Roma. Al museo dell’Ara Pacis per Speciale Giubileo 2025 la vista guidata Occhi sull’Ara Pacis” che invita a scoprire come l’atto di osservare possa aprire alla comprensione e alla condivisione
Lunedì 8 dicembre 2025, alle 16, al museo dell’Ara Pacis per Speciale Giubileo 2025 la sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali in collaborazione con Zetema Progetto Cultura propone “Occhi sull’Ara Pacis”, una visita che invita a scoprire come l’atto di osservare possa aprire alla comprensione e alla condivisione. La visita diventa un’occasione per sperimentare le potenzialità dello sguardo. Perché osservare è comprendere, scoprire, interpretare. La visita in Museo, della durata di 90 minuti, si svolge in due principali momenti: in una prima fase i partecipanti sono guidati dall’operatore nell’osservazione autonoma e nell’analisi visiva di alcune parti del monumento, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle loro capacità di osservazione e, al tempo stesso, un confronto partecipato su ciò che hanno osservato. La seconda fase prevede che, a partire dalle considerazioni fatte, l’operatore accompagni il gruppo alla scoperta delle storie che il monumento racconta, concentrandosi sull’importanza politica dell’Ara Pacis Augustae e sul racconto delle vicende legate alla sua costruzione, dalla scomparsa alla sua ‘riscoperta’ e ricomposizione. attività gratuita con pagamento del biglietto d’ingresso al museo secondo tariffazione vigente. Prenotazione obbligatoria allo 060608 attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19.
Roma. Per il Giubileo, dal 1° marzo al via una programmazione speciale della sovrintendenza Capitolina: oltre 1300 nuovi appuntamenti per far conoscere a turisti e cittadini romani il patrimonio archeologico, storico-artistico e monumentale della città

Veduta aerea della piazza del Campidoglio a Roma (foto sovrintendenza capitolina)
Si amplia la ricca offerta culturale della sovrintendenza Capitolina in occasione del Giubileo 2025. Dal 1° marzo 2025 al via una programmazione speciale, anche in lingua inglese, che guiderà i visitatori alla scoperta di Roma e dei suoi tesori. Il programma è finanziato con i fondi previsti dal DPCM del 10 aprile 2024 (celebrazioni del Giubileo della Chiesa cattolica dell’anno 2025) per il “Progetto Accoglienza” Servizi di Accoglienza e vigilanza nei siti archeologici nelle aree monumentali e nei Musei di pertinenza della sovrintendenza Capitolina. Il cartellone con il dettaglio degli appuntamenti settimanali è disponibile sul sito https://www.sovraintendenzaroma.it/didattica/didattica_per_tutti. Tutte le attività sono gratuite con ingresso ai musei e alle aree archeologiche soggetto a tariffazione vigente. Per gli itinerari e i laboratori è richiesta la prenotazione al numero 060608.

Il museo dei Fori imperiali ai Mercati di Traiano a Roma (foto graziano tavan)
“Patrimonio in Comune. Conoscere è partecipare” è il ricco programma di attività educative e didattiche, organizzato dall’assessorato alla Cultura – sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, che quest’anno, in occasione del Giubileo, si arricchisce di oltre 1300 nuovi appuntamenti per far conoscere a turisti e cittadini romani il patrimonio archeologico, storico-artistico e monumentale della città. Nel fine settimana saranno disponibili visite guidate ai principali musei della città – musei Capitolini, museo della Centrale Montemartini, Mercati di Traiano, museo di Roma a Palazzo Braschi, museo dell’Ara Pacis; a venerdì alternati, sarà possibile accedere all’Archivio Storico Capitolino, per scoprire il palazzo e il patrimonio documentario in esso conservato.

L’area archeologica del Sepolcro degli Scipioni a Roma (foto sovrintendenza capitolina)
Il ciclo Viaggi nel passato propone visite ad alcuni importanti siti di interesse storico del territorio, come l’area archeologica del Sepolcro degli Scipioni, l’area archeologica del Teatro di Marcello, la Necropoli Ostiense, le Mura Aureliane di via Campania e il Fontanone dell’Acqua Paola. Il primo incontro è per il 7 marzo 2025 al Sepolcro degli Scipioni; a seguire, sabato 8 marzo, sarà possibile accedere all’area archeologica del Teatro di Marcello, monumento simbolo della Roma imperiale, costruito da Augusto e dedicato al nipote Marcello. Domenica 9 marzo appuntamento al sepolcreto della via Ostiense, l’unica parte oggi visitabile di una vasta necropoli romana con una lunghissima continuità di uso dal I secolo a.C. al IV secolo d.C., rinvenuta casualmente nel 1917 durante lavori stradali presso la basilica di S. Paolo.
Ogni venerdì, inoltre, con il ciclo Itinerari, sono previste passeggiate in italiano e in inglese, alla scoperta dei parchi storici, dei monumenti e delle aree archeologiche sparsi per la città, tra cui tre nuovi percorsi tematici alla scoperta di luoghi meno noti al grande pubblico: L’acqua a Roma: il Parco degli Acquedotti, I restauri del Giubileo (Fontane di piazza Navona, ponte Sant’Angelo) e Oltre i confini: mura, porte e ponti di Roma. Si parte venerdì 7 marzo 2025 con una passeggiata a Villa Borghese per ammirare gli splendidi edifici, le fontane artistiche, i pregiati giardini segreti, il pittoresco Giardino del lago e la Valle dei platani. Venerdì 14 marzo 2025, nell’ambito del ciclo Oltre i confini: mura, porte e ponti di Roma partiremo da Porta Maggiore e arriveremo a Santa Croce in Gerusalemme alla scoperta delle vicende costruttive e conservative delle mura e della storia della basilica di Santa Croce in Gerusalemme, edificata in epoca tardoantica sui resti di una vasta residenza imperiale.

La Villa di Massenzio sulla via Appia antica: la nuova illuminazione (foto roma capitale)
Spazio anche ai laboratori didattici, del programma Roma Città dell’Accoglienza, in italiano e in inglese, rivolti ad adulti e bambini, che si svolgeranno ogni sabato e domenica, nei musei civici della città a partire da sabato 1° marzo 2025 al Museo Pietro Canonica, in cui le opere stesse dell’artista racconteranno la storia dei suoi numerosi viaggi in paesi lontani. Sabato 8 marzo 2025 con il Laboratorio sensoriale esplorativo al Museo Carlo Bilotti, attraverso un percorso nell’ecosistema del Giardino del Lago, si procederà alla scoperta del museo e della sua collezione. Nel periodo estivo, infine, la proposta culturale sarà ulteriormente arricchita dalle Passeggiate serali previste ai Fori Imperiali, a Villa di Massenzio durante il fine settimana, in italiano e inglese.
Roma. Al museo dell’Ara Pacis prorogata la mostra “Teatro. Autori, attori e pubblico nell’antica Roma” che con 240 reperti racconta il mondo del teatro antico, in un viaggio arricchito da installazioni multimediali: riprese aeree, videomapping, postazioni interattive, interventi recitati
Prorogata al 17 novembre 2024 la mostra “Teatro. Autori, attori e pubblico nell’antica Roma”, ospitata dal 21 maggio al museo dell’Ara Pacis. L’esposizione racconta il mondo del teatro antico, dalla forza vitale degli spettacoli teatrali alla loro popolarità, fino alle vite difficili degli attori e degli altri grandi protagonisti di questa istituzione. Il visitatore/spettatore viene condotto ‘oltre’ la scena, dentro i meccanismi di produzione, nei ‘camerini degli attori’, sui palcoscenici e sugli spalti dei teatri antichi: una ricostruzione viva, in cui gli stessi protagonisti – attraverso interventi multimediali creati ad hoc – coinvolgono il pubblico raccontando le loro vite, le storie che hanno interpretato, il loro ruolo di autori o performers in una società così simile e insieme tanto diversa dalla nostra.

