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Roma. Il 18 febbraio ha riaperto il museo Palatino, scrigno della storia del colle che ha visto la nascita di Roma e la formazione del potere imperiale

La Sala di Augusto nel museo Palatino (foto PArCo)

Un’altra buona notizia. Da oggi, giovedì 18 febbraio 2021, ha riaperto il museo Palatino, scrigno della storia del colle che ha visto la nascita di Roma e la formazione del potere imperiale. È visitabile dalle 10.30 alle 16.30 (ultimo ingresso, alle 15.30) con il biglietto ordinario 24h – Colosseo, Foro Romano, Palatino https://parcocolosseo.it/…/24h-colosseo-foro-romano…/. Il museo Palatino è allestito nell’ex convento delle Monache della Visitazione, costruito nel 1868 sui resti del palazzo di Domiziano sul colle Palatino. Qui l’archeologo Alfonso Bartoli, negli anni Trenta del Novecento, allestì il nuovo Antiquario Palatino. Bartoli, per consentire l’ampliamento degli scavi archeologici allora in corso sul colle, fece demolire l’edificio in stile neogotico che lo scozzese Carlo Mills aveva fatto costruire sulla sua sommità. Nel 1882 e poi durante la Seconda Guerra Mondiale, molti dei materiali rinvenuti nei numerosi scavi che dalla seconda metà dell’Ottocento interessarono il colle Palatino furono trasferiti al museo delle Terme (di Diocleziano). Al termine del conflitto, solo una minima parte della collezione fece definitivamente ritorno al Palatino. Negli anni Novanta del secolo scorso il museo fu riorganizzato e in occasione del Bimillenario Augusteo è stato riallestito migliorandone la fruibilità grazie anche a installazioni multimediali. Il percorso si articola su due piani. Al pian terreno, in ambienti che conservano le strutture originarie delle domus preesistenti, è narrata la storia del colle dalle origini di Roma fino all’avvento del Principato (I secolo a.C.). Al primo piano, fra le molte opere esposte, da non perdere, nella sala VI, i reperti dell’epoca di Augusto, l’imperatore che per primo modificò l’aspetto del Palatino, e, nella sala VII, i mosaici e le preziose pitture provenienti dalla neroniana Domus Transitoria.

Parco archeologico del Colosseo. Presentata la nuova guida tattile “Museo Palatino. Accarezzare la storia di Roma” nell’ambito del progetto “Il PArCo tra le mani”. Presto nuovi pannelli tattili, guide e la WebApp

“Museo Palatino. Accarezzare la storia di Roma” è la nuova guida tattile, ideata e curata da Federica Rinaldi e Giulia Giovanetti, con testi delle stesse assieme a Silvia D’Offizi e Donatella Garritano che ha curato le traduzioni in inglese, per la realizzazione di Atipiche edizioni con Spazio Attivo Zagarolo FabLab. È stata presentata on line dal parco archeologico del Colosseo giovedì 3 dicembre 2020 in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità. La guida, pensata per tutti, raccoglie 16 schede con le opere più rappresentative della collezione del Museo, descritte con testi ad alta leggibilità (in italiano e inglese con trascrizioni in braille) illustrate con immagini tattili e un cassetto “immersivo” contenente le riproduzioni in 3D dei reperti.

Mappa dei pannelli tattici installati nel parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

La guida tattile del museo Palatino è l’ultimo atto di un percorso iniziato qualche anno fa. Tra il 2018 e il 2019 e ancora nel 2020 l’attenzione del PArCo nei confronti della disabilità visiva si è declinata in una serie di azioni coordinate, originate da un principio imprescindibile, ossia favorire l’autonomia di visita agli ipo e non vedenti, senza rinunciare al valore del contatto fisico e all’esperienza della visita guidata. Per garantire un supporto adeguato alle necessità del pubblico non vedente, il PArCo ha organizzato in collaborazione con il museo statale Tattile Omero di Ancona e la Direzione Generale Educazione e Ricerca, il corso dal titolo “Metodi e strumenti per rendere accessibili musei e luoghi della cultura alle persone con disabilità visiva”. Nell’arco di un anno, il corso ha formato 25 dipendenti del MiBACT tra il personale del Parco e di altri istituti e luoghi della cultura di Roma e del Lazio. È stato così messo a punto il progetto “Il PArCo tra le mani”, per favorire un turismo di prossimità attraverso un percorso tattile multilingue (italiano, inglese e alfabeto braille) composto da 11 pannelli illustrativi distribuiti all’interno del parco. Il percorso consta di 11 postazioni accessibili a tutti: Colosseo (1 pannello), Foro Romano (3 pp.), Palatino (3 pp), Museo Palatino (4 pp.). Pannelli a cura di Paola Quaranta e Federica Rinaldi.  In più, nel museo Palatino sono stati sistemati 4 pannelli dotati di riproduzioni in 3D in scala 1:1:  un’antefissa arcaica, una porzione di lastra Campana, un mosaico e la testa ritratto marmorea di Nerone. A questi reperti si associano anche oggetti dell’industria litica quali selci e punte di freccia, oltre a vasellame arcaico e monete destinate ai laboratori tattili con bambini e adulti.

Il “museo tattile” all’interno del percorso espositivo al museo Palatino (foto PArCo)

