Roma. “Scavi nel Parco archeologico di Ostia antica (2022-2023). Nuovi contesti e prospettive di ricerca”: giornata di studi all’università La Sapienza, in presenza e on line
Nel corso del 2022, oltre che dalle ordinarie attività di tutela nel territorio di pertinenza, le aree del Parco archeologico di Ostia antica sono state interessate da numerose indagini archeologiche, frutto della partnership tra la direzione scientifica del Parco stesso e Università e Istituti di ricerca nazionali e internazionali. Lunedì 5 giugno 2023, con inizio alle 9, all’Odeion dell’università di Roma “Sapienza”, giornata di studi “Scavi nel Parco archeologico di Ostia antica (2022-2023). Nuovi contesti e prospettive di ricerca”. Sarà possibile seguire la giornata di studi anche in streaming, collegandosi al seguente link: http://meet.google.com/jkd-awtt-zah. Verranno illustrati e discussi i primi risultati delle campagne di scavo condotte nel 2022 che, in diversi casi, hanno riguardato nuove aree e contesti finora poco conosciuti o solo parzialmente esplorati archeologicamente. Alla presentazione delle singole attività di indagine farà seguito, nel pomeriggio, un’ampia tavola rotonda con un confronto sulle attività di ricerca e scavo svolte negli ultimi decenni nel contesto ostiense dall’università di Roma “Sapienza”, e un dibattito finalizzato al confronto e al più proficuo scambio di idee sulle prospettive di ricerca future.

Veduta panoramica dell’area archeologica di Ostia Antica (foto parco ostia antica)
Programma. Alle 9, i saluti di Giorgio Piras; 9., Luigi Caliò, Alessandro D’Alessio con Valeria Casella, Dario Daffara, Antonella Docci, Cristina Genovese, Filippo Marini Recchia, Cinzia Morelli, Claudia Tempesta su “Ostia post scriptum. Il Parco archeologico di Ostia antica e i nuovi scavi nell’area urbana”; 9.50, Alessandro D’Alessio, Filippo Marini Recchia su “Un nuovo frammento dei Fasti Ostiensi dal Foro di Porta Marina”; 10.10, Marcello Turci, Alessandra Ten su “Prima campagna di scavi nel Complesso Suburbano IV, XVII, 4 di Ostia (UniGraz-Sapienza)”; pausa; 11, Marco Cavalieri, Martina Marano, Julian Richard, Paolo Tomassini su “Dall’archivio allo scavo: quattro anni di attività belghe nella Domus del Portico di Tufo”; 11.20, Dario Daffara su “Nuovi dati topografici da Pianabella: un recente scavo sotto la via Ostiense e uno scavo inedito di viale dei Romagnoli”; 11.40, Cristina Genovese, Paola Francesca Rossi su “Nuovi rinvenimenti archeologici e antropologici nel corso delle attività di tutela nel territorio di Fiumicino”; 12, Evelyne Bukowiecki su “Le Ricerche Archeologiche dell’École Française de Rome a Portus (2009-2022). Breve rassegna dei risultati”; 12.20, Javier Bermejo Meléndez, Renato Sebastiani su “Nuovi dati geoarcheologici a Porto: il molo est-ovest e l’area circostante la basilica”; 12.40, Alessandra Ghelli su “Attività del Servizio Tutela Patrimonio Subacqueo. Tra Tevere e bacino esagonale: nuove acquisizioni, multidisciplinarietà e condivisione d’intenti”; pausa; 14.30, discussione: modera Carlo Pavolini; 15.30, Maria Letizia Caldelli, Clementina Panella, Patrizio Pensabene, Alessandra Ten su “La Sapienza e Ostia: un antico legame di collaborazione istituzionale”; 17, fine lavori.
Ostia antica. Al bookshop del parco archeologico presentazione del libro “Le acque di Roma e di Ostia antica” di Franco Tella che racconta lo sviluppo delle forme dell’acqua a Roma e nella sua colonia più importante
Il libro “Le acque di Roma e di Ostia antica” di Franco Tella sarà presentato sabato 27 maggio 2023, alle 17, al bookshop degli Scavi di Ostia. Con l’autore interverranno Alessandro D’Alessio, direttore del parco archeologico di Ostia antica, e Dario Daffara, archeologo, responsabile dei Servizi educativi del Parco. Sarà presente l’autore. Ingresso libero per i partecipanti a partire dalle 17. Il libro “Le acque di Roma e di Ostia antica” racconta lo sviluppo delle forme dell’acqua a Roma e nella sua colonia più importante dall’età regia al tardo impero. La narrazione si apre con la Ballata di Appio, Giulio e Gaio e la sua presentazione ai lettori, con il proposito di coinvolgere, sul tema dell’acqua nella Roma antica, un pubblico vasto di bambini, famiglie e appassionati, attraverso un gioco rigoroso, in versi ottonari e rime alternate, condotto da tre personaggi storici, tra le ricche risorse idriche di Roma e di Ostia antica. Quel che il lettore trova nella seconda parte del volume, di taglio scientifico, è, invece, l’esposizione dei principali temi dell’approvvigionamento idraulico: funzionamento, costruzione, cura, amministrazione e distribuzione delle acque; la rassegna degli undici grandi acquedotti di Roma e, infine, la storia delle acque e dei canali di Ostia antica. In quest’ultimo capitolo l’attenzione si rivolge, in particolare, alle innumerevoli e straordinarie forme dell’acqua che la colonia romana per antonomasia ancora conserva all’interno delle sue mura e di esse si fornisce un dettagliato itinerario tematico, riportato su una pianta della città.
Ostia antica. Al parco archeologico “La memoria delle ossa”: due incontri dedicati all’Antropologia, per conoscere il lavoro dell’antropologo fisico partecipando alla ricostruzione dell’identikit dei resti umani recuperati dai recenti scavi
Per gli “Incontri di antropologia a Ostia antica” appuntamento all’area archeologica di Ostia antica il 18 e il 25 maggio 2023 con “La memoria delle ossa”: due incontri dedicati all’Antropologia, per conoscere il lavoro dell’antropologo fisico e venire a contatto con i resti di uomini e donne ritrovati nei più recenti scavi archeologici della zona, partecipando alla ricostruzione del loro identikit. Prenotazione obbligatoria. Informazioni e prenotazioni a pa-oant.antropologia@cultura.gov.it. Gli incontri si svolgeranno, alle 16.30, al Laboratorio di Restauro all’interno degli Scavi di Ostia; l’ingresso è gratuito per i possessori di Fidelity Card, per i mecenati del Parco ed è invece compreso nel biglietto di ingresso agli Scavi di Ostia relativo al giorno dell’incontro stesso per i visitatori prenotati.

