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I Bronzi di Riace all’Expo 2015? Maroni e Sgarbi li chiedono ufficialmente e spiegano perché non è pericoloso ed è conveniente per la Calabria. Il soprintendente: inamovibili. I restauratori: microfratture, trasporto ad alto rischio. Il ministro: deciderà una commissione. Il Psi: a Milano un ologramma in 3D. Il Pd: decidano i calabresi con un referendum

Il critico d'arte Vittorio Sgarbi osserva i Bronzi di Riace nel museo archeologico nazionale di Reggio Calabria

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi osserva i Bronzi di Riace nel museo archeologico nazionale di Reggio Calabria

Ora è ufficiale. Non è più una “boutade” agostana che sa di provocazione: il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, e l’ambasciatore delle Belle arti per l’Expo, Vittorio Sgarbi, hanno chiesto ufficialmente al ministro per i Beni culturali Dario Franceschini l’autorizzazione a portare in mostra all’Expo Milano 2015 i Bronzi di Riace.  Una richiesta che, come era logico, ha rinfocolato le polemiche con un botta e risposta senza esclusione di colpi, supportati da motivazioni ora tecnico-scientifiche ora politiche, tra i difensori a oltranza dell’inamovibilità dei due Guerrieri (soprintendente e restauratori in testa) e i propugnatori dell’opportunità promozionale dell’esposizione universale meneghina per dei tesori perché comunque non rischierebbero danni (gli organizzatori dell’Expo, ma non solo). Per ora il ministro Franceschini non si è espresso, né a favore né contro, ma ha annunciato la creazione di una commissione competente per dirimere la querelle e dare una risposta definitiva.

Primo piano della Statua A e della Statua B: i due Guerrieri di Riace

Primo piano della Statua A e della Statua B: i due Guerrieri di Riace

Roberto Maroni e Vittorio Sgarbi hanno chiesto i Bronzi per l'Expo

Roberto Maroni e Vittorio Sgarbi hanno chiesto i Bronzi per l’Expo

“Illustre Signor Ministro, in occasione dell’Expo universale di Milano, la Regione Lombardia intende rappresentare i valori più alti della civiltà artistica italiana. Milano, in questa occasione, non è soltanto il capoluogo della Lombardia ma la capitale culturale d’Italia e una delle più importanti europee. Per questo, come sono presenti i padiglioni di ogni nazione, Milano vuole presentarsi con le testimonianze universali di cui è più alto simbolo la Pinacoteca nazionale di Brera”. Così inizia la lettera al ministro Dario Franceschini del presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni e del critico d’arte Vittorio Sgarbi per chiedere il prestito dei Bronzi di Riace. “Così – prosegue la lettera – come era accaduto a Roma più di trent’anni fa, non per ragioni spettacolari, ma per mostrare le radici più profonde della civiltà occidentale, si è pensato, e si chiede di valutare al Presidente del Consiglio e al Ministro dei Beni Culturali, di esporre i due Bronzi di Riace, che soltanto ignoranza e malafede legano esclusivamente alla Calabria. Essi sono bensì patrimonio di tutti, patrimonio nazionale e beni dello Stato”. Secondo i due firmatari della lettera i Bronzi di Riace “sono trasportabilissimi, con tutte le cautele che le opere d’arte chiedono”. E “chi si preoccupa della fragilità dei Bronzi avrebbe dovuto avere il buon senso di non sottoporli a un terzo traumatico restauro in poco più di trent’anni, tanto più inutile e pericoloso di un trasferimento. Confidando nel buon senso e nella responsabilità del ministro, non abbiamo dubbi che la richiesta di prestito verrà accolta”. Sgarbi ha stimato in “5 milioni di euro” la parte di introiti provenienti dalla vendita dei biglietti per la visita dei monumenti che potrebbe essere versato alla Regione Calabria, a titolo di compensazione. Chi è contrario al trasferimento a Milano delle statue, come l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno, secondo Sgarbi ha delle “motivazioni terzomondiste. È come se dicessero: ‘Noi vogliamo bene alla Calabria, per favore andate a Reggio’. Sono convinto che tra otto mesi Del Corno mi dirà che ho avuto una bella idea. Ci vuole un po’ di tempo”. Secondo Sgarbi “è bizzarro pensare che un visitatore dell’Expo, già stremato da Rampello, Maroni e Sgarbi, prenda un treno e vada a Reggio. ‘Mi dicono che in un paesino che si chiama Reggio ci sono delle statue di bronzo’: questo è quello che pensa uno che viene da Sydney. Li devi prendere a calci nel sedere per farli arrivare a Reggio, i visitatori”.

Nuccio Schepis durante i restauri dei Bronzi di Riace

Nuccio Schepis durante i restauri dei Bronzi di Riace

“A mio avviso sarebbe meglio non farli viaggiare”, interviene Nuccio Schepis, uno dei restauratori dei Bronzi di Riace, a proposito della querelle innescata da Vittorio Sgarbi sulla possibile “partecipazione” dei Bronzi all’Expo di Milano. “Le recenti radiografie hanno dimostrato che i Bronzi di Riace sono pieni di microfratture. Sono meravigliosi vecchi di oltre 2mila anni. Sarebbe meglio non muoverli da Reggio Calabria. Perché non è detto che non possano giungere a Milano dal museo nazionale Archeologico di Reggio Calabria, ma ci sono dei rischi e tutto questo è inconfutabile. Sono come delle persone anziane con problemi alle ossa. Possono rompersi, sfaldarsi, piegarsi. E il guaio sarebbe poi irreparabile”. Schepis poi ricorda che al museo Archeologico di Reggio Calabria possono entrare, per visitare i Bronzi di Riace, al massimo 20 persone per volta. “I Bronzi sono super protetti, super sorvegliati, monitorati quotidianamente per quelle loro “microfessurazioni”. Ma non è sempre facile esaudire le numerose richieste dei visitatori. I gruppi di 20 persone che entrano per i Bronzi di Riace devono attraversare varie sale. In una di queste – spiega il noto restauratore – per precauzione vengono aspirate, per esempio, polveri e tutto quello che potrebbe danneggiare i Bronzi che ‘vivono’ grazie alla creazione di un microclima realizzato ad hoc. Non prevedo folle di visitatori a Milano anche per questo problema”. Schepis infine sottolinea che i Bronzi sono opere rare, nel mondo ce ne sono solo 5. “Potrebbe anche non succedere nulla a Milano – spiega ancora- Ma già solo il viaggio sarebbe un’operazione complessa e delicata proprio per la loro estrema fragilità e debolezza. E poi, non nascondiamocelo, il museo vive con i Bronzi. Perché toglierli a una città, di cui sono il vanto, l’orgoglio?», si domanda.

