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Parte dal museo Archeologico nazionale dell’Umbria di Perugia la seconda edizione “Festa Etrusca! La storia si racconta” manifestazione culturale itinerante dedicata all’archeologia e alla storia, in particolare agli strumenti per la loro divulgazione, con incontri istituzionali, visite guidate, rievocazioni e laboratori 

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Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia animazione “etrusca” con l’associazione Suodales (foto Federico Rubini / associazione Suodales)

Torna per la sua seconda edizione itinerante “Festa Etrusca! La storia si racconta” manifestazione culturale dedicata all’archeologia e alla storia, in particolare agli strumenti per la loro divulgazione: dai libri alla rievocazione storica. Un’occasione di incontro, divertimento e scambio culturale tra i molteplici operatori del settore (Musei, Università, Centri di ricerca, Case editrici, Società e Cooperative archeologiche, Agenzie specializzate nel Turismo culturale, Associazioni Culturali) e il pubblico dei visitatori. La prima giornata/tappa si svolgerà al museo Archeologico nazionale dell’Umbria di Perugia, domenica 31 luglio 2022, dalle 10.30. Per tutta la giornata il MANU ospiterà tante iniziative tra incontri istituzionali, visite guidate, rievocazioni e laboratori dedicate proprio a tutti. Le attività sono pensate sia per i più piccoli sia per archeologi, restauratori e appassionati di storia. “Festa Etrusca!” è un progetto prodotto da Entertainment Game Apps, Ltd. “Festa Etrusca! è una delle manifestazioni più grandi mai realizzate in Italia dedicate alla civiltà etrusca”, dichiara Maurizio Amoroso, CEO di Entertainment game apps, Ltd. “Una grande opportunità che vuole far conoscere al grande pubblico uno dei popoli italici più affascinanti e complessi della nostra storia antica”. La prima edizione, tenutasi nel 2021, ha vantato il sostegno scientifico e organizzativo del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (ETRU) e la collaborazione dell’associazione culturale Suodales registrando quasi 2000 ingressi in due giorni.

perugia_festa-etrusca_locandinaMuseo Archeologico nazionale dell’Umbria di Perugia, domenica 31 luglio. Alle 10.30, aperitivo di benvenuto. Alle 11.15, saluti istituzionali: intervengono Marco Pierini (dirigente Direzione regionale Musei Umbria), Maurizio Oliviero (magnifico rettore università di Perugia), Antonella Pinna (dirigente del Servizio Musei Archivi e Biblioteche della Regione Umbria), Leonardo Varasano (assessore alla Cultura del Comune di Perugia). “Festa Etrusca! La storia …si presenta”: Valentino Nizzo (direttore museo nazionale Etrusco di Villa Giulia); Paolo Giulierini (direttore museo Archeologico nazionale di Napoli); Marta Coccoluto (responsabile parco archeologico Baratti e Populonia). Introduce: Maurizio Amoroso (presidente Entertainment Game Apps, Ltd). Modera: Maria Angela Turchetti (direttore museo Archeologico nazionale Umbro). Alle 12, tavola rotonda “Ti racconto il mio museo”: Silvia Casciarri, direttore museo Archeologico nazionale e teatro romano di Spoleto, area archeologica di Carsulae; David Grohmann, direttore Cams – centro di ateneo musei scientifici UniPG; Michela Morelli, responsabile società Munus – Musei civici Perugia; Roberto Borsellini, responsabile museo civico e archivio storico comunale di Gubbio; Riccardo Passagrilli, responsabile servizio Turismo e cultura Biblioteca del Comune di Amelia – museo Archeologico e Pinacoteca “E.Rosa” di Amelia. Modera: Simona Sanchirico, fondazione Dià Cultura. Alle 13.15, presentazione attività didattiche e rievocative del pomeriggio a cura di Giulio Ranaldi (Suodales) e Luana Cenciaioli (associazione Pro Ponte-Velimna). Alle 13.30, pausa pranzo. Alle 16, inizio attività di rievocazione e apertura allestimenti didattici: pittura etrusca, scrittura etrusca, le guerre etrusco-romane: armi e armature. Alle 16.30, laboratorio didattico “Caro larth ti scrivo…”: i bambini conosceranno l’alfabeto e i materiali utilizzati dagli etruschi per scrivere poi, rivestendo i panni di uno scriba, realizzeranno un piccolo testo in lingua etrusca. (per bambini dai 6 ai 10 anni) 15 bambini; alle 16.30, visita guidata alla mostra “Tutte le virtù degli amuleti” a cura di Sophie Persello e Christine Noel. Alle 17.30, laboratorio didattico “Dipingi con Pithos il ceramografo!”: laboratorio di ceramica antica. I bambini scopriranno i segreti della ceramica etrusca, le tecniche e la tipologia di vasi utilizzati dai loro antenati. Potranno seguire le orme degli antichi artigiani pitturando e incidendo un piccolo manufatto ceramico (per bambini dai 5 ai 10 anni) 15 bambini); alle 18, visita guidata al Manu a cura di Maria Angela Turchetti; alle 18.30, laboratorio didattico di pittura etrusca (per bambini dai 3 ai 8 anni). Alle 19, aperitivo. Alle 21.30, visita guidata al Manu a cura di Maria Angela Turchetti. Dalle 16 alle 22 rievocazione storica etrusca a cura dell’associazione Suodales su le guerre etrusco-romane e il rapporto tra le due diverse civiltà nel IV-III secolo; aspetti storici e militari, il soldato etrusco, il soldato romano. La famiglia Velimna, Thana Veltsnei e consorte si presentano, a cura dell’associazione Pro Ponte-Velimna. Evento in collaborazione con le piccole guide Sofia, Aurora e Giorgio e le associazioni La Marmellata di more, Pro Ponte – Velimna, Tangram.