Ossa umane conservate al Laboratorio di Restauro all’interno degli Scavi di Ostia (foto parco ostia antica)
Lo scheletro umano è costituito da tessuti mineralizzati, ossa e denti, che racchiudono nella loro struttura informazioni uniche sulla storia delle persone. In questi due incontri si potrà conoscere il lavoro dell’antropologo entrando in contatto con i resti di uomini e donne ritrovati nei più recenti scavi archeologici nella zona e partecipando alla ricostruzione del loro identikit.

L’Uomo del Sarcofago di Terracotta nel Laboratorio di Restauro degli Scavi di Ostia (foto parco ostia antica)
Il Ragazzo e la Signora di Isola Sacra, l’Uomo del Sarcofago di Terracotta, il Giovane di Sant’Ippolito, sono alcuni dei personaggi che saranno presentati e di cui verrà illustrata la storia biologica: che età avevano, come si è arrivati alla determinazione del sesso, quali malattie hanno avuto durante la vita lievi o più gravi, ma comunque tali da lasciare un segno indelebile sui tessuti scheletrici. Si racconterà inoltre brevemente anche la storia dello scavo che ha portato alla loro scoperta. Gli scheletri selezionati per questo incontro provengono quindi dall’area geografica in cui ci troviamo e permettono di comprendere come si viveva in questa zona, quali mestieri si facevano e quale fosse lo stato salute della popolazione nel suo complesso.

