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Piombino. Al parco archeologico di Baratti-Populonia week end con “Festa etrusca! La storia si racconta”. Ecco il ricco programma con una novità: un campo etrusco permanente per rivivere usi e costumi di questo antico popolo italico

populonia_parco-baratti_festa-etrusca_locandinaSabato 27 e domenica 28 agosto al parco archeologico di Baratti-Populonia a Piombino (Li), cioè proprio dove tutto ha avuto inizio nel 2016, arriva la seconda tappa della “Festa etrusca! La storia si racconta” la manifestazione culturale dedicata all’archeologia e alla storia, in particolare agli strumenti per la loro divulgazione: dai libri alla rievocazione storica, occasione di incontro, divertimento e scambio culturale tra i molteplici operatori del settore (musei, università, centri di ricerca, case editrici, società e cooperative archeologiche, agenzie specializzate nel turismo culturale, associazioni culturali) e il pubblico dei visitatori. Al parco archeologico di Baratti e Populonia il programma sarà ricchissimo e includerà una grande novità: un campo etrusco permanente per rivivere usi e costumi di questo antico popolo italico. Inoltre sarà possibile prenotare tanti laboratori per bambini e ragazzi e visite guidate in collaborazione con il museo ospitante! Per info: https://www.festaetrusca.info/.

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Laboratori “etruschi” promossi da “Festa etrusca! La storia si racconta” (foto etru)

Sabato 27 agosto 2022. Alle 11, sull’acropoli, inaugurazione del campo storico etrusco con Toscana Promozione Turistica, Regione Toscana, Marta Coccoluto (parco archeologico di Baratti e Populonia), Maurizio Amoroso (presidente Entertainment Game Apps, Ltd). Le didattiche presenti nel campo storico riguardano scrittura, religione, commercio, viaggi, armi, tessitura, profumi, cibo, vino, giochi, tiro con l’arco, fusione metalli, vetro, ceramica, danza, musica, numismatica, medicina sono realizzate a cura di: Associazione Culturale Suodales, Ruva Leo E.T.S., Phoenix Lanavium, G.A.M. Gruppo Archeologico Massarosese, A.R.S. Auxilia Legionis APS, Heliades Kuroi – Figli del Sole APS, Pithos Ancient Reproductions di Paolini Roberto, Associazione Culturale Ninuphar Eventi, Herentas, Luca Bedini, Associazione Arkè, Cohors Veterana APS. Il campo storico etrusco, con le pause per pranzo e cena, chiude alle 22. Alle 12, rievocazione storica “Il teatro della guerra: didattica sulla guerra nel mondo antico. Come si affrontavano i popoli nel Mediterraneo del VI secolo? guerrieri, armi e armature”. Alle 15.30 e alle 17, laboratorio di scrittura etrusca a cura della Parchi Val di Cornia (biglietto acquistabile in cassa, durata 1 ora e mezzo). Alle 17.30, “A touch of drama. la rievocazione storica nei musei e nei parchi archeologici. Studio, immedesimazione…diletto”: intervengono Marta Coccoluto (parco archeologico di Baratti e Populonia), Valentino Nizzo (museo nazionale Etrusco di Villa Giulia), Giulio Ranaldi (associazione Suodales). Introduce e modera Simona Sanchirico (fondazione Dià Cultura). Alle 18.15, narrazione storica sui popoli e le civiltà che fecero di Populonia un crocevia di tradizioni culturali al centro del Mediterraneo “La Populonia di 2500 anni fa: un crocevia di genti e culture nella Toscana degli Etruschi”. Alle 21 e alle 21.30, danze antiche. Alle 21.10, live session “Tursen: progetto musicale dedicato alla civiltà etrusca. Suoni delle perdute terre d’Etruria”. Alle 21.30, visita teatralizzata alla necropoli di San Cerbone a cura della Parchi Val di Cornia (chiusura biglietteria 15 minuti prima dell’inizio, tariffe Interno € 10,00 – ridotto € 8,00. Info e prenotazione tel. 0565 226445 – prenotazioni@parchivaldicornia.it.

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Rito etrusco a “Festa etrusca! La storia si racconta” (foto etru)

Domenica 28 agosto 2022, sull’acropoli, alle 10.30, apertura delle attività del campo storico etrusco, con le stesse modalità. Chiude alle 18. Alle 11.30, “L’aulos di Anthase”: incontro con un suplu e una danzatrice etrusca che spiegheranno il mondo della musica e della danza nell’Antica Etruria. Alle 16.30, visita guidata al campo storico a cura di Valentino Nizzo (direttore museo nazionale Etrusco di Villa Giulia). Alle 17.30, etrusca disciplina: rievocazione di un rito di aruspicina.

Parte dal museo Archeologico nazionale dell’Umbria di Perugia la seconda edizione “Festa Etrusca! La storia si racconta” manifestazione culturale itinerante dedicata all’archeologia e alla storia, in particolare agli strumenti per la loro divulgazione, con incontri istituzionali, visite guidate, rievocazioni e laboratori 

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Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia animazione “etrusca” con l’associazione Suodales (foto Federico Rubini / associazione Suodales)

Torna per la sua seconda edizione itinerante “Festa Etrusca! La storia si racconta” manifestazione culturale dedicata all’archeologia e alla storia, in particolare agli strumenti per la loro divulgazione: dai libri alla rievocazione storica. Un’occasione di incontro, divertimento e scambio culturale tra i molteplici operatori del settore (Musei, Università, Centri di ricerca, Case editrici, Società e Cooperative archeologiche, Agenzie specializzate nel Turismo culturale, Associazioni Culturali) e il pubblico dei visitatori. La prima giornata/tappa si svolgerà al museo Archeologico nazionale dell’Umbria di Perugia, domenica 31 luglio 2022, dalle 10.30. Per tutta la giornata il MANU ospiterà tante iniziative tra incontri istituzionali, visite guidate, rievocazioni e laboratori dedicate proprio a tutti. Le attività sono pensate sia per i più piccoli sia per archeologi, restauratori e appassionati di storia. “Festa Etrusca!” è un progetto prodotto da Entertainment Game Apps, Ltd. “Festa Etrusca! è una delle manifestazioni più grandi mai realizzate in Italia dedicate alla civiltà etrusca”, dichiara Maurizio Amoroso, CEO di Entertainment game apps, Ltd. “Una grande opportunità che vuole far conoscere al grande pubblico uno dei popoli italici più affascinanti e complessi della nostra storia antica”. La prima edizione, tenutasi nel 2021, ha vantato il sostegno scientifico e organizzativo del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (ETRU) e la collaborazione dell’associazione culturale Suodales registrando quasi 2000 ingressi in due giorni.

