Archivio tag | Regione Veneto

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale presentazione del progetto “Patricom. I patrimoni delle comunità: nuove narrazioni per un turismo culturale sostenibile in Veneto” promosso dal dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova con Scatola Cultura. Ecco il programma

Una nuova risorsa digitale per un turismo culturale sostenibile e di comunità nel territorio rodigino. È la piattaforma Patricom che sarà presentata domenica 16 novembre 2025, alle 16.30, in sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Adria, in via Badini 59 ad Adria (Ro), nell’ambito del progetto “Patricom. I patrimoni delle comunità: nuove narrazioni per un turismo culturale sostenibile in Veneto” promosso dal dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova in partenariato con l’impresa culturale Scatola Cultura. Il programma: I LUOGHI DEL CINEMA NEL POLESINE, nuove narrazioni per un turismo sostenibile. Presentazione pubblica dei testi e delle videointerviste sul cinema del Polesine realizzati nell’ambito della ricerca. A cura di Giulia Lavarone, Farah Polato e Martina Nisticò, con la collaborazione del Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria. ARCHEOVENETO, il portale per conoscere l’archeologia nel Veneto. Presentazione pubblica del portale web dedicato al patrimonio archeologico regionale, con particolare riferimento alla provincia di Rovigo. A cura di Jacopo Bonetto, Andrea Raffaele Ghiotto e Vittoria Scaroni, con la collaborazione della Regione del Veneto, la direzione regionale Musei nazionali del Veneto e le soprintendenze Archeologia Belle arti e Paesaggio con sede a Padova Verona e Venezia. Interverrà all’incontro Stefania Paiola, in rappresentanza dell’impresa culturale Scatola Cultura. Alle 18 verrà offerto un piccolo rinfresco a tutti i presenti. Sono invitati a partecipare tutti gli interessati.

Monselice (Pd). “Scavi aperti” sulla Rocca: visite guidate con gli archeologi dell’università di Padova

L’appuntamento è per tutti i mercoledì di giugno 2025 sulla Rocca di Monselice (Pd) per “Scavi aperti”. Tornano infatti le visite guidate agli scavi archeologici sul Colle della Rocca di Monselice dove l’università di Padova opera su concessione del ministero della Cultura e grazie a un accordo con la Regione Veneto e Veneto Edifici Monumentali. Appuntamento quindi mercoledì 4, 11, 18 e 25 giugno 2025 alle 16. Prenotazioni e info: info@castellodimonselice.it, tel. 0429 72931.

Padova. Al via prima edizione di “Antica.mente”, il festival della cultura classica e delle letterature antiche, intitolata “Ad armi pari. Voci di donne dall’antichità”: tre giorni di talk, presentazioni e laboratori, aperti alla cittadinanza. Ecco il ricco programma

Raccontare il mondo antico dando voce ai testi. Intrecciare i fili delle culture che hanno attraversato il Mediterraneo fondendosi, scontrandosi, mutando lungo i secoli. Ripensare gli interrogativi del presente scavandone le origini remote.  Ecco “Ad armi pari. Voci di donne dall’antichità”, dal 9 all’11 maggio 2025, a Padova: una rassegna di talk, presentazioni e laboratori aperta alla cittadinanza, con cui indagare l’origine delle discriminazioni che faticosamente stiamo lavorando per superare, ma anche per ascoltare voci di riscatto che dall’antichità ancora ci parlano. Uno sguardo prospettico sui conflitti, le rivendicazioni, le aspirazioni del mondo contemporaneo. “Ad armi pari. Voci di donne dall’antichità” è il tema scelto per la prima edizione di “Antica.mente”, il festival della cultura classica e delle letterature antiche che nasce dal desiderio di raccontare il mondo antico facendo parlare i testi, per affrontare domande e sfide del presente e del futuro. Il festival 2025, promosso dal Centro interdipartimentale di Ricerca “Studi Liviani” dell’università di Padova, è realizzato con il sostegno della Regione del Veneto e con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, dell’università di Padova e del Comune di Padova, intende rafforzare attraverso i testi classici la nostra consapevolezza su un tema cruciale della società odierna come la parità di genere. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti, su prenotazione. Per informazioni e prenotazioni: unipd.link/festival-anticamente.