Il progetto va avanti. Sarà aumentato il numero dei pannelli tattili illustrativi di singoli monumenti (l’Arco di Augusto al Foro Romano) o di singoli tematismi (quali le superfici decorate marmoree della Domus Flavia e Augustana). Un nuovo pannello, posto all’ingresso presso l’Arco di Tito,  aiuterà il visitatore a orientarsi all’interno del PArCo, segnalando la “salita” al Colle Palatino e la “discesa” verso la valle del Foro Romano. In più, ognuno dei pannelli esistenti sarà dotato di un QrCode che permetterà di accedere a un’App multisensoriale, dotata non solo di testi di approfondimento, per tutti, riguardanti i 25 monumenti selezionati, tradotti in 9 lingue straniere, ma anche di clip video, videoguide nella lingua dei segni e spazi di racconto dedicati solo ai bambini. Il progetto della WebApp è curato da Giulia Giovanetti, Paola Quaranta, Federica Rinaldi e Andrea Schiappelli e realizzato dallo Studio Ruschena Projects. Anche per l’area del Foro Romano sono in corso di realizzazione due guide tattili a stampa in nero, braille e con figure in rilievo, dedicate a percorsi tematici incentrati sulla Casa delle Vestali e sulla Basilica Giulia; le guide, stampate in più copie, potranno essere prese in prestito gratuitamente presso le biglietterie all’ingresso del PArCo. Un primo test dei percorsi si è avuto in occasione della Giornata delle Famiglie al Museo del 2019, grazie alla partecipazione dell’Unione italiana Ciechi e Ipovedenti di Roma con cui sono costanti e frequenti i contatti per l’organizzazione di visite speciali. Guide tattili del Foro a cura di Andrea Schiappelli, Francesca Boldrighini, Elena Ferrari, Francesca Ioppi e Sabrina Violante. Il principio fondante di questi percorsi si basa sulla convinzione che, affinché una visita tattile condotta in situ abbia davvero senso, non ci sia cosa migliore che toccare direttamente i manufatti antichi originali, utilizzando riproduzioni e modelli in scala solo a integrazione dell’esperienza.

“Palatium. Abitare sul Palatino dalla fondazione di Roma all’età moderna”: il parco archeologico del Colosseo propone un viaggio alla scoperta delle abitazioni succedutesi sul colle nel corso dei secoli. Prima puntata: le capanne del IX sec. a.C.

Il colle Palatino era il cuore di Roma antica con edifici pubblici e sacri fulcro della città

Dall’età arcaica e ancora in parte fino alla fine del XIX secolo il colle su cui nacque Roma fu infatti una zona prevalentemente “residenziale”. La vocazione abitativa del Palatino culminò nel I secolo d.C. con la costruzione dei palazzi imperiali: essi si identificarono così strettamente con il colle su cui sorgevano, che il suo nome latino, Palatium, è ancora oggi utilizzato in molte lingue moderne con il significato di “edificio residenziale”. Il parco archeologico del Colosseo propone “Palatium. Abitare sul Palatino dalla fondazione di Roma all’età moderna”, viaggio alla scoperta delle abitazioni – e dei loro abitanti – che nel corso dei secoli si sono succedute sul colle Palatino.

Il plastico delle capanne del Cermalus realizzato nel 1950 dall’architetto Alberto Davico, e conservato al museo Palatino (foto PArCo)

Le capanne. Oggi sappiamo che il Palatino fu abitato e occupato stabilmente fin dal X secolo a.C. Sulla cima del colle, proprio dove la tradizione storica antica collocava la mitica fondazione di Roma, si conservano infatti i resti di un abitato di capanne, utilizzato fino alla fine del VII secolo, che ne costituisce la prima testimonianza. Si trattava di edifici molto semplici, di forma ovale, con le pareti di fango, paglia e canne, ed il tetto sostenuto da pali di legno infissi nel tufo. All’interno un’unica stanza, dotata di focolare al centro, e, in alcuni casi, di un piccolo portico davanti alla porta. Tra queste capanne, nell’angolo sud-occidentale del colle, si trovava la cosiddetta Casa Romuli, secondo la tradizione abitazione del fondatore della città: Romolo. Non a caso la capanna e quelle adiacenti furono risparmiate dalle costruzioni successive e, come ci raccontano Plutarco e Dionigi di Alicarnasso, mantenute per secoli nel loro stato originale con accurati restauri. Al museo Palatino è conservato il Plastico delle Capanne del Cermalus, una delle alture del Palatino, realizzato nel 1950 dall’architetto Alberto Davico. Le tre capanne non ricostruite di cui si vedono solo le impronte nel banco di tufo, davanti al centro, sono quelle scavate da Salvatore Maria Puglisi nel 1948, mentre il resto del villaggio è ricostruito liberamente. I dati archeologici e lo studio dei materiali ceramici rinvenuti permettono di ricostruire un villaggio databile almeno dal IX secolo a.C. fino al VII secolo a.C.

Modellino della Capanna A del Cermalus realizzato dall’architetto Alberto Davico, ed esposto al museo Palatino (foto PArCo)
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Il disegno ricostruttivo e il rilievo archeologico della capanna A del Cermalus (foto PArCo)

Modellino della Capanna A del Cermalus, esposto al museo Palatino. La ricostruzione, realizzata da Alberto Davico nel 1950, si basa sulle tracce archeologiche nel banco di tufo e sul confronto con le urne a capanna rinvenute nelle tombe ad incinerazione nel Lazio e in Etruria, tra Bronzo finale e prima età del Ferro (XI-X secolo a.C.) che riproducono abitazioni reali. La Capanna A è una delle capanne conservate in modo migliore tra le tre rimesse in luce nel 1948 da Salvatore Maria Puglisi. Si conservano il disegno ricostruttivo e il rilievo archeologico con due sezioni della Capanna A del Cermalus.

Giornate Europee del Patrimonio 2020 al parco archeologico del Colosseo. Aperture straordinarie, eventi ed attività speciali a Colosseo, Foro Romano e Palatino

Colosseo, Foro Romano, Palatino: aperture straordinarie, eventi ed attività speciali nel programma 2020 delle Giornate Europee del Patrimonio. Sabato 26 settembre 2020, tra le 15 e le 18, sarà protagonista il museo Palatino con la nuova guida tattile del museo ideata e promossa dal parco archeologico del Colosseo e la realizzazione di atipiche edizioni: in programma un laboratorio inclusivo per vedenti e non vedenti per presentare e testare in anteprima la nuova guida tattile del Museo Palatino. La sera di sabato 26 settembre invece l’attenzione sarà tutta per il Foro Romano con una visita serale “La vita politica nella Roma antica, tra il Foro e la Curia” al costo simbolico di 1 euro. Domenica 27 settembre 2020 il piano dell’arena del Colosseo, tra le 10 e le 12.30, ospiterà i festeggiamenti ufficiali per il centenario della nascita di Gianni Rodari (www.100giannirodari.it): i bambini che tra maggio e giugno hanno partecipato inviando il fumetto “L’uomo che rubava il Colosseo” avranno la possibilità di assistere alla performance musicale del quintetto di fiati “Gianni Rodari” che per l’occasione musicherà alcune delle favole più note e famose del grande scrittore.

