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Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella di Forio la conferenza “La musica nel teatro greco” con Massimo Raffa (università del Salento), quinto appuntamento del “Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio” a cura di Mariangela Catuogno

Sabato 8 agosto 2026, alle 19, ai Giardini La Mortella di Forio, sull’isola d’Ischia (Na), la conferenza “La musica nel teatro greco” con Massimo Raffa, professore associato di Musicologia e Storia della Musica al dipartimento di Beni culturali dell’università del Salento., quinto appuntamento del “Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio”, che torna dopo una breve pausa, a cura di Mariangela Catuogno, il ciclo di conferenze annuale promosso dalla Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, che con un approccio interdisciplinare propone una riflessione sullo straordinario patrimonio culturale italiano e internazionale. Quest’anno, in cui ricorre il Centenario della nascita di Lady Walton e si celebra la sua opera di creatrice di un luogo straordinario come i Giardini La Mortella, il Progetto Kepos rende omaggio alla sua memoria e al costante sostegno che dedicò ai giovani talenti musicali con un appuntamento dedicato alla storia della musica. Dopo i saluti della presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, Alessandra Vinciguerra, il prof. Massimo Raffa presenterà il tema nella sala Museo dei Giardini La Mortella. L’incontro sarà moderato da Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. Nel teatro greco il canto e il suono degli strumenti musicali ricoprivano un ruolo fondamentale, tanto che l’esperienza teatrale antica è semplicemente inconcepibile senza la musica. Per noi moderni la perdita di questa dimensione ha trasformato lo spettacolo antico in un testo scritto da leggere e, nel migliore dei casi, da rivitalizzare con l’aggiunta di musiche adattate o espressamente composte allo scopo. La conferenza proverà a interrogare le fonti antiche e a fare il punto su quanto sia possibile farsi un’idea delle pratiche esecutive e del sound della musica che risuonava sulla scena antica e che contribuiva a rendere il theatron ateniese del V secolo avanti Cristo un luogo di visione, ascolto, catarsi estetica e riflessione politica.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Fili d’oro e porpora per le vesti di Taranto” a cura del professor Francesco Meo dell’università del Salento

Mercoledì 8 luglio 2026, alle 17.30, in Sala Lippolis del museo Archeologico nazionale di Taranto, conferenza “Fili d’oro e porpora per le vesti di Taranto” a cura del professor Francesco Meo dell’università del Salento. Introduce l’incontro Stella Falzone, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto. L’incontro propone un viaggio nella tessitura della città antica, tra la preziosità dei fili d’oro, la raffinata lavorazione del bisso marino e la porpora, il colore ottenuto dal murice che per secoli ha contraddistinto abiti e manufatti di grande valore.

Roma. Nella sala Ottagona delle Terme di Diocleziano del museo nazionale Romano apre la mostra “AEGYPTUS – Dal Nilo al Mediterraneo. Oasi e deserti in epoca romana”, Video arte, archeologia e intelligenza artificiale per raccontare la presenza romana nelle oasi del deserto occidentale egiziano tra il I secolo a.C. e il V secolo d.C. E nella prima settimana ogni sera un incontro di approfondimento: ecco il programma

Dal 3 luglio al 15 novembre 2026 l’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano del museo nazionale Romano ospita la mostra “AEGYPTUS – Dal Nilo al Mediterraneo. Oasi e deserti in epoca romana”, ideata da Elisabetta Bruscolini, e curato da Alfonsina Russo, Elisabetta Bruscolini, Angelo Piero Cappello, Federica Rinaldi, Alessio De Cristofaro, nell’ambito delle attività di cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo. L’esposizione, promossa dal ministero della Cultura, racconta un capitolo ancora poco noto della storia antica: la presenza romana nelle oasi del deserto occidentale egiziano tra il I secolo a.C. e il V secolo d.C. L’iniziativa si colloca nell’ambito delle linee strategiche promosse dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, finalizzate a coniugare ricerca scientifica, innovazione tecnologica e valorizzazione del patrimonio culturale. Una visione che individua nella cultura un fondamentale strumento di dialogo e conoscenza condivisa, in grado di rafforzare i rapporti tra i popoli, valorizzare un patrimonio storico comune e favorire nuove opportunità di cooperazione internazionale, soprattutto nel Mediterraneo e in Africa. Alla realizzazione del progetto hanno contribuito: Studio Convertino per l’opera di video arte e il progetto grafico; Riccardo Boccuzzi per la realizzazione del filmato con AI; Studio VPS architetti per il progetto allestitivo; Mappe di Mondi per l’organizzazione. Il progetto illuminotecnico della mostra è stato realizzato con la sponsorizzazione tecnica di IGuzzini Illuminazione S.p.A.  L’iniziativa coinvolge studiosi e archeologi di importanti università e istituzioni italiane e internazionali, tra cui università di Roma Tor Vergata, università di Milano, Politecnico di Milano, università del Salento, università Federico II di Napoli, università di Padova e University of Leicester.