Scheda tecnica dei ritrovamenti ossei del Giovane di Sant’Ippolito a Ostia antica (foto parco ostia antica)
Si cercherà di illustrare in maniera divulgativa ma esaustiva quali sono le problematiche dell’Antropologia fisica, come si procede nella ricerca a livello nazionale e internazionale e soprattutto qual è il suo ruolo e la sua importanza all’interno del parco archeologico di Ostia antica, contesto in cui è possibile operare al meglio l’integrazione dei dati archeologici con quelli antropologici, contribuendo quindi ad una ricostruzione olistica della storia dell’uomo.
Fiumicino. Alla necropoli di Porto dell’Isola sacra il parco archeologico di Ostia antica promuove “Umbrae silentes”, visita guidata teatralizzata con MetisTeatro
L’appuntamento è domenica 7 maggio 2023 all’interno della Necropoli di Porto all’Isola Sacra (Fiumicino, Roma) dove, alle 11, il parco archeologico di Ostia antica, in collaborazione con MetisTeatro APS, presenta “Umbrae silentes”, visita teatrale drammatizzata di 45 minuti. Prenotazioni a: info@metisteatro.it. Ingresso al sito: gratuito, in occasione della prima domenica del mese. Visita guidata teatralizzata gratuita con Raffaele Albano, Enrico Ballabio, Rita Besson, Giorgia Cacciante, Angela Carbone, Gabriele Casali, Gaia Ciccone, Caterina Cosentino, Alessio Di Gese, Maria Giaccio, Sergio Ginebri, Paola Grasso, Omar Lombardi, Sophia Melato, Marco Monti, Veronica Morelli, Valentina Noviello, Sabrina Ottaviani, Giulia Savelloni, Riccardo Schiavon. Coordinamento e regia Alessia Oteri. L’evento prevede un percorso itinerante per il pubblico che, accompagnato dagli attori, avrà modo di visitare il sito archeologico della Necropoli di Porto e insieme fruire della parola antica e moderna vivendo un’esperienza immersiva e di straordinaria fascinazione.

La necropoli di Porto all’Isola Sacra di Fiumicino (Roma) (foto pa-ostia)
Il progetto nasce dal desiderio di recuperare dalla lettura classica e contemporanea materiale drammaturgico riferibile alle discese nell’Ade, le tante catabasi che da sempre affascinano gli scrittori: dal densissimo corpus omerico ai Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese. Un excursus che intreccia monologhi e azioni sceniche tratte da autori diversi, da Omero a Virgilio, da Apollonio Rodio a Ovidio, sino a Pavese e Cocteau. Monologhi e brevissime scene a due interpreti per dare voce, non solo ai personaggi di Odisseo, Achille, Orfeo, Anticlea, Euridice, ma anche ed insieme a quella tradizione popolare che ruotava attorno alle prefiche, così viva in molte zone del sud Italia fino quasi ai giorni nostri. Canti, azioni sceniche, monologhi, che parlano di Nekya, caduta nell’abisso degli inferi, nel nulla, nel vuoto e insieme rinascita e catabasi.
Ostia antica. Il parco archeologico celebra il 2776° Natale di Roma col mosaico della Lupa che allatta i gemelli Romolo e Remo