perugia_festa-etrusca_locandinaMuseo Archeologico nazionale dell’Umbria di Perugia, domenica 31 luglio. Alle 10.30, aperitivo di benvenuto. Alle 11.15, saluti istituzionali: intervengono Marco Pierini (dirigente Direzione regionale Musei Umbria), Maurizio Oliviero (magnifico rettore università di Perugia), Antonella Pinna (dirigente del Servizio Musei Archivi e Biblioteche della Regione Umbria), Leonardo Varasano (assessore alla Cultura del Comune di Perugia). “Festa Etrusca! La storia …si presenta”: Valentino Nizzo (direttore museo nazionale Etrusco di Villa Giulia); Paolo Giulierini (direttore museo Archeologico nazionale di Napoli); Marta Coccoluto (responsabile parco archeologico Baratti e Populonia). Introduce: Maurizio Amoroso (presidente Entertainment Game Apps, Ltd). Modera: Maria Angela Turchetti (direttore museo Archeologico nazionale Umbro). Alle 12, tavola rotonda “Ti racconto il mio museo”: Silvia Casciarri, direttore museo Archeologico nazionale e teatro romano di Spoleto, area archeologica di Carsulae; David Grohmann, direttore Cams – centro di ateneo musei scientifici UniPG; Michela Morelli, responsabile società Munus – Musei civici Perugia; Roberto Borsellini, responsabile museo civico e archivio storico comunale di Gubbio; Riccardo Passagrilli, responsabile servizio Turismo e cultura Biblioteca del Comune di Amelia – museo Archeologico e Pinacoteca “E.Rosa” di Amelia. Modera: Simona Sanchirico, fondazione Dià Cultura. Alle 13.15, presentazione attività didattiche e rievocative del pomeriggio a cura di Giulio Ranaldi (Suodales) e Luana Cenciaioli (associazione Pro Ponte-Velimna). Alle 13.30, pausa pranzo. Alle 16, inizio attività di rievocazione e apertura allestimenti didattici: pittura etrusca, scrittura etrusca, le guerre etrusco-romane: armi e armature. Alle 16.30, laboratorio didattico “Caro larth ti scrivo…”: i bambini conosceranno l’alfabeto e i materiali utilizzati dagli etruschi per scrivere poi, rivestendo i panni di uno scriba, realizzeranno un piccolo testo in lingua etrusca. (per bambini dai 6 ai 10 anni) 15 bambini; alle 16.30, visita guidata alla mostra “Tutte le virtù degli amuleti” a cura di Sophie Persello e Christine Noel. Alle 17.30, laboratorio didattico “Dipingi con Pithos il ceramografo!”: laboratorio di ceramica antica. I bambini scopriranno i segreti della ceramica etrusca, le tecniche e la tipologia di vasi utilizzati dai loro antenati. Potranno seguire le orme degli antichi artigiani pitturando e incidendo un piccolo manufatto ceramico (per bambini dai 5 ai 10 anni) 15 bambini); alle 18, visita guidata al Manu a cura di Maria Angela Turchetti; alle 18.30, laboratorio didattico di pittura etrusca (per bambini dai 3 ai 8 anni). Alle 19, aperitivo. Alle 21.30, visita guidata al Manu a cura di Maria Angela Turchetti. Dalle 16 alle 22 rievocazione storica etrusca a cura dell’associazione Suodales su le guerre etrusco-romane e il rapporto tra le due diverse civiltà nel IV-III secolo; aspetti storici e militari, il soldato etrusco, il soldato romano. La famiglia Velimna, Thana Veltsnei e consorte si presentano, a cura dell’associazione Pro Ponte-Velimna. Evento in collaborazione con le piccole guide Sofia, Aurora e Giorgio e le associazioni La Marmellata di more, Pro Ponte – Velimna, Tangram.

festa-etrusca_calendario-locandinaLe altre tappe di “Festa Etrusca!”: 27/28 agosto 2022, parco archeologico di Baratti – Populonia – Piombino (LI) – Toscana; 17 settembre 2022, museo Archeologico nazionale di Napoli – Campania; 24/25 settembre 2022, museo nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma – Lazio con questo programma di massima: l’area espositiva con libri di settore e realtà attive nella divulgazione archeologica e nella promozione del patrimonio culturale; la tavola rotonda con studiosi ed esperti: ispirandosi al tema delle Giornate Europee del Patrimonio 2021 “Heritage – All inclusive”, l’incontro sarà dedicato al concetto di “patrimonio dell’umanità” veicolato dall’UNESCO e al coinvolgimento delle “comunità patrimoniali”, così come definite dalla “Convenzione di Faro”, nella conservazione e promozione del patrimonio; le attività di approfondimento: incontri con i protagonisti dell’archeologia, presentazioni di novità editoriali alla presenza degli autori organizzate dalle case editrici ospiti della manifestazione, laboratori per bambini e ragazzi; le attività di valorizzazione: rievocazioni storiche e laboratori didattici sul mondo etrusco a cura dell’Associazione Culturale Suodales, visite guidate in collaborazione con il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Roma. Nei giardini dell’Etru, in occasione dell’apertura straordinaria del museo nazionale Etrusco serata di osservazioni astronomiche a chiusura della due giorni della Scuola di Archeoastronomia

roma_villa-giulia_osservazioni-astronomiche_locandinaNuova apertura straordinaria del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma. Sabato 23 luglio 2022, dalle 21.30 alle 23, osservazioni astronomiche dai giardini dell’Etru. Serata all’insegna delle stelle: gli esperti dell’Accademia delle Stelle introdurranno alla scoperta del nostro cielo con osservazioni astronomiche, riconoscimento di stelle, costellazioni e pianeti, osservazioni ad occhio nudo e osservazioni al telescopio. Le osservazioni e la visita al Museo sono comprese nel costo del biglietto, che sarà eccezionalmente di 3 euro. La serata astronomica sarà l’evento conclusivo della Scuola di Archeoastronomia che si terrà venerdì 22 e sabato 23 nel Museo. La Scuola è rivolta a tutti gli appassionati di archeoastronomia, vale come corso di aggiornamento per insegnanti, è organizzata dalla UAI, riconosciuta dal MIUR e patrocinata dalla SIA.

