“Open day” ad Aquileia: apertura delle aree archeologiche e dei cantieri di scavo; visite guidate con i curatori della mostra “Magnifici ritorni” al museo Archeologico nazionale; e gran finale con il concerto in basilica
Aquileia apre le porte ad appassionati e turisti per l’Open Day di sabato 14 settembre 2019. Previsti l’apertura delle aree archeologiche e dei cantieri di scavo; visite guidate con i curatori della mostra “Magnifici ritorni” al museo Archeologico nazionale; e gran finale con il concerto in basilica. Grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquileia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, Comune di Aquileia, università di Padova, di Trieste, di Udine, di Venezia e di Verona, Pro Loco Aquileia, associazione nazionale per Aquileia, Società Friulana di Archeologia tutte le aree archeologiche e i cantieri di scavo saranno aperti al pubblico e archeologi e studiosi aspetteranno cittadini e appassionati sugli scavi per raccontare le ultime scoperte e i risultati delle indagini più recenti.
Durante la giornata dedicata alla riscoperta dello straordinario patrimonio archeologico di Aquileia, sito Unesco dal 1998, potrete visitare – tra le 10.30 e le 12.30 e al pomeriggio tra le 15.30 e le 17.30 – il foro romano scendendo tra le colonne, il porto fluviale, il sepolcreto, il cantiere delle grandi terme e del teatro, le mura a zig zag e il decumano di Aratria Galla, l’area del fondo Cal con i resti delle antiche domus, lo scavo delle Bestie ferite e di via Gemina, lo scavo dell’area dei mercati e delle antiche mura ai fondi Pasqualis e il fondo Sandrigo accanto al porto. Saranno visitabili anche la domus di Tito Macro sul fondo Cossar, dove si è concluso il primo lotto di lavori per la valorizzazione dell’area e la domus e palazzo episcopale in cui ci si può immergere nella storia di Aquileia. In tutte le aree ci saranno gli archeologi ad accogliere i visitatori e inoltre in piazza Capitolo, al foro, al porto fluviale e all’incrocio di via XXIV Maggio ci saranno dei punti di informazione dove trovare le mappe con l’indicazione delle aree archeologiche.

La locandina della mostra “Magnifici Ritorni. Tesori aquileiesi dal Kunsthistorisches Museum di Vienna” dall’8 giugno al 20 ottobre 2019
Sempre sabato 14 settembre 2019, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale di Aquileia, visita guidata alla mostra “Magnifici Ritorni”, organizzata da Fondazione Aquileia, Polo museale del FVG e Kunsthistorisches Museum di Vienna. Le visite sono tenute dai curatori Cristiano Tiussi, direttore di Fondazione Aquileia, e Marta Novello, direttrice del museo Archeologico nazionale di Aquileia. La visita è compresa nel costo del biglietto di ingresso al museo (gratuito per i minori di 18 anni, i possessori di abbonamento #SuperMAN e le gratuità ministeriali previste). Prenotazione obbligatoria a
museoaquileiadidattica@beniculturali.it, scrivendo alle pagine social del #MANAquileia o chiamando al numero 0431 91035 dal lunedì al venerdì.
Ancora sabato 14 settembre 2019 ad Aquileia gran finale con “La Musica dei cieli” che chiude l’edizione 2019 dei Concerti in basilica ad Aquileia organizzati dalla Socoba con il contributo della regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Aquileia. Appuntamento alle 20.45 con l’esibizione del Coro Polifonico di Ruda, diretto da Fabiana Noro, in un progetto liberamente ispirato al Paradiso di Dante. Sarà l’attore e direttore di prosa del teatro Giovanni da Udine, Giuseppe Bevilacqua, a condurre il pubblico attraverso la terza cantica del sommo poeta mentre il coro legherà il tutto con un programma sacro quasi completamente ‘a cappella’ di autori dell’Ottocento e del Novecento. Bevilacqua, in particolare, leggerà passi dal Canto I (1-12, 37-87), dal Canto III (69-123), dal Canto XI (57-63, 73-87), dal Canto XXI (107-123) e dal Canto XXXIII (1-57, 84-93, 105-145) mentre il Polifonico, dopo l’apertura con il De profundis di Arvo Part (1935) proseguirà la sua esibizione con brani di Ambroz Copi (1973), Joseph Rheinberger (1839-1901), Grigori Ljiubimov (1882-1934), Francis Poulenc (1899-1963), Pau Casals (1876-1973), Pavel Chesnokov (1877-1944), Ola Gjeilo (1978), Dmitrij Bortnjanskij (1751-1835), Giovanni Bonato (1961), Manolo da Rold (1976) ed Eric Whiteacre. Il progetto “La musica dei Cieli” nasce da una intuizione di Fabiana Noro: ‘’Si tratta di evidenziare un protagonista tra i tanti del Paradiso – dice – e di accompagnare le relative letture con dei brani che si avvicinino ai temi trattati dal sommo poeta. In particolare nel progetto saranno evidenziate le figure di Piccarda Donati, Giustiniano, san Francesco d’Assisi, Pier Damiani mentre il finale sarà dedicato all’empireo e alla perfetta beatitudine del poeta che vede la luce di Dio e trova la sua voce nei brani Sweet di Manolo da Rold e Lux aurumque di Eric Whitacre’’.