Il mosaico della Lupa che allatta i gemelli Romolo e Remo nella Domus della Fortuna Annonaria a Ostia Antica (foto parco ostia antica)
Il 21 aprile del 753 a.C. è il giorno nel quale, secondo la tradizione, Romolo fondò la città di Roma. Nel giorno del Natale di Roma, il parco archeologico di Ostia antica celebra il 2776° compleanno dell’Urbe con il mosaico che raffigura la Lupa che allatta i gemelli Romolo e Remo. In questo dettaglio vediamo proprio i due gemelli che sono allattati dalla Lupa. L’animale è di profilo, mentre i due bambini seduti sotto il suo ventre, alzano le braccia a reclamare il latte. L’iconografia della Lupa con i Gemelli ha due varianti: una, più, tarda, risalente all’età adrianea, dunque dalla metà del II secolo d.C., vede la Lupa perfettamente di profilo; nell’iconografia più antica, di età repubblicana, invece, la lupa volge il muso verso i due gemelli. La Lupa del mosaico della Domus della Fortuna Annonaria segue quindi l’iconografia più tarda. In effetti il mosaico si data al III secolo d.C., perciò segue la variante iconografica più recente.
Parco archeologico di Ostia antica. Ecco “15 Stazioni. Viaggio lungo le antiche strade di Roma con il Teatro Mobile. Via crucis laica nel tempo della Pasqua” lungo Appia, Ostiense, Portuense e Tiburtina
Dal 25 marzo al 2 aprile 2023 il parco archeologico di Ostia antica, in collaborazione con il Teatro Mobile di Roma, presenta un programma di drammaturgie site specific che si inseriscono nel percorso delle “15 stazioni: viaggio lungo le antiche strade di Roma. Via Crucis laica nel tempo della Pasqua”. Sarà possibile partecipare ad un insolito viaggio a tappe-stazioni, uscendo dal centro di Roma, per attraversare l’Area archeologica di Ostia Antica, giungendo a Fiumicino, con i Porti Imperiali di Claudio e di Traiano e con la Necropoli di Porto all’Isola Sacra, sull’asse delle due direttrici delle vie Ostiense e Portuense che collegavano l’antica Roma con il mare. Un percorso di “viaggi con ascolto in cuffia”, con l’inserimento di momenti teatrali e letterari, ispirati alle 15 stazioni della Via Crucis, per la regia di Marcello Cava. Ogni viaggio-stazione sarà una messinscena in prima assoluta, con l’intervento sempre diverso ed originale, di personalità della cultura e dello spettacolo. Eventi gratuiti (durata 1 ora circa) fino ad esaurimento delle cuffie disponibili. Gli eventi sono tutti in movimento, si consigliano calzature comode. In caso di pioggia o di maltempo gli eventi potranno essere rinviati o interrotti. Informazioni e prenotazioni: http://www.teatromobile.eu/15-stazioni/. Ecco il calendario completo.

La necropoli di Porto, all’Isola sacra, nel parco archeologico di Ostia antica (foto mic)
SABATO 25 MARZO 2023: ore 12, Necropoli di Porto all’Isola Sacra. “Viaggio X Di dove sei tu?” con Raffaele Gangale, Antonella Gargano, Piero Marietti, Claudio Molinari, Nicola Pecora e Antonella Sbrocchi. Musica dal vivo Felice Zaccheo con l’intervento di Evelina Meghnagi Il sito è raggiungibile percorrendo via dell’Aeroporto di Fiumicino sino a Via Cima Cristallo e poi Via Pal Piccolo, fino a via Monte Spinoncia 52. PARTECIPAZIONE GRATUITA (posti limitati) CON INGRESSO A PAGAMENTO. Ore 15, area archeologica di Ostia antica. “Viaggio XI Padre perché mi hai abbandonato?” con Raffaele Gangale, Antonella Gargano, Piero Marietti, Claudio Molinari, Nicola Pecora e Antonella Sbrocchi con l’intervento di Evelina Meghnagi e Elisabetta Colla, Flaviana Rossi, Lucia Staccone e con l’intervento di Felice Zaccheo PARTECIPAZIONE GRATUITA (posti limitati) CON INGRESSO A PAGAMENTO.

La cavea del teatro romano di Ostia Antica oggi (foto parco archeologico ostia antica)
DOMENICA 26 MARZO 2023: ore 12, area archeologica di Ostia antica. “Viaggio XII Ecco tua madre” con Raffaele Gangale, Antonella Gargano, Piero Marietti, Claudio Molinari, Nicola Pecora e Antonella Sbrocchi e con l’intervento di Galatea Ranzi PARTECIPAZIONE GRATUITA (posti limitati) CON INGRESSO A PAGAMENTO. Ore 15, area archeologica di Ostia antica. “Viaggio XIII Nelle tue mani” da “Nel Nome della Madre” di Erri De Luca, con Galatea Ranzi, regia Gianluca Barbadori PARTECIPAZIONE GRATUITA (posti limitati) CON INGRESSO A PAGAMENTO.