festa-etrusca_calendario-locandinaLe altre tappe di “Festa Etrusca!”: 27/28 agosto 2022, parco archeologico di Baratti – Populonia – Piombino (LI) – Toscana; 17 settembre 2022, museo Archeologico nazionale di Napoli – Campania; 24/25 settembre 2022, museo nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma – Lazio con questo programma di massima: l’area espositiva con libri di settore e realtà attive nella divulgazione archeologica e nella promozione del patrimonio culturale; la tavola rotonda con studiosi ed esperti: ispirandosi al tema delle Giornate Europee del Patrimonio 2021 “Heritage – All inclusive”, l’incontro sarà dedicato al concetto di “patrimonio dell’umanità” veicolato dall’UNESCO e al coinvolgimento delle “comunità patrimoniali”, così come definite dalla “Convenzione di Faro”, nella conservazione e promozione del patrimonio; le attività di approfondimento: incontri con i protagonisti dell’archeologia, presentazioni di novità editoriali alla presenza degli autori organizzate dalle case editrici ospiti della manifestazione, laboratori per bambini e ragazzi; le attività di valorizzazione: rievocazioni storiche e laboratori didattici sul mondo etrusco a cura dell’Associazione Culturale Suodales, visite guidate in collaborazione con il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Al via il XIII Aquileia Film Festival: sette serate tra archeologia, storia e attualità, con film, conversazioni e libri. Omaggio a Pasolini. Focus sulle produzioni girate in Friuli-Venezia Giulia

Sette serate tra archeologia, storia e attualità. Apertura con omaggio a Pasolini. Il 26 luglio 2022 prende il via la tredicesima edizione dell’Aquileia Film festival, la rassegna di cinema arte e archeologia, che animerà Aquileia con film, conversazioni e libri fino al 2 agosto 2022, sul palcoscenico naturale di piazza Capitolo. Il Festival è organizzato dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con Archeologia Viva, Firenze Archeofilm e con Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio del Fvg, PromoTurismoFvg, Fondazione So.Co.Ba., Scuola Mosaicisti del Friuli e il sostegno di Solaris Yachts. Tutte le serate iniziano alle 21 e sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria sulla piattaforma Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/o/fondazione-aquileia-46011520753.

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Maria Callas in un frame del film “Medea” di Pier Paolo Pasolini (foto fondazione aquileia)

OMAGGIO A PASOLINI: 26 LUGLIO. Il Festival si apre martedì 26 luglio 2022 con una serata-evento dedicata al centenario dalla nascita di Pier Paolo Pasolini in collaborazione con La Cineteca Del Friuli. L’appuntamento è alle 21 in piazza Capitolo per la visione di “Medea”, pietra miliare della storia del cinema italiano, realizzata nel 1969 e diretta da Pasolini che rilegge il mito e affida la parte della protagonista alla “divina” Maria Callas. Il suo intento è riflettere sull’incontro-scontro tra culture diverse rappresentate da Medea e Giasone. Le riprese esterne furono girate anche nella laguna di Grado, luogo scoperto grazie all’amicizia con il pittore friulano Giuseppe Zigaina, che lo portò in visita anche agli scavi e alla basilica di Aquileia. Ne parleremo con la figlia Alessandra Zigaina, giornalista e con la professoressa Francesca Agostinelli, curatrice della mostra attualmente in corso a Grado dedicata ai disegni inediti di Pasolini. Conduce l’incontro Elena Commessatti, giornalista e scrittrice, che ci porterà alla scoperta di un Pasolini intimo e inedito.

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Frame del film “Thalassa. Il racconto” di Antonio Longo

LE SERATE DELL’ARCHEOLOGIA: 27-28-29 LUGLIO. Film e conversazioni sotto le stelle si alterneranno sul palco davanti alla basilica dei Patriarchi per un’edizione che entrerà nel vivo delle serate dell’archeologia il 27 luglio e proporrà cinque film in concorso, tra i quali gli spettatori sceglieranno il vincitore del Premio Aquileia, un mosaico opera della Scuola Mosaicisti del Friuli. Mercoledì 27 luglio 2022 il pubblico potrà lasciarsi catturare dall’affascinante avventura dell’archeologia subacquea nel Mediterraneo raccontata nel film “Thalassa, il racconto” e scoprire la minaccia di una eruzione nei Campi Flegrei che metterebbe in pericolo i milioni di residenti della città di Napoli grazie alle ricerche degli scienziati protagonisti del documentario La prossima Pompei. Giovedì 28 luglio 2022 si viaggerà tra gli antichi porti dell’impero romano, da Narbo Martius, importante colonia nel sud della Francia descritta in “Narbonne, la seconda Roma” a Portus (Ostia antica) protagonista del cortometraggio “Ecco che cominciamo a dipinger con la pietra”. L’acqua, elemento determinante e preziosa risorsa che ha consentito lo sviluppo di città e aree strategiche dell’impero romano, tra cui Aquileia, sarà il filo conduttore delle due serate e l’elemento attorno a cui si svilupperanno i dialoghi condotti da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva.

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Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva

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Fabio Pagano, direttore Campi Flegrei

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Paolo Giulierini, direttore del Mann

Ospiti sul palco del Festival mercoledì 27 luglio Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli e Fabio Pagano, direttore parco archeologico Campi Flegrei, mentre giovedì 28 luglio i protagonisti saranno Marta Novello, direttrice del museo Archeologico nazionale di Aquileia insieme a Edino Valcovich e Chiara Mistelli, referenti del MuCa – Museo della Cantieristica di Monfalcone.

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Locandina del film “Il giuramento di Ciriaco / The oath of Cyriac” di Olivier Bourgeois

Venerdì 29 luglio 2022 il Festival entra nella stretta attualità e attraverso il film “Il testamento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois, interamente girato dentro al Museo archeologico di Aleppo durante la guerra civile in Siria del 2011, vuole rilanciare un messaggio di speranza perché la cultura intesa come conoscenza dell’altro può e deve essere un’alternativa ai conflitti che coinvolgono l’umanità. La pellicola mostra per la prima volta al pubblico la corsa contro il tempo di archeologi, operai e custodi che dieci anni fa portarono in salvo 24mila reperti del museo di Aleppo sotto i bombardamenti mettendo al sicuro un patrimonio archeologico fondamentale per la storia del Vicino Oriente.

