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Paestum. “Pentito” anonimo consegna 3 monete romane al parco archeologico di Paestum trovate trent’anni fa nell’area archeologica

Un altro pentito restituisce reperti di Paestum alla fruizione di tutti. Trovate circa trent’anni fa nell’area archeologica di Paestum, tre monete antiche di bronzo sono state consegnate il 27 ottobre 2020 in forma anonima al direttore del parco archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel. I funzionari del Parco già stanno provvedendo al restauro e all’inventariazione degli oggetti tra i quali spicca quello che secondo una prima analisi sembra essere un Quadrante di II secolo a.C. con testa barbata del dio Nettuno su un lato e l’immagine di un delfino sull’altro. Sotto la rappresentazione del delfino si leggono le lettere PAIS, abbreviazione del nome romano Paistom/Paestum dell’antica colonia ellenica fondata intorno al 600 a.C. sulla costa tirrenica dell’Italia meridionale e chiamata Poseidonia dai Greci. Si tratta dell’ultima in una serie di restituzioni da parte di persone “pentite” che hanno deciso di consegnare al Parco archeologico materiali custoditi a casa propria per renderli fruibili al pubblico e alla comunità scientifica, spesso dopo molti anni. “Ringraziamo chi ha fatto un gesto del genere”, dichiara il direttore, “anche se ricordiamo che è preferibile segnalare subito ogni ritrovamento di carattere archeologico perché solo in questa maniera possiamo risalire al contesto originario degli oggetti che è fondamentale per la conoscenza e per l’inquadramento scientifico dei materiali”.

Il tempio di Nettuno a Paestum (foto parco archeologico Paestum)

Intanto continuano gli scavi stratigrafici nei pressi del c.d. tempio di Nettuno, il più grande e meglio conservato dei tre templi pestani ancora visibili sul sito. Il progetto di scavo, che si inserisce in un più ampio intervento volto a implementare un sistema di monitoraggio sismico sul tempio, potrebbe gettare luce su alcuni degli aspetti ancora poco chiari, quali per esempio la cronologia precisa e il culto connesso all’edificio. “Spesso le persone mi chiedono se c’è ancora qualcosa da scoprire in un sito come Paestum”, commenta il direttore. “La verità è che ci sono ancora tante domande aperte persino riguardo un monumento così emblematico e famoso come il tempio di Nettuno. La valorizzazione, come la intendiamo a Paestum e Velia, mira a rendere i siti vivi attraverso un’azione di condivisione e di apertura degli scavi al pubblico, anche attraverso la rete, all’insegna di un approccio di Public Archaeology. Inoltre, quest’ultimo progetto sul tempio si avvale di importanti finanziamenti privati arrivati tramite la piattaforma Artbonus tanto da considerarlo un modello esemplare nel creare un circuito virtuoso tra ricerca, tutela, valorizzazione e partecipazione di cittadini e aziende locali”.

Paestum mette il suo patrimonio in rete: nasce il “Sistema Hera”, il nuovo catalogo digitale del parco archeologico di Paestum e Velia, sviluppato dalla stessa società della App Paestum, tra le applicazioni culturali più scaricate e usate in Italia

La locandina della presentazione del Sistema Hera Paestum

Si chiama “Sistema Hera”. È il nuovo catalogo digitale del parco archeologico di Paestum e Velia, sviluppato da una società specializzata in soluzioni tecnologiche, in rete da martedì 20 ottobre 2020. La presentazione del “Sistema Hera” sarà in videoconferenza sempre martedì 20 ottobre 2020 alle 11 (link gratuito https://zoom.us/s/94109339021). Il nuovo catalogo digitale è un sistema integrato GIS (Geographic Information System) in cui convergono le informazioni di catalogo, i documenti di archivio, il patrimonio monumentale e i dossier di progettazione, inseriti in un’architettura di sistema pensata per garantire il loro coordinamento e la gestione simultaneamente dei procedimenti a essi collegati. Il sistema consente di ricreare in ambiente digitale il legame contestuale dei reperti archeologici con i luoghi del loro rinvenimento, con le indagini che li hanno portati alla luce e con la documentazione ad essi riferita. Ogni elemento schedato è georeferenziato e mappato attraverso geometrie puntuali, lineari e areali. Tutti i dati presenti in “Hera” colloquiano tra loro mediante relazioni logiche e possono essere processati per finalità amministrative, progettuali e di fruizione, nonché essere integrati ai sistemi di catalogazione nazionali adottati dal ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco e del museo di Paestum e Velia

Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Paestum e Velia, non esita  a definire il nuovo catalogo digitale – battezzato “sistema Hera”- uno “spartiacque”: “Con il nuovo sistema integrato che mette in rete collezioni, monumenti, archivio e processi di studio e monitoraggio, si alza il livello di tutela attraverso una moderna gestione del patrimonio, basata su un database georeferenziato che permette di rintracciare ogni oggetto sia per quanto riguarda il suo contesto di rinvenimento sia per quanto riguarda interventi di restauro, prestiti e studi. Aumentiamo anche l’accessibilità del patrimonio consentendo a utenti esterni da tutto il mondo di accedere a tutti i dati che non sono classificati come sensibili. Infine, l’accesso a archivi, relazioni di scavo, interventi di restauro e dati cartografici è anche un grande passo in avanti per la ricerca all’insegna di un approccio di Public Archaeology”.

