Torino. Al museo Egizio il prof. Alberto Rizzuti (università di Torino) su “Il suono della rugiada”: lo strano fenomeno sonoro che la rugiada produceva al sorgere del sole sul Colosso di Memnone. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

Mèta di viaggiatori eccellenti sin dai tempi più antichi, il Colosso di Memnone conobbe una straordinaria fortuna fra il 27 a.C. e il 199 d.C., periodo in cui al sorgere del sole produceva – forse a causa dell’evaporazione della rugiada – un affascinante fenomeno sonoro. Giovedì 25 novembre 2021, alle 18, in sala conferenze del museo Egizio di Torino , nuovo appuntamento con gli incontri organizzati in collaborazione con ACME, associazione Amici e Collaboratori del museo Egizio, “Il suono della rugiada”: Alberto Rizzuti, docente di Storia della civiltà musicale all’università di Torino ci parla di un curioso fenomeno sonoro rilevato presso il Colosso di Memnone da numerose testimonianze. Letture di Valentina Monateri e Marta Romagnoli. Ingresso in sala conferenze fino a esaurimento posti. La conferenza sarà trasmessa anche in live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo.

Le proprietà oracolari attribuite nel tempo alle sonorità del Colosso furono un vettore potente della sua fama, tanto che al suo cospetto sfilarono in pochi decenni ben tre imperatori romani; il secondo di essi, Adriano, andò a visitarlo in compagnia della moglie e della poetessa Julia Balbilla, la quale lasciò incisi sul basamento quattro epigrammi in lingua greca. In epoca moderna il Colosso è divenuto mèta di personaggi anche letterari. La relazione del prof. Alberto Rizzuti muove dalla scena in cui, nel corso di un improbabile percorso di formazione, al suo cospetto giunge Peer Gynt, il protagonista del dramma omonimo di Henrik Ibsen (1867). Oltre a illustrare i pochi versi in cui il drammaturgo norvegese concentra la profezia, la relazione propone l’analisi e l’ascolto della pagina (1875) in cui il l’amico e compatriota di Peer Gynt, Edvard Grieg, affida all’orchestra sinfonica il compito non facile di evocare un suono sepolto da sedici secoli nella sabbia del deserto egiziano.

Il prof. Alberto Rizzuti (università di Torino)
Alberto Rizzuti insegna Storia della civiltà musicale all’università di Torino. Fra le sue pubblicazioni più recenti si segnalano “Musica sull’acqua. Fiumi sonori, fontane magiche e mari in tempesta da Händel a Stravinskij” (Roma, Carocci, 2017) e “Torino 6 unica. Un’indagine preliminare sul manoscritto Varia 42/2 della Biblioteca Reale”, Studi francesi LXIV-I, 2020, pp. 84-112.
Torino. Al museo Egizio il direttore Christian Greco su “Egitto fra storia e memoria: il ruolo dei musei”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

I musei costituiscono il mezzo principale di interazione con i resti fisici dell’antico Egitto. Considerando la loro natura, potremmo dire che le collezioni archeologiche sono parziali, frammentarie, idiosincratiche. Ciononostante, i musei cercano di presentare una visione coerente di un unico “antico Egitto”. I musei sono poi promotori ed essi stessi oggetto di studio. Ne parlerà Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, nella conferenza “Egitto fra storia e memoria: il ruolo dei musei” al museo Egizio, in collaborazione con Acme, martedì 23 novembre 2021, alle 18 (ingresso in sala conferenze dalle 17.30, fino a esaurimento dei posti). La conferenza sarà trasmessa in live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Durante la sua conferenza, il direttore del museo Egizio Christian Greco prenderà in esame lo sviluppo e il ruolo dei musei come istituzione, la storia dell’acquisizione delle collezioni egizie e l’esperienza dei visitatori per comprendere come i musei rimangano un interlocutore importante per la formazione della memoria collettiva della terra del Nilo.
Torino. Al museo Egizio quarto appuntamento del ciclo “Nel laboratorio dello studioso”: protagonisti gli animali nella mostra curata da Johannes Auenmüller “Gatti, falchi, anguille: i bronzi votivi per mummie animali”

Sono gli animali i protagonisti del quarto appuntamento di “Nel laboratorio dello studioso”, il ciclo di mostre che accompagna i visitatori dietro le quinte del museo Egizio di Torino, alla scoperta dell’attività scientifica condotta dai curatori ed egittologi del Dipartimento Collezione e Ricerca del museo. La nuova mostra, dal titolo “Gatti, falchi, anguille: i bronzi votivi per mummie animali”, debutta l’8 novembre 2021 e ruota attorno a cinque piccoli contenitori di bronzo.