Grazie al fondamentale contributo degli archeologi e delle archeologhe impegnati negli scavi greco-romani in Egitto, realizzati con il sostegno del ministero delle Antichità Egiziano, “AEGYPTUS” si configura come una grande installazione immersiva e crossmediale che trasforma la visita in un’esperienza sensoriale e narrativa. Videoarte, ricostruzioni digitali, immagini degli scavi archeologici, animazioni e intelligenza artificiale accompagnano il pubblico alla scoperta del paesaggio delle oasi e del deserto romano, rendendo accessibile e coinvolgente il racconto della ricerca archeologica contemporanea. L’allestimento prevede un percorso che si apre con l’esposizione di significativi reperti archeologici provenienti sia dalle collezioni del museo nazionale Romano, che ne ha curato l’individuazione e la selezione, sia dalle attività di recupero e indagine condotte dal Comando dei Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, protagonista del museo dell’Arte salvata ospitato all’interno dell’aula Ottagona. Il dialogo tra i reperti e i contenuti audiovisivi e digitali genera un originale intreccio tra storia e innovazione, offrendo una nuova chiave di lettura dell’Egitto romano. Al centro della narrazione emergono le oasi, luoghi di incontro e scambio tra culture, commerci, religioni e popoli diversi, in un territorio strategico che per secoli ha rappresentato un ponte tra Africa, Mediterraneo e Vicino Oriente. Più che una mostra tradizionale, “AEGYPTUS” è un vero e proprio evento che invita a riflettere sul valore della ricerca archeologica e sulla capacità del patrimonio culturale di raccontare storie ancora poco conosciute dal grande pubblico anche attraverso diverse forme d’arte e nuove tecnologie. In questa prospettiva, il deserto non appare come una periferia dell’Impero, ma come uno spazio vitale di connessione, scambio e contaminazione culturale, dove si intrecciano esperienze, identità e civiltà diverse. Un mondo magico dove gli insediamenti romani appaiono come un miraggio nel cuore del deserto.

La mostra sarà accompagnata da un Public Program di incontri e approfondimenti con archeologi e studiosi italiani e internazionali, ideato per avvicinare il pubblico ai temi della ricerca, della Tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale. Gli appuntamenti si svolgeranno nella prima settimana di apertura della mostra, dalle 21 alle 23, nello spazio antistante la sede espositiva. Ad accompagnare il progetto sarà inoltre un catalogo scientifico, curato dal dipartimento di Studi letterari, Filosofici e di Storia dell’Arte dell’università di Roma Tor Vergata. In occasione del Public Program, l’Aula Ottagona rimarrà straordinariamente aperta dalle 19.30 alle 23 (ultimo ingresso alle 22.30) dal 3 al 9 luglio 2026, al costo di 5 euro salvo gratuità e agevolazioni di legge.

3 luglio 2026, ore 21: apertura Public Program. Introduzione: “Oasi come hub dell’Antichità”. Primo incontro “L’Egitto romano. Da Alessandria ad Assuan attraverso il deserto occidentale”. Intervengono: prof.ssa Paola Davoli, università del Salento; prof.ssa Patrizia Piacentini, università di Milano; dott.ssa Walaa Moustafa, museo Greco Romano di Alessandria.

4 luglio 2026, ore 21. Introduzione: “Luce e arte per raccontare l’archeologia” con Nasreldin Moataz, direttore Biennale d’Alessandria d’Egitto; Carmelo Occhipinti, università di Tor Vergata. Secondo incontro “Egitto, dono del deserto: le oasi prima dei faraoni”. Intervengono: dott. Giulio Lucarini, CNR; dott.ssa Jade Bajeot, Université de Toulouse 2 – Jean Jaurès.

5 luglio 2026, ore 21: “Siwa, dall’Oracolo di Amon all’Impero Romano: agricoltura, necropoli e insediamenti nel nord-ovest egiziano”. Intervengono: prof. Mohamed Kenawi, University of Leicester; dott.ssa Francesca Simi, università di Udine.

6 luglio 2026, ore 21: “La rappresentazione degli imperatori in Egitto da Augusto a Diocleziano”. Intervengono: dott.ssa Giorgia Cafici, università di Verona; prof. Sobhy Ashour, Helwan University, il Cairo.

7 luglio 2026, ore 21: “Culti e trasformazioni religiose nel deserto occidentale tra epoca tolemaica e prima età cristiana”. Intervengono: prof.ssa Paola Buzi, Sapienza Università di Roma; prof. Angelo Colonna, Sapienza Università di Roma; prof. Emanuele Ciampini, Sapienza Università di Roma.

8 luglio 2026, ore 21: “L’Egitto in trasformazione tra Roma e tarda antichità”. Intervengono: prof.ssa Cristina Mondin, università di Padova; prof. Paolo Maranzana, Bogazici University, Istanbul.