L’ingresso della mostra “Teatro” al museo dell’Ara Pacis a Roma (foto monkeys video-lab)
Le maschere sono il filo conduttore di questa immersione: dalle più antiche tra quelle pervenute fino ai nostri giorni (V secolo a.C.) a quelle ellenistiche del III – II secolo a.C., fino a quelle, spettacolari, di epoca romana. Le maschere sono anche “caratteri” scenici di lunga durata, tragici, comici e grotteschi: il visitatore può così scoprire l’origine antichissima di tanti personaggi del teatro moderno, dal vecchio misantropo, al giovane seduttore, dal servo scaltro ai giovani amanti ostacolati dalle diverse condizioni sociali. Una tradizione viva e pulsante, che consente di aprire una finestra anche sul teatro contemporaneo. L’esposizione è promossa da Roma Capitale, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Mostra a cura di Orietta Rossini e Lucia Spagnuolo. Catalogo: L’Erma di Bretschneider, a cura di Salvatore Monda, Orietta Rossini e Lucia Spagnuolo.

Coppa (kylix) di produzione attica, conservata al museo Archeologico nazionale di Firenze, con una delle rarissime rappresentazioni di una falloforia (foto maf)

Il cratere di Pronomos, conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli, forse il più importante tra i reperti a soggetto teatrale pervenuto (foto mann)
La mostra propone oltre 240 opere provenienti da 25 diversi prestatori con un percorso espositivo ricco di autentiche rarità come, ad esempio, la coppa di produzione attica proveniente dal museo Archeologico nazionale di Firenze con una delle rarissime rappresentazioni di una falloforia, processione in onore di Dioniso, dio del teatro; un esemplare unico di antica maschera in terracotta dal museo Archeologico regionale ‘Paolo Orsi’ di Siracusa o il famoso “vaso di Pronomos” dal museo Archeologico nazionale di Napoli, forse il più importante tra i reperti a soggetto teatrale pervenuto. Ancora, nella varietà dei reperti selezionati, si segnalano le straordinarie maschere miniaturistiche della tragedia e commedia greca provenienti dall’isola di Lipari; statuine di attori, danzatori e giocolieri del mondo magnogreco; la rappresentazione della “nascita di Elena dall’uovo” su un vaso magnogreco della serie raffigurante le commedie “fliaciche”; una serie di miniature teatrali, molte mai esposte in mostra, provenienti da contesti tarquiniesi; rispetto al settore della musica di scena rari e delicati strumenti musicali originali come tibie, resti di cetre, crotali, sistri, molti dei quali sono stati per l’occasione fedelmente riprodotti in copia in modo da consentire al visitatore di sperimentarne il suono; un “campionario” di modelli di maschere mai esposti a Roma provenienti dalla bottega di un artigiano di Pompei, i grandi affreschi parietali di un “camerino” per la compagnia teatrale provenienti dal teatro romano di Nemi; una serie di 12 gemme di epoca romana a soggetto teatrale; lo straordinario ritratto di Marcello e la maschera in bronzo di Papposileno della collezione Fondazione Sorgente Group.
La mostra propone un viaggio attraverso i secoli, con focus sull’età augustea, che nel coinvolgimento diretto del visitatore/spettatore intende avere il proprio punto di forza. Il racconto parte dalle radici greche, siciliane, magno greche, etrusche e italiche del teatro romano, dall’origine religiosa del ‘ludus’ e dai primi palcoscenici in legno, per arrivare allo splendore della frons scenae dei grandi teatri per decine di migliaia di spettatori, architetture che – come il foro o il tempio – caratterizzeranno la forma urbis dell’impero.

Maschere miniaturistiche della tragedia e commedia greca provenienti dall’isola di Lipari (foto monkeys video-lab)
Il percorso espositivo si snoda attraverso sette sezioni, con un filo narrativo in senso cronologico. Ogni sezione è arricchita da istallazioni multimediali: riprese aeree, videomapping, postazioni interattive, interventi recitati da attori che danno voce agli autori e ai i protagonisti del teatro antico. La prima sezione, dal titolo Genesi, racconta l’importanza del culto dionisiaco alle radici della tradizione teatrale greca e il valore del teatro per la vita democratica ad Atene. Successivamente, la seconda sezione, dal titolo Radici italiche e magnogreche, mette in risalto il contributo che l’Etruria, la Magna Grecia e i popoli italici fornirono al sorgere del teatro latino.

Ricostruzione organo di Aquincum consetrvato al museo della Civiltà Romana a Roma (foto monkeys video-lab)
La commedia a Roma, la terza sezione, presenta la tradizione comica romana, passando dalla costruzione dei personaggi, vere e proprie maschere di tipi umani in Plauto, allo spirito riflessivo e introspettivo dei personaggi di Terenzio; la quarta sezione, dal titolo La tragedia a Roma, presenta i principali protagonisti della produzione tragica in periodo repubblicano, di cui poco resta, soffermandosi poi su due personaggi di grande caratura come Seneca e Nerone. Le vite, spesso al limite, di attori, danzatori, musici, mimi attraverso le testimonianze che ci raccontano cosa facessero in scena e cosa ‘oltre la scena’ sono al centro della quinta sezione, dal titolo I protagonisti e la musica. Vengono qui raccontati aspetti legati all’organizzazione degli spettacoli, come la composizione delle compagnie teatrali e la produzione degli artigiani che realizzavano le maschere. Tra i performer, uno spazio specifico viene riservata al fenomeno degli spettacoli di mimi e pantomimi in età imperiale.

Plastico del teatro di Sabratha (foto monkeys video-lab)
La sesta sezione, dal titolo L’architettura, intende riflettere sull’eredità monumentale lasciata dal teatro antico, attraverso rovine architettoniche, in molti casi maestose e ancora funzionanti. Il passaggio della Roma repubblicana verso il regime imperiale (la grande transizione del I secolo a.C.) vede anche la costruzione dei primi teatri stabili a Roma e la codificazione della loro forma. Nel breve giro di pochi decenni sorgono i tre grandi teatri romani in muratura, nell’ordine il teatro di Pompeo (61-55 a.C.), capace di ca. 20.000 posti, circondato di portici e giardini, di cui poco rimane se non nella topografia di Roma, quello di Cornelio Balbo (dedicato nel 13 a.C.), anch’esso perduto, e il teatro di Marcello, quasi contemporaneo, intitolato da Augusto alla memoria dell’amato nipote. La collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma ha consentito la realizzazione di uno straordinario intervento video sul teatro di Pompeo, che dopo la mostra resterà patrimonio delle Istituzioni curatrici. L’attraversamento dell’antico si apre alla contemporaneità nell’ultima sezione della mostra, dal titolo Attualità del classico, realizzata in collaborazione e con il contributo del dipartimento di Lettere e Culture moderne dell’università di Roma Sapienza e dell’INDA (Istituto nazionale del Dramma antico): attraverso una selezione di locandine storiche di spettacoli realizzati al teatro greco di Siracusa, montaggi video di messe in scena contemporanee e altre testimonianze materiali e fotografiche, riferite in particolare all’esperienza del ‘Vantone’ di Pasolini, il percorso espositivo si chiude offrendo una “panoramica” sulla vitalità del teatro classico, dal primo Novecento ai nostri giorni.