VENERDÌ 9 MAGGIO 2025, 9-18, sala delle Edicole, Palazzo del Capitanio: convegno di studi “Parole e silenzi delle donne nel mondo antico”. Nelle Troiane di Euripide, Andromaca ricorda la specchiata reputazione che ha conquistato comportandosi sempre come si conviene a una buona moglie: ha badato alla casa, ha parlato poco e soltanto quando richiesto. Nell’Aulularia di Plauto, la matrona Eunomia riconosce che una donna silenziosa non è mai esistita, e che le critiche all’eccessiva loquacità femminile sono dunque ben meritate. Gli esempi si potrebbero moltiplicare. Tra le norme di comportamento che il mondo antico impone alla donna, il silenzio sembra essere una delle più potenti. La donna per bene per lo più tace, dosa le parole, le riserva soltanto a materie importanti; come la modesta ape descritta da Simonide, evita di intrattenersi con altre donne appassionate di pettegolezzi amorosi. Da moglie, accetta di buon grado che sia il marito a parlare in sua vece, e, come dice Plutarco nei suoi Precetti coniugali, farà come il suonatore di flauto, a cui non dispiace produrre un suono più nobile grazie a un tramite. Esplorare il mondo delle donne nell’antichità significa spesso tentare di penetrare un silenzio, e impone sempre di fare i conti con le parole che autori uomini hanno attribuito loro. A volte sono parole di rivalsa, che arrivano perfino a immaginare un mondo diverso, altre volte di obbedienza. Questo convegno, aperto alle scuole e agli insegnanti, indagherà i silenzi e le parole delle donne antiche, mettendo in dialogo letteratura, storia e archeologia. Il convegno si terrà in presenza con possibilità di connessione da remoto tramite piattaforma Zoom, al link: https://unipd.zoom.us/j/84414481783. L’ingresso singolo non richiede prenotazione. Per prenotazioni di classi compilare il modulo disponibile a questo link: https://forms.gle/K36FRPSUHDREcDXeA. Comitato scientifico: Martina Elice, Gianluigi Baldo, Monica Salvadori, Luca Beltramini, Francesca Cavaggioni, Francesco Lubian, Antonella Duso.

VENERDÌ 9 MAGGIO 2025, 18.30-20, sala dei Giganti, Palazzo Liviano: concerto “Sulle note dei classici”. In questo concerto, realizzato da studentesse e studenti del Conservatorio C. Pollini di Padova e dagli archi dell’Orchestra Regionale dei Licei Musicali del Veneto, esploreremo la presenza duratura e profonda della cultura antica nella musica. Grazie a un repertorio che attraversa la storia della musica occidentale dal Barocco al Romanticismo, assaporeremo i modi in cui i grandi compositori hanno tradotto in melodia le suggestioni che venivano dalla storia e dal mito dei Greci e dei Romani. Musiche di: Arcangelo Corelli, Giuseppe Torelli, Antonio Vivaldi, Jean-Philippe Rameau, Giuseppe Tartini, Franz Schubert, Jan Sibelius, Igor Stravinskij.

SABATO 10 MAGGIO 2025, 9.30 – 10.45 – 12, museo di Scienze Archeologiche e d’Arte, Palazzo Liviano: laboratorio didattico (riservato alle scuole), in collaborazione con il CAM – Centro di Ateneo per i Musei, “La tela di Penelope”. Ogni tessuto racconta una storia, e con questa attività potremo iniziare a conoscerla. Il laboratorio comincerà con una breve presentazione teorica sulle tecniche, strumenti e materiali della tessitura antica. A seguire i partecipanti si cimenteranno a tessere di propria mano una tela o arazzo su piccoli telai. Per i più intraprendenti ci sarà l’opportunità di lavorare su una replica a grandezza naturale di telaio verticale a pesi, di epoca pre-romana. Un’esperienza emozionante il cui scopo è di far conoscere i lunghi ritmi della tessitura antica e apprezzare, con occhi nuovi, i tessuti del passato. Il laboratorio prevede tre turni: 9:30 – 10:45 – 12 (ultimo ingresso). La durata del laboratorio è di 45 minuti circa.

SABATO 10 MAGGIO 2025, 10-12, biblioteca del Seminario Vescovile: visita guidata “I tesori della Biblioteca antica del Seminario vescovile di Padova. Storie di donne nei manoscritti e nei libri a stampa
Visita guidata”. La Biblioteca del Seminario Vescovile di Padova custodisce e mette a disposizione degli studiosi un ricco patrimonio di manoscritti medievali e rinascimentali (224 latini, alcuni greci, ebraici e arabi), di libri a stampa (fra cui 483 incunaboli e 10.558 cinquecentine), di epistolari e documenti d’archivio. Guidati dalla Direttrice della biblioteca, Giovanna Bergantino, in questa visita percorreremo la storia della biblioteca e dei suoi tesori alla scoperta delle storie di donne che si celano tra le pagine dei manoscritti e dei libri a stampa. Federica Toniolo, studiosa di storia della miniatura dell’Università di Padova, ci parlerà degli splendidi apparati decorativi di alcuni di questi esemplari e della rappresentazione del mondo femminile che ne emerge. Rino Modonutti, studioso di letteratura medievale e umanistica, ci parlerà delle donne a vario titolo protagoniste di questi libri: committenti, destinatarie, proprietarie, autrici o protagoniste dei miti, delle storie e dei fatti in essi narrati.

SABATO 10 MAGGIO 2025, 15-16, Cortile Antico, Palazzo del Bo: reading teatrale “Eroine maghe assassine: donne del mito antico”. In questa lettura pubblica, accompagnata da musiche e coreografie, ci metteremo in ascolto della viva voce dei testi per scoprire le molte sfaccettature del mondo femminile antico. Realizzeremo l’origine remota e dolorosa di discriminazioni e stereotipi di genere che ancora oggi lottiamo per mettere da parte, ma scopriremo anche che nelle pagine della letteratura greca e latina si celano sentimenti di rivalsa e di ribellione contro lo status quo, e perfino la speranza di un mondo diverso. Selezione testi a cura di Luca Beltramini, con Giulia Briata; musiche di Caroline Leigh Halleck; coreografie di Francesca Vitillo.

