La grande mostra “Thalassa” ha chiuso al museo Archeologico nazionale di Napoli con 150mila presenze (20mila in agosto: esauriti gli ingressi contingentati). Ma le storie dal Mediterraneo continuano a Palermo dove apre la mostra “Terracqueo” con l’Atlante Farnese simbolo dell’evento

L’Atlante Farnese simbolo e fulcro della mostra “Thalassa” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

La locandina della mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo” prorogata al 31 agosto 2020
La grande mostra “Thalassa. Meraviglie sommerse dal Mediterraneo” ha chiuso il 31 agosto 2020 con 150mila presenze. Ma il racconto sul Mediterraneo continua a Palermo dove il 16 settembre 2020, a Palazzo Reale, aprirà la mostra “Terracqueo” con un testimonial caro ai visitatori del Mann, l’Atlante Farnese. “150mila persone. Thalassa è la dimostrazione della centralità del tema del Mediterraneo, dal mondo antico sino ai giorni nostri”, commenta Paolo Giulierini, direttore del Mann. “È il primo passo per candidare il Mann a punto di riferimento culturale degli Istituti similari che affacciano sul Mare Nostrum, a partire da Palazzo Reale di Palermo, in cui si allestirà, dal prossimo 16 settembre, la mostra Terracqueo, che, diversa nel titolo, condivide la stessa visione del Mediterraneo”.
“Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”: in programma al Mann dallo scorso dicembre sino a fine agosto, la mostra non soltanto ha rappresentato una vera e propria summa di tesori scoperti grazie alle ricerche dell’archeologia subacquea, ma ha permesso di fare squadra, a livello scientifico e programmatico, tra le istituzioni pubbliche e private che valorizzano la cultura del Mediterraneo. 150mila visitatori nell’arco di otto mesi, segnati anche dal doloroso lockdown per l’emergenza Coronavirus: 20mila presenze ad agosto, periodo in cui il Museo ha avuto il tutto esaurito quotidiano nell’ambito degli ingressi contingentati per le misure anti-Covid. E, restando sui numeri, 400 opere per narrare la cultura antica, che, proprio grazie al mare, trovò molteplici e cangianti forme di integrazione: tra i capolavori di “Thalassa”, sarà l’Atlante Farnese ad essere trait d’union con la mostra “Terracqueo”, che avrà come simbolo la splendida scultura marmorea del Mann. Non soltanto simbolici viaggi artistici nelle sale degli istituti culturali italiani: da mercoledì 2 settembre 2020, al museo Archeologico nazionale di Napoli riapre il bookshop. Un’occasione in più per approfondire conoscenze, con una vasta gamma di titoli presentati in diverse traduzioni.
Il MANN a Venezia 77 con “Agalma” film documentario di Doriana Monaco sulla quotidianità e le attività all’interno di uno dei musei archeologici più importanti del mondo
Il museo Archeologico nazionale di Napoli sarà presente alla 77.ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2-12 settembre 2020) con “Agalma”, un film documentario scritto e diretto da Doriana Monaco con le voci di Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni. “Agalma”, vita al museo Archeologico nazionale di Napoli, è stato infatti selezionato alla 17esima edizione delle “Giornate degli Autori”. Il film documentario descrive la quotidianità e le attività all’interno di uno dei musei archeologici più importanti del mondo. Un racconto intimo in cui le opere d’arte si rivelano come materia viva, in un luogo dove l’umanità che ha creato un patrimonio inestimabile incontra l’umanità impegnata giorno per giorno a preservarlo.
Prodotto da Antonella Di Nocera (Parallelo 41 Produzioni) e Lorenzo Cioffi (Ladoc) con il museo Archeologico nazionale di Napoli diretto da Paolo Giulierini, produzione esecutiva di Lorenzo Cioffi e Armando Andria, con il contributo di Regione Campania e la collaborazione di Film Commission Regione Campania, sviluppato in FilmaP- Atelier di cinema del reale, “Agalma” è un documentario unico nato dalla creatività di un gruppo di giovani e appassionati talenti campani. In squadra con la regista, i fonici Filippo Puglia e Rosalia Cecere, il compositore Adriano Tenore, gli aiuti regia Marie Audiffren ed Ennio Donato e al montaggio il lavoro di Enrica Gatto e della colorist Simona Infante.