Venezia-Aquileia: speciale accordo tra il museo Archeologico nazionale di Aquileia e Palazzo Grimani per visitare le due sedi e le due grandi mostre con biglietto ridotto

Il rilievo marmoreo con la rappresentazione di Mitra Tauroctono scoperto ad Aquileia e conservato a Vienna
Nel nome di Aquileia. Una speciale partnership consentirà ai visitatori di Palazzo Grimani a Venezia e del museo Archeologico nazionale di Aquileia di ammirare due grandi mostre e di accedere ad entrambi le sedi espositive con il biglietto d’ingresso ridotto. Dal mese di agosto fino al 20 ottobre 2019, i possessori dei biglietti della mostra “Domus Grimani 1594-2019” a Palazzo Grimani potranno visitare il museo Archeologico nazionale di Aquileia e la mostra “Magnifici Ritorni. Tesori aquileiesi dal Kunsthistorisches Museum di Vienna” con un biglietto ridotto di 6 euro; viceversa, i visitatori della mostra di Aquileia avranno accesso a Palazzo Grimani sempre con biglietto a 6 euro e godranno del titolo d’accesso ridotto per gli ingressi cumulativi venduti presso la biglietteria del museo veneziano.
“DOMUS GRIMANI 1594 – 2019. La collezione di sculture classiche a Palazzo dopo quattro secoli”, curata da Daniele Ferrara, direttore del Polo museale del Veneto, e Toto Bergamo Rossi, direttore di Venetian Heritage, fino al 30 maggio 2021, al museo di Palazzo Grimani di Venezia. Orario: da martedì a domenica, 10–19 (la biglietteria chiude alle 18.30) – lunedì: chiuso. Informazioni e prenotazioni: palazzogrimani.org Sculture, marmi, vasi, bronzi e gemme: costituivano la collezione di antichità di Giovanni Grimani, patriarca di Aquileia, che lui collocò nel palazzo veneziano di famiglia in Santa Maria Formosa. Dopo più di 400 anni, la Collezione Grimani torna nella sua collocazione originale. Il fulcro di “DOMUS GRIMANI 1594 – 2019” è la ricostruzione di uno dei più significativi episodi della museologia europea – la Tribuna del patriarca Giovanni, ancora integra nella sua struttura architettonica – accompagnata dall’esposizione di arredi e opere nelle sale antecedenti, con l’intento di ricreare la decorazione di una dimora aristocratica del XVI e di restituire così ai visitatori l’atmosfera di un luogo che, grazie a questo progetto, torna protagonista dell’offerta culturale veneziana attraverso un allestimento ispirato all’estetica della “casa-museo” (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/08/08/venezia-a-palazzo-grimani-la-mostra-domus-grimani-1594-2019-che-celebra-dopo-oltre-quattro-secoli-il-ritorno-a-palazzo-grimani-della-collezione-di-statue-classiche-scul/).

La locandina della mostra “Magnifici Ritorni. Tesori aquileiesi dal Kunsthistorisches Museum di Vienna” dall’8 giugno al 20 ottobre 2019
“Magnifici Ritorni. I tesori aquileiesi conservati dal Kunsthistorisches Museum di Vienna”, organizzata per celebrare i 2200 dalla fondazione dell’antica città romana; aperta fino al 20 ottobre 2019 al museo Archeologico nazionale di Aquileia. Orario: da martedì a domenica, 10– 19 (la biglietteria chiude alle 18) – lunedì: chiuso. La mostra è un’importante occasione per presentare, in molti casi per la prima volta dai tempi lontani del loro ritrovamento, alcuni dei capolavori della città adriatica all’interno del contesto storico per i quali furono creati e nel quale furono utilizzati. Ma offre anche l’opportunità per raccontare un momento importante della storia di Aquileia che, mediante una intensa attività di raccolta, di scavo e di ricerca durata più di due secoli, portò alla progressiva riscoperta, durante l’età moderna, della grandezza dell’antica città romana (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/06/08/al-museo-archeologico-nazionale-di-aquileia-apre-la-mostra-magnifici-ritorni-tesori-aquileiesi-dal-kunsthistorisches-museum-di-vienna-120-eccezionali-reperti-recuperati-nell/, https://archeologiavocidalpassato.com/2019/08/09/mostra-magnifici-ritorni-larcheologo-godard-i-capolavori-di-aquileia-in-mostra-ce-ne-sono-110-appartengono-al-mondo-classico-e-al-mondo-cristiano-che/).