Nata sulla scorta di un progetto di ricerca interdisciplinare dell’Egizio, che mira a studiare approfonditamente tutte le mummie animali e gli oggetti correlati presenti nella collezione torinese, la mostra è stata curata da Johannes Auenmüller, curatore del Museo, che ha conseguito il dottorato di ricerca in Egittologia presso la Free University Berlin e ha svolto ricerche sulla tecnologia della fusione del bronzo all’Università di Bonn. Auenmüller è stato docente in diverse università tedesche, tra cui quella di Münster e Monaco di Baviera e ha partecipato a scavi archeologici in Austria, Egitto (Dahshur & Elephantine) e Sudan (Amara West). Sono previste due visite guidate da un’ora con il curatore della mostra: la prima il 23 novembre 2021 e la seconda il 5 gennaio 2022, entrambe alle 16.30 e in lingua inglese. La partecipazione è consentita a un massimo di 25 persone con prenotazione online; il costo è di 7 euro a persona (escluso il biglietto d’ingresso). La mostra si conclude il 9 gennaio 2022.

Al centro dell’esposizione: un gatto bronzeo che contiene ancora resti di una mummia; un contenitore ancora sigillato e inscritto, simile ad una cappella, su cui poggia un toporagno; e ancora i contenitori di un falco, un geco e un’anguilla-serpente, che contenevano mummie ormai perdute. Stele, statuette votive e amuleti raffiguranti animali e dèi compongono il resto dell’esposizione. Gli antichi egizi credevano che le anime degli animali fossero dei messaggeri tra le persone e gli dèi. Gli animali pertanto venivano mummificati e depositati dai sacerdoti in speciali cimiteri nel corso di processioni religiose. I culti animali e la mummificazione raggiunsero l’apice durante il Periodo Tardo e Tolemaico (664–332 a.C. e 332–30 a.C.), periodo nel quale grandi animali sacri come i tori Mnevis o Apis e la deposizione rituale delle loro mummie erano di fondamentale importanza per il re e il potere reale. Animali più piccoli come falchi, ibis e gatti, ma anche toporagni, lucertole e altre creature legate alla terra, venivano anch’essi mummificati e depositati a milioni nei cimiteri di tutto il paese. Molti animali avevano un significato particolare o potevano incarnare l’essenza degli esseri divini o simboleggiare le forze della natura ed erano visti come avatar o ipostasi, cioè oggettivazioni delle caratteristiche essenziali delle divinità. Di conseguenza, le divinità erano spesso rappresentate in forma animale o con fattezze animali.
Torino. Conferenza egittologica in presenza e on line al museo Egizio con il curatore Federico Poole su “Fondamenti e limiti del potere del faraone”

L’immagine corrente del potere del faraone nella nostra cultura e negli studi tende a ricalcare quella restituita dai monumenti ufficiali e religiosi degli antichi Egizi, dove il sovrano, equiparato a un dio, è un monarca assoluto e onnipotente, porta una guerra sempre vittoriosa contro i popoli limitrofi, e preserva maat, l’ordine cosmico e sociale, assicurandosi la benevolenza degli dèi. Si tratta naturalmente di un’immagine fortemente ideologica veicolata da una retorica ricca di metafore e iperboli. Dietro a essa si cela una realtà sfaccettata che possiamo cercare di cogliere almeno in parte sulla base di quello che fanno trapelare gli stessi documenti egiziani, come anche attraverso il confronto con realtà sociopolitiche strutturalmente simili, coeve o meno.