Un mosaico con tessere bianco-nere conservato all’interno della Schola Praeconum a Roma (foto PArCo)

Per tutto il week end tra sabato 26 e domenica 27 settembre sarà poi possibile visitare grazie all’apertura straordinaria e all’accompagnamento dello staff del PArCo la Schola Praeconum, sede dell’associazione degli araldi del Circo Massimo (ingresso da via dei Cerchi senza acquisto di biglietto di ingresso), gli Horrea Agrippiana e il Complesso Severiano sul Palatino (per questi due ultimi siti la visita è compresa nel biglietto di ingresso). Infine nell’ambito del progetto Salus per artem del PArCo e grazie al protocollo di intesa con S.Komen Italia il PArCo aderisce al nuovo format della Race for the Cure per la lotta contro i tumori al seno: sabato 26 settembre 2020 dalle 11 alle 18 saranno attivi nella cornice di Vigna Barberini al Palatino laboratori teorico-pratici di terapie integrate (Mindfulness), su prenotazione.

Informazioni. 26 settembre 2020: 15-18, museo Palatino: presentazione e visita inclusiva con la nuova guida tattile del Museo Palatino, su prenotazione; 10.45/ 11.45/ 12.45/ 14.30/ 15.30/ 16.30, Horrea Agrippiana, Complesso Severiano: visita guidata inclusa nel biglietto “24h” e “Full Experience”; 10.45/ 11.45/ 12.45/ 14.30/ 15.30/ 16.30, Schola Praeconum: visita guidata con accesso da via dei Cerchi, su prenotazione; 19.15-21.45 (ultimo ingresso alle 21), Foro Romano, “La vita politica nella Roma antica, tra il Foro e la Curia”: visita serale al costo simbolico di 1 euro. Ingresso e uscita da largo della Salara Vecchia. 27 settembre 2020: 10-12.30, Colosseo: festeggiamenti per i 100 anni dalla nascita di Gianni Rodari, con accesso riservato ai partecipanti del concorso a fumetti “L’uomo che rubava il Colosseo”; 10.45/ 11.45/ 12.45/ 14.30/ 15.30/ 16.30, Horrea Agrippiana, Complesso Severiano: apertura straordinaria inclusa nel biglietto “24h” e “Full Experience”; 10.45/ 11.45/ 12.45/ 14.30/ 15.30/ 16.30, Schola Praeconum: visita guidata con accesso da via dei Cerchi, su prenotazione.

Una serie di video con gli archeologi del Parco archeologico del Colosseo ci fanno toccare con mano i tesori che si visitano tra Foro Romano e Palatino col biglietto “full experience”

Dal Foro Romano al Palatino con gli archeologi del Parco archeologico del Colosseo per “toccare con mano”, attraverso una specie di diretta video, le opportunità offerte dal biglietto “Full Experience”, che dà la possibilità di visitare i siti SUPER: il primo piano del Museo Palatino, dove colori dei marmi delle sculture e delle decorazioni completano la visita ai palazzi imperiali; dall’atrio della casa di Augusto si scorgeranno i dettagli ancora vividi degli affreschi del cubicolo e dello studiolo; di nuovo visibile lo straordinario ciclo di pitture medievali che decora Santa Maria Antiqua e percorribile la Rampa domizianea che si affaccia sul Foro (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2020/07/21/roma-ora-ce-il-biglietto-full-experience-che-vale-48-ore-per-chi-desidera-scoprire-il-foro-romano-il-palatino-museo-casa-di-augusto-s-maria-antiqua-rampa-domizianea/). Si inizia con l’attraversare tutto il Foro Romano per poi avventurarsi sul colle Palatino: dai magazzini di Agrippa (Horrea Agrippiana) alla casa di Augusto, poi su al Palatino con uno sguardo anche al meraviglioso museo Palatino.

Foro Romano ️ Palatino. Dal Foro Romano salendo al Palatino incontriamo gli Horrea Agrippiana, una grandissima costruzione di magazzini per derrate realizzati appunto da Agrippa. Da qui attraverso una scala si accede al Palatino attraverso un bel percorso verde fino alla cima del colle dove ci sono le case degli imperatori.

Palatino ️ Casa di Augusto. Il percorso verde sul Palatino si snoda accompagnato da pannelli che illustrano la flora e la fauna del colle. Il parco infatti non è soltanto uno scrigno di tesori e monumenti, ma vive anche come parco in sé. Dalle Scalae Caci, un accesso molto antico che collegava il Palatino con il Foro Boario, si raggiunge la Casa di Augusto. Augusto fu il primo a decidere di edificare la sua grande casa sul Palatino, di fatto orientando per i secoli a venire la destinazione a residenza imperiale del colle fino alla fine dell’impero. Una parte della casa aveva un aspetto più residenziale, con stanze vere e proprie per l’abitazione, e l’altra parte era di rappresentanza, quindi connessa con l’azione pubblica. All’interno è presente un bel percorso di ricostruzione con le luci che raccontano l’aspetto degli ambienti all’epoca di Augusto.

Domus Flavia ️ Museo Palatino. Finalmente si giunge sul colle Palatino, sede dei palazzi imperiali. Ricordiamo la Domus Tiberiana, la Domus Transitoria, la Domus Flavia che è suddivisa in un settore pubblico e in uno privato, la Domus Augustana. Le planimetrie molto complesse di questi palazzi imperiali ci hanno fatto capire come queste residenze fossero tutte collegate tra loro, anche attraverso dei corridoi sotterranei. Uno di questi è il criptoportico neroniano. La presenza dei palazzi imperiali sul Palatino ha dato vita a un processo di identificazione, tanto è vero che il toponimo di palatium è diventato nelle lingue moderne sinonimo di residenze reali, di fatto noi parliamo di palazzi.