Pannelli multimediali alla mostra “Teatro. Autori, attori e pubblico nell’antica Roma”, ospitata al museo dell’Ara Pacis foto monkeys video-lab)
Con la mostra “TEATRO. Autori, attori e pubblico nell’antica Roma” si rinnova l’impegno della Sovrintendenza Capitolina nel rendere accessibili le esposizioni temporanee. La mostra è infatti progettata per essere fruibile dal più ampio pubblico possibile: grazie alla collaborazione con Rai Pubblica Utilità, con il dipartimento Politiche sociali e Salute – Direzione Servizi alla Persona di Roma Capitale e con la cooperativa Segni d’Integrazione Lazio, saranno disponibili percorsi e installazioni multisensoriali realizzati per ampliare i contenuti della mostra e avvicinarli alle differenti esigenze dei visitatori. Audiodescrizioni, video LIS, disegni a rilievo e riproduzioni tattili di opere e di strumenti musicali saranno fruibili nel percorso espositivo e scaricabili online. Per tutto il periodo di apertura dell’esposizione è previsto un servizio di visite tattili e visite con interprete LIS gratuite.
Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella la conferenza “Le piante nell’immaginario del mondo antico e loro riflessi nella rappresentazione del giardino” di Giulia Caneva (università Roma Tre) secondo appuntamento del progetto Kepos 2024


Giulia Caneva, botanica, dell’università Roma Tre
Giovedì 13 giugno 2024, alle 19, nella Sala Recital Hall dei Giardini la Mortella a Ischia (Na) secondo appuntamento del progetto Kepos 2024, ma con un cambio di programma (vedi Ischia. Al via il progetto Kepos 2024, ai Giardini La Mortella, con la conferenza “Maternità, nascita e infanzia a Pithekoussai” di Valentino Nizzo (università L’Orientale Napoli). In presenza e on line | archeologiavocidalpassato): la prevista conferenza “I giardini delle grandi dinastie dai Medici ai Borbone” a cura di Alberta Campitelli si svolgerà il 10 ottobre 2024. Ci sarà invece la prof.ssa Giulia Caneva del dipartimento di Scienze dell’università̀ Roma Tre, con la conferenza “Le piante nell’immaginario del mondo antico e loro riflessi nella rappresentazione del giardino” dedicata al tema della Natura nel mondo antico. Dopo i saluti di Alessandra Vinciguerra, presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, la conferenza di Giulia Caneva moderata da Mariangela Catuogno, direttore scientifico del progetto Kepos. Ingresso libero dalle 18.30.

Villa di Livia a Prima Porta, ambiente ipogeo (ora al museo nazionale Romano, Palazzo Massimo alle Terme). Un particolare della pittura di giardino: al centro si riconosce un oleandro, affiancato a destra da un albero di agrumi; alla sinistra i rami e le bacche di un lauro ceraso (foto mnr-palazzo massimo)
Nel mondo antico, la natura era carica di significati trascendenti che investivano la sfera magico-religiosa e pertanto la sua rappresentazione nelle diverse forme artistiche era uno strumento di rappresentazione e manifestazione degli dèi e del loro volere. Sia la scelta delle specie (elementi arborei o arborescenti come palme, cipressi, allori, mirti, pini e querce o piante utilizzate primariamente per le vistose fioriture o fruttificazioni), sia la loro disposizione ordinata all’interno di un giardino aveva un preciso significato simbolico che oggi abbiamo dimenticato. Al di là del loro valore decorativo, le piante, come altre forme naturali, e la loro combinazione in schemi precisi venivano utilizzate per esprimere idee, veicolare messaggi augurali o rappresentavano l’espressione di una visione del mondo. Esse facevano parte di codici di linguaggio non verbale che erano ben compresi anche dal popolo analfabeta. Tramite esemplificazioni che partono dal mondo preistorico, a quello assiro-babilonese, egiziano, persiano, etrusco e soprattutto greco-romano, si mostrerà il significato, oggi criptico, delle rappresentazioni della natura. Un approfondimento particolare sarà dato all’interpretazione del giardino dipinto della Villa di Livia a Prima Porta e del “giardino di pietra” che allude alla pace e alla futura grandezza di Roma, dell’Ara Pacis di Augusto.
Roma. Torna “Pasqua nei Musei”, il tradizionale programma festivo per grandi e piccoli con visite, itinerari e laboratori nel Sistema Musei di Roma Capitale. Ecco le mostre aperte anche a Pasquetta
In occasione delle festività pasquali i Musei Civici di Roma Capitale sono aperti al pubblico, compreso il lunedì di Pasquetta, offrendo ai visitatori il loro ricco patrimonio artistico e culturale. Da giovedì 28 marzo a lunedì 1° aprile 2024 torna infatti il consueto appuntamento con l’iniziativa “Pasqua nei Musei” promossa da Roma Capitale, assessorato alla Cultura – sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali con l’organizzazione di Zetema Progetto Cultura. Oltre a visitare le collezioni permanenti e le mostre in corso, è possibile partecipare a visite, itinerari, laboratori e attività didattiche, per tutte le età e per tutti gli interessi, attraverso le quali conoscere la città e la sua storia, in modo inusuale e divertente. Oltre ai musei civici (dai Capitolini ai Mercati di Traiano, dall’Ara Pacis alla Centrale Montemartini, da Casal de’ Pazzi alla Villa di Massenzio, tanto per ricordarne qualcuno, dal 28 marzo al 1° aprile è possibile visitare anche le aree archeologiche della città: il parco archeologico del Celio, con il nuovo museo della Forma Urbis (ingressi: viale del Parco del Celio 20/22 e Clivo di Scauro 4); l’area sacra di Largo Argentina (via di San Nicola De’ Cesarini di fronte al civico 10), l’area archeologica del Circo Massimo; i Fori imperiali (ingresso dalla Colonna Traiana). Info e prenotazioni al numero tel. 060608 (tutti i giorni, 9-19).

Locandina della mostra “Fidia” a Villa Caffarelli dei Musei Capitolini dal 24 novembre al 5 maggio 2024
LE MOSTRE. Ai Musei Capitolini (piazza del Campidoglio 1) Pasqua è l’occasione per ammirare “FIDIA”, nelle sale di Villa Caffarelli, la prima esposizione monografica dedicata al più grande scultore greco dell’età classica si compone di un percorso inaspettato e coinvolgente tra istallazioni multimediali, reperti archeologici, originali greci e repliche romane, dipinti, manoscritti, disegni, alcuni esposti per la prima volta.

Il vetro dorato raffigurante la dea Roma esposto nella “VRBS Roma” ai musei Capitolini (foto musei in comune)
Nella sala degli Arazzi del Palazzo dei Conservatori l’esposizione “VRBS Roma”, il vetro dorato raffigurante la dea Roma, personificazione della città secondo l’iconografia diffusa, con l’elmo e la lancia, rinvenuto nel corso degli scavi per la realizzazione della stazione della Metro C a Porta Metronia.

Locandina della mostra “I colori dell’antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini” a Palazzo Clementino dei Musei Capitolini
A Palazzo Clementino è ospitata “I colori dell’antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini”, un’ampia panoramica sull’uso dei marmi colorati, dalle origini fino al XX secolo, attraverso una raffinata selezione di pezzi provenienti dalla Fondazione Santarelli.

La riproduzione del Colosso di Costantino domina il giardino di Villa Caffarelli ai Musei Capitolini (foto musei in comune)
Nel giardino di Villa Caffarelli si può ammirare l’imponente ricostruzione in dimensioni reali del Colosso di Costantino, una statua alta circa 13 metri realizzata attraverso tecniche innovative, partendo dai pezzi originali del IV secolo d.C. conservati nei Musei Capitolini.

Locandina della mostra “Oltre lo spazio, oltre il tempo. Il sogno di Ulisse Aldrovandi” al museo civico di Zoologia dal 22 marzo al 21 luglio 2024
Al museo civico di Zoologia (Via Ulisse Aldrovandi, 18) si può visitare la nuova esposizione “Oltre lo spazio oltre il tempo. Il sogno di Ulisse Aldrovandi”, un progetto nato dalla sinergia scientifica tra la Fondazione Golinelli e SMA-Sistema di Ateneo Alma Mater Studiorum, Università di Bologna. La mostra gravita intorno alla figura di Ulisse Aldrovandi (1522-1605), uno dei più grandi scienziati della natura del suo tempo. Grazie alla sua straordinaria capacità di osservare, catalogare e conservare i reperti che la natura, nel corso del suo farsi, ha lasciato dietro di sé è di fatto il fautore del moderno museo di Storia Naturale, un luogo di memoria e conoscenza, in cui si sedimenta il fondo ancestrale delle nostre origini. L’esposizione presenta un connubio originale e armonico tra reperti e oggetti delle collezioni museali dell’Ateneo bolognese e di quelle dei Musei Civici della Sovrintendenza Capitolina, exhibit tecnico-scientifici immersivi e interattivi prodotti in originale da Fondazione Golinelli, quadri di diverse epoche di Bartolomeo Passarotti, Enrico Prampolini, Virginio Marchi e Mattia Moreni, opere d’arte – dipinti, sculture e installazioni – di Nicola Samorì. Esposti anche oggetti, strumenti, video e immagini provenienti dall’Istituto Nazionale di Astrofisica e dall’Agenzia Spaziale Europea.

