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La grande mostra “Thalassa” ha chiuso al museo Archeologico nazionale di Napoli con 150mila presenze (20mila in agosto: esauriti gli ingressi contingentati). Ma le storie dal Mediterraneo continuano a Palermo dove apre la mostra “Terracqueo” con l’Atlante Farnese simbolo dell’evento

L’Atlante Farnese simbolo e fulcro della mostra “Thalassa” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

La locandina della mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo” prorogata al 31 agosto 2020

La grande mostra “Thalassa. Meraviglie sommerse dal Mediterraneo” ha chiuso il 31 agosto 2020 con 150mila presenze. Ma il racconto sul Mediterraneo continua a Palermo dove il 16 settembre 2020, a Palazzo Reale, aprirà la mostra “Terracqueo” con un testimonial caro ai visitatori del Mann, l’Atlante Farnese. “150mila persone. Thalassa è la dimostrazione della centralità del tema del Mediterraneo, dal mondo antico sino ai giorni nostri”, commenta Paolo Giulierini, direttore del Mann. “È il primo passo per candidare il Mann a punto di riferimento culturale degli Istituti similari che affacciano sul Mare Nostrum, a partire da Palazzo Reale di Palermo, in cui si allestirà,  dal prossimo 16 settembre, la mostra Terracqueo, che, diversa nel titolo, condivide la stessa visione del Mediterraneo”.

L’Atlante Farnese sarà a Palermo simbolo della mostra “Terracqueo” (foto Luigi Spina)

Pubblico in fila per entrare al museo Archeologico nazionale di Napoli in agosto 2020 (foto Mann)

“Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”: in programma al Mann dallo scorso dicembre sino a fine agosto, la mostra non soltanto ha rappresentato una vera e propria summa di tesori scoperti grazie alle ricerche dell’archeologia subacquea, ma ha permesso di fare squadra, a livello scientifico e programmatico, tra le istituzioni pubbliche e private che valorizzano la cultura del Mediterraneo. 150mila visitatori nell’arco di otto mesi, segnati anche dal doloroso lockdown per l’emergenza Coronavirus: 20mila presenze ad agosto, periodo in cui il Museo ha avuto il tutto esaurito quotidiano nell’ambito degli ingressi contingentati per le misure anti-Covid. E, restando sui numeri, 400 opere per narrare la cultura antica, che, proprio grazie al mare, trovò molteplici e cangianti forme di integrazione: tra i capolavori di “Thalassa”, sarà l’Atlante Farnese ad essere trait d’union con la mostra “Terracqueo”, che avrà come simbolo la splendida scultura marmorea del Mann. Non soltanto simbolici viaggi artistici nelle sale degli istituti culturali italiani: da mercoledì 2 settembre 2020, al museo Archeologico nazionale di Napoli riapre il bookshop. Un’occasione in più per approfondire conoscenze, con una vasta gamma di titoli presentati in diverse traduzioni.

Il MANN a Venezia 77 con “Agalma” film documentario di Doriana Monaco sulla quotidianità e le attività all’interno di uno dei musei archeologici più importanti del mondo

La locandina del film documentario “Agalma” di Doriana Monaco

Il museo Archeologico nazionale di Napoli sarà presente alla 77.ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2-12 settembre 2020) con “Agalma”, un film documentario scritto e diretto da Doriana Monaco con le voci di Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni. “Agalma”, vita al museo Archeologico nazionale di Napoli, è stato infatti selezionato alla 17esima edizione delle “Giornate degli Autori”. Il film documentario descrive la quotidianità e le attività all’interno di uno dei musei archeologici più importanti del mondo. Un racconto intimo in cui le opere d’arte si rivelano come materia viva, in un luogo dove l’umanità che ha creato un patrimonio inestimabile incontra l’umanità impegnata giorno per giorno a preservarlo.

Sul set del film documentario “Agalma” sul Mann di Doriana Monaco (foto di Angelo Antolino)

Prodotto da Antonella Di Nocera (Parallelo 41 Produzioni) e Lorenzo Cioffi (Ladoc) con il museo Archeologico nazionale di Napoli diretto da Paolo Giulierini, produzione esecutiva di Lorenzo Cioffi e Armando Andria, con il contributo di Regione Campania e la collaborazione di Film Commission Regione Campania, sviluppato in FilmaP- Atelier di cinema del reale, “Agalma” è un documentario unico nato dalla creatività di un gruppo di giovani e appassionati talenti campani. In squadra con la regista, i fonici Filippo Puglia e Rosalia Cecere, il compositore Adriano Tenore, gli aiuti regia Marie Audiffren ed Ennio Donato e al montaggio il lavoro di Enrica Gatto e della colorist Simona Infante.

“Essere in selezione alle Giornate degli Autori è un grande onore per questa opera prima. Agalma è un documentario di osservazione e creazione che racconta il museo Archeologico nazionale di Napoli come non l’abbiamo mai visto, luogo in continua tensione tra l’incanto del passato e le passioni del presente”, spiegano i produttori Antonella Di Nocera e Lorenzo Cioffi. “Il film rivela del museo la vita nel suo farsi, applicando un rigore estetico non comune nel cinema documentario e uno sguardo che poteva nascere solo da occhi curiosi. Quando abbiamo iniziato a girare, agli inizi del 2018, con la nomina del direttore Paolo Giulierini, che ha mostrato da subito fiducia nel progetto, il Mann stava attraversando una fase di rinnovamento non solo nel restauro e nella riorganizzazione, ma anche nella costruzione di un nuovo modello di gestione con l’idea del museo come un corpo vivente in tutte le sue forme e attività. Ciò ha significato il confronto continuo, quasi quotidiano, con nuove prospettive di narrazione del film: i frammenti sono divenuti frammenti viventi più del previsto e hanno guidato l’immaginario per la crescita del film. Prova ne è la straordinaria riapertura della sezione Magna Grecia, avvenuta “sotto i nostri occhi” proprio nel luglio 2019, che si è fatta spazio nel racconto filmico. Il progetto rappresenta un cerchio che si chiude perché unisce una compagine produttiva, espressione del territorio ma con forti legami internazionali, il contributo della legge cinema regionale, la crescita e promozione dei talenti locali e la valorizzazione di un luogo fiore all’occhiello dell’offerta culturale campana”.

