Udine. A Palazzo Clabassi, sede Sabap-Fvg, presentazione del progetto “Riqualificazione del Colle del Castello di Gemona del Friuli”: un luogo ricco di evidenze di tipo architettonico, archeologico e artistico, susseguitesi nei secoli

Palazzo Clabassi, sede distaccata di Udine della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia (foto fai)
“Riqualificazione del Colle del Castello di Gemona del Friuli”: il progetto voluto dall’attuale Amministrazione comunale viene presentato mercoledì 29 novembre 2023, alle 17, a Palazzo Clabassi, sede distaccata di Udine della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia. Punto centrale dell’intervento è il rapporto di interdisciplinarietà fra i vari ambiti scientifici della Soprintendenza applicati al sito dell’ex ospizio di via Altaneto, un contesto di assoluta rilevanza nel nucleo urbano di Gemona del Friuli, collocato in posizione terrazzata sul Colle del Castello all’interno della prima cinta muraria (fine del X-inizio XI sec.). La stretta vicinanza con lo stesso insediamento fortificato rende infatti il luogo ricco di evidenze di tipo architettonico, archeologico e artistico, susseguitesi nei secoli. L’attività svolta, seguita e gestita dai funzionari referenti della SABAP FVG per il Comune di Gemona del Friuli, avvalendosi di professionisti esterni, è stata incentrata su indagini preventive e saggi stratigrafici propedeutici alla redazione del progetto di messa in sicurezza delle murature del sito interessato dall’intervento. Con l’occasione verrà anche presentato il progetto generale di riqualificazione del Colle del Castello di Gemona del Friuli che interessa un’area importante del contesto urbano comunale: all’interno del piano di lavoro la SABAP FVG si sta al momento occupando, con un finanziamento del MIC e in accordo col Comune, degli interventi di messa in sicurezza delle murature residue e dell’apparato decorativo superstite dell’ex casa per anziani di Via Altaneto, dopo un primo intervento in somma urgenza per la messa in sicurezza dei lacerti di affresco avvenuto ad inizio 2021, all’interno dell’attività di tutela condotta dalla Soprintendenza sul territorio di competenza.
PROGRAMMA. Alle 17, saluti istituzionali: Andrea Pessina, soprintendente ad interim Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia e direttore segretariato regionale del MiC per il Friuli Venezia Giulia; Roberto Revelant, sindaco del Comune di Gemona del Friuli. Introduce Vincenzo Giampaolo, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, responsabile area funzionale Patrimonio architettonico. Interventi: Sandro Pittini, architetto libero professionista, “Il Colle del Castello di Gemona: ipotesi di progetto”; Davide Casagrande, archeologo titolare della ditta Intercultura, “Strutture murarie e indagini preventive: il sito dell’ex Ospizio di Via Altaneto a Gemona”; Stefano Forte, architetto libero professionista, “La messa in sicurezza delle strutture murarie del sito dell’ex Ospizio di Via Altaneto a Gemona”.