L’egittologo Federico Poole
Di “Fondamenti e limiti del potere del faraone” parla Federico Poole, curatore del museo Egizio di Torino, giovedì 4 novembre 2021, alle 18: nuovo appuntamento con le conferenze del ciclo “Museo e Ricerca. Scavi, Archivi, Reperti”. La conferenza si terrà in sala Conferenze e sarà introdotta da Paolo Del Vesco, curatore del museo, e sarà possibile seguirla live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Federico Poole si occupa dell’editoria scientifica del museo e dirige la Rivista del Museo Egizio. Ha curato la mostra temporanea “Il Nilo a Pompei” (2016). Fra i suoi interessi di studio vi sono i rapporti di dipendenza nell’antico Egitto, l’ideologia funeraria, gli ushabti e la ricezione di elementi culturali egiziani nella Campania antica.
Torino. Per il ponte di Ognissanti al museo Egizio attesi oltre 10mila visitatori: esteso l’orario di apertura e pronti 130 egittologi per le visite didattiche
Oltre 10mila persone provenienti non solo dall’Italia, ma da tutta Europa, visiteranno il museo Egizio di Torino nel ponte di Ognissanti e 130 egittologi saranno impegnati ogni giorno nelle visite didattiche. Si tratta di un bel segnale di ripresa e di entusiasmo del pubblico, che torna a rivivere i luoghi della cultura, dopo il difficile periodo della pandemia. Per poter accogliere tutte le richieste di prenotazione, il museo ha deciso per sabato 30 e domenica 31 ottobre 2021 di estendere l’orario di apertura fino alle 22 e per lunedì primo novembre fino alle 18.30, in luogo del tradizionale orario di chiusura delle 14. Malgrado il nostro impegno, siamo a conoscenza del fatto che molti visitatori hanno subito disservizi per aver acquistato il biglietto d’ingresso non presso la biglietteria ufficiale del Museo, che ricordiamo essere quella dei siti: http://museoegizio.it/tickets-shop.it e http://egizio.museitorino.it.
Torino. Al via il ciclo “Musei e Ricerca. Scavi, Archivi, Reperti” con la conferenza egittologica di Paolo Marini su “Botteghe regali e botteghe templari nell’Egitto di età ramesside: i vasi per ushabti di Tuna El-Gebel”

Paolo Marini, curatore del museo Egizio di Torino, apre una nuova stagione di incontri parte del programma “Musei e Ricerca. Scavi, Archivi, Reperti” con una conferenza dal titolo “Botteghe regali e botteghe templari nell’Egitto di età ramesside: i vasi per ushabti di Tuna El-Gebel”. Appuntamento giovedì 14 ottobre 2021, alle 18, nella sala conferenze del museo Egizio: il direttore Christian Greco introduce la relazione del curatore Paolo Marini. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Sarà comunque possibile seguire la conferenza in Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. I vasi per ushabti sono dei contenitori – appositamente realizzati per le statuette funerarie – attestati solo in alcuni siti egiziani e datati tra la XIX e la XX dinastia (1292-1076 a.C.). Questa produzione si innesta in una tradizione molto più antica e diffusa, che prediligeva l’uso di cassette lignee per questo scopo. Proprio grazie alla loro peculiare caratteristica, i vasi per ushabti sono oggetti importanti per indagare le differenze che contraddistinguono la produzione artigianale centrale e periferica, regale e templare. Durante la conferenza, Paolo Marini illustrerà la sua ricerca condotta su un corpus di vasi per ushabti conservato al museo Egizio, quasi completamente inedito, molto probabilmente proveniente da Tuna el-Gebel, l’antica necropoli dei sacerdoti del tempio di Thot a Ermopoli.
Torino. Al via le “Conferenze 2021-2022 del Museo Egizio”, due cicli di incontri con egittologi provenienti da tutto il mondo (nove appuntamenti) e con i curatori del Museo (undici appuntamenti). La maggior parte in presenza, sempre on line

Al via il 14 ottobre 2021 le “Conferenze 2021-2022 del Museo Egizio”, due cicli di incontri con egittologi provenienti da tutto il mondo e con i curatori del Museo. Alla base dell’iniziativa l’idea di mantenere vivo il dialogo con la comunità scientifica internazionale e divulgare le ricerche e gli studi, condotti in ambito accademico e dai curatori del museo Egizio, non solo sui reperti conservati a Torino, ma anche su scavi archeologici e archivi. Dopo i mesi difficili della pandemia, la maggior parte degli incontri saranno in presenza, ma con la possibilità di seguire gli interventi di eminenti studiosi italiani e stranieri anche in live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. L’ingresso è gratuito.

