Firenze. Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Gli uccelli in Etruria: religione e vita quotidiana” con Cristiana Zaccagnino (Queen’s University, Kingston, Ontario, Canada), incontro straordinario de “I pomeriggi dell’Archeologico”

Il programma dei “Pomeriggi dell’archeologico” si arricchisce di un nuovo appuntamento straordinario in programma il 22 ottobre 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Firenze, con Cristiana Zaccagnino, professore ordinario, Queen’s University, Kingston, Ontario, Canada, su “Gli uccelli in Etruria: religione e vita quotidiana”. Nella religione etrusca gli uccelli avevano un ruolo importante. Gli auguri interpretavano il volere divino ascoltandone il canto e osservandone il volo e il modo in cui si nutrivano. Erano anche tra gli animali usati come vittime sacrificali. Gli uccelli, tuttavia, erano anche fonte di cibo, amati animali domestici, o simboli di status. Nell’arte etrusca le rappresentazioni di uccelli mostrano spesso una precisa conoscenza delle loro caratteristiche e del comportamento da parte degli artisti. È quindi spesso possibile identificare le specie rappresentate e il simbolismo a loro associato. Ingresso gratuito su prenotazione: man-fi@cultura.gov.it
Firenze. Al museo Archeologico nazionale, per “I Pomeriggi dell’Archeologico”, presentazione del libro “La riscoperta della città medievale di Tusculum (Monte Porzio Catone, Roma): quando storia e archeologia da “sorelle gelose” si trasformano in alleate preziose per la ricerca” di Valeria Beolchini

Giovedì 8 ottobre 2026, alle 17, per “I pomeriggi dell’Archeologico”, al museo Archeologico nazionale di Firenze presentazione del libro “La riscoperta della città medievale di Tusculum (Monte Porzio Catone, Roma): quando storia e archeologia da “sorelle gelose” si trasformano in alleate preziose per la ricerca” di Valeria Beolchini (EEHAR-CSIC; IH-CSIC).
Nell’immaginario collettivo, il nome Tusculum richiama inevitabilmente alla memoria l’antica città romana, in cui sorgeva la villa di Cicerone che ospitò le celebri Tusculanae disputationes. Meno noto è invece che nei secoli centrali del medioevo la città visse un periodo di rinnovato splendore, divenendo la roccaforte dinastica dal potente casato dei Conti di Tuscolo, fino a quando nel 1191 fu distrutta dalla vicina Roma proprio a causa della sua potenza e ricchezza. Il secolare abbandono del sito di fatto ne ha garantito la conservazione, al punto che quando agli inizi del XIX secolo Tusculum venne riscoperta, fu definita “la Pompei alle porte di Roma”. Ma, come consueto per l’epoca, l’attenzione dei primi archeologi fu riservata esclusivamente alle rovine romane, mentre le tracce dell’insediamento medievale furono eliminate senza lasciare traccia. A partire dal 1994 la EEHAR-CSIC, ente di ricerca spagnolo, ha avviato un progetto di ricerca archeologica nel sito su concessione ministeriale. I risultati delle indagini hanno permesso di ricostruire gradualmente la fisionomia della città nella sua diacronia, grazie all’apporto fornito da molteplici indagini interdisciplinari. La recente pubblicazione del volume Tusculum VII dedicato alle fasi di vita archeologicamente più labili e, conseguentemente, meno note dell’insediamento, si propone di contribuire a far riemergere dall’oblio del passato la storia della roccaforte medievale dei Conti di Tuscolo rimasta per secoli invisibile, la cui storia millenaria e la cui realtà materiale complessa e articolata la rendono un caso di studio particolarmente interessante per la medievistica italiana.
Come sempre ingresso gratuito su prenotazione, scrivendo a man-fi@cultura.gov.it
Firenze. Al museo Archeologico nazionale la conferenza “L’arte di illuminare presso gli Etruschi” con Vittorio Mascelli (musei Vaticani), primo incontro de “I pomeriggi dell’Archeologico”