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Suad Amiry, scrittrice e architetto palestinese

Con Suad Amiry, scrittrice e architetto palestinese, fondatrice del Riwaq Centre a tutela del patrimonio architettonico e culturale palestinese a Ramallah, parleremo dei patrimoni culturali a rischio durante le guerre. La scrittrice, nata a Damasco, ha vissuto tra Amman, Damasco, Beirut e Il Cairo. Vincitrice del Premio Nonino Risit d’Aur nel 2014, da sempre si batte per la pace in Medio Oriente.

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Frame del film “La scelta di Maria” con Sonia Bergamasco e Cesare Bocci (foto fondazione aquileia)

TRA STORIA E ARCHEOLOGIA: LE PRODUZIONI GIRATE IN FRIULI VENEZIA GIULIA: 31 LUGLIO – 1 E 2 AGOSTO. Domenica 31 luglio 2022, alle 21, dopo il grande successo televisivo, viene proiettato sulla piazza di Aquileia “La scelta di Maria”, il docu-film girato ad Aquileia e prodotto da Anele che ripercorre la vicenda storica, politica e sociale del Milite Ignoto, attraverso le interpretazioni di Sonia Bergamasco nel ruolo della Madre d’Italia Maria Bergamas, di Cesare Bocci nel ruolo del Ministro della Guerra Luigi Gasparotto e di Alessio Vassallo nei panni del tenente Augusto Tognasso. Intrecciando la narrazione fiction a preziosi repertori d’epoca, animazioni originali e una serie di “interviste ricostruite” ai protagonisti. A seguire la conversazione via Zoom con Cesare Bocci, condotta da Elena Commessatti.

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Frame del film “Il cammino della Postumia”

Lunedì 1° agosto 2022 sul grande schermo sarà la volta de “Il cammino della Postumia”. La Via Postumia – una delle più importanti e strategiche vie consolari dell’impero romano, cruciale per i collegamenti est ovest all’interno della penisola italica – univa Genova con Aquileia, creando un ponte tra le regioni della Gallia e dell’odierna Spagna con l’impero dell’est e le vie commerciali dell’est. Paolo Rumiz la percorre a piedi nel tratto da Cremona ad Aquileia e la racconta in questo filmato. Seguirà la conversazione con Paolo Rumiz, giornalista, scrittore, viaggiatore condotta da Cristiano Tiussi, archeologo e direttore della Fondazione Aquileia. Il Festival si chiude martedì 2 agosto 2022 con la proiezione del pluripremiato documentario “Langobardi – Alboino e Romans”. Un docufilm dedicato al mondo longobardo che, attraverso un equilibrio tra cinema e divulgazione storica ed archeologica, racconta la storia del re Alboino, dell’arrivo del popolo longobardo nella penisola italiana, e della nascita del villaggio di Romans, importante presidio militare friulano che ci ha restituito una delle più grandi necropoli longobarde d’Italia. Elena Commessatti modera la conversazione con Matteo Grudina, presidente dell’associazione Invicti Lupi.

Trento. Al Muse, nella giornata “di mezza estate” dedicata alla preistoria, apre la mostra “Lascaux experience. La grotta dei racconti perduti” che offre un’esplorazione della grotta attraverso reperti, video e una coinvolgente esperienza virtuale

trento_muse_di-mezza-estate_locandinaUna giornata dedicata alla preistoria. Con un momento clou: l’inaugurazione della mostra “Lascaux experience. La grotta dei racconti perduti”. Succede sabato 23 luglio 2022 a Trento al Muse – il museo delle Scienze. Torna infatti “Il MUSE di mezza estate” l’appuntamento estivo nel giardino del museo. Attività per famiglie, visite guidate, spettacoli e musica animeranno il grande giardino e le sale espositive del MUSE. Nel pomeriggio inaugurazione e visita della nuova mostra “Lascaux Experience. La grotta dei racconti perduti”. Ingresso gratuito in museo dalle 16. E fino alle 20 attività per famiglie a tema preistoria. Alle 18, inaugurazione mostra “Lascaux Experience. La grotta dei passi perduti”. L’esperienza VR collegata alla mostra Lascaux è a numero chiuso e su prenotazione da effettuare direttamente in museo il giorno dell’evento a partire dalle 16. Dalle 18.30 alle 21 e dalle 22.40 alle 24, visita libera alla mostra. Ingresso compreso nel biglietto MUSE. Esperienza in realtà virtuale all’interno della mostra (2 euro a persona) su prenotazione in loco fino a esaurimento posti. Alle 20, conferenza “La nascita dell’arte” con Fabio Martini, professore dell’università di Firenze. Alle 21, monologo teatrale “Antenati”, di e con Marco Paolini: un viaggio indietro nel tempo per immaginare il nostro futuro. Dalle 22.30 alle 24, dj set nel giardino MUSE.

“Lascaux experience. La grotta dei racconti perduti” dal 24 luglio 2022 all’8 gennaio 2023. La Grotta di Lascaux, Patrimonio Mondiale UNESCO, conserva oltre 6mila pitture risalenti a circa 20.000 anni fa, testimonianze uniche che raccontano la vita nella preistoria. La mostra offre un’esplorazione della grotta attraverso reperti, video e una coinvolgente esperienza virtuale. “Il 31 gennaio 2020 si inaugurò al Mann di Napoli l’Esposizione Lascaux, vi rimase nei 4 mesi sfortunati che videro i primi segni tremendi dell’epidemia”, ricorda Dario Di Blasi. “Ho collaborato in quell’occasione con il Mann ma soprattutto con la Società pubblica francese Semitour che gestisce le grotte Lascaux (originale e copie). Essendo cittadino onorario del Dipartimento della Gironde, Semitour mi propose allora d’interessarmi per far rimanere in Italia la copia della grotta, ne parlai con il Muse, museo della scienza e con il Mart, museo d’arte moderna e contemporanea, visto che Lascaux ha ispirato tanti artisti ma le dimensioni della copia erano troppo grandi per gli spazi disponibili e l’epidemia non accennava a diminuire. La “nuova” copia che arriva a Trento ha dimensioni minori e nuove tecniche di visione che permetteranno di entrare virtualmente in questo autentico santuario d’arte e Spiritualità” (vedi Al museo Archeologico nazionale di Napoli apre la mostra “Lascaux 3.0”: per la prima volta in Italia la copia della grotta di Lascaux, la “Cappella Sistina” dell’arte paleolitica, scoperta nella valle della Vézère (Dordogna) nel 1940 | archeologiavocidalpassato).

