Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale presentazione del progetto “Patricom. I patrimoni delle comunità: nuove narrazioni per un turismo culturale sostenibile in Veneto” promosso dal dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova con Scatola Cultura. Ecco il programma
Una nuova risorsa digitale per un turismo culturale sostenibile e di comunità nel territorio rodigino. È la piattaforma Patricom che sarà presentata domenica 16 novembre 2025, alle 16.30, in sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Adria, in via Badini 59 ad Adria (Ro), nell’ambito del progetto “Patricom. I patrimoni delle comunità: nuove narrazioni per un turismo culturale sostenibile in Veneto” promosso dal dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova in partenariato con l’impresa culturale Scatola Cultura. Il programma: I LUOGHI DEL CINEMA NEL POLESINE, nuove narrazioni per un turismo sostenibile. Presentazione pubblica dei testi e delle videointerviste sul cinema del Polesine realizzati nell’ambito della ricerca. A cura di Giulia Lavarone, Farah Polato e Martina Nisticò, con la collaborazione del Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria. ARCHEOVENETO, il portale per conoscere l’archeologia nel Veneto. Presentazione pubblica del portale web dedicato al patrimonio archeologico regionale, con particolare riferimento alla provincia di Rovigo. A cura di Jacopo Bonetto, Andrea Raffaele Ghiotto e Vittoria Scaroni, con la collaborazione della Regione del Veneto, la direzione regionale Musei nazionali del Veneto e le soprintendenze Archeologia Belle arti e Paesaggio con sede a Padova Verona e Venezia. Interverrà all’incontro Stefania Paiola, in rappresentanza dell’impresa culturale Scatola Cultura. Alle 18 verrà offerto un piccolo rinfresco a tutti i presenti. Sono invitati a partecipare tutti gli interessati.
Monselice (Pd). “Scavi aperti” sulla Rocca: visite guidate con gli archeologi dell’università di Padova
L’appuntamento è per tutti i mercoledì di giugno 2025 sulla Rocca di Monselice (Pd) per “Scavi aperti”. Tornano infatti le visite guidate agli scavi archeologici sul Colle della Rocca di Monselice dove l’università di Padova opera su concessione del ministero della Cultura e grazie a un accordo con la Regione Veneto e Veneto Edifici Monumentali. Appuntamento quindi mercoledì 4, 11, 18 e 25 giugno 2025 alle 16. Prenotazioni e info: info@castellodimonselice.it, tel. 0429 72931.
Nogarole Rocca (Vr). All’ex oratorio San Leonardo di Pradelle apre la mostra “CON-NESSI. Interazioni millenarie di una necropoli” che vuole valorizzare l’eccezionale necropoli protostorica del III-II millennio a.C. che ha restituito 40 sepolture e molte ossa dei defunti che rivelano informazioni su mobilità, coesistenza sociale e attrattività dei territori
Dal lavoro sinergico della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, del Comune di Nogarole Rocca e del museo Archeologico nazionale di Verona (che ha fornito alcuni corredi esposti al Man-Vr), grazie alla sponsorizzazione di Autostrada del Brennero, nasce la mostra “CON-NESSI. Interazioni millenarie di una necropoli” che viene inaugurata il 6 novembre 2024 alle 10.30 e resterà aperta fino al 2 febbraio 2025, all’ex oratorio San Leonardo di Pradelle, nel comune di Nogarole Rocca (Vr). La mostra, che ha ottenuto il patrocinio dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, del FAI – Delegazione di Verona, della Provincia di Verona e della Regione Veneto, vuole valorizzare l’eccezionale necropoli protostorica del III-II millennio a.C. indagata dalla soprintendenza tra il 2017 e il 2019 nella lottizzazione “Le Porte della città” in località San Francesco.

L’area della necropoli protostorica del III-II millennio a.C. indagata dalla soprintendenza tra il 2017 e il 2019 nella lottizzazione “Le Porte della città” in località San Francesco di Nogarole Rocca (vr) (foto sabap-vr)

Un momento dello scavo nella necropoli preistorica e protostorica di Pradelle di Nogarole Rocca (Vr) (foto sabap-vr)
Più di 40 sepolture risalenti al III-II millennio a.C. su un’area di 12.800 metri quadri. Basterebbero i numeri a dire dell’eccezionalità delle scoperte archeologiche condotte dalla Soprintendenza nel Comune di Nogarole Rocca. Le indagini hanno consentito di svelare una straordinaria necropoli preistorica e protostorica, che probabilmente si estendeva su un’area ancora più vasta. E che oggi diventa protagonista di una mostra. Attraverso l’esposizione dei reperti rinvenuti e il racconto dei risultati inediti degli studi in corso sul contesto, si evidenzia il legame di questo rinvenimento con la contemporaneità e le nuove sfide di oggi in termini di mobilità, coesistenza sociale e attrattività dei territori.