Il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini affiderà a una commissione la risposta definitiva

Il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini affiderà a una commissione la risposta definitiva

“Legittimo il dibattito sull’opportunità di portare all’Expo i Bronzi di Riace, ma la priorità è stabilire se possono viaggiare altrimenti discutiamo a vuoto”, taglia corto il ministro Franceschini annunciando che sarà una “commissione di esperti interni ed esterni al Mibact a decidere se i Bronzi si possono trasportare”. “Una commissione è fattibile”, interviene la soprintendente ai Beni archeologici della Calabria, Simonetta Bonomi, da cui dipende il museo archeologico di Reggio Calabria in cui le due statue sono ospitate. “Ma gli esperti si devono misurare su questi dati di fatto che sono emersi dalle campagne di restauro. Da tutte le relazioni dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro fatte dopo le campagne di restauro di questi anni emerge infatti in grande evidenza la fragilità strutturale dei Bronzi di Riace. “Hanno delle microfessurazioni – ricorda – che rendono la struttura molto vulnerabile. Sono state fatte anche prove scientifiche con una campagna gammagrafica che è una sorta di radiografia e da questi accertamenti è stata confermata la vulnerabilità strutturale dei Bronzi. Le due statue, poi, sono molto sensibili all’ambiente tanto che nel museo di Reggio Calabria sono conservate in una sala climatizzata. Dalle ultime indagini fatte – conclude – è emersa anche una vulnerabilità delle due statue dal punto di vista chimico. Questi sono tutti dati oggettivi che non possono essere trascurati e che una eventuale commissione dovrà tenere in considerazione prima di decidere su un eventuale trasporto. C’è poi anche un aspetto di carattere sociale, perché la Calabria da sempre identifica nei Bronzi di Riace la massima espressione archeologica di tutto il territorio regionale”.

Il Satiro Danzante dopo aver girato per il mondo ora è tra i beni inamovibili del museo di Marsala

Il Satiro Danzante dopo aver girato per il mondo ora è tra i beni inamovibili del museo di Marsala

Immediata la replica di Sgarbi che – fa notare – “poiché il ministero ha una struttura verticistica, se il soprintendente ai beni archeologici della Calabria è contrario e il ministro favorevole, il trasporto si deve fare”. Poi torna sui Bronzi. “Il luogo dove l’opera d’arte sta è altra cosa da quello che l’opera è. Le nostre richieste sui Bronzi hanno generato reazioni scomposte e selvagge. I Bronzi di Riace sono stati trovati nel relitto di una nave che è naufragata al largo delle coste della Calabria, ma avrebbe potuto naufragare altrove. Stanno in Calabria per un motivo di natura legislativa. I Bronzi di Riace come valori di civiltà arrivano a Milano non contro Reggio Calabria, ma per portare la Calabria a Milano. Noi ribadiamo questa richiesta con la Calabria e per la Calabria”. Secondo Maroni e Sgarbi “ogni opera d’arte è fragile e chiede di essere conservata con prudenza, ma l’argomento applicato ai Bronzi è un’evidente menzogna di chi diffonde terrorismo, fingendo di ignorare la dimostrata resistenza sott’acqua, esposti a ogni rischio, di quei Bronzi che sono trasportabilissimi con tutte le cautele che le opere d’arte richiedono. I Bronzi non sono certo più fragili del Satiro danzante di Mazara del Vallo, dei cui movimenti nessuno si è preoccupato e che non ha avuto alcun danno”. Perciò la Regione Lombardia “nel chiedere responsabilmente questo prestito ha già condotto tutte le verifiche sulla fattibilità della trasferta e chiede che, della commissione che dovrà valutare i rischi, sia chiamato a far parte Bruno Zanardi, illustre restauratore che fu devoto allievo di Giovanni Urbani e che insegna all’Università di Urbino”.

Uno dei due Guerrieri adagiato durante i restauri

Uno dei due Guerrieri adagiato durante i restauri

Ma l’idea della commissione proprio non va giù a Francesco Alì e Pasquale Amato (Comitato per la Valorizzazione e la Tutela dei Bronzi di Riace), “È una sceneggiata quella messa in piedi dal ministro Franceschini che ha dichiarato di aver bisogno di esperti esterni al ministero per sapere se i Bronzi di Riace possano viaggiare o meno, con essa egli ha offeso e umiliato le relazioni scientifiche degli ultimi 40 anni redatte da soprintendenti, restauratori, esperti Iscr ed Enea che hanno già decretato la massima fragilità delle due statue che, in caso di spostamenti anche minimi, rischiano il danneggiamento irrimediabile e addirittura la distruzione”. Poi rincarano la dose: “O il ministro ha già deciso, nei fatti, di portare a Milano le delicate statue per promuovere un piano che mira solo a monetizzare a favore della Lombardia l’Expo, abbandonando il Mezzogiorno e il resto d’Italia, o piuttosto non è in grado di svolgere il ruolo che il suo mandato richiede: valorizzare il patrimonio ma preservandolo dal rischio altissimo della sua distruzione”. Secondo Alì e Amato “un serio programma per l’Expo 2015 non può ridursi a una processione di visitatori nella ricca Milano, lasciando il resto del Paese, Reggio e la Calabria in primis, non solo isolate dal resto dello Stivale, in termini di servizi e trasporti, ma anche svuotati del loro potere attrattivo che consiste soprattutto nei propri tesori”. I promotori del Comitato per la valorizzazione dei Bronzi di Riace e del museo Magna Grecia di Reggio Calabria chiedono che il ministro risponda “a chi chiede trasparenza sulle operazioni poco chiare che si stanno evidentemente realizzando per uno spostamento dei Bronzi che sembra già deciso a tavolino. Se non è così si chiarisca in quale considerazione il ministro abbia i propri esperti e i propri tecnici e soprintendenti, il cui parere, a quanto pare, per Franceschini vale meno del parere di un passante o del «capriccio» di un governatore leghista”.

La sala asettica che ospita i Bronzi di Riace nel museo nazionale Archeologico di Reggio Calabria

La sala asettica che ospita i Bronzi di Riace nel museo nazionale Archeologico di Reggio Calabria

La parola torna alla politica. “Con cadenza sempre più frequente, la querelle attorno allo spostamento dei Bronzi di Riace torna a sconvolgere la cronaca di Reggio e della sua provincia”, stigmatizza Pierpaolo Zavettieri, capogruppo Socialisti Uniti – Psi nella Provincia di Reggio Calabria. “Dopo le Olimpiadi di Atene e il G8, adesso tocca all’Expò 2015, che si celebrerà a Milano, rivendicare la presenza dei «due guerrieri». Personalmente, ritengo corretta la posizione della soprintendente ai beni archeologici, Simonetta Bonomi. La motivazione non è affatto di carattere campanilistico, bensì tecnico. La lamina di bronzo, presente all’interno delle due antichissime sculture, è vuota e il rischio di causare danni irreparabili alle due statue, patrimonio dell’umanità, non può essere sottovalutato. Lo stesso ministro Franceschini può legittimamente costituire una commissione di esperti, benché appaia superflua anche in virtù dei pareri tecnici già forniti. Piuttosto, a mio avviso, occorrerebbe puntare a veicolare l’immagine dei Bronzi di Riace. Per Zavattieri, superata la fase della clonazione, che destò molte polemiche, “i due guerrieri potrebbero essere presenti all’Expò, ma attraverso la via cibernetica”. E precisa: “La mia proposta è che venga allestito un apposito padiglione al cui centro possa essere proiettato, in 3D, l’ologramma delle due statue, accompagnato da apposita contestualizzazione storica. Questo potrebbe essere l’inizio di una politica in grado di diffondere l’immagine dei Bronzi, portando indotto alla Calabria sia per ciò che concerne i beni culturali che per quanto riguarda l’economia locale. Non è una novità, tutti i musei più importanti lo fanno con le grandi opere, sarebbe il caso di cominciare a pensarlo anche alle nostre latitudini”.