trento_muse_mostra-lascaux-experience_locandina-inaugurazioneEra il 12 settembre 1940 quando, per recuperare il cagnolino Rabot che sembrava essere stato inghiottito dal buio, in una fessura tra i ginepri, quattro ragazzi, Marcel Ravidat, Jacques Marsal, Georges Agniel e Simon Coencas, si addentrano nel cunicolo che porta a una profondità misteriosa. È lì che scoprono per caso numerose pitture rupestri, che si sarebbe rivelato uno dei tesori più importanti dell’arte pittorica mondiale: oltre 600 pitture rupestri di quasi 18mila anni fa, capolavoro dell’Uomo di Cromagnon. Ecco buoi, vacche rosse, orsi, bisonti, cavalli, cervi, un rinoceronte, un liocorno, armi e trappole e un uomo-sciamano mascherato con la testa da uccello. Uno spettacolo incantevole che nel 2016 il Centro internazionale d’arte parietale ha riprodotto in Lascaux IV: l’intero insieme del sito originario (eccetto una sezione minima quasi inaccessibile), ovvero i 900 metri quadri affrescati e incisi. Ma dal 24 luglio 2022 per avere un’idea immersiva della Grotta di Lascaux non sarà necessario andare in Dordogna-Perigord. Basterà andare a Trento per un viaggio dentro la grotta di Lascaux grazie alla realtà virtuale.

trento_muse_di-mezza-estate_antenati-di-paolini_locandina“Antenati”. La nostra storia è un poema epico in codice, un cammino tortuoso, una saga senza paragoni e noi non siamo né la fine, né il fine di quella storia… A “MUSE di mezza estate”, alle 21, arriva “Antenati. The grave party”, di e con Marco Paolini, musiche Fabio Barovero, che ripercorre l’evoluzione della specie umana: un viaggio indietro nel tempo per immaginare il nostro futuro.

Vetulonia. Per “Le notti dell’Archeologia” conversazione archeologica sui temi della mostra-evento “A tempo di DANZA. In armonia, grazia e BELLEZZA” al museo “Isidoro Falchi” con Pruneti, Giulierini, Giacco, Saviano, Passa e Spina. Anteprima del corto di Antonioni con Caterina Di Rienzo

vetulonia_archeologico_mostra-a-tempo-di-danza_notti-dell-archeologia_locandina“Le Notti dell’Archeologia” fa tappa a Vetulonia. Mercoledì 20 luglio 2022, alle 21, nell’ambito della rassegna promossa dalla Regione Toscana, piazza Vatluna sarà il palcoscenico di una speciale conversazione archeologica sui temi della mostra evento 2022 “A tempo di DANZA. In armonia, grazia e BELLEZZA” al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia fino al 6 novembre 2022. La serata, condotta da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva e di tourismA, avrà come ospiti d’eccellenza: Paolo Giulierini direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli; le archeologhe del Mann Marialucia Giacco e Stefania Saviano; Antonio Passa, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Carrara; Luigi Spina, il più quotato fotografo contemporaneo di Antichità, autore dei quadri fotografici che nel percorso espositivo della mostra dialogano con le opere esposte. Alla conversazione archeologica seguirà la prima proiezione del cortometraggio videoarte realizzato dal film-maker Lorenzo Antonioni con l’artista Caterina Di Rienzo, danzatrice e coreografa. Il corto, ambientato e proiettato all’interno della Sala della Danza, diventerà esso stesso parte integrante del percorso della mostra. Evento gratuito. Possibilità di prenotare posti a sedere fino esaurimento. Info e prenotazioni: 0564 927241 (da martedì a domenica 10-14 e 15-19).

Roma. Apre a Villa Caffarelli dei Musei Capitolini la grande mostra “Domiziano imperatore. Odio e amore” che in 100 opere da alcuni dei più importanti musei internazionali ed italiani racconta la complessità e i contrasti dell’ultimo imperatore della gens Flavia, amato e odiato in vita così come in morte

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Allestimento della mostra “Domiziano imperatore. Odio e amore” a Villa Caffarelli – Musei Capitolini di Roma (foto Monkeys video Lab)

Un percorso articolato in 15 sale per raccontare la storia di Domiziano, complessa figura di principe e tiranno non compresa dai contemporanei e successivamente dai posteri, che hanno basato il loro giudizio sulle fonti storiche e letterarie a lui, sostanzialmente, avverse. Più recentemente, l’analisi delle fonti materiali, in particolare epigrafiche, ha restituito l’immagine di un imperatore attento alla buona amministrazione e al rapporto con l’esercito e con il popolo, devoto agli dei e riformatore della moralità degli uomini. Un imperatore che non pretese e non incoraggiò la formula autocratica “dominus et deus”, ritenuta da molti la motivazione profonda del clima di sospetti, terrore e condanne a morte sfociato nella congiura nella quale egli perse la vita. La violenta damnatio memoriae che, secondo la drammatica testimonianza di Svetonio e Cassio Dione, avrebbe comportato subito dopo la sua morte l’abbattimento delle statue che lo ritraevano e l’erasione del suo nome dalle iscrizioni pubbliche, fu in realtà limitata ad alcuni contesti e non trova conferma nel numero di ritratti giunti fino a noi a Roma e in tutto l’Impero.

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L’ingresso della mostra “Domiziano imperatore. Odio e amore” a Villa Caffarelli – Musei Capitolini di Roma (foto Monkeys video Lab)

Dell’ultimo imperatore della gens Flavia, amato e odiato in vita così come in morte, la mostra “Domiziano imperatore. Odio e amore” racconta la complessità e i contrasti di questa figura e del suo impero: aperta al pubblico dal 13 luglio 2022 al 29 gennaio 2023, a Villa Caffarelli, la nuova sede espositiva dei Musei Capitolini a Roma che, dopo l’importante mostra “I marmi Torlonia. Collezionare capolavori” (14 ottobre 2020 – 27 febbraio 2022), torna ad ospitare una grande esposizione di archeologia romana, coprodotta dalla sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dal Rijksmuseum van Oudheden della città olandese di Leiden. Essa è dunque il risultato di un accordo culturale di dimensione internazionale.