roma_villa-giulia_Scuola-Archeoastronomia_VI-locandinaLa Scuola, diretta da Paolo Colona, fisico e archeoastronomo, ha ricevuto il patrocinio della Società Italiana di Archeoastronomia ed è frutto dell’impegno di professionisti e docenti di ambiti di ricerca umanistici e scientifici, per fornire agli iscritti gli strumenti fondamentali per orientarsi nel mondo dell’archeoastronomia. Questa disciplina produce infatti contributi di provenienza disparata tra i quali si nascondono talvolta teorie fallaci e ingannevoli. Per chi fa ricerca o si accosta all’Archeoastronomia, esiste ancora il grande pericolo di prendere per buone tesi false. La Scuola fornirà ai partecipanti gli strumenti per riconoscere una tesi fondata da una fasulla e comprendere l’importanza dell’approccio scientifico. Studiosi e ricercatori professionisti illustreranno le accortezze necessarie nella ricerca e le possibilità dell’archeoastronomia nello svelare i misteri del passato. Un’attenzione particolare sarà dedicata alla “validazione delle teorie” per valutare la fondatezza di un quadro di ricerca e saranno messe in evidenza le tante fallacie nelle quali l’archeoastronomo può incorrere. Riconosciuta dal MIUR come corso di aggiornamento per docenti, la Scuola di Archeoastronomia è rivolta a tutti: studiosi, semplici appassionati e cultori della materia. L’iscrizione alla scuola costa 145 euro. Ci si può iscrivere a questo link: Scuola di Archeoastronomia 2022. Per i Soci UAI la scuola costa 115 euro e ci si iscrive qui: Scuola di Archeoastronomia – Soci.

Gela. Al parco archeologico di Bosco Littorio apre la grande mostra “Ulisse in Sicilia. I luoghi del Mito”, che con oltre 80 pezzi racconta il passaggio dell’eroe greco in Sicilia. Fulcro è la “Nave di Gela” del V sec. a.C. per la prima volta ricomposta dopo Forlì. Regione Siciliana: “Occasione di rilancio per Gela e il turismo archeologico siciliano”

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“Ulisse e la strage dei pretendenti”: urna etrusca (metà II sec. a.C.) in alabastro, dalla necropoli del Portone, conservata al museo Etrusco Guarnacci di Volterra (foto regione siciliana)

“Non sono NESSUNO. Se non per lo stolto ciclope Polifemo che ingannai e privai del suo unico occhio mostruoso. Sono il distruttore della “superba Troia dalle alte mura”, l’uomo “versatile e scaltro”, il costruttore del Cavallo. Ho due nomi: Odisseo mi chiamano i miei, i Greci. Ulisse i latini e voi contemporanei: anche un grande poeta etrusco, Dante mi pare si chiami, ed un altro della lontana e umida Hibernia, per voi Irlanda la verde. Ebbi due padri. L’eroe Laerte, “capo di uomini” e Omero, l’aedo cieco, il più grande di tutti i poeti, celebrato ovunque “fra tutti gli uomini che mangiano pane”. Ed ho due patrie, due isole. La prima è la piccola Itaca, la sassosa, di fronte la Grecia. La seconda è la grande Sicilia, al centro del mare che solcai, inseguito dalla vendetta di Poseidone, padre di Polifemo. A Itaca, la sassosa, vidi la luce. In Sicilia mi portarono, forse, le tempeste di Poseidone e le vie misteriose del mare. In Sicilia mi condussero di certo i miei conterranei greci, che lì fondarono grandi e famose città, con teatri per gli uomini e templi per gli dei dell’Olimpo. Donne e uomini sapienti di Sicilia hanno adesso voluto celebrarmi ancora una volta: mettendo in mostra vasi dipinti, mosaici, sculture e oggetti che mi raccontano, narrando le mie avventure e le mie sofferenze, sul mare e sulla terra. Incontriamoci a Gela, in Sicilia, fondata molto tempo fa da uomini che parlavano la mia stessa lingua ed in essa leggevano e recitavano le mie gesta scolpite in parole dal mio altro padre, Omero”.

gela_archeologico_mostra-ulisse-in-sicilia_locandinaCon questa introduzione il 22 luglio 2022, alle 18, apre a Gela la grande mostra “Ulisse in Sicilia. I luoghi del Mito”, organizzata dalla Regione Siciliana all’interno del Parco archeologico di Bosco Littorio a Gela. Un percorso espositivo, allestito dalla soprintendenza dei Beni culturali di Caltanissetta e visitabile dal 22 luglio al 10 ottobre 2022 (da martedì a domenica, festivi compresi, dalle 10 alle 20. Ultimo ingresso 19.30), che racconta il passaggio dell’eroe greco in Sicilia. Opera centrale è la “Nave di Gela”, databile tra il VI e il V secolo avanti Cristo, rinvenuta nei fondali antistanti la costa di Bulala della cittadina rivierasca, a Est del petrolchimico dell’Eni, da un sub gelese, Francesco Cassarino, nel 1988, “nave” che per la prima volta viene parzialmente ricomposta ed esposta al pubblico in Sicilia, dopo la mostra di Forlì del 2020 (vedi Forlì. La mostra ”Ulisse. L’arte e il mito” è candidata alla settima edizione del Global Fine Art Awards (GFAA) in competizione con le esposizioni di British, Paul Getty, Metropolitan. A una settimana dalla chiusura ripercorriamo il viaggio di Ulisse dall’Odissea ai nostri giorni | archeologiavocidalpassato). L’allestimento si trova in un padiglione appositamente realizzato all’interno del Parco archeologico, in prossimità del Museo dei relitti greci, struttura in costruzione destinata ad ospitare definitivamente il relitto recuperato dalla Soprintendenza grazie agli studi effettuati dal compianto Sebastiano Tusa, che indicò in quella località l’antica colonia dorica di Gela.

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Il suggestivo allestimento della Nave di Gela per la mostra “Ulisse in Sicilia. I luoghi del Mito” al Bosco Littorio di Gela (foto regione siciliana)

“Questa mostra non è solo un importante evento culturale, fortemente voluto dal governo regionale”, – sottolinea il presidente della Regione, Nello Musumeci, “ma costituisce anche l’avvio di una nuova stagione finalizzata a restituire alla città di Gela il ruolo che la sua millenaria storia le ha assegnato: tappa fra le più interessanti nel panorama archeologico dell’Isola. L’istituzione del Parco archeologico, la riqualificazione del vecchio Museo e la costruzione, all’interno del prezioso Bosco Littorio, del nuovo spazio dedicato alla nave greca, possono fare della città costiera un potente polo di attrazione, non solo per gli addetti ai lavori. Un patrimonio che deve essere messo a rete, in modo che con tutta probabilità nel giro di qualche anno Gela non sia solo considerata la città della raffineria, ma anche una delle tappe più importanti del turismo culturale del Mediterraneo. La Regione è al fianco della città in questo nuovo, difficile e impegnativo percorso che si sta intraprendendo, dobbiamo lavorare insieme con iniziativa e tenacia attraverso eventi collaterali e una campagna stampa già avviata per richiamare il turismo culturale in estate e quello delle scolaresche in autunno”.