Al museo Archeologico nazionale di Firenze tornano “I pomeriggi dell’Archeologico”. Il primo incontro della nuova stagione giovedì 10 settembre 2026, alle 17, la conferenza “L’arte di illuminare presso gli Etruschi” con Vittorio Mascelli, reparto Antichità etrusco-italiche, museo Gregoriano Etrusco – Musei Vaticani. “… gli Etruschi, ingegnosi come erano, producevano oggetti di ogni tipo…” Con queste parole Ateneo di Naucrati, ricorda, ancora nel II secolo d.C., la maestria degli Etruschi nel produrre splendidi candelabri in bronzo. Ma quali erano le tecniche utilizzate dai Tirreni per vincere il buio e rischiarare gli ambienti domestici al calare della sera? Dall’uso di candele di cera, di grasso animale, a quello di oli combustibili e degli strumenti che all’uomo moderno possano apparire tra i più bizzarri mai prodotti, si farà insieme un viaggio approfondito tra vita quotidiana e devozione religiosa nell’Etruria Antica, incrociando fonti scritte e dati archeologici. Ingresso gratuito con prenotazione, scrivendo a man-fi@cultura.gov.it
Firenze. Al museo Archeologico nazionale tornano i “Pomeriggi dell’Archeologico” che spaziano dall’Antico Egitto al Medioevo: ecco il programma da settembre a dicembre

Da settembre a grande richiesta riprendono al museo Archeologico nazionale di Firenze i “Pomeriggi dell’Archeologico”. Insieme a prestigiosi relatori e relatrici, verranno affrontati i temi più svariati spaziando dall’Antico Egitto al Medioevo, perché tante sono le anime dell’archeologia e del MAF. Si tratteranno pratiche della vita quotidiana, di ideologia funeraria, di storia dell’archeologia, di tutela del patrimonio durante le emergenze e di molto altro. Ecco l’elenco degli incontri in programma fino a dicembre 2026. Ingresso gratuito esclusivamente su prenotazione. Per informazioni: man-fi@cultura.gov.it, 055-2357717.
PROGRAMMA. 10 settembre 2026, “L’arte di illuminare presso gli Etruschi” con Vittorio Mascelli (musei Vaticani); 24 settembre 2026, “Non solo un affare di mummie: alle origini dell’Egittologia in Toscana” con Daniela Picchi (museo civico Archeologico di Bologna); 8 ottobre 2026, “La riscoperta della città medievale di Tusculum (Monte Porzio Catone): quando storia e archeologia da sorelle gelose si trasformano in alleate preziose per la ricerca” con Valeria Beolchini (EEHAR-CSIC); 19 novembre 2026, “La museruola di Kroton. Equipaggiamento equino e arte della cavalleria presso gli antichi Greci” con Gregorio Aversa (MAF); 26 novembre 2026, “Costantino e la Basilica di San Pietro in Vaticano” con Paolo Liverani (università di Firenze); 10 dicembre 2026, “Archeologia nel cratere del sisma. Tra ricostruzione, tutela e valorizzazione. Il caso della basilica di San Benedetto di Norcia” con Claudia Cenci (soprintendente), Gabriella Sabatini (MAF), Marco Cruciani (SABAP Umbria).
Firenze. Al museo Archeologico nazionale ultimo appuntamento per “I Pomeriggi all’Archeologico”: incontro con Giulia Basilissi (restauratrice MAF), Claudia Noferi (curatrice MAF) e Donata Magrini (ricercatrice ISPC-CNR) su “I colori di Larthia Seianti e il progetto SHADES per il MAF”

