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Roma. Per Archivissima ’24 sul tema delle Passioni, incontro all’Archivio Storico Capitolino e visita guidata itinerante “Amore, Politica, Dibattiti, Follia, Arte, Archeologia”

roma_archivissima-24_locandinaVenerdì 7 giugno 2024 torna la Notte degli Archivi. Due le iniziative con cui la sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali partecipa all’annuale evento inserito all’interno del festival Archivissima, che quest’anno esplora il tema delle Passioni, che viene sviluppato con un incontro all’Archivio Storico Capitolino e con una visita guidata tra i rioni Campitelli, Sant’Angelo, Regola e Pigna. Biglietto gratuito con prenotazione obbligatoria allo 060608 (attivo tutti i giorni, ore 9 – 19).

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La visita guidata itinerante “Amore, Politica, Dibattiti, Follia, Arte, Archeologia”, attraverso la narrazione di specifici episodi e la lettura di brani, illustra esempi di passione amorosa, politica, artistica e intellettuale. Curato da archeologhe e storiche dell’arte della Sovrintendenza con materiali provenienti dagli archivi della Direzione Interventi su Edilizia Monumentale, l’itinerario inizia alle 19 presso l’area archeologica del Teatro di Marcello dove sono lette e illustrate alcune pagine sulla liaison amorosa tra Vittoria Colonna e Umberto Boccioni; presso piazza Mattei si parla della Fontana delle Tartarughe tra leggende, aneddoti e documenti; l’itinerario prosegue verso piazza Cairoli con il monumento all’irredentista Federico Seismit Doda protagonista del Risorgimento e ministro di Francesco Crispi; una diversa passione, quella intellettuale, costituisce il tema contenuto nei documenti inediti  legati alle vicende della scoperta e della musealizzazione del complesso di San Paolo alla Regola agli inizi degli anni Ottanta del Novecento, che videro contrapporsi l’architetto Italo Insolera e l’archeologo Lorenzo Quilici; il percorso si chiude presso l’Area Sacra di Largo Argentina dove viene raccontato attraverso i documenti d’archivio il “duello” tra l’archeologo Giuseppe Marchetti Longhi e lo storico dell’arte e architetto Antonio Muñoz.

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L’Archivio Storico Capitolino, in occasione dei 175 anni della Repubblica Romana, alle 18.30, propone “Passione Repubblicana. Carte e note dalla Repubblica Romana”, un incontro di parole e note sulla musica che animò l’ideale repubblicano del 1849, con la partecipazione di Nicola Piovani a dialogo con un quintetto di fiati della Banda dell’Esercito guidato dal maestro Maggiore Filippo Cangiamila. Sarà inoltre allestito un percorso espositivo dei documenti più rilevanti (alcuni inediti) relativi alla Repubblica Romana e conservati nei fondi dell’Istituto, visitabile fino alle 21 e nei giorni successivi negli orari di apertura al pubblico dell’Archivio (9-16, dal lunedì al venerdì), fino al 31 agosto.

Roma. Da maggio a settembre torna “Viaggio nel Foro di Cesare”, l’appassionante spettacolo multimediale che racconta e fa rivivere la scenografica area archeologica ideato dall’indimenticato Piero Angela e da Paco Lanciano con la sovrintendenza Capitolina

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Viaggio nel Foro di Cesare: spettacolo multimediale ideato da Piero Angela e Paco Lanciani (foto roma capitale)

Per romani e turisti, dal 22 maggio al 22 settembre 2024, torna l’atteso “Viaggio nel Foro di Cesare”, l’appassionante spettacolo multimediale che racconta e fa rivivere la scenografica area archeologica. Il progetto, promosso da Roma Capitale, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, prodotto e organizzato da Zètema Progetto Cultura, si avvale dell’ideazione e della cura dell’indimenticato Piero Angela e di Paco Lanciano e della stessa direzione scientifica della sovrintendenza Capitolina. Si potrà dunque tornare a godere di una rappresentazione emozionante e allo stesso tempo ricca di informazioni dal grande rigore storico e scientifico, accompagnati dalla straordinaria voce narrante di Piero Angela e dalla visione di filmati, proiezioni e videomapping che ricostruiscono l’attuale area archeologica così come si presentava nell’antica Roma.

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Viaggio nel Foro di Cesare: possibilità di ascolto della narrazione in audiocuffia in 8 lingue (foto roma capitale)

Lo spettacolo – con possibilità di ascolto della narrazione in audiocuffia in 8 lingue (italiano, inglese, francese, russo, spagnolo, tedesco, cinese e giapponese) – si snoda lungo un percorso itinerante in quattro tappe, della durata complessiva di circa 50 minuti, inclusi i tempi di spostamento. I biglietti sono preacquistabili online sul sito www.viaggioneifori.it oppure direttamente sul posto e nei Tourist Infopoint dislocati in diverse zone della città. Per i possessori della Roma MIC card è previsto il biglietto d’ingresso ridotto. Lo spettacolo fa parte anche del circuito Roma Pass.

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Viaggio nel foro di Cesare: ingresso da piazza della Madonna di Loreto, in prossimità della Colonna Traiana (foto roma capitale)

Ingresso da piazza della Madonna di Loreto, in prossimità della Colonna Traiana. L’accesso all’area archeologica avviene dalla scala situata all’ingresso del Foro di Traiano. In funzione anche un ascensore per i disabili motori. Orari: dal 22 maggio al 31 luglio: tutti i giorni dalle 21 alle 23 (ogni 20 minuti): dal 1° al 31 agosto: tutti i giorni dalle 20.40 alle 23 (ogni 20 minuti); dal 1° al 22 settembre: tutti i giorni dalle 20 alle 22.20 (ogni 20 minuti). In caso di pioggia gli spettacoli sono sospesi. Durata: 50 minuti. Posti disponibili: max 50 persone a replica (ogni 20 minuti). Biglietti: intero, 15 euro; ridotto: 10 euro. La riduzione è prevista per: gruppi (superiori alle 10 unità), Forze dell’Ordine, militari, insegnanti, giornalisti, under 26, possessori della Roma MIC card. Lo spettacolo fa parte anche del circuito Roma Pass. Gratuito: disabili e accompagnatori, guide turistiche, bambini di età inferiore ai 6 anni.

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Viaggio nel Foro di Cesare: lo spettacolo si snoda lungo un percorso itinerante in quattro tappe (foto roma capitale)

VIAGGIO NEL FORO DI CESARE. Lo spettacolo all’interno del Foro di Cesare è itinerante. L’ingresso avviene da piazza della Madonna di Loreto, nei pressi della Colonna Traiana. Attraverso una scala si scende al livello dell’area archeologica dove gli spettatori verranno dotati di audiocuffie. In gruppo si attraverserà quindi il Foro di Traiano percorrendo una apposita passerella e tramite una galleria che passa sotto via dei Fori Imperiali, si raggiungerà il Foro di Cesare con i resti del Tempio di Venere. Si proseguirà fino alla Curia Romana e da qui all’uscita su via dei Fori Imperiali, all’altezza di largo Corrado Ricci.

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Viaggio nel Foro di Cesare: ricostruzione del foro di Cesare (foto roma capitale)

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Viaggio nel Foro di Cesare: sotto i portici ecco il negozio del nummulario (foto roma capitale)

Il racconto di Piero Angela, accompagnato da ricostruzioni e filmati, parte dalla storia degli scavi realizzati tra il 1924 e il 1932 per la costruzione dell’allora via dell’Impero (oggi via dei Fori Imperiali), quando una schiera di 1500 persone, tra muratori, manovali e operai, fu mobilitato per un intervento senza precedenti: radere al suolo un intero quartiere e scavare in profondità tutta l’area per raggiungere il livello dell’antica Roma. La narrazione entra quindi nel vivo della storia partendo dai resti del maestoso Tempio di Venere, voluto da Giulio Cesare dopo la vittoria su Pompeo, e facendo rivivere l’emozione di quella che doveva essere la vita del tempo a Roma, quando funzionari, plebei, militari, matrone, consoli e senatori passeggiavano sotto i portici del Foro. Tra i colonnati rimasti riappariranno allo spettatore le tabernae del tempo, cioè gli uffici e i negozi del Foro e, tra questi, il negozio di un nummulario, una sorta di ufficio cambio del tempo. All’epoca c’era anche una grande toilette pubblica di cui sono rimasti curiosi resti.