Questa significativa collaborazione tra le due istituzioni riattiva i rapporti di scambio che nel corso dei secoli sono intercorsi tra Venezia e Aquileia, non solo dal punto di vista commerciale ma anche artistico e culturale. Entrambe le mostre celebrano il ritorno di importanti reperti archeologici che trovano tra loro rimandi stilistici e filologici di sicuro interesse per i visitatori. La mostra “Domus Grimani 1594-2019”, realizzata dal Polo Museale del Veneto insieme a Venetian Heritage, nasce, infatti, in occasione del ritorno dopo oltre 400 anni a Palazzo Grimani dal museo Archeologico nazionale di Venezia della statuaria classica collezionata da Giovanni Grimani che fu Patriarca di Aquileia dal 1545 al 1550 e poi dal 1585 al 1593; la mostra al museo Archeologico nazionale di Aquileia, realizzata da Fondazione Aquileia, Polo museale del Friuli Venezia Giulia e Kunsthistorisches Museum di Vienna, invece, riporta in città, a distanza di quasi 200 anni, alcuni tra i più importanti reperti archeologici restituiti dal ricchissimo sottosuolo aquileiese, parte della collezione permanente del Kunsthistorisches Museum di Vienna, tra cui alcuni capolavori che per la prima volta sono esposti in Italia.
“Di corsa al museo di Aquileia”: il museo Archeologico nazionale di Aquileia partecipa con una propria squadra alla “Staffetta Telethon 24 per un’ora”. E poi visita guidata al Man per tutti i partecipanti

La speciale maglietta che farà riconoscere il team del museo Archeologico nazionale di Aquileia alla Staffetta Telethon 24 per un’ora
Sabato 1° dicembre 2018 alle 15, in piazza Libertà a Udine, ai nastri di partenza della 20.ma edizione della “Staffetta Telethon 24 per un’ora”, un evento unico nel suo genere in Italia, pensato per sostenere la ricerca scientifica contro le malattie genetiche rare, grazie all’impegno del Comitato Udinese Staffette Telethon, dell’amministrazione comunale di Udine e della Bnl – Gruppo Bnp Paribas, main sponsor dell’iniziativa, tra le oltre quattrocento squadre partecipanti ce ne sarà una particolare: quella del museo Archeologico nazionale di Aquileia, un team composto dallo staff del museo, nonché da sostenitori e simpatizzanti, che correrà al motto “Di corsa al museo di Aquileia”. La squadra del Man sarà riconoscibile dalla t-shirt realizzata per l’occasione: su un lato, all’interno di un “cartiglio” romano la scritta “Aquileia Te Salutat”; sull’altro, lo slogan “Di corsa al museo di Aquileia” con al centro la riproduzione della bellissima applique in bronzo del I sec. a.C. – I sec. d.C. con testa di vento boreas. “Abbiamo deciso di partecipare a questo appuntamento”, dichiara la direttrice Marta Novello, “per dimostrare come il museo possa assumere oggi nella società un ruolo nuovo e trasversale, aderendo a iniziative che promuovono, anche fuori dalle mura del percorso espositivo, l’importanza della ricerca nel campo scientifico così come in quello umanistico”.
La “Staffetta Telethon 24 per un’ora” rappresenta un’importante opportunità per promuovere Aquileia e il suo straordinario patrimonio storico e archeologico. Il reclutamento degli atleti e il coinvolgimento di simpatizzanti che collaborano alle varie fasi organizzative costituisce un ulteriore momento di condivisione tra persone che altrimenti difficilmente si sarebbero avvicinate al museo. La creazione della squadra permette di portare il Man oltre le sue barriere, aprendosi alla collettività. L’idea di partecipare alla manifestazione è stata, in quest’ottica, sposata con entusiasmo da “Aquileia Te Salutat”, l’associazione che riunisce gli imprenditori del territorio e che è sponsor del team.

La testa di vento Boreas su un’applique di bronzo (I sec. a.C. – I sec. d.C.) scelta come “testimonial” della squadra del Man (Slowphoto Studio)
L’esperienza con Telethon non si concluderà domenica 2 dicembre 2018, alle 15, con la chiusura della corsa, ma proseguirà al Man domenica 9 dicembre 2018, a partire dalle 15, con le visite guidate per tutti coloro che hanno partecipato e collaborato all’iniziativa e per quanti vogliono scoprire il nuovo allestimento. La visita, a cura di un’archeologa, è compresa nel costo del biglietto di ingresso ed è aperta a tutti fino a esaurimento posti. La prenotazione è obbligatoria e si effettua all’indirizzo museoaquileiadidattica@beniculturali.it oppure al numero 043191035.