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Il mito delle Sirene in tre oggetti in mostra a Gela (foto regione siciliana)

“L’inserimento della Sicilia in una rete di scambi a lunga distanza”, afferma l’assessore regionale ai Beni culturali Alberto Samonà, “è da sempre un segno distintivo della nostra terra. Essere qui, oggi, proprio per celebrare Ulisse e il suo viaggio è il modo per ricordare tutto questo, ma è anche il segno di una sfida contemporanea: incontrare noi stessi in un viaggio ancora più affascinante, quello della vita, che a partire dal cuore del Mediterraneo, rappresentato dalla Sicilia, ci dona uno sguardo universale in grado di leggere l’esistente sotto una nuova luce. Questo governo ha lavorato in controtendenza rispetto a decenni di abbandono e stiamo finalmente esercitando la nostra autonomia sul piano dei beni culturali, dando corpo a qualcosa rimasto per decenni solo sulla carta. Abbiamo invertito la rotta per andare nella direzione di una Sicilia consapevole dei suoi tesori, anche attraverso l’educazione alla bellezza e alla cultura: un lavoro corale a tutti i livelli che questo governo ha portato avanti, basti pensare alle 73 missioni archeologiche attivate negli ultimi due anni e mezzo, alcune internazionali, guidate da importanti università straniere”.

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Il mito di Scilla e Cariddi riproposto nel percorso della mostra “Ulisse in Sicilia. I luoghi del Mito” (foto regione siciliana)

Sono otto le sezioni tematiche, all’interno delle quali complessivamente sono esposti oltre 80 pezzi provenienti da musei regionali, nazionali ed esteri tra i quali il museo nazionale Jatta di Ruvo di Puglia; il museo Etrusco Guarnacci di Volterra; il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma; il museo nazionale di Sperlonga (Lt) e i musei Archeologici greci di Delfi ed Eleutherna. Le sezioni della mostra sono: La presenza greca in Sicilia e nel Mediterraneo; La nave greca di Gela; Il concilio degli Dei; Il viaggio di Ulisse; La terra dei ciclopi e Polifemo; L’isola di Eolo, le Sirene, Scilla e Cariddi; Il ritorno a Itaca; Il mito moderno.

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La Nave di Gela fulcro della mostra “Ulisse in Sicilia. I luoghi del Mito” al parco archeologico di Bosco Littorio di Gela (foto regione siciliana)

Il fulcro dell’esposizione è costituito dal relitto arcaico ritrovato di fronte alle coste di Gela e dei pregiati materiali in esso ritrovati (askoi attici, tripode bronzeo, cestini in fibra vegetale, etc.) che consentono di datarlo agli inizi del V secolo a.C., prima che esso affondasse a causa delle avverse condizioni meteomarine, le stesse che resero difficile il viaggio di Ulisse. Questo personaggio omerico da sempre rappresenta il viaggiatore per antonomasia, pronto ad affrontare le sfide che il destino gli pone innanzi nel corso della sua vita e che è spinto soltanto dalla voglia di trovare un porto sicuro. Numerose e assai interessanti le parti di nave arrivate a noi dopo un lungo e laborioso processo di recupero fisico e chimico, iniziato nel 2003 e concluso nel 2008, Le parti lignee raggiungono una lunghezza massima di 17 metri. Tra i vari pezzi che componevano la nave spiccano la ruota di poppa, il paramezzale e i madieri. Le operazioni di sollevamento e di trasporto si sono rivelate molto complesse per la fragilità del legno (rimasto in acqua salmastra per oltre 2500 anni) e poi per il delicato trattamento di desalinizzazione eseguito in Inghilterra al Mary Rose archaeological service di Portsmounth.

“Il valore e le potenzialità del turismo come settore strategico per la crescita della nostra Regione”, evidenzia l’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina, “sono ormai dati acquisiti e per incrementarlo e affermarlo sempre più nel contesto internazionale è necessario agire con il concorso coordinato di tutte le energie e le risorse disponibili. I beni culturali ed architettonici di cui è ricca la nostra terra sono tra i più grandi attrattori turistici in grado di favorire il turismo nella nostra regione. Il mercato del turismo è in continua evoluzione e proprio per questo dobbiamo puntare ad un’offerta turistica ampia e differenziata”. E il sindaco di Gela, Lucio Greco, aggiunge: “La nave greca più antica al mondo arricchisce il patrimonio archeologico di Gela già consistente. Vogliamo approfittare di questa mostra, di questa opportunità per rilanciare il settore del turismo archeologico. Non abbiano più alibi: turismo, ecologia e accoglienza devono essere bandiere di rinascita di questa città. Ringrazio il presidente Musumeci e il governo regionale per l’impegno profuso per realizzare questa mostra, così come la soprintendente Vullo e il direttore del Parco Gattuso”. 

Roma. “NeuroArtifAct: vedere con la mente”: al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia si presentano il progetto e i primi risultati degli esperimenti promossi dalla Sapienza università di Roma e dalla Duke University. L’obiettivo principale è quello di indagare e valutare l’impatto cognitivo dei reperti archeologici

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Sperimentazioni del progetto NeuroArtifAct davanti al Sarcofago degli Sposi al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Vedere con la mente. Che cosa accade quando osserviamo un reperto archeologico? Come ne elaboriamo il contesto nel nostro cervello? Come analizziamo una esperienza estetica? Perché un oggetto è bello? Che differenza c’è fra un oggetto reale e virtuale? Il progetto NeuroArtifAct, promosso dal Laboratorio di arte e Medical Humanities della facoltà di Farmacia e Medicina di Sapienza università di Roma insieme al Laboratorio Dig@Lab della Duke University, ha scelto il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per rispondere a questi quesiti. Grazie a un team di esperti, il progetto sta aprendo nuove strade nello studio del passato e delle collezioni museali, tra mente antica e moderna, affrontando temi di ricerca all’intersezione tra scienze del cervello, e scienze umane, come l’archeologia, arte, filosofia, estetica e studi visuali anche con l’apporto del metodo delle Visual Thinking Strategies. L’obiettivo principale è indagare e valutare l’impatto cognitivo dei manufatti archeologici a diverse scale e attraverso diverse tecnologie, con lo scopo di applicare i principi della neuroestetica alla neuroriabilitazione, utilizzando l’arte per aumentare la motivazione, ridurre stress e fatica, e migliorare la qualità della vita nei pazienti che hanno necessità di riabilitazione neurologica e motoria.