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Viaggio nel Foro di Cesare: ecco come doveva apparire l’interno della Curia, sede del Senato (foto roma capitale)

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Viaggio nel Foro di Cesare: iscrizioni (foto roma capitale)

Per realizzare il suo Foro, Giulio Cesare fece espropriare e demolire un intero quartiere per una spesa complessiva di 100 milioni di aurei, l’equivalente di almeno 300 milioni di euro. Accanto al Foro fece costruire la Curia, la nuova sede del Senato romano, un edificio tuttora esistente e che attraverso una ricostruzione virtuale realizzata con proiezioni sulla sua facciata, sarà possibile rivedere come appariva all’epoca, sia all’esterno che all’interno. In quegli anni, mentre la potenza di Roma cresceva a dismisura, il Senato si era molto indebolito e fu proprio in questa situazione di crisi interna che Cesare riuscì a ottenere poteri eccezionali e perpetui. Grazie al racconto di Piero Angela si potrà conoscere più da vicino quest’uomo intelligente e ambizioso, idolatrato da alcuni, odiato e temuto da altri.

Roma. “Itinerari alla ricerca della luce. La danza a Villa di Massenzio”: per la Giornata internazionale della Danza tre giorni di lezioni aperte e performance intervallate da visite guidate nell’area archeologica sulla Via Appia Antica. Sabato 4 maggio apertura straordinaria fino alle 22

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Panoramica del complesso archeologico della Villa di Massenzio sulla Via Appia antica (foto monkeys video lab)

Roma celebra la Giornata Internazionale della Danza con tre giorni densi di eventi culturali e didattici gratuiti e aperti a tutti, eccezionalmente anche in orario serale. Nello scenario del Museo della Villa di Massenzio, l’imponente sito immerso nel verde della campagna romana, al IV miglio della via Appia Antica, dal 2 al 4 maggio 2024 è in programma “Itinerari alla ricerca della luce. La danza a Villa di Massenzio”, una serie di attività dedicate alla danza: incontri, prove aperte e performance pensate espressamente per una delle aree archeologiche più suggestive del suburbio romano. La manifestazione, a cura della sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e dell’Accademia nazionale di Danza, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, è il primo evento speciale che inaugura le aperture serali della Villa, recentemente impreziosita da un nuovo impianto di illuminazione artistica, che ne consente la fruizione anche dopo il tramonto. Attività e ingresso gratuiti per tutti senza obbligo di prenotazione e senza limite di partecipanti a eccezione della visita di sabato 4 maggio 2024, alle 10.30, con traduzione LIS, per cui è prevista la prenotazione obbligatoria allo 060608 (max 25 partecipanti). È possibile partecipare anche ad una sola delle attività offerte. Info: 060608 (tutti i giorni dalle 9 alle 19).

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Performance alla Villa di Massenzio nell’ambito dell’evento “Itinerari di luce, La danza a Villa di Massenzio” (foto roma capitale)

Il programma inizia giovedì 2 e venerdì 3 maggio 2024 con prove di danza aperte al pubblico realizzate dalle allieve dell’Accademia, rispettivamente dalle 13.30 e dalle 13. La kermesse culmina sabato 4 maggio 2024 con una lunga giornata di apertura a orario continuato dalle 10 alle 22 (ultimo ingresso alle 21.30). Si inizia alle 10 con una lezione di danza aperta al pubblico e successivamente una visita guidata alla scoperta del complesso monumentale, cui seguirà, dalle 12 alle 13 con intervalli di 10 minuti ciascuno, una sequenza di tre rappresentazioni di studi coreografici pensati appositamente per il Mausoleo di Romolo. La danza diventa mezzo di espressione contro ogni forma di violenza, alla ricerca di un dialogo di riconciliazione che accenda “la luce lungo il sentiero”, come suggerito dal titolo dell’evento.

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Panoramica del complesso archeologico della Villa di Massenzio sulla Via Appia antica con la nuova illuminazione seeale (foto monkeys video lab)

In occasione della straordinaria apertura in orario serale, dalle 19.15, al tramonto, i visitatori saranno accompagnati nel passaggio dalla luce al buio, quando la Villa, valorizzata dall’illuminazione artistica, diviene essa stessa spazio di arte e ombre, fino alle 20.30, quando il pubblico potrà assistere a una selezione di coreografie contemporanee, musiche e arrangiamenti originali.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 2 MAGGIO 2024. Mausoleo di Romolo, dalle 13.30 alle 15.30: lezioni di Progetto Individuale, docente Sandra Fuciarelli, con le allieve del primo Biennio di Coreografia che si preparano alle rappresentazioni di sabato 4 maggio 2024. Docente ospite Massimo Carrano (musica).

PROGRAMMA VENERDÌ 3 MAGGIO 2024. Mausoleo di Romolo, dalle 13 alle 15.30, lezioni di Composizione e Improvvisazione della danza con le allieve del secondo Triennio di Coreografia che si preparano alla rappresentazione di sabato 4 maggio 2024. Docenti Sandra Fuciarelli (danza) e Giorgina Tramontozzi (musica).

PROGRAMMA SABATO 4 MAGGIO 2024. Mausoleo di Romolo, dalle 10 alle 12, lezione aperta al pubblico di Progetto Individuale, primo Biennio di Coreografia. Complesso monumentale, dalle 10.30 alle 11.30, visita guidata, con traduzione LIS, a cura dei funzionari archeologi della sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali. Mausoleo di Romolo, alle 12, alle 12.30 e alle 13, rappresentazione di studi coreografici contro la guerra, composti in site specific per il Mausoleo di Romolo. Di e con le allieve del primo Biennio di Coreografia Claudia Bellomo, Federica Anzalone Pia, Sara Azzu, Rebecca Pianese, Martina Tordiglione, Ziying Zhang, Shiya Zhang, Wenqing li, Wang Jayuan, Xiaojie Wen e con la partecipazione di Massimo Carrano, musicista performer e docente dell’Accademia. Ogni performance si articolerà in tre tempi uguali di 20 minuti ciascuno, con intervalli di 10 minuti. Complesso monumentale, dalle 19.15 alle 20.15, visita guidata a cura dei funzionari archeologi della sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali. Area del complesso monumentale dall’ingresso al Mausoleo di Romolo, dalle 20.30 alle 21, rappresentazione di una selezione di studi coreografici contro la guerra, composti in site specific per il Mausoleo di Romolo. Con Dolores Pagnotta e Beatrice Tomasello del secondo Triennio tecnico-compositivo. Direzione musicale, musiche originali e arrangiamenti di Giorgina Tramontozzi. Partecipano le danzatrici Claudia Fiorio e Pan Zanghlongni, allieve del primo Biennio Scuola di Danza Contemporanea. Alla composizione degli studi hanno contribuito le allieve del secondo Triennio tecnico-compositivo Giada Magnaghi, Francesca Bernalda, Diletta Capodicasa, Federica De Cusatis, Sara Della Santa, Gaia Fiori, Martina Grecuccio, Rebecca Manca, Lara Marchioro, Dolores Pagnotta, Federica Papagni, Alice Perna, Giorgia Putignano e Beatrice Tomasello.

NATALE DI ROMA 2024: quattro giorni di celebrazioni per il 2777˚ compleanno della città con un ricco calendario di iniziative. In programma due appuntamenti speciali: la nuova illuminazione della Villa di Massenzio e la riapertura della Sala Santa Rita con l’esposizione della Dea Roma di Tenerani

roma_capitale_NATALE-DI-ROMA-2024_locandinaPer la festa del 21 aprile 2024 Roma Capitale celebra il 2777° anno dalla fondazione della città con un ricco programma culturale di incontri, visite guidate, mostre, spettacoli dal 19 al 21 aprile. Le iniziative sono promosse da Roma Capitale, assessorato alla Cultura, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali. Organizzazione a cura di Zètema Progetto Cultura.