Il direttore Paolo Giulierini sul set del film “Agalma” di Doriana Monaco (foto Angelo Antolino)

“Ringraziamo i selezionatori delle Giornate degli Autori”, interviene il direttore Paolo Giulierini. “La presenza, in questo momento, di un film come Agalma a Venezia assume un particolare significato. Raccontiamo la “vita” all’interno di uno dei più” importanti musei archeologici del mondo, il Mann, ma ci sentiamo di rappresentare tutti gli sforzi e il lavoro dei musei italiani per ribadire oggi più che mai il proprio ruolo centrale nella ripartenza del paese. Il progetto Agalma è uno dei primi realizzati nel nostro piano di digitalizzazione e non poteva esserci miglior partenza per premiare l’ impegno di tutta la nostra squadra verso nuove sfide. La decima musa, quella delle arti cinematografiche, è di casa nel nostro museo, da Rossellini a Ozpetek, e ispira oggi il nostro racconto attraverso due voci importanti, quelle di Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni. Ringrazio la regista Doriana Monaco e i produttori Antonella Di Nocera e Lorenzo Cioffi per la grandissima professionalità dimostrata in questi anni di lavoro insieme e la Regione Campania che ha sostenuto, con la consueta sensibilità verso la comunicazione dei nostri beni culturali, questo ambizioso lavoro”.

Doriano Monaco regista del film documentario “Agalma” (foto Angelo Antolino)

Restauratori sul set del film documentario “Agalma” di Doriana (foto Angelo Antolino)

Sinossi. Agalma (dal greco “statua”, “immagine”) coglie la bellezza del Museo non solo nell’evidenza dei suoi incantevoli tesori di arte classica, ma anche nelle relazioni intime e invisibili che si realizzano al suo interno: il rapporto segreto e sempre nuovo che nasce tra i visitatori e le meraviglie dell’antichità greco-romana, il respiro appassionato di chi pianifica ogni giorno la vita del museo. Nell’illusoria immobilità del grande edificio borbonico che ospita il museo Archeologico nazionale, un vortice di attività offre nuovo respiro a statue, affreschi, mosaici e reperti di varia natura. Il film osserva ciò che accade ogni giorno negli ambienti del museo, soffermandosi sulla quotidianità dei lavoratori, alle prese con interventi delicatissimi che necessitano di cura e tempo, e manutenzione costante. Le opere che vivono e vibrano da secoli sono monitorate come corpi viventi. Tutto ciò accade mentre giungono visitatori da ogni parte del mondo, popolando le numerose sale espositive sotto l’occhio apparentemente impassibile delle opere che sono protagoniste e spettatrici a loro volta del grande lavorio umano. Tutto fa emergere il museo come grande organismo produttivo, che rivela la sua natura di cantiere materiale e intellettuale.

Lo spostamento dell’Atlante Farnese sul set di “Agalma” (foto Angelo Antolino)

Note di regia. “Seguire la vita del museo per quasi tre anni mi ha dato l’opportunità di scoprire un universo altrimenti inaccessibile – penso al mondo sommerso dei depositi – e filmare momenti memorabili come lo spostamento della scultura dell’Atlante Farnese, il ritorno della statua di Zeus dal Getty Museum o l’allestimento della mostra sulla Magna Grecia nelle sale con i pavimenti costituiti dai mosaici di Pompei. L’archeologia come materia viva, ecco uno dei temi del film. La necessità era quella di trovare una chiave che sovrapponesse lo sguardo archeologico a quello cinematografico, depurandolo dall’elemento divulgativo che spesso accompagna i documentari archeologici per affidare il più possibile il racconto a trame visive. Agalma è la relazione tra l’opera e chi la osserva e ne è osservato. Lo sguardo della statua diviene luogo di possibilità interpretative, punti di vista e nuove visioni che si riflettono nello sguardo del visitatore a sua volta intercettato dal cineocchio, rievocando il ruolo performativo che la cultura greco-romana riconosceva alle immagini”.

Napoli. Da agosto la sperimentazione del progetto Negozio Amico del Mann, indicato dall’Ercole Farnese. Sconti e promozioni per cittadini, turisti ed abbonati OpenMANN. Giulierini: “Un’alleanza con la parte commerciale della città”

L’adesivo con l’Ercole Farnese che identifica il Negozio Amico del Mann

Col mese di agosto 2020 è iniziata la sperimentazione di un nuovo progetto: si chiama Negozio Amico del Mann, ed ha un’inconfondibile opera d’arte per rappresentare una rete: la scultura dell’Ercole Farnese. Cittadini e turisti, passeggiando nelle strade del centro cittadino, identificheranno i Negozi Amici dalle vetrofanie presenti all’ingresso dei punti vendita convenzionati, che aderiscono al Consorzio Centro Commerciale Museo. “Il Quartiere della Cultura, caratterizzato da connessioni che partono dal Mann, compie un fondamentale passo con la prima sperimentazione della rete dei Negozi Amici”, interviene Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. “Nell’idea di alleanza con la parte commerciale della città si introducono i concetti di accoglienza, accessibilità, economicità, che hanno caratterizzato dalle prime ore uno degli assi portanti della politica dell’Archeologico. Il sistema dei punti di presidio, che parlano un’unica lingua, contribuisce a orientare meglio il turista e a cogliere le tante identità cittadine”.

La locandina che rappresenta la grafica dei totem per i Negozi Amici del Mann

Tanti gli esercenti coinvolti: per citarne soltanto alcuni, negozi di abbigliamento, parrucchieri, caffetterie; via Pessina, la galleria e piazza Museo nazionale, via Foria, via Costantinopoli e via S. Teresa degli Scalzi, nonché le traverse limitrofe, saranno le prime aree in cui sarà possibile trovare la vetrofania con l’Ercole, che suggellerà un’alleanza ancora più significativa in tempi di ripresa post-Covid. I clienti dei Negozi Amici, presentando alla biglietteria del Museo lo scontrino timbrato con il logo della rete, avranno diritto a due euro di sconto sulla tariffa intera di ingresso all’Archeologico; d’altro canto, i negozi (l’elenco sarà consultabile sul sito web del Museo) non soltanto riserveranno a possessori di ticket del Mann ed a titolari di abbonamento delle promozioni speciali, ma distribuiranno materiale informativo sulle mostre e sulle iniziative del Museo; i punti vendita potranno allestire vetrine a tema dedicate al Mann. Parallelamente al progetto Negozio Amico, il Mann lancerà anche un accordo con i punti Decathlon della Campania, sempre nell’ottica di promuovere la conoscenza del patrimonio archeologico e delle iniziative museali.