Alla Centrale Montemartini la mostra “Architetture Inabitabili” (foto roma capitale)
Alla Centrale Montemartini (via Ostiense 106) la mostra “Architetture inabitabili”, un nuovo punto di vista sull’architettura, teso a scoprirne una concezione diversa da quella comunemente legata alla funzionalità abitativa. In esposizione testimonianza nei materiali dell’Archivio LUCE e altri archivi e fotografie storiche, alle quali si aggiungono opere firmate da fotografi e artisti contemporanei come Gianni Berengo Gardin, Guido Guidi, Marzia Migliora, Mark Power, Sekiya Masaaki, Steve McCurry – oltre ad alcune immagini di Francesco Jodice e di Silvia Camporesi appositamente commissionate per la mostra – e pagine che i più apprezzati scrittori italiani hanno composto per l’occasione.

I due ritratti di Augusto, scoperti rispettivamente a Roma e Isernia, protagonisti della mostra “Imago Augusti” ai Mercati di Traiano a Roma (foto roma capitale)
Ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali (via IV Novembre 94), prosegue la mostra “Imago Augusti” (fino al 7 aprile 2024). L’esposizione di due nuovi ritratti di Augusto da Roma e Isernia darà il via a un intenso dialogo dell’imperatore con il sé stesso giovane. Due teste-ritratto marmoree di Augusto, rinvenute in occasione degli scavi archeologici condotti presso la via Alessandrina a Roma, nell’area del Foro di Traiano, e lungo la via Occidentale a Isernia, permettono un confronto animato tra due momenti della vita dell’imperatore.
Roma. Nel giardino di Villa Caffarelli realizzata la replica del Colosso di Costantino, in scala 1:1, uno degli esempi più significativi della scultura romana tardo-antica, partendo dai frammenti conservati nel cortile di Palazzo dei Conservatori ai Musei Capitolini. Il sindaco Gualtieri: “A Roma stiamo cercando di recuperare le dimensioni dell’antichità e la nostra conoscenza e percezione dei capolavori del passato”

La riproduzione del Colosso di Costantino domina il giardino di Villa Caffarelli ai Musei Capitolini (foto musei in comune)
Tra le opere più importanti dell’antichità, con i suoi 13 metri circa di altezza, la statua colossale di Costantino (IV secolo d.C.) è uno degli esempi più significativi della scultura romana tardo-antica. Dell’intera statua, riscoperta nel XV secolo presso la Basilica di Massenzio, oggi rimangono solo pochi monumentali frammenti marmorei, ospitati nel cortile di Palazzo dei Conservatori ai Musei Capitolini: testa, braccio destro, polso, mano destra, ginocchio destro, stinco destro, piede destro, piede sinistro. Da martedì 6 febbraio 2024 nel giardino di Villa Caffarelli è possibile ammirare, in tutta la sua imponenza, la straordinaria ricostruzione del Colosso in scala 1:1, risultato della collaborazione tra la sovrintendenza Capitolina, Fondazione Prada e Factum Foundation for Digital Technology in Preservation con la supervisione scientifica di Claudio Parisi Presicce, sovrintendente capitolino ai Beni Culturali.

I frammenti del Colosso di Costantino posizionati sulla ricostruzione digitale della statua ad opera di Factum Foundation (foto Irene Gaumé / Factum Foundation)
La replica del monumento è stata presentata al pubblico martedì 6 febbraio 2024 dal sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, dall’assessore alla Cultura di Roma Capitale Miguel Gotor, dal sovrintendente Claudio Parisi Presicce, dal componente del Comitato di indirizzo di Fondazione Prada Salvatore Settis, e da Adam Lowe, della Factum Foundation for Digital Technology in Preservation. Il progetto è promosso da Roma Capitale, assessorato alla Cultura, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e realizzato in collaborazione con Fondazione Prada che ha presentato per la prima volta l’opera a Milano dal 17 novembre 2022 al 27 febbraio 2023, in occasione della mostra “Recycling Beauty” a cura di Salvatore Settis e Anna Anguissola con Denise La Monica. “A Roma stiamo cercando di recuperare le dimensioni dell’antichità e la nostra conoscenza e percezione dei capolavori del passato, di cui conserviamo tracce e frammenti”, spiega il sindaco Roberto Gualtieri. “Lo abbiamo fatto poco tempo fa con il Museo della Forma Urbis, lo facciamo andando in profondità con gli scavi della Metropolitana, lo facciamo attraverso l’anastilosi della Basilica Ulpia e adesso rendendo fruibile da tutti questa statua colossale, sia per essere ammirata in sé, sia per essere una porta di accesso a quello scrigno di tesori che è il Colle Capitolino e che sono i Musei Capitolini. Voglio davvero ringraziare tutti quelli che hanno reso possibile questa creazione e questa ricostruzione che contribuisce a farci comprendere meglio il passato e quindi a capire meglio chi siamo”.

La riproduzione del Colosso di Costantino domina il giardino di Villa Caffarelli ai Musei Capitolini (foto musei in comune)
L’allestimento del Colosso a Villa Caffarelli. Il Giardino di Villa Caffarelli, dove orai la riproduzione integrata in scala 1:1 del Colosso di Costantino è allestita, insiste in parte sull’area occupata dal Tempio di Giove Ottimo Massimo, che un tempo ospitava la statua di Giove, la stessa forse da cui il Colosso fu ricavato o che comunque ne costituisce il modello di derivazione. I resti del tempio sono oggi visibili all’interno dell’Esedra di Marco Aurelio.

Terrecotte architettoniche dalla via Latina: la Triade Capitolina – Giove, Giunone, Minerva (inizi I secolo a.C.) conservata ai Musei Capitolini (foto zetema)
Il tempio fu dedicato nel 509 a.C. dal primo console della Repubblica, M. Horatius Pulvillus, alla triade capitolina: Giove, Giunone, Minerva. La prima statua di culto di Giove era in terracotta ed era opera dello scultore Vulca di Veio. Quest’ultima venne sostituita, nel 69 a.C., in occasione della ricostruzione promossa da Silla, con una nuova statua ispirata al celebre Zeus di Olimpia di Fidia: seduto in trono, il torso scoperto, un mantello a coprire le gambe. Dopo l’incendio dell’80 d.C., durante il regno dell’imperatore Tito, si intraprende un ulteriore rifacimento, concluso da Domiziano, suo fratello e successore. Anche in questo caso, le statue di culto di Giove, Giunone e Minerva furono sostituite. Per il Giove Capitolino il modello è sempre la statua di Fidia, riprodotta come acrolito in marmo. Del tempio di Domiziano si conserva ormai ben poco, ma la fastosa decorazione del frontone è documentata da un celebre rilievo storico oggi ai Musei Capitolini, proveniente da un monumento onorario di Marco Aurelio e raffigurante il sacrificio al tempio di Giove Capitolino. Tra il 217 e il 222 d.C., un fulmine danneggiò gravemente la statua di Giove. Tale evento potrebbe avere creato il presupposto per il suo riutilizzo per celebrare il nuovo imperatore Costantino agli inizi del IV secolo d.C. Quale che sia la statua rilavorata per la realizzazione del Colosso, Costantino si appropria comunque di uno dei simboli della religione romana per legittimare la sua ascesa al potere, collocandolo in una sede di grande significato: la basilica di Massenzio lungo la Via Sacra, l’ultimo monumento architettonico pubblico di carattere civile realizzato a Roma antica.