SABATO 10 MAGGIO 2025, 17-18, Cortile Antico, Palazzo del Bo: talk di Laura Pepe (università Statale di Milano) “Noi sole generiamo uomini”. Le donne nella cultura e nella società di Sparta. In caso di maltempo, il reading è spostato in aula E a Palazzo Bo. Sparta non ha lasciato in eredità una splendida acropoli ancora visitabile. Sparta non annovera tra i suoi figli uno storico illustre che ne abbia ricostruito le vicende. Di Sparta sappiamo essenzialmente quello che ci ha raccontato la sua storica rivale, Atene. Ma a leggere bene tra le testimonianze del passato, emerge un’altra storia, tutta da raccontare. Scopriremo che vivere a Sparta non significava votarsi solo alla guerra e all’addestramento militare; che in città si apprezzavano motti di spirito, musica, feste; soprattutto, che le donne avevano più libertà e più diritti rispetto alle altre donne greche. Insomma, scopriremo perché la città “amabile” e “divina” – per citare Omero – ha lasciato segni indelebili nella storia e nella cultura del mondo greco.

Laura Pepe insegna Istituzioni di diritto romano e Diritto greco antico all’università di Milano. Oltre a libri e saggi accademici su diritto penale e diritto di famiglia nell’antichità, ha scritto diversi manuali di storia antica e grammatica latina per la scuola secondaria superiore. Ha pubblicato “Atene a processo. Il diritto ateniese attraverso le orazioni giudiziarie” (Zanichelli 2019), “I tendini di Zeus. Corpo, anima e immortalità nel mito greco” (Solferino 2023), “Un giorno con i giganti. La Grecia antica in sei lezioni” (Rizzoli 2023) e ha curato per il “Corriere della Sera” le collane “Vita degli antichi” (35 volumi, 2020) e “Amori mitici” (20 volumi, 2024). Collabora come divulgatrice scientifica con il canale televisivo Focus.

DOMENICA 11 MAGGIO 2025, 9.30 – 10.45 – 12, museo di Scienze Archeologiche e d’Arte, Palazzo Liviano: laboratorio didattico per adulti e famiglie, in collaborazione con il CAM – Centro di Ateneo per i Musei, “La tela di Penelope”. Ogni tessuto racconta una storia, e con questa attività potremo iniziare a conoscerla. Il laboratorio comincerà con una breve presentazione teorica sulle tecniche, strumenti e materiali della tessitura antica. A seguire i partecipanti si cimenteranno a tessere di propria mano una tela o arazzo su piccoli telai. Per i più intraprendenti ci sarà l’opportunità di lavorare su una replica a grandezza naturale di telaio verticale a pesi, di epoca pre-romana. Un’esperienza emozionante il cui scopo è di far conoscere i lunghi ritmi della tessitura antica e apprezzare, con occhi nuovi, i tessuti del passato. Il laboratorio prevede tre turni: 9:30 – 10:45 – 12 (ultimo ingresso). La durata del laboratorio è di 45 minuti circa.

DOMENICA 11 MAGGIO 2025, 10-12, centro storico di Padova: passeggiata epigrafica “Da Antenore alla street art: voci latine nelle strade di Padova”. Una passeggiata alla (ri)scoperta delle più significative iscrizioni in lingua latina che popolano le strade del centro storico di Padova. Daremo voce alle pietre di epigrafi e di monumenti pubblici, ognuna delle quali consentirà di illuminare alcune delle molte vie che il latino e la cultura antica hanno percorso nella nostra storia. Il ventaglio temporale, esteso dal medioevo alla contemporaneità, permetterà di attraversare snodi culturali di primo piano della cultura, come il preumanesimo e l’umanesimo, e di accostare grandi figure di intellettuali, come Concetto Marchesi. A ciò si accompagnerà l’approfondimento di aspetti linguistici scelti e di momenti rilevanti della storia cittadina, in un contesto informale scevro di ogni accademismo. Il luogo del ritrovo è l’atrio di Palazzo Liviano. L’itinerario termina all’Orto Botanico (via Orto botanico 15). La passeggiata ha durata complessiva di 2 ore e si svolge interamente all’aperto nel centro storico di Padova. L’evento si terrà anche in caso di maltempo.

DOMENICA 11 MAGGIO 2025, 17-18, sala degli Anziani, Palazzo Moroni: talk di Francesca Ghedini (università di Padova) “Le eroine del mito fra passato e presente”. Francesca Ghedini ci guiderà in un percorso in cui ricostruiremo, nel continuo confronto con i testi greci e latini, le vicende di alcune grandi figure femminili della tradizione occidentale. Fronteggiando le mille contraddizioni che una civiltà pervasa e invasa dalle immagini conserva e riproduce nei secoli, rileggeremo momenti poco noti o celeberrimi tramandati dal canone letterario e scaveremo nell’iconografia che gareggia con le parole. Amore e odio, tradimenti e malefici convivono con dati storici e artistici, ai quali si aggiunge quel pizzico di fantasia indispensabile per creare biografie coerenti e dare un’anima a queste donne nelle cui storie la parola si fa immagine e l’immagine ci tramanda una realtà diversa rispetto a quella codificata dai classici.