Nuovi spazi di Scuola al museo Archeologico nazionale di Napoli: firmato il protocollo d’intesa con Regione Campania e Fondazione Napoli Novantanove per percorsi educativi e lezioni multidisciplinari delle scuole della Campania nelle stanze aperte dell’arte, della storia e della cultura

Il museo Archeologico nazionale di Napoli è ospitato in un palazzo borbonico che è stato sede dell’Università fino al 1777 e dal 1816 sede del Real Museo Borbonico

La Regione Campania, il museo Archeologico nazionale di Napoli e la Fondazione Napoli Novantanove insieme per la scuola. È stato firmato a Palazzo Santa Lucia il protocollo d’Intesa “Nuovi spazi di Scuola al Museo Mann. Percorsi educativi e lezioni multidisciplinari delle scuole della Campania nelle stanze aperte dell’arte, della storia e della cultura”: la Regione, il Mann e la Fondazione Napoli Novantanove si impegnano ad attivare in piena sinergia forme di collaborazione tra le scuole e gli attrattori culturali del territorio, per realizzare azioni educative multidisciplinari per gli studenti. L’intesa rappresenta una opportunità dell’offerta scolastica che la Regione si impegna a promuovere, supportare e favorire: il Mann offre un luogo unico e il supporto dei propri Servizi Educativi per apprendere attraverso metodi innovativi; la Fondazione Napoli Novantanove, forte del Progetto “ La Scuola adotta un monumento “ e del programma regionale “ScuolaViva”, offre il supporto a percorsi personalizzati per ciascun indirizzo scolastico. Percorsi educativi e didattici: non un programma di visite o gite scolastiche, dunque, ma una vera e propria modalità complementare di fare scuola in maniera stabile. L’intesa firmata dall’assessore all’Istruzione, Politiche Sociali e Politiche Giovanili Lucia Fortini, dal direttore del Mann Paolo Giulierini e dalla presidente della Fondazione Napoli Novantanove Mirella Barracco, avrà durata triennale ed è rivolta a tutti gli ordini di scuola del primo e secondo ciclo che potranno aderire, in maniera volontaria ed autonoma, presentando domanda di adesione all’iniziativa direttamente ai Servizi Educativi del Mann. In via sperimentale, nella forma di progetto pilota sono state individuate le 34 istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado – 1200 le classi e 20mila gli studenti coinvolti – afferenti le Municipalità II, III e IV del Comune di Napoli perché territorialmente vicine al Museo, per favorire e semplificare gli spostamenti in forma autonoma. Non si esclude tuttavia la partecipazione anche di scuole di altre aree che possano assicurare in maniera autonoma i trasferimenti.

La firma del protocollo d’intesa tra Regione Campania (Lucia Fortini), fondazione Napoli Novantanove (Mirella Barracco) e museo Archeologico nazionale di Napoli (Paolo Giulierini) (foto Mann)

“Con l’intesa di oggi”, dichiara l’assessore regionale Lucia Fortini, “la Regione intende aprire la strada a una visione ampia e innovativa del fare scuola rafforzando il rapporto tra i nostri istituti e le altre istituzioni del territorio. Fare rete e fare comunità sono azioni indispensabili dell’agire politico. Avere a disposizione il patrimonio di un museo come il Mann significa poter offrire ai nostri studenti la lezione di arte, di storia e soprattutto di civiltà che il suo patrimonio racchiude”. E il direttore Paolo Giulierini: “Il museo Archeologico nazionale di Napoli con questo accordo con la Regione Campania mette a disposizione tutti i nuovi spazi, a partire dall’eccezionale nuovo auditorium di 300 posti, per le lezioni degli studenti nel prossimo anno scolastico. Mai come ora i musei devono essere vicini ai giovani e, in generale, alle comunità”. “Le istituzioni culturali oggi devono ripensare la loro funzione, non si poteva non aprire il nostro muso al “fare scuola”. Sperimentiamo con entusiasmo questa novità, speriamo che questo progetto possa essere replicabile” il commento di Mirella Barracco.

Al via l’11.ma edizione di Aquileia Film Festival 2020: ma attenzione, è obbligatoria la prenotazione gratuita on line del posto. Ecco tutto il programma delle cinque serate

Per l’edizione 2020 di Aquileia Film Festival sarà artciolato sulel due piazze antistanti la basilica: piazza Patriarcato e piazza Capitolo

L’undicesima edizione di Aquileia Film Festival 2020 è ai nastri di partenza: la rassegna di cinema arte e archeologia, organizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm e il patrocinio del Comune di Aquileia è in programma per cinque serate da martedì 28 a venerdì 31 luglio e lunedì 3 agosto 2020, arricchita di alcune novità per garantire la fruizione in piena sicurezza e nel rigoroso rispetto della normativa anti COVID-19 all’ampia platea di appassionati. Per la prima volta l’evento si svolgerà in contemporanea sulle due piazze – piazza Capitolo e piazza Patriarcato – che circondano la Basilica di Aquileia che potranno ospitare 500 spettatori ciascuna: le conversazioni con l’ospite della serata curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva si svolgeranno sul palco di piazza Capitolo e verranno trasmesse in diretta sullo schermo – largo dieci metri e alto otto –  di piazza Patriarcato. Ma per partecipare all’Aquileia Film Festival è obbligatoria la prenotazione gratuita del posto al link
https://www.fondazioneaquileia.it/it/aquileia-film-festival-2020-prenotazioni, compilando il form con nome, cognome, mail e telefono, selezionare la serata e inviare. In risposta si riceverà una mail con il biglietto d’ingresso e il posto assegnato da esibire anche su smartphone ai varchi d’ingresso. I posti verranno assegnati in ordine cronologico di arrivo delle prenotazioni. Ecco il programma.

Il film “Le tre vite di Aquileia” di Giovanni Piscaglia

Martedì 28 luglio 2020, alle 21. “Le tre vite di Aquileia”, film fuori concorso, di Giovanni Piscaglia (Italia, 60′, 2019, 3D Produzioni per Fondazione Aquileia). Un film che restituisce la complessità dell’eredità storica di Aquileia e la vitalità della grande città cosmopolita che fu nei secoli passati. Non solo storia anti­ca, la città viene raccontata fino ai giorni nostri indagando il modo in cui la storia è diventata oggetto di studio, scavo, musealizzazione e tutela. A guidarci nel viaggio gli interventi degli esperti e di chi quotidianamente lavora per valorizzare il suo patrimonio. Segue la conversazione con Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia, e Orietta Rossini, direttrice del Museo dell’Ara Pacis, a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva.