9 luglio 2026, ore 21: “Insediamenti romani nell’Oasi Magna e Umm el -Dabadib., una storia ai confini del mondo”. Intervengono: prof.ssa Corinna Rossi, università il Politecnico di Milano; prof.ssa Gaelle Tallet, La Sorbona, Parigi.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale presentazione di due libri dedicati al patrimonio archeologico del Salento e alla storia della ricerca in Puglia. Ecco il programma

Martedì 9 giugno 2026, alle 17.30, in Sala Lippolis del museo Archeologico nazionale di Taranto, presentazione di due libri dedicati al patrimonio archeologico del Salento e alla storia della ricerca in Puglia: “Il tesoretto di Salve nel museo Archeologico nazionale di Taranto” a cura di A. D’Andrea e G. Sarcinelli; e “Quintino Quagliati e l’archeologia del Salento” di A. Alessio, pubblicati col patrocinio di Lions Club Taranto Host. Interverranno Luciano Ciussi, presidente Lions Club Taranto Host; Stella Falzone, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTA; Francesco Villanova, sindaco del Comune di Salve; Patrizia Pizzolante, assessore alla Cultura del Comune di Salve; Giuseppe Sarcinelli, università del Salento; Arcangelo Alessio, già soprintendenza Archeologica della Puglia. Presenzierà Girolamo Tortorelli, Governatore del Distretto Lions 18A.

Aquileia (Ud). A Palazzo Brunner-Segré l’incontro “Patrimoni immateriali, tradizioni e fonti storiche: prospettive metodologiche a confronto”, prima iniziativa del progetto “Dal Salento ad Aquileia”

Pizzica e furlana, al via ad Aquileia il laboratorio di ricerca. Martedì 24 marzo 2026, alle 15.30, nella sala conferenze di Palazzo Brunner-Segré ad Aquileia (Ud), il primo appuntamento pubblico del progetto “Dal Salento ad Aquileia”, promosso dalla Fondazione La Notte della Taranta e dalla Fondazione Aquileia, in collaborazione con Regione Puglia, Regione Friuli Venezia Giulia e Unione Gruppi Folcloristici FVG. L’incontro “Patrimoni immateriali, tradizioni e fonti storiche: prospettive metodologiche a confronto” rappresenta la prima iniziativa pubblica del progetto ed è concepito come un laboratorio di idee volto ad avviare un confronto critico tra studiosi e operatori su temi metodologici e interpretativi. Il pomeriggio di studi delinea il perimetro di ricerca entro cui si colloca l’iniziativa, proponendosi di interrogare le condizioni attraverso cui patrimoni culturali differenti – come la pizzica-pizzica e la furlana – possano essere messi in relazione in modo scientificamente fondato. Il laboratorio si concentra quindi sul rapporto tra fonti storiche e patrimoni immateriali, sulla pluralità dei piani di analisi (tra rito, pratica coreutica, tradizione folklorica e processi contemporanei di trasmissione) e sul confronto tra contesti territoriali diversi, come il Salento e il Friuli, caratterizzati da differenti disponibilità documentarie, pratiche culturali e modelli di tutela.

Ad aprire i lavori, i saluti istituzionali del sindaco del Comune di Aquileia, Emanuele Zorino; del presidente della Fondazione Aquileia, Roberto Corciulo; dell’assessore alle Finanze Regione Friuli Venezia, Giulia Barbara Zilli; del vice presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e assessore alla Cultura, Mario Anzil; del componente del CdA della Fondazione La Notte della Taranta, Simone Silvi; del presidente Unione Gruppi Folcloristici FVG Claudio Degano. L’introduzione del progetto è affidata dalla Fondazione La Notte della Taranta a Fanny Bortone, dottoranda in governance dello sviluppo locale all’università del Salento.

La prima sessione, coordinata dalla professoressa Daniela Castaldo, ordinaria di Storia della Musica dell’università del Salento e presidente del Comitato scientifico della Fondazione La Notte della Taranta, è dedicata a una tavola rotonda sulle ipotesi e le prospettive di ricerca e vede gli interventi di studiosi ed esperti provenienti da ambiti disciplinari differenti. Intervengono Gabriele Pelizzari, filologo e teologo (università di Milano) su “Le origini del cristianesimo nell’Adriatico antico, nuove prospettive di ricerca tra innovazione storiografica e dibattito metodologico”; Alessio Screm, dottore di ricerca in musicologia (università di Udine) su “Breve storia della furlana: forma o maniera?”; Valter Colle, antropologo visuale su “Prospettive furlane”; Luisa Cossio, danzerina del Gruppo Folcloristico “Danzerini Udinesi” su “I gruppi folcloristici e le associazioni culturali come mediatori tra ricerca accademica e giovani generazioni”; Placida Staro, etnomusicologa ed etnocoreologa su “L’aggraziata danza. Elementi iconici e simbologie delle ‘Furlane’ dal ballo in strada alla rappresentazione di danza”; Fredy Franzutti, coreografo della Fondazione La Notte della Taranta, su “Danze, riti ed evoluzioni: trasformazioni e trasmissione delle pratiche coreutiche popolari”.

