preside della facoltà di Lettere (2011-2017) e primo vice-rettore dell’università (2018-2022). È vincitore del premio annuale della Reale Accademia del Belgio, del premio quinquennale della Fondazione Universitaria del Belgio e dell’Anneliese Maier Forschungspreis (della Humboldt Stiftung, Germania). È membro della Reale Accademia del Belgio. Nel 2024-2025 sarà professore ospite al Collège de France (Parigi), l’università di Torino e l’università Carlo di Praga. Dal 2021 è titolare di una cattedra UNESCO. I suoi principali ambiti di ricerca riguardano la scrittura geroglifica, le lingue e la letteratura dell’antico Egitto. Ha pubblicato ampiamente sulle questioni relative al tempo e all’aspetto nella lingua egizia antica, nonché su vari aspetti della sintassi e della semantica lessicale. Si interessa anche alla ricezione della scrittura geroglifica nel Rinascimento e nell’epoca barocca, con un’attenzione particolare alle opere del gesuita Athanasius Kircher. È l’ideatore del progetto Ramses, un corpus ampiamente annotato di tutti i testi in egiziano tardo, fondato nel 2007, che gestisce insieme a Stéphane Polis.
PROGRAMMA CONFERENZE DI MARZO 2025. Sabato 8 marzo 2025, alle 18, “Dal cuore dell’Iran all’antico Egitto: Pegah Moshir Pour e il ruolo femminile nei millenni” con Pegah Moshir Pour, Federica Facchetti e Cinzia Soddu. Martedì 11 marzo 2025, alle 18.30, “La creazione del confine geopolitico nell’antico Egitto” con Maria Carmela Gatto. Martedì 18 marzo 2025, alle 18.30, “Le tante vite e morti delle statue egizie” con Simon Connor. Martedì 25 marzo 2025, alle 18.30, “I libri della respirazione nei papiri del museo Egizio” con Letizia Loprieno.
Locri (RC). Oltre 20mila visitatori al parco archeologico. La direttrice Elena Trunfio fa il bilancio del 2024: “È stato un anno intenso che ci ha visto impegnati in diverse le linee di azione: e il 2025 porterà la rifunzionalizzazione delle contrade Marasà e Parapezza