I Bronzi di Riace sono il simbolo della Calabria: dopo i restauri sono stati sconsigliati i trasferimenti delle due statue

I Bronzi di Riace sono il simbolo della Calabria: dopo i restauri sono stati sconsigliati i trasferimenti delle due statue

In ogni caso, cerca di tirare le fila del discorso Stefano Pedica del Pd, l’ultima parola spetta ai calabresi. “Lanciamo un referendum on line sul sito del Mibact per chiedere l’opinione dei calabresi sul possibile trasferimento dei Bronzi di Riace a Milano per Expo 2015. Fa bene il ministro Franceschini a proporre una commissione per stabilire se le statue sono idonee allo spostamento oppure no ma allo stesso tempo credo che sarebbe giusto consultare anche i calabresi. I bronzi di Riace sono diventati il simbolo della Calabria nel mondo e sono un patrimonio artistico che ogni anno attira migliaia di turisti in una terra tanto bella quanto sfortunata. I bronzi – conclude – sono un patrimonio universale che rappresenta la Calabria. Portarli via sarebbe come privare Roma per qualche mese del Colosseo. E poi Expo non deve essere un’opportunità solo per Milano. È un’occasione per mettere in vetrina tutti i tesori d’Italia e attirare turisti anche nelle altre Regioni”. Ma è proprio sui numeri che Sgarbi insiste per convincere il ministro. “Per i Bronzi quale percorso virtuoso migliore di farli vedere a cinque milioni di persone che non andrebbero mai a Reggio Calabria ma che il prossimo anno potrebbero tornare in Italia per vedere la Magna Grecia pensando che la Calabria non è soltanto ‘ndrangheta ma anche due capolavori. È talmente semplice. E se adesso ogni giorno incassano 840 euro d’estate e 320 d’inverno qui possono incassare 15 milioni di euro, prendiamo un milione di visitatori a 15 euro, di cui la Calabria può avere cinque milioni di euro”.

 

“Nessuno ha chiesto i Bronzi di Riace”. Il soprintendente: “A settembre riapre il cantiere. Il rinnovato museo della Magna Grecia (con i Bronzi) sarà pronto per l’Expo: i visitatori potranno venire a Reggio Calabria”

La sala a microclima controllato dove sono esposti i Bronzi di Riace nel museo della Magna Grecia

La sala a microclima controllato dove sono esposti i Bronzi di Riace nel museo della Magna Grecia

“Se non ci saranno intoppi, ai primi di settembre inizieranno i lavori per il completamento del Museo archeologico della Magna Grecia di Reggio Calabria, che dovrebbero concludersi in sei mesi”. Quindi in tempo per l’avvio di Expo Milano 2015: i visitatori dell’Esposizione universale potranno venire a Reggio Calabria. È questo l’annuncio più bello che si sente di fare Simonetta Bonomi, soprintendente ai Beni archeologici della Calabria, in una settimana che ha visto i Bronzi di Riace, che del museo di Reggio e di tutta la Calabria sono il simbolo e il tesoro più famoso, al centro di una querelle nazionale dopo che Vittorio Sgarbi, nominato ambasciatore delle Belle Arti per l’Expo 2015, ha lanciato l’idea di portare i due guerrieri all’esposizione milanese. Ma “il caso Bronzi” non è stato ancor archiviato, e la “soprintendente di ferro” lo sa bene, come sa bene che non si può – nell’attuale sistema Italia – valutare l’importanza di un bene o di una istituzione culturale dalla sua redditività.

I tecnici, dopo i lunghi restauri, hanno riscontrato nei Bronzi microfratture che li rendono estremamente fragili

I tecnici, dopo i lunghi restauri, hanno riscontrato nei Bronzi microfratture che li rendono estremamente fragili

“Lo spostamento dei Bronzi di Riace li espone a rischi di danneggiamenti e di perdita. È un dato di fatto”, ribadisce decisa. “E comunque nessuno ha fatto richiesta per averli”. Da Simonetta Bonomi dipende il museo archeologico di Reggio Calabria in cui le due statue sono ospitate. “Come soprintendenza lo diciamo da 30 anni che c’è questo rischio, visto che ciclicamente scoppiano le solite polemiche. La prima fu addirittura nel 1982. Evidentemente ci si dimentica che queste statue hanno 2500 anni, 2000 dei quali trascorsi sotto l’acqua. La loro struttura è fragile anche da un punto di vista meccanico e non solo chimico-fisico. Spostarli vuol dire assumersi una grande responsabilità. A Reggio Calabria sono ospitati in una sala con un micro clima controllato per l’umidità e la temperatura, poggiati su basi antisismiche e con un filtraggio dei visitatori. Per spostarli occorrerebbero mezzi speciali e particolari accorgimenti nelle sale in cui dovessero essere ospitati. Ed i rischi ci sarebbero lo stesso. La corrosione ciclica, conosciuta come cancro del bronzo, può essere innestata anche da un piccolo incidente climatico. Ed una volta partita, la corrosione è difficile da fermare perché all’inizio si manifesta all’interno, quindi più difficilmente individuabile”. E comunque – è l’opinione del soprintendente – “l’Expo non è Milano, ma un’iniziativa che punta a valorizzare l’immagine di tutta l’Italia”.

Simonetta Bonomi, soprintendente ai Beni archeologici della Calabria

Simonetta Bonomi, soprintendente ai Beni archeologici della Calabria

Simonetta Bonomi interviene anche sulla redditività dei Bronzi: “È inaccettabile fare un discorso economico sui Bronzi. Un museo non nasce per fare cassa, ma per fare cultura. Non è una fabbrica di bulloni. Certo, se poi gli incassi ci sono è meglio, ma un museo non nasce per quello. Tra l’altro, i limiti di età per accedere gratis al museo non li stabiliamo noi ma sono decisi dal Ministero. E comunque a luglio è andata molto bene. Abbiamo avuto 16640 visitatori e non c’è stata una flessione di paganti. Tanto che, al netto degli oneri di concessione, restano 42mila euro netti, che significa 1500 euro al giorno con punte di 2000”.