Il Sistema Hera applicato nei depositi del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

Il sistema digitale di catalogazione, gestione e studio del patrimonio archeologico di Paestum è online dal 20 ottobre 2020 ed è stato sviluppato in collaborazione con Visivalab, una società specializzata in soluzioni tecnologiche che ha collaborato già in passato con il Parco Archeologico, sviluppando un’app gratuita per i visitatori dal nome “App Paestum”. Il sistema è aperto a tutti, non solo al personale interno, ed è accessibile mediante il sito-web del Parco archeologico (www.paestum.museum): studiosi, professionisti o semplici appassionati potranno consultare in tempo reale il database per mezzo di un sistema di autenticazione che organizza l’accesso in tre livelli. La scelta del Parco di investire in un sistema informativo risulta importante non solo nella gestione di una grande quantità di materiali, ma anche in fase di organizzazione del lavoro e programmazione delle attività e degli investimenti, al fine di ottimizzare le azioni di tutela, conservazione, fruizione e valorizzazione.

La struttura del Sistema Hera del parco archeologico di Paestum e Velia (foto pa-paeve)

“Il sistema Hera è un grande contenitore formulato su tecnologia GIS che parla di Paestum e Velia”, dichiara il funzionario archeologo, Francesco Uliano Scelza. “Grazie al lavoro di archeologi e collaboratori, è stato possibile raccogliere, digitalizzare e sistematizzare i materiali presenti negli archivi, nei depositi e nelle aree di competenza del Parco: dalle planimetrie e disegni ai documenti scientifici e amministrativi; dalle schede di restauro e manutenzione ai dati di scavo; dal materiale bibliografico a quello fotografico. Il risultato è un sistema circolare dove monumenti, reperti e indagini sono collegati tra loro attraverso relazioni logiche, topografiche e documentali. Le schede inserite nel sistema sono attualmente più di 15.000, ma il lavoro è in continuo divenire, anche alla luce dei nuovi scavi”.

La App Paestum è disponibile in sei lingue e in Lis (foto pa-paeve)

Il viaggio nel mondo del digitale del Parco Archeologico di Paestum e Velia è iniziato già qualche anno fa, in particolare in ambiente social, per poi consolidarsi progressivamente e offrire agli utenti una modalità di fruizione dei monumenti e delle collezioni museali innovativa e complementare a quella tradizionale. Da un anno il Parco archeologico ha una propria app scaricabile gratuitamente su Apple store e Android: è disponibile in 6 lingue ed in LIS ed è stata realizzata da VISIVALAB e ECCOM con l’Istituto Statale per Sordi. L’​App mobile che accompagna i visitatori alla scoperta della città dei templi con testi, audio, immagini e video di approfondimento, è stata aggiornata in questa primavera nel pieno dell’emergenza sanitaria da Covid-19, diventando così un’alleata per la gestione in sicurezza dei flussi dei visitatori grazie alla geolocalizzazione degli ospiti all’interno dell’area archeologica. Positivi i dati in merito all’App che nei mesi di luglio e agosto ha registrato un record di 10.190 download: circa il 18% dei visitatori giunti a Paestum hanno usufruito dell’applicazione per la visita al sito archeologico e ancora oggi sono 4mila gli utenti attivi che continuano ad avere l’applicazione sul proprio smartphone. Numeri che pongono l’App Paestum tra le applicazioni culturali più scaricate e usate in Italia.

Molteplici le funzioni della App Paestum (foto pa-paeve)

“Il nostro obiettivo è quello di migliorare la fruizione del Parco seguendo i principi dell’accessibilità universale anche attraverso il digitale”, commenta il direttore. “Stiamo dando seguito alle indicazioni della Direzione Generale Musei che mira a promuove la digitalizzazione e l’innovazione nei musei e nei luoghi della cultura. Il focus nel processo di digitalizzazione è il miglioramento dei servizi al pubblico ed è proprio quello a cui puntiamo a Paestum e a Velia”. Tra le novità in cantiere, al Parco Archeologico di Paestum e Velia si sta lavorando per la definizione di processi di digitalizzazione come la creazione di modelli in 3D, soluzioni di realtà aumentata ed esperienze di gaming. L’obiettivo è di essere presenti in maniera efficace su tutti i canali digitali con contenuti adeguati e in grado di coinvolgere sempre di più il pubblico, pur “non dimenticando che la prima esperienza che vogliamo far vivere ai nostri visitatori è quella sensoriale con la visita in presenza a Paestum e Velia”, come chiosano dal Parco.