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La Villa di Massenzio sulla via Appia antica: pronta la nuova illuminazione (foto roma capitale)

EVENTI SPECIALI. Sabato 20 aprile 2024, dalle 20 alle 22, nella Villa di Massenzio, sul IV miglio della via Appia Antica, si potrà partecipare all’inaugurazione della nuova illuminazione ideata dalla sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali per valorizzare i resti monumentali presenti nei circa 20 ettari dell’area archeologica e consentire ai visitatori l’accesso dopo il tramonto per eventi speciali. Il nuovo impianto di illuminazione ha interessato l’area del mausoleo dinastico, il sentiero di accesso alla Villa, le torri e i carceres, consentendo ai cittadini di godere del suggestivo spettacolo delle imponenti strutture imperiali anche di notte.

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La sala Santa Rita, accanto al teatro di Marcello, a Roma (foto roma capitale)

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L’erma della Dea Roma di Pietro Tenerani (1789-1869 in gesso (1847 ca.), opera della collezione del Museo di Roma (foto sovrintendenza capitolina)

Dal 21 aprile, ore 11-19, nel rinnovato spazio polifunzionale della Sala Santa Rita, in via Montanara, accanto al Teatro di Marcello, sarà possibile visitare la mostra gratuita “La Dea Roma” di Pietro Tenerani. Un omaggio alla Città Eterna, con l’esposizione dell’erma della Dea Roma, opera della collezione del Museo di Roma, realizzata dal grande scultore ottocentesco Pietro Tenerani come segno di dedizione per la sua città di adozione, esposta per la prima volta il 21 aprile 1851.

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Al Casino dei Principi di Villa Torlonia le opere di Giancarla Frare: in foto opera in china e pigmenti naturali (foto roma capitale)

VISITE GUIDATE, INCONTRI E LABORATORI. Le celebrazioni per il compleanno di Roma saranno anche l’occasione per scoprire la storia e i segreti della città attraverso l’osservazione e il racconto di opere, monumenti, testimonianze artistiche e culturali. Di seguito il programma di visite e laboratori a cura della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Si comincia venerdì 19 aprile 2024, alle 17, al Casino dei Principi di Villa Torlonia con “Abitare la distanza. Incontro con l’artista Giancarla Frare”, un incontro con l’artista che mette in evidenza il profondo rapporto tra il patrimonio archeologico di Roma e la ricerca artistica della Frare sui temi della memoria e dell’oblio. Si prosegue sabato 20 aprile a Villa di Massenzio dove dalle 10 è previsto l’evento “Ab Urbe condita 2024”, un’immersione nel tempo e nella storia, che proseguirà anche nella giornata di domenica 21 aprile. Grazie alla nuova illuminazione artistica sarà possibile visitare lo spazio museale fino alle 22 (ultimo ingresso ore 21.30). Alle 11 invece al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina in programma la visita “21 Aprile 1849: Roma si prepara alla battaglia” per scoprire i personaggi e le vicende della Repubblica Romana del 1849.

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“Zebra”, opera di Manuel Felisi in mostra al Museo Carlo Bilotti all’Aranciera di Villa Borghese (foto roma capitale

La mattina di domenica 21 aprile appuntamento alle 10.15 e alle 11.45, al Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco per “Gli avi lontani (?) dell’alfabeto latino”, una visita guidata con un approfondimento sui primi sistemi grafici che hanno portato alla creazione dell’alfabeto latino. Alle 10.30 al Museo Carlo Bilotti all’Aranciera di Villa Borghese una visita alla mostra “Manuel Felisi 1:1” condurrà i visitatori a scoprire le opere dell’artista: un “bestiario” contemporaneo con gli animali riprodotti a grandezza naturale (con accompagnamento in Lingua dei segni italiana). Sempre alle 10.30 ai Musei Capitolini – Villa Caffarelli si terrà “Fidia, tutti i colori della perfezione”, visita guidata alla mostra in corso con approfondimento sul tema della policromia sulle opere antiche. A seguire un’attività in cui i visitatori potranno cimentarsi con l’uso del colore. E ancora alla stessa ora, a Casina del Cardinal Bessarione è previsto il laboratorio per bambini “Alla scoperta di una Casina” per riscoprire la storia di questo luogo attraverso i cinque sensi. Alle 11, al Museo dell’Ara Pacis i bambini potranno partecipare al laboratorio “21 aprile, un compleanno speciale!”: per divertirsi all’insegna della storia e della creatività tra immagini, personaggi e racconti, per realizzare la propria corona e diventare imperatori e imperatrici per un giorno.

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“Il filo della bellezza” (1963), collage su cartoncino di Luciano Ori (gruppo 70) della Collezione Carlo Palli in mostra alla Galleria d’Arte Moderna di Roma (foto roma capitale)

Nel pomeriggio, alle 15, alla Galleria d’Arte Moderna di via Crispi si terrà la visita “Gruppo 70: gli artisti, i temi, le tecniche”, alla scoperta dei protagonisti e dei temi che hanno caratterizzato la sperimentazione di questo sodalizio artistico (con accompagnamento in Lingua dei segni italiana). Ci si sposta alle 15.15 e alle 16.15 a piazza Vittorio per la visita libera “La Porta Magica e i Trofei di Mario”, alla scoperta del monumento caratterizzato da motti enigmatici e segni ermetici. Alle 17, al Museo di Roma a Palazzo Braschi sarà condotta la visita “Dalla strada al Museo: i monocromi del Casino del Bufalo” per presentare il mito di Andromeda e Perseo nei monocromi cinquecenteschi della facciata del Casino del Bufalo realizzati da Polidoro da Caravaggio e Maturino da Firenze (con accompagnamento in Lingua dei segni italiana). Infine, allo stesso orario al Museo di Zoologia è in programma una visita alla mostra sull’eclettico scienziato rinascimentale Ulisse Aldrovandi.

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I due ritratti di Augusto, scoperti rispettivamente a Roma e Isernia, protagonisti della mostra “Imago Augusti” ai Mercati di Traiano a Roma (foto roma capitale)

La mattina di lunedì 22 aprile alle 10 si andrà alla scoperta delle opere di Street Art che caratterizzano il quartiere Quadraro con Itinerari urbani: un percorso nella “Street art al Quadraro”, un percorso itinerante nello storico quartiere dalla vocazione antifascista, segnato dal rastrellamento del 17 aprile 1944, che è il principale tema ispiratore delle opere di Street art del progetto M.U.Ro (con accompagnamento in Lingua dei segni italiana). Infine, alle 11 ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali la visita “Augusto, nuovo fondatore di Roma” racconta la figura dell’imperatore Augusto e il suo tentativo di apparire come nuovo fondatore della città (con accompagnamento in Lingua dei segni italiana). Per le visite e gli incontri è obbligatoria la prenotazione allo 060608 (attivo tutti i giorni 9 – 19). La traduzione in Lingua dei segni italiana-LIS è realizzata grazie alla collaborazione del Dipartimento Politiche Sociali e Salute (Direzione Servizi alla Persona) e della Cooperativa sociale onlus Segni di Integrazione – Lazio. Le persone sorde possono prenotare anche tramite il servizio multimediale gratuito CGS Comunicazione Globale per Sordi di Roma Capitale collegandosi al sito https://cgs.veasyt.com dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30 e il sabato dalle 8.30 alle 13.30.

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Il colosso di Costantino realizzato nei giardini di Villa Caffarelli a Roma (foto Monkeys Video Lab)

MOSTRE IN CORSO. In occasione del compleanno della città, nei Musei in Comune, si potranno visitare, oltre alle collezioni permanenti, anche le numerose mostre temporanee attualmente in corso, accessibili a tariffazione ordinaria ma gratuite per i possessori della MIC Card. Ai Musei Capitolini (piazza del Campidoglio 1), nella Sala degli Arazzi del Palazzo dei Conservatori, si potrà ammirare l’VRBS Roma, il vetro dorato raffigurante la dea Roma, rinvenuto nel corso degli scavi per la realizzazione della stazione della Metro C a Porta Metronia. A Palazzo Clementino è ospitata invece I Colori dell’Antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini, un’ampia panoramica sull’uso dei marmi colorati, dalle origini fino al XX secolo, attraverso una raffinata selezione di pezzi provenienti dalla Fondazione Santarelli. Infine, nel giardino di Villa Caffarelli, è esposta l’imponente ricostruzione in dimensioni reali del Colosso di Costantino, una statua alta circa 13 metri realizzata attraverso tecniche innovative, partendo dai pezzi originali del IV secolo d.C. conservati nei Musei Capitolini.