Al museo Archeologico nazionale di Firenze ultimo appuntamento della stagione per “I Pomeriggi dell’Archeologico”: giovedì 4 giugno 2026, alle 17, la conferenza “I colori di Larthia Seianti e il progetto SHADES per il MAF” con Giulia Basilissi, funzionaria restauratrice museo Archeologico nazionale di Firenze; Claudia Noferi, curatrice museo Archeologico nazionale di Firenze; Donata Magrini, ricercatrice ISPC-CNR. Ingresso libero su prenotazione obbligatoria, scrivendo a: man-fi@cultura.gov.it. In un affascinante viaggio dove si intrecciano, interdisciplinarità, storia, archeologia, museologia, restauro e scienza, le tre relatrici vi racconteranno i perché di un progetto, vincitore della call dell’Infrastruttura europea di ricerca per l’Heritage Science (E-RIHS), condotto su uno dei più importanti monumenti dell’arte etrusca: il Sarcofago di Larthia Seianti. Saranno presentati i primi risultati delle indagini conoscitive sulla straordinaria policromia di questa opera, condotte con metodologie scientifiche non invasive, all’interno del progetto SHADES- Seianti’s Hues: Analysis, Diagnostics, Engagement, Showcase. Analisi sui pigmenti della policromia del sarcofago policromo di Larthia, la sposa eterna, nel museo Archeologico nazionale di Firenze.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale per “I Pomeriggi all’Archeologico” incontro con Stefano Bruni (università di Ferrara) su “La fortuna della Chimera di Arezzo nel Novecento”