Paestum. Aperta al museo Archeologico nazionale la mostra “Paestum. Fotografie di Marco Divitini” che immortala gli angoli nascosti e le prospettive più belle dell’area archeologica con l’infrarosso andando oltre il visibile e toccando il punto in cui lo spettro dei colori è oramai cessato

La locandina della mostra “Paestum. Fotografie di Marco Divitini” al museo Archeologico nazionale di Paestum

La maggior parte degli scatti di Marco Divitini è avvenuta nel giorno del solstizio d’estate a Paestum: alcune immagini celebrano la solenne magnificenza dei grandi alberi del Santuario meridionale (pini, cipressi, lecci), altre i colonnati dei templi dorici. Alle immagini di Paestum, Divitini ha poi aggiunto quelle di Porta Rosa a Velia. Sospeso in uno spazio e in un tempo che sembrano eterni, l’artista Marco Divitini esplora il mondo dell’archeologia pestana ed espone ventisette immagini realizzate con la tecnica dell’infrarosso nella mostra “Paestum. Fotografie di Marco Divitini”, a cura di Dora Celeste Amato, aperta venerdì 16 ottobre 2020 al museo Archeologico nazionale di Paestum. La mostra offre ai visitatori l’opportunità di esplorare i monumenti dell’area archeologica andando oltre il visibile e toccando il punto in cui lo spettro dei colori è oramai cessato: l’infrarosso dà luce ai Templi di Paestum in ogni loro emozione attraverso la scenografia senza pari della natura circostante.

“È un grande onore per me poter varcare la soglia di Paestum e Velia, siti di unico valore da un punto di vista storico, artistico e architettonico”, interviene il maestro Marco Divitini. “Ho potuto immortalare gli angoli nascosti e le prospettive più belle, provandone a svelare il lato onirico. Ringrazio pertanto il direttore Gabriel Zuchtriegel, per aver creduto nella mia arte, per averne apprezzato il valore e, dunque, per avermi dato la possibilità di realizzare le mie opere. E un ringraziamento va alla curatrice della mostra, la dottoressa Dora Celeste Amato, per il supporto, l’impegno e la profonda competenza che ha profuso dedicandomi tempo ed energie”.

Il santuario Meridionale a Paestum nella magia della vegetazione (foto di Marco Divitini)

La mostra “Paestum. Fotografie di Marco Divitini”, aperta fino al 16 gennaio 2021 (ingresso incluso nel biglietto di accesso al Parco, nell’abbonamento Paestum&Velia e nella card Adotta un Blocco), è racchiusa in un catalogo anch’esso curato dalla giornalista e scrittrice Dora Celeste Amato. Tra le pagine del volume, arricchito di altri scatti dell’artista non esposti in mostra, Divitini racconta la sua arte: guarda, vede, narra un modo passato e interiore di cui ognuno potrà sentirsi partecipe. “Un faro di luce onirica, le fotografie di Marco Divitini, un Tempo orizzontale che racchiude passato, presente, futuro”, sintetizza la curatrice Dora Celeste Amato.

 

Parco archeologico di Paestum e Velia: aperture serali, percorsi tematici e didattica per tutti da ottobre a dicembre

“Paestum al chiaro di luna”, le suggestive visite al buio con lanterne nel Santuario meridionale (foto pa-paeve)

Il Parco Archeologico di Paestum e Velia apre le porte ai visitatori di sera, grazie al Piano di Valorizzazione del MiBACT che consente la fruizione dei due siti archeologici oltre il consueto orario di apertura. Si parte venerdì 2 ottobre 2020 e si prosegue con un calendario di 20 serate: in programma da ottobre a dicembre eventi, percorsi tematici e didattica per tutti dalle 19.30 alle 22.30 (ultimo ingresso alle 21.45), con biglietto a 1 euro dai 18 anni in su. Calendario aperture straordinarie serali Paestum e Velia 2020: ottobre, 2, 3, 10, 17, 24, 31; novembre: 7, 14, 20, 21, 28; dicembre: 5, 6, 7, 8, 12, 19, 20, 26, 27. A Paestum nei giorni 2 e 3 ottobre e 14, 20 e 21 novembre 2020 saranno aperti sia il museo che l’area archeologica (limitatamente al percorso del Santuario Meridionale); nelle restanti date sarà aperto solo il Museo. Costo del biglietto serale “Paestum & Velia al chiaro di luna” 1 euro per tutti acquistabile presso la biglietteria di entrambi i siti oppure online sul circuito VivaTicket. Ingresso gratuito fino a 18 anni e per tutti coloro che sono in possesso dell’abbonamento “Paestum&Velia” e della card Adotta un blocco. Tutti gli eventi si svolgeranno nel pieno rispetto delle norme anti-Covid.