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Alla Centrale Montemartini la mostra “Architetture Inabitabili” (foto roma capitale)

Alla Centrale Montemartini (via Ostiense 106) si potrà visitare la mostra Architetture inabitabili, un nuovo punto di vista sull’architettura, teso a scoprirne una concezione diversa da quella comunemente legata alla funzionalità abitativa. In esposizione fotografie e filmati provenienti dall’Archivio LUCE e altri archivi e istituzioni, ai quali si aggiungono opere firmate da fotografi e artisti contemporanei e pagine composte per l’occasione dai più apprezzati scrittori italiani. Ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali (via IV Novembre 94), la mostra Imago Augusti. Due nuovi ritratti di Augusto da Roma e Isernia, dove i visitatori avranno l’opportunità di immergersi nell’intenso dialogo dell’imperatore con il sé stesso giovane. Al Museo di Roma in Trastevere (piazza S. Egidio, 1/b) tre le mostre da visitare: Rino Gaetano, dedicata al grande cantautore che ha segnato un’epoca nella musica italiana, HILDE IN ITALIA Arte e vita nelle fotografie di Hilde Lotz-Bauer, con 100 immagini realizzate dalla fotografa tedesca, pioniera della street photography, e Una movida Bárbara. Fotografie di Ouka Leele, un viaggio attraverso la lunga carriera dell’artista spagnola Ouka Leele (Madrid 1957-2022). Nelle sale della Galleria d’Arte Moderna (via Francesco Crispi 24), la mostra Reality Optional. Miaz Brothers con i maestri del XX secolo, con le opere dipinte dal duo artistico Miaz Brothers in dialogo con una selezione di capolavori della collezione permanente; l’esposizione La poesia ti guarda. Omaggio al Gruppo 70 (1963-2023), una selezione di opere di uno dei sodalizi artistici più interessanti delle neoavanguardie italiane e L’allieva di danza di Venanzo Crocetti. Il ritorno, una delle prime sculture di grande formato dedicate al tema della danza dall’artista.

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Al museo Napoleonico di Roma la mostra “Giuseppe Primoli e il fascino dell’Oriente” (foto roma capitale)

Al Museo Napoleonico (Piazza di Ponte Umberto I, 1) si potrà ammirare Giuseppe Primoli e il fascino dell’Oriente, una mostra tematica sull’interesse del conte Giuseppe Primoli per l’arte del Giappone e, più in generale del continente asiatico. Al Museo Carlo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese (via Fiorello La Guardia 6 – viale dell’Aranciera 4) la mostra Manuel Felisi 1:1, con 80 dipinti a grandezza naturale, dedicati al mondo animale e l’esposizione Danilo Quintarelli. La pelle del tempo, che ripercorre l’identità storica e le trasformazioni dell’edificio dell’Aranciera di Villa Borghese. Duplice offerta per i Musei di Villa Torlonia (via Nomentana 70): al Casino dei Principi la mostra antologica Giancarla Frare – Abitare la distanza, che ripercorre la quarantennale carriera di uno dei nomi più autorevoli della grafica italiana; a Casina delle Civette l’esposizione Nel segno di Cambellotti. Virgilio Retrosi artista e artigiano che presenta la figura dell’artista (Roma 1892-1975) che ha dedicato la sua vita alle arti applicate.

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Locandina della mostra “Fidia” a Villa Caffarelli dei Musei Capitolini dal 24 novembre al 5 maggio 2024

A tariffazione ordinaria e con tariffa ridotta per i possessori della MIC Card saranno invece: FIDIA, ospitata nelle sale di Villa Caffarelli – Musei Capitolini (piazza del Campidoglio 1), la prima esposizione monografica dedicata al più grande scultore greco dell’età classica. UKIYOE. Il Mondo Fluttuante. Visioni dal Giappone, al Museo di Roma a Palazzo Braschi (piazza San Pantaleo, 10 / piazza Navona, 2), l’esposizione di 1550 capolavori dell’arte giapponese di epoca Edo con in mostra oltre 30 artisti, tra i più importanti maestri dell’Ukiyo-e. Giacomo Matteotti. Vita e morte di un padre della Democrazia, sempre al Museo di Roma a Palazzo Braschi (piazza San Pantaleo 10 – piazza Navona 2), omaggio al deputato e segretario del Partito Socialista Riformista Giacomo Matteotti, figura centrale per la storia del ‘900, in occasione del centenario della morte. Oltre lo spazio, oltre il tempo. Il sogno di Ulisse Aldrovandi, al Museo Civico di Zoologia (Via Ulisse Aldrovandi, 18) che presenta un connubio originale e armonico tra scienza e arte, tra reperti e oggetti scientifici e opere d’arte. Circo Maximo Experience, la visita immersiva del Circo Massimo in realtà aumentata e virtuale (fruibile dalle 10 alle 16, ogni 15 minuti, con ultimo ingresso alle 14.50).

Roma. Scelto il progetto della Nuova Passeggiata Archeologica, una passeggiata unica al mondo, che collegherà l’intera area archeologica centrale della città, dai Fori, al Colosseo, al Celio, al Palatino, alle Terme di Caracalla, al Circo Massimo, fino al Campidoglio, in connessione con la città moderna. È il primo tassello del più ampio progetto di trasformazione del Centro Archeologico Monumentale di Roma (CArMe)

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Veduta panoramica dei fori imperiali dai Mercati traianei a Roma (foto roma capitale)

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Presentazione del progetto vincitore del concorso “La nuova passeggiata archeologica”: da sinistra, il sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri (foto roma capitale)

Sarà una passeggiata unica al mondo. Congiungerà via dei Fori Imperiali con gli altri percorsi intorno al Colle Palatino, intercettando l’itinerario ciclo-pedonale di via di S. Gregorio, di via dei Cerchi, di via di S. Teodoro e delle salite e discese del Colle Capitolino, e che sarà caratterizzata da un incremento dei servizi dell’area, tra cui spazi pedonali, aree verdi, balconate, percorsi sopraelevati e percorrenze ciclo-pedonali. Parliamo del progetto della Nuova Passeggiata Archeologica di cui martedì 2 aprile 2024, ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, alla presenza del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, del sindaco di Roma Roberto Gualtieri e del sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce, è stata presentata la graduatoria provvisoria del bando internazionale di progettazione “La Nuova Passeggiata Archeologica”, indetto lo scorso ottobre da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, per la realizzazione di interventi nell’Area dei Fori Imperiali che collegheranno l’intera area archeologica centrale della città – dai Fori, al Colosseo, al Celio, al Palatino, alle Terme di Caracalla, al Circo Massimo, fino al Campidoglio – rimettendola al contempo in connessione con la città moderna e la vita quotidiana dei rioni circostanti.

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Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri con il progetto dello studio Labics di Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori, vincitore del concorso “La nuova passeggiata archeologica” nel centro di Roma (foto roma capitale)

roma_capitale_fori-imperiali_la-nuova-passeggiata-archeologica_progetto-vincitore_presentazione-locandina_foto-roma-capitaleL’obiettivo del Concorso, per il quale sono pervenute 23 proposte progettuali, è la realizzazione di un grande anello pedonale che riprende l’idea della Passeggiata di fine Ottocento del ministro Baccelli. Il costo stimato per la realizzazione delle opere è di 18,8 milioni di euro al netto di Iva. La Commissione giudicatrice, composta da cinque membri individuati da Roma Capitale, dal ministero della Cultura e dall’Ordine degli Architetti e presieduta dall’architetto portoghese Joao Luis Carrillho da Graça, ha selezionato i cinque progetti finalisti del Concorso, tra cui ha scelto il vincitore, secondo criteri che hanno riguardato: la compatibilità della proposta con il quadro delle attività programmate dalla Pubblica Amministrazione e degli obiettivi strategici; la qualità della proposta nel rapporto tra lo spazio oggetto del concorso e il tessuto circostante e organizzazione funzionale degli spazi e degli elementi proposti; gli aspetti compositivi, creatività, originalità e contenuti innovativi della proposta; la qualità innovativa della proposta in riferimento alla scelta dei materiali e delle soluzioni tecnologiche e alla semplicità di manutenzione e gestione; il rispetto delle invarianti e coerenza con le Linee guida e con i parametri economici proposti.