La storia del sito dell’ex ospizio di via Altaneto. Numerosi sono gli elementi di importanza archeologica, storico-artistica e architettonica: non solo le mura storiche, la cui tecnica costruttiva è confrontabile con quella dell’antica cortina difensiva, ma anche la presenza di intonaci e affreschi con motivi decorativi databili tra la fine del Trecento e gli inizi del Quattrocento, la riscoperta di un pregevole affresco gotico, rappresentante una Madonna con il Bambino con l’immagine di Santa Dorotea, la cui attestazione iconografica potrebbe rivelarsi una testimonianza di straordinario valore per individuare l’omonima chiesetta castellana documentata dalle fonti (tra cui un atto notarile del 1343) e fino ad oggi creduta distrutta. A metà Ottocento, in corrispondenza dell’area di Via Altaneto, alcuni degli edifici, con orti annessi, situati alla base del Castello e che presumibilmente ne facevano parte integrante, furono unificati all’interno di un’unica proprietà privata. Nei primi decenni del Novecento il vicino Ospedale afferente alla Confraternita di S. Michele Arcangelo acquistò i terreni, le case e le proprietà limitrofe destinando proprio quest’area all’accoglienza e ricovero di persone anziane, funzione mantenuta fino ai sismi del 1976. Come conseguenza di questi, l’intero complesso di edifici subì crolli delle coperture e di parte delle murature, in seguito ai quali venne attuata la chiusura e il conseguente abbandono del luogo. Nonostante l’interesse per il ripristino manifestato nella proposta progettuale di ricostruzione del 1989 da parte degli architetti Alessandro Copetti e Alberto Della Stua e la dichiarazione di interesse culturale del 2006 riguardante l’intera area, il sito è rimasto allo stato di rudere e al suo interno conserva ancora le proprie macerie. Gli affreschi e i lacerti, le policromie di Santa Dorotea raffigurata su fondo azzurro con un cesto di fieri e frutta hanno permesso di ipotizzare l’esistenza di un ciclo pittorico più ampio che deve ancora essere conosciuto, indagato e conservato. Il progetto di messa in sicurezza delle murature ha tenuto conto delle risultanze delle indagini archeologiche e dei saggi stratigrafici effettuati da restauratori abilitati.
Aquileia. Bilancio finale positivo dell’Aquileia Film Festival: l’archeologia al cinema conquista il pubblico anche in streaming e vince il maltempo. E ci sono già le date per il 2024

Piazza Capitolo gremita nell’ultima sera dell’Aquileia Film Festival 2023 (foto g. tomasin)
L’interesse del pubblico per l’archeologia al cinema vince anche il maltempo: così il bilancio della XIV edizione dell’Aquileia Film Festival è più che positivo con 13.371 spettatori (utenti unici) collegati da 19 Paesi in diretta nelle sei serate del festival, e 98% il riempimento dei posti in piazza nelle tre serate risparmiate dalla pioggia. E già gli organizzatori danno l’appuntamento agli appassionati per l’edizione XV dell’Aquileia Film Festival dal 30 luglio al 2 agosto 2024.

Frame del film “Le donne di Pasolini” del regista Eugenio Cappuccio (foto fondazione aquileia)
L’Aquileia Film Festival, la rassegna di cinema arte e archeologia organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm in collaborazione con Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio del FVG, Basilica di Aquileia, PromoTurismoFvg, direzione regionale Musei FVG e museo Archeologico nazionale di Aquileia, Scuola mosaicisti del Friuli e il sostegno della Famiglia Mattiussi, si è chiuso con un’emozionante serata condotta da Elena Commessatti dedicata a “Le donne di Pasolini” che ha visto come ospiti la produttrice del film Gloria Giorgianni, l’attrice Anna Ferruzzo e il regista Eugenio Cappuccio.

Diretta streaming dalla domus di Tito Macro con Licia Colò, conduttrice di “Eden, un pianeta da salvare” e autrice televisiva, intervistata da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva (foto g. tomasin)
“Sei serate tra archeologia, storia, letteratura, grande cinema e ospiti importanti, che hanno registrato quasi sempre il tutto esaurito”, sottolinea Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia, “anche se quest’anno il meteo ha condizionato la diretta dalla piazza e siamo stati costretti ad annullare per allerta tre serate live andando in onda in diretta streaming dalla Domus e Palazzo episcopale e dalla domus di Tito Macro.