La locandina dello spettacolo “The Apology of Socrates” by Plato al parco archeologico di Paestum

A Paestum, il Piano di Valorizzazione 2020 esordisce con “Apology of Socrates by Plato”, spettacolo diretto e interpretato da Christian Poggioni con le musiche originali di Irina Solinas. La rappresentazione in lingua inglese sarà allestita nell’area archeologica di Paestum e rappresenta l’appuntamento conclusivo della XXIII edizione di VeliaTeatro, rassegna realizzata in collaborazione con Parco Archeologico di Paestum e Velia, Comune di Ascea, Associazione “Amici di Paestum” e Fondazione Alario per Elea-Velia. Il testo originario, scritto da Platone in giovane età, ripercorre l’autodifesa che Socrate pronunciò di fronte ai giudici ateniesi nel 399 a.C. di cui Platone era un testimone oculare. Socrate, vittima di una cospirazione politica, è accusato di empietà e di corruzione dei giovani. Per questi motivi è condannato a morte, ma alla fine del processo lascia ai suoi accusatori un ultimo messaggio fondamentale: “Perché se pensi che uccidendo gli uomini puoi evitare che l’accusatore censuri le tue vite, ti sbagli; nessun male può accadere a un uomo buono, né nella vita né dopo la morte”. Poggioni porta in scena tutta l’intensità di quel monologo che è il dialogo politico di Platone per eccellenza, che mostra un uomo e la sua comunità nel drammatico confronto sul significato della vita sia personale che politico.​ Sempre a Paestum, le altre serate del Piano di Valorizzazione 2020, a partire dalla sera del 10 ottobre 2020, saranno dedicate ai bambini e alle loro famiglie con l’evento “Pulcinella racconta Paestum”: la maschera napoletana più famosa al mondo diventa un Cicerone d’eccezione per raccontare con simpatia e ironia la storia in rima dell’antica città greca, lucana e romana di Poseidonia-Paestum con tour accompagnati nel museo.

A Velia il programma previsto per le aperture serali è altrettanto ricco e suggestivo con l’evento “Velia al chiaro di luna. Percorso con lanterne tra gli scavi di Velia”. Nei mesi autunnali e invernali, l’area archeologica velina subirà una contrazione dell’orario di visita, anticipando la chiusura a dopo il tramonto: grazie ai percorsi con le lanterne, all’opposto, sarà possibile visitare il sito anche in orario serale, godendo così di un’esperienza unica ed affascinante, quasi a tuffarsi nel passato e a immaginare di essere un antico abitante della città magno-greca, patria dei filosofi Parmenide e Zenone.

Giornate europee del Patrimonio: il parco archeologico di Paestum e Velia propone un programma ricco e variegato con visite guidate tematiche, laboratori per bambini e ragazzi, e concerti

La locandina del programma del parco archeologico di Paestum e Velia per le Giornate europee del Patrimonio 2020

“Paestum al chiaro di luna” e “Note di musica tra gli scavi di Velia” sono solo due degli eventi del ricco programma previsto nei siti archeologici di Paestum e Velia per le Giornate europee del Patrimonio. Il 26 e 27 settembre 2020, il Parco archeologico di Paestum e Velia aderisce infatti alle Giornate Europee del Patrimonio, manifestazione promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione UE dal 1991 con l’intento di stimolare l’interesse per il patrimonio culturale europeo e sensibilizzare le giovani generazioni in merito alla ricchezza e alle diversità culturali dell’Europa. Il tema scelto per quest’anno è “Imparare per la vita”, nella traduzione del tema europeo “Heritage and Education”. Il cartellone, ricco e variegato, mira a coniugare divertimento e cultura per tutti con visite guidate tematiche, laboratori per bambini e ragazzi, e concerti. Massima attenzione alla sicurezza con gli eventi che si svolgeranno nel pieno rispetto delle norme anti Covid-19. Tutti gli eventi sono gratuiti e inclusi nel biglietto di ingresso al Parco e nell’abbonamento Paestum&Velia.

“Paestum al chiaro di luna”, le suggestive visite al buio con lanterne nel Santuario meridionale (foto pa-paeve)

Sabato 26 e domenica 27 settembre 2020, il Parco Archeologico di Paestum e Velia sarà aperto dalle 9 alle 19:30 (ultimo ingresso alle 18:45); in programma sabato 26 settembre 2020 l’apertura straordinaria delle due aree archeologiche e del Museo di Paestum dalle 19:30 alle 22:30 con biglietto di ingresso a 1 euro acquistabile alle biglietterie del Parco dalle 19 alle 22. Per le Giornate Europee del Patrimonio 2020, Paestum potenzia la sua offerta culturale con le attività per bambini e ragazzi presso il Parco dei Piccoli, il parco giochi a tema archeologico con 10 strutture tra giochi antichi e ricostruzioni di macchine da cantiere ideato in collaborazione con Legambiente Paestum. Ampio spazio verrà riservato all’archeologia pubblica e alle visite agli scavi in corso nell’area archeologica di Paestum allo scopo di spiegare ai visitatori il mestiere dell’archeologo e la metodologia della ricerca archeologica. In programma visite al cantiere presso il tempio di Nettuno e ai resti del tempietto di V sec. a.C. rinvenuto presso il lato ovest delle mura di cinta durante i lavori di pulizia e restauro e attualmente conservati nella sala cella del museo di Paestum. In occasione dell’apertura straordinaria serale, torna nell’area archeologica “Paestum al chiaro di luna”, le suggestive visite al buio con lanterne nel Santuario meridionale, con distribuzione dell’astrolabio.