Frame del film “Pompei, dopo il disastro” di Sabine Bier

Mercoledì 29 luglio 2020, alle 21. “Pompei, dopo il disastro” di Sabine Bier (Italia, Germania, 52’, 2019, produzione: Massimo My, consulenza scientifica: Ersilia D’Ambrosio. Per la prima volta un documentario racconta gli avvenimenti immediatamente successivi all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., un intervento di protezione civile voluto e sostenuto dall’imperatore Tito per soccorrere le popolazioni colpite dal disastro naturale e rilanciare le attività, la produzione e il commercio, la vita. Segue la conversazione con Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata “Antico Presente” di Lucio Fiorentino (Italia, 19’, 2018, responsabile scientifico: Ludovico Solima, produzione: museo Archeologico nazionale di Napoli, produzione esecutiva: Transitans Film SRL. Una storia, uno o due personaggi a noi contemporanei, un sentimento universale, un capolavoro del museo. Un’opera della collezione del Mann “rivela” ad un personaggio il sentimento profondo che lo muove. L’arte del passato ritorna alla vita creando un ponte tra l’uomo dell’antichità e l’uomo del presente.

Frame del film “La Scuola Archeologica Italiana di Atene” prodotto da Rai Cultura con la regia di Eugenio Farioli Vecchioli

Giovedì 30 luglio 2020, alle 21. “La Scuola Archeologica Italiana di Atene” (Italia viaggio nella bellezza) di Eugenio Farioli Vecchioli, Agostino Pozzi, Stefano Stefanelli (Italia, 52’, 2019, consulenza scientifica: Luca Peyronel, produzione: Rai Cultura. Un viaggio nell’archeologia italiana in Grecia, con il racconto degli scavi antichi e presenti, e delle sensazionali scoperte effettuate nell’isola di Creta e di Lemno. Una produzione che ripercorre oltre un secolo di vita della Scuola Archeologica Italiana di Atene in occasione dei 110 anni dalla sua nascita. Segue la conversazione con Giuliano Volpe, archeologo, ordinario di Metodologia della ricerca archeologica all’università di Bari, a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata “La storia dimenticata degli Swahili / L’histoire oubliée des Swahilis” di Raphael Licandro, Agnès Molia (Francia, 26’, 2018, consulenza scientifica: Peter Eeckhout, produzione: Tournez S’il Vous Plait Productions, lingua: italiano. Lungo la costa orientale dell’Africa, il popolo degli Swahili a lungo ha intrigato gli scienziati. Divennero musulmani molto prima dell’islamizzazione dell’Africa, e la loro lingua, lo swahili, è infusa con l’arabo. Si ritiene che in questa zona, tra il X e il XV secolo, gli Swahili avessero costruito dozzine di opulente città in pietra.

Frame del film “Egitto: i templi salvati” di Olivier Lamaitre

Venerdì 31 luglio 2020, alle 21. “Egitto: i templi salvati / Egypt: saving temples” di Olivier Lemaitre (Francia, 53’, 2018, produzione: Sequana Media, lingua: italiano. Nel 1954 l’annuncio della costruzione di una nuova diga minacciava l’intera Nubia e oltre venti antichi santuari. Alcuni templi furono smantellati in fretta e trasferiti su isole artificiali, altri furono spediti all’estero in città come Madrid, Torino o addirittura New York. Segue la conversazione con Mario Tozzi, primo ricercatore del CNR, divulgatore scientifico, conduttore di “Sapiens, un solo pianeta” su RAI3 a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva.

Film Aquileia Mater – 2200 anni dalla fondazione di Aquileia” curato da Maurizio Buora e Francesco Snidero

Lunedì 3 agosto 2020, alle 21. “AQUILEIA MATER – 2200 anni dalla fondazione di Aquileia”,
fuori concorso, a cura di: Maurizio Buora e Francesca Snidero  (Italia, coordinamento: Paola Treppo, 60’, 2019, produzione: Telefriuli per conto della Società Friulana di Archeologia. Un documentario arricchito da interviste a esperti e studiosi italiani, ma anche provenienti da Slovenia, Austria e Germania per comprendere la storia della antica città di Aquileia e la varietà delle relazioni con il mondo mediterraneo e continentale. Segue “Il Porto scomparso” di Luigi Zannini (Italia, 13’, 2020, autori: Pietro Spirito e Luigi Zannini, produzione: Rai FVG. Sulle tracce dell’antico porto tra Grado e Aquileia e della strada che collegava le due città.

Museo Archeologico nazionale di Napoli: dal 1° agosto al via la convenzione con la Casa Rossa di Anacapri. Già attive quelle con Villa San Michele, e siti Extramann di Napoli. Sconti per bagnanti della Gaiola, viaggiatori SNAV e clienti strutture Federalberghi Napoli e Unione Industriali Napoli. Paolo Giulierini: “Il MANN si candida ad essere faro dei Musei del Mediterraneo”

Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, davanti alle sculture recuperate nella Grotta Azzurra di Capri (foto Graziano Tavan)

“L’attenzione per il mare ed il litorale campano si sostanzia non soltanto nella trasformazione dei contenuti della mostra -Thalassa- in una sezione permanente sul mar Mediterraneo nella sala della stazione Neapolis del Mann, ma anche nella definizione di rapporti sempre più consolidati con Reggio Calabria, Taranto e la Sicilia, per candidare il museo di Napoli a faro dei Musei del Mediterraneo”, dichiara il direttore dell’Archeologico, Paolo Giulierini. La promozione del patrimonio storico-artistico della Campania parte dal gioco di squadra in questa Estate 2020: così, il museo Archeologico nazionale di Napoli continua la propria campagna di valorizzazione in rete con gli istituti culturali del territorio.

La Casa Rossa ad Anacapri in convenzione con il Mann (foto Pino Cadispoti)

La locandina della mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo” prorogata al 31 agosto 2020

Dal 1° agosto 2020 prevista anche una nuova partnership con un interessante sito dell’Isola Azzurra: si tratta dalle Casa Rossa di Anacapri, costruita tra il 1876 e il 1899 accanto a un’antica torre quattrocentesca ed eretta dall’eccentrico colonnello John Clay MacKowen, ricco cittadino di New Orleans; contraddistinta da una singolare struttura architettonica, che ne fa un unicum nell’isola, la Casa ben presto fu arricchita dallo stesso colonnello con reperti archeologici trovati nelle varie località di Capri. Tra gli antichi manufatti ospitati nell’inconfondibile edificio di colore vermiglio, anche le sculture rinvenute nei fondali della Grotta Azzurra ed esposte nella mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, in programma al Museo sino al 31 agosto 2020.