Il porto di Traiano nella ricostruzione della soprintendenza di Ostia e dell’Università di Southampton
DOMENICA 2 APRILE 2023: ore 12, porti imperiali di Claudio e Traiano. “Viaggio XVI” Domenica delle Palme con Raffaele Gangale, Antonella Gargano, Piero Marietti, Claudio Molinari, Nicola Pecora e Antonella Sbrocchi e con l’intervento di Aureliano Amadei. EVENTO GRATUITO (posti limitati) CON INGRESSO LIBERO (prima domenica del mese). Ore 15, area archeologica di Ostia antica. “Viaggio XVII” Domenica delle Palme con Raffaele Gangale, Antonella Gargano, Piero Marietti, Claudio Molinari, Nicola Pecora e Antonella Sbrocchi e con l’intervento di Gabriele Parrillo. EVENTO GRATUITO (posti limitati) CON INGRESSO LIBERO (prima domenica del mese).
“La villa dei Mosaici di Negrar (Vr): vecchi ritrovamenti e nuove scoperte”: è il poster presentato da Tinè, De Zuccato, Rinaldi e Basso al XXIX Colloquio dell’Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico (AISCOM) al parco archeologico di Ostia antica
Tre giorni per confrontarsi sulle problematiche del mosaico antico, tra nuove scoperte, conservazione dell’esistente, e valorizzazione dei siti. Si è tenuto a ostia antica, dal 15 al 18 marzo 2023, il XXIX Colloquio dell’Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico (AISCOM), con il patrocinio del Ministero della cultura e la partecipazione del parco archeologico di Ostia antica. I lavori, al Salone Riario nel complesso della Cattedrale di Santa Aurea, si sono articolati in tre giornate (15-17 marzo 2023), con nove sessioni (Ostia, Roma, Lazio e Italia centrale, Italia settentrionale, Italia meridionale, temi iconografici e tipologie decorative parte I e parte II, metodologia restauro e innovazioni tecnologiche parte I e parte II) e con una sessione poster in modalità online. Proprio in quest’ultima sessione è stato presentato il poster “La villa dei Mosaici di Negrar (Vr): vecchi ritrovamenti e nuove scoperte” a cura di Vincenzo Tinè, soprintendenza ABAP Ve Met; Gianni De Zuccato, soprintendenza ABAP Vr; Federica Rinaldi, parco archeologico del Colosseo; Patrizia Basso, università di Verona. Ecco il poster.

La foto originale del 1922 rappresentante il mosaico della Sala A della villa romana di Negrar (foto archivio sabap-vr)
La villa dei mosaici vecchi ritrovamenti e nuove scoperte. Il contesto territoriale e lo scavo. Nel Comune di Negrar di Valpolicella in provincia di Verona, scavi condotti dalla soprintendenza Archeologia Beni culturali e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza stanno riportando in luce i resti di una villa tardoantica, che era già stata parzialmente individuata a fine Ottocento e negli anni ’20 del Novecento, ma poi interrata sotto i rigogliosi vigneti di questo territorio. Sin dai primi rinvenimenti erano emersi straordinari pavimenti musivi che per la complessità dei disegni e la presenza di soggetti figurati poco diffusi nel territorio avevano suscitato grande interesse sia tra il pubblico, sia tra gli studiosi. La ripresa dello scavo si inserisce in un ampio e virtuoso progetto di ricerca e valorizzazione che ha previsto un accordo di programma con il Dipartimento Culture e Civiltà dell’università di Verona, l’Accademia di Belle Arti di Verona, che ha già realizzato i primi importanti interventi conservativi, il Politecnico di Milano e il Comune di Negrar; l’intervento è stato realizzato grazie agli accordi di partenariato pubblico-privato con i proprietari dei terreni, l’Azienda Agricola “La Villa” dei fratelli Matteo e Simone Benedetti e la “Società Agricola Franchini” di Giuliano Franchini e grazie al supporto operativo e logistico sul campo della Società Archeologica (SAP).