Aquileia Film Festival: da sinistra, Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia; Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia; ed Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia (foto g. tomasin)
Il pubblico ci ha comunque premiato con tre serate in piazza che ci hanno fatto sentire la vicinanza del pubblico e hanno registrato 2200 spettatori e il 98% di riempimento della capienza totale ma il dato straordinario, che ci conferma una volta in più quanto forte sia l’interesse del pubblico per le proposte culturali, è la piazza virtuale, collegata in diretta streaming tutte le sei serate, che ha totalizzato 13.371 utenti unici collegati da 19 Paesi: Italia in testa, a seguire Argentina, Austria, Belgio, Canada, Svizzera, Rep. Ceca, Germania, Danimarca, Egitto, Finlandia, Francia, Inghilterra, Irlanda, Moldavia, Olanda, Svezia, Turchia, Usa. L’85% degli spettatori ha seguito tutta la serata a conferma di un pubblico vasto e interessato ai temi proposti. Il dato è eccezionale – continua -, considerato che siamo andati in onda solo in lingua italiana, e ringraziamo per questo, oltre alla stampa e ai media che ci hanno seguito con grande attenzione, anche la collaborazione con Ente Friuli nel mondo e con i partner che hanno diffuso la promozione dell’evento attraverso i loro canali – l’Istituto italiano di cultura di Vilnius, le reti dei cammini – Rotta dei Fenici, Iter Romanum, Romea Strata – Git Grado, Cassa Rurale Fvg, Associazione imprenditori di Aquileia, Pro Loco Aquileia, Associazione nazionale per Aquileia, Consorzio Welikebike, Italiafestival”.
Trieste. Archeologia di emergenza: durante la riparazione della rete idrica in piazza della Repubblica emerse tracce della Tergeste tardo-antica

Tracce archeologiche nel cantiere per la riparazione della rete idrica in piazza della Repubblica a Trieste (foto sabap-fvg)
Intonaco dipinto, anfore, ceramica sigillata e laterizi, databili in via preliminare al IV-V secolo d.C.: tracce della Tergeste tardo-antica sono emerse alcune settimane fa in piazza della Repubblica, a Trieste, in corrispondenza di via Mazzini, durante i lavori condotti da AcegasApsAmga S.p.A. per la riparazione di una condotta della rete idrica. A seguito dell’emergenza, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio FVG in accordo con AcegasApsAmga S.p.A. ha coordinato le verifiche archeologiche necessarie per le quali è stata incaricata la ditta archeologica Archeotest S.r.L. che ha svolto il controllo dello scavo e gli opportuni approfondimenti stratigrafici. I lavori condotti in stretta sinergia hanno permesso di realizzare un’investigazione archeologica mirata, senza incidere sui tempi tecnici necessari all’intervento di messa in sicurezza e di ripristino dell’area. Il rapporto di cooperazione tra la Soprintendenza e AcegasApsAmga è attivo da tempo e negli ultimi anni ha già permesso di svelare numerosi ritrovamenti archeologici nel centro storico triestino, come avvenuto per gli scavi in via San Michele o in via del Castello nel 2021.

Frammenti di ceramica sigillata dal cantiere AcegasApsAmga in piazza della Repubblica a Trieste (foto sabap-fvg)
Le indagini hanno rivelato la presenza di strutture e materiali archeologici, tra i quali frammenti di intonaco dipinto, di anfore, ceramica sigillata e laterizi, databili in via preliminare al IV-V secolo d.C. Il livello individuato, di frequentazione tardoantica o successiva, ricopre uno strato di distruzione con tracce della precedente occupazione di età romana. Questi ritrovamenti possono essere messi in relazione con quanto emerso all’inizio del Novecento tra via Santa Caterina e il “Palazzo della R.A.S.”: tracce di una strada lastricata in arenaria, resti di un edificio di culto dedicato alla Bona Dea e di abitazioni con pavimenti a mosaico e in cocciopesto, tutti riferibili all’età romana. Le verifiche archeologiche condotte in via Mazzini, seppure in un cantiere di difficile gestione e in un contesto stratigrafico fortemente rimaneggiato da precedenti lavori per la realizzazione di reti di servizi e altre infrastrutture, permettono dunque di aggiungere un importante tassello nella comprensione della Tergeste antica. I dati emersi infatti confermano la presenza di una stratigrafia archeologica ancora ben conservata pertinente all’insediamento di età romana, tardoantica e medievale in aree dove a seguito dei lavori di urbanizzazione della città moderna, susseguitesi a partire dall’Ottocento, si pensava perduta ogni traccia del passato. La collaborazione tra i diversi Enti conferma come sia possibile dimostrare in un campo seppur molto complesso, come quello dell’archeologia urbana, attenzione e rispetto per il territorio e la sua storia celata nel sottosuolo, senza andare a discapito dell’efficienza e delle tempistiche degli interventi, anche quelli d’urgenza, fornendo un’importantissima occasione per la ricostruzione del passato.
Aquileia (Ud). Assegnato al film “Baia, la città sommersa” il premio Aquileia della XIV edizione dell’Aquileia Film Festival. Protagonista negativo il maltempo. Successo dello streaming