“Sulle tracce di Nerone”: seconda tappa dell’itinerario in sei tappe proposto dagli archeologi del parco archeologico del Colosseo tra Palatino, valle del Colosseo e Colle Oppio alla ricerca dei resti della “nuova Roma” voluta da Nerone: conosciamo i Bagni di Livia, parte della Domus Transitoria

Il percorso con le sei tappe “Sulle tracce di Nerone” tra il Palatino e il colle Oppio (foto PArCo)

La locandina dell’iniziativa “Sulle tracce di Nerine” promossa dal parco archeologica del Colosseo

Sono noti come Bagni di Livia, ma si tratta di una parte della Domus Transitoria, la prima reggia di Nerone edificata tra il Palatino e l’Esquilino. È questa la seconda tappa “Sulle tracce di Nerone” proposta dal parco archeologico del Colosseo. Lo storico Svetonio nelle Vite dei Cesari (Nerone, 31, 1) critica senza mezzi termini l’opera edificatoria dell’imperatore: “Nerone in nessun’altra cosa fu altrettanto dannoso quanto nel costruire: fece una casa che andava dal Palatino fino all’Esquilino, che chiamò in un primo tempo ‘transitoria’ e, dopo che fu distrutta da un incendio [evidentemente quello del 64 d.C.] e ricostruita, aurea”. Svetonio parla della prima reggia edificata da Nerone tra Palatino ed Esquilino, ma della quale ben poco conosciamo, a parte le strutture sottostanti la coenatio Iovis della successiva domus Flavia.

Ipotesi di ricostruzione della Domus Transitoria di Nerone (foto PArCo)

“La Domus Transitoria, prima residenza di Nerone sul Palatino, distrutta dall’incendio del 64 d.C. che portò alla successiva edificazione della Domus Aurea”, spiegano gli archeologi del parco del Colosseo, “permetteva di “transitare” – come sottintende il nome – dai possedimenti imperiali del Palatino a quelli dell’Esquilino. Oggi, dell’originario edificio neroniano, è ancora possibile riconoscere alcuni suggestivi ambienti. Tra questi, uno spazio occupato da un ninfeo con giochi d’acqua tra forme architettoniche che ricordano una quinta teatrale e un triclinio circondato da colonne di porfido e pilastri in marmi policromi, destinato al riposo e allo svago dell’imperatore. Altre due stanze recano, invece, i segni della preziosa decorazione di affreschi, stucchi e pavimenti marmorei, che sono in parte conservati e visibili nel vicino museo Palatino”.

I Bagni di Livia sul Palatino a Roma (foto PArCo)

Ma perché questa struttura, un monumentale ninfeo e triclinio semi-ipogeo scoperto nel 1721, fu chiamata erroneamente “bagni di Livia”? Perché la presenza di condutture per gli zampilli d’acqua, interpretati allora come bidet, fece pensare che gli ambienti fossero proprio dei bagni, attribuititi all’epoca di Livia per via di una fistula (conduttura, appunto) in piombo con il nome Augustus e la figura di un’aquila.

Parco archeologico del Colosseo: firmato il protocollo d’intesa con l’ASL Roma 1 per la riapertura nel segno della sicurezza. Visita del direttore Alfonsina Russo al museo Palatino

Il parco archeologico del Colosseo si prepara a riaprire dopo l’emergenza Covid-19 (foto PArCo)

Parco archeologico del Colosseo: la riapertura si avvicina. Firmato nei giorni scorsi un importante protocollo d’intesa tra il Parco archeologico del Colosseo e la ASL Roma 1 che consentirà, dopo un periodo di chiusura determinato dalla pandemia da CoVID-19, la riapertura del Parco archeologico del Colosseo, nel segno della sicurezza, con tutele puntuali sia per il personale che per i visitatori che torneranno a frequentare la storia e la cultura di Roma. La ASL Roma 1 garantirà un supporto su due fronti: dal punto di vista tecnico-scientifico e formativo, per l’attuazione delle misure necessarie alla fruizione del PArCo in sicurezza (anche attraverso la definizione di criteri e linee guida) e dal punto di vista sanitario, con un presidio aperto dalle 10 alle 19 per la gestione dei visitatori risultati “febbrili” con procedure codificate, e l’attivazione di sorveglianza su eventuali casi sospetti, oltre a un più generale intervento di primo soccorso in caso di necessità. Il PArCo contribuirà a sostenere la ASL Roma 1 nell’attivazione del servizio e a favorire la fruizione del suo patrimonio agli operatori sanitari. Il PArCo e l’Azienda Sanitaria realizzeranno congiuntamente materiale informativo per i visitatori, relativamente ai comportamenti corretti anti contagio da tenere durante la visita. Si tratta di una cooperazione che si svilupperà nell’arco di due anni e che prevede anche per il futuro l’organizzazione di iniziative ed eventi, rivolti alla comunità di Roma, finalizzati allo sviluppo di percorsi di promozione della salute e di valorizzazione del legame fra arte e benessere, destinate a fasce di cittadini distinti per età o per esigenze specifiche.

Angelo Tanese, direttore Asl Roma 1, e Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

“Il benessere del nostro personale e dei nostri visitatori”, dichiara il direttore del Parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, “è una priorità assoluta da sempre, e tanto più ora in questo momento di emergenza. Il PArCo ha lavorato in questi mesi per mettere in campo tutte le azioni volte alla tutela della sicurezza del proprio pubblico, fondamentale per consentirne la riapertura. In questo senso ringrazio il Direttore Generale dell’Asl Roma 1 Angelo Tanese per l’assoluta disponibilità dimostrata a supportare il PArCo con la professionalità e l’importante esperienza maturata in tema di misure di prevenzione e di monitoraggio del contagio CoVID-19. Grazie a questa collaborazione è stato possibile definire tutte le preliminari procedure di sicurezza. E sarà sempre la ASL Roma 1 ad assicurare il costante supporto medico-sanitario in caso di possibili situazioni di emergenza durante gli orari di apertura al pubblico del PArCo. La collaborazione fra le nostre istituzioni, decisiva in questa fase, si pone anche in una prospettiva di servizio di lungo periodo per la comunità di Roma, che si realizzerà attraverso iniziative finalizzate a favorire il benessere dei cittadini. La riapertura del PArCo – conclude Alfonsina Russo – diventa dunque anche un’occasione per rafforzare, in un progetto assolutamente condiviso, il binomio “salute” e “arte” e di questo ringrazio nuovamente la ASL Roma 1, con la sua struttura, per la straordinaria sensibilità e disponibilità dimostrate”. E il direttore generale della ASL Roma 1, Angelo Tanese: “In questo momento storico la mission di una azienda sanitaria deve comprendere anche una funzione di supporto alle altre istituzioni, mettendo a disposizione le proprie competenze per la ripresa delle attività in sicurezza e una gestione tempestiva di persone bisognose di assistenza. Sono particolarmente lieto che questo possa avvenire in un luogo simbolo della nostra storia. Siamo peraltro nel solco di quella tradizione secolare di accoglienza e assistenza sanitaria che è sempre stata offerta ai pellegrini in visita nella città Eterna dalle nostre strutture, a cominciare dall’Ospedale Santo Spirito in Sassia. Ringrazio quindi la direttrice Alfonsina Russo per aver colto questa opportunità, proponendoci una collaborazione di ampio respiro”.