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Elmo in bronzo dal Rijksmuseum van Oudheden di Leiden (foto Dutch National Museum of Antiquities)

Wim Weijland, Nathalie de Haan, Eric M. Moormann, Aurora Raimondi Cominesi e Claire Stocks hanno ideato e curato l’esposizione “God on Earth. Emperor Domitian”, ospitata a Leiden dal 17 dicembre 2021 al 22 maggio 2022, cui la Sovrintendenza Capitolina ha partecipato con importanti prestiti. Curata da Claudio Parisi Presicce, Maria Paola Del Moro e Massimiliano Munzi, la mostra ai Musei Capitolini è promossa da Roma Culture, sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. L’organizzazione è di Zètema Progetto Cultura. In continuità con la mostra di Leiden e riprendendo parte del progetto scientifico e dei prestiti, la sovrintendenza Capitolina ha elaborato nella nuova mostra una diversa articolazione del racconto e del percorso espositivo anche grazie all’aggiunta di nuove opere. Densa di significato è stata la scelta della sede espositiva, in un luogo fortemente legato all’imperatore e da lui restaurato lussuosamente dopo l’incendio dell’80 d.C.: il Tempio di Giove Capitolino, sulle cui fondamenta è stata costruita Villa Caffarelli.

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Ritratto in marmo di Domizia Longina, moglie dell’imperatore Domiziano (foto RMN-Grand Palais – musée du Louvre / Hervé Lewandowski)

Il racconto della vita di Domiziano è affidato alle 58 opere provenienti dalla mostra di Leiden e alle 36 aggiunte per l’edizione romana: ritratti in marmo ed in bronzo di personaggi imperiali e di divinità, elementi di decorazione architettonica in marmi bianchi e colorati e oggetti di piccole dimensioni in oro e bronzo. I musei che hanno collaborato alla mostra con i loro prestiti sono il British Museum di Londra, la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen, il Musée du Louvre di Parigi, la Nederlandsche Bank, il Rijksmuseum van Oudheden di Leiden, il Badisches Landesmuseum di Karlsruhe, la Glyptothek di Monaco, i Musei Vaticani, il museo Archeologico dei Campi Flegrei, il museo Archeologico nazionale di Napoli, il parco archeologico di Ostia e, da Roma, il museo nazionale Romano e il parco archeologico del Colosseo – Antiquarium Palatino. Tra i prestiti, tutti importanti, risaltano l’aureo a nome di Domizia Longina, moglie dell’imperatore, con la rappresentazione del figlioletto divinizzato del British Museum; il ritratto sempre di Domizia Longina del Louvre; il rilievo del Mausoleo degli Haterii dei Musei Vaticani; le teste colossali di Vespasiano e di Tito divinizzati dal museo Archeologico nazionale di Napoli e i frammenti del Dono Hartwig del museo nazionale Romano.

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Ritratto femminile di età traianea (la cosiddetta “Dama Fonseca”) conservato ai Musei Capitolini di Roma (foto Roma Capitale / Zeno Colantoni)

L’esposizione è arricchita inoltre da opere della sovrintendenza Capitolina normalmente non esposte al pubblico. Tra i reperti dell’Antiquarium si segnala uno dei pannelli con affreschi della domus romana ricomposti all’inizio degli anni Duemila nella “sala E. Pastorelli” del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di via Genova, reso disponibile per la mostra grazie al rapporto di collaborazione tra le due istituzioni. Tra le sculture in marmo dei depositi capitolini spiccano due opere poco note provenienti dallo stadio di Domiziano: il torso della statua di Ermete che si slaccia un sandalo, visto solo nella mostra Lisippo a Palazzo delle Esposizioni nel 1995, e la testa di giovane satiro ridente coronato di pino. Tra quelle della collezione permanente dei Musei Capitolini ricordiamo il ritratto femminile della “Dama Flavia” (cd. “busto Fonseca”).

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La prima sala della mostra “Domiziano imperatore. Odio e amore” dedicata alla caducità della vita (foto Monkeys video Lab)

Prima opera e icona dell’esposizione, a Leiden come a Roma, è il celebre ritratto di Domiziano conservato nei Musei Capitolini. Da esso parte il percorso espositivo, articolato in 15 sale e sviluppato lungo cinque grandi tematiche: Domiziano, imperatore e caro agli dei; l’esaltazione della gens Flavia e la propaganda dinastica; i luoghi privati di Domiziano, dalla casa natale sul Quirinale al palazzo imperiale sul Palatino e alla villa di Albano; l’intensa attività costruttiva a Roma; l’impero protetto dall’esercito e retto dalla buona amministrazione. La statua del Genio di Domiziano è al centro della prima sala, dedicata alla caducità della vita, rappresentata idealmente da ritratti infantili, allusivi all’imperatore e al figlioletto morto prematuramente, e dalla vetrina “del tempo della vita”: sul quadrante di un orologio, soluzione concettuale e visiva per far percepire con immediatezza lo scorrere veloce ed inesorabile del tempo, otto oggetti-simbolo simboleggiano i momenti cruciali della vita dell’imperatore, indicati dal pugnale-lancetta che ucciderà Domiziano. La galleria dei ritratti mostra l’evoluzione dell’iconografia di Domiziano nel tempo. Accompagnano l’imperatore il padre Vespasiano e il fratello Tito, nonché le Auguste Giulia figlia di Tito e Domizia Longina, le cui ricercate acconciature sono emulate dalle dame di età flavia, ma anche la sua familia allargata, composta da liberti e schiavi. Alla damnatio memoriae decretata dal Senato all’indomani del suo assassinio riportano invece due iscrizioni e una moneta, sulle quali il suo ricordo è stato cancellato.