Il colosso di Costantino nel cortile dei musei Capitolini a Roma (foto graziano tavan)
Il Colosso di Costantino. Dalla fine del Quattrocento il cortile del Palazzo dei Conservatori ospita nove frammenti in marmo pario di una delle statue più imponenti di Roma antica, il Colosso di Costantino (306-337 d.C.), imperatore a cui si devono iniziative che avrebbero profondamente modificato l’Impero Romano: il riconoscimento ufficiale della religione cristiana (313 d.C.) e il trasferimento della capitale da Roma a Costantinopoli (326 d.C.). Il ritratto è rimasto senza una identità certa fino alla fine dell’Ottocento, quando fu correttamente identificato con l’imperatore Costantino. Successivi studi hanno permesso di riconoscere sicuri segni di rilavorazione, soprattutto in corrispondenza del mento e del sottogola, a indicare che il personaggio originariamente raffigurato avesse la barba. Il Colosso è dunque il risultato del riadattamento di una statua più antica. Secondo una recente ipotesi di lavoro si potrebbe trattare della statua di culto di Giove Ottimo Massimo, collocata all’interno del tempio a lui dedicato sul Campidoglio, il più importante della romanità. In ogni caso, essa, nota da diverse repliche o imitazioni, dovette costituire il modello per la realizzazione del Colosso di Costantino. Una delle sue riproduzioni più fedeli in formato ridotto, databile in età flavia (69-96 d.C.), è quella conservata oggi all’Ermitage di San Pietroburgo. La statua è un acrolito, con le parti nude realizzate in marmo, montate su una struttura portante rivestita da panneggi in bronzo dorato o in preziosi marmi colorati. Il dio, seduto in trono, è avvolto in un mantello che lascia scoperti il torso, le braccia e il ginocchio. Quest’ultimo è un motivo iconografico di tradizione omerica associato quasi esclusivamente all’immagine di Giove e successivamente degli imperatori, che ad essa si ispira come segno della devozione rivolta a loro dai sudditi. Con il ginocchio nudo, Giove si mostra su monete e medaglioni di epoca immediatamente pre-costantiniana, con dedica a Iuppiter Conservator. Nel 312 d.C., dopo la vittoria su Massenzio al Ponte Milvio, Costantino diventa il padrone assoluto della parte occidentale dell’impero e di Roma. A questi anni iniziali del suo regno risalirebbe la realizzazione del Colosso, che, nella sua fissità ieratica, costituisce una delle manifestazioni più impressionanti dell’arte costantiniana. La celebrazione dell’imperatore avviene dunque attraverso il reimpiego di una statua colossale già esistente, raffigurante un imperatore o una divinità, quale Giove Ottimo Massimo. Attraverso di essa Costantino si mostra come comes (compagno) degli dèi e la natura stessa del suo potere si manifesta come divina.

Basilica di Massenzio, navata settentrionale: il nicchione centrale, opposto al nuovo ingresso, fu dotato di un’ abside sul fondo, coperta da una semi-cupola e con le pareti arricchite da nicchie destinate ad ospitare statue su due ordini. Sul fondo dell’abside era realizzato un podio in muratura destinato ad ospitare il tribunal dei giudici (foto PArCo)
Le vicende dei frammenti. Il trasferimento della maggior parte dei frammenti del cortile del Palazzo dei Conservatori in Campidoglio risale al 1486. L’eccezionale scoperta avvenne in un edificio al tempo identificato con il Templum Pacis, correttamente riconosciuto, agli inizi dell’Ottocento, come la basilica eretta nel 308 d.C. da Massenzio lungo la Via Sacra, poi dedicata da Costantino dopo la vittoria del Ponte Milvio del 312 d.C. Un ulteriore frammento, rinvenuto nel 1951, è in procinto di essere trasferito dai depositi del parco archeologico del Colosseo al Campidoglio.

I bronzi del Laterano nell’esedra di Marco Aurelio ai musei Capitolini: la testa, la mano e il globo del colosso di Costantino (foto Zeno Colantoni)
Il carattere eccezionale del ritrovamento indusse ad acquisire i frammenti nel cortile del Palazzo, al tempo sede dei Conservatori, la più importante magistratura capitolina, che già ospitava il prezioso nucleo dei bronzi antichi, tra cui la celebre Lupa e i frammenti del colosso di Costantino in bronzo, donati al Popolo romano da papa Sisto IV nel 1471. L’evento è ricordato da un’importante iscrizione murata nel cortile del Palazzo dei Conservatori sormontata dagli stemmi del senato romano, di papa Innocenzo VIII (reg. 1484 – 1492) e del cardinale Raffaele Riario. Disegni e stampe realizzati sin dalla prima metà del Cinquecento costituiscono preziose testimonianze del modo in cui, nel corso dei secoli, sia mutato l’allestimento dei frammenti, ben presto divenuti simbolo stesso della maestà perduta e recuperata di Roma.

Ricostruzione del Colosso di Costantino: i rappresentanti di Factum Foundation, Sovrintendenza Capitolina e Fondazione Prada nel workshop di Factum Foundation (foto factum foundation)
Il progetto di ricostruzione della statua colossale di Costantino è partito da un importante lavoro di analisi archeologica, storica e funzionale dei frammenti, supportata dalla lettura delle fonti letterarie ed epigrafiche. I nove frammenti in marmo pario, attualmente conservati presso i Musei Capitolini, si pensava che appartenessero a una statua dell’imperatore Commodo e, data la loro eccezionale importanza, furono allestiti nel Palazzo dei Conservatori durante i lavori di ristrutturazione dello stesso eseguiti su progetto di Michelangelo tra il 1567 e il 1569. I frammenti sono stati identificati come ritratto colossale dell’imperatore Costantino solo alla fine dell’Ottocento. Lo studio archeologico dei frammenti ha permesso di ipotizzare che il Colosso fosse seduto e che fosse realizzato come acrolito, ovvero con le parti nude in marmo bianco e il panneggio in metallo o in stucco dorato. Secondo uno schema iconografico tipico del tempo, che assimilava l’imperatore alla divinità, Costantino è rappresentato come Giove con la parte superiore del corpo scoperta e il mantello adagiato sulla spalla; il braccio destro che impugna lo scettro ad asta lunga e la mano sinistra che sorregge il globo.

La ricostruzione del Colosso di Costantino a cura di Factum Foundation (foto factum foundation)
A fine marzo 2022 un team della Factum Foundation ha trascorso tre giorni nel cortile dei Musei Capitolini per scansionare i frammenti presenti con la tecnica della fotogrammetria. Ogni frammento è stato modellato in 3D e posizionato sul corpo digitale della statua creata utilizzando come esempio iconografico altre statue di culto di età imperiale in pose simili, tra cui la colossale statua di Giove (I secolo d.C.) conservata al Museo statale Ermitage di San Pietroburgo, probabilmente ispirata allo Zeus di Olimpia ad opera di Fidia e la grande copia in gesso della statua dell’imperatore Claudio, ritratto come Giove, allestita al Museo dell’Ara Pacis. I dati digitali sono stati stampati in 3D a grandezza naturale e usati per realizzare un calco in resina rinforzata. Per le copie facsimile dei frammenti, sul calco è stato adoperato uno stucco apposito, dipinto per suggerire l’effetto del marmo pario invecchiato dall’esposizione agli elementi; le parti ricostruite sono state realizzate in poliuretano, rinforzato da diversi strati di resina mista a polvere di marmo e mica per ottenere un effetto marmoreo bianco neutro. I panneggi e le parti in bronzo dorato sono stati realizzati in polistirene patinato in resina e polvere di bronzo, su cui è stata applicata foglia d’oro.

Un momento della ricostruzione del Colosso di Costantino nei giardini di Villa Caffarelli ai Musei Capitolini a Roma (foto musei in comune)
La complessa operazione di ricostruzione realizzata da Factum ha tenuto conto di molteplici fattori: il tipo di marmo delle parti originali, i restauri e le aggiunte; i dettagli del panneggio mancante e l’aspetto del bronzo dorato di cui era composto; il rapporto tra la ricostruzione e i frammenti superstiti, le condizioni di questi e la loro esatta posizione. Dopo aver ultimato il modello 3D ad altissima risoluzione, si è poi proceduto con la ricostruzione materiale del Colosso. Il Colosso originale, alto circa 13 metri, aveva una struttura interna ipoteticamente fatta di mattoni, legno, elementi in metallo. Per la ricostruzione, Factum Foundation ha fatto ricorso a una struttura portante in alluminio, che ne permette il montaggio e lo smontaggio.

Suggestiva immagine della riproduzione del Colosso di Costantino nei giardini di Villa Caffarelli ai Musei Capitolini a Roma (foto musei in comune)
Il risultato finale permette di ammirare, in una magnifica illusione, il Colosso nel suo complesso, in cui si distinguono visivamente le “ricuciture” tra le parti ri-materializzate e le copie dei frammenti originali presenti nel cortile di Palazzo dei Conservatori.