In attesa della riapertura, Alfonsina Russo ci regala una visita nel museo Palatino. Il percorso si articola su due piani. Al pian terreno, in ambienti che conservano le strutture originarie delle domus preesistenti, è narrata la storia del colle dalle origini di Roma fino all’avvento del Principato (I secolo a.C.). Al primo piano, fra le molte opere esposte, da non perdere, nella sala VI, i reperti dell’epoca di Augusto, l’imperatore che per primo modificò l’aspetto del Palatino, e, nella sala VII, i mosaici e le preziose pitture provenienti dalla neroniana Domus Transitoria.

18 maggio 2020: Giornata internazionale dei Musei promossa dall’Icom. Ecco come la vivranno (ovviamente quest’anno solo social e on-line) il museo Archeologico nazionale di Napoli, il parco archeologico di Ercolano e il parco archeologico del Colosseo

La locandina della Giornata internazionale dei Musei 2020

18 maggio 2020: torna la Giornata Internazionale dei Musei-International Museum Day: appuntamento rigorosamente social – in tempi di coronavirus – per valorizzare i luoghi della cultura. Se il tradizionale rito della Notte Europea dei Musei sarà rinviato al 14 novembre 2020, il 18 maggio 2020 gli Istituti si ritroveranno, sui canali Facebook, Instagram e Twitter, per celebrare “Musei per l’uguaglianza: diversità e inclusione”. Ogni anno, dal 1977, ICOM organizza a livello mondiale la Giornata Internazionale dei Musei (International Museum Day – IMD), selezionando di volta in volta un tema specifico. I Musei che partecipano all’iniziativa programmano eventi innovativi e attività inerenti al tema prescelto e coinvolgono il proprio pubblico, evidenziando l’importanza del ruolo dei Musei come istituzioni al servizio della società e del suo sviluppo. Il tema dell’edizione 2020, come detto, è “Musei per l’eguaglianza: diversità e inclusione”, che pone all’attenzione e alla riflessione di tutta la comunità museale il ruolo sociale degli Istituti culturali, la loro potenzialità nell’essere agenti di cambiamento, realizzando azioni per favorire la fruizione e la partecipazione da parte di tutte le persone.

Mostra “Canova e l’antico” al Mann (foto di Paolo Soriani)

Con l’hashtag #IMD2020, anche il museo Archeologico nazionale di Napoli seguirà il filo conduttore della manifestazione di quest’anno, partendo dal valore polisemantico della diversità: tra post, fotografie e video, dunque, gli internauti potranno ritrovare, anche in versione web, l’impegno dell’Archeologico per garantire condivisione e conoscenza del nostro patrimonio culturale. Punto di inizio del viaggio online sarà la riflessione sulla differenza dell’osservazione, intesa come base di partenza per “leggere” i tesori dell’arte: saranno riproposti, così, i lavori del fotografo Paolo Soriani, che ha dedicato tre importanti progetti di ricerca ai visitatori del Museo, alla mostra “Canova e l’antico” ed all’allestimento dell’exhibit “Pompei. Dei, eroi, uomini” all’Ermitage di San Pietroburgo. In ciascun reportage, adesso comodamente sfogliabile con un click, il pubblico virtuale potrà ritrovare un fil rouge: la diversità è una forma di ricchezza. Diversità espressiva nei volti di chi ammira i capolavori del MANN, diversità armonica nelle fasi della produzione artistica del Maestro di Possagno, diversità di esperienza nei lavoratori alle prese con gli allestimenti di una mostra: con una new entry, perché, proprio per la Festa dei Musei del 2020, Paolo Soriani, seguendo il motivo della campagna ministeriale “L’arte ti somiglia”, presenterà due innesti fotografici nati dalla sovrapposizione tra persone e opere dell’Archeologico.

Il rispetto delle differenze è anche garanzia per l’inclusione: ancora una volta, seppur a distanza, il Mann ribadirà la propria attenzione nel coinvolgere i cosiddetti “pubblici speciali” nella fruizione del patrimonio culturale. Sarà postato su Facebook il video “La cultura si fa in…LIS”: nell’ambito del progetto regionale “Conoscere per crescere”, finalizzato a favorire l’accessibilità e la fruibilità della cultura museale, è stato promosso un percorso attraverso le collezioni dell’Archeologico, narrando venti capolavori con la lingua dei segni; la proposta didattica è nata dalla rete tra i Servizi Educativi del Museo, la Federazione Regionale Sordi di Napoli, Ar.eCa.S.c.a.r.l. Onlus.

Una pagina del calendario Anef 2020 realizzato al Mann

Dall’inclusione all’azione: grazie alla raccolta fondi realizzata con il Calendario 2020 ANEF (Associazione “Accà nisciuno è fesso”), tutto ambientato nelle sale del MANN, è stata ampliata la platea dei ragazzi napoletani, bisognosi di assistenza domiciliare. Il calendario, presentato al Museo Diocesano con un evento benefico, ha avuto come testimonial Monica Lima, Rosalia Porcaro ed Autilia Ranieri. Ed, infine, spazio ai diversi modi di raccontare il patrimonio dell’Archeologico: su Facebook sarà condivisa la lezione dell’Istituto comprensivo “Lucantonio Porzio” di Positano, che ha ospitato un intervento video del Direttore del MANN, Paolo Giulierini, sulla collezione egizia presentata ai ragazzi.