Le tracce dei tumuli funerari della necropoli preistorica e protostorica di Pradelle di Nogarole Rocca (Vr) (foto sabap-vr)
La campagna di scavo, che è stata diretta dall’allora funzionario archeologo di zona Gianni De Zuccato e dalla collega Paola Salzani, ha portato alla luce più di 40 sepolture, di epoche diverse: 8 di queste sono risalenti alla fine dell’età del Rame e associate alla Cultura del Bicchiere campaniforme. Imponente l’articolazione della successiva frequentazione fra Bronzo Antico e Bronzo Medio 1 con strutture funerarie circolari (tumuli) e più di 25 sepolture a inumazione e infine le 6 sepolture a cremazione della fine del II millennio a.C.

Una sepoltura a inumazione dalla necropoli preistorica e protostorica di Pradelle di Nogarole Rocca (Vr) (foto sabap-vr)
Gli scavi hanno permesso di recuperare non solo materiali archeologici di eccezionale valore ma anche un importantissimo patrimonio rappresentato dalle ossa dei defunti. È stato così possibile approfondire alcuni temi particolarmente attuali nella ricerca archeologica e nel dibattito scientifico a livello europeo, non solo sulle malattie, sulla dieta e sulla salute dei defunti. Infatti grazie alle analisi genetiche sul Dna e a quelle isotopiche si sono potute reperire informazioni e formulare ipotesi anche sui legami di parentela, sulla provenienza e mobilità degli individui e di alcune materie prime.
Verona. Presentato in anteprima a Vinitaly 2024 il progetto del nuovo Atlante delle aree archeologiche del Veneto, vera e propria carta archeologica dell’intero territorio regionale, elaborata dalle tre Soprintendenze venete con la Regione Veneto, aggiornato alle ultimissime scoperte, in vista del redigendo nuovo Piano Paesaggistico Regionale e la normalizzazione degli oltre 1150 vincoli (prima regione in Italia)

Il soprintendente Vincenzo Tinè alla presentazione dell’Atlante delle Aree archeologiche del Veneto nello stand della Regione Veneto a Vinitaly 2024 di Verona (foto sap)
A distanza di quasi 40 anni dall’Atlante delle zone archeologiche del Veneto (Regione del Veneto, Venezia 1987), è stato presentato in anteprima a Verona, martedì 16 aprile 2024, nello stand della Regione del Veneto al “Vinitaly 2024”, il progetto del nuovo Atlante delle aree archeologiche del Veneto, di cui Sap – società archeologica srl ha curato l’impaginazione e l’elaborazione grafica. Si tratta di una vera e propria carta archeologica dell’intero territorio regionale, elaborata dalle tre Soprintendenze venete Archeologia Belle arti e Paesaggio del ministero della Cultura in collaborazione con la Direzione Pianificazione Territoriale della Regione del Veneto. Aggiornato alle ultimissime scoperte, questo data-base contiene i dati descrittivi, di perimetrazione cartografica e bibliografici di oltre 180 aree archeologiche con valenza paesaggistica. Alla presentazione sono intervenuti il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, l’assessore al Territorio cultura sicurezza della Regione del Veneto Cristiano Corazzari, il direttore Pianificazione territoriale della Regione del Veneto Salvina Sist e il direttore Beni attività culturali e sport della Regione del Veneto Fausta Bressani. Ha presentato il progetto il soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso, Vincenzo Tiné, anche a nome dei colleghi Marta Mazza, segretario regionale del ministero della Cultura per il Veneto e Fabrizio Magani, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna e per le province di Verona Rovigo e Vicenza.