“Essere in selezione alle Giornate degli Autori è un grande onore per questa opera prima. Agalma è un documentario di osservazione e creazione che racconta il museo Archeologico nazionale di Napoli come non l’abbiamo mai visto, luogo in continua tensione tra l’incanto del passato e le passioni del presente”, spiegano i produttori Antonella Di Nocera e Lorenzo Cioffi. “Il film rivela del museo la vita nel suo farsi, applicando un rigore estetico non comune nel cinema documentario e uno sguardo che poteva nascere solo da occhi curiosi. Quando abbiamo iniziato a girare, agli inizi del 2018, con la nomina del direttore Paolo Giulierini, che ha mostrato da subito fiducia nel progetto, il Mann stava attraversando una fase di rinnovamento non solo nel restauro e nella riorganizzazione, ma anche nella costruzione di un nuovo modello di gestione con l’idea del museo come un corpo vivente in tutte le sue forme e attività. Ciò ha significato il confronto continuo, quasi quotidiano, con nuove prospettive di narrazione del film: i frammenti sono divenuti frammenti viventi più del previsto e hanno guidato l’immaginario per la crescita del film. Prova ne è la straordinaria riapertura della sezione Magna Grecia, avvenuta “sotto i nostri occhi” proprio nel luglio 2019, che si è fatta spazio nel racconto filmico. Il progetto rappresenta un cerchio che si chiude perché unisce una compagine produttiva, espressione del territorio ma con forti legami internazionali, il contributo della legge cinema regionale, la crescita e promozione dei talenti locali e la valorizzazione di un luogo fiore all’occhiello dell’offerta culturale campana”.
“Ringraziamo i selezionatori delle Giornate degli Autori”, interviene il direttore Paolo Giulierini. “La presenza, in questo momento, di un film come Agalma a Venezia assume un particolare significato. Raccontiamo la “vita” all’interno di uno dei più” importanti musei archeologici del mondo, il Mann, ma ci sentiamo di rappresentare tutti gli sforzi e il lavoro dei musei italiani per ribadire oggi più che mai il proprio ruolo centrale nella ripartenza del paese. Il progetto Agalma è uno dei primi realizzati nel nostro piano di digitalizzazione e non poteva esserci miglior partenza per premiare l’ impegno di tutta la nostra squadra verso nuove sfide. La decima musa, quella delle arti cinematografiche, è di casa nel nostro museo, da Rossellini a Ozpetek, e ispira oggi il nostro racconto attraverso due voci importanti, quelle di Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni. Ringrazio la regista Doriana Monaco e i produttori Antonella Di Nocera e Lorenzo Cioffi per la grandissima professionalità dimostrata in questi anni di lavoro insieme e la Regione Campania che ha sostenuto, con la consueta sensibilità verso la comunicazione dei nostri beni culturali, questo ambizioso lavoro”.
Sinossi. Agalma (dal greco “statua”, “immagine”) coglie la bellezza del Museo non solo nell’evidenza dei suoi incantevoli tesori di arte classica, ma anche nelle relazioni intime e invisibili che si realizzano al suo interno: il rapporto segreto e sempre nuovo che nasce tra i visitatori e le meraviglie dell’antichità greco-romana, il respiro appassionato di chi pianifica ogni giorno la vita del museo. Nell’illusoria immobilità del grande edificio borbonico che ospita il museo Archeologico nazionale, un vortice di attività offre nuovo respiro a statue, affreschi, mosaici e reperti di varia natura. Il film osserva ciò che accade ogni giorno negli ambienti del museo, soffermandosi sulla quotidianità dei lavoratori, alle prese con interventi delicatissimi che necessitano di cura e tempo, e manutenzione costante. Le opere che vivono e vibrano da secoli sono monitorate come corpi viventi. Tutto ciò accade mentre giungono visitatori da ogni parte del mondo, popolando le numerose sale espositive sotto l’occhio apparentemente impassibile delle opere che sono protagoniste e spettatrici a loro volta del grande lavorio umano. Tutto fa emergere il museo come grande organismo produttivo, che rivela la sua natura di cantiere materiale e intellettuale.
Note di regia. “Seguire la vita del museo per quasi tre anni mi ha dato l’opportunità di scoprire un universo altrimenti inaccessibile – penso al mondo sommerso dei depositi – e filmare momenti memorabili come lo spostamento della scultura dell’Atlante Farnese, il ritorno della statua di Zeus dal Getty Museum o l’allestimento della mostra sulla Magna Grecia nelle sale con i pavimenti costituiti dai mosaici di Pompei. L’archeologia come materia viva, ecco uno dei temi del film. La necessità era quella di trovare una chiave che sovrapponesse lo sguardo archeologico a quello cinematografico, depurandolo dall’elemento divulgativo che spesso accompagna i documentari archeologici per affidare il più possibile il racconto a trame visive. Agalma è la relazione tra l’opera e chi la osserva e ne è osservato. Lo sguardo della statua diviene luogo di possibilità interpretative, punti di vista e nuove visioni che si riflettono nello sguardo del visitatore a sua volta intercettato dal cineocchio, rievocando il ruolo performativo che la cultura greco-romana riconosceva alle immagini”.