 

In sei mesi 98mila visitatori a Reggio Calabria per i soli Bronzi. Petizione on-line “Proteggiamo i Bronzi di Riace dall’Expo”. Senza i guerrieri il museo della Magna Grecia chiude

Il Comitato Bronzi-Museo ha lanciato una petizione on-line "Proteggiamo i Bronzi di Riace"

Il Comitato Bronzi-Museo ha lanciato una petizione on-line “Proteggiamo i Bronzi di Riace”

“Proteggiamo i Bronzi di Riace” da chi l’anno prossimo li vuol portare all’Expo di Milano. È il mantra del Comitato per la Valorizzazione e la tutela dei Bronzi di Riace e del museo nazionale della Magna Grecia che invita a firmare la petizione “Proteggiamo i Bronzi”, lanciata in collaborazione con Firmiamo.it e Socialbombing.org, alla quale hanno già aderito migliaia di cittadini tra cui Gherardo Colombo, Marcelle Padovani, Pino Aprile, Cinzia Dal Maso, Celeste Costantino, 99 Posse. “A proposito dell’ennesimo attacco da parte della coppia Maroni-Sgarbi per i Bronzi all’Expo di Milano il Comitato Bronzi-Museo denuncia l’ennesima infamante e razzistica offensiva finalizzata a togliere al prestigioso museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria i suoi due Beni Identitari e Inamovibili – scrive il Comitato -. Si tratta di un’offensiva grave che non tiene conto del fatto che i Bronzi sono appunto Beni Identitari e Inamovibili del loro museo. Senza di loro – prosegue – esso perderebbe la più ragguardevole forza attrattiva e ne riceverebbe un ulteriore danno l’intera economia calabrese e meridionale già disastrata. Un esempio lampante di questa idea disastrosa è stato l’invio all’estero del Satiro Danzante di Mazara del Vallo: un fallimento totale, con un drastico calo di visite al museo che lo custodiva e senza i milioni di turisti in più strombazzati come prospettiva per la Sicilia”.

Visitatori nella sala che accoglie i Bronzi di Riace al museo della Magna Grecia

Visitatori nella sala che accoglie i Bronzi di Riace al museo della Magna Grecia

Simonetta Bonomi, soprintendente ai Beni archeologici della Calabria

Simonetta Bonomi, soprintendente ai Beni archeologici della Calabria

“Da cinque anni sono perseguitata da questa storia. Io non vedo qual è il problema. È la Calabria?”, è il commento amaro del soprintendente ai Beni archeologici della Calabria, Simonetta Bonomi, che torna a difendere i Bronzi di Riace, esposti dal dicembre scorso dopo un lungo restauro al museo nazionale della Magna Grecia a Reggio Calabria, ponendo l’accento sui numeri soddisfacenti di visitatori e sottolineando che l’Expo, vetrina per l’intera Italia, dovrebbe essere in grado di portare turismo anche in Calabria, senza che sia necessario spostare i Guerrieri a Milano. “Posso dimostrare che i numeri di visitatori a Reggio Calabria sono mediamente buoni. Nei primi sei mesi del 2014 ci sono stati 98mila visitatori. Negli ultimi mesi del 2009, prima che venissero portati al restauro, erano 68mila, e nei primi mesi del 2010 a palazzo Campanella ci sono stati 48mila visitatori», spiega il soprintendente. L’obiettivo è di arrivare a 240mila visitatori, pur tenendo conto che l’accesso alla sala dove sono esposti è contingentata perché è necessaria una sosta in un ambiente con condizioni particolari per una ventina di minuti. “Questi numeri, tra l’altro – precisa Bonomi – sono stati realizzati con il museo non ancora allestito completamente. La gente cioè è venuta a vedere soltanto i Bronzi”. Per il completamento del museo nazionale bisognerà aspettare almeno febbraio “se è vero che la consegna del cantiere sarà il primo settembre”.

I Bronzi di Riace sono il simbolo del Museo della Magna Grecia e di Reggio Calabria

I Bronzi di Riace sono il simbolo del Museo della Magna Grecia e di Reggio Calabria

La sola ipotesi di spostare i Bronzi a Milano rappresenta per il Comitato “un’offensiva grave che non tiene conto neanche del fatto che i Bronzi di Riace sono estremamente fragili. E la fragilità renderebbe altamente prevedibile il loro danneggiamento e la loro frantumazione in caso di sollecitazioni anche minime. Per questo il Comitato si augura che siano in molti nel Nord a condividere l’affermazione piena di buon senso dell’architetto milanese Stefano Boeri (“Problemi tecnici a parte, trovo più bello che i visitatori partano da Milano per andare a vedere i Bronzi a Reggio. Milano dovrebbe essere non solo la sede di Expo ma anche il volano per un viaggio in Italia”). Dopo 153 anni dal 1861 sarebbe una scossa nei confronti di coloro – e sono numerosi – che non riescono ancora ad accettare l’idea che la Calabria e il Sud possano custodire e valorizzare beni artistici di valore universale”. Proprio sull’Expo taglia corto Simonetta Bonomi che di trasferimenti dei Guerrieri a Milano non vuol sentire parlare: “L’Expo è una vetrina per tutta l’Italia, Milano deve essere capace di mandare gente ovunque nel Paese”. Il Ministero dei Beni culturali intanto sta organizzando iniziative e programmi di valorizzazione anche dell’area del bergamotto, nella zona meridionale del Reggino, in occasione dell’esposizione universale. Un prodotto dalle proprietà eccezionali, usato nella cosmesi e in campo farmacologico, che si unisce alle bellezze culturali e archeologiche che rendono unica la Calabria.

I tecnici, dopo i lunghi restauri, hanno riscontrato nei Bronzi microfratture che li rendono estremamente fragili

I tecnici, nei lunghi restauri, hanno riscontrato nei Bronzi microfratture che li rendono molto fragili

A dar man forte ai difensori dei Bronzi è intervenuto anche il consigliere regionale di Forza Italia, Gesuele Vilasi, facendo il punto della situazione. “Primo riscontro ufficiale: i Bronzi di Riace sono stati visitati negli ultimi sei mesi da 98mila persone. Seconda questione: le statue presentano, secondo quanto rilevato dai tecnici, numerose microfratture che ne possono pregiudicare ulteriormente la loro integrità. Terza questione: muovere da Reggio Calabria i Bronzi, significa chiudere il museo nazionale della Magna Grecia, in questa fase, tra l’altro, interessato da una ristrutturazione che ne permette un utilizzo parziale”.