Al museo Archeologico nazionale di Aquileia sulle tracce di Ovidio: visita guidata con archeologo alla scoperta attraverso i reperti esposti delle atmosfere del raffinato ambiente che fece da sfondo e intorno al quale il poeta esercitò la sua arte

L’Augusto in vesti sacerdotali conservato al museo Archeologico nazionale di Aquileia, in mostra alle Scuderie del Quirinale (foto Graziano Tavan)
La statua in marmo di Augusto del museo Archeologico nazionale di Aquileia, in vesti sacerdotali, della I metà del I sec. d.C., proveniente dalla zona delle Marignane presso l’area del circo di Aquileia, parte di un ciclo imperiale raffigurante la famiglia giulio-claudia, in cui dovevano comparire anche i ritratti di Claudio e Antonia Minore, troneggia nella grande mostra “Ovidio. Amori, miti e altre storie”, curata da Francesca Ghedini, aperta alle Scuderie del Quirinale di Roma fino al 20 gennaio 2019: oltre 200 opere tra reperti archeologici, sculture antiche, affreschi, manoscritti medievali e dipinti di età moderna, provenienti da numerosi musei e biblioteche, un viaggio alla scoperta del mondo poetico di Ovidio attraverso l’amore, la seduzione, il rapporto con il potere e il mito. E ancora dal Man di Aquileia manufatti in ambra di squisita lavorazione che ritraggono Amore e Psiche, anelli intagliati con ritratti di raffinate matrone romane dalle acconciature elaborate, ma anche piccole sculture e oggetti da toeletta, come le pissidi e le scatoline lavorate a intaglio, o il grande specchio in bronzo e la rarissima trousse per cosmesi, rinvenuta a sud di Aquileia agli inizi degli anni Novanta e oggetto di un accurato restauro proprio in occasione di questa esposizione, amuleti, collane e gemme vitree, ci raccontano di un mondo elegante dai gusti ricercati che molto doveva ai consigli del cantore dell’Ars Amatoria. In mostra spiccano anche le minutissime mosche in lamina d’oro destinate a essere cucite su di una veste e provenienti dal corredo funerario di una ricca domina aquileiese, che ben testimoniano il fasto e la ricercatezza dei costumi nel I secolo d.C. (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2018/10/31/la-statua-di-augusto-velato-del-museo-archeologico-nazionale-di-aquileia-troneggia-a-roma-nella-mostra-ovidio-amori-miti-e-altre-storie-e-la-prima-volta-che-la-m/).

La statua in marmo di Venere del I sec. a.C. – I sec. d.C. da un originale di età ellenistica nel nuovo allestimento del Man di Aquileia (foto di Alessandra Chemollo)
La narrazione sull’opera di Ovidio e sulle atmosfere del raffinato ambiente che fece da sfondo e intorno al quale il poeta esercitò la sua arte non si esaurisce con i reperti inviati a Roma ma continua ad Aquileia, domenica 25 novembre 2018 alle 17 al museo Archeologico nazionale di Aquileia, con una visita guidata da un archeologo dedicata a Ovidio, all’interno del nuovo allestimento. In questa occasione al racconto e all’analisi di alcuni reperti, che rievocano le atmosfere degli ambienti intellettuali del I secolo d.C., sarà abbinata la lettura di alcuni passi dell’Ars Amatoria, cogliendo così allusioni e rimandi ai temi letterari cari al poeta. “Al centro del racconto del nuovo Man”, ricorda la direttrice Marta Novello, “è la città romana di Aquileia, grande porto del Mediterraneo nel quale merci, persone, lingue, religioni e culture diverse si incontravano e convivevano, concorrendo a portare nuove idee in un’area che, soprattutto durante l’età tardoantica, fu di importanza strategica per le sorti dell’Impero, cerniera e collegamento tra Oriente e Occidente, tra il Mediterraneo e le regioni settentrionali e orientali dell’Europa”.
Giovedì 6 e 13 dicembre 2018 alle 17.30 proseguono gli incontri dedicati alle famiglie con il ciclo “Aquileia in tutti i sensi”, nel corso del quale i reperti museali verranno presentati in un inedito percorso sensoriale, che abbinerà all’osservazione visiva odori, suoni, sapori e sensazioni tattili. La proposta s’inserisce nell’ambito degli appuntamenti promossi dal MiBAC per tutto il mese di dicembre e dedicati alla Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità. Lo slogan “Un giorno all’anno tutto l’anno” vuole, infatti, affermare la necessità e la volontà dei musei italiani di garantire nuove forme di fruizione e accessibilità dei beni culturali, così come richiesto dalla Costituzione Italiana e dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Infine, giovedì 20 dicembre 2018, alle 17. 30 si tiene un laboratorio gratuito per i più piccoli, che condurrà i bambini alla scoperta di uno dei reperti più preziosi della collezione: la pisside in vetro colorato con bande d’oro. Sarà l’occasione per riascoltare l’approfondimento prodotto da Radio Magica Fondazione onlus con un audio-racconto dedicato e contemporaneamente esplorare materiali e colori che narrano l’antico artigianato del vetro.
