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Il parco nazionale di Paestum e Velia lancia un video-invito a visitare in sicurezza l’area archeologica esaltandone il fascino e la magia. Bilancio del direttore Zuchtriegel di questo primo periodo post lockdown

Paestum 2020: un minuto e mezzo per ribadire la bellezza, il fascino, la potenza dei templi di Paestum. Il video di Videometro News Network “Oltre la favola, la realtà che fa sperare!”. L’invito del parco archeologico di Paestum e Velia è a visitare l’area archeologica e il museo nazionale in sicurezza nel rispetto delle norme anti Covid-19.

Il lancio promozionale del parco archeologico di Paestum, ampiamente annunciato nei giorni scorsi, arriva a un mese dal concerto per la Siria- Parco Archeologico Paestum di domenica 5 luglio 2020, diretto da Riccardo Muti. Un ponte di fratellanza attraverso l’arte e la cultura. Per il direttore Gabriel Zuchtriegel, al di là del sottolineare l’importanza di tenere viva l’attenzione sulla Siria dove le persone continuano a morire e il patrimonio culturale è a rischio, è l’occasione per fare un bilancio su queste prime settimane post-lockdown: “Al momento i numeri sono ancora più bassi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ma vediamo che vengono le famiglie, vengono le persone con disabilità, vengono le persone del territorio, e questa è la cosa importante per la quale stiamo lavorando. Noi abbiamo cercato e siamo riusciti a essere tra i primi su tutto il territorio nazionale a riaprire, perché siamo un’area aperta, abbiamo questa possibilità. L’importante comunque non è che sia Paestum, ma importante è che si riparta, che si faccia qualcosa. E Paestum potrebbe fare da apripista e da esempio per rilanciare anche tutto il settore dei concerti e dello spettacolo”.

All’ombra del tempio di Nettuno a Paestum l’atteso Concerto dell’Amicizia per la Siria diretto da Riccardo Muti celebra i quasi 20 anni di rapporti speciali tra la Borsa mediterranea del turismo archeologico e Palmira: dall’hashtag #Unite4HeritageforPalmyra al gemellaggio all’istituzione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, tributo al direttore della “Sposa del deserto” ucciso dall’Isis

L’attesa ormai sta per finire. Il Concerto dell’Amicizia dedicato alla Siria e a Khaled al-Asaad con l’Orchestra Cherubini diretta da Riccardo Muti che propone la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 55 “Eroica”, di Ludwig van Beethoven, si aprirà domenica 5 luglio 2020 alle 21.30 all’ombra del tempio di Nettuno di Paestum, grazie alla Regione Campania, alla Camera di Commercio di Salerno, al Comune di Capaccio Paestum, al Parco Archeologico di Paestum e Velia. Il concerto di Muti a Paestum non è un caso, ma fa ricordare che sono circa 20 gli anni delle relazioni tra Paestum e la Siria, una best practice di dialogo interculturale nell’ambito della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (la XXIII edizione è in programma dal 19 al 22 novembre 2020).

La first lady siriana Asma al-Assad con Ugo Picarelli fondatore e direttore della Borsa mediterranea del turismo archeologico (foto Bmta)

Lo speciale rapporto tra Paestum-Bmta e la Siria ha radici lontane. La Siria, dopo essere stata Paese Ospite Ufficiale nel 2003 alla VI edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico con la presenza del ministro del Turismo, è stata ogni anno presente a Paestum sin dal 2002, tanto che la First Lady Siriana Asma al-Assad volle suggellare questo rapporto, invitando a Damasco nel novembre 2005 una delegazione della BMTA per ricevere il Premio “Paestum” in occasione dell’inaugurazione della mostra dedicata alle missioni archeologiche italiane al museo nazionale.

Ugo Picarelli, direttore della Bmta, con i tre figli archeologi di Khaled al-Asaad: Waleed (ultimo direttore dell’area archeologica di Palmira), Fayrouz e Omar (foto Bmta)

La locandina della sesta edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”