Piazza Capitolo piena di gente per la serata del 2 agosto dell’Aquileia Film Festival (foto fondazione aquileia)

Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, sul palco dell’Aquileia Film Festival (foto fondazione aquileia)
Con l’assegnazione del Premio Aquileia si è conclusa venerdì 4 agosto 2023 la prima parte della XIV edizione dell’Aquileia Film Festival, la rassegna internazionale di cinema archeologico organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm in collaborazione con Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, soprintendenza Archeologia Belle arti Paesaggio del FVG, Basilica di Aquileia, PromoTurismoFvg, direzione regionale Musei FVG e museo Archeologico nazionale di Aquileia e il sostegno della Famiglia Mattiussi. Quattro serate caratterizzate purtroppo dal maltempo (straordinaria per partecipazione e location solo la serata di mercoledì 2 agosto 2023, graziata da Giove Pluvio, con l’intervento di Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia). Ma la partecipazione in streaming ha confermato il gradimento del pubblico.

Frame del film “Baia. La città sommersa” di Marcello Adamo
Il vincitore di questa XIV edizione dell’Aquileia Film Festival è “Baia, la città sommersa” (Italia, 52’), una produzione di Marcello Adamo (Filmare Entertainment) e Gioia Avantaggiato (AG&A Productions), consulenza scientifica di Gennaro di Fraia. Un team di restauratori unico al mondo, ha l’arduo compito di restaurare e preservare il più grande sito archeologico sommerso del pianeta a pochi chilometri da Napoli: Baia la città del lusso e del piacere edonistico dei nobili romani. Il Premio Aquileia, un mosaico realizzato dagli allievi della prestigiosa Scuola Mosaicisti del Friuli è stato consegnato dal presidente della Fondazione Aquileia Roberto Corciulo a Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, che lo porterà al regista vincitore che non era presente alla serata.

Frame del film “I misteri della grotta Cosquer” di Marie Thiryel
Il secondo posto viene assegnato a “I misteri della grotta Cosquer / The Mysteries of Cosquer Cave” (Francia, 56’) di Marie Thiry, una produzione di Stéphane Millière, Gedeon Programmes e con la consulenza scientifica di Luc Vanrell. A più di 35 metri sotto il mare, nel Parco Nazionale dei Calanchi, si nasconde l’ingresso di uno dei più grandi capolavori dell’arte rupestre: la grotta Cosquer. Poco nota, in quanto accessibile solo ai subacquei, questa incredibile grotta custodisce dipinti di 27.000 anni. Oggi è però minacciatadall’innalzamento delle acque. Il film ripercorre l’incredibile storia di una delle grotte dipinte più importanti d’Europa.