Sabato 18 maggio 2024 torna la Notte Europea dei Musei, l’iniziativa promossa dal ministero della Cultura francese e patrocinata dall’UNESCO, dal Consiglio d’Europa e dall’ICOM, che si svolge in contemporanea in tutta Europa con l’obiettivo di incentivare e promuovere la conoscenza del patrimonio e dell’identità culturale nazionale ed europea. Il ministero della Cultura anche quest’anno partecipa alla manifestazione, giunta alla ventesima edizione, con l’apertura serale dei musei e dei luoghi della cultura statali al costo simbolico di 1 euro (eccetto le gratuità previste per legge). Le aperture straordinarie saranno arricchite da eventi e iniziative organizzati in collaborazione con enti e associazioni, per far conoscere le attività degli Istituti e promuovere la conoscenza del patrimonio culturale in un’atmosfera particolarmente suggestiva.
Direzione regionale musei della Toscana del MiC. Molti musei aprono straordinariamente di sera con biglietto simbolico a 1 euro o gratuito offrendo ai visitatori una nuova prospettiva sulle loro collezioni, con focus tematici. A Firenze e provincia sarà aperto di sera il museo Archeologico nazionale (ore 19 – 22). Nella provincia di Grosseto si potranno visitare in notturna le aree archeologiche dell’antica Città di Cosa, di Roselle e di Vetulonia. In provincia di Siena sarà aperto il museo nazionale Etrusco di Chiusi. Al museo Archeologico di Camaiore il 18 maggio, in contemporanea con l’inaugurazione della mostra “Trame e Intrecci nel tempo (realizzata in collaborazione con la Cooperativa Sociale Crea), sarà possibile partecipare gratuitamente dalle 17.30 alle 20 alla passeggiata di 8 km adatta a tutti e di 8 alla scoperta dei luoghi di lavorazione della canapa organizzata insieme al Gruppo Archeologico di Camaiore. Seguirà, dalle 20 alle 23, un’apertura straordinaria serale con accesso al costo simbolico di 1 euro, mentre alle 21 sarà possibile partecipare, su prenotazione, a una visita guidata Museo. Per info e prenotazioni:
Museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia. Per la Notte dei Musei apertura sabato 18 maggio apertura con un evento speciale: “La Notte delle Domus di Vetulonia”. I riflettori si accenderanno alla riscoperta della storia del quartiere urbano di Poggiarello Renzetti e delle sue straordinarie domus. Attraverso la presentazione e il racconto di video e filmati accessibili realizzati in collaborazione con DIDA-dipartimento di Architettura dell’università di Firenze e Prisma associazione culturale la sala delle Mostre del MuVet sarà trasformata per una sera nella Sala delle Domus, arricchita per l’occasione da una speciale esposizione dedicata ai reperti più preziosi e significativi delle residenze aristocratiche della città etrusco-romana. Programma: 18.30, visita guidata a cura delle archeologhe dello Staff; 21, conversazione archeologica con la direttrice Simona Rafanelli. Apertura straordinaria fino alle 22. Ingresso gratuito dalle 18. Info: 0564 948058;
Parco archeologico del Colosseo. Una novità nel panorama delle visite organizzate dal parco archeologico del Colosseo: sabato 18 maggio 2024, alle 16.30, si inaugura un nuovo ciclo interamente dedicato alla conoscenza di Santa Maria Antiqua. La chiesa, scoperta nel 1900 alle pendici del Palatino, conserva sulle sue pareti un patrimonio di pitture, databile dal VI al IX secolo, quando fu abbandonata a seguito dei crolli del terremoto dell’847. Appuntamento all’ingresso di largo della Salara Vecchia. Numero massimo: 25 partecipanti. Durata: 90 minuti ca. Visita guidata gratuita con acquisto del biglietto di ingresso al PArCo, suggeriamo di acquistare il biglietto FORUM PASS SUPER sempre disponibile.
Musei in Comune – Roma Capitale. Sabato 18 maggio 2024 torna a Roma la storica manifestazione Notte dei Musei. Nella Capitale, la manifestazione, promossa da Roma Capitale – sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali con l’organizzazione di Zetema Progetto Cultura, propone l’apertura straordinaria al pubblico in orario serale, dalle 20 alle 2 (ultimo ingresso ore 1), degli spazi del Sistema Musei di Roma Capitale. Parco archeologico del Celio e al museo della Forma Urbis: special guest Alessandra Amoroso in concerto alle 20.15. Concerto in versione acustica dei più grandi successi dell’artista, accompagnata dal maestro Francesco Maria Mancarella al piano e dal maestro Davide Aru alla chitarra. A seguire, concerto della Banda Musicale della Polizia Locale di Roma Capitale. Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco. Programma della serata: RINTOCCHI, alle 20.30, 21.15, 22, 22.45, 23.30, concerto di musiche tradizionali del Vicino Oriente, composizioni originali e momenti di improvvisazione, che vede protagonisti Davide Livornese al rabab (liuto afghano) e Kyung Mi Lee al violoncello. A cura dell’associazione culturale Seduki. MUSEO, dalle 20 alle 2, ultimo ingresso 1. Musei ai Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali. Programma della serata: dalle 22 alle 00.00 senza interruzioni, FRAMING REALITY. Le performance installazioni del coreografo di fama internazionale Jacopo Godani, su musiche di Ulrich Mueller eseguite dal vivo da Sergey Sadovoy, accenderanno le antiche architetture romane del complesso monumentale in un’atmosfera unica fatta di luce e arte, accompagnate dagli eleganti movimenti dei performer Blake Michael Olson, Daniel Gabriele Sabia, Giuseppe Fidone, Mattia Romano, Filippo Monaci, Ines Giorgiutti, Silvia Purgino, Chiara Iezzi, Cristina di Marco, Giorgia Cassarisi, Chiara Pignataro, Nikki Loulloupi, Julia Rosati, Maria Chiara Bono, Mariangela Ferraioli, Michela Borsa. A cura di ORBITA|Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza. Ore 20.30, 21.30, 00.30, LE GIULLARATE DI MISTERO BUFFO. La voce dell’attore Mario Pirovano, definito dallo stesso Fo ha definito “fabulatore di grande talento” e suo erede, darà vita alla Giullarata di Mistero Buffo e in particolare alla Resurrezione di Lazzaro, descrizione parodistica del miracolo più popolare del Nuovo Testamento, tratto da Mistero Buffo di Dario Fo e Franca Rame. Un evento eccezionale, dove la drammaticità del momento s’intreccia alla comicità delle diverse situazioni e dei molteplici personaggi. A cura dell’Ass. La Capriola Ets-Abraxa Teatro. MUSEO, dalle 20 alle 2, ultimo ingresso 1. Villa di Massenzio. Programma della serata: MUSEO, aperto dalle 20 alle 23, ultimo ingresso alle 22. Dalle 20 alle 22 guide fisse nei punti di interesse forniranno ai visitatori brevi approfondimenti sulla storia della Villa e del sito. Centrale Montemartini. Programma della serata: SALA DEL TRENO DI PIO IX, ore 21.30, 22.30, 00.00, MORRICONE OLTRE LA PELLICOLA. Un viaggio sonoro nella lingua italiana. Uno spettacolo con voce narrante di Luca Mascolo e quartetto d’archi composto da Alessandro Cedrone (violino I), Gizem Ayture Cedrone (violino II), Marco Palmigiani (viola) e Donato Cedrone (violoncello) che unisce le melodie di Ennio Morricone alla bellezza della letteratura italiana, esplorando temi universali come l’amore, il duello e il viaggio, trasformando ogni nota in un capitolo avvincente di un racconto sonoro senza tempo. A cura dell’Associazione Clivis Aps. SALA MACCHINE. ore 21, 22, 23.30, TAKE ME UP, TAKE ME HIGHER. Performance installativa di Enzo Cosimi che, attraverso il linguaggio del corpo, riflette sulle contraddizioni e le inquietudini della società contemporanea, con un focus nel cortocircuito dell’animo umano generato dalla complessa e allarmante situazione che attualmente il mondo sta vivendo. Interpreti: Pablo Tapia Leyton, Luca Della Corte, Nunzia Picciallo e Giulia Pirandello sulle musiche di Chris Watson e dei Daft Punk. A cura dell’Ass. Cult. Compagnia di danza Enzo Cosimi. MUSEO, dalle 20 alle 2, ultimo ingresso 1, apertura straordinaria della mostra “Architetture invisibili”. Musei ai Capitolini. Programma della serata: ESEDRA DEL MARCO AURELIO, ore 20.45, 22.45, 00.15, BABEL: VICINI AL LONTANO. Concerto di musica etnica e contemporanea in un intreccio di lingue (francese, inglese, ladino, lingua corsa, warao, pomak, dialetto salentino, siculo, napoletano antico), un dialogo tra polifonia rinascimentale e musiche originali ispirate alle sonorità indiane fino alla musica tradizionale del bacino del Mediterraneo. Per l’occasione, l’Ensemble Vocale Alcanto sarà accompagnato dalla Piccola Orchestra Marmediterra, composta da Vincenzo De Filippo (piano e direzione), Angelo Maria Santisi (violoncello), Claudio Giusti (sax, ewi e flauti) e Mario Puorro (tamburi a cornice). A cura dell’Associazione More than Gospel Aps. SALA SANTA PETRONILLA, ore 21, 22.30, 00.00 (evento contingentato per un massimo di 50 posti), ARTEMISIA SON, E ARDO D’AMORE. L’ensemble barocco Musica Antiqua Latina presenta un concerto di musiche seicentesche cantate dal mezzosoprano Sofya Yuneeva, accompagnata da Giordano Antonelli (violoncello barocco), Marco Silvi (cembalo) e Stefano Todarello (tiorba). Sullo sfondo di una Roma turbolenta, pervasa da mode spagnoleggianti e passioni erotiche, le musiche tipiche dell’epoca si intrecceranno al racconto sulle vicende umane di Artemisia Gentileschi a cura di Mirco Baldassarre, storico dell’arte. A cura dell’Associazione Musica Antiqua Latina. SALONE DI PALAZZO NUOVO, ore 21.15, 22.15, 23.15, IL DUO BELCANTISTICO. Concerto di arie operistiche italiane e kosovare eseguito dalla soprano Nida Çibukçiu e dal tenore Valdrin Gashi, accompagnati da Ahn Jee Young al pianoforte. A cura dell’Ambasciata della Repubblica del Kosovo in Italia. SALA DELLA PROTOMOTECA, piazza del Campidoglio – scalinata del Vignola, dalle 20 alle 00.00, ultimo ingresso alle 23.00 con INGRESSO GRATUITO. Ore 20.45, 21.30, DA BAKU A ROMA: L’UNITÀ MUSICALE NELLA DIVERSITÀ. Musica popolare azerbaigiana e capolavori musicali stranieri con Sahib Pashazade, suonatore di tar e Firuza Baylarova al pianoforte. A cura dell’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia. Ore 22.15, 23, IN>VERSIONE POETICA. Performance di teatro danza che pone l’obiettivo sull’esplorazione dell’anima umana attraverso una fusione creativa di movimento corporeo, versi poetici inediti ed un gioco di tessuti. Ideata e diretta da Emanuela Panatta, con Asia Carfi, Fiammetta Amadori, Alessandro Anella, Lorenzo Parodi, Simona Rossi, Aleandro Falciglia. A cura di Monolocale Produzioni Aps. MUSEO, dalle 20 alle 2, ultimo ingresso 1, apertura straordinaria delle mostre: “Fidia”, ingresso aggiuntivo di 1 euro per tutti; biglietti in distribuzione in biglietteria dalle 20 fino a esaurimento posti. “Filippo e Filippino Lippi. Ingegno e bizzarrie nell’arte del Rinascimento”, “I Colori dell’Antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini”. Musei all’Ara Pacis. Programma della serata: AREA MONUMENTO, ore 21.45, 23, 00.30, THE SHELTERING SKY. La musica di Ryuichi Sakamoto. Poco prima di morire, Ryuichi Sakamoto ha deciso di lasciare ai posteri le sue partiture originali, dedicandosi ad un’accurata revisione della sua musica per pianoforte così come l’aveva pensata e suonata nel corso della sua vita. Il pianista Rossano Baldini interpreta queste pagine con amore e rispetto della visione del grande artista giapponese. A cura di Megasound. AUDITORIUM, via di Ripetta 190, ore 21.30, 22.30, 23.30, UNA CANDELA NEL BUIO, Moni Ovadia parla di pace tramite i versi del poeta palestinese Mahmoud Darwish, uno dei più grandi poeti del Novecento, nei quali è presente un potente afflato universale. Con le suggestioni della sand artist Gabriella Compagnone, introduce Pascal La Delfa. A cura di Oltre le parole Onlus. MUSEO, dalle 20 alle 2, ultimo ingresso 1.
Museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Sabato 18 maggio 2024 il museo ETRU aderisce alla Notte europea dei Musei con un’apertura serale straordinaria dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso ore 22) al costo simbolico di 1 euro. Programma: ore 20.30, “Le declinazioni dell’amore”, concerto del coro Franco Maria Saraceni degli Universitari di Roma diretto da Massimiliano Carlini. Concerto polifonico con canzonette, madrigali e balletti a tre voci di autori del Cinquecento e testi e poesie di autori di tutti i tempi. Non è necessaria la prenotazione. Alle 21.30, “Passeggiando fra i capolavori del Museo”, visita guidata a cura di Alessandra Leonardi. Prenotazioni all’indirizzo 
Parco archeologico dell’Appia antica. Per la Notte Europea dei Musei visite nella suggestiva atmosfera serale dalle 19 alle 22 al costo simbolico di 1 euro. Si può visitare: la mostra “L’Appia è moderna”, che si inaugura proprio il 18 maggio 2024 al Casale di Santa Maria Nova (ingresso da via Appia Antica 251), ultimo ingresso alle 21.15; le Tombe della Via Latina con visite guidate alla Tomba Barberini (ingresso in via dell’Arco di Travertino 151), ultimo ingresso alle 21.15; il Mausoleo di Cecilia Metella e il Castrum Caetani (ingresso da via Appia Antica 161), ultimo ingresso alle 21.30. Il biglietto al costo simbolico di 1 euro è acquistabile presso i totem presenti all’ingresso di tutti i siti oppure online sul sito di Musei Italiani selezionando il biglietto ‘Notte dei Musei’ del sito che si sceglie di visitare.
Museo civico Archeologico Lavinium a Pomezia (Rm). Il Museo 𝘓𝘢𝘷𝘪𝘯𝘪𝘶𝘮 aderisce alla giornata con visite guidate, musica e aprendo al pubblico straordinariamente anche in orario serale, dalle 20 alle 24. Alle 17, inizierà una visita guidata molto particolare: “I profumi di Lavinium”, un percorso, tra le sale del Museo e all’area dei XIII Altari e dell’Heroon di Enea, che unisce l’archeologia con il mondo delle essenze e dei profumi. Questa visita immersiva sarà condotta da una operatrice museale archeologa e da una guida naturalistica esperta in botanica, che coinvolgerà il pubblico attraverso l’utilizzo di bende, essenze, campioni vegetali e approfondimenti tematici. Alle 21, invece sarà possibile partecipare ad una visita guidata serale al Museo accompagnata da intermezzi musicali a cura dall’Associazione Ardea Filarmonica. Alle 22.30, a conclusione della giornata, la Band Dixie si esibirà in un concerto jazz. La band, in stile New Orleans, composta da sei elementi, ripercorrerà le varie tappe che dalle origini ha portato questo nuovo genere alla sua diffusione in tutto il mondo, intervallando i brani con notizie storiche e aneddoti. Biglietto d’ingresso: 1 euro. Tutte le attività sono gratuite. Prenotazione obbligatoria per le visite guidate: 06.91984744,
Ipogeo dei Volumni e Necropoli del Palazzone a Perugia. In occasione della Notte dei Musei, in collaborazione con l’associazione Pro Ponte e Festival Umbria antica, si può partecipare alla “Passeggiata archeologica & cantiere di restauro”. Alle 15.30, partenza dalla chiesa di San Bevignate con la visita alle decorazioni pittoriche medievali e alla fullonica di epoca romana accompagnati da Luana Cenciaioli. Arrivo all’Ipogeo dei Volumni e Necropoli del Palazzone con la visita ai Magazzini e alla Necropoli a cura del direttore Maria Angela Turchetti e del personale. Prenotazione obbligatoria 3478593790 – 3478316882. Alle 19, e alle 20, visita guidata al CANTIERE DI RESTAURO dell’Ipogeo a cura del direttore Maria Angela Turchetti. Prenotazione obbligatoria allo 075 397969, max 12 persone per ciascuna visita. Costo della passeggiata, comprensivo dei biglietti di ingresso a San Bevignate e Ipogeo, 8 euro. Costo per la sola visita al Cantiere di Restauro: 1 euro (per chi non partecipa alla passeggiata)
Per la festa del 21 aprile 2024 Roma Capitale celebra il 2777° anno dalla fondazione della città con un ricco programma culturale di incontri, visite guidate, mostre, spettacoli dal 19 al 21 aprile. Le iniziative sono promosse da Roma Capitale, assessorato alla Cultura, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali. Organizzazione a cura di Zètema Progetto Cultura.