Vittorio Sgarbi, ambasciatore delle Belle arti, vuole portare i Bronzi di Riace a Milano per Expo 2015

Vittorio Sgarbi, ambasciatore delle Belle arti, vuole portare i Bronzi di Riace a Milano per Expo 2015

Gabriele Vilasi, consigliere regionale di Forza Italia

Gabriele Vilasi, consigliere regionale di Forza Italia

Sul piano politico – assicura Vilasi – è chiaro che Fi è ufficialmente contraria alla trasferta dei Bronzi per l’Expo 2015. “Chiarito questo, ritengo assolutamente fuori controllo “l’intemerata” del prof. Vittorio Sgarbi, condita dai pregiudizi sulla ndrangheta e sui calabresi. La Calabria è terra difficile, ma al suo interno vivono migliaia di persone che ancora non hanno ceduto al ricatto della delinquenza organizzata, anzi, si rivolgono a gran voce allo Stato di attrezzare adeguatamente sul piano del contrasto e della prevenzione sociale, una forte azione di recupero del territorio e dell’agibilità civile”. “La cultura –conclude – non è un’esigenza soltanto del prof. Sgarbi, ma un bisogno di tutti i cittadini, soprattutto i calabresi, che con il loro potenziale di testimonianze archeologiche e paesaggistiche, possono davvero scrivere pagine nuove per attrarre visitatori e turisti e ridare alla società civile quella passione per la libertà, la sola che alimenta l’orgoglio di sentirsi cittadini e non sudditi. Mi auguro che le parole del prof. Sgarbi non siano state il classico ‘sasso in piccionaia’ giusto per testare la reazione della nostra regione, perché vorrebbe dire che i calabresi necessitano di vivere sotto tutela e sempre disponibili alle scelte altrui. Non è questa la strada per incontrarci: anzi, il tentativo di sottrarci una delle pochissime risorse come i Bronzi di Riace, costituirebbe davvero un atto di straordinaria arroganza verso cui dovremmo reagire adeguatamente”.

 

Oggi riapre a Reggio Calabria il museo archeologico della Magna Grecia: la casa dei Bronzi di Riace

I Bronzi di Riace nell'allestimento al museo archeologico della Magna Grecia a Reggio Calabria

I Bronzi di Riace nell’allestimento al museo archeologico della Magna Grecia a Reggio Calabria

L’attesa è finita. Inizia l’emozione. Oggi, sabato 21 dicembre, alle 16.30, riapre a Reggio Calabria la casa dei Bronzi di Riace, Palazzo Piacentini, sede del museo archeologico nazionale della Magna Grecia. A più di 40 anni dalla loro scoperta sui fondali del mare prospiciente Riace; a 33 dalla loro prima esposizione a Firenze – dopo il primo lungo delicato restauro a cura dell’Opificio delle Pietre Dure -; a 4 dal loro trasferimento a Palazzo Campanella sede del Consiglio regionale della Calabria dove, come chiusi in un acquario, sotto gli occhi degli occasionali visitatori sono stati distesi e sottoposti a un nuovo ancora più delicato restauro conservativo; a meno di due settimane dal loro ritorno a casa a Palazzo Piacentini, da oggi sarà possibile ammirare di nuovo in posizione eretta le due statue bronzee simbolo dell’arte greca (o magno-greca) del V sec. a.C. in tutto il loro splendore.

L'architetto Paolo Desideri spiega il progetto

L’architetto Paolo Desideri spiega il progetto

L’accelerata imposta dal ministro per i Beni culturali Massimo Bray all’operazione “ritorno a casa” dei Bronzi di Riace ha avuto successo. E oggi pomeriggio il ministro Bray con la soprintendente Simonetta Bonomi e il governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti, sarà in prima fila all’inaugurazione del Museo della Magna Grecia nel palazzo progettato da Marcello Piacentini nella seconda metà degli anni Trenta del secolo scorso e “ripensato” come un grande museo moderno dall’architetto Paolo Desideri, con un costo complessivo di 32 milioni. “I Bronzi di Riace, dopo quattro anni di restauro, tornano al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria. Si tratta del ritorno all’esposizione di un patrimonio culturale della Calabria ma anche dell’intera umanità”, ha dichiarato visibilmente soddisfatto il ministro Bray.

I Bronzi di Riace in museo su piedistalli antisismici

I Bronzi di Riace in museo su piedistalli antisismici

Dopo la delicata operazione per riportare i due guerrieri nel museo, cui ha assistito il ministro Bray, i tecnici hanno lavorato per rimettere in piedi i due bronzi. È toccato prima alla statua del “vecchio”, denominato con la lettera B, e poi, sabato scorso, a quella del “giovane”, la statua A. “I due bronzi – spiegano i tecnici – sono stati issati su speciali piedistalli a più strati, con una prima parte ancorata al pavimento sulla quale poggiano 4 sfere di marmo sopra le quali è stato fissato il basamento con il guerriero. È stato poi aggiunto un sistema di contrappesi per bilanciare la statua. Si tratta di una struttura sperimentale fortemente italiana anche nella scelta del materiale, che è marmo di Carrara.

La copertura trasparente del cortile interno del museo di Reggio Calabria

La copertura trasparente del cortile interno del museo di Reggio Calabria

Il grande cortile interno coperto del museo della Magna Grecia

Il grande cortile interno coperto del museo della Magna Grecia

“Il visitatore del nuovo Museo di Reggio Calabria”, spiegano l’architetto Paolo Desideri dello studio ABDR che si è avvalso della collaborazione dell’artista calabrese Alfredo Pirri, “avrà la sensazione di entrare in una piazza per assistere ad uno spettacolo teatrale con gli attori principali. Uno spazio consegnato alla città per la fruizione continua, soprattutto se andrà in porto la realizzazione dell’accesso diretto da Piazza De Nava.

Progetto di ampliamento del Museo di Reggio Calabria dello studio Desideri

Progetto di ampliamento del Museo di Reggio Calabria dello studio ABDR di Paolo Desideri

Creando una specie di partitura musicale/letteraria, soggetta alle variazioni della luce del giorno a motivo della sua struttura tridimensionale, Pirri ha creato un nuovo proscenio che lascia intravedere le ombre dei tre protagonisti (Bronzi e Testa del Filosofo) collocati nel piano principale del Museo, il mito della Magna Grecia”. Paolo Desideri ha illustrato le scelte operate e i successivi interventi tecnici su quello che a breve diventerà un nuovo punto di riferimento per la città: “Benché la struttura fosse stata realizzata interamente in cemento armato, era necessario adeguarla alle nuove norme antisismiche e dotarla di una moderna impiantistica. Per evitare un forte impatto visivo si è scelto di rafforzare l’edificio con un nucleo centrale posto nell’ex corte esterna come elemento stabilizzatore dell’intera struttura e spina dorsale dei nuovi impianti. Questo nucleo centrale risolve i problemi strutturali e consente di avere un nuovo spazio che servirà da ingresso per portare i visitatori nel rinnovato percorso museale. I reperti saranno parte di un preciso contesto storico e di percorso che dalla preistoria si conclude nella sala dei Bronzi; squarci di quotidianità remota e non semplici oggetti in bella mostra. In cima al Museo è stato creato un ulteriore piano destinato a caffetteria con un piano calpestabile trasparente dell’ex cortile esterno costruito con una struttura geodetica (Tensegrity)”.