“Grazie alle oltre 20.500 persone che quest’anno hanno visitato Locri Epizefiri! Chiudiamo l’anno con un +20% di presenze rispetto al 2023 e un bilancio certamente positivo”. La fine e l’inizio di un nuovo anno impongono una riflessione sul lavoro svolto e sulle prospettive future e a Locri Epizefiri, parlando di bilancio, l’esito del 2024 non può che essere positivo. Intanto per numero di presenze: si contano oltre 20.500 visitatori con un aumento di circa il 20% rispetto allo scorso anno, un dato importante per il Parco più grande della Locride e della provincia di Reggio Calabria che, grazie a un’offerta di valorizzazione variegata, è riuscito anche quest’anno ad attrarre diversi target di pubblico, confermandosi uno dei luoghi della cultura più visitati nella Regione. Un successo che passa da importanti collaborazioni e da un approccio gestionale che vede nella partecipazione della comunità la strategia per aumentare il senso di appartenenza e incidere nella crescita del territorio. “È stato un anno intenso che ci ha visto impegnati in diverse le linee di azione: non solo la valorizzazione ma anche i servizi educativi nonché l’impulso fondamentale dato alla ricerca e al miglioramento infrastrutturale del Parco e dei nostri Musei”, spiega la direttrice Elena Trunfio. “Ognuno di questi ambiti è stato portato avanti con importanti collaborazioni che ci hanno permesso di alzare il livello di qualità delle nostre attività oltre che contribuire in maniera più efficace al soddisfacimento dei bisogni del nostro pubblico”. In tema di valorizzazione, anche quest’anno si è offerto un programma variegato costruito insieme agli attori locali, prima di tutto con le Amministrazioni. Oltre all’ormai consueta sinergia con i Comuni di Locri e Portigliola che, ogni anno, forniscono supporto alle attività di valorizzazione del Parco, si è rafforzato il legame con la Regione Calabria: “Vorrei ringraziare i sindaci Fontana e Luglio, nonché l’assessore Bumbaca del Comune di Locri e il vicesindaco di Portigliola Macrì per la presenza costante, siamo un esempio di condivisione virtuosa di intenti e di lavoro di squadra per il raggiungimento di obiettivi comuni”.
Un ulteriore ringraziamento va alla Regione Calabria, in particolare all’assessorato al Lavoro e al Turismo, con l’assessore Giovanni Calabrese, col quale la direzione del Parco ha stretto rapporti di collaborazione fattiva, mirata alla costituzione di un tavolo di lavoro per la definizione delle strategie utili ad una migliore valorizzazione turistica dell’area e della Regione tutta. Locri Epizefiri ha infatti ospitato diversi progetti di marketing territoriale, anche a carattere nazionale, come ad esempio l’iniziativa “Aromi d’Italia”, promossa dalla Regione Calabria, che ha visto la partecipazione di influencer ed esperti del mondo della gastronomia in un’attività di comunicazione funzionale alla promozione del territorio.
Un altro importante risultato è quello legato ai servizi educativi: i laboratori del Museo dei ragazzi sono ormai un appuntamento mensile che coinvolge ragazzi e bambini di tutte le età alla scoperta della polis e non solo. Oltre 15 laboratori, promossi dal Museo e dalle associazioni che con esso collaborano, per portare avanti la missione di educare le giovani generazioni al patrimonio. Diverse poi le occasioni di approfondimento culturale con visite guidate, in particolare quelle animate dell’Archeoclub Locri, eventi di promozione territoriale, come quelli realizzati con il Gal Terre Locridee ma anche incontri tematici. Particolare successo nel 2024 ha avuto il ciclo di incontri “Un caffè…storicamente corretto” promosso insieme al Circolo di Studi Storici “Le Calabrie” e curato dalla direttrice Trunfio e dalla presidente del Circolo Marilisa Morrone. “L’iniziativa ha avuto un esito molto positivo, sia in termini di partecipazione che di promozione della ricerca scientifica verso un pubblico non specialista. Devo ringraziare la presidente Morrone e tutti i soci per questa collaborazione talmente tanto proficua che abbiamo scelto di promuovere una seconda edizione nel 2025”, prosegue Trunfio.


Ma il 2024 è stato anche l’anno di importanti accordi con Università: oltre all’ormai consolidato rapporto con il dipartimento di Studi storici dell’ateneo di Torino, si è stipulato un’intesa con l’Alma Mater Studiorum di Bologna, in particolare con la Scuola di Specializzazione in Beni archeologici. Da tale collaborazione è nata una prima campagna di scavi archeologici nelle contrade di Marasà e Parapezza, dirette da Filippo Demma, che hanno permesso di dare alla luce importanti e rilevanti risultati, in particolare per la comprensione dell’area sacra del Thesmophorion. In termini di accordi, degno di nota è certamente il protocollo di intesa stipulato con l’ordine degli Architetti e dei Dottori Agronomi e Forestali della provincia di Reggio Calabria, finalizzato alla redazione delle linee guida per la gestione e manutenzione delle componenti verdi del Parco: “Credo che questo genere di accordo sia il primo in Italia tra ministero della Cultura e Ordini professionali. Un rapporto di lavoro in cui credo molto e che ci permetterà di affrontare le tematiche del paesaggio in un’ottica di sperimentazione e formazione”.