Al museo Archeologico nazionale di Firenze per “I Pomeriggi dell’Archeologico”, giovedì 28 maggio 2026, alle 17, la conferenza “La fortuna della Chimera di Arezzo nel Novecento” con Stefano Bruni (università di Ferrara). Un viaggio affascinante tra mito, archeologia e cultura contemporanea per riscoprire le molte “metamorfosi” di questo straordinario capolavoro etrusco. Negli ultimi anni molti sono stati gli studi e le ricerche dedicate al mondo etrusco e al suo riverbero nella cultura moderna, un fenomeno ampio e complesso, solo apparentemente periferico e marginale, che interessa non solo il mondo degli studi e dell’accademia, ma che spazia da quello delle arti – dalla pittura alla scultura, all’artigianato artistico, dalla letteratura alla musica – alla stessa ideologia politica e culturale che impronta con accenti diversi le iniziative e le liturgie della classe dirigente. In questo quadro un posto affatto particolare ha senza ombra di dubbio l’attenzione riservata alla Chimera, fin dalla sua scoperta ad Arezzo nel 1553, icona princeps dell’immaginario moderno, di cui nel corso della conferenza si ripercorrono la fortuna e le variegate metamorfosi che il monumento ha conosciuto nel Novecento.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale per “I Pomeriggi all’Archeologico” incontro con Alessandro D’Alessio, direttore del parco archeologico di Ostia antica, su “La cenatio rotunda della Domus Aurea”
Al museo Archeologico nazionale di Firenze per “I Pomeriggi dell’Archeologico”, giovedì 7 maggio 2026, alle 17, la conferenza “La cenatio rotunda della Domus Aurea” con Alessandro D’Alessio, direttore del parco archeologico di Ostia antica, che esplorerà forma, struttura e funzionamento di uno degli ambienti più affascinanti dell’antichità. Un viaggio tra archeologia, fonti antiche e meraviglie dell’ingegneria romana, alla scoperta di uno dei più suggestivi enigmi della Roma imperiale. Ingresso gratuito su prenotazione scrivendo a: man-fi@cultura.gov.it. Ricercata per decenni e alternativamente individuata nella sala ottagona del Padiglione di Colle Oppio o sul Palatino (sotto la cenatio Iovis della Domus Flavia e più di recente nell’area di Vigna Barberini), la celebre cenatio rotunda citata da Svetonio (Nero, 31) può essere oggi identificata proprio nella sala ottagona. Il riconoscimento e la collazione di una notevole messe di dati ed evidenze archeologiche, messe a confronto con le informazioni riportate nelle fonti letterarie, ci consente infatti di ricostruire, con buonissima approssimazione, forma, struttura e funzionamento della “sala rotante”: una controcalotta a lacunari aperti la quale girava, diebus ac noctibus vice mundi, a ridosso del rivestimento in lamine presumibilmente bronzee della grande cupola, azionata da un meccanismo idraulico e carica di significati simbolici di natura astronomica.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale per “I Pomeriggi all’Archeologico” incontro con Maria Emanuela Alberti del dipartimento SAGAS dell’università di Firenze su “I tessuti e il mondo egeo: economia tessile e abbigliamento nell’Età del Bronzo”
Al museo Archeologico nazionale di Firenze per “I Pomeriggi dell’Archeologico”, giovedì 12 febbraio 2026, alle 17, la conferenza “I tessuti e il mondo egeo: economia tessile e abbigliamento nell’Età del Bronzo” con Maria Emanuela Alberti del dipartimento SAGAS dell’università di Firenze. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria scrivendo a: man-fi@cultura.gov.it. Sulla base degli studi più recenti, la conferenza illustra l’importanza dei tessuti nell’area egea dell’Età del Bronzo (soprattutto tra 1900 e 1200 a.C.). La produzione tessile è stata infatti un elemento economico fondamentale per le società palaziali dell’epoca. Unendo documentazione iconografica, materiale e testuale si possono illustrare non solo i cambiamenti tecnologici e di organizzazione produttiva occorsi nel tempo, ma anche i codici di abbigliamento e le loro trasformazioni tra ambito minoico e quello miceneo. Un breve resoconto di alcune attività sperimentali permetterà di apprezzare meglio le difficoltà e la bellezza insite in questo tipo di produzione.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale per “I Pomeriggi all’Archeologico” la conferenza “Il ritorno della dea. Studio, conservazione e restauro del bassorilievo raffigurante la dea Maat” con Giulia Basilissi, restauratrice del Maf; Anna Consonni, curatrice sezione “Museo Egizio” del Maf; Alice Maccoppi, restauratrice
Al museo Archeologico nazionale di Firenze per i “Pomeriggi dell’Archeologico” giovedì 5 febbraio 2026, alle 17, la conferenza “Il ritorno della dea. Studio, conservazione e restauro del bassorilievo raffigurante la dea Maat” con Giulia Basilissi, funzionaria restauratrice del museo Archeologico nazionale di Firenze; Anna Consonni, curatrice sezione “Museo Egizio” del museo Archeologico nazionale di Firenze; Alice Maccoppi, restauratrice. Prenotazione obbligatoria scrivendo a: man-fi@cultura.gov.it. Il celebre bassorilievo raffigurante la dea egizia Maat, simbolo di verità, giustizia e ordine cosmico, conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Firenze e proveniente dalla tomba del faraone Seti I, rappresenta uno dei capolavori più significativi della collezione fiorentina. Il recente intervento di restauro, avviato in occasione dell’esposizione nella mostra Divine Egypt al Metropolitan Museum of Art di New York appena conclusasi, ha costituito un’importante occasione di studio, permettendo di ripercorrere la storia conservativa dell’opera e di approfondire le tecniche esecutive degli artigiani dell’antico Egitto. Durante l’incontro si offrirà l’inquadramento storico e collezionistico del bassorilievo, soffermandosi sulle modalità del suo arrivo a Firenze, e verranno illustrati alcuni dei risultati delle indagini diagnostiche non invasive condotte dal CNR-IFAC di Firenze. Queste analisi sono state fondamentali per valutare lo stato di conservazione, orientare le scelte di restauro e acquisire nuove informazioni materiali e tecniche, utili sia alla ricerca scientifica sia alla valorizzazione e divulgazione museale, per restituire al pubblico una lettura rinnovata di questo straordinario manufatto.





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