Il 14 ottobre 2021, alle 18, si apre il ciclo “Museo e ricerca: scavi, archivi, reperti”, undici incontri con protagonisti gli egittologi curatori del museo Egizio. A fare gli onori di casa il direttore del museo, Christian Greco, che poi passerà la parola a Paolo Marini, curatore e coordinatore delle mostre itineranti ideate dall’Egizio. Marini approfondirà il tema “Botteghe regali e botteghe templari nell’Egitto di Età Ramesside”. Seguirà il 4 novembre 2021 “Fondamenti e limiti del potere del faraone”, appuntamento a cura di Federico Poole, che si occupa dell’editoria scientifica dell’istituzione torinese e dirige la Rivista del Museo Egizio.

Il 13 gennaio 2022 sarà la volta della curatrice responsabile della collezione di papiri del museo Egizio, Susanne Töpfer con “Un passaporto per l’aldilà al femminile: le donne e i libri dei morti”. In collegamento da Il Cairo Heba Ab del Gawad illustrerà il 27 gennaio 2022 un progetto congiunto tra il museo Egizio di Torino e quello de Il Cairo. L’incontro dal titolo “Transforming Egyptian Museum in Cairo” sarà in lingua inglese, così come quello tenuto da Johannes Auenmüller su “A Chapel and its visitors: Secondary Stelae and graffiti at Ellesija”, previsto il 17 febbraio. Il 10 marzo 2022 sarà il momento di approfondire “I vasi in terracotta del Museo Egizio: contesti di provenienza, tipologie e studi in corso” con l’egittologa Federica Facchetti.

“Mariette e Aida: Viaggio negli archivi” è l’appuntamento del 28 aprile 2022 con Enrico Ferraris, curatore della mostra in corso “Archeologia invisibile”. Beppe Moiso, che si occupa di ricerche archivistiche legate alla formazione della collezione torinese, il 12 maggio terrà un incontro dedicato a “Gebelein: un’area archeologica vasta e complessa”. Il 19 maggio sarà la volta di Cédric Gobeil, egittologo specializzato in archeologia della vita quotidiana e cultura materiale del Nuovo Regno di stanza al Museo torinese, con una conferenza in inglese dal titolo “The third Cataract Project in Sudan. Archeological entanglement on the Nile Valley”. “Ernesto Schiaparelli a Tebe. Dai primi viaggi ai primi scavi archeologici” è invece il tema affrontato il 16 giugno dal Paolo Del Vesco, vice direttore della missione italo-olandese (Museo Egizio, Universiteit Leiden, Rijksmuseum van Oudheden) nella necropoli del Nuovo Regno a Saqqara. Chiude il ciclo il 30 giugno 2022 l’egittologo archivista Tommaso Montonati con un incontro dedicato a “Il sito archeologico di Qau El Kebir”.

Nove incontri con accademici internazionali compongono invece il ciclo “Lectures 2021-2022”, organizzato dal Museo in collaborazione con Acme (Amici collaboratori del Museo Egizio di Torino). Si parte il 26 ottobre 2021, alle 18, con un collegamento in live streaming da Montreal con Jean Revez, docente del dipartimento di Storia dell’università del Quebec, dedicato a “The Anastylosis of An Ancient Monument: Evaluating the Modern Reconstruction of the Hypostyle Hall at Karnak”. Seguirà il 23 novembre un intervento del direttore del museo Egizio Christian Greco dal titolo “Egitto fra storia e memoria: Il ruolo dei musei”. Il 25 novembre sarà la volta de “Il suono della rugiada” a cura di Alberto Rizzuti, dell’università di Torino. Il 30 novembre è attesa a Torino, dall’ArScan Laboratory di Nanterre in Francia, Gersande Eschenbrenner-Diemer, protagonista dell’incontro “From the Basement to the archaeological fieldwork: rediscovering Deir El-Medina woodcraft from a comprehensive study”.