Mosaico dei contenuti digitali del parco archeologico di Ercolano durante il lockdown

Il Parco Archeologico di Ercolano, appena conclusa la partecipazione alla Museum Week, altro evento social internazionale, continua ad arricchire la sua offerta culturale in rete e per la Giornata Internazionale dei Musei 2020, dedicata alla diversità e all’inclusione, ripropone in una speciale maratona social, i propri contenuti più cliccati del lockdown attraverso i diversi linguaggi, che vanno dal video alla ricostruzione 3D. Lunedì 18 maggio 2020, a partire dalle 10 e per tutta la giornata, i visitatori potranno fruire di contenuti ogni ora diversi e approfittare della celebrazione per comporli in una narrativa unica, rivederli, fruirli e compiacersi del poter condividere così tanta bellezza in un’unica giornata. Con una crescita del 40% dei visitatori virtuali nei primi mesi del 2020, attraverso contenuti digitali vari e coinvolgenti (il solo video dove il direttore guida alla scoperta dei Fornici e la Barca è stato visto più di 100mila volte tra i vari canali, ma è un dato in continua crescita col passare delle ore e dei giorni), il Parco di Ercolano ha saputo reinterpretare la propria offerta di contenuti culturali rendendoli digitali e raggiungendo ogni giorno ogni angolo della terra supportando il consolidarsi di una comunità di visitatori, guide, operatori della cultura, innamorati della bellezza, che a distanza si ritrovano quotidianamente sulle pagine social del Parco come in una piazza virtuale, si scambiano emozioni, ricordi e speranze, partecipando alla fruizione e condivisione della cultura, diventando eccezionali protagonisti e testimoni del loro patrimonio universale.

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano

“Nel periodo del lockdown abbiamo raggiunto in soli due mesi sia su Instagram che su Facebook, con le visualizzazioni dei contenuti digitalI, il numero di visitatori che si collegano alle nostre pagine in un anno, – dichiara il direttore Francesco Sirano – creando un effetto traino che per i prossimi mesi sarà fondamentale per il futuro, in cui avremo bisogno di ripartire con la promozione. Possiamo dichiarare che tutti i nostri visitatori reali si sono spostati sul web, aggiungendosi al nostro pubblico virtuale che già ci seguiva; si tratta non di spettatori passivi, ma di persone che tutti i giorni si ritrovano insieme sulle nostre pagine riconoscendosi nei valori di cui il Parco è portatore, e ritrovando nella figura di Ercole il simbolo della forza e della resilienza di cui abbiamo bisogno per superare questo momento. Ho condiviso immediatamente e con piacere la proposta dei miei funzionari di raccontare il Parco nella Giornata dei Musei ricostruendo una narrativa che era stata diluita nei mesi attraverso i contenuti diffusi sui social, è un modo per riabbracciare tutti in una stretta virtuale che pian piano ci riconduce alla riapertura dei cancelli, che avverrà in totale sicurezza e tutela per visitatori e personale”. Insomma la community del Parco di Ercolano si è ritrovata e continua a ritrovarsi come in una piazza virtuale, protagonisti loro stessi della circolazione di cultura di questi mesi tanto intensi, come mostra anche il tasso di coinvolgimento elevatissimo dei frequentatori delle pagine, che partecipano sempre con commenti, like, condivisioni, riscontrabile tecnicamente nel tasso di “engagement” delle pagine social del Parco, che è più elevato di quello di musei e parchi archeologici anche più famosi e frequentati. Uno per tutti il commento di un visitatore: “We are a family of Ercolano’s in New Zealand. We were very upset to cancel our plans to visit Italy and particularly Herculaneum last month. I hope one day we can visit but for now we will enjoy your Instagram photos and stories”.

Il parco archeologico del Colosseo partecipa alla Giornata internazionale dei Musei 2020

Il 18 maggio 2020 anche il Parco archeologico del Colosseo partecipa alla Giornata Internazionale dei Musei promossa dall’ICOM (International Council of Museums). Il tema prescelto per questo anno è Musei per l’eguaglianza: diversità e inclusione, con un evento online sulla piattaforma social Facebook, dedicato interamente all’accoglienza verso i bambini e verso i pubblici più fragili. Il PArCo Lo farà nel segno di quell’accessibilità che il digitale – come è stato testato in questi due mesi di lockdown – ha rafforzato, allargandola a fasce di popolazione prima escluse e emarginate. Il 18 maggio il PArCo si aprirà al proprio pubblico ancora una volta regalando emozioni virtuali. L’evento online si svolgerà nel corso dell’intera giornata, con una timeline che darà conto delle molte attività e iniziative che il PArCo ha in programma – una volta riaperti i cancelli – per rendere più completa la visita di pubblici non vedenti, non udenti o affetti da particolari patologie, per la cura delle quali il contesto archeologico e paesaggistico del PArCo svolge un ruolo terapeutico importante. “In questi mesi di emergenza sanitaria il mondo del digitale ha accorciato il distanziamento imposto dalle regole di contenimento della diffusione del virus”, commenta Alfonsina Russo, direttore del Parco archeologico del Colosseo. “E il nostro PArCo non ha mai smesso di prendersi cura del proprio pubblico, tanto più quello affetto da condizioni di particolari fragilità, maggiormente bisognoso di contatto e vicinanza. Ed è a questo pubblico che ci rivolgiamo, offrendo nuovi strumenti per la conoscenza e la partecipazione alla vita attiva del PArCo. VideoLIS, guide tattili e soprattutto un’App gratuita – disponibile in autunno – accompagneranno tutti i pubblici alla ri-scoperta delle origini di Roma”.

La Guida Tattile per il museo Palatino “Accarezzare la storia di Roma”

Alle 12 dai profili social @parcocolosseo (disponibile qui il 18 maggio) sarà lanciato il post di inizio dell’evento con la presentazione delle sezioni del sito web http://www.parcocolosseo.it che mettono a disposizione strumenti di accessibilità per tutti. In particolare il racconto si focalizzerà sulla pagina Il Parco per tutti e sulla nuova veste grafica della sezione Education del sito, con contenuti per bambini, quali didascalie partecipate, ricette, fumetti da scaricare e colorare ma anche giochi interattivi. Alle 15 l’evento proseguirà illustrando con un video le attività di Park-in-PArCo, un ciclo di laboratori (Yoga, laboratorio teatro e voce, drum circle, Dance Well) per la riabilitazione delle malattie neurologiche sviluppato nell’ambito del più ampio progetto “Salus per artem”, il programma del PArCo dedicato alle attività per il benessere della persona nel senso più ampio del termine. Tra le 17 e le 19 con due appuntamenti diversi sarà protagonista il progetto Il PArCo tra le mani, rivolto alle persone ipo e non vedenti e alle persone sorde. Le mani sono lo strumento per la comunicazione nel video che illustra, grazie ad un più ampio protocollo d’intesa con l’ISSR (Istituto Statale Sordi di Roma), il percorso lungo la Via Sacra alla scoperta del quartiere dell’ars medica. Ma le mani sono anche lo strumento di conoscenza della collezione del Museo Palatino, raccontata in una guida tattile – realizzata da Atipiche Edizioni in collaborazione con “Lazio FabLab” di Zagarolo –, concepita come un libro che raccoglie una selezione delle opere più rappresentative del Museo, descritte con testi ad alta leggibilità (in italiano e inglese con trascrizioni in braille) e illustrate con disegni tattili. Chiude l’evento alle 21 un video emozionale che raccoglie le esperienze vissute dal personale tecnico del PArCo impegnato nell’accessibilità e dal pubblico che in questi due anni di attività ha mostrato interesse, curiosità e grande partecipazione.