Veduta notturna del sito archeologico di Velia (foto pa-paeve)

Laboratori, spettacoli e visite guidate saranno i protagonisti delle Giornate Europee del Patrimonio 2020 a Velia: sabato 26 e domenica 27 settembre è in programma “ArtVelia”, laboratori didattici per tutti su temi archeologici, a cura della Cooperativa Effetto Rete. Nella giornata di sabato, tra i monumenti velini, risuoneranno le note degli studenti del conservatorio di musica “Giuseppe Martucci” di Salerno con quattro concerti dal titolo “Note di musica tra gli scavi di Velia”. In serata, il professore Luigi Vecchio dell’Università degli studi di Salerno, con il funzionario archeologo del Parco Archeologico di Paestum e Velia, Francesco Uliano Scelza, proporranno una visita inedita per le strade di Elea-Velia: si tratta di un percorso attraverso la porzione bassa della città, dove si incrociano case, monumenti pubblici e memorie. Grazie alle spiegazioni dei due archeologi, i visitatori incontreranno Parmenide, i medici eleati, varie divinità e gli abitanti di questa antica città della Magna Grecia.

A Paestum apre la mostra “Gillo Dorfles. La sua Paestum”: a due anni dalla sua scomparsa, omaggio al sodalizio che, in circa vent’anni, l’artista e critico d’arte triestino ha saputo tessere con il territorio pestano e la sua comunità

Gillo Dorfles a Paestum in occasione della mostra di Arnaldo Pomodoro (foto pa-paeve)

La locandina della mostra “Gillo Dorfles. La sua Paestum” a Paestum dal 17 settembre al 17 novembre 2020

Gillo Dorfles torna nella sua amata Paestum a 2 anni dalla sua scomparsa con una mostra a lui dedicata per celebrare e rendere omaggio al sodalizio che, in circa vent’anni, l’artista e critico d’arte triestino ha saputo tessere con il territorio pestano e la sua comunità. Dal 17 settembre 2020 al 17 novembre 2020, negli spazi della Torre 28 dell’antica cinta muraria di Paestum la mostra  “Gillo Dorfles. La sua Paestum”, a cura di Nuvola Lista e Antonello Tolve (orari d’apertura: tutti i giorni, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Ingresso incluso nel biglietto del Parco Archeologico di Paestum e Velia, nell’abbonamento Paestum & Velia e nella card Adotta un blocco), una raccolta di circa cento opere tra materiali minimi, tele, grafiche e ceramiche, realizzate durante i numerosi soggiorni pestani di Dorfles quando, lontano dalle grandi città del Nord, l’“angelo della critica” tornava a dipingere. La mostra nasce da una collaborazione tra il MMMAC | Museo Materiali Minimi d’Arte Contemporanea e il Parco Archeologico di Paestum e Velia, con il sostegno economico della Regione Campania e il patrocinio del Comune di Capaccio Paestum. Catalogo Edizioni MMMAC (176 pagine colori, euro 28) con testi di Maria Cristina Di Geronimo, Nuvola Lista, Antonello Tolve, Gabriel Zuchtriegel e una antologia di scritti di Gillo Dorfles pubblicati per le mostre del museo. La mostra di Dorfles negli spazi del Parco Archeologico di Paestum e Velia si pone in continuità con le installazioni di arte contemporanea già presenti a Paestum come l’opera “Tempi Prospettici” di Carlo Alfano nel museo o “Il Cavallo di sabbia” di Mimmo Paladino nell’area archeologica.

Gino Dorfles sul Tempio di Nettuno in fase di restauro (foto pa-paeve)

“Quando mi è stata proposta una mostra su Gillo Dorfles nella Torre 28 di Paestum sono rimasto entusiasta”, dichiara il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel. “L’intenso rapporto che Gillo aveva con il sito di Paestum e che emerge chiaro nelle sue opere d’arte lo pone tra i protagonisti del Novecento che hanno dato nuovo impulso alla conoscenza, alla fama e alla centralità del sito magno-greco nell’arte, nella letteratura e nella cultura contemporanea. Con questa mostra si vuol far inoltre emergere la connessione tra archeologia e contemporaneità in un sito che continua a fornire stimoli e a restituire nuove scoperte e che è in continuo divenire, anche grazie al coinvolgimento di più realtà del territorio come il MMMAC”.