La statua di Augusto “velato” del museo Archeologico nazionale di Aquileia troneggia a Roma nella mostra “Ovidio. Amori, miti e altre storie”: è la prima volta che la monumentale opera lascia il Friuli per un prestito. Alle Scuderie del Quirinale presenti molti reperti dal museo aquileiese

La statua monumentale di Augusto del museo Archeologico nazionale di Aquileia troneggia nella seconda sezione della mostra “Ovidio. Amori, miti e altre storie” alle Scuderie del Quirinale (foto Graziano Tavan)
La grande statua in marmo di Augusto, in vesti sacerdotali, capolavoro del museo Archeologico nazionale di Aquileia, troneggia nella seconda sezione della grande mostra “Ovidio. Amori, miti e altre storie”, curata da Francesca Ghedini, aperta alle Scuderie del Quirinale di Roma fino al 20 gennaio 2019: oltre 200 opere tra reperti archeologici, sculture antiche, affreschi, manoscritti medievali e dipinti di età moderna, provenienti da numerosi musei e biblioteche, un viaggio alla scoperta del mondo poetico di Ovidio attraverso l’amore, la seduzione, il rapporto con il potere e il mito. Perché proprio “questo” Augusto in mostra? L’imperatore, simbolo della sua epoca, fu una figura determinante nella vicenda personale di Ovidio, dai fasti dorati della Roma imperiale fino esilio nella lontana Tomi sul mar Nero. E proprio nella seconda sezione della mostra, come spiega la curatrice, si affronta “il grande scontro tra l’imperatore Ottaviano Augusto e il poeta, costretto alla fine all’esilio. Sappiamo che i motivi alla base dell’ira di Augusto sono legati ai versi “licenziosi” di Ovidio sull’amore, e al suo modo dissacrante di rapportarsi e trattare le divinità, proprio quelle divinità che sono le fondamenta della politica e della morale di Augusto” (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2018/10/16/ovidio-il-poeta-alle-radici-delleuropa-alle-scuderie-del-quirinale-la-grande-mostra-ovidio-amori-miti-e-altre-storie-nel-bimillenario-della-morte-del-poeta-nostra-interv/).

L’Augusto in vesti sacerdotali conservato al museo Archeologico nazionale di Aquileia, in mostra alle Scuderie del Quirinale (foto Graziano Tavan)
La statua in marmo di Augusto, in vesti sacerdotali, della I metà del I sec. d.C., proveniente dalla zona delle Marignane presso l’area del circo di Aquileia, fa parte di un ciclo imperiale raffigurante la famiglia giulio-claudia, in cui dovevano comparire anche i ritratti di Claudio e Antonia Minore. Augusto indossa la toga, veste tipica del cittadino romano con la quale si fa riconoscere durante le cerimonie e i riti sacri. Il capo è velato, prescritto nei riti, a sottolineare così la sua massima devozione. Non dimentichiamo che dal 12 a.C. assume il titolo di Pontefice Massimo. “Non è una scelta casuale”, spiegano i curatori della mostra: “Anche nell’arte ufficiale Augusto fa sottolineare sempre il proprio carattere di uomo pio, in forte adesione al suo programma politico di moralizzazione e riforma dei costumi”. La monumentale statua di Augusto, particolarmente importante nel percorso espositivo della mostra di Roma, è la prima volta che lascia per un prestito il museo Archeologico nazionale di Aquileia, per il cui nuovo allestimento – inaugurato il 3 agosto 2018 – è stata anche restaurata.

Reperti in ambra di squisita lavorazione che ritraggono Amore e Psiche dal museo Archeologico nazionale di Aquileia in mostra a Roma (foto Graziano Tavan)
Il museo Archeologico nazionale di Aquileia – assicura la direzione – ha colto con entusiasmo l’opportunità di collaborare all’importante progetto espositivo su Ovidio attraverso il prestito di numerose opere della collezione permanente, che si inseriscono felicemente nella narrazione ideata dai curatori della mostra e contribuiscono a restituire al grande pubblico le atmosfere del raffinato ambiente che all’opera di Ovidio fece da sfondo e intorno al quale egli esercitò la sua arte poetica. Manufatti in ambra di squisita lavorazione che ritraggono Amore e Psiche, anelli intagliati con ritratti di raffinate matrone romane dalle acconciature elaborate, ma anche piccole sculture e oggetti da toeletta, come le pissidi e le scatoline lavorate a intaglio, o il grande specchio in bronzo e la rarissima trousse per cosmesi, rinvenuta a sud di Aquileia agli inizi degli anni Novanta e oggetto di un accurato restauro proprio in occasione di questa esposizione, amuleti, collane e gemme vitree, ci raccontano di un mondo elegante dai gusti ricercati che molto doveva ai consigli del cantore dell’Ars Amatoria. In mostra spiccano anche le minutissime mosche in lamina d’oro destinate a essere cucite su di una veste e provenienti dal corredo funerario di una ricca domina aquileiese, che ben testimoniano il fasto e la ricercatezza dei costumi nel I secolo d.C.
Da tutta Europa al museo Archeologico nazionale di Aquileia per studiare le ceramiche di età tardo-ellenistica e romana prodotte e commercializzate nell’Adriatico dal II secolo a.C. al VI-VII secolo d.C.
Una settimana per perfezionare le conoscenze sulla ceramica di età romana: è la Summer School Internazionale sulla ceramica romana, che si è tenuta dal 22 al 26 ottobre 2018 ad Aquileia, organizzata dall’università di Verona in collaborazione con il Polo museale del Friuli Venezia Giulia – museo Archeologico nazionale di Aquileia, la soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, l’università di Innsbruck e il Römisch-Germanisches Zentralmuseum Mainz e sotto il patrocinio della Fondazione Aquileia. Al corso intensivo di formazione e apprendimento sulle più aggiornate metodologie di studio delle ceramiche di età tardo-ellenistica e romana prodotte e commercializzate nell’Adriatico dal II secolo a.C. al VI/VII secolo d.C. hanno partecipato oltre cinquanta persone, tra studenti ed esperti del settore provenienti dall’Italia, dalla Germania, dall’Austria, dalla Spagna, dalla Francia, dalla Croazia, dalla Repubblica Ceca e dalla Slovenia. Tramite le lezioni teoriche e un confronto diretto svolto durante le esercitazioni pratiche con le più innovative esperienze di ricerca nazionali ed internazionali, la Scuola è diventata momento di acquisizione di informazioni e luogo ideale di scambio e discussione sui più recenti strumenti di conoscenza delle produzioni artigianali e dell’economia antica del mondo ellenistico e romano.