Buon Compleanno, Augusto! Nel Dies Natalis del primo imperatore ingresso gratuito ai siti “super” del parco archeologico del Colosseo

Lo studiolo della Casa di Augusto sul Palatino (foto parco archeologico del Colosseo)

Particolare dell’Augusto dalla via Labicana, con capo velato come pontefice massimo. La statua è conservata al museo nazionale Romano di Palazzo Massimo a Roma (foto Mibac)

Buon Compleanno, Augusto! 23 Settembre 63 a.C.: secondo la tradizione sul Palatino vede la luce Ottaviano Augusto, futuro imperatore di Roma. Lunedì 23 settembre 2019 per festeggiare il Dies Natalis dell’imperatore Augusto il Parco archeologico del Colosseo propone l’apertura straordinaria e ingresso gratuito, dalle 9 alle 17.30, nel rispetto del contingentamento, ai siti “SUPER”, cioè Casa di Augusto, Casa di Livia, Aula Isiaca con il museo Palatino, nei quali è possibile ammirare alcuni tra i massimi capolavori dell’arte di età augustea. I siti augustei del Palatino, insieme agli eccezionali reperti esposti al Museo Palatino, posso essere ammirati anche on-line, nella sezione “Mirabilia” del nostro sito web: https://www.parcocolosseo.it/mirabilia/.

Le cosiddette Danaidi, erme in mamo nero rinvenute nel 1869, da Pietro Rosa, nel criptoportico sottostante l’area sacra del Tempio di Apollo Palatino, voluto da Augusto dopo la vittoria di Azio su Antonio e Cleopatra

Nel museo Palatino sono infatti ospitate le enigmatiche statue delle Danaidi in marmo nero antico e le splendide lastre di terracotta policroma che ornavano il complesso del tempio di Apollo Palatino, inaugurato dal primo imperatore nel 28 a.C.; ed inoltre due eccezionali sculture in marmo greco, raffiguranti delle ali spiegate in volo, forse relative ad una statua di Vittoria, rinvenute nel corso di recenti scavi e risalenti anch’esse molto probabilmente ad epoca augustea. Direttamente collegata al tempio di Apollo è la Casa di Augusto, che conserva pitture raffinatissime, tra cui quelle del famoso “studiolo” dell’imperatore. Ugualmente interessanti le decorazioni pittoriche della Casa di Livia, appartenuta alla moglie dell’imperatore, e quelle della cosiddetta Aula Isiaca: gli affascinanti dipinti con motivi egittizzanti che vi si possono ammirare, connessi al culto della dea Iside, appartenevano probabilmente anch’essi ad una ricca abitazione di epoca augustea.

Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo

Locandina delle giornate a ingresso gratuito al parco archeologico del Colosseo a Roma

“Vogliamo rendere il parco del Colosseo un luogo sempre più accessibile a tutti, turisti e cittadini romani”, interviene il direttore del Parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo. “Per questo il 23 Settembre, in occasione del giorno di ingresso gratuito che abbiamo voluto coincidesse con quello della nascita del “figlio” più famoso del colle Palatino, Ottaviano Augusto, abbiamo deciso di aprire gratuitamente anche i luoghi “SUPER” legati alla figura dell’imperatore” “Luoghi non solo di eccezionale bellezza ma anche fortemente simbolici, nei quali si possono cogliere appieno lo spirito e l’atmosfera di quell’eccezionale periodo storico”. L’ingresso gratuito per il 23 settembre 2019 è valido per l’intera giornata dalle 8.30 alle 19. La biglietteria chiude un’ora prima. L’ingresso sarà gratuito anche venerdì 4 ottobre 2019, Giornata della pace della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse; lunedì 4 novembre 2019, Giornata dell’Unità Nazionale; giovedì 21 novembre 2019, Giornata mondiale della filosofia; mercoledì 18 dicembre 2019, Giornata internazionale dei migranti. Lunedì 23 settembre rimarranno chiusi al pubblico, normalmente aperti il lunedì, il Criptoportico Neroniano, la Domus Transitoria, Santa Maria Antiqua con Oratorio dei Quaranta Martiri e Rampa Domizianea. Inoltre sarà limitato il percorso di visita al II ordine del Colosseo con la chiusura dell’esposizione permanente “Il Colosseo si racconta”.

Roma. Il mito dei Dioscuri rinasce con il restauro delle statue della salutifica Fonte Giuturna al Foro Romano. Mostra nel tempio di Romolo

La fonte Giuturna (Lacus Iuturnae) emersa al Foro Romano con gli scavi di Giacomo Boni

La fonte Giuturna (Lacus Iuturnae) emersa al Foro Romano con gli scavi di Giacomo Boni

Le sue acque per secoli furono considerate salutifiche: la fonte Giuturna (lacus Iuturnae), una delle più antiche e importanti di Roma antica, divinizzazione di Giuturna sorella di re Turno, sorgeva nel Foro Romano tra il tempio dei Càstori (come i romani chiamavano i Dioscuri privilegiando il nome di uno dei due gemelli divini, Càstore e Polluce) e la casa delle Vestali o tempio di Vesta, e le sue acque sgorgavano ai piedi del Palatino. Fu realizzata tra la fine del II e l’inizio del I secolo a.C., probabilmente nel 117 a.C. Lucio Cecilio Metello Dalmatico restaurò il vicino tempio dei Càstori. In epoca repubblicana fu monumentalizzata, e sotto Augusto il bacino fu rivestito di marmo con un piedistallo rettangolare al centro. La fonte Giuturna fu individuata dagli scavi di Giacomo Boni nel 1900. Più tardi, negli anni Ottanta, è stata oggetto di studio e ricerca da parte dell’Istitutum Romanum Finlandiae. Nel bacino furono rinvenute le statue dei Dioscuri fatte a pezzi, originariamente poste, quasi certamente, sul piedistallo centrale. Raffiguravano i Dioscuri nell’atto di abbeverare i loro cavalli alla fonte, come nella loro leggendaria apparizione nel Foro prima della vittoriosa battaglia del Lago Regillo.