L’opera “Senza titolo” di Gino Dorfles realizzata nel 1985 (foto Mmmac)

“Tra i disegni e le pitture su tela, le carte e i cartoncini, le ceramiche e le serigrafie e i gioielli, il mondo di Gillo – all’anagrafe Gillo era Angelo Eugenio – è mostrato oggi in tutta la sua coerenza e evoluzione”, spiega Antonello Tolve. “Da alcuni lavori degli anni ‘40 fino ai più recenti del 2009 e 2010, la mostra propone anche un video inedito in cui, in un’atmosfera intima, il maestro è ripreso mentre dipinge”. A rendere ancora più coinvolgente l’esposizione alla Torre 28 è inoltre un denso ventaglio di pannelli che accoglie alcune frasi scritte dal Dorfles che accompagnano il pubblico e lo invitano a riflettere sul vasto orizzonte di interessi che hanno alimentato il suo percorso teorico e creativo. “Il suo soggiorno era scandito da lavoro, relax e abitudini”, ricorda Nuvola Lista nel testo introduttivo al catalogo. “Il lavoro lo vedeva partecipe alle inaugurazioni delle mostre da lui curate, da Mimmo Paladino a Lucio Del Pezzo, da Arnaldo Pomodoro a Carol Rama. Concedeva alcune interviste. Ma in buona parte della sua permanenza era alla ricerca di concentrazione e ispirazione necessarie per dipingere e discutere di progetti futuri. L’atmosfera di Paestum rendeva tutto più semplice”.

Parco archeologico di Paestum e Velia: il sito archeologico di Velia fa +59% di visitatori nonostante il covid-19, agosto da record: +117%. Bene anche Paestum: tutto esaurito rispettando i numeri concessi

L’area archeologica di Velia (foto Pa-Paeve)

Il sito archeologico di Velia ha registrato un’estate da record nonostante l’emergenza sanitaria, con un incremento dei visitatori del 59% rispetto allo scorso anno, nel periodo dal 21 giugno al 6 settembre 2020. Il mese di agosto, in particolare, ha visto un incremento del 117% delle visite. Nel mese di febbraio 2020, il sito magno-greco, patria del filosofo presocratico Parmenide, è stato accorpato all’autonomia di Paestum su volontà del Ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini. “I flussi in forte aumento rappresentano una prima conferma oggettiva che la fusione delle due realtà di Velia e Paestum sta funzionando”, dichiara il direttore del Parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel. “Analizzando i dati, infatti, si evince che molte delle persone che hanno visitato Velia avevano già acquistato il biglietto cumulativo a Paestum. Moltissimi anche gli abbonamenti annuali che abbiamo venduti. Sicuramente ha inciso positivamente anche la messa in sicurezza e riapertura al pubblico di molte aree e monumenti, tra cui Porta Rosa, simbolo del sito archeologico, interdetto al pubblico alcuni anni fa, e il boom del turismo domestico estivo nel Cilento determinato dalla crisi sanitaria. Quando il 18 maggio abbiamo riaperto Velia e Paestum, siamo stati tra i primi siti in Italia a spalancare le porte al pubblico dopo la fase acuta della pandemia e mai avremmo pensato di raggiungere un risultato così incoraggiante. Ora bisogna consolidare il trend e rinforzare la rete con enti pubblici e privati nel territorio per innescare uno sviluppo sostenibile e durativo nel territorio cilentano”. Positiva la partecipazione del pubblico alla prima rassegna culturale “Velia Musica&Parole”: i 5 appuntamenti serali con grandi nomi del mondo dello spettacolo hanno annotato un totale di 1305 ingressi, dato eccezionale per gli spettacoli serali a Velia. Bene anche VeliaTeatro, la rassegna teatrale che da 23 anni si svolge a Velia e ad Ascea e con la quale si mira a creare ulteriori sinergie nel prossimo futuro. Massima attenzione alla sicurezza dei visitatori con ingressi contingentati per fasce orarie, termoscanner agli ingressi, percorsi di visita unidirezionali per evitare assembramenti, visite accompagnate, numerosi cartelli informativi e frequente sanificazione degli ambienti.

L’area archeologica di Paestum (foto Pa-Paeve)

In crescita anche i flussi nell’area archeologica e nel museo di Paestum dove, durante il mese di agosto, in molte giornate è stato raggiunto il numero massimo di visitatori consentiti all’interno del Parco, così come determinato dal piano di sicurezza anti-contagio. “I numeri sono più bassi dell’anno scorso”, commenta il direttore, “ma date le misure anti-Covid, non avremmo potuto accogliere molte persone in più. Ringraziamo ancora tutti i visitatori per il rispetto delle regole e ci scusiamo se ci sono stati disagi legati alla gestione dell’emergenza. Posso confermare che il personale del Parco Archeologico di Paestum e Velia ha lavorato con grande impegno ed entusiasmo e sono orgoglioso dei risultati che abbiamo ottenuto come squadra, anche perché non si sono verificati casi di contagio nel Parco”. Nel periodo dal 21 giugno al 6 settembre 2020, a Paestum sono stati registrati 74mila ingressi, rispetto a 138mila nello stesso periodo dell’anno scorso.