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Progetto NeuroArtifAct: esperienza di analisi davanti al sarcofago degli Sposi al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Il progetto e i primi risultati degli esperimenti saranno presentati martedì 19 luglio 2022, alle 11, nel padiglione didattico del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Introduce Valentino Nizzo, direttore museo Etrusco. Saluti istituzionali: prof. Carlo della Rocca, preside facoltà Farmacia e Medicina, Sapienza università di Roma. Intervengono: Vincenza Ferrara, Sapienza università di Roma; Maurizio Forte, Duke University; Marco Iosa, Sapienza università di Roma; Fabio Babiloni, Sapienza università di Roma; Andrea Giorgi, Stefano Menicocci, BrainSigns, start up di Sapienza università di Roma; Marco Alfo’, Sapienza università di Roma; Marco Mingione, università Roma Tre. Al termine sarà possibile partecipare all’esperienza di analisi davanti al sarcofago degli Sposi.

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Progetto NeuroArtifAct: acquisizione di dati biometrici con l’utilizzo di elettroencefalografi (EEG) portatili (foto etru)

L’attività ha previsto l’acquisizione di dati biometrici con l’utilizzo di elettroencefalografi (EEG) portatili e sistemi di eye tracker mobile con dispositivi utili per la raccolta dei dati. In relazione alle visite museali NeuroArtifAct ha analizzato le differenze nell’esperienza neurofisiologica e visiva tra oggetti reali e virtuali. In particolare evidenziando eventuali pattern comuni ad individui aventi stesso sesso, titolo di studio, o tipo di formazione. Ad esempio, si possono mettere in relazione i dati neurofisiologici col movimento delle pupille in modo da valutare il fattore emozionale dell’esperienza, le aree di maggiore interesse, le dinamiche dell’apprendimento. L’obiettivo principale è quello di indagare e valutare l’impatto cognitivo dei reperti archeologici (empirici e ricostruiti digitalmente) in diverse scale e attraverso diverse tecnologie. Pertanto, i dispositivi EEG portatili (basati su computer), i sistemi di tracciamento oculare virtuali ed esterni vengono utilizzati per acquisire dati biometrici e cuffie virtuali, schermi olografici e simulazioni desktop digitali vengono utilizzati per generare simulazione incorporata.

I mezzi psicofisici e le strategie di pensiero visivo sono anche impiegati per misurare empiricamente giudizi percettivi di scala, distanza, simboli, colori e forme in contesti reali e virtuali. Infatti, in neuroarcheologia, l’obiettivo è quello di reinterpretare il passato studiando la mente umana attraverso fasi empiriche e virtuali di osservazione. Ad esempio, l’osservazione di uno scavo archeologico, di un manufatto, di un monumento o di un museo genera molteplici affordances, a livello conscio e inconscio. In questo regno di interazione, la percezione dello spazio è la chiave di interpretazione. Questo studio ha il duplice obiettivo (1) di prototipare la realtà virtuale immersiva che consente la ricreazione digitale e la visualizzazione di manufatti antichi e oggetti museali e (2) di pilotare la valutazione degli impatti percettivi, propriocettivi, motori e cognitivi mentre gli utenti entrano, esplorano e coinvolgono scenari reali e virtuali. Gli esperimenti sono condotti in laboratori, musei e siti archeologici. La prima ricerca sperimentale è iniziata a settembre 2021 grazie alla collaborazione tra Duke University, università La Sapienza e museo nazionale Etrusco di Roma.

Comacchio. Da giugno a ottobre, “I giovedì di Spina”: rassegna di incontri a corollario della mostra “Spina100”, la mostra dedicata al centenario dal ritrovamento della città etrusca

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Inaugurata con successo lo scorso 1° giugno 2022 a Comacchio “Spina100”, la mostra dedicata al centenario dal ritrovamento della città etrusca (vedi Comacchio. A Palazzo Bellini apre la mostra “Spina 100. Dal mito alla scoperta” per le celebrazioni nazionali del centenario della scoperta della città etrusca di Spina (1922-2022) | archeologiavocidalpassato), non si fermano gli appuntamenti per celebrare i cent’anni dalla scoperta che ha rivoluzionato il mondo dell’archeologia e non solo. Dal 16 giugno al 13 ottobre 2022, ecco la rassegna di incontri “I giovedì di Spina”: alle 18.30, al Pronao Museo Delta Antico. Il primo appuntamento, quello del 16 giugno, ha visto la partecipazione di Maurizio Cattani dell’università di Bologna su “Il delta nell’età del Bronzo”. Ecco il programma completo: 23 giugno, Tiziano Trocchi, direttore museo Archeologico nazionale di Ferrara, su “Il delta nell’età del primo Ferro”; 30 giugno, Elisabetta Govi, docente Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, su “Gli Etruschi”; 7 luglio, Caterina Cornelio , direttrice del museo Delta antico di Comacchio, su “Introduzione a Spina”; 14 luglio, Guido Barbujani, docente università di Ferrara, su “Il DNA degli etruschi (e di qualcun altro)”; 21 luglio, Sara Campagnari, funzionario archeologo Sabap per Bologna città metropolitana e per le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, su “L’Etruria padana”; 4 agosto, Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, su “Spina e l’Etruria”; 11 agosto, Marco Marchesini, Ursula Thun, Silvia Marvelli, docenti università di Ferrara, Giogio Nicoli, referente Centro Agricoltura e Ambiente di San Giovanni in Persiceto, su “Elementi di vita quotidiana a Spina”; 18 agosto, Simonetta Bonomi, Sabap Friuli Venezia Giulia, su “Spina e Adria”; 25 agosto, Andrea Gaucci, docente Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, e Carmela Vaccaro, docente università di Ferrara, su “Studi e riflessioni sulla necropoli di Spina”; 1° settembre, Christoph Reusser, docente università di Zurigo, su “L’abitato di Spina e i rapporti con Atene”; 8 settembre, Sauro Gelichi, docente università Ca’ Foscari di Venezia, su “Il delta nell’alto medioevo”; 15 settembre, Jacopo Ortalli, docente università di Ferrara, su “Il delta in età romana”; 22 settembre, Tiziano Trocchi, direttore museo Archeologico nazionale di Ferrara, e tenente colonnello Giuseppe De Gori, Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale – Sede di Bologna, su “La tutela del patrimonio archeologico”; 29 settembre, Marco Bruni, archeologo Comune di Comacchio, Gruppo archeologico Ferrarese, su “Recenti scoperte archeologiche per una nuova visione sull’antico assetto territoriale del Ferrarese”; 4 ottobre, Anna Maria Visser, docente università di Ferrara, presentazione volume “Musei: proposte per il futuro”, con la partecipazione di Cristina Ambrosini, direttrice Servizio Patrimonio culturale della Regione Emilia-Romagna; 13 ottobre, Gianpiero Orsingher, giornalista RAI, su “Comunicare gli Etruschi”. Quindi Caterina Cornelio, direttrice museo Delta Antico di Comacchio, conclusioni a margine del ciclo di conferenze per Spina100.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia ricco calendario di eventi per le aperture serali estive a soli 3 euro. L’intervento del direttore Nizzo