Il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti

Il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti

L’apertura al pubblico riguarderà inizialmente un piano del monumentale museo nazionale della Magna Grecia. Ma si sta già lavorando al riallestimento totale della struttura, che sarà pronta entro aprile 2014. Ci sarà poi la ristrutturazione della piazza antistante, piazza De Nava, con i lavori già finanziati con fondi europei (10 milioni da spendere entro il 2015). La riapertura del Museo è, a tutti gli effetti, una delle notizie più attese nel mondo culturale e, a Reggio Calabria, è stata accolta con grande commozione. “La Calabria può mettere in mostra la sua vera natura: quella culturale. È l’inizio della rinascita”, ha proclamato il governatore Scopelliti, che già sogna le masse di turisti riversarsi a Reggio Calabria come avvenne nel lontano 1980 a Firenze, alla prima esposizione dei Bronzi, mostra che aprì in un certo senso la strada alle grandi mostre archeologiche di forte richiamo per il grande pubblico.  Ma proprio quel pubblico che mostrò di amare i due guerrieri, sembrò negli anni aver perso la strada per venirli ad ammirare nella loro casa a Reggio Calabria. Ora quella casa è diventata più accogliente ed è pronta a ricevere gli appassionati da tutto il mondo.

I Bronzi di Riace sono di nuovo in piedi

I Bronzi di Riace di nuovo in piedi nel museo della Magna Grecia a Reggio Calabria

I Bronzi di Riace di nuovo in piedi nel museo della Magna Grecia a Reggio Calabria

I Bronzi di Riace sono di nuovo in piedi. Li avevamo lasciati qualche giorno fa dopo il delicato trasloco dal Palazzo del Consiglio Regionale della Calabria, dove erano stati per quattro anni deposti sui lettini dei restauratori, a Palazzo Piacentini, sede del museo archeologico regionale della Magna Grecia. Il trasferimento, ma è meglio dire il gradito ritorno a casa, dei due bronzi del V sec. a.C. ripescati nel 1972 nel mare prospiciente Riace, era stato seguito passo passo dal soprintendente ai Beni archeologici della Calabria, Simonetta Bonomi, e dal ministro ai Beni culturali, Massimo Bray. Quest’ultimo era stato velocissimo a twittare la bella notizia: “I bronzi sono tornati a casa”, annunciando che entro dieci giorni sarebbero stati rimessi in piedi, e per Natale il museo della Magna Grecia sarebbe stato riaperto. È stato così. Almeno il primo step è stato raggiunto nei tempi previsti. Ora speriamo che anche l’altro – la riapertura, se pur parziale, del Museo – sia presto confermata.

Il ministro Bray assiste al raddrizzamento dei Bronzi di Riace

Il ministro Bray assiste al raddrizzamento dei Bronzi di Riace

Le operazioni di “raddrizzamento” dei Bronzi di Riace si sono concluse l’altro giorno a Palazzo Piacentini, sede del Museo nazionale della Magna Grecia a Reggio Calabria, sotto gli occhi anche stavolta del ministro Bray che poi ha commentato su Twitter: “Oggi abbiamo finalmente rimesso in piedi due simboli di questo paese! Una speranza c’è”. Se il cronoprogramma verrà rispettato, il museo potrà riaprire prima di Natale con i meravigliosi Guerrieri bronzei. Intanto dall’altra notte la  facciata di palazzo Piacentini è illuminata da un’istallazione virtuale che proietta i profili stilizzati dei Bronzi di Riace.

“Giù le mani dai Bronzi di Riace: no a spostamenti, neppure per l’Expo”. Oggi conferenza a Roma

I Bronzi di Riace sono il simbolo del Museo della Magna Grecia e di Reggio Calabria

I Bronzi di Riace sono il simbolo del Museo della Magna Grecia e di Reggio Calabria

I Bronzi di Riace sono tornati a casa da pochi giorni e già si ventila l’ipotesi di farli viaggiare in giro per il mondo. Il ministro Massimo Bray lo smentisce, la soprintendente Simonetta Bonomi lo esclude. Ma l’ultima idea è quella di farli ambasciatori dell’Expo 2015, idea che è piaciuta anche a Letta. “Una minaccia reale”, ne sono convinti al Comitato per la valorizzazione e la tutela dei Bronzi che oggi pomeriggio, mercoledì 11, organizza una conferenza a Roma per tenere alta l’attenzione e vigilare sulla sorte dei due capolavori.

Il ministro Massimo Bray saluta il soprintendente Simonetta Bonomi durante il trasferimento dei Bronzi

Il ministro Massimo Bray saluta il soprintendente Simonetta Bonomi durante il trasferimento dei Bronzi

“Per i Bronzi è stata fatta un’operazione di altissima ingegneria in cui tutti, inclusa l’Enea, hanno dimostrato altissime competenze – ricorda il ministro Bray a proposito di un viaggio dei due capolavori per l’Expo-. “I Bronzi pertanto non si spostano prima di un periodo di test sull’effetto dello specifico restauro effettuato: un check up, durato quattro anni, avviato dopo la constatazione di una grande erosione in atto, e che ha portato ad un’analisi approfondita delle terre di fusione”. E la soprintendente Bonomi smentisce qualsiasi ipotesi di spostamento dei Bronzi per la loro esposizione in altre sedi e altre località: “Non c’è stata nessuna richiesta ufficiale in tal senso. Di voci ne girano tante da tempo. Penso che sia una cosa poco opportuna dopo la loro lunga permanenza nel laboratorio di palazzo Campanella, e con il Museo appena riallestito e riaperto al pubblico. Cerchiamo invece di far venire qui le persone a vedere i Bronzi”.

Il nuovo museo con i Bronzi di Riace è il valore aggiunto della Calabria

Il nuovo museo con i Bronzi di Riace è il vero valore aggiunto della Calabria

L’arrivo dei Bronzi di Riace al museo nazionale della Magna Grecia è stato vissuto a Reggio Calabria con sorpresa e curiosità. “È una notizia che ci conforta – hanno detto alcuni avventori di un bar nei pressi del Museo Nazionale – perché conferma e decreta la permanenza definitiva dei Bronzi a Reggio”. Nella città dello stretto si vive un clima di festa. I commenti unanimi: “Vogliamo rivederli presto, maestosi e severi, in piedi, nella sala che dovrà diventare il centro propulsore dell’attrazione culturale e turistica di Reggio e della Calabria, nel mondo”.  Altro che mandarli in giro per l’Expo, “la nuova apertura del museo di Reggio Calabria – dichiara l’assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri -,  potrà rappresentare la nostra Expo”. Secondo uno studio commissionato dalla soprintendenza regionale dei Beni Culturali, il museo di Reggio Calabria potrà ospitare un numero rilevante di visitatori all’anno: “Dimensioni tali che possono avere un impatto straordinario non solo nell’economia della città ma dell’intera regione. Quindi, proprio attraverso questa circostanza, se saremo bravi e conseguenti, si può trasformare la percezione della nostra regione da terra di problemi e di oscurità, in terra di cultura e di luce”.