Aquileia è stata scelta dagli organizzatori Diana Dobreva e Florian Schimmer proprio per lo straordinario patrimonio di reperti ceramici custoditi nei depositi del museo Archeologico nazionale, che riflettono la vivacità economica della metropoli altoadriatica durante tutto il periodo romano. Aquileia fu infatti un punto cardine dei traffici che connettevano il Mediterraneo ai confini nord-orientali dell’Impero. Non è un caso quindi che in città circolassero manufatti provenienti dalla Grecia, dall’Africa, dalla penisola iberica e dalle coste siro-palestinesi. Contemporaneamente le numerose officine collocate intorno al centro abitato e nel territorio circostante producevano vasellame da mensa e da cucina, lucerne e anfore. Ed è proprio a questa vivacità economica fatta di scambi e produzioni che il nuovo percorso espositivo del museo Archeologico nazionale dà grande risalto, in un allestimento che vuole raccontare attraverso i reperti i traffici commerciali su breve e lunga distanza e le attività produttive che caratterizzavano il territorio. “Le ceramiche – ricordano gli archeologi – sono importantissimi documenti storici, indicatori archeologici particolarmente significativi per ricostruire le dinamiche commerciali antiche: si tratta infatti di manufatti che resistono al tempo, a differenza delle derrate alimentari, e che, variando con le mode e gli stili di vita, suggeriscono agli archeologi informazioni preziose per ricostruire l’evoluzione dell’economia e dei contatti tra i popoli nel corso dei secoli”.
Il programma del corso ha previsto, accanto alle più tradizionali lezioni, anche dimostrazioni di archeologia sperimentale e visite guidate ai depositi e al nuovo percorso espositivo del museo. “Per il museo Archeologico nazionale di Aquileia”, sottolinea la direttrice Marta Novello, “è molto importante poter ospitare attività di formazione come questa; la ricerca rappresenta infatti uno degli elementi cardine dell’attività museale ed è grazie a essa e ai suoi risultati che il museo può continuare a essere un organismo vivo, in grado di rinnovarsi e di acquisire gli strumenti per presentarsi al pubblico in forme continuamente aggiornate”.
“Tempora”: per tre giorni Aquileia rivive le atmosfere della sua fondazione nel 181 a.C. con una grande rievocazione storica e centinaia di figuranti: ci si potrà imbattere in un legionario romano o in un guerriero celta. E tra le vie e piazze della cittadina rivivrà la quotidianità antica, tra spettacoli gladiatori e danze
Correva l’anno 181 a.C. I triumviri romani Lucio Manlio Acidino, Publio Scipione Nasica e Gaio Flaminio furono inviati dal Senato a sbarrare la strada ai barbari che minacciavano i confini orientali d’Italia. E fondarono Aquileia: prima come base militare per le campagne contro gli Istri altri popoli, fra cui i Carni, e poi per l’espansione romana verso il Danubio. Romanizzata la regione, Aquileia, divenuta nel frattempo municipio (dopo l’89 a.C.) si ingrandì a più riprese, fino a diventare centro politico-amministrativo (capitale della X Regione augustea, Venetia et Histria) e prospero emporio, avvantaggiata dal lungo sistema portuale e dall’intersezione di importanti strade che se ne dipartivano sia verso il Nord, oltre le Alpi e fino al Baltico (“la via dell’ambra”), sia in senso latitudinale, dalle Gallie all’Oriente. Per tre giorni Aquileia tornerà alle atmosfere del 181 a.C. e regalerà a tutti un viaggio nel tempo e nella storia di quella che è stata una delle più grandi città dell’Impero romano.

“Tempora”: ad Aquileia tre giorni di rievocazione storica della fondazione della colonia romana nel 181 a.C.