Francesca Ghedini, professoressa emerita di Archeologia all’Università di Padova, è autrice di qualche centinaio di pubblicazioni. Fra i vari ambiti della sua ricerca, si è dedicata principalmente allo studio dell’iconografia e all’uso delle immagini come specchio delle società che le hanno prodotte. Tra i suoi ultimi volumi, “Giulia Domna. Una siriaca sul trono dei Cesari” (2020) e “Lo sguardo degli antichi. Il racconto nell’arte classica” (2022).

Venezia. A Palazzo Ducale, sede Sabap, presentazione del libro “Le aree archeologiche del Veneto. Un quadro in evoluzione verso il piano paesaggistico regionale”: focus sulle aree archeologiche con potenziale interesse di tutela paesaggistica e di pubblica fruizione. Ecco il programma

Giovedì 10 aprile 2025, alle 15, nella sede della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e laguna a Palazzo Ducale, in piazza San Marco a Venezia, presentazione del libro “Le aree archeologiche del Veneto. Un quadro in evoluzione verso il piano paesaggistico regionale”. Il volume, edito dall’Istituto Poligrafico dello Stato per conto della Regione Veneto e del ministero della Cultura, presenta le aree archeologiche del Veneto con potenziale interesse di tutela paesaggistica e di pubblica fruizione. Si tratta dei siti archeologici più importanti del territorio regionale, candidati ad essere confermati o individuati dal redigendo Piano Paesaggistico Regionale come vere e proprie zone archeologiche (ai sensi dell’art. 142, 1, m) del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e ad essere oggetto di particolare attenzione negli strumenti urbanistici dei Comuni ospitanti. L’esperienza veneta sul tema archeologico-paesaggistico sarà messa a confronto con quella delle regioni del Nord Italia che hanno già approvato o stanno elaborando i piani paesaggistici. Evento gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito di Eventbrite raggiungibile al seguente link: http://bit.ly/3YaH3yv fino ad esaurimento posti.

Dopo i saluti di Luigi La Rocca, Capo Dipartimento Tutela del ministero della Cultura; Salvina Sist, direttore Pianificazione Territoriale della Regione del Veneto; Marta Mazza, segretario regionale per il Veneto del ministero della Cultura; Fabrizio Magani, soprintendente ABAP per il Comune di Venezia e Laguna; Andrea Rosignoli, soprintendente ABAP per province di Verona Rovigo e Vicenza; intervengono: Vincenzo Tiné, Brunella Bruno, Chiara D’Incà, Sara Bini (soprintendenze ABAP del Veneto), “Le zone archeologiche del Veneto”; Andrea Pessina, Valentina Minosi, Paola Ventura, Roberto Micheli (segretariato regionale MiC e soprintendenza ABAP Friuli V.G.), “Le zone archeologiche del Friuli Venezia Giulia”; Corrado Azzolini, Francesca Restano, Stefania Ratto (segretario regionale MiC Piemonte e soprintendenza ABAP di Torino), “Le zone archeologiche del Piemonte”; Federico Barello, Stefano Costa, Marta Conventi (soprintendenza ABAP di Savona e Imperia), “Le zone archeologiche della Liguria”; Ilaria Di Cocco (segretariato regionale MiC Emilia Romagna), “Le zone archeologiche dell’Emilia Romagna”. Conclusioni: Ugo Soragni, consulente esperto della Regione del Veneto per il PPR (già direttore regionale del MiC per il Veneto).

Verona. Al Vinitaly l’incontro “Vino & Archeologia”: Un’alleanza per il territorio: le “cantine archeologiche” nell’ambito delle azioni di valorizzazione della villa romana dei Mosaici di Negrar

“Vino & Archeologia”: Un’alleanza per il territorio: le “cantine archeologiche”. Appuntamento martedì 8 aprile 2025, al Vinitaly di Verona: alle 14.30, allo Stand della Regione del Veneto, Pad. 4, Stand D4-E4. Nel quadro delle attività di valorizzazione della Villa romana dei Mosaici di Negrar di Valpolicella (Vr) è nata l’idea di collegare in un’associazione nazionale le diverse aziende agricole e cantine che hanno sviluppato connessioni tra le loro produzione vinicola e importanti siti archeologici del territorio. L’occasione della più grande manifestazione italiana dedicata al vino appare propizia per un kick-off meeting tra i soggetti promotori e per la più efficace comunicazione dell’iniziativa al mondo enologico e archeologico. Interventi puntuali illustreranno alcuni casi-studio di collaborazione pubblico/privato per la promozione dei siti archeologici e dei vini ad essi collegati. Dopo i saluti del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, intervengono: Giuliano Volpe (università di Bari), “Cantine e archeologia”; Roberto Corciulo, Cristiano Tiussi (Fondazione Aquileia), “Il caso di Aquileia”; Andrea Rosignoli, Vincenzo Tiné (Soprintendenza ABAP VR-RO-VI e VEMET-BL-PD-TV), “Il caso di Negrar”; Giuliano Franchini, “Verso un’associazione tra le cantine archeologiche