Frame del film “I fratelli Champollion. Nel mistero dei geroglifici” di Jacques Plaisant
Il terzo posto a “I fratelli Champollion. Nel mistero dei geroglifici” (Francia, 52’) di Jacques Plaisant, produzione Tournez s’il vous plait, Agnès & Christie Molia; consulenza scientifica Karine Madrigal, Vincent Rondot. Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della storia dell’umanità. Ciò che è poco noto è che dietro questo genio si nasconde un uomo nell’ombra: Jacques-Joseph, il fratello maggiore della famiglia Champollion. Il recente studio degli archivi di famiglia getta nuova luce sull’avventura intellettuale della decifrazione.
Aquileia. Al via “Suggestioni archeologiche” al museo Archeologico nazionale sul tema “Da Aquileia a Grado: archeologia tra città, laguna e mare”. Si inizia con le nuove scoperte di relitti nella laguna di Grado
Ad Aquileia è tutto pronto per le “Suggestioni Archeologiche” 2023. Comincia giovedì 6 luglio 2023, alle 17.15, la tradizionale rassegna estiva di conferenze a tema archeologico organizzate dal museo Archeologico nazionale di Aquileia in collaborazione con l’Associazione nazionale per Aquileia. Il tema approfondito nel corso degli incontri di quest’anno sarà “Da Aquileia a Grado: archeologia tra città laguna e mare” e vedrà anche la partecipazione della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del FVG, che ha la direzione scientifica degli scavi, e della Fondazione Aquileia. Gli interventi degli esperti coinvolti consentiranno di esplorare la storia dell’antico scalo portuale di Grado nei suoi rapporti con la città di Aquileia e con il complesso sistema di approdi ad essa connesso. Sarà un’occasione per aggiornare il pubblico sulle scoperte archeologiche degli ultimi anni, che stanno arricchendo il quadro della laguna di nuovi dettagli sulla frequentazione di tutta l’area e sulla fitta rete di vie di acqua e di terra che costituivano uno degli empori più vivaci del mondo antico: Aquileia porta del Mediterraneo resta una delle sezioni espositive più significative del rinnovato percorso museale. Tutte le conferenze, a ingresso gratuito, si terranno al museo Archeologico e saranno seguite da un momento conviviale con degustazione di sapori del territorio offerto dal Comune di Aquileia con l’Associazione Imprenditori di Aquileia “Aquileia te salutat”. Per partecipare è consigliata la prenotazione scrivendo a bookshopmanaquileia@gmail.com o telefonando al numero 0431 91016 (da martedì a domenica dalle 10 alle 18).