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Dettaglio del modellino dell’arco di Tito nella mostra “Domiziano imperatore. Odio e amore” (foto Monkeys video Lab)

Il concetto di continuità dinastica dominò gran parte delle azioni di Domiziano, arrivando all’esaltazione della gens Flavia attraverso l’erezione di archi onorari al fratello divinizzato e, sul luogo in cui sorgeva la casa natale, mediante la costruzione del Templum Gentis Flaviae, monumento di ripresa ma anche di rottura con il luogo e con la tradizione del Mausoleo di Augusto. L’eccezionale testa colossale di Tito divinizzato e i frammenti del Dono Hartwig mostrano la maestosità concettuale e dimensionale del complesso templare dedicato alla famiglia Flavia. La tematica dei luoghi privati dell’imperatore prende avvio dal contesto del Quirinale, il colle sul quale Domiziano nacque, per arrivare alla grandiosità architettonica e decorativa delle ville fuori Roma e, soprattutto, del Palazzo imperiale sul Palatino, opera dell’architetto Rabirio. È questo il luogo dove l’imperatore appariva come dominus e dove l’opulenza e il lusso flavio maggiormente si esprimono, grazie a nuovi linguaggi architettonici e decorativi, che ricorrono al massiccio impiego di marmi colorati.

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Lo spazio video immersivo nella mostra “Domiziano imperatore. Odio e amore” (foto Monkeys video Lab)

Il percorso attraverso i luoghi pubblici domizianei illustra l’intensa attività edilizia sviluppata sia nella ricostruzione degli edifici distrutti dall’incendio dell’80 d.C. sia nella realizzazione di nuovi monumenti funzionali alla propaganda imperiale. Tra questi il Foro Transitorio, costruito da Domiziano ma inaugurato dal successore Nerva, e la progettazione di una sistemazione urbanistica dell’area tra Quirinale e Campidoglio attraverso lo sbancamento della sella montuosa che univa i due colli. Sarà possibile avere la percezione di questo intervento attraverso un video immersivo realizzato appositamente per la mostra e destinato a diventare uno dei prodotti della comunicazione del Museo dei Fori Imperiali. Negli edifici per gli spettacoli (Stadio, Odeon, Anfiteatro Flavio) si manifestava maggiormente il consenso popolare; l’impressione e l’atmosfera che essi suscitavano nel pubblico sono evocate dal calco del sepolcro di Quinto Sulpicio Massimo, morto a 11 anni, la cui iscrizione ricorda la brillante partecipazione del bambino prodigio al terzo agone capitolino di poesia greca, e dalla moneta in bronzo con l’effigie del rinoceronte, mai visto a Roma prima dei giochi nell’Anfiteatro voluti da Domiziano. Nella sezione su Domiziano “fuori da Roma, fuori dai confini”, introdotta dalla pianta dell’Impero, sono affrontati il rapporto con l’esercito e l’attività edilizia e monumentale nelle città e nei territori dell’impero, conferma di una coesione non solo militare ma anche sociale.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale al lavoro per l’allestimento della seconda sezione de “L’altro MANN” con trentacinque nuovi reperti dai depositi e dal laboratorio di restauro

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Fasi di allestimento della seconda sezione de “L’altro MANN” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino)

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Fasi di allestimento della seconda sezione de “L’altro MANN” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino)

È iniziata mercoledì 6 luglio 2022 la movimentazione dei manufatti per l’allestimento della seconda parte della mostra “L’altro MANN”: dai depositi e dal laboratorio di restauro, trentacinque nuovi reperti “viaggiano” verso le sale degli affreschi, dove si potranno ammirare da venerdì 8 luglio 2022. La bellezza, l’amore, l’infanzia, i personaggi del mito e della storia: sono tanti i temi che si intrecciano in questo segmento dell’esposizione, che rientra nel progetto di restituzione al pubblico di numerosi tesori custoditi nei depositi museali. Alla fine di maggio 2022, la mostra è stata introdotta da sessanta reperti, divisi in due itinerari: le armi dei gladiatori; il ricco patrimonio decorativo delle domus nelle città vesuviane. Da venerdì prossimo, i manufatti aggiungeranno tasselli al racconto della vita degli antichi alle falde del vulcano. A fine settembre, un ulteriore ampliamento riguarderà la sala del Plastico di Pompei con la presentazione di collezioni spesso inedite o poco note, su cui si sono concentrate le ricerche degli studiosi.

Napoli. Per lo “Scaffale del Mann” presentazione al museo Archeologico nazionale della rivista “Journal of Mosaic Research” (volume 14, 2021) con un articolo sullo splendido mosaico di Bacco conservato al Mann

napoli_mann_scaffale_journal-of-mosaic-research_locandinaNuovo appuntamento al museo Archeologico nazionale di Napoli con lo “Scaffale del Mann”. Appuntamento mercoledì 29 giugno 2022, alle 17, nella sala conferenze del Braccio Nuovo del Museo, per la presentazione del “Journal of Mosaic Research” (volume 14, 2021). Dopo il saluto introduttivo di Paolo Giulierini, direttore del Mann, interventi di Laura Caso (docente Miur, esperta in iconografia e iconologia), Federico Marazzi (professore di archeologia classica e medievale all’università Suor Orsola Benincasa di Napoli) e Vittoria Minniti (bibliotecaria e archivista).