Nogarole Rocca (Vr). All’ex oratorio San Leonardo di Pradelle apre la mostra “CON-NESSI. Interazioni millenarie di una necropoli” che vuole valorizzare l’eccezionale necropoli protostorica del III-II millennio a.C. che ha restituito 40 sepolture e molte ossa dei defunti che rivelano informazioni su mobilità, coesistenza sociale e attrattività dei territori

nogarole_oratorio-pradelle_mostra-connessi_locandinaDal lavoro sinergico della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, del Comune di Nogarole Rocca e del museo Archeologico nazionale di Verona (che ha fornito alcuni corredi esposti al Man-Vr), grazie alla sponsorizzazione di Autostrada del Brennero, nasce la mostra “CON-NESSI. Interazioni millenarie di una necropoli” che viene inaugurata il 6 novembre 2024 alle 10.30 e resterà aperta fino al 2 febbraio 2025, all’ex oratorio San Leonardo di Pradelle, nel comune di Nogarole Rocca (Vr). La mostra, che ha ottenuto il patrocinio dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, del FAI – Delegazione di Verona, della Provincia di Verona e della Regione Veneto, vuole valorizzare l’eccezionale necropoli protostorica del III-II millennio a.C. indagata dalla soprintendenza tra il 2017 e il 2019 nella lottizzazione “Le Porte della città” in località San Francesco.

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L’area della necropoli protostorica del III-II millennio a.C. indagata dalla soprintendenza tra il 2017 e il 2019 nella lottizzazione “Le Porte della città” in località San Francesco di Nogarole Rocca (vr) (foto sabap-vr)

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Un momento dello scavo nella necropoli preistorica e protostorica di Pradelle di Nogarole Rocca (Vr) (foto sabap-vr)

Più di 40 sepolture risalenti al III-II millennio a.C. su un’area di 12.800 metri quadri. Basterebbero i numeri a dire dell’eccezionalità delle scoperte archeologiche condotte dalla Soprintendenza nel Comune di Nogarole Rocca. Le indagini hanno consentito di svelare una straordinaria necropoli preistorica e protostorica, che probabilmente si estendeva su un’area ancora più vasta. E che oggi diventa protagonista di una mostra. Attraverso l’esposizione dei reperti rinvenuti e il racconto dei risultati inediti degli studi in corso sul contesto, si evidenzia il legame di questo rinvenimento con la contemporaneità e le nuove sfide di oggi in termini di mobilità, coesistenza sociale e attrattività dei territori.

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Le tracce dei tumuli funerari della necropoli preistorica e protostorica di Pradelle di Nogarole Rocca (Vr) (foto sabap-vr)

La campagna di scavo, che è stata diretta dall’allora funzionario archeologo di zona Gianni De Zuccato e dalla collega Paola Salzani, ha portato alla luce più di 40 sepolture, di epoche diverse: 8 di queste sono risalenti alla fine dell’età del Rame e associate alla Cultura del Bicchiere campaniforme. Imponente l’articolazione della successiva frequentazione fra Bronzo Antico e Bronzo Medio 1 con strutture funerarie circolari (tumuli) e più di 25 sepolture a inumazione e infine le 6 sepolture a cremazione della fine del II millennio a.C.

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Una sepoltura a inumazione dalla necropoli preistorica e protostorica di Pradelle di Nogarole Rocca (Vr) (foto sabap-vr)

Gli scavi hanno permesso di recuperare non solo materiali archeologici di eccezionale valore ma anche un importantissimo patrimonio rappresentato dalle ossa dei defunti. È stato così possibile approfondire alcuni temi particolarmente attuali nella ricerca archeologica e nel dibattito scientifico a livello europeo, non solo sulle malattie, sulla dieta e sulla salute dei defunti. Infatti grazie alle analisi genetiche sul Dna e a quelle isotopiche si sono potute reperire informazioni e formulare ipotesi anche sui legami di parentela, sulla provenienza e mobilità degli individui e di alcune materie prime.

Verona. Presentato in anteprima a Vinitaly 2024 il progetto del nuovo Atlante delle aree archeologiche del Veneto, vera e propria carta archeologica dell’intero territorio regionale, elaborata dalle tre Soprintendenze venete con la Regione Veneto, aggiornato alle ultimissime scoperte, in vista del redigendo nuovo Piano Paesaggistico Regionale e la normalizzazione degli oltre 1150 vincoli (prima regione in Italia)

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Il soprintendente Vincenzo Tinè alla presentazione dell’Atlante delle Aree archeologiche del Veneto nello stand della Regione Veneto a Vinitaly 2024 di Verona (foto sap)

A distanza di quasi 40 anni dall’Atlante delle zone archeologiche del Veneto (Regione del Veneto, Venezia 1987), è stato presentato in anteprima a Verona, martedì 16 aprile 2024, nello stand della Regione del Veneto al “Vinitaly 2024”, il progetto del nuovo Atlante delle aree archeologiche del Veneto, di cui Sap – società archeologica srl ha curato l’impaginazione e l’elaborazione grafica. Si tratta di una vera e propria carta archeologica dell’intero territorio regionale, elaborata dalle tre Soprintendenze venete Archeologia Belle arti e Paesaggio del ministero della Cultura in collaborazione con la Direzione Pianificazione Territoriale della Regione del Veneto. Aggiornato alle ultimissime scoperte, questo data-base contiene i dati descrittivi, di perimetrazione cartografica e bibliografici di oltre 180 aree archeologiche con valenza paesaggistica. Alla presentazione sono intervenuti il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, l’assessore al Territorio cultura sicurezza della Regione del Veneto Cristiano Corazzari, il direttore Pianificazione territoriale della Regione del Veneto Salvina Sist e il direttore Beni attività culturali e sport della Regione del Veneto Fausta Bressani. Ha presentato il progetto il soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso, Vincenzo Tiné, anche a nome dei colleghi Marta Mazza, segretario regionale del ministero della Cultura per il Veneto e Fabrizio Magani, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna e per le province di Verona Rovigo e Vicenza.