La seconda sessione, moderata dall’etnomusicologa ed etnocoreologa Placida Staro, è dedicata al dibattito e alla discussione delle questioni emerse, con l’obiettivo di avviare un percorso di ricerca condiviso e di individuare possibili linee di sviluppo future, tra attività laboratoriali e ricerca applicata.

 

 

Bologna. Al DiSCi il convegno, in presenza e on line, “Demetriaka. Gli scavi dell’università di Bologna del Thesmophorion di Locri Epizefiri” sui risultati raggiunti in due anni di ricerche nel santuario di Demetra dell’università di Bologna con la direzione di Filippo Demma

Campagna di scavo dell’università di Bologna al Thesmophorion di Locri Epizefiri (RC) (foto locri archaeological project)

Dal 2024 sono riprese le ricerche archeologiche per indagare i segreti del Thesmophorion, lo straordinario Santuario di Demetra a Locri Epizefiri. Il progetto è nato grazie alla collaborazione con la direzione regionale Musei Calabria e con la direzione scientifica di Filippo Demma, professore a contratto di Archeologia della Magna Grecia nella Scuola di Specializzazione. I finanziamenti del ministero della Cultura hanno consentito di bandire borse di studio per gli specializzandi e le specializzande e di sviluppare un progetto di indagini archeologiche della durata di due mesi nel settore sacro del tempio ionico di Marasà e area attigua di Parapezza. Con la Scuola di Specializzazione in Beni archeologici dell’università di Bologna e la direzione scientifica di Filippo Demma diversi sono stati i risultati raggiunti: mercoledì 18 febbraio 2026 viene presentato un aggiornamento sugli studi in corso. Appuntamento, alle 9.30, nell’aula Prodi del dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna, nel complesso di San Giovanni in Monte, il convegno “Demetriaka. Gli scavi dell’università di Bologna del Thesmophorion di Locri Epizefiri”, in presenza e on line al link https://teams.microsoft.com/meet/33406538291888….

Campagna di scavo dell’università di Bologna al Thesmophorion di Locri Epizefiri (RC) (foto locri archaeological project)

Campagna di scavo dell’università di Bologna al Thesmophorion di Locri Epizefiri (RC) (foto locri archaeological project)

Programma. Alle 9.30, saluti istituzionali: Roberto Balzani, direttore del dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna; Isabella Baldini, direttrice Scuola specializzazione in Beni archeologici UniBo; Gilberta Spreafico, soprintendente Abap per la città metropolitana di RC e VV; Elisabetta Govi, UniBo. Presentazione del numero 33 (2025) di “Ocnus. Quaderni della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici”. SESSIONE MATTUTINA. Introducono Fabrizio Sudano, direttore delegato della direzione regionale Musei Calabria; Filippo Demma, UniBo. Modera Fabrizio Sudano. Interventi: Valeria Parisi, “Il Thesmophorion di Locri: dal deposito delle cose povere alle domande dell’archeologia contemporanea”; Marco Pallonetti (parchi archeologici di Crotone e Sibari), “Novità del 2024: l’edificio B e l’area circostanze”; Helena Catania (parchi archeologici di Crotone e Sibari), “L’aggiornamento del 2025: inquadramento generale e il muro del temenos”; Giuliana Fichera (Scuola superiore Meridionale), “Area Sud: lo scavo dell’acciottolato”; Sara Balcon (drm-Calabria), Davide Giubileo (UniSa), “Aggiornamenti sul cosiddetto altare B tra indagini di archivio e nuove ricerche”; Ruben Latella (parchi archeologici di Crotone e Sibari), “L’edificio C: il contesto e i materiali”; Vincenzo Baldoni (UniBo), Davide Giubileo (UniSa), “Le prime fasi di frequentazione del Thesmophorion alla luce delle più recenti acquisizioni”. Lunch break. SESSIONE POMERIDIANA. Modera Isabella Baldini. Interventi, alle 15, Lavinio Lo Monaco (UniUrbino), “Prolegomena locresi: novità epigrafiche dal Thesmophorion”; Giuliana Fichera (Scuola superiore Meridionale), “I reperti metallici: nuovi dati e osservazioni”; Marco Pallonetti (parchi archeologici di Crotone e Sibari), “Le terrecotte architettoniche arcaiche del Thesmophorion: nuovi rinvenimenti e riletture”; Sara Balcon (drm-Calabria), “Note sulla coroplastica”; Davide Giubileo (UniSa), “Importazioni e produzioni locali. Alcune riflessioni”; Vincenzo Baldoni (UniBo), “Nuovi dati dai materiali del Thesmophorion: un primo bilancio”; Filippo Demma (UniBo), “Il Thesmophorion di Locri Epizefiri: spazio e tempo”; Isabella Baldini (Scuola specializzazione in Beni archeologici UniBo), Elena Trunfio (museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiti), “Gli scavi dell’università di Bologna nella strategia di valorizzazione di Locri Epizefiri”; Luigi Callò (UniCt), Andrea Gennaro (Sabap-RC-VV), “Le fortificazioni di Locri. Un nuovo progetto di ricerca”.