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Copertina del volume 14 della rivista “Journal of mosaic research”

Il JMR (Journal of Mosaic Research) è una rivista internazionale sui mosaici, pubblicata annualmente dal Centro di ricerca sul mosaico dell’università di Uludağ. Lo scopo di questa rivista è quello di fungere da forum per studi scientifici con analisi critica, interpretazione e sintesi sui mosaici e argomenti correlati. La sezione principale della rivista è riservata ai mosaici della Turchia e a quei mosaici che hanno relazioni con i mosaici della Turchia. Inoltre, la rivista accoglie anche ricerche sui mosaici, che portino nuovi contributi e comunque in generale che siano originali. Inoltre, insieme agli articoli sui mosaici, la rivista include anche presentazioni di libri e notizie sui mosaici. Nel volume 14, che viene presentato al Mann, c’è proprio un articolo su un mosaico conservato al museo di Napoli. Lo ha scritto Nava Sevìlla-Sadeh e si intitola “Eros dionisiaco o Dioniso erotico? Fonti e significati dell’ibridazione nel Mosaico di Bacco al Museo di Napoli”. Lo splendido mosaico esposto al museo Archeologico nazionale di Napoli presenta due enigmatiche immagini ibride: un felino composto da una tigre e un leone, e una figura che unisce le caratteristiche di Dioniso ed Eros. Questo studio cerca di decifrare l’ibridazione di questi due potenti dei del mondo romano, Dioniso ed Eros, come presentato nel mosaico del museo di Napoli. L’ipotesi principale è che due caratteristiche colleghino queste due divinità: la follia e l’illusione di fondersi con il Divino. L’ibridazione dei due dei sembrerebbe rafforzare il significato di entrambi e del loro ruolo di dei della trascendenza, come rivelato attraverso un esame delle fonti letterarie e filosofiche classiche.

Vetulonia. Dal 1° luglio al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” la mostra-evento “A tempo di danza. In Armonia, Grazia e Bellezza” con la Danzatrice dalla Villa dei Papiri di Ercolano, gemme della Collezione Farnese, la Venere Italica di Canova e le foto di Luigi Spina

Siete pronti a farvi incantare dalle meraviglie del museo Archeologico nazionale di Napoli e dell’Accademia di Belle Arti di Carrara? A incantarvi davanti alla più bella delle cinque danzatrici restituite dalla Villa dei Papiri di Ercolano ed alla Venere accosciata della collezione Farnese conservata ed esposta al Mann? La notizia è rimasta “coperta” fino all’ultimo. Solo un paio di videoclip sul sito del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia faceva capire che qualcosa di importante era nell’aria. E ora lo sappiamo. È la mostra-evento 2022, frutto della vulcanica direttrice del Muvet, Simona Rafanelli.

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Dal 1° luglio al 6 novembre 2022 il museo civico Archeologico di Vetulonia (Comune di Castiglione della Pescaia) aprirà le sue porte alla mostra dell’estate 2022 “A tempo di danza. In Armonia Grazia e Bellezza” (dal martedì alla domenica: 10-14 e 15-19). Un percorso espositivo con una straordinaria selezione di capolavori di fama mondiale concessi in prestito dal principale museo archeologico d’Italia, il Mann di Napoli, e dalla celeberrima Accademia delle Belle Arti di Carrara. Il tema dell’esposizione è rappresentato dalla danza e in particolare dalla declinazione al femminile di questa straordinaria arte performativa. Quindi si possono ammirare espressioni dell’arte plastica romana in bronzo e in marmo, testimoniate dalle domus vesuviane o confluite nella Collezione Farnese, fino ai capolavori cui il genio di Antonio Canova, debitore al mondo antico dell’eterno rapimento nell’estasi della Bellezza tradotta magistralmente nei fluidi movimenti del corpo delle sue eteree ballerine, ha saputo dar forma nel sommo delicato equilibrio fra Nuova Classicità e Romanticismo.

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La presentazione ufficiale della mostra “A tempo di danza” al museo civico Archeologico di Vetulonia (foto muvet)

Dalle cinque danzatrici restituite dalla Villa dei Papiri di Ercolano ed alla Venere accosciata della Collezione Farnese, due vertici assoluti della scultura in bronzo e in marmo conservata ed esposta al museo Archeologico nazionale di Napoli, cui fanno da magico contrappunto, fra antico e moderno, due capolavori canoviani in gesso, la danzatrice con il dorso delle mani poggiato sui fianchi e la Venere Italica, entrambe custodite nell’Accademia delle Belle Arti di Carrara. Un percorso intrecciato fra Danza e Bellezza, arricchito da una selezione di affreschi a tema provenienti dall’area vesuviana e da una scelta di gemme della Collezione Farnese, concessi in prestito anch’essi dal Mann.

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Il fotografo Luigi Spina nel suo atelier fotografato da luca sorbo

Una delle note di maggior fascino della mostra e poi la sorprendente presenza di una “mostra nella mostra”, quella di undici foto-quadro di Luigi Spina, il più grande fotografo di antichità del momento. Distribuite nelle due sale, esse conferiscono agli ambienti la raffinata sembianza di una pinacoteca, ad un tempo antica e contemporanea.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale per le Giornate europee dell’archeologia visite guidate alle mostre e ai tesori dei depositi, incontri per famiglie, laboratori

giornate-europee-dell-archeologia-2022_logoAppassionati di storia o semplici curiosi, in famiglia o con la classe, tutti potranno venire a scoprire la ricerca e il patrimonio archeologico. Le Giornate Europee dell’Archeologia sono organizzate in Italia dal ministero della Cultura – direzione generale Musei e direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio, cui aderisce anche il museo Archeologico nazionale di Napoli: la rassegna, promossa dal Mann e dal direttore Paolo Giulierini, è a cura dei Servizi Educativi del MANN con la partecipazione di Arte’m e di Coopculture. Ecco il programma della tre giorni.

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La grande pedana circolare all’ingresso della mostra “L’altro Mann” con un cratere a volute con corteo bacchico in marmo, una cassaforte in bronzo, ferro e legno con amorini e personaggi dionisiaci, un tavolo pieghevole con piccoli satiri, uno sgabello con maschere e motivi vegetali, un originalissimo scaldaliquidi a forma di cinta muraria, alcuni candelabri (foto valentina cosentino)