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Una visita guidata all’interno della Grotta di Fumane (Vr) in Valpolicella (foto comune di fumane)

Il ricco e articolato paesaggio archeologico del Veneto è stato oggetto di un importante progetto di analisi catalografica e cartografica, condotto nel quadro della redazione congiunta del Piano Paesaggistico Regionale tra Regione del Veneto e ministero della Cultura. Dal Paleolitico – quando nella grotta veronese di Fumane è attestata la più antica pittura europea – fino alla diffusione delle società di agricoltori neolitici e di quelle gerarchicamente strutturate delle età del Bronzo e del Ferro – quando compare la civiltà dei Veneti antichi, tra le più celebri dell’Italia preromana – fino alla piena Romanizzazione, alla tarda Antichità e al Medioevo, il Veneto è sempre stato uno dei luoghi di eccellenza per lo studio delle interazioni produttive tra uomo e ambiente. Un paesaggio pluristratificato, che culmina con la civiltà rinascimentale delle ville venete ma che trova nel più remoto passato le sue radici e il suo senso profondo: storico, socio-economico ed identitario. Nel quadro dei lavori per il Piano Paesaggistico Regionale, oltre che alla revisione e normalizzazione degli oltre 1150 vincoli paesaggistici ai sensi dell’art. 136 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio – il record italiano, seguito a grandissima distanza dai 400 vincoli paesaggistici della Toscana! – la Regione del Veneto e il ministero della Cultura hanno proceduto anche alla raccolta sistematica dei dati pregressi, finalizzata individuazione delle cosiddette “zone archeologiche” ai sensi dell’art. 142, c. 1, lett. m) del medesimo codice.

veneto_ptrc_2020_piano-territoriale_logoProdromico all’individuazione delle vecchie e nuove zone paesaggisticamente tutelate da parte del redigendo Piano Paesaggistico Regionale, l’Atlante delle aree archeologiche del Veneto sarà a breve pubblicato in edizione digitale e cartacea nella serie degli apparati conoscitivi del Piano Paesaggistico Regionale. Il nuovo volume e il relativo data-base, consultabile on-line sul sito della Regione e delle Soprintendenze, rappresenteranno un formidabile strumento di conoscenza e tutela dei siti archeologici della regione, a disposizione di tutti i cittadini e gli enti per orientare consapevolmente le scelte urbanistiche, produttive e culturali del territorio veneto.

Verona. Alla Gran Guardia il convegno nazionale “La gestione dei Musei di Enti Locali. Criticità, modelli innovativi, prospettive di sviluppo”: due giorni di confronto tra i responsabili di musei civici, le istituzioni preposte alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali. In presenza e on line

verona_gran-guardia_convegno-la-gestione-dei-musei-locali_locandinaManca ormai pochissimo al convegno nazionale “La gestione dei Musei di Enti Locali. Criticità, modelli innovativi, prospettive di sviluppo” in programma al Palazzo della Gran Guardia in piazza Bra a Verona il 22 e il 23 novembre 2023: i posti in sala sono ormai esauriti, ma se non vi è registrati si potrà seguire le due giornate in diretta streaming sul canale YouTube dei Musei civici di Verona: https://www.youtube.com/@imuv-imuseidiverona. Il convegno è promosso dal Comune di Verona, la Regione Veneto e ICOM Italia, con la collaborazione della direzione generale Musei del MIC, e il patrocinio dell’associazione nazionale Comuni italiani (Anci) e dell’associazione nazionale Musei locali italiani (Anmli), e con il sostegno degli Amici dei Civici musei di Verona. Il convegno si presenta come un’occasione di confronto tra i responsabili di musei civici, le istituzioni preposte alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali e un più vasto bacino di esperti e portatori di interesse, per fare il punto sulla situazione attuale e individuare strategie comuni e condivise nel rispondere alle sfide innovative della società contemporanea. Ai musei, investiti di funzioni sempre più ampie e incisive sul territorio, viene richiesto, infatti di assicurare un’offerta elevata dal punto di vista culturale ed efficace sul piano sociale ed economico, in sintonia con gli standard proposti per l’accreditamento nel Sistema museale nazionale e con le aspettative dei cittadini e dei turisti. Obiettivi che richiedono competenza e consapevolezza degli obiettivi e delle compatibilità economiche, tecniche e operative per raggiungerli. Rappresentanti dei musei di enti locali, accanto a esperti di varie discipline e istituzioni, sono chiamati a testimoniare l’evoluzione delle strutture museali civiche e dei modelli di gestione a circa 60 anni dalla ripartizione operata nel Decreto ministeriale del 1965 sulla base della L. 1080 del 1960 sulle “Norme concernenti i musei non statali”. Tra i punti cruciali, lo status giuridico e la missione, i livelli di autonomia dei musei all’interno dell’ente locale, le forme di governance e di partenariato, le reti e i sistemi locali e territoriali, i contratti, la collaborazione col Terzo Settore, gli strumenti che possano garantire lo studio, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale, la piena accessibilità, la condivisione di conoscenze, il piacere e il benessere dei visitatori, nel rispetto delle diverse identità e sensibilità, promuovendo quel ruolo di agenti di trasformazione sociale, che emerge dalla nuova definizione di museo approvata nel 2022 da ICOM, nel territorio di riferimento e nell’ambito del più ampio sistema museale nazionale.