I Bronzi di Riace: la statua A e la statua B scoperte nel 1972 in fondo al mare di Riace

I Bronzi di Riace: la statua A e la statua B scoperte nel 1972 nel mare di Riace

Il Comitato, comunque, non abbassa la guardia. “La battaglia del nostro Comitato condotta assieme ad altre associazioni, movimenti e alcune Istituzioni, non è terminata perché i lavori di riallestimento del Museo non sono completati. Il cronoprogramma annunciato dal ministro Massimo Bray prevede la riapertura dell’intero museo nella prossima primavera e noi vigileremo affinché sia rispettato”. Il Comitato auspica che “questo splendido museo di Marcello Piacentini rinnovato e ristrutturato dall’architetto Paolo Desideri diventi il simbolo della nuova apertura al mondo della nostra città e della nostra regione. La riapertura dovrà servire da richiamo per portare sempre più visitatori a Reggio e in Calabria, soprattutto con una politica di trasporti adeguata alla nostra centralità nel Mediterraneo. Pertanto, il comitato Bronzi continuerà a battersi affinché i visitatori possano trovare a palazzo Piacentini tutti i suoi tesori rifiutando qualsiasi tentazione di viaggi o trasferimenti dei Bronzi di Riace”.
Per questo il comitato ha indetto, per oggi mercoledì 11 dicembre alle 17 a Roma, all’associazione Centofiori di via Goito 35, la conferenza “Reggio Calabria, il Museo, i Bronzi. Il diritto dei cittadini alla valorizzazione dei beni culturali nel proprio territorio”’. All’appuntamento, moderato dalla giornalista Cinzia Dal Maso, interverranno Gherardo Colombo, presidente Garzanti Libri, Francesco Alì e Pasquale Amato, fondatori del Comitato Bronzi – Museo.

I Bronzi di Riace a casa. Il “nuovo” museo della Magna Grecia per il rilancio della Calabria

I due guerrieri adagiati su speciali supporti: 10 giorni per rimetterli in piedi

I due guerrieri adagiati su speciali supporti: 10 giorni per rimetterli in piedi

Palazzo Piacentini, sede del museo archeologico nazionale della Magna Grecia a Reggio Calabria

Palazzo Piacentini, sede del museo archeologico nazionale della Magna Grecia a Reggio Calabria

Dieci giorni per rimettere in piedi i Bronzi di Riace ed entro Natale il museo archeologico nazionale della Magna Grecia, che dall’altra notte – dopo quattro anni – è tornato ad ospitare i due guerrieri riaffiorati dal mare, riaprirà al pubblico. Per ora solo una parte, ma entro aprile Palazzo Piacentini sarà di nuovo totalmente agibile e tutte le collezioni fruibili. Lo assicura il ministro per i Beni culturali Massimo Bray: “Questo è un primo passo verso la scelta forte di valorizzare la cultura italiana. Era dal 2009 che i Bronzi erano ospitati nel palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria, e la decisione di riportarli a casa, nel museo, era sollecitata da tempo perché tutti erano consapevoli della necessità di fare presto trattandosi di un vero e proprio patrimonio dell’umanità”. E il segretario generale del Ministero, Antonia Pasqua Recchia, ricorda la grande accelerazione voluta dal ministro anche sul restauro del Museo Nazionale di Reggio Calabria rifondato e consolidato dal punto di vista sismico. “Il restauro è durato più del previsto e costato più delle previsione per scongiurare appunto il rischio sismico. Il costo definitivo e complessivo ammonta ora a circa 32 milioni di euro”.

Progetto di ampliamento del Museo di Reggio Calabria dello studio Desideri

Progetto di ampliamento del Museo di Reggio Calabria dello studio Desideri

Ma a Reggio Calabria si teme che proprio i lavori di trasformazione urbana di piazza De Nava, la piazza antistante il Museo, potrebbero diventare un nuovo ostacolo all’apertura di Palazzo Piacentini. “Non occorrono ulteriori risorse”, assicura Recchia. “Sono già programmati nel Poin 10 milioni per i lavori che si devono chiudere entro il 2015”. Ma il vero “gioiello tecnologico” è rappresentato dalla struttura sperimentale “made in Italy”, su cui poggeranno i Bronzi, fatta di marmo su una base appositamente vibrante per evitare che un eventuale scossa sismica possa creare danni alle statue. “Una struttura sperimentale inimmaginabile in un altro Stato”, spiega con orgoglio il segretario generale. “I nostri tecnici, i nostri restauratori hanno dato e danno il meglio di sé e vengono sempre richiesti. Insomma l’Italia non solo dispone di un patrimonio unico, ma anche delle conoscenze tecnologiche per conservarlo al meglio”.

Il governatore Giuseppe Scopelliti

Il governatore Giuseppe Scopelliti

Un’occasione per rilanciare il turismo con un’immagine positiva della Calabria. Ne è convinto il governatore Giuseppe Scopelliti: “La riapertura del museo rappresenta un grande ossigeno per la regione, tanto più importante ora in momenti di crisi. Per questo nei prossimi mesi saranno studiate strategie di rilancio in condivisione con il Ministero. Abbiamo già anche concertato di utilizzare un investimento corposo dei fondi comunitari per diffondere l’immagine dei Bronzi in Italia e in Europa con un investimento diretto da parte della Regione di circa 2 milioni di risorse destinate alla comunicazione diretta alle capitali europee e a tutto il territorio nazionale. Un  investimento diretto nel quale coinvolgeremo anche i privati come sponsor”. Ma si cercano anche convenzioni, accordi o partnership perché i Bronzi di Riace siano visitati da quanti più turisti possibile: “Abbiamo stabilito con Alitalia di realizzare un pacchetto agevolato che aumenti il numero di voli per Reggio e diminuisca il costo del biglietto. Questa incentivazione è per la maggior parte a carico della Regione Calabria e in piccola parte anche della stessa Alitalia”.