La Casa Rossa di Anacapri: con il Mann prevista una scontistica congiunta (foto Pino Cadispoti)

La convenzione tra il museo Archeologico di Napoli e la Casa Rossa di Anacapri prevederà, in primis, una scontistica congiunta: 2 euro di riduzione, sulla tariffa piena di ingresso al Mann, spetteranno ai visitatori del monumento dell’isola; viceversa, i possessori di ticket del Museo o di abbonamento OpenMANN pagheranno 2 euro (e non 3.5 euro) per accedere alla casa voluta dall’eclettico MacKowen ed oggi sede dell’esposizione “L’Isola dipinta: viaggio pittorico a Capri ed Anacapri tra Ottocento e Novecento”, promossa dal Comune di Anacapri.

L’esposizione a Villa San Michele ad Amacapri sull’isola di Capri

Sempre nel nome dell’arte e del mare, attiva la convenzione con Villa San Michele: la dimora storica di Axel Munthe, ad Anacapri, accoglierà visitatori ed abbonati del Mann con un simbolico sconto di 2 euro, “ricambiato” al botteghino del Museo con la tariffa ridotta per ammirare le collezioni permanenti e gli allestimenti temporanei. Per chi resta a Napoli, possibile conoscere i siti della rete Extramann (l’elenco dei partner sul portale web dell’Archeologico) ed ottenere, con lo stesso ticket, lo sconto di 2 euro per il Museo: l’opzione è riservata anche ai bagnanti della Gaiola, in possesso del tagliando della prenotazione. E chi sceglierà di imbarcarsi su unità SNAV dirette verso le isole del Golfo (tutte le tratte, eccetto Capri), le isole Pontine e la Sicilia, con il codice SNAVMANN potrà avere il 10% di sconto sull’acquisto di ticket tramite canali online e call center; entro un mese dalla traversata, ciascun viaggiatore visitare il Museo con 2 euro di sconto; stessa riduzione, per accedere all’Archeologico, sarà riservata a clienti delle strutture aderenti a Federalberghi Napoli e Unione Industriali di Napoli.

La locandina che promuove OpenMann, l’abbonamento annuale al museo Archeologico nazionale di Napoli

Dal 1° agosto 2020, infine, saranno attive le nuove tariffe per biglietti e abbonamenti del Museo: il biglietto intero costerà 10 euro, ridotto 8 euro, due adulti over 25 pagheranno 16 euro; resterà di 2 euro l’ingresso per giovani tra 18 e 25 anni non compiuti. Per quanto riguarda la tessera OpenMANN, di seguito i prezzi: 12 euro per una card singola (adulto) e 20 euro per coppia di titolari over 25 anni; sempre 5 euro sarà il costo per studenti universitari ed allievi di scuole di specializzazione, senza limiti di età. La tessera Openmann permette di accedere illimitatamente al Museo ed alle mostre in programma, per 365 giorni dalla data di prima attivazione.

Al museo Archeologico nazionale di Napoli al via le visite virtuali con gli esperti del progetto digitale Ohmyguide.tours: 45 minuti per conoscere i capolavori del Mann in rete con internauti di tutto il mondo grazie al video sulle collezioni dell’Archeologico del regista Lucio Fiorentino

L’Atlante Farnese, simbolo del Mann, nel frame del video di Lucio Fiorentino

Come la prenotazione di un aereo o di un treno, consultando 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, il sito Ohmyguide.tours: pochi attimi (e click) per verificare il calendario con le visite programmate, acquistare il biglietto e partire per un viaggio virtuale alla scoperta delle splendide collezioni del museo Archeologico nazionale di Napoli. Da venerdì 17 luglio 2020, alle 11, inizia la programmazione dei tour virtuali al Mann, con repliche quotidiane, mattutine o pomeridiane, già calendarizzate sino al prossimo 31 luglio (per info: http://www.ohmyguide.tours). Il Mann aderisce dunque a Ohmyguide.tours, progetto digitale che permette di ammirare, in diretta streaming, i principali luoghi della cultura italiani e stranieri: un’esperienza dinamica, che unisce gli internauti di tutto il mondo sotto l’egida della fruibilità interattiva del patrimonio storico-artistico globale. “Il Mann si conferma aperto alla sperimentazione di nuovi format digitali e alle opportunità che offrono alla comunicazione e alla didattica”, commenta il direttore Paolo Giulierini. “Abbiamo aderito con entusiasmo alla rete ohmyguide, realizzando un percorso di altissima qualità. Siamo certi che la forte accelerazione di questi mesi anche nei beni culturali sul versante della virtualità sia un’occasione da sfruttare subito e non si ponga assolutamente in conflitto con la fruizione fisica dei musei, piuttosto  invogli alla visita, proponendosi senza confini ad un pubblico globale”.

I corridori di Ercolano dalla villa dei Papiri nel frame del video di Lucio Fiorentino

Chi acquista online il ticket di Ohmyguide.tours (4.90 per ogni partecipante a Digital Experience di gruppo con massimo 200 users; 49 euro per Private Digital experience – 10 device connessi per lo stesso tour) vive una vera e propria avventura della conoscenza: un esperto OMG è volto e voce del racconto, che segue il suggestivo video realizzato dal regista Lucio Fiorentino per svelare la magia del museo napoletano. Per la prima visita digitale, sarà la storica dell’arte Rory Dumontet ad accompagnare gli internauti nelle sale del Museo: emozione garantita, anche online. In fase di lancio della Digital Experience, con il codice WEBMANN, il tour costerà solo 1,9 euro; viceversa, i fruitori del percorso online, avranno diritto a due euro di sconto per l’ingresso al Mann.