Veduta aerea dell’area occupata dalla Villa dei Mosaici di Negrar tra i vigneti della Valpolicella (foto sabap-vr)
La villa si estende su una superficie di almeno 3000 mq ed è disposta scenograficamente su più terrazzamenti, collegati fra loro da scale, secondo il declivio naturale del terreno (figg. 1-2). Il settore residenziale era organizzato attorno a un ampio giardino centrale dotato di fontana, delimitato da un portico, di cui si conservano in situ alcune basi di colonne. Tale portico era pavimentato su tre lati in mosaico e su un quarto in lastre di pietra locale. Anche il vasto vano absidato che costituiva la sala di rappresentanza sull’asse principale dell’edificio, affacciata su uno dei lati del porticato, presentava un ricco pavimento musivo. Sempre in mosaico era infine decorato l’ambiente centrale del settore termale della villa, dove si sono riconosciuti un calidarium e tepidarium alimentati da un praefurnium, un frigidarium dotato di una vasca rivestita in lastre di pietra locale, oltre a una latrina e a un possibile apodyterium. Di grande rilevanza è anche il vasto settore produttivo lastricato che faceva parte integrante del complesso: vi si sono riconosciuti vani dedicati alla lavorazione del vino (come confermano le prime analisi chimiche condotte) e probabilmente anche alla sua conservazione, per cui sembra si debba pensare – in continuità con la tradizione preromana – a botti lignee, data la totale assenza di dolia defossa. I vinaccioli rinvenuti nella canaletta in uscita dalla latrina, i macroresti di legno di vite raccolti nel prefurnio e i pollini di vite recuperati in più livelli pertinenti alla fase di vita del complesso contribuiscono ad attestare che l’economia della villa si basava sulla produzione vinicola, con una straordinaria continuità fino al presente.

Fotorilievo della Villa dei Mosaici di Negrar (Vr) con indicazione della funzione dei diversi settori (foto sabap-vr)
I pavimenti musivi. L’ampliamento dello scavo della villa, come descritto, ha rappresentato un’occasione unica per arricchire la conoscenza del panorama musivo di questo contesto, già di per sé straordinario. Al nucleo di pavimentazioni musive, geometriche e figurate rinvenute durante le prime campagne di indagini, si sono aggiunte nuove superfici musive che assieme ai dati di scavo, in fase di studio, permettono di perfezionare il periodo di utilizzo della villa al primo quarto del IV secolo d.C. inserendo di diritto il territorio di Negrar nel più ampio contesto storico-culturale-economico della X Regio. Grazie allo scavo estensivo è stato definito il perimetro del settore di rappresentanza, un nucleo compatto di ambienti gravitanti sulla sala principale A con composizione ortogonale di meandri risparmianti riquadri (Décor, 192d) con soggetti legati al mondo del mito e dei ludi, in asse con il carré de triclinium del braccio di portico meridionale (vano ES); ai lati si dispongono, a Est, due vani “di servizio” decorati da seriali composizioni di croci e ottagoni formanti quadrati (Décor, 179a) o di cerchi tangenti formanti quadrati concavi (Décor, 231h) (vani B e C), a Ovest due ambienti inediti, il vano D con composizione ortogonale di ottagoni irregolari adiacenti con quattro lati concavi (formanti cerchi) (Décor, 168c), perimetrato da un bordo ad ogive, e il vano F con ottagoni irregolari (Décor, 172). Stile, cromia e riempitivi si ripetono in tutti i vani prediligendo le tonalità del rosso, rosa e grigio, nodi di Salomone, stuoie e fioroni.

La dama ingioiellata, uno dei due tondi con figura umana del mosaico pavimentale del peristilio ovest della Villa dei Mosaici di Negrar (foto graziano tavan)
Sia il settore di rappresentanza che il quartiere termale (vani T ed S) affacciano sui portici del giardino: le terme, di cui si conservano solo lembi della originaria pavimentazione con cerchi secanti con effetto di quadrifogli (Décor, 237) e ottagoni irregolari allungati (Décor, 172) gravitano sul braccio EE la cui pavimentazione presenta un disegno geometrico con composizione di ottagoni e rettangoli, più corsiva e meno vivace delle altre, caratterizzata anche da una minore attenzione al disegno preparatorio. Dalla parte opposta verso l’area lastricata si allunga il braccio EO che si distingue per l’originalità della composizione che non ha confronti in area italica: si tratta di una composizione ortogonale di quadrilobi eccedenti intorno ad un quadrato sulla diagonale con gli spazi di risulta caricati da un cerchio iscritto (Décor, 225b); nei cerchi compaiono due busti, uno femminile con ricco abbigliamento e uno maschile con folta barba, inseriti in un tappeto di soggetti di genere quali cantharoi, caproni, uccelli, cesti con grappoli d’uva, tutti orientati verso il giardino della villa. La lettura integrata dei mosaici della villa di Negrar consente di riconoscere quel nuovo corso stilistico, caratterizzato dalla complessità degli schemi, dall’ampliamento delle figure geometriche di base e dalla ridondanza decorativa, in cui convivono repertorio vegetale e animale. Tale nuovo corso ben si allinea alle mode presenti nei contesti tardo antichi dell’Italia settentrionale (Desenzano e Aquileia, ad esempio) oltre che del Mediterraneo, evocanti un contesto di benessere e ricchezza, conseguito anche tramite il richiamo al mondo della cultura e dei ludi.