Veduta aerea del Tempio di Marasà nel parco di Locri Epizefiri (foto drm-calabria)
Tanti dunque i progetti avviati che nel 2025 troveranno piena realizzazione, come ad esempio la rifunzionalizzazione del Parco, nei settori in contrada Parapezza e Marasà che si prospetta innovativo. “Ci aspetta un altro anno impegnativo ma il lavoro non ci spaventa. Abbiamo immaginato un futuro diverso per questo luogo e a piccoli passi stiamo andando avanti in un percorso che permetterà a Locri Epizefiri di raggiungere standard elevati di fruizione. Vorrei ringraziare per questo i dipendenti del Museo e tutti i colleghi della direzione regionale Musei, per il loro costante lavoro, nonché i direttori Demma e Sudano per avere sempre creduto e sposato l’idea di un Parco diverso, prodotto della contemporaneità”, conclude la direttrice Trunfio.
Locri (RC). Al museo del Territorio di Palazzo Nieddu l’incontro e visita guidata “La Chora locrese. Un restauro innovativo: il ritorno della pisside della bottega del Pittore di Locri” con Diego Elia dell’università di Torino, secondo appuntamento del ciclo “Locri Epizefiri tra Parco e Musei. Dallo scavo alla collezione”

“La Chora locrese. Un restauro innovativo: il ritorno della pisside della bottega del Pittore di Locri”: secondo appuntamento di “Locri Epizefiri tra Parco e Musei. Dallo scavo alla collezione”, il ciclo di incontri con visita guidata ideato e curato dalla direttrice Elena Trunfio. Appuntamento martedì 16 luglio 2024, alle 17.30, al museo del Territorio di Palazzo Nieddu di Locri (RC). Ingresso gratuito. Introduce e coordina Elena Trunfio, direttrice del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri. Dopo i saluti istituzionali di Giuseppe Fontana, sindaco di Locri, e di Domenica Bumbaca, assessora alla Cultura del Comune di Locri, conversazione e visita guidata alla collezione con Diego Elia del dipartimento Studi storici dell’università di Torino, che racconterà del restauro della Pisside della bottega del Pittore di Locri, effettuato con una tecnica innovativa, mai usata prima per un restauro archeologico, grazie alla collaborazione con il Centro di Conversazione e Restauro “La Venaria Reale” (To).