L’elenco è lungo. E riguarda solo un po’ più di un mese. Sono gli appuntamenti speciali al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Così il direttore Valentino Nizzo ha deciso di ricordarli con un video girato in occasione di “RomArché. Parla l’archeologia parla!” in collaborazione con il coro Koob, Suodales, il Gruppo Storico romano e IRasenna. Proprio a partire dal 21 giugno 2022, in concomitanza con la Festa della Musica, è stata programmata una ricca serie di aperture serali straordinarie al costo simbolico di 3 euro (gratis fino ai 18 anni e a soli 2 euro tra i 18 e i 25 per gli aventi diritto). Il calendario prevede concerti, visite guidate, lezioni, spettacoli teatrali e molto altro ancora, il tutto incluso nel costo del biglietto: il 30 giugno, apertura straordinaria alle 20 con visite guidate alle collezioni; il 17 luglio, alle 20.30, concerto dell’associazione Alterazioni dal titolo “Visioni di ieri e di oggi”; il 23 luglio, alle 21, osservazioni astronomiche a cura della Scuola di Archeoastronomia; il 30 luglio, alle 20.30, “Io, Pierpaolo Pasolini, poeta, profeta, corsaro” spettacolo a cura dell’associazione Ordito. “Vi do qualche anticipazione in questo video”, spiega Nizzo, “ricordandovi anche quanto sia conveniente e vantaggioso abbonarsi per vivere le iniziative del museo gratuitamente ogni giorno, per 3, 6 o 12 mesi usufruendo di sconti nel bookshop e nel Villa Giulia Temporary Garden aperto fino a ottobre nei giardini posteriori del Museo”. il video è di Vincenzo Cesareo per Made in Genesi.

Roma. Nella seconda giornata di “RomArché. Parla l’archeologia” al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia lezione evento del direttore Valentino Nizzo su “Nascita e rinascita degli Etruschi”

Visita guidata nella sala del Sarcofago degli Sposi al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

“RomArché. Parla l’archeologia”, seconda giornata. “Descrivere come intensa la giornata di ieri è un eufemismo!”, scrive Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. “Ma nonostante la fatica ripartiamo ancora di più carichi per quella di oggi, domenica 19 giugno 2022. Vi aspettiamo per una nuova avventura di “RomArché. Parla l’archeologia”, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia aperto eccezionalmente per tutti fino alle 20 al costo simbolico di 3 euro”.

Il direttore Valentino Nizzo tra Paolo Carafa e Andrea Carandini (foto etru)

In attesa della seconda giornata di RomArché, un video (vedi https://www.facebook.com/romarche/videos/1085398332047493) ci fa rivivere le emozioni della giornata di ieri, sabato 18 giugno 2022: rievocazioni storiche, presentazioni di libri, laboratori per bambini, visite guidate, concerto al tramonto.

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Elmo e materiale rievocativo dei Suodales (foto suodales)

E sarà proprio il direttore Valentino Nizzo protagonista di uno degli appuntamenti clou della giornata: alle 16.30, nell’area espositiva dell’emiciclo di Villa Giulia, “Nascita e rinascita degli Etruschi”, lezione evento sulle origini degli Etruschi, in collaborazione con l’associazione Suodales. “Gli Etruschi dalla nascita alla rinascita, dalle origini alla riscoperta, dal mito alla storia, dalla terra alla luce”, scrive Nizzo, “questo e molto altro ancora racconteremo domenica in occasione dell’undicesima edizione di “RomArché. Parla l’archeologia”, con la collaborazione in carne, armature e ossa dei Suodales e la partecipazione straordinaria dei Pelasgi”. E continua, con grande ironia: “A grande richiesta, per chi non ha potuto partecipare all’evento di sabato scorso ad Amelia, piegheremo nuovamente le posate con la forza del pensiero, il pensiero con la forza delle posate e la forza con il pensiero delle posate. Nessun rievocatore verrà maltrattato durante l’iniziativa. L’evento può avere alcuni effetti stroboscopici che potrebbero avere effetti negativi sugli spettatori fotosensibili. È altamente consigliata la presenza di bambini”. Da non perdere.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “RomArché11. Parla l’archeologia!”, il festival dei libri e della storia antica: due giorni con presentazioni di libri, conferenze, incontri, rievocazioni storiche, laboratori didattici, visite guidate, lezione-evento sugli Etruschi e concerto al tramonto

roma_villa-giulia_RomArchè11-parla-l-archeologia_locandinaDue giorni speciali al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: sabato 18 e domenica 19 giugno 2022 torna “RomArché11. Parla l’archeologia!”, il festival dei libri e della storia antica, in occasione delle Giornate europee dell’archeologia. RomArché offre al suo pubblico un ricco programma fatto di presentazioni di libri, conferenze, incontri, rievocazioni storiche, laboratori didattici, visite guidate, una lezione-evento sugli Etruschi e un concerto al tramonto. Fra le iniziative in programma segnaliamo la presentazione del volume “Storie dai contesti. Dialoghi e riflessioni sul metodo” di Paolo Carafa, sabato 18 giugno 2022, alle 17. Intervengono: Andrea Carandini, professore emerito di archeologia e storia dell’arte greca e romana, già Presidente del FAI; Paolo Carafa, ordinario di Archeologia classica alla Sapienza università di Roma; Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Tutta la manifestazione è curata dalla Fondazione Dià Cultura insieme con il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, sostenuta dall’azienda informatica Siaed S.p.A., in partnership con il Parco Archeologico dell’Appia Antica e con EGA – Entertainment Game Apps. Tutte le attività sono gratuite e comprese nel biglietto del Museo al costo ridotto di 3 euro. A seguito dell’ordinanza del Ministro della salute del 28 aprile 2022, che ha impartito nuove prescrizioni in ordine all’utilizzo dei dispositivi individuali di protezione delle vie respiratorie, con efficacia dal 1° maggio 2022, per i visitatori e fruitori delle attività museali decade l’obbligo di indossare mascherine. Se ne raccomanda tuttavia l’uso, in ossequio alle indicazioni del ministero della Salute.

roma_villa-giulia_RomArchè11-parla-l-archeologia_rinascite-al-tramonto_locandinaEtru in scena. Rinascite al tramonto. L’archeologia canta: sabato 18 giugno 2022, alle 20.30. La prima delle aperture serali straordinarie del museo accoglie l’evento musicale a cura del coro Koob diretto da Francesca La Via. Il coro eseguirà a cappella musiche di Schubert, Rachmaninoff, Attaignant e antichi canti tradizionali. Concerto compreso nel biglietto del Museo al costo eccezionale di 3 euro. Alle 21.45 visita guidata alla mostra temporanea “SEGNATI. Vita e morte dalla cultura etrusca al terzo millennio” a cura di Maria Paola Guidobaldi.