Venerdì 17 giugno 2022. Alle 16 e alle 17: “L’altro MANN. I depositi in mostra”. Visita guidata alla mostra con il personale del MANN. L’allestimento è ospitato nelle sale degli affreschi ed espone circa sessanta reperti provenienti dalle città vesuviane. Opere spesso mai viste o poco note. La partecipazione è gratuita per i possessori del biglietto di ingresso La prenotazione è obbligatoria: Servizio Educativo tel. 081-4422329 lun-ven ore 10-15. Appuntamento per i prenotati 10 minuti prima all’ingresso degli Affreschi dal Salone della Meridiana; alle 17, “FAMIGLIE AL MANN. Dalla poltrona del latte ai libri”. All’interno del Museo è stato allestito uno spazio speciale dedicato alla cura dei neonati, dove “Big Mama”, la comoda poltrona per l’allattamento, donata da UNICEF e Soroptimist International, accoglie, con le sue forme ispirate al grembo materno, chi proviene dall’atrio con bambine e bambini e ha bisogno di una piacevole sosta. In continuità con quest’iniziativa, che rispecchia l’attenzione del Museo nei confronti dei più piccoli e delle loro famiglie, in collaborazione con l’Associazione Culturale Pediatri, è promosso un incontro per riflettere sull’importanza della lettura nell’età 0-3 anni, discutendone con la pediatra Lina Di Maio, che ci porterà la sua esperienza come esperta del programma nazionale “Nati per leggere”. “Dal 1999, Nati per Leggere ha l’obiettivo di promuovere la lettura in famiglia sin dalla nascita, perché leggere con una certa continuità ai bambini ha una positiva influenza sul loro sviluppo intellettivo, linguistico, emotivo e relazionale, con effetti significativi per tutta la vita adulta”. Le Giornate Europee dell’Archeologia sono l’occasione per ribadire il valore di letture incentrate sui miti e sulle civiltà antiche anche per i più piccoli, nonché del contesto del Museo come ambientazione privilegiata per riempire di bellezza gli occhi, le orecchie e il cuore di tutta la famiglia. Nella Sala del Toro Farnese: la partecipazione è gratuita con biglietto evento; alle 17, “Archeologia da spiaggia”, laboratorio ideato e condotto da Ludovica Dottori, studentessa presso il Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. La mostra “Archeologia da spiaggia” di Maurizio Finotto sarà il punto di partenza per un percorso coinvolgente dedicato alla relazione poetica tra oggetto e tempo, passato e presente, memoria e scoperta. I partecipanti potranno realizzare una personale stratigrafia, dove custodire e sovrapporre materiali e piccoli oggetti in grado di rappresentare metaforicamente la propria interiorità. La partecipazione al laboratorio è gratuita per ciascun bambino più un accompagnatore. La prenotazione è obbligatoria: Servizio Educativo tel. 081-4422329 lun-ven, ore 10-15. Appuntamento nell’atrio del Museo 10 minuti prima dell’inizio del laboratorio.

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Bronzi e sculture “inediti” nella mostra “L’altro Mann. Depositi in mostra” (foto valentina cosentino)

Sabato 18 giugno 2022. Alle 11 e alle 16: “Li hai “Mai visti”?”. Visita guidata a cura di Coopculture. Reperti mai usciti dai depositi, finalmente restituiti ai visitatori, offriranno l’occasione per una nuova e sempre avvincente narrazione. Archeologi e storici dell’arte collegheranno queste opere inedite alle collezioni più note del Museo. Al termine delle visite i partecipanti potranno degustare un aperitivo nell’ambiente magico che di sera si respira al Mann. Visite in italiano; durata 1h e 30, costo 7 euro (opzione con aperitivo, 10 euro) prenotazioni sul sito http://www.coopculture.it o in biglietteria.

napoli_mann_mannforkids_laboratorio_ocandinaDomenica 19 giugno 2022. Alle 10.30, nell’ambito della rassegna “MANNforkids” Archeological clones. Visita – laboratorio Un laboratorio per osservare, “clonare” e reinterpretare gli oggetti dell’antico Egitto e creare il proprio monile ispirato al futuro. A cura di C. Langella – DADI università L. Vanvitelli (nell’ambito del progetto Obvia) per bambini dagli 8 ai 10 anni. La partecipazione al laboratorio è gratuita per ciascun bambino più un accompagnatore. La prenotazione è obbligatoria: Servizio Educativo tel. 081-4422329 lun-ven, ore 10-15. Appuntamento nell’atrio del Museo 10 minuti prima dell’inizio del laboratorio; alle 11 e alle 16: “Li hai “Mai visti”?”. Visita guidata a cura di Coopculture. Reperti mai usciti dai depositi, finalmente restituiti ai visitatori, offriranno l’occasione per una nuova e sempre avvincente narrazione. Archeologi e storici dell’arte collegheranno queste opere inedite alle collezioni più note del Museo. Al termine delle visite i partecipanti potranno degustare un aperitivo nell’ambiente magico che di sera si respira al MANN. Visite in italiano; durata 1h e 30, costo 7 euro (opzione con aperitivo, 10 euro), prenotazioni sul sito http://www.coopculture.it o in biglietteria.

Napoli. Per lo “Scaffale del Mann” presentazione al museo Archeologico nazionale del libro di Stefano De Caro “L’alba di Pompei. Nascita di una città”

napoli_scaffale-del-mann_libro-l-alba-di-pompei_stefano-de-caro_locandinaNuovo appuntamento al museo Archeologico nazionale di Napoli con “Lo scaffale del Mann”: mercoledì 15 giugno 2022, alle 17, in sala Conferenze presentazione del libro “L’alba di Pompei. Nascita di una città” di Stefano De Caro. Dopo i saluti del direttore Paolo Giulierini, intervengono con l’autore la giornalista Cinzia Dal Maso, il direttore di ricerca emerito del CNRS-Aix en Provence Claude Albore Livadie, e il docente di Etruscologia all’università di Salerno Luca Cerchiai.

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Copertina del libro “L’alba di Pompei. Nascita di una città”

L’alba di Pompei. Tutti o quasi sanno della fine di Pompei, sepolta da un’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., e ogni giorno gli scavi archeologici aggiungono nuovi dettagli al quadro della città nei suoi ultimi giorni. Del suo inizio invece si sa poco o nulla, l’origine del sito archeologico più famoso al mondo è avvolta da una fitta nebbia, con molte ipotesi e poche certezze. Per rispondere a questi quesiti, Stefano De Caro costruisce la trama di un romanzo storico nelle radici della civiltà dell’Occidente, mescolando con misura dati archeologici a elementi di invenzione.