IL PROGRAMMA Si inizia giovedì 6 luglio 2023, alle 17.15, con “Aquileia e il mare: nuovi relitti e spunti di ricerca”: Giorgia Musina, della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del FVG, e Massimo Capulli, dell’università di Udine, faranno esplorare i fondali della laguna di Grado svelandoci le novità delle ultime scoperte archeologiche. Ci sarà tempo anche per un brindisi all’ombra del cedro, offerto da Aquileia te Salutat e Comune di Aquileia. Gli appuntamenti continueranno nei successivi giovedì di luglio, sempre alle 17.15: GIOVEDI’ 13 LUGLIO, Giorgia Musina (SABAP FVG) e Dario Gaddi (Archeotest s.r.l.) su “Aquileia e Grado: nuovi scavi nel castrum”; GIOVEDI’ 20 LUGLIO, Cristiano Tiussi (Fondazione Aquileia) su “Gli scavi della Fondazione Aquileia nel porto fluviale: le nuove scoperte”; GIOVEDI’ 27 LUGLIO, Luca Villa (Associazione Nazionale per Aquileia) su “Splendidae Ecclesiae. Monumenti cristiani di Aquileia e Grado (Nova Aquileia)”.
Farra d’Isonzo (Go). Al museo di Documentazione della Civiltà contadina friulana esposti per la prima volta alcuni blocchi del ponte romano alla Mainizza nella mostra “Percorsi di Pietra”, primo passo verso la realizzazione di un vero e proprio museo archeologico

I blocchi in pietra del basamento del ponte romano della Mainizza a Farra d’Isonzo (Go) affiorano quando il fiume è in secca (foto società archeologica friulana)
In località Mainizza di Farra d’Isonzo (Go) un grande ponte attraversava il fiume Isonzo in età romana. Il ponte si trovava sull’antica via di collegamento tra Aquileia ed Emona (attuale Ljubljana) e i suoi resti emergono periodicamente dalle ghiaie del fiume. Presso il ponte doveva sorgere anche una “mansio” (stazione di posta) e un piccolo centro abitato. Dal 24 giugno al 17 dicembre 2023 alcune delle pietre che componevano questo ponte, conservate da molti anni a Farra d’Isonzo, saranno esposte per la prima volta nella mostra archeologica “Percorsi di Pietra – Verso il museo Archeologico di Farra d’Isonzo”, realizzata dall’associazione culturale Lacus Timavi di Monfalcone al museo di Documentazione della Civiltà contadina friulana di Farra d’Isonzo , nell’ambito del progetto Strade & Incanti, in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia. Anche Fondazione Aquileia ha collaborato per la realizzazione dell’inedito percorso espositivo, fornendo le ricostruzioni 3D del ponte e della stazione di sosta, importanti tasselli di storia che si intrecciano con quella di Aquileia. Grazie ad alcuni pannelli esplicativi il visitatore può ottenere informazioni sulle principali evidenze archeologiche dell’area. Si tratta del primo passo verso la realizzazione di un vero e proprio museo archeologico che saprà raccogliere e valorizzare tutto il ricco patrimonio antico di questo territorio. L’inaugurazione della mostra è prevista per sabato 24 giugno 2023, alle 18, al museo di Documentazione della Civiltà contadina friulana di Farra d’Isonzo, in strada della Grotta 8.