 

Flumeri (Av). Scoperta con i droni la città scomparsa Fioccaglia, l’antica Forum Aemilii, sulla Via Appia, nodo strategico nella Campania romana: individuati assi stradali, foro e teatro. Ora tutela e valorizzazione. Gli interventi di Ceraudo (UniSa), Onesti e Mancini (Sabap-Sa), Lanza (Comune)

Fioccaglia (Forum Aemilii): ortofoto e mappa magnetica con indicazione delle strutture scoperte (elab. LabTAF Unisalento)

Archeologia Hi-Tech a Flumeri (Av): grazie a prospezioni e droni individuano la città scomparsa di Fioccaglia sulla Via Appia. L’ultima campagna di ricerca nel sito archeologico di Fioccaglia, nel territorio di Flumeri in provincia di Avellino, ha prodotto risultati di eccezionale rilievo sull’articolazione urbanistica dell’antica città romana, confermando il valore strategico dell’insediamento lungo la Via Appia, riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Il sito, identificato da alcuni studiosi con l’antica Forum Aemilii e risalente al II-I secolo a.C., rappresenta un tassello cruciale per comprendere il processo di romanizzazione dell’Irpinia. La sua importanza storica è legata anche alla presenza della Regina viarum e all’origine della Via Aemilia voluta dal console Marco Emilio Lepido nel 126 a.C. Già negli anni Ottanta del Novecento, le indagini avevano portato alla scoperta di un decumano basolato e di una domus di lusso decorata in primo stile pompeiano, attestando la presenza all’interno del centro di personaggi di rango elevato.

Fioccaglia (Forum Aemilii): dettaglio del teatro antico rilevato dai droni (foto unisa)

L’équipe di ricerca, diretta dal professor Giuseppe Ceraudo dell’università del Salento, in stretta collaborazione con la soprintendenza Archeologia e Belle arti per le province di Salerno e Avellino e con l’Amministrazione comunale di Flumeri, ha utilizzato tecnologie avanzate per individuare con chiarezza le strutture fondamentali dell’insediamento. Una serie di assi stradali che confermano la struttura dell’impianto ortogonale – tipico delle città romane di nuova fondazione – e la pianificazione di ampi isolati urbani con all’interno la presenza di edifici pubblici e privati. Il Foro: il cuore civile e commerciale della città, di cui è stata delineata la vasta piazza centrale e il perimetro degli edifici pubblici che vi si affacciavano. Il Teatro: la presenza di una grande struttura votata agli spettacoli e alla vita pubblica, finora ignota, è essenziale per attestare l’importanza e la monumentalità per la vita sociale e culturale di un centro urbano romano. Queste nuove evidenze rafforzano la convinzione che Fioccaglia fosse un centro organizzato e dotato di strutture monumentali, un dato che ne rivaluta il ruolo storico e strategico in relazione al tracciato della Via Appia. La documentazione e i dati raccolti saranno ora oggetto di studio approfondito. Il progetto prevede la prosecuzione delle indagini non invasive, volte a confermare le evidenze finora emerse ai fini della tutela e della valorizzazione del sito.

Fioccaglia (Forum Aemilii): prospezioni geofisiche (foto unisa)

Il professor Ceraudo, direttore scientifico del progetto sottolinea l’importanza dell’approccio multidisciplinare: “La combinazione di prospezioni geofisiche con le indagini telerilevate tramite droni, dotati di sensori termici e multispettrali, ci ha fornito una quantità di dati senza precedenti. Questa integrazione di tecnologie non invasive ci ha permesso di ottenere una sorta di radiografia del centro abitato antico ancora presente sotto la superficie del terreno, identificando le strutture sepolte grazie alle variazioni nella crescita della vegetazione e alla composizione magnetica del sottosuolo, altrimenti non percepibili con metodi tradizionali. Avere le prove dell’articolazione del Foro e l’individuazione di un Teatro ci permette di riscrivere una pagina importante sulla romanizzazione dell’Irpinia e sull’evoluzione di un centro di fondazione romano in un momento cruciale per la storia di Roma, tra l’età dei Gracchi e Silla, e risulterà di fondamentale importanza per la pianificazione delle future attività sul sito”.