Il plastico ottocentesco degli scavi di Pompei nel frame del video di Lucio Fiorentino

In quarantacinque minuti, è possibile passeggiare, grazie alle nuove tecnologie, nelle sale della Collezione Farnese, vedere i principali mosaici delle antiche città vesuviane e soffermarsi negli ambienti del Gabinetto Segreto. Tappa obbligatoria alla Villa dei Papiri ed ai nuovi allestimenti degli oggetti della vita quotidiana e degli affreschi, con veloci incursioni nelle sezioni di più recente riapertura (Sezione Egizia, Sezione Preistoria e Protostoria, Collezione Magna Grecia). Il tour comprende un excursus sulla storia dell’edificio che ospita le collezioni museali: “Nella realizzazione del video per le visite virtuali al Mann”, spiega il regista Lucio Fiorentino, che torna al Mann dopo il successo dei suoi cortometraggi del progetto “Antico Presente”. “Ho voluto adottare una visione d’insieme, capace di assecondare la meraviglia del visitatore nello scoprire i tesori del museo. Nello stesso tempo, con brevi flash, non ho sacrificato il valore del dettaglio, perché, anche da casa, le nuove tecnologie aiutano a cogliere la cura con cui lavoravano gli antichi artisti”.

Al museo Archeologico nazionale di Napoli presentazione del libro postumo di Mennea “Monaco 1972. Una tragedia che poteva essere evitata” nell’ambito della collaborazione tra Mann e Napoli Teatro Festival Italia. Prenotazione obbligatoria. Sconti tra le due istituzioni

Il Giardino delle Fontane al museo Archeologico nazionale di Napoli ospita la presentazione del libro postumo di Mennea (foto Mann)

Il titolo non lascia dubbi sui contenuti: “Monaco 1972. Una tragedia che poteva essere evitata” (Colonnese Editore). È il libro postumo di Pietro Paolo Mennea, ultima opera del grande campione, rimasto inedito alla sua scomparsa: tra politica internazionale e mondo dello sport, il racconto ripercorre le tragiche vicende che segnarono le Olimpiadi di Monaco nel 1972. Il libro sarà presentato al museo Archeologico nazionale di Napoli giovedì 16 luglio 2020, alle 11.30, nel Giardino delle Fontane, come evento della sezione SportOpera del Napoli Teatro Festival Italia. Continua dunque la collaborazione tra il Mann e Napoli Teatro Festival Italia: una rete che si conferma, nel nome del dialogo tra le arti. All’incontro interverranno Manuela Olivieri Mennea, Alfio Giomi (presidente italiano della Fidal), Ruggero Cappuccio (direttore artistico del Napoli Teatro Festival Italia), Patrizio Oliva (medaglia d’oro a Mosca 1980), Vito Grassi (presidente Industriali di Napoli e vice presidente di Confindustria), Maurizio Marino (Neapolis Marathon); apriranno il dibattito i saluti di Paolo Giulierini (direttore MANN) e Francesca Mazzei (Colonnese and Friends). L’iniziativa sarà a cura di Claudio Di Palma, con l’organizzazione Vesuvioteatro. Evento disponibile solo per un numero ridotto di spettatori, previa prenotazione al numero ‪+39 3499374229.  Il gemellaggio culturale tra il MANN e Napoli Teatro Festival Italia, anche per quest’anno, prevederà una scontistica comune: con il biglietto del Museo o la tessera OpenMANN, ciascuno spettacolo NTFI costerà 5 euro; viceversa, con ticket di NTFI, l’ingresso all’Archeologico avrà prezzo speciale di 6 euro.

Le famose sculture dei Corridori, provenienti dalla Villa dei Papiri di Ercolano, conservate al Mann (foto Luigi Spina)

La scelta di presentare il libro proprio al MANN è particolarmente significativa: la narrazione dello sport nel mondo antico, infatti, si dipana, in maniera avvincente, anche attraverso le opere dell’Archeologico. Se le celebri sculture gemelle in bronzo dei Corridori, conservate al Museo, sono ormai icona internazionale del ricco apparato decorativo del peristilio della Villa dei Papiri di Ercolano, le collezioni e i depositi del Mann dischiudono tesori che narrano l’importanza dell’esercizio fisico nel mondo greco-romano: anche tramite lo sport, si favoriva la paideia (educazione) delle giovani generazioni. Anfore panatenaiche (nell’antica Grecia erano offerte come premio ai vincitori delle gare e, generalmente, contenevano olio), vasi con raffigurazioni delle diverse discipline sportive, affreschi delle città vesuviane con rappresentazioni di lotte e corse con bighe, sculture in marmo di atleti ed iscrizioni provenienti da Napoli antica, sono alcuni dei tanti reperti che rappresentano la centralità della dimensione sportiva nella vita dei greci e dei romani. ”Durante le Olimpiadi in Grecia si fermavano le guerre e si sfidavano gli atleti provenienti da tutte le città della Madrepatria e delle colonie”, ricorda Paolo Giulierini direttore del Mann. “Venti secoli dopo, la morte entra nel villaggio olimpico utilizzato come ribalta per rivendicazioni violente che nulla avevano a che vedere con lo spirito della manifestazione. Mennea, figlio del vento al pari di Lewis, con questo racconto, spiega lucidamente il valore dello sport, unica possibile catarsi e sublimazione dei valori positivi dell’uomo. L’uomo di Barletta, città abituata alle disfide, vince ancora, battendo un nuovo primato, affidandosi inconsciamente alla cabala dei numeri: non più 19 e 72, il suo record nei 200, ma 1972: l’anno della tragedia, da lui raccontata perché non succeda mai più”.

La copertina del libro postumo di Mennea “Monaco 1972. Una tragedia che poteva essere evitata” (Colonnese Editore)