Per il terzo anno consecutivo è tornato dunque “Locri Epizefiri tra Parco e Musei. Dallo scavo alla collezione”, il ciclo di incontri con visita guidata ideato e curato dalla direttrice Elena Trunfio, con un approfondimento su ognuna delle sedi espositive di Locri Epizefiri insieme a studiosi ed esperti. Ogni evento prevede una prima parte seminariale e a seguire la visita guidata alle collezioni e alle aree archeologiche. Si era iniziato il 12 luglio 2024, al museo e parco archeologico di Locri Epizefiri con “Verso Centocamere: la porta di Afrodite e la Stoà ad U”, conversazione e visita guidata con Diego Elia e Valeria Meirano del dipartimento di Studi storici dell’università di Torino e la partecipazione dei membri della missione archeologica. Si chiuderà il 30 agosto 2024, alle 17.30, al Complesso museale del Casino Macrì, con “Tra politica e benessere: caratteristiche e funzioni delle terme nel mondo romano”, conversazione con Elisa Nisticò, direttrice dei musei e parchi archeologici di Scolacium e Kaulonìa, visita guidata a cura del funzionario archeologo Lorenzo Chiericò. Gli eventi sono gratuiti e non è necessaria la prenotazione.
Parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri (RC): ecco il ricco programma di luglio. La direttrice Trunfio: “L’obiettivo è rendere Locri Epizefiri il luogo della cultura per eccellenza della Locride”
È un programma di eventi intenso quello che la direzione del parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri (RC) ha preparato per il mese di luglio 2024, un programma che si affianca alla consueta visita agli scavi archeologici, al Complesso Museale del Casino Macrì e al Museo del territorio di Palazzo Nieddu. L’obiettivo dichiarato della direttrice Elena Trunfio è quello di “rendere Locri Epizefiri il luogo della cultura per eccellenza della Locride”. Gli eventi sono gratuiti e non è necessaria la prenotazione. Per info e prenotazioni: drm-cal.locri@cultura.gov.it – tel. 0964.390023 – cell. 334.6126386.
Si parte il 6 luglio 2024, dalle 16, con il convegno “Donne di Locri Epizefiri” realizzato in collaborazione con le sezioni con le sezioni FIDAPA BPW di Brancaleone, Roccella Ionica e Siderno. Dopo i saluti istituzionali delle sezioni FIDAPA, dell’amministrazione comunale di Locri e della direzione del Museo, l’intervento programmato dell’assessore regionale Giovanni Calabresi e della rettrice dell’università “La Sapienza di Roma” Antonella Polimeni, si svolgeranno due approfondimenti, uno a cura della direttrice del Parco Elena Trunfio che si occuperà di raccontare al pubblico il culto sacro delle dee a Locri Epizefiri, l’altro di Daniele Macris che approfondirà la figura di Nosside. L’incontro sarà moderato dalla giornalista Raffaella Rinaldis e l’iniziativa sarà arricchita dalle poesie di Salvino Nucera e dalle esposizioni artistiche di Milena e Sonia Trapasso e di Patrizia Papandrea.
Il 7 luglio 2024, in quanto prima domenica del mese, l’ingresso al Parco e ai Musei di Locri Epizefiri sarà gratuito per tutti e tutti.
A luglio 2024 un doppio appuntamento con l’ormai consueto “Caffè…storicamente corretto” organizzato in collaborazione con il Circolo di Studi Storici “Le Calabrie”: l’11 luglio, dalle ore 17.30, il prof. Giulio Sodano dell’università della Campania “L. Vanvitelli” relazionerà sul tema “Corti e cerimoniali nell’Europa dell’età moderna”, mentre il 18 luglio, alla stessa ora, il prof. Attilio Musi dell’università di Salerno terrà una conferenza “Sull’utilità della Storia per la vita”.
Anche nel 2024 torna l’appuntamento con “Locri Epizefiri tra Parco e Musei. Dallo scavo alla collezione” il ciclo di incontri con visita guidata ideato e curato dalla Direttrice Trunfio con lo scopo di raccontare ai visitatori il “viaggio” di un reperto, dal suo ritrovamento fino alla musealizzazione. Anche quest’anno tre appuntamenti, uno per ogni sede museale del circuito locrese. Si parte il 12 luglio 2024, alle 17.30, al museo del territorio di Palazzo Nieddu con il focus dal titolo “Un restauro innovativo: il ritorno della pisside della bottega del Pittore di Locri”. Durante l’incontro la direttrice insieme con i professori Diego Elia e Valeria Meirano dell’università di Torino, in collaborazione con il Centro di Conservazione e Restauro della Veneria Reale di Torino, presenteranno un intervento di restauro inedito su uno dei reperti della collezione permanente del Museo. Anche per il secondo appuntamento, in programma il 16 luglio 2024, alle 17 al Parco, i visitatori saranno accompagnati dai professori Elia e Meirano alla scoperta della polis di Locri Epizefiri “Verso Centocamere: la porta di Afrodite e la Stoà a U”. L’ultimo appuntamento del ciclo, con un focus sul Municipium romano, si svolgerà ad agosto.

Passeggiata archeologica con l’archeoclub di Locri al parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri (foto drm-calabria)
La programmazione del mese si chiuderà domenica 28, dalle 17.30, con il consueto appuntamento con la passeggiata archeologica con l’Archeoclub di Locri.
Torino. Al museo Egizio l’egittologo Luigi Prada (Uppsala University), in “La Musa al Museo. L’Egizio di Torino come creatore di letteratura”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme
“La Musa al Museo. L’Egizio di Torino come creatore di letteratura” è il titolo del nuovo appuntamento, con le conferenze organizzate con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio: giovedì 4 luglio 2024, alle 18, incontro a cura di Luigi Prada (Uppsala University), nella sala conferenze del museo Egizio di Torino con accesso da via Maria Vittoria 3/m. L’ingresso è libero con prenotazione al ljnk https://www.eventbrite.it/…/la-musa-al-museo-legizio-di… La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Come parte delle celebrazioni del bicentenario del museo Egizio, questa conferenza introdurrà il pubblico a un numero di composizioni letterarie ottocentesche poco note o del tutto ignote, scritte da letterati di professione o da celebri egittologi aspiranti tali, e aventi per ispirazione e soggetto l’Egizio stesso. La prima di tali composizioni, datata al 1824, anno di fondazione del Museo, è dello stesso Jean-François Champollion, decifratore dei geroglifici. Così, il museo Egizio si rivela non solo generatore di tomi e tomi di studi egittologici e letteratura accademica, ma anche fonte di ispirazione di letteratura vera e propria.