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Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia torna “RomArché11. Parla l’archeologia” (foto etru)

Intenso il programma della mattina di sabato 18 giugno, nella Sala della Fortuna, sul tema “Rinascite. Percorsi di archeologia, antropologia, storia, museologia, arte”. Modera Arnaldo Colasanti (CdA del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia). Alle 10, Valentino Nizzo (direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia), saluti istituzionali; 10.10, Simone Quilici (direttore del parco archeologico dell’Appia Antica) e Simona Sanchirico (direttrice responsabile del periodico Archeologi&. Storia, Antropologia, Museologia, Arte) presentano il primo numero della nuova rivista della Fondazione Dià Cultura dedicato al parco archeologico dell’Appia Antica; 10.40, Mariano Malavolta (già università degli Studi di Roma “Tor Vergata”), Verso una rinascita dell’historìa 11.00 Marcello Nobili (Università di Roma “Tor Vergata”), “Renovatio temporum nell’Impero Romano tra Commodo e Aureliano”; 11.20, Elena Calandra (direttrice ICA – Istituto Centrale per l’Archeologia), “La rinascita dell’archeologia”; 11.40, Luca Attenni (direttore del museo diffuso di Lanuvio), “Il Museo Diffuso di Lanuvio, il museo che visse due volte”; 12, Dario Nanni (presidente della Commissione Giubileo 2025 – Roma Capitale), “2025: il Giubileo dell’archeologia”; 12.20, Roberto Libera (direttore del museo diocesano di Albano), “Peregrinatio: corpi in movimento e rinascite esistenziali”; 12.40, Arnaldo Colasanti (CdA del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia), Conclusioni: leggere per vivere.

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Copertina del libro “Storie dai contesti. Dialoghi e riflessioni sul metodo” di Paolo Carafa

Pomeriggio di sabato 18 maggio 2022. Sala della Fortuna, alle 16, presentazione di “Festa Etrusca! La storia si racconta”, edizione 2022. Intervengono Maurizio Amoroso (EGA – Entertainment Game Apps), Valentino Nizzo (museo nazionale Etrusco di Villa Giulia), Giulio Ranaldi (Associazione Suodales) e Simona Sanchirico (Fondazione Dià Cultura); alle 17, “Storie dai contesti. Dialoghi e riflessioni sul metodo”. Intervengono: Andrea Carandini, professore emerito di archeologia e storia dell’arte greca e romana, già Presidente del FAI, Paolo Carafa (“Sapienza” – Università di Roma) e Valentino Nizzo (Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia); alle 18.30, “Lo strano caso di Francesco Mancinelli Scotti: mercanti e mercato delle antichità nella Roma di fine ’800”. Dialogano Maria Cristina Biella (“Sapienza” università di Roma), Valentino Nizzo (museo nazionale Etrusco di Villa Giulia) e Jacopo Tabolli (università di Siena); alle 19.15, “Passeggiate nella storia”: presentazione del III volume “A piedi nella Roma rinascimentale e barocca” di Maria Antonietta Lozzi Bonaventura Iter Edizioni – Gruppo Lozzi Editori.

roma_villa-giulia_RomArchè11-parla-l-archeologia_libro_archeosocial-2.0_locandinaDomenica 19 giugno 2022. Sala della Fortuna, alle 10, “Studenti al bivio: orientarsi nel mondo dopo le lauree nei Beni Culturali”. Un’ora a colloquio con il direttore del museo, Valentino Nizzo, per dirimere dubbi e soddisfare curiosità sulle criticità e potenzialità del settore; alle 11, presentazione dei libri “Introduzione all’utilizzo dei Droni in Archeologia” di Antonio Pecci e “Balnea, lavacra e thermae. Edifici termali dell’antica Roma – Evidenze archeologiche e fonti classiche” di Ennio D. Augenti. Interviene Elisa Garcìa Barraco (Editore). Editi da Arbor Sapientiae. Alle 12, presentazione del libro “Archeosocial 2.0”, aggiornamento a cura di Antonia Falcone. Oltre alla curatrice intervengono Cinzia Rosati (Editore), Marina Lo Blundo (parco archeologico di Ostia Antica) e Valentino Nizzo (museo nazionale Etrusco di Villa Giulia). Edito da Dielle Editore. Alle 15.30, presentazione del libro “Santa Maria Maggiore a Roma” di Mario Cipollone. Oltre all’autore intervengono Giulio Cipollone (università Gregoriana) e Maria Cristina Martini (Editore). Edito da MMC Edizioni. Alle 16.30, presentazione del libro “Storia e civiltà del pane. Un viaggio tra archeologia e antropologia” con l’autrice Lucia Galasso (Antropologa).

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia studiati per la prima volta i gioielli in oro ottocenteschi della Collezione Castellani. Lo studio di Rosarosa Manca pubblicato su Scientific Reports

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Rosarosa Manca impegnata nello studio dei gioielli in oro della Collezione Castellani del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Ad annunciarlo è lo stesso direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Valentino Nizzo: “Pochi giorni fa sono stati pubblicati i risultati delle analisi scientifiche condotte presso il Museo sui gioielli della collezione Castellani. Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports, rivista scientifica del prestigioso gruppo editoriale Nature Portfolio, e può essere letto e scaricato liberamente a questo link: https://rdcu.be/cNoLb. I gioielli Castellani sono stati analizzati in modo completamente non invasivo tramite uno spettrometro portatile di Fluorescenza dei Raggi X (XRF). Se ne è studiata la composizione delle leghe d’oro e delle saldature e la presenza di arricchimenti superficiali. Si tratta di uno dei più ampi studi composizionali mai condotti su gioielli ottocenteschi e ci auguriamo che sia un punto di partenza per accrescere le nostre conoscenze sull’oreficeria revival e sulle pratiche produttive dell’Ottocento. Lo studio è stato coordinato da Rosarosa Manca nell’ambito del suo Dottorato presso il Dipartimento di Scienze della Terra DST UNIFI dell’università di Firenze, in collaborazione con l’università di Siviglia, il Centro Nacional de Aceleradores e l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR Consiglio nazionale delle Ricerche”.