Monaco 1972. Una tragedia che poteva essere evitata (Colonnese Editore). “Ricordo ancora il senso di meraviglia che mi assalì quando misi piede nel villaggio olimpico la prima volta. Avevo da poco compiuto vent’anni e bruciavo dal desiderio di conoscere il mondo. C’erano persone arrivate da ogni parte della Terra; non sapevo dove guardare, perché non volevo che mi sfuggisse nulla di quell’esperienza entusiasmante. Intorno a me c’erano atleti di tante nazionalità diverse. Quei primi giorni li ricordo come momenti di grande gioia. Non sapevo che sarebbe durata solo pochi giorni…”. Nel 1972 Pietro Mennea stava per coronare il sogno di partecipare, per la prima volta, alle Olimpiadi. A Monaco – nel cuore dell’Europa ferito dalla Guerra fredda – tra centinaia di atleti di ogni nazionalità, erano giorni di grande gioia. Ma durò poco. Perché nella notte tra il 4 e il 5 settembre un commando palestinese entrò nel Villaggio Olimpico e prese in ostaggio gli undici componenti della delegazione israeliana. Due furono uccisi subito. Altri nove morirono il giorno dopo all’aeroporto. Partendo dall’esperienza diretta di quei tragici giorni, Mennea – che ha affiancato ai successi sportivi un sincero impegno civile e politico, arrivando fino al Parlamento Europeo – in questo documentato saggio inedito ricostruisce i controversi scenari del mondo olimpico e le trame internazionali che intrecciano politica e terrorismo, Est e Ovest, Israele e Palestina. Per rileggere un pezzo di storia, ma anche per capire gli errori che non dovrebbero ripetersi. Pietro Paolo Mennea (1952-2013) è stato uno dei più grandi campioni olimpici italiani del Novecento. I suoi tempi nei 200 (ancora record europeo) e nei 100 metri piani sono rimasti imbattuti per oltre vent’anni. Insignito dell’ordine olimpico e introdotto nella Hall of Fame della Fidal, personalità brillante e vivace, Mennea non rinunciò agli studi e all’impegno civile, laureandosi in Scienze politiche, Giurisprudenza, Scienze motorie e sportive, e Lettere. Esercitò le professioni di avvocato e di commercialista e, dopo la carriera agonistica, svolse attività politica – fu europarlamentare dal 1999 al 2004 – pubblicando diversi saggi.

Aquileia Film Festival: ecco il programma delle cinque serate, tutti i film e gli ospiti intervistati da Piero Pruneti. Ma attenzione: per accedere alle due piazze (Capitolo e Patriarcato) dove si tengono le proiezioni è obbligatoria la prenotazione on-line del posto a sedere

L’Aquileia Film Festival ha richiamato negli anni in piazza Patriarcato migliaia di appassionati

Piero Pruneti intervista Alberto Angela all’Aquileia Film Festival

Mancano due settimane, sarà martedì 28 luglio 2020, al via dell’undicesima edizione dell’Aquileia Film festival, la rassegna di cinema arte e archeologia, organizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm e il patrocinio del Comune di Aquileia. Ma attenzione: quest’anno, nel rispetto delle normative previste dal Governo per gli spettacoli pubblici, sarà obbligatoria la prenotazione on-line per partecipare alle serate: la procedura è molto semplice, è sufficiente cliccare sul sito www.fondazioneaquileia.it, compilare il form con nome, cognome, mail e telefono, selezionare la serata e inviare. In risposta si riceverà una mail con il biglietto d’ingresso e il posto assegnato da esibire anche su smartphone ai varchi d’ingresso. I posti verranno assegnati in ordine cronologico di arrivo delle prenotazioni. La formula dell’Aquileia Film Festival è quella ormai rodata –  cinema, archeologia e grandi divulgatori scientifici si alterneranno sul palco per cinque serate da martedì 28 a venerdì 31 luglio 2020 e lunedì 3 agosto 2020 –  arricchita di alcune novità per garantire la fruizione in piena sicurezza e nel rigoroso rispetto della normativa anti COVID-19 all’ampia platea di appassionati. Per la prima volta l’evento si svolgerà in contemporanea sulle due piazze – piazza Capitolo e piazza Patriarcato – che circondano la Basilica di Aquileia, le quali potranno ospitare 500 spettatori per ogni piazza. Le conversazioni con l’ospite della serata curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva si svolgeranno sul palco di piazza Capitolo e verranno trasmesse in diretta sullo schermo – largo dieci metri e alto otto –  di piazza Patriarcato. Ospiti delle serate e protagonisti delle conversazioni curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, saranno Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia e Orietta Rossini, direttrice del museo dell’Ara Pacis di Roma (28 luglio); Paolo Giulierini, direttore del Mann (29 luglio); Giuliano Volpe (30 luglio), ordinario di Metodologia della Ricerca archeologica; e per la serata conclusiva Mario Tozzi (31 luglio), conduttore di “Sapiens, un solo pianeta” su RAI3, primo ricercatore del CNR e divulgatore scientifico. Tutte le serate, tranne lunedì 3 agosto, saranno trasmesse anche in streaming sul sito http://www.fondazioneaquileia.it

Antonio Zanardi Landi,
presidente della Fondazione Aquileia

Orietta Rossini, direttrice del museo dell’Ara Pacis di Roma

Il Festival si apre martedì 28 luglio 2020 alle 21 con la proiezione di “Le tre vite di Aquileia”, il docu-film voluto dalla Fondazione Aquileia per far conoscere al  grande pubblico la storia millenaria della città divenuta patrimonio Unesco nel 1998 e realizzato da 3D Produzioni in collaborazione con Sky Arte e Istituto Luce Cinecittà, con la regia di Giovanni Piscaglia.  Piero Pruneti intervisterà Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia e Orietta Rossini, direttrice del museo dell’Ara Pacis di Roma, che aveva ospitato la prima nazionale del film in occasione della mostra “Aquileia 2200. Porta di Roma verso i Balcani e l’Oriente”.

Frame del film “Pompei, dopo il disastro” di Sabine Bier

Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

Pompei e il museo Archeologico nazionale di Napoli saranno i protagonisti della serata del 29 luglio 2020: alle 21 si parte con la proiezione del film “Pompei, dopo il disastro” di Sabine Bier , dove per la prima volta si raccontano gli avvenimenti immediatamente successivi all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.  A seguire la conversazione-intervista con Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, archeologo ed esperto di politiche per i beni culturali e in chiusura il cortometraggio “Antico Presente” di Lucio Fiorentino che mette in scena un dialogo emozionale tra alcuni visitatori e i capolavori del Mann.

Frame del film “La Scuola Archeologica Italiana di Atene” prodotto da Rai Cultura con la regia di Eugenio Farioli Vecchioli

Il prof. Giuliano Volpe dell’università di Bari

Giovedì 30 luglio 2020, alle 21, il film “La Scuola Archeologica Italiana di Atene” prodotto da Rai Cultura con la regia di Eugenio Farioli Vecchioli ci porterà sull’isola di Creta e di Lemno  con il racconto degli scavi antichi e presenti. Ospite della serata Giuliano Volpe, archeologo, accademico italiano, ordinario di Metodologia della ricerca archeologica all’università di Bari e consigliere del ministro per i Beni e le Attività culturali. In chiusura il cortometraggio “La storia dimenticata degli Swahili” di Raphael Licandro ci porterà lungo la costa orientale dell’Africa dove si ritiene che, tra il X e il XV secolo, gli Swahili avessero costruito dozzine di opulente città in pietra.