Per questo e anche per la partecipazione annuale a Paestum del direttore del Turismo di Palmira Mohamad Saleh, del presidente della Federazione Siriana delle Camere del Turismo Mouhamed Al Khaddour e dei direttori generali del Ministero del Turismo Faisal Najati e Bassam Barsik, quest’ultimo nominato da appena un mese Governatore di Homs, la Provincia di cui fa parte Palmira, fu doveroso da parte della BMTA alla luce dei tragici accadimenti del 2015, che portarono alla distruzione del sito di Palmira da parte dell’Isis e all’uccisione del suo carismatico archeologo: lanciare da subito una campagna social all’insegna dell’hashtag #Unite4HeritageforPalmyra, farne l’immagine coordinata della Borsa e organizzare all’interno del programma della XVIII edizione la Conferenza “Distruzione del patrimonio culturale e disintegrazione delle identità” alla presenza di Taleb Rifai numero uno dell’Organizzazione Mondiale del Turismo di Madrid e di Mounir Bouchenaki consigliere speciale del direttore generale Unesco e in diretta video con Damasco con Maamoun Abdulkarim direttore delle Antichità della Siria; tributare all’archeologo simbolo di Palmira l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, quest’anno alla 6a edizione e sempre svolto alla presenza dei tre figli archeologi di Khaled al-Asaad: Waleed (ultimo direttore dell’area archeologica di Palmira), Fayrouz e Omar. Il Premio è l’unico riconoscimento a livello mondiale dedicato al mondo dell’archeologia e in particolare ai suoi protagonisti, gli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio.

La firma del gemellaggio ufficiale tra la Città di Capaccio Paestum e la città di Palmira nel 2018 (foto Bmta)

La BMTA per suggellare i tanti anni di relazioni e per tenere alta l’attenzione su Palmira è stata artefice: nel 2016 dell’accordo di amicizia e gemellaggio tra la Città di Capaccio Paestum e la cittadinanza di Palmira, firmato dal sindaco, dal fondatore e direttore della BMTA, dall’ultimo direttore del Turismo di Palmira Mohamad Saleh il 29 ottobre 2016 in occasione della XIX edizione; nel 2018 del gemellaggio ufficiale tra la Città di Capaccio Paestum e la città di Palmira, firmato dal sindaco e dal presidente della Federazione Siriana delle Camere del Turismo Mouhamed Al Khaddour, in rappresentanza del Governatore di Homs Talal al-Barazi il 16 novembre 2018 in occasione della XXI edizione alla presenza di Irina Bokova, fino a qualche mese prima numero uno dell’Unesco di Parigi, Mouhamed Al Khaddour, Mohamad Saleh, Paolo Matthiae l’archeologo che scoprì Ebla, Mounir Bouchenaki consigliere speciale del direttore generale Unesco e cittadino onorario di Paestum, Ugo Picarelli.

“Stanotte al museo Egizio” di Torino: il 28 maggio su Rai1 in prima serata Alberto Angela porta il telespettatore “in intimità” tra statue di divinità, sarcofagi, monili, utensili della vita quotidiana, papiri, geroglifici quando l’ultimo visitatore ha lasciato le sale

La magica atmosfera dello statuario del museo Egizio di Torino protagonista di "Stanotte al museo Egizio" su Rai1

La magica atmosfera dello statuario del museo Egizio di Torino protagonista di “Stanotte al museo Egizio” su Rai1

Alberto Angela durante le riprese di "Stanotte al museo Egizio" di Torino

Alberto Angela durante le riprese di “Stanotte al museo Egizio” di Torino

Avete mai pensato di trascorrere un’intera notte al museo, con le sale sgombre da turisti e da curiosi, solo in compagnia di faraoni, sfingi e mummie? Giovedì 28 maggio sera sarà possibile grazie a “Stanotte al Museo Egizio”, una serata ‘speciale’ in onda su Rai1, alle 21.15. Custode d’eccezione Alberto Angela, che accompagnerà gli spettatori all’interno del museo Egizio di Torino, dove i capolavori dell’antico Egitto si lasceranno ammirare “in intimità” dal pubblico. “Siamo arrivati al porto di destinazione. È stata una lunga traversata, per vent’anni abbiamo filmato di notte nei più importanti musei del mondo”, afferma Angela. “Il museo cambia volto di notte, nel silenzio ci sei solo tu e l’opera che ti guarda. È una sensazione straordinaria, un’atmosfera molto particolare da regalare a chi sta a casa, il programma si basa su questa formula. Immaginate: uscito l’ultimo visitatore il direttore vi consegna le chiavi del museo che è ‘vostro’ per tutta la notte, fino all’alba. Solo voi e i capolavori della genialità dell’uomo nei secoli”. Le prime scene del programma non possono che richiamare alla memoria “Notte al museo”, il film con Ben Stiller e Robin Williams ambientato al museo di Storia naturale di New York. Solo che il museo in questione è quello Egizio di Torino, “riaperto” lo scorso 1° aprile dopo un totale rifacimento-restauro. Il programma di Alberto Angela è una sorta di cronaca di una visita notturna nelle diverse sale insieme alle testimonianze filmate di alcuni italiani eccellenti che aiuteranno gli spettatori a comprendere meglio la civiltà egizia come il navigatore Giovanni Soldini (che parlerà delle imbarcazioni degli Egizi), il matematico Piergiorgio Odifreddi (che racconterà la nascita della matematica e della geometria), il maestro Riccardo Muti (che racconterà la storia dell’Aida) e l’oncologo Umberto Veronesi che suggerirà come invecchiare nel modo migliore. Tra gli ospiti d’eccezione anche Alessio Boni, nelle vesti di “vigilante speciale” del museo.