L’egittologo Luigi Prada (Uppsala university)
Luigi Prada è egittologo specializzato nello studio della lingua, religione, e letteratura antico-egizia, con focus particolare sul Periodo Tardo e Greco-Romano. Formatosi all’estero, è stato membro dei dipartimenti di Egittologia alle università di Oxford, Heidelberg, e Copenaghen, ed è ora assistant professor in Egittologia all’università di Uppsala e research associate in quella di Oxford. Vice-direttore della missione egittologica di Oxford e Uppsala ad Elkab, nell’Alto Egitto, partecipa anche a spedizioni nel Deserto Sudanese. Come presidente di ACME, collabora da anni con il museo Egizio.
Torino. Al museo Egizio conferenza di Paolo Del Vesco, curatore del museo, su “Collezionare l’Egitto moderno”. Incontro in presenza e on line
L’egittologia è oggi per lo più intesa come lo studio dell’antico Egitto. La disciplina, tuttavia, si sviluppa nell’Ottocento e poi ancora nei primi decenni del Novecento, in stretta connessione con le ricerche di antropologi sia europei che egiziani, con un marcato interesse verso i moderni abitanti dell’Egitto. Martedì 11 giugno 2024, alle 18, in sala Conferenze del museo Egizio di Torino, Paolo Del Vesco, curatore del museo Egizio, ne parla nella conferenza “Collezionare l’Egitto moderno”. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/collezionare-legitto…. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.

La classica immagini delle piramidi egizie nella piana di Giza
Viaggiatori e collezionisti occidentali ci hanno lasciato descrizioni e commenti relativi agli “usi e costumi” degli egiziani incontrati durante i loro soggiorni nel paese e vari studiosi orientalisti hanno pubblicato libri basati proprio sul confronto fra egiziani antichi e moderni. L’interesse di egittologi e antropologi si è concentrato in particolar modo sulla popolazione rurale, che viveva intorno o all’interno delle rovine antiche e che rappresentava anche la fonte principale di manodopera per gli scavi archeologici. Nel quadro delle teorie antropologiche dell’epoca e soprattutto dell’evoluzionismo sociale britannico, usi, produzioni artigianali e credenze religiose di queste persone erano considerate “sopravvivenze” di un passato lontano e studiate come fonti preziose per una migliore comprensione dell’antico Egitto. Sia gli egittologi che gli antropologi, inoltre, si dedicarono attivamente alla raccolta di oggetti appartenenti alla popolazione rurale dell’Egitto dei primi del Novecento, che in seguito confluirono in più ampie collezioni archeologiche, etnografiche o egittologiche. Obiettivo della conferenza sarà di discutere l’interesse degli studiosi stranieri per la popolazione rurale egiziana, inserendolo nel contesto culturale e politico dell’epoca, e di mostrare alcuni esempi degli oggetti moderni collezionati all’inizio del XX secolo.

L’archeologo Paolo Del Vesco, curatore al museo Egizio di Torino (foto museo Egizio)
Paolo Del Vesco è curatore e archeologo al museo Egizio dal 2014, con esperienza di scavo in Italia, Siria, Arabia Saudita, Egitto e Sudan. Partecipa dal 2015 alle missioni archeologiche del museo Egizio a Saqqara e a Deir el-Medina e ha collaborato alla realizzazione delle mostre “Missione Egitto 1903-1920. L’avventura archeologica M.A.I. raccontata” (2017) e “Anche le statue muoiono. Conflitto e patrimonio tra antico e contemporaneo” (2018), oltre alle sale museali “Alla ricerca della vita. Cosa raccontano i resti umani?” (2021).






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