Una visita guidata all’interno della Grotta di Fumane (Vr) in Valpolicella (foto comune di fumane)
Il ricco e articolato paesaggio archeologico del Veneto è stato oggetto di un importante progetto di analisi catalografica e cartografica, condotto nel quadro della redazione congiunta del Piano Paesaggistico Regionale tra Regione del Veneto e ministero della Cultura. Dal Paleolitico – quando nella grotta veronese di Fumane è attestata la più antica pittura europea – fino alla diffusione delle società di agricoltori neolitici e di quelle gerarchicamente strutturate delle età del Bronzo e del Ferro – quando compare la civiltà dei Veneti antichi, tra le più celebri dell’Italia preromana – fino alla piena Romanizzazione, alla tarda Antichità e al Medioevo, il Veneto è sempre stato uno dei luoghi di eccellenza per lo studio delle interazioni produttive tra uomo e ambiente. Un paesaggio pluristratificato, che culmina con la civiltà rinascimentale delle ville venete ma che trova nel più remoto passato le sue radici e il suo senso profondo: storico, socio-economico ed identitario. Nel quadro dei lavori per il Piano Paesaggistico Regionale, oltre che alla revisione e normalizzazione degli oltre 1150 vincoli paesaggistici ai sensi dell’art. 136 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio – il record italiano, seguito a grandissima distanza dai 400 vincoli paesaggistici della Toscana! – la Regione del Veneto e il ministero della Cultura hanno proceduto anche alla raccolta sistematica dei dati pregressi, finalizzata individuazione delle cosiddette “zone archeologiche” ai sensi dell’art. 142, c. 1, lett. m) del medesimo codice.
Prodromico all’individuazione delle vecchie e nuove zone paesaggisticamente tutelate da parte del redigendo Piano Paesaggistico Regionale, l’Atlante delle aree archeologiche del Veneto sarà a breve pubblicato in edizione digitale e cartacea nella serie degli apparati conoscitivi del Piano Paesaggistico Regionale. Il nuovo volume e il relativo data-base, consultabile on-line sul sito della Regione e delle Soprintendenze, rappresenteranno un formidabile strumento di conoscenza e tutela dei siti archeologici della regione, a disposizione di tutti i cittadini e gli enti per orientare consapevolmente le scelte urbanistiche, produttive e culturali del territorio veneto.
Vicenza. Ultimi giorni per visitare, nella Basilica palladiana, la grande mostra “I creatori dell’Egitto eterno. Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone”: gli orari. E mercoledì visita guidata per famiglie


La mostra “I creatori dell’Egitto eterno” prorogata al 28 maggio 2023
Ultimi giorni per visitare a Vicenza, nella Basilica palladiana, la grande mostra “I creatori dell’Egitto eterno. Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone”, ideata e promossa dal Comune di Vicenza e dal Museo Egizio, con il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Vicenza, in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio e la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza. La promozione e l’organizzazione sono curate da Marsilio Arte, che ne pubblica il catalogo. I partner dell’esposizione sono Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia – Vicenza, Fondazione Giuseppe Roi, AGSM AIM, Confindustria Vicenza, LD72, Beltrame Group ed Euphidra. L’esposizione rimarrà allestita fino a domenica 28 maggio 2023 nel salone della Basilica palladiana e sarà aperta martedì 23, mercoledì 24 e giovedì 25 maggio 2023, dalle 10 alle 18, venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 maggio 2023, dalle 10 alle 19. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.

Visite guidate per famiglie in basilica palladiana alla mostra “I creatori dell’Egitto eterno” (foto comune di vi)
Mercoledì 24 maggio 2023, alle 17, è in programma una visita guidata a partenza fissa per famiglie che durerà 60 minuti. I posti sono limitati (al massimo 25 persone), pertanto è consigliata la prenotazione online sia del biglietto per la mostra sia della visita guidata. Il costo della visita è di 6 euro a cui aggiungere il costo del biglietto d’ingresso alla mostra. I visitatori dovranno presentarsi all’ingresso 10 minuti prima dell’inizio della visita.