La rappresentazione di Aida per la trasmissione "Stanotte al museo Egizio" di Alberto Angela

La rappresentazione di Aida per la trasmissione “Stanotte al museo Egizio” di Alberto Angela

È notte, nelle grandi sale del museo Egizio di Torino non c’è nessun visitatore, tutto è avvolto in un silenzio suggestivo e irreale, e al centro della scena loro: statue di divinità, sarcofagi, monili, utensili della vita quotidiana, papiri, geroglifici. Proprio quando la giornata sembra finita, inizia la magia. Angela ci porterà alla scoperta delle meraviglie di una civiltà antica che ha segnato l’inizio della storia, permettendo al pubblico di compiere un vero e proprio viaggio indietro nel tempo di oltre 3000 anni. Ad accompagnare la notte saranno le note dell’Aida di Giuseppe Verdi, rielaborate per un quintetto di giovani musicisti, che risuoneranno nelle sale del museo risvegliando antiche sonorità, ambienti arcaici, imitando l’opera lirica nelle sue ambientazioni “egizie”. “Il pubblico da casa – spiega Angela – potrà così soffermarsi nella Galleria dei Re, davanti alle imponenti statue dei Faraoni che incutono timore e rispetto, avere modo di vedere nel dettaglio tutto quello che era contenuto nella tomba – una delle poche rimaste intatte – dell’architetto Kha e di sua moglie Merit. Ci faremo un’idea di quella che era la vita quotidiana degli Egizi, dal momento che la morte secondo la loro concezione era soltanto un passaggio a un’altra dimensione e perciò occorreva portarsi appresso nella tomba tutto ciò che poteva servire nell’aldilà”.

L'ostrakon con la danzatrice dipinta, uno dei pezzi più famosi conservati al museo Egizio di Torino

L’ostrakon con la danzatrice dipinta, uno dei pezzi più famosi conservati al museo Egizio di Torino

Alberto Angela col direttore Christian Greco durante le riprese

Alberto Angela col direttore Christian Greco durante le riprese al museo Egizio di Torino

Girato nell’arco di un mese, dalle 21 alle 5 del mattino all’interno del Museo Egizio di Torino, il più importante al mondo dopo quello del Cairo, il programma si annuncia come il primo tassello di un progetto più ampio: “Stanotte al Museo Egizio non resterà un progetto isolato, ma rappresenta il primo passo, l’inizio di una lunga serie, un programma che deve proseguire”, sottolinea Giancarlo Leone, direttore di Rai1. “Abbiamo già delle idee, come i musei Vaticani e la Galleria degli Uffizi, vorremmo renderlo un appuntamento stabile”. Con la complicità del direttore del museo Christian Greco, e un gruppo di ricercatori al lavoro anche di notte, si potranno osservare, in un laboratorio che ricorda quelli della polizia scientifica, particolari inconsueti della vita quotidiana degli Egizi, come le parrucche, le vesti pieghettate, i sandali infradito, il trucco per il viso e per gli occhi e soprattutto gioielli e amuleti. Sarà inoltre possibile leggere i papiri che hanno affascinato Jean François Champollion, di cui i telespettatori vedranno l’ombra nel museo e ascolteranno le impressioni sulle collezioni torinesi. Grazie alla collaborazione del direttore e degli Allievi del Teatro Stabile di Torino, sarà anche possibile incontrare l’archeologo Schiaparelli, la regina Nefertari, e una giovane acrobata che farà rivivere il salto di una danzatrice immortalato su uno dei reperti più famosi del museo Egizio, da un anonimo artista.