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Tavola 1 del progetto dello studio Labics di Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori, vincitore del concorso “La nuova passeggiata archeologica” (foto roma capitale)

Nell’ambito della Seduta pubblica di proclamazione, che si è svolta nella mattinata del 2 aprile 2024, è stato annunciato come primo classificato lo studio Labics di Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori. Il vincitore riceverà un premio di 135mila euro al netto di oneri previdenziali e IVA se dovuti. Ai concorrenti risultati classificati dal 2º al 5º è riconosciuto un rimborso spese, complessivamente pari a 100mila euro al netto di IVA e ogni altro onere di legge. La graduatoria provvisoria sarà ora oggetto delle verifiche di legge, a seguito delle quali lo studio vincitore procederà con il perfezionamento del progetto di fattibilità tecnico-economica. Al termine di questa fase verrà indetta la Conferenza dei Servizi, nel frattempo sarà affidato del progetto esecutivo e indetta della gara di appalto. Se tutte le tempistiche saranno rispettate i lavori potranno iniziare entro settembre.

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Tavola 2 (zona dei fori imperiali) del progetto dello studio Labics di Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori, vincitore del concorso “La nuova passeggiata archeologica” (foto roma capitale)

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Tavola 3 (zona Colosseo) del progetto dello studio Labics di Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori, vincitore del concorso “La nuova passeggiata archeologica” (foto roma capitale)

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Tavola 6 del progetto dello studio Labics di Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori, vincitore del concorso “La nuova passeggiata archeologica” (foto roma capitale)

IL PROGETTO VINCITORE: 1° classificato: studio Labics di Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori. Il commento della Giuria: “Il progetto risponde in modo completo ed esaustivo alle richieste del bando, articolando le soluzioni nei diversi lotti di intervento con sostanziale approfondimento e cura nei dettagli. La proposta appare molto efficace nel rendere chiaramente riconoscibili le relazioni trasversali che si instaurano fra via dei Fori Imperiali e le aree archeologiche dei diversi lotti attigui: la sistemazione architettonica e urbana delle pavimentazioni accoglie infatti le direttrici provenienti dai diversi sistemi urbani coinvolti e garantisce al contempo ampi spazi fruibili senza barriere da pedoni e ciclisti. La sede stradale è messa in evidenza da una scelta materica differenziata (in questo caso il sampietrino già esistente), garantendo peraltro il permanere di un segno rilevante nella successione temporale degli accadimenti storici dell’area. La commissione ritiene inoltre convincenti sia la soluzione proposta per la sistemazione della scarpata sottostante via Nicola Salvi, la quale risolve con un unico gesto architettonico le molteplici esigenze funzionali e paesaggistiche del particolare contesto esistente, sia il progetto del centro servizi su via del Tempio della Pace, con particolare riferimento alle proporzioni individuate per il loggiato esterno. L’utilizzo del legno per la pavimentazione (lotto 2) risulta convincente soprattutto nella volontà di rimarcare una evidente dicotomia tra caratteri reversibile e strutturale degli interventi, tuttavia richiede una verifica sul piano della fattibilità”.

GLI ALTRI PROGETTI FINALISTI: 2° classificato: il raggruppamento di professionisti con capogruppo l’arch. Giorgia Colombo; 3° classificato: il raggruppamento di professionisti con capogruppo l’arch. Luigi Franciosini; 4° classificato: il raggruppamento di professionisti con capogruppo l’arch. Marco Pietrolucci; 5° classificato: il raggruppamento di professionisti con capogruppo l’arch. Eugenio Cipollone.

roma_capitale_fori-imperiali_la-nuova-passeggiata-archeologica_progetto_foto-roma-capitaleLa Nuova Passeggiata Archeologica nell’area centrale della città rappresenta il primo tassello del più ampio progetto di trasformazione del Centro Archeologico Monumentale di Roma (CArMe). Il Concorso ha infatti aperto la fase di realizzazione del Programma operativo che prevede un insieme di opere da portare a compimento nel triennio 2025-2027 con un investimento da 282 milioni di euro tra fondi Pnrr, Giubileo, statali e comunali. Elaborato da Roma Capitale, a cura della sovrintendenza Capitolina sulla base del Rapporto al sindaco presentato da Walter Tocci, con il supporto tecnico di Risorse per Roma e la collaborazione dei Dipartimenti competenti e delle altre aziende comunali, questo progetto rappresenta il più grande investimento di sempre nell’area archeologica centrale. Seguirà la definizione delle opere previste dal Piano Strategico, finanziato con altre risorse da reperire nel prossimo decennio, al fine di guidare la trasformazione nel lungo periodo.

Roma. Torna “Pasqua nei Musei”, il tradizionale programma festivo per grandi e piccoli con visite, itinerari e laboratori nel Sistema Musei di Roma Capitale. Ecco le mostre aperte anche a Pasquetta

roma_capitale_pasqua-nei-musei_2024_locandinaIn occasione delle festività pasquali i Musei Civici di Roma Capitale sono aperti al pubblico, compreso il lunedì di Pasquetta, offrendo ai visitatori il loro ricco patrimonio artistico e culturale. Da giovedì 28 marzo a lunedì 1° aprile 2024 torna infatti il consueto appuntamento con l’iniziativa “Pasqua nei Musei” promossa da Roma Capitale, assessorato alla Cultura – sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali con l’organizzazione di Zetema Progetto Cultura. Oltre a visitare le collezioni permanenti e le mostre in corso, è possibile partecipare a visite, itinerari, laboratori e attività didattiche, per tutte le età e per tutti gli interessi, attraverso le quali conoscere la città e la sua storia, in modo inusuale e divertente. Oltre ai musei civici (dai Capitolini ai Mercati di Traiano, dall’Ara Pacis alla Centrale Montemartini, da Casal de’ Pazzi alla Villa di Massenzio, tanto per ricordarne qualcuno, dal 28 marzo al 1° aprile è possibile visitare anche le aree archeologiche della città: il parco archeologico del Celio, con il nuovo museo della Forma Urbis (ingressi: viale del Parco del Celio 20/22 e Clivo di Scauro 4); l’area sacra di Largo Argentina (via di San Nicola De’ Cesarini di fronte al civico 10), l’area archeologica del Circo Massimo; i Fori imperiali (ingresso dalla Colonna Traiana). Info e prenotazioni al numero tel. 060608 (tutti i giorni, 9-19).

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Locandina della mostra “Fidia” a Villa Caffarelli dei Musei Capitolini dal 24 novembre al 5 maggio 2024

LE MOSTRE. Ai Musei Capitolini (piazza del Campidoglio 1) Pasqua è l’occasione per ammirare “FIDIA”, nelle sale di Villa Caffarelli, la prima esposizione monografica dedicata al più grande scultore greco dell’età classica si compone di un percorso inaspettato e coinvolgente tra istallazioni multimediali, reperti archeologici, originali greci e repliche romane, dipinti, manoscritti, disegni, alcuni esposti per la prima volta.

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Il vetro dorato raffigurante la dea Roma esposto nella “VRBS Roma” ai musei Capitolini (foto musei in comune)

Nella sala degli Arazzi del Palazzo dei Conservatori l’esposizione “VRBS Roma”, il vetro dorato raffigurante la dea Roma, personificazione della città secondo l’iconografia diffusa, con l’elmo e la lancia, rinvenuto nel corso degli scavi per la realizzazione della stazione della Metro C a Porta Metronia.

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Locandina della mostra “I colori dell’antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini” a Palazzo Clementino dei Musei Capitolini

A Palazzo Clementino è ospitata “I colori dell’antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini”, un’ampia panoramica sull’uso dei marmi colorati, dalle origini fino al XX secolo, attraverso una raffinata selezione di pezzi provenienti dalla Fondazione Santarelli.

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La riproduzione del Colosso di Costantino domina il giardino di Villa Caffarelli ai Musei Capitolini (foto musei in comune)

Nel giardino di Villa Caffarelli si può ammirare l’imponente ricostruzione in dimensioni reali del Colosso di Costantino, una statua alta circa 13 metri realizzata attraverso tecniche innovative, partendo dai pezzi originali del IV secolo d.C. conservati nei Musei Capitolini.