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Un momento dello studio dei gioielli in oro della collezione Castellani del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

“L’Ottocento fu caratterizzato da grandi trasformazioni culturali e tecnologiche”, si legge nell’articolo di Rosarosa Manca. “Importanti innovazioni stavano avvenendo nel quadro della rivoluzione industriale e nuovi materiali e tecniche divennero disponibili anche per artisti e artigiani. Allo stesso tempo, un profondo fascino per le antiche civiltà, ispirate alle importanti e numerose scoperte archeologiche dell’epoca, si diffuse in tutta Europa e lo stile revivalista (o storicista) raggiunse una grande popolarità. In particolare, il design del gioiello ha visto un periodo di significativa trasformazione nella seconda metà del secolo. Nonostante il loro significato storico, i gioielli ottocenteschi sono stati trascurati negli studi archeometrici e scientifici del patrimonio fino ad oggi e attualmente manca una vasta conoscenza delle leghe, delle tecniche di giunzione e dei trattamenti superficiali utilizzati dagli orafi di questo periodo. Uno dei motivi di questa mancanza di dati è da individuare nelle difficoltà legate all’analisi dei gioielli in oro, che richiede: a) l’utilizzo di tecniche non invasive; b) la produzione di risultati quantitativi, dal momento che le leghe sono invariabilmente costituite da oro, argento e rame come componenti principali; c) la capacità di indagare sulle microaree; d) l’uso di attrezzature portatili, poiché spesso è impossibile trasportare i gioielli in un laboratorio”.

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Lo studio della tecnica di granulazione dei gioielli della collezione Castellani del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Tecniche orafe Castellani. “L’attività dei Castellani – Fortunato Pio (1794-1865) e dei suoi figli Alessandro (1823-1883) e Augusto (1829-1914) – risale tra il 1814 e il 1930, con il suo picco tra il 1850 e il 1880. Hanno dedicato parte della loro attività all’indagine di gioielli archeologici, come quelli della tomba Regolini-Galassi recentemente scoperta e della collezione del marchese Campana, e le tecniche per riprodurli. Prima di tutto, non si sa che tipo di leghe utilizzassero le botteghe Castellani e se scegliessero leghe diverse in base a tecniche o stili specifici. È interessante a questo proposito che i Castellani fossero stati esentati dall’obbligo, imposto a tutti gli altri orafi romani, di certificare la purezza delle leghe d’oro da loro utilizzate. Inoltre, i Castellani erano noti per l’uso di trattamenti superficiali, chiamati ‘colorazione’. Questi trattamenti consistevano nell’applicazione di soluzioni di incisione per rimuovere rame e argento dalla lega d’oro per lasciare la superficie arricchita in oro. Un’altra tecnica profondamente studiata e applicata dai Castellani è la granulazione, ovvero l’applicazione di minuscole sfere d’oro (granuli) su una lamina d’oro per creare decorazioni o motivi lineari. La principale difficoltà della tecnica consiste nella capacità di saldare in modo efficiente i granuli alla lamina senza lasciare residui. Gli Etruschi ne furono padroni indiscussi, soprattutto grazie all’utilizzo della tecnica di saldatura dei sali di rame. Tuttavia quest’ultimo era andato perduto nell’Ottocento, quando i Castellani iniziarono a dedicare la loro attenzione alla granulazione nel tentativo di riprodurre gli antichi capolavori e non si sa con certezza quale tecnica utilizzassero. Per quanto riguarda le tecniche di saldatura, è possibile che i Castellani siano stati tra i primi ad utilizzare saldature contenenti cadmio, che sono stati effettivamente introdotti in gioielleria nel 1860, diventando poi comuni solo nel XX secolo”.

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La varietà di gioielli in oro della collezione Castellani del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Materiali. “La collezione di gioielli Castellani presso il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma è stata identificata come la più appropriata per questo studio, perché è l’unica passata direttamente dalla bottega Castellani a un museo pubblico senza essere manipolata da altri, e perché offre la più ampia gamma possibile di gioielli prodotti da loro. La collezione fu raccolta da Augusto Castellani tra il 1870 e il 1880, ma la data di produzione dei singoli gioielli è sconosciuta. I gioielli Castellani a Villa Giulia sono divisi in otto gruppi, seguendo la classificazione di Augusto della storia della gioielleria italiana. I gioielli selezionati riguardano tutti i diversi periodi individuati da Augusto, escluso il ‘Primigenio’, che non comprende i gioielli in oro. Quarantatré gioielli sono stati selezionati per l’analisi seguendo criteri stilistici e tecnologici, al fine di coprire la più ampia gamma possibile di manufatti”.

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La strumentazione usata per lo studio dei gioielli in oro della collezione Castellani del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

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Rosarosa Manca coordinatrice dello studio sui gioielli in oro della collezione Castellani del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Conclusioni. “L’utilizzo di un’apparecchiatura micro-XRF portatile ha permesso l’acquisizione del più ampio set di dati compositivi su gioielli ottocenteschi ad oggi disponibili. Sono state caratterizzate sia le leghe di base che le tecniche di giunzione utilizzate dagli orafi Castellani. Con poche eccezioni, i gioielli Castellani a Villa Giulia erano realizzati con leghe ad alto carato d’oro e argento con rame come componente minore, mentre i giunti erano realizzati con saldatrici brasate di oro e argento, con rame come componente minore e nessun altro metallo. L’utilizzo di un rivelatore con filtro zincato ha permesso di escludere senza ambiguità l’utilizzo di saldature contenenti cadmio nei gioielli analizzati. Lo studio delle intensità relative delle linee a raggi X L3, L2 e M dell’oro suggerisce che un arricchimento superficiale in oro, compatibile con l’uso di trattamenti coloranti, si verifica su molti, ma non tutti, i gioielli Castellani. Pertanto, il nuovo metodo proposto in questo studio si è rivelato un potente strumento per ottenere informazioni sulla presenza di gradienti compositivi dalla superficie al sottosuolo di un gioiello utilizzando esclusivamente analisi superficiali non invasive. Le analisi presentate in questo articolo hanno fornito nuovi approfondimenti sugli aspetti tecnici dei processi di creazione e imitazione seguiti dagli orafi Castellani e saranno utili nei futuri studi di autenticità. Ulteriori ricerche sui materiali utilizzati da altri orafi ottocenteschi, le cui produzioni sono ancora in gran parte inesplorate, oltre che sugli standard ufficiali dell’epoca, saranno fondamentali per contestualizzare al meglio le pratiche produttive di Castellani. Si spera che le informazioni ottenute in questo studio costituiscano una solida base per la pianificazione di future ricerche sull’argomento”.