Ricostruzione del ponte romano sull’Isonzo alla Mainizza (foto fondazione aquileia)

Ricostruzione del ponte romano sull’Isonzo alla Mainizza (foto fondazione aquileia)
“Se proviamo a immaginare il territorio di Farra d’Isonzo in età romana, 2000 anni fa”, spiegano all’associazione Lacus Timavi, “dobbiamo pensare a un paesaggio umano e naturale molto diverso da quello odierno. Un elemento soltanto, oggi come allora, non ha mutato il suo impatto sull’ambiente intorno a noi: l’Isonzo con le sue acque turchesi, un tempo forse più tumultuose, lambisce le opere della natura e dell’uomo e ci racconta una storia affascinante. Durante il periodo romano per permettere ad una importante strada di superare la sua corrente impetuosa e il suo largo alveo qui venne realizzato un grande ponte, che più volte andò in rovina e fu ricostruito. In uno dei restauri vennero riutilizzate le lapidi di un’area funeraria, ormai in disuso, posta nelle vicinanze. Accanto al ponte sorgeva una stazione di sosta, indispensabile per chi affrontava il lungo viaggio sul percorso che da Aquileia portava all’antica Lubiana (Emona) e nei dintorni, probabilmente, si estendeva un piccolo abitato”.

Ricostruzione della mansio nei pressi del ponte romano sull’Isonzo alla Mainizza (foto fondazione aquileia)
“Tutto quel brulicare di vita – continuano – oggi non lo percepiamo più, ma è proprio per questo che è stata allestita la mostra Percorsi di Pietra. Al centro della sala, infatti, è ricostruito un piccolo segmento di strada con fondo in ghiaia su cui si affacciano alcuni monumenti sepolcrali in pietra, decorati o iscritti. Davanti ad essi ci trasformiamo nei viandanti che transitavano lungo la strada, passando attraverso la necropoli che era ubicata, come di norma, fuori dal contesto abitato. Ognuna di queste lapidi ci racconta una storia, ci narra qualcosa del defunto a cui era stata dedicata e ci aiuta a far rivivere vicende così lontane e così vicine a noi. L’esposizione è intesa come prima tappa verso la realizzazione dei un museo dedicato allo straordinario complesso archeologico della Mainizza in Farra d’Isonzo”.
Padova. “Archeologia Urbana – Dallo scavo alla valorizzazione”: giornata di studi in onore di Marisa Rigoni promosso dalla Società Archeologica Veneta. Il programma
“Archeologia Urbana – Dallo scavo alla valorizzazione”: giornata di studi giovedì 8 giugno 2023, dalle 9.30, a Palazzo Zacco Armeni – Circolo Unificato dell’Esercito, in piazza Prato della Valle a Padova, evento promosso dalla Società Archeologica Veneta, con la partecipazione della nostra soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso e di quelle per le province di Verona Vicenza e Rovigo e del Friuli Venezia Giulia. L’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione, ha lo scopo di far incontrare le varie realtà del panorama scientifico, istituzionale e ministeriale sul tema specifico dell’archeologia urbana, condividendo esperienze, progetti e riflessioni. Quest’anno l’evento è dedicato ad una persona significativa nella storia dell’ente organizzatore (Società Archeologica Veneta Odv): Marisa Rigoni. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria (posti limitati – scrivere a archeologicaveneta@gmail.com). Programma: alle 9.30, saluti istituzionali; 9.40, inizio lavori, chairman Vincenzo Tinè, soprintendente ABAP Padova. Interventi: Giulia Pelucchini su “Alle porte di Vicetia: dati archeologici recenti sulla cintura extraurbana”; Cinzia Rossignoli, Sara Emanuele e Federica Santinon su “Recupero e restauro di un gruppo di lamine in bronzo figurate da scavi di un metanodotto a Quinto Vicentino”; Chiara D’Incà, David J. Hosking su “Il battistero romanico della cattedrale di Feltre: i resti archeologici”; Maria Cristina Vallicelli, Claudia Pizzinato su “Oderzo, la necropoli romana di via Girardini e Tonello: dallo scavo alla valorizzazione”. Alle 11.15, coffee break. A seguire: Cristina Bassi su “La casa romana di via A. Rosmini a Trento. Tutela e valorizzazione di un sito dal 1954 ad oggi”; Patrizia Basso su “Aquileia: le mura e il mercato tardoantichi”; Simonetta Bonomi su “L’area archeologica di via dei Capitelli a Trieste”. Alle 13.15, lunch break. Alle 14.25, ripresa lavori, chair Simonetta Bonomi. Interventi: Elisa Possenti su “Le due civitates di Trincto.inia e Tredentem dell’Anonimo Ravennate”; P. Donat, L. Mandruzzato, F. Oriolo, S. Vitri su “La ripresa delle indagini nella basilica di Iulium Carnicum: dati per la restituzione delle ultime fasi di frequentazione”; Annachiara Bruttomesso su “Il Museo Zannato di Montecchio Maggiore e Sistema Museale Agno Chiampo”. Alle 16, .00 coffee break. A seguire: Emanuela Gilli su “Un museo e il suo territorio tra tutela, conservazione ed educazione. I primi 40 anni del Museo Civico di Montebelluna”; Viviana Frisone, Elena Marzola, Giulia Pelucchini su “L’antefissa fittile della Potnia Theron di Vicenza: un reperto restituito alla comunità”; Loretta Zega su “Riflessioni sul restauro, la valorizzazione e la manutenzione delle aree archeologiche: una questione di metodo”. Alle 17.45, Giulio Carraro, Arturo Zara su “La nuova collana editoriale R.I.S.A.”. Alle 18, chiusura lavori.
Ovaro (Ud). Nell’ambito della X Settimana della Cultura friulana, due incontri sulle recenti scoperte archeologiche: due ponti in pietra e un masso con iscrizioni venetiche