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Locandina della mostra “Oltre lo spazio, oltre il tempo. Il sogno di Ulisse Aldrovandi” al museo civico di Zoologia dal 22 marzo al 21 luglio 2024

Al museo civico di Zoologia (Via Ulisse Aldrovandi, 18) si può visitare la nuova esposizione “Oltre lo spazio oltre il tempo. Il sogno di Ulisse Aldrovandi”, un progetto nato dalla sinergia scientifica tra la Fondazione Golinelli e SMA-Sistema di Ateneo Alma Mater Studiorum, Università di Bologna. La mostra gravita intorno alla figura di Ulisse Aldrovandi (1522-1605), uno dei più grandi scienziati della natura del suo tempo. Grazie alla sua straordinaria capacità di osservare, catalogare e conservare i reperti che la natura, nel corso del suo farsi, ha lasciato dietro di sé è di fatto il fautore del moderno museo di Storia Naturale, un luogo di memoria e conoscenza, in cui si sedimenta il fondo ancestrale delle nostre origini. L’esposizione presenta un connubio originale e armonico tra reperti e oggetti delle collezioni museali dell’Ateneo bolognese e di quelle dei Musei Civici della Sovrintendenza Capitolina, exhibit tecnico-scientifici immersivi e interattivi prodotti in originale da Fondazione Golinelli, quadri di diverse epoche di Bartolomeo Passarotti, Enrico Prampolini, Virginio Marchi e Mattia Moreni, opere d’arte – dipinti, sculture e installazioni – di Nicola Samorì. Esposti anche oggetti, strumenti, video e immagini provenienti dall’Istituto Nazionale di Astrofisica e dall’Agenzia Spaziale Europea.

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Alla Centrale Montemartini la mostra “Architetture Inabitabili” (foto roma capitale)

Alla Centrale Montemartini (via Ostiense 106) la mostra “Architetture inabitabili”, un nuovo punto di vista sull’architettura, teso a scoprirne una concezione diversa da quella comunemente legata alla funzionalità abitativa. In esposizione testimonianza nei materiali dell’Archivio LUCE e altri archivi e fotografie storiche, alle quali si aggiungono opere firmate da fotografi e artisti contemporanei come Gianni Berengo Gardin, Guido Guidi, Marzia Migliora, Mark Power, Sekiya Masaaki, Steve McCurry – oltre ad alcune immagini di Francesco Jodice e di Silvia Camporesi appositamente commissionate per la mostra – e pagine che i più apprezzati scrittori italiani hanno composto per l’occasione.

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I due ritratti di Augusto, scoperti rispettivamente a Roma e Isernia, protagonisti della mostra “Imago Augusti” ai Mercati di Traiano a Roma (foto roma capitale)

Ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali (via IV Novembre 94), prosegue la mostra “Imago Augusti” (fino al 7 aprile 2024). L’esposizione di due nuovi ritratti di Augusto da Roma e Isernia darà il via a un intenso dialogo dell’imperatore con il sé stesso giovane. Due teste-ritratto marmoree di Augusto, rinvenute in occasione degli scavi archeologici condotti presso la via Alessandrina a Roma, nell’area del Foro di Traiano, e lungo la via Occidentale a Isernia, permettono un confronto animato tra due momenti della vita dell’imperatore.

Roma. Nel giorno delle Idi di Marzo (15 marzo) l’archeologa Monica Ceci, responsabile dell’Area Sacra di largo Argentina, ci porta nel luogo dell’assassinio di Giulio Cesare

Il 15 marzo del 44 a.C. uno degli episodi più celebri della storia occidentale – l’assassinio di Giulio Cesare – andò in scena in un luogo di cui ancora oggi è possibile scorgere alcune tracce. Ce ne parla in un video Monica Ceci, curatrice della sovrintendenza Capitolina e responsabile archeologa dell’Area Sacra di largo Argentina.

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Panoramica dell’Area sacra di Largo Argentina a Roma (foto roma capitale)

“Alle mie spalle – spiega – c’è un grande muro in blocchi, imponente. Ma non è certo la struttura che si nota per prima entrando nell’area sacra di Largo Argentina. Eppure fa parte di un edificio molto importante, all’interno del quale si svolsero avvenimenti decisivi per la storia di Roma. Si tratta infatti del basamento della Curia di Pompeo, dove ebbe luogo l’assassinio di Gaio Giulio Cesare durante le Idi di Marzo del 44 a.C. La vasta sala si apriva sul grandioso complesso dei portici di Pompeo e fronteggiava il teatro e il tempio di Venere vincitrice. Qui Cesare, colpito a morte dai congiurati, cade ai piedi della statua di Pompeo che troneggiava al centro della sala. La descrizione dei suoi ultimi minuti di vita è così riferita da Plutarco: Molto sangue bagnò quella statua, tanto che sembrava che Pompeo procedesse alla vendetta del suo nemico, che giaceva ai suoi piedi e agonizzava per il gran numero delle ferite”.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia incontro a partire dal libro edito da Carocci “I Fori imperiali” di Roberto Meneghini e Riccardo Santangeli Valenzani

roma_villa-giulia_i-fori-imperiali_incontro-a-partire-dal-volume_locandinaVenerdì 23 febbraio 2024, alle 17, nella sala della Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’incontro a partire dal volume edito da Carocci “I Fori imperiali” di Roberto Meneghini e Riccardo Santangeli Valenzani. Introduce Vincenzo Bellelli, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Dialogano con gli autori Carlo Pavolini, università della Tuscia, e Domenico Palombi, Sapienza università di Roma. Ingresso libero in sala fino a esaurimento posti. Per prenotazioni scrivere a presentazioni@carocci.it. Facendo ricorso alle più recenti acquisizioni degli scavi archeologici e degli studi, il volume presenta in maniera sintetica ma completa i Fori imperiali: oltre alla storia delle indagini del sito, si espongono le vicende legate alla trasformazione della sua immagine e del suo assetto urbanistico nel corso dei secoli, senza tralasciare il valore simbolico che talvolta fu attribuito ad alcuni dei complessi che vi si trovano. Particolare attenzione è riservata allo stato attuale dell’area, alla sua accessibilità e all’offerta rivolta ai visitatori in termini di fruibilità. Roberto Meneghini è stato funzionario archeologo alla sovrintendenza capitolina ai Beni culturali di Roma Capitale. Riccardo Santangeli Valenzani è professore ordinario di Archeologia medievale e di Archeologia urbana di Roma all’università Roma Tre.

Roma. Nel giardino di Villa Caffarelli realizzata la replica del Colosso di Costantino, in scala 1:1, uno degli esempi più significativi della scultura romana tardo-antica, partendo dai frammenti conservati nel cortile di Palazzo dei Conservatori ai Musei Capitolini. Il sindaco Gualtieri: “A Roma stiamo cercando di recuperare le dimensioni dell’antichità e la nostra conoscenza e percezione dei capolavori del passato”

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La riproduzione del Colosso di Costantino domina il giardino di Villa Caffarelli ai Musei Capitolini (foto musei in comune)

Tra le opere più importanti dell’antichità, con i suoi 13 metri circa di altezza, la statua colossale di Costantino (IV secolo d.C.) è uno degli esempi più significativi della scultura romana tardo-antica. Dell’intera statua, riscoperta nel XV secolo presso la Basilica di Massenzio, oggi rimangono solo pochi monumentali frammenti marmorei, ospitati nel cortile di Palazzo dei Conservatori ai Musei Capitolini: testa, braccio destro, polso, mano destra, ginocchio destro, stinco destro, piede destro, piede sinistro. Da martedì 6 febbraio 2024 nel giardino di Villa Caffarelli è possibile ammirare, in tutta la sua imponenza, la straordinaria ricostruzione del Colosso in scala 1:1, risultato della collaborazione tra la sovrintendenza Capitolina, Fondazione Prada e Factum Foundation for Digital Technology in Preservation con la supervisione scientifica di Claudio Parisi Presicce, sovrintendente capitolino ai Beni Culturali.