Napoli. Da agosto la sperimentazione del progetto Negozio Amico del Mann, indicato dall’Ercole Farnese. Sconti e promozioni per cittadini, turisti ed abbonati OpenMANN. Giulierini: “Un’alleanza con la parte commerciale della città”
Col mese di agosto 2020 è iniziata la sperimentazione di un nuovo progetto: si chiama Negozio Amico del Mann, ed ha un’inconfondibile opera d’arte per rappresentare una rete: la scultura dell’Ercole Farnese. Cittadini e turisti, passeggiando nelle strade del centro cittadino, identificheranno i Negozi Amici dalle vetrofanie presenti all’ingresso dei punti vendita convenzionati, che aderiscono al Consorzio Centro Commerciale Museo. “Il Quartiere della Cultura, caratterizzato da connessioni che partono dal Mann, compie un fondamentale passo con la prima sperimentazione della rete dei Negozi Amici”, interviene Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. “Nell’idea di alleanza con la parte commerciale della città si introducono i concetti di accoglienza, accessibilità, economicità, che hanno caratterizzato dalle prime ore uno degli assi portanti della politica dell’Archeologico. Il sistema dei punti di presidio, che parlano un’unica lingua, contribuisce a orientare meglio il turista e a cogliere le tante identità cittadine”.
Tanti gli esercenti coinvolti: per citarne soltanto alcuni, negozi di abbigliamento, parrucchieri, caffetterie; via Pessina, la galleria e piazza Museo nazionale, via Foria, via Costantinopoli e via S. Teresa degli Scalzi, nonché le traverse limitrofe, saranno le prime aree in cui sarà possibile trovare la vetrofania con l’Ercole, che suggellerà un’alleanza ancora più significativa in tempi di ripresa post-Covid. I clienti dei Negozi Amici, presentando alla biglietteria del Museo lo scontrino timbrato con il logo della rete, avranno diritto a due euro di sconto sulla tariffa intera di ingresso all’Archeologico; d’altro canto, i negozi (l’elenco sarà consultabile sul sito web del Museo) non soltanto riserveranno a possessori di ticket del Mann ed a titolari di abbonamento delle promozioni speciali, ma distribuiranno materiale informativo sulle mostre e sulle iniziative del Museo; i punti vendita potranno allestire vetrine a tema dedicate al Mann. Parallelamente al progetto Negozio Amico, il Mann lancerà anche un accordo con i punti Decathlon della Campania, sempre nell’ottica di promuovere la conoscenza del patrimonio archeologico e delle iniziative museali.
Al museo Archeologico nazionale di Napoli al via le visite virtuali con gli esperti del progetto digitale Ohmyguide.tours: 45 minuti per conoscere i capolavori del Mann in rete con internauti di tutto il mondo grazie al video sulle collezioni dell’Archeologico del regista Lucio Fiorentino
Come la prenotazione di un aereo o di un treno, consultando 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, il sito Ohmyguide.tours: pochi attimi (e click) per verificare il calendario con le visite programmate, acquistare il biglietto e partire per un viaggio virtuale alla scoperta delle splendide collezioni del museo Archeologico nazionale di Napoli. Da venerdì 17 luglio 2020, alle 11, inizia la programmazione dei tour virtuali al Mann, con repliche quotidiane, mattutine o pomeridiane, già calendarizzate sino al prossimo 31 luglio (per info: http://www.ohmyguide.tours). Il Mann aderisce dunque a Ohmyguide.tours, progetto digitale che permette di ammirare, in diretta streaming, i principali luoghi della cultura italiani e stranieri: un’esperienza dinamica, che unisce gli internauti di tutto il mondo sotto l’egida della fruibilità interattiva del patrimonio storico-artistico globale. “Il Mann si conferma aperto alla sperimentazione di nuovi format digitali e alle opportunità che offrono alla comunicazione e alla didattica”, commenta il direttore Paolo Giulierini. “Abbiamo aderito con entusiasmo alla rete ohmyguide, realizzando un percorso di altissima qualità. Siamo certi che la forte accelerazione di questi mesi anche nei beni culturali sul versante della virtualità sia un’occasione da sfruttare subito e non si ponga assolutamente in conflitto con la fruizione fisica dei musei, piuttosto invogli alla visita, proponendosi senza confini ad un pubblico globale”.