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 22 NOVEMBRE. Alle 9.30, registrazione dei partecipanti; 10, saluti autorità e presentazione convegno. Sessione coordinata da ANMLI (Anna Maria Montaldo, presidente): 10.30, Massimo Osanna, direttore generale Musei, “I livelli uniformi di qualità del Sistema Museale Nazionale: il processo di accreditamento e le prospettive di cooperazione tra musei di diversa proprietà e tipologia”; 10.55, Fausta Bressani, direttore direzione Beni Attività culturali e Sport – Regione del Veneto, “Il patrimonio culturale in una visione integrata. La legge regionale n.17 del 2019”; 11.20, Giuseppe Piperata, professore ordinario di Diritto amministrativo allo Iuav di Venezia, “Il quadro giuridico dei musei di enti locali tra tradizione e innovatività”; 11.45, pausa caffè; 12.10, Girolamo Sciullo, già professore ordinario di Diritto amministrativo all’università di Bologna, “Gestione diretta/esternalizzazione di servizi, contratti, partenariati speciali, collaborazioni con il Terzo settore”; 12.35, Stefano Baia Curioni, direttore Fondazione Palazzo Te, “Attivismo, autonomia e governance nei musei locali”; 13, discussione, conclusioni. Pomeriggio. Sessione coordinata da ICOM Italia (Michele Lanzinger, presidente): 14.30, Daniele Ferrara, direttore direzione regionale Musei Veneto, “Reti e sistemi museali locali e territoriali: linee guida e buone pratiche di cooperazione, coordinamento, problematiche di leadership”; 14.55, Pierpaolo Forte, professore ordinario di Diritto amministrativo all’università del Sannio di Benevento, “Musei e rigenerazioni”; 15.20, Ludovico Solima, professore ordinario di Management e imprenditorialità nelle imprese culturali Dipartimento di Economia – Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, “Il ruolo della programmazione strategica per un museo”; 15.45, pausa caffè; 16.10, Tavola rotonda “Sistemi museali, aspetti gestionali e rapporti con il territorio”. Coordina Paola Marini (ANMLI, Amici dei Civici Musei di Verona), con i rappresentanti di musei di: Bologna (Eva Degl’Innocenti), Brescia (Stefano Karadjov), Milano (Domenico Piraina), Pistoia (Monica Preti), Roma (Claudio Parisi Presicce), Venezia (Mattia Agnetti), Verona (Francesca Rossi). Dibattito e conclusioni della giornata: Stefano Baia Curioni.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 23 NOVEMBRE. Alle 9, registrazione dei partecipanti; 9.30, Tavola rotonda “Per il rafforzamento della rete museale della città di Verona”. Coordina l’assessore alla Cultura del Comune di Verona, Marta Ugolini, con i rappresentanti di: Casa museo Palazzo Maffei (Vanessa Carlon), Fondazione Miniscalchi Erizzo (Giovanna Residori), Musei Civici di Verona (Francesca Rossi), museo Archeologico nazionale di Verona (Giovanna Falezza); 11, pausa caffè; 11.30, Laboratori “I musei di enti locali alla luce del piano di lavoro dell’UE per la cultura 2023-2026”. Coordina ICOM Italia: due tavoli tra rappresentanti di musei di città del Triveneto (direttori / conservatori / professionisti museali). Alle 11.30, “Sostenibilità e innovazione”, tavolo coordinato da Michele Lanzinger, presidente ICOM-Italia, “I musei e gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Un ruolo specifico per i musei civici”, con Bassano (Barbara Guidi), Montebelluna (Giorgio Vaccari), Treviso (Fabrizio Malachin), Verona (Cristina Lonardi); 12.15, “Accessibilità e partecipazione”, tavolo coordinato da Pier Luigi Sacco, professore ordinario di Economia all’università di Chieti-Pescara, “Musei civici senza ostacoli: l’accessibilità dalla progettazione alla formazione degli operatori; linee guida e progetti PNRR”, con Belluno (Cristina Busatta), Rovereto (Alessandra Cattoi), Udine (Paola Visentini), Venezia (Monica Rosina). Conclusioni: Michele Lanzinger.

Vicenza. Ultimi giorni per visitare, nella Basilica palladiana, la grande mostra “I creatori dell’Egitto eterno. Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone”: gli orari. E mercoledì visita guidata per famiglie

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La mostra “I creatori dell’Egitto eterno” prorogata al 28 maggio 2023

Ultimi giorni per visitare a Vicenza, nella Basilica palladiana, la grande mostra “I creatori dell’Egitto eterno. Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone”, ideata e promossa dal Comune di Vicenza e dal Museo Egizio, con il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Vicenza, in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio e la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza. La promozione e l’organizzazione sono curate da Marsilio Arte, che ne pubblica il catalogo. I partner dell’esposizione sono Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia – Vicenza, Fondazione Giuseppe Roi, AGSM AIM, Confindustria Vicenza, LD72, Beltrame Group ed Euphidra. L’esposizione rimarrà allestita fino a domenica 28 maggio 2023 nel salone della Basilica palladiana e sarà aperta martedì 23, mercoledì 24 e giovedì 25 maggio 2023, dalle 10 alle 18, venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 maggio 2023, dalle 10 alle 19. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.