Frame del film “Egitto: i templi salvati” di Olivier Lamaitre

Mario Tozzi, primo ricercatore del CNR e divulgatore scientifico

Venerdì 31 luglio, alle 21, il docu-film “Egitto: i templi salvati” di Olivier Lemaitre ci trasporterà nel 1954 quando l’annuncio della costruzione di una nuova diga minacciava l’intera Nubia e oltre venti antichi santuari che furono smantellati in fretta e trasferiti. Protagonista della serata Mario Tozzi: dal 2019 conduce “Sapiens, un solo pianeta” su Rai Tre. Ha condotto “Fuori Luogo” su Rai1 (2014-2017), dopo aver condotto “Atlantide”, “Allarme Italia” (2011-2012) e “La Gaia Scienza” (con il Trio Medusa, 2009-2010) su La7. Primo ricercatore del CNR e divulgatore scientifico, attualmente scrive su La Stampa di Torino, su Qui Touring e su Le Frecce. Ha collaborato con National Geographic, Newton, Natura, Oasis e Consumatori Coop.

Film Aquileia Mater – 2200 anni dalla fondazione di Aquileia” curato da Maurizio Buora e Francesco Snidero

La serata di lunedì 3 agosto 2020 sarà invece dedicata alle produzioni del Friuli Venezia Giulia con la proiezione alle 21 del documentario prodotto da Telefriuli per la Società friulana di Archeologia “Aquileia Mater – 2200 anni dalla fondazione di Aquileia” curato da Maurizio Buora e Francesco Snidero e a seguire del cortometraggio della Sede Rai FVG “Il porto scomparso” di Pietro Spirito e Luigi Zannini.

Al museo Archeologico nazionale di Napoli presentata in diretta Fb la raccolta di saggi sulla mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo” (prorogata fino al 31 agosto) e lanciato il trailer del documentario per raccontare i tesori sommersi dal Mediterraneo

La locandina della mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo” prorogata al 31 agosto 2020

Cosa accomuna un’impegnativa raccolta di saggi (trecento pagine e oltre quattrocento illustrazioni) ed un suggestivo trailer di un documentario? Di certo il viaggio di scoperta della mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, in proroga al museo Archeologico nazionale di Napoli sino al 31 agosto 2020: al MANN, Paolo Giulierini (direttore del Museo), Salvatore Agizza e Luigi Fozzati (curatori dell’esposizione), Cherubino Gambardella e Simona Ottieri (responsabili dell’allestimento), Antonio Longo (direttore del documentario dedicato all’exhibit) hanno ripercorso, in diretta Facebook, le caratteristiche di un progetto scientifico che non si ferma al momento espositivo, ma scommette su diversi strumenti della comunicazione per narrare il Mare nostrum.

Alla presentazione dei saggi su “Thalassa” non era potuta essere presente, così Valeria Li Vigni, soprintendente del Mare della Regione Siciliana e moglie del compianto Sebastiano Tusa, promotore della mostra “Thalassa”, ) ha mandato un suo messaggio al Mann.

Una tavola dell’originale racconto illustrato “Thalassa, tra mare e stelle” (ideazione: Servizi Educativi del MANN)

Agli esperti, naturalmente, è destinata la silloge scientifica, edita da Electa a completamento del ciclo di pubblicazioni già lanciate con la guida breve; tante le tematiche affrontate nel corposo volume: dall’archeologia subacquea alla geologia marina, dai musei del mare alla storia della navigazione, dai commerci alla pirateria, dalla vita di bordo all’esistenza ai margini del Mediterraneo, dalla storia alla mitologia. E se la mostra ha scommesso sulle nuove generazioni con l’originale racconto illustrato “Thalassa, tra mare e stelle” (ideazione: Servizi Educativi del MANN), è il documentario, di cui è stato presentato il trailer, un nuovo spazio di approfondimento sulle avventure, storiche e moderne, dell’archeologia subacquea. Diretto da Antonio Longo e scritto dallo stesso Longo a quattro mani con Salvatore Agizza, il documentario “Thalassa, il racconto” (uscita prevista nel 2020) è un’occasione per ripercorrere le emozioni degli scavi subacquei nel Mediterraneo, anche grazie alle nuove frontiere di ricerca in acque profonde. Se i filmati delle Teche Rai ricostruiscono l’esperienza dei pionieri novecenteschi dell’archeologia subacquea, è il ricordo di Sebastiano Tusa, promotore della mostra scomparso tragicamente nel marzo 2019, a narrare quanto la ricerca abbia bisogno di grandi maestri per segnare nuovi traguardi.

“Thalassa, il racconto”. Di primo acchito, fermi sulla superficie del tempo, non si scorge niente. Ci vuole pazienza, ma anche questa da sola può non bastare. A volte nemmeno un occhio attento è sufficiente se si sta cercando qualcosa in territori inesplorati, bui e profondissimi. Ed ecco che improvviso e leggero come un alito di vento irrompe il caso e svela quello che era addormentato e nascosto solo un po’ più in là, ma da tutto il tempo possibile. Così comincia l’avventura, giovanissima ed eterna dell’archeologia subacquea nelle acque del Mediterraneo. Partendo dall’esperienza della mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, il documentario “Thalassa, il racconto”, diretto da Antonio Longo e scritto con Salvatore Agizza, già curatore della mostra, comincia proprio dal caso e dai primi ritrovamenti subacquei a narrare le storie dei suoi protagonisti. Grazie ai filmati provenienti dall’archivio delle Teche Rai, alternando passato e presente alle testimonianze dei pionieri dell’archeologia sottomarina del Novecento, con le osservazioni di coloro che hanno curato il progetto scientifico e l’allestimento, si raccontano le storie di tesori sommersi; nel documentario è presente un omaggio al compianto Sebastiano Tusa, noto archeologo e fondatore della soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. “Thalassa, il racconto” propone allo spettatore la possibilità di scoprire la storia dell’archeologia subacquea partendo dai reperti in mostra fino alla nuova frontiera della ricerca in acque profonde. Per la prima volta un documentario racconta la storia e le suggestioni dell’archeologia subacquea nel Mezzogiorno d’ Italia. Il nuovo, crescente e meritato interesse per questa branca dell’archeologia è testimoniato dalla recente istituzione della Soprintendenza Nazionale per il patrimonio culturale subacqueo.