Chi acquista online il ticket di Ohmyguide.tours (4.90 per ogni partecipante a Digital Experience di gruppo con massimo 200 users; 49 euro per Private Digital experience – 10 device connessi per lo stesso tour) vive una vera e propria avventura della conoscenza: un esperto OMG è volto e voce del racconto, che segue il suggestivo video realizzato dal regista Lucio Fiorentino per svelare la magia del museo napoletano. Per la prima visita digitale, sarà la storica dell’arte Rory Dumontet ad accompagnare gli internauti nelle sale del Museo: emozione garantita, anche online. In fase di lancio della Digital Experience, con il codice WEBMANN, il tour costerà solo 1,9 euro; viceversa, i fruitori del percorso online, avranno diritto a due euro di sconto per l’ingresso al Mann.
In quarantacinque minuti, è possibile passeggiare, grazie alle nuove tecnologie, nelle sale della Collezione Farnese, vedere i principali mosaici delle antiche città vesuviane e soffermarsi negli ambienti del Gabinetto Segreto. Tappa obbligatoria alla Villa dei Papiri ed ai nuovi allestimenti degli oggetti della vita quotidiana e degli affreschi, con veloci incursioni nelle sezioni di più recente riapertura (Sezione Egizia, Sezione Preistoria e Protostoria, Collezione Magna Grecia). Il tour comprende un excursus sulla storia dell’edificio che ospita le collezioni museali: “Nella realizzazione del video per le visite virtuali al Mann”, spiega il regista Lucio Fiorentino, che torna al Mann dopo il successo dei suoi cortometraggi del progetto “Antico Presente”. “Ho voluto adottare una visione d’insieme, capace di assecondare la meraviglia del visitatore nello scoprire i tesori del museo. Nello stesso tempo, con brevi flash, non ho sacrificato il valore del dettaglio, perché, anche da casa, le nuove tecnologie aiutano a cogliere la cura con cui lavoravano gli antichi artisti”.
Al museo Archeologico nazionale di Napoli presentazione del libro postumo di Mennea “Monaco 1972. Una tragedia che poteva essere evitata” nell’ambito della collaborazione tra Mann e Napoli Teatro Festival Italia. Prenotazione obbligatoria. Sconti tra le due istituzioni

Il Giardino delle Fontane al museo Archeologico nazionale di Napoli ospita la presentazione del libro postumo di Mennea (foto Mann)
Il titolo non lascia dubbi sui contenuti: “Monaco 1972. Una tragedia che poteva essere evitata” (Colonnese Editore). È il libro postumo di Pietro Paolo Mennea, ultima opera del grande campione, rimasto inedito alla sua scomparsa: tra politica internazionale e mondo dello sport, il racconto ripercorre le tragiche vicende che segnarono le Olimpiadi di Monaco nel 1972. Il libro sarà presentato al museo Archeologico nazionale di Napoli giovedì 16 luglio 2020, alle 11.30, nel Giardino delle Fontane, come evento della sezione SportOpera del Napoli Teatro Festival Italia. Continua dunque la collaborazione tra il Mann e Napoli Teatro Festival Italia: una rete che si conferma, nel nome del dialogo tra le arti. All’incontro interverranno Manuela Olivieri Mennea, Alfio Giomi (presidente italiano della Fidal), Ruggero Cappuccio (direttore artistico del Napoli Teatro Festival Italia), Patrizio Oliva (medaglia d’oro a Mosca 1980), Vito Grassi (presidente Industriali di Napoli e vice presidente di Confindustria), Maurizio Marino (Neapolis Marathon); apriranno il dibattito i saluti di Paolo Giulierini (direttore MANN) e Francesca Mazzei (Colonnese and Friends). L’iniziativa sarà a cura di Claudio Di Palma, con l’organizzazione Vesuvioteatro. Evento disponibile solo per un numero ridotto di spettatori, previa prenotazione al numero +39 3499374229. Il gemellaggio culturale tra il MANN e Napoli Teatro Festival Italia, anche per quest’anno, prevederà una scontistica comune: con il biglietto del Museo o la tessera OpenMANN, ciascuno spettacolo NTFI costerà 5 euro; viceversa, con ticket di NTFI, l’ingresso all’Archeologico avrà prezzo speciale di 6 euro.