I Musei Civici di Roma Capitale con una nuova veste grafica presentano il ricco programma di mostre per il 2024. Il 2024 comincia all’insegna di una nuova veste grafica per i Musei in Comune. Con l’intento di valorizzare e rinnovare l’immagine della rete museale cittadina è stato ideato e prodotto un nuovo logo accompagnato da una campagna di comunicazione il cui slogan – “La varietà ci rende unici” – sottolinea la molteplicità e la ricchezza dei musei e delle collezioni, uniti in un sistema unico e riconoscibile dedicato a preservare e valorizzare il patrimonio culturale di Roma Capitale, aperto e accessibile a tutti. È nato così il logo, già visibile su tutti i materiali di comunicazione dei Musei in Comune, composto da M di colori diversi che si intrecciano creando una struttura che sintetizza visivamente le quattro tipologie dei musei: archeologici (rosa), di arte moderna (viola), di arte contemporanea (verde) e scientifici (arancione). Le lettere si muovono, si colorano e si incastrano creando una struttura in grado di raggruppare le diverse esperienze, un’icona che sembra un luogo in movimento, un allestimento da attraversare, un contenitore di molteplici offerte culturali. Quattro tonalità che emergono singolarmente nella declinazione del logo di ogni museo, identificandone la tipologia. Il giallo fluo, dedicato alla Roma MIC Card – la card che consente, con solo 5 euro, di accedere gratuitamente per un anno in tutti i siti archeologici e in tutti i musei del Sistema – intende evidenziare il carattere energico, vivace e inclusivo dell’intero sistema.
LE MOSTRE DEL 2024. Dall’antichità all’epoca contemporanea, dalle icone pop del secolo scorso fino ai grandi maestri della fotografia, con un’ampia varietà di generi, linguaggi e narrazioni differenti, il programma di attività espositive del 2024 è studiato per incontrare i gusti di tutti i visitatori dei Musei in Comune. Tra le mostre più attese quella dedicata alla collezione Farnese, nello spazio espositivo di Villa Caffarelli ai Musei Capitolini. Attraverso dipinti, sculture, bozzetti, disegni, manoscritti, l’esposizione Origini e splendori della Collezione Farnese nella Roma del XVI secolo condurrà i visitatori alla conoscenza di una delle dinastie più potenti del Rinascimento italiano con focus su alcuni esponenti di spicco come Papa Paolo III e gli intellettuali che gravitavano intorno alla prestigiosa corte. Sempre ai Capitolini da gennaio sarà esposta la tela di Francisco Goya “El quitasol” (Il parasole), un prestito concesso dal museo del Prado di Madrid nell’ambito di uno scambio con l’Anima Beata di Guido Reni. Il capolavoro del maestro spagnolo sarà esposto nella Pinacoteca Capitolina, vicino a La Buona Ventura di Caravaggio, in un dialogo tra giganti intitolato Goya E Caravaggio: verità e ribellione. A Palazzo Caffarelli (Musei Capitolini) in primavera, la mostra Di padre in figlio. Filippo e Filippino Lippi pittori fiorentini del quattrocento, ricostruirà il percorso artistico dei due maestri attraverso dipinti, disegni e una serie di documenti relativi al contesto rinascimentale in cui i due artisti hanno operato. Il museo dei Fori Imperiali ai Mercati di Traiano dedicherà una grande esposizione all’imperatore Elagabalo e al suo tempo. Elagabalo e i culti orientali a Roma, offrirà un approfondimento sulla diffusione dei culti orientali a Roma dall’età della repubblica al II secolo d.C., per poi concentrarsi sulla figura di Elagabalo, la sua vita politica, il suo ruolo sacerdotale, la dissoluta vita privata e i legami con la sua famiglia. Vediamolo nel dettaglio.