L'allestimento all'interno del tempio di Romolo con le statue dalla fonte Giuturna

L’allestimento all’interno del tempio di Romolo con le statue dalla fonte Giuturna

Sezione del tempio di Romolo con l'allestimento sul Lacus Juturnae

Sezione del tempio di Romolo con l’allestimento sul Lacus Iuturnae

Ora il mito dei Dioscuri rinasce al museo della fonte Giuturna. Fino al 20 settembre tornano infatti visibili al pubblico sette grandi sculture legate al contesto della fonte di Giuturna (Lacus Iuturniae). La mostra, curata da Patrizia Fortini con la collaborazione dell’Istituto Nazionale di Archeologia e di Storia dell’Arte, è anche l’occasione per la riapertura al pubblico del Tempio di Romolo al Foro Romano, restaurato nel 2000 (con un intervento che ripristinò l’antica volumetria con la demolizione della volta barocca), che ha subito ulteriori recenti interventi alle pitture murarie (risalenti al medioevo). L’edificio ospita l’allestimento, promosso dalla soprintendenza speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma, guidata da Francesco Prosperetti, in collaborazione con Electa.

Il soprintendente Francesco Prosperetti all'interno del tempio di Romolo

Il soprintendente Francesco Prosperetti all’interno del tempio di Romolo

“Il significato di questa mostra va oltre il suo contenuto specifico, è un evento emblematico di una stagione nuova che in realtà non ho iniziato io ma l’ex soprintendente Mariarosaria Barbera”, spiega Francesco Prosperetti, nuovo soprintendente per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma. L’esposizione riunisce le opere emblematiche legate al mito dei Dioscuri. Il gruppo scultoreo dei due divini fratelli con i rispettivi cavalli e l’ara che sui quattro fronti riporta immagini legate alla loro leggenda, insieme ad una ieratica statua di Apollo e al puteale in marmo bianco del pozzo della sorgente. Il puteale riporta due iscrizioni che ricordano il magistrato Marcus Barbatius Pollio (I sec. a.C.), il quale lo dedicò a Giuturna. Iuturnai sacrum si legge, in riferimento alla ninfa con la quale i romani personificarono – come d’uso – la fonte sacra. I due miti del lacus Iuturnae sono collegati tra loro, in quanto la leggenda vuole che i Dioscuri siano apparsi ai romani per guidarli contro i Latini nella battaglia al lago Regillo (499 a.C.) per la difesa di Roma. Furono poi visti abbeverare i loro cavalli alla fonte di Giuturna e annunciare in città la vittoria.

Il mito dei Dioscuri rivive nella mostra sulla fonte Giuturna al tempio di Romolo

Il mito dei Dioscuri rivive nella mostra sulla fonte Giuturna al tempio di Romolo

Il gruppo dei Dioscuri fu trovato in pezzi nella vasca della Fonte di Giuturna e in seguito ricomposto, come risulta evidente dall’attuale stato di conservazione, al punto da far supporre che le statue fossero state intenzionalmente colpite. La mostra ha offerto l’occasione di restaurare le opere esposte e risarcire le lacune con malte che favoriscono la lettura delle parti originali. Il gruppo in stile arcaico è databile tra la fine del II sec. e l’inizio del I sec. a.C. Di età augustea il puteale, stando all’iscrizione riportata, mentre l’ara risalirebbe al II sec. d.C. Sui quattro lati vi sono raffigurati i Dioscuri, su un lato Giove e su un altro Leda, genitori dei gemelli, e sulla quarta faccia una figura femminile con una fiaccola, forse Giuturna. La statua di stile arcaizzante di Apollo, databile al I-II secolo d.C., che completa la rassegna nel tempio di Romolo è uno splendido esemplare in marmo greco che probabilmente decorava il vicino edificio dove aveva sede l’amministrazione delle acque e degli acquedotti (Statio aquarum). L’area archeologica da cui provengono le preziose sculture, è a poca distanza dal Tempio di Romolo dove sono presentate. Il punto dove sorgeva la fonte è facilmente identificabile: resta visibile il bacino con al centro il calco dell’ara, il cui originale è adesso in mostra. Un’edicola sacra, probabilmente il tempietto dedicato a Giuturna, e l’edificio in mattoni della Statio Aquarum che in origine doveva essere decorato da numerose sculture, completano il sito della fonte più importante a Roma in età arcaica.

“Vogliamo dedicar

Le statue provenienti dal Lacus Iuturnae saranno visitabili fino al 20 settembre al Tempio di Romolo

Le statue provenienti dal Lacus Iuturnae saranno visitabili fino al 20 settembre al Tempio di Romolo

ci intensamente all’area archeologica centrale – chiarisce Prosperetti – vogliamo fare vedere alla gente la ricchezza d’arte di questi luoghi che il visitatore normale non percepisce perché vede solo muri e mattoni. In realtà – sottolinea – questi luoghi erano colmi di sculture e marmi in ogni metro ed è importante riportare sui luoghi o almeno vicino ad essi le ricchezze che c’erano, per innescare un circolo virtuoso di crescita dei visitatori”. Il neo soprintendente ribadisce che questa “non è la prima iniziativa in questo senso” e ricorda che “la più recente è l’apertura del Museo Palatino, uno dei luoghi più frequentati dell’area archeologica centrale di Roma”. Quanto alle statue della fontana di Giuturna,  “resteranno visibili fino al 20 settembre. Dopo – conclude Prosperetti – c’è in programma la riapertura di una parte dell’Antiquarium forense, che dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno”.