Venerdì 15, sabato 16 e domenica 17 giugno 2018 figuranti da tutta Italia riempiranno le strade, le piazze e i luoghi simboli della storia di Aquileia per la settima edizione di “Tempora Aquileia”, la grande rievocazione storica organizzata e coordinata dalla associazione Tempora in Aquileia in collaborazione con il Comune di Aquileia, il Polo Museale e la soprintendenza del Friuli Venezia Giulia, con la direzione artistica di Emanuele Zorino e il sostegno della Fondazione Aquileia. La manifestazione a ingresso gratuito si svolgerà nell’area del fondo Cal dove troverà spazio l’accampamento celta, nell’area del fondo Pasqualis con l’accampamento romano e in piazza Patriarcato dove si svolgeranno i combattimenti tra gladiatori. Il centro sarà animato inoltre dai mercati che troveranno spazio in via Popone e via dei Patriarchi. La cerimonia di inaugurazione è prevista venerdì 15 giugno 2018 e proseguirà nelle giornate di sabato 16 e domenica 17 giugno con una fitta serie di appuntamenti programmati tra rievocazioni, sessioni di didattica e che avranno come unico obiettivo quello della divulgazione storico-culturale. E così, immersi nel centro storico e nelle aree archeologiche, “ci si potrà imbattere nella quotidianità di un legionario romano o in quella di un guerriero celta. La vita tra le vie e piazze della cittadina rivivrà e con essa spettacoli gladiatori e danze”, spiegano i promotori. Ci sarà spazio per chi ama cibo e buon vino: nel termopolio l’oste offrirà i suoi migliori piatti, secondo le semplici ricette di allora che costituiscono la base del nostro patrimonio eno-gastronomico.
Tre giorni ricchi di eventi. Venerdì 15 alle 19 si apriranno i mercati storico e gastronomico, alle 20 all’interno del lapidarium del museo Archeologico nazionale verrà proposto uno spettacolo di danze, teatro e cucina antica, alle 20.30 fra i monumenti funerari del lapidario del museo Archeologico nazionale gli spiriti degli antichi abitanti di Aquileia si raccontano attraverso storie di vita e leggende del nostro antico territorio. Alle 21.45 al fondo Cal si terrà la cerimonia d’apertura con la festa del fuoco di Beleno tra riti e danze. Sabato 16, con l’apertura degli accampamenti alle 10, inizierà una lunga giornata di rievocazione. Alle 11 nell’arena gladiatoria in piazza Patriarcato, i gladiatori si sfideranno nei ludi, alle 12.30 è il momento del banchetto per i nuovi coloni: dopo il lusso delle raffinate pietanze, alcune fanciulle allietano il simposio dei propri signori con danze antiche al campo romano. Alle 16 al campo romano spettacolo di cavalleria celtica e la danza dei sacerdoti Salii, alle 18 ancora ludi gladiatori in piazza Patriarcato e alle 19 il simposio. Alle 20 verrà proposto l’antico gioco dell’harpastum, alle 21 “Historia muneraria”, spettacolo della gladiatura nella storia e alle 22 si rievocherà il rito del “sulcus primigenius”, momento solenne in cui il Senato, per ribadire il potere di Roma su queste terre, conferisce il mandato ai consoli di scavare il solco primigenio della futura città di Aquileia. Domenica 17, la rievocazione si aprirà alle 11 con i ludi gladiatori in piazza Patriarcato, alle 12 si terrà il simposio all’interno del campo romano sul fondo Pasqualis. Alle 16 spettacolo di cavalleria celtica e prove di abilità tra cavalieri, alle 17 i ludi gladiatori in piazza Patriarcato, e conferenza “La posca come strategia militare” di Marco Berardinelli e “Il lavoro militare delle legioni romane” di Filippo Crimial al museo Archeologico nazionale. Alle 18 la danza dei sacerdoti Salii, alle 19 si rinnoverà il rito del Solco Primigenio, con cui si fonda la futura città di Aquileia. Alle 20 il simposio e alle 21, in piazza Patriarcato, lo spettacolo finale di gladiatura. Inoltre sabato e domenica, per tutta la giornata, agli accampamenti romano e celta gli abitanti dei villaggi coinvolgeranno il pubblico facendo provare l’arceria celta e romana, proponendo la filatura, la tintura e la tessitura della lana, la lavorazione del mosaico, della ceramica, la battitura del ferro, avvincenti duelli, il tiro con l’arco. Nell’area della Basilica troverà spazio il mercato artigiano storico e in tutta la città stand enogastronomici e antiche tabernae.
Ecco il programma completo. Si inizia venerdì 15 giugno 2018: alle 19, apertura aree enogastronomiche e mercato storico; 19.30, “Alba nocte: simposium”: all’interno del lapidario romano del museo Archeologico di Aquileia lo spettacolo della cucina antica riproposta fra danze, teatro e dimostrazioni enogastronomiche; 20, “Alba nocte: panem et circenses”; 20.30, “Alba nocte: imago”: fra i monumenti funerari del lapidario del museo Archeologico gli spiriti degli antichi abitanti di Aquileia si raccontano attraverso storie di vita e leggende del nostro antico territorio; 21.45, cerimonia di apertura al fondo Cal, campo celtico: “I fuochi di Beleno”, la festa del solstizio fra riti e danze del popolo celtico; 22.45, al fondo Cal, campo celtico: “Roma incontra le terre di Aquileia”, la delegazione della Repubblica Romana incontra le popolazioni autoctone celtiche.