Fioccaglia (Forum Aemilii): la città antica scoperta dal drone (foto unisa)

Il soprintendente ABAP per le province di Salerno e Avellino, l’architetto Anna Onesti, ha commentato: “La sinergia tra ricerca accademica e tutela ha dato risultati eccezionali. Le informazioni raccolte costituiscono la base per un nuovo piano di gestione e per la futura valorizzazione delle aree individuate”. Lorenzo Mancini, funzionario archeologo della soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino, ha aggiunto: “La piana alla confluenza tra l’Ufita e il torrente Fiumarellasi conferma uno dei comprensori di maggiore interesse archeologico dell’intera Irpinia. Le indagini non invasive dell’Università del Salento nell’area del forum di Fioccaglia, in questo senso, integrano un quadro conoscitivo che va arricchendosi ogni giorno di nuovi dati grazie alle indagini nel sottosuolo legate alla realizzazione della Stazione Hirpinia dell’alta velocità, attualmente in corso, con la direzione scientifica della soprintendenza, all’intersezione fra i territori comunali di Flumeri, Ariano Irpino e Grottaminarda”.

Fioccaglia (Forum Aemilii): veduta zenitale del sito archeologico (foto unisa)

“Questa scoperta – ha detto il sindaco di Flumeri, Angelo Lanza – è un motivo di grande orgoglio e un’opportunità di sviluppo per il nostro territorio. Il Comune è pronto a collaborare strettamente con l’Università e la Soprintendenza per garantire che Fioccaglia, nodo stradale strategico della Via Appia, diventi un punto di riferimento nell’offerta storico-culturale della Campania interna. Questa scoperta è un motivo di grande orgoglio e un’opportunità di sviluppo per il nostro territorio. Il Comune, pur senza trascurare le opportunità di sviluppo e trasformazione in atto nella Valle Ufita, dovute essenzialmente alla costruenda stazione Hirpinia per l’alta velocità, è pronto a collaborare strettamente con l’Università e la Soprintendenza per garantire che Fioccaglia, nodo stradale strategico della Via Appia, diventi un punto di riferimento nell’offerta storico-culturale della Campania interna”.

 

 

Aosta. Al Mega Museo, per “Aostae 2025”, RICORDI DI SCAVO, giornata di studio in ricordo degli archeologi che hanno trasformato la loro passione in eredità culturale: Antonina Maria Cavallaro, Patrizia Framarin, Rosanna Mollo e Franco Mezzena. Ecco il programma

Per la rassegna Aostae 2025, che celebra i 2050 anni della fondazione di Augusta Praetoria, sabato 8 novembre 2025, dalle 9.30 alle 17, al Mega Museo – Area megalitica, RICORDI DI SCAVO, giornata di studio in ricordo degli archeologi che hanno trasformato la loro passione in eredità culturale. Attraverso la presentazione di studi scientifici e ricordi personali, verranno omaggiati Antonina Maria Cavallaro, Patrizia Framarin, Rosanna Mollo e Franco Mezzena, gli archeologi scomparsi che hanno fatto la storia della soprintendenza regionale e della ricerca archeologica non solo valdostana. I colleghi di una vita, che con loro hanno condiviso scavi, esperienze, studi, fatiche e successi, si riuniranno nel loro ricordo in una giornata di emozioni e memoria.

Quando non c’erano i droni: Franco Mezzena sulla scala per le foto sull’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans ad Aosta all’inizio degli anni Ottanta del Novecento (foto graziano tavan)

Programma. Alle 9.30, caffè di benvenuto; 10, saluti istituzionali; 10.30, L’ARCHEOLOGIA VALDOSTANA TRA PASSATO E FUTURO (sala Civica): tavola rotonda moderata da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Interventi: “Percorrendo la via delle Gallie: gli studi sulla strada e i ponti romani di Bard” di Maria Clara Conti (già università di Torino) e Alessandra Armirotti (soprintendenza Regione Autonoma Valle d’Aosta); “Quattro interpreti dell’archeologia valdostana, tra impegno scientifico e civile” di Andrea Vanni Desideri (università di Firenze); “Une collaboration exemplaire de part et d’autre des Alpes” di François Wiblé (ancien archéologue cantonal du Valais – Suisse); “Incontri ravvicinati: maestri e compagne di viaggio” di Maria Cristina Ronc (già soprintendenza RAVA); “Rosanna Mollo e il grande progetto stratigrafico del foro” di Sandro Caranzano (Centro Studi Archeologici Herakles); “In ricordo di Rosanna Mollo, Antonina Maria Cavallaro, Patrizia Framarin e Franco Mezzena. I pionieri e i paladini dell’archeologia valdostana” di Gaetano De Gattis (già soprintendenza RAVA); “Dalla pietra all’acqua. Viaggio nella preistoria della Sardegna” di Giorgio Murru (Museo di Laconi – Or); “Un magistero in levare” di Stefano Mammini, (archeologo e giornalista); “Quarant’anni di archeologia, scienza, passione e persone” di Lorenzo Appolonia, (già soprintendenza RAVA); “La fotografia per la promozione della conoscenza dei beni archeologici” di Nicola Castangia (fotografo e libero professionista); “Non citra nec ultra: un’archeologia di frontiera” di Paolo Güll (università del Salento); “Francesco Zorzi e Franco Mezzena tra scavi e scoperte al servizio del Museo di Storia Naturale di Verona” di Massimo Saracino (Musei civici di Verona); 13.30, pausa pranzo; 15, IN RICORDO DEGLI ARCHEOLOGI: dialogo condotto da Alessandra Armirotti, Gianfranco Zidda e Marcello Mezzena. Intervengono i colleghi di una vita: Lorenzo Appolonia, Giorgio Avati, Laura Berriat, Laura Caserta, Elisabetta Corni, Alda Dal Santo, Luciano David, Battista De Gattis, Gaetano De Gattis, Cristina De La Pierre, Roberto Domaine, Nathalie Dufour, Luciano Finessi, Enrichetta Jorioz, Dante Marquet, Francesca Martinet, René Monjoie, Sandra Moschella, Corrado Pedelì, Renato Perinetti, Enrico Peyrot, Sara Pinacoli, Tonino Sergi, Chantal Trèves, Massimo Vantini; 17, momento conviviale.