I due ponti in pietra affioranti nei lavori all’ingresso della Cartiera di Ovaro (Ud) (foto sabap-fvg)
Scoperte archeologiche a Ovaro. Nell’ambito della X edizione della Settimana della Cultura Friulana, promossa dalla Società Filologica Friulana, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia propone due incontri dedicati alle testimonianze archeologiche nel territorio di Ovaro (Ud) nella sala Convegni del Complesso turistico/ambientale di Aplis.
La prima conferenza, dal titolo “Due ponti, una strada: tracce di una storia sepolta a Ovaro”, si terrà sabato 27 maggio 2023, alle 17, e sarà occasione per parlare del rinvenimento di due ponti in pietra, due manufatti appoggiati l’uno all’altro e impostati sulla roccia affiorante che sono stati messi in luce durante la realizzazione della rotatoria in corrispondenza dell’accesso alla cartiera di Ovaro. Intervengono Luca Vittori (FVG Strade S.p.A.), Roberto Micheli (archeologo – soprintendenza ABAP FVG), Raffaella Bortolin (archeologa), Angela Coiutti (FVG Strade S.p.A.), Giovanni Sandre (FVG Strade S.p.A.). Per consentire il prosieguo dei lavori della rotatoria, i due ponti sono stati smontati con criteri scientifici e tutte le operazioni sono state documentate con tecnica archeologica. Durante il pomeriggio saranno presentati i risultati e contestualmente analizzate problematiche dell’intervento archeologico, cercando di fornire un’interpretazione storica e una loro attribuzione cronologica: al momento infatti si può solo affermare che siano sicuramente precedenti al XX secolo. L’evento sarà anche occasione per esporre in anteprima il progetto di valorizzazione dei resti dei due ponti, in corso di elaborazione da parte di FVG Strade S.p.A. in accordo con la Soprintendenza ABAP FVG e il Comune di Ovaro.
Seguirà, nella stessa sede, alle 18.15, il secondo incontro dal titolo “La montagna iscritta: il masso con le iscrizioni venetiche di Mione di Ovaro”, nel quale verrà presentata la recente scoperta avvenuta nella frazione di Mione di Ovaro di un masso inciso, posto a circa 1600 metri di quota e recante alcune iscrizioni venetiche. Si tratta di un rinvenimento di grande importanza per la conoscenza della diffusione della lingua venetica in Friuli e la comprensione dei percorsi antichi e della viabilità in alta montagna. Conferenza di Roberto Micheli (archeologo – soprintendenza ABAP FVG) e di Anna Marinetti (dipartimento di Studi umanistici – università Ca’ Foscari Venezia). Lo studio di questo ritrovamento offrirà l’occasione per proporre un tema molto dibattuto tra gli studiosi come quello della definizione culturale delle popolazioni che abitarono la Carnia in età preromana, le cui denominazioni sono note da diverse fonti antiche e da resti archeologici, non sempre di facile interpretazione, e di cui si sa ancora poco.
La proiezione del trailer-anteprima della puntata di “Viaggio nella bellezza” dedicata ad Aquileia – di cui sono in corso le riprese – prodotto da Rai Cultura con la regia di Federico Cataldi, autrice Keti Riccardi, apre martedì 1° agosto 2023, in piazza Capitolo ad Aquileia, la XIV edizione di Aquileia Film Festival, la rassegna internazionale di cinema archeologico organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm in collaborazione con Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, soprintendenza Archeologia Belle arti Paesaggio del FVG, Basilica di Aquileia, PromoTurismoFvg, direzione regionale Musei FVG e museo Archeologico nazionale di Aquileia e il sostegno della Famiglia Mattiussi. Documentari di produzione internazionale si alterneranno agli esperti sul palco sotto le stelle di piazza Capitolo da martedì 1° agosto 2023 – serata dedicata alla ricorrenza dei 25 anni dal riconoscimento del titolo Unesco ad Aquileia – a venerdì 4 agosto 2023, alle 21 (vedi 






Lunedì 7 agosto 2023 il festival proseguirà con una serata, condotta da Alessandra Salvatori, direttrice di Telefriuli, dedicata ad “Aquileia, una guida” di Elena Commessatti che vedrà protagonisti sul palco, oltre alla scrittrice, gli autori della sezione “le Top 5 dei luoghi del cuore” – da Gigi Delneri a Emilio Rigatti e Francesco Tullio Altan alle guide turistiche, ai rappresentanti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale. Martedì 8 agosto 2023 la serata conclusiva condotta dalla scrittrice Elena Commessatti ospiterà la proiezione di “Le donne di Pasolini” e ospiterà sul palco l’attrice Anna Ferruzzo, il regista Eugenio Cappuccio e la produttrice Gloria Giorgianni.
“Da 14 anni l’Aquileia Film Festival, grazie alle proiezioni che ci porteranno alla scoperta di antiche civiltà e agli incontri con i protagonisti del mondo culturale si impegna a diffondere”, sottolinea Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia, “un messaggio di conoscenza e maggior consapevolezza del valore del patrimonio culturale. Quest’anno in particolare, in occasione dei 25 anni dall’assegnazione del riconoscimento Unesco ad Aquileia ci teniamo a ricordare, da questo palcoscenico unico che vede protagonista la Basilica dei Patriarchi e il suo campanile millenario, che il patrimonio è l’eredità culturale di ognuno di noi e richiede l’impegno di tutti per essere trasmesso alle generazioni future”. E il direttore della Fondazione Aquileia Cristiano Tiussi: “Come ogni anno, la rassegna rappresenta inoltre – spiega – una utilissima occasione di confronto, anche dietro le quinte, con gli ospiti, rappresentanti di prestigiosi enti ed istituzioni italiane e non, con i quali si tessono o si rafforzano rapporti e relazioni in grado di proiettare sempre più Aquileia in una dimensione internazionale”.
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