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I frammenti del Colosso di Costantino posizionati sulla ricostruzione digitale della statua ad opera di Factum Foundation (foto Irene Gaumé / Factum Foundation)

La replica del monumento è stata presentata al pubblico martedì 6 febbraio 2024 dal sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, dall’assessore alla Cultura di Roma Capitale Miguel Gotor, dal sovrintendente Claudio Parisi Presicce, dal componente del Comitato di indirizzo di Fondazione Prada Salvatore Settis, e da Adam Lowe, della Factum Foundation for Digital Technology in Preservation. Il progetto è promosso da Roma Capitale, assessorato alla Cultura, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e realizzato in collaborazione con Fondazione Prada che ha presentato per la prima volta l’opera a Milano dal 17 novembre 2022 al 27 febbraio 2023, in occasione della mostra “Recycling Beauty” a cura di Salvatore Settis e Anna Anguissola con Denise La Monica. “A Roma stiamo cercando di recuperare le dimensioni dell’antichità e la nostra conoscenza e percezione dei capolavori del passato, di cui conserviamo tracce e frammenti”, spiega il sindaco Roberto Gualtieri. “Lo abbiamo fatto poco tempo fa con il Museo della Forma Urbis, lo facciamo andando in profondità con gli scavi della Metropolitana, lo facciamo attraverso l’anastilosi della Basilica Ulpia e adesso rendendo fruibile da tutti questa statua colossale, sia per essere ammirata in sé, sia per essere una porta di accesso a quello scrigno di tesori che è il Colle Capitolino e che sono i Musei Capitolini. Voglio davvero ringraziare tutti quelli che hanno reso possibile questa creazione e questa ricostruzione che contribuisce a farci comprendere meglio il passato e quindi a capire meglio chi siamo”.

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La riproduzione del Colosso di Costantino domina il giardino di Villa Caffarelli ai Musei Capitolini (foto musei in comune)

L’allestimento del Colosso a Villa Caffarelli. Il Giardino di Villa Caffarelli, dove orai la riproduzione integrata in scala 1:1 del Colosso di Costantino è allestita, insiste in parte sull’area occupata dal Tempio di Giove Ottimo Massimo, che un tempo ospitava la statua di Giove, la stessa forse da cui il Colosso fu ricavato o che comunque ne costituisce il modello di derivazione. I resti del tempio sono oggi visibili all’interno dell’Esedra di Marco Aurelio.

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Terrecotte architettoniche dalla via Latina: la Triade Capitolina – Giove, Giunone, Minerva (inizi I secolo a.C.) conservata ai Musei Capitolini (foto zetema)

Il tempio fu dedicato nel 509 a.C. dal primo console della Repubblica, M. Horatius Pulvillus, alla triade capitolina: Giove, Giunone, Minerva. La prima statua di culto di Giove era in terracotta ed era opera dello scultore Vulca di Veio. Quest’ultima venne sostituita, nel 69 a.C., in occasione della ricostruzione promossa da Silla, con una nuova statua ispirata al celebre Zeus di Olimpia di Fidia: seduto in trono, il torso scoperto, un mantello a coprire le gambe. Dopo l’incendio dell’80 d.C., durante il regno dell’imperatore Tito, si intraprende un ulteriore rifacimento, concluso da Domiziano, suo fratello e successore. Anche in questo caso, le statue di culto di Giove, Giunone e Minerva furono sostituite. Per il Giove Capitolino il modello è sempre la statua di Fidia, riprodotta come acrolito in marmo. Del tempio di Domiziano si conserva ormai ben poco, ma la fastosa decorazione del frontone è documentata da un celebre rilievo storico oggi ai Musei Capitolini, proveniente da un monumento onorario di Marco Aurelio e raffigurante il sacrificio al tempio di Giove Capitolino. Tra il 217 e il 222 d.C., un fulmine danneggiò gravemente la statua di Giove. Tale evento potrebbe avere creato il presupposto per il suo riutilizzo per celebrare il nuovo imperatore Costantino agli inizi del IV secolo d.C. Quale che sia la statua rilavorata per la realizzazione del Colosso, Costantino si appropria comunque di uno dei simboli della religione romana per legittimare la sua ascesa al potere, collocandolo in una sede di grande significato: la basilica di Massenzio lungo la Via Sacra, l’ultimo monumento architettonico pubblico di carattere civile realizzato a Roma antica.

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Il colosso di Costantino nel cortile dei musei Capitolini a Roma (foto graziano tavan)

Il Colosso di Costantino. Dalla fine del Quattrocento il cortile del Palazzo dei Conservatori ospita nove frammenti in marmo pario di una delle statue più imponenti di Roma antica, il Colosso di Costantino (306-337 d.C.), imperatore a cui si devono iniziative che avrebbero profondamente modificato l’Impero Romano: il riconoscimento ufficiale della religione cristiana (313 d.C.) e il trasferimento della capitale da Roma a Costantinopoli (326 d.C.). Il ritratto è rimasto senza una identità certa fino alla fine dell’Ottocento, quando fu correttamente identificato con l’imperatore Costantino. Successivi studi hanno permesso di riconoscere sicuri segni di rilavorazione, soprattutto in corrispondenza del mento e del sottogola, a indicare che il personaggio originariamente raffigurato avesse la barba. Il Colosso è dunque il risultato del riadattamento di una statua più antica. Secondo una recente ipotesi di lavoro si potrebbe trattare della statua di culto di Giove Ottimo Massimo, collocata all’interno del tempio a lui dedicato sul Campidoglio, il più importante della romanità. In ogni caso, essa, nota da diverse repliche o imitazioni, dovette costituire il modello per la realizzazione del Colosso di Costantino. Una delle sue riproduzioni più fedeli in formato ridotto, databile in età flavia (69-96 d.C.), è quella conservata oggi all’Ermitage di San Pietroburgo. La statua è un acrolito, con le parti nude realizzate in marmo, montate su una struttura portante rivestita da panneggi in bronzo dorato o in preziosi marmi colorati. Il dio, seduto in trono, è avvolto in un mantello che lascia scoperti il torso, le braccia e il ginocchio. Quest’ultimo è un motivo iconografico di tradizione omerica associato quasi esclusivamente all’immagine di Giove e successivamente degli imperatori, che ad essa si ispira come segno della devozione rivolta a loro dai sudditi. Con il ginocchio nudo, Giove si mostra su monete e medaglioni di epoca immediatamente pre-costantiniana, con dedica a Iuppiter Conservator. Nel 312 d.C., dopo la vittoria su Massenzio al Ponte Milvio, Costantino diventa il padrone assoluto della parte occidentale dell’impero e di Roma. A questi anni iniziali del suo regno risalirebbe la realizzazione del Colosso, che, nella sua fissità ieratica, costituisce una delle manifestazioni più impressionanti dell’arte costantiniana. La celebrazione dell’imperatore avviene dunque attraverso il reimpiego di una statua colossale già esistente, raffigurante un imperatore o una divinità, quale Giove Ottimo Massimo. Attraverso di essa Costantino si mostra come comes (compagno) degli dèi e la natura stessa del suo potere si manifesta come divina.

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Basilica di Massenzio, navata settentrionale: il nicchione centrale, opposto al nuovo ingresso, fu dotato di un’ abside sul fondo, coperta da una semi-cupola e con le pareti arricchite da nicchie destinate ad ospitare statue su due ordini. Sul fondo dell’abside era realizzato un podio in muratura destinato ad ospitare il tribunal dei giudici (foto PArCo)

Le vicende dei frammenti. Il trasferimento della maggior parte dei frammenti del cortile del Palazzo dei Conservatori in Campidoglio risale al 1486. L’eccezionale scoperta avvenne in un edificio al tempo identificato con il Templum Pacis, correttamente riconosciuto, agli inizi dell’Ottocento, come la basilica eretta nel 308 d.C. da Massenzio lungo la Via Sacra, poi dedicata da Costantino dopo la vittoria del Ponte Milvio del 312 d.C. Un ulteriore frammento, rinvenuto nel 1951, è in procinto di essere trasferito dai depositi del parco archeologico del Colosseo al Campidoglio.