Panoramica del sito archeologico della Villa dei Mosaici a Negrar (foto graziano tavan)

Il gruppo di lavoro per il parco archeologico in sopralluogo alla villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella: da sinistra, il sindaco Roberto Grison, il soprintendente Vincenzo Tinè, l’architetto Luca Dolmetta, l’archeologo Gianni De Zuccato, l’archeologo Alberto Manicardi, l’architetto Giovanna Battista, e i rappresentanti delle aziende agricole Benedetti e Franchini (foto sabap-vr)
Le prospettive di valorizzazione. L’importanza del sito ha favorito lo stanziamento di un primo, consistente, contributo di 1,5 milioni di Euro da parte del ministero della Cultura con il quale si è dato avvio al progetto di valorizzazione, finalizzato alla piena fruizione pubblica dell’area archeologica della Villa dei Mosaici. Un primo step, in corso di realizzazione con previsione di apertura al pubblico a metà aprile 2023, prevede il completamento delle coperture provvisorie atte a mettere in sicurezza i mosaici e consentire il loro restauro, nonché l’allestimento di un percorso provvisorio di visita con pannellistica informativa. Le coperture sono già state acquistate e poste in opera grazie alla generosa disponibilità delle cantine proprietarie dei fondi e partners dell’iniziativa, Soc. Agr. Benedetti e Soc. Agricola Franchini (quest’ultima attraverso lo strumento fiscale dell’Art Bonus), mentre il percorso pedonale di visita con ausili didattici è in corso di realizzazione in queste settimane. Seguirà il complessivo resetting idrogeomorfologico dell’area, il restauro sistematico dei resti murari e musivi e il concorso di progettazione internazionale per la realizzazione del sistema definitivo di copertura e musealizzazione del sito sulla base di un articolato documento preliminare di progettazione, che ne orienti le modalità esecutive.
Parco archeologico di Ostia antica: con marzo inizia la riscopertura dei mosaici più delicati protetti nella stagione invernale dagli sbalzi di temperatura, dall’umidità e dalle precipitazioni

La Statio 22: uno dei mosaici del Piazzale delle Corporazioni al parco archeologico di Ostia Antica (foto pa-ostia)
Con marzo, condizioni meteo permettendo, iniziano le operazioni di scopertura dei mosaici ostiensi. Erano stati coperti a dicembre con lo scopo di preservarli dall’esposizione alle intemperie, agli sbalzi termici e all’umidità (vedi Parco archeologico di Ostia antica: da metà dicembre i mosaici più delicati sono interessati dalla copertura stagionale perché non risentano degli sbalzi di temperatura, dell’umidità e di precipitazioni | archeologiavocidalpassato). Torneranno quindi ad essere visibili i grandi mosaici delle Terme di Nettuno, i mosaici del Piazzale delle Corporazioni, il mosaico del Mitreo di Felicissimo e tutti gli altri mosaici coperti per la stagione invernale. Ecco l’elenco dei mosaici interessati, che sono quelli più delicati di Ostia Antica: il mosaico di Piazzale della Vittoria, il mosaico dell’Augusteum della Caserma dei Vigili, i mosaici delle Terme di Nettuno (mosaici di Nettuno, di Anfitrite, dei lottatori e dei simboli), il mosaico della Caupona di Fortunato, i mosaici del Piazzale delle Corporazioni (lati N, W e lato E), i pavimenti della Domus di Apuleio, il mosaico del vestibolo delle Terme dell’Invidioso, il mosaico del Mitreo di Felicissimo, il mosaico delle Province, il mosaico del Caseggiato dell’Invidioso, il mosaico policromo del Sacello II, II, 4.



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