I Bronzi di Riace in museo su piedistalli antisismici

I Bronzi di Riace su stalli antisismici

Ma ora cosa succederà ai Bronzi di Riace? E perché sono tanto preziosi? Le due statue, di dimensioni leggermente superiori al vero (una è alta 205 cm, l’altra 198 cm), databili al V secolo a.C. ci sono pervenute in eccezionale stato di conservazione e quasi certamente si tratta di opere originali dell’arte greca del V secolo a.C. Fin dal momento del ritrovamento, avvenuto nell’agosto 1972, gli studiosi hanno cercato di dare un’identità ai due personaggi e agli autori, e fin dalla prima esposizione, nel 1978, dopo il primo restauro, hanno entusiasmato il pubblico internazionale.  Ora sono di nuovo a casa. In anticipo rispetto alle previsioni. Negli spazi espositivi del museo della Magna Grecia, con uno specifico sistema di filtraggio, sarà attivato un percorso di depurazione,  attraverso il quale transiteranno i visitatori, per mantenere sempre costante il clima in cui sono conservati i Bronzi. Inoltre, al termine di un periodo di stabilizzazione che permetterà ai Bronzi di mantenere la posizione eretta in totale sicurezza, sarà attiva una protezione antisismica. “Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria potrà riaprire al pubblico una volta assicurati tutti gli accorgimenti necessari a preservare l’integrità e il valore delle opere che è destinato a ospitare”: il ministro Bray, come si diceva, ha assicurato che basteranno due settimane.

I Bronzi di Riace sono tornati a casa: dopo 4 anni, di nuovo nel museo della Magna Grecia di Reggio Calabria

I Bronzi di Riace: la statua A e la statua B scoperte nel 1972 in fondo al mare di Riace

I Bronzi di Riace: la statua A e la statua B scoperte nel 1972 in fondo al mare di Riace

“I Bronzi di Riace sono tornati alla loro casa”. Dopo quattro anni. La conferma di un evento tanto atteso quanto annunciato è arrivato di primo mattino con un tweet  direttamente dal ministro per i Beni culturali e il Turismo, Massimo Bray,  commentando lo spostamento dei Bronzi di Riace (“In tutta sicurezza”, sottolinea Bray che ha seguito passo passo l’intera operazione di trasferimento), avvenuto nella notte, da Palazzo Campanella sede del Consiglio Regionale della Calabria al Museo nazionale archeologico della Magna Grecia di Reggio Calabria, la cui apertura è prossima dopo che la struttura è stata sottoposta a lavori di ammodernamento. Le due statue avevano lasciato il museo reggino il 22 dicembre del 2009 per essere sottoposte a restauro conservativo in una sala appositamente predisposta del Consiglio regionale della Calabria, restauro che si è concluso nei mesi scorsi. Il trasferimento dei Bronzi al Consiglio regionale, si era reso necessario per consentire i lavori di ristrutturazione del Museo nazionale.

I due guerrieri adagiati su speciali supporti prima dell'imballaggio

I due guerrieri sugli speciali supporti dell’imballaggio

Le fasi di imballaggio dei bronzi di Riace con i tecnici della soprintendenza e del ministero

L’imballaggio dei bronzi con i tecnici della soprintendenza

Le casse con i Bronzi caricate sul tir tra le forze dell'ordine

Le casse con i Bronzi caricate sul tir tra le forze dell’ordine

Per il trasferimento dei guerrieri di Riace nel Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria sono state utilizzate due gigantesche casse rosse, munite di appoggi ammortizzati, realizzate appositamente con gli appoggi ammortizzanti per ridurre al massimo qualsiasi tipo di vibrazione durante il tragitto in camion fino al Museo. Ogni statua, infatti, una volta entrata nella cassa, è stata ulteriormente bloccata, a distanze regolari, da pannelli verticali che seguivano le linee del corpo, così da impedire qualsiasi sollecitazione verticale e orizzontale. Accanto all’attenzione usata per il breve spostamento dei Bronzi c’è stato anche il grande dispiegamento di forze assicurato dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria, che hanno presidiato tutto il perimetro del Consiglio regionale della Calabria. Poi, a passo d’uomo, hanno scortato il tir con a bordo le casse contenenti i due Bronzi, che è giunto al Museo di Reggio Calabria.
Alberto Angela con una troupe della Rai ha registrato uno speciale sul ritorno dei guerrieri a Palazzo Piacentini, seguendo ogni fase delle operazioni di imballaggio, messa in sicurezza e trasporto delle statue fino al loro arrivo al museo.

Il ministro Massimo Bray saluta il soprintendente Simonetta Bonomi durante il trasferimento dei Bronzi

Il ministro Massimo Bray saluta il soprintendente Simonetta Bonomi durante il trasferimento dei Bronzi di Riace

“Stiamo mantenendo una promessa restituendo a tutti i cittadini, non solo di Reggio e della Calabria ma del mondo, uno dei grandi tesori su cui credo davvero che bisognerà investire intelligenze e risorse per far ripartire il Mezzogiorno d’Italia”, commenta soddisfatto il ministro. “I Bronzi sono un patrimonio realmente inestimabile e bisogna trattarli con cura, come se fossero veramente due nostri amici, sono due grandi testimoni a cui vogliamo bene e che ci sapranno guidare nel compito che abbiamo di fronte, continuare la tutela del nostro patrimonio storico-artistico”. E aggiunge: “Avevo detto che avremmo mantenuto l’impegno di riportarli al Museo nel primo semestre del 2014, ma avevo la speranza che grazie all’aiuto del personale del ministero e di tutte le istituzioni, gli enti locali, il Comune di Reggio Calabria e la Regione Calabria, si sarebbe potuto fare di più. E così è stato”.

La sala dei Bronzi di Riace al museo della Magna Grecia di Reggio Calabria nell'allestimento prima dei restauri

La sala dei Bronzi di Riace al museo della Magna Grecia di Reggio Calabria nell’allestimento prima dei restauri

I Bronzi, finalmente tornati al Museo, non saranno comunque esposti immediatamente al pubblico. Si dovrà attendere, infatti, il completamento della speciale sala che li ospiterà. Quando? “Credo che si chiuda un’avventura e che si chiuda abbastanza bene. Il ministro Bray ha dato disposizioni di essere molto rapidi. Ci rivedremo presto ma la data la annuncerà lo stesso ministro”, tranquillizza il soprintendente ai Beni archeologici della Calabria, Simonetta Bonomi, circa la ripresa dell’esposizione dei Bronzi nel Museo di Reggio Calabria. “La deve dire lui – continua – anche perché gli devo riconoscere il merito di aver preso a cuore la cosa e di aver dato un impulso per accelerare i tempi di ritorno delle due preziose statue. Poi c’è da pensare ai lavori di allestimento di tutto il museo. Ci auguriamo che presto si sblocchino e presto si possa
cominciare a lavorare in modo da aprire definitivamente il Museo nazionale di Reggio Calabria prima dell’avvio della prossima stagione turistica”. Oltre ai Bronzi, rientreranno al Museo nazionale altre opere, il Kouros, statua marmorea di epoca magno-greca raffigurante un giovinetto, e due maschere di bronzo, la Testa del filosofo e la Testa di Basilea.