Il 18 gennaio 2022 sarà la volta di Bettina Bader (Austrian Academy of Science) con un intervento su “Objective identities. How Egyptian is Egyptian material culture?”. Il 29 marzo si collegherà da Il Cairo Salima Ikram (American University) per un focus su “The Museo Egizio’s animal mummies”. “Western Thebes in the Early Islamic Period: Archaelogy and coptic texts” è il tema che verrà affrontato da Jennifer Cromwell della Manchester Metropolitan University, attesa a Torino il 5 aprile. In collegamento dalla Cina (United International College di Beijing e Normal University di Zhuhai) ci sarà il 24 maggio Julien Cooper con un intervento dal titolo “Between the Nile and the Sea: The History and Archaelogy of Eastern Sudan From the Neolithic to the Medieval Period”. Chiuderà il ciclo il 31 maggio 2022 Luigi Prada dell’università di Uppsala con “Il Guardiano dei coccodrilli: alla scoperta delle origini antico-egizie di una leggenda plurimillenaria”.
Torino. Al museo Egizio “Silent Wifi Concert”: un modo nuovo di vivere e ascoltare il museo. Liberi di passeggiare tra le sale, accompagnati dalle note del pianoforte di Andrea Vizzini in cuffie wi-fi. Due performance serali

Ammirare l’imponente statuario e i reperti archeologici dell’antico Egitto e allo stesso tempo ascoltare un concerto di musica classica e un reading di poesie dedicate alla notte: è il “Silent Wifi Concert”. Succede a Torino al museo Egizio, la sera di sabato 9 ottobre 2021, dove il pubblico, passeggiando tra le sale del Museo, attraverso un sistema di cuffie wi-fi ad alta fedeltà, potrà ascoltare live al piano Andrea Vizzini e la voce narrante Antonio Gargiulo. Il museo Egizio in collaborazione con PianoLink e Yamaha Music Europe branch Italy offre dunque una nuova esperienza ai suoi visitatori. Un percorso di musica e poesia dedicato alla notte, da ascoltare in cuffie wi-fi ad alta fedeltà. Un modo nuovo di vivere e ascoltare il museo: liberi di passeggiare tra le sale, accompagnati dalle note del pianoforte di Andrea Vizzini.

Il duo, che si è già esibito al Louvre di Parigi e nella Valle dei Templi ad Agrigento, approda per la prima volta a Torino al museo Egizio con due performance: la prima alle 19.30 (con ingresso dalle 18.50) e la seconda alle 22.30 (con ingresso dalle 21.50). L’ingresso a fasce orarie è per garantire il distanziamento. Entrambe le esibizioni durano un’ora e offrono l’occasione di visitare alcune sale del Museo anche prima e dopo il concerto. È possibile acquistare il biglietto su http://www.museoegizio.it al costo di 15 euro, selezionando la data del 9 ottobre 2021 e la fascia orario preferita. Gli artisti si esibiranno in Galleria dei Re, con il silent piano di Yamaha che diffonderà la musica nelle cuffie dei visitatori, liberi così di passeggiare tra le diverse sale del Museo, che per l’occasione sarà aperto in via del tutto eccezionale di sera.
Torino. Al museo Egizio due visite guidate con il curatore alla mostra “Figli di Horus proteggete questo ushabti! Il modellino di sarcofago di Kha”, terza esposizione del ciclo “Nel Laboratorio dello Studioso”


L’egittologo Paolo Marini (foto museo Egizio)
Cosa c’è di più bello che ascoltare le storie degli oggetti dalla viva voce di chi fa ricerca ogni giorno? Paolo Marini ci aiuta a capire che significato avesse la presenza dei modellini di sarcofago nei corredi funerari degli antichi Egizi. Martedì 21 settembre e martedì 19 ottobre 2021, dalle 16.10 alle 17.10, al museo Egizio di Torino visita guidata con il curatore alla mostra “Figli di Horus proteggete questo ushabti! Il modellino di sarcofago di Kha”, con il nuovo reperto sotto la lente “Nel Laboratorio dello Studioso” visitabile fino al 1° novembre 2021. Per prenotare clicca QUI. Il curatore Paolo Marini, racconta e approfondisce le tipologie e l’evoluzione dei modellini di sarcofago – usati probabilmente fino al 664 a.C. – attraverso gli esemplari più significativi della collezione, ponendo l’accento anche sul tema religioso, in particolare sul ruolo dei figli di Horus, i geni funerari chiamati a proteggere l’ushabti, così come avveniva per il defunto.