Sabato 16 giugno 2018. Dalle 10 alle 23, didattica nei campi storici (campo romano al fondo Pasqualis e campo celtico al fondo Cal). Dalle 10 alle 20, al fondo Cal, campo celtico, “L’arte della Falconeria nei tempi antichi”. Dalle 10 alle 23, apertura aree enogastronomiche e mercato storico. Alle 11, in piazza Patriarcato, “Ludi gladiatori”: insediatisi ormai sul territorio, la repubblica fa giungere ad Aquileia uno degli spettacoli più cruenti e più seguiti del tempo, l’arena gladiatoria. In piazza Patriarcato, gladiatori si sfideranno tra il sangue e la sabbia per il giubilo dei coloni aquileiesi. Alle 12.30, al campo romano in fondo Pasqualis, “Il simposio”: lo spettacolo della cucina antica riproposta fra danze, teatro e dimostrazioni enogastronomiche. Alle 16, al campo romano in fondo Pasqualis, “La cavalleria celtica”: Equus, lezione spettacolo sulla cavalleria e prove di abilità tra i cavalieri. Alle 16.30, al campo romano in fondo Pasqualis, “Danza dei Salii”: la danza saltellante che i sacerdoti Salii dedicavano a Marte, prima protettore dei campi, dei contadini e del bestiame. Alle 17, al campo romano in fondo Pasqualis, “Honesta missio”: già nel periodo tardo-repubblicano la ferma militare poteva durare fino ad un massimo di 16 anni. Al termine del servizio veniva concesso un premio per il congedo onorevole (honesta missio) e poteva consistere in un terreno o una somma di denaro. Alle 18, in piazza Patriarcato, Arena Gladiatoria “Ludi gladiatori”: spettacolo e didattica sulla gladiatura. Alle 19, in piazza Patriarcato, “Il simposio”: lo spettacolo della cucina antica riproposta fra danze, teatro e dimostrazioni enogastronomiche. Alle 20, in piazza Patriarcato, “Harpastum”: dimostrazione didattica dell’antico gioco con la palla dei legionari romani. Alle 21, in piazza Patriarcato, “Historia muneraria”: lo spettacolo della gladiatura nella Storia, spettacolo in tre Atti: Origines: dai Campani agli Etruschi passando per le legioni romane. Caena libera: l’ultima cena e le pratiche amministrative e rituali. Munus: gli eroi in anfiteatro; pubblico, regole e giudizio finale. Alle 22, al campo romano in fondo Pasqualis, “Rito della fondazione della città di Aquileia: sulcus primigenius”: un aratro tirato da due possenti buoi parati a festa e condotto dal fondatore della città incide nella nuda terra il futuro percorso della cinta muraria più esterna, il confine tra la civiltà romana e il resto del mondo: la ricostruzione del rito con cui i Triumviri, Publio Scipione Nasica, Gaio Flaminio e Lucio Manlio Acidino diedero vita alla magnifica storia di Aquileia.

“Il simposio”, lo spettacolo della cucina antica riproposta fra danze, teatro e dimostrazioni enogastronomiche
Domenica 17 giugno 2018. Dalle 10 alle 23, didattica nei campi storici, campo romano in fondo Pasqualis e campo celtico in fondo Cal. Dalle 10 alle 20, “L’arte della Falconeria nei tempi antichi” al campo celtico in fondo Cal. Dalle 10 alle 23, apertura aree enogastronomiche e mercato storico. Alle 11, in piazza Patriarcato, “Ludi gladiatori”, spettacolo e didattica sulla gladiatura. Alle 12, al Campo Romano in Fondo Pasqualis, “Il simposio”, lo spettacolo della cucina antica riproposta fra danze, teatro e dimostrazioni enogastronomiche. Alle 16, al campo romano in fondo Pasqualis, “La cavalleria celtica”, Equus: lezione spettacolo sulla cavalleria e prove di abilità tra i cavalieri. Alle 15, in piazza Patriarcato, “Ludi gladiatori”, spettacolo e didattica sulla gladiatura. Alle 17, al lapidario del museo Archeologico nazionale, conferenza: “La posca come strategia militare” di Marco Berardinelli, e “Il lavoro militare delle legioni romane” di Filippo Crimi. Alle 18, al campo romano in fondo Pasqualis, “Danza dei Salii”: la danza saltellante che i sacerdoti Salii dedicavano a Marte, prima protettore dei campi, dei contadini e del bestiame. Alle 18.30, al campo romano in fondo Pasqualis, “Honesta missio”: già nel periodo tardo repubblicano la ferma militare poteva durare fino ad un massimo di 16 anni. Al termine del servizio veniva concesso un premio per il congedo onorevole (honesta missio) e poteva consistere in un terreno o una somma di denaro. Alle 19, un aratro tirato da due possenti buoi parati a festa e condotto dal fondatore della città incide nella nuda terra il futuro percorso della cinta muraria più esterna, il confine tra la civiltà romana ed il resto del mondo: la ricostruzione del rito con cui i Triumviri, Publio Scipione Nasica, Gaio Flaminio e Lucio Manlio Acidino diedero vita alla magnifica storia di Aquileia. Alle 20, al campo romano in fondo Pasqualis, “Il simposio”: lo spettacolo della cucina antica riproposta fra danze, teatro e dimostrazioni enogastronomiche. Alle 21, al campo romano in fondo Pasqualis, “Ludi gladiatori – il munus”: spettacolo finale di gladiatura.



















































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