Intanto si lavora alla programmazione delle prossime iniziative: il Parco Archeologico di Paestum e Velia aderisce all’appuntamento nazionale delle Giornate Europee del Patrimonio”, con l’apertura straordinaria dei due siti di Paestum e Velia in programma il 26 settembre 2020, con visite guidate dalle 19 alle 22.30, costo del biglietto 1 euro.

Sito archeologico di Velia. Con “Napoli Jazz” della cantante Emilia Zamuner chiude la rassegna “Velia Musica&Parole”

Veduta notturna del sito archeologico di Velia (foto pa-paeve)

La cantante Emilia Zamuner (foto pa-paeve)

La locandina della prima rassegna culturale “Velia Musica & Parole”

La rassegna estiva “Velia Musica&Parole” volge al termine con l’ultimo appuntamento: venerdì 4 settembre 2020, alle 21 (l’accesso all’area è consentito dalle 19.15) il sito archeologico di Velia ospita lo spettacolo “Napoli Jazz”. In scena la talentuosa cantante, Emilia Zamuner, protagonista della scena jazz italiana e internazionale che canterà la musica della tradizione napoletana contaminata da sonorità di altri stili musicali.​ Riletti in chiave jazz, echeggeranno tra i monumenti dell’antica città eleate le note di “Era de Maggio”, “Malafemmena”, “Io te vurria vasà”, “Anema e core”, “Vasame”, “Nuttata e sentimento”, “Reginella”, “Quando”, “Alleria” e tanti altri brani famosissimi. Ad accompagnare l’artista jazz ci saranno i musicisti Enrico Valanzuolo alla tromba e Francesco Scelzo alla chitarra. Oltra alla musica, anche le parole con la recitazione delle più belle pagine di poesia napoletana da Raffaele Viviani a Salvatore Di Giacomo, da Ferdinando Russo a Eduardo De Filippo, con Annarita Vitolo e Giuseppe Pisacane, con la regia di Gaetano Stella e due attori protagonisti di fiction di successo (L’Amica Geniale, La squadra, Un posto al sole). Lo spettacolo è incluso nel biglietto di ingresso al Parco Archeologico di Paestum e Velia (valido tre giorni) e nell’abbonamento Paestum&Velia. I posti sono limitati a causa delle misure di sicurezza per il contenimento del Covid-19; non è prevista la prevendita dei biglietti né la prenotazione.

Da ex fabbrica di pomodori a nuovo polo culturale di Paestum: presentati i nuovi interventi di valorizzazione all’ex stabilimento Cirio di Paestum e riallestimento del museo del santuario di Afrodite-Venere a Santa Venera. Zuchtriegel: un centro per lo sviluppo del territorio

Il progetto del nuovo accesso al parco archeologico di Paestum, dall’ex stabilimento Cirio con l’area del santuario di Santa Venera fino al museo Archeologico nazionale di Paestum (foto Pa-Paeve)

Lo scavo del santuario di Afrodite-Venere nell’area di Santa Venera (dal libro di Johannowsky-Pedley-Torelli del 1983)

Da ex fabbrica di pomodori a nuovo polo culturale di Paestum. Riflettori puntati sull’ex stabilimento della Cirio a Capaccio-Paestum (Sa). Nei giorni scorsi nel museo Archeologico nazionale di Paestum è stato presentato il progetto per il restauro e il riallestimento del museo del santuario di Santa Venera e per la riqualificazione dell’ex fabbrica di pomodori, esempio di archeologia industriale. In programma la realizzazione di un polo culturale strettamente connesso all’area archeologica e al museo di Paestum che sarà centro di informazione e di accoglienza per i visitatori e che ospiterà eventi di arte contemporanea, mostre e manifestazioni, depositi visitabili, un auditorium, un centro di studi e ricerca e diversi approfondimenti sul patrimonio immateriale, sulle tradizioni locali e sul paesaggio; altra specificità del nuovo polo sarà quella di confrontare archeologia classica e archeologia industriale. Al tavolo dei relatori, il direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, Gabriel Zuchtriegel; il sindaco di Capaccio-Paestum, Franco Alfieri; il responsabile unico del procedimento e architetto del MiBACT, Annamaria Mauro; i progettisti Marco Magni e Giuseppe Lo Presti dello studio Guicciardini & Magni Architetti. Positivi i pareri di tutti gli enti amministrativi coinvolti nella conferenza di servizi che ha dato il via libera al bando di gara per i lavori.