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I bronzi del Laterano nell’esedra di Marco Aurelio ai musei Capitolini: la testa, la mano e il globo del colosso di Costantino (foto Zeno Colantoni)

Il carattere eccezionale del ritrovamento indusse ad acquisire i frammenti nel cortile del Palazzo, al tempo sede dei Conservatori, la più importante magistratura capitolina, che già ospitava il prezioso nucleo dei bronzi antichi, tra cui la celebre Lupa e i frammenti del colosso di Costantino in bronzo, donati al Popolo romano da papa Sisto IV nel 1471. L’evento è ricordato da un’importante iscrizione murata nel cortile del Palazzo dei Conservatori sormontata dagli stemmi del senato romano, di papa Innocenzo VIII (reg. 1484 – 1492) e del cardinale Raffaele Riario. Disegni e stampe realizzati sin dalla prima metà del Cinquecento costituiscono preziose testimonianze del modo in cui, nel corso dei secoli, sia mutato l’allestimento dei frammenti, ben presto divenuti simbolo stesso della maestà perduta e recuperata di Roma.

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Ricostruzione del Colosso di Costantino: i rappresentanti di Factum Foundation, Sovrintendenza Capitolina e Fondazione Prada nel workshop di Factum Foundation (foto factum foundation)

Il progetto di ricostruzione della statua colossale di Costantino è partito da un importante lavoro di analisi archeologica, storica e funzionale dei frammenti, supportata dalla lettura delle fonti letterarie ed epigrafiche. I nove frammenti in marmo pario, attualmente conservati presso i Musei Capitolini, si pensava che appartenessero a una statua dell’imperatore Commodo e, data la loro eccezionale importanza, furono allestiti nel Palazzo dei Conservatori durante i lavori di ristrutturazione dello stesso eseguiti su progetto di Michelangelo tra il 1567 e il 1569. I frammenti sono stati identificati come ritratto colossale dell’imperatore Costantino solo alla fine dell’Ottocento. Lo studio archeologico dei frammenti ha permesso di ipotizzare che il Colosso fosse seduto e che fosse realizzato come acrolito, ovvero con le parti nude in marmo bianco e il panneggio in metallo o in stucco dorato. Secondo uno schema iconografico tipico del tempo, che assimilava l’imperatore alla divinità, Costantino è rappresentato come Giove con la parte superiore del corpo scoperta e il mantello adagiato sulla spalla; il braccio destro che impugna lo scettro ad asta lunga e la mano sinistra che sorregge il globo.

Colossus of Constantine

La ricostruzione del Colosso di Costantino a cura di Factum Foundation (foto factum foundation)

A fine marzo 2022 un team della Factum Foundation ha trascorso tre giorni nel cortile dei Musei Capitolini per scansionare i frammenti presenti con la tecnica della fotogrammetria. Ogni frammento è stato modellato in 3D e posizionato sul corpo digitale della statua creata utilizzando come esempio iconografico altre statue di culto di età imperiale in pose simili, tra cui la colossale statua di Giove (I secolo d.C.) conservata al Museo statale Ermitage di San Pietroburgo, probabilmente ispirata allo Zeus di Olimpia ad opera di Fidia e la grande copia in gesso della statua dell’imperatore Claudio, ritratto come Giove, allestita al Museo dell’Ara Pacis. I dati digitali sono stati stampati in 3D a grandezza naturale e usati per realizzare un calco in resina rinforzata. Per le copie facsimile dei frammenti, sul calco è stato adoperato uno stucco apposito, dipinto per suggerire l’effetto del marmo pario invecchiato dall’esposizione agli elementi; le parti ricostruite sono state realizzate in poliuretano, rinforzato da diversi strati di resina mista a polvere di marmo e mica per ottenere un effetto marmoreo bianco neutro. I panneggi e le parti in bronzo dorato sono stati realizzati in polistirene patinato in resina e polvere di bronzo, su cui è stata applicata foglia d’oro.

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Un momento della ricostruzione del Colosso di Costantino nei giardini di Villa Caffarelli ai Musei Capitolini a Roma (foto musei in comune)

La complessa operazione di ricostruzione realizzata da Factum ha tenuto conto di molteplici fattori: il tipo di marmo delle parti originali, i restauri e le aggiunte; i dettagli del panneggio mancante e l’aspetto del bronzo dorato di cui era composto; il rapporto tra la ricostruzione e i frammenti superstiti, le condizioni di questi e la loro esatta posizione. Dopo aver ultimato il modello 3D ad altissima risoluzione, si è poi proceduto con la ricostruzione materiale del Colosso. Il Colosso originale, alto circa 13 metri, aveva una struttura interna ipoteticamente fatta di mattoni, legno, elementi in metallo. Per la ricostruzione, Factum Foundation ha fatto ricorso a una struttura portante in alluminio, che ne permette il montaggio e lo smontaggio.

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Suggestiva immagine della riproduzione del Colosso di Costantino nei giardini di Villa Caffarelli ai Musei Capitolini a Roma (foto musei in comune)

Il risultato finale permette di ammirare, in una magnifica illusione, il Colosso nel suo complesso, in cui si distinguono visivamente le “ricuciture” tra le parti ri-materializzate e le copie dei frammenti originali presenti nel cortile di Palazzo dei Conservatori.

 

Roma. Prorogata al 24 marzo la mostra “La Roma della Repubblica. Il racconto dell’archeologia” nelle sale di Palazzo Caffarelli, ai Musei Capitolini: 1800 reperti narrano caratteri e trasformazioni della società romana dagli inizi del V alla metà del I secolo a.C.

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Locandina della mostra “La Roma della Repubblica” a Palazzo Caffarelli (Musei Capitolini) dal 13 gennaio al 24 settembre 2023, prorogata al 21 gennaio 2024, e poi al 24 marzo 2024

Aperta un anno fa nelle sale di Palazzo Caffarelli, ai Musei Capitolini, la mostra “La Roma della Repubblica. Il racconto dell’archeologia”, dedicata ai caratteri e alle trasformazioni della società romana attraverso cinque secoli, dagli inizi del V alla metà del I secolo a.C., raccontati con metodi di indagine tradizionali e tecniche innovative di ricostruzione, era stata prorogata dal 24 settembre 2023 al 21 gennaio 2024 (vedi Roma. Musei Capitolini: la mostra “La Roma della Repubblica. Il racconto dell’archeologia” a Palazzo Caffarelli si arricchisce di nuovi contenuti multimediali | archeologiavocidalpassato). Ora c’è un nuovo prolungamento: il racconto della Roma repubblicana attraverso circa 1800 reperti per la maggior parte esposti per la prima volta potrà essere seguito fino al 24 marzio 2024. Secondo capitolo, dopo “La Roma dei Re” (2018), del grande ciclo “Il Racconto dell’Archeologia”, il progetto, a cura di Isabella Damiani e Claudio Parisi Presicce e promosso da Roma Capitale, assessorato alla Cultura – sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, con l’organizzazione Zètema Progetto Cultura, è basato principalmente sulle collezioni di proprietà comunale conservate nei magazzini e nei musei della Sovrintendenza.

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Allestimento di materiali dal deposito votivo di Minerva Medica, IV-I secolo a.C., conservato ai Musei Capitolini (foto zetema)

Il percorso espositivo, articolato in 3 sezioni principali, è costituito da una ricca selezione di circa 1800 opere, tra cui manufatti in bronzo, pietra locale, in rari casi marmo, soprattutto terracotta e ceramica. Elemento di notevole impatto è il colore, restituito come proposta fondata sull’analisi delle terrecotte che un’attenta opera di ricomposizione consente di attribuire ad articolati moduli decorativi.

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Terrecotte architettoniche dalla via Latina: la Triade Capitolina – Giove, Giunone, Minerva (inizi I secolo a.C.) conservata ai Musei Capitolini (foto zetema)

La quasi totalità delle opere in mostra non è solitamente esposta al pubblico; in molti casi si tratta di oggetti finora conservati nelle casse dell’Antiquarium, per la prima volta restaurati ed esibiti. Al materiale pertinente alle collezioni dell’Antiquarium si aggiunge una scelta, rilevante per qualità, di opere conservate alla Centrale Montemartini, tra le quali spiccano l’urna in marmo dall’Esquilino, la piccola scultura di capro in bronzo da via Magenta e i resti di affresco dalla cd. Tomba Arieti. Dal settore museale del Campidoglio proviene infine una selezione di ritratti di età tardo-repubblicana, in parte esposti nelle sale dei Musei Capitolini, in parte solitamente conservati nei magazzini.