Convegno internazionale “Ecosistemi musicali dell’antica Europa. Popoli, confini, patrimonio”: tre giorni di incontri tra Padova, Adria, Ravenna, Ferrara e Voghiera, in presenza e on line, per esplorare il mondo sonoro dell’antichità

Dal 12 al 14 giugno 2025, il convegno internazionale “Ecosistemi musicali dell’antica Europa. Popoli, confini, patrimonio”: tre giorni di incontri tra Padova, Adria, Ravenna, Ferrara e Voghiera per esplorare il mondo sonoro dell’antichità: strumenti musicali, pratiche acustiche, oggetti sonori e il loro significato nei contesti archeologici e culturali dell’Europa antica. Il convegno, parte del progetto PRIN MUSE – MUSical Ecosystems of Ancient Northern Italy, riunisce esperti da tutta Europa per discutere il valore del patrimonio musicale antico, tra ricerca, conservazione e valorizzazione museale. Convegno in presenza e in diretta streaming sui canali YouTube dei Dipartimenti.

PADOVA, ANTEPRIMA GIOVEDÌ 12 GIUGNO 2025. Dipartimento dei Beni culturali. Nell’aula Sartori, dopo i saluti istituzionali, relazione introduttiva di Paola Dessì (università di Padova) e Donatella Restani (università di Bologna) “Il PRIN MUSE: saperi, metodi e prospettive di valorizzazione delle conoscenze per le comunità”: 12, Keynote Speaker Daniela Castaldo (università del Salento) “Dall’archeologia musicale all’antropologia sonora: un nuovo sguardo”.

ADRIA, PROGRAMMA DEL 12 GIUGNO 2025. Museo Archeologico nazionale, alle 15, saluti della direttrice Alberta Facchi “Il Museo di Adria e il progetto MUSE”. PRIMA SESSIONE – Musealizzare gli strumenti musicali del mondo antico: il sonaglio di Adria Chair Paola Dessì. Alle 15.20, Paola Dessì (università di Padova) “Storie, esperienze sensoriali e accessibilità: un processo dialettico per la restituzione della multidisciplinarità della ricerca”; 15.40, Stefano Betto, Nicola Betto e Riccardo Soldati (TMB) “La ricerca pubblica e il mondo industriale: le indagini diagnostiche sui reperti di interesse sonoro e musicale”; 16, Anna Paola Fabbrocino, Andrea Franceschini, Niccolò Merendino, Giulio Pitteri e Antonio Rodà (università di Padova) “Un’istallazione interattiva per l’esplorazione multimodale del sonaglio di Adria”; 16.20, Alberta Facchi e Stefano Buson (museo Archeologico nazionale di Adria) “La rilettura di alcuni reperti in bronzo dalla tomba 39: possibili sonagli?”; discussione; 17, visita al museo Archeologico nazionale di Adria.