Protagonista della terza esposizione del ciclo “Nel Laboratorio dello Studioso” è il modellino di sarcofago appartenuto a Kha, vissuto nella seconda metà della XVIII dinastia (ca. 1400-1292 a.C.). Il reperto, in legno e ricoperto da vernice nera, costituisce un unicum per il perfetto stato di conservazione, la completezza del set – composto da modellino di sarcofago, ushabti e attrezzi da lavoro – e per la conoscenza del contesto di rinvenimento.
Torino. Il museo Egizio lancia You&Me, la prima campagna di membership per coinvolgere i visitatori dell’Egizio nelle attività dell’ente: con una quota annuale si può fruire di pacchetti di benefit, differenziati a seconda della fascia di età o del tipo di membership

You&ME, il museo Egizio di Torino lancia la prima campagna di membership per coinvolgere i visitatori dell’Egizio nelle attività dell’ente, dalla cura della collezione di reperti, al sostegno alla ricerca e all’inclusione sociale: “Vivi 365 giorni di scoperta, ricerca e passione: da oggi con la Membership Card Digitale potrai aderire a un programma di attività a te dedicate e seguire il dietro le quinte del museo Egizio. Diventa custode di una collezione millenaria, sostenendo i progetti di ricerca, la cura dei reperti e il futuro del museo”. Chi aderirà alla campagna potrà sostenere l’attività del Museo con una quota annuale, che gli permetterà di fruire di pacchetti di benefit, differenziati a seconda della fascia di età o del tipo di membership. Cuore della campagna sono i contenuti scientifici: la membership, infatti, offre un punto di vista privilegiato sul dietro le quinte dell’attività del Museo, con approfondimenti, format on line, anche per chi è lontano e non ha la possibilità di visitare con frequenza il museo, ed eventi esclusivi. A questo si aggiungono ingressi gratuiti e sconti riservati.

Logo della campagna di sostegno al museo Egizio di Torino “Prenditi cura di ME”

Logo della campagna del museo Egizio di Torino “AFME, American Friends of Museo Egizio”
“La cura della collezione che il Museo custodisce, così come l’importante attività di ricerca che svolge quotidianamente”, dichiara Christian Greco, direttore del museo Egizio, “possono trovare nuova forza attraverso un maggior coinvolgimento dei nostri pubblici, facendoli sentire non semplici spettatori, ma parte integrante di questa straordinaria istituzione. Il nostro programma ‘You&ME’ mira proprio a questo: stabilire e consolidare una relazione con i nostri sostenitori, per costruire una comunità che partecipi alla vita del museo, contribuendo a renderlo sempre più un patrimonio condiviso”. E la presidente Evelina Christillin: “Il programma di membership ci offre l’opportunità di rinsaldare il legame con i nostri pubblici, attraverso il sostegno alle attività che svolgiamo. Questo importante progetto rafforza inoltre le possibilità di fundraising del Museo, avviate a fine 2020 con la campagna ‘Prenditi cura di Me’; insieme ad altre iniziative, come il lancio dell’American Friends of Museo Egizio, a oggi ha permesso di contare su 270 donazioni, per un importo che supera i 45mila euro, interamente reinvestito nella cura della collezione. Un primo risultato positivo, che pone le basi per le sfide future, nel solco dell’importanza strategica che la Fondazione ha sempre assegnato alla sostenibilità, anche in ambito economico”.
“You&ME” è un programma inclusivo, internazionale e sostenibile: la newsletter riservata ai member, così come gli altri contenuti on line, saranno diffusi sia in italiano sia in inglese e la stessa Membership Card, ad eccezione di quella per gli Under14, progettata per essere uno strumento di ampliamento dell’esperienza di membership, sarà consegnata ai destinatari esclusivamente in formato digitale, consentendo di abbattere l’impronta ecologica della campagna. “You&ME” si estende anche alle aziende, che potranno sostenere il Museo attraverso piani personalizzati di corporate membership, con la possibilità di definire benefit, ideati ad hoc per dipendenti e stakeholder. “Ovunque tu sia, il nostro programma di membership digitale ti permetterà di seguire da vicino le attività del Museo. Scopri i benefit a te riservati ed entra nella community del museo Egizio su Membership – Museo Egizio”.
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