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Visite guidate per famiglie in basilica palladiana alla mostra “I creatori dell’Egitto eterno” (foto comune di vi)

Mercoledì 24 maggio 2023, alle 17, è in programma una visita guidata a partenza fissa per famiglie che durerà 60 minuti. I posti sono limitati (al massimo 25 persone), pertanto è consigliata la prenotazione online sia del biglietto per la mostra sia della visita guidata. Il costo della visita è di 6 euro a cui aggiungere il costo del biglietto d’ingresso alla mostra. I visitatori dovranno presentarsi all’ingresso 10 minuti prima dell’inizio della visita.

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Il faraone Ramses II tra il dio Amon e la dea Mut, gruppo in granito dal tempio di Amon a Karnak (XIX dinastia, regno di Ramses II, 1279-1213 a.C.), conservato al museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)

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Il ricco bookshop della mostra “I creatori dell’Egitto eterno” (foto comune di vi)

Il percorso espositivo presenta 180 reperti, 160 provenienti dalle collezioni del Museo Egizio e 20 dal Louvre di Parigi: statue, sarcofagi, papiri, bassorilievi, stele scolpite e dipinte, anfore, amuleti e strumenti musicali permettono di ricostruire la vita quotidiana degli abitanti di Deir el-Medina. Tra i tesori esposti a Vicenza c’è anche il sarcofago antropoide di Khonsuirdis e il corredo della regina Nefertari, ritornato in Italia dopo diversi anni di tour all’estero, in prestito a musei ed enti internazionali. Ai reperti originali si uniscono alcuni contenuti multimediali, che senza sostituirsi all’imprescindibilità della cultura materiale, ampliano, come una sorta di “doppio digitale”, le informazioni e le conoscenze che gli oggetti stessi ci tramandano.

Piazzola sul Brenta (Pd). A 15 mesi dalla sua scomparsa, e nel giorno del suo 67° compleanno, la Biblioteca ricorda Alessandra Toniolo con una breve presentazione dei suoi studi e dei suoi libri sull’archeologia del Veneto ed in particolare su anfore e vetri di età romana

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L’archeologa Alessandra Toniolo: il suo sorriso ci manca (foto da qdqnews)

Quindici mesi senza il suo sorriso. Alessandra Toniolo è morta, a 65 anni, il 23 dicembre 2021 per un improvviso malore a Padova, dove risiedeva. “Con immenso dolore comunico agli amici e conoscenti di Pieve che stamattina ci ha lasciato mia sorella Alessandra”, così scriveva la sorella Alberta, docente universitaria a Barcellona, su un post pubblicato nel gruppo Facebook di Pieve di Soligo, città del Piave dove Alessandra era nata. “Sandra (come veniva chiamata, ndr) è cresciuta e ha trascorso la sua prima gioventù a Pieve, prima di trasferirsi in modo definitivo a Padova, ove ha lavorato e vissuto fino ad ora. Sicuramente molte persone si ricordano di lei, della sua energia vitale e del suo sorriso” (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2021/12/28/archeologia-in-lutto-e-morta-a-65-anni-per-un-improvviso-malore-alessandra-toniolo-impegnata-in-attivita-di-scavo-schedatura-dei-materiali-allestimento-musei-e-mostre-rigorosa-dalla-catalogazione/). Oggi, 1° aprile 2023, nel giorno in cui avrebbe compiuto 67 anni, il Comune di Piazzola sul Brenta e l’associazione “Gruppi archeologici del Veneto” di cui era socio fondatore, ricordano Alessandra Toniolo nella Biblioteca Andrea Mantegna, alle 18, con una breve presentazione dei suoi studi e dei suoi libri sull’archeologia del Veneto ed in particolare su anfore e vetri di età romana.

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Copertina del libro “Le anfore di Altino” di Alessandra Toniolo

I Gruppi archeologici del Veneto (fondati a Padova nel 1985) sono iscritti all’albo delle associazioni culturali di Piazzola dal 2017 e collaborano attivamente con il Comune e la Biblioteca. Questa è la ragione per cui l’associazione, anche su richiesta di Giacomo, figlio dell’archeologa scomparsa, ha offerto al Comune la donazione della sua collezione di libri archeologici, che raccoglie tutti i principali testi pubblicati su tematiche inerenti l’antica Roma e il Veneto di duemila anni fa. Alessandra Toniolo aveva pubblicato fra gli altri i volumi “Le anfore di Altino”, “Vetri antichi del museo archeologico nazionale di Este”, “Le anfore di Adria”, oltre ad una serie di articoli su riviste specializzate come i “Quaderni di archeologia del Veneto”, editi dalla Regione. Negli ultimi anni della sua vita si era dedicata principalmente a far rivivere la cucina romana antica, sperimentando e cucinando cibi tratti da ricette dell’epoca. Non solo, aveva iniziato a preparare personalmente queste antiche ricette per eventi culturali quali inaugurazioni di mostre e musei, concerti ed iniziative benefiche.