Una festa lunga un giorno ma con uno sguardo rivolto all’intero 2024. Roma Capodarte introduce un anno importante per la città di Roma che si prepara ad accogliere in estate, dall’1 all’8 agosto 2024, la XXV edizione del World Congress of Philosophy intitolata Philosophy across Boundaries. Studiosi, accademici, importanti personalità della cultura, saranno ospiti il 1° gennaio 2024 per costruire, in favore del pubblico, un significativo corpus di conferenze e incontri sulle tematiche ispirate alla città di Roma, alla sua storia e agli innumerevoli spunti offerti dalla vita culturale odierna.
È poi con l’auspicio che la pace si diffonda nel mondo, mettendo fine a tutte le guerre che insanguinano innumerevoli angoli della terra, che Roma accende simbolicamente fino al 7 gennaio 2024 – per il tramite del progetto “Roma. Luci d’artista per la pace” – una riflessione sui temi della contemporaneità e sulla convivenza pacifica. Saranno cinque le installazioni luminose di “Roma, Luci d’artista per la pace”, realizzate da cinque grandi artisti in altrettanti luoghi della città, tra centro e periferia: Mimmo Paladino a piazza della Minerva con l’opera “Natura primitiva”; Marco Tirelli a piazza Borghese con l’opera “Senza Titolo”; Pietro Ruffo a piazza Sant’Ignazio con il videomapping “The Shape of Peace”; Marinella Senatore a piazza San Pantaleo con “We rise by lifting others”; e Fulvio Caldarelli al Corviale con “Love 2023”, a cura di Achille Bonito Oliva. A queste illuminazioni artistiche si aggiungerà, inoltre, il progetto “Artika – Della neve e del ghiaccio” prodotto da KIF Italia con la direzione artistica di Francesco Mazzei e Giuliano Gasparotti. Sulla facciata della Basilica dei Santi Pietro e Paolo all’Eur, verranno proiettate dalle 18 alle 22.45, le opere di grandi autori della storia dell’arte accomunate dall’interesse verso l’elemento acquatico nella sua forma cristallizzata. In un viaggio multidimensionale in cinque atti accompagnato dalle musiche originali del Maestro Furio Valitutti, si passeranno in rassegna capolavori di Michelangelo, Pollaiolo, Leonardo da Vinci, Turner, Monet, Van Gogh, Munch, Kandiskij e Chagall. Un Capodanno, dunque, per stare tutti insieme, pubblico, artisti e operatori del mondo della cultura, promosso da Roma Capitale, assessorato alla Cultura con il coordinamento del Dipartimento Attività culturali, in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma, la sovrintendenza capitolina ai Beni culturali e le istituzioni del Tavolo tecnico per la produzione culturale contemporanea: accademia nazionale di Santa Cecilia, associazione Teatro di Roma, azienda speciale Palaexpo, Casa del Cinema, fondazione Musica per Roma, fondazione Romaeuropa, Teatro dell’Opera di Roma e poi ancora Accademia Filarmonica Romana e Nuovo Cinema Aquila. Supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.
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