Il faraone Ramses II tra il dio Amon e la dea Mut, gruppo in granito dal tempio di Amon a Karnak (XIX dinastia, regno di Ramses II, 1279-1213 a.C.), conservato al museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)

Il ricco bookshop della mostra “I creatori dell’Egitto eterno” (foto comune di vi)
Il percorso espositivo presenta 180 reperti, 160 provenienti dalle collezioni del Museo Egizio e 20 dal Louvre di Parigi: statue, sarcofagi, papiri, bassorilievi, stele scolpite e dipinte, anfore, amuleti e strumenti musicali permettono di ricostruire la vita quotidiana degli abitanti di Deir el-Medina. Tra i tesori esposti a Vicenza c’è anche il sarcofago antropoide di Khonsuirdis e il corredo della regina Nefertari, ritornato in Italia dopo diversi anni di tour all’estero, in prestito a musei ed enti internazionali. Ai reperti originali si uniscono alcuni contenuti multimediali, che senza sostituirsi all’imprescindibilità della cultura materiale, ampliano, come una sorta di “doppio digitale”, le informazioni e le conoscenze che gli oggetti stessi ci tramandano.
Piazzola sul Brenta (Pd). A 15 mesi dalla sua scomparsa, e nel giorno del suo 67° compleanno, la Biblioteca ricorda Alessandra Toniolo con una breve presentazione dei suoi studi e dei suoi libri sull’archeologia del Veneto ed in particolare su anfore e vetri di età romana

L’archeologa Alessandra Toniolo: il suo sorriso ci manca (foto da qdqnews)
Quindici mesi senza il suo sorriso. Alessandra Toniolo è morta, a 65 anni, il 23 dicembre 2021 per un improvviso malore a Padova, dove risiedeva. “Con immenso dolore comunico agli amici e conoscenti di Pieve che stamattina ci ha lasciato mia sorella Alessandra”, così scriveva la sorella Alberta, docente universitaria a Barcellona, su un post pubblicato nel gruppo Facebook di Pieve di Soligo, città del Piave dove Alessandra era nata. “Sandra (come veniva chiamata, ndr) è cresciuta e ha trascorso la sua prima gioventù a Pieve, prima di trasferirsi in modo definitivo a Padova, ove ha lavorato e vissuto fino ad ora. Sicuramente molte persone si ricordano di lei, della sua energia vitale e del suo sorriso” (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2021/12/28/archeologia-in-lutto-e-morta-a-65-anni-per-un-improvviso-malore-alessandra-toniolo-impegnata-in-attivita-di-scavo-schedatura-dei-materiali-allestimento-musei-e-mostre-rigorosa-dalla-catalogazione/). Oggi, 1° aprile 2023, nel giorno in cui avrebbe compiuto 67 anni, il Comune di Piazzola sul Brenta e l’associazione “Gruppi archeologici del Veneto” di cui era socio fondatore, ricordano Alessandra Toniolo nella Biblioteca Andrea Mantegna, alle 18, con una breve presentazione dei suoi studi e dei suoi libri sull’archeologia del Veneto ed in particolare su anfore e vetri di età romana.

Copertina del libro “Le anfore di Altino” di Alessandra Toniolo
I Gruppi archeologici del Veneto (fondati a Padova nel 1985) sono iscritti all’albo delle associazioni culturali di Piazzola dal 2017 e collaborano attivamente con il Comune e la Biblioteca. Questa è la ragione per cui l’associazione, anche su richiesta di Giacomo, figlio dell’archeologa scomparsa, ha offerto al Comune la donazione della sua collezione di libri archeologici, che raccoglie tutti i principali testi pubblicati su tematiche inerenti l’antica Roma e il Veneto di duemila anni fa. Alessandra Toniolo aveva pubblicato fra gli altri i volumi “Le anfore di Altino”, “Vetri antichi del museo archeologico nazionale di Este”, “Le anfore di Adria”, oltre ad una serie di articoli su riviste specializzate come i “Quaderni di archeologia del Veneto”, editi dalla Regione. Negli ultimi anni della sua vita si era dedicata principalmente a far rivivere la cucina romana antica, sperimentando e cucinando cibi tratti da ricette dell’epoca. Non solo, aveva iniziato a preparare personalmente queste antiche ricette per eventi culturali quali inaugurazioni di mostre e musei, concerti ed iniziative benefiche.





Manca ormai pochissimo al convegno nazionale “La gestione dei Musei di Enti Locali. Criticità, modelli innovativi, prospettive di sviluppo” in programma al Palazzo della Gran Guardia in piazza Bra a Verona il 22 e il 23 novembre 2023: i posti in sala sono ormai esauriti, ma se non vi è registrati si potrà seguire le due giornate in diretta streaming sul canale YouTube dei Musei civici di Verona:
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