Le famose sculture dei Corridori, provenienti dalla Villa dei Papiri di Ercolano, conservate al Mann (foto Luigi Spina)
La scelta di presentare il libro proprio al MANN è particolarmente significativa: la narrazione dello sport nel mondo antico, infatti, si dipana, in maniera avvincente, anche attraverso le opere dell’Archeologico. Se le celebri sculture gemelle in bronzo dei Corridori, conservate al Museo, sono ormai icona internazionale del ricco apparato decorativo del peristilio della Villa dei Papiri di Ercolano, le collezioni e i depositi del Mann dischiudono tesori che narrano l’importanza dell’esercizio fisico nel mondo greco-romano: anche tramite lo sport, si favoriva la paideia (educazione) delle giovani generazioni. Anfore panatenaiche (nell’antica Grecia erano offerte come premio ai vincitori delle gare e, generalmente, contenevano olio), vasi con raffigurazioni delle diverse discipline sportive, affreschi delle città vesuviane con rappresentazioni di lotte e corse con bighe, sculture in marmo di atleti ed iscrizioni provenienti da Napoli antica, sono alcuni dei tanti reperti che rappresentano la centralità della dimensione sportiva nella vita dei greci e dei romani. ”Durante le Olimpiadi in Grecia si fermavano le guerre e si sfidavano gli atleti provenienti da tutte le città della Madrepatria e delle colonie”, ricorda Paolo Giulierini direttore del Mann. “Venti secoli dopo, la morte entra nel villaggio olimpico utilizzato come ribalta per rivendicazioni violente che nulla avevano a che vedere con lo spirito della manifestazione. Mennea, figlio del vento al pari di Lewis, con questo racconto, spiega lucidamente il valore dello sport, unica possibile catarsi e sublimazione dei valori positivi dell’uomo. L’uomo di Barletta, città abituata alle disfide, vince ancora, battendo un nuovo primato, affidandosi inconsciamente alla cabala dei numeri: non più 19 e 72, il suo record nei 200, ma 1972: l’anno della tragedia, da lui raccontata perché non succeda mai più”.

La copertina del libro postumo di Mennea “Monaco 1972. Una tragedia che poteva essere evitata” (Colonnese Editore)
Monaco 1972. Una tragedia che poteva essere evitata (Colonnese Editore). “Ricordo ancora il senso di meraviglia che mi assalì quando misi piede nel villaggio olimpico la prima volta. Avevo da poco compiuto vent’anni e bruciavo dal desiderio di conoscere il mondo. C’erano persone arrivate da ogni parte della Terra; non sapevo dove guardare, perché non volevo che mi sfuggisse nulla di quell’esperienza entusiasmante. Intorno a me c’erano atleti di tante nazionalità diverse. Quei primi giorni li ricordo come momenti di grande gioia. Non sapevo che sarebbe durata solo pochi giorni…”. Nel 1972 Pietro Mennea stava per coronare il sogno di partecipare, per la prima volta, alle Olimpiadi. A Monaco – nel cuore dell’Europa ferito dalla Guerra fredda – tra centinaia di atleti di ogni nazionalità, erano giorni di grande gioia. Ma durò poco. Perché nella notte tra il 4 e il 5 settembre un commando palestinese entrò nel Villaggio Olimpico e prese in ostaggio gli undici componenti della delegazione israeliana. Due furono uccisi subito. Altri nove morirono il giorno dopo all’aeroporto. Partendo dall’esperienza diretta di quei tragici giorni, Mennea – che ha affiancato ai successi sportivi un sincero impegno civile e politico, arrivando fino al Parlamento Europeo – in questo documentato saggio inedito ricostruisce i controversi scenari del mondo olimpico e le trame internazionali che intrecciano politica e terrorismo, Est e Ovest, Israele e Palestina. Per rileggere un pezzo di storia, ma anche per capire gli errori che non dovrebbero ripetersi. Pietro Paolo Mennea (1952-2013) è stato uno dei più grandi campioni olimpici italiani del Novecento. I suoi tempi nei 200 (ancora record europeo) e nei 100 metri piani sono rimasti imbattuti per oltre vent’anni. Insignito dell’ordine olimpico e introdotto nella Hall of Fame della Fidal, personalità brillante e vivace, Mennea non rinunciò agli studi e all’impegno civile, laureandosi in Scienze politiche, Giurisprudenza, Scienze motorie e sportive, e Lettere. Esercitò le professioni di avvocato e di commercialista e, dopo la carriera agonistica, svolse attività politica – fu europarlamentare dal 1999 al 2004 – pubblicando diversi saggi.



































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