RAVENNA, PROGRAMMA DI VENERDÌ 13 GIUGNO 2025. Dipartimento di Beni Culturali Sala Conferenze, alle 9.45, saluti istituzionali; 10, Keynote speaker Raquel Jiménez Pasalodos (Universidad de Valladolid) “Digging in Museums: The Valorization of Archaeo-Musicological Heritage from Early 20th Century Excavations through Case Studies from the Iberian Peninsula”; pausa. SECONDA SESSIONE – MUSical Ecosystems in Veneto e Emilia-Romagna Chair Daniela Castaldo. Alle 11, Franco Marzatico (dirigente generale Unità di missione strategica soprintendenza per i Beni e le Attività culturali Provincia autonoma di Trento) “La syrinx in Triveneto tra realia e rappresentazione: alcune considerazioni sui contesti di rinvenimento”; 11.20, Mario La Rosa e Laura Noviello (università di Padova) “MUSE in Veneto: aggiornamenti su censimento e catalogazione dei reperti sonori e nuovi dati emersi”; 11.40, Chiara Pizzirani (università di Bologna) “Oggetti sonori nelle sepolture etrusche: qualche riflessione sui contesti di Bologna e di Spina”; 12, Giovanna Casali (università di Bologna) “L’operazione di censimento come base di conoscenza: i reperti archeologici di interesse musicale nei Musei dell’Emilia-Romagna”; discussione. TERZA SESSIONE – MUSE in dialogo con istituzioni museali e progetti internazionali Alle 15, Eleonora Rocconi (università di Pavia) e Sonia Martone (museo nazionale degli Strumenti Musicali di Roma) “Gli strumenti musicali romani della collezione Gorga al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma: indagine, studio, catalogazione e valorizzazione”; 15.20, Giuseppe Lepore, Paola Budano (università di Bologna) e Nicoletta Frapiccini (Antiquarium statale di Numana) “Testimonianze musicali nei Musei marchigiani: prospettive di studio”.

FERRARA, PROGRAMMA DI SABATO 14 GIUGNO 2025. Museo Archeologico nazionale, sala delle Carte Geografiche: alle 10, saluti del direttore Tiziano Trocchi “Il Museo di Ferrara e il progetto MUSE”; alle 10.20, Keynote Speaker Alexandre Vincent (Université Lumière Lyon 2) “Cornua pompeiani: dal I al XXI secolo d.C.”. QUARTA SESSIONE – Nuove indagini sull’aerofono di Voghenza Chair Donatella Restani. Alle 11.15, Peter Holmes (London) “The Roman Brass Instrument Mouthpiece: Tuba, Cornu or Bucina? – Can we tell which?”; 12, visita al museo Archeologico nazionale di Ferrara.

VOGHIERA (Fe), PROGRAMMA DI SABATO 14 GIUGNO 2025. Museo civico di Belriguardo, sala delle Bifore: alle 14.30, saluti dell’arch. Moreno Po “Il Museo di Belriguardo e il progetto MUSE”; 14.50, Fede Berti (Ferrara) e Cristina Servadei (Rimini) “Natura e funzioni dell’edificio di Vicus Habentia: i dati planimetrici, strutturali e i ritrovamenti”; 15.10, Marco Bonino (Bologna) “Auletes e keleustes, hortator e pausarius, riflessioni sulla voga delle navi a remi antiche”; 15.30, Daniela Castaldo (università del Salento) “Aerofoni di bronzo e segnali sonori nella flotta romana”; 15.50, Gabriele Bitelli e Anna Forte (università di Bologna) “Scansione e modellazione 3D ad alta risoluzione con tecniche geomatiche”; 16.10, Antonio Rodà, Andrea Franceschini e Giulio Pitteri (università di Padova) “Proposte per un’esposizione sonora dell’aerofono di Voghenza”; 17, visita al museo civico di Belriguardo; conclusioni.

Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella nella Recital Hall di Forio l’incontro “Il lascito della musica antica nello sviluppo della musica occidentale” con Massimo Raffa (università del Salento), secondo appuntamento del ciclo di conferenze del “Progetto Kepos, Incontri di Archeologia e Paesaggio”

Giovedì 29 maggio 2025, alle 19, ai Giardini La Mortella nella Recital Hall di Forio, sull’isola d’Ischia (Na), la conferenza “Il lascito della musica antica nello sviluppo della musica occidentale”, secondo appuntamento del ciclo di conferenze del “Progetto Kepos, Incontri di Archeologia e Paesaggio”, dedicato al tema dello sviluppo della musica occidentale a cura del prof. Massimo Raffa, ricercatore di Musicologia e Storia della Musica all’università del Salento. Dopo i saluti della presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella Alessandra Vinciguerra, prenderà la parola il prof. Massimo Raffa. A moderare l’appuntamento sarà Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. Ingresso libero dalle 18.30. Nonostante non sia più udibile e sia ridotta a poche diecine di frammenti, la musica greca antica ha funzionato, in diversi momenti della nostra storia musicale, come una sorta di reagente chimico che ha innescato cambiamenti e innovazioni. Ad esempio, la nascita del melodramma e poi alcune delle sue riforme più importanti, da Gluck a Wagner, si devono proprio al desiderio di restaurare l’antica musica ellenica, o almeno una certa immagine di essa, più o meno idealizzata. Ma il retaggio dell’esperienza musicale dei Greci è ben più profondo. Alcune idee fondamentali, come la distinzione tra suono e rumore, il concetto di melodia, il valore non solo emotivo, ma anche etico e politico dell’attività musicale, sono state formulate per la prima volta dai Greci e continuano a essere alla base del nostro modo di pensare la musica.