L’ex stabilimento Cirio a Paestum come appare oggi (foto studio guicciardini-magni)

L’ex stabilimento Cirio nell’elaborazione del progetto dello studio Guicciardini-Magni

L’interno oggi dell’ex stabilimento Cirio di Paestum (foto studio Guicciardini-Magni)

La ristrutturazione dell’ex stabilimento Cirio nello studio Guicciardini Magni: qui l’area delle mostre temporanee

“L’ex fabbrica di pomodori Cirio è un’icona della città di Paestum”, dichiara il direttore del Parco. “Fu costruita a partire dal 1907 in località Santa Venera, in parte sulle antiche strutture di un santuario dedicato ad Afrodite-Venere e riportate alla luce in più campagne di scavo nel secolo scorso. Oggi l’edificio è di proprietà dello Stato e rientra nella competenza del parco archeologico di Paestum e Velia, come stabilito dalla riforma Franceschini nel 2014. Un progetto lungimirante e innovativo che pone al centro il territorio e il suo sviluppo, pensato in un’ottica di sostenibilità. Immaginiamo un polo che sia elemento di aggregazione sociale e culturale dell’intera comunità che da sempre ha visto la Cirio come un’opportunità di miglioramento. I lavori, inoltre, rappresentano un importante tassello per la riqualificazione urbana e per il potenziamento delle infrastrutture comunali, per cui ringrazio il sindaco di Capaccio-Paestum, Franco Alfieri per la costante collaborazione. In programma anche una maggiore accessibilità e fruizione del santuario di Afrodite che era tra i più importanti della Poseidonia antica”.

Visione assonometrica 3D da Sud del progetto di recupero dell’area dell’ex stabilimento Cirio di Paestum da parte dello studio Guicciardini-Magni

Il progetto è finanziato con Fondi Cipe per un importo totale di 20 milioni di euro di cui 1,1 milioni di euro riservati alla progettazione che è stata affidata con procedura di gara gestita da Invitalia allo studio Guicciardini & Magni. La restante parte del finanziamento è destinata ai lavori. Il progetto prevede la realizzazione di nuovi servizi per i visitatori e per gli addetti ai lavori tra cui bookshop, laboratori didattici, sale espositive e depositi archeologici visitabili; inoltre verranno sistemati gli spazi esterni con aree di sosta e parcheggi. Attenzione sarà riservata al miglioramento dei percorsi interni e al rifacimento dei sistemi impiantistici.

Il progetto di modifica della viabilità progettato dal Comune di Capaccio-Paestum

Anche il sindaco Alfieri ha colto l’occasione per presentare il piano dei lavori pubblici in programma al Comune di Capaccio-Paestum. “Lo stabilimento ex Cirio rappresenta un bene ricco di potenzialità. Anche per questo, la Comunità di Capaccio Paestum attendeva da lungo tempo l’avvio di un concreto processo di valorizzazione. Oggi, finalmente, quel giorno è arrivato”, commenta il sindaco Alfieri. “È importante sottolineare che l’intervento andrà a integrarsi con altri progetti strategici avviati dalla nostra Amministrazione in questa parte di territorio comunale. Penso, in primo luogo, a quello relativo all’anello ciclopedonale che correrà lungo le mura della città antica; un intervento in collegamento con la pista ciclabile intercomunale, il cui progetto è stato recentemente candidato a finanziamento su fondi MIT. Non tralascerei assolutamente gli interventi di miglioramento della mobilità urbana, a partire dai lavori di riqualificazione di via Magna Grecia e dal progetto del nuovo sottopasso ferroviario, che renderanno più semplice e razionale la viabilità nella zona di Paestum. Desidero infine sottolineare l’ottimo livello di cooperazione istituzionale fra Comune di Capaccio Paestum e Parco Archeologico di Paestum e Velia, reso possibile anche dalla sincera apertura al confronto e al lavoro comune dimostrata dal direttore Gabriel Zuchtriegel”.

Il parco nazionale di Paestum e Velia lancia un video-invito a visitare in sicurezza l’area archeologica esaltandone il fascino e la magia. Bilancio del direttore Zuchtriegel di questo primo periodo post lockdown

Paestum 2020: un minuto e mezzo per ribadire la bellezza, il fascino, la potenza dei templi di Paestum. Il video di Videometro News Network “Oltre la favola, la realtà che fa sperare!”. L’invito del parco archeologico di Paestum e Velia è a visitare l’area archeologica e il museo nazionale in sicurezza nel rispetto delle norme anti Covid-19.

Il lancio promozionale del parco archeologico di Paestum, ampiamente annunciato nei giorni scorsi, arriva a un mese dal concerto per la Siria- Parco Archeologico Paestum di domenica 5 luglio 2020, diretto da Riccardo Muti. Un ponte di fratellanza attraverso l’arte e la cultura. Per il direttore Gabriel Zuchtriegel, al di là del sottolineare l’importanza di tenere viva l’attenzione sulla Siria dove le persone continuano a morire e il patrimonio culturale è a rischio, è l’occasione per fare un bilancio su queste prime settimane post-lockdown: “Al momento i numeri sono ancora più bassi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ma vediamo che vengono le famiglie, vengono le persone con disabilità, vengono le persone del territorio, e questa è la cosa importante per la quale stiamo lavorando. Noi abbiamo cercato e siamo riusciti a essere tra i primi su tutto il territorio nazionale a riaprire, perché siamo un’area aperta, abbiamo questa possibilità. L’importante comunque non è che sia Paestum, ma importante è che si riparta, che si faccia qualcosa. E Paestum potrebbe fare da apripista e da esempio per rilanciare anche tutto il settore dei concerti e dello spettacolo”.